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Lo stalking. La difesa dellaccusato.

Nel 2009 stato introdotto un nuovo reato, atti persecutori che punisce chi con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurantee grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per lincolumit propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. La norma mira a reprimere il fenomeno noto come il cd. stalking (dal termine inglese to stalk, letteralmente fare la posta alla preda, mutuato dal lessico venatorio), fenomeno caratterizzato dallinsistente interferenza nella sfera privata altrui. Lintroduzione della nuova norma mira a colmare una lacuna di tutela determinata dallincapacit delle incriminazioni di minaccia, molestie e violenza privata a fornireunadeguata risposta repressiva ai casi di comportamenti criminosi consimili posti in essere in modo seriale e ripetitivo. Prima di poter ritenere fondata unaccusa di stalking occorre considerare attentamente gli elementi di cui essa si compone, non essendo ogni condotta molesta ascrivibile al grave reato di stalking. necessaria la reiterazione di molestie o minacce e, quindi, una pluralit di comportamenti tipici (omogenei o disomogenei) secondo uno schema che evoca la figura del reato abituale (o a condotta reiterata). Tra i comportamenti che possono essere considerati di stalking vi sonoappostamenti, minacce, ricatti, molestie, sorveglianza intrusiva, ripetuti contatti telefonici o tramite e-mail, chat, social network, continui tentativi di contatto, sguardi intimidatori, attenzioni sgradite, eccetera.

poi necessario che le condotte alternativamente,determinati eventi ossia: -

reiterate

nel

tempo

producano,

un perdurante e grave stato di ansia o di paura nella vittima; oppure un fondato timore per lincolumit propria o di persone vicine alla vittima; o, infine, il costringere la vittima ad alterare le proprie abitudini di vita.

Se questi eventi non si determinano (o non sono provati), il reato non sussiste,anche se va precisato che potrebbero sussisterne altri, meno gravi, come meglio si dir oltre. E proprio questo uno dei doveri del difensore dellincolpato che, per quanto possibile e provabile, confuter la pretesa accusatoria in ordine alla sussistenzadi uno degli eventi di danno previsti dalla norma. Il danno prodotto dalle condotte alternativo: in ogni caso si tratta di ipotesi che evidenziano la posizione della persona offesa come di un soggetto che vede lesa la propria libert morale, costretto ad una posizione difensiva a causa dellinvasivit degli atti vessatori posti in essere dallagente. Nel reato di atti persecutori rileva la risposta in concreto prodotta sul soggetto passivo effettivo e non lidoneit astratta dei comportamenti. Dal punto di vista soggettivo stalker pu essere chiunque: spesso lex partner, ma pu essere anche uno sconosciuto, un vicino di casa, un collega di lavoro. Il processo deve provare se laccusato abbia agito con dolo, cio con coscienza e volont, comprendendo e volendo le proprie azioni e levento come conseguenza delle reiterate condotte tenute. Il reato perseguibile a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela di 6 mesi. Tuttavia, il reato procedibile dufficio quando commesso nei confronti di un minore o di una persona disabile o quando stato preceduto da ammonimento (lavvertimento orale a cambiare condotta) da parte del Questore. Le pene previste per il reato di stalking sono il carcere, da 6 mesi a 4 anni. La pena viene aumentata se gli atti persecutori sono commessi dal coniuge legalmente separato o divorziato, o comunque da una persona che sia stata legata alla vittima da una relazione affettiva. La pena aumentata, fino alla met, anche quando gli atti persecutori siano commessi nei confronti di un minore, di una donna incinta o di una persona disabile, oppure quando il reato sia stato commesso con luso di armi o da persona camuffata nellaspetto. Attenzione dunque a quelle condotte moleste a margine di rapporti sentimentali e affettivi, che rientrano a pieno titolo nella pi frequente casistica del reato si stalking. Spesso sono contestate nel capo di imputazione condotte moleste collocabili cronologicamente prima della rottura del legame affettivo, quando, dopo la rottura del legame, diventano pi frequenti, petulanti e insidiose ed in tale caso (come , in generale, per tutti i procedimenti per stalking) il difensore deve prestare massima attenzione allesatto arco temporale a cui si riferisce laccusa (e si deve trattare di episodi al plurale proprio perch necessaria una certa serialit nei comportamenti perch sia effettivamente contestabile il reato di atti persecutori).

Riguardo al tempo, tuttavia, va tenuto in considerazione che il delitto stato disciplinato nel febbraio del 2009 e, quindi, le condotte cronologicamente poste in essere prima di tale momento non possono essere contestate come stalking, in forza del principio cardine di diritto penale dellirretroattivit della legge penale. Quando si viene a sapere di essere stati denunciati per stalking o se ne ha il sospetto necessario nominare un difensore perch il professionista possa verificare se pendono effettivamente le indagini preliminari (tramite listanza ex art. 335 c.p.p. Vedi nel sito) e si attivi per il miglior contrasto dellaccusa ipotizzata. Invero, non sempre le accuse di stalking sono effetivamente caratterizzate da tutti quesgli elementi giuridici e fattuali richiamati dalla norma (e sopra illustrati) ovvero lart. 612 bis c.p.. Alcune volte bench laccusa contestata sia quella di atti persecutori - sussistono gli elementi costitutivi di altri reati (meno gravi) previsti dal codice penale. Allora il difensore ha un ruolo fondamentale per evidenziare, quando opportuno, labbaglio e labnormit delle accuse ovvero per ridimensionare la gravit della posizione dellaccusato. Prima che venisse emanata la norma che incrimina gli atti persecutori come sopra descritti, le singole condotte potevano costituire elementi per riconoscere sussistenti altri reati, tutti meno gravi dello stalking. La natura del reato e liter che ha seguito nella sua nascita cons entono (a volte) al difensore la possibilit, da valutarsi caso per caso, non di negare singoli fatti, ma di ridimensionarli facendoli emergere nella loro unicit e minore gravita (anche dal punto di vista delle conseguenze sulla vittima). Come si accennato, i fatti in cui pu estrinsecarsi lo stalking, prima del 2009 (anno di promulgazione della Legge), venivano puniti singolarmente e in misura meno grave da singole norme che prevedevano singole condotte/reato. Il reato di stalking consta di una reiterazione di condotte che antecedentemente erano gi previste come reati avvinte (nel caso del reato di cui si tratta di atti persecutori) da un disegno unitario da parte delloffender e tali da provocare eventi lesivi alla vittima di portata maggiore rispetto a quelli solitamente conseguenti alle singole condotte considerate (ed attuate) in maniera isolata. Ci non toglie, per, che i singoli fatti, laddove sussistano i requisiti (non ultimo la querela di parte dove necessaria) possono essere perseguiti ai sensi delle norme che li puniscono nella loro unicit (ad esempio la siingola minaccia, la singola ingiuria, la singola molestia: tutte condotte che singolarmente rappresentano dei reati punibili con pene assai pi lievi rispetto a quelle previste per lo stalking). Attaccare, smontare, confutare, mettere in dubbio lelemento della reiterazione e dellunicit delle singole condotte , dunque, il primo passo per addivenire ad un esito pi favorevole per limputato di stalking; fermo restando (come detto) che potr essere accusato (ed eventualmente condannato) per i singoli reati eventualmente ravvisabili nei fatti descritti nellimputazione. Stalking e misure cautelari. Come noto, le misure cautelari personali sono misure in qualche modo restrittive della libert personale che intervengono prima che sia pronunciata una sentenza di condanna.

