Sei sulla pagina 1di 35

QUALE FORMATO UTILIZZARE: JPEG O RAW ?

PREGI E DIFETTI DEI DUE FORMATI DI MEMORIZZAZIONE PIU' UTILIZZATI NELLA FOTOGRAFIA DIGITALE

Uno dei vantaggi delle fotocamere digitali pi evolute consiste nel poter scegliere il formato con cui salvare le proprie fotografie. Possiamo definire i formati come una serie di specifiche che consentono la memorizzazione dei dati secondo determinati criteri; ogni formato avr quindi caratteristiche ben precise. In questo articolo approfondiremo i due formati maggiormente utilizzati in campo fotografico. Prima di tutto per bene comprendere cosa succede quando scattiamo una fotografia. Premendo il pulsante di scatto, la macchina fotografica digitale esegue una serie di operazioni finalizzate a: rilevare la luce impressa sul sensore tradurre i valori rilevati in informazione digitale elaborare i dati in base ai parametri impostati memorizzare il risultato ottenuto

Al termine dell'intero processo verr generato un file che sar salvato sulla scheda di memoria. Detto questo, i due formati pi usati nella fotografia digitale sono il JPEG e il RAW. Quest'ultimo per generabile solo da fotocamere di un certo livello: reflex e prosumer (dette anche bridge). Quindi, supponendo di possedere una reflex, quale format o meglio utilizzare?

La risposta non poi cos scontata. Se da un lato il formato RAW racchiude in s la massima quantit di informazione e mediante una corretta ottimizzazione (in post-produzione) garantisce un'impareggiabile ricchezza di dettagli, dall'altro il celeberrimo formato JPEG molto leggero, versatile e gi "pronto all'uso". Non esiste quindi un formato migliore in assoluto, ma possiamo scegliere il formato pi adatto in funzione delle nostre esigenze.

Prima di analizzare a fondo le caratteristiche dei due formati, bene prendere dimestichezza con alcuni termini tecnici, ormai diventati di uso comune:

Profondit di colore e gamma dinamica


La profondit di colore la massima quantit di colori riproducibili da un formato immagine (es. JPEG, RAW, ecc.) o da un dispositivo hardware (es. monitor, stampanti, ecc.). Tale valore viene solitamente espresso in "bit". Bisogna sapere che nella fotografia digitale, ma anche in diversi altri ambiti, un colore viene identificato attraverso tre componenti fondamentali: il rosso, il verde e il blu. Queste tre variabili vengono anche definite canali. La profondit di colore corrisponde al numero di combinazioni ottenibili miscelando queste tre componenti. I canali sono rappresentabili mediante una gradazione di colore (rosso, verde o blu) di intensit crescente. Per comprendere meglio il concetto, pensiamo ad una serie di sfumature che partono dal colore nero fino a raggiungere il colore del canale in questione (vedi figura a lato). Ciascuna componente ha una determinata quantit di gradazioni e quindi ogni sfumatura identificabile attraverso un definito numero di bit. Sommando i bit necessari ad identificare le tre componenti si ottiene appunto la profondit di colore. Esempio: Nel caso di un'immagine a 8 bit per canale otterremo una profondit di colore pari a: 8 bit x 3 canali = 24 bit di profondit di colore

Esempio di gradazioni delle tre componenti

che corrisponde a: 2 24 = 16,8 milioni di colori riproducibili La gamma dinamica invece quell'intervallo di intensit luminosa percepibile da un determinato apparato fotoricettivo. Segnali luminosi inferiori a tale intervallo verranno registrati come colore nero (assenza di luce), mentre segnali superiori verranno interpretati come colore bianco (massima intensit di luce percepibile). Un sensore con elevata gamma dinamica permetter di catturare un intervallo di intensit luminosa maggiore rispetto ad un sensore con caratteristiche inferiori. Ci significa che pi sar elevato questo intervallo, maggiori saranno le "gradazioni di luminosit" distinguibili. Un sensore ad alta gamma dinamica necessita per di un "contenitore" software in grado di includere tutte queste informazioni: questo garantito dai formati con elevata profondit di colore.

Post-produzione
Fase di elaborazione e perfezionamento dell'immagine compiuta con l'ausilio di software dedicati. Prende il nome di "post-produzione" proprio perch avviene in una fase successiva alla produzione, cio dopo lo scatto. Gli interventi di post-produzione attuabili su un'immagine possono essere tra i pi svariati: dal bilanciamento del bianco al ritaglio dell'immagine (crop), dal controllo della saturazione all'utilizzo di tecniche di "cloning", dall'applicazione di pseudofiltri fotografici alla gestione della vignettatura, ecc.

