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Resoconto Direzione Nazionale Pcl 9 10 Marzo 2013

3. CRQI e internazionale. Il punto stato introdotto da una relazione del compagno Franco Grisolia. La situazione nel CRQI si pu definire sostanzialmente statica. A dicembre si tenuta una riunione del Segretariato Internazionale sui generis: erano presenti FG per lItalia e Savas per la Grecia; due compagni dellesecutivo del PO, ma non Jorge Altamira; inoltre il compagno Iannis del EEK, Marco del PCL e un compagno del DIP (anche se solo per alcuni giorni). Il testo finale si pu definire politicamente corretto, con le solite esasperazioni verbali sui processi in corso (ad es. pi di ventanni dopo limplosione URSS, assistiamo ad un processo di restaurazione capitalistica in Europa orientale ed in Cina ed alla disintegrazione del blocco imperialista europeo .), ma con proposte politiche sostanzialmente valide. La riunione ha visto alcuni spunti di discussione positivi, anche per la personalit dei compagni argentini presenti (Pitrola e Pablo Rieznik), che hanno provato a capire ed interloquire con le nostre osservazioni. E che hanno avuto con tutti una relazione corretta, anche nei confronti del compagno del partito turco (verso cui cerano state, nel passato, polemiche molto accese e persino offensive da parte degli argentini). Dal punto di vista politico, in ogni caso, si confermato il blocco a qualunque ipotesi di avvio di un percorso congressuale del CRQI. Per il PO il CRQI infatti oramai sostanzialmente un coordinamento di fatto tra diverse organizzazioni, non pi una struttura unitaria con un proprio Statuto e delle regole interne di funzionamento. Per lEKK, al contrario, il CRQI si caratterizza ancora come unorganizzazione internazionale costituita, ci si aspetta ed augura un nuovo congresso ma non si intende forzare in quella direzione volendo proseguire il confronto e soprattutto il percorso deciso lo scorso autunno (conferenza europea, ecc). Noi abbiamo sottolineato come sia prioritario innanzitutto chiarire la nostra condizione (cosa siamo e cosa vogliamo fare). A lato della riunioni, gli argentini ci hanno chiarito che nel corpo del PO le nostre posizioni hanno ancora meno considerazione e attenzione che nel gruppo dirigente del PO stesso. Noi abbiamo sottolineato che questo non un elemento determinante: il punto la struttura democratica del partito e dellinternazionale e la possibilit del confronto tra posizioni diverse, anche se le nostre fossero di estrema minoranza. La discussione alla riunione di Atene si in particolare concentrata sulla Grecia. Tre sono sostanzialmente le posizioni che si sono espresse. LEEK, partendo dalla considerazione di essere un piccolo partito (nel voto e come struttura organizzata), ha un rapporto con SYRIZA (partecipazione a dibattiti pubblici, incontri, etc), ha una relazione con ANTARSYA (coalizione di forze dellestrema sinistra greca, tra cui la sezione del Segretariato Unificato sinistra critica, intorno al 1-1,5% alle ultime elezioni, ndr), ma intende mantenere la propria autonomia e indipendenza da entrambi. La mia impressione che, nella particolare situazione greca, manchi nel EEK una riflessione sul progetto di costruzione del partito, se non proponendosi di sviluppare se stesso nel tempo. Alle ultime elezioni lEEK (non presente in quanto la legge greca non prevede la raccolta di firme, ma il versamento di una cauzione a fondo perduto se non si hanno eletti di circa 60mila euro, che si erano versati appena due mesi prima) ha dato indicazione di voto per ANTARSYA, in quanto la forza pi a sinistra presente nelle urne, ma mantenendo relazioni corrette con SYRIZA. Per il PO, sarebbe stato meglio e politicamente pi utile per inserirsi nel processo di radicalizzazione di massa, dare indicazione di voto a SYRIZA per chiedere un governo dei lavoratori. Per il PCL, sulla base di una discussione in Comitato esecutivo (a maggioranza), abbiamo espresso una posizione ancora diversa: nelle particolari condizioni dalla situazione, sarebbe stato pi opportuno adottare una strategia di entrismo temporaneo in SYRIZA. Non solo quindi unindicazione di voto, ma la scelta del EEK di entrare nella coalizione di sinistra, per rafforzarsi nella sua fase di crescita e aprire una critica politica radicale nel momento di un suo