Stante la deroga al regime ordinario che vieta la restrizione della libert personale prima di una sentenza passata in giudicato (divieto di carcerazione preventiva), i requisiti perch si possa disporre una misura cautelare sono molto rigidi e ci a tutela della persona che ne potr essere sottoposta e quindi patir la restrizione. Oltre alle note misure cautelari (si pensi alla custodia cautelare in carcere, agli arresti domiciliari), nella materia dello stalking stata introdotta una misura ad hoc: - quella del divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima. Applicando tale misura cautelare il giudice, su richiesta del pubblico ministero, pu prescrivere allimputato di non avvicinarsi a luoghi determinati, abitualmente frequentati dalla persona offesa, dai prossimi congiunti di questa o da persone legate da relazione affettiva o convivenza con la persona offesa. Inoltre, il giudice pu prescrivere allimputato di mantenere una determinata distanza dai predetti luoghi e vietare di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con la persona offesa e le altre persone sopra menzionate. Perch si possa disporre tale misura necessario che, fermo restando il rispetto dei principi generali (gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari) che vi sia puntuale verifica in termini modali e temporali della vicenda denunciata e oggetto delle indagini. I gravi indizi (nel caso specifico dello stalking) sussistono quando vengono accertati con quel grado di certezza consentito dalle attivit svolte durante le indagini preliminari episodi di violenza e minaccia, per mezzo di documenti quali referti medici relativi ad eventuali lesioni patite. I fatti devono essere letti in modo univoco e complessivo, tenendo conto delleventuale occasionalit delle condotte denunciate oppure leventuale sistematicit modale e temporale delle condotte aggressive, violente e mortificanti la dignit della persona offesa. Non basta certo e per certi aspetti non dovrebbe nemmeno bastare soprattutto nel caso in cui i rapporti tra le parti sono fortemente deteriorati da tempo la sola versione della vittima non supportata da alcun riscontro esterno. Il difensore dellaccusato giocher un ruolo fondamentale per evidenziare la carenza dei requisiti per disporre misure cautelari, sia prima che queste vengano disposte, che successivamente, per chiederne un riesame, cio una rivalutazione. Gi durante le indagini preliminari ed eventualmente in occasione dellapplicazione di una misura cautelare in danno dellincolpato, il ruolo del difensore fondamentale per smontare la tesi accusatoria e ipotizzare soluzioni alternative e difensive, nonch per effettuare indagini difensive che possano evidenziare elementi a favore dellaccusato. Tuttavia, occorre considerare che la giurisprudenza si espressa a favore dellapplicazione della misura cautelare anche quando la patologia di ansia in capo alla vittima non sia scinetificamente provata (la Corte di Cassazione afferma che la misura cautelare deve prevenire tale patologia eventuale). Ma qual allora lentit e la qualit della prova da raggiungere perch siano accertati i gravi indizi di colpevolezza necessari perch si proceda a disporre la misura? Al di sotto di quale misura laccusato non pu essere sottoposto alla restrizione della propria libert nello spazio? Una risposta univoca non c.

Tuttavia la Cassazione si espressa affermando che deve essere considerata la finalit cautelare di queste misure e quando i comportamenti lesivi sono numericamente imponenti e si protraggono nel tempo (come nel caso di un centinaio di telefonate al giorno per quattro mesi) il danno implicito e non necessario provarlo con referti medici, n necessario che la molestia sfoci in una patologia conclamata: la tutela cautelare serve proprio ad arrestare le molestie prima che il disagio sfoci in vera patologia. Il difensore, per, potr evidenziare ad esempio una preesistente patologia affine a quella lamentata, cos ipotizzando che il disagio o il malessere della vittima non sono riconducibili ai fatti ascritti allaccusato, oppure potr evidenziare le ragioni dei contatti frequenti con la vittima oppure, ancora, la loro reciprocit sintomatica di contatti non abusivi (e molesti) ma rientranti nei canoni della normalit di quella che pu essere, ad esempio, una separazione conflittuale. Stalking e ammonimento.

Prima ancora della denuncia, chi ritiene di essere vittima di stalking pu attivare un procedimento parapenale segnalando i fatti e chiedendo che nei confronti del presunto colpevole sia emesso un provvedimento amministrativo di ammonimento. Si tratta di unammonizione orale con cui il Questore invita il presunto stalker a tenere una condotta conforme alle legge. Tuttavia, a garanzia dei diritti dellaccusato, previsto che, in linea generale, allo stesso sia dato avviso dellavvio del procedimento perch possa essere sentito in ordine agli addebiti mossigli. Non avendo potere giurisdizionale, il Questore investito della questione apre un procedimento amministrativo improntato alla celerit, assumendo le informazioni del caso e sentendo laccusato. Le finalit dellistituto dellammonimento del Questore sono quelle tipicamente cautelari e preventive: il provvedimento preordinato a che gli atti persecutori non siano ripetuti e non abbiano esiti irreparabili. Essendo queste le

finalit, il provvedimento deve avvenire in tempi rapidi, funzionali ad interrompere lazione persecutoria. Tuttavia, se vi sono ragioni durgenza, legittimo che il destinatario del provvedimento non sia interpellato in anticipo; ci, di fatto, provoca una lesione del diritto di difesa e del contraddittorio, visto che in tal caso di urgenza -lammonimento pu essere emanato esclusivamente sulla base degli elementi forniti dal solo soggetto interessato alladozione del provvedimento (la vittima). La parte interessata, per, pu agire per il riesame del provvedimento amministrativo. Naturalmente, le particolari esigenze di celerit devono essere ben motivate e sorrette dalle ragioni del convincimento del Questore in quanto, in termini generali, laccusato di stalking deve essere sentito prima dellemissione del provvedimento di ammonimento. Dare notizia dellavvio del procedimento solo diversi mesi dopo lesposto presentato dalla presunta vittima di atti persecutori impedisce al diretto interessato di partecipare proficuamente al procedimento. Secondo il Consiglio di Stato deve dunque essere dato avviso al presunto stal ker perch lammonimento deve seguire solo allesito di un apprezzamento circa la plausibilit e verosimiglianza delle vicende esposte dalla persona denunciante, tutti gli elementi raccolti dal Questore concorrono a formarne il convincimento circa la fondatezza della richiesta di provvedere. La giurisprudenza ha affermato che alla limitata partecipazione al procedimento da parte dellammonito consegue difetto di istruttoria, poich linteressato, nel controdedurre in giudizio su molte circostanze a lui addebitate, ha la possibilit di provare che, ai fini di una corretta formazione del proprio convincimento, il Questore deve necessariamente acquisire una serie di ulteriori valutazioni la cui mancanza non consente di avere un chiaro e completo quadro della vicenda e quindi di provvedere correttamente. Lanalisi della disciplina dellammonimento del Questore utile per la corretta comprensione del quadro generale con cui il legislatore ha stabilito che il reato di stalking normalmente perseguibile solo a querela di parte nel termine di sei mesi -diventa procedibile dufficio se preceduto da ammonimento. Le conseguenze sono, quindi, di non scarso rilievo, ed bene che il procedimento teso allammonimento sia seguito da un difensore, gi nella fase iniziale. Vale la pena di ricordare che se un reato perseguibile a querela, la parte interessata pu decidere di rimettere la querela, anche a fronte di un risarcimento o una proposta transattiva, laddove, invece, il reato perseguibile di ufficio, la persona offesa non potr in alcun modo neutralizzare la potest punitiva dello Stato che si estrinseca nel procedimento penale (anche quando vedesse ridimensionate le conseguenze e le reazioni denunciate a suo tempo, magari dettate da impulsi del momento). E se la richiesta del provvedimento di ammonimento per atti persecutori infondata? Chi lha richiesta rischia di essere condannato per calunnia? Secondo la giurisprudenza che si espressa sul punto finora, non configurabile il reato di calunnia, anche quando si siano prospettate circostanze non veritiere nella richiesta di ammonimento. Il reato di calunnia, giova ricordarlo, si configura quando con querela, denunzia, richiesta o istanza allAutorit giudiziaria o ad altra Autorit, qualcuno incolpi altri pur sapendolo innocente. Tuttavia, secondo la giurisprudenza, poich

