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Al nome di Dio, Amen.

Qui comincia i' libro della peregrinazione di Frate Riccol do, dell' Ordine de' Frati Predicatori ; e in questo si contengono, sotto brevie t parlando , tutti i reami e le leggi, e le Provincie e gli ordini, e le septe e l'eresie e le maraviglie le quali io trovai nelle parti d' Oriente ; acci che i F rati i quali volessono prendere fatica per l'amore di Cristo e per accresciere l a fede cristiana, sapiano quello che a loro fa mestiere, e in qua' luogo e in qu ello modo possano pi adoperare e fare maggiore acquisto; e la ragione la quale mi mosse a scrivere, in questo capitolo primo. Amen (1). Con ci sia cosa che io frate Riccoldo, minimo de' Frati Predicatori, pensassi spe ssamente nel cuore mio la grandissima abondanzia e moltitudine de 1' amore divin o, lo quale esso Iddio ebbe a V umana generazione; cio che tanto am Iddio questo m ondo, che gli piacque di mandare il suo unigienito Figliuolo in questo mondo per la salute d' esso ; e in tanto esso Figliuolo dello altissimo Iddio a grande di ligenzia riduciesse a noi a memoria la sua peregrinazione, acci che noi d' essa n on fossimo ingrati, diciendo a noi: Io mi sono'partito dal mio Padre celestiale, e sono venuto in questo mondo; (1) Il Ms. che si conserva a Parigi legge: a scrivere questo capitolo primo. La slampa del 1793: a scrivere questa, seguendo in mezzo: ( Apitolo Privo, e coli'a vvertenza in noia che il pronome questa ri feriscesi a Predicazione! La piccola licenza da noi presa ci pare che lolga ogni oscurit dal periodo. A malgrado poi d elle parole Capitolo Primo, siccome nel nostro Cod. non alcun segno di lalc divi sione , u a noi piaceva di procedere in ci ad arbitrio, serbammo soltanto lidivisi oni per capoversi, secondo che in quello si trovano. 2

e come esso, si tosto come e' fu nato, e sendo ancora povero e fanciullo piccoli no, gi non volle perdonare n a s n a la Madre che non sostenessono lunga e faticosa peregrinazione , anzi esso, insieme co' la sua Madre, e col suo suociero mollo v ecchio', si se n' andarono in Egitto per fuggire i suoi avversari e nemici, avve gna che in lui non era cagione d' alcuna paura: e perci dispuosi nell' animo mio, che a me sarebbe cosa molto reprensibile e di gran vergogna, eh' io avendo rice vuti tanti benefici da lui, i quali solamente esso gli fa; e spezialmente , impe rci che esso mi chiam e trassemi di questo mondo e ricevette a tanto grandissimo O rdine, acci eh' io fosse suo testimonio e suo predicatore in questo mondo: (1) e perci mi diedi a pensare le mie vie, e dirizzai i miei piedi a fare testimonianza di lui, e pensai in verit, che non era cosa sicura eh' io fossi per lungo tempo e stessi ozioso , e non provasse alcuna cosa delle fatiche del Padre , e di quel la lunga peregrinazione; specialmente quand' io mi recava a memoria nella mente mia, che quando era secolare al mondo, aveva fatte molto lunghe e faticose pereg rinazioni e viaggi acci eh' io imprendessi quelle arti liberali le quali sono chi amate volgarmente belle (2). Kicievuta , adunque , 1' ubidienza del nostro signi ore messer lo Papa , e con licenzia del nostro Maestro dell' Ordine , incomincia i la mia peregrinazione; e passai il mare per vedere corporal (1) Stamp. agg: e di quella lunga profezia. (2> Ricordiamo come la lezione dei Mss. sia la seguente: imprendessi quelle sani e singulari le quali seno chiamati volgarmente i balli. Dell' arbitrio non lieve per vero , che ci siam tolti, stimiamo esserci abbastanza giustificati nella Le ttera preliminare. Cerio a niun altro, siccome a noi, potr sembrare verisimile ch e in verun tempo, per apprendere maniera alcuna di balli, convenisse mente tutti quegli luoghi i (1) quali il nostro Signiore Gieso Cristo corporalmente vicit, e spezialmente i' luogo nel quale esso per la salute de 1' umana gienerazione vol

le morire , acci che la memoria della sua passione sempre sia costretta ne la men te mia, e il suo prezioso' sangue sparto per la nostra salute fosse a me fortezz a e fondamento a predicare e a morire per Colui il quale, per la morte sua, a me et agli altri Cristiani don vita perpetua.

Poi eh' io ebbi passato il mare, s pervenni in Accon; e d' indi partendoci per un a giornata , s andamo con molti Cristiani in Galilea. E prima giugniemo in Cana d i Galilea, laddove Cristo incominci a fare i segni e miracoli suoi, convertendo 1 ' acqua in puro vino. E questa Cana di Galilea presso a Nazarene quattro o cinqu e miglia. E qui , fuori al castello del Casale (2), s trovammo il pozzo del quale (3) i servidori de le nozze attinsono di quella acqua ed empierono l'idre: ine trovamo anche el luogo nel quale se feciono quelle nozze, e' luogo e la forma de ll' idre (4), e ine cantamo e predicamo il vangelio delfe nozze ; e ine pregai i l nostro Signore Gieso Cristo, che se come esso convertio 1' acqua in vino, cos co nvertisse 1' acqua de la mia ignoranzia in devozione e in conoscimento di vino d i di fare, come dice il noslro fra Riccoldo, lunghe e faticose peregrinazioni e vi aggi. (1) MS.: in quali. (2) Cos ha il Ms.; ni sembra che dovrebbe leggersi: al Casale del Castello; come p i innanzi troviamo: Casale di Gerusalemme, Casale di Profeti ec. (3) MS.: de' quali. (4) Cosi a qncslo li:o(0, e r.el precedei.le, ha i' nostro MS La san:pa: idrie.

