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DESCRIZIONE DELLA GRECIA

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P A U S A N I A
NUOVAMENTE DA L TESTO GRECO TRADOTTA

D A A. N I B B Y Membro ordinario dell Accademia Romana di Archeologia. V O L U M E III,

R 0 M A 18x7. P r esso Vin cen zo Poggioli Stampatore della R.G>i. Con Approvazione

DESCRIZIONE DELLA GRECIA


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P A U S A N I A
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SETTI MO

D elle cose Acaiche ,

C A P O

P R I M O

Situazione dell' Acaja - Suo antico nome di JEgialo , e suoi primi Re - Gli Achi passano nell Egialo , e ne cacciano i Joni - Questi sono ri cevuti dagli. Ateniesi. nella terra che fra l 'Ela , e la Sicionia stendesi al mare ad oriente , e che Acaja a nostri giorni si noma da quelli che l 'abitano , la stessa , che .anticamente appellavasi Egialo ; ed Egialesi quelli, phe l'abitavano , si addimandavano, al dir de' Slciorij, da un tal Egialeo Re della odier na Sicionia : altri vogliono dalla situazione del pae se avesse tal nome ; qonciossiach la pi parte di esso sia una spiaggia, a. Dopo , sendo morto Ellene , gli altri figli di questo cacciarono Xuto dalla Tessaglia , accu sandolo , che avendo sottratto per se delle ricchez ze paterne , le ritenesse . Costui , fuggitosi in Atene ebbe l ' onore di avere la figlia di Eretteo in moglie , e di lei ebbe figliuoli Acho , e Jone. Morto Eretteo, Xuto fu giudice tra' figli suoi del re-

4 L I B R O gno : e polche decise , che fosse fatto Re Cecrape il pi vecchio di essi, gli altri figli di Eretteo l o cacciarono dal paese . Giunto in Egialo , avendo stabilito ivi la sua abitazione , vi mor . De' suoi figliuoli, Acho avendo dall' Egialo , e da Atene tol to ajuti, ritorn in Tessaglia , ecl ottenne il prin c ipato paterno . A Jone poi , che raccoglieva un esercito contro gli Egialesi , ed il loro Re Seli* nunte , furono da Selinunte inviati demessi, pro p onendogli per isposa l 'unica sua figliuola Elice , e di adottarlo per tglio onde potesse salire sul tro no . Ci non dispiacque a Jone , il cjuale morta Selinunte ebbe il regno dagli Egialesi , e dal nome della moglie edific nell'Egialo la citt di E lice, gli uomini dal suo fece chiamare Joni , Qnesto non fu un cangiamento di nome , ma una giunta : conciossiach gli Egialesi si chiamassero Joni ; m a il paese continu a ritenere il nome suo primitivo . Bast pertanto ad Omero nel catalogo di quei , che seguirono .Agamennone di mostrare il nome antico del paese: E per VEgialo intiero , e intorno all1ampia E lice. Sotto il regno di Jone *, facendo gli Eleusm j agli Ateniesi la guerra , ed avendo questi ultimi chia m ato Jone al comando di questa guerra, costui pag il tributo alla natura nell'Attica, ed il suo sepolcro nel borgo di Potamj . I discendenti di Jone eb b ero il governo dei Joni fino a tanto che essi , ed il popolo furono dagli Achi espulsi. 3. Era allora agli Achi ancora accaduto d essere da Lacedemone , e d a Argo d a i Dorj caccia t i . Quello che fra i Jo n i, e gli Achi avvenne sa r subito dal mio ragionamento percorso , dopo avere premesso per qual cagione gli abitanti di La cedemone , e di Argo prima della disoesa de* Dorj

S E T T I M O 5 furono i soli de'Peloponnesj ad essere chiamati Achi . Arcandro di Acho , ed Architele , dalla Ftiotide pervennero in Argo 7 dove diventarono ge neri di Danao , ed Architele prese Automata , Ar candro Scea. Mostrano aver poco dimorato in Argo da questo : cio che Arcandro pose al figlio il no me di Metanaste . Divenuti i figli di Acno poten ti in Argo , e in Lacedemone prevalse allora, che i popoli si appellassero Achi. Questo nome l'aveano in comune, di Danai poi laveano particolar mente gli Argivi. Allora dai Dorj, espulsi da Argo, e da Lacedemone , annunziarono per un araldo agli Joni , essi ed il Re loro Tisamene di Oreste di divenire loro concittadini senza guerra . Ma i R e de'Joni ebbero timore , che frammischiatisi con loro gli Achj , non togliessero per Re in co mune Tisamene , per la bravura sua , e lo splen dore del suo lignaggio . Non avendo i Joni accet tato le proposizioni degli Achi , che anzi sendo usciti colle armi , Tisamene cadde nella pugna j ma gli Achi avendo vinto i Joni li assediarono in E lice dove si erano rifuggiati , e finalmente li la s ciarono partire a condizioni 1 Gli Achi seppelli rono il corpo di Tisamene in Elice : ne' tempi sus seguenti , i Lacedemonj , per comando dell'oraco l o di Delfo ne portarono le ceneri a Sparta , ed a mio tempo ancora il suo sepolcro era l dove si danno le cene ai Lacedemonj dette Fe,dizie. 4* I Joni pervenuti nell'Attica furono accolti per concittadini dagli Ateniesi, e dal Re loro Melanto di Andropompo , per cagione di Jone , e del le cose da lui operate allorch resse nella guerra gli Ateniesi . Si dice ancora che gli Ateniesi sospettan do, che i Dorj non volessero neppure da loro aste nersi , pi per propria forza, che per benerolenr z a versoi Joni li r icevessero concittadini v

L I B R O CAPO S E C ONDO

Colonia de'Joni in Asia - Le tre Colonie portate dai Greci - Milesj - Tempio di Apollo in Di dimi e Diana Efesia - Androclo va ad Efeso Sua morte , e sepolcro - Priene e Miunte occupate dai Jonj .

i. on molti anni dopo , Medonte, e Neleo i pi vecchi de'figli di Codro, vennero in contesa del principato, e Neleo diceva non volere soffrire di avere Medonte per Re, perch Medonte era zop po di un piede . Sendo loro piacciuto di rimetter si all' oracolo di Delfo, diede la Pizia il regno di Atene a Medonte. Laonde .Neleo, e gli altri figli di Codro n' andarono a fondare una colonia , por tando con loro quelli degli Ateniesi , che seguire li vollero ; la maggior parte per della loro trup pa era composta di Jo n i. 2. Questa fu la terza delle flotte che sotto Re differenti, e di diff erenti nazioni composte furo n o di Grecia altrove spedite. Imperciocch ne'tempi pi antichi Jolao Tebano nipte di Ercole^ fu condottiere degli Ateniesi, e de'Tespiesi in Sardegna. Una generazione innanzi, che i Joni partissero di Atene , Tera di Antesione Tebano men nella iso la , che ora da lui Tera addimandasi, ma che pri m a appellavasi Callisto , i Lacedemonj ed i Minj dai Pelasgi cacciati di Lemno. Per la terza volta adunque allora i figli di Codro furono scelti per principi deJoni , senza che nulla di commune avessero nella origine con quelli , ma Messenj da Pilo dal lato di Codro , e Melanto , e di madre Ateniesi. Della flotta de' Joni fecero parte i se-

S E T T I M O 7 pienti fra i Greci : i Tebani , che insiememente con Filota trovavansi, discendente da Peneleo , e gli Orcameni Minj per la consanguineit che aveano cofigli di Codro: vebbero pfcrte i Focesi an cora ad eccezione de D elfj, e gli Abanti dalla Eubea. Ai Focesi furono date le navi per la naviga zione da Filogene 7 e Damone figli di Euctemone ? Ateniesi, i quali furono anche condottieri loro nella colonia . Come ebbero approdato colle navi nellAsia, si rivolsero chi ad una , chi ad altre citt marittime ; Neleo poi e la sua oste a Mileto. a. I Milesi istessi raccontano queste cose es sere nepi antichi tempi loro accadute . Per tre et fu la loro terra detta Anactoria, regnando Anacto indigene , ed Asterio figlio di lui. Ma sendovi approdato Mileto con una flotta di Cretesi,la contrada , e la citt cangiarono il nome in quello di Mileto * Mileto , e lesercito che era con lai vi giunsero , fuggendo da Minosse di Europa. I Ca ri ) che prima abitavano quella regine , divenne ro compagni de Cretesi. Allora come i Joni eb bero superato gli antichi Milesi, tutti i maschi ammazzarono ad eccezione di coloro che nella pre sa della citt erano fuggiti, e si sposarono colle mogli e co figli loro. Il sepolcro di Neleo non molto distante dalle porte a sinistra della strada per coloro , che vanno a Didimi.. 4. Il tempio in Didimi di Apollo , e lora colo sono pi antichi dello stabilimento deJoni; molto pi vecchie ancora della venuta deJoni so no le cose , che Diana Efesia risguardno Non ud , io credo , Pindaro tutto ci che spetta alla Dea, allorch disse avere eretto questo tempio le Amazoni nell andare ad oste contro Atene, e T e seo . Jje donne dal Termodonte venute sagrificarono anche allora alla Dea Efesia , come quelle

8 L I B R O che conoscevano da tqrapi rimoti il tetopio , e quando da Ercole fuggirono , e quando pi anti camente ancora supplici qui a Bacco nc vennero. Non fu adunque dalle Amazoni eretto. Un tal in digena di nome Creso, ed Efeso ( credono che Efeso fosse figlio del fiume Caistro ) , questi fu rono , che fabbricarono il tempio $ e da Efeso la citt ebbe il nome. I Lelegi poi porzione di Cari la pi parte deLidi abitavano la contrada: abi tavano poi anche intorno al tempio altre genti per pregare la Dea e fra queste delle Amazoni. 5. ndroclo di Codro ( perciocch fu costui proclamato Re de Joni, che navigarono ad Efes ) cacci dal paese i Lelegi , e i L idi che la citt superiore ritenevano : quelli che intorno al tempio abitavano non aveano alcun timore , ma prestato ai Jonj il giuramento , e da loro vicendevolmen~ te ricevutolo , furono fuori della guerra . Tol se Androclo Samo ncora ai Samj, ed ebbero gli Efesj per qualche tempo Samo, e le isole a quel la vicine. 6. Ritornati i Samj alle proprie case difese Androclo i Prienesi contro i Cari, e sendo i Gre ci vittoriosi cadde nella pugna. Gli Efesj preso il cadavere di Androclo, lo seppellirono nella loro citt l dove il monumento suo ancora anostri tempi si mostra nella via , che dal tempio , pres so rOlimpo, va alle porte Magnetidi: sul sepol* ero per coperchio havvi un uomo armato . 7. Stabilita i Joni la loro dimora a Miunte, e Priene tolsero anche le citt ai C ari. Il fondato re di Miuntc fu Ciareto di Codro ; i Prienesi poi sendo Tebani frammischiati a Joni,ebbero per fondao tori Filota discendente d^Peneleo, ed Egitto figlio di Neleo . I Prienesi quantunque prima da TabutiPersiano, e dopo da Gerone loro nazionale fosse

