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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
luned-marted 20-21 maggio 2013

Unicuique suum
Anno CLIII n. 115 (46.359)
.

Citt del Vaticano

Nella solennit di Pentecoste il Papa celebra la giornata dei movimenti, delle nuove comunit, delle associazioni e delle aggregazioni laicali

Una Chiesa che va incontro a tutti


Il fuoco della missione
Missione: senza dubbio questa la parola che meglio riassume la conclusione del grande incontro di Pentecoste tra il vescovo di Roma e oltre duecentomila fedeli appartenenti ad associazioni e movimenti cattolici. Proprio la realt, necessaria e urgente, di testimoniare e predicare il Vangelo stata infatti al centro della lunga veglia e poi dellomelia che Papa Francesco ha tenuto durante la messa sul sagrato di San Pietro, riprendendo anche temi ed espressioni della sua predicazione quotidiana a Santa Marta, tanto efficace quanto coinvolgente. Altrettanto vivide e appassionate sono state le risposte del Pontefice a quattro domande postegli. Ci ho pensato ha detto subito, quasi a sottolineare lautenticit di una testimonianza in prima persona che la chiave per capire davvero le parole del vescovo di Roma e linteresse che stanno suscitando anche al di fuori della Chiesa e dei suoi confini visibili. infatti lesperienza personale la storia della mia vita che Papa Francesco ha subito evocato per rivolgersi ai presenti in piazza San Pietro e a moltissime altre persone, donne e uomini, in tutto il mondo. La fede? Ho avuto la grazia di una famiglia dove questa realt si viveva in modo semplice e concreto, ha risposto, ed era una donna la mamma di mio padre che ci parlava di Ges. Come tante altre donne, fin dai primi tempi della Chiesa: per esempio, Loide ed Eunice, la nonna e la mamma di Timoteo la cui fede espressamente ricordata allinizio della seconda lettera indirizzatagli dallapostolo, ha osservato il Pontefice. Su questo doppio registro, di attenzione allesperienza personale e di meditazione profonda della Scrittura, si fonda la testimonianza che comunica con immediatezza Papa Francesco. Che ha presente come fosse ieri il 21 settembre 1953, quando a diciassette anni incontr un prete che non conosceva e con il quale si confess perch avvert nitidamente che qualcuno laspettava. Cos ha citato un versetto allinizio della profezia di Geremia per mostrare come sia il Signore per primo, paragonato al fiore di mandorlo, ad aspettarci. O a chiamare alla nostra porta, secondo limmagine apocalittica; ma anche a bussare per uscire fuori, e noi non lo lasciamo uscire, per le nostre sicurezze, perch tante volte siamo chiusi in strutture caduche ha aggiunto il Pontefice. In continuit con i predecessori Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, ricordati dal vescovo di Roma, ma anche Paolo VI, che sottolineava lurgenza per il nostro tempo di maestri che fossero soprattutto testimoni Papa Francesco ha di nuovo insistito sullimportanza decisiva di una testimonianza di vita coerente: per vivere il cristianesimo come un incontro con Ges che mi porta agli altri e non come un fatto sociale. In questo senso ha precisato che per i credenti in Cristo la povert non una categoria sociologica o filosofica o culturale, ma teologale: cio la povert che ci ha portato il Figlio di Dio con la sua incarnazione. Ed proprio questa testimonianza che deve spingere la Chiesa al di fuori di se stessa, verso tutte le periferie, esistenziali e materiali, nel mondo di oggi. Per una missione che abbandoni ogni autoreferenzialit e si lasci ravvivare dalla novit e dallarmonia di quel fuoco che raffigura lo Spirito di Dio. g.m.v.

una Chiesa non richiusa su se stessa ma aperta allincontro con tutti e impegnata accanto ai pi poveri nelle periferie esistenziali del mondo, quella che Papa Francesco propone ai movimenti, alle nuove comunit, alle associazioni e alle aggregazioni laicali nella festa di Pentecoste. Nella giornata loro dedicata nellAnno della fede, il Pontefice incontra per due volte nel giro di poche ore i protagonisti di queste realt ecclesiali giunti in massa in piazza San Pietro. Durante la veglia

di preghiera, presieduta sabato sera, il vescovo di Roma parla a lungo rispondendo a quattro domande sui temi della fede e della testimonianza personale. Preferisco mille volte una Chiesa incidentata afferma che una Chiesa ammalata per chiusura. Da qui lesortazione a uscire fuori, perch c bisogno di testimoni autentici e non di cristiani inamidati. Del resto fa notare richiamando la presenza di Paul Bhatti, fratello del ministro pakistano Shahbaz ucciso nel 2011

ci sono pi martiri oggi che nei primi secoli della Chiesa. E lindomani, celebrando la messa domenicale, il Papa torna su questi temi allomelia, esortando tutti a essere aperti alle sorprese di Dio. Infine, al Regina caeli traccia un bilancio della due giorni, definendola una festa della fede, una rinnovata Pentecoste che ha trasformato piazza San Pietro in un Cenacolo a cielo aperto.
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NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina presso la Domus Sanctae Marthae lEminentissimo Cardinale Daro Castrilln Hoyos. Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza: Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum; le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: Salvatore Gristina, Arcivescovo di Catania (Italia), in visita ad limina Apostolorum; Salvatore Pappalardo, Arcivescovo di Siracusa (Italia), in visita ad limina Apostolorum; Calogero La Piana, Arcivescovo di Messina - Lipari Santa Lucia del Mela (Italia), in visita ad limina Apostolorum; Ignazio Zambito, Vescovo di Patti (Italia), in visita ad limina Apostolorum; Paolo Urso, Vescovo di Ragusa (Italia), in visita ad limina Apostolorum; Salvatore Muratore, Vescovo di Nicosia (Italia), in visita ad limina Apostolorum; Antonio Staglian, Vescovo di Noto (Italia), in visita ad limina Apostolorum; Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone (Italia), in visita ad limina Apostolorum; Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale (Italia), in visita ad limina Apostolorum. In data 18 maggio, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dellArcidiocesi di Singapore, presentata dallEccellentissimo Monsignore Nicholas Chia Yeck Joo, in conformit al canone 401 1 del Codice di Diritto Canonico. Gli succede Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor William Goh, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

Torna la calma dopo i sanguinosi scontri con la polizia ma la tensione resta alta

Sfida dei salafiti in Tunisia


TUNISI, 20. ormai sfida senza esclusione di colpi quella lanciata dai salafiti al Governo tunisino dopo il no del ministero dellInterno al raduno nazionale che si sarebbe dovuto tenere ieri a Kairouan, enclave della parte pi dura del movimento nella Tunisia pi povera. E tra scontri dal bilancio grave ma ancora incerto (un giovane salafita rimasto ucciso alla periferia nord, a Cit Ettadhamen, della Grande Tunisi e decine di poliziotti sono rimasti feriti), spari, assalti e sassaiole, il Paese ha vissuto ieri il punto pi alto dello scontro che i salafiti vogliono alimentare contro uno Stato di cui non riconoscono affatto lautorit, minacciandone gli esponenti. trascorsa allinsegna della calma apparente, anche se la tensione resta alta, la notte in Tunisia, scossa ieri da violenti disordini tra la polizia e gruppi di salafiti, inferociti per il divieto a tenere il raduno nazionale. Il dispositivo approntato dal ministero dellInterno non stato comunque allentato nella notte e, come ha verificato lagenzia Ansa, le principali strade daccesso alla capitale erano sorvegliate da pattuglie miste (polizia e polizia stradale, affiancate dallesercito), dotate anche di mezzi blindati, che controllavano molti degli automezzi in transito. dunque scontro aperto senza riserve tra il Governo tunisino e i salafiti di Ansar Al Sharia. Il premier Ali Larayedh, espressione degli islamisti moderati di Ennahdha, ha accusato la formazione di essere unorganizzazione illegale che ha legami ed coinvolta nel terrorismo. Il no del ministero dellInterno guidato da poche settimane con decisione da Lotfi Ben Jeddou, ex magistrato antiterrorismo e poco incline al dialogo senza il rispetto della legge alla tenuta del raduno, che doveva portare a Kairouan almeno 40.000 salafiti, stato forse il pretesto che gli estremisti di Ansar Al Sharia cercavano da tempo per mostrare a tutti la loro capacit militare e la loro organizzazione. Una strategia che ieri si manifestata con evidenza quando sono scoppiati contemporaneamente tumulti in tutta la Tunisia e, non certo per coincidenza, vicino alle moschee che controllano e che offrono sempre, in casi come questo, rifugio a chi attacca le forze dellordine e poi scappa. Ma la Tunisia ufficiale sembra avere cambiato registro e la controprova sta nel dispiegamento di forze che Ben Jeddou ha deciso, mandando nella sola Kairouan ben undicimila uomini, con molte altre migliaia tenuti nelle caserme e fatti intervenire nei punti di crisi. Se in occasione dellassalto allambasciata statunitense dello scorso settembre i salafiti agirono quasi indisturbati, questa volta hanno trovato a sbarrare loro la strada migliaia di agenti, guardie nazionali, soldati che sono apparsi fortemente motivati e che non hanno fatto un passo indietro. Cosa che ha scatenato la rabbia degli estremisti di Ansar Al Sharia che hanno attaccato, bruciato, gettato sassi, puntualmente ricacciati indietro dalle forze dellordine e dai soldati. Il pugno di ferro del Governo si anche tradotto in un controllo estremo del territorio e al ricorso, contro i salafiti, di ogni mezzo. Come accaduto a Kairouan quando, contro quelli asserragliati nella moschea che vorrebbero fare diventare il centro del sognato califfato, sono stati lanciati dei cani lupo addestrati per i moti di piazza. La polizia tunisina ha arrestato 200 salafiti nel fine settimana. Tra questi anche Seifeddine Rais, portavoce ufficiale del gruppo fondamentalista. Negli ultimi giorni Seifeddine Rais ha partecipato a trasmissioni in radio e televisive, in merito al raduno nazionale che Ansar Al Sharia doveva tenere ieri a Kairouan. Da lui erano arrivate violentissime dichiarazioni contro lo Stato e le forze di sicurezza. Rais stato arrestato, hanno riferito ieri alcune emittenti radio, mentre stava cercando di entrare a Kairouan, passando per uno dei numerosi posti di blocco istituiti da forze di sicurezza ed esercito intorno alla citt destinata a ospitare il raduno nazionale dei salafiti. Secondo una fonte della sicurezza, citata dallemittente radio Shems, stata avviata una inchiesta su Seifeddine Rais perch, nelle sue dichiarazioni, sono stati rilevati ripetuti incitamenti a uccidere giornalisti e agenti della polizia. Dichiarazioni prese seriamente dal sindacato dei giornalisti tunisini che ha invitato i cronisti che si trovano nella citt di Kairouan alla massima cautela e a indossare le pettorine con la scritta Presse. Altre raccomandazioni del sindacato: muoversi in gruppo e, in caso di incidenti, cercare protezione dalle forze di sicurezza. Il raduno di Ansar Al Sharia stato ufficialmente rinviato di una settimana, ma questo ora pone gli estremisti salafiti davanti a un dilemma: se accetteranno di chiedere lautorizzazione significher che riconoscono la primazia dello Stato; se non lo faranno, rischiano dessere spazzati da una Tunisia ormai stanca delle loro violenze.

Violenti combattimenti nella provincia siriana di Homs


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Il 21 maggio 1972 un folle sfregi la Piet di Michelangelo

Perfezione infranta
ANTONIO PAOLUCCI
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Scontri tra polizia e manifestanti nel centro di Tunisi (Reuters)

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LOSSERVATORE ROMANO
Verso il vertice di Bruxelles Il governatore della Banca dInghilterra King punta il dito contro la finanza continentale

luned-marted 20-21 maggio 2013

LEuropa serra i ranghi nella lotta contro levasione fiscale


BRUXELLES, 20. Il problema dellevasione fiscale sar uno dei temi chiave del prossimo vertice europeo in programma mercoled a Bruxelles. Dopo che Austria e Lussemburgo hanno dimostrato maggiore disponibilit al dialogo, la strada sembra spianata verso un accordo globale sulla trasparenza e sullo scambio automatico dei dati. Da tempo Bruxelles preme per una maggiore integrazione nella lotta ai paradisi fiscali. A far sperare in sviluppi positivi una bozza delle conclusioni del vertice anticipata da Bloomberg, nella quale, oltre a indicare che sar data priorit agli sforzi per estendere lo scambio automatico di informazioni a livello Ue e globale, si prefigura una posizione pi morbida su questo tema da parte di Austria e Lussemburgo. Finora i due Paesi non si erano mostrati disponibili allattuazione di un network informativo, che dovrebbe comunque prevedere un periodo di transizione. Lo scenario non appariva cos ottimistico dopo lultimo vertice dellEcofin, con Vienna e il Gran Ducato a frenare di fronte alla proposta di un gruppo di Paesi (lItalia insieme a Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna) di chiedere a Bruxelles un sistema antievasione pi stringente, simile a quello americano. Nonostante le aperture, tuttavia, il vertice Ue resta in salita: le divergenze e gli attriti sulla materia fiscale sono ancora tanti, troppi forse per garantire un successo a tutto tondo. Un passo in avanti decisivo potrebbe arrivare dalla Svizzera. Secondo il quotidiano elvetico Les temps, lassociazione delle banche elvetiche sarebbe pronta ad aprirsi alla diffusione di dati e informazioni sui conti correnti cifrati dopo lassedio cui gli istituti di credito sono stati sottoposti sia da parte degli Stati Uniti sia da parte dellUnione europa. Da segnalare anche il rinnovato impegno di Londra. Il premier britannico, David Cameron, ha rivolto un appello ai leader di dieci territori doltremare o dipendenze della Corona britannica, a collaborare per combattere levasione fiscale. In particolare, in una lettera Cameron ha fatto riferimento al delicato tema dello scambio di informazioni sui residenti di quei territori che grazie allo status di residenti usufruiscono della bassa imposizione fiscale locale su redditi che invece sono stati generati altrove. Come sapete scrive Cameron la lotta contro il flagello dellevasione fiscale una delle priorit del vertice del G8 che la Gran Bretagna ospiter il prossimo giugno; a un mese da questo evento, bisogna fare ordine intanto in casa nostra: chiedo a tutti i territori doltremare e a tutti i territori della Corona di proseguire la loro collaborazione con la Gran Bretagna su due temi delicati, e cio lo scambio di informazioni fiscali e le leggi sullusufrutto. La lettera stata inviata ai leader delle Bermuda, Isole Vergini britanniche, Isole Cayman, Gibilterra, Anguilla, Montserrat, Isole Turks e Caicos, Jersey, Guernesey e Isola di Man. Allinizio di maggio Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia hanno lanciato una campagna comune contro levasione fiscale con uninchiesta su enormi conti bancari segreti, che ha preso le mosse da una fuga di informazioni provenienti dai paradisi fiscali. I tre Paesi hanno detto di aver condiviso soprattutto dati su conti nascosti a Singapore, nelle Isole Vergini britanniche, Isole Cayman e Isole Cook.