Adobe Lightroom: software di postproduzione

IL FORMATO JPEG
JPEG il formato immagine maggiormente utilizzato sia nella fotografia digitale, sia per le immagini sul web. I files di questo tipo presentano un'estensione ".jpg". La principale caratteristica di questo formato, che ha oltretutto decretato il suo enorme successo, sono le ridotte dimensioni dei files a fronte di una qualit pi che accettabile.

Origine del nome


Il nome JPEG l'acronimo di "Joint Photographic Experts Group", l'ente che ha presentato questo formato come standard per la compressione delle immagini.

Qualit d'immagine e quantit di informazione


Durante il salvataggio di uno scatto in formato JPEG viene applicato un algoritmo, al fine di ridurre le dimensioni del file. Tale processo applica una compressione con perdita, in inglese detta "lossy", cio che comporta una degradazione complessiva dell'immagine. La compressione avviene rimuovendo alcune "informazioni" dalla fotografia, ritenute le "meno percettibili". L'intensit della compressione un parametro regolabile in fase di salvataggio:

Confronto intensit di compressione JPEG: alta qualit a sinistra - bassa qualit a destra

- maggior compressione generer files di ridotte dimensioni, ma anche di minor qualit; - minor compressione invece preserver la qualit delle fotografie, ma si otterranno files di dimensioni maggiori. Inoltre, a seguito di una serie di elaborazioni effettuate dal "software di bordo" (firmware) della fotocamera, l'immagine JPEG assume una nitidezza, una saturazione e un contrasto tale da renderla immediatamente apprezzabile e fruibile subito dopo lo scatto. La compressione del formato JPEG possiede per un risvolto negativo, da non sottovalutare. Per ogni modifica (con salvataggio) compiuta su un file ".jpg", l'immagine subisce una degradazione progressiva, proporzionale al numero di interventi effettuati. Nelle seguenti miniature possibile comprendere immediatamente quanto appena espresso.

Fotografia JPEG di partenza: la qualit di immagine molto buona.

La stessa fotografia JPEG stata ruotata e salvata per 20 volte.

Si pu notare la forte degradazione causata dai ripetuti salvataggi in JPEG.

Ogni salvataggio stato effettuato impostando il livello di compressione su: "qualit alta".

Profondit di colore
Il formato jpeg in grado di gestire 8 bit per canale. Applicando la formula incontrata prima otteniamo una profondit di colore complessiva pari a 24 bit, che garantisce la rappresentazione di 16,8 milioni di colori. Tale valore in linea con la profondit di colore tipica di monitor e stampanti; quanto appena detto una generalizzazione ma necessaria per comprendere che tutti i colori memorizzabili in un'immagine JPEG possono essere riprodotti a video e in stampa. Se invece avessimo utilizzato un altro formato avente una maggior profondit di colore, solo un sottoinsieme di quest'ultima sarebbe stata riproducibile a video o in stampa; la restante parte di informazione non verrebbe visualizzata, comportando quindi una perdita di "dettaglio".

Software per la visualizzazione e la gestione dei files JPEG


Qualunque software di elaborazione fotografica e di visualizzazione immagini in grado di gestire le immagini JPEG. Inoltre qualsiasi sistema operativo apre i files JPEG nativamente.

Principali caratteristiche del formato JPEG


- E' un formato standard. - E' visualizzabile mediante qualsiasi software grafico e sistema operativo. - Comprime secondo un processo con "perdita": viene rimossa l'informazione "meno percettibile". - E' possibile scegliere l'intensit della compressione in fase di salvataggio. - Ha una profondit di colore non molto elevata: 24 bit (8 bit per canale). - E' caratterizzato da files di ridotte dimensioni, se confrontato con un pari scatto memorizzato in RAW. (es. Con fotocamere da 10 MegaPixel si ottengono files con dimensioni comprese tra i 2 MB e i 4 MB circa) - Gli scatti vengono processati dall'hardware/firmware della fotocamera. - Le immagini risultano pi nitide, pi contrastate e pi sature rispetto allo stesso scatto memorizzato in RAW. - Le fotografie sono gi pronte per essere stampate, inviate per mail o pubblicate su internet.

- Ad ogni modifica si ha una degradazione dell'immagine (anche solo effettuando una rotazione).