S E T T I M O

ro afflitti fin ali estremo , tuttavia fanno parte de* J o n i. Gli abitatori di Miunte per questo acciden* te abbandonarono la loro citt . Entrava dentro la regione Miusia un seno di mare .non molto gran de : questo fu ridotto in una palude dal Meandro avendone questo fiume ostrutto la comunicazione col mare -colla mota 5 come lacqua ristagn e ces s di essere mare , nacquero dalla palude zanzare in una moltitudine cos sterminata, che costrinse ro gli uomini ad abbandonare la citt . Se ne an darono i Miusj in Mileto portando seco loro tut te le cose asportabili, e le statue degli Iddii fra squete : e al tempo mio non si vedeva in Miunte, che il tempio di Bacco di marmo bianco. I Miusj soffrirono lo stesso , che gK Atarniti sotto Per gamo . C A P O T E R .Z 0

Claro , e Colofonj - Lthed) - Teo Eritri - Clazomenj - Foceesi. 1* C redono i Colofonj, che dagli antichissi mi tempi esista il tempio del Dio di Claro , e V oracolo . Mentre i Cari ritenevano ancora il pae se dicono, che i primi de Greci, che in esso arri varono furono Cretesi, sotto il comando di Rado? e tutti quelli della moltitudine , che seguiva Racio occuparono i luoghi marini e vi si tennero saldi. La maggior parte del paese per era ancora abi tata dai Cari, Avendo Tersandro di Polinice r e gli Argivi presa Tebe, fragli altri schiavi, che furono portati in dono a Delfo v era anche Manto, Tiresia fu nel viaggio colto dalla morte in Aliarla. Ma avendoli il Dio mandati a fondare una colopia

io L I B R O passarono colle navi in Asia, e come in Claro fu rono pervenuti, uscirono contro di loro colle ar mi i Cretesi , e a Racio li menarono . Costui ( im perciocch da Manto apprese quali uomini fosse ro e per qual cagione venuti ) spos Manto , e fece concittadini coloro che seco lei erano venu t i . Mopso di Racio, e di Manto estirpi poi af* fatto dal paese i Cari. I Joni avendo fatto un trat tato coi Greci di Colofone , godevano degli stes si diritti, e nulla di pi. Il regno deJoni fu pre so da Damasictone, e Prometo tgli di Codro lo ro condottieri. Prometo avendo appresso ucciso il suo fratello Damasictone se ne fugg in Nasso ; ivi mor ed i figli di Damasictone riceverono il suo cadavere allorch fu in patria portato : e do ve il sepolcro di Prometo, appellasi quel luogo Politichidi. Come avvenne poi, che la citt deCo lofonj fosse diserta , lo ha di sopra narrato il mio ragionamento., quando si parl delle gesta di Li simaco; e i Colofonj soli di quelli, che in Efeso furono menati a fondar la colonia combatterono contro Lisimaco , e i Macedoni . Il sepolcro de Colofonj stessi, e degli Smirn morti nella pu gna a sinistra della via nellandare a Claro. a. Disfece Lisimaco la citt ai Lebedj perch la giurisdizione di Efeso divenisse grande. Eil lo ro paese fertile in tutto , e porge bagni i pi cal di , e piacevoli di quelli che sono sul mare . In origine Lebedo ancora era posseduta dai Cari, fin ch non ne furono discacciati da Andremone di Codro , e dai Jo n i. Il sepolcro di Andremone a sinistra della via partendo da Colofone , valicato il fiume Alente. 3. Fu Teo popolata dagli Orcomenj Minj , i quali ivi vennero insieme con Atamante : e si di ce ^ che questo Atamante discendesse da Atam*m-

S E T T I M O ii te di Eolo : anche qui frammischiati ai Greci era no i Cari , Intr odusse i Joni in Te o Apoeco quar to discendente da Melanto , il quale nulla innov n verso gli Orcomenj n verso i Tei Non moki anni dopo vi giunsero di Atene , e di Beozia del le persone ; erano gli Attici sotto il comando di Damaso , e di Naoclo figlio di Codro, i Bet>ti poi sotto Gerete Beoto : ed ambedue le nazioni furono da Apoeco , e dai Teii come concittadini accolti . 4* Gli Eritri affermano di essere in origine pervenuti insieme con Eritro di Radamanzio da Creta , e che Eritro fu della citt il fondatore . La occuparono insieme coi Cretesi, i Licj , i Ca r i , ed i Panilij ; i Licj per la parentela che coi Cretesi aveano, sendo i Licj anticamente venuti da Creta , cio di quelli , che insieme con Sarpedone fuggironsi, i Cari per lantica amicizia che con Minos se aveano tenuta , i Panfiljpoiper essere anche essi p arte della nazione Greca : imperciocch sono i Panfilj ancora di que Greci, che insieme con Cal cante dopo la presa di Ilio andarono errando. AveJido pertanto le descritte nazioni occupato Eritre , Cleopo di Codro, raccolti dalle citt della Jonia quanti uomini pot, glintrodusse in Eritre onde fossero concittadini degli Eritri. 5. Le citt de Clazomenj , e de Foceesi prima della venuta deJoni nellAsia non esistevano. Giun ti costoro , una porzione di essi che andava vagan do , chiese ai Colofonj per loro condottiere Parfo* ro , e fabbricata una citt sotto lIda , non molto dopo l abbandonarono ; ritornati nella Joni^ fab bricarono Scippio del territorio de Colofonj . Ma partendo spontaneamente dl territorio Colofonio ancora , occuparono quel paese , che oggi ancora ritengono , e nel continente edificarono la citt di Qazomene ; passarono poi nell^ isola per timore de

ia L I B R O Persiani. Col tempo dovea Alessandro diFilipp far di Clazomene una penisola, fabbricando un argine dal continente alla isola . La maggior parte di que sti Clazomenj non erano Jo n i, ma Cleoni, e da Fliunte , che nella discesa de' Dorj nel Peloponne so , le loro citt abbandonarono. IFoceesi poi oriun di sono dalla cos detta ancora oggi Focide sotto il Parnasso , i quali insiememente con Filogene , e Damone passarono in Asia cogli Ateniesi : il paese non lo hanno avuto colle armi , ma per accordo dai Cumi . Non volendoli ammettere i Joni nel Pa nionio Se non avessero scelto i loro Re dalla stirpe de' Codridi , essi perci dagli Eritri , e da Teo scelsero Oete , Periclo , ed Abarto. CAPO Q U A R T O

Citt de'Joni in Samo , e Chio - Samotracia Dedalo - Origine di Chio , e suoi abitatori,

i. .L te citt de Joni nelle isole sono Samo di l da Micale , e Chio che rimpetto al Mimante. a. Asio di Anfittolemo Samio cant neversi suoi , che di Perimeda figlia di Oeneo nacquero a Fenice Astipala , ed Europa : che di Nettuno, ed Astipala fu figliuolo Anco , il quale regn sui Le legi : Anco, sposata la figlia del fiume Meandro , Samia, nebbe Perilao , Enudo , Samo , ed Ali t erse , e dopo questo una figlia Partenope . Di Partenope figlia di Anco , e di Apollo , nacque Li comede . Fin qui Asio ne versi. 3. Allora quelli,che occupavano l'isola , pi per necessit , che per benevolenza riceverono per concittadini i Jo n i. Era condot tiere 'd e*Joni Pro-

S E T T I M O i3 le di Pitireo , Epidaurio egli , ed Epidaurj per la maggior parte coloro,che menava , i quali erano sta- ti da Deifonte , e dagli Argivi cacciati dalla Epidauria; questo Prode discendeva da Jone di Xuto . Androclo poi , e gli Efesj andarono contro Leogoro di Prode , che dopo il padre regnava in Samo , ed avendolo vinto in battaglia , cacciarono i Samj dalla isola, allegando per ragione , che questi con giuravano insieme] co* Cari contro gli Joni . De* Samj che andarono esuli , altri abitarono lisola 7 che sulle coste della Tracia ; e da questo l'isola in luogo di Dardania , Samo trace addimandano : altri p o i insien*emente con Leogoro cinta di mura Ana nel continente che di l , dieci anni dopo passarono^ in Samo, caociarono gli Efesj , e ricupe* rarono lisola. 4* Vha chi crede , che il tempio di Giuno ne in Samo fosse eretto dagli Argonauti , e che ivi da Argo la statua sua vi conducessero . I Samj istessi per credono , esser la Dea stata partori ta nella isola presso il iiume Imbraso , e sotto il vinchio , che nel suo tempio ancora germoglia ; dieono adunque essere questo tempio sommamente antico , il che potrebbe congetturarsi dalla statua ancora : imperciocch questa opera di Smilide di Euclide , Eginese . Questo Smilide fu coetaneo di Dedalo , ma non sal alla stessa gloria 5. Imperciocch Dedalo fu della stirpe reale di Atene de cos detti Metionidi , e insieme collar^ te per cagione del suo errare , e per le sventura sue divent pi celebre presso tutti gli uomini . Ed avendo spento il figlio di una sorella sua , e cono scendo quali fossero per ci le leggi della sua patria, spontaneamente nand in esilio presso Minosse in Creta , e a Minosse istesso e alle figlie di lui fe^ ce delle statue, secondo che Orner ancora nella

14 L I B R O Iliade dimostr. Condannato per da Minosse di colpa, e posto in carcere insiememente col figlio suo fugg di Greta ed in Inico citt de Siculi pres so Cocalo pervenne , e di ai Siculi occasione di fare contro i Cretesi la guerra, perch chiedendo lo Minosse, non era stato da Cocalo nelle sue ma ni rimesso. E tanta cura nebbero le figlie di Cocalo per la sua arte; che esse tramarono ancora a Minosse la morte in grazia di Dedalo. Er ma nifesto pertanto , che il nome di Dedalo per tut ta la Sicilia , e per la pi gran parte d'Italia an cora pervenisse. Smilide poi fuori de Samj, e del la Ela non illustre presso altri, per esservi pas sato : and adunque presso di questi, e egli lautore della statua di Giunone in Samo. 6. Jone, autore della tragedia, ha nella sto ria detto ancora questo ; pervenne Nettuno nella isola mentre era diserta , ed ivi con una ninfa si giacque , e per i dolori del parto della Ninfa cad de dal cielo sulla terra la neve , e perci Nettuno pose al suo figliuolo il nome dj Chio : si giacque poi con unaltra Ninfa ancora, e nebbe per figli Angelo , e Melane : col tempo poi Oenopione an cora di Creta approd con una flotta in Chio , e in sieme con lui vi pervennero i figli suoi Talo, Euante, Melane , Salago , ed Atamante . I Cari e gli Abanti dalla Euba vennero nella isola sotto il regno di Oenopione . Dopo Oenopione , ed i suoi figli, Anficlo ottenne il trono : Anficlo vi era giun to da Istia di Euba , secondo loracolo di Delfo. Ettore poi discendente in quarta generazione da Anficlo ( imperciocch anche questi tenne il prin cipato ) fece la guerra agli Abanti , e ai Cari, che abitavano nella isola : ed altri ne uccise in battaglia, altri forz ad andarsene a patti . Liberati dalla guerra i Ghii, dicono, che ad Ettore torn in men-

S E T T I M O i5 te che ancora essi coi Joni dovessero sagrificare nel Panionio : ed affermano ch$ egli dal comune de Joni in premio della bravura sua avesse un tripo de . Questo , ci che io ritrovai avere detto Jo ne sui Chii ; ma non disse per guai cagione i Chii facciano parte de Jo n i, CAPO Q U I N T O

