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MENSILE DI ATTUALIT ECONOMIA INCHIESTE OPINIONI E CULTURA DA BRESCIA E DAL MONDO

N. 4 del 2013 - MAggIO 2013 - 2,50 1

PENSIERI DI
Adriano Paroli Laura Castelletti Emilio Del Bono Laura Gamba Francesco Onofri

StRADE E quARtIERI
Via Crocifissa Via Galilei Roncadelle

HINtERLAND VIAGGIO IN PROVINCIA


Carpenedolo Castiglione d/S Montichiari

La novit nel modo degli outlet

SCALO MILANO
SPECIALE ECONOMIA

Associazionismo

Lavoro allestero
biglietto di sola andata
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12/DODICIMESI
maggio 2013 NUMERO 4 RIVISTA MENSILE 2,50

12/DODICIMESI
SOMMARIO RUBRICHE
9 13 17 21 25 70 72 84 laperitivo opinioni il LAVORO STRATEGIA DIMPRESA bacheca TU E IL FISCO PELO E CONTROPELO GENTILE FARMACISTA

VIALE DUCA DEGLI ABRUZZI, 163 25124 BRESCIA . ITALIA T. +39 030 3758435 F. +39 030 3758444 www.dodicimesi.com redazione@dodicimesi.com DIRETTORE RESPONSABILE GIORGIO COSTA DIREZIONE@EDIZIONI12.IT COORDINAMENTO DONATELLA CAR DONATELLA.CARE@DODICIMESI.COM HANNO COLLABORATO Stefano Anzuinelli, Davide Bacca, Luce Bellori, Elisabetta Bentivoglio, Elizabeth Bertoli, Alberto Bertolotti, elisa bettini, Silvio Bettini, raffaella bondio, Donatella Car, Alessandra Cascio, Alessandro Cheula, Mario Conserva, Bruno Forza, Lorenzo Frizza, Emanuela Gastaldi, Rolando Giambelli, Roberto Giulietti, Immanuel, Ferdinando Magnino, Alessia Marsigalia, Enrico Mattinzoli, Fedele Morosi, Giorgio Olla, Antonio Panigalli, Irene Panighetti, Francesco Rastrelli, Libero Rosellini, Massimo Rossi, Rosanna Scardi, Giordana Talamona, Donatella Tiraboschi, Alessandra Tonizzo, Andrea Tortelli, Camilla Zampolini. EDITORE EDIZIONI 12 SRL VIALE DUCA DEGLI ABRUZZI, 163 25124 . BRESCIA . ITALIA REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI BRESCIA N. 52 DEL 24/11/2008 IMPAGINAZIONE SALES SOLUTIONS SRL FOTOGRAFIE Archivio Sales Solutions, Umberto Favretto Agenzia Reporter, Rolando Giambelli Il Fotogramma, Patrick Merighi Brescia in Vetrina, Cristina Minini STAMPA stilgraf . BRESCIA . ITALIA PUBBLICIT Sales Solutions Srl Viale Duca degli Abruzzi, 163 25124 Brescia tel 030.3758435 - fax 030.3758444 segreteria@salesolutions.it abbonamento annuale 30 tramite bonifico bancario indicando nella causale abbonamento annuale 12 Mesi e nome dellabbonato iban: it 07 R05116 11201 000000027529 per ricevere la pubblicazione, insieme al bonifico sar necessario inviare una mail (abbonamenti@dodicimesi.com) o un fax (al n. 030.3758444) indicante, oltre al nome dellabbonato, lindirizzo al quale inviare la rivista e un numero di telefono

speciale economia
associazionismo

PENSIERI DI
10 Adriano Paroli, sindaco uscente e in corsa per la rielezione: Dar a Brescia le opere che aspetta da decenni 14 laura castelletti: civica? no, indipendente dai partiti 18 emilio del bono: per la loggia mi gioco tutto 22 laura gamba: linceneritore? in dieci anni si pu chiudere 26 francesco onofri: paroli? solo io posso batterlo

politica
32 da monti a letta: una r.e.s che rimi con spes

scalo milano
un aggregatore di eccellenze

P. 28

territorio
40 strade e quartieri: via crocifissa e via galilei 44 hinterland: roncadelle 48 Viaggio in provincia: alla bassa orientale serve una visione dinsieme

inchiesta
78 avventurieri bresciani: il mito di ulisse continua

altro
36 rotary brescia sud ovest maclodio un impegno che continua 75 www.bsnews.it: il sondaggio pcb, metro e lavoro. ecco le priorit per brescia 82 whats up? com difficile essere al naturale

INCHIESTA
lavoro allestero: biglietto di sola andata

P. 63

Questo periodico associato allUnione Stampa Periodica Italiana

12DODICIMESI MENSILE DI ATTUALIT ECONOMIA INCHIESTE OPINIONI E CULTURA DA BRESCIA E DAL MONDO

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L/ APERITIVO

LAEROPORTO LIBERT.

di GIORGIO COSTA

Il diavolo fa i coperchi
Quando sento parlare di IMU, penso di essere diventato vecchio. Adesso tutto corre veloce, ogni giorno bisogna evolversi, pena limpossibilit di capire cosa succede intorno a te. Una volta era tutto pi semplice e, anche senza essere economisti, si potevano gestire le famiglie, le imprese e le pubbliche amministrazioni col semplice buon senso; oggi gli economisti fanno i politici, i politici fanno gli economisti e del buon senso se ne persa traccia. Per far calare lo spread e ridurre gli interessi del debito pubblico, cos che le imprese e le famiglie paghino meno interessi su credito e mutui, aumentiamo le tasse, dicono i soloni. Cio, in sostanza: per pagare di meno dovete pagare di pi. Togliamo lIMU sulla prima casa e raddoppiamola sui capannoni e negozi. Ma la parola dordine non era lavoro, lavoro, lavoro? Non doveva ripartire ledilizia? Non si doveva favorire laumento dei consumi? LIMU rischia di far cadere il governo? Allora regaliamogli una scatola del Monopoli per ricordargli che una sola costruzione a Parco della Vittoria rende pi di tutto Vicolo Stretto. Avere il coraggio di ripensare le proprie posizioni segno di intelligenza, non di debolezza, sia per chi pensa che toccare la spesa pubblica significhi necessariamente una riduzione del welfare e dei servizi, sia per chi pensa che una qualsiasi patrimoniale sia frutto del demonio. Alzare il velo dai conti pubblici purtroppo fa paura a tutti, perch ormai in Italia non facciamo pi le pentole, ma siamo bravissimi a fare i coperchi. Siamo maestri a tenere ben chiuso il vaso

ma non le pentole
di Pandora degli 800 miliardi di spesa pubblica, con siringhe pagate 10 euro in una ASL e 50 in unaltra, con le assunzioni bloccate ma consulenze a gog, con immobili pubblici inutilizzati e affitti passivi miliardari. Sarebbe lunghissimo e forse poco utile fare lelenco dei coperchi da alzare, dei problemi da risolvere e non da coprire e nascondere; dalle concessioni per il gioco dazzardo agli sprechi della politica per corruzione, incompetenza o ignavia, ma ricordare il sano buon senso necessario. Un imprenditore serio, che si ritrovasse con la sua azienda nella situazione dello Stato italiano, o abbandonerebbe (cosa che i nostri amministratori non si sognano di fare) portando i libri in tribunale, o si rimboccherebbe le maniche per rincominciare da capo, tagliando i privilegi, limando i costi, reinvestendo quel poco che gli rimane, bussando alle banche con seri progetti di ristrutturazione, anche mettendo in discussione, con umilt, quanto fatto fino a quel momento. Fra pochi giorni a Brescia ci saranno le elezioni per il nuovo sindaco. In questo numero, Dodicimesi ha intervistato cinque candidati alla poltrona di primo cittadino e ve ne propone i programmi. Abbiamo la fortuna che sono tutte persone serie, oneste e competenti, ma, per carit, chiunque venga eletto si dedichi alle pentole e non ai coperchi.

Di crescere. Nel 2012 lAeroporto di Milano Bergamo risultato il 4 aeroporto italiano con oltre 8 milioni di passeggeri, un dato che rispecchia la crescita costante degli ultimi dieci anni per un scalo che contribuisce allaumento del pil provinciale generando ricchezza locale e sviluppo occupazionale del territorio. Il futuro aspetta Bergamo a braccia aperte.

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maggio 12/DODICIMESI

/pensieri di

Dar a Brescia le opere

che aspetta da decenni


A colloquio con Adriano Paroli, sindaco uscente e in corsa per la rielezione.
i definisce innanzitutto buono. E ha fatto di questa qualit il proprio slogan elettorale. Ma forse laggettivo che meglio lo rappresenta sul versante politico inclusivo. Perch Adriano Paroli, nellultimo quinquennio, ha corteggiato diverse figure non proprio organiche al centrodestra, premiandone anche qualcuna con incarichi di peso. Con questi ingredienti aiutato anche dalle dinamiche nazionali nel 2008 Paroli sconfisse il candidato del Pd Emilio Del Bono e divent sindaco al primo turno. Unimpresa mai riuscita a nemmeno a Paolo Corsini. E ora, a 51 anni, si ripresenta sempre contro Del Bono per restare nel Palazzo che fu anche di Boni, Trebeschi, Padula, Boninsegna, Panella e Martinazzoli. Questa citt ha una storia amministrativa virtuosa, sottolinea, e anche negli ultimi cinque anni stato fatto molto. La metro partita, i conti sono salvi e nel prossimo mandato saremo in grado di portare a compimento il 90 per cento delle opere che Brescia aspetta da trentanni. Ora spetta agli elettori dire se la promessa convincente. Da sindaco quale sarebbe stavolta il suo primo atto di governo? Il tempo per festeggiare non c. Dobbiamo subito trovare i 31 milioni che servono per continuare a dare alla citt i servizi che merita.

di Andrea Tortelli

E se non arrivasse nemmeno al ballottaggio che farebbe? Il nodo solo se riuscir a vincere ancora al primo turno o se dovr confrontarmi al ballottaggio con Del Bono. Da ottimista, comunque, credo che il sindaco di Brescia - qualunque sia il nome sapr lasciarsi alle spalle le strumentalizzazioni elettorali e governare la citt con la seriet che richiede questo impegno. Il candidato del Pd, per, continua a sostenere che in Loggia esiste una questione morale. Del Bono non lo pensa, e me lha pi volte confermato. Del resto se non fosse cos perderei la stima che ho nei suoi confronti perch sarebbe un segno di grave decadimento politico. Cosa non rifarebbe di questi anni? Alcune cose le avrei portate avanti pi in fretta. Ma il nostro mandato ha coinciso con la crisi peggiore dal Dopoguerra: non era possibile fare meglio. Da tifoso, certo, mi sarebbe piaciuto fare qualche passo in pi nella direzione del nuovo stadio... Sul fronte delle opere pubbliche i suoi avversari le rimproverano di aver fatto molte promesse e non averle mantenute. Sciocchezze di chi ha perso il contatto con la realt. Ad esempio per la cultura abbiamo fatto moltissimo. Il riconoscimento del complesso di Santa Giulia come patrimonio dellumanit un successo enorme, e rimarr per sempre in

dote alla citt. Cos la musealizzazione del Capitolium e la Fondazione del Teatro Grande sono stati risultati importanti. La Pinacoteca non finita? Vero, ma tra due anni lo sar. In questa legislatura abbiamo avuto il coraggio di iniziare a dare risposte a tanti problemi che si trascinavano da decenni. Come lo stadio, il campus universitario e il nuovo carcere. Se non si parte mai di certo non arriva al traguardo. Ha parlato di cultura. Le grandi mostre sono ancora una prospettiva? Non ci sono pi le risorse e noi labbiamo capito da tempo. Le esposizioni su Inca e Matisse compresa la truffa che abbiamo subito sono costate la met dellultima di Goldin. Mentre con Novecento mai visto abbiamo cercato di valorizzare i tesori della citt. Il riconoscimento Unesco, certo, ci condanna ai grandi eventi. Ma la strada quella di ridurre i costi e guardare al contributo dei privati. Il suo successo pi importante? La rivitalizzazione del centro storico: qualunque persona intellettualmente onesta deve ammettere che piazza Loggia e i portici sono ben lontano dallabbandono di cinque anni fa. Ma sono anche orgoglioso del fatto che, con i tempi che corrono, siamo riusciti a garantire 42 milioni al sociale e 38 alla scuola. Oltre che pagamenti ai fornitori per 78 milioni. Nellultima intervista a 12 Mesi in-

dic come priorit il lavoro, seguito da ambiente e sociale. Confermerebbe lordine oggi che il caso Caffaro tornato con prepotenza nellagenda elettorale? Confermo la priorit. Brescia deve tornare ad essere una citt industriale e non possiamo aspettarci che sia il settore ambientale il volano principale. Di ambiente, poi, molti parlano senza proporre nulla di concreto. Noi qualcosa abbiamo fatto. Da 20 anni si parlava del parco delle Cave, ma non un centimetro era di propriet del Comune: noi ne abbiamo acquisiti 800mila metri. E lo stesso discorso vale per la Valle di Mompiano, di cui sento parlare da quando avevo i calzoni corti. Allarghiamo il campo. Se fosse stato in Parlamento qualche settimana fa chi avrebbe votato come presidente della Repubblica? Marini lo avrei sostenuto, Prodi no. Con lelezione di Napolitano Berlusconi ha saputo interpretare il sentire della gente, mettendo subito i suoi voti a disposizione di quella che era la scelta migliore per il Paese. In altre occasioni il Cavaliere ha anche commesso errori, ma stavolta stato un gigante politico. Letta al governo le piace?

Anche in questo passaggio Berlusconi ha visto lungo, anteponendo linteresse pubblico allipotesi di una facile vittoria elettorale. Credo che il binomio LettaAlfano possa fare molto per il Paese. A Brescia ipotizzabile un accordo con Del Bono? Qualche mese fa, forse... Oggi non credo. La mia idea che sia positivo mettere insieme pi risorse possibile per il bene della citt. Ma per dialogare necessario dismettere le armi della propaganda. E questa una brutta campagna elettorale: qui il clima di pacificazione di Roma ben lontano. Come immagina la sua prossima giunta? C ancora posto per Laura Castelletti? In questa giunta ho voluto Claudia Taurisano e Silvano Pedretti come esterni. N un mistero che il direttore generale del Comune e il sovrintendente del Grande non siano della mia parte politica. Ma si tratta di figure di indubbio valore e voglio continuare a dare fiducia alle forze migliori della citt, senza vincolarmi al fatto che mi abbiano votato o meno. Anche sulla Castelletti non cambio idea. Pu dare un contributo positivo a Brescia e non escludo di poter lavorare insieme a lei.

Chiudiamo con il gioco della torre. Chi butta tra Laura Gamba e Emilio Del Bono? Sono buono, li salvo tutti e due. Movida o residenti? Prima salvo i residenti: hanno il diritto di dormire la notte. Goldin o Brunello? Entrambi hanno fatto molto per la cultura della citt, ed entrambi hanno lasciato male la citt. Prodi o Rodot? Butto entrambi. Un pregio e un difetto di Adriano Paroli? Il pregio che sono buono, il difetto che sono troppo buono.

ADRIANO PAROLI SOSTENUTO DA:


Pdl Berlusconi Lega Nord (con Paroli) X Brescia Civica (Adriano Paroli) Lista Pensionati (con Paroli) Volontari per tutti Fratelli dItalia Udc Futura Bresci@ Partito Liberale Italiano

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maggio 12/DODICIMESI

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/OPINIONI

Startup a chi?
Su www.chefuturo.it recentemente uscito un interessante blog/articolo a cura di Giovanna Melandri (ex ministro dei Beni culturali ed ex ministro per le Politiche giovanili in due diversi governi) sul tema delle startup. Ne riportiamo un interessante estratto. Da mesi si sente parlare pressoch in ogni dove di startup. Quasi che gli startupper italiani possano essere dei taumaturghi in grado di sanare le piaghe del nostro malandato sistema produttivo. Il dibattito, come spesso accade, non immune da un certo tasso di superficialit e di provincialismo con cui una parte dellinformazione, quella pi mainstream, e la politica affrontano la questione. Se fino a ieri era tutto cloud o social, oggi startup. Sappiamo bene, per, che trasferire sic et simpliciter modelli produttivi in un contesto diverso, sociale ed economico, unidea spesso illusoria, a volte fallimentare. Non c dubbio che allItalia negli ultimi anni sia mancata una visione strategica, sostituita, al contrario, da una prospettiva prettamente imitativa. Il problema dellinnovazione in Italia non si risolve aggiungendo a un nostro distretto il suffisso Valley. Il movimento che si creato attorno alle startup assolutamente salutare, una ventata di aria fresca, e andrebbe trattato con maggior riguardo e profondit. Dietro molte di queste esperienze si nascondono cervelli che hanno deciso di non fuggire, ma di scommettere ostinatamente sulle possibilit del Paese. Sar in grado la nuova Politica del Cambiamento di rinunciare alle tentazioni particolaristiche e fare sistema per costruire un clima favorevole allinnovazione, alla creativit e allo spirito imprenditoriale? A fine marzo il ministro Profumo ha lanciato la Social Innovation Agenda, una piattaforma che nasce proprio con lo scopo di costruire le basi politicoistituzionali per creare terreno fertile per linnovazione sociale e le startup. Nonostante la crisi, o forse grazie alla crisi, le buone idee sembrano moltiplicarsi e con esse, pare, si stiano disegnando strumenti pi adeguati. LItalia, come sappiamo, spesso restia ad abbandonare le sue certezze, dobbiamo invece assicurarci, al di la delle mode, che si affermi lidea che la nuova generazione, ricca di talento e saperi, possa cambiare il modo stesso di intendere il mercato attraverso linnovazione, coltivando il valore dellimprenditorialit e di una finanza creativa, non speculativa e capace, invece, di rischiare. Gli investimenti, e in particolare quelli del settore venture, si basano sulla premessa che alcuni di essi falliranno. Negli Stati Uniti nessuno si scandalizza se un investimento non va a buon fine. Ecco, in Italia occorre affermare la cultura della second chance. Per qualche ragione in Italia non c tolleranza nei confronti dellerrore e del fallimento e non c ammirazione e apprezzamento per chi comunque ci riprova. Questo tanto pi vero nelle imprese sociali. Cos, non solo gli investitori non raccolgono il rischio di scommettere sullimprenditore sociale, ma questultimo teme di fare il passo pi lungo della gamba. E questo non giova certo allinnovazione nel suo complesso. Non un problema solo del nostro Paese: la paura di rischiare nella dimensione sociale denunciata anche allestero. Lo stesso Ronald Cohen, il padre big society capital in un recente post su Harvard blog, ha stigmatizzato leccessiva prudenza del settore sociale. Eppure, allestero almeno, non hanno timore nel socializzare gli errori e far tesoro di queste esperienze. Secondo la Stanford Social Innovation Review ci sono cinque modi per imparare dal peggio. Primo: definire con precisione lobiettivo prefissato, altrimenti sar difficile valutarne lesito. Secondo: modificare le tecniche di monitoraggio in itinere. Terzo: resistere alla tentazione di voler vedere tutto in ottica bianco o nero. Quarto: mantenere uno spazio di lavoro apposito per progetti non chiari, definito come spazio per linsuccesso di qualit. Quinto, e per noi italiani forse il pi difficile da praticare, parlare apertamente dei propri insuccessi. Speriamo davvero che nel prossimo governo del paese vi siano interlocutori attenti a queste sfide.

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di ANTONIO PANIGALLI

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/pensieri di
di Andrea Tortelli

/pensieri di
Non mi sono alleata n con Paroli n con Del Bono. Mentre a Roma Pd e Pdl sono insieme. A Brescia nessuno pu criticarmi su questo.
portuno. Di certo non sono contraria aprioristicamente al confronto: non mi interessa fare opposizione a vita e sono pronta a governare con chi condivide con noi idealit e scelte concrete. Lei non si alleata n con Del Bono, n con Paroli. Sono quindi la stessa cosa per lei? S, nel senso che punto a batterli entrambi. E oggi, con tutto quello che sta accadendo, non scontato che ci non possa avvenire. Ma lei non era di sinistra? I suoi ex alleati la accusano di eccessiva disinvoltura. Non capisco come possa criticarmi chi per mesi ha fatto campagna elettorale contro Berlusconi e poi, a Roma, ha scelto di allearsi con lui. Io, come noto, ho sempre rifiutato le proposte di Pd e Pdl, perch non mi offrivano garanzie adeguate di affidabilit e di programma. Nessuno, in questa citt, pu muovermi obiezioni sulla questione alleanze. Alle primarie nazionali del Pd, per, lei ha dato indicazione di votare Renzi. Mentre a quelle bresciane non ha nemmeno partecipato. Mi sono esposta perch credevo che Renzi potesse davvero imprimere una svolta alla politica italiana. Ma quanto accaduto poi dimostra che le primarie non sono la soluzione ai problemi di democrazia interna e rappresentativit dei partiti, bens unoccasione di scontro ideologico tra diverse fazioni. Altra accusa che le muovono quella di non aver mai rotto il cordone ombelicale con Ettore Fermi. Il retro pensiero di queste accuse che, in quanto donna, sarei telecomandata. E mi d molto fastidio. Con Fermi ho fatto un lungo percorso politico, ma oggi le nostre strade sono per molti aspetti diverse e ho preso anche decisioni che lui non ha condiviso, come quella di rifiutare lofferta di entrare nella giunta Paroli. Sia chiaro: a 50 anni non prendo ordini da nessuno. Torniamo ai temi concreti. Lei, in questa legislatura, si occupata soprattutto di mobilit sostenibile e ambiente. Dove si trovano i soldi per bonificare la citt e sostenere la metro? Abbiamo lavorato anche molto sul tema della partecipazione, come testimonia la proposta dellUrban center. Comunque, per restare alla domanda, i soldi vanno recuperati su pi fronti. Ad esempio necessario riorganizzare la macchina comunale, che funziona ancora come allepoca di Boni nonostante i numeri del bilancio siano ben diversi. Ma soprattutto bisogna cambiare prospettiva: fino a oggi ci siamo occupati di reperire risorse allinterno, ora dobbiamo imparare a raccoglierle fuori, collaborando con il privato e le altre istituzioni. Per la metro, poi, necessario che il neoministro Lupi si impegni a chiudere il percorso economico e che la Loggia trovi nuovi fondi per integrarla meglio con il sistema dei bus e con la BresciaIseo-Edolo. A Paroli molti riconoscono il merito di aver rivitalizzato il centro storico. Ma lei non sembra molto daccordo... La giunta si mossa in modo molto scomposto. Prima ha riempito il centro di auto, poi si ravveduta improvvisamente e ha imboccato la strada della pedonalizzazione delle piazze. Inoltre ha preso la sciagurata decisione di mandar via la Cattolica dal cuore della citt. E nel frattempo molte zone, come Corso Martiri, versano in stato di totale abbandono. Da Brescia a Roma. Se fosse stata in Parlamento qualche settimana fa chi avrebbe votato come presidente della Repubblica? Avrei scelto Annamaria Cancellieri, donna con grandi capacit e senso dello Stato. Ma a un certo punto a causa del fallimento del percorso indicato da Bersani la scelta di Napolitano diventata inevitabile. Che pensa del governo Letta? Oggi forse lunica soluzione. Ma mi fa un certo effetto vedere il Pd alleato a Berlusconi. Se lo fanno loro sono salvatori della patria, mentre gli altri se anche solo pensano di compiere la stessa scelta sono traditori. Non mi piace chi si arroga il diritto di attribuire la patente della moralit agli altri e non la usa mai su se stesso. Se si votasse domani chi vorrebbe come premier? Non ho riferimenti nazionali, ma mi piacerebbe toccasse a Renzi. Spero che non mi deluda anche lui. Concludiamo giocando. Chi butta dalla torre tra Corsini e Del Bono? Corsini. Oggi un grande alleato di Del Bono, ma fino ai ieri mi spiegava come buttarlo dalla torre. Tra Laura Gamba e Francesco Onofri? Salvo Gamba, sarei curiosa di vederla allopera. Renzi o Craxi? Tengo entrambi. Craxi fu un grande innovatore del passato, Renzi lo oggi. Grillo o Berlusconi? Gi tutti e due: demagogia allennesima potenza. Un pregio e un difetto di Laura Castelletti. So mettere in rete e valorizzare i talenti, credo. Ma sono un po permalosa.

