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METTETE QUESTO LIBRO AL SICURO, ALLA PORTATA DEI BAMBINI, IN MODO CHE POSSANO SAPERE FIN DA SUBITO DI UN MONDO

DA LORO POCO DISTANTE DOVE LINDIFFERENZA E IL RAZZISMO FANNO A PEZZI I LORO COETANEI COME FOSSERO BAMBOLE DI PEZZA

ROCKNGOAL, STORIE DI CALCIO E MUSICA

ARCHITETTURE PER LA CATASTROFE MARA CHIARETTI KONCHALOVSKIJ LINDO FERRETTI

RAFFAELE K. SALINARI BENJAMIN E IL DIBBUK

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ALIAS 18 MAGGIO 2013

IL CINEMA MILITANTE

RESTIAMO UMANI STAY HUMAN

Un reading movie per ricordare


di SILVANA SILVESTRI

VIK, IL FILM
Arrigoni (un caso di omonimia) suo maestro di teatro, di recitazione e di musica che aveva gi iniziato a scegliere i capitoli che avrebbe letto. Il 15 aprile, quando ho saputo che Vittorio era stato assassinato sono rimasto giorni a fissare il muro. Il 17 aprile ci siamo ritrovati a casa di Massimo Arrigoni e abbiamo realizzato la prima lettura. Subito dopo con Luca abbiamo stilato una lista di diciannove possibili lettori, mettendo insieme personaggi anche improbabili come Tarek Al, Brian Eno (che poi abbiamo scoperto non guarda neanche le mail, quindi non ha mai saputo della nostra richiesta), alcuni non ci hanno neanche risposto. Abbiamo pensato di far fare questo reading ai pi grandi. Non sapevamo come sarebbe andata a finire, ma i pi grandi hanno accettato. Bisogna anche dire che alcuni non hanno voluto accettare, come Desmond Tutu, o anche Dario Fo che non si sa perch non ha voluto leggere le parole di Vittorio. una storia che non abbiamo mai raccontato, adesso possiamo raccontarla. Abbiamo portato avanti il progetto come carri armati, per i primi sette mesi da soli e senza finanziamenti. Abbiamo lasciato i nostri lavori. Io ho sempre fatto il musicista e avevo 3 tour in America e altri lavori che mi proponevano, Luca ha fatto lo stesso: ha detto che per fare questo lavoro dovevamo lavorare 24 ore su 24. Tantissime persone ci hanno aiutato, sono stati fantastici (e lo fanno ancora), con 1700 sottoscrittori quasi tutti italiani ed ora vorremmo aprire un crow founding anche allestero. Un po come ha fatto lui che ha lasciato tutto per portare il suo aiuto in varie parti del mondo: La priorit sopra le nostre famiglie, i nostri amici, i nostri lavori. La cosa bella che siamo riusciti a far leggere tutti i capitoli del libro e poi fare le traduzioni con 50 traduttori volontari in 9 lingue, tra cui anche quelle meno frequentate, il croato, il giapponese, lo svedese. Ma come siete riusciti a coinvolgere quei nomi? Conoscevano lattivit di Vittorio? Stiamo ora lavorando con Ronnie Barkan attivista israeliano che ha letto un capitolo e con lui stiamo organizzando un tour in America e in Europa. stato difficile aspettare che alcuni personaggi trovassero il tempo per noi tra i loro impegni: Chomsky venuto in Italia per tre giorni e ogni minuto era gi impegnato, cos poi lo abbiamo incontrato direttamente al Mit e ci ha concesso unora intera. Anche Roger Waters lo abbiamo incontrato a casa sua. Alcuni sapevano di Piombo fuso, altri non avevvano letto il libro, tutti sapevano che Vittorio era un attivista italiano, come Roger Waters (sar a Roma allo stadio Olimpico il 28 luglio con The Walls, ndr). Li abbiamo ripresi tutti alla prima ripresa, per fissare la prima emozione: Roger si vede che mentre legge gli sale la rabbia e alla fine ci ha detto: voglio il libro, meraviglioso questo libro. Maguire lo conosceva, aveva gi letto alcuni capitoli. Stphane

Stay Human, Restiamo umani - il film - una gigantesca operazione di coinvolgimento per mantenere viva la memoria di Vittorio Arrigoni, il compagno reporter volontario dell'Ism (International Solidarity Movement) che aveva il compito durante loperazione Piombo Fuso di aiutare sulle ambulanze i volontari della Mezzaluna Rossa a soccorrere la popolazione di Gaza, vittima di un bombardamento durante il quale furono distrutti ospedali, scuole, moschee e abitazioni, utilizzando anche fosforo bianco sulla popolazione civile, arma vietata da ogni convenzione internazionale. I giornalisti furono allontanati da Gaza, il suo racconto lunica testimianza di quella carneficina. Stay Human, Restiamo umani prodotto e diretto da di Fulvio Renzi e Luca Incorvaia il Reading Movie, la lettura capitolo per capitolo del libro che raccoglie i repostages di Arrigoni (Gaza. Restiamo umani. dicembre 2008-gennaio 2009) editi dalla manifestolibri. Il libro diventato non un semplice documentario ma unopera a pi voci, quelle di illustri testimoni che uno dopo laltro ne leggono le pagine, coinvolti e catturati dalla profondit del testo, film che ha cominciato a circolare internazionalmente e che viene proiettato gratuitamente: come compiere un viaggio molto impegnativo, trovarsi proiettati nellassedio. impressionante, senza nessuna messa in scena e solo con la voce e le espressioni di testimoni, come quelle della madre di Vittorio che anche sindaco di Bulciago, Egidia Beretta Arrigoni che apre il film. E poi il diplomatico tedesco Stphane Hessel che fir la Dichiarazione deidiritti umani, larcivescovo ortodosso in esilio Hilarion Capucci, Moni Ovadia, don Gallo, Noam Chomsky, Luisa Morgantini, Akiva Orr attivista dei

diritti umani, Mohammad Bakri il regista di Jenin Jenin, Roger Waters il componente dei Pink Floyd, il reporter di guerra Alberto Arce, autore del documentario To Shoot an Elephant, il professor Ilan Papp dellUniversit di Exeter, il rabbino David Weiss, il premio Nobel per la pace Mairead Corrigan Maguire e tutti gli altri, un passaggio di fatti ed emozioni che sul sito (www.restiamoumani.com) ora vengono segmentati fino a fermare il respiro e lattenzione. una ricchezza che va mantenuta, ci dice Fulvio Renzi, artista e musicista a cui si deve lidea e la realizzazione del progetto e e che conosceva Arrigoni e lo aveva seguito negli ultimi tempi. Gli avevamo proposto di fare una pubblica lettura e lui aveva accettato, gli piaceva questa idea. morto il 15 aprile e avrebbe dovuto farla qualche giorno dopo. Avevo coinvolto anche Massimo

Diciannove personalit leggono i capitoli del libro di Vittorio Arrigoni, lunica testimonianza dei ventidue giorni di bombardamento a Gaza, con 1400 morti tra cui 400 bambini

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Tutto quello che indispensabile per condurre a Gaza una esistenza modesta ma dignitosa, arriva dall'Egitto: arriva sugli scaffali dei negozi dai tunnel nel sottosuolo, quegli stessi tunnel che gli F16 israeliani non hanno smesso di bombardare pesantemente nel corso delle ultime 12 ore
(dal capitolo IX letto da Moni Ovadia)

altro termine per descrivere questo genere. Abbiamo scelto di non far vedere mai il primo piano, ma solo il particolare: se vedi il volto di Roger Waters che un personaggio conosciuto, ti distrai. Solo alla fine vedi il volto intero, ci mettono la faccia. C il gioco degli occhi e della bocca: quando vedi una bocca parlare, chi ti racconta qualcosa come se lo avesse visto, quando vedi gli occhi come se ricordasse qualcosa, innesta immediatamente unidentificazione. Era impegnativo prendere parole cos importanti e gestirle. Non c recitazione, hanno letto tutti solo una volta e anche gli errori di lettura hanno avuto un senso. Potevamo eliminarli in montaggio, ma cos ancora pi umano, ha dato pi credibilit. Era una letura vera di pagine mai lette prima che d lemozione della prima volta, con gli occhi che fanno piccole contrazioni, piccoli dettagli sentiti. Avevamo paura dellenfasi della recitazione. Inoltre ci sono venti brani di musica con tanti artisti diversi, tutta musica originale, una musica che accompagni e non sovrasti il testo. Sul sito metteremo anche i diversi brani. La colonna sonora originale di Fulvio Renzi, con brani di Paki Zennaro, Gilad Atzmon, Vincenzo Zitello, Fakhraddin Gafarov, Romina Salvadori, Marco Messina, Emanuele Wiltsch Barberio, David Boato, Adriano Clera, Xabier Iriondo.

GERENZA
Il manifesto direttore responsabile: Norma Rangeri a cura di Silvana Silvestri (ultravista) Francesco Adinolfi (ultrasuoni) con Roberto Peciola redazione: via A. Bargoni, 8 00153 - Roma Info: ULTRAVISTA e ULTRASUONI fax 0668719573 tel. 0668719557 e 0668719339 redazione@ilmanifesto.it http://www.ilmanifesto.it impaginazione: il manifesto ricerca iconografica: il manifesto concessionaria di pubblicit: Poster Pubblicit s.r.l. sede legale: via A. Bargoni, 8 tel. 0668896911 fax 0658179764 poster@poster-pr.it sede Milano viale Gran Sasso 2 20131 Milano tel. 02 4953339.2.3.4 fax 02 49533395 tariffe in euro delle inserzioni pubblicitarie: Pagina 30.450,00 (320 x 455) Mezza pagina 16.800,00 (319 x 198) Colonna 11.085,00 (104 x 452) Piede di pagina 7.058,00 (320 x 85) Quadrotto 2.578,00 (104 x 85) posizioni speciali: Finestra prima pagina 4.100,00 (65 x 88) IV copertina 46.437,00 (320 x 455) stampa: LITOSUD Srl via Carlo Pesenti 130, Roma LITOSUD Srl via Aldo Moro 4 20060 Pessano con Bornago (Mi) diffusione e contabilit, rivendite e abbonamenti: REDS Rete Europea distribuzione e servizi: viale Bastioni Michelangelo 5/a 00192 Roma tel. 0639745482 Fax. 0639762130

A Gaza un plotone d'esecuzione ha messo Ippocrate contro un muro, ha preso la mira e ha sparato
(Capitolo X letto da don Andrea Gallo)
A pagina 2: Huwaida Arraf, Rabbi David Weiss, Roger Waters, a pag. 3: Moni Ovadia, don Gallo, Noam Chomsky, Stphane Hessel. Al centro: Vittorio Arrigoni

Hessel non lo aveva letto ed curioso che era citato con foto nella copertina delledizione francese. La madre abbiamo voluto che aprisse il reading. Lintenzione di lasciare che si fruisca gratuitamente, ma sarebbe bello poter trovare il modo di produrre un dvd con tutti gli extra da vendere a prezzo popolare. Per lo stile di ripresa, per la scelta dei primissimi piani anzi dei particolari del volto che seguono con gli occhi o con la bocca le parole chiediamo al regista Luca Incorvaia: stato una necessit: nel momento in cui devi raccontare le parole di un libro senza modificarle, mentre in un documentario devi aggiungere particolari e un contesto, qui per non far distogliere lattenzione venuto da s questo linguaggio che sembra essere funzionale. Quando vedi i vari capitoli entri in questo linguaggio. Abbbiamo fatto tante proiezioni con pubblici diversi, anche non particolarmente legati al problema palestinese e dopo unora di proiezione ci accorgevammo che la loro attenzione era catturata. un lavoro anomalo, non un film, non c nulla di finzione, non un documentario, lo abbiamo chiamato reading movie, non c

In copertina foto di Vittorio Arrigoni (Foto Sintesi)

COME PROGRAMMARE UNA PROIEZIONE PUBBLICA

Sono stato testimone oculare del bombardamento di moschee, scuole, universit, ospedali, mercati...
(Capitolo III letto da Hilarion Capucci, arcivescovo di Gerusalemme in esilio).

Restiamo Umani - The Reading Movie il film della lettura integrale dei 19 capitoli del libro Gaza - Restiamo Umani scritto da Vittorio Arrigoni, diario e unica testimonianza dei 22 giorni di bombardamento durante l'operazione militare Piombo Fuso, sferrata dal governo israeliano contro i civili della striscia di Gaza, tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009, in cui morirono pi di 1400 persone, in gran maggioranza civili, tra cui 400 bambini. 19 capitoli per 19 lettori: Alberto Arce, Huwaida Arraf, Massimo Arrigoni, Mohamed Bakri, Ronnie Barkan, Egidia Beretta Arrigoni, Hilarion Capucci, Noam Chomsky, Maria Elena Delia, Norman Finkelstein, Don Andrea Gallo, Stphane Hessel, Mairead Corrigan Maguire, Luisa Morgantini, Akiva Orr, Moni Ovadia, Ilan Papp, Roger Waters, Rabbi David Weiss. Si pu programmare una proiezione pubblica del film con una donazione a sostegno della sua diffusione: si ricever il link per il download del lungometraggio e la licenza per una o pi proiezioni. Sul sito www.thereadingmovie.tv si pu vedere il film per intero (versione beta), accedere al calendario delle proiezioni e programmare la proiezione pubblica. Le prossime proiezioni si terranno il 25 maggio a Cassano Valcuvia (Varese) e il 30 maggio a Piombino (Centro Giovani Piombino - Viale della Resistenza 4)

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LUOGHI DI APPARTENENZA E SRADICAMENTO DELLE COMUNIT

ARCHITETTURA
Al Festival di Torino verr presentato un prototipo abitativo del post catastrofe, realizzato in un workshop con studenti e professionisti
di EMANUELE PICCARDO

Quanta demagogia nellaffrontare il tema delle catastrofi naturali come se, ogni volta, non fosse colpa di nessuno; luomo, invece, con le sue azioni distrugge il territorio, lo abbandona, lo sfrutta fino a quando la natura si ribella e, con fare vendicativo, si riprende lo spazio che gli stato sottratto. Cos il territorio italiano si scopre fragile e debole, come le politiche adottate per limitare e prevenire i danni di alluvioni e terremoti. DallIrpinia alle Marche, dallAbruzzo allEmilia, il problema della catastrofe associato alla questione dellabitare. Si sradicano le comunit dai loro luoghi di appartenenza costruendo campi di tende, come fossero un qualsiasi accampamento militare, senza un progetto, n politico n urbano. Cos si genera spaesamento e perdita delle identit collettive. Qual , allora, il ruolo degli architetti nella catastrofe? Che contributo pu dare larchitettura nel risolvere i problemi del post-catastrofe? E con quale modalit? Cosa possono fare cittadini e amministratori? Queste sono alcune questioni che hanno determinato nella Fondazione Ordine Architetti di Torino e nellassociazione culturale plug_in, la volont e la necessit di organizzare il workshop Architetture per la catastrofe, con il coordinamento scientifico ad opera dello scrivente, e progettuale di altro_studio (Anna Rita Emili, Barbara Pellegrino). Il tema nasce dalle riflessioni

emerse dal numero tematico Disaster della rivista di architettura archphoto2.0. Lesito del workshop, ovvero la progettazione e la costruzione del prototipo dellalloggio provvisorio in scala 1:1, pensato per tre persone e della dimensione di metri 8x8 (M2), disegnato da altro_studio (e realizzato dallimprenditore torinese Gandelli che ha messo a disposizione gratuitamente i materiali e gli operai per un progetto dalla forte valenza sociale e politica), verr presentato al Festival Architettura in Citt di Torino, nellambito della conferenza Quale architettura per la catastrofe? (vedi box, ndr) Il laboratorio, a cui hanno partecipato studenti e professionisti, ha consentito di elaborare un sistema di alloggi modulari base di metri 8x4 (M1), con il patio-serra quale fulcro attorno a cui si distribuiscono le funzioni. Lalloggio, concepito con la struttura portante in legno, assolve alle funzioni di facilit di montaggio (il 50% pensato per essere realizzato in autocostruzione da squadre di operai non specializzati che si formano nei campi di accoglienza degli sfollati), sostenibilit (attraverso linserimento del patio-serra) e adattabilit alle esigenze dei fruitori. Le unit abitative hanno diverse dimensioni in relazione ai nuclei famigliari, ripercorrendo e attualizzando le sperimentazioni sulle unit abitative provvisorie avviate da Le Corbusier e Jean Prouv (come nel caso di cole volante del 1940), o da Buckminster Fuller (la Dimaxion House del 1929), attraverso temi progettuali come il riuso dei materiali, lo scorrimento delle pareti interne e luso di elementi modulari, che determinano un modo nuovo di vivere lo spazio. Questo progetto non stato pensato in astratto come accaduto per molte ricerche di architetti e studenti - ma contestualizzato, su indicazione della Protezione civile comunale di Torino, nellarea del parco Colonnetti, quale possibile luogo di sfollamento della popolazione in caso di catastrofe ambientale. Sono state studiate le configurazioni urbanistiche per linsediamento di 1000, 5000 e 8000 abitanti con standard urbanistici, in regime di emergenza, pari a 20mq/abitante (contro i 25mq/abitante in situazioni normali). stato verificato che la configurazione

ottimale per mantenere una elevata qualit abitativa, evitando una dimensione intensiva, sia quella da 5000 abitanti, mantenendo servizi come il verde pubblico, i parcheggi, e le strade. La sperimentazione adottata, infatti, non si limitata al singolo alloggio bens a far si che si generi, dal singolo alloggio una unit abitativa orizzontale rintracciando alcune tipologie delle case a corte torinesi. Una sorta di quartiere orizzontale come il Tuscolano Ina Casa di Adalberto Libera a Roma, in cui lelemento patio diventa il valore aggiunto che consente di realizzare una piccola casa che, nel nostro caso, pu superare il tempo della provvisoriet. Diversamente da quanto accaduto allAquila o in Emilia, dove la disposizione dei

