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Speciale Bianco e Nero

Lo sviluppo del negativo


Una camera oscura per lo sviluppo del negativo richiede un ridottissimo spazio. Sono sufficienti una bacinella per lo sviluppo, qualche spirale, qualche bottiglia, una provetta graduata e un timer. Una stanza buia servir per mettere e togliere la pellicola nella bacinella. Il resto del trattamento verr effettuato alla luce. Come vedremo, sviluppare il bianconero molto semplice. In queste pagine ci occupiamo del trattamento delle pellicole tradizionali bianconero, escludendo quindi quelle che richiedono il bagno colore C41 e che conviene dare al laboratorio. Una breve premessa sulla temperatura del trattamento. Se la temperatura della stanza di circa 20 gradi, il controllo e la messa a punto della temperatura dei prodotti e della bacinella possono essere evitati. Infatti questa proprio la temperatura standard di sviluppo per il bianconero. In caso di necessit i prodotti e la bacinella possono essere portati a temperatura a bagnomaria in una vaschetta con acqua calda. Bisogna anche che le soluzioni abbiano quasi la stessa temperatura, pena l'apparire della reticolatura. E' un fenomeno che si produce sulla gelatina, durante il trattamento o il lavaggio della pellicola, quando si verifica un brusco cambiamento di temperatura. Non la grana che viene toccata, ma lo strato dell'emulsione. Bisogna quindi evitare le variazioni di oltre cinque gradi fra i vari bagni. sere sicuri che non ci siano infiltrazioni di luce dall'esterno, aspettiamo qualche minuto, in modo che gli occhi si adattino al buio. Eventualmente, copriamo le fessure da cui filtra luce con cartoncino nero o con stoffa nera. 3- Una volta certi del buio totale, estraiamo la pellicola dal rullino facendo leva sul coperchietto con l'apribottiglia. 4- Estrattala, prendiamo la spirale della tank e iniziamo piano piano a infilare la pellicola tra le scanalature, fino al suo termine. Dopodich tagliamo la pellicola vicino al rocchetto. Attenzione: importante che la spirale sia perfettamente asciutta. Se la prima volta, suggeriamo di provare ad avvolgere, con la luce accesa, una pellicola gi sviluppata, per verificare in pratica le eventuali difficolt. 5- Inseriamo la spirale nella tank e chiudiamola col suo coperchio a tenuta di luce. Fatto questo possiamo accendere la luce della stanza. 6- Se non l'abbiamo gi fatto, prepariamo i liquidi di trattamento: il rivelatore e il fissaggio. Possono essere liquidi oppure in polvere. Sono venduti concentrati e vanno diluiti con acqua, secondo le istruzioni della casa, leggibili sulle confezioni. Il coperchio della tank ha un tappo che pu essere tolto per inserire i liquidi, senza che entri luce all'interno. Questi debbono essere rigorosamente alla temperatura indicata dalla casa produttrice. 7- Inseriamo per primo il rivelatore. Ogni casa d le indicazioni di trattamento per i diversi tipi di pellicola. Durante lo sviluppo dobbiamo agitare la tank, in modo che il liquido agisca bene su tutta la superficie della pellicola. L'agitazione pu avvenire per capovolgimento della tank oppure girando la spirale dall'esterno, mediante un perno sporgente. Maggiore lagitazione, pi aumenta il contrasto. Sar poi la nostra esperienza a consigliarci una maggiore o minore agitazione a seconda del risultato che vogliamo ottenere. 8- Finito il tempo di sviluppo, da controllare rigorosamente con un buon orologio contaminuti, vuotiamo la tank e inseriamo il bagno di arresto per qualche minuto, dopodich svuotiamo e mettiamo il fissaggio. Anche in questo caso il tempo di permanenza del liquido viene indicato sulle confezioni. importante che il fissaggio sia sempre nuovo. 9- Un bel lavaggio in acqua corrente di circa 20 minuti, magari con qualche goccia di imbibente, prodotto che facilita lo scorrimento dellacqua lungo la pellicola ed evita cos la formazione di macchie di calcare. Ora possiamo estrarre la pellicola dalla tank. 10- Per l'asciugatura, appendiamo la pellicola in un locale pulito, senza polvere, con una comune molletta da bucato. Assolutamente da non fare: usare un asciugacapelli per rendere pi rapida l'essiccazione. Il getto d'aria calda convoglia sulla emulsione umida non solo il caldo, ma anche tutte le impurit contenute nell'aria del locale. Da evitare anche luso di pinze di gomma per togliere il velo dacqua; il rischio di ritrovarsi con rigature alto.

6 consigli pratici
I dati tecnici vanno naturalmente integrati col proprio quaderno d'appunti, ovvero con la propria esperienza e la propria sperimentazione. Nella chimica fotografica gli sbagli si pagano salati, nel nostro caso con la perdita parziale o totale di un'immagine, magari importante o preziosa; certo, potrete rifarla, ma non sar certamente identica alla prima immagine che avevate scattato. E la cosa potrebbe diventare anche molto pi problematica se le immagini in oggetto fossero, per esempio, un servizio matrimoniale. Per creare una propria procedura necessario costruire una sequenza di azioni, in un ordine preciso, con il minor numero possibile di variabili, cos che la procedura possa diventare perfettamente ripetibile, anche a distanza di anni. q Allinizio, familiarizzate con una sola pellicola, o al massimo con due: una pellicola di media e l'altra di elevata sensibilit.

