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la neve di MICOROSA

Allingresso del sito ex EniChem, si trova una piccola struttura che ospita il presidio Asl. Giriamo a destra, lungo la strada ci sono le quattro grandi cisterne che lEni diede in gestione alla Agip. questa la soglia che i tir, colmi di scorie, varcano ogni notte con destinazione i siti di stoccaggio in Germania. Subito affianco c lisola 5, le torri per lo smaltimento dei fanghi. Una delle tre stata lepicentro dellesplosione che illumin lintera area con la dispersione nellaria di 10 tonnellate di anidride arseniosa e 18 di ossido di carbonio. In 2.000, gli addetti della fabbrica esposti alla contaminazione diretta, insieme ai 50.000 cittadini... La bonifica dellisola 5 si conclusa anni fa con la direzione dei lavori da parte della brindisina Falcon. Il comune ha immaginato di poter trasformare una torre in biblioteca. Ma davvero troppo presto per fare progetti di questo tipo; su pi della met dei 50 ettari che compongono larea non ancora iniziato nessun tipo di lavoro. Attualmente lunico cantiere per la messa in sicurezza e bonifica che va avanti a pieno ritmo, sembra essere quello dello smantellamento dellimpianto termoelettrico che sorge proprio affianco alla torre che, nel 76, divenne una torcia alimentata con arsenico. Chilometri di tubi e tonnellate di acciaio furono investiti da quella nube tossica, insieme a centinaia di ignari addetti allimpianto. Chi ne sta conducendo la demolizione la Omini spa di Novate Milanese, e visto lo stato dellarte sembra difficile che questo cantiere possa essere concluso entro la data prestabilita ... Chi si occupa dellanalisi dei materiali un laboratorio di Treviso, Chelab. Siamo ad un incrocio e girando sulla sinistra si arriva alle due isole che si dice siano quelle che lEniChem, prima e dopo la chiusura dellex petrolchimico, per un certo periodo utilizzava per stoccare il materiale tossico di risulta delle proprie attivit. Che oltre i recinti metallici ci sia materiale contaminato lo segnala un telo blu, o meglio, quel che ne restato nel corso del tempo. Lisola che costeggiamo sulla sinistra stata scavata per oltre sette metri e si calcola che nel corso degli anni siano stati seppelliti, ad oltre dieci metri di profondit, centinaia di migliaia di barili colmi di arsenico, acidi insieme a tonnellate di materiale solido, composto di metalli pesanti. Tutto insieme, indistintamente, sulla terra nuda. Almeno fino a quando controlli e leggi pi ferree non hanno tamponato a livello nazionale questa pratica barbara. In ogni caso, oggi si deve fare i conti con questa devastante eredit.

Sulla destra c invece lisola 14, con pareti alte come laltra, con in cima gli sfogatoi: le valvole che vengono aperte nel caso la pressione sotto terra, dove riposano le scorie, si alzi troppo. Questa isola pi discreta, con un ingresso rigoglioso di alberi verdi. Eppure giudicata la vera bestia nera. Questo il punto in cui ancora si dovrebbe iniziare una seria opera di bonifica, in attesa dei soldi (tanti) che la regione ha stanziato ultimamente. Ci avviciniamo e notiamo un addetto con tuta bianca che corre davanti al cancello e si nasconde dietro la fronda di un albero. il guardiano che sorveglia larea notte e giorno. E lunica isola alla quale dedicata tanta attenzione. Anche scattare una foto allesterno di questa immensa cava di veleni risulta non facile. Della supervisione e del movimento terra si occupa la Saipem spa, per il trasporto e smaltimento del materiale ci sono tre aziende... Affianco a questa struttura la cisterna in cui EniChem ha lacqua che fornisce alle altre aziende del contratto darea e che usa per la bonifica. Lungo il tragitto spiccano sul ciglio della strada, ad intervelli regolari, i pozzetti di emergenza installati soltanto due anni fa; pi di duecento e disseminati ovunque, con i loro 150 metri di profondit, servono al monitoraggio del sottosuolo. Sono anche affianco allisola 16... Sul cancello di questa isola c ancora il sigillo del tribunale, ma la recinzione in alcuni suoi punti completamente sfondata. Al suo interno c anche una cosa che somiglia ad una vasca colma dacqua, ma tuttaltro: lacqua piovana nel corso del tempo ha piegato un telo che serviva a coprire uno scavo per la bonifica. Proseguendo per la strada alle spalle di questarea si arriva allisola 17, in prossimit dei due depuratori: il Tas, per le acque usate per la bonifica, ed il Taf, usato per il trattamento delle acque della falda oggetto di bonifica, direttamente della Syndial. Scendiamo gi verso il mare, ma la sabbia ben lontana. La strada si ferma contro un cancello arrugginito. lisola 17. Scavi: questa lunica informazione che si ha. Oltre quel lucchetto c un lungo pavimento di cemento che corre verso lo stabilimento ... E quel che resta dei capannoni EniChem. Qui la bonifica sembra essere appena iniziata, lo testimonia uno scavo, lunico che si nota, anche questo colmo dacqua piovana; segno di un abbandono antico. Limpressione che oggi d questarea, che ospitava uno dei pi importanti Petrolchimici italiani, che il tutto sia lasciato al tempo che corre sulle scorie sotterrate come sulle assoluzioni in tribunali, che lasciano questa provincia senza i responsabili di una tragedia difficile da raccontare.

