Sei sulla pagina 1di 14

Elementi di micro-sociologia

La sociologia ha risentito e risente tuttooggi di una forte contaminazione ideologica; in particolare quella derivata dal marxismo che consacr la S. come la scienza che avrebbe salvato lumanit anche spiegarla. Con la crisi di questa ideologia la S. si frammentata in una molteplicit di S. minimaliste indebolendosi ulteriormente. Volpe sceglie di aderire al movimento della S. analitica, nato negli anni 50 del secolo scorso ad opera di Merton e sviluppatosi soprattutto grazie a James Coleman. Questo approccio studia i meccanismi sociali adottando una prospettiva economica ma si compone cmq di una pluralit di indirizzi come la microsociologia, il pi economicista di essi in quanto prevede integralmente luso della teoria economica delle scelte nellanalisi dei fenomeni sociali, offrendo anche una soluzione al problema micro-macro. Volpe adotta la versione pi forte di questapproccio, quella che deriva dallidea di razionalit assoluta e polemizza con chi oppone resistenza a queste idee in quanto non si pongono lobiettivo di migliorare la societ e vanno al di l del campo prettamente umanistico, richiedendo anche competenze matematiche e scientifiche.

Lapproccio economico al comportamento umano


Lanalisi economica permette di svelare molti aspetti del comportamento umano partendo dallassunto che la vita sociale deve essere spiegata microsociologicamente cio a partire dalle sue unit costitutive, gli individui e le istituzione, e dalle interazioni tra esse. Leconomia applicata alla sociologia pone il comportamento umano in termini di COSTI E BENEFICI. Questo approccio interessa una rete di teorie tra le quali troviamo quella dello SCAMBIO SOCIALE e la RATIONAL CHOISE, due teorie che si differenziano su diversi punti:

la prima concepisce linterazione sociale come una transazione economica e si interessa alla differenziazione del potere e dello status nelle relazioni sociali La seconda una teoria normativa che ci dice cosa gli individui farebbero se usassero la razionalit dove per razionalit si intende la massimizzazione della soddisfazione relativa ad una scelta, evitando ogni tipo di riferimento psicologico. Nella sua forma tradizionale la Rational choise il risultato di due tradizioni scientifiche (in letteratura si identifica la Rational choise solo con la prima): Teoria della scelta razionale o Teoria assiomatica della scelta individuale Teoria dei giochi

La teoria della scelta razionale studia le scelte ipotetiche di un singolo agente, scelte che sono il prodotto tra ci che preferisce e ci che pu permettersi. Le preferenze sono date e si studiano solo i modi ed i mezzi migliori per soddisfarle in un ambiente popolato da agenti sociali indipendenti ed in cui ci sono risorse ed opportunit scarse. Alla base c il presupposto che lazione sia INTENZIONALE altrimenti non possibile costruire un modello predittivo. La teoria dei giochi o INTERACTIVE DECISION THEORY analizza linterdipendenza dei comportamenti. Un individuo partecipa ad un gioco ogniqualvolta la sua sorte dipende anche dalle azioni degli altri agenti (scacchi). Sia nei giochi veri e propri che nella vita reale gli individui usano sempre una STRATEGIA. I MODELLI ESPISTEMOLOGICI CHE SONO ALLA BASE DI QUESTE TEORIE SONO: INDIVIDUALISMO METODOLOGICO: si afferma tra 800 e 900 soprattutto ad opera degli economisti della SCUOLA AUSTRIACA (MENGER, VON MISES, VON HAYEK) anche se limpulso maggiore viene dato da POPPER. Merito di questa corrente di pensiero stato quello di aver messo in luce le carenze del CM e di aver dato allanalisi sociologica una maggiore dignit. Difatti, il dibattito che si cre tra antindividualisti come DURKHEIM e la scuola austriaca port la sociologia ad avanzare verso lindividualismo sul piano metodologico (Weber, Simmel, Pareto, Tarde). Nel corso degli anni lIM ha assunto molte forme infatti possibile tracciarne un continuum che va da una visione FORTE ad una DEBOLE IM FORTE: una prospettiva micro-riduzionistica che elimina le dimensioni sovra individuali; non esiste alcuna entit a s stante, impersonale, che determina le azioni individuali. Ogni fenomeno

sociale e collettivo frutto di aggregazioni e composizioni degli esiti delle azioni individuali. Da questo agire derivano i prodotti MACRO sociali ma questi non hanno una realt propria tale da retroagire sui singoli individui. Anche la SOCIALIZZAZIONE viene spiegata come un fenomeno che passa da un individuo ad un altro. Questa visione comune agli economisti della scuola austriaca (Menger e von Hayek) che hanno una visione isolata dellattore sociale; ammessa lesistenza di istituzioni, norme, valori ma non hanno una AUTONOMIA ONTOLOGICA e questo per ovvie ragioni esplicative. IM DEBOLE: una teoria micro-fondativa che oltre ai sistemi di interazione tra individui introduce elementi sovra-individuali di natura istituzionale con un loro ruolo esplicativo. Per BUODON, ad esempio, lindividualismo deve considerare, nellanalisi delle azioni umane, anche il ruolo delle istituzioni sociali che hanno vita autonoma; le dimensioni sovra-individuali fanno parte del meccanismo causale che determina lazione e a volte sono pi forti della realt individuale (si rif anche a COLEMAN). Secondo lIMD dato un EXPLANANDUM ovvero un fenomeno da spiegare, le dimensioni sovraindividuali fanno parte dellEXPLANANS ovvero del meccanismo che determina il fenomeno da spiegare. Invece per IMF il fenomeno si spiega senza riferimento allexplanans cio sufficientemente esplicativo a partire dagli attori sociali. CM: le entit collettive esistono e la loro esistenza precede ed esterna allindividuo. Questa concezione presente anche nellolismo ma stata sviluppata in particolare da Durkheim infatti con lui che si delinea labbandono delle concezioni individualistiche; gli uomini danno forma ad un essere nuovo che la societ che ha una sua natura e leggi proprie che non sono desumibili dalla caratteristiche dei membri che la compongono: non una semplice somma di individui. Lindividuo non ha nessuna scelta da compiere poich socializzato quindi i suoi bisogni, le azioni e le scelte sono indotti, in questo per lindividuo diventa una pedina e le sue azioni sono solo degli effetti. Questa una metodologia antropomorfica, es: MODA. UTILITARISMO: parte dal presupposto che il comportamento dei soggetti in tutto o in parte legato allutilit. Allinizio dell800 con BENTHAM ed i suoi sostenitori questa dottrina diventa una scuola. Per B. lutilit un grandezza matematizzabile che quindi suscettibile di misura e di segno (+ per il piacere, - per la pena) ed causa di azioni ma anche di istituzioni e norme sociali poich il soggetto ne deriva vantaggio come pure nel caso della societ stessa. La scuola, dalla quale nel 1822 MILL istitu la Societ Utilitaristica, edific un progetto politico per la ricerca della maggior quantit di felicit per il maggior numero di persone (rif allottimismo liberistico di Smith quindi linteresse individuale leva per il benessere generale). B. afferm che non c un vero utile per lindividuo se questo non promuove la felicit generale. Si dedic quindi alla ricerca di unALGEBRA MORALE che consentisse di discernere le azioni individuale e calcolarle in anticipo. Svilupp anche un CALCOLO FELICIFICO che divenne un deterrente per le azioni individuali indesiderate. Quindi egli fuse una teoria psicologica (il soggetto mosso solo dallutile) con una teoria etica (si deve tener conto del bene degli altri) e lo fece attraverso la ragione (scelta razionale) che fa coincidere linteresse personale con quello sociale. Lobiettivo finale di B. era quello di arrivare alla definizione di una scala di misura unica delle utilit, assegnando un valore numerico CARDINALE al piacere, valore che secondo lui rifletteva lintensit del piacere stesso in modo OGGETTIVO. In questo modo egli abbraccia un U. Forte che si oppone ad un U. Debole che di tipo ORDINALISTA (Pareto, Fisher, Edgeworth) e che vede lutilit solo come un modo per rappresentare le preferenze; lo scopo stabilire se un bene pi utile di un altro. Diversamente lapproccio cardinalista cerca di stabilire in che misura utile un bene. Con il tempo questo approccio stato abbandonato. BEHAVIORISMO: (1913 Watson, 40 Skinner, solo fenomeni osservabili, no introspezione, no mondo simbolico e mentale, scienza senzaanima come leconomia). Luso dellutilitarismo in economia successivo alla rivoluzione marginalista fondata sullassunto che il comportamento, economico e non solo, pu essere spiegato in termini di ricerca della massima utilit

