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Appendice

1. Lettera del Sottoprefetto 1885.............................................................................................p.80


2. Statuto del 1873 del conservatorio Santa Teresa.................................................................p.83
3. Statuto del 1872 del conservatorio A.V.G...........................................................................p.89
4. Statuto del 1875 del conservatorio S.S. Rosario.................................................................p.91
5. Statuto 1974 IPAB "Conservatori Riuniti"..........................................................................p.93
6. Statuto 1999 IPAB "Istituti Riuniti di assistenza all'infanzia".............................................p.98
7. Documento del C.P.A.B. del 25 marzo 1964.....................................................................p.102
8. Atto di affranco del notaio Pietro Bianchi, 29 settembre 1964.........................................p.103
9. Depliant Casa di accoglienza "SS. Rosario".....................................................................p.106
10. IPAB "Conservatori Riuniti", delibera n.19 del 20 aprile 1999........................................p.108
11. Lettera di Livia Turco, 20 dicembre 2000.........................................................................p.112
12. Lettera di Suor Flavia Gravina, 13 giugno 2001...............................................................p.113
13. IPAB "Istituti Riuniti di assistenza all'infanzia", 3 gennaio 2002.....................................p.115
14. Consiglio di Stato, 21 febbraio 2001, N. Sezione 1297/2000...........................................p.118
15. Consiglio di Stato, 16 ottobre 2002, N. Sezione 3503/2002.............................................p.129

79
Lettera del Sottoprefetto 1885, pagine 1-4

80
Lettera del Sottoprefetto 1885, pagine 5-8

81
Lettera del Sottoprefetto 1885, pagine 9-11

82
STATUTO ORGANICO DEL
CONSERVATORIO DI S. TERESA
NEL COMUNE DI MASSALUBRENSE
REGIO DECRETO 20 aprile 1873

VITTORIO EMANUELE II
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA’ DELLA NAZIONE
RE D’ITALIA

Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’interno;
Visto lo Statuto organico proposto alla Nostra approvazione dall’Amministrazione del
Conservatorio di S. Teresa in Massalubrense;
Vista la relativa deliberazione della Deputazione Provinciale data nel 26 maggio 1873;
Vista la legge del 3 agosto 1862 sulle Opere Pie;
Abbiamo decretato e decretiamo:
ARTICOLO PRIMO
E’ approvato lo Statuto organico del Conservatorio di S. Teresa in Massalubrense, nella provincia
di Napoli, datato dal 20 aprile 1873 e composto di 37 articoli.
ARTICOLO SECONDO
Il presente Statuto sarà visto e sottoscritto dal Nostro Ministro Segretario di Stato per l’Interno, il
quale è incaricato dell’esecuzione del presente Decreto.
Dato a Sommariva Perno addì 23 settembre 1874.
Firmato – VITTORIO EMANUELE – contrassegnato G.CANTELLI –
Visto per estratto conforme – Roma il 5 ottobre 1874
Sezione – Ramo Opere Pie – NEREO DOMINICUCCI.

PREFAZIONE

Sia perché antichissima e secolare la sua istituzione di questo pio Stabilimento, sia perché per le
svariate vicende politiche avvenute furono smarriti i più preziosi titoli che si aveva, tra i quali è da
annoverarsi la sua fondazione, non puossi con documenti certi attestare la primitiva origine.
Per comune tradizione però, si ha che l’Istituto fu fondato verso la metà del secolo decimosesto
sotto il titolo di S. Teresa, e suo scopo si era quello di accogliere donzelle nubili e di civili natali
per sostenerle, educarle ed istruirle nelle lettere e nei lavori donneschi e preservarle dai pericoli
della società.
Ora i sottoscritti volendo richiamare la pia Opera alla sua primitiva ed originaria istituzione, con
alcune modifiche consentite dalla civiltà dei tempi hanno compilato il seguente Statuto Organico

STATUTO ORGANICO
DEL
CONSERVATORIO DI S. TERESA
NEL COMUNE DI MASSALUBRENSE

CAPO I
SCOPO DELL’ISTITUTO E MEZZI PER SOSTENERLO

Art. I°
Il Conservatorio di S. Teresa fondato nel Comune di Massalubrense nella metà del secolo
decimosesto ha lo scopo di accogliere gratuitamente oneste, povere e civili donzelle del Comune

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per sostenerle, educarle ed istruirle sì nelle lettere che nei lavori donneschi, affinché tornino utili a
se medesime ed alla civile società.
Art. 2°
Potrà bensì ricevere fanciulle col pagamento di una pensione da stabilirsi col regolamento interno,
tanto se native di Massalubrense, che appartenenti ad altri Comuni, rimanendo però ferme le
prescrizioni che saran dettate con lo articolo 4° Capo 2°, per quanto riflette l’età e le condizioni
sanitarie dell’alunna.
Art. 3
I mezzi per sostenere il Conservatorio saranno cavati dal proprio patrimonio composto di fondi
rustici ed urbani, censi, interessi di capitali, legati e di rendita sul G. Libro, oltre alle entrate
straordinarie per prodotti di lavori e pensione di alunne.

CAPO II
AMMISSIONE DELLE FANCIULLE E LORO USCITA
Art. 4°
Per poter essere accolte gratuitamente le fanciulle nel Conservatorio vi occorreranno i seguenti
requisiti:
1° Essere native e domiciliate nel Comune.
2° Di età non minore di 10 anni né maggiore di 15.
3° Di civili natali e povere
4° Buono stato di salute.
Art. 5°
Il numero dei posti gratuiti rimane presentemente stabilito per 15, salvo accrescerlo a misura che
miglioreranno le entrate patrimoniali del pio Istituto.
Art. 6°
Quando il numero delle aspiranti ai posti gratuiti che abbiano le condizioni necessarie per
l’ammissione, fosse maggiore della disponibilità e fra di esse non vi sia chi meriti riguardo di
preferenza, allora deciderà la sorte. Per le alunne a pagamento non si determina il numero, perché
saranno limitate alla capacità del luogo.
Art. 7°
L’uscita definitiva dal pio Istituto delle alunne così a posti gratuiti che a pagamento, rimane stabilita
all’età di 21 anni compiuti. Potrà l’Amministrazione in casi rari e speciali prolungare di altri due
anni la dimora di qualche alunna, in vista delle circostanze eccezionali in cui si trovasse.