Quello che in corso, al di l dei cancelli, uno dei pi grandi cantieri di bonifica dello Stivale. Centinaia di milioni di tonnellate di liquidi chimici giacciono sottoterra in attesa di essere smaltiti mentre operai con mascherine e tute lavorano allo smantellamento degli impianti. Ma sotto quei cumuli di ferraglia impregnata di amianto, e chiss cosaltro c, anche una storia di conflitti interni alla Syndial spa, societ che lEni ha fondato per le opere di bonifica.

Una storia agghiacciante. Una verit inconfutabile. Una realt senza possibilit dequivoco. Unemergenza che sembra calzare al prossimo futuro di Brindisi, terribilmente somigliante al presente di Manfredonia. Un destino che pare obbligatoriamente dover appartenere al tempo destinato ai figli di questa terra. Del racconto riportato, le similitudini tra le due cittadine sono impressionanti.

Terre spolpate e spremute come arance succose. Lasciate poi seccare con la buccia che si putref ricoperta dalla melma pi schifosa fuoriuscita da serbatoi, torri di craking, candele, eccetera, eccetera, eccetera. Ecco cos un agnello di dio. Un territorio portato al sacrificio. Un paese scelto da perfidi strateghi usurpatori, che sanno in partenza quello che accadr, per essere condotto lentamente al tavolo di pietra e immolato senza piet. Una preda selezionata tra quelle dei greggi pi docili, che non hanno possibilit di comprensione o scelta. Perch non gli data. Un manipolo di capi costretto a belare e ruminare a testa bassa mangiucchiando lerba tra gli spigoli dei palazzi e delle finestre entro cui si nascondono pastori. ...Qualcuno dir che a Brindisi non cos. ...Qualcuno dir che a Brindisi non sar cos. Io so che lImmacolata Concezione, nellanno 1977, ud un boato terrificante che scosse la notte sventrando, con unimmensa fuga di gas, unintera porzione di Petrolchimico. Io so che Giuseppe Marulli, Carlo Greco e Giovanni Palazzotto non avevano colpe. Inghiottiti da lingue infiammate fino al cielo scuro dopo soli 23 anni di vita. Le Ciminiere si trasformarono in sigarette fumate tenute in piedi dalla sola nicotina. E le vene di 50 brindisini innocenti, impiegati nel Polo Chimico Montecatini pi grande dEuropa e pi di tre Brindisi insieme, furono irrorate da innumerevoli compaesani che misero le proprie arterie a disposizione negli Ospedali. ...Io so che a Brindisi stato gi cos. ...Io so che a Brindisi gi cos. La lettura degli Accordi di programma, di Leggi inesorabili, delle Valutazioni di Impatto Ambientale e delle Autorizzazioni Integrate Ambientali, delle Valutazioni Ambientali Strategiche e di ogni documento ambientale che possa rispettarsi, parla chiaro. ...Io so che a Brindisi gi cos. Il mare inquinato. Laria malsana. Falde e canali sono contaminati. Il terreno che alimenta i prodotti agricoli infestato e contagiato come i grumi di cellule nere attaccate ai polmoni delle anime bianche volate via per un posto di lavoro, prioritario, per mantenere la famiglia. ...Io so che a Brindisi gi cos.