LA CONFERENZA

Un incontro e una visita, guardando allEmilia


Quale architettura per la catastrofe? il titolo della conferenza che si terr il 30 maggio (ore 16), a Torino, presso Ogr (Sala Duomo), Corso Castelfidardo 22. Il tema riflettere su quale architettura sia possibile in situazioni di catastrofi ambientali. A partire dalla presentazione del prototipo dellalloggio provvisorio, progettato da altro_studio, si indagher sul rapporto tra catastrofe e i media, verr presentato lo stato di fatto della ricostruzione in Emilia mettendo in evidenza le buone pratiche, tra le quali la costruzione della nuova chiesa di Medolla (Mo). Tra i relatori, Emanuele Piccardo, Emiliano Ilardi, Anna Rita Emili, Matteo Agnoletto, Davide Marazzi, don Davide Sighinolfi.

fabbricati provvisori stata casuale e priva di un disegno urbano, in questo progetto si disegnato un contesto urbano che consente di mischiare spazi privati, le case, con spazi pubblici, le piazze, ricreando un pezzo di citt. Per affrontare seriamente le catastrofi naturali occorre fare un piano, ma un piano lo deve fare sia il cittadino e ancora di pi il politico. Cos sono state prese come esemplari alcune parole chiave dalle procedure del prima, durante e dopo la catastrofe definite dalla Fema (la protezione civile americana):fai un piano, tieniti informato, prepara un kit di sopravvivenza, organizza un piano per la tua famiglia, preparati alla prossima catastrofe. In questo modo si forniscono indicazioni operative facilmente realizzabili se supportate da una volont politica, spesso assente. Il fatto sconcertante latteggiamento presuntuoso della Protezione civile italiana che non prende esempio da chi ha fatto dellorganizzazione e della prevenzione la sua forza, come nel caso della Fema. Confrontando il sito internet della Protezione civile italiana con quello della consorella americana emergono differenze sostanziali nel definire il prima, durante e dopo la catastrofe, con indicazioni banali come chiudi il gas, avere a disposizione una torcia; raggiunta la zona sicura, presta la massima attenzione alle indicazioni fornite dalle autorit di protezione civile, attraverso radio, tv.... Come se gli abitanti in preda al panico, durante una alluvione o un terremoto, ritornino in casa per sentire dalla tv le indicazioni della Protezione civile. Il confronto, insomma, ci vede soccombere. Daltronde lassenza di una politica di gestione dellemergenza senza prevenzione, senza educazione civica sulla catastrofe e senza un impegno diretto degli architetti nel progettare alloggi per lemergenza e non per una convenienza meramente economica, ha determinato progetti come le C.A.S.E. aquilane. Purtroppo le inadeguatezze di Protezione civile, architetti e cittadini vanno ascritte allassenza di una cultura del disastro. La mancanza di quella tensione di temporaneit e nomadismo, propria del popolo americano non ci appartiene, ancorati come siamo al feticismo nei confronti delle case di propriet. In questo senso la catastrofe prima di tutto una questione culturale. Una catastrofe va conosciuta e si devono sistematizzare le problematiche che essa causa, per

fare esperienza e ridurre al minimo le perdite di vite umane. In questo senso si studiato il modo per comunicare ai cittadini e agli amministratori una procedura di azione, attraverso due guide distinte, la prima per il cittadino, la seconda, come un quaderno di istruzioni per lamministratore pubblico e il tecnico. Insieme, il workshop, le guide e il prototipo dellalloggio cercano di fornire risposte progettuali adeguate, in modo innovativo e sperimentale, affinch si possa affermare che solo ed esclusivamente con il progetto di architettura si riescono a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, attraverso unetica del fare che deve coinvolgere tutti gli attori del processo della ricostruzione.

Il prototipo abitativo disegnato da altro_studio

POST SISMA VIVERE IN CASE PROVVISORIE, SENZA SPAESAMENTI

Un alloggio sostenibile per affrontare il disastro e langoscia

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MARA CHIARETTI, UNA VITA TRA GALLERIA, PALCOSCENICI E SALE DI CINEMA

INCONTRI Dialogo muto


con una figlia
di ALESSANDRA VANZI

Domenica, al Nuovo Sacher il documentario Io sono qui della regista e critica darte, che ripercorre un lutto straziante

Una nuvola di riccioli bianchi vaporosi e svolazzanti, due occhi che mutano dal verde al viola da gatta-civetta, la figura longilinea, sempre elegante, Mara la si riconosce da lontano, inconfondibile, e quando c lei, c sempre qualcosa di interessante da vedere, da ascoltare, da mangiare, insomma, questa signora ha il dono di trasmettere gioia di vivere. Solo chi nato prima della rivoluzione sa cos la gioia di vivere...sai cos si dice...qui da noi finito tutto col terrorismo, con leroina..., mi ha detto laltro giorno. E poi: I miei film raccontano storie di persone che hanno attraversato grandi tragedie, ma non hanno perso la speranza e la gioia di vivere... anche Barbara, mia figlia, sarebbe una donna piena di amore per la vita se avesse avuto pi tempo. Mara, caparbiamente, non lha mai voluto perdere questo sentimento di armonia e gratitudine. Mara Chiaretti si sempre occupata di arte contemporanea, scrivendone, dirigendo dal 1967 al 1972 la Galleria darte moderna e contemporanea Iolas-Galatea a Roma, e, poi, aprendo il suo Studio Mara Chiaretti dal 1972 al 1989 dove pass tutta la generazione dellArte Povera e dove nacquero le intense amicizie con Clerici, Boetti, Schifano, Festa, Angeli e tanti altri. La dolcezza del vivere prima della rivoluzione, per Mara, si schiant con la morte di Barbara, ma riusc a ritrovarla, poich listinto non si uccide, con incursioni in altri linguaggi: il teatro per primo, collaborando come assistente alla regia di Federico Tiezzi nella compagnia I magazzini per la

messa in scena di Porcile di Pier Paolo Pasolini con Marisa Fabbri nel 1992. Poi, altra sfida, altro strumento: nel 1997 dirige il documentario Swing Heil, la storia del jazzista berlinese ebreo Coco Schumann, racconto lucido e implacabile di come la musica gli salv la vita a Auschwitz Birkenau. Tutti erano contenti di sentire la musica... ci facevano suonare quando le SS controllavano i tatuaggi sulle braccine dei bambini, e quando le camere a gas lavoravano a pieno ritmo dovevamo eseguire la Paloma per accompagnare i condannati a morte e lodore di carne bruciata trascinava dritti dentro linferno dantesco,...ci hanno mandati al lager. E dove prima cerano le famiglie zingare, li avevano gasati tutti, erano 30mila, anche le donne e i bambini, per farci posto a noi ebrei misti, ma non avevano pi

unorchestra, in fumo anche quella...cera uno stanzone pieno di strumenti, anche molto preziosi, io non avevo mai suonato con una chitarra cos bella ... cos entrai nei Ghetto swingers, nel 1943 quando arrivai al campo loro erano gi l, i musicisti cambiavano in continuazione.... In questo primo documentario, alla musica e al racconto di Schumann, intervistato a Berlino nel 1997, si sovrappongono, o meglio, compenetrano ritmicamente immagini di repertorio belle e rare, questo modo di giocare con le analogie e gli scarti di senso tipico del lavoro di Mara che per Swing Heil! ha ricevuto il Premio Sacher d'argento nel 1998 al Sacher festival di Roma. Nel 1999 dirige Em Shakul, che in ebraico significa madre orbata o madre senza ritratto di Manuela Dviri coraggiosa madre, italiana sposata a un israeliano, di un ragazzo morto ventenne durante la guerra del Libano del 1998, che scrisse a Netanyahu per chiedergli a ricompensa del suo lutto l'unico risarcimento possibile per una madre: la pace.... che va cercata con il coraggio di soluzioni creative e diverse dalla guerra per un paese che molto giovane e molto stanco, stanco di essere costruito sul sangue perch una madre che piange il contrario della creativit e finch le donne resteranno a casa a piangere i soldati morti al fronte la pace non sar possibile. Anche in questo filmato si mescolano i piani: Mara segue Manuela nella vita quotidiana, al mercato, a casa, al cimitero, mentre lavora, e le sue parole sintercalano con le immagini e il suono del concerto di Isaac Stern durante la prima guerra del golfo, che fu interrotto dalle sirene ma nessuno abbandon la sala. Stern ricominci a suonare, dopo una breve pausa, il suo violino sublime per un pubblico che indossava le maschere anti gas; o altre, strazianti, di attentati sugli autobus o nel brulicare cittadino, e le preghiere al muro del pianto uomini da una parte e donne dallaltra, rigorosamente separati, tanti piccoli biglietti arrotolati e infilati nelle fessure del muro, e riprese di scherzi tra ragazzi in divisa e torte in faccia...E sempre torna su questa donna coraggiosa che invece di cedere alla tentazione di chiudersi nel dolore e nel silenzio ha scelto di combattere, di battersi con limpegno politico, per quel figlio sacrificato e per tutti gli altri figli di una guerra insensata. Anche questo film stato segnalato dalla Menzione speciale della Giuria al Festival Arcipelago di Roma nel 2000. Nel 2001 Nanni Moretti e Angelo Barbagallo le producono Davai bistr! Avanti presto per la serie I diari della Sacher che viene presentato al festival di Venezia, unaltra storia estrema, quella di Francesco Stefanile, prigioniero di guerra in Siberia, che la scrisse notte dopo notte nel casello dellautostrada dove aveva trovato lavoro dopo il ritorno in Italia: La scrissi per rabbia perch di noi reduci della Siberia se ne parlava solo in periodo di elezioni e poi niente cchi... Ero partito volontario per la Russia perch non volevo andare in Africa sulle navi, che non sapevo nuotare... io sono nato alle pendici del Vesuvio, a Casamarciano, in quella che i romani chiamavano Campania felix... Mio padre aveva un amico con un cane, erano socialisti e siccome non

potevano pronunciare il nome di Matteotti che era proibito ci chiamarono il cane Matteotti, ma poi arrivarono i fascisti e gli fecero una multa a tutti e due 10 lire e 10 centesimi....Quando viene la primavera? domandai al russo capo della baracca e quello mi disse quando canta il cuculo... Da quando sono tornato sono felice.... Dopo questi primi lavori Mara Chiaretti torna a incrociare gli artisti con Vestito da sposa, monologo interiore di un attore mentre si trucca per lo spettacolo e riflette sullimprovvisa morte della madre interpretato da Sandro Lombardi, presentato al Torino Film Festival, ...cos sia sullopera dellartista Bruna Esposito esposta al Maxxi di Roma, e Elisa Montessori sulla produzione della pittrice. Nel 2006, Chiaretti dirige Siluro Rosso, in cui si racconta la straordinaria avventura di Rubn Gallego, scrittore russo costretto sulla sedia a rotelle perch gravemente handicappato fin dalla nascita, creduto morto dalla madre Aurora, figlia di un membro del partito comunista spagnolo che le ment, facendole credere che il bambino non era sopravvissuto al parto. Cresciuto in un orfanotrofio dellex Unione Sovietica, Rubn riesce a resistere grazie alle tre regole che si dato: non credere, non avere paura, non chiedere, e soprattutto grazie ai libri con i quali strisciava sotto i mobili a leggere, unica attivit consentita dal suo corpo straziato:senza i libri sarei morto. La storia di Rubn Gallego diventa straordinaria quando, grazie alla vincita di un premio come miglior giovane scrittore russo, gli

Inpagina: un ritratto di Mara Chiaretti, Ignacio e Aurora Gallego, Finestra con coriandolo di Tano Festa e unopera di Alighiero Boetti

viene un concesso di andare negli Stati Uniti, paese che lui definisce il pi crudele del mondo ma quello in cui avrebbe voluto nascere, dove viene contattato da un produttore televisivo di reality che, in cambio dell'esclusiva di filmare lincontro, si offre di trovargli sua madre. Cos Rubn, quattro anni dopo, incontra Aurora in un bar deserto di Praga; non si aspetta nulla da lei, ma la madre lo riconosce subito e lo tiene con s. Bellissimo. Nel finale oltre agli altri repertori che spaziano da Freaks di Tod Browning ai cinegiornali stalinisti su Gagarin, Mara ha montato un meraviglioso spezzone di danza tra una ballerina normale e un danzatore senza gambe che chiude il documentario: un armonioso innesto di corpo dimezzato su corpo integro. Siluro rosso ha vinto il premio N.V.Gogol in Italia e con i soldi del premio Mara Chiaretti ha prodotto Io sono qui che mostrer in anteprima al cinema Nuovo Sacher domani pomeriggio. il film pi personale che ha fatto, il ritratto di sua figlia Barbara che volata via, in quel pulviscolo di stelle sparso per

luniverso da cui ci arriva la sua voce, nel 1990, causa la malattia del secolo di cui scrive nei diari scritti in ospedale. Per fortuna non ho filmati di Barbara n registrazioni vocali, non avrei retto, mi ha detto Mara, ma il suo corpo tutto nella scrittura. Infatti, le pagine sono riprese, accarezzate quasi, in un senso e nellaltro, come leggono gli arabi, come fossero un volto o il corpo astratto della voce, la scrittura densa e minuta, le rime e gli a capo, lironia, e il dubbio, qualche cancellatura, non molte, e poi ci sono le foto, e c' Sara, sua sorella, con i suoi bambini, e il padre Tommaso, critico cinematografico e teatrale morto troppo giovane, e le amiche del cuore, quelle vere, con cui tutto fu condiviso le avventure e gli errori, e gli amori, il primo e lultimo, e luniverso che nasce e si forma, le cellule e le stelle, e la musica e i pensieri che risuonano tra la madre e la figlia in amichevole accordo di gusti. E il gioco, che torna nell'animazione, che sempre a cura di Loic Sturani, perch sia lieve e pacificatore il pensiero di lei e pieno di gioia di vita.

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INTERVISTA
sar interpretata da Mascia Musy. Ho scelto attori con una forte connotazione fisica, con caratteristiche che li fanno notare anche nei ruoli minori. Il linguaggio teatrale di Shakespeare universale, molti lo preferiscono in inglese ma io credo che pu essere tradotto in tutte le lingue. Lei ha messo in scena spesso Cechov, Il gabbiano, Zio Vanja, e ha curato la regia di un Re Lear di Shakespeare. Ora tornato all'autore inglese con una delle sue pi famose commedie. Perch? Il pubblico in genere e a teatro in particolare, vuole sentire, vuole reagire, empatizzare con ci che vede, non vuole riflettere, ragionare. Io amo far divertire gli spettatori, farli emozionare, ridere, noi siamo come un circo, dobbiamo avere successo, l'attore deve fare il 'buffone', il clown un po' triste, se piange il pubblico ride, e al contrario se chi in scena ride spesso il pubblico s'intristisce. Amo tutto Shakespeare perch come la vita una combinazione fantastica di divino e di caos. Ho scelto La bisbetica domata perch quella che si avvicina pi delle altre alla commedia dell'arte.
di ALBERTO CASTELLANO

Gi la scelta di affiancare al cognome paterno quello di suo nonno da parte materna un segno di scelta artistico-esistenziale che va al di l del vezzo (un po' come lo scrittore suicida americano David Foster Wallace). Andrej Konchalovskij il cui vero nome completo Andrej Sergeevic Michalkov-Konchalovskij, nato a Mosca nel 1937, fa parte di quelle lite artistico-culturali che si diramano dalla Russia zarista all'Unione Sovietica e poi di nuovo alla Russia post-comunista ed una di quelle figure che con il proprio percorso sintetizzano la trasformazione della Russia prima e dopo la rivoluzione bolscevica. Il suo bisnonno era un governatore imperiale, suo padre Sergej un poeta, scrittore e autore del testo dell'inno nazionale sovietico, sua madre una poetessa, suo zio Mikhail un eroe di guerra che rivel in un libro i retroscena dello spionaggio, suo nonno materno, Pyotr Konchalovskij appunto, un artista d'avanguardia e non ultimo suo fratello il regista Nikita Michalkov. Insomma con il doppio cognome, il giovane Andrej volle rimarcare subito una diversit, un'insofferenza culturale e un'inquietudine intellettuale che lo portarono dopo essersi accostato alla musica e al pianoforte diplomandosi al Conservatorio, a lavorare subito nel cinema grazie all'incontro con Tarkovskij per il quale recit ne L'infanzia di Ivan e scrisse alcune sceneggiature come quella di Andrei Rublev e dopo alcuni film importanti tra gli anni '60 e '70 a trasferirsi negli Stati Uniti, per poi tornare a vivere da alcuni anni prevalentemente a Mosca. Questo nomadismo artistico ma anche la vocazione a misurarsi con altre forme espressive e una certa duttilit a lavorare con attori e in contesti diversi hanno portato ora il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico a Napoli per una nuova avventura teatrale: la messa in scena di La bisbetica domata di Shakespeare per la sesta edizione del Napoli Teatro Festival Italia diretto da Luca De Fusco in programma dal 4 al 23 giugno. Konchalovskij si trasferito nel

Figlio e fratello darte, il regista russo a Napoli per curare la messa in scena della Bisbetica domata, nellambito del Teatro Festival Italia

capoluogo campano per oltre un mese per l'allestimento della commedia shakespeariana con prove intense tutti i giorni sul palcoscenico del Teatro San Ferdinando dove lo spettacolo debutter l'8 giugno (con repliche il 9 e il 10). Quando lo incontriamo, ha appena terminato il suo mattutino jogging sul lungomare di Via Caracciolo. Non ha molto tempo, deve correre in teatro per le prove, parla rapsodicamente di tante cose, ma gli argomenti che pi gli stanno a cuore sono il rapporto soprattutto dei giovani con le nuove tecnologie, la decadenza attuale della cultura occidentale, la 'democrazia' del mercato con toni che oscillano tra le allarmistiche riflessioni di Bauman e le realistiche impietose analisi dei poststrutturalisti francesi. Non la prima volta che viene a Napoli. Ci sono stato altre volte ma sempre di passaggio, ora ho l'opportunit di starci per circa un mese. L'allestimento dello spettacolo mi impegna molto, ma trovo che il modo migliore di conoscere un luogo quello di lavorarci, perch si entra in contatto con le persone pi diverse e con quel tessuto pi profondo che di solito quando si viaggia resta nascosto. Per La bisbetica domata, a parte le scene che cura lei stesso, il cast artistico e tecnico tutto napoletano e non solo. Ho preferito calare la commedia nel contesto dove nasce il Festival e ho fatto per mesi provini e audizioni tra Genova e Napoli per scegliere gli attori protagonisti e non. Caterina