CAPO III
EDUCAZIONE, ISTRUZIONE, LAVORO E TRATTAMENTO
Art. 8°
L’educazione consisterà nella maniera del portamento, nella gentilezza e affabilità dei modi, nella
somma nettezza della persona e nel corretto linguaggio domestico scevro delle sconcezze del
dialetto volgare.
Art. 9°
L’istruzione intellettuale sarà elementare di I° e 2° grado a tenore del prescritto della Pubblica
Istruzione.
L’istruzione religiosa, oltre ai sani principi di morale, consisterà nell’uniformarsi ai retti sentimenti
di virtù e di vita domestica, affinché diventino sagge senza superstizione ed ipocrisia.
Art. 10°
L’insegnamento del lavoro sarà vario ed ampio, purché le alunne ne siano capaci, dovendosi
preferire i lavori utili alla loro condizione, cominciando dalle cose più facili e comuni e
progredendo sino alle più difficili e delicate.
Esso però deve essere ordinato in guisa che col tempo riesca una fonte di lucro non solo per lo

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stabilimento, ma ancora per le alunne medesime.
Art. 11°
L’utile del lavoro netto di spese sarà diviso per due terze parti a beneficio dello Stabilimento ed il
resto a pro delle alunne lavoratrici, a ciascuna delle quali sarà assegnata la parte dovuta per
l’eseguito lavoro, ed alla fine di ciascun mese sarà allogata a frutto sulla Cassa di risparmio ed
intestata ad ognuna di esse.
Art. 12°
Il metodo di istruzione, educazione e lavoro, non che la distribuzione di esso nelle ore del giorno, e
la qualità e quantità delle vivande ed ogni altra cosa attinente al vitto sarà determinato dal
Regolamento interno.
Il trattamento però sarà sempre uguale per tutte le alunne.

CAPO IV
AMMINISTRAZIONE
Art. 13°
L’amministrazione e la direzione del Conservatorio, è affidata come per lo innanzi ad una
commissione composta di tre membri nominati dal Consiglio Comunale. Essi durano in ufficio tre
anni e si rinnova uno per ogni anno, cioè nei due primi anni per sorteggio fatto dalla stessa
Commissione e poscia per anzianità di nomina, potendo nondimeno essere riconfermati.
Saranno compresi nella parte da sorteggiarsi coloro che per accettate dimissioni e per altre cause
cessassero di essere componenti della Commissione medesima.
Colui che sostituisce un Amministratore uscito prima del compiuto periodo, rimane in carica tanto
tempo quanto avrebbe dovuto rimanervi il predecessore.
Art. 14°
Se per dimissioni o per altre cause venisse a scemare nel corso dell’anno il numero dei componenti
l’amministrazione, allora si procederà a straordinaria surrogazione.

Art. 15°
Gli amministratori eleggeranno tra loro il proprio presidente. In mancanza di esso ne farà le veci il
più anziano di nomina o il più anziano di età nel caso fossero di nomina contemporanea.

Art. 16°
Non potranno essere amministratori o perderanno tale qualità, coloro che non abbiano ad essere
elettori amministrativi.
Art. 17°
Sono attribuzioni della Commissione
1° Deliberare i bilanci ed i conti annuali;
2° Determinare i contratti da farsi e le loro condizioni, salvo l’approvazione della Deputazione
Provinciale nei casi dalla legge stabiliti;
3° Deliberare l’ammissione e la uscita delle alunne;
4° Nominare, sospendere e rimuovere gli stipendiati e salariati tanto nel servizio amministrativo che
economico e religioso, ed assegnare loro gli uffizii e gli stipendi nella misura determinata dal
regolamento interno del pio Istituto. La rinnovazione però dev’essere sorretta da gravi motivi;
5° Delegare con procura legale uno degli amministratori per rappresentante dell’amministrazione
nella stipula degli atti pubblici da approvarsi dalla Deputazione Provinciale;
6° Nominare il Tesoriere a riconoscere la validità della cauzione da prestarsi e determinare il
premio, retribuzione o stipendio;
7° Proporre, ove occorra, le modifiche al presente Statuto;
8° Compilare il regolamento interno da approvarsi dalla Deputazione Provinciale.

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Art. 19°
Sono attribuzioni del Presidente
1° Spedire gli avvisi per l’adunanza della Commissione, presiederla e dirigere la discussione;
2° Avere cura dello eseguimento delle adottate deliberazioni, quando non ne sia peculiarmente
affidato l’incarico ad uno dei governatori;
3° Dirigere e sottoscrivere la corrispondenza ufficiale, vigilare gli impiegati, sorvegliare la tenuta
dei registri, dell’archivio e l’andamento degli affari;
4° Provvedere all’osservanza delle leggi e dei regolamenti sulle opere pie, alla esecuzione delle
prescrizioni superiori ed al pagamento delle spese previste nel bilancio, ovvero ordinate con speciali
deliberazioni emettendo i rispondenti mandati;
5° Procedere alle verificazioni ordinarie e straordinarie di cassa presente il Tesoriere, facendone
risultare lo stato con atto verbale da presentarsi alla Commissione;
6° Sorvegliare l’andamento generale dell’opera pia;
7° Rappresentare in giudizio e nei contratti deliberati dal governo, lo Stabilimento e destinare gli
avvocati;
8° Sospendere in caso di urgenza gl’impiegati e prendere tutte le misure conservatrici riferendone
alla Commissione.
CAPO V
TORNATE – VOTAZIONI – DELIBERAZIONI

Art. 20°
Le adunanze sono ordinarie e straordinarie: Le ordinarie avranno luogo due volte al mese in giorni
fissati di comune accordo fra i membri della Commissione: Le straordinarie allorquando il bisogno
lo richieda sia per disposizione del Presidente, sia per dimanda d’uno dei governatori:

Art. 21°
Le convocazioni si fanno dal Presidente con avviso da spedirsi al meno un giorno prima della
tornata, indicando i principali affari a trattarsi.
Art. 22°
Le adunanze sono valide allorché vi intervenga oltre al Presidente o chi ne fa le veci, un altro dei
governatori.
Art. 23°
Se uno degli amministratori senza ragione o senza aver ottenuto congedo dalla Commissione, non
intervenga alle tornate per tre volte di seguito, ovvero rifiutasi senza giusti motivi compiere le
incombenze che gli volessero affidare, sarà dichiarato rinunziante o dimissionario.