Ordinanza Sindacale N7 del 22-02-2011 emanata a seguito degli esiti dele Indagini di Caratterizzazione del sito denominato MICOROSA, adiacente il gigantesco Petrolchimico. In esecuzione del principio di precauzione di cui al Regolamento Europeo n178/2002, individuata la possibilit di effetti dannosi per la salute Il Sindaco Ordina alla Societ SYNDIAL - gruppo ENI - di scongiurare lingresso e la sosta presso larea Micorosa da parte della cittadinanza. E vietata la caccia e la pesca per un intorno di 200/300 metri all Area Inquinata di 50 Ettari circa: ...Isola Micorosa.

E questa la sentenza che sancisce il futuro della citt sacrificale. Un deserto di veleni abbandonato allaperto delle nuvole che lo bagna, del sole che lo scalda, della terra che lo assorbe. Una piana di tristezza, sconforto e angoscia. Un luogo in cui la Terra somiglia alla Luna. Un inferno in cui il veleno rimembra la neve.

... Percorrendo la vecchia strada per Pandi e fiancheggiando la parete invalicabile dotata di filo spinato superiore, si giunge alle vecchie spiagge, una volta orgoglio di una sana e vera tradizione, il mare, in cui le vacche si rinfrescavano gioiose dopo una scorpacciata nei campi rigogliosi. Qui, il cartello testimonia che si addestrano ancora cani bastardi. Qualche mosca bianca volancora su coloratissimi kite-surf sfidando onda e vento. Il battuto del terrapieno stradale spacca il territorio come un melone. Loppresso Parco Regionale Saline di Punta della Contessa segnalato con uno striminzito cartello leggibile a malapena e, in quel punto criminoso, coincide con unarea bianca. Sterminata in tutti i sensi.

...Mamma mia quanto sono grandi 50 ettari. Mamma mia che sensazione vedere la terra perdere il colore naturale ed impedita la nascita alle piante. Mio Dio che cosa siamo riusciti a fare. Sul mare, a tratti, la sabbia non esiste pi. Ricoperta di ammassi di pietroni informi messi l a tentare di tamponare linevitabile intromissione dei veleni sul fondale marino, alterato ammantando la sabbia che accudisce le alghe. Detenevamo un prestigioso record europeo di crescita della posidonia, quellalga prodigiosa che rende limpida lacqua salata. Su quel che non pu pi definirsi terreno, levidenza svela una colmata di almeno 2 metri di scarti industriali, cos chiamano i rifiuti tossici, buttati l con la crudelt di un assassino infallibile che si apposta e spara a raffica. La presunzione aumenta la profondit di altri metri e intende che dove ci siano canali che confluiscano nel mare, insieme al tutto si conduce quello che i pesci non dovrebbero mangiare per ingrassare le pance degli uomini.

Salendo la scarpata e affondando i piedi in un fondo che non so dire, quei rifiuti paiono fanghi lunari, rocce di polvere grigia chiara e scogli finti, fatti di un inerte che gli somiglia. Vengono dallacetilene o altre porcherie informi che li hanno generati. Sono idrossidi di calcio, ph alcalini, arsenico, stagno, berillio, contaminanti organici cloro-benzeni, altri metalli pesanti. Sostanze letali insaccate e stoccate dalla E.V.C. e dalla Dow Chemical, come il policloruro e il cloruro di vinile monomero, agenti cancerogeni multipotenti e genotossici perch mutogeni e clastageni. Provocano sulluomo leffetto pi devastante. E stato il pi grande disonore e dispiacere avere qui la pi potente multinazionale americana, colosso della chimica mondiale. Quella che per alcune migliaia di dollari acquist lamica Union Carbide, colpevole del pi grande disastro della storia della chimica. Bhopal: India: 1984: uccise migliaia di persone innocenti con 40 tonnellate di miscele gas letali fuoriuscite dallimpianto di propriet: danneggiamento irreparabile di occhi, ormoni, polmoni di chi pot, senza essere avvisato per tempo, solo restare ad ascoltare i rumori della tremenda esplosione di tossicit senza scampo.