La sua Bisbetica domata andr in scena al Teatro San Ferdinando, fondato e diretto per anni da Eduardo De Filippo. Ha mai pensato di mettere in scena qualche sua commedia? Eduardo stato un grande drammaturgo, amo molto il suo teatro, un autore di statura mondiale, non a caso nonostante la sua matrice molto napoletana stato messo in scena in vari paesi, dall'Inghilterra alla Russia. Ma non ci ho mai pensato, un autore troppo particolare e una maschera troppo profonda, la sua opera ha valori universali ma al tempo stesso si riferisce a un contesto preciso, si corre il rischio di non restituire come si dovrebbe il senso della sua filosofia. Di Eduardo ho un ricordo particolare. Lo conobbi quando venne in tourne in Russia negli anni '50, mio padre Sergej lo invit a casa nostra ed egli ricambi l'ospitalit ma fui sfortunato perch appena arrivai a Napoli mangiai delle cozze infette che mi costrinsero a restare a letto a casa del Maestro. Lei alcuni anni fa in un'intervista dichiar che se si mette Tom Cruise su un palcoscenico resiste al massimo dieci minuti perch non regge il personaggio e che il cinema ha la capacit e l'abilit di mascherare e in alcuni casi di esaltare la mancanza di talento. ancora convinto di questo? Si, sono convinto. Il cinema per quanto possa manipolare, sfruttare i campi lunghi, le distanze, non pu fare a meno dei primi piani che sono spietati. La forza recitativa di Marlon Brando, uno dei pi grandi attori di sempre, che notoriamente era pi basso di quello che sembrava sullo schermo, era concentrata sul volto, sulle sfumature espressive facciali, lui faceva parte di quelle grandi maschere che al cinema e in teatro fanno la differenza. Se proprio fossi costretto da una committenza a ingaggiare una star hollywoodiana, preferirei Stallone perch la sua faccia tutt'uno con la sua

energia fisica particolare. Gli interessanti e incisivi film che lei ha girato in Unione Sovietica, da Il primo maestro (1965) a Siberiade (1979), le hanno creato problemi con le autorit sovietiche tra censure e pressioni. per questo che lasci il suo paese nei primi anni '80? Anche per questo, ma soprattutto perch volevo viaggiare e lavorare e avevo bisogno di soldi e in quel periodo in Urss non ce n'erano molti. Cos mi trasferii a Hollywood, spinto anche dall'attore Jon Voight che mi fece conoscere personaggi

Konchalovskij, inquietudine culturale

ALIAS 18 MAGGIO 2013 IL BLOG

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Un nuovo blog stato appena inaugurato, ilciottasilvestri@blogspot.it, rivista di cinema online di Roberto Silvestri e Mariuccia Ciotta, inaugurato con i requiem per Ray Harryhausen, il Melis californiano, per Taylor Mead pupillo di Andy Warhol (lestremismo fantasy), per Mike Grey autore di The Assassination of Fred Hanptonel leader dei Black Panther di Chicago, un capolavoro di controinformazione realizzato tra il 1969 e il 1971. Dal 15 maggio lappuntamento con il blog da Cannes: sono gi stati pubblicati un prologo sulleccezione culturale e lindispensabile appuntamento con i film in programma, tra cui sono stato recensito il film del momento Il grande Gatsby (unattrazione da parco a tema) e Jeune et Jolie di Franois Ozon (come crearsi un alter ego avventuroso. Misterioso, clandestino, solitario).

DOCUMENTARIO CINETECA DI BOLOGNA

Lindo Ferretti musicista a cavallo


di GIANCARLO MANCINI

importanti del cinema americano come i proprietari della Cannon che mi affidarono subito la regia di Maria's Lovers con Nastassja Kinski che nel 1984 ebbe molto successo e subito dopo Coppola mi segnal ad alcuni produttori giapponesi che volevano portare sullo schermo un soggetto inedito di Kurosawa. L'anno dopo girai A trenta secondi dalla fine, un film d'azione a sfondo esistenziale ambientato su un treno senza conducente che corre tra le nevi dell'Alaska che mi ricordavano la Siberia. In fondo continuavo il mio discorso sulla libert iniziato in Russia. Questi due film che mi fecero conoscere in America e il successivo la commedia Duet for One con Julie Andrews in qualche modo erano indipendenti, poi realizzai un paio di film tipicamente hollywoodiani per il botteghino come Homer and Eddie e Tango & Cash con Stallone e Kurt Russell. Nei primi anni '90 tornato in Russia. Perch ha lasciato Hollywood? Intanto sentivo il bisogno di tornare nella madre patria per raccontare le trasformazioni del mio paese negli anni della perestrojka, fino ad arrivare alle contraddizioni della Russia contemporanea. Poi perch il cinema americano stava cambiando, dopo la guerra stato un cinema importante che ha influenzato molto il miglior cinema europeo e anche quello russo. Fino a met degli anni '80 si producevano film per gli adulti, per i genitori, poi Hollywood ha

privilegiato i teenager. In quest'ottica quindi ha voluto rileggere Lo schiaccianoci realizzato per il grande schermo in 3D? Alcuni hanno parlato di rilettura. In realt molti conoscono il balletto di Cajkovskij che pi vicino ai gusti e alla percezione dei bambini ma non il racconto favolistico di Hoffmann, che invece pi dark e inquietante. Dove va il cinema secondo lei? Oggi viviamo in un mondo globalizzato ed tutto cambiato. Il cinema, come le altre forme d'arte, risente di una committenza tacita per un mercato globale. un problema di decadenza della cultura occidentale che alimenta il marketing e viceversa. Oggi si parla di democrazia di mercato che riduce sempre di pi la libert creativa. Parlando a Napoli ad alcuni studenti, lei li ha messi in guardia dallo strapotere di Internet e dalla crescente ignoranza. Sul web oggi ci sono le risposte a qualsiasi quesito e questo fa diventare le persone pi pigre, abbassa il livello di elaborazione della mente di ognuno. Ma non bisogna generalizzare. Lo sviluppo tecnologico e informatico e la rivoluzione digitale non si possono fermare ed hanno i loro indubbi vantaggi. Il problema chi detiene il potere dei mezzi che tende a divaricare la distanza tra una minoranza che ha il lusso di pensare e una maggioranza che legge cose stupide. In tal senso da quando fu inventata la stampa a oggi cambiato poco. Ci sono pochi che ne fanno un uso misurato e necessario e hanno il tempo di riflettere e la maggioranza che ne abusa freneticamente e in maniera alienante. come se una Rolls Royce si potesse permettere di andare piano e una 500 fosse costretta a correre.

Le foto in pagina: Andrej Konchalovskij durante le prove di La bisbetica domata. Nella pagina successiva, Lindo Ferretti

Male che va ne faremo un cantante diceva suor Amalia Strozzi alla madre di quel bambino malaticcio che poco giocava e molto invece era attratto dai libri conservati nella biblioteca del collegio, vite di martiri e di santi. lo stesso Giovanni Lindo Ferretti, voce dei CCCP, dei CSI, dei PGR, a raccontarlo, in un bel documentario in forma di dialogo di Germano Maccioni uscito venerd 10 maggio nelle sale distribuito dalla Cineteca di Bologna in collaborazione Articolture e Apapaja. Non si tratta di un documentario biografico dunque, piuttosto di una confessione, raccolta dal ritiro di Ferretti nella Corte Transumante di Nasseta dove da anni sta cercando di mettere in piedi un teatro equestre. Qualcosa di arcaico e barbarico, antiborghese e antipsicologico, in cui al centro c il rapporto tra luomo e il cavallo. Il suo ultimo progetto si intitola Saga. Il Canto dei Canti, unopera in cui i destini degli uomini, dei cavalli e delle montagne si intrecciano tra di loro. Finch luomo non salito sul cavallo non cominciata la sua storia dice mentre scorrono le immagini di Tempeste sullAsia, capolavoro del 1928 di Vsevolod Pudovkin. Perch se vero che la vita migrazione continua da s stessi e dalla storia anche vero che i fili si intrecciano tra di loro non casualmente. Per questo ai cambiamenti certamente intervenuti nella vita, nella poetica e nelle convinzioni intellettuali di Giovanni Lindo Ferretti si intravvede comunque un desiderio di riavvolgersi attorno a delle esperienze fondanti che non possono essere resettate. Ecco allora quel viaggio in Unione sovietica compiuto proprio mentre tutto stava crollando. La fame, la gente disposta a comprare tutto perch i negozi erano vuoti, poi la Mongolia, lesperienza viva di quel popolo viaggiante, alla perenne ricerca di una terra buona dove poter stare salvo poi ripartire ancora, sempre a cavallo. Andando ancora pi indietro la scoperta, a Berlino Ovest, di tutto un altro modo di esprimersi, di vivere, di essere nel mondo e anche di contestarlo, di poter essere insomma qualcosa di pi sensato, di pi utile dellimpiegato che probabilmente era destinato ad essere. L il giovane che era stato spedito da Suor Amalia allo Zecchino doro perch se non altro aveva una bella voce, venendo per subito escluso perch troppo introverso per poter essere presentabile da Tortorella, vede la possibilit di esprimere la propria diversit. A Berlino conosce Massimo Zamboni con il quale nel 1982 fonda i CCCP-Fedeli alla linea, uno dei capisaldi del punk italiano. Le immagini di repertorio ricostruiscono efficacemente il racconto di Ferretti, si vedono le immagini dei primi concerti, concesse da Umberto Negri, brani del film di Davide Ferrario Sul 45 parallelo, foto di famiglia, filmati recuperati dal fondo Valsalici fino allultimo tour, A cuor contento. In primo piano ci sono le canzoni, ovviamente, gridate, sincopate, strozzate, singhiozzate in quei concerti in cui davvero si aveva la sensazione di sentire e vedere in tutta la sua carica contraddittoria e per vitale unepoca di gigantesca transizione. Molti sono stati anche i momenti difficili nella vita di Giovanni Lindo Ferretti. Ho scoperto di avere una grossa capacit di somatizzare il dolore. Diverse volte ha rischiato di morire e diverse volte riemerso. Effettivamente il suo modo di parlare, il suo sguardo che trapassa lorizzonte per indugiare altrove quello di un rinato, uno al quale ogni volta demandato il compito di ricomprendere le cose, rinominarle. Ho usato la musica per guarire forse la frase pi bella del film, sicuramente la pi intensa. Finita la storia dei CCCP ho comprato una puledra che mi ha aiutato ad uscire da quella storia. Il ragazzo cresciuto a 100 metri dalla sezione del Partito comunista e a 50 dalle puttane si rimesso in moto, in silenzio, sento una grossa necessit di silenzio, vorrei parlare solo lo stretto necessario. Pronto a ripartire, ancora, sempre a cavallo.

Una confessione raccolta dal buen retiro dellex cantante dei Cccp prima, e dei Csi e Pgr poi

DAI RETTA A ED WOOD


Dinosauri a colazione, per maligni. Il salutare shock visivo (e intellettuale) provocato dal recente capolavoro di Rob Zombie Le streghe di Salem trascina in surplus al piacere della riscoperta di un immaginario basic eppure vigoroso fatto di satanismo pret--porter, caproni cornuti e polverose maledizioni sempre pronte a rinnovare le proprie molestie, tutto rigorosamente di marca seventies. Ecco allora subito riaffiorare un titolo scoppiettante, Il Maligno (The Devils Rain, 1975), primo film americano per il londinese Robert Fuest, regista per Vincent Price dellindimenticabile dittico Labominevole Dr. Phibes e Frustrazione. Nel corso del 18 secolo, uno stregone getta una maledizione sulla famiglia Preston, rea di averlo denunciato per un suo manoscritto dedicato alle anime adoratrici del demonio: ma di satanico c soprattutto lutilizzo di vecchie glorie dello schermo allo sbando, se allopera troviamo Ernest Borgnine, Eddie Albert e Ida Lupino, sotto consulenza di Anton LaVey, autentico fondatore della Chiesa di Satana negli Stati Uniti. Dvd consigliabile nelledizione 84 Entertainment. Politiche della famiglia. A proposito di santoni, derive sociologiche e lampi di controcultura, da non perdere il documento consacrato allesperienza-limite vissuta negli anni doro post-68 della hippie-bohme a Los Angeles, sotto la guida di Padre Yod. The Source Family (Maria Demopoulos, Jodi Wille, 2012) ricostruisce le fasi del modello di utopia concreta nata dalla volont di Jim Baker (ribattezzato Padre Yod), veterano della II guerra mondiale e personalit tendenzialmente fuorilegge decisa ad applicare il proprio talento nei campi della musica e della ristorazione health, attivit che gli attirarono lattenzione di una comunit sempre pi ampia di seguaci, cos da gettare le basi di una family (il solo Yod vantava di aver sposato 13 donne) in cui sesso e cannabis per dirne un paio apparivano come fondamentali sacramenti, fino allinevitabile scontro con lordine costituito e laltrettanto indifferibile fuga, destinazione Hawaii Highlight dellamericano South by Southwest Film Festival lanno scorso, attualmente gira gli Stati con proiezioni il cui calendario disponibile sul sito ufficiale: www.thesourcedoc.com Dai retta a Ed Wood. Pubblicata in Francia (editore Capricci) lidiosincratica, rancorosa e infame guida a Hollywood scritta nella met degli anni Sessanta dal leggendario Ed Wood, Hollywood Rat Race, ovvero in questa versione Comment russir (ou presque) Hollywood Les conseils du plus mauvais cinaste de lhistoire. La letteratura di Wood sta a Hollywood Babilonia di Kenneth Anger come il suo Plan 9 from Outer Space potrebbe rispetto a Star Wars, ma linestricabile groviglio tra sarcasmo e banalit rivestite dangora, consigli in contropiede e disarmanti ambiguit denuncia esattamente la crisi di una Tinseltown gi allora mitologicamente degradata. cos che lo stardom (e la sua galassia di corollari) viene a essere strutturalmente smontato, con la garanzia di chi lo ha perversamente rincorso au contraire, dispensando agli affamati di successo la lungimirante raccomandazione di prepararsi al meglio nella corsa dei topi al sopraggiungere del fallimento.

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IL SAGGIO
A sinistra, in apertura e in basso, immagini che illustravano una popolare canzone per bambini (Das bucklicht Mnnlein)

di RAFFAELE K. SALINARI

C un personaggio che accompagna, nascosto nel profondo permanente ed immutabile degli archetipi infantili, tutta la vita di Walter Benjamin; un chi che troviamo armeggiante nei nascondigli immaginali in cui il filosofo dei Passages ha voluto esplicitamente collocare la scaturigine del suo pensiero. Un essere metaforico che si nasconde nel buio pi recondito da cui originano le sue folgoranti intuizioni, e che da quella postazione gli disamina la visione delle cose. Questo personaggio ha solo una speciale richiesta, che fa per perpetrarsi nel tempo e nel ricordo di altre generazioni, eternizzare la sua essenza mutandone la forma, come avviene per ogni immortalit simbolica: chiede che il suo nome resti segreto. In caso contrario egli sparirebbe, e con lui il mondo che lo ospita. il dybbuk di Walter Benjamin: lomino con la gobba che troviamo nascosto anche nellautoma giocatore di scacchi della prima Tesi sul concetto di storia. noto che sarebbe esistito un automa costruito in un modo tale da reagire ad ogni mossa di un giocatore di scacchi

con una contromossa che gli assicurava la vittoria. Un manichino vestito da turco, con una pipa in bocca, sedeva davanti alla scacchiera, posta su un ampio tavolo. Con un sistema di specchi veniva data lillusione che vi si potesse guardare attraverso da ogni lato. In verit cera seduto dentro un nano gobbo, maestro nel gioco degli scacchi, che guidava per mezzo di fili la mano del manichino. Un corrispettivo di questo marchingegno si pu immaginare nella filosofia. Vincere sempre deve il manichino detto materialismo storico. Esso pu competere senzaltro con chiunque se prende al suo servizio la teologia, che oggi, com a tutti noto, piccola e brutta, e tra laltro non deve lasciarsi vedere. Ma questo nano gobbo, per ammissione dello stesso Benjamin, in realt un suo doppio, il dybbuk che lo possiede e lo spinge a fare ci che vuole, cos dir nel suo saggio Avanguardia e rivoluzione, citandolo come imparentato ai personaggi scanzonati, vagabondi e gioiosi di Robert Walser che si muovono nella notte, dove essa pi nera; una notte veneziana, se si vuole, illuminata dai deboli lampioni della speranza, con qualche luce di gioia negli occhi. Il dybbuk, nella tradizione popolare ebraica polacca e tedesca, lo spirito disincarnato al quale stato vietato

lingresso in paradiso per aver commesso peccati mortali, come il suicidio per amore. Ad alcune di queste anime, per imperscrutabili motivi, viene data la possibilit di emendarsi condividendo lanima di un altro corpo, ed avere cos una seconda possibilit. Nelle vecchie sinagoghe di Berlino, quando Benjamin era ancora bambino, si narrava anche

che i dybbuk fossero fuggiti dalla gehennaa, un termine ebraico traducibile liberamente con luogo dei miasmi. Ma ci che d il senso ultimo del dybbuk letimologia della parola, che deriva dallebraico davok, attaccarsi: il dybbuk dunque un qualcosa che si attacca ad un vivente per coabitare in esso, in senso ampio una possessione. Questa simbiosi forma un dibbukim, ed cos che descrive la propria relazione con lomino gobbo il filosofo berlinese in una lettera allamico Gershom Scholem: conserva le mie immagini, io non posso dividermi da lui, come ad evocare qualche cosa di determinativo per tutto il suo essere. Questo personaggio appare la prima volta nella raccolta di immagini Infanzia berlinese, edita postuma nel 1950 a cura dellamico Theodor Adorno: Nel 1932, mentre ero allestero, iniziai a rendermi conto che presto avrei dovuto dire addio per molto tempo, forse per sempre, alla citt in cui ero nato Nella mia vita interiore avevo pi volte sperimentato come fosse salutare il metodo della vaccinazione, lo seguii anche in questa occasione e intenzionalmente feci emergere in me le immagini - quelle