individuale. Tale rivoluzione ha portato al superamento dellimpianto teorico della scuola classica. Gli economisti ai quali attribuito lavvio della rivoluzione sono JEVONS, MENGER e WALRAS. MARGINALISMO ED ECONOMIA NEOCLASSICA: leconomia non stata sempre una disciplina in senso stretto. Fin dal 1500 ha fatto parte della filosofia dalla quale si separata per il rilievo che ha assunto sempre di pi lo studio della RICCHEZZA: in un primo momento la ricchezza fu individuata nella quantit di monete che era possibile accumulare. Con lo sviluppo economico si cap che lorigine della ricchezza lo scambio perch grazie al commercio che la si pu accumulare. In seguito nel 1700 si ha la nascita della scuola FISIOCRATICA secondo la quale la ricchezza risiede nella fertilit della terra. Con lo sviluppo del settore tessile si cap che anche la manifattura fonte di ricchezza e questo mise in crisi la tesi fisiocratica. La scuola classica ebbe inizio nel 1776 grazie soprattutto ai lavori di Smith, Ricardo e Malthus i quali compirono una prima riflessione sistematica su produzione, distribuzione del reddito e sviluppo economico. Secondo la SC la ricchezza risiede nel lavoro o meglio nella divisione del lavoro pk solo con la specializzazione che si ha un aumento della quantit di lavoro che ciascuno in grado di produrre e quindi si ha pi merce da scambiare. Smith e Ricardo, partendo dal concetto che possibile calcolare la quantit di lavoro necessaria per produrre ogni merce, formularono la teoria del valore lavoro: il valore di una merce fondamentalmente dato dal suo prezzo di produzione inteso come quel prezzo che consente allimpresa di coprire i costi fissi e variabili e di guadagnare. Quindi per ogni merce era possibile calcolare la quantit di lavoro necessaria a produrla. I classici concentrarono la loro attenzione su produzione e sviluppo economico perch spiegare il prezzo in base alla domanda e dello scambio e quindi allutilit duso fa incorrere nel paradosso del valore. Al contrario i marginalisti concentrarono la loro attenzione sulla domanda e spiegarono il paradosso: un bene economicamente rilevante se utile ma congiuntamente scarso. Quindi il valore di un bene il prezzo che gli individui sono disposti a pagare per esso e come tale ha un carattere SOGGETTIVO contrariamente alla visione classica per cui il valore economico una qualit intrinseca del bene. In realt il valore dato dalla relazione tra i bisogni del soggetto e loggetto dei suoi bisogni e quindi un problema di tipo sociologico. In questo modo linteresse venne spostato dai problemi della produzione a questioni sulla domanda cosicch nelle analisi economiche ebbero un ruolo di primo piano gli attori capaci di scelta ed il consumo divenne loggetto di studio del marginalismo che svilupp appositamente la teoria del consumatore. Alla fine del 1800 la teoria marginalista stata applicata anche ai meccanismi della produzione dei beni e della distribuzione della ricchezza. Sostenere che gli attributi che rendono economicamente rilevante un bene sono utilit e scarsit significa sostenere che il suo valore dipende dallutilit marginale cio lutilit fornita dal consumo di ununit in pi (aggiuntiva) di un certo bene quindi man mano che si consuma una frazione di un bene la sua utilit marginale DECRESCE come pure il prezzo che il consumatore disposto a pagare per esso. Per cui la scelta ottimale da parte del consumatore quella di consumare finch lutilit marginale del bene non uguale a zero e si ha la saturazione dei bisogni. La seconda generazione di marginalisti conflu ad un certo punto in quel filone di ricerca che Veblen chiam NEOCLASSICISMO che ha esteso ed arricchito la possibilit di costruire modelli microeconomici per un numero sempre crescente di attivit umane. I neoclassici sostengono che il valore di un bene ovvero il suo prezzo non dipende solo dallutilit che i consumatori si aspettano di trarne ma dalloperare congiunto di domanda e offerta. I padri delleconomia neoclassica sono Marshall e Walras: i marshalliani sono rimasti in auge fino alla prima met del 1900 poich in seguito i seguaci di Walras hanno dato origine ad un solido programma di ricerca definito come rivoluzione formalista che ha trasformato la teoria microeconomica neoclassica per renderla come la conosciamo oggi. La microeconomia di ispirazione walrasiana si caratterizza per un forte ricorso allastrazione nel senso che gli attori e gli scenari sono IDEALI e perfettamente razionali. La microeconomia non ha finalit descrittive delle realt economica e sociale ma si prefigge di spiegare come le unit possono conseguire il massimo risultato con il minimo sforzo. Si qualifica quindi come scienza normativa e come tale utilizza lindagine DEDUTTIVA (attraverso rigorosi processi logico razionali, muovendo da poche premesse si traggono rigorose conclusioni). Le teorie normative quindi non creano modelli di

comportamenti reali ma sono necessarie per la comprensione di essi; ci dicono cosa gli attori farebbero se fossero soggetti razionali. Linnovazione dellapproccio neoclassico fu quindi quella di capire che OFFERTA, DOMANDE e PREZZO sono variabili interdipendenti che si determinano reciprocamente. Le proposizioni fondamentali di questo approccio sono: - Costituisce modelli dei fenomeni economici e sociali che sono rappresentazioni semplificate della realt A tale scopo gli economisti usano il principio di massimizzazione (gli individui cercano di scegliere sempre ci che meglio per loro) e il principio di equilibrio (i prezzi variano finch la domanda non eguaglia lofferta). - La curva di domanda e quella dellofferta rappresentano le quantit domandate e offerte in corrispondenza di ciascun prezzo - Legge della domanda e dellofferta = quando il prezzo sale la domanda si riduce e quando il presso sale sale anche lofferta (ipotizzando un mercato in concorrenza perfetta cio con un numero di imprese alto e nessuna barriera allentrata, cio un modello astratto) - In corrispondenza del PREZZO DI EQUILIBRIO la quantit domandata uguale alla quantit offerta (PE un prezzo di equilibrio pk rende compatibili le scelte in materia di consumo e in materia di produzione). - I beni sono pi costosi se c monopolio e meno preziosi se c monopsonio (un solo acquirente). Queste proposizioni possono essere utilizzate per fare previsioni su molti tipo di comportamento sia in ambito economico che fuori da esso. Infatti se consideriamo che tutte le nostre scelte possono essere osservate in riferimento a ci che guadagnamo e a ci cui rinunciamo, allora lanalisi economica pu davvero svelare molti indizi sulla condotta umana.