Il trattamento
Lo sviluppo trasforma gli alogenuri d'argento dell'emulsione esposti alla luce in argento metallico. Il bagno di arresto ferma istantaneamente l'azione del rivelatore, evitando anche d'inquinare il bagno di fissaggio. Il fissaggio, invece, serve per rendere permanente l'immagine sulla pellicola. Ecco come si procede: 1- Sistemiamo tutto l'occorrente su un tavolo del locale adibito a camera oscura: tank aperta, la spirale della tank all'esterno, un paio di forbici e un apribottiglia. 2- Spegniamo le luci della stanza. Per es-

Si introduce la coda sagomata nella spirale fino ad oltrepassare le due sfere Con un movimento alternato rotatorio sulle due parti della spirale si avvolge la d'acciaio di aggancio pellicola. pellicola all'interno della spirale.

Qualche centimetro prima che la pellicola sia completamente avvolta si taglia con una forbice la coda per separarla dal rocchetto. sempre buona norma eliminare completamente tutta la parte di pellicola coperta dal nastro adesivo per evitare che i collanti di quest'ultimo inquinino lo sviluppo.
Questo modo di procedere vi d la possibilit di provare, in poco tempo, l'emulsione in moltissime situazioni, cos da conoscere in modo approfondito il suo comportamento, i suoi limiti e le sue virt in base alle vostre reali necessit, e non in base alle situazioni teoriche descritte dalle istruzioni tecniche del prodotto. q Inutile cercare una grana ultrafine quando non stamperete mai immagini di formato superiore a 13x18cm, cos come inutile pretendere da una pellicola una sensibilit di 3200 ISO se quello che cercate una grana impercettibile in una stampa 30x40cm. q Almeno in una fase iniziale usate la chimica progettata dal fabbricante dell'emulsione, dato che certamente garantisce un buon livello di integrazione con la pellicola; ci sar tempo in seguito per sperimentare eventuali varianti, per personalizzare lo sviluppo introducendo diluizioni e tempi di trattamento variato. q Sempre allinizio, usate soluzioni di sviluppo a perdere; quelle che possono esse-

Prima di introdurre la spirale nella tank si d ancora qualche giro per permettere alla coda di entrare completamente nella spirale.

Dopo aver introdotto nel foro centrale della spirale il cilindretto che serve per mantenere in posizione la spirale ed evitare le infiltrazioni di luce, si introduce la spirale caricata nella tank.

re riutilizzate con un allungamento del tempo di sviluppo richiedono una maggiore esperienza. q importante che le soluzioni che vengono usate per lo sviluppo del negativo siano perfette; se usate dei bagni un po esauriti in fase di stampa, avrete buttato via un pezzo di carta, ma il negativo... q E per finire, mostrate i vostri lavori a chi ha pi esperienza di voi: problemi apparentemente insolubili sono magari gli stessi in cui incappano tanti fotografi e confrontarsi con chi li ha gi sperimentati e risolti a dir poco confortante.

I rivelatori
Bisogna fare una distinzione tra rivelatori a grana fine, rivelatori universali e rivelatori ad alta sensibilit. I rivelatori a grana fine non sfruttano in pieno la sensibilit della pellicola, ma danno al negativo un'ottima definizione e una grana finissima. Ad esempio, Ilford d per la Pan F una sensibilit di 32 ISO quando viene sviluppata con il Perceptol. Ne con-

segue una perdita di sensibilit di 2/3 di diaframma, essendo la sensibilit nominale della Pan F di 50 ISO. I rivelatori universali, come ID-11, mantengono la sensibilit indicata sulla pellicola e offrono una eccellente resa di toni. Offrono un ottimo compromesso tra la sensibilit e la finezza della grana. I rivelatori che aumentano la sensibilit, come il Microphen, sfruttano al meglio la sensibilit della pellicola. Di conseguenza ne risente un po' la nitidezza e la grana. Si prestano molto bene allo sviluppo spinto. Possiamo anche classificare i rivelatori a seconda che si presentino in polvere o liquidi. La scelta pi una questione di praticit, che di risultati. Prima dello sviluppo la polvere deve essere sciolta in soluzione a temperatura di 40 gradi. La soluzione deve, poi, essere raffreddata. Il rivelatore non pu essere utilizzato subito, poich la soluzione deve restare circa sei ore a riposo per stabilizzarsi.