lammonimento finalizzato a scoraggiare atti persecutori e a far s che i comportamenti censurati non siano ripetuti e non abbiano esiti irreparabili (finalit preventiva), ci si trova in una fase del tutto preliminare allazione, il cui esercizio rimane del tutto eventuale e, anzi, lemissione dellatto amministrativo, quando ne sussistano i requisiti, mira proprio ad escludere lesercizio dellazione penale. Poich nessuna azione penale esercitata, nessuna accusa pu ravvisarsi in senso tecnico nel prospettare circostanze allinterno di un sollecito al Questore di provvedere allammonimento. Attesa la natura esclusivamente preventiva dellammonimento continua la sentenza di legittimit neppure in via ipotetica, latto proposto pu produrre linstaurazione di un giudizio penale, che costituisce lessenza del reato di calunnia ipotizzato, sicch anche lespressione in essa di circostanze non vere, se pure potr dar luogo a legittime richieste risarcitorie, non idonea a realizzare lipotesi di reato; dunque escluso il pericolo di un inutile svolgimento dellattivit giudiziaria (che laltro bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice della calunnia insieme allonore e alla libert personale del soggetto incolpevole). Infatti, la richiesta di un atto tipico di natura amministrativa, qual lammonimento richiesto al Questore, non consente allAutorit amministrativa di farne dufficio denuncia allAutorit giudiziaria. Peraltro, non trattandosi di un tipico atto previsto dalla norma che incrimina la calunnia (art. 368 c.p.) lAutorit amministrativa non ha lobbligo di riferirne allAutorit giudiziaria. Gli ordinamenti anglosassoni sono stati i primi ad affrontare specificamente il problema della definizione normativa del fenomeno. Alcune leggi definiscono lo stalking come lintenzionale, malevolo e persistente comportamento di seguire o molestare unaltra persona. Alcuni Stati richiedono che insieme alle molesti e sia presente una minaccia credibile, cio una minaccia (verbale o scritta di violenza) rivolta alla vittima, e che sia verosimile che il persecutore intenda e abbia la possibilit di dare attuazione a tali minacce. Alcune leggi indicano come necessario un tipo di condotta in cui il persecutore (o stalker) consapevolmente, intenzionalmente e ripetutamente pone in essere nei confronti di una persona specifica una serie di azioni (ad esempio mantenersi in prossimit o esprimere minacce verbali o scritte) prive di alcuna utilit legittima e tali da allarmare, molestare o suscitare paura o disagio emotivo in una persona ragionevole. In alcuni Stati, quando manca lelemento di minaccia esplicita, si considera meno grave il reato e le pene e i provvedimenti sono meno gravi; altri lo considerano semplice molestia. In Canada esiste il delitto di molestia criminale, che consiste nel molestare intenzionalmente o imprudentemente unaltra persona in uno dei modi specificamente indicati, e cio: a) pedinano la vittima o comunicando direttamente o indirettamente con la stessa o con suoi conoscenti; b) spiando e sorvegliando i luoghi dove la persona presa di mira o un suo conoscente risiede, lavora o comunque si trova; c) mettendo in atto condotte minacciose di qualsiasi tipo dirette alla vittima o a suoi familiari, tali da indurre la stessa a temere ragionevolmente per la sua sicurezza (cfr. per ulteriori specificazioni Abrams KM, Robinson GE. Stalking part 1: an overview of the prob-lem. Can J Psychiatry 1998; 43:473- 6). Anche il Regno Unito si dotato di una normativa che prevede che una persona non deve attuare una condotta che sa o che dovrebbe sapere essere causa di molestia ad unaltra; se una persona ragionevole in possesso delle medesime informazioni penserebbe che la condotta dellimputato corrisponde a molestia, ci significa che il crimine stato commesso. Occorre peraltro dimostrare che limputato sapeva o avrebbe dovuto sapere che la sua condotta avrebbe causato timore di violenza nella vittima. La normativa britannica prevede che, nel caso di semplice abuso verbale, per integrare la fattispecie punibile necessario che gli atti di molestia siano ripetuti almeno due volte. In presenza di altre condotte, invece, quali quelle di inviare doni o omaggi floreali non graditi, la

soglia di punibilit pi alta (cfr. Parrott HJ. Stalking: evil, illness, or both? Intern J Clin Practice 2000;54:239-42). // Provvedimenti inibitori possono essere emanati secondo la legislazione della federazione australiana, secondo la quale possibile ingiungere al molestatore di non entrare in unarea geografica definita attorno allabitazione della vittima, pena laggravante del reato o lesecuzione dellarresto e/o la fine della sospensione condizionale di una pena detentiva per stalking gi giudicata.

Anche lordinamento italiano prevede quale misura cautelare segnatamente in caso di stalking il divieto di avvicinamento alla vittima denunciante.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha specificato lambito di applicazione della misura cautelare di cui allart. 282 ter c.p.p. ovvero il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Invero: in tema di misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, di cui allart. 282 ter c.p.p., quando la situazione quella prevista per il reato di cui allart. 612 bis c.p. (il c.d. stalking N.d.r.). laddove la condotta oggetto della temuta reiterazione abbia i connotati della persistente invasiva ricerca di contatto con la vittima in qualsiasi luogo in cui la stessa si trovi, prevista la possibilit di individuare la stessa persona offesa, e non i luoghi da essa frequentati, come riferimento centrale del divieto di avvicinamento. E in tal caso diviene irrilevante lindividuazione di luoghi di abituale frequentazione della vittima; dimensione essenziale della misura invero a questo punto il divieto di

avvicinamento a questultima nel corso della sua vita quotidiana ovunque essa si svolga.

il reato di stalking quale fenomeno sociale. Le statistiche, le tipologie di autore teorizzate e lorganizzazione della migliore difesa della vittima e dellaccusato.

La violenza contro le donne, con particolare riferimento allo stlaking, diventata uno dei temi pi spesso posti al centro del dibattito pubblico. Questo fenomeno si trova al crocevia tra tematiche sia tipicamente psicologiche che legali; infatti dal 2009, in Italia tale condotta punita dallart. 612 bis c.p. derubricato atti persecutori. Genericamente possibile indicare lo stalking come un insieme di comportamenti intrusivi e persistenti diretti contro una persona, che possono durare anche per mesi o anni. To stalk, tipico del lessico venatorio, significa letteralmenteavvicinarsi furtivamente, fare la posta, ed enfatizza proprio la dimensione ossessiva e intimidatoria del fenomeno. In Italia lestensione e le caratteristiche dello stalking sono state analizzate dallIstat nel 2006 in unindagine sull a violenza contro le donne sia intra che extra familiare. Le vittime di atti persecutori nel periodo oggetto di analisi ammontano a 2 milioni e 77 mila al momento della separazione dal partner o subito dopo, circa il 18,8% del campione considerato. Sono stati indicati dalle intervistate i comportamenti pi ricorrenti che connotano la condotta dello stalker: nella maggior parte dei casi loffender ha cercato ripetutamente di parlare con la donna contro la sua volont (68,5%), ha chiesto

appuntamenti per incontrarla, lha aspettata fuori da casa o fuori dal luogo di lavoro; il 55,4% delle intervistate ha ricevuto messaggi, telefonate, mail, lettere o regali indesiderati e il 40,8% delle donne intervistate sono state seguite o spiate. Da questa ricerca emerge anche come il fenomeno dello stalking sia strettamente connesso alla violenza fisica o sessuale da parte dellex partner: infatti la percentuale delle donne sia vittime di violenza sia di stalking ammonta al 48,8% del campione. La ricerca condotta dallOsservatorio Nazionale Stalking ha permesso inoltre di mettere in luce come le vittime siano prevalentemente di sesso femminile (80% dei casi) e come nel 90% dei casi esista un rapporto di conoscenza tra vittima e offender: nel 55% dei casi la condotta persecutoria ha luogo allinterno della relazione di coppia e tra vicini di casa nel 25% dei casi; seguono poi il luogo di lavoro (15%) e la famiglia (tra figli, fratelli e genitori) nel 5% dei casi. Lo stalking un fenomeno trasversale ed interessa ogni fascia sociale poichvittime e stalker non presentano caratteristiche socio-demografiche ricorrenti (a parte il genere); invece frequente riscontrare la presenza di una relazione piuttosto stretta tra i due soggetti che da intimo-affettiva degenera in ossessivo-persecutoria. La letteratura sul tema ha permesso di individuare alcune tipologie di vittime e di stalkers proprio sulla base del vincolo esistente tra i due soggetti. La tipologia di vittima pi ricorrente lex amante: la vittima e loffender hanno condiviso una relazione intima e lo stalking ha luogo quando la vittima ha chiarificato in modo inequivocabile che la relazione terminata. Molto spesso le vittime riferiscono per di aver subito abusi fisici, psicologici e sessuali durante la relazione, in concomitanza con alcuni episodi persecutori, come una sorveglianza costante che tende ad isolare la vittima dal contesto esterno. I comportamenti pi ricorrenti che la vittima subisce sono il tentativo di contatti attraverso telefonate, sms, mail, lessere seguita, fino ad arrivare a violenze e minacce. La categoria degli ex partner rappresenta sicuramente quella pi esposta ad atti persecutori ovvero ad episodi di violenza e periodi di vittimizzazione molto lunghi, spesso dovuti alla presenza di figli su cui lex partner mantiene dei diritti. Questa la categoria di vittime che pi spesso si rivolge alle forze dellordine, sviluppando per spesso un forte senso di colpa verso la violenza subita.