Per la Gran Bretagna il vero rischio leurozona


LONDRA, 20. Il maggior rischio per la ripresa economica della Gran Bretagna la debolezza delleurozona. La diagnosi senza appello arriva direttamente dal cuore della finanza doltre Manica: il governatore della Banca dInghilterra, Mervyn King. In unintervista a Bloomenberg King ha detto che sarebbe necessario un piano per la crescita di medio termine per rimettere in carreggiata leconomia britannica. Inoltre, nei prossimi due anni, ha aggiunto, dovrebbe esserci una ripresa della produzione di petrolio nel Mare del Nord. LEuropa ha poi sottolineato il governatore della banca dInghilterra ha bisogno in primo luogo di un piano credibile a medio termine per riportare le finanze pubbliche in ordine e in secondo luogo che si consenta agli stabilizzatori automatici di avere effetto. Questi due principi, un piano di medio termine credibile e flessibilit, sono la strada giusta da percorrere ha detto King. Dal canto suo, la Gran Bretagna deve fronteggiare in questo momento, come tutto il resto dellUnione europea, una gravissima crisi economica. Secondo listituto nazionale di statistica, nel primo trimestre il tasso di disoccupazione salito al 7,8 per cento, ovvero un totale di due milioni e 520.000 di senza lavoro.

Berlino non concede pi tempo a Parigi


PARIGI, 20. Il presidente della Banca centrale tedesca, la Bundesbank, Jens Weidmann, si oppone allipotesi di concedere pi tempo alla Francia per mettere a posto i suoi conti. La credibilit delle nuove regole non sar rafforzata se si deroga dai principi concedendo flessibilit ha spiegato Weidmann in unintervista a un quotidiano tedesco. La Francia ha una responsabilit particolare nella zona euro e deve prendere sul serio le nuove regole sulla riduzione del disavanzo disposte lanno scorso ha aggiunto Weidmann. La Commissione europea ha concesso due anni, fino al 2015, a Spagna e Francia per raggiungere gli obiettivi di riduzione del deficit al tre per cento del pil, come stabilito dai Trattati. Secondo lEliseo, leconomia francese, attualmente in recessione tecnica, potrebbe tornare a crescere nel secondo semestre dellanno. Il ministro delle Finanze, Pierre Moscovici, si detto fiducioso circa il calo del tasso di disoccupazione entro la fine del 2013. Mercoled scorso come riferisce lagenzia di stampa Ansa i dati dellistituto di statistica Insee hanno evidenziato un calo del prodotto interno lordo dello 0,2 per cento nel primo trimestre, dopo una simile contrazione nel quarto trimestre del 2012.

Il governatore della Banca dInghilterra Mervyn King (Reuters)

Secondo lultimo rapporto dellagenzia federale del lavoro

Rappresentano oltre un decimo del prodotto interno lordo

Piena occupazione in Germania per i laureati


BERLINO, 20. In Germania si arrivati in pratica alla piena occupazione per i laureati, secondo i dati raccolti dallagenzia federale del lavoro e pubblicati durante il fine settimana dalla Frankfurter Allgeimene Zeitung. Tra il 2001 e il 2011 hanno trovato lavoro 2,5 milioni di laureati in pi rispetto al decennio precedente, con un incremento del 50 per cento, che ha portato il totale a 7,7 milioni. La disoccupazione tra i possessori di una laurea di circa il 2,5 per cento. Il quotidiano tedesco ricorda che questo, secondo le normali definizioni macroeconomiche, corrisponde alla piena occupazione. Il dato comunque ulteriormente migliorato nel 2012, durante il quale lagenzia ha registrato 150.000 offerte di lavoro per possessori di una laurea, il 5 per cento in pi rispetto al 2011, e le previsioni per il 2013 sono ancora pi positive. La crescita occupazionale riguarda ogni tipo di titolo di studio accademico, ma il numero maggiore di occupati laureati sono ingegneri, oltre 700.000. Dal rapporto governativo emerge inoltre che in caso di perdita del posto di lavoro un laureato disoccupato su due deve aspettare meno di tre mesi per trovarne un altro, mentre quelli costretti ad attendere pi di un anno per avere di nuovo una busta paga non sono pi del 12 per cento.

Le rimesse dei migranti cruciali nei Paesi asiatici


ROMA, 20. Le rimesse dei migranti asiatici hanno un peso economico per i Paesi dorigine superiore di cinque volte a quello del totale degli aiuti allo sviluppo. quanto emerge dal rapporto Sending money home to Asia (mandiamo i soldi a casa in Asia) redatto dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad) e dalla Banca mondiale presentato oggi a Bangkok, dove fino al 23 maggio si terr il Forum globale sulle rimesse 2013. Secondo il rapporto, in ben nove Paesi le rimesse costituiscono circa il 10 per cento del prodotto interno lordo, con un picco del 50 per cento per quanto riguarda il Tadjkistan. In cifra assoluta, India, Cina, Filippine e Bangladesh sono i Paesi che ricevono il maggior numero di rimesse. Anche perch, nel 2012, il denaro dai migranti asiatici ha rappresentato il 63 per cento dei 450 miliardi di rimesse totali nel mondo. Nel 2012 il flusso totale di tali rimesse inviate alle loro famiglie dagli oltre sessanta milioni di asiatici che lavorano allestero ha superato il valore di 260 miliardi di dollari, il pi alto di sempre. Il rapporto parla di un incredibile potenziale di tali rimesse in tempo di crisi e sar questo il punto chiave intorno al quale ruoteranno i lavori del Forum. Il documento fornisce una serie di raccomandazioni tese a sfruttare il grande potenziale delle rimesse, il 40 per cento delle quali va alle popolazioni rurali. Secondo Kevin Cleaver, vicepresidente aggiunto dellIfad, occorre agevolare il collegamento tra le persone che ricevono rimesse e le istituzioni finanziarie in modo da creare opportunit di investimento soprattutto nellagricoltura. Presentando il rapporto, Cleaver ha aggiunto che per migliorare gli effetti delle rimesse andrebbe innanzitutto ridotto il costo del trasferimento del denaro.

Ballottaggi alle elezioni amministrative in Croazia


ZAGABRIA, 20. A quaranta giorni dalla adesione allUe la Croazia si recata ieri alle urne per le amministrative, considerate dagli analisti un importante test per la tenuta del Governo di centrosinistra. Bassa la partecipazione al voto per il rinnovo dei 555 consigli comunali e ventuno provinciali e lelezione diretta di altrettanti sindaci e presidenti di provincia. I primi risultati mostrano un esito incerto, con le sfide tra le varie coalizioni rinviate al ballottaggio del 2 giugno. A Zagabria, il sindaco uscente, Milan Bandi, ex socialdemocratico e ora indipendente, va al secondo turno con un notevole vantaggio sullo sfidante, il ministro della Sanit, Rajko Ostoji, candidato del Partito socialdemocratico (Sdp) del primo ministro, Zoran Milanovi. Gli exit poll danno Bandi al 44 per cento, contro il 25 per cento di Ostoji. A Spalato, capoluogo della Dalmazia, previsto un testa a testa tra il candidato dellSpd e quello dellUnione democratica croata (conservatori), mentre esce di scena il sindaco eljko Kerum, che si piazzato solo terzo con il 16 per cento dei voti. A Rijeka, invece, dovrebbero essere riconfermati i socialdemocratici, che governano la citt adriatica dal 1990.

Napolitano a un anno dal sisma in Emilia Romagna


ROMA, 20. A un anno dal terremoto che ha colpito i territori dellEmilia Romagna, interessando anche la Lombardia e il Veneto, il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, ha rivolto oggi un messaggio a quanti hanno subito gravi lutti e ingenti danni personali e materiali. Simili tragedie si legge nella nota del Quirinale infliggono una ferita al Paese intero che si deve ritrovare unito nel dolore e nel ricordo. In tal senso, desidero rinnovare il mio vivo apprezzamento per lesempio di forza e di coesione offerto dalle popolazioni nel reagire alla sciagura e il mio ringraziamento ai tanti cittadini che spontaneamente accorsero in aiuto prestando il loro sostegno nei momenti pi difficili con generosit e alto senso civico. Nella certezza che lo stesso spirito continuer ad animare il processo di ricostruzione, ha concluso il capo dello Stato, esprimo alle comunit colpite la vicinanza mia e di tutti gli italiani. Napolitano intervenuto oggi, nellanniversario delluccisione di Massimo DAntona, anche sulla situazione economica italiana, definendo la crisi attuale angosciante e drammatica.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel (Afp)

Per rilanciare gli accordi sulla normalizzazione dei rapporti diplomatici

Il ministro degli Esteri tedesco in Serbia e Kosovo


BELGRAD O, 20. La condizione principale per ulteriori progressi della Serbia sulla strada verso lUe lattuazione concreta dellaccordo raggiunto il mese scorso con il Kosovo. Lo ha detto ieri il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, in visita ufficiale a Belgrado. Il capo della diplomazia tedesca si detto ottimista sulla concessione alla Serbia di una data davvio del negoziato di adesione allUe nel consiglio europeo di fine giugno. A patto, ha sottolineato il ministro, di applicare, non necessariamente in una volta sola, ma anche passo dopo passo, laccordo sulla normalizzazione dei rapporti con Pristina raggiunto a Bruxelles il 19 aprile scorso, con la mediazione dellUnione europea. Trattative a livello tecnico fra delegazioni di Serbia e Kosovo sullapplicazione pratica dellaccordo non hanno finora portato ad alcun risultato per le differenti interpretazioni delle due parti, e per questo il capo della diplomazia e alto rappresentante della Politica estera e di sicurezza comune dellUe, Catherine Ashton, che fa da mediatore nel negoziato, ha nuovamente convocato i due premier, Ivica Dai e Hashim Thai, il 21 maggio a Bruxelles. Noi vogliamo un accordo sui modi di attuazione, ma non possiamo accettare di applicare qualcosa che non previsto nellintesa del 19 aprile, ha spiegato Dacic, riferendosi allimpasse tra Belgrado e Pristina. Il parere della Germania in sede di consiglio europeo ritenuto fondamentale per la decisione sulla data del negoziato con la Serbia, e per questo la dirigenza di Belgrado tiene molto ai contatti e ai colloqui con i rappresentanti di Berlino. I nostri due Paesi sono europei, noi e voi siamo parte dellEuropa, e siamo partner paritari. Voglio contribuire a fare in modo che lo storico accordo del 19 aprile venga ora attuato con successo ha precisato il ministro tedesco, che oggi si recher anche a Pristina. Prima di trasferirsi in Kosovo, Westerwelle incontrer il presidente serbo, Tomislav Nikoli, il premier Dai, e il ministro degli Esteri di Belgrado, Ivan Mrki. Intanto, stato confermato che Nikoli incontrer il 24 maggio a Soci il presidente russo, Vladimir Putin, con il quale firmer un accordo di partenariato strategico.

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luned-marted 20-21 maggio 2013

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pagina 3

Cinque autobombe insanguinano Baghdad


BAGHDAD, 20. Strage oggi a Baghdad. In alcuni quartieri della capitale irachena sono esplose cinque autobombe. Pesante il bilancio delle vittime: pi di quaranta i morti e oltre centosettanta i feriti. Proprio ieri il primo ministro iracheno, Nouri Al Maliki, aveva rivolto un appello alle comunit sciita e sunnita affinch le violenze interconfessionali, che negli ultimi giorni hanno insanguinato lIraq, non si ripetano pi. Un appello tanto pi necessario perch, stando alla recrudescenza delle violenze, lo scenario, gi critico, rischia nel prossimo futuro di deteriorarsi. E le violenze non si sono registrate solo a Baghdad. Nella citt di Bassora due vetture cariche di esplosivo sono state fatte deflagrare: undici i morti. E tredici persone sono rimaste uccise, a Samarra, in un altro attentato dinamitardo. In attacchi compiuti da miliziani contro alcuni posti di blocco sono morti 24 agenti di polizia. Le tensioni interconfessionali sono tornate ad acuirsi dopo la partenza delle ultime truppe statunitensi, nel dicembre 2011. Ma la rivalit tra sciiti e sunniti sempre stata una costante problematica nella storia del Paese. In pi di unoccasione, nel passato, lo stesso presidente statunitense, Barack Obama, ha sottolineato lesigenza di superare questa rivalit, nellottica di un processo di ricostruzione del Paese segnato da anni di conflitto. Negli ultimi mesi le tensioni si sono aggravate quando nelle province a maggioranza sunnita hanno avuto luogo proteste contro le politiche adottate dal premier sciita Al Maliki, giudicate discriminatorie. Addebito che il primo ministro irachen0 ha respinto al mittente.