COPERCHIO

IMBOCCATURA A PROVA DI LUCE PER INTRODURRE GLI SVILUPPI

Il quaderno d'appunti
forse l'accessorio pi prezioso del fotografo. Occorre sempre prendere nota di tutti i dati, tanto di ripresa quanto di sviluppo, cos da tenere quasi un diario di bordo da consultare anche nel futuro. Per quanto concerne lo sviluppo del negativo, per ogni lavorazione va segnato il rivelatore impiegato, la diluizione a cui stato utilizzato, la temperatura di sviluppo, il tempo e la durata del fissaggio. Compagno inseparabile del quaderno d'appunti dovrebbe essere un pennarello indelebile rosso a punta fine, con cui segnare direttamente sul negativo su uno spazio libero - facile da trovare sul formato 120, un po' meno sul 135 - i dati essenziali, come la data della ripresa, la localit principale, il tipo e il tempo di sviluppo. Questi dati accompagneranno il negativo per tutta la sua esistenza cosicch, anche se si dovesse perdere il provino con i dati riportati in modo pi esteso, quella piccola nota aiuter non poco a identificare il negativo, se non altro come data, che il riferimento pi importante in assoluto, e luogo. Usando un pennarello rosso si otterranno sulla provinatura delle scritte bianche molto ben leggibili sul fondo nero del resto del fotogramma. Va naturalmente ugualmente bene anche un pennarello nero, ma usare il colore rosso, giocando sull'insensibilit al rosso della carta BN, una raffinatezza.

SPIRALE PER L'AVVOLGIMENTO DELLA PELLICOLA

Sezione di una tank di sviluppo: la tank progettata per permettere l'introduzione e la fuoriscita della chimica evitando infiltrazioni di luce. La pellicola va inserita in completa oscurit, mentre il ricambio dei liquidi avviene alla luce.

G. B.

I concentrati liquidi possono essere diluiti a volont e secondo la quantit desiderata per essere utilizzati immediatamente. comunque consigliabile attendere cinque minuti per lasciare al liquido il tempo di eliminare eventuali piccole bolle d'aria che si creano al momento del rimescolamento tra acqua e liquido concentrato. A seconda dei prodotti, il rivelatore potr essere impiegato una sola volta o pi. Lo sviluppo unico ha per un vantaggio: si utilizza sempre un rivelatore fresco, al massimo della efficacia. Un ulteriore vantaggio dello sviluppo unico sta nel fatto che, aumentando la diluizione e allungando il tempo di trattamento, si migliora lincisione dellimmagine.

ogni minuto, poich, in tali condizioni, l'effetto di definizione dei contorni, che migliora la nitidezza, ha il tempo di esplicarsi. Se non avete esperienza con un determinato rivelatore, seguite le indicazioni del foglio d'istruzioni, in base alle quali l'agitazione stata calcolata. Se vengono proposti capovolgimenti a cadenze pi o meno frequenti, scegliete quella pi lenta.

Analisi del negativo


L'analisi del negativo richiede molta esperienza. In genere gli errori di esposizione o di sviluppo si trovano nelle zone d'ombra e di luce. importante precisare che i due termini "ombra e luce" sono sempre in rapporto al soggetto e alla stampa. Le luci corrispondono sul negativo alle parti pi scure. Per le ombre il contrario. Un negativo si guarda esattamente come una diapositiva. Bisogner disporre le strisce della pellicola su un tavolo luminoso oppure tenerle davanti a un foglio bianco ben illuminato. Un buon negativo caratterizzato da una ricchezza di toni completa, che si estendono dalle ombre alle luci. Il margine della pellicola chiaro e trasparente, la numerazione della pellicola nettamente visibile, le ombre sono chiare qua-

si quanto il margine, ma rivelano i dettagli. Le luci sono molto marcate, ma tali da poter ancora leggere dettagli. Se le ombre sono trasparenti come il margine della pellicola negativa, questo significa che in fase di ripresa abbiamo sottoesposto. Se, allo stesso tempo, le luci sono ben delineate, ma la resa di un grigio chiaro, abbiamo sottosviluppato. La prossima volta bisogner esporre di pi e sviluppare pi a lungo. Se invece le ombre sono ben delineate, ma la resa di un grigio medio, abbiamo sovraesposto. Se le luci sono di un nero intenso, abbiamo sia sovresposto che sovrasviluppato. Dobbiamo quindi ridurre l'esposizione e la durata dello sviluppo.

L'agitazione
Durante lo sviluppo della pellicola occorre capovolgere la tank, pi volte, a intervalli regolari. Tale movimento permette al rivelatore di rinnovarsi sulla superficie della pellicola, assicurando un proseguimento regolare dello sviluppo. L'intensit dell'agitazione ha una grande importanza: pi sar frequente, pi verr attivato lo sviluppo. Bisogner abituarsi a un ritmo regolare, se vogliamo risultati ripetibili. Per esempio: buona un'agitazione di 10 secondi

Il trattamento forzato
A volte ci si pu trovare in situazioni di luce molto precaria in cui necessario ottenere il massimo dalla pellicola; in questi casi possibile esporla per una sensibilit superiore a quella nominale, ed effettuare uno sviluppo prolungato. In questi casi si dice che la pellicola "tirata". Occorre tenere presente che aumentano anche grana e contrasto. Alcune pellicole sono progettate per questo trattamento e lo reggono meglio.