BIBLIOGRAFIA
Walter Benjamin Infanzia berlinese. Einaudi. La descrizione delle immagini capaci di futuro scelte nella memoria del filosofo tedesco in una Berlino del primo Novecento, in cui la visionaria intuizione di Benjamin intravede nel passato fantastico dell iinfanzia la possibilit di una salvezza futura dalle emergenti ombre del nazismo. Sar infine lomino gobbo a nascondere nella sua deformazione la scintilla messianica affidata alle favole infantili. Gershom Scholem, Walter Benjamin ed il suo angelo. Adelphi. Lamico di una vita ricostruisce in questo folgorante saggio la relazione tra Benjamin ed il famoso dipinto di Klee Langelo della storia che il filosofo berlinese vedeva come la metafora del passato che per non imedisce al vento impetuoso del futuro di richiamare lumanit alla speranza messianica. In realt il quadro fu per Benjamin metafora ben pi intima, essendo da lui identificato come limmagine del contrastato amore per Asija Lacis la giovane rivoluzionaria russa che lo introdusse al marxismo costringendolo a creare un originale quanto doloroso ponte tra fede ebraica e materialismo storico. Walter Benjamin, Tesi sul concetto di storia, Erinaudi. Le tesi erano originariamente lintroduzione al visionario lavoro sui Passage di Parigi. Nella prima tesi compare la leggendaria figura del Turco lautoma giocatore di scacchi realmente esistito e che sconfisse anche Napoleone. Raffaele K Salinari SMS Simboli Messaggi Sogni,Punto Rosso. La ricostruzione del rapporto tra Benjamin e le sue visioni infantili ricostruite attraverso le geneslogia dellomino gobbo e della sua relazione con altri personaggi della cultura ebraica dal Dybbuk al Golem di Rabbi Loew.

dellinfanzia - che in esilio sono solite risvegliare pi intensamente la nostalgia di casa. Cercai di contenerla restando fedele non al criterio della causale irrecuperabilit biografica del passato bens a quella, necessaria, di ordine sociale. Ci ha comportato che i tratti biografici che si delineano piuttosto nella continuit che nella profondit dellesperienza, in questi brani restino del tutto sullo sfondo. E con essi le fisionomie - quelle della mia famiglia al pari di quelle dei miei compagni. Mi sono invece sforzato di impadronirmi di quelle immagini in cui lesperienza della grande citt si sedimenta in un bambino della borghesia. Ritengo possibile che a tali immagini sia riservato un particolare destino. Non sono ancora attese da forme ben modellate come quelle di cui, nel sedimento della natura, da secoli dispongono i ricordi di una infanzia trascorsa in campagna. Le immagini della mia infanzia nella grande citt invece sono forse idonee a preformare nel loro intimo lesperienza storica successiva. Almeno in queste, spero, appare comprensibile quanto colui di cui qui sui parla in una fase successiva fece a meno della sicurezza che era toccata alla sua infanzia. Cos Walter Benjamin motiva la ricerca delle sue immagini-guida nellintroduzione di Infanzia berlinese. Qui il tema del ricordo, della recherche di tipo proustiano, si alimenta, ma solo in apparenza, di un percorso metropolitano che, per, finisce inevitabilmente per convergere verso quel personaggio attorno al quale, per esplicita ammissione e scelta dellautore, gravitano tutte le immagini capaci di preformare nel loro intimo lesperienza storica successiva. Qui Benjamin allude, ancora una volta, alla debole forza messianica di certe immagini, forse in grado di salvare un futuro presente sul quale gi si stendeva minacciosa lombra incombente del nazismo. Theodor Adorno bene identifica questo nesso quando, nella postfazione alla prima edizione della raccolta afferma: Infanzia berlinese stata scritta allinizio degli anni Trenta Le immagini che il libro fa emergere

fino ad una sconcertante vicinanza, non sono n idilliache n contemplative. Su di loro si stende lombra del reich hitleriano. Come in sogno, congiungono lorrore che questo suscita a ci che stato. Di fronte alla dissoluzione del proprio passato biografico, lintellettuale borghese, con terrore panico, prende consapevolezza di se stesso come parvenza. E cosa ci pu essere di pi parvente, fantasmatico, ma al tempo stesso reale e permanente, di un personaggio infantile con il quale si colloquiato durante i lunghi anni della propria formazione psichica? La sua centralit tale, nelleconomia di Infanzia berlinese e non solo, che Adorno, nella postfazione, dice chiaramente che: Lomino con la gobba doveva servire da conclusione. Dunque nel rito messianico che Benjamin amministra attraverso laccurata scelta delle immagini, allomino con la gobba viene affidata una promessa di salvezza. La scansione delle immagini di Infanzia berlinese, infatti, ci guida verso lomino con la gobba attraverso la descrizione di luoghi definiti, come il Kaiserpanorama, un precursore del cinema con

Walter Benjamin e lomino con la gobba

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La maleducazione il dispiacere che il bambino prova per il fatto di non essere capace di magia. La sua prima esperienza del mondo non che gli adulti sono pi forti, ma la sua incapacit di praticare la magia

unimmagine da Der Golem (1920) regia di Paul Wegener e Carl Boese

immagini da vedere attraverso stereoscopi davanti ai quali sedevano gli spettatori, o i ricordi del Tiergarten, il grande parco al centro della citt con i suoi favolosi animali, la lontra, i pavoni le farfalle, o della sua casa immersa nella luce lunare che non destinata al nostro vivere diurno, con tutto il corteo domestico di armadi, calzini, la scatola con gli strumenti per cucire, o il telefono che, allepoca, se ne stava incompreso ed esiliato. Dopo queste stanze, a mo di introduzione, ecco ad un tratto apparire un essere, una entit, totalmente distinta, un totaliter aliter cui Benjamin, inaspettatamente, attribuisce il ruolo di alter ego, ma di un tipo affatto particolare, dato che lui a vedere, senza essere visto, tutte le immagini precedenti: Quando compariva restavo con un palmo di naso (nelloriginale tedesco Benjamin usa lespressione das Nachsehen haben, alla lettera seguire le cose con lo sguardo). E intanto le cose si ritraevano, sino a che, passato un anno, il giardino divenne un giardinetto, la mia camera una cameretta, la panca una panchetta. Le cose si assottigliavano, ed era come se spuntasse loro una gobba che le assimilava allomino. Lomino mi anticipava sempre. E nellanticiparmi intralciava il mio cammino. In realt non faceva che riscuotere di ogni cosa cui volgevo

la mia attenzione, la met del dimenticare Fu sempre solo lui a vedere me. Mi vide nel nascondiglio e davanti al recinto della lontra, nei mattini dinverno e davanti al telefono. Lomino gobbo dunque, assimila progressivamente il mondo visionario ed infantile di Benjamin nella sua gobba, riscuotendo inoltre la met del dimenticare. Ecco perch il filosofo, alla fine, lo ritiene il suo dybbuk, una entit che vive con lui, che condivide i sui pensieri pi nascosti, ed anche che li protegge dalla storia nella sua mistica gobba. Come non richiamare unaltra immagine-guida di Benjamin, quella dellAngelo della storia con il volto alle macerie del passato e le ali gi spiegate verso il futuro? Non forse il mondo che lomino con la gobba preserva nella sua deformazione a costituire il possibile futuro verso il quale lAngelus Novus viene spinto? Come dir delle immagini-costellazione nei suoi Passage parigini, lomino con la gobba vive in un luogo in cui unepoca sogna la successiva. Tutto ci che si produce nellebraismo, ha scritto Rosenzweig in La stella della redenzione, comporta una doppia relazione, da una parte con questo mondo e dallaltra con un mondo che deve venire: Benjamin ricava il suo spazio in questa tradizione. Ecco perch lomino con la gobba di Infanzia berlinese, nascosto nel buio

notturno della cantina, cos come il suo corrispettivo nascosto nel buio dellautoma giocatore di scacchi nelle Tesi sul concetto di storia, verr da Benjamin continuamente citato, richiamato, allusivamente evocato in una pluralit di saggi, come quello su Kafka, al fine di essere poi utilizzato come veicolo metaforico, affidabile proprio per la sua specificit formale, per quella carica proiettiva che in Benjamin, come in tutti i grandi visionari, cambiava di polarit mutando la deformit in salvezza. La genia dellomino con la gobba Ma chi erano i sodali dellomino gobbo, la sua genia occulta, nascosta nella buca del palcoscenico infantile del filosofo berlinese? Tra quali personaggi della tradizione ebraica egli lo aveva scelto per la capacit di trasformare in visione messianica le angustie e le paure della sua vita errabonda, in deflusso escatologico le ansie infantili? Il filo sottile che lega questi personaggi viene costantemente evocato da Benjamin come in una formula alchemica, in cui ci che si legge non corrisponde a nulla di fruibile se non per un iniziato che possegga la chiave di lettura. Lomino gobbo appartiene, lo abbiamo accennato, a quella stirpe di figure che Benjamin riferisce allarte di Robert Walser; in specifico a quella parte che ci rivela donde provengono i suoi diletti. E cio dalla follia, e basta.

Si tratta per di una forma di follia particolare, pi definibile come mania, avrebbe detto Platone nel Fedro (244 A-C), come quella che viene dalle Ninfe, che porta i doni pi ambiti, una follia che illumina. Anche in una lettera al suo amico Gershom Scholem, Benjamin scrive che la follia lessenza dei personaggi di Kafka; da Don Chisciotte, agli assistenti, fino agli animali, e aggiunge che solo laiuto di un folle veramente un aiuto. Vi , come dice Kafka, uninfinita speranza, solo non per noi. Ecco che il dybbukim Walter Benjamin-omino con la gobba, al tempo stesso lui e non lui, pu lanciare uno sguardo sullinfinita speranza. Nel saggio su Kafka, Benjamin ci spiega che questo ometto linquilino della vita distorta; e svanir quando verr il Messia, di cui un gran rabbino ha detto che non intende mutare il mondo con la violenza, ma solo aggiustarlo di pochissimo. E allora, questo aggiustare di pochissimo, questo raddrizzare i torti, come forse la gobba dellomino, mettono il personaggio kafkiano in diretta relazione col Messia. Il gran rabbino a cui Benjamin fa riferimento Rabbi Nachman di Breslav, uno dei padri fondatori del chassidismo, il movimento mistico popolare che vedeva la speranza palingenetica depositata negli emarginati, i folli e gli inetti. Rabbi

Nachman sosteneva, con disarmante semplicit, che la venuta del Messia non cambier nulla, salvo che ognuno si accorger della propria insipienza. Da questo riferimento capiamo anche lattitudine di Benjamin rispetto al mondo misterioso dellinfanzia, a quei segreti nascosti allinterno della gobba dellomino come nel buio dellautoma giocatore di scacchi. Per questa corrente del misticismo ebraico, infatti, il solo nominare questi segreti senza svelarli, poteva affrettare lavvento dei tempi messianici. Per capire il chi dellomino con la gobba si deve dunque tornare alle visioni infantili che egli ritrovava nelle esperienze con lhashish, dove ad un certo punto dice: La maleducazione il dispiacere che il bambino prova per il fatto di non essere capace di magia. La sua prima esperienza del mondo non che gli adulti sono pi forti, ma la sua incapacit di praticare la magia. Lomino con la gobba dunque un essere favoloso che ci riporta ai momenti estatici, aurorali,

In alto a sinistra illustrazioni da libri per bambini, sotto: Walter Benjamin e unedizione di Berlin Chilhood di Benjamin

dellentusiasmo infantile: il tempo del mistero e del segreto, quando tutto era ancora possibile. Non crediate il destino sia pi che lintensit dellinfanzia dice Rilke, e nessuno pi di Benjamin, che ha teso tutta la sua vita tra le polarit di una fede politica materialista e una religiosit mistica, pu capirlo. Anche nel romanzo di Elias Canetti Auto da f (nelloriginale Die Blendung, accecamento), compariva un gobbetto giocatore di scacchi, lebreo Fischerle, anche lui simbolo del legame che luomo deve avere con le rovine del passato se vuole progettare il futuro. Sia per Benjamin che per Canetti, allora, lomino gobbo il fantasma dellidentit che per nascondersi e salvarsi, ma anche per agire sottilmente sul mondo, deve prendere forme deformi. Sullo sfondo di queste storie si stagliano infine figure come quelle del Golem, creato da Jehuda Lw ben Bezalel, rabbino in Praga nel sedicesimo secolo, o dellHomunculus di Paracelso: simulacri di vita prodotti artificialmente ed al servizio del loro padrone certo, ma solo in quanto animati dalle stesse forze mistiche che donano la vita, o la morte, agli esseri umani che li hanno concepiti. La confessione Questa chiave di lettura intima, personalissima, ci viene data da Benjamin in punto di morte, come estrema confessione che ritroviamo in una lettera alla adorata Gretel Adorno, alla quale ha affidato il segreto dei suoi ricordi. Siamo qui a poche ore della morte suicida, nel Settembre del 1940 a Port-Bou in Spagna, mentre tentava di emigrare negli Usa. Benjamin ha con s una borsa nera nella quale, forse, si trova la stesura finale, assoluta dir lui, delle Tesi, che egli vedeva come premessa necessaria al grande affresco dei Passage. Il suo stato danimo ben descritto dalla lettera nella quale ritorna il contenuto intimista delle immagini di Infanzia berlinese: Per quanto concerne la tua richiesta di appunti che possano risalire alla conversazione sotto gli alberi di marronniers, ebbene, si presentata in un momento in cui proprio quegli appunti mi hanno dato da fare. La guerra, e la costellazione che lha portata con s, mi ha condotto a mettere per iscritto alcuni pensieri che posso dire di aver tenuto per almeno ventanni custoditi in me, anzi preservandoli pure da me stesso. Questo anche il motivo per cui persino a voi non ho concesso altro che un fuggevole sguardo su di essi. La conversazione sotto i marronniers fu una breccia in questi ventanni. Ancora oggi te li consegno pi come un mazzetto di erbe sussurranti messe insieme in passeggiate meditative che come una raccolta di tesi (...). Esse mi fanno supporre che il problema del ricordo (e delloblio), che vi appare ad un altro livello, mi terr occupato ancora per molto tempo. In realt egli non ebbe tutto il tempo che avrebbe voluto, pochi giorni dopo una dose di morfina lo stroncher, ma nella missiva respiriamo laria che aleggia intorno ai misteriosi personaggi che vengono direttamente dai giorni dellinfanzia, la loro scaturigine onirica ed allusiva, che li rendeva passage dei pensieri segreti che solo in punto di morte Benjamin si era deciso a svelare. E allora capiamo che la preghiera finale di Infanzia berlinese dedicata al personaggio kafkiano, in realt per se stesso: Prega bambino mio, per lomino con la gobba prega Iddio.

