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Queste sono due traduzioni dei 10 precetti del M Itosu trovati su internet, sono leggermente differenti a causa della

traduzione dallinglesee credo dalla fonte acquisita, come differente la mia traduzione dei 10 precetti tradotta dal libro del M Gennosuke Igaki.

I 10 precetti del M Itosu


1) Il Karate non ha il solo scopo di disciplinare il fisico. Se e quando si verifica la necessit di combattere per una giusta causa, il Karate fornisce la forza danimo per rischiare la propria vita a supporto della giustizia. Non finalizzato alluso contro un singolo avversario ma la sua conoscenza deve servire come mezzo per evitare di ferire inutilmente gli altri con luso delle mani e dei piedi, anche qualora ci si trovasse a dover fronteggiare un malintenzionato.

2) Lo scopo principale dellallenamento nel karate quello di rafforzare i muscoli rendendo il fisico forte come ferro e pietra; in questo modo le mani e i piedi potranno essere usati come armi, allo stesso modo di lance e alabarde. Lallenamento nel Karate inculca il senso del coraggio e del valore nei bambini e la sua introduzione dovrebbe essere incoraggiata nelle nostre scuole elementari. Non dimenticate cosa disse il Duca di Wellington dopo aver sconfitto lImperatore Napoleone: "La vittoria di oggi stata ottenuta grazie alla disciplina coltivata nei terreni di gioco delle nostre scuole elementari."

3) Il Karate non pu essere appreso adeguatamente in un breve lasso di tempo. Come un toro intorpidito che indipendentemente dalla lentezza con cui si muove in grado di coprire migliaia di miglia, allo stesso modo chi si impegna nello studio diligente per due o tre ore ogni giorno, dopo tre o quattro anni di sforzo incessante vedr il proprio corpo profondamente trasformato, a rivelare la vera essenza del Karate.

4) Uno dei punti pi importanti nel karate lallenamento delle mani e dei piedi. Per questo motivo necessario fare sempre uso del makiwara. Per potersi allenare efficacemente abbassate le spalle, aprite i polmoni, focalizzate la vostra energia, fate presa fermamente sul terreno per radicare la vostra postura e abbassate il vostro Ki (forza vitale) nel tanden (sotto lombelico). Seguendo questa procedura eseguite da cento a duecento tsuki (colpi) per braccio ogni giorno.

5) Si deve mantenere una posizione eretta nellallenamento delle posizioni del Karate. La schiena deve essere dritta, i lombi devono essere spinti in avanti e le spalle devono rimanere rilassate, mentre si mantiene una potenza flessibile nelle gambe. Rilassatevi e

mantenete collegate le parti superiore ed inferiore del corpo con la forza del Ki focalizzata nel tanden.

6) Trasmessi oralmente, i kata del Karate contengono una miriade di tecniche e relativi significati. La decisione di esplorare in modo indipendente il contesto di queste tecniche, osservando i principi del Tuidi (teoria delluso) porter ad una pi agevole comprensione delle applicazioni pratiche.

7) Nellallenamento del Karate si deve decidere se la pratica deve essere finalizzata alla difesa o allo sviluppo della forma fisica.

8) Lintensit un argomento importante nellallenamento del Karate. Immaginare di essere sul terreno di battaglia durante lallenamento migliora la progressione. Per questo gli occhi devono esprimere fierezza mentre si abbassano le spalle e si contrae il corpo assestando il colpo. Lallenamento con questo spirito prepara per il combattimento reale.

9) Lintensit dellallenamento deve essere proporzionata alla resistenza e alla condizione fisica. La pratica eccessiva pericolosa per il corpo e pu essere riconosciuta dallarrossamento del viso e degli occhi.

10) I praticanti di Karate normalmente godono di una vita lunga e sana grazie ai benefici dellallenamento incessante. La pratica rinforza i muscoli e le ossa, migliora gli organi della digestione e regola la circolazione del sangue. Per questo, se lo studio del Karate verr introdotto nel programma atletico fin dalle scuole elementari e praticato estensivamente potremo forgiare uomini con incommensurabili capacit difensive.