eventuale passaggio al governo. Allultima sua conferenza (congresso), la componente di sinistra di SYRIZA ha preso circa 25% (perdendo circa il 5% dal precedente congresso, ma in unorganizzazione che nel frattempo era passata da circa 3mila iscritti a circa 30mila): quindi conquistando nuove forze, in una dimensione molta significativa. Le componenti greche del PTS e del Segretariato Unificato (sinistra critica) segnalano che la strutturazione di SYRIZA ancora molto fluida, con ampi spazi di democrazia e discussione interna. Quindi il contesto ideale per entrare in questa organizzazione e costituire al suo interno una corrente rivoluzionaria in una dimensione di massa, in una fase di crescita e conquista di ampie fasce di consenso. Sul punto si preso sostanzialmente atto delle posizioni diverse. La riunione ha poi deciso lorganizzazione di un convegno europeo sulla crisi e i compiti delle forze rivoluzionarie. Un convegno organizzato dalle strutture mediterranee aderenti del CRQI (PCL, EEK, DIP turco), sulla base di un programma transitorio, da svolgere in Italia nel mese di giugno. Un convegno, nella risoluzione finale della riunione di Atene, da proporre allavanguardia politica e sociale in Europa. Per i greci e gli argentini, cio, un appuntamento a cui chiamare strutture, comitati e organizzazioni composte dalle avanguardie larghe della lotta di classe in Europa: strutture di fronte unico, comitati di lavoratori, sindacati di base, ecc (ad esempio, per il nostro paese, il Comitato nodebito); per noi lobbiettivo pi quello di un appuntamento di incontro e confronto con diverse formazioni politiche rivoluzionarie europee: in particolare le diverse frazioni di sinistra del NPA (in particolare quella degli ex-lambertisti; la minoranza ufficiale;il gruppo di Etincelle ex Lotte Ouvriere), lex sezione spagnola di FalceMartello; un piccolo gruppo austriaco, ecc. Il DIP sta provando a coinvolgere in questo percorso altre organizzazioni dellarea mediorientale, con cui in contatto o che incontrer a Tunisi (Forum sociale mondiale). Il convegno, appunto, non una conferenza del CRQI per delegati, ma un appuntamento pubblico di confronto e discussione, su una base programmatica. La delegazione del PCL dovrebbe essere composta dalla Direzione. Tenendo conto dei problemi di risorse finanziarie affrontato nel primo punto della riunione della Direzione, questa delegazione potrebbe essere ristretto alla Commissione internazionale ed i membri del Comitato esecutivo. Levoluzione successiva della discussione nel CRQI e dello stesso CRQI dopo il convegno europeo per il momento indeterminata. Allo stato attuale, probabilmente, si manterr lattuale situazione di stallo: un coordinamento pi o meno formale tra diverse organizzazioni nazionali. Ma vediamo come si svilupperanno gli eventi. Noi abbiamo il mandato del Comitato Politico di settembre sulla necessit di aprire una chiarificazione pubblica delle diverse posizioni nel CRQI, a partire da quella sul centralismo democratico. Non vedo comunque un quadro per uscire positivamente da questa situazione, e considero sbagliato rompere sic et simpliciter con il CRQI. Ri-aggiorniamo quindi la discussione dopo il convegno. Il compagno Eugenio Gemmo ha espresso la sua comprensione della relazione di Franco e anche la condivisione di molte delle osservazioni avanzate. Ma nel contempo ha espresso un dissenso netto sulle conclusioni politiche. Su SYRIZA, c una pieno accordo con lanalisi e la proposta avanzata da Franco. Sul CRQI, sarebbe necessario compiere convintamente unoperazione entrista a livello internazionale: organizzare in essa una nostra frazione pubblica. Cio agire nella nostra attuale organizzazione internazionale come se fossimo una corrente entrista in unorganizzazione diversa. Da due anni infatti siamo in questa situazione di stallo. Non possiamo pi accettarlo, adesso il momento opportuno per lanciare un appello pubblico per il centralismo democratico nel CRQI e inviarlo a tutti i militanti del CRQI. Non rimandare questa scelta e questa opportunit. Allo stesso convegno europeo dovremmo riaffermare quello che secondo dovrebbe essere il corretto funzionamento di un organizzazione internazionale, aprendo l la nostra battaglia politica pubblica. E in quel convegno, al di l di quanto decideremo come Direzione, vorrei esprimere comunque questa posizione, al limite come minoranza del PCL. Il compagno Luca Scacchi, tralasciando alcune ironie sul paradosso (e la contraddizione) di fare entrismo in un organizzazione di cui si co-fondatori, ha sottolineato che si fa entrismo solo in organizzazioni che lo permettono (che permettono un confronto pubblico tra posizioni