IL FORMATO RAW
RAW il formato di memorizzazione pi utilizzato tra i professionisti della fotografia digitale. La principale caratteristica risiede nella maggior quantit d'informazioni contenute rispetto a qualsiasi altro formato, in quanto i dati memorizzati sono rilevati direttamente dal sensore della fotocamera, prima che questi vengano elaborati dal "software di bordo" (detto firmware). Non avendo subto alcuna alterazione, questi dati sono i pi preziosi ma anche i pi complessi da gestire. E' quindi necessario intervenire con appositi strumenti software e possedere una collaudata abilit nella manipolazione dei vari parametri per ottenere risultati soddisfacenti. Inoltre, non essendo uno standard, ogni azienda del settore fotografico ha sviluppato un suo formato RAW proprietario. Di conseguenza, per aprire questi files sono necessari software specifici, generalmente forniti a corredo della fotocamera. I files RAW presentano estensioni diverse a seconda del produttore. Alcune tra queste sono: Canon -> ".cr2" Nikon -> ".nef" -> ".dcr" Olympus -> ".orf" Sony -> ".arw" Pentax -> ".pef" Kodak

"Un file RAW senza una corretta elaborazione come un'auto da Formula 1 nel traffico cittadino: controproducente."

Origine del nome


Diversamente da quanto si possa pensare, il termine RAW non un acronimo bens una parola inglese, "raw" appunto, che significa "grezzo". Il significato di questo nome da ricercare nel modo in cui vengono memorizzate le informazioni "catturate" dal sensore, le quali, non subendo alcuna elaborazione, vengono quindi definite grezze.

Qualit d'immagine e quantit di informazione

Un file RAW quando di meglio si possa pretendere per qualit d'immagine. Non bisogna per confondere questo "parametro" con la nitidezza, il contrasto o la saturazione. La qualit d'immagine deve essere interpretata come la quantit di informazione contenuta nell'immagine. Aprendo un file RAW, infatti, immediato notare quanto l'immagine sia pi "spenta e morbida" dello stesso scatto effettuato in JPEG, a parit di parametri. La forza di un'immagine RAW risiede nella quantit di informazioni contenute: ma solo attraverso un attento lavoro in post-produzione permette di valorizzare tutte le qualit di questo formato.

Scatto memorizzato in RAW prima Scatto memorizzato in RAW dopo dell'ottimizzazione l'ottimizzazione in post-produzione. Immagine morbida e colori in post-produzione. Colori vivaci e dettagli spenti. nitidi.

Profondit di colore
Le immagini raw, non seguendo un formato standard, possono avere profondit di colore differenti a seconda del modello di fotocamera utilizzata. Le macchine fotografiche pi moderne memorizzano immagini a 14 bit per canale, mentre le altre arrivano fino a 12 bit per canale. Se consideriamo 14 bit per canale, otteniamo una profondit di colore pari a 14 bit x 3 canali = 42 bit di profondit di colore (cio circa 4.400 miliardi di colori riproducibili) che corrisponde a: 2 14 = 16.384 gradazioni per ogni componente fondamentale rispetto alle misere 2 8 = 256 gradazioni per canale visualizzabili su uno schermo per pc. Sebbene cos tante sfumature non siano visualizzabili su nessun monitor, possibile recuperare questa informazione "latente" per sfruttarla in opportune circostanze. Consideriamo, per esempio, una fotografia ad alto contrasto, magari ripresa in controluce. Uno scatto con queste caratteristiche, memorizzato in JPEG, presenterebbe probabilmente estese aree bianche (bruciatura delle alte luci) e ombre totalmente nere. Scattando invece in RAW e con l'aiuto di software specifici, possibile recuperare queste aree agendo mediante alcuni comandi. Si riusciranno cos ad ottenere un

po' d'informazioni dal cielo apparentemente bianco (vedi le nuvole) e qualche dettaglio dalle ombre, che altrimenti sarebbero andate perse per sempre se avessimo salvato in formato JPEG.

Immagine RAW prima dell'intervento in postproduzione. Alte luci bruciate e ombre troppo decise.

Immagine RAW dopo l'intervento in postproduzione. Controllo delle alte luci e recupero delle ombre.

Tutto questo possibile grazie all'elevata gamma dinamica del sensore utilizzato (fotocamera) e alla maggior profondit di colore del formato RAW.

Software per la visualizzazione e la gestione dei files RAW


Diversamente dal formato JPEG, solo pochi software riescono ad interpretare i files RAW. A corredo delle fotocamere in grado di salvare in questo formato, vengono sempre forniti software adatti allo scopo, come "Canon Digital Photo Professional" e "Nikon Capture".
Canon Digital Photo Professional: software per la gestione dei files RAW

Per chi invece volesse utilizzare "strumenti" di terze parti, riporto alcuni tra i pi conosciuti: Adobe Camera RAW, ACDsee Pro, Google Picasa, ecc. Qui potete trovare una mia guida dedicata all'apprendimento di Adobe Camera Raw.