Smirne riedificata - Clima del paese de*Joni - Tem pi famosi in Eritre - Cose memorabili nella Jq nia - Antro di Omero i. S m irn e , sendo una delie dodici citt degli Eoli , ed essendo il suo territorio abitato come og gid , approdativi i Joni da Golofone , la tolsero agli Eoli , ed occuparono quella che lantica citt addimandasi. Dopo i Joni concessero agli Smirni ancora di aver parte nell adunanza del Panionio . Alessandro di Filippo poi fu 7 per una visione avu ta , il fondatore della odierna citt . Imperciocch mentre cacciava nel monte Pago , come ebbe la caccia finita 7 dicono , che al tempio delle Neme si giungesse , ed ivi simbattesse in una sorgentey ed in un Platano innanzi al tempio , nato presso lacqua . IJ mentre dormiva sotto il platano , affer mano 7 che apparsegli le Nemesi 7 gV ingiungessero di fabbricare ivi una citt r e di menare in essa gli Smirni rimovendoli dalla* prima * Mandarono adunque gli Smirni ambasciadori in Claro ad in terrogare il Nume circa gli affari presenti ^ ed il Nume loro rispose : Tre volte, e quattro avventurati quelli Che Pago abiteran di l dal sacro M elete. Laonde spontaneamente mutarono citt, e non una

16 L I B R ma pi credono le Nemesi, e dicono, essere lo ro madre la Notte : nella stessa guisa che gli Ate niesi del Dio Ramnunte, affermano 1 che ebbe per padre lOceano. a. Ottimo il paese de Joni per la mesco lanza delle stagioni , e racchiude tempi , ohe non si veggono altrove ; primieramente quello del la Dea Efesia per la grandezza , e le altre ricchez ze ; due non terminati di Apollo ; uno in Branchide del territorio Milesio ; e laltro in Claro de Colofonj. Due altri tempi nella Jonia furono arsi dai Persiani , in Sarao,quello di Giunone, e quel lo di Minerva Foceese. Erano una meraviglia anco ra guasti, come erano , dal fuoco. 3. Ti compiaceresti ancora del tempio di Er cole in Eritre , e di quello di Minerva in Priene$ questo per la statua, quello di Ercole in Eritre per V antichit sua. La statua non affatto simile n alle cos dette Egine , n olle antichissime Atti-* che ; ma quanto qualunque altra, perfettamente Egizia. Imperciocch un battello d legna, e su di esso il Dio quale da Tiro di Fenicia navigando an d via ; per qual cagione non lo dicono neppure gl* istessi Eritri. Quando il battello fu al mar de* Joni pervenuto , dicono, che prendesse porto pres** so il capo Mesate: si trova questo alla met del continente per coloro che dal porto degli Eritri navigano all isola di Chio . Come il battello fu presso il promontorio, ivi molta fatica sostennero gli Eritri, n minore i Chii ne durarono, mettendo ambedue i popoli ogni studio di menare presso di loro la statua. Finalmente un Eritro , che il vit to traeva dal mare , e dalla pesca de pesci, e che per una malattia avea perduto gli occhi, e di no me Formione ddimandavasi ebbe un sogno da cui seppe essere d.uopo f che le mogli degli Eritri

S E T T I M O 17 $i radessero le chiome 7 e cos gli uomini facen do de* capelli una fan avrebbero presso di loro potuto condurre il battello. Le donne di citt non vollero affatto obbedire al sogno : ma tutte le Tra cie che vi servivano, e quelle che libere vi dimo ravano , volentieri si presentarono onde farsi re cidere la chioma : e cos gli Eritri trassero la bar ca. Le sole Tracie fralle donne hanno lingresso nel tempio di Ercole, ed i nazionali conservano la fune fatta de'capelli, e qusti stessi dicono T che il pescatore riacquist la vista, e per tutto il rimanente degiorni suoi continu a vedere . 4. In Eritre havvi ancora il tempio di Miner va Poliade , e la statua in esso di legno , grande assai, assisa opra di un trono e che tiene in cia scuna mano una rocca ed un polo sul capo. Essere questa opera di Endo celo figuriamo per altre co se , e specialmente guardando il lavoro che den tro la statua : non altrimente pensiamo delle Gra zie , e delle Ore , di marmo bianco che prima di entrare yeggonsi allo scoperto . E stato a nilei, tempi ancora edificato dagli Smirni un tem pio di Esculapio , fra il monte Corife, ed il ma re. non misto di altra acqua. 5. Oltre i tempj, e la temperatura del clima contiene la Jonia altre cose ancora da essere de scritte : la regione Efesia contiene il fiume Cencrio la natura del monte Pione, e la fonte Alita. Nel la Milesia poi osservasi il fonte Biblide, e tutto quello che dell amore di Biblide vanno cantando : nel territorio de Colofonj il bosco sacro di Apol lo , ed i frassini , e non lontano dal bosco , il fiume Alete il pi freddo di quanti nha la Jonia. I Lebedj hanno i bagni nel loro territorio , che arrecano agli uomini stupore e vantaggio . I Teli ancora hani^o bagni nel promontorio Macria edalP/ ausani a

i8 L I B R O tri ne hanno sul torrente Clidone , fra i sassi 7 ed altri edificati per pompai di ricchezze. I Clazo* jnenj hanno essi P^re de bagni, ed ivi J^gamenno-* Tie riscuote onori; e lantro della m^dre detta di Pirro', e una storia raccontaqo di Pirro pastore . Gli Eritri hanno la regione CJalcitide, dalla qua le ancora ebbe il ijome la terza trib loro . Uij promontorio della Calciti de si estende dentro ma re , ed iu esso sono bagni marini, pi di tutfi i J>agn| di Jonia utili all uomo . 6. G1 J Smirni hanno il fiume Melete dolcissimo per Je sue accpie : e una spelonca yedesi pressa le porgenti di questo , dove dicono avere Omero i puoi versi composto. Ne Chii merita di esser ve-* liuto il sepolcro di Oenopione e porge questo al cune storie sui fatti di Oenopione Stsso . J Sa jnj , sulla strada ad tempio di Giunone , hanno il monumento sepolcrale di Rfidine , e di Leontico , e quelli che sono addolorati dallamore hanno il rito di andarvi a pregare * Le meraviglie pertanto che si osservano ideila Jonia sono molte, e dipo lo cedono a* quelle 7 cfye nella Qrecia si veggono , C A P O S E S T Q

Qli Achi occupano il paese de* Joni dopo Ja loro transmigrazione - Abitano dodici citt - Princi pi degli Achi - Loro guerre - Chilone, ed Adra sto - Stato della Grecia dopo V arrivo de' Galli fielVA?ia. i P a r titi li Joni , gli Achi si divisero a sor-? te il loro paese , ed andarono ad abitarne le citt. Podici erano queste , che erano cognite presso tut ta I4 iwzione Greca * Dime la prima presso Elide}

S E T T I M O 19 . leno 7 Fare , Trita , Ripe , Easio , Cedrina ? e Bura . Dopo queste Elice , Ege , Egira , e PelIene lultima presso la Sicionia . In queste gli Achi, ed i Re loro andarono ad abitare , che prima anco ra erano popolate dai Joni. a. Quelli che il supremo potere presso gli Achi ritenevano , erano i figli di Tisameno^Daimene , Spartone , Telle , e Leontomene . Quanto a Cometa , il pi anziano doligli di Tisameno , era gi dapprima passato con una flotta in Asia . Questi adunque erano quelli, che allora il potere esercitavano, sopra gli Achi insiememente conDama3iadi Pentilo, di Oreste, cugino per parte di padre dei figli di Tisameno . Egualmente che gli enumerati, aveano potere degli Achi da Lacedemone Preugene , ed il figlio , Patreo di nome . E fu loro dagli Achi data a possedere una citt pel paese , la quale ebbe il nome da Patreo. 3, Circa le guerre cos andarono le cose*agli Achi . Nella spedizione di Agamennone contro5 Ilio abitando ancora Lacedemone i ed Argo , erano la porzione pi grande della nazione Greca : nella in vasione della Grecia di Serse , e dei Persiani, non si mostrano gli Achi aver fatto parte della uscita di Leonida alle Termopili, n di aver combattuto intieramente con Temistocle presso la Euba , e Salamine : n per alleati si trovano scritti nel ca talogo Laconico od Attico . Mancarono poi alla bat taglia ancora di Plata : ci chiaro perch sul donativo de Greci in Olimpia , non vi furono scrit ti gli -Achi. Mi pare poi che ciascuno di essi la sciati nelle loro patrie , quelle salvarono ; ed insie me per la impresa di Troja non vollero in nitn conto essere dai Lacedemonj Dorj comandati . Il che fu da loro dimostrato anche netempi poste riori : imperciocch avendo dopo i Lacedemonj at-

?$o L I B R O taccata cgli Ateniesi la guerra , errino gli Achi pronti nell allenta de Patresi , e nulla di, meno p er gli Ateniesi propendevano , Delle guerre fatte appresso dal cpmmune de Greci ebbero parte gU Achi nella pugna di Gherona contro Filippo , i Macedoni. Dicono poi di non essere iti in Tes saglia nella guerra detta di Lamia ; imperciocch noi permettevamo i loro affari dopo la rotta ^vut^ in Beozia. 4 L^tiquario ^azionale de Patresi mi disse, che degli Achei nellazione presso Lamini, trovossi solo il lottatore Chilone . Jd io stessp so , che up. tal Adrasto Lido di s,ua volont , e non dal comu ne deL idi, spedito, difese i Greci . La imjnaginp di Adrasto in bronzo fn dai Lidi dedicata innanzi s^l tempio di Diana Persica , ed una iscrizione vi posero , che Adrasto era morto combattendo pe* Greci contro Leonnato . L& uspity sdle TermopiU pontro la spedizione de Galli, fu da tutti i Peloponnesj egualmente negletta . Imperciocch sicco me i Barbari non fiveano navigli , non temevano perpi di soffrirne gran male , se listmo de Corin ti avessero murato dal mare di Lecho , a quello di Cenere : questa adunque fu allora fc risoluzione di tutti i Pelopojine^j. 5 > . Poich per i Galli in Asfo con navi furo no parsati, allora le cose de Greci erano in que sto stato . Niun popolo d} quella nazione superava laltro in forze \ imperciocch era ai Lacedemonj impedito di ricuperare la pristina felicit, per la rot ta avuta in L euttri, ed jnsiejnemente per gli Au badi raccolti in Megalopoli , e per i Mpssenj che presso loro abitavano . Ai Tebani ayea in guisa t^e Alessandro diserta lavoro citt , che non molti anni dopo da Cassandro ricondotti , non poterono fiPPPW *S I? 9P$e loro . Gli Ateniesi poi s ^ i

S E T T I M O -l ciltnSilt ptr le loro azioni posteriori godevano l benevolenza della nazione. Greca, ma non aveano, giammai potuto riposarsi dalla guerra deMacedoni. CAPO S E T T I M O