1. Il fine del Karate-Do non quello di costruirsi un fisico robusto, ma di mettere la propria vita al servizio di una giusta causa. Durante lallenamento di ogni giorno dovete immaginare di combattere con pi avversari, ma se avrete la sfortuna di avere a che fare con un ladro o un aggressore, evitate di ferirlo gravemente colpendolo in un punto vitale. 2. Nel Karate opportuno allenarsi regolarmente per forgiare un corpo dacciaio, potenziando i muscoli al punto da renderli potenti come unarma. Allenandosi nel Karate con coraggio e determinazione fin dalle scuole elementari si arriver, con let adulta, al culmine della propria

condizione fisica. Questo stesso concetto dovr essere applicato a qualsiasi obiettivo (nella vita) ed alle altre arti marziali. 3. Abbiate pazienza! Da una a due ore di allenamento quotidiano per la durata di tre o quattro anni ed avrete un corpo di una robustezza e di una potenza inimmaginabili rispetto ad un nonpraticante. 4. Per ottenere unesecuzione ottimale di geri (calci) e tsuki (pugni) necessario lallenamento quotidiano al Makiwara e, per farlo nel modo corretto, il petto deve essere rigonfiato, ma le spalle devono rimanere basse e rilassate; bisogna inoltre mantenere i piedi ben ancorati al suolo. Fate poi scendere la Coscienza (concentrazione del KI) nel basso ventre, allora colpite 100/200 volte il Makiwara con lo stesso pugno. 5. La posizione ideale del Karate consiste nel tenere ben dritta la schiena, le spalle basse, le gambe solidamente ancorate al suolo e la coscienza (KI) fissa nel basso ventre, al fine dutilizzare lenergia generata dalle forze verticali antagoniste. 6. I Kata (e le tecniche) devono essere allenati con perseveranza allo scopo di averne la piena padronanza durante lapplicazione reale. I movimenti che compongono un Kata nascondono metodi di presa e liberazione invisibili e saranno, per lo pi, trasmessi oralmente dal Maestro. 7. Prima di esercitarsi in un Kata bisogna distinguere le tecniche che mirano a rinforzare il corpo da quelle puramente teoriche. 8. Allenarsi a guardare con gli occhi colmi di furore, le spalle basse ed il corpo pronto a reagire vi garantir una vittoria sicura anche in un combattimento reale. 9. Conoscere e rispettare i propri limiti. 10. E largamente dimostrato che praticare regolarmente Karate procura un longevit eccezionale: il corpo si sviluppa armoniosamente, lapparato digerente funziona meglio e la circolazione del sangue migliora. Per tutti questi motivi sarebbe vantaggioso introdurre nella scuola elementare basi delleducazione fisica e svilupparvi linsegnamento del Karate. Queste 10 regole potrebbero essere insegnate agli allievi delle scuole magistrali i quali, diventati insegnanti, le insegnerebbero a loro volta, in ogni regione, insieme alle altre materie. In meno di dieci anni il Karate conoscerebbe allora uno sviluppo su scala nazionale.

Itosu Anko - Okinawa, 1909


Tradizione Scritta

Questo articolo stato pubblicato nella rivista Arti dOriente (Marzo 1999) ________________________________________ Prima del XX secolo la tradizione marziale del karate (o tode, come era conosciuto ad Okinawa) era trasmessa fisicamente, visivamente e oralmente, e non era possibile trovare molto di scritto. Il primo documento riguardo il karate giunto fino ai nostri tempi. Il Karate, arte marziale originata nellisola di Okinawa, s unespressione fisica, ma altres una tradizione, una cultura. E come tutte le culture stata trasmessa con vari mezzi, compresa la scrittura. Quanto rimasto di scritto dellesperienza dei maestri e degli adepti che hanno fatto in modo che il karate giungesse fino a noi? E questi scritti sono disponibili anche ai giorni nostri? ________________________________________ Prima del XX secolo la tradizione marziale del karate (o tode mano cinese, comera conosciuto allora ad Okinawa) era trasmessa fisicamente, visivamente e oralmente, e non era possibile trovare molto di scritto. Il primo documento riguardo al karate giunto fino ai nostri tempi stato