Principali caratteristiche del formato RAW


- Non un formato standard. Ogni casa produttrice adotta il suo formato RAW proprietario. - Possiede un'elevata profondit di colore: 14 bit per canale nelle fotocamere pi moderne, 12 bit per le altre. - Nessuna perdita di informazione: tutti i dati acquisiti vengono memorizzati senza subire elaborazioni. - E' caratterizzato da files di grosse dimensioni, se confrontato con un pari scatto memorizzato in JPEG. (es. Con fotocamere da 15 MegaPixel si ottengono files RAW con dimensioni

comprese tra i 15 MB e i 25 MB circa) - Le immagini risultano pi "morbide e spente" rispetto allo stesso scatto realizzato in JPEG. - I files non sono direttamente utilizzabili: richiedono software specifici per essere convertiti in immagini.

IL MIO PARERE
JPEG e RAW sono formati che andrebbero sfruttati per scopi differenti. Scartare un formato a priori non una mossa intelligente, ma evidenzia solamente un'inutile presa di posizione. Fotografare in formato RAW solo perch "va di moda" un ragionamento insensato e controproducente. Nonostante gli indubbi "plus" di questo formato, conviene sempre avere ben chiaro il risultato che si vuole raggiungere... e come lo si vuole raggiungere. Non bisogna sottovalutare il fatto che per sfruttare le potenzialit del RAW necessaria una buona abilit nelle tecniche di post-produzione fotografica.

Consiglio di scattare in JPEG se:


- non pretendete la massima qualit d'immagine - avete necessit di utilizzare gli scatti fin da subito (per una presentazione al volo, per inviarli via mail, ecc.) - non avete dimestichezza nell'utilizzo dei software di post-produzione fotografica - la vostra scheda di memoria non molto capiente

Consiglio invece di scattare in RAW se:


- volete ottenere il massimo dai vostri scatti - avete intenzione di visionare e ottimizzare tutti i vostri files RAW in postproduzione, uno ad uno - siete abili a manipolare i files RAW mediante i software di post-produzione - avete una scheda di memoria molto capiente

La soluzione ideale: RAW + JPEG


Le fotocamere pi evolute permettono di memorizzare gli scatti in entrambi i formati, contemporaneamente. A patto di avere un'elevata capacit di

memorizzazione (schede di memoria molto capienti) possibile impostare la fotocamera su questa modalit. Avremo quindi a disposizione entrambi i formati per ogni scatto, garantendoci la possibilit di utilizzare quello pi adatto in funzione delle effettive necessit.

TUTORIAL ADOBE CAMERA RAW


INTRODUZIONE AL TUTORIAL
Iniziamo a prendere dimestichezza di Adobe Camera Raw (ACR) attraverso un tutorial piuttosto semplice, realizzato per imparare a regolare alcuni parametri di base, al fine di perfezionare una fotografia che non necessita di evidenti elaborazioni correttive. Per rendere immediata la comprensione di questa guida, essa stata suddivisa in step (interventi) attraverso i quali possibile comprendere, passo dopo passo, le migliorie compiute. Inoltre gli step si sviluppano in due colonne: la colonna di sinistra mostra sempre lo stato dei parametri (e la miniatura della fotografia) prima della specifica regolazione; la colonna di destra mostra invece tali dati a regolazione effettuata. Infine, un pallino rosso compare a fianco dei valori che hanno subito variazioni (nella colonna destra). Nota: per ragioni di visualizzazione, la fotografia "in fase di elaborazione" sar presentata attraverso delle miniature. A causa di questa scelta, le modifiche apportate potrebbero essere pi difficilmente percepibili rispetto che sull'immagine nelle sue dimensioni reali.

DALLO SCATTO RAW DI PARTENZA ALL'IMMAGINE FINALE

Fotografia di partenza: ecco come si presenta l'immagine RAW non elaborata.

Come accennato precedentemente, questo scatto non richiede pesanti interventi di "ristrutturazione". Ecco in sintesi i parametri che non necessitano di interventi: Esposizione: corretta Bilanciamento del bianco: corretto Stato delle ombre: corretto Vignettatura: assente

Ed ecco invece quei parametri che hanno bisogno di essere corretti: Composizione: lieve ritaglio Alte luci: leggero recupero Contrasto: moderato incremento Chiarezza e Vividezza: da enfatizzare Nitidezza: da aumentare Saturazione e Luminanza: da correggere Aberrazione cromatica: da minimizzare

IMMAGINE DI PARTENZA Fotografia RAW di partenza: nonostante i colori "spenti" tipici delle immagini RAW, la foto non necessita di evidenti elaborazioni in post produzione.