Violenti combattimenti nella provincia siriana di Homs

Gruppo armato attacca nel Sinai le forze di sicurezza egiziane


IL CAIRO, 20. Un gruppo di uomini armati ha attaccato allalba una base delle forze di sicurezza egiziane nella penisola del Sinai. Lo riferiscono fonti della sicurezza citate dalla televisione satellitare Al Jazeera, secondo le quali i militari della base di Al Ahrash, nel nord del Sinai, hanno risposto al fuoco. Il lungo scontro si concluso solo con il ritiro degli aggressori, probabilmente legati ai gruppi militanti islamici. In base a un primo bilancio, non si contano vittime. Un atto ingiustificato: cos un portavoce di Hamas ha qualificato la chiusura del valico di Rafah, fra il Sinai e la Striscia di Gaza, imposta venerd dalle autorit egiziane che hanno chiuso ieri, nella stessa zona, anche il valico commerciale Auja. Queste misure sono giunte dopo il rapimento di sette militari egiziani nel Sinai settentrionale, a quanto pare da fondamentalisti islamici, e nel timore che gli ostaggi possano essere trasferiti verso Gaza. Come riferisce lagenzia di stampa Ansa, il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha fatto appello allEgitto affinch torni ad autorizzare il transito di persone e merci fra la Striscia di Gaza e il Sinai. I problemi interni dellEgitto ha precisato vanno risolti in una maniera diversa, e non a scapito del popolo palestinese. Il valico di Rafah, precisano fonti locali, resta chiuso anche oggi. Secondo Hamas questo stato di cose ha ripercussioni gravi in modo particolare per quegli abitanti della Striscia di Gaza che contavano di ricevere cure mediche in Egitto.

Distruzioni dopo una battaglia nella provincia di Homs (LaPresse/Ap)

DAMASCO, 20. Cresce, secondo indiscrezioni giornalistiche, la tensione tra Siria e Israele. Lesercito di Assad avrebbe puntato i suoi missili su Tel Aviv, che sar colpita se ci saranno nuovi raid sul territorio siriano. Israele ha ribadito che far tutto il possibile per impedire il trasferimento di armi ai miliziani di Hezbollah, il movimento sciita libanese. Sono state fonti della stampa internazionale a rivelare il dispiegamento delle batterie di missili siriane, sulla base del monitoraggio satellitare. Nelle scorse settimane Israele aveva lanciato diversi raid per bloccare come riferiscono le agenzie convogli di armi al confine tra Siria e Libano. Questa notte colpi darma da fuoco provenienti dal territorio siriano hanno raggiunto

la parte israeliana delle alture del Golan, senza causare danni n vittime: lo ha reso noto un portavoce dellesercito israeliano. Intanto, in Siria proseguono i combattimenti: nella regione di Homs le forze governative avrebbero conquistato la cittadina di Qusayr, considerata un punto strategico perch collega la capitale alle regioni costiere. Il bilancio parla al momento di almeno 58 morti e di circa seicento feriti, secondo gli attivisti. Fonti di stampa riferiscono di numerose vittime anche tra le forze governative e tra gli Hezbollah libanesi. Sul piano politico il presidente Assad in una recente intervista ha dichiarato che rinunciare sarebbe fuggire, sottolineando che il futuro del

popolo siriano sar deciso nelle elezioni presidenziali del 2014. Il presidente si poi mostrato scettico sulla possibilit che la conferenza internazionale progettata da Stati Uniti e Russia possa dare frutti. Credere che una conferenza possa fermare il terrorismo sul terreno irrealistico. I ribelli ha aggiunto il presidente siriano non sono unentit politica compatta, ma gruppi diversi, e non sono decine ma centinaia. Del progetto di conferenza internazionale che si dovrebbe svolgere sotto legida dellOnu a Ginevra discuteranno i ministri degli Esteri della Lega araba in un vertice di emergenza che si terr gioved 23 maggio a Doha. La riunione si terr dopo lincontro del gruppo Amici della Siria in Giordania.

Il premier Li Keqiang in visita a New Delhi

India e Cina per unintesa strategica


NEW DELHI, 20. Il primo ministro cinese, Li Keqiang, giunto ieri a New Delhi, per la sua prima visita allestero. Il tour comprende anche il Pakistan, la Svizzera e la Germania. Il premier ha definito produttivi i primi colloqui avuti ieri sera con il collega indiano Manmohn Singh. In dichiarazioni alla stampa, oggi, Li Keqiang ha poi fatto indirettamente riferimento a divergenze frontaliere indo-cinesi nella regione del Ladakh: a tale riguardo, ha detto che i due Paesi stanno cercando di accrescere la fiducia reciproca strategica. Il primo ministro cinese ha quindi sostenuto che lo sviluppo e la prosperit del mondo non potranno avvenire senza un simultaneo sviluppo di India e Cina. Li Keqiang, alla vigilia, aveva posto laccento sui tre obiettivi della visita: aumentare la fiducia reciproca, intensificare la cooperazione, affrontare le sfide del futuro. E come rilevano gli analisti, sono obiettivi che facilmente si riassumono in uno solo: rilanciare lintesa strategica tra Cina e India, nella chiara consapevolezza che i due Paesi sono destinati a svolgere di sempre maggiore peso nello scenario internazionale. Il primo ministro indiano, dal canto suo, si detto favorevole alla prospettiva di un rafforzamento dei legami con Pechino. E in riferimento alle recenti tensioni frontaliere (le autorit indiane, il 15 aprile scorso, hanno denunciato una presunta infiltrazione dellesercito cinese in un territorio, nella regione dellHimalaya, sul quale New Delhi reclama la propria sovranit) Manmohan Singh ha auspicato che eventuali frizioni siano appianate in breve tempo. A tale proposito, il premier indiano ha detto che nel prossimo futuro saranno organizzati incontri tra le autorit competenti dei due Paesi con lobiettivo di raggiungere uno stabile accordo su possibili contenziosi. Il primo ministro cinese, riferisce la France Presse, ha detto che, in un quadro di rispetto e fiducia reciproci, i due Paesi pensano sia opportuno migliorare i meccanismi di politica frontaliera cos da garantire nelle zone cosiddette sensibili un clima di pace e tranquillit. E per lIndia lazione diplomatica, in questi giorni, non si limita alla Cina. Nel Paese giunto anche il presidente afghano, Hamid Karzai. Obiettivo della sua missione, segnala lagenzia Reuters, di rafforzare lintesa con New Delhi anzitutto sul piano militare. E ci proprio mentre tra Afghanistan e Islamabad si sono riaccese forti tensioni al confine. In un comunicato diffuso dallufficio di presidenza afghano si afferma che Kabul punta a un rilancio dei rapporti con lIndia allo scopo di favorire lo sviluppo di equilibrate dinamiche a beneficio dellintera area. Nel 2011 New Delhi e Kabul hanno firmato unintesa di partnership, che prevede, tra laltro, corsi di formazione per le unit afghane in vista del ritiro del contingente internazionale dal Paese entro il 2014.

Forti tensioni segnano il clima politico in Pakistan


ISLAMABAD, 20. Forti tensioni stanno caratterizzando il clima politico in Pakistan, dopo le elezioni legislative svoltesi l11 maggio. Il leader del partito Pakistan Tehreek-i-Insaf (Pti), lex campione di cricket Imran Khan, ha accusato ieri il partito Mutthida Quami Movement (Mqm) di essere responsabile dellomicidio del suo vice. Zahra Shadid Hussain, 59 anni, stata uccisa da tre uomini armati davanti alla sua casa dopo che il suo partito aveva chiesto la ripetizione del voto in 43 distretti dove erano state denunciate numerose irregolarit. Khan, citato dalle agenzie di stampa internazionali, ha dichiarato: Ritengo Altaf Hussain, leader del movimento Mqm, direttamente responsabile dellassassinio, dal momento che aveva minacciato il Pti e i suoi leader. Intanto, la polizia pakistana ha aperto uninchiesta per stabilire se la matrice dellomicidio politica o imputabile alla criminalit comune.

Offensiva dellesercito contro Boko Haram

Scontri nel nord est nigeriano


ABUJA, 20. Altri morti nel fine settimana nel nord est della Nigeria. Gli scontri sono avvenuti nei tre Stati Borno, Yobe e Adamawa, dove la settimana scorsa il presidente Good Luck Jonathan aveva proclamato lo stato demergenza. Esercito e aviazione proseguono le operazioni contro i miliziani di Boko Haram, il gruppo di matrice fondamentalista autore nellultimo quadriennio di attentati e attacchi armati che hanno provocato oltre tremila morti. Particolarmente preoccupante la situazione a Maiduguri, la capitale del Borno dove lesercito ha imposto il coprifuoco totale e sta effettuando perquisizioni casa per casa. A Maiduguri, secondo fonti militari, sono stati ingaggiati scontri armati che tra sabato e domenica hanno portato alluccisione di 24 militanti del gruppo islamista e allarresto di altri 85. I portavoce dellesercito hanno altres comunicato che tra i soldati ci sono stati tre morti e sette feriti. Fonti locali citate dalle agenzie di stampa internazionali riferiscono che la popolazione della citt, chiusa in casa, teme ora la penuria alimentare. Sembrano cio avere conferma i timori espressi da diversi osservatori dopo lannuncio dello stato demergenza e il via libera dato allesercito sulle conseguenze che loperazione destinata ad avere sulle popolazioni civili. Tra l altro, diversi soggetti internazionali ritengono attendibili le denunce secondo le quali le forze di sicurezza nigeriane stanno commettendo gravi violazioni dei diritti umani nel corso delloffensiva contro i ribelli.

Attentato suicida nel nord dellAfghanistan


KABUL, 20. I talebani non abbassano la guardia e le violenze continuano a segnare il territorio afghano. Oggi un attentatore suicida si fatto esplodere allingresso della sede del Governo della provincia di Baghlan, nel nord, causando la morte di undici persone: tra le vittime figura il presidente del consiglio provinciale, Mohammad Rasul Mohsini. Secondo una prima ricostruzione dellaccaduto, lattentatore suicida, che vestiva ununiforme della polizia, si avvicinato a piedi al gruppo di persone che accompagnava il presidente del Consiglio provinciale e si fatto poi esplodere fra le sue guardie del corpo. Subito dopo lattentato il presidente afghano, Hamid Karzai, ha diffuso un comunicato in cui ha espresso ferma condanna, ribadendo la determinazione a combattere contro coloro che vogliono minare il processo di ricostruzione del Paese. Lo stesso Karzai, nei giorni scorsi, aveva sottolineato le sfide che attendono lAfghanistan, anche in vista del completo ritiro del contingente internazionale, entro il 2014. E la sfida maggiore interpella le forze locali che, da sole, dovranno gestire la responsabilit della sicurezza in un territorio che continua a essere segnato da attentati e imboscate.

Si riaccendono le violenze nel Burundi


BUJUMBURA, 20. Nelle complesse e intricate crisi della regione dei Grandi Laghi, la violenza torna a colpire anche il Burundi, dove sabato tre civili sono stati uccisi e una decina sono stati feriti in unimboscata contro un autobus nei pressi di Gatumba, a una decina di chilometri a nord della capitale Bujumbura. Alcuni sopravvissuti hanno raccontato a fonti di stampa locali che autori dellagguato sono stati una quindicina di uomini pesantemente armati. Secondo testimoni citati dal sito dinformazione indipendente Iwacu, si trattava di ribelli delle Forze nazionali di liberazione (Fnl), il gruppo guidato da Agathon Rwasa, passato alla clandestinit pi di due anni fa, dopo le contestate elezioni del 2010, vinte dal presidente Pierre Nkurunziza e da allora spostatosi oltre frontiera, nella Repubblica Democratica del Congo. Tale versione stata poi confermata da fonti di polizia che hanno attribuito lassalto il primo del genere da pi di un anno, dopo che nei mesi precedenti cerano stati pi di quattrocento morti a un gruppuscolo di ribelli arrivati appunto dal territorio congolese, dove avrebbero ripiegato dopo il sanguinoso agguato.

Il presidente del Myanmar da Obama


WASHINGTON, 20. A conferma dellulteriore avvicinamento tra Stati Uniti e Myanmar, il presidente del Paese asiatico, Thein Sein, sar ricevuto oggi alla Casa Bianca da Barack Obama. La visita di Thein che negli ultimi anni ha avviato una serie di riforme democratiche, ordinando anche la scarcerazione di numerosi detenuti politici la prima di un leader della Nazione del sud est asiatico dal 1966 e segue quella fatta da Obama a Naypyidaw nel novembre dello scorso anno. In agenda ci sar la situazione in Myanmar e i suoi sforzi per sviluppare un sistema democratico alla luce anche delle tensioni etniche interne. Sia lUe che gli Stati Uniti hanno di recente rimosso le sanzioni economiche imposte al Governo del Myanmar, aprendo quindi una nuova fase nelle relazioni politiche e commerciali con Naypyidaw.