Art. 24°
Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti, ed in caso di parità la proposta sarà trattata in
altra tornata con l’intervento dello intero governo.
Art. 25°
Ciascuno Amministratore può fare quelle proposte che creda utili, esse però non possono essere
discusse che nella prossima tornata, salvo il caso di gravissima urgenza.

Art. 26°
Gli atti verbali delle deliberazioni debbono sottoscriversi da tutt’i membri intervenuti, potendo
ciascuno farvi inserire il suo voto particolare e ragionato. Devono poi essere autenticati dal
Segretario e forniti di visto del Presidente, né se ne potrà lasciar copia a chicchessia o darne lettura,
senza il permesso della Commissione o delle autorità governative.

CAPO VI

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NORME GENERALI DI AMMINISTRAZIONE
Art. 27°
L’ufficio di Amministratore è gratuito, e niuno di essi potrà percepire assegnamento o
rimunerazione di sorta alcuna.
Art. 28°
La Commissione nel condurre l’Amministrazione del pio Istituto si atterrà alle norme prescritte
dalla legge sulle Opere pie e relativo regolamento.

CAPO VII
PERSONE ADDETTE AL SERVIZIO DELL’AMMINISTRAZIONE E DEL
CONSERVATORIO
Art. 29°
Sono addetti al servizio dell’Amministrazione
1° Un segretario che sosterrà pure l’ufficio di ragioniere;
2° Un Tesoriere;
3° Un servente.
Art. 30
Sono addette al servizio del Conservatorio per educazione, istruzione e trattamento
1° Una Direttrice;
2° Due o più istitutrici secondo il bisogno, da potersi anche prescegliere tra le più istruite della
famiglia e purchè si uniformino alle vigenti disposizioni sulla pubblica istruzione. In seguito
d’incarico ricevuto dall’Amministrazione una delle dette istitutrici in caso di impedimento o
assenza può prendere le veci della Direttrice;
3° Una Economa;
4° Una Infermiera;
5° Una coca;
6° una Portinaia;
7° E delle serventi quante ne ricerca il bisogno.
Art. 31°
Sono addetti al servizio sanitario
1° Un Medico
2° Un chirurgo;
3° Un salassatore.
Art. 32°
Sono addetti al servizio del culto nella Chiesa
1° Un Rettore;
2° Un sacerdote che adempia al necessario per gli obblighi delle opere di culto;
3° un servente.
Art. 33°
Tutte codeste persone addette al servizio sì dell’Amministrazione che del Conservatorio dipendono
dalla Commissione che ha la suprema direzione dell’opera pia. Ma la Direttrice esercita
l’immediata autorità su tutte quelle persone poste al servizio interno, e risponde del buon
andamento di esso alla Commissione, ed il Rettore della Chiesa parimenti ha alla sua immediata
dipendenza quelle addette al servizio ecclesiastico rispondendone alla Commissione immediata.

Art. 34°
Le attribuzioni, i doveri, la durata in ufficio, gli stipendi, salarii, emolumenti di tutte le suddette
persone, saranno stabiliti particolarizzatamente nel regolamento interno.

Art. 35°

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Il numero e lo stipendio o salario di tutti gl’impiegati non potranno essere accresciuti senza
l’approvazione dell’autorità tutrice.
CAPO VII
DISPOSIZIONI TRANSITORIE
Art. 36°
Nulla sarà innovato intorno alle donne che presentemente si trovano nel Conservatorio sia col
titolo di oblate, sia di converse.
Elleno vi resteranno con le stesse condizioni di stanza ed assegnamento finchè duri la loro vita.

Art. 37°
La Commissione amministratrice, quando lo creda conveniente per età, prudenza, abilità, deve
deputare le suddette ricoverate agl’uffici interni del Conservatorio non escluso anche quello di
Direttrice, sempre che si uniformino però a quanto detto con l’art. 30.

Massalubrense lì 20 aprile 1873


GLI AMMINISTRATORI
LUIGI TEOL. GARGIULO
ANTONIO CIEFFI
MARCO MOLLO

Ministero dell’Interno
Visto d’ordine di S.M.
Il Ministro – G. CANTELLI

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STATUTO ORGANICO

CONSERVATORIO DI AVE GRATIA PLENA

NEL COMUNE DI MASSALUBRENSE

REGIO DECRETO 22 ottobre 1872

***

VITTORIO EMANUELE II

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA’ DELLA NAZIONE

RE D’ITALIA

Sulla proposta del Nostro Ministro affari dell’Interno;


Visto lo Statuto organico del Conservatorio di A. G. P. in Massalubrense (Provincia di Napoli)
in data 25 novembre 1871.
Vista la relativa deliberazione della Deputazione Provinciale di Napoli.
Vista la legge del 3 agosto 1862 sulle Opere Pie;
Abbiamo Decretato e Decretiamo:

ARTICOLO 1 - E’ approvato lo Statuto organico del Conservatorio di A.G.P. in


Massalubrense (Napoli), in data del 25 novembre 1871 composto di N. 34 articoli; e sarà
munito del visto Ministeriale

ARTICOLO 2 - Il predetto nostro Ministro è incaricato della esecuzione del presente

Decreto

Dato a Napoli addì 22 ottobre 1872.

PREFAZIONE - Un tal Marco Cangiano di Massalubrense in detto Comune nel secolo


decimosesto col suo testamento del 7 luglio 1594 lasciava i suoi beni per la fondazione di un
Conservatorio sotto la denominazione di AVE, GRATIA, PLENA, allo scopo di ricoverare
nello stesso le donzelle orfane del suddetto Comune, ed i Vescovi Giovanni Battista Palma e
Lorenzo Asprella cedettero a tale uopo la Chiesa che era l’antico Vescovado, non l’episcopio
vecchio, come appare dai due istrumenti l’uno del dì 4 ottobre 1589 per Notar Giovanni
Domenico de Martino di Massa, e l’altro del dì 24 marzo 1602 per mano dello stesso Notaio.