RISULTATO FINALE Fotografia elaborata in post produzione con Adobe Camera Raw. Con poche e semplici ottimizzazioni per possibile migliorare lo scatto.

1. PRIMO INTERVENTO - LIEVE RITAGLIO DELL'IMMAGINE (CROP)


Utilizzando lo strumento ritaglio , localizzato nella barra degli strumenti, realizziamo un lieve crop della fotografia, per migliorare leggermente la composizione. Nell'immagine sottostante ho evidenziato l'area del ritaglio con un bordino rosso, mentre quella dell'intero scatto distinguibile dal bordino giallo.

2. SECONDO INTERVENTO - REGOLAZIONI PANNELLO BASE


Mediante il pannello Base, procediamo alla calibrazione di alcuni parametri principali: - "Recupero": ci permette di recuperare qualche dettaglio dalle alte luci, scurendole lievemente. L'effetto, quasi impercettibile a questi valori, ha l'obiettivo di scurire leggermente le aree pi chiare delle nuvole. - "Contrasto": aumentiamo moderatamente il contrasto della fotografia. - "Chiarezza": con questo comando diamo un maggior senso di tridimensionalit alle nuvole. - "Vividezza": incrementiamo la saturazione dei colori pi spenti.

Pannello Base prima dell'intervento

Pannello Base dopo l'intervento

3. TERZO INTERVENTO - REGOLAZIONI PANNELLO DETTAGLI

Attraverso il comando "Fattore" del pannello Dettagli amplifichiamo la nitidezza complessiva dell'immagine. Osservando i rispettivi ingrandimenti sottostanti (prima e dopo) possibile apprezzare le differenze.

Pannello Dettagli prima dell'intervento

Pannello Dettagli dopo l'intervento

4. QUARTO INTERVENTO - REGOLAZIONI PANNELLO HSL - SATURAZIONE


Con il pannello HSL - Saturazione, riduciamo leggermente la saturazione dei toni Gialli ed incrementiamo un po' quella dei toni Blu. Le tonalit giallastre appaiono ora infinitesimamente pi spente, mentre il blu del cielo un po' pi carico.

Pannello HSL - Saturazione prima dell'intervento

Pannello HSL - Saturazione dopo l'intervento

5. QUINTO INTERVENTO - REGOLAZIONI PANNELLO HSL - LUMINANZA


Con il pannello HSL - Luminanza, interveniamo schiarendo i toni Acquamarina e scurendo i toni Blu. Otteniamo quindi un blu pi intenso per il cielo e un maggior contrasto sulle montagne di sfondo.

Pannello HSL - Luminanza prima dell'intervento

Pannello HSL - Luminanza dopo l'intervento

6. SESTO INTERVENTO - REGOLAZIONI PANNELLO CORREZIONI LENTE


Infine, con il pannello Correzioni lente, minimizziamo gli effetti dell'aberrazione cromatica. Variando la regolazione "Correggi margine rosso/cyan" riusciamo ad azzerare il tipico difetto dell'aberrazione cromatica (bordi color rosso/ciano), visibile nel particolare di sinistra.

Pannello Correzioni lente prima dell'intervento

Pannello Correzioni lente dopo l'intervento

7. SALVATAGGIO DELLA FOTOGRAFIA "SVILUPPATA"


Possiamo ora salvare l'immagine ottenuta in JPEG o TIFF e quindi chiudere Adobe Camera Raw con il pulsante Chiudi (in basso a destra). In questo modo, oltre ad aver esportato l'immagine nel formato scelto, abbiamo anche memorizzato le modifiche effettuate in un file collaterale .XMP o nel database di ACR (a seconda delle impostazioni selezionate in Adobe Bridge Menu Modifica - Preferenze Camera Raw... - "Salva impostazioni immagine in"). Ed ecco il risultato della nostra elaborazione in post produzione...

Risultato dell'elaborazione con Adobe Camera Raw: la fotografia ha un aspetto pi bilanciato, brillante, ottimizzato.

DALLO SCATTO RAW DI PARTENZA ALL'IMMAGINE FINALE

Fotografia di partenza: ecco come si presenta l'immagine RAW non elaborata.