Unaltra categoria di vittime rappresentata da amici, vicini di casa o tra genitori e figli (comunque relazioni in cui non c un vincolo strettamente sentimentale). Lo stalking tra vicini di casa spesso ha origine per dispute condominiali o per abitudini di vita della vittima. Spesso loffender diventa vendicativo e rancoroso; questi sentimenti danno origine a minacce, danneggiamenti, false denunce alle forze dellordine e sorveglianza costante della casa della vittima. Anche le relazioni di amicizia possono degenerare in stalking nel momento in cui loffender ricerca un contatto intimo maggiore con la vittima, che glielo nega; spesso in questo caso il comportamento persecutorio considerato dallautore quasi alla stregua di un corteggiamento. Sono state individuate anche alcune categorie professionali particolarmente esposte allo stalking, per esempio medici (soprattutto psichiatri), avvocati ed insegnanti proprio per il tipo di relazione professionali che devono necessariamente instaurare con i potenziali offender. Le motivazioni che possono portare al comportamento di stalking variano dal desiderio di maggiore intimit fino alla rabbia per un trattamento

avvertito come scorretto. Lo stalking pu provenire genericamente anche da un collega di lavoro. Spesso il comportamento persecutorio motivato dal risentimento per esempio per un licenziamento percepito come ingiusto e in questo caso la vittima pu anche essere lintera impresa o organizzazione. Anche lo stalking tra ex amanti pu comunque coinvolgere il luogo di lavoro:loffender spesso segue la vittima nei suoi spostamenti abituali coinvolgendo anche la sfera occupazionale oppure proprio un collega di lavoro della vittima. Esistono anche casi di stalking in cui la vittima non dimostra di essere consapevole di avere avuto contatti con loffender: spesso infatti la persona riceve regali e lettere senza conoscere il mittente. Una tipologia particolare di vittime sono invece le celebrit come attori, politici, soubrette o comunque persone che hanno una certa visibilit mediatica. Molti stalker che si approcciano a queste persone soffrono di malattie mentali. Gli episodi di violenza sono piuttosto rari, mentre il fatto tende ad essere enfatizzato a livello mediatico per il profilo particolare delle vittime. Il fattore di rischio proprio lesposizione pubblica, che comporta la conoscenza di particolari intimi della vita di queste persone, permettendo unidealizzazione pericolosa per persone disturbate, che ricercano in qualche modo attenzione sia dalla celebrit colpita sia dal grande pubblico. Oltre alle tipologie di vittime sopra individuate, la letteratura ha permesso anche di classificare gli offender in base a due parametri fondamentali: la finalit e il contesto del comportamento persecutorio.

Le tipologie individuate dalla letteratura sono cinque: quella del rifiutato; del risentito; del predatore; il bisognoso daffetto e il corteggiatore incompetente. Lo stalker rifiutato colui che inizia la condotta persecutoria alla fine di una rapporto di coppia (o alla fine di una relazione stretta come quella di amicizia) o nel momento in cui la vittima comunica che ha intenzione di mettere fine alla relazione. Le finalit di questo atteggiamento oscillano tra il desiderio di riallacciare la relazione su cui lo

stalker aveva investito emotivamente e quello di vendicarsi del torto subito dalla vittima in seguito alla decisione di terminare il rapporto. Una delle due componenti pu prevalere sullaltra in base agli atteggiamenti della vittima o alle circostanze di vita delloffender. Allinizio della condotta persecutoria, lo stalker cerca di ristabilire la relazione manifestando amore e comportandosi come se la separazione non fosse avvenuta; il rifiuto della vittima genera poi i primi comportamenti violenti, come le minacce verbali, fino ad arrivare allaggressione. In alcuni casi la posizione della vittima pu alimentare ulteriormente la rabbia delloffender, rendendolo pi pericoloso. Questi individui hanno alcune caratteristiche psicologiche ricorrenti, come la scarsa socialit e la tendenza a sviluppare dipendenza verso le poche persone con cui intessono relazioni a causa della paura costante di essere rifiutati. Per questa ragione, spesso il legame affettivo caratterizzato fin dal suo inizio da gelosia e possessione. Questo tipo di stalker fra i pi persistenti, adottando un vasto range di comportamenti intrusivi che vanno dalla continua ricerca di un contatto con la vittima attraverso telefonate, messaggi, lettere, fino al pedinamento e a comportamenti violenti, in un escalation. La categoria dello stalker risentito colui che percepisce di avere subito un torto e vuole quindi vendicarsi di questo causando paura e dolore alla vittima. Il torto pu essere sia reale sia frutto della paranoia delloffender, ma comunque il sentimento che genera di forte rabbia che trova il suo sfogo nella condotta persecutoria. La vittima pu essere sia la persona da cui lo stalker ritiene di essere stato ferito sia qualcuno che rappresenta o che ricorda la persona che lha ferito. La delusione pu essere di natura emotiva oppure pu scaturire da una umiliazione professionale, che finisce per coinvolgere anche la vita privata della vittima. La persona si sente quindi in qualche modo giustificata nel suo comportamento: si considera un oppresso che sta combattendo con grande rabbia contro uningiustizia. probabile che questa tipologia di stalker arrivi a minacciare la vittima con dei comportamenti appositamente calcolati per instillare il massimo timore possibile; il senso di controllo che ne deriva appaga momentaneamente la rabbia e il risentimento dello stalker. La categoria degli stalker predatori quella meno frequente ma quella pi pericolosa per le vittime. rappresentata per lo pi da uomini mentre le vittime possono essere sia donne che bambini che altri uomini. Lo stalking prelude allaggressione perch la finalit fondamentalmente quella di avere un rapporto sessuale, abbinato al desiderio di avere controllo e potere sulla vittima. Lo stalker prova un piacere sadico nello studiarla attentamente, imparando a conoscerla intimamente, senza che la vittima riesca a visualizzare con esattezza il pericolo. Molto spesso i comportamenti agiti sono finalizzati alla sorveglianza e al pedinamento, pi raramente c la ricerca di contatti diretti che comunque hanno un contenuto spesso sessuale e osceno al fine di spaventare il destinatario. Spesso questo tipo di offender presenta dei comportamenti sessuali parafiliaci (pedofilia, esibizionismo e feticismo), e difficolt ad avere relazioni sociali costruttive perch non in grado di decodificare correttamente il comportamento altrui. Lo stalker bisognoso di affetto, invece, cerca di instaurare una relazione amorosa con la vittima, che pu essere sia una persona parte della sua rete relazionale, sia una persona vista una sola volta per cui lo stalker dice di avere avuto un colpo di fulmine, oppure una celebrit. La vittimizzazione pu essere molto lunga, ma con comportamenti molto poco intrusivi, tipici del corteggiamento (regali, lettere, telefonate). Anche in questo caso la persona presenta poche doti sociali, spesso isolata e vive dolorosamente questa condizione. Si tratta di una tipologia di soggetti che raramente minaccia e commette violenza.

Lultima categoria di offender quella del c.d. corteggiatore incompetente, la cui finalit quella di stabilire una relazione sentimentale con la vittima. Si tratta, anche in questo caso, di una persona con scarse abilit sociali che non in grado di accettare il rifiuto alle sue avances maldestre; quindi probabile che vittimizzi pi persone anche contemporaneamente, spinto dal desiderio spasmodico di avere una compagna (o compagno). Spesso il comportamento persecutorio non per prolungato nel tempo. Ad ognuna di queste categorie individuate in letteratura corrisponde un diverso grado di pericolosit, offrendo un utile frame di riferimento ai professionisti nella gestione del singolo caso concreto. Il riferimento normativo che punisce lo stalking in Italia lart. 612 bis, introdotto nel codice penale dal D.L. 23.2.2009, n. 11, recante Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonch in tema di atti persecutori. prevista una pena edittale da sei mesi a quattro anni. Perch effettivamente si configuri il reato di atti persecutori, sono necessarie tre condizioni fondamentali: 1. La reiterazione degli atti a carico della vittima; 2. Il fatto che questi atti generino paura e ansia costante nella vittima; 3. Un cambiamento di abitudini di vita della vittima. Il reato stato ideato dal Legislatore non slolo per punire condotte illecite gi verificatesi ma anche per evitare (con la prevenzione) che i comportamenti persecutori degenerino in episodi di violenza: la vittima pu presentare richiesta di diffida allAutorit di Pubblica Sicurezza che, su autorizzazione del pubblico ministero e in presenza di condizioni che fanno ritenere fondato ed esistente il pericolo di reiterazione delle condotte persecutorie, ammonisce loffender di cessare la condotta crminale. Inoltre, le pene edittali previste dallart. 612 bis c.p. prevedono lapplicabilit di misure cautelari per lindagato (come ad es. gli arresti domiciliari, la custodia cautelare in carcere e lallontanamento dalla casa familiare con obbligo di versare una somma per il mantenimento della vittima). Se lavviso di cui sopra da parte dellAtutorit di Pubblica Sicurezza non viene rispettato e se la vittima denuncia nuovamente lo stalker, il reato perseguibile dufficio e la pena detentiva aumentata fino a sei anni (la pena base da sei mesi a quattro anni) cos come prevista una ipotesi aggravata se il fatto commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da una relazione affettiva alla persona offesa. la pena aumentata fino alla met se la vittima un minore, una donna in stato di gravidanza o un portatore di handicap. il reato nella sua forma non aggravata perseguibile a querela di parte con un termine di sei mesi per la valida proposizione (e non gi di 90 giorni come nella normale querela). **** In tutti i casi in cui un soggetto si rivolge ad un professionista per la tutela in sede penale e quantomai nel caso di una persona indagata o presunta vittima di stalking o violenza sessuale - assolutamente fondamentale la corretta impostazione del primo colloquio con linteressato per raccogliere le informazioni pi adeguate a

delineare anche nei particolari i fatti cos come si sono realizzati (e come sono stati percepiti dal soggetto).