Potnza dgli Achi ~ Gonsiglio Acaico - Guerra coi Lacedemonj - Scelleraggini di Filippo di De metrio - Gurra di Filippo cogli Atenisi, e co* Romani i t . N o n formando pii allora i Crdi ria co- toune nazione , ma sendo ciascun popol intento agli affari suoi part icolri , gli Achi ferant i pivi potenti . Imperciocch le loro citt da Pellene ili f uori , non aveano mai alcun tiranno sofferto : e l disgrazie , delle gtterire , tt della rfialatt conta** gios a non aveano tanto gli Achi quanto il rimanen te de' Greci afflitto . Aveano dtinque gli Achi it Consiglio nomato Acalco , e le risoluzioni loro, ed i fatti erano di commune parere . Risolsero di adu narsi in Egio ; imperciocch qtiesta dopo il som-* mergimento di Elice superava in gloria fin dagli antichi tempi le altre citt di Acaja , ed allora era potente . Del Consiglio degli Achi di tutti gli al tri Greci , 1 Sicionj furono i primi ad entrarvi . D opo i Sicionj vi entrarono gli altri Peloponnesj, altri subito , altri dopo essere qulclie tempo re* stati indecisi : quelli poi che fuori dellistrtio abita vano si persuasero di Unirsi agli Achi, perch ve devano il popolo Acaico sorpassare gli ltri in forzai a. I Lacedemonj di tutti i Greci erano i soli, e i pi fieri nemici degli Achi, e mossero loro apertamente la guerra . Agide di Eadamida Re di Sparta prese Pellene citt degli Achi 5 ma subita

22 li I B R 0 ' di l venne da Arato 7 e dai Sicionj scacciato % Cleomene di Leonida di Ghonimo Re dellaltra fa miglia ., mentre Arato , e gli Achi stavano asse diando Dime , venuti seco lui alle mani li vinse t e. dopo conchiuse la pace cogli Achi, e con An tigono . Costui avea allora il Regno deMacedoni ? come tutore di Filippo di Demetrio che era anco ra ragazzo : era poi cugino di Filippo 1 ed avea in moglie la madre di lui. Con questo Antigono adun que , e cogli Achi avendo Cleomene fatto la pa ce , e subito quello che giurato avea trasgredito mise in ischiavit Megalopoli degli Arcadi : i Lace demonj soffrirono la rotta di Sellasia , vinti dagli Achi , e, da Antigono , per cagione di Cleomenei e del suo spergiuro . Di Cleomene faremo men zione ancora unaltra volta neragionamenti Arca dici. 3. Filippo di Demetrio tostoch pervenne aU la virilit, ottenuto il regno deMacedoni da Anti gono spontaneamente , mise in timore tutti i Gre- ci imitando intieramente Filippo figlio di Aminta t non gi suo antenato , ma a dire il vero suo signo re ; e specialmente imitollo nell accarezzare tutti coloro aquali piaceva peproprj guadagni tradire la patria . Il far tracannare ne conviti con de-r strezza , ed amicizia, non gi bicchieri di vino, ma veleni per dar morte alle persone ( il che quello d Aminta neppure io credo immaginollo ) per Filip po di Demetrio- era u^i delitto leggerissimo * Riten ne con guarnigioni tre citt ancora , onde potere invadere la Grecia a so agio : e chiavi della Gre cia chiamava queste citt, per contumelia , e di spregio de Greci medesimi. P tl Peloponneso avea fortificato Corinto , e la cittadella de Gorintj ; per la Euba , i Beoti 7 e i Focesi , Galcide sullu-

S E T T I M O 23 HpoJ contro i Tessali istessi, e la nazione degli Etoli , Filippo riteneva Magnesia sotto il Pelio. 4* E specialmente con continue spedizioni , Scorrerie di ladroni gli Ateniesi, e gli Etoli op* primeva . Ricord di gi il mio discorso nella sto ria Attica, quanti deGreci, e deBarWi jutar'ono gli Ateniesi contro Filippo , e come per l debolezza degli alleati ricrsero ai Rotnani, ed al loro soc corso . Aveano i Rotnani non molto {mina manda' io truppe , sotto il pretesto di porgere ajuto agli t oli contro Filippo ; ma in realt per osservare gli affari di Macedonia . Allora per spedirono uit esercito ed un Generale agli Ateniesi Attilio; era qusto il ilom suo pi noto , dappoich i Ro mani si chiamano non gi col nome del padrd siccome fanno i G reci, ma si impongono ciasdtM iio tr noini alili eno , e pi ancora . Era stato dai Romani ad Attilio ordinto di allontanare la guerra di tilippo dagli Ateniesi * e dagli Etoli. Attilio feCe il resto delle cose , secoiido ci che gli era sta to ingiunto i ma non fece questo secondo il voler0 de Romani. Conciossiach avendo preso Estia cit t degli ubi j fed nticira nella Focide , che per forza erano suddite di Filippo , le disfece . E per questo ( io credo ) dopoch fu dal Senato udito , gli mandarono per successore nel Comando , Fla mini# > .

.*4

L I B R O
CAPO O T T A V O

Flaminio prende Corinto insieme cogli Achi - Gli Achi alleati de' Romani - Disfanno le mura di Sparta - I Lacedemonj ricorrono ai Romani - / Romani abbattono la Macedonia.

i. V Jiunto Flaminio saccheggi Eretria , aven do vinto in battaglia i Macedoni che vi erano di guarnigione ; ed ito di nuovo ad oste contro Corin t o occupata con guarnigione da Filippo , egli stes so l'assedi; di poi avendo spedito ambasciadori agli Achi, ordin loro di venire con un esercito contro Corinto , dovendo stimarsi onorati del nome di alleati de* Romani , ed insieme dovendolo fare per amore deGreci . Gli Achi grandemente ac cusavano Flaminio istesso , e prima ancora Attilio, come quelli che malgrado ci aveano assalito cosi delle citt Greche , ed antiche , le quali niuna col pa aveano commesso verso i Romani , ed erano c ontro il proprio volere dai Macedoni governate : prevedevano poi che invece di Filippo , e deMa cedoni sarebbero v enuti i Romani , come padroni a comandare ai Greci . Sendosi dibattuto molto nel consiglio un tale affare , finalmente la vinsero quelli , che propendevano verso i R omani ; e gli Achi insieme con Flaminio assediarono Corinto . I Corintj liberati dai Macedoni entrarono subito nel Consiglio degli Achi, avendone fatto parte an c ora prima quando Arato , ed i Sicionj cacciarono dall Acrocorinto tuttala guarnigione , ed uccisero Perseo postovi da Antigono per Capitano. 2. Dopo qnella epoca gli Achi nomavansi al leati deRomani, ed erano pronti a tutto : e lise-

S E T T I M O a.5 gnirono in Macedonia , e contro Filippo , e f ece r o parte della spedizione contro gli Etoli. Per la terza volta poi insieme co'Romani combatterono contro Antioco,ed i Siri : e quando gli Achi contro i Macedoni, e l'esercito de'Siri schieraronsi, sempre 10 fecero per l'amicizia verso i Romani. 3. Contro i Lacedemonj per aveano essi del le accuse proprie fin datempi antichi . E poich la tirannide di Nabide ( nomo che iad una crudelt eccessiva pervenne ) fu spenta , subito piomb so pra i Lacedemonj il loro odio , e nello stesso tem po gli Achi li citarono innanzi la Lega Acaica 7 1 1 condannarono a pene soverchie , e distrussero fino al suolo le mura di Sparta, fabbricate in verit confusamente dapprincipio a tempi della spedi zione di Demetrio , e quindi di Pirro , e degli Epiroti; ma sotto la tirann a di Naboide f ortificate fin all ultima sicurezza . Disfecero adunque gli Achi le mura di Sparla , ed abolendo quello , che dal le leggi di Licurgo era stato per esercizio degio vani puberi istituito , ordinarono che questi fos s ero esercitati siccome quelli degli Achi . Questo sar pi a lungo un altra volta trattato nelle cose Arcadiche. 4- I Lacedemonj, come coloro che sommamen te erano afflitti per le cose imposte loro dagli Achi r icorsero a Metello , ed a tutti quelli, che ambasciadori insiememente con Metello erano giunti da Roma. Erano questi venuti, non per muovere guer ra alcuna a Filippo , e ai Macedoni , siccome era stata di gi giurata la pace fra quello , e i Roma ni , ma per giudicare tutte le accuse , che dai Tes sali , o da alcuni Epiroti contro Filippo movevan si . Infatti Filippo stesso ed il fiore de' Macedo ni era stato dai Romani distrutto . Imperciocch combattendo Filippo contro Flaminio , e i Ronoahi

a6 L I B R O hecos detti Cinocefali, avea in una scaramucciti ric evuto una rotta ; ma poi questo Filippo istessa avendo con tutte le forze sue combattuto , riport tal disfatta nella pugna , che perd la maggior par te dell' armata j che ConduCeva , e secondo laccor do coi R omani conchiuso dov far ritirare le sue guarnigioni da tutte le citt , che nella Grecia avea colla guerra occupato. 5. Secondo la Convenienza del discorso otten ne dai Romani la pace ; ma per con ogni sorta di preghire , e Collo storso di molto danaro . Ci i che risgtiardd i Slacedni^ ed il potere, che ebbe ro sotto Filippo di Aminta * e come furoiio i lord affari abbattuti sotto lultimo Filippo, dalla Sibilla f tf non senza il Nume predetto : cos dice l'oracolo 0 Macedonia che tua gloria poni IVe Regi Argivi ; mentre rqgna arreca E male * - hn a t Filippo . Il primo Dar, rgi d nazioni , d a cittadi ; Il pi giovin per tutto V onore Perder appresso , dovkato da1 forti JD' Occidente venuti , dOrinte 4 I Romani adunque' , che abitano le parti Occiden tali di Europa distrussero il regno deMacedoni j ed insieme * degli alleati con loro schierati Attalo 4 ed anche un esercito dalla Misia : la M isia li Volta pi verso Oriente 4

S E T T I MO
CAPO NONO

Querele fra gli Achi , ed i lacedemonj portate avanti i Romani - Si riedificano le mura di Spar-, ta - I Romani si mostrano favorevoli ai Lacede-f monj < i. .A . Metello , e agli altri ambasciadori pia cque di non dispregiare i Lacedemonj, e doman-* darono ai magistrati Achi di chiamare al Consiglio gli Achi , affinch in comune li ammaestrassero di trattare le cose di Lacedemone in modo pi mi t e.. Questi risposero loro , che non avrebbero chia m ato a parlamento gli Achi, n a loro riguardo , n di alcun altro, senza che per l'affare in questine non avesse un decreto del Senato Romano. Metello, e quelli, che erano seco lui , Credendo di essere dagli Achi insultati , poich in Roma pervennero , di molte cose , e non tutte Vere gli Achi in Settato accusarono. 2. Maggiori accuse contro gli Achi, che que sti dissero Areo , ed Alcibiade Lacedemonj , per sone veramente probe in Isparta ; ma non giusti in queste cose risguardanti gli Achi . Impercioc ch, sendo da Nabide esiliati, furono dagli Achi ac colti ; e morto quello, contro il decreto del popolo de Lacedemonj, furono da questi ricondotti a Spar t a i allora adunque costoro ancora in Senato saliti, con tutto limpegno accusarono gli Achi , i qua li al loro ritorno nel Consiglio li condannarono a morte < 3. Il Senato Romano m and altri personaggi, e fra questi Appio per istabilire il giusto fra i La cedemonj , e gli Achi. Appio p o i, e quelli, che