Civica?
Voglio diventare il sindaco di Brescia, spiega, e se non dovessi farcela stavolta non mi candider pi: ho tanti interessi e continuer comunque a far politica con Brescia per passione. Se diventasse sindaco quale sarebbe il suo primo atto? Partirei dalla bonifica dellarea Caffaro. E nominerei subito una sentinella dellambiente con il compito di reperire risorse a livello nazionale ed europeo. Ma la delega allAmbiente la terrei per me, perch la forza politica del sindaco,

on si definisce civica, ma indipendente. Perch, chiarisce con tono deciso, ormai le civiche vengon gi dal rubinetto. E poi di mezzo ci sarebbe anche la biografia, pubblicata per intero sul suo frequentato blog. Prima di rinascere, infatti, Laura Castelletti ha bazzicato a lungo le stanze della politica. A 24 anni stata eletta segretario provinciale del movimento giovanile del Psi, a 29 entrata in Loggia per la prima volta come consigliere. E nelle legislature successive tranne una pausa di due anni ha sempre centrato la rielezione. La svolta nel 2008, quando al termine dellesperienza Corsini, vissuta da presidente del consiglio comunale ha deciso di abbandonare lex strada socialista e di candidarsi a sindaco in alternativa a Del Bono e Paroli. Da indipendente, insomma. Ma senza imbarazzo nei confronti del passato. Perch limportante sembra dire anche lei non , freudianamente, da dove si viene. Bens, per parafrasare Jung, dove si vuole andare. E quello la Castelletti, a 50 anni, sembra averlo ben chiaro:

No, indipendente dai partiti


A colloquio con la candidata sindaco Laura Castelletti (Laura Castelletti sindaco)
in giunta e fuori, ben diversa da quella di un assessore. Cosa cancellerebbe subito di quanto fatto da Paroli? Rinuncerei alla cosiddetta sede unica e destinerei gli oneri di urbanizzazione degli ex Magazzini generali alledilizia scolastica. Molti istituti, oggi, sono in condizioni precarie. E la giunta? Salverebbe qualche assessore? Non sono stati allaltezza del compito: li cambierei tutti. Se invece non dovesse nemmeno arrivare al ballottaggio che farebbe? Me ne preoccuper al momento op-

A Roma non ho riferimenti politici. Ma come prossimo Presidente del consiglio vorrei Matteo Renzi.

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il Lavoro

LA/RUBRICA

scelta di Stile
Design e qualit MaDe in italy per la stanza Da bagno

Social Network
I social network rappresentano sempre di pi strumenti di trasformazione dei processi di comunicazione e delle implicazioni ad essi strettamente connesse in termini organizzativi. anacronistico pensare ad essi come ad aree virtuali di incontro dove scambiare foto, video o consigli, ormai chiaro che essi non costituiscono solo un innovazione tecnologica ma sono uninnovazione in ambito sociale ed economico. Comprendere le potenzialit e il funzionamento di queste nuove forme di comunicazione irrinunciabile ed necessario farlo rapidamente poich hanno una funzione di acceleratore sui cambiamenti. La velocit con cui si colgono le modificazioni strategica per il loro corretto utilizzo, infatti i social media sono passati da essere considerati strumenti facilitatori per lo sviluppo di relazioni personali a mezzi che realizzano e supportano la ricerca di opportunit nel mondo del lavoro. I social network presentano una nuova filosofia di comunicazione, favoriscono una modalit dinterazione che porta vantaggi sia al candidato, permettendogli di ampliare le opportunit di carriera costruendo le proprie relazioni professionali, sia allazienda, attraverso nuovi mezzi per fare attivit di recruitment. Da una recente ricerca risulta che il 37,5% delle imprese fa utilizzo di social network per lindividuazione di candidati interessanti: Linkedin nelle misura del 96%, Facebook 37,7% e Twitter 18,2%. Ma come utilizzarli? Non opportuno avventurarsi in modo indiscriminato, ogni Social ha il suo linguaggio e il proprio codice in base alle finalit: in Linkedin ci si candida, in Facebook si instaurano relazioni anche se i profili junior si ricercano sul network di Zucherberg. Che piaccia o no necessario comprendere quali atteggiamenti consentono il riconoscimento sociale al gruppo e perci bisogna postare in modo diverso i contenuti. Twitter in apparenza non un social utile alla ricerca di opportunit, ma postare contenuti interessanti magari utilizzando hashtag con il nome dellazienda o di un convegno pu attirare lattenzione, sono piccole strategie per costruire contatti. Ma il trend di utilizzo in Italia fa riflettere perch il 62% degli interessati non ha mai pubblicato la sua candidatura, e solo il 4% lo ha fatto a pagamento. Un altro mito da smentire che gli over 45 rifuggano dai social network. Al contrario li utilizzano di pi rispetto alla fascia di et 26-39 anni.

chattando si trova lavoro


Potrebbe essere spiegato dal fatto che stare in rete significa saper sviluppare un capitale sociale integrato, vale a dire spendere la capacit di gestire le proprie relazioni sociali in modo costruttivo, seguendo un percorso non casuale ma orientato alla costruzione di una personale reputation. Questultimo aspetto assolutamente importante da considerare, soprattutto per i giovani. I social network vengono inoltre utilizzati nella misura del 71,2% delle aziende per verificare lidentit digitale delle persone valutate e nel 12% di casi di questo tipo di ricerca lesito andato a discapito dei candidati. La presenza nel mondo dei social deve essere considerata con attenzione: una buona immagine sul web un ottimo biglietto da visita, unopportunit per comunicare le nostre passioni, interessi e progetti.

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/pensieri di

/pensieri di
della Repubblica? Il Pd, anche per colpa dei franchi tiratori, non ha fatto una gran figura... Alcuni nostri parlamentari sono stati degli irresponsabili senza coraggio: inaccettabile che si acclami pubblicamente una persona (Prodi, ndr) e poi, approfittando del voto segreto, ci si comporti in maniera opposta. Quanto al presidente, io avrei valutato anche lipotesi di Pietro Grasso. Ma Napolitano stata una scelta di altissimo profilo. Letta al governo le piace? Lo conosco da anni: persona di grande competenza e onest, oltre che un amico. Sono certo che sar un buon presidente. Ma se domani si tornasse alle urne chi vorrebbe come premier? Mi pare che oggi le possibilit di vittoria del Pd passino soprattutto attraverso la candidatura di Renzi. una carta fortissima da giocare alle elezioni, e spero che il partito lo faccia. Concludiamo con il gioco della torre. Chi butta tra Laura Gamba e Laura Castelletti? Salvo entrambe perch sono donne. Vilardi o Rolfi? Rolfi. E non solo per galanteria. Labolani o Orto? Labolani, perch ha fatto un sacco di pasticci. Letta o Bersani? Il povero Bersani dalla torre cascato da solo.... Un pregio e un difetto di Emilio Del Bono? A volte sono irascibile. Ma so andare in profondit alle cose.

Per la Loggia

mi gioco tutto
A colloquio con il candidato sindaco Emilio Del Bono (centrosinistra).

di Andrea Tortelli

47 anni compiuti Emilio Del Bono ha deciso di giocarsi tutto. E tra pochi giorni la sua vita cambier in ogni caso. Perch assicura lui sconfigger il primo cittadino uscente Adriano Paroli, si prender la rivincita del 2008 e diventer il nuovo sindaco di Brescia. Oppure come si augura il suo principale avversario perch incasser una sconfitta (la seconda nellarco di cinque anni) che peser in maniera significativa anche sul suo futuro politico. Ho pensato molto prima di ripresentarmi, racconta lesponente del Pd, e non stata certo unimpuntatura o una scelta dettata dellambizione. Lho fatto per senso del dovere, perch ritenevo che la mia fosse la candidatura attorno a cui si poteva costruire il massimo dellunit nel centrosinistra. Sono consapevole di ci che rischio oggi, continua Del Bono, che dopo lesperienza romana ha anche deciso di tornare al lavoro, ma il mio futuro politico non la priorit: tutto ci che devo fare lo sto facendo adesso, cercando di conquistare la Loggia. Ma se diventasse sindaco quale sarebbe il suo primo atto di governo? Programmerei la bonifica dei giardini scolastici inquinati da Pcb. Il Comune ha il dovere di occuparsi subito della salute di bambini e insegnanti. E cosa cancellerebbe di quanto fatto da Paroli?

Innanzitutto il Bigio, opera costosa e non necessaria. Tanto pi di questi tempi. Che salverebbe, invece, di quanto fatto dallamministrazione uscente? Senza dubbio gli investimenti legati a Santa Giulia, che per non vanno confusi con le piccole mostre, grandi truffe degli ultimi anni. Mai come nellultimo quinquennio la battaglia politica della Loggia arrivata fino ai tribunali. davvero convinto che esista una questione morale per il Comune? Il centrodestra chiude il mandato con tre inchieste della magistratura, quelle su Brixia Sviluppo, sullassessorato alla Mobilit e sulle mostre. Senza dimenticare vicende come lutilizzo delle carte di credito da parte della giunta e le multe prese dal sindaco. Credo che anche in Loggia esista una questione di costume pubblico e di allentamento degli anticorpi di controllo della macchina comunale. Salverebbe qualche assessore degli uscenti? Il migliore stato Di Mezza. Difficile dire chi sia stato il peggiore: una bella lotta. Lei con che squadra si presenter? Non faccio nomi. Ma posso anticipare che al Bilancio metter un tecnico. Uno dei primi atti di cui ci dovremo occupare, in caso di vittoria, quello di predisporre il bilancio preventivo per il 2013 e data la situazione drammatica in cui versano i conti del Comune avremo bi-

sogno di grande professionalit. Vincere non sar facile. Se non dovesse arrivare al ballottaggio chi sosterrebbe? Considero quasi impossibile lipotesi che ci arrivino Francesco Onofri o Laura Castelletti. Tra il sindaco attuale e i grillini, francamente, sceglierei il cambiamento. In caso di Paroli bis, comunque, non potr pi dire che il vero sindaco Rolfi... Innanzitutto rilevo che anche Rolfi stato colpito dal virus dei doppi incarichi, candidandosi per fare il consigliere regionale dopo che stato eletto al Pirellone. Detto questo non so chi potrebbe essere luomo forte della prossima giunta Paroli. Di certo non Paroli. Parliamo di casa sua. Lei, mesi fa, aveva indicato come obiettivo quello di dar vita a una coalizione il cui asse poggiasse su Pd, civiche e Udc. Poi si alleato con Fenaroli. Le civiche che mi sostengono saranno una delle sorprese di queste elezioni, perch possono contare su figure di rilievo che pescano in tutti i mondi. Basti citare tre nomi: Morgano, Minini e Zecchini. Quellobiettivo, insomma, stato realizzato, se non per lassenza dellUdc. Ma il segretario provinciale Quadrini, negli ultimi mesi, non ha fatto altro che criticare le scelte della giunta Paroli: perch oggi lo appoggi mi pare un mistero. Oltre che un errore. Quanto invece ai rapporti con Onofri e Castel-

letti, penso che il loro elettorato al dunque sceglier noi, perch condividiamo le loro proposte e siamo lunica alternativa reale a Paroli. Torniamo ai temi concreti. Lei stato tra i primi a indicare lambiente come priorit. Dunque via alla bonifica sullarea Caffaro, centro totalmente chiuso alle auto, investimenti sulla metro e abbandono graduale della politica del termoutilizzatore? Di sicuro la bonifica una priorit importante. Come lo sono il salvare dal cemento di questo Pgt le aree ad uso agricolo e il potenziamento della mobilit sostenibile attraverso lintegrazione della metro con il sistema dei bus e i parcheggi scambiatori. Sul fronte

dellinceneritore, invece, credo si possa arrivare al dimezzamento dei volumi di rifiuti bruciati. Mettendo in campo misure concrete per far decollare la raccolta differenziata. I soldi per la bonifica dove si trovano? Senza Brixia Sviluppo e lacquisto dellOmb avremmo in cassa 33 milioni, che potremmo gi usare per bonificare i giardini delle scuole. Di sicuro andranno trovate nuove risorse, ridefinendo le priorit e battendo cassa a Roma e a Bruxelles. Per lIlva il governo ha stanziato 260 milioni, per noi soltanto 6: non possiamo far finta di niente. Ha accennato a Roma. Se fosse stato in Parlamento qualche settimana fa chi avrebbe votato come presidente

EMILIO DEL BONO SOSTENUTO DA:


Pd Ecologisti e reti civiche Marco Fenaroli Al Lavoro con Brescia Brescia con la gente Brescia Civica per Del Bono Sindaco Spirito libero per Brescia

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Strategia dimpresa

LA/RUBRICA

Innovazione per lauto di domani


Opportunit per i fornitori evoluti
Le filiere dellauto e della mobilit vivono una fase di ristrutturazione, in Europa e in Italia in particolare, per individuare soluzioni a minor impatto ambientale attraverso lalleggerimento dei veicoli, guardando allefficienza energetica, alla riduzione delle emissioni di CO2 e dei consumi e allaumento dei livelli di sicurezza dei mezzi. Quanto alla produzione, a fine 2012 il mercato italiano degli autoveicoli e dei rimorchi perdeva complessivamente intorno al 45% delle vendite rispetto al 2007, dati pesanti al confronto di altre economie europee, la Germania praticamente rimasta sugli stessi livelli del 2007, la Francia ha un calo contenuto all8%, le perdite per lindustria del Regno Unito sono al 16%. Secondo le analisi dellAnfia, tenendo conto che limmatricolazione di nuove vetture in Italia stata nel 2012 intorno a 1.400.000, con un calo di oltre di oltre un milione rispetto al 2007, c da aspettarsi che parte del mercato perduto non sia pi recuperabile per gli irreversibili cambiamenti strutturali, di tipo sociale e demografico sui quali si modulato questo lungo ciclo di trasformazione mondiale, con nuovi modi di intendere la mobilit e il concetto del bene autovettura. Va detto comunque che il nostro paese, pur nella difficile situazione, continua a mantenere una posizione leader nella componentistica per i trasporti, una vitale boccata di ossigeno per la filiera metallurgica e meccanica che uno dei componenti fondamentali dellindustria manifatturiera nazionale, e significativa testimonianza del made in Italy nel mondo. Si spesso accennato allimportanza di questa comparto per lindustria bresciana, che dopo Torino rappresenta il secondo polo in Italia nelle produzioni di parti e componenti per i trasporti, con diverse centinaia di unit produttive per migliaia di addetti diretti ed indiretti, che vanno a costituire oltre il 5% del sistema produttivo nazionale. Il territorio rappresenta storicamente una forte concentrazione di imprese dedicate allo sviluppo e produzione delle parti meccaniche, motoristiche e strutturali allinterno di tutte le tipologie di mezzi di trasporto; e in collegamento a queste, abbiamo i produttori di tecnologie applicate, aziende che curano lo sviluppo dei nuovi materiali, lengineering, la progettazione di parti e componenti. Si tratta di un complesso di attivit che si collega a una consolidata cultura dei materiali, dagli acciai e materiali ferrosi speciali, alle leghe di alluminio da fonderia, pressocolata, estrusione e laminazione ai materiali plastici speciali. In questo sistema di imprese, prevalentemente di piccole o medie dimensioni, molte hanno saputo adeguare strutture e strategie ai grandi mutamenti epocali dellultimo quinquennio, e queste hanno tutte le opportunit di cogliere londa lunga del vento innovativo che attraversa il settore dei mezzi di trasporti, impegnandosi per vincere con la competenza la battaglia della competitivit sul mercato globale. Tanto per dare unidea pi precisa di cosa vogliano in prospettiva i produttori di autoveicoli e dei nuovi approcci alla costruzione di parti e componenti dei mezzi di trasporto, un recente studio condotto dalla Ducker Worldwide, specialista internazionale in analisi di mercato, ha indicato tra laltro che in Europa luso di alluminio nelle auto, il materiale metallico che si identifica con lalleggerimento dei veicoli, quasi triplicato dal 1990 al 2012, passando da 50 a 140 kg per veicolo, valore calcolato considerando la media ponderata relativi a mezzi di tutti i segmenti, ed previsto un ulteriore balzo in avanti sino a 160 kg entro il 2020 su una gran parte delle applicazioni, ruote, motore, carrozzeria, sospensioni, freni. Tutto questo significa una nuova filosofia costruttiva di parti e componenti con un mix di materiali diverso, ed il segnale di una grande opportunit per chi dispone di conoscenze e tecnologie specifiche, come il caso di numerose imprese del nostro territorio, che possono proporsi come soggetti di primaria importanza per competenza, cultura industriale e valore imprenditoriale nella filiera mondiale della costruzione dei nuovi veicoli per i trasporti.

di Mario Conserva

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/pensieri di

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chiaro che se la gente si ammala anche il lavoro serve a poco. Brescia ha gi avuto il suo caso Ilva ed necessario un progetto serio di bonifica per larea Caffaro: se lo Stato non mette i fondi, devono farlo il Comune e la Regione. Allarghiamo il campo geografico. Pochi giorni fa a Roma stato eletto il presidente della Repubblica. Lei chi avrebbe votato? Che ne pensa di Napolitano? Alle nostre quirinarie avevo scelto Gustavo Zagrebelsky, ma in aula avrei sostenuto con convinzione Rodot. Da Napolitano non mi sento rappresentata: ha tutelato la casta firmando il lodo Alfano e si messo di traverso anche sulla questione della trattativa Stato-Mafia. Come presidente del Consiglio invece chi vorrebbe? Il nome lo sceglieremo con le primarie. Non so dove potremo arrivare. Ma spero che finalmente gli elettori capiscano che fino a oggi destra e sinistra li hanno presi per i fondelli. Prima di chiudere, una domanda interessata. Non ritiene eccessivo latteggiamento del movimento nei confronti dei giornalisti e il divieto ai militanti di andare in tv? Lo applicherete anche a Brescia? Con i giornalisti bresciani non abbiamo mai avuto problemi, i rapporti sono cordiali e non ci sottraiamo agli inviti. I talk show nazionali sono tuttaltra cosa: io non parteciperei mai a Ballar o a qualsiasi altro pollaio televisivo. Concludiamo con il gioco della torre. Chi butta tra Paroli e Del Bono? Paroli. Tra Castelletti e Onofri? Castelletti. Primarie online o primarie fisiche? Le tengo tutte e due. Rodot o Casaleggio? Butto Casaleggio, tanto giovane e si rialza. I giornalisti o i politici? Politici. Un pregio e difetto di Laura Gamba? Sono una persona umile e aperta a consigli di tutti. Ma permalosa se le critiche sono sterili.

Linceneritore?
In dieci anni si pu chiudere
A colloquio con il candidato sindaco Laura Gamba (Movimento 5 Stelle).

i candido perch non riesco a rassegnarmi al fatto che la nostra citt, la nostra Regione e il nostro Stato siano ridotti cos. Ho provato a guardarmi lombelico, ma sto molto meglio quando alzo la testa. Nei due minuti e sette secondi del video con cui si presentata agli elettori grillini per le comunalie Laura Gamba fatica davvero a trattenere le lacrime. Ma, del resto, la nuova avventura di quelle che potrebbero davvero cambiarti la vita. Madre di due bimbe piccole (2 e 4 anni), la 38enne avvocatessa bresciana vota centrosinistra per anni (ma precisa non sono mai stata candidata, n ho mai avuto tessere). Nel 2006 la folgorazione sulla via del Palabrescia: va a uno spettacolo di Beppe Grillo, e ritrova un compagno di classe delle elementari. L ho capito di essere tornata a casa, racconta emo-

di Andrea Tortelli

Il mio primo provvedimento da primo cittadino? Ridurre lo stipendio di sindaco e assessori


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zionata nel filmato. A stretto giro Laura Gamba si trova a partecipare alle riunioni del MeetUp. Nel 2007 lei a coinvolgere Crimi nel gruppo (gli portai da vidimare i moduli del primo V-Day). Quindi ladesione convinta al Movimento 5 Stelle, la vittoria alle primarie per il candidato sindaco e la spericolata corsa per la conquista di Palazzo Loggia. Con 10mila euro non ancora in cassa per pagarsi lintera campagna elettorale. Ma forte del consenso acquisito tra la gente dal movimento fondato da Beppe Grillo, che tra pochi giorni sar in citt per darle manforte. Alle vostre primarie per il candidato sindaco hanno votato soltanto in 123. Un po pochi per sperare di conquistare la Loggia. Forse la contesa interna non ha scaldato i militanti, che si fidavano di tutti e cinque i nostri candidati. La speranza era quella di coinvolgere pi persone: di sicuro dovremo lavorare maggiormente su questo fronte. Ora per deve conquistare i voti degli elettori. E non affatto scontato che lei riesca ad arrivare al ballottaggio. Che far in quel caso? Come ho sempre detto non daremo indicazione di voto per nessuno. Puntiamo alla vittoria. Ok. E se diventasse sindaco quale sarebbe il suo primo atto? Ridurrei in maniera significativa lo stipendio del primo cittadino e degli as-

sessori. Oggi, per inciso, non sappiamo nemmeno quanto guadagna Adriano Paroli, nonostante la legge gli imponga di renderlo pubblico. Uno dei temi cardine per il futuro di Brescia sar lo sviluppo della metro. Come lo immagina? Non credo sia ipotizzabile, anche per questioni economiche, un prolungamento sotterraneo: necessario lavorare sullintegrazione con i mezzi di superficie e i parcheggi scambiatori. Al referendum votai contro lopera perch inutile e costosissima: con quei soldi avremmo potuto pagare la bonifica dellintera area Caffaro e dotare la citt di un depuratore. Ma ora la metro c e bisogna farla funzionare. Senza i dividendi pazzeschi che la vecchia Asm dava alla Loggia. Per A2A quale deve essere oggi la priorit? Staccare dividendi, abbassare le bollette o investire? Il Comune deve innanzitutto tornare a esercitare un ruolo e decidere la politica energetica dellazienda, che fino a oggi ha sempre subto acriticamente. Penso alla gestione dei rifiuti, al teleriscaldamento, alla vendita dellacquedotto di Bergamo, ma anche al buco nero delloperazione Montenegro. Del termoutilizzatore che ne facciamo? Volete davvero chiuderlo? una bufala che si possano incenerire i rifiuti e riciclarli. Dal 1993 linceneritore, anche attraverso i Chip6, ha fruttato

Come presidente della Repubblica avrei voluto Zagrebelsky o Rodot. Da Napolitano non mi sento rappresentata.
una valanga di soldi allazienda, ma non ha migliorato per niente la situazione ambientale di Brescia. La differenziata non si fa perch ad A2A conviene bruciare i rifiuti, tanto che ne compriamo da fuori provincia. Noi puntiamo allobiettivo rifiuti zero e siamo convinti sia possibile: ci sono Comuni, anche a noi vicini, che gi oggi arrivano all80-90 per cento di differenziata. Ma per farlo bisogna chiudere limpianto. Subito? Credo che dieci anni siano un tempo ragionevole per arrivare a questo risultato. Ma ritenete linceneritore un pericolo per la salute? Le fonti di inquinamento in una citt industriale come Brescia sono tantissime, traffico compreso. Linceneritore non lunica e la principale. Ma di certo non possiamo continuare a produrre rifiuti pensando che poi svaniscano nel nulla. Tra ambiente, sociale ed economia a cosa darebbe la priorit da sindaco? Si tratta di temi interconnessi. La prima cosa da fare capire come sono messi i conti pubblici. Ed evitare di scialacquare denaro in consulenze esterne o in opere come il parcheggio sotto il castello e la sede unica. Quei soldi vanno spesi in favore dei cittadini. Avendo ben

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/Bacheca

Inaugurata a Puegnago del Garda la nuova sede del Consorzio Valtnesi


22/04 La nuova sede del Consorzio Valtnesi, messa a disposizione dallamministrazione comunale di Puegnago del Garda, la nuova casa che lorganismo consortile realizza sul territorio di produzione. La cornice quella affascinante di villa Galnica, lantico palazzo Tebaldini riaperto al pubblico dopo un lungo lavoro di restauro: una location di prestigio, situata nel centro storico del piccolo comune che rappresenta uno dei principali polmoni produttivi dei vini valtenesini. stato cos raggiunto uno dei traguardi pi importanti che il presidente Sante Bonomo aveva fissato tra gli obiettivi imprescindibili del suo mandato, insieme ovviamente alla conquista della nuova Doc Valtnesi entrata in vigore con la vendemmia del 2011. La sede di Villa Galnica vuole e deve diventare la casa di tutti i produttori dei vini Doc tutelati dal Consorzio ha dichiarato Bonomo . Quindi non solo Valtnesi, ma anche Garda Classico, Garda Bresciano, San Martino Della Battaglia e lIgt Benaco Bresciano, tutte tipologie che appartengono in modo inderogabile alla nostra cultura e rappresentano altre sfumature e altre interpretazioni di un territorio unico ed inimitabile.