Ban Ki-moon condanna la provocazione nordcoreana

Pyongyang lancia altri missili


PYONGYANG, 20. La Corea del Nord ha lanciato oggi un ulteriore missile a corto raggio dalla costa orientale, e finito nel mar del Giappone, mostrando segnali di attivit militare per il terzo giorno di fila con un totale di 5 vettori testati. Sabato il regime comunista di Pyongyang ha lanciato tre missili a corto raggio e ieri ne ha testato un altro. Siamo molto preoccupati per questo atto provocatorio della Corea del Nord. Mi auguro che Pyongyang si astenga dal continuare con questo genere di azioni, ha dichiarato ieri il segretario generale dellOnu, Ban Kimoon dopo un incontro a Soci con il presidente russo Vladimir Putin. tempo di riprendere il dialogo e di placare le tensioni. Le Nazioni Unite sono pronte a fare la loro parte, ha aggiunto auspicando che la la Russia utilizzi i suoi contatti per abbassare la tensione e rafforzare il dialogo con la Corea del Nord.

Missili nordcoreani lanciati dalla costa orientale (Afp)

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luned-marted 20-21 maggio 2013

LOSSERVATORE ROMANO

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La veglia di preghiera presieduta da Papa Francesco in piazza San Pietro in occasione della Giornata dei movimenti, delle nuove comunit, delle associazioni e delle aggregazioni laicali per lAnno della fede

Una Chiesa che va incontro a tutti


Pubblichiamo il testo del discorso pronunciato da Papa Francesco in risposta a quattro domande rivoltegli durante la veglia di Pentecoste presieduta in piazza San Pietro sabato sera, 18 maggio. Buonasera a tutti! Sono contento di incontrarvi e che tutti noi ci incontriamo in questa piazza per pregare, per essere uniti e per aspettare il dono dello Spirito. Io conoscevo le vostre domande e ci ho pensato questo, quindi, non senza conoscenza! Primo, la verit! Le ho qui, scritte. La prima come lei ha potuto raggiungere nella sua vita la certezza sulla fede; e quale strada ci indica perch ciascuno di noi possa vincere la fragilit della fede? una domanda storica, perch riguarda la mia storia, la storia della mia vita! Io ho avuto la grazia di crescere in una famiglia in cui la fede si viveva in modo semplice e concreto; ma stata soprattutto mia nonna, la mamma di mio padre, che ha segnato il mio cammino di fede. Era una donna che ci spiegava, ci parlava di Ges, ci insegnava il Catechismo. Ricordo sempre che il Venerd Santo ci portava, la sera, alla processione delle candele, e alla fine di questa processione arrivava il Cristo giacente, e la nonna ci faceva a noi bambini inginocchiare e ci diceva: Guardate, morto, ma domani risuscita. Ho ricevuto il primo annuncio cristiano proprio da questa donna, da mia nonna! bellissimo, questo! Il primo annuncio in casa, con la famiglia! E questo mi fa pensare allamore di tante mamme e di tante nonne nella trasmissione della fede. Sono loro che trasmettono la fede. Questo avveniva anche nei primi tempi, perch san Paolo diceva a Timoteo: Io ricordo la fede della tua mamma e della tua nonna (cfr. 2Tm 1, 5). Tutte le mamme che sono qui, tutte le nonne, pensate a questo! Trasmettere la fede. Perch Dio ci mette accanto delle persone che aiutano il nostro cammino di fede. Noi non troviamo la fede nellastratto; no! sempre una persona che predica, che ci dice chi Ges, che ci trasmette la fede, ci d il primo annuncio. E cos stata la prima esperienza di fede che ho avuto. Ma c un giorno per me molto importante: il 21 settembre del 53. Avevo quasi 17 anni. Era il Giorno dello studente, per noi il giorno della Primavera da voi il giorno dellAutunno. Prima di andare alla festa, sono passato nella parrocchia dove andavo, ho trovato un prete, che non conoscevo, e ho sentito la necessit di confessarmi. Questa stata per me unesperienza di incontro: ho trovato che qualcuno mi aspettava. Ma non so cosa sia successo, non ricordo, non so proprio perch fosse quel prete l, che non conoscevo, perch avessi sentito questa voglia di confessarmi, ma la verit che qualcuno maspettava. Mi stava aspettando da tempo. Dopo la Confessione ho sentito che qualcosa era cambiato. Io non ero lo stesso. Avevo sentito proprio come una voce, una chiamata: ero convinto che dovessi diventare sacerdote. Questa esperienza nella fede importante. Noi diciamo che dobbiamo cercare Dio, andare da Lui a chiedere perdono, ma quando noi andiamo, Lui ci aspetta, Lui prima! Noi, in spagnolo, abbiamo una parola che spiega bene questo: Il Signore sempre ci primerea, primo, ci sta aspettando! E questa proprio una grazia grande: trovare uno che ti sta aspettando. Tu vai peccatore, ma Lui ti sta aspettando per perdonarti. Questa lesperienza che i Profeti di Israele descrivevano dicendo che il Signore come il fiore di mandorlo, il primo fiore della Primavera (cfr. Ger 1, 11-12). Prima che vengano gli altri fiori, c lui: lui che aspetta. Il Signore ci aspetta. E quando noi Lo cerchiamo, troviamo questa realt: che Lui ad aspettarci per accoglierci, per darci il suo amore. E questo ti porta nel cuore uno stupore tale che non lo credi, e cos va crescendo la fede! Con lincontro con una persona, con lincontro con il Signore. Qualcuno dir: No, io preferisco studiare la fede nei libri!. importante studiarla, ma, guarda, questo solo non basta! Limportante lincontro con Ges, lincontro con Lui, e questo ti d la fede, perch proprio Lui che te la d! Anche voi parlavate della fragilit della fede, come si fa per vincerla. Il nemico pi grande che ha la fragilit curioso, eh? la paura. Ma non abbiate paura! Siamo fragili, e lo sappiamo. Ma Lui pi forte! Se tu vai con Lui, non c problema! Un bamno di casa e vanno per la strada: un incidente. Ma io vi dico: preferisco mille volte una Chiesa incidentata, incorsa in un incidente, che una Chiesa ammalata per chiusura! Uscite fuori, uscite! Pensate anche a quello che dice lApocalisse. Dice una cosa bella: che Ges alla porta e chiama, chiama per entrare nel nostro cuore (cfr. Ap 3, 20). Questo il senso dellApocalisse. Ma fatevi questa domanda: quante volte Ges dentro e bussa alla porta per uscire, per uscire fuori, e noi non lo lasciamo uscire, per le nostre sicurezze, perch tante volte siamo chiusi in strutture caduche, che servono soltanto per farci schiavi, e non liberi figli di Dio? In questa uscita importante andare allincontro; questa parola per me molto importante: lincontro con gli altri. Perch? Perch la fede un incontro con Ges, e noi dobbiamo fare la stessa cosa che fa Ges: incontrare gli altri. Noi viviamo una cultura dello scontro, una cultura della frammentazione, una cultura in cui quello che non mi serve lo getto via, la cultura dello scarto. Ma su questo punto, vi invito a pensare ed parte della crisi agli anziani, che sono la saggezza di un popolo, ai bambini... la cultura dello scarto! Ma noi dobbiamo andare allincontro e dobbiamo creare con la nostra fede una cultura dellincontro, una cultura dellamicizia, una cultura dove troviamo fratelli, dove possiamo parlare anche con quelli che non la pensano come noi, anche con quelli che hanno unaltra fede, che non hanno la stessa fede. Tutti hanno qualcosa in comune con noi: sono immagini di Dio, sono figli di Dio. Andare allincontro con tutti, senza negoziare la nostra appartenenza. E un altro punto importante: con i poveri. Se usciamo da noi stessi, troviamo la povert. Oggi questo fa male al cuore dirlo oggi, trovare un barbone morto di freddo non notizia. Oggi notizia, forse, uno scandalo. Uno scandalo: ah, quello notizia! Oggi, pensare che tanti bambini non hanno da mangiare non notizia. Questo grave, questo grave! Noi non possiamo restare tranquilli! Mah... le cose sono cos. Noi non possiamo diventare cristiani inamidati, quei cristiani troppo educati, che parlano di cose teologiche mentre prendono il t, tranquilli. No! Noi dobbiamo diventare cristiani coraggiosi e andare a cercare quelli che sono proprio la carne di Cristo, quelli che sono la carne di Cristo! Quando io vado a confessare ancora non posso, perch per uscire a confessare... di qui non si pu uscire, ma questo un altro problema quando io andavo a confessare nella diocesi precedente, venivano alcuni e sempre facevo questa domanda: Ma, lei d lelemosina? S, padre!. Ah, bene, bene. E gliene facevo due in pi: Mi dica, quando lei d lelemosina, guarda negli occhi quello o quella a cui d lelemosina? Ah, non so, non me ne sono accorto. Seconda domanda: E quando lei d lelemosina, tocca la mano di quello al quale d lelemosina, o gli getta la moneta?. Questo il problema: la carne di Cristo, toccare la carne di Cristo, prendere su di noi questo dolore per i poveri. La povert, per noi cristiani, non una categoria sociologica o filosofica o culturale: no, una categoria teologale. Direi, forse la prima categoria, perch quel Dio, il Figlio di Dio, si abbassato, si fatto povero per camminare con noi sulla strada. E questa la nostra povert: la povert della carne di Cristo, la povert che ci ha portato il Figlio di Dio con la sua Incarnazione. Una Chiesa povera per i poveri incomincia con landare verso la carne di Cristo. Se noi andiamo verso la carne di Cristo, incominciamo a capire qualcosa, a capire che cosa sia questa povert, la povert del Signore. E questo non facile. Ma c un problema che non fa bene ai cristiani: lo spirito del mondo, lo spirito mondano, la mondanit spirituale. Questo ci porta ad una sufficienza, a vivere lo spirito del mondo e non quello di Ges. La domanda che facevate voi: come si deve vivere per affrontare questa crisi che tocca letica pubblica, il modello di sviluppo, la politica. Siccome questa una crisi delluomo, una crisi che distrugge luomo, una crisi che spoglia luomo delletica. Nella vita pubblica, nella politica, se non c letica, unetica di riferimento, tutto possibile e tutto si pu fare. E noi vediamo, quando leggiamo i giornali, come la mancanza di etica nella vita pubblica faccia tanto male allumanit intera. Vorrei raccontarvi una storia. Lho fatto gi due volte questa settimana, ma lo far una terza volta con voi. la storia che racconta un midrash biblico di un Rabbino del secolo XII. Lui narra la storia della costruzione della Torre di Babele e dice che, per costruire la Torre di Babele, era necessario fare i mattoni. Che cosa significa questo? Andare, impastare il fango, portare la paglia, fare tutto... poi, al forno. E quando il mattone era fatto doveva essere portato su, per la costruzione della Torre di Babele. Un mattone era un tesoro, per tutto il lavoro che ci voleva per farlo. Quando cadeva un mattone, era una tragedia nazionale e loperaio colpevole era punito; era tanto prezioso un mattone che se cadeva era un dramma. Ma se cadeva un operaio, non succedeva niente, era unaltra cosa. Questo succede oggi: se gli investimenti nelle banche calano un po... tragedia... come si fa? Ma se muoiono di fame le persone, se non hanno da mangiare, se non hanno salute, non fa niente! Questa la nostra crisi di oggi! E la testimonianza di una Chiesa povera per i poveri va contro questa mentalit. La quarta domanda: Davanti a queste situazioni, mi pare che il mio confessare, la mia testimonianza sia timida e impacciata. Vorrei fare di pi, ma cosa? E come aiutare questi nostri fratelli, come alleviare la loro sofferenza non potendo fare nulla o ben poco per cambiare il loro contesto politico-sociale?. Per annunciare il Vangelo sono necessarie due virt: il coraggio e la pazienza. Loro [i cristiani che soffrono] sono nella Chiesa della pazienza. Loro soffrono e ci sono pi martiri oggi che nei primi secoli della Chiesa; pi martiri! Fratelli e sorelle nostri. Soffrono! Loro portano la fede fino al martirio. Ma il martirio non mai una sconfitta; il martirio il grado pi alto della testimonianza che noi dobbiamo dare. Noi siamo in cammino verso il martirio, dei piccoli martri: rinunciare a questo, fare questo... ma siamo in cammino. E loro, poveretti, danno la vita, ma la danno come abbiamo sentito la situazione nel Pakistan per amore a Ges, testimoniando Ges. Un cristiano deve sempre avere questo atteggiamento di mitezza, di umilt, proprio latteggiamento che hanno loro, confidando in Ges, affidandosi a Ges. Bisogna precisare che tante volte questi conflitti non hanno unorigine religiosa; spesso ci sono altre cause, di tipo sociale e politico, e purtroppo le appartenenze religiose vengono utilizzate come benzina sul fuoco. Un cristiano deve saper sempre rispondere al male con il bene, anche se spesso difficile. Noi cerchiamo di far sentire loro, a questi fratelli e sorelle, che siamo profondamente uniti profondamente uniti! alla loro situazione, che noi sappiamo che sono cristiani entrati nella pazienza. Quando Ges va incontro alla Passione, entra nella pazienza. Loro sono entrati nella pazienza: farlo sapere a loro, ma anche farlo sapere al Signore. Vi pongo la domanda: pregate per questi fratelli e queste sorelle? Voi pregate per loro? Nella preghiera di tutti i giorni? Io non chieder ora che alzi la mano colui che prega: no. Non lo chieder, adesso. Ma pensatelo bene. Nella preghiera di tutti i giorni diciamo a Ges: Signore, guarda questo fratello, guarda a questa sorella che soffre tanto, che soffre tanto!. Loro fanno lesperienza del limite, proprio del limite tra la vita e la morte. E anche per noi: questa esperienza deve portarci a promuovere la libert religiosa per tutti, per tutti! Ogni uomo e ogni donna devono essere liberi nella propria confessione religiosa, qualsiasi essa sia. Perch? Perch quelluomo e quella donna sono figli di Dio. E cos, credo di avere detto qualcosa sulle vostre domande; mi scuso se sono stato troppo lungo. Grazie tante! Grazie a voi, e non dimenticate: niente di una Chiesa chiusa, ma una Chiesa che va fuori, che va alle periferie dellesistenza. Che il Signore ci guidi laggi. Grazie.