&8 L I fi R 0 andarono Con lai , non erano per essere iieppnfg Vedati con piacr dgli Achi , conie quelli, che seco loro menavano Areo , ed Alcibiade , allora agli Achi nemicissimi . Ma molto pi addolorarono gli Achi quando venuti nel loro Consiglio parlarono pi coit ira , che con persuasione . Licorta Mega lopoli ta poi nulla pet la sua dignit ad alcun Arca de inferiore , e che ve qualche orgoglio per la micizia che con Filopemene teneva, mostr con und orazione essere giusto ci, che gli Achi ftveano ope rato , e nel discorso fece qualche rimprovero ai Romani * Appio per , e quelli i quali con lui era* no venuti, si fecero beffa de detti di Li corta , e decretarono , che Areo , ed Alcibiade non aveano dal canto loro commesso alcun delitto verso gli Achi, e lasciarono che i Lacedemonj inviassero ambasciadori a Roma permettendo in tal guisa co-* se contrarie ai trattati , che esistevano fra i Ro* mani ^ e gli Achi . Imperciocch era stato decre* tato, che dal comune degli Achi andassero degli ambasciadori presso il Senato Romano } ma era sta* to proibito , che in particolare niuna delle citt avesse potuto mandare ambasciadori , la quale aves se fatto parte del Consiglio Acho * Mandando p-* r gli Achi ambasciadori contro i Lacedemonj , e sendo stato da ambo i popoli nel Senato parlato i dfi nudvo furono mandati dai Romani per essere giudici delle differenze fra i Lacedemoni , e gli A chi, Appio ? e tutti gli a ltri, che prima insie* me con lui si erano nella Grecia portati . Questi adunque ricondussero in Isparta quelli , che dagli Achi erano stati cacciati , e la multa a colora perdonarono , i quali per esser prima del giudizio' partiti erano stati dagli Achi come rei condanna ti . N disciolsero i Lacedemonj dal far parte del la Lega Acaica | ma concessero loro, che esteri tri-

S E T T I M O ? Jjunali giudicassero della vita , e che di tutti gli filtri delitti 6i dessero , e ricevessero le accuse nell Acaico Consiglio. 4* Fu di nuovo agli Spartani , e come dapprin cipio edificato il recinto della citt . Quei de La cedemonj , che erano tornati tramando tutto con-* tro gli Achi, speravano di recare loro dispiacere specialmente in questo : i Messenj , ohe erano stati creduti complici della morte di Filopemene , e che perci erano stati dagli Achi cacciati, questi, e gli esuli Achi stessi furono da loro persuasi ad andarsene a Roma : insieme con questi unitisi an* che essi vi andarono, e si adoperarono che gli esu-* li ritornassero. 5. E siccome Appio era tutto impegnato peT Lacedemonj , ed in ogni cosa agli Achi si oppo neva , non doveano durare fatica , gli esuli Messe nj , ed Achi di ottenere il loro intento . Pertanto furono subito dal Senato spedite lettere in Atene , ed in Etolia di ricondurre i Messenj , e gli Achi alle case loro . Ci dispiacque sommamente agli Achi , che in niuna guisa dai Romani fosse fatta loro giustizia , e che inutile fosse stato ci che in favore di quelli aveano operato , essi che iti pri ma contro Filippo , e gli E toli, e quindi contro di Antioco in grazia dei Romani, erano ora posposti ad esuli, che aveano le mani non pure . Tuttavia parve loro di cedere : in tal guisa allora passarono 'guest? cpsp

So

L I B R O CAPO D E C I MO

Esempj di tradimenti - Tradimento di CalUcrate verso gli Achi , i . A i mali degli Achi dovea dare principio i l pi empio de9misfatti , quello cio di tradire la patria , e gli uomini per poco guadagno , delitto , che mai non era mancato nella Grecia . Infatti men tre regnava sopra i Persiani Dario di Istaspe , gli affari deJoni rovinarono, per tradimento deCa pitani delle galee , che ad eccezione di undici Sainj , tutta la marina Jonica consegnarono . Dopo di avere assoggettato li Jo n i, i Persiani misero in isehiavit Erstria ancora , e ne furono i traditori i pi illustri cittadini di quella , Filabro di Gineo 7 ed Euforbo di Alcimaco . Allorch Serse and con tro fa Grecia, la Tessaglia gli fu a tradimento con segnata dagli Alevadi . Attagilo , e Timagenida , che riscuotevano in Tebe i primi onori , tradirono quella citt nella guerra fra i Peloponnesj, e gli Ate niesi . Senta Elo imprese di consegnare Elide ad Agide, ed ai Lacedemonj. I eos detti ospiti di Lisandro non cessarono mai di dar nelle mani di Lisandro le lo ro patrie . Nel regno di Filippo di minta * La cedemone la ola citta di Grecia che potrebbesi trovare non essere stata tradita : le altre citt della Grecia pi per tradimento , che per lantecedente pestilenza perirono . Ad Alessandro di Filippo la fortuna concesse di avere poco bisogno di tradito ri , e questi indegni di essere rammentati. Poich per i Greci ebbero riportato la rotta a Lamia , Antipatro , come colui, che poneva ogni cura in passare alla guerra di Asia , volle prestamente

S E T T I B O

3i

Gonchiuder la pace 7 e nulla premevagli di 1$4 sciare libera Atene , e tutta la Grecia . Demade p o i, e gli altri traditori, ch in Atene trovavansi persuasero Antipatro a non essere umano verso de* Greci : ma collincutere timore circa il popolo di Atene , furono cagione , che in Atene , ed in inol tre altre pitta sintroducessero guarnigioni Mace doni : e questo ancora conferma il mio discorso : imperciocch gli Ateniesi dopo la sciagura sofferta in Beozia non furono sudditi di Filippo , quantun que in quella azione , pome furono superati, aves sero perduto due mila prigioni , e mille spenti Sendone per caduti circa cento , e nnlla pi in Lamia, servi de Macedoni diventarono . In tal gui sa chiaramente si vede , che nella Grecia non man carono mai persone d^ tradimento affetti. ! Gli Achi allora furono totalmente fatti sud diti deRomani da un tal CaUicrate Achp* Il prin cipio demali loro fu Perseo , e V imperio de Ma-, pedoni dai Romani distrutto . Imperciocch Perseo di Filippo mentre continuava a godere verso i Rqt mani la pace secondo i patti, che Filippo suo par dre avea stabilito , trasgred \ giuramenti 7 e me nando un armata contro Abrupoli Re de* Sapi , quantunque alleati de Romani li discacci dal loro paese : di questi S$pi Arphilope ancora fece in un giambo menzione . Sendo stati per i Macedoni, e Perseo domati in guerra , e assoggettati ? per la ingiuria commessa verso i Sapi, furono spediti die^ci personaggi del Senato Romano per stabilire nel. miglior modo gli affari di Macedonia per i Roma ni . Giunti in Grecia , Callicrate non omise azio ne 7 o disperso per adularli Ed uno di loro, no mo non dedito affatto alla giustizia fu tanto da Gallicrate accarezzato , che il persuase ad entrare an cora nel Consiglio degli Achi . Que&i adunque

3a t I B R O come nelladunanza fa entrato disse , che i princi pali degli Achi aveano dato danari, ed ajutato Per seo in altre cose f( mentre faceva contro i Roma n i la guerra : comand adunque , che gli Achi fossero condannati a morte ; che se li avessero con dannati soggiunse , che anche egli avrebbe detto i nomi delle persone . Parve a ta tti, che costui ini-* que cose dicesse ; onde quelli, che gi in consi glio erano venuti, il richiesero , che se alcuni de gli Achi aveanp tali cose operato verso di Perseo* avesse indicato a nome ciascuno di loro, poich non era conveniente , che essi prima li condannassero, Allora adunque , come il Romano fu rimproverato* os affermare , che quelli i quali erano stati Capi tani degli Achi , erano tutti rei di tale delitto ; imperciocch tutti erano del partito di Perseo , s de Macedoni. Costui adunque simili cose asser * sendo stato da Gallicrate ammaestrato . Alzandosi dopo di lui Senone ( persona di non infimo conto presso gli Achi ) in tal guisa parl : Circa questa accusa , io ancora fui Capitano degli Achi , n di alcun delitto ,verso i Romani, n di alcuna benevolenza per Perseo son reo ; e per questa ra* gione voglip nel Consiglio degli Achi , e vogUo ancora pressoi Romani stessi sostenere il gi dizio. n Questi per la sua buona coscienza libe*r ramente parlava ; ma il Romano si serv subito del pretesto , e tutti coloro , che Callicrate accus di essere stati del partito di Perseo , furono da lui mandati , per sostenere in un tribunale il giudizio deRomani, il che non era mai ai Greci avvenu* to. Imperciocch deMacedoni quelli che ebbero maggior forza , Filippo di Aminta, ed Alessandro* non forzarono ad andare in Macedonia i Greci qhe aveano lorp resistito ; ma lasciarono, che nel consi glio degli Anfizioni rendessero conto dell?4aro a^ia-

S E T T I M O 33 ni . Allora per dalla nazione degli Achi, chiun^ que bench innocente , avesse Callicrate volato ac cusare , era decretato , che fosse a Roma condot to $ e sopra mille furono quelli, che vi furono me nati . Credendo i Romani , che costoro fossero sta ti prima dagli Achi condannati , li distribuirono per la Tirrenia ,e per le citt di qulla provincia; ed avendo gli Achi spedito pi volte ambascerie , e suppliche , non ne facevano i Romani conto alcu no . Dopo diciassette anni ne rilasciarono trecento* o anche meno , che erano i soli degli Achi, i quali per la Italia rimanevano ancora , riputando di averli giustamente puniti. Quelli poi , che fuggiro no' , o nel principio quando furono condotti in Ro ma , o dopo dalle citt , in cui erano stati dai Ro mani spediti, se venivano presi non vera pretesta alcuno perch non pagassero la pena. CAPO U N D C I M O

Operazioni di Gallo in Grecia - Contese degli Ate^ niesi , e degli ropj - Gli Achi si dichiaranei per gli Oropj. * i. I Romani di nuovo mandarono un perspnag-* gio dal Senato nella Grecia , Gallo di nome, il qua- le fu spedito ai Lactdemonj , ed agli Argivi * on de essere giudice di un certo territorio fra loro iit contesa . Costui molte cose disse, molte fece, pie- ne di orgoglio contro i Greci 7 e totalmente si fe ce beffa dei Lacedemonj, e degli Argivi. Impera ciocch Gallo sdegn essere giudice di queste due citt , le quali erano si alta dignit salite , e ne* tempi pi antichi per i confini del territorio si era no portate con tanto ardore ad una guerra * e ad P ausane S