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ALIAS 18 MAGGIO 2013

LA STORIA

SPORT
LANARCHICO A DUE RUOTE LUIGI MASETTI

Divieto di biciclette, tricicli e tandem


di PASQUALE COCCIA

Perch vietare le biciclette e considerarle pericolose armi da guerra, se il generale Bava Beccaris aveva fatto ricorso ai cannoni per placare le rivolte operaie scoppiate a Milano nel maggio del 1898? La domanda ingenua, la poneva un cronista del Corriere della Sera all'indomani di quel 7 maggio, quando la reazione non esit a ordinare di far ricorso ai cannoni pur di placare la rabbia operaia e dare un colpo mortale alle barricate sorte in vari punti della citt, che facevano presagire un'insurrezione generale e agli industriali che fossimo alla vigilia della rivoluzione. Il rumore dei pedali che imprimevano forza alle biciclette non piaceva affatto al generale Bava Beccaris, tanto che ne decret il divieto a Milano e nell'intera provincia. Tra la fine di aprile e la prima settimana di maggio del 1898 a Milano, e in altre citt italiane, scoppiarono tumulti che videro protagonisti migliaia di operai e contadini. La disoccupazione e i bassi salari, unitamente agli orari di lavoro massacranti nelle fabbriche, avevano determinato uno stato generale di malcontento, ma la scintilla che fece scoppiare le rivolte spontanee fu l'aumento del prezzo del pane passato da 35 a 60 centesimi. A ribellarsi per primi furono i contadini della Puglia, il 27 aprile di quell'anno e subito dopo quelli della Romagna, proteste di piazza violente si ebbero il 2 maggio a Firenze, e il 4 maggio a Napoli, tanto che fu dichiarato lo stato di assedio. Vista la situazione generale, il ministro dell'Interno invit i prefetti ad assegnare alle autorit militari il compito di ristabilire l'ordine. Manifestazioni si ebbero anche in altri centri ad alta intensit industriale, come le principali citt lombarde. A Milano gli operai della Pirelli furono i primi a mobilitarsi, lavoratori e sindacalisti che volantinavano erano stati arrestati e poi rilasciati, ma uno di loro fu trattenuto. La solidariet degli operai delle principali fabbriche milanesi non si fece attendere e alle 18.30 del 6 maggio un migliaio di operai, dopo aver risposto con una fitta sassaiola alle cariche della polizia, assalt la questura. Un drappello di militari rinchiusi all'interno non esit a sparare e a terra rimasero due morti e numerosi feriti, gli operai furono dispersi, mentre le forze dell'ordine, al servizio degli industriali impauriti dalle rivolte operaie, facevano le prove generali di quello che

TEMPO DI ESAMI LE FINALI

Tra una carambola e un giro di bridge


sarebbe successo il giorno successivo sabato 7 maggio, quando a Milano fu proclamato lo sciopero generale. Oltre agli operai delle principali fabbriche milanesi, vi aderirono i ferrotramvieri, lavoratori di piccole imprese, giovani e una parte consistente della popolazione. Furono erette barricate a Porta Venezia, a Porta Ticinese e a Porta Garibaldi e in altri punti della citt. Fu allora che il generale Bava Beccaris dette l'ordine di sparare con i cannoni sui dimostranti, che avevano l'unica colpa di protestare per l'aumento spropositato del prezzo del pane. Alcune centinaia furono i morti e migliaia i feriti. Il 10 maggio a ogni angolo di strada di Milano, veniva affisso sui muri un manifesto a firma del generale Beccaris che riportava il seguente avviso: Da domani e fino a nuovo ordine vietata nell'intera provincia di Milano la circolazione delle Biciclette, Tricicli e Tandems e simili mezzi di locomozione. I contavventori saranno arrestati e deferiti ai Tribunali di Guerra. Le truppe e gli agenti della forza pubblica sono incaricati dell'esecuzione del presente decreto avvertiva minaccioso il manifesto. Perch tanto timore delle biciclette, dunque, se il generale Fiorenzo Bava Beccaris la sera del 8 maggio aveva telegrafato al Presidente del Consiglio Antonio di Ruid e al ministro della Guerra Alessandro Asinari, che la rivolta operaia di Milano si poteva seppur a suon di cannonate? La spiegazione viene ancora dalle colonne del Corriere della Sera di quel giorno: . La bicicletta divenne il mezzo pi rapido per far arrivare il cibo e gli avvisi ai rivoltosi, che avevano eretto le barricate durante le quattro giornate di Milano. si leggeva sulle colonne del quotidiano di via Solferino . Tra i rivoltosi arrestati nei moti di Milano del 1898, come riporta la cronaca del Corriere, anche Luigi Masetti, definito per le sue idee . Nato a Trecenta nel 1864 ventenne

Nel 1898 Bava Beccaris fece emanare un decreto in cui si vietava di circolare con quelle pericolose armi da guerra a due ruote. Contravventore illustre, fu un famoso ciclista dellepoca

and a lavorare nel Polesine. In seguito emigr a Milano e poi in Svizzera. A Trecenta entr in contatto con Nicola Badaloni, medico mazziniano e poi socialista, delle cui idee libertarie ed egualitarie Masetti sub il fascino. Volse, negli anni a venire le sue simpatie verso gli ideali anarchci. Fu uno dei pionieri del cicloturismo in Italia e anche scrittore, narr attraverso lunghi reportage i viaggi in bicicletta di cui fu protagonista, come quello effettuato nel 1892 che da Milano, grazie a una bicicletta faticosamente acquistata, lo port in giro per l'Europa pedalando per 3.500 km., e nel 1893, grazie a una sponsorizzazione interamente finanziata dal Corriere della Sera e alle simpatie di cui godeva presso il direttore Eugenio Torelli Vollier, mosse da Milano per raggiungere addirittura Chicago, pedalando per un totale di 7 mila km. La sua notoriet per le imprese realizzate sul finire dell'Ottocento, non gli imped di essere al fianco degli operai e rispondere dal sellino alla dura repressione che la reazione aveva affidato ai cannoni di Bava Beccaris.

di P.C.

In pagina: ritratto del ciclista Luigi Masetti e il decreto del divieto di circolazione in bici

Nella parte finale dell'anno scolastico, quello fatto di convulse interrogazioni, ripassi fino a notte fonda prima dell'ultima interrogazione e dell'ultimo compito, che decideranno se l'estate sar da trascorrere con gli amici o chini sui libri, il ministero dell'istruzione organizza le finali di biliardo sportivo, che si terranno il 20 maggio a Mozzate in provincia di Como. Milioni di studenti invaderanno il tranquillo paesino comasco, in nome dell'irresistibile attrazione che provano verso il biliardo sportivo, attivit che praticano ogni giorno a scuola, visto che a ogni angolo di corridoio si trovano biliardi. Gli studenti amanti del biliardo, avranno pensato bene di sistemare uno in classe, in modo tale che nel cambio dell'ora, quando esce un professore e in attesa che arrivi l'altro, possano fare qualche tocco, c' sempre tempo per una carambola o una sponda, prima dell'appello. Il biliardo sportivo, sport scolastico per eccellenza, spinger gli studenti a lasciare i libri di scuola aperti sui banchi per confluire il 20 maggio tutti a Mozzate. Nel bel mezzo dell'estate, gli studenti delle superiori italiane abbandoneranno le localit di vacanza al mare, in montagna o se saranno in giro per il mondo, per confluire tutti a Palinuro, in provincia di Salerno, dove dal 15 al 21 luglio si svolgeranno le finali nazionali scolastiche del bridge, altro gioco popolare tra gli studenti, che ci proietta ai primi posti nel mondo per numero di praticanti. Se ai ministri della pubblica Istruzione di centrosinistra e centrodestra, che si sono succeduti negli ultimi venti anni possiamo rimproverare di aver miseramente fallito riguardo alla politica che voleva un computer per ogni studente, non possiamo dire altrettanto per il bridge. La lungimiranza dei dirigenti dell'Istruzione, ha fatto si che su ogni banco di scuola ci fosse un mazzo di carte per esercitarsi nel gioco del bridge.

Riteniamo che, al di l delle facili ironie, il gioco del biliardo, quello del bridge, gli scacchi e la dama, per questi ultimi il ministero dell'Istruzione ha previsto finali rispettivamente a Montecatini e a Roma, siano degni di tutto rispetto, ma che non si praticano affatto a scuola, come avviene per i giochi tradizionali di pallacanestro, pallavolo, pallamano, calcio, ecc. Pensiamo che il tentativo del ministero dell'Istruzione sia quello di darsi una parvenza europea, imitando altri paesi dove questi sport sono praticati, perch rientrano nelle politiche scolastiche del tempo libero degli studenti. In Italia, invece, tutto lo sport che fa acqua a scuola, a cominciare dai tagli effettuati quest'anno dal Miur di ben 20 milioni e all'avvio dell'attivit sportiva a scuola a marzo e non a ottobre, come avveniva negli anni precedenti, furberie di bassa lega che hanno prodotto ulteriori risparmi di risorse economiche. Il risultato? Secondo un'indagine effettuata dall'Ue nel 2012, gli studenti europei che praticano lo sport a scuola sono il 19%, mentre gli italiani sono appena il 3%.

ALIAS 18 MAGGIO 2013

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I FILM
ESTERNO SERA
DI BARBARA ROSSI PRUDENTE, CON VALENTINA VACCA, EMILIO VACCA.ITALIA 2013

SINTONIE
EFFETTI COLLATERALI
DI STEVEN SODERBERGH, CON JUDE LAW, CHANNING TATUM. USA 2013

A CURA DI SILVANA SILVESTRI CON FILIPPO BRUNAMONTI, ANTONELLO CATACCHIO, ARIANNA DI GENOVA, GIULIA DAGNOLO VALLAN, MARCO GIUSTI, CRISTINA PICCINO, GIONA A. NAZZARO

IL FESTIVAL
TERRA FUTURA
FORTEZZA DA BASSO, FIRENZE

Alba riceve dopo dieci anni la visita di Fabrizio, suo cugino, che vive a Milano e che, dopo tanto tempo, decide di rivederlA.Tra di loro rinasce l'affetto di un tempo e l'amore che impedisce a Fabrizio di svelare il vero motivo della sua visita. Nel cast Ricky Tognazzi. NERO INFINITP
DI GIORGIO BRUNO, CON FRNCESCA RETTONDINI, RICCARDO MARIA TARCI. ITALIA 2013

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Dora Pelser una scrittrice di thriller di successo ma un serial killer li prende a ispirazione per uccidere, seguendo alla lettera le descrizioni degli omicidi. Sulla sua identit indagano due poliziotti, l'ispettore capo Elena D'Aquino e l'ispettore Valerio Costa che, dopo aver sospettato anche di Dora e del suo editore Piero Mazzoni, concentrano la loro attenzione su Leo, un giovane barista. BENUR - UN GLADIATORE IN AFFITTO
DI MASSIMO ANDREI, CON NICOLA PISTOIA, PAOLO TRIESTINO. ITALIA 2012

Lelemento oscuro che lintreccio promette si perde nella commistione consueta di generi, il genere psichiatrico innestato sulla detective story, pi il film di denuncia contro le case farmaceutiche genere tenuto ben sotto controllo per non far perdere proventi e nella necessit di confezionare un prodotto rassicurante. Infatti, tranquilli non di devastanti effetti collaterali a causa di medicinali si tratta (non siamo nei pressi di Michael Moore), ma come sempre di quellinafferrabile mostro senza volto che la finanza (condita di misoginia). (s.s.) IL GRANDE GARSBY (3D)
DI BAZ LUHRMANN, CON LEONARDO DICAPRIO, CAREY MULLIGAN. USA 2013

spalle, alla giovinezza irrimediabilmente finita. In ogni caso non futile, anche se corre su binari tranquilli. (s.s.) IL MINISTRO
DI PIERRE SCHOELLER, CON OLIVIER GOURMET, MICHEL BLANC. FRANCIA 2011

Le caratteristiche che hanno fatto apprezzare Andrei nel suo film desordio Mater Natura alla Settimana della critica di Venezia, qui ci sono tutte, la propensione al pop fiammeggiante, landamento musicale importante, la tenerezza, il melodramma. Qui si passa gagliardamente dallambientazione napoletana a quella romana, dove, dalla pice teatrale di Gianni Clementi, Sergio, che era uno dei primi cinque stuntman di Cinecitt ora si arrangia facendo il gladiatore al Colosseo, insieme a Milan (un nome adatto ai giochi di parole). Commedia dal cuore amaro. (s.s.) LA CASA
DI FEDE ALVAREZ, CON JANE LEVY, SHILOH FERNANDEZ. USA 2013

Il 3D non aiuta e il libro famoso per la sua brevit (180 pagine) quanto il film lungo (2 ore e 23 minuti). Luhrman cita diligentemente Fitzgerald ma gli sfugge la radicalit tranchant, la limpidezza di visione del romanzo e, cosa principale la sua tragica, meravigliosa americanit. Leonardo DiCaprio un Gatsby molto pi riuscito, complesso di quanto non furono i suoi Edgar J. Hoover e Howard Hughes, pi dolorosamente fitzgeraldiano, internamente diviso di quello timidamente introspettivo di Redford. (g.d.v.) HANSEL E GRETEL CACCIATORI DI STREGHE
DI TOMMY WIRKOLA, CON JEREMY RENNER, GEMMA ATERTON. GERMANIA USA 2013

La scommessa del regista e sceneggiatore francese portarci dentro ai rituali del potere. E al di l degli schieramenti, destra o sinistra, e visto che il film del 2011 abbastanza facile leggervi il riferimento alla Francia dellex presidente Nicolas Sarkozy. Schoeller fotografa lucidamente lambiguit attuale della democrazia, e soprattutto quella frattura che nel caso italiano, ma non solo, sta diventando sempre pi grande tra noi, i cittadini, e loro, gli uomini politici. Prodotto dai fratelli Dardenne loccasione per interrogarsi su un diverso senso di cinema politico. (c.pi.) MI RIFACCIO VIVO

GIRADISCHI-TESCHIO CON DENTE-PUNTINA


Q.U.E.E.N.
Usa, 2013, 6, musica: Janelle Mona con Erykah Badu, regia: Alan Ferguson, fonte: Youtube

Fino al 19 maggio la decima edizione di Terra futura, mostra convegno della buone pratiche di sostenibilit. Una manifestazione che propone progetti, esperienze, prodotti, campagne per raccontare come il cambiamento possibile gi cominciato: quello non solo auspicato per garantire un futuro al Pianeta su un piano ambientale, ma ora indicato come obbligatorio per costruire un sistema economico e sociale diverso, oltre la crisi. Ampio ventaglio di proposte per nuovi modi di vivere, consumare, abitare, viaggiare, lavorare,: dal kit per realizzare piccoli orti su terrazzi urbani ai prodotti ecologici per mamme e bambini. Spazio anche ai cosmetici naturali provenienti da un centro contro lo sfruttamento minorile del Benin, alle scarpe ecologiche in canapa e sughero a filiera corta, alla linea di biancheria in fibra di bamb e amido vegetale, fino agli oggetti di ecodesign per larredamento. Nelle 500 aree di Terra futura, articolata in 12 diverse sezioni tematiche, numerosi i settori rappresentati: tutela dellambiente, energie alternative, finanza etica, commercio equo, agricoltura biologica, edilizia e mobilit sostenibili, turismo responsabile, consumo critico, welfare, impegno per la pace, solidariet sociale cittadinanza attiva e partecipazione. Un mondo che sa produrre nuova economia e generare occupazione. Nella tre giorni anche proiezioni e spettacoli. Terra Futura un un evento a ingresso libero. Maggiori informazioni e programma completo allindirizzo: www.terrafutura.it

DI SERGIO RUBINI, CON NERI MARCOR, LILLO, EMILIO SOLFRIZZI. ITALIA 2013

Minnelli? Blake Edwards? Capra? In questo un po' pasticciato, ma carinissimo film l'ispirazione viene applicata al cinema fantastico dello stesso Rubini, che ci aveva dato un piccolo gioiello come L'anima gemella, dove gi cerano scambi di personalit e di corpi, trova la sua chiave di messa in scena grazie a gran parte dei nostri migliori attori brillanti, che il regista riesce a dirigere alla perfezione. Cos, anche se il copione ha qualche pecca, la commedia gradevole (m.gi.) NO I GIORNI DELLARCOBALENO

Sembra quasi privo di elaborazione o progettazione, remake dello stracult di Sam Raimi. Compatto, veloce, sprezzante, luruguayano Alvarez divora tutto, nella calma impassibile del (solito) chalet scricchiolante e dei boschi dove il male in agguato. Ritorna anche l'impervio Necronomicon, rilegato in pelle umana e scritto col sangue di una vergine. Alvarez elegge Mia a scream queen, dissennata,assonnata, nevrotica. C' molto realismo e per chi ha il cuore debole sar dura parare la botta. anche un progetto schizofrenico: nella prima parte ci affezioniamo a dei comuni ragazzi, nella seconda entriamo in una specie di zona allucinogena. (fi.bru.) CONFESSIONS
DI TETSUYA NAKASHIMA, CON CON TAKAKO MATSU, YUK NISHII, GIAPPONE 2010

Stravagante, forse non totalmente riuscito, ma molto divertente Hansel e Gretel cacciatori di streghe del regista norvegese Tommy Virkola, ricca coproduzione tedesco-americana (50 milioni di dollari, ne ha gi incassati 55 in America). una vera incursione del cinema europeo nel territorio horror fiabesco in 3D della nuova Hollywood, che non ha finora prodotto grossi risultati e ci ha ammorbato con inutili Biancaneve e nani non sempre di prima scelta. (m.gi.) KIKI CONSEGNE A DOMICILIO
DI HAYAO MIYAZAKI, ANIMAZIONE. GIAPPONE 1989

DI PABLO LARRAIN, CON GAEL GARCIA BERNAL, ALFREDO CASTRO. CILE 2012

Benvenuti nel living museum dice una presentatrice, illustrandoci una serie di uomini e donne congelati in alcune pose come fossero installazioni o sculture di arte contemporanea, tranto che il Q.U.E.E.N. Project potrebbe essere sia musicale che artistico. Appena il vinile color latte della Mona viene suonato da un giradischi-teschio provvisto di un dente-puntina, ecco i performer inclusi Janelle e Erykah prendere vita. Tutto giocato sul contrasto optical tra bianco e nero, dato dal connubio abbigliamento/scenografia (con una evidente citazione dal film di William Klein Qui-etes vous Polly Maggoo?), il video di Alan Ferguson ha una sua eleganza visuale che ben accompagna il sound intelligente e raffinato della musicista di Kansas City. Il singolo incluso nellalbum Electric Lady. ALEGRIA

I REGISTI
GUIDO LOMBARDI, ANNA LAJOLO
FUORIORARIO, RAI3, 18 MAGGIO DALL1.45 ALLE 7

Nakashima, noto soprattutto per il coloratissimo Kamikaze Girls, film simbolo del genere kawaii (carino, colori pastello), considerato un maestro del genere. Confessions rappresenta un drammatico cambiamento di rotta, annegato in unatmosfera opprimente e cupamente monocromatica. Rispetto alle deflagrazioni visive dei suoi film precedenti, si muove allinterno di uno spettro cromatico teso esclusivamente fra il nero pi minaccioso e il grigio pi asfissiante. Come in una variante da incubo del classico schema Rashomon, Confessions mette in scena la vendetta di uninsegnante ai danni della sua scolaresca convinta che fra i suoi studenti si celino gli assassini di sua figlia, una bambina di quattro anni. (g.a.n.)