Lomelia della messa di Pentecoste

Aperti alle sorprese di Dio


Novit, armonia e missione sono i tre temi affrontati da Papa Francesco allomelia della messa di Pentecoste, celebrata sul sagrato della basilica Vaticana domenica mattina, 19 maggio, in occasione della Giornata dei movimenti. Cari fratelli e sorelle, in questo giorno noi contempliamo e riviviamo nella liturgia leffusione dello Spirito Santo operata da Cristo risorto sulla sua Chiesa; un evento di grazia che ha riempito il cenacolo di Gerusalemme per espandersi nel mondo intero. Ma che cosa avvenne in quel giorno cos lontano da noi, eppure cos vicino da raggiungere lintimo del nostro cuore? San Luca ci offre la risposta nel brano degli Atti degli Apostoli che abbiamo ascoltato (2, 1-11). Levangelista ci riporta a Gerusalemme, al piano superiore della casa nella quale sono riuniti gli Apostoli. Il primo elemento che attira la nostra attenzione il fragore che improvviso viene dal cielo, quasi un vento che si abbatte impetuoso e riempie la casa; poi le lingue come di fuoco che si dividevano e si posavano su ciascuno degli Apostoli. Fragore e lingue infuocate sono segni precisi e concreti che toccano gli Apostoli, non solo esteriormente, ma anche nel loro intimo: nella mente e nel cuore. La conseguenza che tutti furono colmati di Spirito Santo, il quale sprigiona il suo dinamismo irresistibile, con esiti sorprendenti: Cominciarono a parlare in altre lingue nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Si apre allora davanti a noi un quadro del tutto inatteso: una grande folla si raduna ed piena di meraviglia perch ciascuno sente parlare gli Apostoli nella propria lingua. Tutti fanno unesperienza nuova, mai accaduta prima: Li udiamo parlare nelle nostre lingue. E di che cosa parlano? Delle grandi opere di D io. Alla luce di questo brano degli Atti, vorrei riflettere su tre parole legate allazione dello Spirito: novit, armonia, missione. La novit ci fa sempre un po di paura, perch ci sentiamo pi sicuri se abbiamo tutto sotto controllo, se siamo noi a costruire, a programmare, a progettare la nostra vita secondo i nostri schemi, le nostre sicurezze, i nostri gusti. E questo avviene anche con Dio. Spesso lo seguiamo, lo accogliamo, ma fino ad un certo punto; ci difficile abbandonarci a Lui con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo lanima, la guida della nostra vita, in tutte le scelte; abbiamo paura che Dio ci faccia percorrere strade nuove, ci faccia uscire dal nostro orizzonte spesso limitato, chiuso, egoista, per aprirci ai suoi orizzonti. Ma, in tutta la storia della salvezza, quando Dio si rivela porta novit Dio porta sempre novit , trasforma e chiede di fidarsi totalmente di Lui: No costruisce unarca deriso da tutti e si salva; Abramo lascia la sua terra con in mano solo una promessa; Mos affronta la potenza del faraone e guida il popolo verso la libert; gli Apostoli, timorosi e chiusi nel cenacolo, escono con coraggio per annunciare il Vangelo. Non la novit per la novit, la ricerca del nuovo per superare la noia, come avviene spesso nel nostro tempo. La novit che Dio porta nella nostra vita ci che veramente ci realizza, ci che ci dona la vera gioia, la vera serenit, perch Dio ci ama e vuole solo il nostro bene. Domandiamoci oggi: siamo aperti alle sorprese di Dio? O ci chiudiamo, con paura, alla novit dello Spirito Santo? Siamo coraggiosi per andare per le nuove strade che la novit di Dio ci offre o ci difendiamo, chiusi in strutture caduche che hanno perso la capacit di accoglienza? Ci far bene farci queste domande durante tutta la giornata. Un secondo pensiero: lo Spirito Santo, apparentemente, sembra creare disordine nella Chiesa, perch porta la diversit dei carismi, dei doni; ma tutto questo invece, sotto la sua azione, una grande ricchezza, perch lo Spirito Santo lo Spirito di unit, che non significa uniformit, ma ricondurre il tutto allarmonia. Nella Chiesa larmonia la fa lo Spirito Santo. Uno dei Padri della Chiesa ha unespressione che mi piace tanto: lo Spirito Santo ipse harmonia est. Lui proprio larmonia. Solo Lui pu suscitare la diversit, la pluralit, la molteplicit e, nello stesso tempo, operare lunit. Anche qui, quando siamo noi a voler fare la diversit e ci chiudiamo nei nostri particolarismi, nei nostri esclusivismi, portiamo la divisione; e quando siamo noi a voler fare lunit secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare luniformit, lomologazione. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la variet, la diversit non diventano mai conflitto, perch Egli ci spinge a vivere la variet nella comunione della Chiesa. Il camminare insieme nella Chiesa, guidati dai Pastori, che hanno uno speciale carisma e ministero, segno dellazione dello Spirito Santo; lecclesialit una caratteristica fondamentale per ogni cristiano, per ogni comunit, per ogni movimento. la Chiesa che mi porta Cristo e mi porta a Cristo; i cammini paralleli sono tanto pericolosi! Quando ci si avventura andando oltre (proagon) la dottrina e la Comunit ecclesiale dice lApostolo Giovanni nella sua Seconda Lettera e non si rimane in esse, non si uniti al Dio di Ges Cristo (cfr. 2Gv v. 9). Chiediamoci allora: sono aperto allarmonia dello Spirito Santo, superando ogni esclusivismo? Mi faccio guidare da Lui vivendo nella Chiesa e con la Chiesa? Lultimo punto. I teologi antichi dicevano: lanima una specie di barca a vela, lo Spirito Santo il vento che soffia nella vela per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la sua spinta, senza la sua grazia, noi non andiamo avanti. Lo Spirito Santo ci fa entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede, dellincontro con Cristo. Lo Spirito Santo lanima della missione. Quanto avvenuto a Gerusalemme quasi duemila anni fa non un fatto lontano da noi, un fatto che ci raggiunge, che si fa esperienza viva in ciascuno di noi. La Pentecoste del cenacolo di Gerusalemme linizio, un inizio che si prolunga. Lo Spirito Santo il dono per eccellenza di Cristo risorto ai suoi Apostoli, ma Egli vuole che giunga a tutti. Ges, come abbiamo ascoltato nel Vangelo, dice: Io pregher il Padre ed egli vi dar un altro Parclito perch rimanga con voi per sempre (Gv 14, 16). lo Spirito Parclito, il Consolatore, che d il coraggio di percorrere le strade del mondo portando il Vangelo! Lo Spirito Santo ci fa vedere lorizzonte e ci spinge fino alle periferie esistenziali per annunciare la vita di Ges Cristo. Chiediamoci se abbiamo la tendenza di chiuderci in noi stessi, nel nostro gruppo, o se lasciamo che lo Spirito Santo ci apra alla missione. Ricordiamo oggi queste tre parole: novit, armonia, missione. La liturgia di oggi una grande preghiera che la Chiesa con Ges eleva al Padre, perch rinnovi leffusione dello Spirito Santo. Ciascuno di noi, ogni gruppo, ogni movimento, nellarmonia della Chiesa, si rivolga al Padre per chiedere questo dono. Anche oggi, come al suo nascere, insieme con Maria la Chiesa invoca: Veni Sancte Spiritus! Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore!. Amen.

bino fragilissimo ne ho visti tanti, oggi , ma era con il pap, con la mamma: al sicuro! Con il Signore siamo sicuri. La fede cresce con il Signore, proprio dalla mano del Signore; questo ci fa crescere e ci rende forti. Ma se noi pensiamo di poterci arrangiare da soli... Pensiamo che cosa successo a Pietro: Signore, io mai ti rinnegher! (cfr. Mt 26, 33-35); e poi ha cantato il gallo e laveva rinnegato per tre volte! (cfr. vv. 69-75). Pensiamo: quando noi abbiamo troppa fiducia in noi stessi, siamo pi fragili, pi fragili. Sempre con il Signore! E dire con il Signore significa dire con lEucaristia, con la Bibbia, con la preghiera... ma anche in famiglia, anche con la mamma, anche con lei, perch lei quella che ci porta al Signore; la madre, quella che sa tutto. Quindi pregare anche la Madonna e chiederle che, come mamma, mi faccia forte. Questo quello che io penso sulla fragilit, almeno la mia esperienza. Una cosa che mi rende forte tutti i giorni pregare il Rosario alla Madonna. Io sento una forza tanto grande perch vado da lei e mi sento forte. Passiamo alla seconda domanda. Penso che tutti noi qui presenti sentiamo fortemente la sfida, la sfida della evangelizzazione, che al cuore delle nostre esperienze. Per questo vorrei chiedere a Lei, Padre Santo, di aiutare me e tutti noi a capire come vivere questa sfida nel nostro tempo, qual per lei la cosa pi importante cui tutti noi movimenti, associazioni e comunit dobbiamo guardare per attuare il compito cui siamo chiamati. Come possiamo comunicare in modo efficace la fede di oggi?. Dir soltanto tre parole. La prima: Ges. Chi la cosa pi importante? Ges. Se noi andiamo avanti con lorganizzazione, con al-

tre cose, con belle cose, ma senza Ges, non andiamo avanti, la cosa non va. Ges pi importante. Adesso, vorrei fare un piccolo rimprovero, ma fraternamente, tra noi. Tutti voi avete gridato nella piazza Francesco, Francesco, Papa Francesco. Ma, Ges dovera? Io avrei voluto che voi gridaste: Ges, Ges il Signore, ed proprio in mezzo a noi!. Da qui in avanti, niente Francesco, ma Ges! La seconda parola : la preghiera. Guardare il volto di Dio, ma soprattutto e questo collegato con quello che ho detto prima sentirsi guardati. Il Signore ci guarda: ci guarda prima. La mia esperienza ci che sperimento davanti al sagrario [Tabernacolo] quando vado a pregare, la sera, davanti al Signore. Alcune volte mi addormento un pochettino; questo vero, perch un po la stanchezza della giornata ti fa addormentare. Ma Lui mi capisce. E sento tanto conforto quando penso che Lui mi guarda. Noi pensiamo che dobbiamo pregare, parlare, parlare, parlare... No! Lsciati guardare dal Signore. Quando Lui ci guarda, ci d forza e ci aiuta a testimoniarlo perch la domanda era sulla testimonianza della fede, no? Primo Ges, poi preghiera sentiamo che Dio ci sta tenendo per mano. Sottolineo allora limportanza di questo: lasciarsi guidare da Lui. Questo pi importante di qualsiasi calcolo. Siamo veri evangelizzatori lasciandoci guidare da Lui. Pensiamo a Pietro; forse stava facendo la siesta, dopo pranzo, e ha avuto una visione, la visione della tovaglia con tutti gli animali, e ha sentito che Ges gli diceva qualcosa, ma lui non capiva. In quel momento, sono venuti alcuni non-ebrei a chiamarlo per andare in una casa, e ha visto come lo Spirito Santo era laggi. Pietro si lasciato guidare da Ges per giungere a quella prima evange-

lizzazione ai gentili, che non erano ebrei: una cosa inimmaginabile in quel tempo (cfr. At 10, 9-33). E cos, tutta la storia, tutta la storia! Lasciarsi guidare da Ges. proprio il leader; il nostro leader Ges. E terza: la testimonianza. Ges, preghiera la preghiera, quel lasciarsi guidare da Lui e poi testimonianza. Ma vorrei aggiungere qualcosa. Questo lasciarsi guidare da Ges ti porta alle sorprese di Ges. Si pu pensare che levangelizzazione dobbiamo programmarla a tavolino, pensando alle strategie, facendo dei piani. Ma questi sono strumenti, piccoli strumenti. Limportante Ges e lasciarsi guidare da Lui. Poi possiamo fare le strategie, ma questo secondario. Infine, la testimonianza: la comunicazione della fede si pu fare soltanto con la testimonianza, e questo lamore. Non con le nostre idee, ma con il Vangelo vissuto nella propria esistenza e che lo Spirito Santo fa vivere dentro di noi. come una sinergia fra noi e lo Spirito Santo, e questo conduce alla testimonianza. La Chiesa la portano avanti i Santi, che sono proprio coloro che danno questa testimonianza. Come ha detto Giovanni Paolo II e anche Benedetto XVI, il mondo di oggi ha tanto bisogno di testimoni. Non tanto di maestri, ma di testimoni. Non parlare tanto, ma parlare con tutta la vita: la coerenza di vita, proprio la coerenza di vita! Una coerenza di vita che vivere il cristianesimo come un incontro con Ges che mi porta agli altri e non come un fatto sociale. Socialmente siamo cos, siamo cristiani, chiusi in noi. No, questo no! La testimonianza! La terza domanda: Vorrei chiederle, Padre Santo, come io e tutti noi possiamo vivere una Chiesa povera e per i poveri. In che modo luomo sofferente una domanda per la nostra fede? Noi tutti, come movimenti, associazioni laicali, quale contributo concreto ed efficace possiamo dare alla Chiesa e alla societ per affrontare questa grave crisi che tocca letica pubblica questo importante! il modello di sviluppo, la politica, insomma un nuovo modo di essere uomini e donne?. Riprendo dalla testimonianza. Prima di tutto, vivere il Vangelo il principale contributo che possiamo

