Sei sulla pagina 1di 4

*******************

Un settore talmente in crescita che l'Unione europea sta lavorando a un Libro verde che dovrebbe regolamentarlo a livello comunitario, uniformando la gestione da parte degli Stati. Negli Usa, dove il gioco d'azzardo on-line stato bandito quattro anni fa, il Congresso, pressato dal bisogno di fare cassa e trovare nuovi introiti, sta meditando di tornare sui suoi passi e legalizzare l'azzardo su Internet. In Italia, da quando, con il Decreto Abruzzo, per raccogliere fondi per i terremotati, il settore stato liberalizzato e gli appassionati non sono stati pi costretti a operare illegalmente giocando sui siti stranieri, il fenomeno esploso.
*******************

Alla fine, i sindaci sono gli unici a non vincere mai: oltre a doversi far carico delle disgrazie economiche e sociali dei loro cittadini dediti al gioco d'azzardo, quando cercano di bloccare l'apertura di nuove sale vengono portati davanti al Tribunale amministrativo regionale (Tar) e regolarmente perdono il ricorso. Nell'ultimo anno capitato ai primi cittadini di Varese, Desio, Pioltello, Brescia, Cernusco Lombardone, Chiavenna, Nova Milanese e Gavorrano, provincia di Grosseto. Tutti si sono sentiti dire dal giudice pi o meno la stessa cosa: "Non potete farci niente: secondo la legge, solo Stato pu gestire questo settore". Ai sindaci, per, la fantasia non manca e perci provano, anche se con scarso successo, a mettere dei paletti alle sale gioco all'interno dei confini comunali: impongono distanze minime dai luoghi sensibili, limitano gli orari di apertura, proibiscono la pubblicit (Vicenza), negano il permesso di mettere i tavolini all'aperto ai bar che hanno le slot machine (Gavorrano, in provincia di Grosseto), costringono i gestori ad affiggere cartelli come "Il gioco pericoloso" (Nova Milanese).
*******************

Inutile dire che i primi cittadini, nel settembre scorso, hanno pregato e fatto il tifo per la prima stesura del decreto del ministro della Sanit Balduzzi, che prevedeva una distanza di 500 metri da scuole, case di cura e chiese, poi scesa a 200 in una versione successiva. Nel testo approvato dal Parlamento, purtroppo, alla fine rimasto solo un generico obbligo per i Monopoli di Stato, incaricati di stabilire nuovi criteri sul posizionamento delle sale gioco, ma solo di quelle nuove, mentre le altre possono rimanere dove sono.
******************

A Pavia, per ora, sopravvive un regolamento che impone distanze minime dai luoghi sensibili, ma la pubblicit di una grande sala gioco ormai una presenza costante sui mezzi pubblici e sulle pensiline delle fermate degli autobus, anche quelle di fronte alle scuole. "L'azienda dei trasporti del Comune e dovrebbe quindi intimare alla concessionaria della pubblicit di

rifiutarle", sottolinea Davide Lazzari, consigliere comunale del Pd che in novembre ha presentato un'interrogazione al Sindaco. L'unica isola felice sembra essere la provincia di Bolzano, alla quale nel 2011 la Corte costituzionale ha riconosciuto il diritto a legiferare in materia. Ma si tratta di una provincia autonoma e pertanto il suo caso non pu essere allargato al resto d'Italia. Anche se qualcuno spera e scommette sul contrario, incrociando le dita.
*******************