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CAPO I - SCOPO DELL’ISTITUZIONE E MEZZI PER SOSTENERLA

Art. I° - Il Conservatorio di A.G.P. di Massalubrense (Napoli) fondato da Marco Cangiano


nel decimosesto secolo ha per iscopo di accogliere donne povere ed oneste del detto
Comune per istruirle ed educarle, affinché possono procacciarsi da sé il sostentamento,
preferendosi nelle ammissioni le orfane.

Art. 2° - I mezzi per sostenere la pia istituzione sono costituiti da beni patrimoniali, in
rendita iscritta sul Gran Libro del debito pubblico, canoni e censi che danno una annua rendita
di L. 5482.25 nette.

[...]

CAPO X - DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Art 34° -Nulla sarà innovato intorno alle oblate e donne di età maggiore che trovansi nel
Conservatorio.
Elleno vi rimarranno con le stesse condizioni di stanza di assegnamento finché duri la loro
vita, senza però che se ne possono ammettere altre per oblarsi. Da esse potranno scegliersi
quelle che si crederanno atte agli uffizi del Conservatorio.

Massalubrense lì 25 novembre 1871

Gli amministratori – L. Cacace – Raffaele Cacace – Gian.Battista Amitrano

MINISTERO DELL’INTERNO

Visto in relazione al R.D. in data 22 ottobre 1872 che approva il presente Statuto.
Pel Ministro - Cavallini

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STATUTO ORGANICO
DEL
CONSERVATORIO LAICALE DENOMINATO

SS. ROSARIO DI MONTICCHIO


DEL
COMUNE DI MASSALUBRENSE

REGIO DECRETO
22 dicembre 1875

VITTORIO EMANUELE II
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA’ DELLA NAZIONE
RE D’ITALIA

Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’Interno.
Visto lo Statuto organico del Conservatorio del Rosario di Monticchio nel Comune di
Massalubrense, deliberato dai suoi Amministratori in data 29 dicembre novembre 1875.
Visto il relativo voto della Deputazione Provinciale di Napoli in adunanza dell’8
febbraio 1876.
Visto la legge del 3 agosto 1862 N. 753 sull’amministrazione delle Opere Pie.

ABBIAMO DECRETATO E DECRETIAMO

E’ approvato lo Statuto organico del Conservatorio del Rosario di Monticchio nel


Comune di Massalubrense, in data del 22 dicembre 1875 composto di N. 31 articoli; ed il
medesimo sarà controscritto dal Nostro Ministro dell’Interno che è incaricato
dell’esecuzione del presente decreto.
Dato a Roma addì 9 marzo 1876 firmato VITTORIO EMANUELE –
CONTROSEGNATO – G. MANTELLI

CENNO STORICO
Una Suor Maria Cristina Olivieri, di condizione gentildonna della Città di Napoli, nello scorcio del
decimosettimo secolo si portò nella città di Massalubrense col determinato divisamento di fondare
ivi un Ritiro o Conservatorio sotto il titolo del SS. Rosario, e propriamente si recò in villaggio di
detta Città denominato Monticchio, ospitata in casa Tizzani, aprì delle pratiche per acquistare un
suolo edificatorio per quindi menare ad effetto il concepito pensiero sì giovevole per l’umanità.
Però non pochi furono gli ostacoli che ebbe a sostenere da parte di alcuni naturali, i quali
avversavano la pia opera, ma tutto vincendo e superando, riuscì pria ad acquistare un suolo
edificatorio, e poi vi costruì un piccolo ritiro, o Conservatorio, che tutt’ora esiste sotto l’indicato
titolo, destinato ad accogliere donzelle del paese di Massa per accudirle ed educarle, se povere
gratuitamente, se agiate a pagamento.
I beni e capitali che si aveva la fondatrice li donò al pio Luogo con espresso patto e condizione che
il Conservatorio debba essere sempre ed in perpetuum mundo durante.

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C A P O I°
SCOPO DELL’ISTITUZIONE E MEZZI PER SOSTENERLA

Art. I°
Il Conservatorio sotto il titolo del SS. Rosario di Monticchio in Massalubrense nel
XVII secolo fondato da Maria Cristina Olivieri da Napoli ha il duplice scopo: 1° accogliere
donne povere ed oneste del detto Comune, specialmente se orfane per istruirle ed educarle,
affinché possano procurarsi da se il sostentamento; 2° dare istruzione gratuita a fanciulle
povere che non possono essere accolte nel Conservatorio, e ciò in apposite scuole esterne,
quando vi sia possibilità di mezzi.

Art. 2°
I mezzi coi quali la pia istituzione si sostiene sono le rendite provenienti dai beni
patrimoniali, rendita iscritta sul Gran Libro del debito pubblico, canoni censi che
presentamente ammontano a circa lire 6000 netti di pesi governativi.

CAPO II°
CONDIZIONI GENERALI RIGUARDANTI LE ALUNNE

Art. 3
Nel Conservatorio vi saranno alunne così come a posto gratuito, che a pagamento di
pensione. Il numero delle alunne a posto gratuito sarà proporzionato alle entrate del
Conservatorio, quelle a pagamento alla capacità del luogo.
Nelle ammissioni di alunne a posto gratuito, saranno sempre preferite le orfane di ambo
i genitori a quelle di solo padre.
.
Art. 6
Giunte all’età di 21 anni compiti, le alunne tutte indistintamente debbono uscire dal
Conservatorio per dar posto alle altre. Se richieste dai parenti possono sortire anche prima.

CAPO IX°
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Art 31°
Nulla sarà innovato intorno alle oblate e donne di età maggiore che presentemente
trovansi nel Conservatorio.
Elleno vi rimarranno con le stesse condizioni di stanza di assegnamento finché duri la
loro vita.
Fra esse potranno scegliersi quelle che si crederanno atte agli uffici del Conservatorio.
Ogni altra vestizione di oblate rimane onninamente vietata per l’avvenire.

