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I Bisogni Educativi Speciali secondo lICF e le strategie di integrazione

Da Dario Ianes
Universit di Bolzano

Leggere i Bisogni Educativi Speciali come esigenza di equit


Bisogno Educativo Speciale (Special Educational Need) qualsiasi situazione evolutiva, permanente o transitoria, di funzionamento problematico (come prodotto dellinterazione dei vari ambiti della salute secondo il modello ICF dellOMS), che risulta tale anche per il soggetto, in termini di danno, ostacolo o stigma sociale, indipendentemente dalleziologia, e che necessita di educazione speciale individualizzata.
Ianes D. (2005), Bisogni educativi speciali e inclusione, Trento, Erickson.

Ianes D. (2005), Bisogni educativi speciali e inclusione (CD-ROM), Trento, Erickson.


Ianes D. e Macchia V. La didattica nei Bisogni Educativi Speciali, Trento, Erickson, 2008

In questi casi i normali bisogni educativi che tutti gli alunni hanno (bisogno di sviluppare competenze, bisogno di appartenenza, di identit, di valorizzazione, di accettazione, solo per citarne alcuni) si arricchiscono, diventano pi complessi a causa di un funzionamento educativo-apprenditivo problematico.

DALLA VISIONE GLOBALE DELLA SALUTE E DAL FUNZIONAMENTO UMANO INTRODOTTA DAL SISTEMA ICF DELLOMS POSSIAMO IDENTIFICARE ALCUNE ORIGINI E INTRECCI DEI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Bisogni Educativi Speciali da CONDIZIONI FISICHE difficili : ospedalizzazioni


malattie acute/croniche (diabete, allergie, ecc.)

lesioni
anomalie cromosomiche ecc.

Bisogni Educativi Speciali da ostacoli presenti nei FATTORI CONTESTUALI AMBIENTALI :


famiglia problematica

pregiudizi ed ostilit culturali


difficolt socioeconomiche

ambienti deprivati/devianti
scarsit di servizi

materiali di apprendimento inadeguati ecc. ecc.

Bisogni Educativi Speciali da ostacoli presenti nei FATTORI CONTESTUALI PERSONALI : problemi emozionali
problemi comportamentali scarsa autostima scarsa autoefficacia stili attributivi distorti scarsa motivazione difficolt nellidentit e nel progetto di S ecc.

Bisogni Educativi Speciali da menomazioni nelle STRUTTURE CORPOREE : mancanza di arti

mancanza o anomalie in varie parti anatomiche


altre anomalie strutturali

Bisogni Educativi Speciali da deficit nelle FUNZIONI CORPOREE :


difficolt cognitive (attenzione, memoria, ecc.)

difficolt sensoriali
difficolt motorie ecc.

Bisogni Educativi Speciali da difficolt nelle ATTIVITA PERSONALI , cio scarse capacit di:

apprendimento
applicazione delle conoscenze pianificazione delle azioni autoregolazione comunicazione/linguaggi interazione/relazione autonomia personale/sociale ecc.

Bisogni Educativi Speciali da difficolt od ostacoli nella PARTECIPAZIONE SOCIALE : difficolt nel rivestire i vari ruoli nei contesti dellistruzione (integrazione nelle attivit scolastiche)
difficolt nel rivestire i vari ruoli nei contesti della vita extrascolastica e di comunit

CAPACITA: abilit di eseguire un compito o unazione senza linflusso, positivo o negativo, di fattori contestuali ambientali e/o personali. PERFORMANCE: abilit di eseguire un compito o unazione con linflusso, positivo o negativo, di fattori contestuali ambientali e/o personali.

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI = situazioni varie, di diverse origini, anche transitorie.

Ognuno di questi ragazzi ha diritto ad una NORMALIT PI SPECIALE : pi sensibile, pi attenta e metodologicamente pi ricca.

SEQUENZA DI ATTIVAZIONE DI RISORSE PER LINTEGRAZIONE secondo la speciale normalit, come priorit alle normalit arricchite
1. Organizzazione scolastica generale: tempi scuola, orari degli alunni, orari degli insegnanti (es. compresenze, contemporaneit, straordinari), formazione delle classi, continuit, collaboratori scolastici, servizi e altre attivit offerte dalla scuola (es. doposcuola, gruppo sportivo, sportelli, biblioteca, ecc.)

2. Spazi e architettura: accessibilit sia interna che esterna, articolazione degli spazi, attrezzatura degli spazi, ecc. Sensibilizzazione generale: promozione di una cultura dellintegrazione e inclusione scolastica e di Progetto di vita 3.