Il ricorso in questi casi al colloquio investigativo di fondamentale importanza: si tratta di unintervista strutturata eseguita con alcuni particolari accorgimenti (laccoglienza della persona interessata, la descrizione dei luoghi, del tempo etc.) che consentono al soggetto di ricordare particolari che credeva dimenticati e/o ininfluenti. Il colloquio composto da diverse fasi che consentono la migliore esposizione dellaccaduto ovvero: 1. laccoglienza della persona in Studio e linstaurazione di un rapporto di serena cortesia; 2. la migliore comnprensione per quanto possibile - delle caratteristiche caratteriali salienti della persona con la quale il professionista interloquissce e il suo ruolo nella dinamica del reato (vittima, offender, mitomane, persona psicologicamente disturbata etc.); 3. la possibile individuazione nel caso del reato di stalking della categoria pi prossima tra quelle sopra indicate teorizzate dalla letteratura; 3. la descrizione libera della dinamica del fenomeno e dei singoli accadimenti; 4. la rievocazione con le opportune domande del professionista di particolari dellaccaduto (tempo, luogo, persone presenti etc.); 4. la descrizione del fenomeno in un ordine diverso da quella precedentemente gi resa (ad esempio partendo dalla fine); 5. la proposizione di domande da parte del difensore atte a indagare i particolari della descrizione gi resa (in entrambe le modalit di cui sopra); 6. il corretto, cortese e rassicurante commiato della persona intervistata. I contenuti da enfatizzare variano in base alla posizioni di vittima o di offender: nel primo caso sar necessario definire come il problema cambiato nel tempo, le metodologie messe in atto per gestire i comportamenti percepiti come persecutori e le emozioni generate nella persona. Se la persona invece accusato del reato il focus dellindagine sar sulla presenza e lentit dei rifiuti ricevuti e le reazioni ad essi, le modalit e i luoghi e la frequenza con cui i contatti sono avvenuti. Si tratta quindi di comprendere se la percezione della vittima in relazione ai comportamenti agiti reale o sproporzionata ovvero se esiste una condotta dolosa effettivamente messa in atto per spaventare e controllare la vittima o se si tratta, al contrario, di una distorta percezione da parte della stessa di atti e comportamenti che persecutori non sono. BIBLIOGRAFIA: Barsotti, A., e G. Desideri, (2011), Stalking. Quanto il rifiuto di essere rifiutati conduce alla violenza, Milano, Ponte delle Grazie. Caldaroni, A., (2009), Stalking e atti persecutori, Roma, Edizioni Universitarie Romane. De Fazio, L., e C. Sgarbi, (2012), Stalking e rischio di violenza. Uno strumento per la valutazione e gestione del rischio, Milano, Franco Angeli. ISTAT, (2007), La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia. Mullen, P.E., M. Path, e R. Purcell, (2008), Stalkers and their victims, Cambridge, Cambridge University Press.

La violenza in ambito domestico: il fenomeno, le statistiche, la difesa dei soggetti coinvolti e labuso del reato per fini strumentali.

Spesso il luogo in cui lindividuo si sente pi protetto diventa invece fonte di minaccia e di violenza; questo emerge dai casi di cronaca che riguardano episodi di violenza che si verificano allinterno delle mura casalinghe. Ma cosa si intende per violenza domestica? LOrganizzazione Mondiale della Sanit ha formulato una definizione di questo fenomeno nel 1996: Ogni forma di violenza fisica, psicologica o sessuale che riguarda tanto i soggetti che hanno, hanno avuto o si ripropongono di avere una relazione intima di coppia, quanto soggetti che allinterno del nucleo familiare pi o meno allargato hanno relazioni di carattere parentale e affettivo. La violenza intrafamiliare vede principalmente come vittime le donne e i minori,storicamente categorie sociali deboli e per questo pi a rischio. evidente una connotazione sessuale del fenomeno, e per questo spesso si ricorre allespressione violenza di genere abbinata al fenomeno della violenza domestica, enfatizzando il concetto che le vittime sono per lo pi (ma non solo) donne o bambine. La connotazione sessuale del fenomeno ricondotta al fatto che la violenza domestica ha come presupposto fondamentale labuso della posizione dominate delluomo allinterno del contesto relazionale domestico, ed proprio questa dimensione che d origine ad una serie di comportamenti penalmente rilevanti. La violenza domestica, intesa come violenza di genere, stata oggetto di pi rilevazioni statistiche che hanno permesso di mettere in luce le connotazioni principali del fenomeno. Lindagine ISTAT svoltasi nel 2006 e pubblicata nel 2007ha per oggetto principale la violenza subita dalle donne sia dentro che fuori dalla famiglia. Essa mette in risalto come il numero delle donne tra i 16 e i 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita siano stimate in 6 milioni 743 mila. Il 14,3% delle donne intervistate ha subito almeno una volta nella vita violenza da un partner o da un ex partner; la violenza fisica la forma pi ricorrente di violenza

domestica (12% dei casi). Gli atteggiamenti pi frequenti che connotano il maltrattamento fisico consistono nello spintonare o strattonare la vittima (56,7% dei casi), nelle minacce di essere colpita fisicamente (52%) e nellessere presa a cal ci o a pugni e morsa (36,1%). Le vittime vengono anche aggredite anche con oggetti,coltelli e pistole e subiscono tentativi di ustione, strangolamento e soffocamento. La caratteristica peculiare della violenza domestica da parte del partner quella di essere nella maggior parte dei casi ripetuta nel tempo: infatti nel 61, 7% dei casi essa non si riduce ad un solo episodio. Anche nel momento in cui alla violenza fisica si abbina quella sessuale da parte del partner attuale, essa viene ripetuta nel tempo nel 91,1% dei casi. Gli atteggiamenti che connotano le aggressioni sessuali da parte dei partner sono principalmente i rapporti sessuali forzati o comunque percepiti come umilianti dalle vittime (70,5%). La tipologia pi ricorrente di offender lex marito o lex convivente (22,4% dei casi); questa categoria seguita dagli ex fidanzati (13,7%) e poi dai mariti, conviventi (7,5%) e fidanzati attuali (5,9%). proprio la violenza subita dallex marito che viene percepita come molto grave dalle vittime (48,6%), mentre solo il 32 % delle intervistate considera il fatto subito come un reato. La percezione pi diffusa quella di aver subito un fatto grave, ma comunque non un reato. Questo dato appare coerente con il fatto che solo il 7,3% delle violenze subite nella vita dalle vittime sono state denunciate; nel caso delle violenze subite dal fidanzato attuale, nessuna delle rispondenti ha denunciato il fatto alle forze dellordine. Le violenze maggiormente denunciate sono quelle subite dagli ex mariti e conviventi (17,8%).La tipologia vittimologica pi colpita da episodi di violenza fisica in famiglia quella delle donne separate o divorziate (45,6%), seguite poi dalle nubili (17,8%). In relazione a tale dato riferibile alle donne separate o divorziate, occorre per tenere ben presente che non raro il grave fenomeno della denuncia calunniosa presentata (per lo pi ma non esclusivamente) a carico degli uomini per motivi strumentali diversi da quelli tipici della repressione penale. Accade, invero, che nel corso di una separazione giudiziale travagliata vengano presentate alla Procura della Repubblica competente (come detrto, sia dalle donne che dagli uomini) delle notizie di reato del tutto infondate (o grandemente difformi dalla realt dei fatti) a carico della controparte al fine di corroborare e rafforzare le pretese avanzate avanti al Giudice Civile (sia in relazione ai figli minorenni che in ordine al trattamento economico). Spesso la notitia criminis si riferisce a condotte violente quando a veri e propri maltrattamenti in danno anche della prole. La giustizia penale, cos, utilizzata quale strumento per lottenimento in sede civile di quanto preteso. La difesa in tali casi assai ardua ed spesso necessario (se non fondamentale) attuare attente indagini investigative difensive atte a dimnostrare la infondatezza e strumentalit delle accuse avanzate. Tornando ai maltrattamenti domestici, la statistica citata ha anche specificato che la fascia di et pi colpita da questo fenomeno quella compresa tra i 25 e i 34 anni, con livelli di istruzione medio-alti (laurea e diploma); si tratta spesso di donne che svolgono professioni dirigenziali, imprenditoriale o la libera professione (23,5%), immediatamente seguite da quelle in cerca di occupazione (20,7%) e dalle studentesse (17,9%). La violenza sessuale sembra essere pi trasversale tranne nel caso dello stato civile con il picco delle separate/divorziate.