Massalubrense lì 22 dicembre 1875

Gli amministratori – Alfonso Cangiani – Luciano Cerulli – Costanzo Cangiani

MINISTERO DELL’INTERNO
VISTO D’ORDINE DI S.M – IL MINISTRO C: CANTELLI

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ENTE MORALE
CONSERVATORI LAICALI RIUNITI
S. Teresa – SS. Rosario – Ave Gratia Plena

STATUTO ORGANICO

Approvato dalla Prefettura di Napoli il 10.12.1974 – Prot n. 13674/v. 246

ENTE MORALE CONSERVATORI LAICALI RIUNITI


S.Teresa – SS. Rosario – Ave Gratia Plena

PREFAZIONE

Il vecchio Statuto organico del Conservatorio S. Teresa, avente lo scopo di accogliere donzelle
nubili e di civili natali per sostenerle, educarle ed istruirle nelle lettere e nei lavori donneschi,
preservandole dai pericoli della Società, venne approvato il 23.9.1874 e registrato a Roma il
5.10.874.

Lo Statuto organico del Conservatorio SS. Rosario Monticchio in Massa Lubrense,


approvato a Roma il 9.3.1876, avente lo scopo affine al Conservatorio di S.Teresa,
Conservatorio fondato da Suor Maria Carolina Olivieri nello scorcio del XVIII Secolo;

Il Conservatorio Ave Gratia Plena fu fondato dal Sig. Marco Cangiano con suo testamento del
7.7.1872 a norma della Legge 3.8.1862 sulle Opere Pie.

Premesso che i singoli statuti dei tre Conservatori hanno lo stesso scopo benefico ed affine;
Visto che il fabbricato del Conservatorio di Monticchio con Deliberazione n. 1 del 26.7.1959
approvata dalla Prefettura di Napoli il 5.9.1959 n. 101186 venne ceduto in enfiteusi perpetua alle
Suore Immacolatine Arorella di Massa Lubrense ed il fabbricato di proprietà del Conservatorio
A.G.P. venne altresì ceduto in enfiteusi al Sacro Ordine dei Padri Minimi di S. Francesco di Paola,
come da Deliberazione n. 1 del 1.2.1958, approvata dalla prefettura di Napoli il 18.8.1958 n.

93
38606/Div. V.

Considerato che è necessario ed utile aggiornare ed unificare gli Statuti dei tre Enti
fondendoli in un solo, unico nuovo Ente Morale mediante la approvazione del nuovo Statuto
Organico e dando la nuova denominazione di “Ente Morale Conservatori Laicali Riuniti di
Massa Lubrense” ed avente lo scopo di educare gratuitamente fanciulle e fanciulli poveri del
Comune di Massa Lubrense.

CAPO I°

SCOPO DELL’ISTITUZIONE E MEZZI PER SOSTENERLA

Articolo I°

I Conservatori Laicali Riuniti di Massa Lubrense hanno lo scopo di accogliere fanciulle e


fanciulli poveri del Comune di Massa Lubrense per educarli ed istruirli in apposite Scuole
Materne quando vi sia possibilità di mezzi, affinché tornino utili a se medesimi ed alla società.

Articolo 2°

I mezzi per sostenere la Pia Istituzione sono costituiti da beni patrimoniali di fondi rustici
ed urbani, nonché da Titoli di Rendita Pubblica.

CAPO 2°

CONDIZIONI GENERALI RIGUARDANTI GLI ALUNNI

Articolo 3°

Nelle Scuole Materne del Conservatorio vi saranno alunne e alunni a titolo gratuito ed a
pagamento di una retta non superiore alle £ 5.000 mensili.
Il numero degli alunni a posto gratuito sarà proporzionato alle entrate dell’Ente, quello a
pagamento alla capacità delle aule. Nella ammissione degli alunni a posto gratuito saranno sempre
preferiti gli orfani.

Articolo 4°

Gli alunni per poter essere accolti dovranno avere i seguenti requisiti:
1) essere nati e domiciliati nel Comune di Massa Lubrense, di età non inferiore ai 4 anni
né superiore ai dodici, di essere di sana costituzione fisica.

Articolo 5°

Tutti gli alunni sia a pagamento che gratuiti saranno educati ed istruiti nello stesso modo ed
avranno uguale trattamento.

Articolo 6°

L’educazione e l’istruzione degli alunni sarà affidata ad Insegnanti regolarmente abilitati


all’insegnamento nelle Scuole Materne, con preferenza alle Suore se ve ne siano abilitate.
Gli insegnanti dovranno attenersi scrupolosamente ai programmi previsti per le Scuole Materne
sia per ciò che attiene alla didattica e sia per ciò che concerne i lavori donneschi.

CAPO 3°

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DIREZIONE INTERNA DEI CONSERVATORI RIUNITI

Articolo 7°

La Direzione interna dei Conservatori è affidata ad un Direttore o Direttrice, che risponde di


tutto l’andamento delle Scuole Materne sia per la disciplina che per l’economia. Il Direttore o
Direttrice dipendono dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente ed ogni mese dovrà presentare
apposita relazione scritta al Presidente sull’andamento delle Scuole stesse.
Vi sarà un numero di Insegnanti diplomati proporzionato al numero degli alunni.

Articolo 8°

La nomina delle persone addette al servizio Scolastico sarà fatta dal Consiglio di
Amministrazione in base al Regolamento interno che ne determina le attribuzioni e le retribuzioni.

CAPO 4°

DELL’AMMINISTRAZIONE

Articolo 9°

L’Amministrazione dei Conservatori Riuniti sarà composta di tre membri, uno dei quali col
Titolo di Presidente. – Essi vengono nominati dal Consiglio Comunale e durano in carica per 4
anni e la scadenza sarà integrale allo spirare del periodo di carica.

Articolo 10°

Le attribuzioni del Presidente sono: convocare e reggere le adunanze; dare esecuzione alle
Deliberazioni adottate; dirigere e regolare la Segreteria, tanto per la tenuta dell’Archivio che dei
Registri, quanto per l’esatto e fedele adempimento degli affari; sottoscrivere la corrispondenza
ufficiale; provvedere alla osservanza delle Leggi e Regolamenti sulle Opere Pie e sia del presente
Statuto e del Regolamento interno. Rappresentare tutto il governo negli affari che interessano
l’Ente; provvedere alle verifiche ordinarie di Cassa presso la Tesoreria dell’Ente, facendone
risultare lo stato per atto verbale da presentarsi all’Amministrazione; vigilare che il Tesoriere
presenti puntualmente i Conti nel termine stabilito, promuovendo, in caso di ritardo, i
provvedimenti sanciti dall’art 22 del Regolamento del 27.11.1872.