Alla base di tutte queste teorie c cmq il concetto di attore intenzionale e razionale nel senso che ci che gli accade frutto della sua volont e che le sue scelte sono volte a massimizzare il suo utile(per poter realizzare dei modelli). Molti studiosi non hanno accettato queste astrazioni economiche ed hanno criticato che luomo della strada non si comporta come viene descritto nei modelli astratti. In particolare per Simon gli attori non compiono scelte ottime ma solo soddisfacenti e la loro razionalit non e assoluta ma limitata; procedono per tentativi ed errori. Per Boudon la razionalit che muove gli attori fa riferimento alle loro motivazioni quindi alle buone ragione che le hanno determinate. Si sono cosi create due specificazioni della razionalit i: Rf o R secondo linteresse individuale (tipica delleconomia, con un attore egoista, utilitarista, che compie scelte perfettamente razionali, ha ottime conoscenze dellambiente in cui opera e non affatto altruista cio un HOMO OECONOMICUS) e una Rd o R secondo i fini (cio di matrice principalmente sociologica lHOMO SOCIOLOGICUS, ha motivazioni altruistiche, il senso del dovere e la carit sono una motivazione). Mentre la definizione di Rd troppo vaga e ampia tanto da poter comprendere qualsiasi comportamento la Rf ha il difetto di non comprendere le motivazioni non egoistiche che sono altres importanti. Essendo la realt troppo complessa per essere studiata in tutti i suoi dettagli, lapproccio economico al comportamento umano deve utilizzare MODELLI dei fenomeni sociali. Il modello una rappresentazione molto parsimoniosa dei nessi casuali tra eventi, nessi che vengono individuati a partire da determinate proposizioni derivanti dalle premesse che sono alla base della teoria che guida la costruzione del modello. Un modello verosimile dal momento che non pu riprodurre ogni aspetto della realt. I modelli hanno unanima normativa e in ci risiede la loro predittivit. Friedman afferma che il carattere normativo dei modelli non risiede nell esattezza dei loro presupposti fondamentali ma nella loro capacita di prevedere il comportamento degli individui (Becker, tutto il comportamento umano pu essere visto come se fosse volto alla massimizzazione dell utilit). Un modello, quindi, fa una astrazione della realt sociale per cui deve necessariamente trascurare tutti i particolari che non sono indispensabili per la comprensione del fenomeno in esame. Qualsiasi campo si voglia considerare, lastrazione dalla realt sempre il momento

centrale di ogni impresa scientifica. stato spesso obiettato a tal proposito che i fenomeni sociali non possono essere sottoposti ad analisi scientifica come accade per i fenomeni naturali poich sono pi complessi di questi. I modelli delle scienze naturali non sarebbero quindi applicabili ai fenomeni sociali perch troppo parsimoniosi. Ma, come affermava Popper, ogni teoria una proibizione perch esclude che accadano delle cose e pi ne preclude migliore essa risulta. Una teoria che implichi che degli eventi non avranno luogo controllabile quindi per Popper falsificabile e ci auspicabile per ottenere teorie valide. Nel criticare linduttivismo egli afferma che lesperienza non solo non in grado di verificare le teorie scientifiche, ma neppure di renderle pi probabili. Le teorie scientifiche sono asserzioni universali e dunque possono essere solo falsificate dallesperienza. Tutti i corvi sono neri non pu essere verificata dallosservazione di qualunque numero, per quanto grande, di corvi neri, ma pu essere falsificata dallosservazione di un singolo corvo non nero. La scienza quindi non si fonda sullinduzione (procedimento che va dal particolare alluniversale, dalle osservazioni alle teorie). Il pi alto numero di osservazioni non permette di produrre una teoria universale. Ecco perch i modelli rappresentano i metodi pi efficaci.

La teoria della scelta razionale


Oggi coincide sostanzialmente con la teoria microeconomica. Le applicazioni della microeconomia alla sociologia sono state fonte di avversione da parte di molti sociologi. Ovviamente ci sono state molte eccezioni come Coleman (analisi della fiducia, delle norme sociali, del panico e dei micro-sistemi sociali) e come Becker (comportamento criminale, assuefazione, atteggiamenti sociali, laltruismo (utilit del donante collegata allutilit del donatario)) ma le critiche sono state anche di pi: secondo Hedstrm la RC si basa su assunti irreali infatti luomo della strada non razionale e non posto in una situazione ideale e le predizioni che consente sono fini a se stesse. I meccanismi indagati non hanno molto a che fare con la realt quindi i risultati sono discutibili. Si pu obiettare che la RC mira solo ad ipotizzare quali possono0 essere le scelte di un soggetto ideale, razionale ed utilitarista e non cosa gli individui scelgono nella loro quotidianit quindi la critica di Hedstrm vana in quanto si accusa la RC di non indagare ci che effettivamente non si pone di indagare! Unlatra critica viene spesso mossa allimpostazione riduzionista ma questo tipo di approccio fondamentale per il successo esplicativo della teoria. Le proposizioni fondamentali dellapproccio neoclassico, quindi, possono essere applicate anche a fenomeni non economici come le relazioni sociali dove i beni sono i valori sociali. Anche nel sistema sociale prezzo, domanda e offerta sono legati dalle stesse relazioni della teoria neoclassica: una risorsa scarsa una risorsa di valore e ci dipende dal rapporto tra domanda e offerta quindi il suo valore relativo. Due beni identici possono essere valutati diversamente anche se differiscono solo in base al luogo e al tempo in cui sono disponibili di conseguenza anche i mercati relativi di questi beni sono diversi. Il modo in cui un bene collocato sul mercato fondamentale anche per beni e servizi non strettamente economici. Lesistenza di una relazione tra prezzo e domanda e tra prezzo e offerta plausibile anche per il sistema sociale infatti il prezzo, in qualsiasi valuta sia pagato, un ostacolo per chi desidera un bene ed un incentivo per chi lo vende (ES.: la generosit). La RC studia le scelte individuali in situazioni di scarsit (riferita a qualsiasi tipo di risorsa). Effettivamente i principi dello scambio sono il nocciolo delle nostre azione poich queste si svolgono perlopi in contesti di scarsit e leconomia proprio lanalisi dei problemi posti dalla scarsit. Ciascun individuo e ciascuna societ cerca di massimizzare lallocazione delle proprie risorse affrontando in maniera razionale la scarsit. A tal fine PARETO ha introdotto , in economia, una misura per stabilire unallocazione efficiente delle risorse: unallocazione pareto-efficiente quando non possibile alcuna riorganizzazione della produzione che migliori le condizioni di almeno una persona senza diminuire quelle degli altri. In tale situazione, l'utilit di una persona pu essere aumentata soltanto da una diminuzione dell'utilit di qualcun altro; vale a dire che nessuna persona pu migliorare la propria condizione senza che qualcun altro peggiori la sua. Se invece aumentando la soddisfazione di qualcuno non si diminuisce quella di qualcun altro allora lallocazione pareto-inefficiente. Con questo criterio si pu stabilire come un sistema economico e sociale mantiene lequilibrio. Un concetto simile si ritrova anche in Coleman, lottimosociale e permette di valutare assetti sociali differenti e capire quale si trova in posizione migliore.