Il Banco di Brescia lancia un prestito solidale per la No Limits di Lodi


06/05 Il Banco di Brescia emette un Social Bond per un ammontare complessivo di 5 milioni di euro, i cui proventi saranno in parte devoluti a titolo di liberalit allAssociazione Sportiva Dilettantistica No Limits Onlus di Lodi. No Limits Onlus unassociazione sportiva nata nel marzo del 2002, composta da tecnici e dirigenti sportivi, familiari, volontari e tantissimi atleti con disabilit intellettiva che utilizzano lo sport come strumento di crescita, affermazione ed inclusione sociale, secondo i principi e le regole del movimento internazionale Special Olympics Inc.. Per approfondimenti vai al sito: www.bsnews.it

Piccola di Aib, Turati (Fasternet) eletto presidente


06/05 Giancarlo Turati il nuovo presidente del Comitato Piccola Industria di Aib-Associazione Industriale Bresciana. Turati, 56 anni, amministratore delegato di Fasternet azienda di Borgosatollo che fornisce alle imprese servizi e soluzioni per lItc e fa parte della rete di imprese Bicta , stato eletto con l86% delle preferenze dai 140 piccoli imprenditori presenti allassemblea delle pmi. Tra i sostenitori di Marco Bonometti (Omr) alla presidenza di Aib (di cui delegato per lExpo 2015), Turati ha sottolineato la necessit di mettere in primo piano crescita e lavoro e, a fronte della necessit di internazionalizzazione delle pmi, ha dichiarato che lassociazione far il massimo per sostenerle su questa strada. Il nuovo presidente della Piccola, per il prossimo quadriennio, succede nella carica a Francesco Franceschetti e sar affiancato da due vice presidenti: Paolo Franceschetti (Camuna Idroelettrica) e Maddalena Nocivelli (S 4 Win). Gli altri componenti il consiglio direttivo sono: Piermatteo Ghitti (Barone Pizzini), Luca Roda (Luca Roda), Mauro Tininini (Thre) ed Elisa Torchiani (Torchiani).

07/05 A2A chiude il primo trimestre dellanno con un margine operativo lordo pari a 328 milioni di euro, in crescita del 26 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012, nonostante il 17,6 per cento in meno dei ricavi della multiutility dovuto ad una riduzione delle attivit di intermediazione di gas naturale sui mercati allingrosso. rimasto stabile, invece, lutile netto del periodo, fermo a 76 milioni di euro e in linea con quello del primo trimestre 2012 che per aveva beneficiato di plusvalenze pari a circa 30 milioni di euro. Anche lindebitamento finanziario si ridotto di ulteriori 134 milioni di euro.

A2A, migliorano i conti e si riducono i debiti

Edilizia bresciana: -26% nella compravendita delle case


08/05 Anni nerissimi per ledilizia bresciana: in base ai dati dellAnce Lombardia la provincia di Brescia dal 2008 a oggi ha perso 8mila posti di lavoro. Sulla compravendita i dati non sono pi incoraggianti con un -26% rispetto al 2011. Una delle conseguenze labbassamento dei prezzi delle abitazioni del 5% in termini nominali (-7% in termini reali). Per approfondimenti vai al sito: www.bsnews.it

Ostilio Mobili (Capriolo) festeggia i 45 anni


08/05 Lazienda di Capriolo ha festeggiato il suo 45 compleanno con un weekend di festeggiamenti, l11 e il 12 maggio. Ostilio Mobili, nata nel 1968, prende il nome che tuttora la contraddistingue nel 1977. Dopo lesordio in via Adamello 113, nel 1985 lo showroom si sposta nellattuale sede di via Palazzolo (recentemente ristrutturata), cui si aggiunto, negli ultimi anni, il punto vendita Ostilio Young di via Manesse 3/5. Operativa con le divisioni Showroom, Ostilio Young e Contract sezione che offre soluzioni chiavi in mano a scuole, ospedali, ristorazione, strutture ricettive o uffici -, Ostilio Mobili in grado di mettere a punto progetti su misura realizzandoli in loco grazie alla professionalit del personale di falegnameria, progetti che fanno il paio con lofferta di mobili delle migliori marche.

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di quello del Pcb. Se cos bisogna intervenire subito. Cosa cancellerebbe subito del suo predecessore? Accorperei quattro delle cinque societ che fanno capo a Brescia Mobilit. E di certo nelle nomine adotterei criteri diversi da Paroli, che ha messo il suo commercialista quasi ovunque. Una societ a testa basta e avanza. Ma se non arrivasse nemmeno al ballottaggio chi voterebbe? Ho ricevuto proposte esplicite sia da destra sia da sinistra. Avrei potuto fare carriera politica senza fatica, ma mi sento alternativo a entrambi gli schieramenti: per questo ho deciso di impegnarmi con il mio progetto. Ora non voglio nemmeno considerare lipotesi di apparentamenti. E non ne vedo lo spazio. Paroli e Del Bono, per lei, sono davvero uguali? Entrambi fanno politica da sempre, una condizione che limita molto la libert dazione di cui dovrebbe disporre chi amministra la cosa pubblica. In questo anche se Del Bono almeno ci ha provato a fare altro nella vita sono molto simili. Lei, in un recente dibattito, stato molto duro con Del Bono... Anchio, come lui, voglio cacciare Paroli. Ma, invece di aprirsi al confronto con la societ, Del Bono ha scelto di cancellare ogni alternativa a se stesso. Se lattuale portabandiera del centrosinistra avesse imposto la sfida di primarie aperte con i Montagnoli, i Gorlani, i Bazoli e i Frati in campo avrei provato imbarazzo a ripresentarmi, perch dal Pd sarebbe arrivato un forte segnale di vivacit e cambiamento. Invece Del Bono ha scelto di dar vita a primarie farlocche, che portano diritte alla conferma di Paroli. Se dovesse arrivare lui al ballottaggio la sconfitta sarebbe certa, io potrei vincere. A chi la accusa di velleitarismo e si appella al voto utile, dunque, che risponde? Che lunico voto utile quello controcorrente, contro langustia e il conformismo della proposta politica dei partiti. Torniamo ai temi concreti. Lei ha sempre indicato lambiente come priorit. Ma dove si trovano i soldi per bonificare larea Caffaro? Bisogna andare in Europa e attraverso una sana azione di lobby tornare a casa con le risorse necessarie. Magari avvalendosi dellaiuto di figure come quelle della bresciana Monica Frassoni (presidente del Partito Verde Europeo, ndr). Il nostro obiettivo deve essere quello di realizzare unimpresa green da esportare ovunque: sogno una Bonifica Brescia 2013 Spa che nasce con fondi comunitari e diventa leader mondiale nella bonifica dei siti inquinati. I grillini chiedono la chiusura dellinceneritore in dieci anni. daccordo? Oggi limpianto brucia circa 800mila tonnellate di rifiuti, e quelli della citt sono meno del 10 per cento. Anche raddoppiando la differenziata di Brescia non arriveremmo allo spegnimento. E comunque dubito che la Loggia possa influenzare le scelte aziendali sullimpianto prima che questo esaurisca il suo ciclo vitale. A meno che e mi auguro di no la scienza non arrivi a dire con chiarezza che le nanopolveri sono davvero pericolose: a quel punto la salute dei cittadini sarebbe prioritaria. Ma di A2A che ne facciamo? Revocherebbe gli amministratori attuali? Non credo. Anche perch la revoca, se non per giusta causa, potrebbe dare spazio a richieste di risarcimento milionarie. Aspetterei la fine del mandato per nominare in consiglio personalit libere e indipendenti. Certo, da fuori e negli incontri con gli amministratori, farei sentire la nuova voce del Comune per far capire che laria cambiata, soprattutto sui criteri delle nomine che verranno. E discuterei subito con Pisapia sulla cancellazione del duale. Da Milano a Roma. Se fosse stato in Parlamento chi avrebbe votato come presidente della Repubblica? Fra Prodi, Marini e Rodot, francamente, avrei scelto la Cancellieri. Ma con questa missione demergenza, e solo per questo, Napolitano lavrei votato anche io. Letta al governo le piace? Pd e Pdl si sono insultati fino a ieri e oggi sono costretti a confrontarsi. Se riusciranno a trovare un accordo sui problemi concreti e a traghettarci fuori dalla crisi, ben venga. Il nostro auspicio che i partiti tornino davvero a fare il loro mestiere: in quel caso noi siamo pronti a tornare alle nostre occupazioni. Se si votasse domani chi vorrebbe come premier? Pur non essendo un elettore del Pd, Renzi lavrei visto bene anche a questo giro. Ma mi piacerebbe che esistesse anche un Renzi di centrodestra. Gioco dalla torre. Chi butta tra Laura Gamba e Laura Castelletti? Mi butterei io, per galanteria. O al limite salverei la pi giovane delle due. Tra Del Bono e Paroli? Prima luno e poi laltro. Come accadr nei due turni elettorali. Letta o Grillo? Butto Grillo, perch non mi convince, pur essendo il suo movimento un segno dei tempi. Usa i suoi attivisti e si fa usare da loro. La politica non questo. E trovo assurdo che vieti ai suoi di parlare, arrivando addirittura a espellere chi partecipa ai talk show: da liberale credo che negare a parlamentari il diritto di esprimersi sia unassurdit. Destra o sinistra? A Brescia le considero uguali. A livello nazionale, forse, butterei la destra. Perch non ha concretizzato nulla del liberalismo e del federalismo che Berlusconi e la Lega avevano annunciato gi dal 1994. Un pregio e un difetto di Francesco Onofri? A volte perdo le staffe, ma mantengo sempre la parola data.

Paroli?

Solo io posso batterlo


A colloquio con il candidato sindaco civico Francesco Onofri.
di Andrea Tortelli

ra i candidati alla carica di primo cittadino forse quello che in casa ha respirato pi politica di tutti, essendo figlio di un ex vicesindaco di Brescia. Ma anche lunico, almeno tra i pi noti, che si definisce esplicitamente civico. Cinque anni fa, infatti, Francesco Onofri ha deciso francescanamente, appunto di rinunciare a quasi tutto quello che gli era stato consegnato in dote politica. Ha detto no alla facile corsa in carrozza che gli si prospettava nel centrosinistra. Ha risposto picche alle lusinghe che gli sono arrivate poi dal centrodestra. E ha deciso di mettere in piedi un progetto tutto suo. Unendo poi gli sforzi a quelli di Valter Braghini (da cui, alle precedenti elezioni, si era separato per la decisione dellex assessore civico di appoggiare Del Bono) e di tanti altri nomi pi e meno noti della cosiddetta societ civile. Anche se alcuni hanno poi imboccato strade elettorali diverse. Nel 2008 Onofri ottenne il 2,8 per cento dei consensi, mancando il seggio. Oggi, a 47 anni, ci riprova con un obiettivo ben pi ambizioso: andare ben oltre la civica che ha preso pi voti nella storia di Brescia. Cio superare il 10,35 per cento raccolto da Angelo Rampinelli nel 1994 con La Pallata. Se diventasse sindaco quale sarebbe il suo primo atto? Cercherei di capire se la situazione dellex cava Piccinelli davvero da allarme rosso. Gli ambientalisti, anche i pi moderati, dicono che bisogna intervenire prima che il Cesio 137 finisca in falda, perch sarebbe un disastro peggiore

FRANCESCO ONOFRI SOSTENUTO DA:


Sindaco Francesco Onofri Piattaforma civica per Francesco Onofri Civica Brescia

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/ECONOMIA

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SCALO MILANO

UN AGGREGATORE DI ECCELLENZE

Nel nuovo grande outlet, che sorger alle porte di Milano, si concentrer, in un contesto nuovo e unico nel panorama retail italiano ed europeo, il meglio della moda, del design e dellenogastronomia. Il progetto di Gruppo Lonati e Promos.

n format distributivo inedito, destinato a cambiare il volto di Locate Triulzi, comune alle porte di Milano (zona Sud), sorger su iniziativa delleccellenza imprenditoriale bresciana. Progettato su unarea ex industriale (che in passato ha ospitato uno storico stabilimento Saiwa) di 300.000 mq, Scalo Milano questo il nome delloutlet di nuova concezione sar un aggregatore di eccellenze, un concentrato del meglio nel campo della moda, del design e dellenogastronomia italiane, ha detto Carlo Maffioli, presidente di Locate District societ che fa capo al Gruppo Lonati e di Promos, societ specializzata nella gestione e commercializzazione di immobili a destinazione commerciale (attualmente impegnata anche nello sviluppo di un parco commerciale a Brescia, nellarea di S. Eufemia). Il concept di Scalo Milano si basa sulle tre F di Fashion, Furniture e Food, che sintetizzano a livello internaziona-

le la vocazione produttiva e culturale delleconomia italiana, ed estendendo i concetti di filiera corta e distribuzione diretta, tipici della formula delloutlet e gi sperimentati dalla moda, ai due mondi complementari del design e del cibo di qualit, in un contesto nuovo e unico nel panorama retail italiano ed europeo. La prima fase di sviluppo prevede 200 negozi dedicati al fashion (80 negozi), al design/ arredamento (80 monomarca/show room) e al food (40 unit in unarea chiamata Food Village, dove sar possibile degustare ed acquistare allinterno dello stesso negozio) , su una superficie commerciale di 40.000 mq, che a regime saliranno rispettivamente a quota 300 punti di vendita per 60.000 mq, con un parcheggio di 4.000 posti auto. Protagonisti del progetto, oltre a Carlo Maffioli, presidente di Locate District e di Promos, Ettore Lonati, partner di Locate District e presidente di uno dei pi importanti gruppi industriali italiani,

con core businnes nel meccano-tessile (leader nel mondo nella produzione di macchine per calzetteria) e attivit che spaziano dallacciaio allelettronica, allimmobiliare. Linvestimento previsto di 170 milioni di euro, pi altri 25 milioni di oneri di riqualificazione ambientale e urbanizzazione. Gli occupati nella struttura saranno, a regime, un migliaio. Liniziativa, a giudicare dalla soddisfazione con cui ha presentato il progetto, sembra stare particolarmente a cuore a Ettore Lonati: La storia del nostro Gruppo una storia di eccellenza, innovazione e italianit. Il fatto che queste caratteristiche trovino piena espressione in Scalo Milano ci che ci ha spinti a voler partecipare a questo ambizioso progetto. Pensiamo infatti che le eccellenze italiane siano il modo migliore per rispondere alla crisi economica e superarla. Siamo inoltre orgogliosi ambasciatori della cultura del fare, felici dellapporto che Machina Lonati Fashion and Design Institute,

prestigiosa scuola di Alta Formazione nellambito di moda e design, porter a Scalo Milano, con una propria succursale allinterno della struttura. Scalo Milano rappresenta la punta di diamante della nostra lunga esperienza nel settore dellimmobiliare commerciale ha commentato Carlo Maffioli . La nostra aspirazione di creare un ambiente che non sia solo uno spazio commerciale, ma che diventi parte integrante della vita cittadina di Milano, quasi un nuovo quartiere, un punto di ritrovo e di scambio capace di creare valore, sotto il profilo economico ma anche culturale e sociale. A questa filosofia di fondo si ispirano anche la scelta del nome Scalo Milano scalo, perch sar un luogo di interazione tra persone e territorio; Milano perch diventer parte integrante del tessuto cittadino , il concept architettonico, che si rif alle vecchie fabbriche milanesi, e il logo, un bottone-ingranaggio che crea un legame tra industria e artigianato di qualit e unisce le tre

eccellenze del made in Italy facendole girare insieme. Concept, posizionamento e immagine sono stati sviluppati da RobilantAssociati, societ di Brand Advisory e Strategic Design leader del mercato italiano. Situato in una posizione privilegiata a valenza sovra-regionale, Scalo Milano sar raggiungibile dal centro della citt, in una ventina di minuti, con il passante suburbano S13 (direttamente connesso alla rete metropolitana), con la rete ferroviaria o in automobile, da Via Ripamonti o dalluscita n 8 della tangenziale Ovest (A50), procedendo verso sud lungo la SS 412 Val Tidone. Il bacino dutenza complessivo stimato di 6,3 milioni di abitanti nei 60 di automobile e di 9,3 milioni di abitanti nei 90 minuti. Lavvio dei lavori di realizzazione della struttura programmato nel secondo semestre 2013 e lapertura al pubblico prevista in concomitanza con Expo 2015.

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/ECONOMIA
Uno Scalo Milano Che Parla Bresciano
di Alessandro Cheula

Coraggio e fiducia. Coraggio per il presente e fiducia nel futuro. Ecco cosa significa linvestimento che i Lonati si apprestano a fare a Milano. Una diversificazione commerciale rispetto al loro core business industriale. Ma nello stesso tempo anche una scelta eloquente significativa. Analoga a quella dichiarata recentemente dal loro collega e amico Marco Bonometti: il miglior posto per investire lItalia. Tre in uno. Ovvero tre effe che stanno per food, fashion, forniture. Quello che sorger nella zona dellaeroporto di Linate finanziato dai Lonati, progettato da Enzo Ragni, commercializzato da Carlo Maffioli sar il primo outlet in Italia a vendere contestualmente tre eccellenze italiane: cibo, moda, arredo. Dove fai scalo? Allo Scalo Milano. Non un calembour ma ci che dir, a partire dal prossimo 2015, chi andr a fare shopping nelloutlet che verr realizzato a Locate Triulzi dai citati imprenditori e operatori bresciani. Quale mission? Al servizio delle imprese e del consumatore, in un momento in cui entrambi hanno bisogno luno dellaltro. I Lonati di Brescia, meglio, i fratelli Lonati la precisazione non casuale poich il loro principale asset immateriale la granitica unit familiare investiranno circa 170 milioni nellarea milanese, nel Comune di Locate Triulzi, nei pressi dellaeroporto internazionale di Linate. Si tratta della realizzazione di un grande outlet che vender i migliori prodotti di tre comparti complementari del made in Italy: la moda, il design e lenogastronomia. Una struttura la cui apertura al pubblico prevista in concomitanza con lExpo 2015 al fine intercettare anche il flusso di turisti e visitatori esteri. Gli aspetti tecnici delloperazione (area pertinente di 300mila mq,

superficie commerciale coperta di 60mila, 300 negozi, 4.000 posti auto, 1.200 occupati a regime) sono ampiamente e dettagliatamente illustrati nella pagine a fianco. A noi interessa invece mettere in luce altri contenuti, di natura pi culturale e imprenditoriale. Innanzi tutto la dimensione dellinvestimento. Sborsare 170 milioni (per la precisione 140 milioni, pi 30 milioni di Iva) in questo momento senza dubbio un atto di coraggio e di fiducia. Di coraggio per un presente come quello che stiamo vivendo, di fiducia per il futuro che tutti speriamo di vivere, soprattutto per i nostri figli. Un futuro migliore di oggi. Laltro aspetto qualificante loperazione la diversificazione. I Lonati sono gi impegnati nel maccanotessile (macchine per calze da uomo e donna e macchine seamless per abiti senza cucitura, settori in cui sono da tempo leader mondiali), nellelettronica (Dinema), nella siderurgia (Alfa Acciai, insieme con

Amato Stabiumi) e nellimmobiliare. Da oggi investono anche nella grande distribuzione al dettaglio di qualit. Vale a dire quelli che vengono comunemente chiamati outlet. Diversificare, cio uscire dal proprio consolidato core business, per i Lonati significa applicare concretamente il motto prediletto del padre. Diceva infatti il Cavaliere del Lavoro Francesco che il peggior difetto di un uomo lincapacit di cambiare strada. I Lonati, ovviamente, non cambiano strada, ma ne aggiungono unaltra al loro cammino. In Italia, non in Cina, dove peraltro gi operano con proprie unit produttive. Ecco perch parliamo di coraggio e fiducia. Il terzo aspetto complementare e consequenziale agli altri due. Tutti i soggetti coinvolti nelloperazione - salvo, per ora, il costruttore sono bresciani. Bresciana infatti la societ che ha progettato lintervento, la Cotefa di Enzo Ragni (il concept architettonico di Scalo Milano si rif alle vecchie fabbriche milanesi), realt che ha al proprio attivo numerose iniziative analoghe in diversi Paesi del mondo, dalla Cina a Dubai, e che si appresta ad aprire una sede a Vienna. Bresciana la societ di promozione, commercializzazione e gestione dello Scalo Milano, la Promos di Carlo Maffioli, che si affermata negli ultimi anni come uno del leader italiani del settore potendo annoverare esperienze riuscite quali gli outlet di Franciacorta, Valdichiana, Palmanova, Citt di SantAngelo e Cilento. Che di pi per augurare buon lavoro, oltre che buona fortuna, e augurarsi che ci siano altri imprenditori, italiani e non, che abbiano il coraggio e la fiducia per investire in Italia? Coraggio e fiducia che, duopo aggiungere, dobbiamo meritarci come sistema Paese, vale a dire come insieEttore Lonati me di pubblico e privato.