Osservando la fotografia sovrastante, oggetto di questo articolo, notiamo che non affatto una bella immagine. Essa stata volutamente scelta tra gli scatti che reputo mal riusciti, per una serie di ragioni, tra cui:

Non stata rispettata la regola dei terzi -> l'area occupata dal cielo eccessiva. Lo scatto leggermente storto -> pende verso destra. La ripresa stata effettuata nelle ore centrali del giorno, per di pi senza tenere il sole alle spalle -> il cielo velato, i colori sono spenti e le ombre inesistenti. Le scie bianche create sull'acqua, opera dei surfisti, non risaltano -> al contrario, si perdono. Nota: essendo l'immagine a bassa risoluzione, difficile riconoscerle; in ogni modo si possono notare delle leggere scie bianche all'interno della baia.

Insomma, se la guardiamo attentamente ci rendiamo conto che proprio uno scatto triste, cestinabile senza esitazioni. Per, proprio per questa ragione, la fotografia adatta per questo genere di tutorial.

Tengo a precisare che gli interventi descritti nei prossimi passaggi non verranno eseguiti per rimediare alle gravi disattenzioni compiute in fase di ripresa (una foto del genere andrebbe cancellata e rieseguita con pi attenzione), ma per dimostrare come una attenta ed incisiva elaborazione pu recuperare notevolmente anche immagini scadenti. Ecco in sintesi tutti i parametri che necessitano di essere corretti:

Composizione: significativo ritaglio e lieve rotazione Temperatura: correzione minima Esposizione: leggero incremento Alte luci: modesto recupero Neri: piccolo incremento Contrasto: incremento deciso Chiarezza e Vividezza: da enfatizzare Nitidezza: da accentuare Riduzione disturbo (rumore): medio Tonalit, Saturazione, Luminanza (HSL): molteplici correzioni Aberrazione cromatica: da minimizzare Applicazione di Filtri Graduati: solo per Adobe Camera Raw 5 o superiore

IMMAGINE DI PARTENZA Foto RAW di partenza: colori spenti, composizione errata, ecc. Un'immagine triste che cestinerei senza esitazioni.

RISULTATO FINALE Fotografia elaborata in post produzione con Adobe Camera Raw. Diverse correzioni hanno permesso di "recuperare" lo scatto.

1. PRIMO INTERVENTO - RITAGLIO DELL'IMMAGINE (CROP) E LIEVE ROTAZIONE

Utilizzando lo strumento ritaglio realizziamo un deciso crop della fotografia, per rispettare il pi possibile la regola dei terzi. Vogliamo quindi che la linea dell'orizzonte "cada" a circa un terzo dell'altezza dell'immagine. Inoltre applichiamo una lieve rotazione in senso orario per raddrizzare lo scatto. Per eseguire questa operazione necessario posizionarsi con il mouse in prossimit di un cursore di trasformazione (NB. non perfettamente sopra), affinch il puntatore assuma la forma del simbolo di rotazione. Ora, tenendo premuto il tasto sinistro del mouse, ruotare quanto desiderato. In questo modo abbiamo corretto la composizione, a scapito per della risoluzione finale. Infatti, effettuando un ritaglio cos marcato, la risoluzione della fotografia ottenuta (5.5 Mpix) corrisponde circa al 50% di quella dello scatto originale (10 Mpix). In sostanza l'immagine ricavata avr un minor dettaglio (perch composta da circa la met dei pixel di partenza) e le stampe ottenibili risulteranno pi piccole, a parit di dpi (punti per pollice). Nota: nell'immagine sottostante ho evidenziato l'area del ritaglio con un bordino rosso, mentre quella dell'intero scatto distinguibile dal bordino giallo.

Adobe Camera Raw: operazione di ritaglio e rotazione.

2. SECONDO INTERVENTO - REGOLAZIONI PANNELLO BASE


Mediante il pannello Base, procediamo alla calibrazione dei parametri principali:

Temperatura: abbassando questo valore riusciamo a dare una tonalit leggermente pi fredda (azzurra) all'immagine. Nonostante la foto non ne abbia evidente bisogno, ci permette di ottenere un blu pi marcato per cielo e mare. Le tonalit calde (rosso, arancione e giallo) verranno valorizzate successivamente.

Esposizione: provvediamo a schiarire la fotografia di un quarto di stop (+0,25 stop). Recupero: questo parametro ci consente di scurire le aree pi chiare (case, spiaggia, ecc.) "comprimendo" la gamma dinamica, al fine di recuperare qualche dettaglio. Neri: anneriamo lievemente le aree pi scure. Contrasto: aumentando con decisione il contrasto della fotografia, il paesaggio ripreso sembrer pi assolato. Bisogna prestare attenzione in quanto, agendo sul contrasto, si schiariscono conseguentemente le alte luci; diviene quindi necessario recuperarle con il parametro "Recupero" incontrato poco sopra.

