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Solange Manfredi ha scritto :

Dopo il terremoto che ha colpito l'Abruzzo vari paesi esteri ci hanno offerto aiuto.
Erano pronti ad inviare uomini e mezzi. Il Governo ha rifiutato affermando che non ne avevamo bisogno.

Berlusconi ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Ringraziamo i paesi stranieri per la loro solidarietà, ma invitiamo a non inviare
qui i loro aiuti. Siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze, siamo un popolo fiero e di benessere, li ringrazio ma bastiamo da
soli”.
Siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze? Siamo un popolo fiero e di benessere? Bastiamo da soli? Ma se i terremotati
dell'Irpinia è trent'anni che vivono in prefabbricati e cenano con pantegane che sono più grandi del mio cane (che pesa 45 kg).

Lì per lì ho pensato che il rifiuto fosse stato motivato dal fatto che è più difficile rubare se hai accanto volontari di paesi esteri dove
per una evasione fiscale vai in galera per trent'anni. Potrebbero non capire che, da noi, in Italia fa curriculum avere una, o due,
condanne passate in giudicato per entrare in parlamento, e che rubare gli aiuti a chi è stato colpito da una calamità è una prassi
consolidata. Poi ho letto che il Governo ha rifiutato gli aiuti di uomini e mezzi, ma accetterà volentieri quelli economici........sempre,
ovviamente, perché siamo un popolo fiero e benestante.....soprattutto stanno molto bene quelli che riescono a rubare di più, ad
aggiudicarsi la ricostruzione e non ricostruire o, nella migliore delle ipotesi, costruire con cemento “disarmato”.

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Massimo Luciani ha scritto :

So che a molti risulteranno strane queste cose che scrivo, o che qualcuno le possa considerare lo sfogo di un pazzo, o di uno che non
riesce a trovare pace e si rifugia in dietrologie da romanzo fantapolitico, ma ci sono troppe cose che non quadrano dietro il
terremoto che ha devastato l'Aquila. Ad esempio, perchè la Commissione grandi rischi, riunitasi all'Aquila, prima della scossa
devastante, per valutare la situazione, stabilì che non ci fosse nessun pericolo per le popolazioni e che non era necessario avvisare e
allarmare nessuno, anche se i dati che provenivano dai sismografi mostravano l'esatto contrario e cioè l'imminente pericolo dello
svolgersi di fenomeni sismici di magnitudo superiore al 3-4 grado? Perchè?

Ricordo perfettamente la notte tra il 5 e il 6 Aprile, ero sveglio a quell'ora e già lì capii che qualcosa non quadrava. Quella notte
sentii la scossa e avviai subito una ricerca su internet per capire dove fosse l'epicentro, scoprendo non solo che era nella zona
dell'Aquila, ma che quei terremoti si susseguivano ormai da ben quattro mesi, senza che nessuno desse rilevanza alla cosa. Gli stessi
cittadini dell'Aquila furono tenuti all'oscuro di quali fossero i reali rischi per giorni e giorni e se quelli più avveduti si mossero
spontaneamente prima dell'evento catastrofico, gli altri vi rimasero in un certo senso impigliati e imprigionati, perchè non potevano
evidentemente fare altro. Significativo in questo senso il racconto di Carmela (che potete ascoltare su questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=wdJ2VZSsX9I, una studentessa che risiede(va) alla casa dello studente e che se ne andò prima
dell'evento perchè si sentiva estremamente insicura in quel posto, come nel cratere di un vulcano che sta per eruttare.