La razionalit delle scelte viene sintetizzata in una serie di ASSIOMI che, se rispettati, permettono di gerarchizzare le preferenze degli attori e quindi di assegnare un ordine di importanza o unutilit ai panieri. Gli assiomi, che comportano la coerenza del consumatore sono: Assioma della completezza: il consumatore sa sempre cosa preferisce Assioma di transitivit Assioma della riflessivit: un paniere desiderabile almeno quanto uno identico Assioma di non saziet

Limpostazione assiomatica della teoria della scelta individuale fa emergere una scala di preferenza, secondo unottica ordinalista, a partire proprio da questi assiomi. Ovviamente come consumatore si assume un tipo ideale che: Conosce esattamente i suoi gusti Conosce i prezzi sul mercato guidato dal principio di razionalit nelle sue scelte

Il consumo lattivit attraverso la quale gli individui utilizzano beni e servizi per soddisfare i loro bisogni. In questo seno beni e servizi hanno unutilit anzi possiamo definire utilit proprio lattitudine di beni e servizi a soddisfare i bisogni. Secondo la RC ilo consumatore sceglie i panieri in modo da rendere massima lutilit che ricava da essi. In economia lutilit viene distinta in: TOTALE: lutilit relativa al consumo considerato nel suo insieme e dipende dal numero di unit di bene e anche frazioni di esso di cui dispone il consumatore. Lutilit analiticamente rappresentabile mediante una funzione, la funzione di utilit che nel caso di un solo bene U = U (x) dove x la quantit del bene considerato. Questa funzione ci dice che lutilit totale dipende dalla quantit disponibile del bene in esame. La funzione di utilit totale ha un andamento concavo pk se vero che U cresce al crescere della quantit del bene x il piacere arrecato da dosi sempre maggiori di x via via decrescente. ADDIZIONALE: lincremento di utilit che si ottiene da un dato incremento della quantit del bene considerato ed via via decrescente man mano che aumenta il consumo del bene. definita dal rapporto x (incremento di quantit del bene) e U (incremento di utilit). Questo andamento decrescente descrive la prima legge di Grossen: la grandezza di un piacere, quando lo soddisfiamo in modo continuo ed ininterrotto decresce fino alla saziet. MARGINALE: lincremento di utilit che il consumatore ricava da un aumento infinitesimo del consumo del bene. Quindi anchessa decrescente.

La massimizzazione dellutilit totale comporta il consumo del bene fino allannullamento dellutilit marginale: questa sar positiva finch c il bisogno ma diventer negativa se si sar costretti a consumare ulteriori quantit di bene. Le preferenze del consumatore possono essere rappresentate graficamente grazie alla CURVE DI INDIFFERENZA: ogni curva costruita collegando le combinazioni dei beni che il consumatore giudica equivalenti. Passando da una curva in basso ad una in alto si sale nel livello di soddisfazione complessivo e quindi si ha la gerarchizzazione ordinale delle preferenze del consumatore (UI < UII < UIII). Su di una curva si possono creare combinazioni di beni verso le quali il consumatore INDIFFERENTE anche se agli estremi ogni bene raggiunge un max e un min. una curva di indifferenza quindi linsieme di tutte le combinazioni di x e y che generano la stessa utilit totale ( U (x,y) = xy. Se assumiamo che il consumatore ha preferenze regolari cio rispetta gli assiomi allora sapremo che tutte le curve avranno lo stesso andamento e cio saranno convesse rispetto agli assi. Inoltre, sempre grazie agli assiomi, sapremo che, data una curva, il consumatore preferir tutti i panieri superiori ad essa. Un tratto molto importante della curva la sua pendenza che indica il saggio marginale di sostituzione dei beni ovvero il saggio al quale il consumatore disposto a sostituire un bene con un altro che espresso dal rapporto - y/x ( negativo pk in ogni punto

esprime il rapporto tra un incremento ed un decremento e viceversa). Spostandosi verso il basso e a dx il Sms decresce poich decresce poich decresce lutilit addizionale e quindi il consumatore sempre meno disposto a cedere unennesima quantit di y per ottenere ununit aggiuntiva di x. In questo modo possiamo anche confrontare individui con preferenze differenti; baster osservare le pendenze. La curva di indifferenza ci dice, quindi, cosa il consumatore vorrebbe ma egli deve fare i conti anche con ci che pu permettersi. Quindi se da un lato spinto alla ricerca della massima utilit dallaltro frenato dal suo VINCOLO DI BILANCIO (R = px x + py y, dove px e py sono i prezzi). Dunque il consumatore soggetto allazione di queste due forze quindi bisogna trovare lequilibrio del consumatore. Per fare questo dobbiamo definire innanzitutto la retta di bilancio: si tracciano le intercette orizz e vert che rappresentano i panieri in cui presente un solo bene e si congiungono. Avremo cos un triangolo delimitato dalla retta di bilancio e dagli assi allinterno del quale avremo linsieme delle scelte ammissibili del consumatore e al disopra le scelte irrealizzabili. Il paniere ottimo si trover nel punto di tangenza tra la retta di bilancio e la curva di indifferenza. Mentre la pendenza della curva definisce il Sms, la pendenza della retta indica il saggio di scambio E tra due beni e cio in che rapporto il consumatore deve scambiare x ed y dati i prezzi di mercato. La pendenza data dal rapporto - px/py e rappresenta il prezzo relativo del primo bene in termini dellaltro. Affinch vi sia una sola combinazione ottimale di x ed y i due saggi devono coincidere; solo in questo caso il consumatore cessa le transazioni. Ogni volta che i due saggi sono diversi il consumatore non in grado di compiere una scelta ottimale. Aumentando il reddito del consumatore aumenta ovviamente il suo vincolo di bilancio e quindi si sposta su curve di indifferenza superiore. Idealmente possiamo congiungere tutti i punti di equilibrio che cos si determinano con una linea ascendente della sentiero di espansione del reddito o linea reddito-consumo. Un bene il cui consumo cresce al crescere del reddito detto bene normale e quasi tutti i beni presentano questa qualit. Quelli che non hanno questa qualit sono detti inferiori ed il loro consumo cala con laumentare del reddito. ES.: matrimonio. Un tipico bene inferiore un bene che ha molti sostituti preferiti dal consumatore ma pi costosi il consumo dei quali assume carattere ostentativo. Se invece facciamo variare il prezzo di un solo bene avremo dei cambiamenti nella pendenza della retta e quindi una nuova posizione di equilibrio quindi il saggio di scambio ed il potere dacquisto variano. Si definisce cos la linea prezzo-consumo che permette di costruire la curva di domanda individuale. Generalmente questa linea discendente poich man mano che si riduce il prezzo di un ben aumenta la sua domanda. In realt questo vero solo per i beni ordinari pk per gli altri, i beni Giffen, quando aumenta il prezzo aumenta anche la domanda: sono beni che hanno una valenza sociologica pk laccesso ad essi riveste un carattere di esclusivit (effetto Veblen = sono beni che conferiscono rinascimento sociale e che vengono preferiti quando cresce il loro prezzo ES.: abbigliamento). Per assegnare un valore alle curve di indifferenza tale che alle curve pi alte corrispondano valori pi elevati possiamo utilizzare la funziona di utilit ovvero una formula che genera per ogni possibile combinazione di beni, un numero indicativo della soddisfazione arrecata al consumatore. Ovviamente i valori assegnati ai panieri non hanno alcun significato intrinseco. Una funzione di utilit molto usata in economia e spesso anche in sociologia la Cobb-Douglas che fornisce lesempio tipico di curve di indifferenza regolari ed del tipo U (x,y) = xay1-a. questa funzione descrive molti fenomeni socioeconomici ed molto utile in caso di comportamenti regolari. La pendenza della retta di bilancio cio il saggio di scambio viene anche definita come il costo-opportunit del consumo di un bene in termini dellaltro: quando aumento il consumo del bene x deve diminuire quello del bene y e viceversa affinch il vincolo del consumatore continui ad essere soddisfatto. I costiopportunit permeano tutta la nostra vita. Si pensi al tempo. Esempio dellistruzione (visione delle letteratura = essere debole da reinserire; visione RC = volont dovuta ad un calcolo; rendere la scuola pi utile).