Chiarezza: con questo comando si accentuano i contorni e si ottiene una riduzione della velatura del cielo. Vividezza: incrementiamo la saturazione dei colori pi spenti.

Pannello Base prima dell'intervento

Pannello Base dopo l'intervento

La combinazione delle precedenti regolazioni ci ha permesso di ottenere un paesaggio decisamente pi "limpido" e pi "estivo": sicuramente un buon risultato... ma siamo solo all'inizio del nostro sviluppo digitale.

3. TERZO INTERVENTO - REGOLAZIONI PANNELLO CURVA DI VIRAGGIO


Attraverso il pannello Curva di viraggio / Parametrica intendiamo:

Schiarire moderatamente le tonalit medie della fotografia, che rappresentano un buon 90% dello scatto. Il mare, il cielo, la vegetazione, le montagne sullo sfondo e i tetti delle abitazioni risulteranno pi chiari.

Scurire leggermente le alte luci e le ombre pi intense Le aree che possiedono una luminosit molto elevata (tendente al bianco) e quelle aventi luminosit quasi nulla (tendente al nero) risulteranno lievemente pi scure. Nota: dalle seguenti miniature molto difficile apprezzare questa minima variazione.

Pannello Curva di Viraggio prima dell'intervento

Pannello Curva di Viraggio dopo l'intervento

4. QUARTO INTERVENTO - REGOLAZIONI PANNELLO DETTAGLI

Attraverso i comandi "Fattore" e "Dettagli" aumentiamo la nitidezza complessiva dell'immagine. Osservando gli ingrandimenti sottostanti (prima e dopo) possibile apprezzarne le lievi differenze. Con il comando "Riduzione Disturbo / Luminanza" mascheriamo invece la sgranatura tipica del rumore digitale, maggiormente percepibile negli scatti ad alti ISO e nelle aree con colorazioni omogenee (ad es. cielo, ombre, ecc.). E' bene per comprendere che tali parametri si "neutralizzano" a vicenda. Infatti, un aumento di nitidezza amplifica conseguentemente anche il rumore digitale, viceversa una riduzione del disturbo (rumore) causa inevitabilmente una diminuzione del dettaglio complessivo dell'immagine (nitidezza).

Pannello Dettagli prima dell'intervento

Pannello Dettagli dopo l'intervento

5. QUINTO INTERVENTO - REGOLAZIONI PANNELLO HSL


Con il pannello HSL - Tonalit, alteriamo lievemente i toni Rossi, Verdi e Blu, come possibile comprendere dal relativo pannello illustrato qui sotto. L'intenzione di ottenere:

dei toni rossi leggermente pi arancioni; dei toni verdi pi intensi e meno giallastri; una tonalit blu meno "profonda" e pi vicina all'azzurro.

Con il pannello HSL - Saturazione, invece, aumentiamo la saturazione complessiva dell'immagine, agendo per con precisione su ogni singolo canale. Con il pannello HSL - Luminanza, infine, interveniamo schiarendo la vegetazione (canali verde e giallo) e scurendo il cielo e il mare (canali blu e acquamarina).

Pannello Tonalit prima dell'intervento

Pannello Tonalit dopo l'intervento

Pannello Saturazione prima dell'intervento

Pannello Saturazione dopo l'intervento

Pannello Luminanza prima dell'intervento

Pannello Luminanza dopo l'intervento

6. SESTO INTERVENTO - REGOLAZIONI PANNELLO CORREZIONI LENTE


Minimizziamo ora l'aberrazione cromatica attraverso il pannello Correzioni lente.

Variando la regolazione "Correggi margine rosso/cyan" riusciamo ad azzerare il tipico difetto dell'aberrazione cromatica (bordi color rosso/ciano), visibile nell'ingrandimento sottostante. Nota: tenete presente che l'effetto di aberrazione cromatica molto pi accentuato attorno ai bordi della fotografia, rispetto all'area centrale; proprio in prossimit degli angoli che conviene individuarla e compensarla.