dare. La Chiesa non un movimento politico, n una struttura ben organizzata: non questo. Noi non siamo una ONG, e quando la Chiesa diventa una ONG perde il sale, non ha sapore, soltanto una vuota organizzazione. E in questo siate furbi, perch il diavolo ci inganna, perch c il pericolo dellefficientismo. Una cosa predicare Ges, unaltra cosa lefficacia, essere efficienti. No, quello un altro valore. Il valore della Chiesa, fondamentalmente, vivere il Vangelo e dare testimonianza della nostra fede. La Chiesa sale della terra, luce del mondo, chiamata a rendere presente nella societ il lievito del Regno di Dio e lo fa prima di tutto con la sua testimonianza, la testimonianza dellamore fraterno, della solidariet, della condivisione. Quando si sentono alcuni dire che la solidariet non un valore, ma un atteggiamento primario che deve sparire... questo non va! Si sta pensando ad unefficacia soltanto mondana. I momenti di crisi, come quelli che stiamo vivendo ma tu hai detto prima che siamo in un mondo di menzogne , questo momento di crisi, stiamo attenti, non consiste in una crisi soltanto economica; non una crisi culturale. una crisi delluomo: ci che in crisi luomo! E ci che pu essere distrutto luomo! Ma luomo immagine di Dio! Per questo una crisi profonda! In questo momento di crisi non possiamo preoccuparci soltanto di noi stessi, chiuderci nella solitudine, nello scoraggiamento, nel senso di impotenza di fronte ai problemi. Non chiudersi, per favore! Questo un pericolo: ci chiudiamo nella parrocchia, con gli amici, nel movimento, con coloro con i quali pensiamo le stesse cose... ma sapete che cosa succede? Quando la Chiesa diventa chiusa, si ammala, si ammala. Pensate ad una stanza chiusa per un anno; quando tu vai, c odore di umidit, ci sono tante cose che non vanno. Una Chiesa chiusa la stessa cosa: una Chiesa ammalata. La Chiesa deve uscire da se stessa. Dove? Verso le periferie esistenziali, qualsiasi esse siano, ma uscire. Ges ci dice: Andate per tutto il mondo! Andate! Predicate! Date testimonianza del Vangelo! (cfr. Mc 16, 15). Ma che cosa succede se uno esce da se stesso? Pu succedere quello che pu capitare a tutti quelli che esco-

Al Regina caeli

Una festa della fede


Una rinnovata Pentecoste. Cos Papa Francesco ha definito la festa della fede vissuta a Pentecoste, al Regina caeli recitato con i fedeli presenti alla messa di domenica 19. Il Pontefice ha anche ricordato il sisma che un anno fa ha colpito lEmilia Romagna. Cari fratelli e sorelle, sta per concludersi questa festa della fede, iniziata ieri con la Veglia e culminata stamani nellEucaristia. Una rinnovata Pentecoste che ha trasformato Piazza San Pietro in un Cenacolo a cielo aperto. Abbiamo rivissuto lesperienza della Chiesa nascente, concorde in preghiera con Maria, la Madre di Ges (cfr. At 1, 14). Anche noi, nella variet dei carismi, abbiamo sperimentato la bellezza dellunit, di essere una cosa sola. E questo opera dello Spirito Santo, che crea sempre nuovamente lunit nella Chiesa. Vorrei ringraziare tutti i Movimenti, le Associazioni, le Comunit, le Aggregazioni ecclesiali. Siete un dono e una ricchezza nella Chiesa! Questo siete voi! Ringrazio, in modo particolare, tutti voi che siete venuti da Roma e da tante parti del mondo. Portate sempre la forza del Vangelo! Non abbiate paura! Abbiate sempre la gioia e la passione per la comunione nella Chiesa! Il Signore risorto sia sempre con voi e la Madonna vi protegga! Ricordiamo nella preghiera le popolazioni dellEmilia Romagna che il 20 maggio dellanno scorso furono colpite dal terremoto. Prego anche per la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia. Dopo la recita dellantifona mariana il Papa ha cos concluso. Fratelli e sorelle, grazie tante per il vostro amore alla Chiesa! Buona domenica, buona festa e buon pranzo!

Come un grande cenacolo a cielo aperto


Hanno trasformato piazza San Pietro in un cenacolo a cielo aperto, gli oltre duecentomila fedeli giunti da ogni latitudine per partecipare sabato sera alla veglia e domenica mattina alla messa in occasione della Giornata dei movimenti, delle nuove comunit, delle associazioni e delle aggregazioni laicali con il Pontefice. Una folla immensa, in rappresentanza di almeno 150 differenti realt ecclesiali, ha vissuto con il Santo Padre lappuntamento di Pentecoste organizzato dal Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione in occasione dellAnno della fede. A parlare dellincontro come una grande festa della fede stato lo stesso Papa Francesco quando, al Regina caeli cantato al termine della celebrazione domenicale, si rivolto ai tantissimi gruppi presenti, salutandoli come un dono e una ricchezza nella Chiesa. Poco prima larcivescovo Rino Fisichella, presidente del dicastero per la nuova evangelizzazione, prendendo la parola, aveva descritto la Giornata come unulteriore tappa nel cammino iniziato con il Vaticano II e aveva rinnovato la disponibilit dei movimenti e delle associazioni a impegnarsi nella grande missione di cui il successore di Pietro ci ha investiti: essere discepoli e missionari del Signore Risorto, perch tutti gli uomini in lui trovino la vita. Preparata dalla recita del rosario, la messa iniziata con il rito dellaspersione dellacqua benedetta. Prima della proclamazione del Vangelo, la Cappella Sistina ha cantato insieme allassemblea la sequenza Veni, sanctae Spiritus. Le intenzioni della preghiera dei fedeli sono state in portoghese per la Chiesa, in tedesco per i laici e quanti vivono al servizio del Vangelo, in francese per i peccatori, gli increduli e i dubbiosi, in polacco per i ragazzi e i giovani, in swahili per i governanti e gli uomini di buona volont. A conclusione del rito, dopo aver salutato iniziatori, fondatori e responsabili di alcuni movimenti e i cardinali concelebranti, il Pontefice ha percorso con la jeep la piazza e gran parte di via della Conciliazione, per poi soffermarsi a lungo con i malati e i disabili. Hanno concelebrato 22 porporati, fra i quali i cardinali Re, Saraiva Martins, Tomko e Ruini, che sono saliti con il Papa allaltare al momento della consacrazione; 18 presuli, tra i quali gli arcivescovi Becciu, sostituto, e Fisichella; circa 400 sacerdoti provenienti da diversi Paesi. Era presente il cardinale Lajolo. Ad accompagnare il Pontefice gli arcivescovi Gnswein, prefetto della Casa Pontificia, e Pozzo, elemosiniere, i monsignori Xuereb e Sapienza, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, e il medico Polisca. Ha diretto il rito monsignor Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie. Sabato pomeriggio la veglia stata preceduta da un momento di festa sul tema: Io credo! Aumenta in noi la fede. Lhanno scandita testimonianze, coreografie e musiche. Intanto piazza san Pietro andava riempiendosi sempre pi di gente che ha finito con lo strabordare lungo tutta via della Conciliazione. E un lungo tratto di questa strada il Papa ha voluto percorrerlo a bordo della papamobile, girando per pi di mezzora tra gli striscioni, le bandiere, i foulard, le magliette e i berretti e i palloncini che coloravano lassemblea. Quando il Papa ha raggiunto il sagrato della basilica Vaticana, la festa ha lasciato il posto al raccoglimento per la veglia di Pentecoste, preceduta dal saluto dellarcivescovo Fisichella. LAnno della fede non poteva fare a meno della loro presenza ha detto definendoli evangelizzatori del mondo contemporaneo e paragonandoli allapostolo Giovanni allindomani della Pasqua. La giovinezza e la freschezza dellamore ha spiegato li fa correre pi spediti; ma non corrono da soli. Vanno pi veloci di altri discepoli, forse pi stanchi e affaticati per il peso degli anni. Sanno comunque che solo insieme e in comunione con tutti lannunzio efficace. Dal centro della piazza poi partita una processione di giovani che hanno recato accanto alla cattedra papale licona della Salus populi romani, rimasta anche per la messa domenicale. Il Papa stesso ha guidato lapplauso alla Madonna, prima della proclamazione di un passo del Nuovo Testamento, di un salmo e di un brano del trattato Contro le eresie di santIreneo. Con le testimonianze dello scrittore irlandese John Waters e del medico pakistano Paul Bhatti, fratello del ministro Shahbaz, ucciso nel 2011, la veglia ha vissuto uno dei momenti pi toccanti. Il primo ha parlato della propria esperienza di rinascita dopo la caduta nel baratro dellalcolismo. Il secondo delle persecuzioni subite dai cristiani del suo Paese e della speranza che sopravvive grazie allimpegno di uomini di fede come suo fratello, la cui Bibbia conservata nella basilica romana di San Bartolomeo allisola Tiberina. Il clima di condivisione creatosi ha favorito il successivo dialogo del Santo Padre con gli interlocutori scelti per formulargli quattro domande: Martino Feyles, di Comunione e liberazione; Maria Malvarosa, del Rinnovamento nello Spirito Santo; Paola Cardellicchio, della comunit di SantEgidio; Margy e Stefano Comazzi, del movimento dei Focolari. Papa Francesco ha parlato per ben 38 minuti. Molti applausi hanno segnato i passi pi significativi del discorso, nel quale ha offerto ricordi e confidenze personali, a volte con tono scherzoso, altre di correzione. Come quando ha rivolto ai presenti un piccolo rimprovero per aver invocato il nome di Francesco invece che quello di Ges. Per questo al termine, mentre venivano liberati in volo alcuni palloncini colorati, a lungo lassemblea ha scandito il nome di Ges. Un altro piccolo fuori programma c stato alla professione di fede, quando sulla scia emotiva della testimonianza di Bhatti il Papa ha aggiunto al testo liturgico del rinnovo delle promesse battesimali unulteriore domanda: Volete vivere e morire in questa fede?. La risposta stata un s echeggiato in tutti i settori della piazza. Accanto a Papa Francesco sedevano gli arcivescovi Fisichella e Gnswein e i monsignori Marini e Xuereb. In posti riservati erano, tra gli altri, i cardinali Ryko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, Vallini, vicario di Roma, Tauran, De Giorgi e Sgreccia; alcuni presuli, tra i quali il sostituto Becciu, i segretari dei dicasteri della nuova evangelizzazione, larcivescovo Ruiz Arenas, e dei laici, il vescovo Clemens; monsignor Sapienza e il medico Polisca. La veglia si conclusa con il canto delle intercessioni e la benedizione impartita dal Pontefice ai presenti.

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LOSSERVATORE ROMANO
Messa del Papa a Santa Marta

luned-marted 20-21 maggio 2013

Il 21 maggio 1972 un folle sfregi a martellate la Piet di Michelangelo a San Pietro