Altra cosa, la storia di Giuliani. Non voglio continuare qui la discussione sulla validità o scientificità del metodo che lui insieme ad
altri colleghi stanno sperimentando, mi interessa solo guardare ai fatti che lo riguardano e al loro svolgersi. E' noto che Giuliani con i
propri strumenti avesse presagito un terremoto per il 29 Marzo nella zona di Sulmona ed è noto che venne per tale motivo
denunciato per procurato allarme. Meno noto è il fatto che quel terremoto a Sulmona si verificò veramente. Non solo, il signor
Giuliani poco dopo, evidentemente preoccupato della propria situazione, parlando del fatto che lo sciame sismico si stesse
esaurendo, ritirò le proprie previsioni; quindi oltre alla notifica della denuncia, probabilmente qualcuno lo spinse a tornare sui suoi
passi o a tacere. Successivamente Giuliani continuò ad osservare i dati provenienti dai propri strumenti giungendo proprio nella sera
del 5 Aprile a pronosticare con qualche ora di anticipo che di li a poco si sarebbe scatenato l'inferno. Probabilmente spaventato e
senza possibilità di intervento, non potè fare altro che mettersi al riparo lui e la sua famiglia, pregando che non capitasse nulla di
grave. Colpisce inoltre che, quando, dopo il disastro, Giuliani riemerse sulla stampa rivendicando le proprie ragioni, dopo una
iniziale posizione del tipo "io l'avevo previsto", si uniformò (quasi fosse costretto da qualcuno) a quella che era invece la posizione
ufficiale e cioè "i terremoti non si possono prevedere, dunque nessuna responsabilità da attribuire a Prot. Civ., sismologi, etc.."

E veniamo all'ultimo punto e cioè alla gestione mediatica di tutta la vicenda. Stupisce innanzitutto la generale impreparazione ad
affrontare il peggio; dopo le prime 24 ore ancora manca un coordinamento, mancano le tende e i ricoveri per tutti gli sfollati,
mancano i beni di prima necessità un pò ovunque, molta gente passa la notte all'addiaccio nelle auto in quello che sembra più uno
scenario da terremoti del primo dopoguerra che di un Paese evoluto. La gente è stremata, disperata, lasciata spesso a se stessa,
inerme e bisognosa di aiuto più che mai. Come dire, la scenografia ideale per un dramma strappalascrime, strappasoldi,
strappaconsensi. "Non sarete lasciati soli", è la prima espressione del Berlusconi giunto all'Aquila nella sua nuova veste salvifica,
benevola, paternalista solidale. Giunto nella tarda mattinata del 6 Aprile, nella prima conferenza stampa, non tarda però a parlare di
ricostruzione, facendo trapelare quello che nessuno di noi si poteva aspettare: "all'Aquila verrà costruita la prima New Town, come
parte del grande programma del governo, per affrontare la crisi". Insomma tutti noi sapevamo del Piano casa, ma l'attenzione si era

http://www.facebook.com/topic.php?topic=8818&uid=39596003919
rivolta a quello che sembrava essere il nodo centrale di questo progetto e cioè l'aumento del 20% delle cubature, ma nessuno era
stato mai informato di questa idea, che appare assai più peregrina della precedente, di realizzare accanto ad ogni capoluogo di
provincia, una nuova città sul modello, evidentemente, di Milano 2 (in proposito risentitevi questa intervista:
http://www.youtube.com/watch?v=fTvlnrVu6BM. Insomma si sta scavando fra le macerie per salvare qualche vita ed estrarre i
morti, nelle mille difficoltà rappresentate in primo luogo dalla mancanza di una organizzazione degli aiuti e delle forze in campo e
Berlusconi viene a parlare di new town? Bhe, la cosa stupisce, almeno un pò. Si dirà, ma questo è tipico di Berlusconi, non è la prima
volta che sale al centro del palcoscenico cercando di deviare il corso delle cose su di se e i suoi progetti. Sì, ma fino ad un certo
punto. Ci sono infatti tutta una serie di azioni, fatti, cose dette e non dette, fin dal primo momento, che in quanto a tempestività ed
efficacia hanno senz'altro superato quelle con cui è stata affrontata l'emergenza. L'affidamento a Bertolaso di tutti i poteri che
concentra sostanzialmente tutte le risorse materiali e finanziarie in capo al Presidente del Consiglio (dato che Bertolaso dipende
direttamente da Berlusconi), il via vai e la presenza quasi costante di tutti i ministri, l'invio di forze dell'ordine superiori in quantità
ad ogni loro ragionevole impiego ed utilità pratica (va sottolineato ad esempio che i vigili del fuoco, di cui c'era veamente bisogno, si
sono lamentati di essere troppo pochi) lo stesso sciacallaggio, che a distanza di una settimana non si è ancora verosimilmente
verificato (gli ultimi arresti di quattro rumeni si sono rivelati ancora una volta un errore, visto che sono stati assolti), per non parlare
infine della forte esposizione mediatica raccolta dallo stesso Berlusconi, giungendo all'Aquila praticamente tutti i giorni, per fare
conferenze stampe e fotografie tra tende, macerie e sfollati (stupisce anche qui il comportamento di Napolitano, che si è visto
rifiutare le interviste, quasi a voler distinguersi giustamente dall'atteggiamento strumentale dei politici), non ultimo la
concetrazione di tutte le attenzioni dei media e della politica, in quanto a responsabilità, solo e soltanto su chi ha costruito male e
sappiamo naturalmente noi tutti (visto che siamo in Italia) che su questo sarà difficile se non impossibile riuscire a condannare
qualcuno.