pura compunzione e di spirituale savore del suo amore. Di Cana di Galilea ci par timo, e per diritto cammino venimo al Casale di Gierusalemme , o vero Gienesantt e, la quale sta sopra il mare di Galilea. E ine, a la sciesa del monte sopra il mare , cantamo il vangelio di quegli due indemoniati, i quali Gies cur da quella g enerazione de demoni a' quali (1) conciedette eh' entrassono ne' porci. El ivi p regai il nostro Signiore, che me guardasse d' ogni tentazione e liberassemi da o gni infestazione de demoni. Indi partendoci, disciendemo a la citt di Betehisaida , de la quale furono santo Andrea e san Piero appostolo, la quale si presso al m are li Galilea; e ine cantamo il vangielo che dice: Ambulane Jesus tuxta mare Gal ileae, vidit duos fratres etc. (2) E qui pregai Gies Cristo che mi chiamasse ad e ssere suo disciepolo, e faciesse me pescatore degli uomini. Partendoci dilla Betsaida, si salimo nel monte il quii presso sopra il mare di G alilea, e in nel quale il nostro Signore sedendo, fecie il sermone a' disciepuli suoi. E qui si cantamo il vangielo che dicie: Videns lesus iurbas;, ascendi! in montem. E ine pregai il nostro Signore che mi dovesse in tutto levare dal desid erio delle cose terrene , e trasportasse la mente mia a le cose cielestiali. Inde salimo apresso nel monte nel quale Gieso Cristo fecie il convito di cinque pani e di due pesci, e inde cantamo esso vangielo e predicamo; e poi ci ponendo assedere ordinatamente sopra all' erba e fieno ch'era in quello luogo, e rompend o ine il pane che noi avia

(I) Il Ms.: al qu'ih. ('2) La stampa: Ambularti fies itosi co presso il mare lialileo, e videdue fratel li

mo, mangiamo tutti quanti con gran letizia e con lagrime. E inde appresso si la cisterna vecchia ne la quale fu gittato Gioseppo da suoi frategli; ed ivi presso si il castello di Sanbrelli (1) , il quale si chiave di tutta Galilea. Di quello luogo disciendemo i' (2) Chafarnau, e venirne a' luogo nel quale Gieso Cristo cur il lebroso, e poi, da quel luogo, laddove stava san Matteo appostolo inanzi che si convertisse a Cristo, a ricogliere il passaggio e a tenere il camb io de la moneta. E inde predicamo e cantamo il vangielo come san Matteo fu chiam ato da Cristo. E andando lungo al mare di Galilea, venimo a' luogo che si chiama Talula, l dove Cristo appari a disciepoli a la riva del mare e chiamogli del mar e e invitogli a mangiare. E ine cantamo e prediramo e mangiamo, l dov'egli mangi'c on loro il pane e '1 pescie;e indi atorniamo per quella contrada lungo il mare v erso Betsaida e Gienesaret. E indi venimo ;il castello di Santa Maria, che si ch iama Madalo, apresso il fiume di Gienesaret. E 'ndi piangendo e lagrimando insie me, per ci che trovamo una bella chiesa non guasta al tutto, ma tutta infastidiat a e letami nata, si cantamo e predicamo il vangielo di Santa Maria Maddalena. Poi ci partimo da quel luogo lungo il mare Tiberiadis, e pervenimo a la citt di T iberiadis, e trovamo qui molte cose degnie di gran memoria. Fra l' altre, tenni a mente questa, che '1 mare di Tiberia aveva di lungo s (<) Ha la stampa: de' Sanbecill, con questa noia: Di questo < stello nulla ne dicon o i geografi n i recenti viaggiatori (!) (2) Ci giova avverlire i lettori, che l'autor nostro usa spesse volle il semplic e t per esprimere la preposizione itti ed anche nelle veci dell'articolo il. Noi aggiungemmo sempre l'apostrofo , per additare la iri.incaiiira della consonante che dovrelihe Irovarvisi.

acqua dolcissima e soavissima a bere , avegnia che molte parti entrino in essa e molt' acque puzolenti di zolfo e amarissime (1). Indi partendoci, salimo sul mo nte bene alto per volere andare al monte altissimo di Taborre, e venimo in una p iccola citt che fe Davit, li quale si chiamava Bettulia; e ini a' piedi d' essa c itt, ci posamo ad una fonte a la quale i Giudeci, essendo assediati da Oloferne, si andavano (2) a sollazare. Passata questa Bettulia, salimo il monte altissimo di Taborre, e trovamo qui mol te gran chiese tutte disfatte; e si venimo al luogo pi alto del monte, nel quale trasfigur il nostro Signiore Gieso Cristo, e ine legiemo il vangielo della trasfi gurazione di Cristo, e predicamo, piagnen do e maravigliandoci di tanta distruzi one. E di su quel monte si vede una parte d' Italia , e anche il monte del quale prociedettono le fonti di Gior, (3) e da le qua li comincia (4) il fiume Giorda no; e anche di quindi vedemo il monte di Gelboe , e a pi di quel mon te di Tabor si il campo grande Esdrelon , lo qual e si chiama piano o vero campo di fave. So pra del qua le, in contra il monte di Tabor , si una piccola citt, che si chiama Main, ne la quale il nostro Signiore su cit il figliuolo de la vedova.

Passando poi il campo grande Esdrelom, e passando quella citt di Nain (5) , si ci appressamo a Nazaret, e salendo un monte, venimo al Salto del Signiore , i' La stamp. ha invecs: nelle quali moli'acqua puzzolente e amirissima. (2) Ms.: andamo . (3) Cosi nel Ms., e nella stampa: di Gio. (I) Incomincia, ha la slampa; e il Ms. cominciarono. (5) Forma, come oj'i un vede, pi correita della precedente Main.

nel quale i Giudeci vollono fare cadere Cristo, quand'egli cominci a legiere e pr edicare loro. E qui legiemo e predicamo il vangielo; e ini si mostrano alquante pedate di pi scolpite su nel sasso, e dicievano eh' erano le pedate de' pi di Cris to di Nazaret. Da quel luo-go ci partimo e giugniemo i' Nazaret, e trovamo qui u na gran chiesa, quasi tutta disfatta, e niuna cosa v'era in essa de' primi difc, a ltro che solamente la ciella ne la quale fu anunziata la nostra Donna Vergine Ma ria; e quella si riserb (1) sempre la nostra Donna, a memoria de la sua umilt e po vert. Ancora, qui 1' altare de la Donna, qui dov' ella adorava (2), quando 1' agn iolo Gabriello, nel quale egli discende, stette (3) a nunziare la nostra Donna; e in ciascheduno si cielebra la messa. E predicamo la parola di Cristo , e poi a ndamo cercando per tutta la citt, e specialmente a quelli luoghi ai quali egli pi usavano d' andare In nostra Donna e Gieso Cristo suo figliuolo mentre eh" era fa nciullo. Anche trovamo ivi apresso a la citt una fonte, la quale era di grande ve nerazione e reverenzia, per ci che la nostra Donna alcuna volta andava ad essa, e Gieso Cristo, mentre eh' era fanciullo, molto usava d' andare a quest' acqua e recavane a la Madre sua. Andamo ancora a la sinagoga, ne la quale Gieso Cristo l esse il libro d' Isaia profeta: e tutti (1) Ha qui la stampa: e quella sembr, cio si riserb. Male, al cerio, nel Ms: s'inve rb. (2) ci giamo qui tolta libert di correggere il Ms. e la stampa, che pongono: anda va. (3) Seguiamo e correggiamo in parie la stampa che legge: discende, e stette. Men bene, come a noi sembra, il Ms. che pone: nelquale egli stava.