Nella procedura che consente al soggetto di individuare la scelta ottimale si deve tener conto anche dellanalisi costi-benefici che permette di confrontare modi diversi di perseguire un obiettivo. Secondo la RC, razionale e conveniente compiere una scelta se il beneficio marginale supera il costo marginale. Lanalisi della RC non si limita allazione individuale ma permette anche di considerare lazione che su di essa hanno preferenze e scelte di altri individui. A tal proposito la SCATOLA DI EDGEWORTH permette di visualizzare graficamente come avviene lo scambio allinterno di un micro-sistema con due attori, le loro dotazioni iniziali di beni e i due beni in questione. Qualunque punto allinterno della scatola corrisponde ad una determinata allocazione dei beni tra i due attori. Ora, date le rispettive dotazioni iniziali, i due attori possono decidere o di consumare quanto gi anno oppure di impegnarsi in uno scambio di beni. Per rendersi conto di quanto ciascuno scambio pu essere o meno redditizio, possibile riportare nella scatole le rispettive curve di indifferenza. Due di queste curve passeranno per il punto che indica la dotazione iniziale dei due soggetti: larea che viene cos definita contiene i punti in cui i due contraenti troveranno vantaggioso lo scambio. Attraverso una serie ripetuta di scambi, gli attori giungeranno ad un punto in corrispondenza del quale non ci saranno pi scambi vantaggiosi infatti le curve di indifferenza dei due saranno TANGENTI: in corrispondenza dei punti di tangenza, i Sms tra i beni dei due attori saranno uguali. Si ha unallocazione Pareto-ottimale. Ovviamente allinterno della scatola esiste un numero smisurato di curve di indifferenza e quindi ci sono diversi punti di tangenza: la linea che unisce questi punti detta CURVA DEI CONTRATTI; in ogni punto lo scambio in equilibrio. Il punto in cui alla fine i due attori finiranno dipende sia dalle dotazioni iniziali sia dalla capacit di contrattazione di ciascuno e questa, a sua volta, dipende dellordinamento delle preferenze degli attori: chi mostra un pi forte interesse per ci che laltro possiede si trova in svantaggio. Uno scambio bilaterale come questo presenta allo stesso tempo propriet a livello macro (come liniziale distribuzione dei beni, la distribuzione delle preferenze, le regole del gioco), azioni intenzionali degli individui a livello micro ed una transizione dal micro al macro quindi un EFFETTO EMERGENTE (in questo caso il tasso di scambio a cui i due beni sono sottoposti). La RC infatti interessata allanalisi degli esiti emergenti che scaturiscono dalla COMPOSIZIONE delle scelte e delle azioni degli individui: si parla di composizione e non di aggregazione poich con questa la connessione micro-macro avviene per somma delle singole azioni mentre nel caso della composizione si ha una modellizzazione del tipo di interdipendenza tra le micro-unit di azione. La transizione dal micro al macro permette di definire i meccanismi responsabili di molti fenomeni macro. Secondo lIM i fenomeni macrosociali M sono il risultato di un insieme di azioni microsociali m. Per Boudon questo non basta pk le azioni m sono maggiormente comprensibili solo se poste in relazione con il contesto sociale degli attori ovvero con le variabili sovraindividuali: il fenomeno M lesito finale delle azioni m a livello micro le quali dipendono dalla situazione S in cui ogni singolo attore opera e questa situazione a sua volta funzione dellassetto macrosociale di partenza M. Anche Coleman tiene conto delle struttura sociale in cui gli attori muovono le loro azioni , la quale struttura a sua volta costituita dallorganizzazione dei ruoli e delle posizioni assunte dagli attori stessi. Ci significa includere nellanalisi sociologica le propriet relazionali che connettono tra loro le micro-unit di azione. A tale scopo stato creato il COLEMAN BOAT: un diagramma delle relazioni minime macro-micro-macro: macro-macro: riguardano i modi in cui una particolare situazione macrosociale si connette ad unaltra (CM) macro-micro: spiega le azioni m in termini di entit macrosociali per capire che le caratteristiche macro del sistema condizionano le situazione micro m micro-micro: illustra i meccanismi di formazione delle azioni (RC) micro-macro: processi attraverso il quale le azioni di n attori si trasformano in un risultato macro e talvolta inintenzionale. Il problema sta nel fatto che il legame tra il livello individuale e quello sociale troppo complesso e richiede lintroduzione di forme di interdipendenza tra le azioni. In alcuni casi quindi si passa ad una interdipendenza organizzata e quindi ad un SISTEMA FUNZIONALE per lesigenza di eliminare, deliberatamente, gli effetti emergenti indesiderati e questo implica lintroduzione di norme ed obblighi come nel caso della regolazione del traffico.

Coleman individua diversi tipi di interdipendenza: scambio bilaterale tra due attori e allinterno del mercato Anche Barbera: interdipendenza strategica tra individui (teoria dei giochi), la sequenza temporale delle azioni, interdipendenza spaziale e relazionale.

La teoria dello scambio sociale


Uno dei primi tentativi di applicare leconomia alla sociologia risale alla teoria dello scambio sociale di HOMANS e BLAU la cui tradizione di studi ha avuto sicuramente uno sviluppo irregolare e che frammentandosi ha dato vita allo sviluppo in sociologia della RC anche se molti sociologi hanno poi abbracciato un RCd, priva di restrizioni, vaga e aperta ad ogni possibilit. Cmq i teorici di questa scuola sostengono che linterazione sociale in s una forma di scambio e che gli individui scelgono di interagire socialmente dopo aver valutato costi e benefici delle transazioni. Ovviamente le transazioni negli scambi sociali non riguardano solo beni materiali monetizzabili ma anche e soprattutto beni a carattere sociale, in primo luogo lapprovazione. Il fenomeno dello scambio stato analizzato fin dallantica Grecia (ad esempio Aristotele ne parla in riferimento al dono tra amici). Nella seconda met del 1700 Smith fa dello scambio sociale loggetto di unindagine specifica nella sua Teoria dei sentimenti morali. Anche alcuni antropologi hanno studiato il ruolo che lo scambio ricopre nella vita sociale (Malinowski, il kula, il dono un atto dovuto come dovuto accettarlo e poi restituirlo. una cerimonia rituale che crea un mercato economico. Un fenomeno simile il Natale). Il ruolo dei doni quindi quello di tonificare i rapporti sociali ma essi sono cmq legati al potere e allordine gerarchico della societ in quanto che li riceve si trova, in genere, in una posizione inferiore rispetto a chi li offre a meno che non possa ricambiare e annullare cos lobbligo contratto. Il principio di dare e avere ossia la norma della reciprocit regna anche nei rapporti di parentela pi stretti. Infatti se non si ricambia un dono o un favore si incorre nellinimicizia. Anzi, quanto pi stretti sono i legami, tanto pi forte sar lobbligazione. La formulazione di Homans la formulazione originaria della teoria dello scambio sociale. Nel 1961, in Le forme elementari del comportamento sociale, egli espone le proposizioni-base della teoria. In The Human Group del 1950 egli mette in luce la struttura interna dei gruppi informali e avanza le seguenti proposizioni: 1) quanto pi interagiscono tanto pi le persone si piacciono e viceversa 2) quanto pi interagiscono tanto pi simili diventano i loro sentimenti, i loro modi di agire e i loro modelli normativi quindi gli individui pi interagiscono e pi si piacciono e pi interagiscono m a esiste anche un altro feedback allinterazione: pi interagiscono pi la loro cultura comune cresce e questo li spinge ancora di pi ad interagire. Questo modello per spiegare la nascita dei gruppi non si rivel soddisfacente: linterazione positiva dovrebbe continuare allinfinito ma anche linterazione soggetta al principio di utilit marginale decrescente: quando si arriva a zero il gruppo ha bisogno di una cultura comune per essere unito. Inoltre affinch linterazione abbia luogo c bisogno che gli attori abbiano laspettativa che sia gratificante e ricompensate. H afferma addirittura che linterazione reciprocamente ricompensante solo se le persone sono uguali. Si pu quindi affermare che lo scambio emerge se si tiene conto delle ricompense attese di cui si detto e della norma di reciprocit che regola in genere le relazioni sociali. Quindi il comportamento sociale ha luogo in ogni momento ed ha sempre una sua forma. Per rilevarne i meccanismi e la dinamica H usa 5 principi:

- PRINCIPIO DEL SUCCESSO: quanto pi unazione ricompensata tanto pi probabile che il soggetto la compia - PRINCIPIO DELLO STIMOLO: quanto pi un nuovo stimolo simile a stimoli gi associati a ricompense positive, tant0 pi probabile che il soggetto la compia - DEL VALORE: quanto pi il soggetto d valore ad unazione tanto pi probabile che la compia - DI PRIVAZIONE-SAZIET: quanto pi spesso nel recente passato il soggetto ha ricevuto una particolare ricompensa da un altro soggetto tanto meno valore dar a ricompense aggiuntive dello stesso genere - DI AGGRESSIONE-APPROVAZIONE: quanto lazione di un individuo non ricever la ricompensa attesa questi assumer un atteggiamento aggressivo al contrario sar acquiescente. I primi tre principi rappresentano una dichiarazione del principio di RAZIONALITA (il comportamento dellattore economico nella misura in cui egli ricava dallazione un profitto P che risulta dalla differenza tra la ricompensa r ed il costo c dellazione stessa P = r c, dover per profitto si intendono benessere interiore, buona reputazione etc..). Il quarto molto affine al principio di utilit marginale decrescente: quanto pi gli individui interagiranno tra loro tanto meno desiderabili saranno ulteriori incrementi dellinterazione e tanto meno importanza avranno certe gratificazioni somiglianti a quelle pregresse. Il quinto principio espresso invece in termini comportamentistici e concerne quindi letica dello scambio sociale. Secondo H qualunque sia il clima e la qualit delle relazioni sociali, oltre a scambiarsi compensi o punizioni gli uomini agiscono come se dessero valore al fatto di attuare uno scambio giusto. Questo il problema della giustizia distributiva che ha luogo nel momento in cui il profitto di ciascun uomo interessato direttamente proporzionale ai suoi investimenti. In pratica viene raggiunta quando gli uomini si trovano in una congruenza di status. La congruenza di status ma in modo che gli individui si sentano a loro agio nelle interazioni sociali. Uno degli spunti a partire dal quale H formul la sua teoria fu una ricerca di Blau sui processi di interazione e consultazione in un gruppo di lavoro di un piccolo ufficio di un ente federale americano (problemi, supervisore, consulenza reciproca, colleghi esperti). B afferm che quando un attore non ha niente dello stesso valore per ricambiare una prestazione ottenuta pu solo offrire un consenso sotto forma di ringraziamenti. Il ruolo del consenso quindi paragonabile a quello del denaro poich il bene che gli individui offrono quando non possiedono nessuna merce da scambiare. In questa situazione che crea quindi dello squilibrio, H vede la base del potere: il potere rappresentato dal prezzo che un individuo pu ottenere per i propri servizi (il valore dei quali dato dal rapporto tra domanda e offerta) e tale prezzo pu essere pagato in moneta oppure con obbedienza ed acquiescenza. Un esempio dato dalla classe del professor Richmond (il mutamento introdotto nelle ricompense a disposizione degli studenti e di conseguenza nel loro criterio di valutazione di risorse e abilit cambi la distribuzione del poter tra i ragazzi). Il contributo di Blau alla teoria dello scambio contenuto in Exchange and Power in Social Life. Secondo lautore lo scambio uno dei processi sociali che governano le relazioni. Per, anche lo considera come una particella elementare della vita sociale, diversamente da Homans, sostiene che tutte le strutture composte da sottounit hanno propriet emergenti che non possono essere comprese solo sulla base delle propriet psicologiche delle sottounit stesse. I noccioli della sua teoria dello scambio sono: MECCANISMO DI AVVIAMENTO DELLA SOCIALITA: due individui entrano in relazione per i vantaggi che possono ricavarne quindi lo scambio sociale pu essere visto come un meccanismo di avviamento delle relazioni sociali. Per non tutti i rapporti sono rapporti di scambio, affinch sia cos ci devono essere delle ricompense e quindi la relazione deve essere attraente. RECIPROCITA: la norma sociale che sottende ai processi di scambio; lo scambio il meccanismo di partenza ma la relazione continua grazie alla reciprocit: una n0rma che ha carattere obbligatorio. LAZIONE E UNA FUNZIONE DEL PROFITTO ATTESO: le persone interagiscono con altre dalle quali si aspettano di ricevere le ricompense pi alte tenuto conto dellammontare dei costi che devono pagare ovvero delle deferenza.

STATUS E POTERE: B sottolinea limportanza della gestione della propria immagine allinterno dei meccanismo di scambio poich limpressione che si da e si riceve influisce sui prezzi di mercato. Secondo B la gente vuole essere vista p come alleato e quindi come qualcuno che fornisce un servizio e che alza il prezzo o come un compagno e ci qualcuno la cui presenza una ricompensa di per s e che quindi abbassa il prezzo. Un bravo alleato una persona che un elevato status quindi una persona che vanta alti livelli di stima e di amicizia da parte degli altri e quindi ottiene deferenza. Lo status ha un forte peso in tutti i tipi di rapporti poich stabilisce i ruoli allinterno dello scambio. SCAMBI EQUILIBRATI E SCAMBI SQUILIBRATI: la ricerca di equilibrio nello scambio una costante da parte degli individui ma presuppone sempre che si crei uno squilibrio allinterno di un altro scambio. SCAMBIO E FIDUCIA: gli scambi aumentano lintegrazione sociale creando fiducia e rafforzando la conformit alle regole e ai valori del gruppo. Daltro canto proprio la fiducia lessenza dello scambio sociale: quando un individuo fa un favore a qualcuno determina delle obbligazioni il cui contenuto non conosciuto in anticipo quindi lo scambio si basa sulla fiducia che laltro adempir la sua obbligazione e restituir il debito.