scritto da Sokon Matsumura: non si pu definire un libro, ma piuttosto un documento, noto come Matsumura Bucho Ikko, redatto nel 1882 con scrittura a pennello e inchiostro a china, contenente il pensiero di Matsumura e consegnato ad uno degli allievi di Matsumura, Ryosei Kuwae. Il documento, conservato gelosamente dalla famiglia Kuwae e tradotto per la prima volta in inglese nel 1989, di straordinaria importanza per capire le idee e le convinzioni sulle arti marziali di Sokon Matsumura. E possibile comprendere linfluenza che ebbe Matsumura sullarte del karate elencando alcuni dei suoi allievi: Anko Asato, Anko Itosu (maestro di Gichin Funakoshi, fondatore dello Shotokan), Kentsu Yabu, Chomo Hanashiro, Chotoku Kyan. Tutti questi allievi, ed anche altri, una volta divenuti anchessi maestri, contribuirono a diffondere le idee del loro maestro, facendo giungere cos linfluenza di Matsumura fino ai giorni nostri. Chomo Hanashiro (1869-1945), un allievo di Sokon Matsumura e successivamente di Anko Itosu, scrisse nel 1905 alcune note sul kumite, Karate Shoshu Hen, famose perch in quelle note fu usato, per la prima volta in forma scritta, il termine karate mano vuota. Il gi citato Anko Itosu fu il maestro che pi fece per continuare la tradizione dello Shuri-te, la scuola di Matsumura, e fu altres la persona che riusc ad introdurre il karate come disciplina di educazione fisica nella scuola. Questintroduzione avvenne nel 1901, nella scuola elementare di Shuri e, dal 1905 al liceo e allistituto magistrale di Okinawa e comport una modifica del metodo di insegnamento fino allora adottato, per adattarlo ad una formazione di gruppo. Nel 1908 Itosu scrisse una lettera al Dipartimento per lEducazione della Prefettura di Okinawa, conosciuta come Tode Jukun (dieci precetti sul karate), in cui, per la prima volta, compare la divisione del tode in Shorin-ryu e Shorei-ryu. E da notare come, a differenza di Hanashiro, Itosu us ancora il termine tode. Il primo libro vero e proprio sul karate fu scritto da Gichin Funakoshi nel 1922. Il libro, Ryukyu Kempo Tode (Karate, arte marziale di Okinawa), fu scritto da Funakoshi in Giappone e rappresenta il primo esempio di un libro sul karate come possibile immaginarlo oggigiorno, strutturato in cinque parti principali: Cos il karate, Il valore del karate, Allenamento ed insegnamento del karate, Organizzazione del karate, Fondamentali e kata, per un totale di circa 300 pagine. La parte pi corposa del libro dedicata ai kata: Heian Nidan (Pinan Shodan), Tekki Shodan (Naifanchi Shodan) e Kanku Dai (Kushanku). Sono presenti alcune pagine dedicata allallenamento al makiwara e a tecniche di leva e proiezioni. Il libro, contenente non pi di 10 fotografie, illustrato da circa 200 disegni di Hoan Kusugi, un artista molto famoso in quei tempi, raffiguranti Funakoshi alle prese con i kata e con le tecniche di base. Lo stile riprodotto, non essendo lo Shotokan dei nostri giorni, deve essere per forza lo Shorin-ryu di Anko Itosu. Nel 1925 Funakoshi scrive il libro Rentan Goshin Tode-Jutsu (Tecnica del karate, rafforzamento energetico e autodifesa). Questo libro si pu ritenere una revisione del precedente, arricchito per dalla presenza di numerose fotografie raffiguranti Funakoshi alle prese con un numero pi cospicuo di kata, ben 15. Parecchi storici hanno notato una certa somiglianza tra i disegni riportati nel primo libro e le fotografie del secondo, il che farebbe pensare che le fotografie, scattate presumibilmente nel 1922, siano servite come modello per i disegni. Nel libro, cos come nel precedente, non si parla n di kihon, n di kumite, due pilastri dellallenamento odierno. Nel 1926 Choki Motobu, un praticante di okinawa dalla storia e personalit abbastanza singolari, scrive Okinawan Kempo Tode-jutsu Kumite-hen, dedicato quasi esclusivamente alla descrizione di tecniche di combattimento. Mentre linfluenza nella pratica del karate degli scrittori precedenti facilmente identificabile nelle scuole di karate odierne, altrettanto non si pu dire dellinfluenza di Motobu. Infatti Motobu non ebbe degli allievi completamente formati, ma il suo insegnamento fu recepito da maestri come Shoshin