34 L I B R O azioni non oscure ; e che dopo da Filippo di Amin* ta erano state come comuiune giudice giudicate . Gallo adunque ne commise il giudizio a Gallicrate rovina *di tutta Ja Grecia . Vennero a Gallo, quelli ancora degli IJtpli, che abitavano Pleurone volendo ottenere di essere disciolti dalla Lega cogli Achi. Fu a questi da Gallo dato il permesso di mandare un ambasceria in particolare ai Romani, e da questi fu loro concesso di separarsi dallAcaico Consiglio. A Gallo fu poi dal Senato mandato Y ordine di stac care dalla Lega degli Achi il maggior numero di comuni , cheN avesse potuto ; e questi alle pose a lui ordinate diede esattamente esecuzione. a. Il popolo di Atene pi per forza che per volont saccheggi Oropo citt a lui soggetta : imperciocch gli Ateniesi erano allora venuti ad una estrema povert , come quelli che dalla guer ra deMacedoni pi degli altri Greci erano stati oppressi . Ricorsero adunque gli Oropj al Senato Romano , al quale sembrando che fossero stati ingiustamente trattati, sped*perci ordini ai Si cionj dimporre agli Ateniesi una multa giusta d$ pagarsi agli Oropj secondo il nocumento, che es si aveano loro arrecato, I Siqionj adunque, venu ti gli Ateniesi al tempo del giudizio 5 imposero lo ro 5oo. talenti di ammenda; che ad eccezione di cento il Senato alle preghiere degli Ateniesi rimise, Neppur questa per fu da loro pagata,ma con promes se e donativi accarezzando gli Oropii, l portarono ad un accordo, mediante il quale venne introdot ta in Oropo una guarnigione Ateniese , e dagli Oro^ pj si diedero loro gli ostaggi . Non fu lungo F intervallo , ed alcuni della guarnigione commise ro insolenze versp gli Orppj. Questi mandarono in Atene a richiedere gli ostaggi, e domandarono che secondo i patti il presidio dalia loro citt richia^

S E T T I M O 35 massaro. Gli Ateniesi per risposero di "non vole re fare n luna , n 1 altra cosa , sendo che la colpa era di alcuni soldati della guarnigione , e non del popolo Ateniese : ma annunziarono loro che coloro che del delitto erano rei verrebbero su bito sottoposti al gastigo. 3. Gli Oropj ricorrendo agli Achi , li prega rono , che li avessero difesi. Ma non piacque agli Achi di far questo per amicizia , e rispetto de gli Ateniesi . Allora gli Oropj promisero dieci ta lenti a Menaleida , Lacedemomo di nascita ; ma ca pitano allora degli Achi , se poteva far risolve re gli Achi ad ajutarli* Costui promise di dare la met del denaro a Callicrate , che allora per T amicizia de Romani, assai presso gli Achi po teva. Sendo adunque Callicrate entrato nel senti mento di Menalcida fu decretato di difende re contro gli Ateniesi gli Oropj : il che fu agli Ateniesi annunziato . Questi con quanta celerit ciascuno pot , in Oropo venuti, e di nuovo met tendo il rastrello a quello phe da loro neprimi saccheggi era stato omesso, portarono via la guar nigione . Venuti gli Achi tardi al soccorso, da Menalcida, e Callicrate erano disposti ad entrare con impeto nell Attica . Ma opponendosi a que sto a ltri, e specialmente quelli da Lacedemone , ritorn lesercito indietro . CAPO DUODECIMO

Menalcida supera Callicrate in perfidia Guerra fra i Lacedemonj ? e sii Achi. i c v j l i Oropj bench niun giovamento avesse ro ritratto dagli Achi, ci non ostante doverono

36 L I B R O sborsare il danaro a Menalcida. Questi,come sJ vide nelle mani il dono della corruzione , credet te essere una disgrazia doverlo dividere con Cali licrate Laonde us dapprincipio dilazione ed in-ganni ; e poco dopo ard privamelo apertamente , Ci confermano i versi : Ed un fuoco vi fu di un altro fuoco Pi ardente assai ; e pi feroce ancora F i fu deiupi un lupo , e un avvltojo Pi leggiero deW altro nel volare ; Se Ccdlicrte che in nequizia tutti Que' del suo tempo super , fu vinta DalV iniquo Menaloida in perfidia. Callicrate adunque senza lucro di sorta alcuna cre-r dendosi divenuto nemico della citt di Atene sen za alcun proprio guadagno, accus Menalcida che avea deposto il comando , di delitto capitale pres so gli Achi. Imperciocch diceva, che ito colui in Roma come ambasciatore, avea esercitato la sua carica a danno degli Achi , ed avea mostrato tut-> to l'impegno onde staccare Sparta dal Consiglio de-> gli Achi. Allora come Menalcida si vide esposto all'ultim pericolo diede tr di quei talenti, che avea ricevuto da Oropo a Dio Megalopolita Era Dio suo successore nel corcando degli Achi ed allora tutto intento al guadagno porse a Menai* cida salvezza, anche contro il vlere degli Achi . Gli Achi poi s in particolare, che in comune accu savano Dio della liberazione di Menalcida . a. Dio per dalle accuse che contro di lui f acevano , li trasport ad una speranza di cose maggiori prevalendosi per ingannarli della seguen te occasione . I Lacedemonj r icorsero al Senato Romano per una regione in contesa . 11 Senato Romano decise sul loro ricorso , che fuori della vita T nelle altre cose dal Consiglio degli Ach i

S E T T I M O 37 fossero giudicati. Tale fu la risposta del Senato* Dio per non disse agli Achi la cosa siccome era ^ ma lusingandoli afferm, che dal Senato di Roma era stato loro permesso di condannare an cora alla morte uno Spartano * Questi adunque domandarono di giudicare i Lacedemonj anche sul la vita di ciascheduno . Ma i Lacedemonj , noli concedevano che Dio dicesse il vero , e volevano appellare al Senato Romano . Gli Achi presero un altro motivo, cio, che di ttte le citt le qua li facevano parte dlia Lega Acha, niuna era libera da mandare privatamente ambasci atori ai Roma ni ^ senza il comune degli Achi . Da queste con tese nacque fra gli Achi, ed i Lacedemonj la guerra , e questi ultimi comprendendo bene di noii essere in forze da combattere cogli Achi, si ri volsero a spedire ambascerie alle loro citt , privatamente poi a Dio coh proposizioni. Le cit* t fecero tutte una risposta , che non era lecito loro di dissobbedire al Capitano quando ordinava di uscir in canipo. Cnciossiach Dio comandas se gli Achi, e dicesse di andare a fare la guerT non a Sparta, nia a coloro , che la turbavano. Interrogato dai Geronti, quanti fossero quelli che stimava r e i, mand loro la nota di ventiquattro de* principali di Sparta * Allora vinse il sentimen to di Agasistene , personaggio di gi approvato 7 e che per questa esortazione, sal vie maggiormente iti gloria : costui esort que tali ad andare di Lace demone volontariamente in esilio affinch Col rimaner re ivi non avessero attirato sopra Sparta la gtierra r e se in esilio a Roma fossero iti , non anderebbe guari, diceva, che sarebbero stati dai Romani in pa tria ricondotti. Partiti costoro , furono specialmen te , al tribunale, dagli Spartani citati, e condan nati a morire . Dagli Achi ancora furono spediti

38 L I B R O a Roma Callicrate e Dio per perorare in Senato contro gli esuli di Sparta. Di questi,Gallicrate mo r di malattia in Rodi : n so se pervenuto a Roma avrebbe potuto recare qualche giovamento agli Achi , o sarebbe stato il principio ad essi di ma li maggiori . Dio poi stando in Senato, molto al terc con Menalcida, e molte cose senza urbani t ascoltonne . E rispose ad essi il Senato , che avrebbe mandato ambasciadori, i quali giudicarebbero di tutte le differenze, che fra i Lacedemo nj e gli Achi vicendevolmente esistevan . Gli ambasciadori Romani ebbero un viaggio pi lento cosicch dapprincipio Dio pot ingannare gli Achi e Menalcida i Lacedemonj. Ai primi espose Dio che i Lacedemonj aveano avuto ordine dal Senato Romano di seguire in tutto gli Achi : Menalcida poi ingann i Lacedemonj, dicendo loro, che era no stati dai Romani affatto liberati dal far parte del Consiglio Acaico . C A P O D E C I M O T E R Z O. Gli Achi levano un esercito contro Sparta I Lacedemonj combattono 'cogli Achi, e sono fu: gati - Damocrito accusato da tradimento fugge Astuzia di Dio - Morte di Menalcida . . i. D i nuovo adunque per le altercazioni gli Achi si mossero a far la guerra ai Lacedemonj, e fu contro Sparta un esercito raccolto da Damo crito , il quale allora era stato eletto per generale degli Achi. Circa questo stesso tempo , perv en ne in Macedonia l 'esercito Romano, e Metello che ne era il condottiere, onde far la guerra ad Andrisco di Perseo di Filippo , il quale si era dai Roma-

S E T T I M O 3g n i ribellato. E la guerra di Macedonia dovea as sai facilmente e nel modo pi favorevole pe' Roma ni decidersi. Metello comand ai messi spediti dal Senato Romano per gli affari di Asia, che prima di passare in quelle contrade fossero venuti a par lamento coCapitani degli Achi per proibire loro di portare contro di Sparta le armi ed ingiungere lo ro che aspettassero la venuta di coloro i che per tal motivo erano stati spediti come Giudici fra i Lacedemonj i e gli Achi. Questi adunque annun ziarono ci che era stato loro comandato, a Damocrito , ed agli Achi mentre erano di gi usciti contro Lacedemone ; e poich vedevano quello che contro la esortazione operavano gli Achi, in Asia n' andarono * 2. I Lacedemonj pi per Coraggio che per essere f orti presero le armi, ed uscirono per difendere la patria ; ma non molto dopo forzati, ne caddero in battaglia mille di quei che in et ed in ardire pi degli altri fiorivano, e il rimanente delle truppe con quella celerit, che ciascuno pot alla citt fuggironsi. Che se Damocrito avesse mostrato im pegno , gli Achi sarebbero potuti entrare nelle mura di Sparta insieme con quelli che dal combat timento erano fuggiti . Ma subito richiam dallo inseguirli gli Achi , e dopo 1 piuttosto fece scor rere e saccheggi nel paese , di quello che un bene inteso assedio t 3. A DartloCrito, il quale avea ricondotto ^eser cito indietro , fu dagli Achi imposta come tradi tore lammenda di cinquanta talenti : e ( perciocch non potea pagarli ) fuggendo n' and sule dal Pe loponneso . 4. Dio creato dop Damocrito Capitano de gli Achi, avendo ricevuto da Metello nuovi am - pasciadori 1conchiuse seco lui che non avrebbe p or*

4o L I B R O tato alcu na guerra contro i Lacedemonj , e finch non "foss ero pervenuti i Commissarj di Roma sa rebbe durata la tregua. Ma contro i Lacedemonj questa altra astuzia invent. Le piccole citt, che intorno a Sparta trovavansi, furono da lui rese be nevole verso gli Achi : ed in quelle introdusse ancora presidj, onde servire agli Achi di luoghi d i attacco contro di Sparta. 5. Menalcida era stato creato dai Lacedemon Capitano contro Dio, Ora essendo i Lacedemonj deboli in ogni preparativo di guerra e particolarmen te in danari, ed inoltre sendo rimasa loro la terra senza essere seminata, Menalcida ci non ostante per suase loro di infrangere i patti, e presa con una scor rera Jaso piccola citt necontini del territorio Laco nico suddita allora degli Achi, guastolla . Avendo adunque accesa di nuovo la guerra fra i Lacedemonj e gli Achi, ed essendo accusato dai cittadini i sic come non vedeva scampo per i Lacedemonj nell* imminente periglio, lasci spontaneamente la vita p rendendo il veleno . Tale fu il fine di Menalci da , il quale comand di suo capriccio allora i La cedemonj come il pi ignorante de Capitani, e prima ancora gli Achi, come l uomo il pi in giusto . CAPO DECIMOQUARTO