questi luoghi di Galilea, dal primo (1) intiuo a V ultimo di Galilea, si trovamo eh' erano in pacifica e quieta posessione de'pessimi Sara ini di Zarette(2). E venimo al castello di Zaffenino , del quale nacque san Giovanni vangielista e sa nto Iacopo Zebedeo; e quivi abitano Cristiani. E d'indi tornamo in Accon, citt de 'Cristiani. Amen. Partendoci noi d' Acon, venimo verso Gierusaleme, e giugniemo al fiume di Cison, laddove Elia, per le mani de' servi e ministri suoi, uccise otto ciento migliai a e cinquanta migliaia de li profeti di Baal (3). E di queste foreste passamo il detto fiume, si venimo a la citt di Caiphas allato al mare, e indi andamo al mon

ticiello di Carmelo, il quale molto bellissimo, e nel quale Elia fecie adunare m olto grande moltitudine di popolo d' Israele, e convinse e sconfisse inde i saci erdoti di Baal. Inde si andamo al castello del Pelegrino , il qual nobile castello ed de' Tempie ri, allato al mare ; e inde si andamo al castello di Chacches; e inde si andamo a San Giorgio, ed indi si andamo in Bettinopoli, il quale un piccolo borghetto d i sacierdoti; e poi ci n' andamo in Ramata nel monte d' Ifraim, il qual per

(1) Cosi la stampa come il Ms. fanno qui leggere: da Carimi); ma a noi parve non dorerei astenere da una correzione tanto naturalmente suggerita dal contesto. (2) La stampa: Nazarene. (3) Cosi, sostanzialmente, ancora la slampa. Affinch poi 1 enormit dei numeri non dia troppo da fantasticare ai lettori, riportiamo qui le parole del sacro testo: Nane mille el congrega ad me universum tsrael in monte Carmeli, el prophelas Ba al quadringenlos quinquaqinla, prophelasqae lucorum quadringenlos eie- <Reg. Ili , 18, H>.)

tre miglia di lunga a Gierusalein, ed ivi si vicitamo la casa di Samuelio. Andando poi a la santa citt di Gierusaleme, la quale ancora, in verit, si pu chiama re citt di mina < di distruzione, ne la quale in prima andatno a la casa del sepol cro del nostro Signore Gieso Cristo, e non vi potemo entrare , per eh' e' Saraini non vollono. l di quiadi poi salimo nel monte di Sion, cio a la citt la quale comb att Davit e dificolla; e trovamo qui la torre di Davit, ed egli la detc di grandiss ime pietre e sassi quadrati, sicch coloro che le guastarono, si disperarono e ven nono quasi meno desfacciendola, e alcuna cosa cene (1) lasciarono a memoria. Poi si trovamo il luogo nel quale fu decollato santo Iacomo Magiore, nel quale ora si la chiesa, e nella chiesa si il detto luogo della dicollazione , e ivi anche si mostra il marmo tutto rosso e insanguinato, del sangue di san Iacopo detto. Poi si trovamo i' luogo dove fue il cienaculo grande e spazioso dove Cristo feci e la. ciena co'disciepoli suoi; nel quale fu edificata la grandissima chiesa , l a quale dall' una parte s contiene la c iella e la casa ne la quale stette la bea ta Vergine Maria e poi Cristo; e da 1' altra parte , per lo lungo (2), s contiene i' luogo proprio nel quale Cristo stette a fare la detta ciena. E qui si 1' alt are il (3) qual' ordinato il sagramento del santissimo Corpo di Cristo. E qui an cora si il luogo

(1) Cosi la stampa. Il Ms. sembra avere: ne ne. (2) Dopo questa parola, segue nella stampa: proprio, con omissione <li tutte le altre che qui possono leggersi, sino a: nel quale erano. ;>) Intendasi: nel. E cosi in altri luoghi.

nel quale erano i disciepoli adunati quando venne il subito suono e ricievettono lo Spirito Santo. Anche in quel luogo, de la parte di sotto , si la casa ne la quale erano i disciepoli la sera adunati per la paura d<^' Giudeci; e' luogo dov e Cristo stette nel mezzo di loro, e disse: Pacie sia con voi (1). E indi apress o, allato a la chiesa, si la colonna a la quale fu fragiellato Cristo Gies; e anc ora si parea la imagine insanguinata del sangue di Cristo. E qui si 1' altare ne l quale noi cielebramo e predicamo molto turbati , e piagniendo, e temendo forte mente d'essere morti da'Saraini. E qui presso si ancora la casa d' Anna, suocier o di Chifasso. Qui presso si il luoco nel quale san Piero, poi eh' ebbe rinegato Cristo, sendo fuori, pianse amaramente. Nel qua' luogo, i' memoria di quella ne gazione e di quello pianto amarissimo e di quella penitenzia di san Piero, e' fu vvi edificata la chiesa. Disciendendo di quel monte di Sion, trovamo il luogo che fu di Frati PreJicatori , i' nel qua' luogo anche si discierneva 1' orto loro. E questo luogo si quasi i ' mezzo fra '1 tempio di Salamone (2) e "1 tempio d'Iddio. Di quello di Salamone si vede (3) il luogo dove fu gittate e traripato san Iacopo , fratello di Crist o. E qui si una grandissima ripa sopra a la valle di Giusaff; il qua' luogo fu ri empito e fecie impiere il re (4) Salamone, quando esso fecie edificare quella rcc a e fortezza che si chiama Mello.