E arrivo al punto conclusivo e cruciale. Queste cose ma anche altre finora dette, sono tutte osservazioni che forniscono elementi e
tasselli che possono essere raccolti ed utilizzati per ricomporre un quadro che a prima vista non sembra così tanto fuori dalla realtà.
Mano a mano che accadevano questi fatti, ho incominciato a raccoglierli fino a ricomporre e a formulare un' ipotesi che se fosse,
anche solo in parte, vera, sarebbe di una gravità e mostruosità inaudita. L'ipotesi che faccio, si incentra sul fatto che si sapesse da
tempo del rischio di un terremoto devastante all'Aquila (sicuramente vertici della Protezione Civile e vertici del Governo) e che pur
sapendo, si siano volutamente chiusi, non un occhio, ma entrambe, allo scopo di ottenere qualche vantaggio. Si è atteso in sostanza
che il disastro avvenisse, pure al costo di qualche vittima (appena 300), sapendo però che i vantaggi di una tale situazione sarebbero
stati molti e molto più interessanti e utili per altri scopi. Ne elenco alcuni:
il vantaggio di distogliere l'attenzione della gente da altri problemi, facendo in modo che fosse assorbita completamente, così come
è, dal dramma popolare che si sta costruendo ad arte intorno al terremoto.
Il vantaggio di una forte esposizione mediatica di Berlusconi (che non si sarebbe potuta avere altrimenti), in modo da raccogliere
consensi per conquistare più municipi possibili alla prossime amministrative (ed anche questo è un passaggio chiave)
Il vantaggio di raccogliere consensi intorno all'idea di realizzare le new town come le ha definite Berlusconi, in ogni capoluogo di
Provincia (che nel frattempo avrà conquistato) avviando questo progetto sulla città che più di ogni altre ne ha assolutamente
bisogno, L'Aquila, dimostrando così la necessità e la bontà della propria proposta.
infine e assolutamente di primaria importanza, il vantaggio di smuovere e mettere in circolazione un ingente quantità di denaro e di
capitali veri, che altrimenti non si sarebbero mossi, provenienti dalle casse dello Stato, dalle banche e verso le banche, da imponenti
donazioni da altri Paesi, dai cittadini, dalle imprese...utili ad affrontare la crisi, ma anche e soprattutto a dare impulso al proprio
programma di costruzione, che ha nel Piano Casa e nelle Grandi Opere il proprio fulcro (e va ricordato che il tutto, farà capo a
Berlusconi).

Chiaramente, non oso nemmeno dire al momento con certezza che le cose siano andate realmente così, ma questa che ho
formulato (e che forse già in molti hanno in mente) è un'ipotesi che "quadra" e chiude il cerchio. Infatti l'unica altra ipotesi, secondo
me plausibile è quella che vede da un lato una negligenza e sottovalutazione spaventosa da parte degli esperti della Protezione
Civile, dell'INGV, etc..nella previsione dei terremoti e dall'altra un uso strumentale da parte di Berlusconi e chi per lui, di questa
vicenda drammatica del tutto casuale ma perfettamente alla portata per raggiundere tutt'altri scopi. Condividerete, tuttavia, che
anche in questa seconda ipotesi la realtà che emerge è di una gravità inaudita.

(scritto l'11 Aprile 09)

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