Nagamine (Matsubayashi-ryu) e Yasuhiro Konishi (Shindo Jinen Ryu). Il nome di Motobu divenne famoso in Giappone dopo che la rivista King pubblic il resoconto di un suo incontro con un pugile (finito con il pugile messo k.o.). Non avendo avuto un maestro ben preciso, ma imparando le tecniche dalla pratica (si racconta era solito sfidare gli ubriachi alluscita dei locali notturni di Naha), il suo orientamento fu verso le tecniche di combattimento reali, e questa sua attitudine riflessa nel suo libro. Strutturato in tre parti, con la prima dedicata ad una introduzione storica e alla pratica del makiwara, e lultima dedicata a trattamenti medici basati sullutilizzo di erbe medicali ed altri rimedi naturali, la parte dedicata alle tecniche di combattimento presenta tecniche a corta distanza, con utilizzo di colpi di gomito, ginocchio e calci bassi. Tutti i documenti ed i libri precedenti sono stati scritti da maestri di Okinawa che hanno lasciato un segno tangibile sullevoluzione del karate. Uno dei libri pi interessanti, dedicati alle arti marziali di Okinawa, stato curiosamente scritto da due praticanti giapponesi, Misaburo Miki (Fumio Miki) e Mizuho Takada (Mizu Hotakada), nel 1930, Kempo Gaisetsu. Il segno pi evidente lasciato dai due autori sicuramente il loro libro, che riporta alcuni kata molto antichi praticati ad Okinawa. Il libro il risultato di un viaggio che Miki, studente delluniversit di Tokyo ed appartenente al club di karate della stessa, fece ad Okinawa nel 1929. Miki rimase ad Okinawa per non pi di tre mesi, ma gli furono sufficienti per visitare alcuni dei maestri pi noti dellepoca e per riportare alcuni dei kata da loro praticati. Lelenco dei kata comprende: Passai-Sho (e la variante Kyan-no-Passai), Chinte, Gojushiho (e la variante Yabu-no-Gojushiho), Oshiro-no-Seisan (kata derivato dallItosu-no-Seisan, da cui Funakoshi deriv Hangetsu). Nel libro sono anche presenti anche tre kata di bo (bastone; probabilmente il primo documento scritto sul kobudo di Okinawa). Lunica critica che si pu fare al libro che, come nel primo libro di Funakoshi, i kata vengono riprodotti per mezzo di disegni, piuttosto che con fotografie. Nel 1932, il gi citato Motobu, che si diceva essere illetterato, scrive il suo secondo libro, Watashino Tode-jutsu, dedicato ancora a tecniche di combattimento, ma con la presenza di un kata, Naihanchi, per alcuni lunico kata conosciuto da Motobu. Dei quattro stili pi diffusi attualmente nel mondo (Shotokan, Shito-ryu, Wado-ryu, Goju-ryu), abbiamo detto che Funakoshi (Shotokan) stato uno dei primi, tra i fondatori, a scrivere un libro. Per quanto riguarda Hironori Ohtsuka, fondatore del Wado-ryu, non scrisse nulla prima della seconda guerra mondiale (ma, vedremo tra poco, ebbe una parte importante nel terzo libro di Funakoshi). Qualcosa di scritto, seppur poco rispetto alla loro bravura ed esperienza, ci stato lasciato da Kenwa Mabuni (Shito-ryu) e Chojun Miyagi (Goju-ryu), tra laltro ottimi amici tra loro e compagni di pratica con il maestro Kanryo Higaonna. Nel 1934 Mabuni scrisse Kempo Karate-do: Sepai-no Kenkyu, dedicato al kata Sepai, comprese le applicazioni (bunkai), eseguite insieme a Yasuhiro Konishi. Nello stesso anno, il 23 marzo, Miyagi present la prima versione di Karate-do Gaisetsu (Spiegazione generale sul karate). Questo scritto rimasto custodito dalla famiglia Konishi per molti anni, fino a che non stato recentemente riscoperto e tradotto in inglese. Dello stesso scritto ne esistono altre due versioni, datate 28 gennaio e 28 maggio 1936, diverse dalla prima per alcuni particolari. Lo scritto, particolarmente caro a tutti i praticanti di Goju-ryu di Okinawa, presenta, oltre a notizie storiche, il sistema di insegnamento da lui ideato, sulla base di quello appreso dal suo maestro Kanryo Higaonna. Funakoshi scrisse quello che ritenuto il suo capolavoro nel 1935, Karate-do Kyohan. Il libro contiene oltre 300 fotografie, riproducenti Funakoshi nellesecuzione dei kata (15), e nellesecuzione di tecniche di kumite insieme al gi citato Hironori Ohtsuka, futuro fondatore del Wado-ryu. Interessante, ed inedita fino ad allora, la parte dedicata alla descrizione dei punti vitali