La diffusione del fenomeno e la percezione della sua gravit vengono anche indagate dalla ricerca condotta nel 2010 dalla Commissione Europea sulla violenza domestica contro le donne. Per quanto riguarda il campione italiano, il 12% dei rispondenti conosce qualcuno che ha usato violenza a una donna nella sua cerchia familiare o amicale, mentre il 16% conosce una donna vittima di violenza da parte di familiari o amici. Gli episodi di violenza domestica vengono considerati inaccettabili e sempre punibili con la legge nell87% dei casi e quasi il 90%dei rispondenti considerano molto gravi episodi di violenza fisica e psicologica, pi del 75% del campione invece considera molto grave la violenza psicologica, la restrizione della libert e la minaccia di atti violenti. possibile trarre alcune conclusioni dallanalisi dei dati sopra esposti: Si tratta di un fenomeno che risente della percezione sociale delle dinamiche familiari, riscontrabile sia nella vittimologia, sia nella comprensione delle vittime dellevento subito e nella conseguente scelta di denunciare o meno il reato. Si tratta di un fenomeno multi-dimensionale che comprende sia aspetti fisici, quindi evidentemente visibili, sia aspetti psicologici e deve la sua pericolosit al fatto di essere ripetuto nel tempo. Si tratta di un fenomeno trasversale nella societ, cio indipendente da variab ili come istruzione e reddito; assume quindi importanza la relazione vittime-offender che quanto mai intima. La violenza domestica comprende in s diverse tipologie di maltrattamenti ascrivibili alle categorie della violenza fisica, psicologica, sessuale e economica. Per violenza fisica si intendono tutti quei comportamenti volti a fare del male alla vittima, nella maggior parte dei casi procurando lesioni visibili. Il danno fisico deve essere quindi procurato in modo non accidentale con il ricorso o meno ad oggetti. Sono ricompresi in questa categoria calci, pugni, schiaffi, morsi, scossoni violenti, bruciature, strangolamenti e soffocamenti che spesso danno origine a lesioni fisiche visibili e quindi alla necessit di cure mediche di emergenza. Sono ricompresi in questa categoria anche atti che hanno una dimensione di contatto fisico con la finalit di mettere in soggezione e controllare continuamente la vittima (pedinamenti e molestie).

La finalit di questi atteggiamenti fare in modo che la vittima resti sotto lo stretto controllo delloffender; la reazione psicologica di chi subisce questo tipo di violenza lanalisi continua del proprio comportamento al fine di evitare ogni situazione che possa dare origine ad una reazione violenta. Dal un punto di vista penalistico, questi comportamenti ricadono nelle fattispecie di lesioni personali (ex artt. 582 e 583 c.p.), percosse (ex art 581 c.p.), maltrattamenti (ex art 572c.p.) fino al tentato omicidio o allomicidio (art 585 c.p.). La violenza psicologica comprende invece una serie di atteggiamenti intimidatori, vessatori e denigratori e tattiche di isolamento da parte delloffender. Si tratta quindi di ricatti, insulti, ridicolizzazioni e colpevolizzazioni, isolamento e limitazione dellespressione personale. Il contatto continuo e forzato con loffender genera nella vittima una sensazione di non essere in grado di prevedere quello che le succeder.

Le conseguenze psicologiche sono la perdita della stima di s e la colpevolizzazione per la situazione vissuta; anche in questo caso la reazione comportamentale della vittima quella di compiacere labusante nella speranza di manifestare la sua adeguatezza, in una relazione completamente perversa. Nei casi pi gravi si verificata anche linsorgenza di malattie mentali, abuso di sostanze, depressione e suicidio della vittima. Questa categorie sicuramente pi difficile da individuare rispetto alla precedente perch si tratta spesso di comportamenti subdoli. Si tratta tuttavia di atteggiamenti penalmente rilevanti, che possono dare origine ai reati di ingiuria (ex art.594 cp),violenza privata (ex art.610 c.p.), minaccia (ex art.612 c.p.), di lesioni se le violenze causano malattie del corpo e della mente (ex art.582 e 583 c.p.), di maltrattamenti (ex art.572 c.p.) e di sequestro di persona nei casi pi gravi (ex art.605 c.p.).

La violenza economica finalizzata ad impedire lindipendenza finanziaria della vittima da parte delloffender. In questo modo questultimo si garantisce il controllo completo sulla vittima. Atteggiamenti finalizzati a questo scopo sono per esempio quelli che impediscono la ricerca di un lavoro o la gestione del denaro della vittima e la privazione di ogni responsabilit economica. Se la vittima straniera, labusante pu impedire la messa in regola con i documenti di soggiorno. Questo tipo di atteggiamenti emergono chiaramente quando la vittima decide di uscire dalla relazione maltrattante e sicuramente questo si connota come uno degli aspetti pi complessi della violenza subita. I reati che puniscono tali condotte sono la violazione degli obblighi di assistenza familiare (ex art. 570 c.p.), cos come i maltrattamenti in famiglia (ex art. 572 c.p.) e la violenza privata (ex art. 610 c.p.). Quando la vittima subisce violenze sessuali o la costrizione ad avere rapporti, a prostituirsi, a visionare materiale pornografico e a subire atteggiamenti sessualmente connotati percepiti come non graditi, loffender mette in atto comportamenti ascrivibili alla categoria della violenza sessuale. Lindividuazione di questo tipo di comportamenti anche in questo caso difficile, a causa dei segni fisici di cui non sempre resta traccia e per la reticenza delle donne alla denuncia; i reati che puniscono queste condotte sono quelli di violenza sessuale (ex art. 609 c.p. e ss). La finalit del controllo su ogni aspetto della vita della vittima propria di tutti i comportamenti di cui si compone la violenza domestica, ma spesso loffender arriva ad accostarsi alla vittima anche con telefonate, sms, mail non volute, seguendola e spiandola o sorvegliandone labitazione. Ancora, recapitando animali morti o danneggiando le propriet della vittima. Questi atteggiamenti sono riconducibili allo stalking e hanno una connotazione ossessiva e persecutoria, continuativi nel tempo e generatori di una sensazione di terrore nella vittima. Questi comportamenti configurano il reato di atti persecutori (ex art 612 bis c.p.) introdotto nellordinamento italiano con il Decreto Legge 23 febbraio 2009, n. 11 (convertito in Legge 23 aprile 2009, n. 38). Tale circolo di violenza pu inoltre riguardare direttamente o indirettamente i minori che vivono con loffender. Anche i minori possono subire direttamente abusi fisici o sessuali o essere vittime della c.d. violenza assistita: il fatto di assistere a delle forme di violenza nei confronti di figure di riferimento genera una serie di traumi nel bambino che se non adeguatamente diagnosticati e curati possono comprometterne il corretto sviluppo psicologico.