4. Alleanze extrascolastiche: famiglia e altre risorse dalla comunit (gruppi giovanili, associazioni, ecc.) 5. Formazione e aggiornamento: supervisione tecnica anche da parte di esperti, possibilit di consultare materiali bibliografici e informatici, software, banche dati, ecc.

6. Documentazione: scambio di informazioni e esperienze, possibilit di confronto con altre realt scolastiche, documentazione delle Buone prassi di integrazione 7. Didattica comune: scelte metodologiche maggiormente inclusive (gruppi cooperativi, tutoring, didattiche plurali sugli stili di apprendimento, didattica per problemi reali, per mappe concettuali, ecc.); vari tipi di adattamento (riduzione, semplificazione, arricchimento, tempi di apprendimento, ecc.)

8. Percorsi educativi e relazionali comuni: laboratori creativi, espressivi, di educazione socioaffettiva, autonomie, ecc.; vari tipi di adattamento a seconda delle singole e peculiari esigenze 9. Didattica individuale: attivit in rapporto 1:1 (strategie, materiali, ecc.) anche nellottica della personalizzazione dellofferta didattica

10. Percorsi educativi e relazionali individuali: attivit in rapporto 1:1 (training di autonomia, interventi psicoeducativi sui comportamenti problema, ecc.) 11. Ausili, tecnologie e materiali speciali: uso di materiali e ausili, anche tecnologici, volti a facilitare le possibilit di autonomia e apprendimento dellalunno, migliorando la sua vita quotidiana

12. Interventi di assistenza e aiuto personale: aiuti di carattere assistenziale e di sostegno per permettere allalunno una personale e attiva partecipazione alla vita e alle attivit quotidiane
13. Interventi riabilitativi: come ad esempio logopedia, terapia occupazionale, fisioterapia, psicomotricit, ecc. 14. Interventi sanitari o terapeutici: interventi di carattere medico/sanitario, cure e terapie specifiche, interventi riabilitativi, ecc.

BIBLIOGRAFIA

Ianes D. (2005), Bisogni educativi speciali e inclusione, Trento, Erickson.


Ianes D. (2005), Bisogni educativi speciali e inclusione - Software gestionale (CD-ROM), Trento, Erickson. Ianes D. Macchia V. (2008) La didattica per i Bisogni Educativi Speciali, Trento, Erickson O.M.S. (2007), ICF/Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilit e della Salute, Trento, Erickson.

A CURA DELLA PROF.SSA PIRAS GIUSI

Quali sono i casi di BES secondo la direttiva del 2712-2012?

FATTA ECCEZIONE PER GLI ALUNNI DISABILI E CON DSA , PER TUTTI GLI ALTRI GRUPPI DI BES MANCA UNA CERTIFICAZIONE DELLO SPECIALISTA DUNQUE SPETTA AL CORPO DOCENTE IDENTIFICARE LALUNNO CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI. SI RITIENE PERTANTO OPPORTUNO APPROFONDIRE QUESTO ARGOMENTO PER FARE CHIAREZZA

La normativa vigente in materia di Bisogni Educativi

Speciali, regolata dalla direttiva sui BES del 27 dicembre


2012.
ogni alunno, con continuit o per determinati periodi, pu manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta.

Secondo il documento, i principali motivi per i quali un alunno potrebbe presentare una situazione di Bisogni Educativi Speciali sono: -svantaggio sociale e culturale, -disturbi specifici di apprendimento (DSA) e/o disturbi evolutivi specifici, -difficolt derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perch appartenenti a culture diverse.

In questo modo, e vista la complessit e diversit di problemi specifici, sono


individuate tre grandi sotto categorie dentro i Bisogni Educativi Speciali: - Disabilit - Disturbi Evolutivi Specifici (per disturbi evolutivi specifici intendiamo, oltre i
disturbi specifici dellapprendimento (DSA), anche i deficit del linguaggio, delle abilit non verbali, della coordinazione motoria, ricomprendendo per la comune origine nellet evolutiva anche quelli dellattenzione e delliperattivit, mentre il funzionamento intellettivo limite pu essere considerato un caso di confine fra la disabilit e il disturbo specifico) - Svantaggio

socio-economico, linguistico o culturale

Bisogna sottolineare che molti di questi disturbi, soprattutto quelli appartenenti alle due ultime sottocategorie, non hanno una diagnosi e non possono venir certificate ai sensi della legge 104 / 92. Per tanto, non hanno diritto alle provvidenze n alle misure previste dalla stessa legge che includono linsegnante di sostegno. E quindi necessaria una speciale attenzione da parte dei docenti in quanto sono loro i responsabili di capire le situazioni di Bisogno Educativo Speciale, nelle loro aule, e di studiare il modo migliore di affrontarle.