(i) Mancano nella slampa le parole e luogo (da intendersi come e 'l o, e fi) dov ec, sino e inclushamcnte a: indi. (3) Vennero nella stampa omesse le parole dopo questa seguenti, sino a: li vede. (3) Ms.: si vegiono. (4) Stamp.: e feciesi empier per la parola del re.

. Usciendo noi della citt, entramo nel campo Acellema, eh' in sino a questo d d'og gi stato sepultura de' peregrini che passano di l oltra; ed ivi apresso si trovam o la ciella di san Onofrio e degli altri santi Padri antichi. Poi, di quel luogo disciendemo nella valle di Giusaff. E qui si trovamo un bello e maraviglioso sepolcro di Faraone, il quale si dicieva che lo aveva fatto editca re Salamone a la moglie sua, figliuola di Faraone; la quale esso am tanto, che a lei disse che fosse apropiata la Cantica Canticorum. E di quindi partendoci da l a valle di Giusaff, disciendemo in Gierieo per quella via per la quale disciese C olui di cui si leggie che disciendeva di Gierusaleme in Gierieo; la qual via si ancor molto oscura e dubiosa e molto usata da ladri. E disciendendo, si trovamo una rcchetta, la quale fecie edificare Tolomeo , figliuolo d' uno che si chiam Vov a (1); nel qua' luogo esso si uccise Simone grande sacierdote, con tutti i figli uoli, nel convito el quale esso aveva loro fatto. E anche si qui la detta Torre rossa; e inde disciendemo in Gierieo, la quale quasi tutto diserta. (2) Appressandoci presso al fiume Giordano , si trovamo allato al fiume il luogo laddove abitava san Giovanni Batista (3), e ivi si abitava (4). E i' memofi) La stampa leggendo Bab, avverte come il vero npme sia Abobi. (2) Manca interamente questo paragrafo nella stampa.

(3) Il Testo parigino , secondo il modo antico di correggere gli errori commessi , ci fa qui leggere: San Giovanni Vangielista overo Batista. (4) Cosi il Pari.; ma sarebbe, secondo noi, da correggersi: 60tiMzav o batUszava.

ria di san Giovanni Batista , v' edificato un bellissimo monasterio. Giugniendo noi al fiume Giordano, si venimo nel luogo nel quale san Giovanni bat tez Gieso Cristo; e inde, nella festa della Epifania, si trovamo i Cristiani adun ati al battesimo e alla lesta; i quali erano pi di diecie migliaia, d' ogni provi ncia o d' ogni lingua. I' nel quale luogo noi edificamo uno altare allato al fiu me, ed ivi predicamo e celebramo, e battezamo con letizia e pianto insieme. Ed e ssendo battezato tutto il popolo, gridando e cantando fortemente Kyrie eleison ( 1);e tanto fu il pianto e le grida, che noi pensamo che gli Agnioli fossono disc iesi da cielo , e piagniessono e lamentassono insieme con tutti noi. E allora ca ntamo il vangielo che dicie e narra de la detta materia, cio: Faclum est cum bapt izaretur etc. Dopo questo battesimo, ci partimo dal fiume Giordano e salimo al monte de la ten tazione; cio quando Cristo fu menato nel deserto e tentato. Ine vedemo i' luogo n el quale fu tentato, e nel quale Cristo istette (2) a digiunare quaranta di e qu aranta notti. Qui si una chiesa e una ciella, nella quale celebramo e predicamo a molti Cristiani i quali erano ivi adunati , e a' romiti che abitavano nel dett o luogo; e da loro ci furono mostrate tutte le luogora nelle quali Cristo era st ato e abitato in quella contrada, per ordine. E di quindi partendoci, fumo menati da detti romiti, di lungi due miglia, a luog o molto alto e molto malagievole ad andare ; cio dove il nimico mostr a (1) scritto: chier cltsion. CI) Ws. : fede e tifile.

Cristo e port e mostragli tutti i reami del mondo: <' veramente quel luogo molto acconcio alla cupidit e alla tentazione. Il qua' luogo, avvegna che in s medesimo sia diserto e non vi sia alcuna cosa di bene o di frutto, pertanto a piedi d' es so un bellissimo piano, e si sono quasi tutti i beni e tutte le dignitadi del mo ndo. Per ci che sopra a la riva del fiume Giordano e sopra il piano di Gierico , ' sono bellissime fonti, e molti campi e molti freschi, che paiono un paradiso; ed vvi il cannamele, eh' essi fanno il zucchero; e molti molini, ne' quali macina no il cannamele per fare il zucchero. Quivi sono le palme d' amarico e le piante di Gierico; e di quindi si vede (1) la contradadi Soddoma e Gomorra, e di molt' altre cittadi; e '1 Mare Morto, il quale essi chiamano Mire Maladetto. Inde anc ora vedemo Altarco (2), il quale si da la pietra del diserto al monte della figl iuola di Sionne, quivi dove fue la tentazione di Cristo; e si cantamo e predicam o il vangielo. (3) Partendoci da quel luogo , si sai imo in Gierusalem per quella via la quale Cristo salo quando fu menato a la passione. E venendo in Bettania, la qualu mezzo miglio di lungi a Gierusalemme , in prima si trovamo in (4) luoco al quale Mart a si fecie incontro a Cristo fuori di Bettania; e si trovamo la casa di Lazaro, e '1 suo sepolcro dove fu sotterrato, e risucitato da Cristo. E quivi cantamo il

vangielo e predicamo (1) La slamp.: si vedono. (2) Cosi nel nostro apografo, e nalla slampa: il tronco; non senza lasciarci sos petto che possa e debba emendarsi: el varco. (3) Manca tutto il seguente paragrafo nella stampa. CO Cosi nel Ut. per le pi volte avvertila confusione delle liquide; ma intendasi: il lung i.