Pannello Correzioni lente prima dell'intervento

Pannello Correzioni lente dopo l'intervento

7. SETTIMO INTERVENTO - APPLICAZIONE FILTRI FOTOGRAFICI


Una nuova caratteristica indubbiamente interessante, presente dalla versione 5 di ACR, lo strumento Filtro fotografico. Questo inedito "accessorio digitale" consente di applicare in post produzione (PP) svariate tipologie di filtri, molto pi efficaci e complessi dei filtri tradizionali da anteporre all'obiettivo. Per quanto questo strumento sia valido e potente, non pu per supplire tutti filtri fotografici in commercio, come ad esempio i polarizzatori o i neutral density. Infatti, i primi intervengono "selezionando" la luce incidente grazie ad una intrinseca particolarit ottica non riproducibile in PP (maggiori info qui), mentre i secondi vengono generalmente utilizzati per allungare i tempi di scatto e dare luogo a caratteristiche lunghe esposizioni (un esempio qui). Fortunatamente per una cospicua parte dei filtri tradizionali pu essere facilmente riprodotta, con la tranquillit di poter variare l'effetto se il risultato non fosse quello desiderato. Inoltre, grazie ai diversi parametri di regolazione disponibili e alla possibilit di applicare pi layer (dall'inglese: "strati") contemporaneamente, si possono raggiungere interessanti risultati, impensabili da ottenere con i filtri tradizionali. Nella nostra specifica situazione, tale strumento ci viene sicuramente in aiuto. Ecco come:
Primo Filtro

Utilizzando lo strumento Filtro fotografico localizzato nella barra degli strumenti (in alto), cerchiamo innanzitutto di mascherare la velatura del cielo, rendendo i particolari distanti pi "luminosi", saturi e contrastati.

Cominciamo cliccando l'icona "Filtro Fotografico" appena descritta. Poi puntiamo il mouse in posizione del pallino verde (vedi videata sottostante) e tenendo premuto il tasto sinistro, trasciniamo il cursore in posizione del pallino rosso, quindi rilasciamo il tasto del mouse. Nota: con questo procedimento abbiamo definito solamente l'estensione e l'inclinazione del filtro, senza per applicare alcuna variazione all'immagine.

Ora, osservando l'area destra dell'interfaccia ed agendo su Esposizione (+0,20), Contrasto (+40) e Saturazione (+40), otteniamo il risultato desiderato.

Adobe Camera Raw: applicazione del primo filtro fotografico.

Secondo Filtro

Vogliamo adesso dare pi importanza al cielo, perch ha un aspetto pallido e insignificante. Applichiamo quindi un secondo filtro con la stessa tecnica usata per il primo, ma con le seguenti caratteristiche:

Esposizione (-1,10) Contrasto (+30) Saturazione (-20)

Il cielo ora appare pi intenso, brillante e ben si amalgama con il colore del mare: la fotografia ha proprio cambiato aspetto!

Adobe Camera Raw: applicazione del secondo filtro fotografico.

8. SALVATAGGIO DELLA FOTOGRAFIA "SVILUPPATA"


Possiamo ora salvare l'immagine ottenuta in JPEG o TIFF e quindi chiudere Adobe Camera Raw con il pulsante Chiudi (in basso a destra). In questo modo, oltre ad aver esportato l'immagine nel formato scelto, abbiamo anche memorizzato le modifiche effettuate in un file collaterale .XMP o nel database di ACR (a seconda delle impostazioni selezionate in Adobe Bridge Menu Modifica - Preferenze Camera Raw... - "Salva impostazioni immagine in"). Infine, ecco il risultato della nostra elaborazione in post produzione...

Risultato dell'elaborazione con Adobe Camera Raw: la fotografia ha decisamente un altro aspetto.

9. CONCLUSIONI
Attraverso questo tutorial abbiamo approfondito come elaborare in maniera significativa uno scatto mal realizzato, mediante il software di post produzione digitale Adobe Camera Raw. Ci che stato ottenuto non necessariamente il miglior risultato raggiungibile, ma semplicemente la mia interpretazione della fotografia in questione, sviluppata secondo un procedimento che definisco "conservativo". Infatti ogni elemento, ogni forma e ogni particolare dell'immagine stato preservato, limitando l'intervento alla sola regolazione dei parametri di luce, colore e composizione. L'approccio di ACR appunto questo: sviluppare lo scatto senza per trasformarlo in qualcosa che non , similmente a quanto avviene in camera oscura (sviluppo chimico) con la fotografia tradizionale. Qualora si desideri una elaborazione grafica pi creativa ed invasiva, tutto questo

certamente possibile, ma ci esula dalle funzionalit/capacit di ACR: a tal fine necessario intervenire con un software di elaborazione grafica "classico", come ad esempio Adobe Photoshop.

http://www.abfotografia.it/home/home.htm