Articolo 11°

In caso di assenza o impedimento del Presidente, esso sarà surrogato temporaneamente dal
Componente più anziano.

Articolo 12°

Le attribuzioni dell’Amministrazione sono: Deliberare i conti ed i bilanci; determinare i


contratti da stipulare; nominare gli Impiegati; riconoscere la validità della cauzione prestata dal
Tesoriere e determinare l’assegno da attribuirsi a lui nei limiti del Regolamento interno. Proporre,
ove occorra le modifiche al presente Statuto da approvarsi con Decreto del Presidente della
Repubblica. Deliberare infine su tutti gli atti che riguardano la amministrazione del Patrimonio e
l’uso delle entrate.

CAPO 5°

ADUNANZE E DELIBERAZIONI

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Articolo 13°

Le adunanze ordinarie saranno tenute almeno una volta al mese nel giorno che, di comune
accordo, stabiliranno gli Amministratori. Le adunanze straordinarie saranno tenute quando il caso
lo richieda.

Articolo 14°

Le convocazioni saranno fatte dal Presidente per invito scritto con la indicazione degli affari da
trattare e 24 ore prima della adunanza.

Articolo 15°

Le tornate sono valide quando intervenga almeno uno degli Amministratori oltre il Presidente o
di chi ne fa le veci.

Articolo 16°

Le votazioni si fanno a voti segreti, o palese; e quando concernono le persone, devono essere
fatte sempre a voto segreto.

Articolo 17°

Le Deliberazioni sono prese a maggioranza di voti; in caso di parità di voti la proposta si


intenderà respinta, e può proporsi in altra tornata con l’intervento di tutta l’Amministrazione.

Articolo 18°

Ogni Amministratore potrà fare le proposte che crederà utili, ma queste, tranne il caso di
urgenza, dovranno essere discusse, in una delle successive tornate.

Articolo 19°

Gli atti deliberativi devono essere sottoscritti dal Presidente ed autenticati dal Segretario e di
essi non si potrà dare lettura a nessuno senza il permesso dell’Amministrazione.

CAPO 6°

Articolo 20°

E’ vietato agli Amministratori di prendere parte nelle deliberazioni che riguardano i loro propri
interessi e dei loro congiunti od affini sino al 4° grado civile, come di prendere parte direttamente o
indirettamente ai contratti di locazione di appalti e simili che si riferiscano a beni da loro
amministrati.

Articolo 21°

Nessuno degli Amministratori potrà percepire compensi o remunerazioni sul Bilancio dell’Ente

Articolo 22°

Nella trattazione degli affari l’Amministrazione si dovrà attenere scrupolosamente al prescritto


della citata Legge 3.8.1862 e del rispetto del Regolamento.
L’Amministrazione ha l’obbligo di formare il Bilancio e rendere i Conti nei modi tracciati.

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Tenere in continua evidenza le entrate e le uscite, rinnovare nel tempo debito le iscrizioni
Ipotecarie, sottoporre alla Giunta Provinciale tutti gli atti soggetti all’approvazione della stessa.
Pubblicare i Bilanci prima di metterli in esecuzione, con avviso ed affissione all’Albo dell’Ente.
Procedere alla manutenzione degli stabili, canoni, censi ecc., alla possibilità di diminuire od abolire
alcune spese, alla conversione in Rendita su Debito Pubblico degli eventuali avanzi di entrate o
capitali riscossi; alla rivendicazione di giusti diritti; all’avviamento di eventuali liti, alla
rivendicazione in caso di turbato possesso; alle servitù passive ecc.
Presentare alla fine di ciascun anno all’Autorità Tutoria una relazione particolareggiata
sull’andamento morale, educativo, direttivo ed economico dell’Ente, sui miglioramenti conseguiti e
su quelli conseguibili, specie per quanto attiene alla Scuola Materna.

CAPO 7°

IMPIEGATI E SALARIATI

Articolo 23°

Al servizio dell’Amministrazione sono addetti un Segretario ed un tesoriere quest’ultimo con


idonea cauzione.
Articolo 24°

Le attribuzioni, i doveri, la durata degli Uffici, gli stipendi, emolumenti ecc. saranno stabiliti nel
Regolamento interno.

CAPO 8°

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Articolo 25°

Nulla sarà innovato al presente Statuto se non con apposito successivo Decreto del Presidente
della Repubblica.

Articolo 26°

L’Ente Morale a scopo culturale, a pro della gioventù locale, svolgerà attività artistiche e
culturali, istituendo corsi di preparazione di arte drammatica, musicali e corali.
Provvederà inoltre alla conseguente organizzazione artistica ed amministrativa, - (delibera
n. 5/76 del 18/12/1976)

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STATUTO ORGANICO
Approvato con Decreto n 12272 – 21 luglio 1999 -
della Giunta Regionale della Campania

“PREFAZIONE”

L’istituzione pubblica di assistenza e beneficenza denominata Istituti Riuniti di Assistenza


all’infanzia con sede in Massa Lubrense, trae la sua origine dai Conservatori Laicali Riuniti nati dalla fusione
nel 1974 dei Conservatori S.Teresa, SS. Rosario e Ave Gratia Plena aventi fini comuni.
Lo statuto organico del Conservatorio S. Teresa aveva lo scopo di “...accogliere donzelle nubili e di
civili natali per sostenerle, educarle ed istruirle nelle lettere e nei lavori donneschi preservandole dai pericoli
della società...”
Lo statuto organico del Conservatorio SS. Rosario aveva scopo affine a quello di S. Teresa.
Lo statuto del Conservatorio Ave Gratia Plena aveva lo scopo di ricoverare donzelle orfane del
Comune di Massa Lubrense.
Il fabbricato del Conservatorio di Monticchio con Deliberazione n. 1 del 26/7/59, approvata dalla
Prefettura di Napoli il 5/9/59 n. 101186 venne ceduto in enfiteusi perpetua alle Suore Immacolatine Arolella
di Massa Lubrense ed il fabbricato di proprietà del Conservatorio Ave Gratia Plena venne altresì ceduto in
enfiteusi al Sacro Ordine dei Padri Minimi di S. Francesco di Paola, come da Deliberazione n. 1/58 del
1/2/58, approvata dalla Prefettura di Napoli il 18/8/58 n. 38606/Div. V.