di Lazaro; e poi ne venimo in Betfagie (i), allato a monte Uliveto, e trovamo i' luogo dov' la ficaia la quale si secc al comandamento di Cristo , e' luogo dove Cristo mand due de' suoi disciepoli in Gierusalem per l'asina. Indi venimo a monte Uliveto, e nella sommit del monte Uliveto s trovamo i' luogo e la pietra ondo Cristo salette in cielo. E di quindi dipresso trovamo un altro m onte, il quale essi chiamano Galilea; e dicono che quello il monte del quale s' intende quello evangielo che dicie: Undecim discipuli abierunt in Galileam etc; non per ci che quel monte sia in Galilea, anzi in Giudea; ma per ci che esso monte chiamato propiamente Galilea. Alcun' altri si dicono che quello fosse il monte di Taborre , il qual' veramente in Galilea. E desciendendo del monte Oliveto, ve nimo a* luogo del quale vedendo Cristo la citt di Gierusalem, pianse sopra di lei . E .inde togliemo i rami degli ulivi e benedicemogli e dmone ad ogni giente. E p oi discieniemo per la via per la quale disciese Cristo colla prociessione nel di dello olivo, e venimo a la porta Aurea, a la quale si entr Cristo colla prociess ione; la qual porta a pie del tempio. Da quello luogo salendo a la citt per volere andare in Bettelem , uscimo fuori de lla citt al lato al monte di Sion, e trovamo al Iato a la citt la fonte Rogiel, la ddove fu 1' orto Reale, nel quale Adomas , figliuolo di Chi fecieil convito quan do volle regnia (i) Il Mf. aveva qui l'inesplicabile parola Ufagie. Ci soccorse a raddrizzarla i l Viaggio in Terrasanla di Mariano da Siena, che in simile proposilo pone: Befl' agie: (Selle sacre carte: Belhphage). (2) Chi brami l'emendazione di lai nomi assai sconciamente all<rali, consulti ne lle sacre carte il lib. 111. dei Re, cap. 1, v. 5.

re. E inde procedendo per la via per la quale andarono i Magi verso Bettelem, si trovamo i' luogo nel quale la stella s' era cielata, e rappar a loro. E ine s fat ta la chiesa i' memoria di quella stella. E inde si venimo a' quattro miglia Mar teri CI), laddove il lione trapport loro. E qui si un bellissimo monasterio, nel quale stanno monaci diSaraini. E indi venimo a mezza via fra Gierusalem e Bettel em , ci ne i' luogo (2) d' Elia. E inde si venimo poi al sipolcro di Racchel, alla to alla via d' Eufratem; il quale sipolcro quanto esso sia nobile e antico, eli' opera (3) d' esso eie fa testimonanza. E inde poi venimo al campo de' cieci, ne l quale non nascie alcuna cosa, altro che petrelle piccoline a modo di cieci. E dicono coloro di quella contrada, che passando Cristo per quella contrada, e dom andando un lavoratore che seminava cieci, quello eh' egli seminava, egli rispuos

e per scieda, e disse che seminava pietre. E Cristo rispuose: E tu pietre ricogl ierai . E d' ivi inanzi, niuna cosa altro che pietre nacque in esso. Poi giugniemo in Bettelem, la quale si una citt piccolina, e in essa nacque quell o fanciullo piccolo, molto grande; ne la quale trovamo una bellissima chiesa de la Donna. E dentro la chiesa si era il diversorio, il quale si una via molto str etta; e in quel luogo da una parte si era il manciatoio (4), nel quale (1) Pare da intendersi: a un luogo delto i, o de'quallro mila Martiri. Il Finesc hi lesse: a quattro miglia a' Martiri; e spiegava: al sepolcro degli Innocenti, lontano quattro miglia da Betlemme. (2) La stampa: al luogo. (3) Il primo editore , che mai vcrisimilmente non aveva udito parlare del fernm. arlic. ella invece di la, Taceva imprimere: e l'opera. (i) Confessiamo d'aver cosi composta una tale parola, con gli clementi diversi e confusi, come a noi sembra, dalla ignoranza dei copisti; cio: macinatoio (slamp. ), manciatonio e macinalon,!.o{Hs. parig. e postilla ad esso Ms.j

tu posto Cristo. E dall' altra parte de la via si era una grotta, lo stallo de' poveri, nel quale stavano molto strettamente. E ine si 1' altare, in quel luogo il quale ] artor la nostra Donna, e ine celebramo e predicamo. E poi che fu detta la messa, si comunicamo a tutto il popolo. E poi si trovamo nella mangiatoia un fanciullino picculino, figliuolo d' una cristiana poverella, la quale abitava a llato a quella chiesa; e rallegrandoci co' lui, si adoramo Cristo nato, a modo c he feciono i Magi. E daendo a quello fanciullino i nostri doni, si rendemo poi l ui a la madre sua. Da quel luogo desciendemo poi a' luogo de' pastori, i quali erano in quella cont rada a tre miglia in Bettelem; e ine, i' memoria de' pastor:, si grandissima rui na e disfacimento delle chiese che furono ine edificate. Ine presso un borghetto di Casale de' Profeti, i quali si fecieno incontro allo Eliseo (1J e dissono: O ggi sar tolto il tuo signiore da te . E inde salendo per la via la quale feciono i pastori, per la quale sali Gioseppo colla Vergine Maria sua sposa, essendo grav ida, e' trovamo apresso a Bettelem i' luogo laddove la Vergine Maria e Giuseppo, sendo stanchi e assetati, si riposarono. E quivi ci mostrarono il pozzo, il qua le dicievano che crebbe tanto 1' acqua in fino a la somit d' esso. E di quell' ac qua bevettero la Vergine Maria, eh' era gravida, e Gioseppo suo sposo. (1) Trovando nel Ms. parig. l'errata lezione: colla chelisione, e nella stampa l 'alquanto ridicola: con la colazione, ci demmo a ricercare la Bibbia, col cui so ccorso ci parve di riconoscere il vero di questo luogo nelle seguenti parole: Cu mque venissent lercho, accesserunl filli prphetarum, qui erant in iericho, ad Elis eum , et dixerunt ef: numquid eie. Ueg. IV. 2. 5. Forse il primo che rec in nostr a lingua que>to Itinerario, aveva scritto: hallo lelseio.