del corpo umano. Nel 1958 stata pubblicata una versione in inglese del libro, con lesecuzione delle tecniche eseguite da Tsutomu Oshima. Il libro altres importante perch Funakoshi utilizz il termine karate - mano vuota -, invece del fino ad allora usato tode - mano cinese. Il termine karate, con il significato di mano vuota, fu infine accettato anche ad Okinawa, nel 1936, nel corso di un incontro che riun alcuni dei migliori maestri dellepoca. Solo per citarne alcuni, furono presenti Miyagi, Motobu, Yabu, Hanashiro e Kyan. Del 1938 il libro di Kenwa Mabuni, Kobokempo Karate Nyumon, scritto insieme a Genwa Nakasone. E proprio Nakasone scrisse, nello stesso anno, il libro che ritenuto da molti il migliore del periodo prima della guerra, dal titolo Karate-do Taikan. Nakasone era un noto scrittore e praticante di Okinawa, allievo di Kanken Toyama, a sua volta allievo di Anko Itosu e Kentsu Yabu. Questa sua "nobile" discedenza gli permise di entrare in contatto con i migliori maestri dellepoca (tra laltro partecip, in rappresentanza di Kanken Toyama, alincontro del 1936 appena citato) e di radunare i loro contributi in un libro: Chomo Hanashiro (kata Jion), Shinpan Shiroma (tecniche di attacco e difesa), Kenwa Mabuni (kara Aragaki-Sochin), Chishin Chibana (kata Matsumura-noPassai), Hironori Ohtuka (difesa da attacchi di coltello), Shinken Taira (kata di bo). Per ciascun contributo, oltre ad una serie dettagliata di disegni, sono presenti anche alcune fotografie. Il panorama non sarebbe completo se non si citasse il Bubishi. Il Bubishi un antico trattato, composto da 32 articoli, di origine non chiara, probabilmente cinese, e non attribuibile a nessun autore. Diverse persone ne possiedono un esemplare copiato a mano, e le copie non sempre sono congruenti tra loro. Quello che invece chiara, linfluenza che questo documento ha avuto sui praticanti di Okinawa. Per esempio la parte dedicata alla descrizione dei punti vitali del corpo umano del libro di Funakoshi Karate-do kyohan ripresa da unarticolo del Bubishi. Miyagi utilizz un articolo del Bubishi come spunto per la scelta del nome da dare al suo stile. Motobu, nel libro Okinawa Kempo Tode-jitsu Kumite-hen, descrive dei trattamenti medicali basati su erbe chiaramente derivati da quelli presentati nel Bubishi. Mabuni, nel libro Kempo Karate-do: Sepai-no Kenkyu, scrive: "Dopo aver fatto una copia di un libro cinese sul kempo che il mio venerato maestro Anko Itosu aveva a sua volta copiato, ho usato questo libro per la mia ricerca e lho conservato segretamente come un tesoro". Il Bubishi scritto in cinese antico e la traduzione integrale ha comportato qualche difficolt. Solo recentemente stato tradotto, prima in giapponese e poi in altre lingue. Una traduzione parziale stata pubblicata nel 1984 da Tetsuhiro Hokama, praticante di Goju-ryu e curatore del museo dedicato alle arti marziali di Okinawa. Nel 1986 Tadahiko Otsuka, praticante di Goju-ryu, lo ha tradotto interamente. Questa traduzione stata la base degli estratti presenti nel citato libro di Tokitsu e nel libro in francese di Roland Habersetzer. Nel 1995 Tokashiki Iken, praticante di Gojuryu e di Tomari-te, che gi aveva aiutato Tadahiko Otsuka nella sua ricerca, ha pubblicato, in giapponese, una sua traduzione del Bubishi, comprendente unanalisi delle pratiche di combattimento descritte. Il Bubishi di riferimento per tutti questi libri era quello in possesso di Chojun Miyagi. Da unaltra copia del Bubishi, quello di Kenwa Mabuni ed in possesso della famiglia Konishi (n.d.a. ancora una volta!!), deriva il lavoro di Patrick McCarthy, culminato, dopo varie versioni (1987, 1990, 1992), alla versione finale, che si deve ritenere la traduzione pi completa ed organizzata. Di origine diversa la copia di riferimento utilizzata per la traduzione di George Alexander e Ken Penland, proveniente da Tsuneyoshi Ogura, praticante di Goju-ryu giapponese, della Gembukai di Kofu (Giappone). La possibilit di leggere documenti e libri dei maestri che hanno avuto un grande impatto nellevoluzione del karate reale, e credo che, in alcuni casi, sia meglio la lettura di questi documenti che la pratica con alcuni maestri odierni...

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