La Deliberazione n. 11 del 12/11/74 approvata dalla Regione Campania il 10/12/74 prot. 13674 v.
246 precisa che “...nella bella sede del Conservatorio S. Teresa vi è la possibilità di sviluppare tutta
l’attività di assistenza e beneficenza cui i tre Enti sono preposti mediante la educazione, istruzione ed
assistenza di fanciulli poveri del Comune...”.

Visto che per le mutate condizioni dei tempi e della assistenza e beneficenza, alcune norme dello
Statuto Organico non corrispondono più sia al fine dell’Ente, sia alle disposizioni legislative e regolamentari
emanate successivamente alla deliberazione di esso, si approva il nuovo Statuto Organico, dando la nuova
denominazione di “Istituti Riuniti di Assistenza all’infanzia S.Teresa – SS.Rosario – Ave Gratia Plena” ed
avente lo scopo di promuovere interventi di supporto educativo diffuso e di assistenza a favore dei bambini e
ragazzi del Comune di Massa Lubrense.

TITOLO I - ORIGINI - SCOPI – MEZZI


Articolo 1 -“SCOPI”

L’Istituzione pubblica di Assistenza e beneficenza ha lo scopo di:


1) promuovere iniziative di supporto educativo e culturale;
2) attivare interventi a favore dei bambini in situazione di svantaggio socio-culturale o di handicap;
3) approntare i mezzi e l’ambiente più opportuni per favorire il processo di socializzazione, per
prevenire fenomeni di disagio giovanile;
4) svolgere attività artistiche e culturali istituendo corsi di preparazione di arte drammatica, musicali e
corali;
5) attivare interventi diretti di assistenza straordinaria.

L’Ente opera nell’ambito degli indirizzi programmatici della Regione Campania e collabora con
Enti, Associazioni e Organi collegiali della Scuola aventi come fine precipuo l’educazione dei bambini e
ragazzi nella promozione e gestione dei servizi di supporto socio-psico-pedagogico.
Per il raggiungimento degli obiettivi di cui al presente Statuto, l’Istituzione pubblica di assistenza e
beneficenza può convenzionarsi con altre Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza o Enti pubblici o
privati non aventi scopo di lucro per la gestione di uno o più servizi.

Articolo 2 - “MODALITA’ DI FRUIZIONE E FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI”

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Le modalità di funzionamento dei servizi sono stabilite nel Regolamento interno

Articolo 3 - “MEZZI”

Tutte le risorse dell’Ente devono essere destinate direttamente o indirettamente al raggiungimento


delle finalità istituzionali.
L’Istituzione pubblica di assistenza e beneficenza provvede alla realizzazione delle proprie finalità
con l’utilizzazione diretta del proprio patrimonio, nonché con i proventi derivanti:
a) da contributi di Enti e privati;
b) da rendite del patrimonio stesso;
c) da proventi vari non destinati ad incremento del patrimonio.

Articolo 4 - “DESTINATARI”

I destinatari degli interventi di assistenza e beneficenza saranno bambini e ragazzi in età di obbligo
scolastico, compresi quelli frequentanti la Scuola Materna, residenti nel comune di Massa Lubrense.
TITOLO II

ORDINAMENTO ISTITUZIONALE
Articolo 5 - “ORGANI
Sono organi dell’Ente il Consiglio di amministrazione ed il Presidente

Articolo 6
“COMPOSIZIONE E DURATA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE”

Il Consiglio di amministrazione si compone di 3 Consiglieri compreso il Presidente, nominati dal


Consiglio Comunale. Il Presidente viene eletto dal Consiglio stesso nella sua prima seduta.
Tanto il Presidente che i Consiglieri durano in carica 4 anni.
I Consiglieri possono essere riconfermati.
In caso di decadenza, dimissioni o morte di un consigliere, il sostituto resta in carica tanto quanto vi
sarebbe rimasto il consigliere sostituito.
I consiglieri che senza giustificato motivo non partecipano a tre sedute consecutive, decadono dalla
carica.
La decadenza è pronunciata dal Consiglio di amministrazione, che ne dà immediata comunicazione
all’Ente che ha proceduto alla nomina ed alla Regione.

Articolo 7
“INDENNITA’ DI CARICA E/O DI PRESENZA”

Al Presidente e agli altri consiglieri non è corrisposta alcuna indennità per l’espletamento del proprio
mandato.
Articolo 8
“COMPETENZE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE”

Il Consiglio di amministrazione è organo di direzione politica e svolge compiti esecutivi.


Definisce gli obiettivi ed i programmi da attuare e verifica la rispondenza dei risultati della gestione
amministrativa alle direttive generali impartite.
Il Consiglio di amministrazione delibera:
· il bilancio preventivo
· il conto consuntivo e le relative variazioni;
· le piante organiche e relativi ampliamenti e trasformazioni;
· le alienazioni, acquisti, permute di immobili, contratti di comodato;
· le alienazioni ed acquisti di titoli;
· le allocazioni delle somme provenienti da alienazioni di immobili o titoli;

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· le trasformazioni e ristrutturazioni dell’Istituto;
· le modifiche statutarie, con maggioranza dei due terzi dei componenti;
· le assunzioni in ruolo ed ogni altro atto amministrativo relativo alla figura del Segretario;
· i regolamenti;
· gli impegni di spesa che, per il loro peculiare rilievo, richiedano un atto amministrativo assunto
dall’organo collegiale.
Ferma restando la collegialità delle funzioni deliberative, il Consiglio ha facoltà
di demandare, secondo un’apposita regolamentazione, compiti ed attribuzioni inerenti determinati settori
della vita dell’Ente ad uno o più consiglieri, tenuto conto della loro specifica competenza.
Le deliberazioni riguardanti le materie di cui al comma 2, non possono essere adottate in via
d’urgenza da altri organi dell’Ente, salvo quelle attinenti le sole variazioni di bilancio, da adottarsi dal
Presidente e da sottoporre a ratifica consiliare nella prima seduta e, comunque, nei sessanta giorni successivi,
a pena di decadenza.
Il Consiglio di amministrazione, inoltre, dovrà presentare alla fine di ciascun anno all’Autorità
tutoria, una relazione particolareggiata sull’andamento morale, educativo, direttivo ed economico dell’Ente,
sui miglioramenti conseguiti e su quelli conseguibili.