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/POLITICA

/POLITICA
Nessuno vive in una campana di vetro o sotto il vuoto pneumatico, nel senso che nessuno vive sulla luna o in cima allEverest o in un batiscafo in fondo alla fossa delle Marianne. Vogliamo dire che quasi tutti, o quantomeno molti di noi, ci siamo compromessi in et pi o meno giovanile con attivit di partito o di formazioni politiche. Dunque non si pretende un pedigree assolutamente immune da esperienze politiche di partito ma, dal momento che si guarda al presente, si auspicano contenuti che non presentino sudditanze verso partiti e non siano condizionati da pregiudiziali ideologiche di parte. Ci perch siamo convinti che, a parte i temi eticamente sensibili, la distinzione manichea tra destra e sinistra sia una eredit ideologica del Novecento, il cosiddetto secolo breve ma nonostante questo duro a morire. I giovani sentono sempre meno la distinzione tra destra e sinistra. Se la sentono ancora per colpa nostra, poich essi sono naturalmente lontani da tale distinzione. FISCAL COMPACT O EUROBOND? Duro a morire, il Novecento, nel senso che le sue eredit abitano ancora il nostro inconscio o quantomeno quello della generazione che a quella temperie deve la propria formazione etico-politica. La distinzione tra destra e sinistra, pur obsoleta, non pu dirsi del tutto superata poich esistono ancora valori eticamente sensibili e culturalmente fondanti che fanno la differenza (ad esempio la concezione della libert, sia economica che politica, leguaglianza, la solidariet, la diversit, la vita, la giustizia, linclusione). E tuttavia si tratta di una distinzione sempre pi labile sul piano pratico e quotidiano. in nome di tale differenza sempre pi sfumata che vanno attenzionate le persone di buona volont e di libero pensiero al di l delle arcaiche e anacronistiche distinzioni tra destra e sinistra. a loro probabilmente, ossia ai giovani dellultima generazione (ai nipoti, come dice Giovanni Bazoli) che possono

DA MONTI A LETTA
UNA R.E.S. CHE RIMI CON SPES
Dalla R.e.s. (acronimo di rigore, equit, sviluppo) di Monti, un trinomio applicato nel senso di molto rigore, poca equit, nessun sviluppo, al suo opposto, la S.e.r. (acronimo di sviluppo, equit, rigore) di Letta, nel senso di molto sviluppo, discreta equit, poco rigore. lunica strada affinch la Res, la cosa ossia la realt concreta, torni a far rima con spes, la speranza.

di Alessandro Cheula

urch quello di Letta non sia il solito gattopardismo, ossia la discontinuit nella continuit. Intendiamo la continuit col vecchio andazzo. Ovvero il vieto travestimento, dalla politica intesa come marketing alla politica intesa come marketting. Ma se il marketing, sia pure nel senso politico, comunque lecito pur se opinabile e a volte discutibile, il marketting molto peggio. A conferma di come lopportunismo nostrano non conosce confini. Cera una volta una forza politica di cui si diceva predica male ma razzola bene. Era la Lega della prima ora, quella di Umberto Bossi, la Lega pro-

testataria dellestremismo di centro, del celodurismo nostrano e del secessionismo padano il cui posto sembra essere stato occupato oggi da Grillo, con la differenza che questultimo esteso a tutta la Penisola e non solo al Nord. Pare invece, nonostante le buone intenzioni di Letta, che si continui col vecchio deteriore andazzo di predicare bene e razzolare male. Unabitudine divenuta quasi assuefazione, nel senso di essersi inveterata al punto che quasi nessuno se ne accorge. NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE? Nel senso che siamo alle solite, al vecchio copione, alle viete manfrine. Le tanto sbandierate novit si stanno rivelando per quello che sono, e che non dovrebbero essere: semplici escamotages, scontati adattamenti, pi prosaicamente trucchi (pi volgarmente trappole) per consentire ai partiti di rientrare dalla finestra dopo essere stati cacciati dalla porta. Si parla troppo di Imu ma troppo poco di riduzione delle tasse e concomitante riduzione del-

la spesa pubblica, riforma della legge elettorale, abolizione del finanziamento pubblico, abrogazione delle province, dimezzamento dei parlamentari, riforma della giustizia, riforma del mercato del lavoro. Riforma radicale, questultima, o meglio rivoluzione, condizione necessaria per dare lavoro ai giovani, poich il lavoro non si pu creare per decreto ma approntando le condizioni affinch possano nascere e crescere le imprese in grado di assumere. Cosa ben lontana da una realt dove le imprese, lungi dal crescere e dallassumere, chiudono e licenziano. Trasformismo e opportunismo sono mali antichi. Niente di strano. Non siamo cos ingenui da illuderci di poter fare a meno della politica. Ci eravamo illusi di poter fare a meno dei partiti, o meglio di un certo modo di intendere i partiti, ma ci siamo sbagliati. Attenzione. Siamo abbastanza idealisti disincantati, vale a dire realisti, per non ambire a realt totalmente avulse o estranee ai partiti, o quantomeno soggetti che non si caratterizzino e non si connotino per la loro appartenenza o militanza partitica.

Enrico Letta

Mario Monti

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/POLITICA
essere affidate le residue speranze di ripresa e recupero della normalit perduta. Parliamo di normalit poich la crisi e i suoi drammatici risvolti, in termini di disoccupazione crescente e impoverimento progressivo, hanno messo in luce le molte anomalie (leggi: fattori di rischio) del nostro sistema Paese. Prime fra tutte lalto debito e la bassa competitivit. Lalto debito ci rende ostaggio dei mercati, la bassa competitivit ostaggio dei Paesi a basso costo del lavoro. Quale risposta radicale? Uscire dalleuro? Il difetto fatale delleuro quello che, creando una banca centrale indipendente, i Paesi membri si sono indebitati in una valuta che non controllano. Leuro dunque un fatto politico prima che economico, poich con una sana economia ha poco a che fare. Lalternativa per lItalia tornare alle svalutazioni competitive, cio a una competitivit affidata alla valuta (ai prezzi) pi che alla efficienza produttiva (ai costi). Ma svalutare vuol dire impoverirsi. Da qui il dilemma: impoverirsi con leuro o con le svalutazioni competitive? Una risposta ci sarebbe: eurobond. Ma la Germania da questo lato non ci sente. La Germania vuole imporci il fiscal compact (lausterit) senza eurobond (europeizzazione del debito). Un corretto scambio politico sarebbe invece accettare il pur doveroso fiscal compact in cambio di un necessario eurobond. Lalternativa, altrimenti, sarebbe luscita dalleuro, non per tradire lideale europeo ma per sopravvivere al suo fallimento. MARKETING O MARKETTING? Torniamo a noi, alle nostre angustie peninsulari (e provinciali). A proposito delle primarie intendiamo anche le primarie locali per la designazione del candidato alla presidenza dellAib siamo rimasti sorpresi dal fatto che c chi si sta abusivamente annettendo filosofie altrui presentandole implicitamente come proprie. Certo non siamo al plagio, poich in politica nessuno ha il copyright, siamo semmai a una sorta di

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antepongono gli interessi particolari, gli affari, allinteresse generale. Anzi, negli ultimi anni nel ventennio che va dal 1992 ad oggi, compreso quindi Tangentopoli gli interessi particolari, di parte o di partito, sono diventati personali. Tanto da portare alla costituzione di partiti personali. Berlusconi ne era un esempio che tuttavia pare essere stato ampiamente superato da Grillo, il cui partito non solo padronale ma dispotico. Anche se va detto che il Cavaliere di Arcore era partito bene quando nel 1994, fondando in sei mesi Forza Italia, era riuscito a costituire un partito personale che prometteva comunque di incarnare linteresse generale, o che almeno si identificava con questo. Poi strada facendo, in questi ventanni anni di seconda Repubblica, linteresse generale venuto meno e ha prevalso quello personale. questa la parabola dellavventura berlusconiana. Una epopea partita bene, promettendo quella rivoluzione liberale che in Italia non c mai stata ma la cui aspettativa sembra tramontata . Lo spirito del 94, quella linfa ideale che avrebbe dovuto cambiare lItalia in senso europeo e moderno omologandola ai modelli occidentali pi avanzati, pare scomparso. Se Berlusconi fosse oggi in grado di risuscitarlo sarebbe un nuovo inizio. Ma non solo la parabola di Berlusconi. la parabola di ogni politica, si veda il Pd di Bersani, quando diventa schiava della partitica. Non vorremmo che la stessa cosa accadesse anche agli ultimi arrivati, ossia gli ultimi approdati alla politica. Non vorremmo che anche Letta cadesse nella stessa trappola. Sarebbe un peccato. Unaltra occasione sprecata. Unaltra croce nel cimitero delle occasioni perdute. Lunica speranza una res che faccia rima con spes. Ma non una r.e.s. alla Monti (molto rigore, poca equit, nessun sviluppo) bens, allopposto, che faccia rima con s.e.r. (molto sviluppo, sufficiente equit, poco rigore). Si spera sia questa la spes di Letta. In caso contrario saremmo davvero sullorlo del baratro.

Silvio Berlusconi

Beppe Grillo

appropriazione indebita, se non proprio al tradimento inteso come accaparramento proditorio e discrezionale di idee altrui. La fattispecie pi comune che ci viene in mente in casi del genere lopportunismo, male antico e genetico dellItalia succube e servile. Lopportunismo (in questo caso il trasformismo non centra) una delle nostre inveterate pieghe mentali, dei nostri inconfessati ma confessabili vizi nazionali, del nostro Dna pi riposto e profondo. Opportunismo devianza tipica non dei cittadini ma dei sudditi, di coloro che per campare devono ricorrere alla furbizia italiota del venditore di tappeti o del piazzista di aspirapolvere. Opportunismo dunque piega tipica del venditore, una deformazione professionale insita in colui che per piazzare il prodotto nella fattispecie il prodotto politico ricorre al mercato elettorale con qualunque mezzo, anche a costo di violare la deontologia o

fare un strappo alle regole. Un conto la politica del marketing lecita seppur opinabile, un altro il marketting della politica, ossia delle marchette moralmente deprecabili anche e soprattutto in politica, o dello scambio politico secondo lantica vocazione italica e bizantina, affaristica e peninsulare. La spes (la speranza) di cui si parla nel titolo , tra le altre, quella che, con un Parlamento rinnovato al 60% grazie allingresso di molti giovani, il pendolarismo politico abbia fine. QUALE COERENZA SENZA COSCIENZA? A questo punto parlare di incoerenza ci sembra superfluo, essendo evidente che, nel caso di specie, i fatti non sono conseguenti rispetto alle parole. Si continua insomma col vecchio andazzo di predicare bene e razzolare male, o comunque meno bene di quanto si predica.

ancora il vecchio modo di fare politica, o meglio la vecchia partitica che impone ancora una volta alla politica i propri schemi e le proprie modalit. Senza rendersi conto che tutto sta cambiando, che se leconomia e la societ cambiano anche la politica, pardon la partitica, deve cambiare, pena lestinzione. Basti pensare che lastensionismo accreditato ancora del 35%, una percentuale ancora alta nonostante lavvento di Grillo e del grillismo che hanno intercettato buona parte della protesta astensionista. Ma c un altro rischio, forse ancora pi nocivo. Partire con i candidati, come nel caso di Grillo, troppo acerbi rispetto ai tempi di normale maturazione e preparazione si rischia di bruciarli. POLITICA SPORCA? NO, LA PARTITICA CHE LHA SPORCATA La politica, a maggior ragione nel caso

della partitica di cui stiamo parlando, unidra dalle molte teste ognuna delle quali da prendere con le pinze. Nel senso che se ti allei con una testa rischi di essere spiazzato o scavalcato dallaltra. Non vogliamo intendere che la politica una cosa sporca. Questo era un clich caro alla destra qualunquista in quanto per lungo tempo esclusa dal potere. Ma da quando la destra, grazie a Berlusconi, stata sdoganata andando al potere, il qualunquismo morto e la politica ha smesso di essere una cosa sporca per diventare unattivit accettabile e condivisibile. Anzi, il qualunquismo sembra essere stato soppiantato dal populismo. Ci che rischia di sporcarla invece la partitica, vale a dire il razzolare male dei partiti. Pericolo non ancora scongiurato, nonostante il cambiamento in atto. Non tanto perch i partiti hanno anteposto gli interessi agli ideali, quanto perch

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/solidariet

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ROTARY BRESCIA SUD OVEST MACLODIO


UN IMPEGNO CHE CONTINUA

TRE TORRI

UN CENTRO DIREZIONALE MULTISERVIZIO

na serata allinsegna dellamicizia e della solidariet per condividere lentusiasmo del servizio che, come ogni anno, riunisce centinaia di amici per sostenere realt associative bresciane operanti in ambito sociale in favore dellintera collettivit, nel campo del sostegno alla vita. Con queste parole Simone Frediani, Presidente Rotary Brescia Sud Ovest Maclodio, presenta la serata di solidariet prevista per venerd 7 giugno presso il locale Areadocks, in via Verona, 3 (angolo Via Sangervasio), a Brescia , organizzata per sostenere le attivit di tre realt tutte bresciane: Associazione Il sorriso di Barbara, Associazione San Vincenzo de Paoli, Progetto NGS. Attraverso il nostro impegno possiamo contribuire al sostegno di chi si adopera

per aiutare a vivere con passione e dedizione encomiabili afferma Frediani . Uno stimolo concreto che ci sprona a proseguire sulla strada che abbiamo intrapreso da quando il Club nato, nel 2004. Fino ad ora siamo riusciti a donare interamente circa 350 mila euro a diverse realt bisognose presenti prevalentemente sul nostro territorio. Il primo ringraziamento va a tutte queste persone impegnate, come noi, nel servizio per la collettivit. In seconda battuta, ringrazio in anticipo gli amici che interverranno e tutti i soci del Rotary Club Brescia Sud Ovest Maclodio. I biglietti sono quasi esauriti in brevissimo tempo, e questo mi sembra un segnale importante che conferma i bresciani campioni di solidariet. Per info: segreteria@rotarybresciasudovest.it
Simone Frediani, Presidente Rotary Brescia Sud Ovest Maclodio

Lattivazione di nuove attivit imprenditoriali attinenti al mondo dellestetica (Aesthetic Equipment), dello sport (BC Action) e della ristorazione (Roof Caf) conferma la vocazione del nuovo Centro Direzionale bresciano ad offrire, oltre ad ambienti prestigiosi di lavoro, prestazioni qualificate allinsegna del massimo comfort.
Qualit, e sicurezza, delle soluzioni costruttive, un contesto immobiliare pienamente al passo coi tempi e a prova di tutti i comfort compreso il servizio di portineria e in totale assenza di barriere architettoniche, una posizione altamente strategica, una disponibilit di posti auto che garantisce un facile accesso a qualsiasi ora: in sintesi, pu essere questo il biglietto da visita delle Tre Torri, il centro direzionale situato nel quadrante sud-ovest di Brescia, alla confluenza delle vie Labirinto, Corsica e Flero. Il centro, che distribuito, appunto, nelle tre strutture principali denominate Nord, Centro e Sud , pi un edificio adiacente alla Torre Nord, risponde allesigenza e al desiderio di creare ambienti di lavoro prestigiosi, eleganti, esclusivi, ma assolutamente funzionali, comodi, luminosi: nella sostanza, un innovativo concetto costruttivo al fine di realizzare uffici direzionali che garantiscano ogni servizio e comfort con una viabilit ottimale, accessi agevolati, parcheggi garantiti. Da qui si arrivati alla creazione di spazi ideali per sviluppare il proprio business in un contesto in cui le soluzioni tecnologiche pi avveniristiche si sposano alla perfezione con la vivibilit e il benessere. Alla base di tutto, un progetto innovativo, con design accurati, che, nel segno di unestrema flessibilit degli spazi interni e di originali proposte strutturali, propone ambienti piacevoli, funzionali alle attivit lavorative, di elevato utilizzo pratico, con il capitolo sicurezza in primo piano, nel pieno rispetto delle pi recenti normati-

I FONDI RACCOLTI SARANNO DESTINATI A:


- Associazione il Sorriso di Barbara, nata nel 2011, si occupa di sostenere la ricerca sulle malattie oncologiche, di offrire cura e aiuto ai malati oncologici, della divulgazione di strumenti di diagnostica oncologica, in ricordo della professoressa Ferrari Fiora; - Associazione San Vincenzo de Paoli, nata nel 1860, attenta alla formazione, impegnata sui vari fronti delle povert, per rendere autosufficiente ogni persona, promuovendone la dignit, mediante limpegno concreto, personale diretto e continuativo attraverso la rimozione delle cause e delle situazioni di bisogno e di emarginazione, individuali e collettive; - Progetto NGS, a sostegno di progetti di ricerca per la diagnostica e la cura delle Neoplasie Endocrine e delle Malattie della Tiroide, sviluppati dalla Clinica Medica Universitaria degli Studi di Brescia 1 Divisione Medica Spedali Civili di Brescia.

ve in materia antisismica e prevenzione incendi. Riguardo alla posizione, il centro Tre Torri si trova in un punto strategico di Brescia, ben servito dalle pi importanti vie di comunicazione come lautostrada e la tangenziale, dalla stazione ferroviaria e da quella del metrobus. La posizione deccellenza si coglie in tutti i suoi lati positivi: una maggiore praticit e velocit nel raggiungere larea sia per chi vi lavora, sia per i clienti. Funzionali s, ma anche eleganti: ai piedi delle Torri stata realizzata una piazza con percorsi ciclo pedonali, imponenti vasche dacqua e zone verdi. Sono presenti differenti aree adibite a terziario per garantire i servizi base quali ristorazione e caffetteria; tra pubblici e privati, i parcheggi sono ben 1.200 e sono collocati nei due livelli interrati al di sotto della piazza e comodamente collegati agli edifici con ascensori e rampe di scale, permettendo una veloce e facile sosta. Venendo pi al dettaglio delle costruzioni, lenergico slancio verticale dei quattordici piani, impreziosito da facciate continue in vetro e alluminio, fa delle Torri un sicuro riferimento urbano, assicurando una vista panoramica di ampio respiro. Loriginalit delle linee archi-

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in evidenza

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tettoniche, con la presenza di piani con doppia altezza soppalcabile, terrazze e logge, facilita la creazione di spazi interni personalizzabili e flessibili secondo le pi disparate esigenze. Gli impianti di riscaldamento e climatizzazione, realizzati in sinergia con il gruppo A2A, garantiscono prestazioni di alto rendimento, abbattendo in maniera sostanziale i costi di manutenzione; vengono garantite una potenza illimitata, e la totale autonomia delle singole unit e persino dei singoli uffici; ad esempio, possibile riscaldare una stanza, mentre si climatizza unaltra dello stesso immobile. Tutti gli ambienti sono dotati di cablaggi di ultima generazione. Alla luce di tutto questo facile capire perch Engineering, leader nel mercato italiano IT e quotata in Borsa con 7mila addetti e un fatturato di 770 milioni di euro a fine 2012 ha scelto di eleggere le Tre Torri a quartier generale di Brescia; Engineering si insediato da pochissimo (in aprile) nel centro direzionale, occupando ben cinque piani della Torre centrale, e dando lavoro a pi di 300 persone.

In ogni caso, il centro in piena evoluzione e, ora come ora, nel complesso sono circa 700 le persone che qui trovano la propria sede lavorativa; tra le altre imprese che hanno scelto di operare in questa location che combina innovazione, qualit, eleganza e comodit, c Surgery, realt con sede al sesto piano della Torre Sud, e contraddistinta da due anime, una rivolta allambito medico e una che prende forma nel centro estetico Aesthetic Equipment: Come centro estetico spiega il direttore tecnico, Lucilla Alimonti , siamo in grado di offrire tutti i tipi di trattamento, dalla cura del corpo, al viso, passando per tutto quello che riguarda il massaggio, la manicure e la pedicure. Lo staff tutto al femminile, altamente e costantemente qualificato, e specializzato nei vari ambiti di trattamento. Per garantire la massima qualit, utilizziamo solo prodotti biologici certificati e, inoltre, prima di trattare la clientela, siamo a disposizione per consulenze gratuite, come, ad esempio, il servizio di analisi della cute. Nellistituto anche possibile ottenere consulenze mediche che possono fornire un ottimo strumento di prevenzione. I programmi di trattamento vengono portati avanti con metodologie e tecniche di primordine e non in base alle mode del momento; forniamo anche il servizio di cura del capello, con consulenza tricologica, prodotti di altissima qualit e trattamenti specifici per irrobustire il cuoio capelluto. Nella gestione degli appuntamenti garantiamo rigore e puntualit; il centro prima era in via Corf; la decisione di trasferirci qui, dipende dal fatto che abbiamo voluto assicurare una location fuori dallordinario, elegante, moderna, lontana dal caos e da occhi indiscreti. Allinsegna della privacy, della prevenzione, dei servizi di qualit assoluta, Aesthetic Equipment si propone come unoasi dove rifugiarsi dallo stress del vivere quotidiano, come punto di riferimento per il relax e lo star bene, innanzitutto con s stessi; il centro offre Lucilla Alimonti anche il servizio di parrucchiera.

Nellottica di un benessere da perseguire a 360 gradi, non poteva venire trascurato lambito della ristorazione: entro la fine di maggio, nelledificio di fianco alla Torre Nord aprir i battenti il Roof Caf, bar-tavola fredda che promette di soddisfare Francesca Savoldini unampia gamma di clientela. Saremo aperti a colazione, pranzo e cena mette in chiaro Francesca Savoldini, titolare del Roof Caf insieme a Paola Goffi , in modo da assicurare un servizio esauriente a tutti coloro che lavorano nel centro. Proporremo panini, insalatone, e anche men specifici rivolti a chi ha esigenze di dieta o ha problemi di intolleranza, come i celiaci. A disposizione ci sar un bancone allamericana, soluzione darredo open, che mette a proprio agio, facilitando il contatto e il dialogo tra i clienti. Nel complesso, il locale avr uno stile, s, innovativo, con vetrate su tutti i lati, ma anche con toni caldi e accoglienti e con spazi ampi sia allinterno che allesterno; e proprio la parte allaperto sar uno dei principali riferimenti per la clientela non strettamente legata al centro direzionale. Infatti, proporremo aperture serali, con appuntamenti a tema dedicati ai giovani e a tutti quelli che vorranno passare un dopo cena in un ambiente suggestivo; in particolare, durante la bella stagione, la terrazza, con i suoi tavoli e con le poltroncine della zona relax, sar il luogo ideale per gustare un aperitivo o un cocktail.

Ma non solo wellness e ristorazione di qualit trovano spazio al centro Tre Torri: sempre nelledificio situato nei pressi della struttura Nord, da aprile 2012 attivo BC Action, il primo franchising esclusivamente dedicato agli appassionati dellindoor cycling, dove lalta tecnologia delle attrezzature assicura allenamenti performanti, coinvolgenti ed appassionanti. Grazie allo staff BC Action, lallenamento pu essere pensato, e realizzato, davvero su misura: al cliente viene garantito un profilo personalizzato correlato dalle relative soglie cardio, con lobiettivo di arrivare a un training in sicurezza e soddisfazione, ragionando per obiettivi ed assecondando ogni specifica richiesta. A disposizione dellutenza, massima flessibilit e dinamicit: oltre ad usufruire del palinsesto fisso delle lezioni, tramite il sito internet sempre aggiornato (www.bc-action.com), il cliente pu proporre sedute dallenamento che meglio si adattano ai propri orari, o al proprio stato di preparazione. Se lidea viene condivisa da almeno 15 biker, la pedalata assicurata. Dunque, una struttura che permette di tenersi in forma grazie a percorsi altamente personalizzabili, per unidea che ha trovato un alto gradimento: circa 900 sono gli iscritti a BC Action, e, entro la met di settembre, prevista lapertura di una sede a Bergamo.