diverse e tra posizioni organizzate), come ha puntualizzato la stessa relazione parlando di SYRIZA. Nel CRQI non ci sono queste condizioni. Sarebbe quindi un entrismo sui generis? O solo loccasione di una rottura pubblica del coordinamento internazionale? Io credo che sarebbe semplicemente la rottura immediata, e per di pi in solitudine. Portando inevitabilmente ad una conclusione che credo sia tra le pi sbagliate e deleterie delleredit quarantennale della diaspora trotskysta, lauto-proclamazione di una tendenza internazionale intorno ad una singola organizzazione nazionale, con qualche singolo affiliato come contorno. Nei fatti, purtroppo, si sta imponendo la linea che avevo proposto al CP di settembre: il funzionamento del CRQI come coordinamento tra diverse organizzazioni e non pi come organizzazione internazionale unitaria. Purtroppo, perch questa evoluzione nei fatti travolge lelemento essenziale della mia proposta: il riconoscimento collettivo e pubblico del fallimento del percorso del CRQI, come base per mantenere e provare a far ripartire un raggruppamento internazionale tra diverse organizzazioni (nella chiarezza politica e nel rispetto reciproco). Una posizione che ci avrebbe permesso di condurre pi liberamente, e pi serenamente, una verifica politica con linsieme delle organizzazioni del CRQI, ed anche con altre organizzazioni non aderenti ad esso. Sul convegno europeo ci sono diversi margini di ambiguit: innanzitutto un appuntamento pubblico tra diverse organizzazioni. Ma nella proposta, tra organizzazioni rivoluzionarie di avanguardia politica e comitati di classe: quale tipo di dibattito o relazione mai possibile intessere tra il nodebito, un comitato di lavoratori in lotta greco e una frazione di minoranza del NPA? O proviamo a rivolgersi allavanguardia di classe (e, per le dimensioni e le condizioni di tutte le organizzazioni europee del CRQI, PCL compreso, mi sembra una proposta francamente velleitaria), o proviamo a convocare ed incontrare diverse organizzazioni e avanguardie politiche rivoluzionarie. Le due cose insieme mi pare generino confusione e, credo, perplessit in tutti i partecipanti. In ogni caso un convegno pubblico. Possiamo portare in quel contesto la dinamica, la discussione e il confronto nel CRQI? Io non credo. Se lo facessimo, sarebbe una scelta politica, una scelta politica rilevante. E sbagliata. Pur rispettando le posizioni di Eugenio, pur rispettando il suo diritto ad esser presente, lapertura a freddo in quel contesto di una polemica politica con il PO o con il CRQI si qualificherebbe di fatto come una rottura immediata dello stesso, ed anche come una rottura poco corretta, quasi un agguato politico. In conclusione, io confermo la mia proposta di settembre: dopo il convegno europeo, definiamo noi un documento in cui riconosciamo la conclusione dellesperienza del CRQI e prospettiamo il mantenimento di un coordinamento internazionale fra le sue organizzazioni aderenti. Poi, nel nostro congresso, apriamo la discussione su bilancio storico dellesperienza del CRQI e della situazione delle organizzazioni comuniste rivoluzionarie internazionali. L ridefiniamo una nostra linea di intervento, invitando anche le altre organizzazioni del CRQI, ma non solo. La compagna Tiziana Mantovani ha sottolineato la sconfitta della nostra linea. Per il DIP e lEEK il CRQI non esiste senza il PO, e quindi subordinano lazione, la linea e lo sviluppo del CRQI al mantenimento della relazione con il PO. Da qui lattuale situazione di stallo. Non vedo quindi spazi per sviluppare una battaglia politica interna al CRQI. Ma nel contempo non vedo prospettive o linee di azione credibili. Sarebbe necessario approfondire il confronto, dedicare qualcosa di pi delle ultime due ore di una direzione, una maggiore riflessione e elaborazione collettiva. Le opzione poste mi sembrano tutte opinabili. Nella proposta della relazione (Franco) mi sembra ci sostanzialmente un navigare a vista. In quella di Eugenio, lapertura di una battaglia di tendenza nel CRQI, colgo la correttezza di principio, sarebbe necessaria. In un organizzazione di cui noi siamo cofondatori non sarebbe entrismo, ma appunto una battaglia di tendenza. Ma la vedo problematica se non impossibile da condurre per le stesse caratteristiche del CRQI. Come la conduciamo? Per proclamazioni e documenti su internet o facebook? Non credibile. Dichiarare il passo indietro ad un coordinamento (Luca) non modifica la situazione, permette solo una maggior libert di azione, ma dovremmo anche idee pi chiare su cosa fare ed in che direzione andare. Non credo quindi che dovremmo decidere qui, necessario allargare linformazione