Provateci voi a dire "no slot" I Monopoli di Stato, che affidano la gestione dei giochi a 10 grandi societ concessionarie di cui solo due, Lottomatica e Snai, sono italiane. Le altre hanno sede in Lussemburgo (Gamenet, Cogetech, Hbg Connex e Sisal), Spagna (Cirsa e Codere), Svizzera (G.Matica) e Regno Unito (Bplus). Le concessionarie, poi, tramite 5mila imprese che danno lavoro a 120mila persone, installano le slot machine negli spazi commerciali sul territorio. Chi rinuncia deve mettere in conto pressioni psicologiche, penali da pagare e la perdita di allettanti benefit. Sul sito della Pragma di Merano (Bz), una delle ditte che noleggiano le macchinette, possibile scaricare il contratto annuale che gli esercenti sottoscrivono con la Cogetech: in caso di disdetta, prevista una penale di 250 euro per apparecchio. Se contiamo che in ogni bar ce ne sono almeno quattro, dire "no" costa dai mille euro in su. Soldi che vanno sommati al mancato guadagno dalle slot, pari al 12 per cento delle giocate, cio almeno 400 euro alla settimana. Dalla Casa del giovane di Pavia, poi, partita la campagna "Questo bar no slot", alla quale hanno aderito una ventina di locali, per difendersi dalle sempre pi aggressive strategie di marketing messe in atto dai gestori dei giochi.
*******************

E lo stato perde 6 miliardi all'anno Il gioco d'azzardo, si sa, sempre un grande abbaglio. Anche per lo Stato, che crede di guadagnarci e invece ci rimette sempre di pi. Nel 2012, a fronte dei 90 miliardi di euro spesi dagli italiani in lotterie, scommesse e slot machine, l'erario ne ha incassati 7,9: soltanto 600mila euro in pi rispetto al 2004, quando il giro d'affari era di "soli" 24 miliardi. Dal tesoretto dell'anno scorso, peraltro, bisogna sottrarre il costo delle "conseguenze sociali" del gioco, calcolato tra i 5,5 e i 6,6 miliardi dal Conagga, il coordinamento nazionale dei gruppi per giocatori

d'azzardo, che ai primi di dicembre ha presentato al Senato un dossier ispirato a una ricerca dell'Universit di Neuchtel (Svizzera), rielaborando i parametri in base alla situazione italiana. Lo studio ricorda che i giocatori patologici e i loro familiari devono ricorrere alle visite di psicologi ed educatori, nonch ai farmaci per tenere a bada ansia e stress e c' addirittura chi ha perso il posto di lavoro o stato sfrattato perch non riusciva pi a pagare l'affitto. Il conto presto fatto: i costi sanitari diretti ammontano a poco pi di 85 milioni di euro, mentre quelli indiretti, calcolati considerando che i giocatori hanno il 28 per cento di capacit lavorativa in meno, variano da un minimo di 4,2 a 4,6 miliardi di euro. stata fatta poi una stima del valore della "perdita di qualit della vita", dovuta alle violenze in famiglia o agli stati di depressione che possono colpire parenti o giocatori: da 1,1 a 1,8 miliardi. E le cose sono destinate a peggiorare con i giochi di nuova generazione, quelli on line, sempre pi diffusi: a dicembre, il Politecnico di Milano ha contato 52 tra app e siti di gioco per smartphone e tablet disponibili sul mercato italiano, con un aumento del 79 per cento in dieci mesi. "Sono i meno tassati e quindi in prospettiva lo Stato avr meno introiti, mentre crescer il numero delle persone con problemi di dipendenza -afferma il presidente del Conagga, Matteo Iori, che conclude-: abbiamo dimostrato che, alla fine, investire nel gioco non vale la pena".

******************* PROPOSTE CONCRETE

* imporre distanze minime dai luoghi sensibili, limitare gli orari di apertura, * proibire la pubblicit (Vicenza), * negare il permesso di mettere i tavolini all'aperto ai bar che hanno le slot machine (Gavorrano, in provincia di Grosseto), * costringere i gestori ad affiggere cartelli come "Il gioco pericoloso" (Nova Milanese). * promuovere la campagna "Questo bar no slot" (Pavia) * nel nostro Piano di governo del territorio prevedere il divieto di aprire sale gioco * mandare i vigili a controllare i documenti di chi le frequenta * all'interno dell'Ambito creare un Coordinamento contro l'overdose da gioco d'azzardo : creare uno sportello per chi ha problemi di dipendenza e per i loro familiari