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/strade e quartieri

Via Crocifissa e via Galilei


lanfiteatro del centro citt
ue vie parallele, che si definiscono cugine, passate da periferia a zona animata e ambita della citt: via Crocifissa di Rosa e via Galileo Galilei si contendono, scherzosamente, lo scettro della vetrina pi in dellanfiteatro cittadino. Lo spartiacque della Galleria da un lato, gli istituti di cura dallaltro, un parco in via di sistemazione (lo storico verde di SantAntonino, con una frequentatissima area cani), il mercato agricolo del mercoled: al quartiere, ricco di attivit commerciali, non manca nulla. E, in tempo di crisi, vedere un via-vai pressoch costante rinfranca. Questa zona ha probabilmente let anagrafica (parliamo dei suoi abitanti) pi alta di Brescia, ma pare non faccia proprio al caso dei tanti nonnini che la popolano. La viabilit resta per loro difficile da digerire, e la recente soppressione della Linea 1 (lam) sta creando perplessit tra chi, per fare 100 metri, fa fatica ma non vuole rinunciare per questo alla sua autonomia. Nonostante la presenza di centri distruzione (asili, elementari e medie), infatti, non sono tante, qui, le famiglie giovani, pur registrandosi una fetta crescente di studenti e stranieri. Qualche accorgimento, pi sinergia, e sarebbe fatta: le vie gemelle non hanno nulla da invidiare alle vetrine allombra del castello.

CI RACCONTANO Via Crocifissa e via Galilei

MASSIMO CIRIMBELLI (ILLYTECA) Via Crocifissa

di Alessandra Tonizzo

Massimo Cirimbelli

Siete aperti da maggio 2012: che debutto stato il vostro? Entusiasmante, di sicuro. Questo progetto completamente nuovo, e propone tutti i marchi del gruppo Illy: caff, t, cioccolato, vini Nonostante le difficolt del periodo, posso dire che sta andando bene. Come mai avete aperto qui? Questo un quartiere prestigioso, vivo, vicino a zone importanti come Costalunga o lOspedale. ancora sentito il problema-parcheggio? Per esperienza personale, vedo molto turn-over: i posteggi, di norma, si trovano, c rotazione.

Da qualche tempo, per il caff capsula mania Le capsule funzionano perch la qualit quella dellespresso del bar, apprezzabile a casa propria. Da settembre a marzo, per noi, il periodo pi intenso di vendita. Cosa spera per il futuro prossimo? Il cuore della via pi avanti, ma speriamo, insieme alla gelateria Bedussi, di far vivere anche questa porzione. Abiterebbe qui? A dire in vero ci ho abitato da piccolo: sono molto affezionato alla zona Nord della citt. MICHAEL GHIDINI (PICCOLA CAFFETTERIA BRESCIANA) Via Crocifissa Che clientela serve? Persone dai 40 ai 50 anni, pi che altro del quartiere, o che lavorano negli uffici della zona. Ha aperto da poco: come mai via Crocifissa? Sono qui da un paio di mesi, facevo gi questo mestiere. Il locale lho trovato su internet: volevo un locale diurno, la via

era buona. Che orari fa? Come trova la zona, quando chiude? Di norma chiudo alle 21, il venerd alle 24. Le sere sono decisamente spente. Via Crocifissa con le sue parole. Una via molto commerciale, abitata da gente anziana. Persiste il problema dei parcheggi? Qualcuno in pi non guasterebbe, specialmente da quando c la metropolitana. MARIATERESA PIVETTI (CASASTILE) Via Crocifissa Questo uno dei negozi storici della via C da 50 anni, infatti. Oggi, quando la vendita dei casalinghi calata, puntiamo su articoli di design spiritosi e utili. A chi vi rivolgete? La clientela vastissima, dai 3 anni in su! Cercano soprattutto idee regalo diverse, insolite e colorate. Com via Crocifissa? Una via ancora bresciana, rispetto a realt come, ad esempio, via Cremona. Cosa non funziona, qui?

Michael Ghidini

Susanna Wenter e Mariateresa Pivetti

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di chi dava lustro alla zona. Pensi, poi, che hanno aperto ben 3 supermercati nellarco di 400 metri: folle, in una zona di anziani abitudinari. TIZIANA ZANINI (ALBA MERCERIA) Via Galilei Da 57 anni in via Galilei: cosa vi contraddistingue? Puntiamo su una clientela non certo giovane, che magari cerca qualcosa che nei centri commerciali non c, e vuole la tradizione. Tante persone di passaggio, e chi ci conosce anche grazie al passaparola. Su cosa puntate? Avendo vicino lOspedale, questi sono articoli che vanno bene, la cui vendita pu dirsi regolare. Il maggior cambiamento cui avete assistito? Beh, 50 anni fa via Crocifissa nemmeno esisteva, poi con il boom economico degli anni 70, le nuove costruzioni, siamo diventati meno periferia e pi zona di semi centro citt. Come descriverebbe via Galilei? Inserita in una zona piena di negozi, di commercio. Strano che, da via principale, sia passata in secondo piano rispetto a via Crocifissa.

Ci sono pochi parcheggi, e dal 2002 la viabilit stata ripensata in modo errato. Il traffico poco scorrevole, poi stata tolta la linea 1 dellautobus, eludendo ogni collegamento facile con Ospedale e Stazione. Qui ci sono molti anziani, non gli si pu chiedere di fare lunghi tratti a piedi verso la metropolitana. GIUSEPPE DI SANTO (PICCOLI AMICI) Via Galilei Si resiste alla crisi? Quella c, purtroppo. Abbiamo aperto da 5 anni e ci occupiamo di tutto ci che concerne gli animali, accessori e mangimi: non ci lamentiamo. Un bilancio sulla clientela? Il 90% viene dal quartiere allargato, comprensivo di via Trento, P.za Cesare Battisti. Solo nel weekend c gente di passaggio. Com via Galilei? La definisco un paese nella citt. Siamo gli alter-ego di via Crocifissa, via pi in. Ci si conosce tutti. vero che di sera, qui, deserto? Le serate sono proprio spente, anche nel fine settimana. Bisognerebbe fare conoscere di pi questa zona, perch merita.

GIUSEPPE ROCCA (ENOTECA AI RONCHI) Via Galilei Nei suoi 28 anni dattivit, qual il cambiamento pi grande che ha notato? La Lam, che ha creato un intasamento continuo e costante alla via, esasperando linquinamento. Chi vi frequenta? Un target poliedrico: la nostra filosofia servire tutti. Ci sono prodotti da pochi spiccioli a bottiglie da 500 euro. Pratichiamo il servizio a domicilio gratuito e siamo promotori del vuoto a rendere. Com via Galilei? Chi dice che sia una via morta sbaglia: ha grosse prerogative, ma si sono insinuate attivit che declassano gli sforzi

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C qualcosa che non va


La viabilit di via Crocifissa oggi sgravata dal metr, ma resta molto pericolosa, specialmente per chi la vive di pi: gli anziani. Lautobus che percorre la strada nel senso contrario di marcia, sfrecciando accanto a pensiline e marciapiedi a filo, crea quotidianamente scene di panico tra abitanti e passanti. Quando basterebbero delle semplici recinzioni, gi presenti, tra laltro, in alcuni tratti della via, laddove commercianti e/o abitanti le hanno pretese (nei dintorni dellasilo, per esempio). Forti preoccupazioni pure tra i ciclisti, che condividono (amaramente) con il bus la medesima porzione di carreggiata: una missione davvero impossibile.
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Giuseppe Di Santo

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CI RACCONTANO Roncadelle

Roncadelle
di Elena Dalia

Tra grande e piccolo commercio


a posizione strategica di Roncadelle vicino alla citt, alla tangenziale e allautostrada e la grande vastit del territorio comunale hanno contribuito negli ultimi anni allo sviluppo massiccio di mega strutture distributive, tra cui figurano leader mondiali del calibro di Ikea, Decathlon, Auchan (Le Rondinelle). A queste si aggiunge il progetto per la costruzione (a pochi passi dallIkea) di un nuovo polo commerciale, Mella 2000, che sta suscitando il malcontento dei piccoli commercianti locali, timorosi di perdere clientela e lavoro. Non facile, qui, essere piccoli, tuttavia i commercianti sembrano essere consapevoli della differenza che possono marcare rispetto alla grande distribuzione e appaiono determinati ad offrire una maggiore qualit del servizio, mostrandosi disponibili a soddisfare le richieste della loro clientela. Meglio scambiare due parole che essere trattati come numeri, come accade nei centri commerciali, dicono. Il centro del paese, anche se difficile da individuare, ha un grande parco, molto frequentato dagli abitanti: unarea verde, vero polmone del paese, luogo di giochi e punto dincontro preferito dei bambini e delle famiglie. La rete dei trasporti pubblici ben strutturata, comoda per spostarsi nei paesi vicini e in citt, e permette di evitare la sempre affollata

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI


se molto vivace, Roncadelle non sembra un pae iali e disposte cord o aion app one pers le tuttavia , sbucano i case le ro Diet a fare due chiacchiere. da sfondo, o fann che ciali mer com tri cen grandi del paeenti num mo ri quasi fossero veri e prop contrappone si ale enzi tang a ssim cati traffi se. Alla he persone. Un il centro, dove sincontrano poc liore, pi vivo mig ro futu un in ra spe si e paese dov e movimentato.

tangenziale e la strada statale che conduce a Brescia, dove, soprattutto nelle ore di punta, il traffico rallentato. Una nota dolente rappresentata dalle strade, recentemente scenario di alcuni incidenti molto gravi e mortali (nove persone hanno perso la vita dal 2007 ad oggi in via Santa Giulia, vittime delle le-

tali buche), che richiedono di essere sistemate. Come in molti comuni italiani, il Patto di Stabilit blocca lavori che giorno dopo giorno diventano sempre pi indispensabili, per il bene di tutti. Su tutto una nota positiva: gli abitanti di Roncadelle appaiono uniti e speranzosi in un futuro migliore.

Alessia Panzavolta (Il Calamaio cartolibreria) Via Marconi Cosa pensa del nuovo centro commerciale che vogliono costruire qui a Roncadelle? Gi siamo in un periodo di forte crisi e siamo circondati da centri commerciali... Sicuramente lapertura di un nuovo gigante non ci aiuter, anzi. Io lavoro qui da diciassette anni e ho visto diversi cambiamenti nel tempo, commercialmente parlando. Oggi, chi ha bisogno di un prodotto, per prima cosa si rivolge al centro commerciale, pensando di spendere di meno (anche se a volte non cos); solo nel momento in cui la richiesta non stata soddisfatta, si rivolge ai piccoli commercianti locali. Che cosa offre di pi il piccolo commercio rispetto alla grande distribuzione? A me piace molto fare due chiacchiere con i miei clienti, bello mantenere un certo tipo di rapporto, cosa sempre pi rara nei centri commerciali, dove si parla molto meno con la clientela. Inoltre, cerco di soddisfare le esigenze del clien-

te, ad esempio ordinando un prodotto che solitamente non tengo, recuperandolo nel giro di pochi giorni. Un desiderio per Roncadelle... A mio parere bisognerebbe aiutare di pi i commercianti locali e valorizzare maggiormente il centro del paese, proponendo nuove iniziative e manifestazioni. Non esiste una vera e propria piazza: proiettarsi verso la citt, ha reso questo paese come un suo prolungamento, senza un punto di aggregazione vero e proprio. Rendere viva Roncadelle gioverebbe al piccolo commercio locale. Inoltre, sarei favorevole allapertura domenicale dei negozi nel paese.

Alessia Panzavolta

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Scuola per bambini a partire dai 3 anni con standard di educazione e valori internazionali della pi alta qualit

Setting the standard of excellence


1. Setting

Davide Colossi (Ferramenta) Via Marconi Come si lavora a Roncadelle? Ho rilevato lattivit dallinizio dellanno scorso. Personalmente, non sento molto la crisi perch il rapporto tra venditore e cliente diverso rispetto a quello dei centri commerciali. Gli artigiani e i piccoli commercianti, per, vengono poco considerati dallAmministrazione Comunale, si fa davvero poco per il piccolo commercio. Lei abita qui da sempre, ha visto qualche miglioria a Roncadelle? No, non ho visto nessuna miglioria. Lunica cosa che ho notato, non del tutto positiva, stata la costruzione di nuovi centri commerciali. Inoltre, le strutture sportive scarseggiano: hanno costruito il campo da calcio sintetico dopo penso quarantanni. E dal punto di vista sicurezza? La sicurezza molto scarsa, ci sono pi furti a Roncadelle che in centro citt. difficile sentirsi sicuri quando ti entrano in casa anche alle sette di sera. Piera Bellandi (La Merceria) Via Roma Roncadelle un paese vivibile dal punto di vista ambientale?

No, non direi: c molto smog; poi siamo circondati da centri commerciali Adesso hanno deciso di costruirne un altro anche se, per ovvi motivi, noi piccoli commercianti siamo contrari. Cosa offre Roncadelle? Non offre molto anche perch la vicinanza a Brescia condiziona. Il paese deserto la sera. A Roncadelle vivono tanti pendolari che di giorno lavorano e tornano a casa la sera per riposare. E il suo lavoro, la soddisfa? Il lavoro calato tantissimo ma si cerca di inventare sempre cose nuove. C un buon rapporto con le clienti, ci si scambia consigli, opinioni e pareri. Io sono contenta per il mio lavoro, spero per in tempi migliori perch per ora sembra tutto bloccato. Alvisa Marchetti e Ivan Casanova (Il Forno delle Meraviglie) Via Togliatti Da quanto tempo lavorate a Roncadelle? A maggio saranno tre anni. Il nostro negozio un po distante rispetto alla strada principale, qui abbiamo un tipo di clientela fissa anche perch questa non una zona di passaggio. Comunque, siamo molto felici dei nostri clienti. Anche il fornaio conosce la crisi?

Il pane un prodotto che viene acquistato comunque, nonostante la crisi. C da dire, per, che pi aprono centri commerciali pi noi abbiamo difficolt, soprattutto perch anche l si trova il pane. Bisognerebbe guardare la qualit e recarsi in forneria piuttosto che nei supermercati a comprare questo tipo di prodotto, perch qui il pane fresco mentre l quasi sempre precotto. Cosa cambiereste di questo paese? Si pagano troppe tasse, di anno in anno sono in aumento e ci sono pochi servizi. Inoltre, Roncadelle non ha una piazza, non si sa quale sia il centro. Un paese senza centro non lavevamo mai visto prima di venire qui. Non c un punto di unione e penso che bisognerebbe rendere Roncadelle pi viva.

in inglese un verbo al present continuous, riferito a qualcosa che viene messo in opera in maniera continuativa, anche perch la lingua un sistema sempre in costante evoluzione come linsegnamento e le sue metodologie: non si finisce mai di imparare poich c sempre qualcosa di nuovo da apprendere. larticolo determinativo che indica una sola cosa. Vi un solo standard. 2. the Implica la creazione di uno standard educativo che gli altri, chiunque essi siano, possono solo imitare. 3. standard 4. of excellence Perch non c niente di superiore alleccellenza. In questa nuova realt educativa, con lo spirito di un team affiatato, sapremo tutti lottare per leccellenza, dagli studenti agli insegnanti e a tutto il personale coinvolto.

LONATI ANGLO-AMERICAN SCHOOL si costituita su uno standard di educazione e valori internazionali della pi alta qualit. Proponiamo uneducazione per bambini (sia italiani che stranieri di entrambi i sessi a partire dai 3 anni di et) con lintenzione di offrire l International Baccalaureate Primary Years Programme con espansione al Middle Years Programme e negli anni futuri al Diploma Programme. The International Baccalaureate aims to develop inquiring, knowledgeable, and caring young people who help to create a better and more peaceful world through intercultural understanding and respect. To this end, the IB works with schools, governments, and international organizations to develop challenging programmes of international education and rigorous assessment. These programmes encourage students across the world to become active, compassionate, and lifelong learners who understand that other people, with their differences, can also be right Questo curriculum (riconosciuto a livello internazionale) insegnato in inglese, e garantiamo almeno 5 ore a settimana di Lingua Italiana obbligatoria. Inoltre viene offerta una terza lingua Cinese Mandarino con insegnate madrelingua - a partire da Transition (4 anni di et). Le classi sono strutturate in modo da garantire il raggiungimento degli obiettivi formativi in modo ottimale. La nostra realt scolastica si trova in una ubicazione di mq.1.800 completamente nuova dotata di: Ampie e Spaziose aule per le varie classi Ampie e Spaziose Aule Specialistiche Area Giochi al coperto e allesterno Area Cucina Ampia e Spaziosa Area Mensa Ampia e Spaziosa Area Palestra Arredamenti: Il progetto di arredamento stato predisposto per rispondere a molteplici esigenze di identit, efficienza, comfort, svago. Gli interni delle aule sono in grado di suggerire appartenenza e aggregazione. La struttura prende in considerazione il concept creativo, lorganizzazione dello spazio e delle funzioni, il layout e display. Particolare cura stata riservata alla qualit della rappresentazione e del dettaglio tecnico per perfezionare le competenze professionali dello studente.

LONATI ANGLO-AMERICAN SCHOOL offre una EDUCAZIONE INTERNAZIONALE con un approccio didattico che mette al centro il singolo studente, incoraggiandolo e fornendogli le basi necessarie a raggiungere il pieno potenziale per diventare cittadino attivo e intraprendente nella societ moderna avendo come criteri guida: Sviluppare cittadini del mondo in relazione alla cultura, alla lingua e alla convivenza in generale. Costruire e rafforzare il senso di identit e consapevolezza culturale degli studenti. Favorire il riconoscimento e lo sviluppo dei valori umani universali degli studenti. Stimolare la curiosit e la ricerca al fine di promuovere uno spirito di scoperta e di godimento di apprendimento. Dotare gli studenti delle competenze al fine di imparare ed acquisire conoscenze, individualmente o in collaborazione, e di applicare queste capacit in una vasta gamma di settori. Fornire contenuti internazionali, anche in risposta alle esigenze e interessi locali. Incoraggiare la diversit e la flessibilit nei metodi di insegnamento. Fornire adeguate forme di valutazione e benchmarking internazionale. Orari delle lezioni: dal luned al venerd dalle 9.00 alle 16.00 Retta annuale: a partire da 7.500 Comitato Garante Ettore Lonati, Presidente Gruppo Lonati Dr.ssa Donatella Meneghini Lonati, Amministratore Unico LAAS

Avv. Andrea Zaglio, Avvocato Studio Zaglio-Orizio Associati Dr.ssa Roberta Pavan, Psicologa Psicoterapeuta - esperta in psicologia giuridica Prof. Giuseppe Colosio, gi Direttore Generale dellUfficio Scolastico Regionale per la Lombardia Prof.ssa Beth Merritt, Primary Years Programme IB Coordinator Cav. Giovanni Lodrini, Amministratore Delegato Cooperativa Foppa Group

Alvisa Marchetti e Ivan Casanova

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Lonati Anglo American School

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LA/provincia

LA/provincia

Alla Bassa orientale

serve una visione dinsieme


Montichiari, Carpenedolo, Castiglione delle Stiviere: ognuno fa da s.

rea primariamente piana, che nella zona ad est si fa leggermente collinare (pi puntualmente, nella fascia compresa fra Carpenedolo e Calcinato, in cui termina lanfiteatro morenico del Garda), la Bassa bresciana orientale resta uno snodo strategico-comunicativo verso lEuropa. La citt di Montichiari stata la nostra prima sosta. Centro pulsante della Bassa, condivide con gli altri paesi la difficolt economica palesata dagli esercenti, segno che la crisi non risparmia nessuno. Ma, a detta di molti, spesso anche la viabilit ci mette lo zampino: aree pedonali e traffico veicolare limitato incrementano sicurezza, benessere e salute, ma pare penalizzino chioschi e negozietti. Quantomeno, finch labitudine di spostarsi ovunque sulle quattro ruote non scemer. Realt popolosa (oltre 24mila residenti), in cui possibile cogliere delle opportunit lavorative (industria, agricoltura e terziario sono rappresentati pressoch in egual misura sul territorio), Montichiari nel tempo ha richiamato molta manodopera, che ha

di Alessandra Tonizzo

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contribuito ad un incremento demografico vertiginoso, quasi inarrestabile. La nostra provincia, lo sappiamo, sta diventando sempre pi multietnica. Ma la sensazione che spesso si creino delle zone di demarcazione, come a Montichiari, (invisibili) quartieri nei quartieri, ove appartarsi pi che integrarsi. A met strada tra Brescia e Mantova, Carpenedolo quasi 13mila anime, delle quali oltre il 18% straniere ha un territorio caratterizzato ancora oggi da fiumi e rogge: circa 30 kmq, suddivisi in otto frazioni, che in alcuni punti regalano uno scenario da fiaba. Salici e pioppi, tra i quali martin pescatori e aironi cercano frescura, tra gli sguardi curiosi dei ciclisti. Nonostante ci, qui lindustria ha spodestato lagricoltura (estese coltivazioni di granoturco destinate a sfamare gli allevamenti di bovini) in termini dimpieghi, concentrandosi nei settori metalmeccanico, alimentare ed edile. Proprio da Carpenedolo, questestate, inizier la posa dei tubi della cosiddetta autostrada del gas, il metanodotto Snam che, attraverso una tubatura di quasi un metro e mezzo di diametro (Montichiari, Calvisano, Ghedi, Leno, Bagnolo Mella, Dello, Barbariga, Pompiano, Orzivecchi e Orzinuovi i paesi toccati), trasporter il metano da Russia e Siberia nel nord Italia. I lavori, sui quali gran parte dei carpenedolesi non si pronuncia, sono iniziati a febbraio ma subiscono forti rallentamenti per il continuo ritrovamento di preziosi reperti archeologi, dei quali il colle San Giorgio, culla della necropoli longobarda, notoriamente ricco. Questanno, ci siamo concentrati sulla via prospicente alla zona centrale del paese, che sembra godere di maggiore vitalit anche se qui, purtroppo, un vero centro storico non c mai stato, afferma una commerciante . Crisi, grande distribuzione e stravolgimento delle abitudini quotidiane hanno difatti provato il commercio al dettaglio del cuore di Carpenedolo, ultimamente caratterizzato da un campanile transennato, facce straniere poco integrate, diverse serrande abbassate. CI RACCONTANO MONTICHIARI
di Alessandra cascio

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penalizSe non fosse per il centro storico tichiari zato dalla chiusura al traffico, Mon citaltre ad iare invid da a null non avrebbe di netadine del suo calibro. Curata, ricca te, si pu gozi e frequentata da molta gen economicertamente considerare il fulcro e. ntal orie a cian bres a co della bass

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI

Nelle pagine precedenti, San Pancrazio a Montichiari. In questa pagina, due scorci di Carpenedolo e Castiglione delle Stiviere.

Il confinante comune di Castiglione delle Stiviere, tolte le affinit con Carpenedolo relative alla crisi del centro storico, pare serbare qualche asso in pi nella manica. Quasi 23mila abitanti, questa cittadella dellAlto mantovano dispone di riserve di grinta notevoli, e laddove un problema si fa sentire una strada poco battuta, una piazza vuota ce la mette tutta per cambiare le cose. Passato il boom industriale che lha contraddistinta rispetto al resto del territorio mantovano, pi agricolo e contadino, Castiglione continua a poggiare la sua economia sul commercio e sullindustria, grazie alla presenza di imprese leader di mercato nei rispettivi settori merceologici pur alle prese con la crisi (Golden Lady nelle calze, Barilla, Amica Chips, Pata, Sterilgarda Alimenti, Nestl Purina, nellalimentare, per citare i principali stabilimenti), ma avrebbe tutte le

carte in regola per puntare su un turismo locale che sia reale, non un pallido riflesso dei rodati circuiti gardesani. Patria di San Luigi Gonzaga, protettore della giovent, paese natale della Croce Rossa, grazie alle donne castiglionesi dedite ai feriti delle guerre dIndipendenza, cittadella amena in cui gorgogliano decine di antichissime fontane, Castiglione costellata da architetture, scorci e orizzonti che trasudano storia. Un passato, tuttavia, ancora da potenziare e proporre in modo programmatico. La Bassa Orientale di questo nostro viaggio ci ha fatto capire, ancora una volta, come il nostro territorio disponga di notevoli ricchezze, non ancora valorizzate. Ma che manchi una visione dinsieme, un serbatoio comune di idee, per affrontare quei piccoli-grandi problemi che affliggono tutti i vicini di casa del nostro tempo.