Capolavoro di Hayao Miyazaki uscito dallo Studio Ghibli nel lontano 1989 (ora nelle sale italiane, distribuisce Lucky Red), la magnifica metafora dei turbamenti di un corpo - e una mente - in rapido cambiamento. un romanzo di formazione tutto al femminile dove la crisi, la perdita di potere e la riconquista della fiducia in se stessi sono le temibili prove da superare. Nessun effetto speciale sostiene Kiki nella sua impresa, se si esclude quel prodigioso volo che affasciner uno dei pochi esemplari maschili del film, Tonbo, il simpatico ragazzino che sogna di costruire macchine per attraversare il cielo e che costituir loccasione del riscatto (a.di.ge.) A LADY IN PARIS
DI ILMAR RAAG, CON JEANNE MOREAU, LAINE MAGI. FRANCIA 2013

Larrain Chiude la sua trilogia con la fine della dittatura in questo film dedicato al plebiscito che senza colpo ferire, con la sola forza dellironia (una risata vi seppellir) costrinse i militari ad andarsene. Si chiedeva al popolo se votare S o No a Pinochet e la campagna per il No sembrava persa perch era evidente che intimidazioni e brogli avrebbero avuto la meglio. Nei 15 minuti concessi in tv a notte fonda passa per la prima volta il pensiero dellopposizione: tutta la lotta clandestina dei cineasti, anche di quelli che durante la dittatura lavoravano in pubblicit oltre che nella controinformazione emerge nel film con forza liberatoria e uno stile trascinante. (s.s.) LE STREGHE DI SALEM

Brasile/Portogallo, 2010, 346, musica: Batida, regia: Pedro Coquenao, fonte: Youtube

La seconda notte dedicata al cinema di Anna Lajolo e Guido Lombardi e del gruppo Videobase propone in sequenza: Lottando la vita (Emigrati italiani a Berlino ((Prima Visione Tv, Italia 1975, b/n,100). Una serie di storie di emigranti italiani a Berlino. A seguire Omsa sud dopo un anno di lotta, anche questo in prima tv, racconta la lotta delle lavoratrici della fabbrica di Faenza allinizio degli anni70. A quaranta anni di distanza le lavoratrici della Omsa sono ancora in lotta, questa volta contro la chiusura dello stabilimento deciso dalla propriet che ha trasferito la produzione in Serbia. E poi Carcere in Italia (Italia, 1973, b/n, 53) regia, fotografia, montaggio: Videobase (Anna Lajolo, Guido Lombardi, Alfredo Leonardi. Storie dal carcere dove spicca il lungo monologo di un ex detenuto. A chiudere la notte di Fuori Orario E nua ca simu a forza du mundu ((Italia, 1971, b/n, 59'), prodotto per i Programmi Sperimentali della Rai, ma mai mandato in onda all'epoca, un film sulle morti bianche nell'edilizia. In un cantiere di Guidonia, paese vicino Roma, muore un muratore calabrese. La dura vita dell'emigrato viene ricostruita attraverso le parole dei colleghi e dei familiari, incontrati tra Roma e la Calabria.

Inizia come un documentario sul carnevale di Rio questo clip di Alegria per poi trasformarsi in unopera vagamente videoartistica con luso del mirror effect combinato a una timida videografica che crea una texture caleidoscopica. Tra i personaggi che vediamo in scena: una vj (Catarina Limao, che firma anche montaggio e post-produzione) e una ballerina (Daniela Sanha). Interessante anche se piuttosto datato dal punto di vista dello stile (forse un po volutamente, tanto che c perfino la scritta fim in conclusione). La fotografia di Manuel Lino. SEXY CHICK

LA SATIRA
IL NUOVO MALE
MENSILE SATIRICO, NUMERO DI MAGGIO

DI ROB ZOMBIE, CON SHERI MOON ZOMBIE, BRUCE DAVISON. USA 2013

Francia, 2009, 332, musica: David Guetta con Akon, regia: Stephen Schuster, fonte: Mtv

I White Zombie diventano unicona del metal alternativo e poco dopo Zombie molla la band e firma La casa dei 100 corpi, il suo esordio. A fronte della riuscita assoluta di Le streghe di Salem si capisce come abbia faticosamente e con umilt tratto tutte le lezioni necessarie dai suoi film successivi fino a questo horror adulto e colto che sar nelle sale dal 24 aprile. (g.a.n.) VIAGGIO SOLA
DI MARIA SOLE TOGNAZZI, CON MARGHERITA BUY, STEFANO ACCORSI. ITALIA 2013

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Il cinema estone poco conosciuto e questo esempio di coproduzione ce ne d un assaggio, scarno tentativo di approccio con il mondo occidentale rappresentato da Jeanne Moreau che gioca a farelanziana signora dallo splendido passato e che ora ha bisogno di unaccompagnatrice. Anne, estone come lei, arriva dal suo villaggio e fa di tutto per toglierle dalla testa pensieri suicidi. Pi ricco il fuoricampo di quello che viene messo in scena, da lontani ricordi letterari, a un paese lasciato alle

Irene, viaggiatrice di professione per verificare le stelle degli hotel di lusso, vive una vita solitaria, ma la sua non una solitudine depressa al contrario appare come una specie di sottile resistenza nel rovesciamento del luogo comune femminile. Il terreno rischioso, ma la regista riesce con affettuosa complicit a tradurre le impercettibili sfumature del sentimento in una narrazione cinematografica. La suspence altrove, tra sceneggiatura e il talento della regista (c.pi.)

Conosciuto anche come Sexy Bitch il video racconta il rendez-vous tra il compositore e produttore afroamericano Akon e il musicista francese Guetta ad Ibiza, patria del divertimento, della bellezza e della giovent. In realt esistono due versioni del clip una pi incentrata sui musicisti, laltra che invece vede al centro unavvenente ragazza che si scatta polaroid nel letto con Akon. La sostanza comunque non cambia, e il clip pi o meno quello standard, zeppo di modelle a bordo piscina in bikini ultrasexy, cui segue il classico bagno con tutti i panni. La seconda parte (serale) invece ambientata in uno dei locali pi esclusivi dellisola, il Pacha, dove la coppia si esibisce ed qui che le immagini diventano pi spettacolari ed effettate, con qualche fluorescenza. Poche idee, molto cazzeggio, un pizzico di eros.

nelle edicole il quattordicesimo numero del Nuovo male, il mensile di satira e idee diretto da Vincenzo Sparagna. Nellinterno tra laltro: un inedito apologo di Esopo raccontato da Tersite sulla beffa del governissimo Il grillo, la volpe e le galline urlanti; un testo/rivelazione di Vittorio Messori su Woytila e il falso/vero Futur Post, datato 1 gennaio 2101. E ancora, la Rassegna stampa dei Mali pi diffusi, con i giochi di parole di Marino Ramingo Giusti e i testi satirici di Cleono Zanzara, Piefrancesco Cantarella e Pablito Morelli. Si parla nelle pagine di nuove religioni, inchiesta a cura di Teodonio Diodato (alias Graziano Graziani) presenta la religione dellInvisibile Unicorno Rosa inventata dallo studente Steve Eley come ironica contestazione di ogni teismo. E poi una pagina speciale quella dellArcangelo Gabriele dellOsservatore Celeste, che, dallinterno del Vaticano, continua a rivelare segreti e pettegolezzi della Chiesa di oggi. E ancora le vignette, le immagini e i fumetti di Ugo Delucchi. Al centro, come tradizione, un nuovo giornale falso/vero. Questa volta il quotidiano metamediale Futur Post, che presenta lo stato del mondo al 1 gennaio 2101. Info: www.frigolandia.eu

LA MOSTRA
PABLO RUBIO
TENUTA DELLO SCOMPIGLIO DI VORNO (LUCCA)

MAGICO

Linaugurazione oggi: Estados indefinidos para una existencia, a cura di Antonio Arvalo (fino al 28 luglio) linstallazione dellartista di Cordoba Pablo Rubio, che racconta, presso lo Spe della Tenuta dello Scompiglio di Vorno, la storia che c dietro ad alcune tracce e memorie perdute. Ombre, luoghi nascosti, ritratti anonimi, oggetti appartenuti a quellindefinitezza che caratterizza la vita di tutti i giorni. Un lavoro che mira a costruire uno spazio sacro e insieme intimo, una sorta di palinsesto che rivive attraverso brandelli di memoria, individuale e collettiva. La casa come soglia, rifugio, luogo dove cercare se stessi e dove seminare indizi su di s. Lautore ha partecipato, inoltre, alla collettiva Il Cimitero della Memoria, a cura di Angel Moya Garcia, che visibile negli spazi esterni della Tenuta ed parte integrante della performance Riflessi in Bianco e Nero, di Cecilia Bertoni. Questultima, aprendo la Tenuta per celebrare gli otto anni di attivit, presenter a partire dalla 15.45 la Trilogia dellAssenza (che chiude un percorso iniziato nel 2005): Tesorino, perch hai perso?, Riflessi in bianco e nero, Kind of Blue. (a. di ge.)

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ALIAS 18 MAGGIO 2013

di ANTONIO BACCIOCCHI e ALBERTO GALLETTI*

Il calcio da sempre uno dei grandi passatempi della classe lavoratrice inglese. Lintroduzione del professionismo nel calcio a fine Ottocento unito a un aumento dei compensi e alla riduzione dellorario di lavoro fece s che i lavoratori si ritrovassero con tempo libero da impiegare, in particolar modo il sabato pomeriggio. Le affluenze negli stadi crebbero velocemente fino a raggiungere dimensioni enormi gi a partire agli anni Dieci del secolo scorso. Allinizio degli anni Cinquanta con larrivo dagli Stati Uniti del rnb prima e lesplosione del rocknroll poi, la musica leggera cominci a diffondersi e a entrare nellambito dei passatempi in particolar modo tra gli strati pi giovani della popolazione delle classi sociali pi basse. Questo fenomeno cominci a influenzarne comportamenti e aspetto. Si pu inquadrare in questo ambito la nascita dei teddy boy, giovani in et adolescenziale - si impone per loro il termine teenager - che prendono ad abbigliarsi alla maniera edoardiana per distinguersi

In queste pagine e nella successiva, rielaborazione di figurine realizzate da Hard Rock Caf per i mondiali di calcio 2010

dai coetanei contemporanei normalmente abbigliati in vestiti di fattezza grossolana tipici dellimmediato dopoguerra. Il gusto si evolve rapidamente e lirruzione sulla scena di Elvis Presley cambia in maniera determinante il look teddy boy che scivol rapidamente su aspetti pi rockabilly. Furono loro i primi esponenti di movimenti giovanili ad apparire sulle gradinate degli stadi inglesi, non si tratt comunque di una frequentazione collettiva e le loro presenze alle partite si possono ritenere sporadiche e del tutto accidentali. Verso la met degli anni Sessanta la cose cominciarono a cambiare. Il movimento mod si allarg dalliniziale cerchia di studenti degli

istituti darte - che avevano dato via al movimento - ai ragazzi della classe lavoratrice nella loro tarda adoloscenza che occupavano posti impiegatizi di basso rango. La possibilit di disporre di somme di denaro unita al fatto che ancora questi ragazzi vivevano in casa coi genitori li rese in un certo senso indipendenti dalle generazioni precedenti e soprattutto questa nuova massa di mod spost limpronta sullidentit del gruppo da giovani alternativi intellettuali interessati perlopi alla musica jazz contemporanea e alla letteratura a ragazzotti di scarsa cultura con tendenze edonistiche, dichiaratamente materialisti e totalmente ossessionati dalla moda,

In alto Elton John e Rod Stewart sul campo di allenamento del Watford; sotto Fatboy Slim sugli spalti per tifare Brighton; Johann Cruyff firma autografi sul suo disco. Nellaltra pagina: Ray Davies dei Kinks in tenuta da calciatore; Mick Jagger in tribuna per seguire una partita dellInghilterra; le copertine dei 45 giri di Giorgio Chinaglia e Junior.

nellillusione che laspetto fosse un modo per scalare la gerarchia sociale. Si autoribattezzarono faces, facce, per potersi distinguere ulteriormente dai mod meno dotati di disponibilit finanziarie e quindi meno sharp-dresssed di loro che ribattezzarono spregiativamente tickets. La coesione della working class rimase tale comunque almeno per ci che riguardava il calcio e questi giovani, come i loro padri, cominciarono a frequentare gli stadi, ma diversamente da loro si presentavano anche qui vestiti impeccabilmente come imposto dalla tendenza mod. Come ben ricordato da Roger Daltrey riferendosi ai primi anni Sessanta, quando era un giovane operaio piega-lamiere con il sogno di diventare una rockstar, era quella una pratica che allepoca si faceva il sabato pomeriggio (andare alla partita, ndr), andavamo tutti era un modo per stare insieme e divertirsi. Lesplosione della musica leggera apr unaltra strada a chi era interessato ad uscire dalla condizione sociale in cui si trovava, prerogativa che fino ad allora era rimasta unica dello sport professionistico, calcio in particolare ma anche rugby league nel nord dellInghilterra e in alcuni casi persino il cricket. Risulta comunque interessante notare che linfluenza della musica ska-bluebeat sui giovani mod bianchi, contribu in qualche modo a favorire una certa integrazione con i ragazzi di colore figli degli emigrati provenienti dalle Indie Occidentali che si trasferirono in gran numero in Inghilterra durante gli anni Cinquanta. In alcuni sobborghi di Londra e soprattutto nelle aree metropolitane delle West Midlands, la frequentazione da parte dei giovani mod bianchi di locali dove si suonava musica di provenienza giamaicana, a loro volta frequentati da ragazzi di etnie diverse, permise a questi ultimi di cominciare a frequentare le gradinate

degli stadi, interessarsi al calcio e successivamente di cominciare a far parte delle squadre. La sequenza partita di calcio, negozi di dischi o vestiti e mod allnighter divenne per qualche anno un classico. La scena mod si esaur rapidamente, lasciando spazio alle successive evoluzioni skinhead/bootboy in un primo tempo e casual poi, con un progressivo abbandono dellinteresse nella musica e un crescente dilagare della violenza intorno alle partite, anche se va ricordato che negli anni Settanta nel nord dellInghilterra parecchi giovani tifosi legati ai movimenti modernisti continuarono a mantenere interessi musicali e a riempire i leggendari locali

Football e musica si influenzano e vanno di pari passo da sempre. Tanto che quando in Europa i campionati si chiudono, gli stadi ospitano i tour estivi. RocknGoal racconta quel flirt infinito

PAGINE IN UN LIBRO RITMI E MANIE POP LEGATE ALLE SQUADRE. UN ESTRATTO

Le strane traiettorie del pallone

ALIAS 18 MAGGIO 2013 ROCKSTAR, ENOGASTROMANIE IN FOTO


di FRANCESCO ADINOLFI Manie che accompagnano gli artisti e che irrompono allinterno della organizzazione di produzione divenendo esse stesse parte dello show. Quello che in inglese chiamato rider (nelle sue varie e variegate declinazioni, dalle schede tecniche ai camerini alle richieste pi folli), spesso la croce degli organizzatori e la delizia del rocker di turno. Impossibile pensare a Mariah Carey senza il suo champagne Cristal o a Rihanna senza le salsicce di tacchino; a Van Halen senza gli M&Ms, rigorosamente di tutti i colori fuorch marroni: uno

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stratagemma per capire se gli organizzatori avessero rispettato le indicazioni della band. In questo modo si poteva essere certi dellaffidabilit globale del posto. Il fotografo neozelandese Henry Hargreaves, di base a New York City, ha trasformato queste ossessioni in ritratti fotografici che rendono al meglio le richieste dei singoli artisti. Dagli orsetti di gelatina di Marilyn Manson alla teoria di superalcolici presenti nel camerino di Frank Sinatra (foto), dalle 24 rose rosse di Al Green al pane bianco e Dom Perignon di Axl Rose fino ai profilattici e pollo fritto di Busta Rhymes. Come riferisce lo stesso autore: quei resti raccontano personalit estreme ma anche la transitoriet di una carriera. Qui: http://www.vice.com/read/henry-hargreavess-photos-of-what-musicians-like-toeat-and-drink-backstage

Allein/Gute Freunde Kann Niemand Trennen (di questultimo brano esiste anche un agghiacciante video con Beckenbauer che canta seduto a un tavolo circondato dagli altri giocatori della nazionale tedesca prima del mondiale 1966, scippato in finale dallInghilterra organizzatrice), replicato nel 1967 da Du Bist das Gluck/1:0 Fur die Liebe, per concludersi (fortunatamente) con Seine Songs nei primi anni 70. Argentina Maradona nel 2002 incise il cd Sos Hospital de ninos con Romero da cui tratto il singolo La mano de dios. El Pibe de Oro da uomo di spettacolo non ha mai lesinato, in svariate apparizioni televisive interpretazioni vocali di vario tipo, dalla trasmissione argentina La noche del 10 del 2005 a quella cantata con il Kun Aguero e suo fratello Ezequiel Aguero (membro dei Mezgaya) Dalma Y Giannina son mi ispiracion (dedicata alle figlie di Maradona). Nel film che gli dedic Kusturica, Maradona, un Diego in estrema difficolt fisica e psicologica, stanco, appesantito, avvilito, interpret lomonima canzone scritta su di lui da Rodrigo Bueno nei titoli di coda (per poi riprenderla successivamente in televisione). Gustosa una recente dichiarazione di Diego a proposito del solito odiato Pel: Pel si definito il Beethoven del calcio. Che persona noiosa. Io sono il Ron Wood del calcio, il Keith Richards del calcio, io sono il Bono del calcio. Brasile Inutile sottolineare il legame tra Brasile e calcio e altrettanto arduo addentrarsi nellinfinito numero di canzoni, incisioni, protagonisti del terreno di gioco prestatisi a microfoni e dischi. Di seguito alcuni dei nomi pi significativi. Nel 1980 Socrates (il filosofo o anche Dottor Guevara del football che fu con la Fiorentina, Santos, Flamengo, Corinthians e 60 volte in nazionale) incise lellep Casa de Cabloco con musica tradizionale sertaneja che vendette velocemente 50mila copie e partecip nel 1982 alle registrazioni dellalbum Aquarela di Toquinho nel brano Corinthians do meu corao (dedicata alla squadra in cui stava giocando ai tempi e di cui il grande cantautore brasiliano sempre stato grande tifoso).