(documenti internazionali) e la discussione a tutti i componenti della Direzione stessa. Sul convegno: in Europa non vedo le condizioni per organizzare realmente un momento di confronto generale, n tra avanguardie politiche n fra quelle di classe. Ma non neanche una riunione interna del CRQI (di cui forse ci sarebbe bisogno). Mi sfugge quindi il senso e lutilit di questo appuntamento. Al termine del dibattito si tenuta una breve replica del compagno Franco Grisolia, che ha sottolineato come nella discussione si siano espresse sostanzialmente le stesse tre posizioni presenti al CP di settembre. Sono daccordo con Tiziana che non qui, non ora, che mettiamo a verifica la linea decisa a settembre e decidiamo. Altrimenti avremmo dovuto dedicare al punto unaltro spazio e un diverso percorso di preparazione della riunione. Era solo un momento di aggiornamento e chiarificazione della situazione. Forse ci sono dei limiti nella mia relazione: certo c sempre il diritto di chiedere un bilancio della linea di maggioranza del CP, ma la mia intenzione non era quella di ridiscutere la linea, ma semplicemente di valutare collettivamente come articolarla nei prossimi appuntamenti. Nel DIP c attesa per lo sviluppo e la costruzione di un polo europeo del CRQI, con molta attenzione ad alcuni elementi tecnici (sito, etc). LEEK sostanzialmente rimasto sulla posizione di settembre: noi costruiamo lappuntamento europeo, il convegno, e poi vediamo. Io approvo lidea di costruire, ma lancerei anche la battaglia politica. E cercherei anche di approfondire la riflessione su come costruire, con quali percorsi politici. Nei compagni del EEK emerge infatti una certa propensione allautoproposizione del CRQI come nuova internazionale, con alcuni rischi settari. Ad esempio: a breve si terr a Parigi una conferenza sindacale internazionale, promossa da Conlutas (sindacato di base brasiliano diretto dai morenisti) e che coinvolge Solidaire (per capirsi, la USB francese) e altre organizzazioni europee (Cgt spagnola, etc). Coggiola, un compagno dirigente del PO, docente in Brasile e dirigente dello stesso sindacato insegnanti di Conlutas, ci ha coinvolto. E noi ci siamo attivati per avere la presenza sia della Usb italiana, sia della Rete28aprile. I compagni greci erano tendenzialmente contrari alla partecipazione, valutandola semplicemente come una manovra moreniste. In conclusione, la linea rimane quella del CP: noi continuiamo la battaglia, ma non rompendo con il CRQI ma verificando le condizioni per il suo sviluppo. Infine sulla conferenza europea. Lappuntamento parallelo in Sudamerica, tenutosi qualche mese fa, si concretizzato in un incontro a lato di un convegno universitario, ed ha visto partecipare le sezioni latinoamericane del CRQI e tre singoli soggetti in pi. Non tre organizzazioni, tre persone, esponenti anche rilevanti della sinistra sudamericana (un ex drigente Petrobras riformista di sinistra, un esponente della sinistra Paraguayana distintosi contro la cacciata del presidente Lugo e un altro). Non stata nulla pi di questo. Nellappuntamento europeo possiamo forse fare un passo in pi, potrebbe essere utile se riusciamo ad organizzare un primo confronto con altre organizzazioni rivoluzionarie del continente. Certo, c un ambiguit e una confusione nellassetto dellappuntamento. ci si rivolge ad organizzazioni politiche e anche ad avanguardie di classe. La riunione cio non ha un baricentro, perch coinvolge sia comitati di lotta, sia forze politiche rivoluzionarie. Lo abbiamo esplicitamente fatto notare ad Atene, ma questa limpostazione che si collettivamente decisa (con la nostra perplessit). In ogni caso questa non e non sar la riunione del CRQI europeo, ma appunto un convegno del CRQI sulla crisi Europea, aperto ad altri. Come tale, non pensabile aprire in quel contesto una polemica od una discussione nel CRQI. Per certamente, a lato di questo, ci sar un incontro informale delle diverse organizzazioni del CRQI. In quel contesto, Eugenio se vorr potr legittimamente esprimere le sue posizioni. La Direzione, al termine della replica, ha approvato la conferma delle decisioni del Comitato Politico di settembre con 6 voti favorevoli, 1 voto ha ottenuto la proposta di aprire una battaglia di tendenza pubblica prima del convegno europeo, 2 si sono astenuto. La Direzione ha inoltre deciso di delegare alla partecipazione al convegno europeo di giugno, per il PCL, i componenti della Commissione internazionale e del Comitato esecutivo con 7 favorevoli e 2 astenuti.