Una volta dato il via allo scambio, il rispetto della norma della reciprocit fa in modo che la relazione si espanda e parallelamente la fiducia cresce. Per B la fiducia si ritrova anche nelle istituzioni: linteriorizzazione delle norme sociali crea uno scambio indiretto con le istituzioni e la fiducia che il soggetto sviluppa risiede nellapprovazione che riceve in cambio del suo conformarsi. Lanalisi del potere stata sviluppata a fondo da Emerson il quale ha sottolineato il legame tra il potere ed il fatto che uno dei partecipanti allo scambio dipenda dallaltro per prestazioni che vengono ritenute preziose. Il potere del fornitore superiore se lindividuo che chiede il servizio: 1) Non ha nulla da offrire in cambio che sia necessario al fornitore 2) Non ha alternative (situazione di monopolio unilaterale) 3) Non ha potere coercitivo 4) Non in grado di fare a meno del servizio In questo modo il potere del soggetto che offre il servizio limmagine speculare della dipendenza del soggetto che lo riceve; ovviamente la dipendenza cresce al decrescere delle risorse alternative a disposizione del richiedente. Di conseguenza il potere di chi offre il servizio deriva dalla minaccia anche tacita che questo venga revocato. Blau si serve dello schema di E per indicare i presupposti di indipendenza dal potere: - Il ricevente deve essere provvisto di beni necessari al fornitore tra cui ovviamente il denaro - Ci devono essere fonti alternative con una qualit non troppo differente dalla prima scelta - Abilit di coercizione per convincere gli altri ad elargire un servizio - Il soggetto deve poter controllare i propri bisogni: quanto minori sono i bisogni tanto maggiore il grado di indipendenza dagli altri Blood e Wolfe hanno effettuato una ricerca sugli equilibri tra marito e moglie nellambito del mercato familiare: quanto pi le capacit del marito sono cruciali per la sopravvivenza e il benessere della famiglia tanto maggiore il controllo sulla ricchezza e sulle risorse infatti i mariti sono pi potenti se le loro mogli non contribuiscono al bilancio familiare. Enunciando in termini pi generali i principi dello scambio si pu affermare che fornire un servizio importante o offrire benefici altamente apprezzati equivale ad avanzare una pretesa di status superiore. Lunica cosa che annulla questa pretesa la reciprocit; quando invece si ha un contraccambio spropositato si pu avere una situazione in cui ciascuno cerca di superare laltro. Un esempio di questa situazione data dal potlach: grandiose feste delle popolazioni indigene dellAmerica settentrionale in cui i diversi clan in pratica distruggevano enormi quantit di beni cercando di superare i clan avversari e creando quindi una serie di obbligazioni da parte di questi. In questi casi, quindi, lo scambio crea una ineguaglianza di status.

Un esempio di differenziazione di status dovuto ad uno scambio squilibrato emerge dalla ricerca di Blau nellufficio federale. La transazione tra agenti esperti ed inesperti ovviamente vantaggiosa per entrambi ma comporta anche dei costi: la deferenza ed il tempo sottratto a s stessi. In Exchange and Power, B ha sottoposto le azioni degli agenti allanalisi dellindifferenza ed ha spiegato i loro scambi con la scatola di Edgeworth: dallanalisi delle curve di indifferenza emerge che gli agenti esperti hanno una certa consapevolezza del loro status ed in particolare dellimportanza di raggiungere una posizione di superiorit rispetto ai colleghi, in relazione allimportanza che hanno per lui relax e socializzazione ai quali deve rinunciare per fornire le consulenze. Per spiegare come i due agenti possano interagire, B considera una situazione di MONOPOLIO BILATERALE ovvero un solo offerente ed un solo consumatore e utilizza la scatola di Edgeworth: ciascuna parte tratta la curva di indifferenza dellaltra come una linea di bilancio che per variabile poich data dalle preferenze. Il punto che verr raggiunto dipende dalla forza negoziale e da fattori esterni come la relazione tra i due. In realt in un gruppo di lavoro non applicabile la situazione di monopolio bilaterale, anzi i consulenti, per migliore il loro status, devono distribuire le loro consulenze. Inoltre esistono le associazioni di consulenza reciproca che non creano situazioni di obbligazione ed infine bisogna sempre tener conto dellutilit marginale decrescente. Uno scambio come quello tra i due agenti ricalca molto da vicino lo scambio economico; la differenza sta nel fatto che nel caso dello scambio sociale la moneta data dalle obbligazioni le quali, bench non specificate in anticipo, sono ben conosciute dai contraenti. Quando non si dispone di denaro, gratitudine e considerazione possono essere offerte in cambio di un bene ma diversamente dal denaro, non ripagano il bene in s ma i valori sociali erogati da cui si rende disponibile ad offrire quel servizio. La Valle analizza proprio questa particolare categoria di beni tipici dello scambio sociale ovvero i beni didentit costituiti cio da comportamenti espressivi di modelli culturali condivisi: la considerazione un esempio. Questi beni sono necessari per alimentare e sostenere il sistema di significati e valori interiorizzati dagli individui. Il modello si scambio sociale proposto da LV ricalca la sociologia di Parsons: gli attori sociali tendono ad agire in conformit agli standard interiorizzati nel sistema di personalit; quando lo standard trova conferma nel riconoscimento da parte degli altri allora istituzionalizzato nella societ. Lerogazione di questi comportamenti strettamente legata al riconoscimento e quindi a quanto siano istituzionalizzati nella nostra societ. In realt i beni di identit sono scarsi come lo sono i beni delleconomia poich non esiste mai una corrispondenza perfetta tra linsieme dei modelli che formano lidentit personale e quelli istituzionalizzati nei sistemi sociali. Lanalogia di LV con il sistema sociale si spinge cos oltre: lo status sociale costituisce ci che la domanda in campo economico: i diversi status indicano i diversi prezzi in considerazione pagati allinterno di un certo sistema sociale per diversi beni di identit domandati. In reddito che si acquisisce in considerazione viene speso nellinterazione sociale ed in particolare in quelle relazioni in cui il soggetto ottiene pi valore sociale di quanto ne d. Essendo il comportamento sottostante allo scambio un comportamento atteso e quindi una NORMA SOCIALE, lo scambio diventa un modo di definire il carattere della conformit ai modelli culturali condivisi (= asse macro-micro).

La teoria dei giochi


La razionalit dei comportamenti pu certe volte condurre a risultati collettivi insoddisfacenti e del tutto indesiderati. Ci che talvolta meglio per il singolo non necessariamente meglio per la collettivit. In economia linfluenza che ciascun individuo esercita sulle scelte altrui viene anche definita ESTERNALIT: si verifica quando il comportamento di un individuo impone dei costi ad altri individui = inquinamento. Nel passato, lottica collettivista come quella di Le Bon, proclamava unesistenza autonoma dei fenomeni collettivi i quali avevano il potere di soggiogare il singolo individuo per portarlo a compiere azioni irrazionali. Oggi si assume che gli attori sociali hanno unautonomia decisionale ed agiscono e interagiscono dando luogo ad una serie infinita di conseguenze intenzionali ed inintenzionali. In realt le conseguenza pi