STORIE DA CICCIO GRAZIANI A ANDY COLE

Calciatori cantanti, un autogol


di A. B. e A. G.

northern-soul quali il Blackpool Mecca o il Wigan Casino. Era il proletariato che metteva la testa fuori, dopo i disastri della guerra, che cercava riscatto, un mondo nuovo, unepoca che non fosse pi un grigio trascinarsi dal lavoro al pub al letto. Il riscatto pi veloce e pi scintillante poteva venire scalando le classifiche di vendita discografiche con una band oppure calcando i campi di calcio. Chi non ce la faceva poteva, per, ugualmente far suo un briciolo di quel glamour, di quellenergia, di quella freschezza, poteva essere partecipe per quei novanta minuti di una curva, insieme ad altre migliaia di persone, con gli stessi colori, intonando lo stesso canto oppure per lo stesso tempo sotto un palco, vestito e pettinato come i propri idoli, cantando insieme a loro le canzoni preferite. In Italia, con altri problemi e unaltra cultura, le cose furono diverse e lidentificazione con i musicisti o i calciatori forse meno viscerale ma ugualmente il processo non si discost troppo. Calcio e musica sono sempre andate a braccetto, tanto pi ai nostri giorni in cui entrambi sono prevalentemente business e dove la spontaneit dal basso ormai aspetto preistorico. Ora le stesse modalit le ritroviamo nelle favelas brasiliane ma soprattutto nelle citt o nei villaggi africani da dove, per evitare tragici viaggi allinsegna d incognite oscure, il calcio pu essere un eccellente biglietto di sola andata. *Sono gli autori di RocknGoalCalcio e musica, passioni pop (VoloLibero ed. pp. 190, euro 15), libro da poco in libreria che racconta le possibili connessioni tra musica e calcio. Una gustosa compilazione di storie e aneddoti che confermano come il binomio sia da sempre assolutamente inossidabile. Pubblichiamo alcuni estratti dal libro e ringraziamo gli autori per lo scritto inedito. Si ringrazia anche leditore.

Lelenco di calciatori cantanti o musicisti lungo, ma la qualit artistica stata quasi sempre inversamente proporzionale al talento espresso sul campo: spesso semplice e mero fenomeno di curiosit. In buona parte dei casi vivamente sconsigliata la ricerca del materiale elencato (di cui si trovano comunque tracce su You Tube. Provare per credere). La lista che segue si limita ai nomi pi conosciuti e non vuole addentrarsi negli infiniti meandri delle situazioni locali o di provincia che hanno partorito altrettante prove sonore delle quali si persa traccia o pi semplicemente sono state sepolte dalloblo. Italia John Charles era gallese ma ricordato soprattutto per la sua fulgida carriera nella Juventus (oltre che nel Leeds, Cardiff City e anche, brevemente, Roma). Il gigante buono fece sfracelli a fianco di Sivori e Boniperti e si concesse, nel 1960, il lusso di incidere ben due 45 giri. Il primo con Love in Portofino di Fred Buscaglione e la work song Sixteen Tons di Merle Travis e il secondo con Non ti dimenticar di Flo Sandon e La fine di Earl Grant. Tutte cantate con buon mood da crooner navigato. Ciccio Graziani (allepoca del fortunato triennio in giallorosso)

con il 45 giri Che tha fatto sta Roma nel 1984 (sul lato B La palla) inaugur una carriera che lo ha portato spesso sugli schermi televisivi oltre che come opinionista, anche come protagonista di un reality e come attore, interprete di se stesso in un paio di film con Lino Banfi. (...) Giorgio Chinaglia (centravanti laziale scomparso nel 2012) incise nel 1974 Im Football Crazy scritta dai fratelli De Angelis (in arte Oliver Onions, arrangiatori, compositori e produttori, con allattivo decine di uscite discografiche, successi e collaborazioni con Lucio Dalla e Gabriella Ferri) brano dignitoso, che fu anche sui titoli di coda del film Larbitro con Lando Buzzanca. (...) Gran Bretagna Se in Italia i casi di calciatori impegnati con canto e musica non sono particolarmente diffusi n hanno mai avuto particolare risonanza, ben diversa la situazione in Inghilterra dove questa una consuetudine ormai consolidata da decenni e che ha spesso avuto ragguardevoli riscontri commerciali e di classifica. Paul Gazza Gascoigne arriv al secondo posto in Inghilterra nel 1990 con il brano Fog on the Tyne (Revisited) insieme ai Lindisfarne (che originariamente lo incisero nel loro omonimo album del 1971), band inglese di folk rock attiva dagli anni Settanta, tra rap e il Celentano di Prisencolinelsinalciusol. Successivamente and in tour con gli Iron Maiden. Poche settimane dopo pubblic un altro singolo Geordie Boys (Gazza Rap) che ebbe molto meno fortuna non andando oltre il 30 posto in classifica. Ancora meno successo arrise poi allalbum attribuito a Gazza and Friends, Lets Have a Party che scomparve velocemente dai negozi (e non si affacci nemmeno nelle classifiche) con tanto di versione di All You Need Is Love dei Beatles. Un altro grande nome della tradizione calcistica inglese quello di Kevin Keegan che nel 1979 realizz il singolo Head Over Heels in Love/Moon on Down di discreto successo in Germania (ai tempi giocava nellAmburgo dopo una lunga militanza nel Liverpool) bissato nel 1980 da England/ Somebody Needs quando torn a giocare in Inghilterra con Southampton e Newcastle. Sempre in Inghilterra Glenn

Una lista lunghissima, insospettabile. Un mondo non troppo frequentato dai tifosi nostrani ma che altrove riscuote ampi consensi

Hoddle e Chris Waddle, ai tempi del Tottenham Hotspur incisero, nel 1987 con il nome di Glen and Chris, il singolo Diamond Lights (sul retro la versione strumentale), a base di un anonimo synth pop che arriv al 12 posto in classifica e frutt loro anche un (imbarazzante) passaggio a Top of the Pops. Insistettero e un secondo singolo, Its Goodbye, vide la luce poco tempo dopo, ma a causa del passaggio di Glenn Hoddle al Monaco non fu possibile provvedere a unadeguata promozione con la conseguente immediata scomparsa nelloblo. Andy Cole, tra i migliori realizzatori inglesi di tutti i tempi con Newcastle, Manchester United e Blackburn tra gli altri, nel 1999 incise il rap Outstanding (cover del brano della Gap Band del 1982) ma con scarso riscontro commerciale. Nel 1993 Ian Wright (una carriera spesa tra Crystal Palace e Arsenal e 33 presenze in nazionale) pubblic il singolo Do the Right Thing, composto da Chris Lowe dei Pet Shop Boys, grande tifoso dellArsenal. Il brano arriv al numero 43 delle classifiche inglesi. (...) La squadra del West Ham, vincitrice della FA Cup 1975, incide, sicuramente aiutata da una robusta dose di alcool, la sua versione di Forever Blowing Bubbles. C un trucco per far rendere i calciatori al meglio in sala di registrazione, afferma Matt Lawrence ex giocatore di Millwall (col quale disput la finale di FA Cup del 2004), ed sette ore al pub prima di cominciare!. In riferimento a quando la squadra del Millwall venne chiamata in studio di registrazione per registrare Oh Millwall per celebrare la storica finale. Se le registrazioni fossero state alle 10 del mattino, aggiunge, ci sarebbe stato un bel po di silenzio nellaria. Europa Franz Beckenbauer, invalicabile difensore del Bayern tra i 60 e i 70, si ciment pi volte con la musica. A partire dal 1966 con il singolo Du

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ULTIMO STADIO CALCIO & POP

MALCOLM MCLAREN IN TV
di ROBERTO PECIOLA Poco pi di tre anni fa, era l8 aprile del 1010, moriva a Bellinzona, in Svizzera, Malcolm McLaren, artista e manager tra i pi influenti del rock tra la fine dei Settanta e gli Ottanta. A lui si deve la nascita dei Sex Pistols e, pi in generale, a lui molto deve tutto il punk inglese. riaffiorato in rete un documentario (http://dangerousminds.net/comments/documentary_malcolm_m claren_1984) andato in onda in una puntata del Melvyn Braggs South Bank Show nel 1984, mentre McLaren stava registrando

Fans, la sua opera tra fusion e rnb. Nel filmato interviste con musicisti quali Boy George, Adam Ant, Annabella Lwyn dei Bow Wow Wow, Steve Jones dei Sex Pistols, e allo stesso McLaren. Interviste in cui ognuno esprime il suo pensiero e la sua opinione sulluomo e sullartista McLaren. Steve Jones, ad esempio, lo vedeva come un plagiatore; Adam Ant non riusciva a capirne lanarchia; Boy George non comprendeva il suo scarso interesse verso il successo, quando invece avrebbe potuto avere tutto ecc. Probabilmente tutte cose vere, ma per McLaren ci che rendeva la vita eccitante era semplicemente mettere in discussione le autorit e sfidare le convenzioni.... P.I.L., Steve Severin di Siouxsie and the Banshees sono tifosi del Tottenham Hotspur, mentre Captain Sensible dei Damned del Crystal Palace, Jake Burns degli Stiff Little Fingers segue con grande passione il Newcastle United. (...) Mick Jagger e Rolling Stones Sir Mick Jagger un grande appassionato di calcio, cresciuto in una famiglia di tifosi dellArsenal, tifa Arsenal egli stesso: Vado alle partite di rado - ammette -, ma mio figlio maggiore va ogni settimana. Siamo sempre stati una famiglia di grandi tifosi. Non ho mai giocato a calcio a scuola, ne ho frequentato dove si giocava solo a rugby, si organizzava qualche partita di calcio nel weekend, fuori dagli orari scolastici, comunque sono sempre stato un calciatore piuttosto scarso. (...) Beatles I Beatles non si sono apparentemente mai distinti per particolari passioni calcistiche anche se le simpatie per lEverton di Paul McCartney di cui si millantato anche un interesse allacquisto della squadra, sono sempre state relativamente esplicite. Non a caso il 18 maggio 1968 era presente alla finale di Fa Cup a Wembley tra West Bomwich (che vinse 1-0) e lEverton. Curiosamente Paul McCartney stato recentemente nominato socio onorario del Liverpool di Montevideo che gioca nella Serie A uruguayana. Ringo Starr stato spesso associato allArsenal, di cui sicuramente grande tifoso il figlio Zak Starkey, batterista con Oasis e Who. Successivamente Ringo ha invece dichiarato la sua passione per il Liverpool. John Lennon da parte sua non ha mai esplicitato preferenze calcistiche anche se era allo stadio con Paul ad assistere alla finale di Fa Cup vinta dallEverton contro lo Sheffiled Wednesday per 3 a 2 a Wembley il 14 maggio 1966. (...) George Harrison fu lapidario nel dire che a Liverpool ci sono tre squadre, io tifo per la quarta. Pare che lassenza di esplicite dichiarazioni a favore di una squadra specifica sia stata imposta (o caldamente consigliata) dal manager Brian Epstein per evitare di inimicarsi potenziali fan. (...) Oasis Tra i casi recenti pi celebri di rockstar tifosissime di squadre di calcio, nello specifico del Manchester City i fratelli Gallagher ex Oasis sono tra i pi noti. Nella copertina del primo disco Definitely Maybe sul pavimento vicino al camino c una foto di Rodney Marsh, funambolico trequartista del Manchester City anni 70 e idolo incontrastato delle folle, e inoltre una foto di George Best a sinistra della televisione. Da dire a denti stretti, ma Best sempre stato il calciatore preferito di Noel, nonostante giocasse per i diretti rivali dello United. Nel video di Live Forever, tratto dallo stesso ellep c una foto di Bobby Moore capitano dellInghilterra mondiale nel 66 con uninedita maglia della nazionale di color giallo, la foto (che sembra scattata al Comunale di Torino) appesa al muro, che riappare poi nel caleidoscopio finale di immagini.

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Junior, 70 presenze in nazionale (tra cui quella contro lItalia ai Mondiali del 1982 in Spagna. Segn un grande gol allArgentina ma tenne in gioco Paolo Rossi in occasione del definitivo 3-2 che spalanc la semifinale agli Azzurri), 15 anni al Flamengo ma ben ricordato per la sua militanza al Torino dall84 all87 e successivamente al Pescara, nel 1982 incise lalbum Coisas da vida e sempre nello stesso anno il singolo Voa canarinho proprio per i Mondiali (ovviamente a ritmo di samba e dalla melodia e coro piuttosto efficaci) che pare arriv a vendere 600mila copie! Lo stesso Junior replic nel 1986 con il 12 Macarrao na feijoada/Vibrar de novo. Pel, il re del football di sempre (secondo molti) ha sempre coltivato una grande passione per la musica arrivando, a detta sua, a comporre circa 500 canzoni. Nel 1971 realizz

club di Maine Road fu la scelta di Curtis meno appariscente e pi working class (nella sua idea) dei dirimpettai in rosso. Ironicamente una delle canzoni pi cantate dai tifosi dello United nellultimo ventennio, Giggs. Giggs will tear you apart, sullaria della sua celeberrima Love Will Tear Us Apart. Jim Kerr (Simple Minds) La voce dei Simple Minds vive da anni in Sicilia, a Taormina, dove ha aperto un hotel. A proposito del calcio ha dichiarato: Ho formato una piccola squadra chiamata Celtic Taormina (in onore della sua squadra del cuore, ovviamente). Giochiamo contro altri paesi siciliani. Il problema che non sono pi giovane e i miei giovani avversari vanno gi duro. E quando dico a chi mi ha appena scartato, pensavo fossi un fan dei Simple Minds, lui risponde puntualmente: Ma lo sono. per questo che ti dribblo. Cos mi sono fatto amico larbitro. pi facile corrompere un arbitro che un avversario, a meno che non giochi in serie A. (...)

pubblico che cantava allinterno. Uno dei ricordi pi limpidi e duraturi di tutta la mia vita. Elton John Tifoso da sempre del Watford Fc forse il caso pi clamoroso di coinvolgimento calcistico per una rockstar di grandezza planetaria. Divenne presidente nel 1976 con la squadra che languiva in Quarta Divisione e fu protagonista di una splendida cavalcata che ebbe il suo culmine al termine della stagione 1981-82 con la promozione in Prima Divisione. Chiusero la stagione successiva con un clamoroso secondo posto e nel 1983-84 persero la finale di FA Cup contro lEverton. (...) Glen Matlock Tifoso del Queens Park Rangers (alle cui partite si trova spesso con Mick Jones ex Clash) rivela: A Johnny Rotten giravano le palle quando parlavo di calcio. Non gli mai piaciuto ma andava a vedere lArsenal perch frequentava gente che ci andava. Restando in ambito punk Bruce Foxton (ex Jam) e Jah Wobble dei

un singolo ben fatto e ben cantato con la cantante Elis Regina intitolato Perdao nao tem/Vexamao mentre un suo brano, Cidade grande stato inciso dal sambista Jair Rodriguez. Nel 2006 invece lesordio con un album completo, Ginga con 12 brani autografi (inclusi quelli del singolo), arrangiato dal jazzista Ruria Duprat (con cui Pel aveva gi collaborato in precedenza a livello autoriale per un programma televisivo). (...) EXTRATIME Le commistioni tra calcio e musica non si fermano allequazione calciatore che canta o canzone dedicata al calciatore ma diventano numerosissime (incalcolabili) quando si tratta di accostare musicisti (pi o meno noti) e il loro sport (passione) preferito. (...) Ian Curtis (Joy Division) In un passaggio del film su Ian Curtis Control, Ian confessa che il suo colore preferito il blu, perch il colore del Manchester City, rivelazione abbastanza sorprendente per un personaggio che non ci si immaginerebbe appassionato di calcio. Invece negli anni 70 con la squadra della sua citt, il Macclesfield Town, iscritto a campionati non-professionistici, il

Elvis Costello Tifoso del Liverpool, Elvis Costello sub una rumorosa contestazione da parte dei fan che lo dovettero attendere sul palco per oltre due ore la sera in cui, maggio 2005, i rossi furono impegnati nella finale di Champions (la storica partita di Atene vinta con il Milan ai rigori dopo che il primo tempo fin 3-0 per i rossoneri), a cui il nostro non rinunci. (...) Ray Davies (The Kinks) Frequentatore di Highbury fin da piccolo, spinto dalla passione del padre, che vide tutta lepopea del grande Arsenal di H. Chapman, negli anni 30, dalle gradinate del vecchio stadio. Era una bella giornata di sole di settembre quando mio padre mi port per la prima volta a vedere lArsenal, avr avuto 5 o 6 anni e ricordo che prendevamo il bus 212 da Muswell Hill a Finsbury Park da dove poi proseguivamo a piedi. Mio padre mi teneva saldamente la mano mentre camminavamo per Blackstock Road, poi girammo in Avenell Road quando mi apparve lo stadio imponente circondato tra le case basse a schiera, e si sentiva il

In alto Ian Brown degli Stone Roses; la copertina del libro Rockngoal; al centro gli Statuto con il bomber torinista degli anni Settanta Paolo Pulici

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ULTRASUONATI DA STEFANO CRIPPA LUCIANO DEL SETTE GIANLUCA DIANA GUIDO FESTINESE SIMONA FRASCA GUIDO MICHELONE ROBERTO PECIOLA

SOUL

AA. VV. ITALIAN RECORDS (Spittle Records/Goodfellas) Riaffiora la storia del nostro bizzarro paese in questo cofanetto con cinque cd e un booklet corredato di splendido materiale iconografico. C tutta la serie di 45 giri pubblicati dal 1980 al 1984 dalla bolognese Italian Records di Oderso Rubini, agitatore culturale dantan. Una piccola grande realt discografica pioniera del do it yourself allitaliana, la label disegn i contorni della new wave nostrana pubblicando Gaznevada, Johnson Righeira, Freak Antoni, Stupid Set, Rats, Art Fleury, Diaframma, Confusional Quartet. Chi rimasto e chi se n andato, unottima occasione per saperne di pi. (s.fr.) MILES DAVIS QUINTET FEATURING BARNEY WILEN AMSTERDAM CONCERT (In Crowd/Egea) C'era gi stata anni fa una riedizione per questo concerto olandese di Miles nel '57, ma ben venga questa proposta, a opera di una nuova etichetta assai attiva. La formazione quella francese (con Kenny Clarke, per) che registr Ascensore per il patibolo: un gruppo affiatato con il sassofonista Barney Wilen (in seguito pioniere della world music), Ren Urtreger, Pierre Michelot. Gente che non aveva nulla da invidiare agli hard bopper americani. E perfettamente in grado di seguire il Dark Magus con la tromba. (g.fe.) BRIAN MC KNIGHT MORE THAN WORDS (Eom/Egea) Vocalist nonch chitarrista di valore, sulla breccia da un trentennio (con questo siamo al quindicesimo album), Brian Mc Knight stato fra i protagonisti della scena r'n'b con ottimi riscontri soprattutto nei Novanta. Ora - complice un evidente calo di creativit - gioca le sue carte su una produzione di elegante soul. Ben suonato certamente, ma troppo lezioso e di maniera. (s.cr.) PARENTHETICAL GIRLS PRIVILEGE (Abridged/Goodfellas) Cinque ep, messi in vendita a suo tempo in tiratura limitata, rimasterizzati in un unico lavoro, ed ecco Privilege. Erano anni che aspettavamo il nuovo album di Zac Pennington e soci, e speravamo in qualcosa di completamente nuovo e inedito, peccato. Ma poco male, perch la band, coadiuvata come al solito dal bravissimo compositore e arrangiatore Jherek Bischoff, rilascia comunque un'ottima prova, forse non ai livelli del precedente Entanglements, ma certamente pi vario. I momenti migliori restano per quelli in cui Pennington regala la sua voce androgina per brani dall'anima chamber pop. (r.pe.)