La preghiera fa miracoli
I miracoli esistono ancora oggi. Ma per consentire al Signore di compierli c bisogno di una preghiera coraggiosa, capace di superare quel qualcosa di incredulit che alberga nel cuore di ogni uomo, anche se uomo di fede. Una preghiera soprattutto per coloro che soffrono a causa delle guerre, delle persecuzioni e di ogni altro dramma che scuote la societ di oggi. Ma la preghiera deve mettere carne al fuoco, cio coinvolgere la nostra persona e impegnare tutta la nostra vita, per superare lincredulit. questa la raccomandazione affidata da Papa Francesco a quanti hanno partecipato alla messa celebrata la mattina di luned 20 maggio, nella cappella della Domus Sanctae Marthae. Nellomelia il Pontefice ha svolto una riflessione sullincredulit a partire dal racconto del vangelo di Marco (9, 14-29) su un giovane posseduto dallo spirito maligno e liberato da Cristo. Non la prima volta ha detto il Santo Padre che Ges si lamenta dellincredulit: O generazioni incredule! Tante volte lha detto; e ha sofferto molto per questa incredulit verso le sue parole, il suo messaggio. Gli volevano bene, la folla andava a salutarlo. Gli volevano bene ma fino a un certo punto. Non rischiavano troppo nella loro fede nei confronti di lui. Non rischiavano. E Ges soffriva per questo, no? forte quello che dice oggi: O generazione incredula, fino a quando sar con voi? Fino a quando dovr sopportarvi?. Il Papa ha poi notato che Ges serio nel suo rimprovero. Anzi, si rivolge deciso ai discepoli e chiede di portare il giovane posseduto davanti a lui. Prende le cose in mano e quando Ges prende le cose in mano, vanno bene. Ma come si fa perch il Signore prenda le cose in mano? Certo non facile, proprio perch entra in gioco lincredulit. Ma perch questa incredulit? si chiesto ancora il Papa. Tutti vedevano che Ges faceva dei miracoli, tante cose belle. Le parole di Ges erano tanto belle e arrivavano al cuore. Ed proprio una questione di cuore: Credo ha infatti detto il vescovo di Roma che sia proprio il cuore che non si apre, il cuore chiuso, il cuore che vuol avere tutto sotto controllo. Abbiamo paura di fallire. Il Pontefice ha ricordato in proposito quanto avvenuto la domenica della risurrezione, quando Ges viene tra i suoi discepoli nel cenacolo. Luca dice: Era tanta la gioia che non potevano credere. Avevano paura che questa gioia fosse un sogno, fosse una fantasia, che non fosse Ges.... Tornando allepisodio evangelico, il Santo Padre ha riproposto la domanda dei discepoli che non erano riusciti a scacciare lo spirito maligno dal giovane: Ma perch noi non abbiamo potuto cacciarlo? Questa specie di demoni, spiega Ges, non si pu cacciare in alcun modo se non con la preghiera. E il padre del fanciullo ha detto: Credo Signore, aiuta la mia incredulit. La sua stata una preghiera forte; e questa preghiera, umile e forte, fa s che Ges possa fare il miracolo. La preghiera per chiedere unazione straordinaria ha spiegato il Pontefice deve essere una preghiera che ci coinvolge tutti, come se impegnassimo tutta la nostra vita in quel senso. Nella preghiera bisogna mettere la carne al fuoco. Il Pontefice ha poi raccontato un episodio avvenuto in Argentina: Mi ricordo una cosa che successa tre anni fa nel santuario di Lujn. Una bambina di sette anni si era ammalata, ma i medici non trovavano la soluzione. Andava peggiorando sempre, sino a quando, una sera, i medici dissero che non cera pi niente da fare e che le rimanevano poche ore di vita. Il pap, che era un elettricista, un uomo di fede, diventato come pazzo. E spinto da quella pazzia ha preso il bus ed andato al santuario di Lujn, due ore e mezzo di bus, a settanta chilometri di distanza. arrivato alle nove di sera e ha trovato tutto chiuso. E lui ha cominciato a pregare con le mani aggrappate al cancello di ferro. Pregava e piangeva. Cos rimasto tutta la notte. Questuomo lottava con Dio. Lottava proprio con Dio per la guarigione della sua fanciulla. Poi alle sei di mattina andato al terminal e ha preso il bus. arrivato allospedale alle nove, pi o meno. Ha trovato la moglie che piangeva e ha pensato al peggio: cosa successo? Non capisco. Cosa successo? Sono venuti i dottori, gli ha risposto la moglie, e mi hanno detto che la febbre scomparsa, respira bene, non c niente... La terranno ancora solo due giorni. Ma non capiscono quello che successo. E questo ha commentato il Papa succede ancora. I miracoli ci sono. Ma serve la preghiera! Una preghiera coraggiosa, che lotta per arrivare a quel miracolo, non quelle preghiere per cortesia: Ah, io pregher per te! Poi un Pater Noster, unAve Maria e mi dimentico. No! Ci vuole una preghiera coraggiosa, come quella di Abramo che lottava con il Signore per salvare la citt; come quella di Mos che pregava con le mani in alto e si stancava pregando il Signore; come quella di tanta gente che ha fede e con la fede prega, prega. La preghiera fa miracoli, ma ha concluso Papa Francesco dobbiamo crederlo. Io penso che noi possiamo fare una bella preghiera, non una preghiera per cortesia, ma una preghiera con il cuore, e dirgli oggi per tutta la giornata: Credo Signore! Aiuta la mia incredulit. Tutti noi abbiamo nel cuore qualcosa di incredulit. Diciamo al Signore: Credo, credo! Tu puoi! Aiuta la mia incredulit. E quando ci chiedono di pregare per tanta gente che soffre nelle guerre, nelle loro condizioni di rifugiati, in tutti questi drammi preghiamo, ma con il cuore, e diciamo: Signore, fallo. Credo, Signore. Ma aiuta la mia incredulit. Tra i presenti alla messa, un gruppo di dipendenti della Radio Vaticana, guidati dal direttore padre Federico Lombardi, e i dipendenti dellUfficio sistemi informatici del Governatorato. di ANTONIO PAOLUCCI

Perfezione infranta
Una giornata di studio ripercorre la storia del restauro del capolavoro
ta, lucente. Ammiriamo lo splendore degli incarnati, il prodigio dei panneggi trattati con infinita perizia e pensiamo, come lautore delle Vite, che oltre, nellarte dello scolpire, impossibile andare. Noi siamo costretti a riconoscere con il Vasari che se larte la metamorfosi che trasforma un sasso in mimesi del vero e in visibile immagine dellidea, questa scultura un miracolo nel senso letterale della parola, nel senso cio di cosa mai vista prima, di Nel volto della Madonna appare totale, le parti lesionate del volto della Vergine. In questo modo il in tutta la sua evidenza lidea di trauma del 1972 non ha offuscato il bellezza spirituale perseguita da levigato e lunare pallore di quella Michelangelo. Vista di fronte Maria ci appare grave e pensosa; la sua testa inobliabile (Brandi 1994). In qualsiasi altra scultura la visibi- giovinezza sembra senza et, antilit della lesione, ancorch dolorosa, ca come il mondo. Vista di profilo, sarebbe stata tollerata. Non nella la Vergine tradisce unombrosa timiPiet Vaticana perch la finitezza dezza di bambina chiamata a conformale il miracolo tanto ammi- templare un mistero pi grande di rato da Giorgio Vasari il caratte- Lei. Solo negli affreschi del Beato Anre distintivo di questopera, la ragelico nel San Marco di Firenze (afgione principale del suo fascino. Il volto della Vergine quello di freschi che certo Michelangelo vide una donna assai giovane, quasi una e ammir) troviamo rappresentaziobambina, certo assai pi giovane ni della Vergine cos profondamente delluomo che tiene sulle ginocchia spirituali e al tempo stesso cos vere; e che pure suo figlio. A chi gli fa- vere nel senso di una pura commoceva notare lincongruenza (come vente semplicit, a tutti comprensipoteva essere che il Cristo apparisse bile. Non certo un caso se la Piet pi vecchio della madre?) Michelan- di San Pietro, al pari dellAnnunciata gelo rispondeva la testimonianza del Beato Angelico, ha attraversato i ancora del Vasari che giovinezza secoli affermandosi come figura base specchio e figura di verginit e che della devozione popolare, ancora nel dare a Maria limmagine di una oggi molto diffusa e molto amata. fanciulla adolescente, egli voleva A questo punto necessario chiesottolineare lincontaminata purezza dersi come si colloca nel percorso di della Madre di Dio. Michelangelo quel miracolo di artiLa giustificazione teologica della ficio e di grazia (per usare gli aticonografia inusuale (di norma nellarte sacra doccidente Maria ai piedi della croce o in contemplazione del Cristo morto ha semLa Piet di San Pietro. In memoria del 21 pre le sembianze di maggio 1972. Storia di un restauro il titolo donna attempata) della giornata di studio che si svolge marted del tutto convincente. 21 maggio nei Musei Vaticani. Il direttore dei Essa , del resto, la Musei ha anticipato al nostro giornale parte traduzione in figura della sua relazione introduttiva. Durante dei celebri versi di la giornata viene riproposto il filmato Dante che MichelanLa violenza e la Piet realizzato da Brando gelo conosceva bene: Giordani allindomani del folle gesto Vergine Madre, figlia vandalico del 1972 mentre una serie di del tuo figlio, umile relazioni ripercorreranno la storia e i dettagli ed alta pi che creatura (Paradiso, XXXIII, di uno dei pi importanti interventi 1-2). di restauro nella storia dellarte. Questo per dire che I lavori pomeridiani saranno introdotti unaltissima riflessione dal cardinale Angelo Comastri, religiosa vive nel volto presidente della Fabbrica di San Pietro. della Vergine. un volto che deve essere vero: limmagine di una fanciulla supremamente bella tributi di cui la qualificano gli autori che nessuno ha mai visto prima antichi) rappresentato dalla Piet dora ma che tuttavia sapremmo ri- Vaticana? Qual luniverso culturale conoscere se la incontrassimo; un e stilistico dal quale la Piet ha prevolto che deve sembrare eterno per- so forma? Quali i precedenti che la ch la Madonna una icona senza giustificano? Sono domande alle tempo, ed figura della Chiesa che quali non facile rispondere perch, vive ed santa in virt del Corpo di al primo impatto, la scultura di San Cristo; un volto che deve significa- Pietro in Vaticano, si presenta a noi re, nella pensosa mestizia di una come un luminoso meteorite caduto madre bambina concepita di Spirito da un altro mondo. Tale la sua Santo, il dolore di tutte le madri del perfezione formale, quelleffetto di cosa mai vista prima descritto dal mondo. Il volto della Vergine nella Piet Vasari, che verrebbe voglia di dire di San Pietro quindi un esempio che la Piet si spiega solo con se di bellezza spirituale. La mimesi del stessa. una suggestione comprenVero (un Vero che idealizza e trasfi- sibile ma pericolosa dalla quale gura la Natura) diventa veicolo di necessario guardarsi. Perch nessuno significati teologici profondi: lIm- fuori dalla storia, neanche Michemacolata concezione, il Verbo che si langelo. dunque necessario collofa carne, il mistero della morte di care la Piet nel suo tempo, cercanDio, Maria-Chiesa testimone e cu- do di capire le ragioni storiche che stode del Corpus Domini. hanno portato a questo risultato. Di fronte alla Piet di San Pietro che Michelangelo firm nel 1499 a ventiquattro anni, la prima impressione, fulmineamente esatta, quella registrata da Giorgio Vasari nella prima edizione delle Vite (1550). un miracolo che un sasso, da principio senza forma nessuna, si sia mai ridotto a quella perfezione che la natura a fatica suol formare nella carne. Lo stupore di Giorgio Vasari

Ai Musei Vaticani

Il 25 marzo 1973, dopo lAngelus per la solennit dellAnnunciazione Paolo VI fece un atto di devozione alla Vergine sostando davanti alla Piet appena restaurata: Come disse il Papa stato riparato con espertissima cura il folle oltraggio a questo capolavoro dellarte, cos auspichiamo che sia restaurata negli animi degli uomini del nostro tempo la figura ideale di Maria, capolavoro della grazia

lo stesso che, pi di cinque secoli dopo, provano le migliaia di turisti che ogni giorno sfilano davanti a quella scultura. Per noi, come per il Vasari, la Piet un miracolo, un miracolo di suprema bravura. La scultura sta davanti ai nostri occhi come un gioiello: pura, leviga-

Le notizie di Fides viaggiano sullapp Missio


Le notizie dellagenzia Fides, organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie (Pom), sono disponibili ora anche sullapplicazione per smartphone Missio. Realizzato in otto lingue inglese, spagnolo, italiano, tedesco, francese, portoghese, cinese e arabo il nuovo servizio stato inaugurato da Papa Francesco il 17 maggio scorso, durante ludienza con i direttori nazionali delle Pom e con il personale dellagenzia. Il Pontefice ha cliccato su un iPad, lanciando lapplicazione realizzata da padre Andrew Small, degli oblati di Maria Immacolata, direttore nazionale delle Pom negli Stati Uniti. Lapplicazione, che pu essere scaricata gratuitamente su iTunes App Store e Google Play, contiene le notizie pubblicate sul sito news.va, foto, filmati e omelie del Papa, oltre a numerose informazioni sulla Chiesa nel mondo.

perfezione mai raggiunta in precedenza. Credo che il primo a essere convinto di aver raggiunto un risultato impareggiabile, almeno in termini di finitezza formale, sia stato Michelangelo stesso, il quale per questo volle firmare la Piet. Volle firmarla, scrive il Vasari, come cosa nella quale e soddisfatto e compiaciuto sera per se medesimo. Questa frase appare soltanto nella prima edizione delle Vite. Nella seconda (1568) sostituita da una notizia abbastanza banale e poco convincente che vorrebbe giustificare lapposizione della firma con la volont di autenticare la paternit di unopera che qualcuno intendeva attribuire ad altri. Io propendo per la prima versione. Sono parole che sigillano lorgoglio e la consapevolezza di un miracolo giovanile. In quella firma la fiduciosa acerbit del ventiquattrenne Michelangelo poteva compiacersi soddisfatta. Se il proprio della Piet di San Pietro la sua intatta perfezione (una suprema e luminosa finitezza di pelle che non un sovrappi ma un modo di esprimere lidea intellettuale e spirituale) allora si capisce perch latto vandalico del 1972, quando uno psicopatico massacr a martellate la punta del naso e locchio sinistro della Vergine, sia stato da tutti considerato una devastazione terribile. Si capisce anche perch il restauro (contravvenendo per una volta ai principi consacrati) abbia puntato, riuscendoci felicemente, alla restituzione perfettamente mimetica dellimmagine violata. I calchi esistenti hanno permesso di restituire, con approssimazione

Il cardinale Baselios Cleemis Thottunkal ha preso possesso del titolo di San Gregorio VII al Gelsomino

Conferita dal cardinale Bertone a Santiago de Compostela

Lordinazione episcopale di Jos Rodrguez Carballo


Ha percorso a piedi il tratto di strada che separa la basilica di San Giacomo il Maggiore dal convento di San Francesco, circondato da una folla di persone, amici, conoscenti, fedeli e molti confratelli dei frati minori venuti da ogni parte della Galizia, della Spagna e dal resto dellEuropa. stata una gioiosa testimonianza di affetto quella ricevuta dallarcivescovo Jos Rodrguez Carballo, segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Societ di vita apostolica, al termine del rito di ordinazione episcopale presieduto sabato pomeriggio, 19 maggio, a Santiago de Compostela, dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato. Tra i presenti, anche numerosi fedeli di Santa Mara, la parrocchia di Lodoselo, suo paese natale. Proprio in occasione della celebrazione, monsignor Rodrguez Carballo ha rilasciato unintervista al quotidiano spagnolo Abc pubblicata nel numero di sabato 18 maggio nella quale ha rilanciato il valore della vita consacrata. Senza la quale, ha affermato rispondendo alla domanda del giornalista Enrique Beotas, la Chiesa sarebbe una Chiesa senza cuore o senza uno dei suoi polmoni. La Chiesa ha bisogno della vita religiosa come la vita religiosa ha bisogno della Chiesa. Quanto a Papa Francesco, il presule ne ha parlato come di una persona semplice, affascinante e profonda, che va allessenziale. un pastore che, per utilizzare una sua espressione, odora delle pecore. Ci si sente sempre a proprio agio conversando con lui, questa stata la mia recente esperienza nelludienza concessami due giorni dopo la mia nomina, e che conferma quanto vissuto dal 2004, quando ci siamo conosciuti.