Ed indi poi anco salimo in Bettelem, inlino al luogo dove nacque Cristo; e qui, allato de la chiesa, trovamo un palazzo, nel quale San Girolamo tramut il libro s uo (1); e la sedia ne la quale egli sedeva, e il luogo dove dormiva santa Pavola . E inde ritornando per volere andare a la casa di san Zaccheria, il quale abita

va fuori di Gerusalemme per tre miglia, trovamo in prima il luogo il quale santa Elisabetta si fecie incontro a la Vergine Maria. E allora il fanciullo che avev a nel ventre suo, cio santo Giovanni Batista, fece gran festa nel ventre de la ma dre. E poi s trovamo la casa di santo Zaccheria; e ine presso , per la terza part e d' un miglio, la casa di santa Elisabetta (2); e in quel mezzo corre un rivolo d' acqua, il quale procede da una bellissima fonte, a la quale spesse volte san ta Maria e santa Elisabetta, essendo gravide ciascuna, s' andava a riposare e a parlare insieme. E ine ancora s trovamo il luogo nacque san Giovanni Batista. Ritornando di quel luogo verso Gierusalemme, si trovamo i' luogo nel quale fu ta gliato quello arbore del quale fu fatto i' legnio della santa croce di Cristo. Onde ritornamo (3) in Gieruoalemme per quella via per la quale disciendeva quell o inuco (4) della reina Candacie, il quale fu battezzato da san Filippo appostol o; e trovamo la via per la quale egli andava (1) Cosi la stampa ed il Ms.; ma sar da correggersi sacro, se qui da intendersi d ella versione fatta da san Girolamo della Sacra Scrittura. (2) La stampa omette quanto qui segue Dno al ricorrere delle parole santa Elisab etta. (3) Il Ms.: ritornandoi (4) La copia di cui siano in possesso, rerherebbeci mudo. Supponiamo che il vero testo, o altro archetipo, debba leggere: inucho, tanto pi che la storia e la sla mpa hanno eunuco. 3

sun uno carro leggiendo i' libro d'Isaia profeta. E venendo noi in Gerusalemme, acci che noi adempiessimo il nostro desiderio che avevamo di visitare il santo si polcro, ancora salimo sul monte di Sion, al luogo il quale Cristo cien coi discep oli suoi e lav loro i piedi. Poi disciendemo per la via per la quale disciese Cristo dopo la ciena per andare all' orto, e giugniemo a l'acqua di Silo ; nel quale luogo fu segato Isaia profe ta, e dove Gies mand a lavare il cieco nato, che era stato illuminato da lui (1). E andando pi oltre, si passamo il nume di Ciedrone, il quale ne la valle di Giusa ff, e corre infra 1 monte Uliveto e Gierusalem. Salendo noi per la valle di Giusaff , venimo al luogo l dov' 1' orto nel quale ent r Cristo ad adorare; ed ine trovamo i' luogo nel quale or Gieso Cristo, e laddove esso fu preso da' Giudei allato all' orto; e chiamasi ora quel luogo Campo di fi ori. In quella contrada a presso si il sipolcro de la Vergine Maria, quasi i' mezzo d e la valle di Giusaff. E considerando noi che quello era il luogo del giudicio, s i ci asciendemo (2) i' mezzo fra '1 monte Oliveto e.'l monte Calvario, piagnendo e tremando di paura, quasi come aspettando esso giudicio sopra di noi. E stando in questo tremore, pensavamo fra noi medesimi, e diciavamo 1' uno con 1' altro in qua' luogo stesse ad alto quello nostro Signore, giustissimo giudicie, a giud icare (3), e da qual parte fosse la mano diritta e (1) Scritto: d' Alluy.

(2) Si trascenderne), ha la slampa. A noi parve pi accomodalo al senso il verbo a scendere, nella sua popolare e gi noia acccttazione di scendere, che non il trasc endere del primo editore. (3) Il Parig. , con inutile pleonasmo : e giudicatore.

da qual parte fosse la mano manca; ed eleggiemo, secondo il nostro parere, la no stra stanza da la parte diritta. E ciascuno di noi ficc in terra una pietra. E in testimonio di ci, io anco ficcai, e dirizzai ine la pietra mia, e presi i' luogo da la parte diritta per me e per tutti coloro eh' avessono da me la parola di D io, e perseverassono nella fede e nella carit e verit del santo evangielo. E segnin e la detta pietra in presenza di molti fedeli testimoni, i quali io chiamai acci che piagnino ine (1), me presente. Dopo questo, si en tramo poi in quello bellissimo sepolcro de la Vergine Maria, i' quale i Saracini guardavano co' molta reverenza e co' molte luminarie. E qui ci riposamo, cantando e cielebrando e predicando e comunicando il popolo. E desc iendendo del sepolcro predetto, trovamo ivi presso a que' luogo il cam po e luog o nel quale fu lapidato il beato santo Stefano. Poi, salendo per la via per la quale i Giudeci cacciarono santo Stefano, che fu il primo martire, fuori de la citt colle pietre, s entramo in Gierusalem per la po rta, di sabato (2), ed ivi trovamo la chiesa di santa Anna, madre de la Nostra D onna. E ine si mostrano i' luogo nel quale affermano veramente che nacque la Ver gine Maria. E ine allato fu soppellita la madre sua sant' Anna. E ine a presso s i trovamo la provatica pescina. E salendo ancora pi suso, si trovamo la casa d'Er ode. E poi ivi apresso la casa di Pilato, e ivi si vedemo i'luogo il quale si ch iama Litostrato (3), nel quale fu giudicati) 11 nostro apografo, invce del solito avverbio ine, reca soltanto t. La stampa pone: in mia presentici. (2) l.a stampa ha sollanto:>en(ramo in Gierusaltmme di Sabato. (3) Segniamo la stampa, troppo dal vero scostandosi il nostro apografo: che ha ( ' incottrato.

to e sentenziato il nostro Signore Gieso Cristo; e la piazza ne la quale stette il popolo inanzi a Pilato quando Pilato usc fuori a loro per domandare che si face sse di Cristo. Salendo ancora per la via per la quale and Cristo colla crocie iri collo, e' trov amo i' luogo dove Cristo disse alle donne che gli andavano dirieto piagnendo: Fi gliuole di Gierusalemme, non piagniete sopra me. E quivi ancora mostrano i' luog o laddove tramort la nostra Donna . quando seguitava il Figliuolo quando andava c olla crocie in collo a crocifggiersi. E mostrano i' luogo e '1 memoriale dov' ell a cadde. E ivi alato a la via, si dimostrano la casa e'1 memoriale (1) di Giuda. Ine ancora s mostrano il luogo laddove Cristo con la crocie in collo si ristette , ed essendo molto stanco, si ripos un poco. E indi, per traverso, si la via che viene a la citt, ne la quale si scontrarono con Simone Cireneo che venia da la vi lla, e pregarono che togliesse la crocie di collo a Cristo e portassela, per and are pi tosto. E ivi a presso si un luogo d religiosi, che fu di frati Minori. Ins, salendo ancora per la via diritta pe' la quale sal Gieso Cristo, luogo nel qu

ale essi dicono eh' Elena, madre di Costantino , prov (2) e disciernette la croce di Cristo, e riconobbe da quella de' ladroni per un segnio d'uno risucitamento d'u'morto. Andando pi inanzi, s entramo nella chiesa del santo sepolcro di Cristo, e la detta chiesa si grandissima, e contro n' (3) il monte Calvario, e' luogo del santo se polcro. (1) Qui la stampa legge: in memoria. (2) Cos ha pure la stampa. (5) Scritto coairone, che ci parve da sciogliersi, per fedelt maggiore alla leder a, nel modo che si fat'o, quando non sia piuttosto da intendersi: contr ne.