DI GUIDO MICHELONE

FOLKNPOP

ELETTRONICA

CANTAUTORI

Il futuro sbarca dal passato


Non la prima volta che succede, non sar (per fortuna?) l'ultima. Pelle bianca come il latte, voce nera e sapida come il catrame. Jesse Dee, raffinato bostoniano poco pi che trentenne cresciuto ascoltando i dischi di Joe Tex e di Sam Cooke e Otis Redding. Poi diventato un buon chitarrista, ha messo su una band con dei fiati a dir poco precisi e scalpitanti, e s' messo a scrivere canzoni come se fossimo nel 1963. Effetto da ritorno al futuro, dunque: ma in On My Mind/In My Heart (Alligator) c' davvero una bella manciata di quelli che potrebbero essere classici di domani. Guarda ancora pi indietro la bella canadese Alex Pangman in Have a Little Fun (Justin Time): i suoi modelli sono le raffinate jazzsinger degli anni Venti e Trenta, e lei senza alcun problema si ripropone in tale veste, con gusto e ironia. La soul music palpitante innestata nel gran corpo nero del blues torna in un altro disco notevole: I'm Your Man (DixieFrog) di Big Daddy Wilson, nero americano trasferito in Germania. Qui produce Staffan Astner, il chitarrista del grande Eric Bibb, e Bibb stesso regala un gran brano, Hold the Ladder. (Guido Festinese)

Che la noia sia con voi


Chitarre (soprattutto acustiche), batteria e voci. Questo lo spettro sonoro degli australiani Lower Plenty e del loro nuovo Hard Rubbish (Fire/Goodfellas). Folk e country melanconico alquanto stantio e noioso. Apprezzabili le prime due tracce, ma poi il disco tira avanti in maniera stanca e ripetitiva, con ballate sonnolente e tentativi di darsi un tono alternative piuttosto raffazzonati. Folk in combutta con dream pop e orchestrazioni classicheggianti invece quello che propongono i Loch Lomond, americani di Portland, Oregon. Il loro ultimo disco si intitola Dresses (Chemikal Underground/Audioglobe), ed il naturale successore del precedente ep, White Dresses. Pochi i momenti veramente ispirati (su tutti Spray Paint Drugs) di un album anonimo. Oceania, America, Europa. Dal Vecchio Continente arriva Conny Ochs, cantante e autore tedesco, che giunge al secondo album, Black Happy (Exile on Mainstream/Goodfellas). Chitarra, voce e poco pi in questo disco tra ballad folk country e brani (vedi in particolare l'apertura Exile) che richiamano alla mente le pulsioni acustiche di Cobain & C. Un altro disco che passer senza lasciare traccia di s. (Roberto Peciola) LISA RICHARDS BEATING OF THE SUN (Kimbaroochie) Per avere dimostrazione del talento di Lisa Richards, andate subito alla traccia che d titolo al disco. La voce di Lisa si accompagna con la sola chitarra e un sottofondo di percussioni. La timbrica personale e affascinante dellartista australiana emerge cos in tutta la sua pienezza. Poi arrivano radi tocchi elettronici, ma la bella solitudine sonora continua a farla da protagonista. A seguire dieci brani, conditi con roots, jazz, folk, world. Da seguire. (l.d.s.)

Timo Maas, groove & dance


Il mondo elettronico. Partiamo con il rientro di Timo Maas e il suo Lifer (Rockets&Pontes). Undici tracce che partono con ispirazione autorale e ambientazioni quasi cinematografiche, per poi immettere un corposo groove di marca dance. Non allaltezza il risultato: a nulla valgono le presenze di Brian Molko e James LaVelle. Da annotare solo Train in My Kitchen. Altra storia invece quella incisa dai Jerusalem in My Heart (Constellation) con Motit al-Mo7it. Il titolare del progetto, il libanese R.G. Moumneh trapiantato in Canada, utilizzando sequencer e strumenti tradizionali presenta un corpus di sette incisioni. Fusione ardita di musica araba e elettronica. Ma riuscitissima: merita un plauso. Conclusione con Amptek e il suo Dreams that Money Can Buy (Eclectic Prod.). Episodio tra i migliori in assoluto della sua discografia, in cui raggiunge lequilibro tra frammenti di linee melodiche, modalit idm e ricerca descrittiva di un immaginario filmico. Nei tredici brani presenti, in cui supportato da Dr. Lops, Biotechnological Humanity e Nothing as it Seems sono forse lapice di una produzione davvero significativa. (Gianluca Diana) ESMOND SELWYN RENEGADE (Slam Records) Dopo ventanni a propugnare il free britannico, la label di Abingdon pubblica ora per la prima volta un doppio cd di jazz classico, inteso a far conoscere un grande chitarrista inglese nel solco di Wes Montgomery. Selwyn (qui in quartetto) in Renegade improvvisa su 11 standard con unintensit ancor pi realista di tante rabbiose sfuriate dellimprovised music, rilanciando un suono al contempo godibile, raffinato, virtuosistico. (g.mic.)

Lideologia di Borghese
C' anche Sua Ironicit Freak Antoni su Il Magnetofono, nome (e disco omonimo, autoprod.) che, da solo, riassume gli intenti cantautorali di Alan Bedin, Emmanuele Gardin e Marco Penzo, rispettivamente voce, pianoforte e contrabbasso. Cantiamo l'amarezza, il malessere sociale, sorridendo al romanticume di una canzone italiana ormai dimenticata: cos si presentano e sono, con un suono decisamente acustico e da presa diretta. Gli intenti sono in pratica gli stessi di Borghese, nome collettivo che nasconde un quartetto pop elettrico con il tiro dell'indie rock e dosi d'elettronica, in presentazione con L'educazione delle rockstar (Touchclay Records). Programmaticamente si vogliono porre come un aggressivo cantautore collettivo post-ideologico: sar, ma nell'ideologia ci si finisce comunque, magari controvento e contropelo. Titoli come: Dio ha un profilo su Facebook. Infine Enrico Cortellino in arte Cortex con Cinico romantico (autoprod.): dieci brani scritti con il ricordo dei grandi cantautori classici dal multistrumentista, e un bel fondo di blues che incornicia il tutto. (Guido Festinese) THUS:OWLS HARBOURS (Avalanche) Il rientro della band svedese e la bellezza della voce di Erika Angell. Pop di alto profilo in cui la ricca tessitura musicale permette alla voce di lei di costruire paesaggi multiformi. Lumore del disco s tendente al catartico (Island, Roots), ma lintrospezione non mai debordante n fuoriposto. Cantautorato nordico, suonato con perizia e passionalit (When They Fight), sospeso tra il Mare del Nord e le nevi perenni (Its Gone Now). (g.di.)

BEATLEMANIA FOREVER
Se vero che ho socializzato con persone grandi e famose, preferisco ancora un tranquillo pomeriggio con George Martin e sua moglie Judy (...) E pi di tutto, al di l di quello che pu comprare il danaro, adoro i gomiti sulle transenne del backstage e guardare il sipario che si alza su John, Paul, George e Ringo (...). Domani? Credo che domani splender il sole: sono le parole di Brian Epstein, il quinto Beatle, com definito dallo stesso McCartney, da uno dei 600 libri finora usciti su di loro, in questo caso il primo assoluto in ordine di tempo. Infatti i Beatles ancor oggi restano fonte ispirativa per molta critica, che fiancheggiata dalla piccola editoria a dar man forte a un mito inossidabile, di cui si dovrebbe sapere tutto o quasi, ma che invece a ogni nuova opera rivela sempre qualche verit pi o meno assoluta. Di loro da noi parlano Franco Brizi e Maurizio Becker in The Beatles In Italy (Arcana, pagine 238, euro 35) libro gi trattato su queste pagine ma che ci piace ricordare, che, dopo una bella introduzione, raccolgono in un volume illustrato di grande formato, tra il collage e lanastatica, anno per anno dal 1963 al 1970 (periodo dellesistenza dei Fab Four come tali), ritagli di giornale, foto, poster, copertine di riviste soprattutto musicali che - a differenza dei curatori meritevolissimi nella singolarit dellapproccio - trattano largomento, allepoca, con banale faciloneria o scarsa preveggenza.

VANNO A FONDO invece Andrea Kerbaker e Alberto Tonti in Let It Beatles (Skira, pagine 77, euro 13) a scrivere quasi un romanzo epistolare confessandosi a distanza sulle reciproche esperienze di beatlesiani pi o meno accaniti, separati da un gap anagrafico (50 anni il primo, 70 il secondo) fondamentale per comprendere le colorate sfumature della loro nostalgica beatlemania alla ricerca del tempo che fu. Ma forse per capire appieno quel tempo giunge finalmente in Italia un testo atteso da quasi mezzo secolo, da quando insomma esce nel 1964 in Gran Bretagna: Una cantina piena di rumore di Brian Epstein (Arcana, pagine 172, euro 17,50) ossia Lautobiografia delluomo che invent i Beatles, buttata gi a caldo in piena ascesa dei Quattro di Liverpool, ma realizzata compostamente, puntando il dito sullostinazione necessaria a imporre a una major discografica, al pubblico inglese, al mondo intero una giovanissima rock band di cui lo stesso manager non far in tempo a vedere gli sviluppi artistici e limprovviso declino, perch suicida nel 1967 a soli 32 anni per cause ancora ignote.

ON THE ROAD
Dinosaur Jr.
Torna una delle band pi importanti del rock alternativo americano. Torino SABATO 25 MAGGIO (HIROSHIMA MON
AMOUR)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it EVENTUALI VARIAZIONI DI DATI E LUOGHI SONO INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONT

lafur Arnalds
Uno dei nomi nuovi della prolifica scena musicale islandese e di quella neoclassica internazionale. Padova SABATO 18 MAGGIO (MACELLO)

ha accompagnato Roger Waters in vari tour. Trieste DOMENICA 19 MAGGIO (SCUOLA


DI MUSICA 55)

Shellac
Post hardcore per la band di Steve Albini, Todd Trainer e Bob Weston. Roncade (Tv) MARTEDI' 21 MAGGIO (NEW
AGE) Milano MERCOLEDI' 22 MAGGIO (OFFIVINE CREATIVE ANSALDO)

Apparat
Elettronica e non solo per l'artista con base a Berlino, al secolo Sasha Ring. Milano GIOVEDI' 23 MAGGIO (TEATRO
DAL VERME) Torino VENERDI' 24 MAGGIO (HIROSHIMA MON AMOUR)

Prato MERCOLEDI' 22 MAGGIO (KELLER PLATZ) Roma GIOVEDI' 23 MAGGIO (ATLANTICO LIVE) Carosino (Ta) VENERDI' 24 MAGGIO
(BIBERE MUSIC FESTIVAL)

Otis Taylor
Il blues del musicista afroamericano. Bergamo LUNEDI' 20 MAGGIO (CLOCK
TOWER)

Guidolotti e lospite speciale Pietro Iodice, alla batteria. Nel secondo set lEnsemble di saxofoni del Conservatorio di S. Cecilia con Christian Maurer, Alfredo Santoloci, Antonio Caggiani e Gianluca Ruggeri. Il 19 termina anche il ciclo di lezioni sul jazz tenute dal musicologo Stefano Zenni che parler di Ko-Ko di Duke Ellington. Roma SABATO 18 E DOMENICA 19 MAGGIO
(AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA)

Quintetto Jazztales (M. Rosa, Paolo Tombolesi, Stefano Cantarano ed Ettore Fioravanti). Da seguire anche il gruppo Edge con Michael Rosen, Daniele Tittarelli, Greg Burk, Francesco Ponticelli e Adam Pache. Le iniziative di divulgazione vedono un omaggio a Thelonious Monk con Alberto Castelli e Marco Tiso e Jazz Standards, curato da Gerlando Gatto. Roma DA SABATO 18 A SABATO 25 MAGGIO
(CASA DEL JAZZ)

Piacenza Jazz Fest


La serata conclusiva dedicata alla premiazioni del concorso Chicco Bettinardi per nuovi talenti del jazz italiano. Per la sezione A (solisti) sono stati segnalati Matteo Giuliani (sax alto), Antonio Vivenzio (piano) e Claudio Vignali (piano); menzione speciale al giovanissimo sassofonista Lorenzo Simoni. Per la sezione B (gruppi) sono in lizza il Dynamic Trio di Eboli e il Mario Nappi Trio di Napoli. Piacenza SABATO 18 MAGGIO (SPAZIO
LE ROTATIVE)

Correggio Jazz
Nellambito della manifestazione Crossroads continua il festival al teatro Asioli. Sono previsti un recital in solo del pianista Enrico Zanisi (a cui stata affidata una carta bianca), lAlessandro Paternesi P.O.V. Quintet, il gruppo Neko di Francesco Diodati, El Portal, lensemble Sousaphonix del trombonista Mauto Ottolini e lo Yatra Quartet del contrabbassista Enzo Pietropaoli. Correggio (Re) DA DOMENICA 19
A MARTEDI' 21, VENERDI' 24 E SABATO 25 MAGGIO (TEATRO ASIOLI)

Swans
La band di Michael Gira in tour con un nuovo album all'attivo. Parma MARTEDI' 21 MAGGIO (CAMPUS
INDUSTRY MUSIC)

Death Grips
Due date per l'esplosivo duo californiano, tra punk e rap. Roma LUNEDI' 20 MAGGIO (CIRCOLO
DEGLI ARTISTI)

Milano MERCOLEDI'22 MAGGIO (BLUE NOTE) Ascoli Piceno GIOVEDI' 23 MAGGIO


(BREAK)

Offlaga Disco Pax


Il Gioco di societ del trio reggiano. Trieste SABATO 25 MAGGIO (MUSEO CIVICO
REVOLTELLA)

Bruce Springsteen & The E Street Band


Torna il rocker born in the Usa. Napoli GIOVEDI' 23 MAGGIO (PIAZZA
DEL PLEBISCITO)

Milano MARTEDI' 21 MAGGIO (TUNNEL)

Savages
Unica data italiana per la post punk band londinese tutta al femminile. Segrate (Mi) MARTEDI' 21 MAGGIO
(MAGNOLIA)

Lo Spirito del Pianeta


Parte la tredicesima edizione del festival che porta in Italia il meglio della musica etnica non professionistica, con gruppi provenienti da Spagna, Brasile, Ecuador, Costa d'Avorio, Messico,Indonesia, Scozia, Russia, Turchia, Louisiana e Italia. Chiuduno (Bg) VENERDI' 24 E SABATO
25 MAGGIO (POLO FIERISTICO)

Green Day
In Italia la pop punk band Usa. Rho (Mi) VENERDI' 24 MAGGIO (ARENA
CONCERTI FIERA) Trieste SABATO 25 MAGGIO (PIAZZA UNITA' D'ITALIA)

Dark Dark Dark


Una folk band in arrivo dal Minnesota. Padova LUNEDI' 20 MAGGIO (EX MACELLO) Marina di Ravenna (Ra) MARTEDI'
21 MAGGIO (HANA-BI) Segrate (Mi) MERCOLEDI' 22 MAGGIO (MAGNOLIA)

Casa del Jazz


I recital della settimana prevedono il quintetto Neapolitown, la New Talents Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini, Errando del chitarrista Giovanni Seneca; di forte interesse i due appuntamenti In a Sentimental Mood a cura di Filippo La Porta e Marcello Rosa. Si tratta di un viaggio sentimentale nel jazz e nella letteratura del Novecento con il

Musica per Haiti


Il comune di Firenze e la Fondazione F. Rava organizzano un concerto a sostegno dellospedale pediatrico Saint Damien di Haiti, a tre anni dal terribile terremoto. Sul palco la cantautrice Paola Turci e il trombettista Paolo Fresu, gi insieme per lalbum Attraversami il cuore. Firenze MARTEDI' 21 MAGGIO (TEATRO
DELLA PERGOLA)

Pulp
Una data per la band brit pop. Vimercate (Mb) SABATO 18 MAGGIO
(ACROPOLIS)

Festival del sassofono


Si conclude oggi la rassegna dedicata allo strumento ad ancia. Stasera si esibisce lo Italsax Quartet con Gianni Oddi, Filiberto Palermini, Alessandro Tomei, Marco

Dave Kilmnster
In tour solista il chitarrista della band che

Regione Toscana

Amico Museo
Visite di primavera
Ci sono amici che ti parlano della tua terra come mai avresti creduto Sono i musei della Toscana

18 maggio - 2 giugno 2013

www.regione.toscana.it/amicomuseo