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Tagli rettangolari per la piantumazione di colture agricole di et ellenistica, spesso con reimpianti che utilizzano la stessa fossa. Limmagine si riferisce alle indagini condotte nellArea 6, allinterno della Raffineria ENI. Porzione di un lotto agricolo di et ellenistica (IV-III secolo a. C.) organizzato in tagli rettangolari allungati entro i quali si impostano tagli trasversali paralleli tra loro (Area 4 ovest). Maglia drenante di epoca ellenistica organizzata con quadrati di circa m 3,50 x 3,50 (Area 4 est). Maglia drenante medievale (probabilmente anteriore al XII secolo) in localit Pantano (Aree 1 e 2) utilizzata per allontanare le acque di ristagno su ampie porzioni territoriali, che trova confronti con rinvenimenti laziali. Si nota la fitta maglia di solchi vicini tra loro. Lampia area stata indagata pi approfonditamente a campione con 3 saggi stratigrafici. Al di sotto di questa maglia si trovavano i tagli agricoli rettangolari della frequentazione di et greca. Maglia drenante medievale sottoposta ad indagine statigrafica nel Saggio 7, dove si nota lincrocio di due lotti, probabilmente distinti da una palizzata di legno sostenuta da tiranti. Asse stradale di et medievale in localit Rondinella (Area 4) che trova analogie, per tipologia costruttiva, con viabilit del Salento. La strada stata costruita in unarea gi interessata da lotti agricoli di et ellenistica coperti da uno strato alluvionale. Poggia, inoltre, su un fascio di drenaggi di cui esso stesso costituisce un filtro, affiancato, ad est, da una vera e propria canaletta costruita a blocchetti. Frammento di coroplastica votiva, proveniente dal Canale 1 dellArea 5, associato a ceramica a figure rosse, a ceramica da fuoco e acroma di uso comune, a frammenti di anfore. Localit Rondinella-Le Petrose, dettaglio del tratto indagato con lubicazione delle sei sottoaree dinteresse archeologico sottoposte ad indagini stratigrafiche.

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Il tracciato, in localit Rondinella-Le Petrose, del Metanodotto di Allacciamento dell Eni ad una Centrale di Riduzione della Snam situata in Localit Bellavista, subito a nord-ovest di Taranto, ricade allinterno dellansa sud-orientale dellampia valle del Tara alimentata da un corso dacqua denominato Pantano che d il nome allintero comprensorio registrato allinizio del XIX secolo come Acque del Pantano. Tale tracciato attraversa anche un tratto originariamente a mare ed oggi occupato dalle banchine portuali costruite negli anni 60 del 1900. La presenza di acqua sorgiva, di corsi dacqua e la vicinanza della linea di costa sembrano costituire gli elementi guida per linterpretazione dei rinvenimenti effettuati. Lesplorazione stata ristretta ad un settore lungo complessivamente 530 metri e largo 5, con saggi stratigrafici in aree individuate in fase di apertura pista ad una quota che va dai 5 m ad 1 m s.l.m. (8 aree 1-6). Le evidenze dinteresse archeologico, individuate nel tratto pi prossimo alla Raffineria e depositi ENI, sono relative alla regimentazione delle acque superficiali, ad alcuni lotti agricoli di et greca e ad una strada secondaria di et medievale avente anche una chiara funzione drenante. Le prime testimonianze rilevate attestano luso del territorio nel V secolo a.C. con frequentazione di carattere cultuale in localit Abbasso a Mare, con rinvenimenti di frammenti di coroplastica votiva (7) rinvenuti allinterno di un canale di drenaggio, orientato NE-SO, nellArea 5 ed in localit Le Petrose, con il riempimento di un fosso-canale orientato E-O dellArea 1. Maggiormente documentata, invece, la piena et ellenistica, epoca di grande espansione economica, ma anche demografica dellantica citt greca. Interessanti, per questepoca, il sistema drenante a grandi quadrati della Acque della Palude (sfogo naturale del ramo Gennarini) del quale le Aree 1 e 6 indicano limpegnativo sistema di regimentazione delle acque superficiali forse a partire dal V secolo a.C., con la realizzazione di drenaggi pi o meno profondi e di un piano drenante, a supporto di un intenso sfruttamento agricolo mediante tagli di diverse dimensioni, spesso sovrapposti tra loro (1-3). Va segnalata la presenza di materiale votivo in scarichi entro fosse terragne o utilizzato come riempimento dei drenaggi, consistente in coroplastica associata a pesi da telaio, ceramica a figure rosse, anfore e tegole (come nellArea 5). La presenza dei votivi farebbe pensare ad un marker territoriale, un elemento visivo comune nel paesaggio agrario della chora greca, probabilmente legati a santuari campestri. La frequentazione di et romana, soprattutto la fase tardo-repubbicana e del primo impero, documentata da pochi materiali sporadici. Le presenze di et tardo-antica e bizantina potranno emergere solo dallo studio puntuale dei materiali ceramici raccolti. Per let medievale attestata una frequentazione del comprensorio territoriale nel XII-XIII secolo, con le forme arcaiche delle invetriate verdi e rosse. A questepoca epoca va assegnata lestesa maglia drenante rinvenuta nellArea 2 (4-5), e il percorso viario (6), secondario rispetto alla viabilit principale, largo circa 3 metri (Area 4) e certamente funzionale alla frequentazione legata allAbazia di S. Maria della Giustizia.

taranto
Rondinella Le Petrose
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia Direzione scientifica: Antonietta DellAglio; Assistenza tecnica: Piero Angotti

Castellaneta

Mottola Palagianello Massafra Palagiano Statte Crispiano

Ceglie Messapica

San Michele Salentino

Taranto
ILVA

SS 7E8 43

Montemesola

Villa Castelli Grottaglie


Francavilla Fontana Latiano

Le Petrose Rondinella

Monteiasi Taranto

Oria

San Giorgio Carosino Jonico San Marzano di San Giuseppe Roccaforzata Monteparano Fragagnano Faggiano Sava Manduria Pulsano Lizzano Leporano Torricella Avetrana Maruggio
Punta Rondinella Golfo di Taranto

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Progettazione e coordinamento delle attivit archeologiche: Societ Cooperativa Polisviluppo - Taranto Archeologi: Patrizia Guastella, Valentina Gallenti, Giovanni Pietro Marin, Daniele Nuzzi, Ida Salvago Rilievi topografici: Carlo Simeone