Lapparato sanzionatorio italiano non prevede un reato specifico di violenza domestica, tuttavia, come osservato sopra, tutti i comportamenti che vengono messi in atto nel contesto della violenza intrafamiliare sono riconducibili ad una precisa fattispecie penale come sopra evidenziato. Inoltre, alla Legge del 5 Aprile 2001, n. 154 ha disciplinato lallontanamento del familiare abusante dal domicilio, evitando alla vittima di lasciare labitazione per mettere fine alle violenze; sotto il profilo civile viene introdotto lordine di protezione contro gli abusi familiari, con cui il giudice pu disporre, oltre allallontanamento dal domicilio, anche limpossibilit per loffender di frequentare luoghi abitualmente visitati dalla vittima, lintervento del servizi sociali o di un centro di mediazione familiare (se ritenuto necessario) e il versamento di una somma per le persone conviventi che dovessero rimanere prive dei mezzi di sussistenza a causa dellallontanamento derivato dalla violenza. Se, quindi, da un lato il sistema penale e civile si dotato di riferimenti adatti per gestire e punire la violenza domestica, tale fenomeno ha ancora un grandissimo numero oscuro a causa delle resistenze culturali alla denuncia: il senso di vergogna, la paura di non essere creduti e la convinzione che la famiglia sia un ambito privato e inviolabile. Nel momento in cui le vittime decidono di denunciare la violenza subita, non semplice reperire gli elementi di prova che confermano quanto affermato dalla vittima. Da questo punto di vista - cos come nel caso di contrastare unaccusa strumentale avanzata solo per lottenimento di migliori condizioni di separazione - assumono unimportanza fondamentale le indagini difensive (introdotte nellordinamento dalla legge 7 dicembre 2000 n397) gestite dallavvocato difensore della persona offesa, che permettono di reperire gli elementi necessari prima dellinizio del procedimento penale. La complessit del fenomeno rende necessario un approccio il pi possibile integrato tra le forze dellordine, i legali e i Centri di Violenza che si occupano di queste problematiche. Inoltre, da un punto di vista preventivo, sono stati elaborati diversi approcci che mirano fondamentalmente a valutare i rischi di recidiva e di escalation della violenza, insite nellabitualit di queste condotte criminose.

Queste metodologie consistono nel stimare quale pu essere la probabilit che la violenza subita si ripresenti, la sua natura, limminenza, lintensit e la gravit degli eventi lesivi successivi al fine di evitare che questi avvengano. BIBLIOGRAFIA: Baldry A.C., (2008), Dai maltrattamenti allomicidio. La valutazione del rischio di recidiva e delluxoricidio, Milano, Franco Angeli. Giordano E. A. e M. De Masellis, (2011), La violenza domestica. Percorsi giurisprudenziali,Milano, Giuffr Editore. ISPEL, (2008), Violenza domestica. Riflessioni, riferimenti e dati. ISTAT, (2007), La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia. Zanasi F.M., (2006), Violenza in famiglia e stalking. Dalle indagini difensive agli ordini di protezione, Milano, Giuffr Editore.

Lo Stalking. La corretta applicazione e labuso.

Il reato di stalking stato inserito nel nostro codice penale con la legge n. 11 del 23 febbraio 2009.

In realt il codice lo riporta allart. 612 bis con la derubricazione di Atti persecutori. Effettivamente anche dal punto di vista strettamente tecnico linnovazione ha colmato una lacuna che da anni affliggeva il codice ed a causa della quale diverse famiglie piangono giovani vittime quasi prevalentemente di sesso femminile.

Antecedentemente allinnovazione, invero, i reati di molestie, ingiurie e minacce (ovvero quelli che principalmente erano realizzati dallo stalker) non permettevano lapplicazione di alcuna misura cautelare e prevedevano delle condanne (addirittura in certi casi solo pecuniarie) che certamente erano del tutto insufficienti a rappresentare un deterrente per il persecutore.

Le stesse Forze dellOrdine ed i Giudici, il pi delle volte, non potevano che assistere praticamente inermi allo stillicidio quotidiano a cui era sottoposta la vittima che non riusciva ad uscire dal tunnel della persecuzione nemmeno presentando denunce querele a ripetizione.

Non a caso il delitto in questione richiama immediatamente il caso non infrequente dellamante che assoggetta a vessazione quotidiana la ex compagna o, comunque, la donna verso la quale dirige la sua totale e totalizzante attenzione. Il pi delle volte lo schema effettivamente questo e molti tra gli operatori della giustizia lo qualificano come delitto di genere poich la vittima al 90 95% dei casi una donna ed il carnefice quasi sempre lex compagno. La condotta materiale che realizza il reato estremamente varia: pedinamenti, telefonate, appostamenti, regali non desiderati, bigliettini lasciati al lavoro a casa o sullauto, messaggi ripetuti su fb, e mail ossessive, fino ad arrivare a minacce di morte, ingiurie, percosse, lesioni ed altro sia dirette verso la vittima oppure agite nei confronti dei suoi cari, amici o conoscenti.

Tutte azioni che sono in grado per la loro invasivit e ripetitivit di ingenerare nella vittima, ansia, paura stato continuo di stress costringendola a mutare il proprio stile di vita ed abitudini. Il reato punito severamente (nel caso base da sei mesi a quattro anni di reclusione) e sono previsti pesanti aumenti di pena se il persecutore lex marito o compagno della vittima o se agito nei confronti di un minore.

Il delitto procedibile a querela (e questa una particolarit poich l iniziativa non pu di regola essere di ufficio come per la violenza sessuale) ma il termine per proporla validamente di sei mesi dallultimo fatto (e non gi di tre mesi). La pena edittale permette oggi di applicare eventualmente allo stolker una misura cautelare (ad esempio la custodia in carcere) ma sono previsti dal Legislatore anche altri meccanismi per la pronta dissuasione del persecutore. Invero: la persona offesa, prima di sporgere la querela, si pu rivolgere (anche tramite un difensore) alla Polizia o ai CC e chiedere che il persecutore venga ammonito. A seguito della richiesta listanza trasmessa al Questore che assunte le necessarie informazioni potr convocare il soggetto segnalato redigendo un verbale con il quale lo avverte di interrompere la sua condotta molesta e di rispettare le norme di legge: se lammonito persevera, le pene in caso di condanna sono pi severe; a seguito dellammonimento il reato non pi perseguibile a querela ma di ufficio (ovvero al di l di una iniziativa di parte della vittima); Tuttavia, importante segnalare che il reato di atti persecutori non applicabile solo e solamente nel caso di soggetti che hanno intrattenuto una relazione sentimentale.

Il Legislatore non pone alcun limite e lart. 612 bis c.p. rappresenta oggi una fattispecie che tutela potenzialmente tutti coloro che sono vittime di comportamenti compulsivi, ripetuti e gravi agiti al fine o con la conseguenza di ingenerare nella vittima stress, ansia o paura (si pensi ai casi di rapporto di vicinato gravemente deteriorati). ***

Se da un lato lintervento del Legislatore del tutto coerente con la necessit di assicurare una fattiva tutela in casi in cui precedentemente la vittima soccombeva, non si pu non segnalare che a volte tale istituto viene applicato in maniera fin troppo disinvolta colpendo soggetti (ad esempio uomini abbandonati dalla propria compagna senza troppe spiegazioni e dopo una serena e duratura relazione sentimentale) che in maniera sostanzialmente civile cercano di riconquistare/contattare lex amante. Ed ecco allora che le richieste di spiegazione, lattesa per una sera sotto casa dalla quale si dovuti andare via una volta cessata la coabitazione e linvio di un paio di mazzi di fiori, vengono interpretati con un eccesso di zelo che trasforma la fine di una relazione damore piuttosto frequente in un procedimento penale.

In questi casi ovviamente (lo ripetiamo poich la riflessione non venga fraintesa) deve trattarsi di condotte assolutamente non violente e sporadiche tipiche solo di un tentativo di riallacciare i rapporti e nulla pi chi ha bisogno di un bravo difensore proprio colui che viene denunciato. Lo Studio si occupa di assistenza tecnica sia nel caso di vittime del reato di atti persecutori (anche nella fase dellammonimento) sia di coloro che sono indagati per tale reato. La difesa deve spesso essere contraddistinta da grande celerit, chiarezza e completezza onde garantire alla parte assistita (sia persona offesa che denunciato) la pronta tutela della sua posizione trattandosi il pi delle volte di soggetti fino a quel momento del tutto estranei ad esperienze giudiziarie.

La violenza sessuale. Gli spetti rilevanti del reato. Il contesto concreto della difesa e lapproccio (anche) medico-legale.

Il reato di violenza sessuale sicuramente uno dei reati pi gravi previsti dal nostro codice penale; preso atto, peraltro, anche delle diverse (e numerose) fattispecie di cui agli artt. 609 bis e ss c.p. (tra le quali si annoverano ad esempio la violenza sessuale di gruppo e diverse ipotesi di pedofilia).