Ambascera de' Romani presso gli Achi - Que sti attaccano gli Spartani in Corinto - Critolao delude i Romani - Muove gli Achi a fa r loro la guerra - I Romani spediscono Mummio con tro di loro . t. ^Arrivarono finalmente in Grecia quelli an cora, che erao stati da Roma sp editi per essere

S E T T I M O 41 giudici fra i Lacedemonj, e gli Achi , ed Ores* ste fra questi. Costui chiam a se tutti i magnati di ciascuna citt degli Achi, e Dio. Pervenuti costoro l dove egli abitava, pales loro il tutto , che il Romano Senato cio avea creduto giusto che n i Lacedemonj n Corinto stesso facessero pi parte del Consiglio Acaico, e che fossero sciolti dalla Lega degli Achi, Argo , Eracla presso lOeta e gli Arcadi Orcomenj . Imperciocch in origine queste citt nulla aveano di comune cogli Ach i ^ ma erano dopo passate nel Consiglio Acaico. . Appena Oreste ebbe proferito simili cose che i magnati degli Achi non sopportando nep pure di finire di ascoltare il discorso, corsero f uori della casa , e chiamarono gliAchi ad adu nanza . Questi come ebbero sentito ci che era stato dai Romani decretato, subito contro gli Spar tani si rivolsero, che Corinto allora abitavano ; sac cheggiarono qualunque persona , che essi di certo sapevano essere Lacedemonio, avvero lo sospetta vano tale per il modo con cui portava i capelli , o i calzari o il vestimento , od il nome ; quelli di costoro che pervennero a rifuggiarsi l dove Ore ste abitava , erano tuttavia da loro per trarli fuor sforzati . Oreste , e quelli che erano seco lui ten tarono di trattenere gli Achi dalla audacia , e li esortavano a ricordarsi che cominciavano a fare de litti , e contumelie contro i Romani . Non molti giorni dopo gli Achi misero in carcere tutti i Lacedemonj che aveano preso e rilasciarono i fo restieri separandoli da loro'. Mandarono poi a Ro ma ancora de'principali di loro conTerida; come que sti furono partiti s'incontrarono nella strada cogli ambasciadori spediti da Romani dopo di Oreste per gli affari de'Lacedemonj, e degli Achi, ed an che e$$i indietro t ornarono . A Dio , endo fiiii-

4* L I B R O to il tempo della sua carica , fa dagli Achi crea to Critolao per successore. 3. Questo Critolao era portato da un umore aspro e senza riflessione a far contro i Romani la guerra, e poich di gi erano arrivati quelli che i Ro mani aveano spedito a giudicare gli affari deLa cedemonj, e degli Achi in;Tegea degli Arcadi,Crito lao parl loro; ma non volle in conto alcuno raccoglie re gli Achi ad un consiglio generale; e per mostrarsi condiscendente aRomani mand de*messi,comandan do di chiamare i colleghi al consiglio Acaico: in par ticolare per mand a tutti i colleghi lettere nelle cit t di mancare al Consiglio . Come adunque quel li che sedevano in Consiglio non vennero , Crito lao allora chiaramente us 1 - inganno verso i Ro mani , come colai che cornando agli Achi di as pettare unaltra adunanza da cadere nel mese se sto, e quanto a lui , disse di non volere privatamente , senza il comune degli Achi venire con loro a discussione - Costoro, come si videro ingan nati tornarono a Roma: Critolao per adunati in Corinto gli Achi, li persuade a portare le ar mi contro Sparta , e li persuase ancora di muo-* vere subito la guerra ai Romani. Che un Re y o una citt avendo impreso una guerra sia infelice, ci avviene pi per malignit della fortuna , che per colpa decombattenti ; ma laudacia unita al la debolezza , una mana , piuttosto che mala for tuna deve appellarsi . Il che nacque a Critolao 7 ed agli Achi. Instig ancora gli Achi Pitea allora Capo deBeoti in Tebe, e iTebani fecero loro annun ziar^ che con ogni impegno in questa guerra ajutati li avrebbero. Erano stati iTebani da Metello condanna ti a pagare la prima ammenda ai Focesi, per essere atrati colle armi nella Focide i la seconda agli Eu-

S E T T I M O 43 boesi , perciocch aveano dato il guasto al paese degli Euboesi; la terza finalmente agli Anfissesi , sendo stato da loro saccheggiato U territorio di questi nel tempo della messe. 4. I Romani istruiti da coloro , che in Grecia aveano mandato , e dalle lettere che Metello man d loro , ^dichiararono gli Achi essere rei : e poi ch aveato eletto allori* per loro Console Mummio, a lui comandarono di condurre una flotta , ed un esercito terrestre contro gli Achi. CAPO DEC I MOQT T I NT O Proposizioni di Metello agli Achi - Gli Achi le ricusano - Sono vinti - Morte di Critolao , e con tinuazione della guerra sotto Dio-Metello pren de Tehe , e Megara . 1. IV Ietello subito intese , che veniva contro gli Achi Mummio , ed il suo esercito , onde tuH to lo studio pose per sembrare di aver posto fine alla guerra prima , che Mummio fosse nella Grecia pervenuto . Mand adunque demessi agli Achi comandando loro di sciorre dalla loro Lega i Lace demonj , N e tutte quelle citt che aveano abbracciato il partito de Romani ; e nel tempo stesso promise che i Romani non avrebberoi dimostrato con tro di essi alcuno sdegno per la dissobbedienza an teriore . Mentre queste cose faceva per gli araldi annunziare , spingeva verso la Macedonia il suo esercito , per la Tessaglia facendosi strada presso il seno Lamiaco. a. Critolao , e gli Achi niun cnto fecero di colui che recava loro gli ordini , ed assediarono Eracla , che non voleva far p arte della lega. Ma

44 L I B R O Critolao come seppe dalle spie , che Metello , e i Romani aveano valicato lo Sperchio, si rifuggi ili Scarfa de' Locri , n schierando gli Achi nelle gole fra Eracla , e le Termopili , os di aspetta re Metello ; ma venne in tanto timore , che non riput dargli maggiore speranza quel luogo stesso 7 dove aveano mostrato azioni valorose i Lacedem o nj contro i Medi per la Grecia , e non meno chia re di questi gli Ateniesi contro i Galli. 3. Mentre Critolao , e gli Achi s'involavano furono poco prima d pervenire a Scarfa dalle trup pe di Metello colti, che avendone moltissimi uccisi, presero mille prigioni . Critolao non fu veduto vivo dopo la battaglia, n fra i morti fu ritrovato ; che se ard di gittarsi nel fango del mare , che pres so l 'Oeta , dovea onninamente senza essere cono sciuto , o udito da alcuno perire nel fondo . Sulla morte adunque di Gritolao varie cose congetturare si possono . Mille scelti soldati Arcadi , i quali con Critolao aveano avuto parte nell' azione , si avanzarono fino ad Eiata de'Focesi, dove da que* cittadini per un antica parentela vennero accolti , Come fu ai Focesi annunziata la disgrazia di Crito lao , e degli Achi , comandarono agli Arcadi di partire da Eiata . Ritornati costoro indietro nel Peloponneso , si presentarono loro dinanzi Metel lo , e i Romani sotto Cherona , ed ivi furono col piti dalla giustizia degl' Iddii della Grecia gli Ar cadi , che avendo abbandonato i Greci, i quali in. Cherona contro Filippo , e i Macedoni combatte vano , allora nello stesso luogo ftirono dai Romani trucidati. 4- Dio avea di nuovo ottenuto il comando dell' esercito presso gli Achi : allora mise in liber t i servi, imitando lo spediente preso da Milziade, a dagli Ateniesi, prima dell azione di Maratona ,

S E T T I M O 45 raccolse dalle citt degli Achi , p degli Arcadi quelli che erano in et di portare le armi . Questa gente raccolta , contandovi ancora i servi mont a (Soo. cavalli , ed a 14000. fanti gravemente arma ti . Allora Dio usc totalmente di senno , il quale sapendo bene quanto male avea combattuto Crito lao , e la oste tutta degli Achi contro Metello , scelse 4oo. soldati , e pose al comando di quelli Alcamene . Furono questi mandati a Megara per servire ai Megaresi di presidio della citt , e per impedire il passo a Metello 7 e ai Romani; se mai fossero contro loro venuti. 5* Ma Metello, come ebbe abbattuto gli scel ti soldati Arcadi, mosse P eserito , e si spinse verso Tebe ; conciossiach i Tebani insieme cogli Achi aveano assediato Eracla . Allora essi, e le donne di ogni et abbandonando la citt , andaro no per la Beozia vagando , e nelle cime de monti si rifuggiarono . Metello non permise di ardere i tempj degl Iddii , e disfare gli edificj , e proib di uccidere alcuno deTebani rimasti , e di pren d ere i fuggitivi : ma comand loro , che a lui me nassero Pitea se lo prendevano . Pitea venne subi to scoperto , e condotto innanzi a lui ebbe il me ritato gastigo . Come lesercito giunse presso di Megara non fu da Alcamene aspettato ; ma fuggen do nandarono subito egli, ed i suoi al campo de gli Achi in Corinto : e i Megaresi consegnarono senza combattere la citt ai Romani . Metello pe r come presso listmo fu pervenuto, mand ancora allora un araldo agli Achi invitandoli alla concor dia , e alla pace . Imperciocch avea egli un forte desiderio , che insieme fossero finiti gii affari di MaGedoim , e degli Achi . Ma Dio pev stoltea fu contrario a costui, U qual era tutto di que ste cose studioso.