Mirko Cossu (Caff Montechiaro) Via Brescia La vostra attivit nata da poco pi di quattro mesi, come stanno andando le cose? Abbastanza bene. Siamo in crescita. La vostra clientela prevalentemente del posto? Diciamo che piuttosto variegata. Affacciamo sulla via principale e questo permette a molti di fermarsi anche solo per un caff. Un pregio di Montichiari? una cittadina di passaggio e questo fa s che ci sia un grosso afflusso di gente. E un difetto? Ci sono pochi italiani e molti extracomunitari, non tutti integrati. a conoscenza del fatto che entro luglio il vostro ospedale si doter di ulteriori 70 posti letto? Cosa ne pensa? Non ne sapevo nulla... diciamo che una cosa positiva.

Cristian Bertuzzi (AD Solution arredamenti) Viale Europa Lei non originario di Montichiari, come si trova in citt? Discretamente bene. Ci descriva il paese. Montichiari una cittadina molto vivibile in cui oggi si trovano pochissimi monteclarensi. Non faccio riferimento agli extracomunitari, ma a tutte quelle persone che dalla periferia si sono spostate in citt. Questo ha snaturato un po quello che era il cuore pulsante del paese. favorevole alla creazione di ulteriori 70 posti letto nel vostro ospedale? Per la zona sicuramente un bene, noi della Bassa facciamo riferimento a Montichiari o a Manerbio quando abbiamo bisogno di cure.

Mirko Cossu

Cristian Bertuzzi

Bruna Pellegrini (Baby Griffe abbigliamento e lavanderia) Viale Europa Il suo negozio offre due diversi servizi alla clientela, lavanderia e vendita di capi dabbigliamento per bambini, come mai ha deciso di mixare le due attivit? La stireria labbiamo sempre avuta, prima mia madre e poi io. Successivamente labbiamo ceduta per poi ritirarla nuovamente a settembre dello scorso anno. Il negozio dabbigliamento non era nato con lidea di mixare due servizi, tuttavia la soluzione funziona e oggi stanno tornando anche i vecchi clienti della lavanderia. Secondo lei gli extracomunitari sono integrati? Non saprei dirle perch a Montichiari si sono creati dei veri e propri quartieri in cui vivono solamente loro. Comunque qualche albanese e africano benestante viene nel mio negozio a fare acquisti. a conoscenza del fatto che sono iniziati i lavori per il passaggio di un metanodotto nella zona archeologica di S. Giorgio? Il tasto dolente. Io non sono a completa salvaguardia della natura e delle bellezze archeologiche se questo comporta il fatto di dover acquistare il gas

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al di fuori del nostro Paese e pagarlo a un prezzo spropositato. Qualcosa va sacrificato se vogliamo avere dei benefici economici tangibili. Antonietta Inverardi (3B tende) Via Falcone

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Lei originaria di Brescia, come si trova a Montichiari? Benissimo, qui ho trovato molta gente vera, onesta e simpatica, a differenza che in citt. Mi ha appena detto che appartiene al gruppo Amici della Bici, come trova le piste ciclabili della bassa? Chi come me ha frequentato le piste del nord Europa, le trova assurde. Servirebbero pi soldi e maggior volont degli amministratori locali per migliorarle. Cosa pensa dei lavori che stanno interessando la zona di S. Giorgio per la costruzione di un metanodotto? Purtroppo non conosco largomento e preferirei non dare giudizi in merito. In linea di principio, posso dire che sono contraria alla cementificazione del territorio in generale. Giovanni Manuzzato (Automania ricambi per auto) Via Falcone

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La sua attivit presente sul territorio da 20 anni, come sta andando? Bene, la mia unattivit per appassionati e resiste alla crisi. Come valuta Montichiari a livello di infrastrutture e servizi al cittadino? Non possiamo lamentarci di nulla, ad esempio le rotonde e il verde pubblico sono curatissimi. Forse quello che manca un gran bel parco in sostituzione di quello esistente che frequentato prevalentemente da stranieri. da poco entrato in uso, in Comune, il sistema Toyota per lo snellimento delle pratiche edilizie, cosa ne pensa? Se c da risparmiare tempo, ben venga

linnovazione. Spero che venga estesa anche ad altri uffici, soprattutto allanagrafe. Fabio Busi (3B Color - colorificio) Via Tre Innocenti La sua attivit si trovava in via Falcone, come mai ha deciso di cambiare zona? Per tre ragioni: costi inferiori, vicinanza al centro e parcheggio privato per la clientela. La sua attivit sta risentendo della crisi? Purtroppo s anche perch la mia attivit legata a filo diretto con ledilizia.

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Mauro Polonini (Tuttoufficio) Via Paolo VI Cosa offre la cittadina ai giovani? Un po poco. Al di l di due bar di ritrovo, nullaltro. Dobbiamo spostarci a Desenzano o a Brescia per fare qualcosa. Cosa farebbe per incentivare i giovani a vivere Montichiari? Purtroppo non saprei, perch in passato qualcuno ha provato ad investire qui, ma con scarsi risultati. Il rischio di chiudere elevato. Un pregio di Montichiari? Offre molto ai cittadini sia in termini di uffici e sportelli pubblici, sia a livello di negozi. E un difetto? Le discariche. Da tempo ci sono infatti numerose problematiche legate alla qualit dellaria. favorevole allinsediamento di ulteriori 70 posti letto nel vostro ospedale? Ben vengano altri posti letto che sicuramente aiuteranno a ridare splendore al nostro ospedale, da tempo messo in cattiva luce da molti. Giusy Calabresi (La Rustica Pizzeria) Via Tre Innocenti La vostra attivit nata da pochissimo, come stanno andando le cose? Non ci lamentiamo, anche perch abbiamo deciso di intraprendere questa strada a seguito della crisi che ha colpito lazienda di taglio tomaie per la quale lavoravamo. Voi siete originari di Calvisano, come mai avete aperto lattivit qui a Montichiari? Per lafflusso di gente e il giro di clientela che qui si pu creare, nonostante qui ci siano altre pizzerie. Ci descriva Montichiari. una bella cittadina, dove si trova tutto quello che pu servire. Gli extracomunitari vengono ad acquistare nel suo negozio? S, spendono quanto e come gli altri. Ritiene che siano integrati? Non saprei dirle. Comunque ce ne sono tantissimi.

Fabio Busi

Spero che il settore privato abbia ancora qualche soldo da spendere. da poco entrato in uso, in Comune, il sistema Toyota per lo snellimento delle pratiche edilizie, cosa ne pensa? Lo snellimento della burocrazia sempre utile e positivo in tutti i settori. Il problema che il settore delledilizia al momento fermo, quindi, converrebbe agire anche sugli altri uffici. Un pregio e un difetto di Montichiari? Non saprei dirle n luno, n laltro. Forse lunica pecca la viabilit della piazza che da tempo chiusa al traffico.

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LA/provincia
CI RACCONTANO Carpenedolo Una realt che ci ha accettato bene. Il passaggio, qui, ovviamente calato con la crisi, ma Carpenedolo resta un bel paese. Pu anche dirsi una realt multietnica Gli stranieri? Posso dirle che a loro vendiamo molto bene. Quasi pi che agli altri. SONIA ASTORI (IL GATTO E LA VOLPE) Via Deretti mento, accessori, intimo, a prezzo medio, favorendo le ditte italiane. La questione del restauro del campanile sembra andare ancora per le lunghe I commercianti in zona soffrono questa situazione: limpalcatura toglie loro molta visibilit. Lassociazione dei commercianti sta lottando per aiutarli. E del metanodotto, da completarsi in estate, cosa ne pensa? So che questo intervento ha fermato un po lagricoltura, invadendo i campi: sono stati dati dei contributi, per questo, ma pare non equivalgano al frutto della terra. Per il resto, non sono ben informata. Non so se ci saranno benefici concreti oppure no. VALERIA E DOMENICO CAFFARA (ORTOFRUTTA CAFFARA) Via Deretti Questa unattivit di famiglia: com mutata, negli anni? Inizialmente, nel 1972, le cose erano diverse. Prima lavoravamo in tre, mio fratello, mia madre ed io: ora siamo rimasti noi fratelli. Il nostro lavoro ci piace tanto, ma non si sa se e quanto rimarremo aperti. Tra la grande distribuzione, e il terrorismo mediatico sulla crisi, anche chi avrebbe denaro da spendere lo tiene in tasca. Sono cambiate anche le abitudini di spesa? Ovviamente. I giovani sono attirati

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Avete una lunga tradizione: cosavete modificato, nel tempo? Siamo qui dal 1970, e pian piano abbiamo deciso di migliorarci orientando la nostra scelta sugli abiti eleganti, da cerimonia. Siamo conosciuti: chi cerca un capo importante, nella zona, viene da noi. Che clientela servite? Varia: teniamo anche i capi conformati, per uomini e donne. Per quanto riguarda la provenienza, il 30% viene dal paese, mentre il 70% da fuori. Ci raggiungono fino da Lumezzane e da Cremona. Esiste un must del momento? Per le donne sicuramente il tubino, fantasia o tinta unita. Mentre per luomo scenografico il completo con i cristalli. Che paese Carpenedolo?
PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI

Sonia Astori

Come sta vivendo il centro storico? un momento di crisi generale. Qui non esiste un vero e proprio centro storico, e ci ci penalizza. Siamo in pochi, ormai, a tener duro: tanti esercenti hanno chiuso, anche quelli storici. Il turnover scarso. Chi viene a fare acquisti? La popolazione locale fa fatica a rispondere. Tanti vengono da fuori paese. Lei su cosa punta per attirarli? Mi sono fatta un nome, in oltre 5 anni dattivit. Tratto tutto ci che riguarda il bambino, fascia 0-16 anni: abbiglia-

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trata per Carpenedolo aspetta lestate inol non ha scaldarsi appieno: questa stagione rno. inve dell ttri spe gli o (ancora) dissipat da parSi spera che la crisi si faccia un po il camte, insieme ai maglioni pesanti, con bio armadi

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dai centri commerciali, dove trovano il parcheggio assicurato e la musica di sottofondo. Al negozietto sotto casa, oramai, ci va perlopi chi ha una certa et. Vanno ancora le primizie? Diciamo che un 5-10% non ci rinuncia. Spende magari meno durante il mese per lo stesso genere, ma poi la primizia preferita la acquista. Noi comunque teniamo prodotti che vengono dai mercati ortofrutticoli di Brescia, con attenzione al km zero. Che paese Carpenedolo? Una realt di lavoratori e risparmiatori. Oggi c molta cassa integrazione, e comunque la maggioranza di chi vive qui lavora a Castiglione o Montichiari. Forse un paese poco aperto alle nuove tecnologie, ma a me piace cos. C integrazione con la componente straniera? Ci sono quelli che lavorano e quelli che non lavorano, che forse vengono aiutati

dal Comune. Comunque hanno abitudini diverse: qui comprano raramente,

ogni tanto una zucca per il cous-cous ma preferiscono i supermercati.

Le nostre domande a

Gianni Desenzani, Sindaco di Carpenedolo


Pu fare luce sul protrarsi del restauro del campanile paesano, che impensierisce i commercianti dei dintorni? Stanno per giungere a conclusione i lavori di restauro conservativo e messa in sicurezza del campanile torre nuova messi in atto in seguito ad una convenzione fra Amministrazione comunale e Parrocchia. Il progetto di restauro stato predisposto dopo una serie di indagini effettuate a seguito dello stacco di una pietra che cadendo dallalto ha causato un danno al parabrezza di unautovettura sottostante. Durante il periodo invernale, non potendo lavorare quotidianamente, si comunque deciso di imbragare tutto il campanile con il ponteggio per questioni di sicurezza e salvaguardia dellincolumit dei cittadini. Tempo permettendo, i lavori porteranno a togliere la parte alta del ponteggio entro la fine di aprile e verranno contestualmente rimesse in funzione le campane. Dispiace per i disagi creati dal ponteggio, in particolare ad alcuni commercianti ma la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto. Quali politiche sono state attuate per una realt che conta una significativa presenza della componente straniera sul proprio territorio? La presenza degli stranieri nel territorio di Carpenedolo grosso modo in linea con quella dei paesi limitrofi (Bassa Bresciana Alto Mantovano). Le politiche rivolte alla comunit extracomunitaria riguardano soprattutto la mediazione culturale e lalfabetizzazione, in ragione della crescente presenza sul territorio di minori stranieri, secondo il Protocollo di accoglienza per gli alunni stranieri redatto dalla scuola stessa. Il Comune ha promosso anche la nascita del Gruppo Iris (aiuto scolastico pomeridiano per i bambini extracomunitari della scuola primaria, corsi di lingua italiana per adulti), ed instaurato positivi rapporti di

collaborazione con i gruppi di volontariato locali (distribuzione di alimenti e vestiario, ricerca di soluzioni abitative, iniziative socializzanti). Gli uffici servizi alla persona, pubblica istruzione e biblioteca, svolgono attivit di front office indirizzando gli stranieri agli uffici competenti per il disbrigo delle pratiche necessarie. Contestualmente sono state messe in atto una serie di iniziative contro limmigrazione clandestina e lo sfruttamento di manodopera illegale da parte di stranieri.

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LA/provincia
CI RACCONTANO Castiglione delle Stiviere

LA/provincia
Lattivit esiste dal 68 Noi siamo qui da 33 anni. Punto molto sul materiale scolastico. I libri non danno reddito, oramai si trovano ovunque, dalle edicole ai supermercati. Leditoria, poi, in grande crisi per quanto riguarda il cartaceo: con la tecnologia digitale salveremo certo delle piante, ma spenderemo dagli oculisti!. ERNESTINA AMBROSI (ACCESSORI PER ABBIGLIAMENTO) Via Pretorio Da quando avete aperto avete cambiato rotta Nell82 infatti eravamo una merceria. Ma il vero cambiamento stato quello della clientela. Il centro storico in ascesa o in declino? Certamente i vari rifacimenti (nel 92 prima, e nel 2007 poi) hanno fatto perdere incassi. Ultimamente, poi, questa era diventata tutta zona pedonale, poi fortunatamente si sono ricreduti. Ma ahim non si pu pi parcheggiare in piazza, che resta vuota. Quindi si resiste Chi va avanti cerca lobiettivo della pensione. E guardi che io ci ho messo lanima, ma dura. Che paese Castiglione? Bello davvero. Ci dovrebbe essere pi turismo, perch le attrattive sono tante. Invece, il sabato pomeriggio qui non c anima viva. Esiste integrazione con la componente straniera? Con etnie cos diverse certo difficile sentirsi parte di una sola identit. Castiglione per un paese aperto, di buon cuore.

di Alessandra Tonizzo

viverci. Un A Castiglione potremmo anche te pare gen la e dov , tato affia to, cura se pae nno Sara . simo pros il o bendisposta vers incor(che a aver prim di i ragg i prim i i stat fferente), niciavano un panorama non indi e. iant ragg ella pag tra nos la ma

PAESE CHE VAI LE NOSTRE IMPRESSIONI

MARINA SALANDINI (CIRCOLO DEL CAFF) P.za Ugo Dall La vostra attivit pare in controtendenza Con il presupposto che il centro storico si sta spopolando vero. Qui prima cera unedicola, noi siamo presenti da ottobre 2012. La mia collega ed io, entrambe nel settore commerciale della Golden Lady, avevamo da tempo questo sogno, e ci siamo buttate. Dai rapporti con lestero per una grande azienda, ai cappuccini: il salto grande E ancora oggi i guadagni non ci sono, ma siamo contente. Copriamo tutta la giornata, facendo non solo caffetteria e puntando sui sapori della terra. La nostra scommessa ridare vita alla piazza che era deserta.

Marina Salandini e Luisa

Tanto che molti auspicano diventi parcheggio Sarebbe ingiusto, senza contare che la Ugo Dall rientra nel piano di tutela delle Belle Arti di Milano. Senza deturparla o sconvolgerla, so che aumenteranno i posteggi ai confini della piazza stessa. Come vi adoperate per rendere viva questarea? Abbiamo iniziato con le bancarelle degli hobbysti, ogni seconda domenica del mese. Ma i nostri progetti sono tanti: il mercatino del baratto, langolo del biologico, la giornata multietnica a Pentecoste. Com Castiglione? Un paese con poca coesione: la gente si conosce a fatica. Ora si vive il dramma delle aziende che chiudono. Cos veramente tipico di questa cittadina? Beh, lo sto ancora cercando! Castiglio-

ne ha bisogno di ritrovare la sua identit. La Croce Rossa, San Luigi: sono realt teoriche. Penso che, ad esempio, un discorso di tipo culinario possa invece creare maggiore integrazione. GABRIELE BIGNOTTI (CARTOLERIA) Via Pretorio Chi servite? Ci siamo da 11 anni, e il nostro target di clientela si identifica con le piccole medie imprese. Com questo centro storico? Diverse attivit chiudono: questo un periodo negativo per tutti. Qui, per, siamo penalizzati per la presenza di una piazza deserta e la carenza di posti auto. Storia e tradizione sono vivi in paese? Castiglione sta perdendo parte della propria identit storica. In compenso, diventato una realt multiculturale.

vero che nei weekend c il fuggifuggi? Si va sul lago, che vicino. Qui di ritrovi non ce ne sono molti. Forse giusto i ragazzini possono svagarsi in Castello. La recente manifestazione Castenedolo in fiore richiama gente? Direi che la festa pi bella organizzata in paese. Tutto il centro si anima. Per il turismo il vostro punto dolente Una volta lanno c la fiaccolata della Croce Rossa: vengono da tutto il mondo, per quasi nessuno si ferma, tutto una toccata e fuga, ed un peccato. Via Pretorio che ruolo gioca a Castiglione? una via importante, ricca di storia: cerano le prigioni, il palazzo del Principe Qui davanti c il Tribunale. E speriamo che non lo chiudano.

ANNAMARIA (CARTOLIBRERIA DESENZANI) Via Pretorio Castiglione multietnica: verit o fantasia? Qui ci sono 24mila anime, di etnie diverse, e di regioni italiane diverse. Lidentit tradizionale, contadina, s persa da tempo. Complici anche le tante aziende Barilla, Sterilgarda, Amica Chips ce ne sono molte! La crisi si sente, ma penso che le imprese alimentari lavorino ugualmente. Castiglione con le sue parole. Paese bellissimo, aperto, alla portata di tutti. La Caritas, qui, lavora tantissimo, insieme a volontari e sacerdoti fantastici. Non mancano nemmeno i servizi, anche se essere vicini a Brescia certamente una fortuna. Speriamo che il Tribunale non giunga allepilogo, a settembre.

Ernestina Ambrosi

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L/ INCHIESTA

Lavoro allestero
Biglietto di sola andata
a quelli del Nord Europa, attualmente meno condizionati dalla crisi economica. C per chi guarda con favore anche ai Paesi emergenti, come il Brasile, mentre gli Usa restano la meta per eccellenza per chi vuole farsi un buon curriculum. Addio quindi ai bamboccioni che cercano rifugio in famiglia, perch quasi il 60% dei giovani italiani disposto ad andare allestero per migliorare le proprie opportunit di lavoro. I pi decisi a lasciare nido e patria sono i giovani del Nord che, per cercare impiego si affidano sia allinvio dei curriculum vitae, sia al web riconosciuto come uno strumento pi importante rispetto alle Agenzie per il lavoro inserendo il proprio cv in siti specializzati. Ma anche chi sta ancora studiando pensa gi a cosa fare da grande: gli studenti italiani che completano gli studi allestero

C chi parte per motivi di studio, chi alla ricerca di un lavoro, chi allavventura. Qualunque sia la motivazione, gli italiani che si trasferiscono allestero sono sempre pi numerosi.
di Alessia Marsigalia

econdo i dati Istat, nel 2012 sono 50mila le persone che in un anno hanno lasciato il nostro Paese per atterrare su altri lidi. Si tratta soprattutto di maschi, sempre pi giovani, e con un titolo di studio sempre pi elevato. In Europa sono Germania, Svizzera, Regno Unito e Francia i Paesi pi gettonati, insieme

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L/ INCHIESTA
Le tutele e le garanzie sociali, lambiente internazionale e linvestimento sulla formazione continua, lo stipendio calmierato agli standard europei, la possibilit di fare una carriera rapida se meritevoli e la non discriminazione di genere. Torneresti in Italia? Certo, sono anche attiva in unassociazione italiana che promuove la cittadinanza attiva e linnovazione sociale. Vorrei tornare per concludere il ciclo di circolazione e per partecipare alla rinascita del mio Paese. Vivo la mia assenza dal Paese con un forte senso di responsabilit. Non sono per disposta a farlo a condizioni lavorative inferiori a quelle attuali, se non per incarichi di particolare interesse e rilevanza. PECHINO MARCO, insegnante Perch hai lasciato lItalia? Nellordine: per fare unesperienza allestero, migliorare la lingua cinese, e perch non ce la facevo pi a vivere nella mia citt, Brescia. Sapevi gi cosa fare quando ti sei trasferito? Ho cercato lavoro una volta arrivato a Pechino. Perch hai scelto proprio la Cina? Per ragioni inerenti lo studio della lingua e per la presenza di una folta comunit internazionale. Conoscevi la lingua prima di partire? Avevo delle basi di cinese, lho imparato veramente solo in seguito. Come ti sei organizzato allinizio per vivere? Ho affittato una casa con altri ragazzi, facendo vari lavoretti. E ora? Ora ho un lavoro stabile da pi di due anni. Che lavoro fai? Insegno lingua italiana, un lavoro che mi permette di vivere piuttosto bene e di mettere da parte dei soldi. Un aspetto positivo dellambiente di lavoro? La dinamicit, senza dubbio. Torneresti in Italia? Sto facendo di tutto per non tornare.

(60mila) sono in continuo aumento, e dal 2007 e al 2010 la percentuale cresciuta del 42,6 per cento (fonte Censis). Altro fenomeno nuovo il pendolarismo, non solo a breve raggio che, nel 2010, ha coinvolto 9,6 milioni di italiani, di cui oltre 13mila fanno spola tra Italia e estero. In questo contesto il termine fuga di cervelli appare quindi un po riduttivo rispetto alle scelte di questi uomini e donne che varcano i confini. In una societ sempre pi de-territorializzata grazie ai media digitali, chi parte non si sente migrante in senso classico, pur continuando a vivere e sentire gli effetti dello spostamento dice Delfina Licata, caporedattore del Rapporto Italiani allestero . Il viaggio diviene centrale per la formazione culturale e lidentit di un giovane il quale, non di rado, realizza anche molteplici spostamenti resi possibili dalla facilit dei mezzi di comunicazione. I giovani italiani allestero, quindi, vanno considerati un potenziale sociale, culturale ed economico a condizione di mantenere legami fruttuosi tra chi partito e chi rimasto. Cosa che non sempre avviene, per cui la potenzialit prima richiamata rimane solo formale.

