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Masseria Raho

Fra il 2011 e il 2012 nelle aree intorno a Masseria Raho, immediatamente allesterno dellabitato antico, sono state condotte attivit di sorveglianza archeologica e scavo preventivo come prosieguo alle indagini avviate a partire dal 2004, per conto della Provincia di Taranto, funzionali alla realizzazione della Tangenziale Sud della citt che proseguir lungo il litorale salentino fino ad Avetrana. Dal 2004 ad oggi, gli scavi condotti hanno permesso di mettere in luce un tratto di un grande asse viario che per consistenza e struttura, oltre che per ubicazione e contesto, stata assimilata ad una porzione della plateja di et greca in uscita dalla polis, riutilizzata in et romana ed identificata come via Appia (1). Tali indagini hanno consentito di accertare anche la presenza di nuclei di sepolture poste lungo il margine della strada antica riferibili ad ambiti culturali greci e romani. Inoltre stato possibile riscontrare lutilizzo dellarea a scopi agricoli. In seguito a tali evidenze la Soprintendenza ha richiesto una variante al progetto originario, che prevede la realizzazione di un sottopasso a salvaguardia dellasse viario. Tra il 2011 e il 2012 sono ripresi gli scavi (6 saggi) preventivi alla realizzazione dellopera lungo entrambi i lati della strada antica. Le evidenze pi importanti confermano i dati acquisiti negli scavi precedenti circa lesistenza di unarteria stradale importante che dalla polis immetteva nella chora gi a partire dal VII secolo a.C. Tale dato fornito dal rinvenimento di tombe di et arcaica che rispettano i limiti stradali coevi, di cui sono stati rinvenuti alcuni lembi al di sotto della carreggiata di et romana (3). La tomba 3 del saggio V, a fossa nel banco roccioso e coperta con un lastrone in carparo, ha restituito sette aryballoi protocorinzi e due aryballoi in bucchero ionico databili nel secondo venticinquennio del VII secolo a.C.(2,4). Sempre ad ambito greco (IV secolo a.C.) sono da riferire le sepolture ad inumazione messe in luce nel saggio IV con corredi ridotti a pochi elementi ceramici prevalentemente acromi e spesso di piccole dimensioni (5-6). Le sepolture di et greca occupano unarea riutilizzata in parte in et romana da tombe che vi si sovrappongono o che sfruttano gli spazi lasciati liberi dalle precedenti. Le tombe di et imperiale sono caratterizzate prevalentemente da coperture fittili (tegole o coppi) (7) o riutilizzano elementi architettonici o lastroni di sepolture di et greca (8). Fra i corredi rinvenuti (Tombe 4-7-12), si segnalano lucerne, bottiglie e balsamari in vetro (9). Il percorso stradale antico stato individuato anche nellarea prossima al carcere in localit Cimino, dove la strada mantiene lorientamento ma sembra subire un notevole restringimento (10) rispetto al settore rinvenuto presso Masseria Raho, che si presenta pi largo in prossimit dellingresso nellabitato.

Casa Circondariale

La strada, messa in luce nel corso delle indagini preventive del 2004, orientata E-O, presenta una larghezza di circa quattordici metri. Corredo della tomba 3 costituito da sette aryballoi protocorinzi e due aryballoi in bucchero ionico (di cui uno frammentario) databili nel secondo venticinquennio del VII secolo a.C. Approfondimento della sezione stradale durante le indagini del 2012. Lo scavo ha permesso di mettere in evidenza il tracciato greco pi antico su cui si imposta il tracciato romano identificato come via Appia. La tomba 3 ubicata lungo il limite settentrionale del tracciato stradale antico. La sepoltura, di et arcaica, a fossa nel banco roccioso e coperta da un grande lastrone in carparo, ha restituito un corredo ceramico sistemato lungo il lato sinistro del corpo, nei pressi del cranio e dellarto superiore destro. Tomba 3 rinvenuta nel saggio IV e databile al IV secolo a.C. La sepoltura a fossa, rivestita e coperta con coppi aveva per corredo una brocchetta acroma deposta ai piedi del defunto. Tomba 16 rinvenuta nel saggio IV e databile al IV secolo a.C. La sepoltura, ricavata nel banco roccioso friabile, era caratterizzata da una copertura a coppi. Il corredo era costituito da unolpe miniaturistica acroma, deposta nei pressi dellarto inferiore sinistro del defunto. Tomba 12 messa in luce nel saggio IV e databile in et romana imperiale. La sepoltura coperta con grandi coppi, posti in pi strati a protezione del capo. Tomba 7, databile ad et romana imperiale. La grande sepoltura prevedeva il riutilizzo di lastroni ed elementi architettonici (rocchio di colonna) provenienti probabilmente da tombe di epoca greca. Al suo interno, malgrado lintervento di scavatori clandestini, sono stati rinvenuti frammenti di due bottiglie in vetro blu e giallo. Tomba 4 inquadrabile in et romana imperiale. La sepoltura, che presentava il riutilizzo di quattro lastroni di sepolture di epoca greca, ha restituito un corredo costituito da una lucerna e un balsamario in vetro blu, collocati presso i piedi. Settore di strada rinvenuto in prossimit del carcere. La foto riguarda il lato settentrionale del tracciato, ma le indagini hanno permesso di evidenziare la larghezza totale che, in questo tratto, di circa 6 metri. La strada quindi tende ad allargarsi in prossimit della citt, raggiungendo circa 14 metri nel tratto indagato presso Masseria Raho.

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Progettazione ed esecuzione delle attivit archeologiche: Barbara Mattioli, Severino DellAglio Archeologi: Barbara Mattioli, Severino DellAglio Rilievi e documentazione grafica: Barbara Mattioli, Severino DellAglio; Studio Francesco Matera, Pierpaolo Manigrasso dello Studio Tecnico Ing. Cimini Committente: Provincia di Taranto Direzione Lavori Tangenziale: Angelo Cimini Impresa esecutrice Tangenziale: Societ Cooperativa Ponte Punta Penna S.C. a R.L. Impresa scavi archeologici: DAuria Costruzioni S.r.l. - Mottola Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia Direzione scientifica: Antonietta DellAglio; Assistenza tecnica: Piero Angotti, Vito Bozza, Egidio Colella; Restauro: Gianfranco Moscato, Piera Balbo; Foto: Paolo Buscicchio

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