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Viale Unicef
Nel corso dei saggi stratigrafici effettuati lungo il percorso della Tangenziale Sud di Taranto, in relazione alle varianti
al
progetto richieste dalla Soprintendenza, è stato possibile riscontrare che nel periodo ellenistico e tardo ellenistico
il sito è caratterizzato anche dalla presenza di piccole unità abitative, piccole fattorie di cui sono stati individuati set-
tori limitati e che andranno ancora indagate. Si segnala (saggio I) un grande pozzo-cisterna, dotato probabilmente
anche di un argano per attingere acqua (5) e setti murari realizzati con pietrame informe di piccole e medie dimen-
sioni fra cui anche frammenti di pietre laviche, con fondazioni poco consistenti, che individuano tre piccoli ambienti
rettangolari, due dei quali (ambiente 1 e 2) larghi non oltre 1 metro (1-2) e riferibili ad almeno due periodi d’uso. La
prima frequentazione risale al IV secolo a.C., ma la concentrazione di materiale di II-I secolo a.C. (pasta grigia) sia
all’interno che all’esterno degli ambienti, fa supporre che il periodo d’uso degli stessi sia da porsi ancora in età tar-
dorepubblicana, con tracce di frequentazione fino alla prima età imperiale.
In
relazione con le strutture insediative a carattere agricolo sono probabilmente da porre i numerosi pozzi a pianta
circolare e rettangolare e soprattutto i tagli rinvenuti nel banco calcarenitico, con disposizione molto regolare ed
orientamento costante che rispetta anche quello dell’asse viario (3a-b).
Sempre lungo il margine meridionale della strada antica, in un’area in cui già nel 2004 si era riscontrata una grande
concentrazione di materiale votivo, come coroplastica e lucerne miniaturistiche, riferibile alla presenza di un’area
cultuale suburbana servita dall’asse viario messo in luce, è risultato di notevole interesse il rinvenimento di un
pozzo circolare (4a-b) realizzato con pietre irregolari, nel cui riempimento sono state rinvenute circa cinquanta
anfore di piccole dimensioni scialbate del tipo normalmente associato al culto dei Dioscuri (6), insieme a frammenti
di
ceramica laconica, coppe ioniche, kalathoi, grandi skyphoi arcaici dipinti a bande, oltre a frammenti architettonici
come sime, acroteri e tegole dipinte. Il pozzo è situato alla base di un grande blocco in carparo (base di altare?), già
individuato nelle precedenti campagne di scavo. Il riempimento sembrerebbe essere stato effettuato alla fine del IV
secolo-inizi III secolo a.C. a seguito della risistemazione dell’area cultuale frequentata sin dal periodo arcaico.
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Veduta dell’area del saggio II ubicato lungo il tracciato delle paratie del nuovo asse
stradale (tangenziale). Lo scavo ha restituito fosse rettangolari e resti di
tre piccoli ambienti probabilmente riferibili ad un insediamento
agricolo con una frequentazione dal IV secolo a.C. all’età imperiale romana.
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Resti dei tre piccoli ambienti dell’insediamento agricolo di età ellenistico-romana.
Le tracce di impianti agricoli rinvenute nel saggio e le strutture individuate presen-
tano lo stesso orientamento della strada antica identificata a N, identificabile nella
via Appia, ma che si sovrappone ad un tracciato stradale greco più antico.
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Veduta dell’area fra il saggio V e via Consiglio, a N del tracciato stradale antico in cui
sono venute alla luce numerose tracce legate allo sfruttamento agricolo dell’area
(fossette, canali, pozzi). Nel particolare si nota come le numerose fossette seguano
una disposizione regolare ed un orientamento costante rispettando l’asse
stradale antico rinvenuto a sud.
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33bb
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33bb
Approfondimento dello scavo stratigrafico nell’area indagata nel 2004.
Pozzo votivo situato alla base di un grande blocco in carparo (basamento di altare?).
E’ ipotizzabile che il riempimento sia stato effettuato alla fine del IV secolo - inizi III
secolo a. C. probabilmente dopo la risistemazione dell’area cultuale situata
nelle vicinanze e frequentata sin dal periodo arcaico.
Nel particolare, una delle anforette votive in fase di scavo.
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Pozzo rinvenuto all’interno del saggio I in prossimità di Masseria Raho. Il materiale
di riempimento consente di datarne l’abbandono in età ellenistica avanzata. Era
dotato di un argano per attingere l’acqua, come documenta il rinvenimento di
quattro fori per l’alloggiamento di pali lignei.
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Anforette scialbate, molte delle quali integre rinvenute insieme con frammenti di
ceramica laconica, coppe ioniche, kalathoi, grandi skyphoi dipinti a bande, oltre a
frammenti architettonici (sime, acroteri e tegole dipinte) inquadrabili fra VI e inizi
del V secolo a.C., probabilmente provenienti dalla risistemazione di un’area di culto
frequentata fin da età arcaica e scaricati nel pozzo lungo i margini della strada.
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UnicefViale
Progettazione ed esecuzione delle attività archeologiche: Barbara Mattioli, Severino Dell’Aglio
Archeologi: Barbara Mattioli, Severino Dell’Aglio
Rilievi e documentazione grafica: Barbara Mattioli, Severino Dell’Aglio; Francesco Matera, Pierpaolo Manigrasso dello Studio Tecnico Ing. Cimini
Committente: Provincia di Taranto
Direzione Lavori Tangenziale: Angelo Cimini
Impresa esecutrice Tangenziale: Società Cooperativa Ponte Punta Penna S.C. a R.L.
Impresa scavi archeologici: D’Auria Costruzioni S.r.l. - Mottola
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia
Direzione scientifica: Antonietta Dell’Aglio; Assistenza tecnica: Piero Angotti, Vito Bozza, Egidio Colella; Restauro: Gianfranco Moscato, Piera Balbo; Foto: Paolo Buscicchio
Via G. Speziale
Via Q. Quagliati