GIOVANI BRESCIANI CHE LAVORANO ALLESTERO


LONDRA EDOARDO, informatico Cosa ti ha spinto a partire? Imparare meglio il conversational-english (parlato, la lingua vera che si usa al bar) e capire com la startup-scene qui a Londra, considerata la Silicon Valley dEuropa. Ti sei preparato prima di partire? Avevo fatto qualche ricerca sulle zone della citt, sui siti web dove cercar casa e sui coworking; per il resto ho improvvisato. Perch hai scelto Londra? Perch la prima volta che sono venuto qui da turista mi sono sentito a casa; qui c la cultura delle startup e parlano inglese! Trovare casa stata dura? Una volta arrivato, ho prenotato 5 giorni in B&B durante i quali ho cercato e trovato casa. Ho avuto una fortuna pazzesca, a Londra trovare una casa decente in un posto decente a un prezzo ragionevole unimpresa! E per il lavoro, essendo tu libero professionista? Ho provato qualche coworking, per il resto non c differenza con lItalia: si va per conoscenze! Ti sei appoggiato ad amici? No, avevo solo qualche contatto in caso di emergenza. Una scelta voluta per non adagiarmi e farcela da solo. A posteriori, devo dire che stata unottima idea: la consiglio a tutti! Riesci a vivere bene con quel che guadagni? A parit di lavoro, mediamente gli stipendi consentono un tenore di vita maggiore qui che in Italia. Anche perch ci sono benefit aggiuntivi forniti dallo Stato (per chi ha figli, disoccupato, ecc.). Quali sono secondo te gli aspetti positivi, nel settore lavorativo, che qui trovi mentre in Italia no? C un abisso! Alcune cose che ho trovato qui: meritocrazia prima di tutto, opportunit decisamente interessanti, poche chiacchiere e tanta sostanza. Torneresti in Italia? Assolutamente s!

BRUXELLES CLAUDIA, funzionario della Commissione Europea Perch hai lasciato lItalia? Volevo fare unesperienza di lavoro presso le istituzioni europee, coerentemente col mio percorso accademico. Non sono fuggita, ho solo inseguito unambizione e unintuizione. Sapevi gi cosa fare quando ti sei trasferita? Mi sono trasferita a Bruxelles due volte: la prima volta grazie a una borsa di studio per un tirocinio al Parlamento Europeo. Dopo una serie di altre esperienze sono tornata in Italia, ma poi ho avuto unimportante occasione di lavoro che, in accordo col mio compagno, ho deciso di accettare. Ci siamo quindi trasferiti insieme a Bruxelles. Come trovi Bruxelles? una citt che amo molto e in cui immagino di poter restare per molti anni: pur essendo una capitale, a misura duomo e il costo della vita ragionevole. E poi la comunit italiana cos numerosa da colmare nostalgie culturali. Conoscevi la lingua prima di partire? A Bruxelles si vive in francese e si lavora in inglese: prima di trasferirmi avevo una conoscenza basica di entrambe le lingue

ma vivere e lavorare qui mi ha permesso di migliorarle molto e di raggiungere rapidamente ottimi livelli. Come ti sei organizzata allinizio per vivere? I primissimi giorni ho approfittato del divano di una coppia di ex colleghi di master, il tempo di trovare una stanza in un appartamento condiviso. Conoscevi qualcuno? Avevo gi una rete di conoscenze di ex alunni del master in Studi Europei che mi ha permesso di adattarmi bene, ma con lo stage ho conosciuto moltissimi giovani colleghi provenienti da tutta Europa. Lo stipendio che prendi ti basta per vivere a Bruxelles? Il mio attuale stipendio triplicato rispetto al mio ultimo contratto a progetto che avevo in Italia, prima di partire. Tuttavia non credo di guadagnare tanto, ma il giusto: a noi italiani queste cifre fanno effetto, condizionati da una visione al ribasso delle remunerazioni, mentre questi stipendi dovrebbero essere la normalit per giovani con percorsi accademici e lavorativi di rilievo. Quali sono gli aspetti positivi che differenziano lambiente di lavoro da quello italiano?

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L/ INCHIESTA
LINFORMAGIOVANI
BRESCIA CATERINA BETTI, referente Eurodesk Informagiovani del Comune di Brescia e consulente della Cooperativa tempo libero per progetti di mobilit allestero. Italiani che vanno allestero: dopo 15 anni di lavoro in questo settore, quali cambiamenti ha registrato? Negli ultimi anni si spostata in avanti let: vengono da noi non solo giovani, ma anche persone adulte e spesso vicine alla pensione. Altro fattore, che riguarda soprattutto i giovani: si tende a prendere un biglietto di sola andata. Quali sono i Paesi pi richiesti? Quelli con meno vincoli allingresso, come Canada e Australia. Gli Stati Uniti sono al top per motivi di studio, mentre il Brasile si recentemente affacciato come meta tra le pi richieste. Che tipologia di lavoro viene ricercata? Bisogna fare una distinzione. Molti di coloro che necessitano dellaiuto dei nostri servizi sono persone non qualificate, senza titolo di studio o esperienza. Quindi unutenza complessa che pu essere indirizzata solo verso lavori stagionali nei settori rurale, di catering o turistico. Per i professionisti abbiamo soprattutto richieste da parte di laureati in economia, ma anche di ingegneri e tecnici. Molte sono anche le richieste di artisti, dalla danza al teatro. Queste le richieste da Brescia, ma allestero cosa cercano? Ingegneri e tecnici nei settori delle rinnovabili sono richiesti, in particolare

L/ INCHIESTA

Erasmus, un trampolino di lancio


di Federico Cardani

Il progetto Erasmus il sogno di molti studenti universitari, ansiosi di preparare le valige e avventurarsi in un ambiente nuovo e affascinante. Le possibilit di scelta ampia, grazie ai contatti che le universit italiane hanno stretto con le citt europee.

LInformagiovani di via San Faustino, a Brescia.

dalla Germania. Anche gli informatici. Francia e Gran Bretagna? Loro non chiedono nulla, hanno gi risorse interne che non sanno come impiegare. La maggior parte torna o rimane? Purtroppo, come Informagiovani perdiamo un po traccia degli utenti: una volta allestero credo che abbiano pensieri pi importanti che tenerci aggiornati. Ma nella cooperativa con cui collaboro il dato abbastanza alto: il 25% di chi parte per programmi di stage e volontariato non torna. In base alla sua esperienza, cosa sta alla base di questa nuova migrazione?

Il lavoro. vero che c meno paura a partire forse grazie alla globalizzazione e alle informazioni che circolano via web. Ma tra le persone che vengono da noi io leggo molta ansia e paura. Talvolta arrivano in lacrime, magari spinti dalla famiglia a partire perch qui non trovano nulla o 17enni che non sanno cosa devono fare. Altri fenomeni rilevanti? Tanta utenza straniera: pakistani, albanesi e maghrebini. Qui non c lavoro e cos decidono di partire. Unutenza complessa, difficile da gestire burocraticamente, per la quale ci siamo dovuti attrezzare.

LEEDS (REGNO UNITO) - LUCA Come mai hai scelto Leeds per fare lErasmus? Su consiglio di alcuni amici inglesi che frequentavano il mio stesso corso e devo dire che sono rimasto molto soddisfatto. Non solo ho migliorato il mio livello linguistico ma ho anche conosciuto maggiormente me stesso, i miei limiti e le mie paure. Quali differenze hai riscontrato tra il contesto universitario italiano e quello straniero? A Leeds il sistema universitario molto pi organizzato. Le dimensioni delluniversit, lo stile e lapproccio alla lezione sono pi semplici e diretti. Gli insegnanti sono molto disponibili sia durante la lezione che a colloquio. Luniversit italiana ha unimpronta decisamente pi teorica rispetto a quella inglese, che predilige una formazione pi pratica, con laboratori e lavori sul campo. Ora sei tornato in Italia, ma poi che farai? Poco dopo essere tornato ho deciso di fare una breve esperienza lavorativa allestero. Se prima pensavo di passare tutta la mia vita in Italia, ora, grazie alla rete di conoscenze che ho sviluppato, ho svariati paesi dove vorrei vivere o almeno soggiornare per un periodo, e credo che questa fame di nuovo non passer mai.

BARCELLONA - FABIO Quando sei arrivato, come ti sei organizzato per vivere? Prima di tutto ho provato a verificare le alternative indicate dalluniversit, ma nessuna di esse mi soddisfaceva. Spesso sono distanti dal centro storico e dalla vita notturna. Cos ho deciso di cercare una sistemazione per conto mio tramite i numerosi siti presenti nel web. Per un anno intero ho vissuto con altre 8 persone, tutte di nazionalit diversa, che considero come una famiglia, visto che ho avuto la possibilit di fare da testimone di nozze ai miei coinquilini. Conoscevi gi lo spagnolo? Quando sono arrivato non parlavo neanche una parola, ma per crescere ti devi buttare. Mi ha aiutato molto il fatto di non vivere con italiani, cos adesso oltre allo spagnolo, parlo anche largentino e il costaricense. Perch hai scelto proprio Barcellona? Credo che sia la citt pi multiculturale e misteriosa dEuropa. Cero gi stato con la mia famiglia per un weekend e mi ero innamorato delle persone che vedevo camminare per strada. Era come se ad ogni svolta trovassi qualcosa per cui restare. Sei pi tornato da quando hai finito lErasmus? Torno quasi ogni anno, per rivedere gli amici che sono rimasti.

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LA/RUBRICA

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la corretta fatturazione delle ritenute a garanzia


In caso di contratti di appalto, frequentemente il committente al momento del pagamento del SAL (stato avanzamento lavoro) trattiene allappaltatore un certo importo percentuale normalmente oscillante tra il 2% e il 10% dellimponibile a titolo di ritenuta a garanzia per tutelarsi rispetto alla corretta esecuzione delladempimento degli obblighi previdenziali e assistenziali previsti dal CCNL a carico dellappaltatore e/o alla corretta esecuzione dellopera da parte di questultimo. Sotto il profilo Iva, per, le due diverse tipologie di ritenuta a garanzia hanno un trattamento differente, proprio a causa della diversa funzione che sono chiamate ad assolvere. Normalmente, nel caso di ritenuta a garanzia per la tutela rispetto alla corretta esecuzione dellopera, le imprese appaltatrici non assoggettano ad Iva tale importo in quanto ritengono non realizzato il cosiddetto momento impositivo. Purtroppo, per, in molti casi lAmministrazione finanziaria ha contestato tale comportamento ritenendo che si debba assoggettare a Iva la ritenuta a garanzia, e ci ha ingenerato un nutrito contenzioso. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito qual la corretta modalit di fatturazione delle ritenute a garanzia. La Suprema Corte di Cassazione ha affermato che: Limporto della ritenuta a garanzia non va considerato corrispettivo, trattandosi di somma che in base al contratto di appalto ha una specifica destinazione, assolvendo alla finalit di garantire il committente per la corretta esecuzione del contratto stesso, e, fra laltro, per eventuali vizi dei lavori previsti ed eseguiti e/o per possibili danni, per arrivare alla conclusione che corretto stato, quindi, nel caso, loperato della societ, che dopo aver provveduto a fatturare quanto incassato al netto della ritenuta a garanzia, come danno atto i giudici di appello, dopo il collaudo ha provveduto alla relativa fatturazione, esponendo e versando lIva dovuta. Le somme ritenute a garanzia dal committente dei lavori, pur rappresentando un maturato economico dellimpresa, non potevano qualificarsi ricavi definitivi, ossia corrispettivo, non essendo immediatamente esigibili, stante che la liquidazione, in base a previsione contrattuale, non solo non poteva essere immediatamente effettuata, ma, oltretutto, restava subordinata al positivo esito del successivo collaudo delle opere e dellesatto adempimento del contratto. In definitiva, per il corretto inquadramento ai fini Iva indispensabile verificare preliminarmente quale sia la funzione della ritenuta a garanzia, poich: - quando a presidio del corretto versamento degli oneri fiscali e contributivi, si configura quale corrispettivo e quindi da assoggettare ad Iva;

CONTRATTI DI APPALTO
- nella diversa ipotesi in cui invece la ritenuta a garanzia sia condizionata allaccettazione definitiva dellopera, tale ammontare non deve essere assoggettato ad Iva fino al verificarsi della condizione sospensiva. La sentenza n.16977/12 della Corte di Cassazione ha precisato che nei contratti di appalto, le somme che, relativamente ai vari SAL, vengono trattenute dal committente a garanzia della corretta esecuzione dellopera devono essere fatturate e assoggettate ad Iva soltanto al termine dei lavori quando questi, a seguito del collaudo, vengono accettati e, quindi, le ritenute vengono svincolate. Per scongiurare contestazioni sul punto, quindi, di fondamentale importanza la previsione di una specifica clausola da inserire nel contratto di appalto che chiarisca che limporto delle ritenute a garanzia non immediatamente esigibile e non pu essere considerato come corrispettivo fino allesito del collaudo dei lavori eseguiti ed alla verifica dellesatto adempimento contrattuale.
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Guglielmo Epifani, la maschera del PD


Il traghettatore si chiama Guglielmo Epifani, e merita rispetto. Non erano molti, nel PD, quelli disponibili a fare luomo di Cirene in un partito in decomposizione. Epifani ha accettato di fare il Segretario reggente, e va dato onore al merito. Epifani sa bene, perch sa capire ed intendere come pochi, che il suo ruolo, agli occhi dei potentati del PD, quello della maschera dossigeno: consentire al paziente di respirare affinch non muoia per anossia. Sa anche che il consenso sul suo nome stato propiziato dal convincimento dei capi delle mille anime del partito, a torto o a ragione, della sua sostanziale innocuit in vista dellappuntamento vero, e cio il Congresso dautunno. Gi, perch il rischio grosso, per loro, era che il traghettatore fosse capace di assumere una forte leadership nel partito da rifondare. Rimane la curiosit di vedere dove il PD terr il Congresso dautunno. No, non la localit, quella poco

Il Far West a Milano


Ne ha aggrediti cinque, armato di piccone, allalba di un giorno grigio di questo piovoso mese di maggio. Sembrava una caccia alluomo, nel quartiere milanese di Niguarda, con i passanti che fuggivano terrorizzati ed i baristi pi mattinieri che abbassavano precipitosamente le saracinesche appena sollevate. Brandiva un piccone, non la mitica Colt del Far West luomo che la mattina di sabato 11 maggio inseguiva i passanti. Ne ha uccisi tre e ne ha feriti brutalmente altri due, prima di essere fermato dai carabinieri, con il piccone insanguinato ancora in pugno. Lomicida un giovane ghanese, ma lorigine ed il colore non hanno rilevanza alcuna. Ci che colpisce che, secondo le prime notizie, laggressore sarebbe un irregolare, gi colpito da provvedimento di espulsione nel 2011. Identificato poi a Milano soltanto qualche mese fa. Ma cosa ci faceva a Milano? Non doveva essere stato espulso, dopo che lo status di rifugiato gli era stato negato? Basta un ricorso al Tar per legittimare lirregolarit? In attesa di che cosa? Di due morti a picconate e di tre feriti? Si discute, in questi giorni, di cittadinanza, di ius soli piuttosto che di ius sanguinis, ma il picconatore oltre a colpire i cinque milanesi, ha colpito i milioni di stranieri che vivono onestamente in Italia, lavorando nelle nostre fabbriche, avviando piccole attivit, assistendo i nostri malati ed i nostri anziani, molto spesso con zelo e sollecitudine premurosa. Sembra che avesse anche precedenti per rapina, furto, resistenza, sempre da irregolare. Ma in Italia si pu fare davvero tutto quello che si vuole? Anche da irregolari? Anche picconando allalba, fino alla morte, incolpevoli cittadini?

@dodicimesi.com

AIB, SI CAMBIA
Il 27 maggio Marco Bonometti sar eletto alla presidenza dellAIB. Non una novit, i lettori di bsnews.it sapevano gi da dicembre che Bonometti aveva stravinto il sondaggio, i lettori dei giornali locali e del Corriere della sera avevano gi annusato il vento del cambiamento che soffiava impetuoso tra gli industriali bresciani. Ma il vero vincitore di questa contesa, aspra come non mai, lAIB. Gli industriali, infatti, hanno dimostrato che credono nella loro associazione, che la vogliono di nuovo efficiente, forte e rappresentativa. A tutela della loro categoria, ma anche nellinteresse pi generale del territorio bresciano, nel quale lindustria rappresenta ancora la fonte pi significativa di lavoro e di benessere. Adesso tocca a Marco Bonometti, assurto a simbolo del cambiamento, ed il suo non sar un compito facile, date le condizioni di partenza. Ha per buone carte in mano. Tre su tutte, e probabilmente determinanti. La prima quella di avere le mani assolutamente libere, perch la sua elezione avvenuta senza compromessi, senza patteggiamenti, e pu quindi decidere in piena autonomia, sia per quanto concerne le strategie, sia per quanto concerne la squadra che sceglier per realizzarle. La seconda il largo sostegno chiaramente espresso alla sua candidatura da imprese grandi, piccole e medie di tutti i settori, che gli consentono di assumere tutte le decisioni che saranno necessarie per cambiare e per rimettere la nave sulla rotta. La terza la sua appassionata determinazione. Lo ha detto a chiare lettere, Bonometti, e c da credergli. Non assume la presidenza dellAIB per decisione di gruppi di potere, ma per volere della maggioranza degli iscritti. Si impegnato ha detto perch vuole restituire allAIB quello che ha ricevuto quando stato costretto, ancora giovanissimo, ad assumersi il carico dellazienda, ed in AIB aveva trovato aiuto, sostegno ed insegnamento prevedibile che ce la far, cos come ce lha fatta a costruire il suo piccolo impero. Purch vada per la sua strada, ascoltando tutti, ma decidendo secondo i suoi principi, i suoi convincimenti ed i suoi valori, per ridare agli industriali bresciani una associazione di alto profilo. Costi quello che costi, perch il gioco vale la candela, ed anche in questo Marco Bonometti non pu sbagliare.

importa, ma il sito. Si svolger in un grande Centro Congressi, nella sala di un cinema, o nella saletta di un dopolavoro? Chiss, dipende. Da cosa? Ovvio, da un lato, dalla loro capacit di far dimenticare in fretta, e dallaltra quella di far vedere che ci sono, e che delle sorti del popolo italiano glie ne importa ancora, almeno qualcosa.

Il governo in convento
Il primo ministro Letta ha organizzato un ritiro in convento per fare, con gergo calcistico, spogliatoio. Giusto, la squadra deve essere coesa per vincere un campionato. Dovremmo anche sapere per, dal nostro mister quali sono le squadre da battere e che gioco vuole applicare. Per il momento si ha la sensazione che si appresti ad applicare litalico catenaccio e non un attacco a tre punte. E s che tutti hanno la sensazione che la finale si giocher con le panzer division della Merkel con il suo attaccante di punta Wolfgang Schuble. Un piccolo consiglio da bar al nostro Enrico nazionale, le abbiamo prese sonoramente allandata in casa loro, sul campo delleuro. Lunica speranza per ribaltare il risultato, giocare il ritorno su un campo diverso.

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/SONDAGGIO

www.bsnews.it Pcb, metro e lavoro. Ecco le priorit per Brescia

l prossimo sindaco di Brescia deve essere competente, concreto e onesto. Deve nominare una giunta prevalentemente politica, tagliare le spese della macchina comunale e occuparsi soprattutto di due questioni: la bonifica dellarea inquinata da Pcb e il sostegno a quanti sono rimasti senza lavoro. A dirlo con chiarezza sono i lettori che nei giorni scorsi hanno risposto al sondaggio online proposto da Bsnews. it. Tra le grandi opere, ancora, gli utenti indicano come prioritario il prolungamento della metropolitana, mentre sul nuovo stadio le opinioni sono discordanti (per il 16 per cento opportuno, per il 28 un danno). Il parcheggio sotto il Castello, invece, mette daccordo tanti, ma sul no: sarebbe negativo, infatti, per quasi la met dei lettori.

Il prossimo sindaco di Brescia come deve essere?


La prima qualit che i lettori chiedono al sindaco di Brescia la competenza (30 per cento). Ma una percentuale pressoch identica indica nellonest la caratteristica principale. E poco meno sono quelli che parCompetente. Onesto. Serio.

lano soprattutto di concretezza (29 per cento). Un 8 per cento, ancora, invoca un primo cittadino serio. Mentre soltanto due lettori su cento lo vogliono simpatico.
Simpatico.

Concreto.

Come vorresti la prossima giunta di Brescia?


Un po a sorpresa la moda degli esecutivi tecnici non sembra essere arrivata nella Leonessa. Quasi quattro utenti su dieci, infatti, vogliono una giunta totalmente politica, mentre il 37 per cento preferirebbe un organismo misto, in cui alcune competenze vengano affidate ai tecnici. Solo al 23 per cento, invece, piace lipotesi di una giunta dei professori.

Totalmente politica .

Mista: tecnici e politici.

Totalmente tecnica.

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/SONDAGGIO
Che azione concreta ti aspetti dal prossimo sindaco?
La bonifica dellarea contaminata dal Pcb la questione principale per un terzo dei lettori. Mentre il 23 per cento indica nel sostegno a chi non ha un lavoro la priorit del prossimo sindaco. Anche traffico e smog sono al centro delle preoccupazioni (16 per cento). Cos come il 12 per cento vorrebbe pi attenzione ai giovani, mentre solo
Bonificare larea contaminata dal Pcb. Dare sostegno a chi non ha un lavoro. Diminuire traffico e smog. Dare sostegno ai giovani. Diminuire le tasse. Dare sostegno agli anziani .

il 2 per cento parla degli anziani. Anche labbassamento delle tasse non sembra interessare a molti (9 per cento). Ma le percentuali pi basse vanno allasfaltatura delle strade (2 per cento) e alle grandi mostre (2 per cento). Ultimo posto, a sorpresa, per la sicurezza (1 per cento), uno dei temi cardine della campagna elettorale di cinque anni fa.
Asfaltare le strade. Organizzare una grande mostra. Pi controlli per garantire la sicurezza .

Quale opera consideri prioritaria per Brescia?


Lopera pi importante per il futuro della citt, per quasi la met dei lettori, il prolungamento della metro. Al secondo posto (16 per cento) il nuovo stadio. Mentre il terzo gradino del podio (uno su dieci) va alla pedonalizzazione di piazzale Arnaldo, proposta lanciata da un articolo di Bsnews.it qualche mese
Prolungamento metro. Nuovo stadio. Nessuna. Pedonalizzazione piazzale Arnaldo. Sede unica del Comune. Abbattimento torre San Polo.

fa. Molto meno gettonate le altre opere: la sede unica (5 per cento), labbattimento della torre di San Polo (4 per cento), il parcheggio sotto il Castello (3 per cento) e il traforo della Maddalena (2 per cento). Mentre nessuno ha scelto il palazzetto allEib.

Parcheggio sotto il Castello. Traforo della Maddalena. Palazzetto allEib.

Quale opera consideri pi negativa per Brescia?


Lelenco era lo stesso della domanda precedente. Ma lordine stato ben diverso. Secondo i lettori di Bsnews. it lopera pi negativa per Brescia sarebbe il parcheggio sotto il Castello (44 per cento). A seguire il nuovo stadio (28 per cento), il traforo della Maddalena (11 per cento) e la sede unica (8 per cento). Poco negativi, invece, per gli utenti sono: prolungamento metro (3 per cento), abbattimento della torre di San Polo (3 per cento), pedonalizzazione di piazzale Arnaldo (2 per cento) e palazzetto dello sport allEib (nessuno).

RITORNA PROTAGONISTA DEL GIRO DITALIA


24 MAGGIO 2013
PONTEDILEGNO - VAL MARTELLO
Partenza della tappa decisiva del Giro dItalia 2013

PONTEDILEGNO

Parcheggio sotto il Castello. Nuovo stadio. Traforo della Maddalena.

