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Masseria Abateresta. Le due canalette pi orientali, riprese da nord. Masseria Abateresta. La canalizzazione posta ad ovest, rinvenuta in parte distrutta. Masseria Abateresta. Sezioni trasversali delle tre canalizzazioni. E possibile rilevare la tecnica costruttiva dello speco in lastre di carparo con lo scavo di fondazione. Masseria Abateresta. Le due canalette pi orientali, riprese da est. Al centro, resti di un setto murario preesistente, tagliato dalle trincee per lalloggiamento dei blocchi dello speco delle condotte idriche. Localit Iazzo. Resti di pavimento in cocciopesto di et imperiale. Localit Iazzo. Balsamario in vetro azzurro, rinvenuto nello strato di preparazione del pavimento in cocciopesto. Localit Iazzo. Una delle vasche probabilmente riutilizzate come palmenti in epoca recente.

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Nellarea di Masseria Abateresta, lungo il tracciato della canalizzazione della rete idrica extraurbana progettata dallAQP, sono stati messi in luce piccoli settori di strutture murarie e tre canalizzazioni (1-4), costruite con lastre regolari di carparo messe in opera a secco e copertura in blocchi di diverse dimensioni dello stesso materiale, a formare uno speco pressoch quadrangolare (m 0,43 x 0,45). E molto probabile che le condotte venissero utilizzate per il rifornimento idrico di Taranto. Le canalette potrebbero infatti essere in relazione con lacquedotto dellAqua Nymphalis, risalente ad et giulio-claudia, che raccoglieva e canalizzava verso la citt le acque sorgive del territorio a sud-est della citt. Attraverso le ricerche condotte da S. Becchetti alla fine dellOttocento, noto che un tratto di tale acquedotto, in prossimit della citt, era sotterraneo e costruito con limpiego di pietra locale. Inoltre, la descrizione del percorso fornita dallo studioso e lo studio cartografico dellantico tracciato dellacquedotto romano, fino ai muri di sostruzione del settore terminale aereo visibili in Corso Italia, sembrerebbero trovare riscontri con il luogo di rinvenimento delle tre canalette. In particolare, dall'analisi della documentazione cartografica pubblicata dal Becchetti nel 1897, si possono verosimilmente attribuire le canalizzazioni rinvenute nellarea di Masseria Abateresta ad un ramo secondario dellacquedotto che convogliava in citt acque attinte dalle sorgenti in localit San Francesco, a sud dellabitato di Talsano.

Le indagini effettuate in relazione ai lavori dellAcquedotto Pugliese lungo la strada vicinale Rapiddi hanno consentito il rinvenimento in localit Iazzo di un pavimento in cocciopesto (5), databile nellambito del I secolo d.C., riferibile ad una fattoria di et romana, sul quale si sono impostate le strutture di una masseria moderna, abbattuta in occasione dellampliamento della sede stradale. Lintervento ha messo in luce anche due cisterne (6) con fossette di decantazione sul fondo, riutilizzate come palmenti in epoca recente. Lo strato preparatorio del pavimento in cocciopesto ha restituito un piccolo balsamario in vetro (7). La Soprintendenza ha richiesto la deviazione del tracciato, per salvaguardare i resti antichi.

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Masseria Abateresta Localit Iazzo


Masseria Abateresta Progettazione ed esecuzione delle attivit archeologiche: Societ Cooperativa Novelune Taranto Archeologi: Tiziana Fuggiano, Evelyn Fari, Cosimo Pace Coordinamento operativo: Francesco Zerruso Rilievi e documentazione grafica: Daniele Biffino

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Localit Iazzo Progettazione ed esecuzione delle attivit archeologiche: Museion Societ Cooperativa Taranto (coordinamento Paola Iacovazzo) Archeologi: Paola Iacovazzo, Cristina Ancona, Danilo Lupo, Stefania Trizza, Francesco DElia Committente: Acquedotto Pugliese S.p.A. Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia Direzione scientifica: Antonietta DellAglio; Assistenza tecnica: Piero Angotti
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Talsano