Articolo 9
“FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE”

Il Consiglio di amministrazione si insedia dietro convocazione del Presidente uscente entro dieci
giorni dal ricevimento del Decreto regionale che costituisce il Consiglio stesso.
Le sedute del Consiglio hanno luogo abitualmente una volta al mese e, in ogni caso nelle
epoche stabilite dalla legge per l’esame del Conto consuntivo, per l’approvazione del Bilancio preventivo e
le eventuali variazioni al medesimo, le altre ogni qualvolta lo richieda un bisogno urgente, sia per iniziativa
del Presidente, sia per domanda scritta e motivata di almeno un componente il Consiglio stesso, sia per invito
dell’Autorità regionale.
In questi casi il Presidente deve convocare il Consiglio entro sette giorni dal ricevimento dell’istanza
o dell’invito, salvo che quest’ultimo non disponga diversamente.
Le sedute, ordinarie e straordinarie, sono convocate dal Presidente mediante invito scritto indicante
data, ora e sede della riunione ed elenco degli oggetti da trattare, che deve essere consegnato al domicilio dei
consiglieri almeno tre giorni prima della data stabilita per la riunione.
In caso di urgenza, la convocazione deve pervenire almeno 24 ore prima della seduta.
Il Consiglio di amministrazione può deliberare su argomenti non compresi nell’ordine del giorno se
tutti i componenti sono presenti e nessuno si oppone.
Le sedute del Consiglio di amministrazione non sono valide senza la presenza di almeno due
componenti il Consiglio; il numero legale deve perdurare e ove venga a mancare nel corso dell’adunanza, il
Presidente la dichiara chiusa e ne ordina la menzione nel verbale.
Le sedute del Consiglio di amministrazione non sono pubbliche.
Alle sedute del Consiglio di amministrazione partecipa il Segretario dell’Ente, con funzioni anche di
segretario verbalizzante.
Il Presidente del Consiglio di amministrazione può invitare alle sedute chiunque per chiarimenti o
comunicazioni relative agli argomenti da trattare.

Articolo 10
“DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE”

Le deliberazioni del Consiglio di amministrazione debbono essere prese a maggioranza assoluta dei
voti degli intervenuti, tranne quelle riguardanti le modificazioni statutarie nonché l’elezione del Presidente
per le quali si richiede il voto favorevole della maggioranza dei componenti.
Per la validità della seduta non è computato chi, avendo interesse, giusto l’art. 15 della legge 17
luglio 1890, n. 6972, non può prendere parte alla deliberazione.
Le votazioni si fanno per appello nominale o a voti segreti; hanno sempre luogo a voti segreti quando
si tratta di questioni concernenti persone.
I verbali delle sedute del Consiglio di amministrazione sono stesi dal Segretario e firmati dallo

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stesso, da chi ha presieduto la riunione, nonché dai consiglieri intervenuti, ove ciò sia previsto dalla
normativa vigente.
Ciascun consigliere ha diritto che nel verbale si facciano constatare eventuali motivazioni di voto da
lui addotte.
Ogni proposta di deliberazione sottoposta al Consiglio deve essere corredata da parere in ordine alla
regolarità tecnica, contabile e di legittimità da parte del Segretario dell’Ente. Il testo dei pareri è inserito nelle
deliberazioni.
Tutti coloro che ne hanno interesse hanno diritto di ottenere a proprie spese copia degli atti
deliberativi dell’Ente.
Articolo 11
“FUNZIONI DEL PRESIDENTE”

Il Presidente esercita le funzioni che gli sono attribuite dalla legge, dai regolamenti statali e regionali,
dal presente Statuto e dai regolamenti interni.
In particolare:
a) ha la rappresentanza legale dell’Ente e cura i rapporti con gli altri enti ed autorità;
b) convoca e presiede il Consiglio di amministrazione, determinando l’Ordine del giorno delle sedute;
c) sovrintende all’esecuzione delle determinazioni del Consiglio;
d) sviluppa ogni utile iniziativa di collegamento con le amministrazioni pubbliche, con gli operatori
privati, con le espressioni organizzate dell’utenza o con altre organizzazioni interessate al campo di attività
dell’Ente;
e) assume sotto la propria responsabilità i provvedimenti di competenza propri del Consiglio di
amministrazione quando l’urgenza sia tale da non permettere la tempestiva convocazione, informandone il
Consiglio stesso per la ratifica;
f) per particolari motivi di necessità ed urgenza dispone per l’esecuzione degli atti di competenza dei
dipendenti in posizione apicale, dagli stessi non compiuti.
In caso di assenza od impedimento temporaneo del Presidente, il componente anziano ne fa le veci.
TITOLO III
Norme generali di amministrazione
Articolo 12
“ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI”

L’organizzazione dei servizi è improntata a criteri di economicità di gestione, di responsabilità, di


efficacia e di trasparenza.
Articolo 13
“ORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE”

La pianta organica, le modalità di assunzione, i doveri, i diritti, le attribuzioni e le mansioni del


personale sono stabilite dai regolamenti interni.

Articolo 14
“COMPITI E FUNZIONI DEL SEGRETARIO”

Il Segretario dell’Ente partecipa alle sedute del Consiglio con le funzioni previste dalla legge n.
6972/1890 e dai relativi regolamenti di attuazione.
E’ il garante della legittimità degli atti posti in essere dal Consiglio.

Articolo 15
“SERVIZIO DI TESORERIA”

Il servizio di cassa è svolto da un Istituto di credito ed è regolato da un apposito contratto deliberato


dal Consiglio di amministrazione.
Gli ordinativi di incasso e di pagamento non costituiscono titolo legale per il Tesoriere,
se non recano la firma degli amministratori, o in mancanza, di persona autorizzata con
deliberazione del Consiglio di amministrazione.

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