Sede unica del comune. Prolungamento metro. Abbattimento torre San Polo.

Pedonalizzazione piazzale Arnaldo. Palazzetto allEib.

Tagliare le spese una priorit per la Loggia?


Soltanto un lettore su dieci convinto che la Loggia non debba tagliare le spese. Tra i sostenitori dellausterity, invece, il 23 per cento ritiene che il Comune debba intervenire con le forbici su tutti i fronti. Ma la
S, quelle della politica. S, quelle del personale. No.

maggioranza indica come priorit la riduzione delle spese della politica (36 per cento) e del personale (28 per cento). Soltanto il 3 per cento, infine, ritiene che si debbano ridurre le risorse per i servizi sociali.
S, quelle dei servizi sociali.

VI ASPETTIAMO ANCHE AGLI ALTRI APPUNTAMENTI PER LA BICI DA STRADA DELLESTATE 2013: 23 MAGGIO: Aspettando il Giro, festa in rosa in Piazza XXVII Settembre a Pontedilegno (in caso di maltempo al Palazzetto dello Sport); 3 e 4 AGOSTO: RhxDue Contador. Escursioni libere e non competitive ai due passi alpini icona del ciclismo internazionale, Gavia e Mortirolo, con il campione Alberto Contador.
www.adamelloski.com

S, tutte.

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L/ INCHIESTA

L/ INCHIESTA
solo alla bussola. Cosa si pensa in quei momenti? La mente va dove vuole, riesci perfino a non pensare a niente, oppure vivi continui flashback. C anche spazio per le riflessioni, e i momenti difficili sono sempre dietro langolo.Ripensando alle sue avventure da una comoda poltrona Ghirardi coglie nella bellezza e nella forza della natura il fotogramma pi bello. Ero in Alaska in mezzo a un lago ghiacciato che scricchiolava. Sopra di me una miriade di stelle avvolte in una spettacolare aurora boreale. Immagini che ti cambiano e che rendono pi chiaro il senso della vita. Ci sono momenti in cui apprezzi davvero le cose pi semplici. Il profumo di caff o il sorriso di una persona valgono moltissimo, ma nel nostro mondo frenetico ce ne dimentichiamo troppo spesso.

Avventurieri bresciani
il mito di Ulisse continua
on solo Omero. Il mito di Ulisse ha fatto sgorgare litri di inchiostro dalle penne dei poeti: da Dante a Joyce, passando per Foscolo, Pascoli, DAnnunzio, Gozzano e Ungaretti. Anche loro hanno subito il fascino di quella vocazione allinfinito regalando alla letteratura pagine memorabili. Umberto Saba fotograf cos leroe dellOdissea, con cinque versi che riassumono alla perfezione il suo animo tumultuoso: Oggi il mio regno quella terra di nessuno. Il porto accende ad altri i suoi lumi; me al largo sospinge ancora il non domato spirito, e della vita il doloroso amore.Gi, servono i poeti per spiegare cosa c dietro a quellirrefrenabile desiderio di superare i limiti umani, di fondersi con la natura scoprendo se stessi in profondit, lontano dal frastuono del mondo.Gli ulissiani esistono ancora, e non serve andare a Itaca per trovarli. Sono ovunque. Anche a Brescia. C chi attraversa interi continenti, chi sfida foreste ghiacciate e chi domina i deserti africani correndo tra le dune. Quasi sempre in solitaria. Non luomo a fare il viaggio, ma il viaggio a fare luomo. Non ci avevo mai pensato confessa Aldo Mazzocchi ma mi identifico nella figura di Ulisse. Per me non conta la com-

Un richiamo ancestrale, un desiderio di spingersi oltre i limiti umani e una devozione incondizionata a madre natura. Quando lo sport ha il sapore dellimpresa epica.

Riccardo Ghirardi

di BRUNO FORZA

petizione, ma il viaggio, il richiamo irresistibile dellavventura. Come lui, peraltro, spero di non invecchiare mai. Ogni riferimento al fisico puramente casuale. Per gli esploratori bresciani tutto scaturisce da dentro: spirito e testa. l che si accende la scintilla ed sempre l che viene immagaz-

zinato un appagamento finale difficilmente spiegabile a parole. Riccardo Ghirardi lo paragona a una sensazione profonda e personale che pu capire pienamente solo chi ha compiuto unesperienza del genere. Cos abbiamo provato a capire, con laiuto degli esploratori di casa nostra.

MARCO BERNI

La verit tra i ghiacci


Fuggire da un mondo industrializzato, abbracciare la natura e far lievitare esperienze utili per gli altri. Ecco la via seguita da Marco Berni, Ice Man. I suoi piedi hanno calpestato 7mila chilometri di ghiacci della terra che gli ha rubato il cuore: lAlaska. una delle quattro persone al mondo ad aver portato a termine lIditarod su entrambi i percorsi lunghi (lultimo traguardo lha raggiunto lo scorso marzo, completando i circa 1.800 km della Iditarod Trail Invitational in 28 giorni e 4 ore di cammino). Nel quartetto doro c anche il valtrumplino Roberto Ghidoni, Lupo che corre. Sono suoi i record della gara. Nellultima edizione Berni ha fatto fermare il cronometro sui 28 giorni e 4 ore, nonostante il tormento delle vesciche ai piedi e gli scarponi rotti parzialmente sostituiti da sacchetti dello sporco. Siamo sportivi e lo spirito agonistico fa parte del nostro dna afferma , ma non sempre lesito di una spedizione dipende da noi. Si d il massimo, ma ci sono posti nel mondo

RICCARDO GHIRARDI

Alla ricerca della semplicit


Sono stato in Alaska cinque volte. Vittorie e sconfitte, ma alla fine vincere non vuol dire arrivare primo. Vincere non vuol dire niente. Si vince nel cuore, perch ci che ho avuto ci per cui ho sudato. A dirlo Riccardo Ghirardi, uno che ha fatto della cultura del sacrificio un caposaldo costruito sulla consapevolezza che dietro a ogni goccia di sudore si nasconde un perch. Queste esperienze ti insegnano che con il sacrificio puoi realizzare qualsiasi sogno. Io non sono superman, sono una persona normale che ha creduto in se stesso e in un obiettivo. Lostacolo da superare non solo la fatica. Quando parti sai che dovrai lasciarti alle spalle famiglia, amici e lavoro. Dovrai metterci tutto te stesso e sacrificare tempo. Il nostos, la nostalgia. Un nemico con il quale anche Ulisse aveva dovuto combattere. Il fisioterapista bresciano, per, preferisce i ghiacci ai mari ed reduce da una sfida combattuta con il clima a dir poco rigido dellAlaska (dove ha vinto lIditarod 2008 percorrendo 600 km in 6 giorni e 10 ore). Nel suo recente passato brilla unimpresa straordinaria come lattraversamento del lago Bajkal (Siberia), nel suo prossimo futuro sintravedono le sabbie del Sahara, dove camminer per 250 km insieme a un amico svizzero. Il Bajkal lascia il segno ammette perch stato lo scenario pi estremo sia per il confronto con la natura sia per quello con la gente del posto: ostile e inospitale. stata unavventura pericolosa, difficile. Ho avuto a che fare con persone che volevano derubarmi e ho camminato per chilometri nella nebbia affidandomi

Marco Berni

dove non puoi decidere tutto da solo. L madre natura che comanda. Unautentica divinit che orienta ogni viaggio e che spinge a partire per vivere un incontro profondissimo, capace di segnare unintera esistenza. Il momento pi bello delle mie avventure? Ogni volta in

cui la natura si manifesta in tutta la sua magnificenza e la sua forza scatenando in me emozioni uniche. Mi viene in mente una bufera lungo il fiume Yukon mentre in cielo si scatenava lo spettacolo di unaurora boreale. Che gioia!.Il ristoratore di Monticelli Brusati ha

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L/ INCHIESTA
lasciato il cuore anche in Nepal: Se dovessi scegliere un paese tra quelli che ho vissuto direi quello. L sono le montagne a fare la differenza. Di solito le citt mi attirano poco. Mi piace andare incontro allignoto. La paura non manca, ma bisogna domarla per esplorare se stessi.Queste esperienze generano un bagaglio umano pesantissimo che Marco Berni condivide con bambini e ragazzi di scuole elementari e medie: Cerco di donare ai giovani il messaggio di uno sport pulito trasmettendo loro anche la cultura della sconfitta, che spesso insegna pi della vittoria. Loro replicano con bordate di domande. La pi bella: Vai fino l da solo? E la tua mamma non ti dice niente?. mesi dopo lavorai in un noto ristorante bresciano. Facevo il tuttofare. Avevo una grande motivazione dentro e con quella superi ogni ostacolo, anche economico. Lavvocato esploratore viaggia sempre in compagnia dellamico e fotografo Ottavio Tommasini. Nelle loro spedizioni ci sono anche finalit documentaristiche: Siamo sempre sulla stessa barca. Il nostro obiettivo realizzare progetti nelle scuole e dire ai ragazzi che nella vita possono arrivare dovunque, basta volerlo e dare il meglio in ci che si fa, qualunque sia la propria passione o il proprio mestiere. Non vero che i ragazzi di oggi sono in letargo. Vanno semplicemente coinvolti. Devono essere protagonisti, non spettatori. Chi, come Aldo Mazzocchi, ama i viaggi e lavventura ha gi in testa qualcosa di nuovo subito dopo aver tagliato lultimo traguardo: Mi piacerebbe scalare un vulcano della Kamchatka e lanciarmi in parapendio sfidando gli ultimi due elementi che mi mancano: aria e fuoco. Quella per lavventura, insomma, una vocazione. La stessa che anima le imprese del pi noto tra gli esploratori: Felix Baumgartner, reduce da un lancio da 30 km di altezza che gli ha consentito di superare la velocit del suono. Sono cose contro natura. Serve un momento di pura follia per lanciarsi. O per partire.

L/ INCHIESTA
MATIAS RECONDO

Il George Meegan delle due ruote


Chiudiamo la nostra panoramica raccontando lautentica follia messa in atto da questo 36enne web designer di San Zeno che nel febbraio del 2011 montato in sella a Usuhaia (Patagonia) iniziando a pedalare verso Anchorage (Alaska) per un viaggio incredibile attraverso le Americhe che dovrebbe vederlo arrivare a destinazione tra settembre e ottobre 2013, dopo 32 mesi di pedalate. Ho voglia di esplorare il mondo lentamente, osservando e vivendo pienamente quello che mi sta attorno, ai miei ritmi e non quelli imposti da una societ sempre pi frenetica che rende la vita triste e monotona ha affermato prima di partire. Adesso, dopo quasi 800 giorni, si trova in Nicaragua. possibile seguirlo sul sito internet www.recondoontheroad. com.

STEFANO MIGLIETTI

Diventare un microbo per sentirsi grande


Superare se stessi, fino ad andare contromano sulla via disegnata della natura. Una via imboccata da Stefano Miglietti, reduce da una scampagnata di 250 km nel deserto senza cibo n acqua: Questa volta ammette ho alzato lasticella allestremo. Sapevo che avrei raggiunto il mio limite massimo, ed stato cos. stato uno sforzo pazzesco anche in fase di preparazione. Non lo consiglio a nessuno. Il momento pi bello? Quando allalba ho visto in lontananza le jeep che mi aspettavano allarrivo.Un viaggio nellessenziale, in cui Rajil Cra (uomo che corre) ha dovuto dare il massimo sfidando sabbia e caldo, ma soprattutto fame, sete e le inevitabili allucinazioni. In quei momenti la mente e lo spirito devono vincere sul corpo. Devi rimanere concentrato. La testa sempre pi importante del corpo. Di solito ritengo che il rapporto sia 60-40, in questo caso stato 70-30.Il perch di tutto questo sacrificio? La ricerca della libert assoluta. Essere un microbo totalmente immerso nella natura e provare quelle emozioni che nella nostra societ sono impossibili da assaporare.Passioni che limprenditore bresciano ha trasmesso ai suoi figli, cos come fece suo padre con lui. Sogno di poter compiere unimpresa con mio figlio, ma ancora presto. Fisicamente c, ma a ventanni non sei ancora pronto per sostenere il peso di certe avventure. Nellattesa di quel giorno il percorso sportivo continua a svilupparsi in parallelo con limpegno nel campo della solidariet: Lego ogni viaggio a un progetto per le persone pi bisognose con laiuto di alcuni sponsor. Lunico guadagno che mi interessa da queste esperienze quello interiore.

Stefano Miglietti

ALDO MAZZOCCHI

Sopra, Matias Recondo; a sinistra Aldo Mazzocchi.

Credi in te stesso e fa ci che vuoi


Nelle pagine del libro Zanna Bianca. accaduto ad Aldo Mazzocchi, lavvocato bresciano che dopo le imprese compiute tra le altre in Alaska, Australia e in Mali ha vinto la Yukon Arctic Ultra in Canada lo scorso febbraio in sella alla sua mountain bike affrontando un percorso di 740 km tra le nevi e i ghiacci che costeggiano il fiume dei cercatori doro. Cercavo come sempre unesperienza umana che mi portasse a contatto con la natura incontaminata. Ho incontrato poche persone, ma davvero speciali, che vivono in luoghi sperduti. La cittadina di Dowson proprio come te laspetti dopo aver letto il romanzo di Jack London. Mazzocchi ha tagliato il traguardo a notte fonda, ricevendo stretta di mano e medaglia dallassonnato medico di turno. Ci che conta essere finisher, soprattutto in una manifestazione in cui il 70% degli iscritti si ritirato. Alla base di tutto ci sono determinazione e un irrefrenabile desiderio di libert, quella vera, quella che ti consente di trasformare i sogni in realt. Ricordo il mio primo viaggio di questo tipo: il giro del Per a piedi. Avevo 18 anni e i miei genitori non mi diedero una lira per una follia del genere. Cos 5 mesi prima e 5

CURIOSIT
Aldo Mazzocchi ha fondato lassociazione Viaggi e Viaggi, che promuove la conoscenza e la pratica dello sport davventura organizzando viaggi a tema. Marco Berni ha lanciato la trasmissione televisiva Sport avventura, in onda ogni venerd alle 22.15 su Retebrescia. Inoltre organizza corsi ed esperienze di team building mirate a rafforzare gli staff aziendali e migliorare i rapporti e il gioco di squadra tra colleghi.

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/what s up?

/what s up?
Perch il tranello sta proprio l, in quella naturalezza coperta da chili di cerone e, peggio, dalla mano invisibile dellesperto in fotoritocco. La buona notizia, per, che finito il tempo di stare a guardare, strappandosi i capelli e lappando yogurt magro. Ci stiamo man mano (e saggiamente) convincendo che la finzione una cosa, la vita vera unaltra. Alla faccia delle fiction e di Photoshop. Ma di questo grande passo dobbiamo pur ringraziare qualcuno. Potremmo cominciare con Julia Bluhm, agguerrita quindicenne di Waterville, nel Maine, che, lo scorso anno, tanto punt i piedi da riuscire a spuntarla: la crociata, da lei indetta online contro luso massiccio di Photoshop nelle pagine della rivista per adolescenti Seventeen, diede vita a una petizione (Seventeen Magazine: give girls images of real girls). Superate le 40mila firme, consegnata nella redazione di New York durante un incontro tra Julia e alcuni rappresentanti della rivista, questa guerra al fotoritocco ha portato i responsabili del magazine a stipulare il Trattato di pace del corpo. In poche parole, Seventeen fa voto di non ritoccare limmagine del corpo e del viso delle modelle, di mostrare solo ragazze in buona salute (quindi non troppo magre), indipendentemente dalla taglia dei vestiti, (essere in salute significa rispettare la tua forma naturale, hanno sancito) e mostrare ogni tipo di modifica fatta alle foto sul blog della rivista stessa.

Com difficile
Noi, le star e lo specchio

essere al naturale
lzi la mano chi, come noi, si stancato degli scatti autocompiaciuti sui vari Facebook, Twitter o Instagram. Questo voler immortalare continuamente, seduta stante, ogni centimetro di pelle, di cemento, di tempo, di esperienza, traduce la tristezza di chi ha perso il significato della (semplice) condivisione per lanciarsi senza paracadute nellempireo della simil-celebrazione. La luce soffusa, a bocca schiusa, diventata il setting perfetto da ricreare ovunque, dal party nostrano al lavasecco sotto casa: limportante versare generosi dosi di glitters sul (troppo scialbo) reale. Finendo per immedesimarci nei nostri alter-ego pixellati. Fino a qui, poco male. Lasciamo queste hollywoodiane velleit a chi non riesce a farne a meno, consolandoci del fatto che, se la posa di tre quarti postrasatura regala a Tizio una botta dadrenalina per affrontare la sua giornata, tanto meglio per lui. Non ci resta, volendo, che andare a trovarlo meno spesso sui suoi diari virtuali: les jeux sont faits!

di Alessandra Tonizzo

Che fare, invece, contro lartiglieria pesante? Pensiamo ai cartelloni pubblicitari che rivestono le citt, ai giornali, le riviste, la tv, i siti internet..: c un mondo, l fuori, che vuol farci credere insistendo non poco che ci si alza al mattino con la pelle che riluce, che non si pu indossare una canottiera se non si hanno ascelle a prova di bacio, che i denti devono abbagliare, i capelli trainare (glabri) bellimbusti senza spezzarsi, e via dicendo. Una follia. Una pazzia. Un delirio. Cui tuttavia crediamo, soprattutto noi donne, non appena decidiamo di affamarci per raggiungere il peso forma di Demi Moore. Poco importa che la ex Mrs Kutcher abbia gi bypassato qualche -anta e che, al naturale, abbia le sue (legittime) zampe di gallina corredate da ginocchia poco toniche e glutei stile Sunsweet.

Gi nel 2011, in Gran Bretagna attraverso lAsa (Advertising Standards Authority) e limpegno della parlamentare Jo Swinson si controllano forma e contenuto delle pubblicit: celebre il recente caso di un prodotto LOral sponsorizzato dalle super-attrici Julia Roberts e Christy Turlington, le cui immagini furono ritoccate cos pesantemente da convincere lautorit suddetta a far ritirare il messaggio. Mentre ne stiamo discutendo, lazienda cosmetica Dove promuove in lungo e in largo la campagna Beautify, in realt un vero e proprio programma per gli addetti ai lavori (art director, graphic designer e manipolatori digitali di immagine) che, promettendo di lisciare e illuminare la pelle delle modelle ritratte, in realt riporta limmagine alla sua versione senza ritocchi. Una trappola miracolosa che, in poco tempo, diventata virale, sulla rete. Non manipolate la nostra percezione della vera bellezza, ribadiscono da anni quelli del team Dove, consci che ancora oggi il 90% dei modelli pubblicitari non sono reali e fomentano un crescente disagio nel pubblico femminile, costretto a sentirsi perennemente inadeguato. Fa discutere, infatti, che lartista (provocatrice) Anna Utopia Giordano si sia sentita pungolata dallirrefrenabile dilemma come sarebbero le opere di Botticelli, Tiziano, Hayez se le modelle avessero i canoni estetici di moda oggi? e (guarda caso), Photoshop alla mano, abbia alterato i tratti di celebri capolavori. Assottigliare, smussare, scarnificare. Le Veneri dellarte petto gonfio, vita sottile, cosce filiformi si sono trasformate da donne reali a pseudo Barbie. Giusto quello di cui avevamo bisogno. Un lavoro inquietante. Che neanche di un film di Dario Argento in una notte da lupi soli in casa. Mille e mille (e ancora mille, e altre cento) volte peggio di una rughetta, un capello bianco, una naturalissima curva in pi.

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LA/RUBRICA

GENTILE FARMACISTA...
di Francesco Rastrelli
Presidente dellOrdine dei Farmacisti della Provincia di Brescia

UN ALLENAMENTO EFFICACE INIZIA A TAVOLA

... NON SI VIVE DI SOLO SPORT

Manda la tua domanda a: francesco.rastrelli@dodicimesi.com

IL FARMACISTARISPONDE
D// Gentile Farmacista, vorrei fare delle analisi del sangue come controllo di routine; che tipo di analisi posso eseguire in farmacia? Grazie, Elisabetta. R// Cara Elisabetta, oggi, in alcune farmacie, possibile eseguire delle autoanalisi (dette anche test di autodiagnostica) certificate con risultati immediati tra cui: enzimi epatici, pancreatici e marker renali per la valutazione della funzionalit e dellintegrit di fegato, reni e pancreas; emoglobina glicata e glicemia per una migliore gestione del diabete e la valutazione di uneventuale predisposizione alla malattia; colesterolo totale, HDL, LDL e transaminasi per unottimale gestione delle dislipidemie; emocromo completo con formula, pannello metabolico e pannello biochimico per avere un chek-up completo. In alcuni casi i referti sono accompagnati dal controllo di qualit dello strumento, cos da garantire la massima attendibilit dei risultati e assicurare la congruenza con gli esami clinici e di laboratorio. D// I miei genitori sono molto anziani e iniziano a necessitare sempre pi del supporto di ausili sanitari come carrozzina, letto elettrico, sollevatore A chi posso rivolgermi? Grazie, Carlotta. R// Cara Carlotta, le Farmacie della provincia di Brescia hanno dato vita ad un nuovo servizio denominato FARMACARE, che permette la vendita e il noleggio di articoli denominati protesica pesante (letti, carrozzine, materassi antidecubito, respiratori per il sonno, ecc.) tramite il farmacista di fiducia. Prenotando questi ausili sanitari in farmacia, un tecnico formato ed esperto sullutilizzo di tali dispositivi e apparecchiature li consegner a domicilio e li monter, tempestivamente e gratuitamente. D// Leggendo la composizione di diversi prodotti cosmetici ricorre spesso la sigla NMF, cosa indica? Grazie, Anna. R// Cara Anna, NMF sta per Natural Moisturizing Factor ed una miscela di sostanze a basso peso molecolare, fortemente idrofile e dotate di potere igroscopico, presente nello strato corneo della nostra pelle: contiene aminoacidi, acido urocanico, acido pirrolidoncarbossilico, acido lattico, urea, ioni inorganici. In cosmetologia se ne usano i componenti per la loro azione idratante, antiaging.

NASCE IL PROSCIUTTO COTTO LEGGERO DI CENTRALE


A BASSO CONTENUTO DI GRASSI:
Il cotto leggero di Centrale contiene non pi del 3% di grassi

Qualche informazione sulla nostra pelle


Il termine melasma o cloasma sta ad indicare la modificazione della colorazione della pelle causata da eccessiva deposizione di melanina; si manifesta con la comparsa di macchie giallo brune, simmetriche, a contorni netti soprattutto su fronte, guance e labbro superiore; compaiono soprattutto in gravidanza e con luso di contraccettivi. La melanina quella sostanza che d il naturale colorito allepidermide e ai capelli. Ne esistono di due tipi: eumelanine (nere, marroni) e feumelanine (rossastro marroni). un pigmento elaborato dai melanociti, cellule situate a livello dello strato basale dellepidermide, che, assorbendo le radiazioni ultraviolette, costituisce un meccanismo di difesa. Proprio alla distribuzione di melanina dovuta labbronzatura in seguito ad esposizione solare.

A RIDOTTO CONTENUTO DI SODIO:

Contiene in media il 40% in meno di sodio e dellequivalente sale presenti in un prosciutto cotto scelto*

Oltre il 70% del valore energetico apportato da proteine

ALTO CONTENUTO DI PROTEINE:

SENZA GLUTINE E SENZA DERIVATI DEL LATTE

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*(valore medio fonte Inran: 0,76g/100g)

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