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la Repubblica

DOMENICA 19 MAGGIO 2013

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R CULT

ILMUSEO DEL MONDO


MELANIA MAZZUCCO
FOTO DI BASSO CANNARSA

LARTISTA

Edgar Degas (18341917), pittore francese. Di famiglia borghese, espone alla prima mostra degli Impressionisti, nel 1874. Ma, pi che gli esterni scelti dai compagni, preferisce rappresentare gli interni dei caff e dei teatri e il movimento delle ballerine

KLEE Ad Parnassum (6 gennaio)

BEATO ANGELICO Annunciazione (13 gennaio)

KOKOSCHKA La sposa del vento (20 gennaio)

ACHEROPITA Il Santissimo Salvatore (27 gennaio)

POLLOCK Full Fathom Five (3 febbraio)

RAFFAELLO Ritratto di Leone X (10 febbraio)

BCKLIN Lisola dei morti (17 febbraio)

DI COSIMO La morte di Procri (24 febbraio)

MONDRIAN Lalbero grigio (3 marzo)

CORREGGIO Giove e io (10 marzo)

MATISSE Violinista alla finestra (17 marzo)

GIOTTO Resurrezione di Lazzaro (24 marzo)

DE STAL Footballeurs (31 marzo)

LEONARDO Uomo vitruviano (7 aprile)

CZANNE La montagna SainteVictoire (14 aprile)

TIEPOLO Leducazione di Maria (21 aprile)

BURNE-JONES Il destino compiuto (28 aprile)

epoca conta, diceva. Se fosse vissuto nel 600, avrebbe dipinto opulente Susanne al bagno; allinizio dell800, odalische, come il venerato Ingres: corpi sognati, senza rapporto con la vita, solo con larte stessa. Ma Degas era nato nel 1834 e quando pose fine al suo apprendistato i pittori uscivano dai musei e piantavano il cavalletto sotto il cielo. Cercavano la verit feriale. Laspra realt. E i naturalisti scrivevano tetre storie di operai, prostitute e lavandaie: larte non doveva pi escludere i lavoratori. La modernit imponeva una nuova forma di bellezza, e talvolta esibiva la bruttezza, lenergia grezza della vita. Degas era un borghese ricco e di ottimi studi: nato per disegnare, si era formato copiando e assimilando i capolavori del Rinascimento, perfezionando la fermezza della linea, il modellato, la figura; rivendicava la continuit della tradizione e in politica divenne prudente. Eppure si ritrov, senza esitare, dalla parte dellinnovazione. La sua arte non tendeva alleloquenza n alla poesia, disse Valry: non cercava che la verit nello stile e lo stile nella verit. In disparte, protetto dagli occhiali con le lenti blu, libero da scuole e gruppi (bench sodale con gli impressionisti), influenz la pittura (europea e non solo) fino a 900 inoltrato. Credeva solo alla disciplina, al rigore, al mestiere: lavor anche quando la malattia agli occhi lo costrinse ad abbandonare i pennelli e i colori a olio per dedicarsi al pastello. Poich larte non si espande ma si riassume, la sua opera si concentra su pochi soggetti: corse di cavalli; ballerine (sul palco dellOpra, a lezione o esauste dietro le quinte, in uninfinit di scorci e variazioni); teatri, caff, uffici, modiste; stiratrici e infine solo donne senza attributi o identit: nude con tinozza. Le stiratrici occupano la sua fantasia per una quindicina danni. Nel 1874, a Edmond de Goncourt che visita il suo studio ingombro di Stiratrici (5 le esporr nella II Mostra Impressionista del 1876), infligge la spiegazione sulla differenza fra il colpo di ferro appoggiato e quello circolare: lo affascina la dura vita di quelle donne. Degas le studia al lavoro: lo interessa la loro manualit e la materia luminosa delle biancherie. Ma col passare del tempo losservazione partecipe si muta in entomologico distacco: le stiratrici diventano plebee sbadiglianti, sfatte dalla fatica, condannate allalcolismo. La stiratrice di Monaco la prima, e pi grande, della serie. La raffigurazione frontale: in seguito Degas sceglier punti di vista pi ricercati, col soggetto di tre quarti o di spalle. una sinfonia in bianco, orchestrata su pochi altri colori: le sfumature del rosa e del bruno quasi un dagherrotipo. La nota dominante allude anche al vapore che satura lambiente. Pennellate larghe e dense coprono la superficie della tela. La ragazza del popolo, giovanissima, paffuta, polposa, stira un lenzuolo: la stoffa, lucida, lascia intravedere un ricamo vegetale. Forse il lenzuolo di un corredo nuziale, ma non il suo: non potrebbe permetterselo. Degas, nevrotico dromomane, esplorava volentieri i quartieri operai, curiosava in modesti appartamenti bui. Si documentava con scrupolo. Ma qui come in altri suoi ritratti lambiente resta sommario e indefinito: la biancheria, appesa sui fili ad asciugare, forma la parete di fondo che serve a far spiccare pi netta la figura della stiratrice. Bocca rossa, capelli neri, pelle lunare, indossa una gonna scura e un corpetto bianco scollato. Gli

