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PROVA 2 MODULO 1 Nel testo che segue uno studente dislessico racconta parte della sua esperienza scolastica.

Si chiede al candidato di leggere e analizzare il testo, producendo una breve relazione, tenendo conto delle linee Guida per il diritto allo studio degli alunni con disturbi specifici di apprendimento (Allegate al DM 12 luglio 2011). ______________________________ Con sempre maggiore frequenza si ascoltano genitori ansiosi e insegnanti preoccupati, per laumento delle difficolt di apprendimento in et scolare. Tale generica definizione comprende molteplici patologie specifiche, che bloccano o rallentano lavanzare dello sviluppo scolastico dei giovani studenti. Spesso tali difficolt non vengono riconosciute o sono banalizzate quali ipotesi di svogliatezza o di disinteresse. La vita scolastica di chi ha un Disturbo Specifico di Apprendimento spesso costellata da incomprensioni poich sovente sono accusati, ingiustamente, di essere pigri e disattenti e ci li porta spesso a perdere la propria autostima, a forme di depressione o ansia, a crisi d'identit, talvolta a rigettare in toto il mondo della scuola, rinunciando in questo modo a molte possibilit che la loro intelligenza del tutto normale, invece, consentirebbe. Giovanni, studente dislessico, in questo testo racconta brevemente parte della sua esperienza scolastica, evidenziando alcuni tratti costanti nellatteggiamento di genitori ed insegnanti nellaffrontare il problema della dislessia. Lo studente sottolinea come, allinizio del suo iter scolastico, linsorgere dei primi problemi legati alla difficolt di lettura venga sottovalutato e liquidato come una semplice non attitudine alla lettura o scarso impegno da parte dello studente, sebbene per questultimo sia causa dinsoddisfazione e vergogna. Giovanni lamenta la scarsa attenzione dei docenti nel riscontrare il problema e nel

comprendere il disagio dellalunno interessato che spesso aggira lostacolo della lettura attraverso vari espedienti. Altro elemento costante riscontato, a ogni ordine di scuola, il fatto che gli insegnanti non abbiano mai paralato con lui del suo handicap e ci motivo di grande tensione, stress e vergogna per lalunno inconsapevolmente dislessico. Il riconoscimento ufficiale del disturbo di apprendimento, costituisce per Giovanni un grande sollievo perch ci allontana da lui i complessi di inferiorit e i sentimenti di inadeguatezza rispetto

ai suoi coetanei: la vergogna di leggere , ormai alle superiori come un bambino di seconda o terza elementare non scompare, ma cambia il modo in cui il suo lavoro viene valutato. Non cambiano sostanzialmente i voti, ma cambia drasticamente la valutazione sulla sua persona, sia da parte dei genitori, sia da parte dei suoi insegnati. Questo cambiamento di estrema importanza per Giovanni: infatti la distinzione tra lui come persona e le sue inadeguatezze in ambito scolastico, causate dal suo handicap, gli permettono di percepire il suo valore come persona distinto, e quindi non intaccato, dai suoi scadenti risultati scolastici. Lesperienza vissuta da Giovanni di sicuro stata frustrante e non esclusiva. In questi ultimi anni la sensibilit verso i soggetti affetti da DSA sensibilmente aumentata e al riguardo stata prodotta una esaustiva normativa in grado di preservare gli studenti dai disagi e dalle sofferenze a cui stato sottoposto Giovanni. La legge 8 ottobre 2010, n. 170 e il D M n. 5669 del 12 luglio 2011 con relative linee guida per il diritto allo studio degli alunni e studenti con DSA perseguono, per le persone con DSA, le seguenti finalit: a) garantire il diritto all'istruzione; b) favorire il successo scolastico, anche attraverso misure didattiche di supporto, garantire una formazione adeguata e promuovere lo sviluppo delle potenzialit; c) ridurre i disagi relazionali ed emozionali; d) adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessit formative degli studenti; e) preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori nei confronti delle problematiche legate ai DSA; f) favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi; g) incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante il percorso di istruzione e di formazione; h) assicurare eguali opportunit di sviluppo delle capacit in ambito sociale e professionale Per la peculiarit dei Disturbi Specifici di Apprendimento, la normativa di cui sopra apre, in via generale, un ulteriore canale di tutela del diritto allo studio, rivolto specificamente agli alunni con DSA, diverso da quello previsto dalla legge 104/1992. Infatti, il tipo di intervento per lesercizio del diritto allo studio previsto dalla Legge si focalizza sulla didattica individualizzata e personalizzata,

sugli strumenti compensativi, sulle misure dispensative e su adeguate forme di verifica e valutazione. I percorsi didattici individualizzati e personalizzati articolano gli obiettivi, compresi comunque allinterno delle indicazioni curricolari nazionali, sulla base del livello e delle modalit di apprendimento dellalunno e dello studente con DSA, adottando proposte di insegnamento che tengano conto delle abilit possedute e potenzino anche le funzioni non coinvolte nel disturbo. Al fine di garantire agli alunni e agli studenti con disturbi specifici di apprendimento di usufruire delle misure educative e didattiche di supporto di cui sopra, le istituzioni scolastiche hanno lobbligo di segnalare alle famiglie le eventuali evidenze, riscontrate nelle prestazioni quotidiane in classe e persistenti nonostante lapplicazione di adeguate attivit di recupero didattico mirato, di un possibile disturbo specifico di apprendimento, al fine di avviare il percorso per la diagnosi ai sensi dellart. 3 della Legge 170/2010. Alluopo gli Uffici Scolastici Regionali attivano tutte le necessarie iniziative e procedure per favorire il rilascio di una certificazione diagnostica dettagliata e tempestiva da parte delle strutture preposte.