Giugnien lo a' monte Calvario , nel quale Cristo fu crocifisso, e quivi si trova mo il sasso il quale fu fitto i' legnio de la crocie. Ed ivi allato si la imagin e di Gieso Cristo , la qual' d' opera musaica; e tiene la faccia sua verso occid ente, sicondo che '1 Signiore fu crocifisso. E a piedi del detto sasso nel quale fu fitta la crocie, si la stanza de la Vergine Maria e di santo Giovanni Evange lista, i quali stavano allato al Crocifsso a pie de la crocie, e raguardavano ver so oriente a la faccia di Cristo. E quello luogo si di tanta divozione , che chi non piagniesse per compassione del figliuolo che gridava et moriva sulla crocie , si costretto di piagniere per compassione de la Madre, la quale piagnieva a p iedi de la croce di Cristo, che moriva per noi. 0 anima mia, o anima peccatore ( 1), come potesti tu o puoi tenere vita e correzione, con tanta contradizione (2) ? Perch allora non mi si fecie un dolore di compassione? S' io fossi stato allor a divoto servo, eh' io credeva veramente allo' veramente (3) morire o di dolore o d' allegrezza , per ci eh' egli aveva adempiuto tanto desiderio. E raguardando sollicitamente s'io in ver' me potesse vedere il mio Signiore con gli occhi corp orali che penJesse sulla crocie, no '1 potea vedere se non con gli occhi de la m ente e de la fede; ma con gli occhi del corpo vidi i' luogo il quale esso fu cro cifisso, e '1 senso patito dal capo (K) infino ai piedi. E di sotto si era una p arte de la colonna a la (1) Peccalora, ha la stampa'. (2) Queste non mollo chiare parole sembra ohe rosi univano a intendersi: come si pu provare un dolor vero de' peccali che dovrebbe poter privarci di vi a, e vive re non ostante? (5) Ripetizione del nostro Ms. (4) Accettiamo dalla stampa queste due correzioni, Invere di partito e dal corpo ; non per > l'altra, secondo la quale dovrebbe lecersi disiti inv.-ct di: e 'l sen so.

(juale fu ftagiellato il nostro Signiore, la quale sostenea di sotto a la pietra dello altare. A presso la stanzia laddove la Madre Vergine Maria piagnieva. Ine dietro ancora, allato ad essa, si i' luogo , e mostravano la lapida, sopra a la quale fu posto il corpo di Cristo quando si dipuose della erode; e in le s lo in volsono e acconciarono in un panno e co' 1' unguento, per soppellire lui, siconf

lo il costume de' Giudei Movendoci da quel luogo per volere andare al sipolcro , e domandare il nostro Si gniore il quale non avamo trovato i' monte Calvario , per che gi 1' avieno diposto della crocie , quand' io misero giunsi molto tardi, s dissi: Andiamo e cerchiamo al monimento laddove 1' anno, posto. E ragunando i Cristiani ch'erano allora qu ivi ( erano pi di ciento ) , ordinai allora la procissione. E cominciamoci da la colonna, la quale dicono eh' nel mezzo del mondo,. e discendemo pefr la via per la quale vennono le Marie co' loro unguenti. E noi pianamente andamo per la via, e diciavamo 1' uno con 1' altro insieme: Chi ci rivolgier la pietra dall'uscio d el monimento? E poi apressandoci ad esso, con grandissime voci cominciamo a cant are e a ripetere quell' inno che dicie: Victime pasckali laudes eie., ad ogni pa sso un verso: e 1' uno cantava e gli altri respondevano, attorniando d' intorno al sipolcro e ciercando il Signiore sollecitamente. E non trovandolo, uno grid ad altissima bocie, diciendo quella parola: Surressit Christus speranza (1) mea, p reciedel vos in Galilea. fu s grande quella vocie, e (2) quello grido o romore us ci fuori) Cos il nostro Ms. e la slampa. (2) Crederemmo dolersi qui correggere che; la quale necessaria correlativa de! f i precedente, la stampa pone inutilmente Ira romore ed utc't.

ri di tutto il tempio, e rison fra tutti i Saracini della contrada. Ed entrando dentro dal sepolcro, trovamo quella gran lapida eh' era posta all' u scio del monimento' (1), ed era rivolta allato all' uscio del monimento. Ed esse ndo fuori del sepolcro e non avendo trovato il Signiore, sie ci mostrarono 1' or to e' luogo il quale Gieso Cristo, sendo risucitato , appar prima a la Maddalena; e di quindi pervenimo all' orto nel quale appari.a le tre Marie, nel quale esse tennero i suoi piedi (2). In quella medesima chiesa si un' altra chiesa, di sotto la quale fecie cavare El ina , laddov' ella trov le croci; ne la quale noi disciendemo pi di venti passi. E tutto il cavamento fu fatto in pietra viva. E in essa chiesa del sepolcro ciele bramo e cantamo pi (3) e pi volte, comunicando il popolo; e quivi ci riposamo un d e una notte. Usciendo di questa chiesa e ritornando a Gerusalem, s venimo per diritto camino a l castello che si chiama Emaus, e ragionando di Cristo, acci eh' esso apressandos i a noi, andasse con noi. E andavamo per molti bellissimi prati e luoghi delicat i; e apressandoci al castello, giugniemo a la via a la quale Cristo si volse par tire da' disciepoli, mostrando di volere andare pi allunga. E poi andamo dentro a l castello Emaus, al luogo nel quale i disciepoli avieno apparecchiata la ciena, e riconobbono lui allo spezare del pane; e quivi si un' altra chiesa. (1) Vennero nella stampa omesse, certo per diretto del Codice, le parole qui seg uenti sino alla ripetizione del nome monimento. (2) S. Mallh. 29. 9: Illae aulem accessemnt, et tenuernl pedet ejut et adoraverun t eum. (3) Prendemmo questo primo pi, utile al senso, dalla stampa.