Tragedie di cui il tempo allunga lo strascico. La propriet della divisione poliuretani dellEnichem di Brindisi riguard la filiale Dow Italia srl nata a Milano nel 1960. Queste sono le carte didentit da esaminare a priori prima di farsi diffamare.

Questi sono gli animali assetati di terra da cui stupidamente ci si lascia invadere. Belve che azzannano i territori lasciandoli dissanguare senza aiuto successivo. Speculatori che dovrebbero preservare, invece che sventrare. Affaristi che dovrebbero tutelare, invece che distruggere. Trafficanti che dovrebbero consentire, invece che vietare. Capitalisti che dovrebbero bonificare, invece che abbandonare come non si dovrebbe nemmeno con un cane malato. Facce di galantuomini ingentiliti dalla cravatta e dalla borsa che portano strisciando al seguito del messere senza volto. Cravattari che dimostrano, sino ad ora, di non assumersi responsabilit alcuna, restando, sorprendentemente, impuniti.

Questi campi di veleno artificiale sono potenziale base in cui una piccola bicicletta potrebbe, inavvertitamente, intrufolarsi per un giro ingenuo credendo di entrare nel Parco Naturale delle Saline, seguendo una scolaresca in gita da quelle parti. Quella massa di scaglie sono lettere e numeri indecifrabili anche dalla chimica, la cui associazione potrebbe uccidere chiunque decidesse, per sbadataggine, di metterci il dito dentro e poi leccarselo. ...Tutto scolorato. I segni di ruota di camion, o impronte di scarpa o uccello che siano, dissotterrano soltanto altro fango bianco in cui neanche i porci potrebbero rotolarsi. Sento in questo istante che hanno ragione quelli che dicono che ci vorrebbero cinquecento milioni di euro per risanare e bonificare a dovere un sito di genere. Ora capisco cos un vero danno ambientale, forse, concretamente irreparabile. Quanti sono milioni di metri cubi di rifiuti industriali dogni tipo che giaceranno in attesa di migliaia di camion-fantasma incaricati di portarseli via in chiss quale punto dimenticato dallanima. Tutto quanto, per non far altro che quella maledettissima plastica di cui ci siamo ricoperti fino ai maglioni ed alle coperte, di cui ci siamo circondati per sfamarci avidamente sperperando e destinando allusa e getta. Cos come allusa e getta sono state utilizzate quelle anime bianche, invano invocanti giustizia nei Tribunali. Piaga in cui non affondare lama in rispetto di brava gente che ha perso la vita, senza causa accertare, dopo aver lavorato nel Petrolchimico in presenza di quantitativi di polvere bianca diffusa negli Impianti e nelle aree circostanti, anche a profondit significative, dicono perizie degli anni 90. Viene alla mente limmagine di una pista da pattinaggio artistico su cui ci si diverte ad esibirsi solo se acclamati dalla folla. Ma anche una distesa di neve che ricopre di prepotenza esili arbusti che non vogliono arrendersi ad una morte predestinata. Poi, rivedo il paesaggio lunare materializzatosi nella mia citt per lincanto di migliaia di persone disinteressate e disinformate, ingannate e maltrattate dagli opportunisti di dietro langolo. Laridit di ogni materia sconvolge e piega paurosamente le gambe. Le crepe spaccano se stesse come segni su segni della stessa falce.