PER CAPIRE MEGLIO NELLA SECONDA SOTTOCATEGORIA RIENTRANO,


OLTRE AI DSA, ANCHE:

E bene precisare che alcune tipologie di disturbi, non esplicitati nella legge 170/2010 per i DSA, danno diritto ad usufruire delle stesse misure ivi previste in quanto presentano problematiche specifiche in presenza di competenze intellettive nella norma. Si tratta, in particolare, dei disturbi con specifiche problematiche nellarea del linguaggio (disturbi specifici del linguaggio o pi in generale- presenza di bassa intelligenza verbale associata ad alta intelligenza non verbale) o, al contrario, nelle aree non verbali (come nel caso del disturbo della coordinazione motoria, della disprassia, del disturbo non-verbale o pi in generale - di bassa intelligenza non verbale associata ad alta intelligenza verbale, qualora per queste condizioni compromettano sostanzialmente la realizzazione delle potenzialit dellalunno) o di altre problematiche severe che possono compromettere il percorso scolastico (come per es. un disturbo dello spettro autistico lieve, qualora non rientri nelle casistiche previste dalla legge 104)

Alunni con deficit da disturbo dellattenzione e delliperattivit Un discorso particolare si deve fare a proposito di alunni e studenti con problemi di controllo attentivo e/o dellattivit, spesso definiti con lacronimo A.D.H.D. LADHD si pu riscontrare anche spesso associato ad un DSA o ad altre problematiche, ha una causa neurobiologica e genera difficolt di pianificazione, di apprendimento e di socializzazione con i coetanei. Con notevole frequenza l'ADHD in comorbilit con uno o pi disturbi dellet evolutiva: disturbo oppositivo provocatorio; disturbo della condotta in adolescenza; disturbi specifici dell'apprendimento; disturbi d'ansia; disturbi dell'umore, etc. In alcuni casi il quadro clinico particolarmente grave anche per la comorbilit con altre patologie - richiede lassegnazione dellinsegnante di sostegno, come previsto dalla legge 104/92. Tuttavia, vi sono moltissimi ragazzi con ADHD che, in ragione della minor gravit del disturbo, non ottengono la certificazione di disabilit, ma hanno pari diritto a veder tutelato il loro successo formativo. Vi quindi la necessit di estendere a tutti gli alunni con bisogni educativi speciali le misure previste dalla Legge 170 per alunni e studenti con disturbi specifici di apprendimento.

Funzionamento cognitivo limite

Anche gli alunni con potenziali intellettivi non ottimali, descritti generalmente con le espressioni di funzionamento cognitivo (intellettivo) limite (o borderline), qualora non rientrino nelle previsioni delle leggi 104 o 170 - richiedono particolare considerazione. Si tratta di ragazzi il cui QI globale (quoziente intellettivo) risponde a una misura che va dai 70 agli 85 punti e non presenta elementi di specificit. Per alcuni di loro il ritardo legato a fattori neurobiologici ed frequentemente in comorbilit con altri disturbi. Per altri, si tratta soltanto di una forma lieve di difficolt tale per cui, se adeguatamente sostenuti e indirizzati verso i percorsi scolastici pi consoni alle loro caratteristiche, gli interessati potranno avere una vita normale. Gli interventi educativi e didattici hanno come sempre ed anche in questi casi unimportanza fondamentale.

Per capire meglio, nella terza sottocategoria Svantaggio socio-economico, linguistico o culturale rientrano:

coloro che sperimentano difficolt derivanti dalla non conoscenza della lingua italiana per esempio alunni di origine straniera di recente immigrazione e, in specie, coloro che sono entrati nel nostro sistema scolastico nellultimo anno. famiglia problematica pregiudizi ed ostilit culturali difficolt socioeconomiche ambienti deprivati/devianti scarsit di servizi materiali di apprendimento inadeguati PER ULTERIORI RAGGUAGLI SUI CASI DI BES, CONSULTARE: I Bisogni Educativi Speciali secondo lICF. POSSIBILI STRATEGIE OPERATIVE NELLA SCUOLA

A cura della prof.ssa Piras Giusi