Partendoci de quine, s vernino allato a la citt di Rama , i he fu di Giuseppo, il quale soppelli Gieso Cristo; e indi si passarti o allato alla citt di Ciesaria de Filippo, la quale sta sopra il mare; e ivi trovamo il castello di Chacches. D'indi poi apressandoci al castello del Pelegrino, trovamo la cava de la Vergine ; ed quella fossa de la Vergine, allato al mare, nella via la quale viene u' Egi tto in Giudea e in Galilea; imper che Giuseppo s volle ciessare (1) Giudea e andar e in Galilea. Ed essendo a lato al mare ne la via la quale viene da Ciesaria de Filippo, e' riposossi sopra una pietra, e la detta pietra fu tutta rintenerita, e per s medesima cavandosi e faciendosi letto, s nascose in s medesima la Vergine M aria e Cristo suo figliuolo e Giuseppo, acci che non lo vedessono alquanti eh' an davano perseguitando loro per offendergli, sicondo che dicono coloro della contr ada. E indi poi s venimo al castello del Pelegrino, e poi in Acone. Mutandoci d' Acon , passamo per lo mare allato a Tiro e Sidon; venimo a la citt d i Tripoli , allato a la quale (2) si la fonte degli orti e '1 pozzo dell' acque vive; e indi si vedemo il monte di Pandi e V monte di Libano, dove sono i Manent i (3) , i quali dicono che in Cristo solo una volont; ina in tutte 1' altre cose s concorrono d' animo con noi, pi che niun' altra setia de le parti d' Oriente. In i apresso di (0 La stampa: lattare. Cessare, avrebbe qui, con esempio unico Onora, il senso I ransit. d Abbandonare, Lasciare. (2) La stampa: allato a quella. (3) Ci parve dare per questo nome la preferenza alla stampa , che cos pi si avvici na a quello dell' istitutore Hanete, e dell' invalso pe'suoi seguaci; cio Maniche i. Nel Ms. sembra leggerai: Maronti.

loro sono asessini, (1) i quali sono appellati da coloro d' Oriente Ismaelliti, nati d' Ismael: e costoro quand'egli uccidono altrui e sono uccisi eglino, incon tanente pensano essere menati a molti diletti, ne' quali credono che sia vita et erna. E costoro, quanto a la leggie loro, sono Saraini pessimi. Amen. Partendoci di Tripoli, passando per lo mare Ocieano presso a Tortosa , di quel l uogo mostrarono a noi un bellissimo piano, el (2) quale i' mezzo fra 1 monte di Libano e '1 monte Nero , il quale Mois fecie fare a la rcca ( 3 ). E poi entramo i n Erminia a Laiazzo. Indi poi si andammo in Amiseria, laddove fu il vescovo Tredoro, grandissimo eret ico , il quale co" la sua disposizione (4) corruppe tutto il santo Evangielio. E dicieva che la Vergine Maria non aveva partorito Cristo, ma un uomo giusto e te mpio di Dio. E questi suoi Ijibri cosi toscosi trovamo in tutte le parti ti* Ori ente, 9 anco appo Nestorini, imperci che Nestorio loro capo si fa loro seguitator e. D'indi mutandoci , si pasiamo allato a la citt di Tarsia di Cilizia, l onde fu san Pavolo Appostolo. E passando la provincia d' Erminia, si entramo in Turchia, e trovamo i Turchomani, quasi uomini bestiali, i quali tutti sono Saraini, e abita no comunemente sitto terra a modo di talpe, eh' escono fuori delle caverne

(I) Assassini, la stampa. , (2 ) 11 Ms. pari., che tante volte pone il invece di nel, ha qui

nel in iscambio di il. (3) Alla Rocchetta, la stampa. (4) Giustamente il primo edit. avverte doversi qui iu elidere per Esposizione. Q uanto alla parola seguente, il Parij;. scrive: chonruppe.

come i topi, e subitamente fanno adunanza ed essereito. E questi sono uomini fer oci e forti, e specialmente le femine loro. E lasciando stare tutte 1' altre cos e di loro, una sola ne vo dire, che andando noi fortemente a cavallo co' camelli , una femina Turchimanna (1), eh' era gravida, a piedi seguitava i camelli. E a tempo di notte, sendo noi in uno diserto , e costei partor un fanciullo chetament e, che no lo sentimo. E fatta la mattina, i compagni puosono mente e trovarono c he '1 fanciullo piagnieva; e cavalcando per volere caulinare, la madre prese que sto fanciullo, e con esso in collo seguitava i camelli, come facieva in prima. A nco i detti Turchimanni odiano molto i Greci, i quali abitano lungo il gran mare . Questi Greci uccisono grandissima moltitudine di Francieschi, pero che in uno passaggio il quale feciono i Francieschi contro i Saracini, si mescolarono la ca lcina insieme colla farina e fcionne il pane. Questi Francieschi togliendo da lor o questo pane f2), siccome facievano da' Saraini, sicuramente, e mangiando per g rande nicissit che avieno, morivanne molti. Et teniamo noi fermamente per uomini degni di fede, che questi Greci temono tanto questi Turchimanni, che non so' ard iti d' uscire delle cittadi o delle castella se non portano con seco ciascuno un capestro , col quale si facciano legare a Turchimanni per pregioni, quando gli trovassono. E dicono che '1 Turchimanno immantanente 1' uccide se non gli truova il capestro apparecchiato; ma egli il porta , e per quello non lo (1) Il Ms. e la stamp. hanno del pari Turchina. Noi supponemmo esser questo un e rrore procedente da omissione ili una sillaba, vedpndo costantemente indicato qu esto popo'o con la denominazione di Turthimanno. (2) La stampa ha: quitti pani.

uccide, e legalo con esso, e poi il vende per schiavo: e perci , quando essi esco no fuori a seminare o a la selva o ad altro lavorio, ciascuno porta con seco il suo capestro, col quale esso sia legato da loro. E in questo modo veramente s' a dempie la parola di Salamone, che dicie: Le sue iniquit prendono 1' empio, e coll a fune de' suoi peccati ciascuno si costretto .

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