importanti delle azioni individuali sono quelle inintenzionali ed indesiderabili che rappresentano un tradimento delle intenzioni iniziali e che quindi hanno una forte rilevanza sociale. Boudon definisce questi effetti come perversi perch lo stato di cose generato non voluto: in questo modo possibile spiegare quei fenomeni macro che non possono essere spiegati come il prodotto diretto delle preferenze dei singoli attori = leffetto perverso scaturisce dallaggregazione e dalla composizione delle micro-unit dazione e ha un carattere emergente rispetto alle preferenze individuali (lidea che azioni intenzionali possano dare vita ad esiti inintenzionali presente anche in Mandeville (la favola delle api), Smith (la mano invisibile che spinge il singolo a favorire tutta la societ con le sue azioni), von Hayek (le istituzioni ed i fenomeni sociali non sono intenzionali ma frutto dellordine spontaneo prodotto dallinterazione degli individui) e Menger (linguaggio, diritto, stato sono istituzioni sociali inintenzionali). Il risultato di queste azioni pu essere sia positivo che negativo. Spesso una scelta ottimale dal punto di vista individuale d origine a conseguenze indesiderabili per la collettivit = dilemma sociale che nasce da situazioni interattive che si configurano come delle trappole in quanto lazione individuale, razionalmente orientata, determina un equilibrio sub-ottimale (esiste almeno unaltra situazione in cui gli individui hanno guadagni migliori) non voluto da nessuno degli attori. La teoria dei giochi si propone proprio di analizzare il comportamento dei soggetti di fronte ai dilemmi interattivi. In situazioni di interazione strategica il comportamento di ogni giocatore influenza significativamente il comportamento e/o il benessere di un altro. Tale influenza pu essere classificata a seconda del grado di competizione o di cooperazione tra i soggetti: nei giochi cooperativi ogni individuo cerca il miglior risultato per la sua coalizione mentre in quelli non cooperativi i soggetti cercano di massimizzare il loro utile ed agiscono indipendentemente. La situazione viene definita strategica poich ogni giocatore considera le scelte altrui prima di effettuare le proprie. Il metodo di analisi quello di astrarre dalla realt quegli elementi che si prestano ad essere formalizzati in modo da poter individuare con metodo scientifico la soluzione del problema. La teoria dei giochi fu esposta per la prima volta nel 1944 da von Neumann e Morgenstern in Theory of games and economic behavior ma non si diffuse fino agli anni 60. Il metodo tipico la creazione di matrici payoff che indicano le vincite di un determinato gioco indicando i guadagno di ciascun giocatore in corrispondenza di ciascuna combinazione di strategie. In questo modo un gioco individua un insieme di giocatori a ciascuno dei quali assegnata unetichetta, le strategie a disposizione di ognuno di essi e i payoff associati alle scelte conseguite. Anche in questo caso si assume che lattore sia razionale quindi che abbia delle preferenze complete e transitive e che sappia massimizzare il suo utile. inoltre, molti autori assumono anche che sia intelligente ovvero che abbia capacit logiche e deduttive che gli permettano di individuare la scelta migliore senza compiere errori. La teoria dei giochi comunemente intesa quella che studia le situazioni non cooperative come: - IL DILEMMA DEL PRIGIONIERO: due soggetti hanno commesso un crimine insieme e si trovano reclusi senza possibilit di comunicar. Non vi sono elementi sufficienti per incriminarli perci per ottenere la confessione le autorit offrono separatamente a ciascuno un patto: se confessi e il tuo compagno non lo fa allora sei libero mentre lui prende 9 anni di carcere ma valido solo se laltro non confessa infatti se entrambi confessate avrete 5 anni a testa mentre se nessuno confessa avrete 2 anni di reclusione. I due non hanno nessun obbligo reciproco. Si tratta di un gioco non cooperativo, a somma variabile (pk il guadagno di A non implica una perdita uguale e contraria di B) e ad informazione completa (i due conoscono i rispettivi payoff) e imperfetta (ciascuno compie le proprie scelte allinsaputa dellaltro). Per ogni prigioniero confessare la strategia pi razionale ma solo sul piano individuale poich se entrambi non confessano ottengono un miglior risultato in quanto collettivit. In questo si ottiene un equilibrio che non Pareto-ottimale ma un equilibrio di Nash: gli attori rinunciano al massimo risultato che in teoria potrebbero ottenere cosicch la scelta di A ottima data la scelta di B e viceversa. Tale equilibrio si garantisce anche se le parti non collaborano. Il dilemma del prigioniero si applica bene ai problemi della quotidianit: linquinamento, la corsa agli armamenti, la Tosca e ai fenomeni di panico collettivo. Per Coleman questi fenomeni sono causati dal fatto che lazione di un individuo da luogo ad esternalit negative che modificano la struttura di incentivi che gli altri si trovano di fronte. Mintz ad esempio ad utilizzato nei suoi esperimenti per la simulazione del panico da fuga delle bottiglie a collo stretto

con dentro dei coni dimostrando che in queste situazioni il comportamento di gruppo disorganizzato e non cooperativo. Brown ha spiegato i risultati di Mintz attraverso il dilemma dellintrappolamento con solo due soggetti: entrambi possono salvarsi se rimangono calmi e quindi cooperano ma scelgono di correre quindi di intrappolano pk entrambi hanno la stessa struttura di compensi. Un altro esempio di come il gioco del prigionieri sia una trappola che porti a non collaborare ilo dilemma delle scelte scolastiche di Boudon: ogni studenti non ha nessun obbligo verso gli altri e non si fida perci bader solo ai suoi payoff facendo fallire la riforma. Il dilemma del prigioniero pu essere pensato anche con molti giocatori: la tragedia delle risorse comuni: si considerano n contadini che hanno a disposizione un terreno comune per il pascolo. Poich ognuno ha interesse a far pascolare il maggior numero di animali si avr un immediato danneggiamento del terreno che rimarr privo di erba. Ognuno ha paura che la sua parte venga usata da qualcun altro perci tutti cercano di massimizzare il proprio payoff con il risultato che la risorsa viene depauperata tragicamente. Stando alla distinzione effettuata da Kollock, una situazione come questa si ha nel momento in cui lindividuo tentato di approfittare di un beneficio diretto che per in un secondo momento produce un danno a tutta la collettivit. Tale situazioni si contrappone ad un altro tipo di dilemma quello dei beni pubblici: il singolo individuo, consapevole che dovr per forza beneficiare di quel bene, non collabora e quindi si comporta come un freerider. IL GIOCO DELLASSICURAZIONE: come indicato da Boudon e Bourricaud, questo gioco pu essere descritto a partire da un brano di Rousseau sulle battute di caccia: due uomini possono decidere se coordinarsi e cacciare un cervo o limitarsi a cacciare una lepre non collaborando. Ci sono due equilibri di Nash: uno in cui collaborano ed uno in cui defezionano. Il problema che il fatto che entrambi preferiscono la situazione in cui collaborano non assicura affatto che poi ognuno scelga di cooperare infatti entrambi hanno paura di ritrovarsi nella situazione peggiore e quindi defezionano. Il punto che i due sono in interdipendenza e quindi senza lassicurazione che laltro attender il cervo nessuno dei due vuole rischiare di rimanere a mani vuote e cos si portano al risultato subottimale. catturare insieme il cerco equivale ad un bene di club ovvero un bene che troppo costoso per un solo attore e che diventa accessibile solo per mezzo della cooperazione. Tali beni escludono lopportunismo poich ne hanno diritto alluso solo coloro che hanno pagato. LA BATTAGLIA DEI SESSI: due individui affiatati che quindi preferiscono stare insieme che hanno preferenze diverse su come trascorrere il pomeriggio. In questo c possibilit di cooperazione ma non serve poich i due equilibri di Nash non si equivalgono, o si avvantaggia lui o lei. IL GIOCO DEL POLLO: due ragazzi guidano le loro auto luno contro laltro su di una strada stretta: colui che sterza per primo il pollo e viene deriso. Se nessuno dei due sterza muoiono, se invece entrambi sterzano non ci sar lunico pollo. Lordine delle preferenze tale che ognuno vuole essere eroe piuttosto che stare entrambi sullo stesso livello. Ci sono due equilibri di Nash: A defeziona e B coopera e viceversa. Lunico modo per vincere persuadere laltro che non ci ceder alla paura.