La gravit del reato ha giustamente un diretto riverbero anche sulla massima riprovevolezza morale che tale fatto reato suscita spontaneamente ed immediatamente nellopinione pubblica soprattutto quando le vi ttime sono soggetti minori pre-impuberi.

Ed effettivamente, la violenza sessuale nella maggioranza dei casi, produce terribili conseguenze sulle vittime sia sul piano fisico che, soprattutto, su quello psicologico.

In tale quadro, bisogna anche sottolineare che lindagato incolpato di fatti obbiettivamente percepiti come aberranti e intollerabili anche dal punto di vista del sentire comune esposto al rischio di gravissime pene e fin dallinizio del procedimento penale (ovvero anche durante la fase delle indagini preliminari) corre anche il serio pericolo di essere penalizzato nellesercizio del suo costituzionale diritto di difesa proprio perch unipotesi di un reato cos grave (sotto diversi punti di vista e, quindi, non solo giuridico) indubbiamente una pregiudiziale impossibile da non tenere in considerazione (basti pensare che lindagato per un reato sessuale posto in stato di custodia cautelare tenuto separato da coloro che sono ristretti per reati c.d. comuni) nlla pianificazione ed attuazione della linea di difesa per lassistito. In tali casi il difensore con un approccio tecnico assolutamente dovuto per i doveri istituzionali e deontologici che regolano e sanciscono lattivit dellavvocato ha limperativo morale e giuridico di tutelare con il massimo impegno, solerzia ed attenzione i diritti del cliente proprio perch a fronte di una ipotesi di reato assolutamente grave, maggiore il rischio che i diritti dellincolpato siano lesi. Peraltro, bisogna sempre tenere presente che non assolutamente raro che il soggetto indagato sia effettivamente innocente. In ogni caso, anche qualora fosse colpevole, egli titolare di diritti assolutamente inviolabili che la Costituzione e lordinamento giudiziario riconoscono ad ogni cittadino (indagato o meno che sia e, ovviamente, anche se colpevole). Vorrei in questa sede riportare fedelmente un articolo credo di grande importanza comparso a pagina 117 del volume Scienze forensi teoria e prassi dellinvestigazione scientifica edito da UTET (2009 2010) a cura del Dott. Massimo Picozzi e del Dott. Alberto Intini; articolo a firma del Dott. Andrea Gentiluomo e della Dott.ssa Cristina Cattaneo. Si tratta di una analisi attenta, precisa e completa del reato di violenza sessuale sia dal punto di vista generale che da quello dellinqudramento giuridico. Articolo che rappresenta un importante punto di riferimento a giudizio di chi scrive per la comprensione del reato in parola e utile quale spunto per unanalisi ragionata delle possibili linee difensive (anche a tutela della persona offesa). Si riporta integralmente il passo citato: I reati a sfondo sessuale pongono una complessa serie di problemi a tutti coloro che si trovano a dover affrontare una delle varie sfaccettature della questione. E evidente che unaggressione sessuale ha implicazioni molteplici che riguardano il contesto ove si sviluppata (familiare o extra familiare), le specificit soggettive della vittima (nella relazione con laggressore, con il suo ambiente di vita), le conseguenze sulla salute della vittima stesse e anche le conseguenze giudiziarie dellepisodio che necessariamente interferiranno con tutti gli altri assi sommariamente richiamati.

Ne deriva che ogni intervento che lepisodio di violenza rende necessario deve necessariamente integrarsi con tutti gli altri, dovendosi necessariamente tenere conto primariamente delle complesse esigenze della persona vittima dellaggressione. () Anche se le esigenze di cura, da intendere in senso ampio, devono essere lobiettivo primario dellintervento, le questioni di natura giudiziaria (nelle loro caratterizzazioni investigative e probatorie) sono nondimeno rilevanti, richiedendo una chiara impostazione in generale delle questioni in modo da poter pianificare le indagini cliniche secondo procedure idonee a dare la massima probabilit di acquisire, se presenti, informazioni e materiali utili per una soddisfacente conclusione della vicenda processuale. In questa prospettiva, necessario chiarire subito che la violenza sessuale non una diagnosi medica. Anche se lesame clinico della vittima pu permettere di acquisire elementi di valutazione rilevanti per lassoluzione giudiziaria del problema, proprio perch la vittima simultaneamente il testimone privilegiato della vicenda e, per cos dire, lelemento centrale della scena del crimine. In ogni caso, pur con cospicue limitazioni cautele, le rilevazioni medico-forensi e biologiche possono avere riflessi importanti sullesito delle indagini dei giudizi, di modo che si tratta di una pos sibilit che, fatte salve le esigenze sanitarie generali, non pu essere tralasciata. IL CONTESTO GIURIDICO opportuno richiamare in sintesi i profili codicistici che costituiscono ovviamente lo sfondo entro il quale narrare gli interventi medici a finalit giudiziaria. Lart. 609 bis c.p. (violenza sessuale) stabilisce che chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorit, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali punito con la reclusione da cinque a dieci anni alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorit fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona... La 609-ter c.p. prevede varie circostanze aggravanti della violenza sessuale, identificate come segue: 1) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni 14; 2) con luso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa; 3) da persona travisata o che simuli la qualit di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio; 4) su persona comunque sottoposta a limitazioni della libert personale; 5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni 16 della quale il colpevole sia lascendente, il genitore anche adottivo, il tutore. La pena della reclusione da 7 a 14 anni se il fatto commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni 10 . Larticolo 600-quater c.p. (Atti sessuali con minorenne) definisce le sanzioni per contatti sessuali al di fuori dellipotesi di violenza, minaccia o abuso di autorit (cfr art. 609 bis) nei seguenti termini: soggiace alla pena stabilita dallarticolo 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che, al momento del fatto: 1) non ha compiuto gli anni 14; 2) non ha compiuto gli anni 16, quando il colpevole sia lascendente, il genitore, anche

adottivo, o di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza di custodia, il minore affidato o che abbia, con questultimo una relazione di convivenza. Al di fuori delle ipotesi previste dallarticolo 609 bis, lascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, o il tutore che, con labuso dei poteri connessi alla sua posizione, compie atti sessuali con persona minore che ha compiuto gli anni 16, punito con la reclusione da tre a sei anni.. Rammentiamo qui che il medesimo articolo stabilisce che: non punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste dallarticolo 609 bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni 13, se la differenza di et tra i soggetti non superiore a tre anni... In sostanza, si possono individuare aspetti distinti suscettibili di valutazione biomedica, in particolare: quelli relativi allelemento oggettivo del reato, riguardanti quindi le tracce del contatto sessuale; quelli riconducibili alle circostanze del reato, relativi cio alle tracce di costrizione fisica oppure connessi alle condizioni di inferiorit fisica o psichica; attinenti alle eventuali ipotesi di aggravamento, quali luso di armi di sostanze alcoliche, la cotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa; quelli relativi allidentificazione dellaggressore. Unultima avvertenza si rende necessaria. La tipologia di eventi assai composita, ma dobbiamo necessariamente distinguere due campi essenziali, quello cio relativo a fatti coinvolgenti soggetti prepuberi e quelli che vedono coinvolte vittime post-puberi. Fatte salve le inevitabili aree di sovrapposizione ed eventi del tutto particolari, per solito la situazione delittuosa che vede coinvolti soggetti pre-puberi caratterizzata da lunga durata nel tempo, si realizza in ambiti familiari o a questi prossimi o assimilabili, vede coinvolti atti sessuali caratterizzati da una potenzialit di lesione tissutale molto limitata e, quasi sempre, non comporta una penetrazione vera e propria. In queste condizioni, la ricerca di una traccia del contatto sessuale sul corpo della vittima assume una evidente centralit probatoria, ma, disgraziatamente, e assai infrequente, poter rilevare segni chiaramente interpretabili (). Nel caso del soggetto post-pubere, levento delittuoso per solito costituisce una circostanza isolata, anche quando si inserisce in un contesto socio ambientale personale multi problematico anche in queste evenienze, peraltro, molto frequentemente laggressore persona nota alla vittima, di modo che lo stereotipo dello sconosciuto che aggredisce e scompare deve essere di molto ridimensionato. Chiaramente, ci si riflette sulle esigenze probatorie specifiche, nel senso che pu divenire meno determinante il rilievo clinico biologico in senso ampio, nel momento in cui non in discussione se sia avvenuto un rapporto sessuale, ma se questo fosse

esente da violenza, nelle varie declinazioni che la giurisprudenza ha dato il concetto generale, o estraneo a uninduzione a carattere abusivo.

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