Nel pomeriggio di domenica 19 maggio, il cardinale indiano Baselios Cleemis Thottunkal, arcivescovo maggiore di Trivandrum dei siro-malankaresi, ha preso solennemente possesso del titolo di San Gregorio VII al Gelsomino. Dopo il rituale bacio del crocifisso portogli dal parroco francescano Paolo Maiello sulla soglia della chiesa romana di via del Cottolengo il porporato ha presieduto la liturgia della Parola. Lomelia stata tenuta dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, che ha partecipato insieme al vescovo di Mavelikara dei siro-malankaresi, Joshua Ignathios Kizhakkeveettil, e a sacerdoti e religiose della comunit indiana residente a Roma. Ha letto la bolla monsignor Vincenzo Peroni, cerimoniere pontificio, che ha diretto il rito.

luned-marted 20-21 maggio 2013

LOSSERVATORE ROMANO
Per il cardinale Koch lunit dei cristiani necessaria allintegrazione continentale

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Il seminario promosso a Istanbul dal Patriarcato ortodosso di Costantinopoli e Ccee

Libert religiosa aspirazione fondamentale

LEuropa in crisi ha bisogno di moneta spirituale


VIENNA, 20. Il processo di riunificazione ecumenica pu essere considerato come il pi ampio contributo del cristianesimo attuale al futuro politico dellumanit, in particolare del mondo occidentale; la riconquistata unit delle Chiese cristiane darebbe infatti un importante impulso al progetto di integrazione europea attualmente in crisi. Lo ha affermato riporta Kathweb (Katholische Presseagentur sterreich) il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dellUnit dei Cristiani, intervenuto venerd scorso alla giornata conclusiva del dialogo di Pentecoste sulla visione degli Stati Uniti dEuropa tenuto nel centro ecclesiale di Schloss Seggau, in Austria. Nella sua relazione sui fondamenti spirituali dellEuropa, il porporato ha fra laltro sottolineato che la secolarizzazione e la privatizzazione del fatto religioso, che oggi caratterizzano lEuropa con sviluppi molto preoccupanti per lumanit, sono una conseguenza imprevista ma tragica dello scisma occidentale del XVI secolo e delle relative sanguinose guerre di religione. Le lotte tra cattolici e protestanti hanno fatto s che in Europa ha spiegato Koch secondo quanto si legge in una traduzione dellarticolo diffusa da www.finesettimana.org non si sia tenuto conto delle differenze confessionali e soprattutto del cristianesimo nella costruzione della pace sociale. In questo le Chiese sono state insieme colpevoli della precaria situazione della religione nella societ moderna. Secondo le parole del teologo cattolico tedesco Johann Baptist Metz, si tratterebbe di una privatizzazione del cristianesimo causata allinterno delle religioni stesse che non ha tenuto conto della sua esigenza di avere efficacia sociale. Secondo il presidente del Pontificio consiglio, il movimento ecumenico, che vorrebbe rimuovere i contrasti che si frappongono allunit dei cristiani voluta da Cristo, ha svolto la funzione di faro nel mare dellEuropa insanguinata del ventesimo secolo. Anche il concilio Vaticano II ha visto la necessit di contribuire a ricostituire lunit dei cristiani come uno dei suoi compiti principali. Ma solo se le Chiese riescono a riconciliarsi e sono disposte al pentimento e allespiazione, possono operare in maniera credibile al mantenimento, alla promozione e al rinnovamento della pace sociale. E proprio questo devono fare, vivere e agire per lunit degli uomini, secondo quanto espresso dal concilio, in un mondo cos lacerato da divisioni, inimicizie e contrastanti interessi. LEuropa, per il cardinale Koch, ha bisogno di una moneta di riferimento spirituale. Anche se la nuova evangelizzazione dellEuropa nelle moderne condizioni di libert non porter a una grande Chiesa popolare ma piuttosto a una Chiesa della diaspora, lo Stato con una visione del mondo neutrale ha comunque bisogno delle Chiese e delle comunit religiose per fondare e difendere valori fondamentali. Ha poi espresso la convinzione che il vecchio continente non potr esistere solo come comunit di interessi economici: accanto alleuro necessaria appunto una moneta di riferimento spirituale. Anche senza una religiosit esplicita, lessere umano crede. E citando Martin Lutero, che definiva adoratore di Mammona luomo che si fondava su denaro e ricchezza, il porporato ha aggiunto: Chi riconosce lesistenza di Dio, e ritiene di dovergli rendere conto, prima di tutto difeso dal cadere in quel crepuscolo degli dei che pu sempre tornare quando delle realt umane vengono messe al posto di Dio e quindi divinizzate. Questo avviene in molteplici casi e lo si vede chiaramente dal fatto che perfino le automobili vengono curate meglio delle persone morenti o dei bambini non ancora nati: Dove Dio viene allontanato dalla vita sociale, forte il pericolo che anche la dignit umana venga calpestata, ha ammonito Koch. Anche la religione una irrinunciabile risorsa per la solidariet, che nasce, ha detto citando il teologo cattolico austriaco Paul Zulehner, innanzitutto nellorbita della speranza della risurrezione. Nel dibattito a conclusione dellincontro riferisce Kathweb il cardinale ha parlato di paralleli tra le discussioni sullEuropa e quelle sullecumenismo. Tutti si dichiarano a favore dellEuropa, o rispettivamente a favore dellecumenismo, ma il disaccordo sorge poi nella concretizzazione: in pratica ci sono tante idee di unit quante sono le Chiese. Il presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dellUnit dei Cristiani ha aggiunto che la politica europea deve diventare pi cattolica, nel senso di tendente a una trasformazione universale, e di essere riconoscente per il fatto che Papa Francesco proviene dallAmerica latina, il che rende evidente che anche da un punto di vista ecclesiale lEuropa non pi lombelico del mondo e che il futuro del cristianesimo sar in America latina, in Africa, in Asia.

ISTANBUL, 20. Tanto la Chiesa cattolica quanto le Chiese ortodosse considerano la libert religiosa come un prezioso fondamento e una sacra aspirazione della loro dottrina sociale e disciplina canonica: quanto si sottolinea in un comunicato giunto al termine del seminario sulla libert religiosa che il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli ha promosso a Istanbul, in collaborazione con il Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee). Lincontro, svoltosi dal 17 al 18 maggio, ha avuto come sfondo la celebrazione dei millesettecento anni delleditto di Milano, con il quale limperatore Costantino concesse libert a tutti i culti. Nel comunicato si richiamano in particolare le parole che Papa Francesco ha voluto rivolgere al cardinale Pter Erd, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Ccee, in occasione dellapertura del seminario, in un messaggio indirizzato ai partecipanti attraverso il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Il Pontefice ha voluto fra laltro esortare le autorit civili, alla luce del decreto di Costantino, a rispettare ovunque il diritto dei credenti a vivere liberamente il proprio culto e a esprimere pubblicamente la loro fede. Al contempo, il Papa ha anche invitato tutti i cittadini europei a riconoscere il ruolo che il cristianesimo ha avuto nel formare la nostra cultura, e rimanere aperti

al contributo continuo che i credenti cristiani possono dare in questo senso. Il comunicato riprende inoltre le parole del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, che ha ricordato come i diritti umani fondamentali comprendono i valori spirituali che limperatore Costantino aveva seminato allinterno del governo e delle strutture del suo impero, perch aveva riconosciuto e previsto che questo era lunico modo di assicurare il progresso e preservare la pace. Nel testo prodotto al termine dellincontro si passa poi alle relazioni tra Stato e Chiesa su questo specifico tema. Al riguardo si ribadisce che Stato e Chiesa sono distinti ma non scollegati fra loro e che la reciproca indipendenza e autonomia, nonch la cooperazione, sono principi fondamentali delle loro relazioni. Lo Stato, prosegue il comunicato, deve rispettare la libert religiosa di tutti i credenti e delle loro comunit nel promuovere un ordine sociale basato sulla giustizia. Nei contesti poi in cui una religione specifica gode di una protezione di favore da parte dello Stato; la libert religiosa delle minoranze deve essere garantita. Lo Stato, si legge ancora, non deve favorire il proselitismo a favore di un credo specifico, ma ha lobbligo di tutelare il bene comune e larmonia fra i cittadini delle diverse religioni. Il comunicato si conclude riaffermando il sostegno delle Chiese alla

Convenzione per i diritti civili e politici delle Nazioni Unite del 1966, nella quale si afferma la responsabilit delle autorit pubbliche nei confronti del pubblico esercizio della libert religiosa. La Convenzione, spiegato, definisce la stessa libert religiosa includendovi anche il diritto di ogni comunit di fede di gestire delle scuole confessionali, al fine di educare i propri membri sulla base dei propri valori e delle credenze religiose e la stessa tutela si applica allamministrazione di ogni Chiesa e comunit religiosa, allestensione della parit di diritti in materia di attivit di beneficenza e di assistenza sociale, cos come alla garanzia di protezione per legge delle propriet religiose. In apertura del seminario il cardinale Erd aveva sottolineato che nel contesto storico attuale sono ancora numerosi gli ambiti nei quali la libert religiosa deve essere ricordata e difesa e aveva aggiunto che lepoca attuale possiede delle caratteristiche che rende particolarmente pressante interrogarci sul tema della libert religiosa. I partecipanti allincontro hanno anche pregato per i due vescovi siriani di Aleppo, rapiti quasi un mese fa: il metropolita greco ortodosso Boulos Yazigi e il metropolita siro-ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibrahim.

Attesi oltre due milioni di partecipanti

Nella prolusione del presidente della Cei allassemblea generale

I giovani si preparano allincontro di Rio de Janeiro

Lunica cosa seria da fare


ROMA, 20. Pensare alla gente, senza populismi inconcludenti e dannosi lunica cosa seria che i politici possono fare per lItalia, in un momento in cui il Paese si trova nel vortice dellemergenza, tanto che, soprattutto da parte chi non ha pi un lavoro, le richieste di aiuto si moltiplicano a dismisura nelle parrocchie, nei centri dascolto, nelle mense e nei centri di recupero gestiti dalla Chiesa. quanto afferma il cardinale presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), Angelo Bagnasco, nella prolusione per lapertura a Roma dei lavori dellAssemblea generale, che si concluder venerd prossimo. Le vicende che di recente hanno segnato lItalia sul piano politico e istituzionale, secondo il presidente della Cei, devono fare riflettere e innescare un serio esame di coscienza che se deve essere generalizzato non pu per essere assolutorio soprattutto se si portano responsabilit pubbliche, anche perch in questi tempi, ad alti livelli, accanto a gesti e disponibilit esemplari che devono ispirare tutti, si sono anche viste situazioni intricate e personalismi che hanno assorbito energie e tempo degni di ben altro impiego, vista la mole e la complessit dei problemi che assillano famiglie, giovani e anziani. Ai vescovi italiani, spiega il cardinale Bagnasco, sta a cuore non una formula specifica ma i princpi che devono ispirare la vita politica e pi in generale il vivere sociale e a questo proposito si evidenzia il segno triste e sconfortante di un clima di ostinata contrapposizione che, a momenti alterni, si deve registrare tanto a livello privato che pubblico mentre dopo il responso delle urne, i cittadini hanno il diritto che quanti sono stati investiti di responsabilit e onore per servire il Paese, pensino al Paese senza distrazioni, tattiche o strategiche che siano. Per il cardinale Bagnasco occorre un forte e deciso piano industriale per uscire dalla crisi economica, perch se tutto rallenta si chiede il porporato fino a quando le pesanti politiche fiscali potranno raccogliere risorse?. La preoccupazione per le famiglie che, ancora una volta hanno dato prova di s come presidio non solo della vita ma anche della tenuta sociale ed economica del Paese. Quella stessa famiglia che non pu essere umiliata e indebolita da rappresentazioni similari che in modo felpato costituiscono un vulnus progressivo della sua identit. Per il presidente della Cei necessaria in Italia anche una bonifica culturale, al fine di discernere le categorie concettuali e morali che descrivono o deformano lalfabeto dellumano, con i suoi fondamentali come la persona, la vita e lamore, la coppia e la famiglia, il matrimonio e la libert educativa, la giustizia e per affrontare fenomeni gravi come quelli del gioco dazzardo che divora giovani, anziani e famiglie e la ricorrente violenza sulle donne. In questottica, necessaria una grande alleanza educativa che passa anche attraverso il riconoscimento del diritto dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni, mentre sempre di pi sono costretti a rinunciare sotto la pressione della crisi e la persistente latitanza dello Stato. La crisi, per non deve far dimenticare il fronte delicatissimo e fondativo della vita umana. La recente raccomandazione, ricorda il cardinale Bagnasco, che la Corte dei diritti umani a Strasburgo ha fatto circa il suicidio assistito lulteriore prova del progetto di una societ senza relazioni, dove ognuno, in definitiva, solo: impedire il cancro della solitudine perci la prima e fondamentale risposta che la societ deve dare alla sofferenza dei suoi membri.

La Croce dei giovani arrivata ieri, domenica, a Icarai, in Brasile per una celebrazione preparatoria della Giornata mondiale della Giovent. La Croce e un icona della Vergine Maria hanno viaggiato lungo diciotto citt del Brasile, a partire da gennaio di questanno. A Rio de Janeiro, dove la Giornata sar celebrata alla presenza di Papa Francesco, si prevede, tra il 23 e il 28 luglio prossimi, laffluenza di circa due milioni di giovani provenienti da tutto il mondo.