Quanti colpi di quellarnese ha da nascondere al suo interno questa sepoltura. E quanti incappucciati si celano dentro quel mandante a confine stracolmo di tubi attorcigliati come bisce accalorate, barattoli metallici e ciminiere che devono colorare di rosso tratti di bianco, per risaltare. ...Io so che a Brindisi, purtroppo, da tempo cos. Il 1 Rapporto sullo Stato dellAmbiente, redatto nel 2003, ed anche i risultati delle indagini di caratterizzazione effettuate allinterno del Polo Petrolchimico denunciavano:
una discarica di idrossido di calcio con una estensione di circa 50 ettari ed un volume di 1,5 milioni di metri cubi, situata nella parte settentrionale dellarea umida nota come Saline Punta della Contessa con sversamenti in mare per circa 5 kilometri quadrati. Da unindagine sulla mortalit riportata dallIstituto Superiore della Sanit (periodo 96/97), la residenza in prossimit del Polo Petrolchimico di Brindisi (entro 2 kilometri) risultata associata ad una triplicazione del rischio del cancro polmonare e della vescica; seppure tali aumenti non raggiungono la piena significativit statistica a causa del basso numero della popolazione studiata, tali valori indicano limportanza di eseguire ulteriori studi in merito.

...Io so che a Brindisi, per colpa dellomert di chi poteva sapere, da molto tempo cos.

La foto aerea, risalente al 1989, epoca in cui si oscuravano gli impianti per questioni di sicurezza, dimostra che da almeno quella data, indiscutibilmente, tanti, troppi, sapevano quello che avveniva; erano a conoscenza di un reato occultato alla gente per scopi di lucro. E la comunit costretta a restare ignara dei soprusi che stava subendo ogni giorno a discapito. Letteralmente sulla sua pelle. Qual la necessit di eseguire scientificamente analisi approfondite quando locchio ed una manciata di anomala fanghiglia presa sotto le scarpe e nelle mani sarebbero stati pi che sufficienti a intendere che quella roba bianca spessore davvelenamento puro che ricopre il sale di teste che non esistono pi. ...Io sono qui a cercare verit che forse non servono a nessuno, che forse non vuole nessuno, che forse servono solo alla coscienza per sentirsi parte di qualcosa che abbia sapore di vero. Quando un sistema deflagra in questo modo, bisognerebbe fermarsi. Immediatamente. Cambiarlo subito, cambiare subito, arrestarsi, invece di pensare che qualcosa andato storto, che non succeder pi, che rimedieremo, che il lontano non arriver mai dentro il proprio stomaco. Le viscere della terra sono le nostre. Un giorno, allimprovviso, la Luna si stanc di guardare il Mondo di lass. Prese una cometa, il volto si vel, e fino in fondo al cielo, cammin. E sorpresa fu, che la bianca distesa, non fosse neve. Eran solo sassi, e i piedi si fer. Piangendo, di nascosto, lei fugg. Affrontare il Mondo, a piedi nudi, non si pu, e dallalto, a spiarlo, lei rest. Ora credo poter interpretare il significato di questo testo di canzone. Siamo inguardabili persino dalla Luna stessa, che qualcuno ha messo di guardia per consentirci di vivere. Siamo proprio stracci da officina?... Si chiese Tonino Di Giulio. Io mi rispondo che i miei figli, e tutti i figli di questa terra, non hanno colpe per meritare questo.

Nota Il Decreto Legislativo n152/06 prevede, quale obbligo normativo, di avviare unindagine immediata per accertare i soggetti inquinatori e richiedere il congruo danno ambientale causato. La competenza in materia di rifiuti Provinciale, e non ci vuole molto per scoprire i colpevoli, affittuari, proprietari, o tenutari che siano. Se poi le predestinate Aziende falliscono previsto che la loro quota di danno la paghi lo Stato, mascalzone, da sempre spremitore dei vitigni pregiati, affiliato, in percentuale, alla cooperativa responsabile. I trasgressori della legge saranno puniti legalmente: art.257. La punizione per il territorio potrebbe invece essere incapsulare la valanga di rifiuti tossici in una specie di palloncino gigante fatto di un telo speciale avvolgente, lasciandolo l, immobile come una bara gonfiata con 25 milioni di euro pubblici, che i posteri si troveranno quale eredit cimiteriale.

Deresponsabilizzarsi vuol dire affidarsi alle decisioni altrui e questa via non ammette lamentele

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