Quella prima stiratrice in posa per Degas pittore di donne che non amava le donne
occhi neri assonnati rivolti verso di noi. Ha lespressione intimidita e per fiera di chi s scoperta degna di posare per un artista. Degas, che a van Gogh sembrava un notaio e a Goncourt un ipocrita con lo sguardo obliquo da assassino, era brutale con le sue modelle: le rimproverava di mutare posizione senza permesso e spesso imprecava, insultava. Nella fase tarda, semi-cieco, aveva bisogno di toccarle, di averle sempre sotto mano. Qui, invece, si sistemato davanti al tavolo da lavoro: alla giusta distanza. La ragazza si sforza di restare immobile. Ma non pu. Cos Degas non riesce a stabilire la posizione delle sue braccia e della mano destra sul ferro da stiro. E forse nemmeno vuole. la dinamica del gesto che lo interessa. Lascia visibili sulla tela i pentimenti lombra irreale del braccio nella postura scartata. E la mano sul ferro (sdoppiata) sembra in movimento, come se due fotogrammi fossero stati sovrapposti. La ragazza si muove, il pittore si muove: si guardano. La corrente di empatia che passa dalluno allaltra diventa luce accecante. Degas che non si spos mai, per mancanza di passione, e visse con la fedele governante Zo Cloisier non ancora il cinico celibe attempato che disegna laide matresse nei bordelli, o donne nude mentre si lavano i piedi o escono dalla tinozza, di cui coglie la pienezza delle forme da angolazioni inedite, talvolta crudeli. La sua stiratrice dalle bianche braccia ha ancora la grazia della Lattaia di Vermeer. Ma attenzione. Larte artificio, diceva Degas. Richiede malizia, furbizia e inganno, come un crimine. Perch una realt sembri vera, bisogna che sia falsa. La sua non era affatto unarte spontanea. Catturava il vero dal vivo durante la posa, ma poi lo costruiva con lausilio della memoria. La Stiratrice sembra unistantanea, ma non lo . una scheggia di vita quotidiana ricreata con la freschezza del pennello con lanalisi e limmaginazione. Degas ha dato allanonima stiratrice parigina il volto di Emma Dobigny, dolce modella che dipinse altre volte, e che posava anche per Corot e Puvis de Chavannes. Forse il ritocco una forma di esorcismo, di distanziazione. Dopo la catastrofica guerra franco-prussiana e i massacri della Comune, il pittore si attard senza scopo apparente in Louisiana. Da l, nel 1872 scrisse al suo amico Tissot di ritenere che una stiratrice parigina dalle braccia nude valga pi di tutta la notevole bellezza di New Orleans. Fu la frase pi gentile che questo distaccato pittore di femmine ebbe mai per una donna.
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LOPERA
Edgar Degas: La stiratrice (1869-72 circa) Monaco Neue Pinakothek

OKEEFFE
Black Iris (12 maggio)

GRNEWALD
Crocifissione (5 maggio)