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L I B R O CAPO D E C I M O S E S T O

Mummio arriva con Oreste sull' Istmo - Gli Achi sono posti in fuga - Morte di Dio - Distruzione di Corinto - Vicende della Grecia dopo la guer ra A aica . i. 1*JLummio menando seco lui Oreste , che prima era andato a Roma per le differenze fra i Lacedemonj , e gli Achi, giunse sul fare del gior no all' esercito Romano , ed avendo in Macedonia spedito Metello con l 'oste , che lo seguiva, si fer m egli nell' istmo aspettando che tu tto lesercito si fosse raccolto . Montava la cavalleria a 35oo. uo mini , ed il numero de'fanti era di a3ooo. vi si aggiugnevano gli arcieri Cretesi ancora , e Filopemene cosoldati di Attalo spediti da Pergamo, che di l dal Caico . Mummio adunque schier dodi ci stadj pi lungi alcune truppe Itale , ed alleate , onde servire di guardia avanzata a tutto lesercito. a. Gli Achi , stando i Romani per loro or goglio poco in guardia, assalirono quelli di loro , che ala prima guardia erano ordinati, ed altri ne uc cisero , e pi ancora nel campo ne chiusero , e presero cinquecento scudi. Per questa azione sin superbirono ancora gli Achi di far i primi una sor tita , innanzi tihe i Romani la pugna incomincias sero.. Come Mummio ancora men fuori le trup pe contro di loro , quelli degli Achi , che erano nella cavalleria schierati , subito fuggirono, non avendo neppure il primo assalto della cavalleria Ro mana sostenuto : linfanteria poi scoraggiata dalla fuga della cavalleria , ed avendo ricevuto l urto de

S E T T I M O 47 legionarj Romani , forzati dalla moltitdine , e t uttavia non cedendo Alle schiere, resistevano a quel furore , finch assaliti ne' fianchi da mille scelti Ro mani si diederoad una f ug a completa . Se dopo la battaglia Dio avesse osato di entrare in Corinto , e ricevere entro le mura quelli'che dalla fuga scam pavano, forse gli Achi col farsi assediare , e man dare in lungo la guerra avrebbero potuto trovare qualche umanit presso Mummio . Ma comincian do gli Achi a rendersi, direttamente Dio fugg a Megalopoli senza mostrarsi in guisa alcuna verso gli Achi come Cllistrato di Empedo verso gli Ate niesi avea fatto . Imperciocch sendo costui Capita no della cavallera in Sicilia, erano gli Ateniesi, e tutti gli altri che di quella spedizione facevano par te , periti presso il fiume Asinaro : allora Gallistrato ebbe l 'audacia di passare in mezzo ai nemici menando la cavalleria . E come la pi parte di essa salvossi in Catania , ritorn indietro per la stessa via verso Siracusa , tentando di assalire quelli, che il campo degli Ateniesi assediavano , e cinque di loro ne uccise ; ed avendo egli, ed il cavallo suo ' ricevuto mortali ferite, spir ; Costui adunque aven do acquistato agli Ateniesi, e a se stesso una glo ria immortale , salv quelli che comandava , ed egli incontr volontariamente la morte, 3. Dio per dopo di aver perduto gli Achi and come messo de mali attuali ai Megalopolitani : ed avendo colle proprie mani la moglie sua sve nato affinch non divenisse schiava , preso il vele no mor , mostrandosi simile nell avidit del dana* ro , simile nella vilt della morte a Menalcida . Quelli degli Achi, che dopo la pugna si erano in Corinto salvati, nella notte subito di l fuggirono, e insieme con loro la maggior parte de Corintj istessi.

48 L I B R O 4* Mummio adunque, sendo state le porte di Corinto aperte , indugi di entrare subito nella citt, sospettando che non si celasse qualche imbo scata entro le mura ; il terzo d per dopo la pu gna, prese di assalto Corinto , e lo arse . Di quel li che vi furono presi dentro , la maggior parte vennero dai Romani uccisi , e Mummio vend i ragazzi , e le donne ; vend ancora tutti i ser vi , che erano stati messi in libert , e che aven do- combattuto fragli Achi non erano nella batta glia caduti. De donativi, e degli altri ornamenti y quelli che erano pi meravigliosi furono trasporta ti : quelli poi che non erano dello stesso pregio li di Mummio a Filopemene Capitano spedito da Attalo : ed amiei giorni ancora possedevano i Pergameni delle spoglie Corintie . A tutti color che! aveano portato le armi contro i Romani , Mum mio distrusse le mura , e tolse le armi , prima che dai Romani fossero spediti de Senatori. / 5. Come adunque pervennero quelli, che con lui doveano deliberare , Mummio spense le demo crazie , e stabil le magistrature secondo la possi denza ; alla Grecia poi fa imposto un tributo , ed a quelli che aveano ricchezze fu vietato di posse dere oltre i limiti: deConsigli, quello generale de gli Achi, e quello, o deFocesi , o deBeoti, o di qualunque altro luogo di Grecia furono tutti si milmente disciolti. 6. Non molti anni dopo i Romani si m o ssero a compassione della Grecia , e resero a ciascun popolo gli antichi Consigli per nazione , ed il po te r e possedere terre fuori de confini : rim ise ro an cora la multa a tutti quelli, ai quali Mummio l'avea imposta : imperciocch avea comandato ai B eoti , ed agli Euboesi di pagare cento talenti agli Erafle o ti, e duecento nimposero agli Achi* da

S E T T I M O 49 parsi i Lacedemonj* La remissione adunque di qui -* sti fu da Greci ne Romani trovata: un Pretore pe r anche amiei giorni era spedito nella Grecia 9 non Pretore di Grecia t ma dellAcaia i Romani l appellano , perch assoggettarono i Greci per gli Achi, quali allora erano i primi della nazione Greca . Questa guerra adunque ebbe tal fine , seivdo in Atene Arconte Antiteo nella Olimpiade GLX. nella quale vinse Diodoro Sicionio. CAPO DE CI MO S E T T I M O Stato infelice della Grecia - Sua condizione sotto Nerone , e Vespasiano - Descrizione delVAcaja * JDime 7 e suoi monumenti i . -A: llora cadde la Grecia in una debolezza estrema 7 avendola il Nume afflitta in ogni parte y e devastata fino al fondo . Argo citt , che a tem pi decos detti Eroi era giunta al colmo della /po tenza , perde il favore della fortuna nel cangiamen to de Dorj . Il popolo Attico oppresso dalla guer ra de Peloponnesj , e dalla pestilenza , e riavutosi non molti anni dopo , dovea essere dalla, felicita d Macedoni distrutto ; dalla Macedonia ancora sui Seoti , e Tebe l ira di Alessandro cadde $ ed. Lacedemonj doveefno dal Tebano Epaminonda esse-" re abbattuti. Quindi si accese la guerra degli Achi quando appena i come, da un albero danneggiato , subito in molte parti germogli per la Grecia il po* polo Acaico : e la malvagit * dei capitani glimped di crescere pi oltre* a. Venne dopo limperio dei Rcpnani in Ne rone , e Nerone libera la sciolse da. tutti i pesi avendola col popolo Romano cangiata . Impercioc-

So L l TS R che diede al popolo in cambio della Grecia la Sar degna , isola sommamente fertile . Ora consideran do questa azine di Nerone, sembrommi Platone di Aristone aver rettamente parlato , che tutti i de* litti che superano gli altri in gravezza r ed ar dire , non sono degli uomini ordinari, ma sibbe* He di unanima generosa da una sconvenevole edu cazione corrotta . Ma non poterono i Greci goder* si il dono . Imperciocch avendo d N e r o n e ot tenuto Vespasiano il comando t fdrono essi ad una guerra ivile portati %* di nuovo Vespasiano li as soggett ai tributi ; e comand , che obbedissero al Pretre , dicndo che i Greci non conoscevano pi la libert . Questo ci , che essere in tal gui sa avvenuto io ritrovai 3. Gli Achi j e gli Eli hanno per confin della loro regione il fiume Lariso , e sul fiume il tmpio di Minerva Larissa . Trecento stadj , e non pi oltre dal Lariso posta Dime citt degli Achi. Questa, quando Filippo d Demetrio fece la guerra, fu la sola delle citt Acaiche , che assog gettasse ; e per questa cagione Sulpico Pretore Romano anche, esso, permise ai soldati il saccheg gio di Dime . Augusto poi la aggiunse ai patresi. Chiamavasi ne* pi antichi tempi Pala $ mentre per ancora la occupavano i Joni cangi il nome in quello di oggi, senza che i sappia chiaTamen* te se da una tal Dime donna del paese , o da Di mante di Egmi il traesse . Dai versi elegiaci<pw r , che in Olimpia sul ritratto di Oebota si leggono non si pu rimanere in dubbio % Imperciocch cir^ ta Oebota cittadino Dimo , che vinse allo stadio nella Olimpiade sesta , e che fu fatto degno del ritratto in Olimpia secondo loracolo di Delfo nel la Olimpiade LXXX. ^ leggesi lepigrafe: .

S E T T I M O Si D'Oenia il figlio Oebota, che allo stadio Finse , rese agli Achi pi famosa La patria sua .Palo* Questo adangiii**mj. pu porre alcuno in dubbio , poich ^-inscrizione , chiama la citt Pala , e non Dime ; imperciocch'i Greci hanno l'uso dintro durre1n ella poesia invece de' pi moderni i nomi pi antichi ; e ad Anfiarao, ed Adrasto, di Foroneidi y ed a Teseo!, di Eretteide danno- il soprannome. 4. Poco prima di entrare nella citt deDim i , a destra della via il sepolcro di Sostrato : fu costui un garzone del paese , il quale dicono essere stato amato da Ercole , poich egli mo r mentre Ercole ra a n c o r a f r a gli uom ini, affer* mano, che questi gli edific allora il sepolcro , 0 gli di le primizie de' capelli del capo suo .11 co perchio del sepolcro a'miei giorni ancora era una, colonna sul tumulo con Ercole sopra; mi dissero, che i nazionali celebrano a Sostrato i funerali. 5. Hanno i Dimi il tempio di Minerva , ed una statua sommamente antica : hanno ancora un altro tempio edificato alla Madre D indimene , e ad Atte . Chi fosse costui non mi venne fatto scopri re alcun arcano sopra di esso . Ma Ermesianatte j che scrisse elegie ha cantato-, che egli fosse figliuo lo di Calao Frigio , 0 che sendo stato dalla madre partorito inabile alla generazione , poich fu cre sciuto pass ad abitare secondo Ermesianatte in Li dia , ed ivi ai misteri della Gran Madre inizi i Li di ; e venne presso la Dea in tanto onore , che Giove adiratosi contro di lei mand un cinghiale a devastare i lavori de'Lidi. Ivi altri L idi, ed At te istesso furono dal cinghiale morti ; quindi i Gal li , che abitano in Pessinunte , non toccano i por ci . Circa Atte per non credono lo stesso ; ma ri tengono sopra di lui unaltra tradizione nazionale ,

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5* L I B R O fche Giove dormendo lasci sulla terra cader il se me , il quale col tempo produsse un Genio , che avea i due sessi delluomo , e della donna } danno a costili il nme di gdisti . Gli Dei temendo que sto Agdisti, gli recisero il sesso virile : t ostoch per il mandorlo nato da questo port il frutto ma turo , 1dicono, che la figlia del fiume Sangario pren desse i frutti , ed avendoseli posti in seno , quel frutto subito disp&rve , ma essa fu grvida : aven*do partorito , il suo figlio esposto fu da un irco assistito; Cma pi cresciuto era* pi bello, di quel* lo , che -la forma dellumo lo permette 7 allora gdisti inftamorossi del figlio. I congiunti quando vi dero Atte diilto, in Cessinante lo mandarono per unirsi in matrimonio colla figlia del Re . Si canta va limeno allorch Agdisti si presenta , ed Atte divenuto furibondo le parti genitali si recide : ci. fece ancora colui 4 che la figlia gli dava in isposa. Agdisti da pentimento fu preso per quello , che ad Atte avea fatto ; ed ottenne da Giove , che ninna parte del corpo di Atte divenisse patrida, o gua sta . Queste sono le cose pi note circa Atte. fr. Nella region dDimi havvi ancora la vit toria di Oebota corridore . Questi 7 che il primo degli Achi riport lonore in Olimpia , nulla di par ticolre ebbe presso di loro : perci Oebota fece le imprecazioni r che niun Acho riportasse mai pi la corna Olimpica . E poich vi fa qualche Dio , che non sdegn di esaudire le imprecazioni di Oebota ^ gli Achi finalmente seppero per qual cagione non riportavano la corona Olimpica ; e lo appresero dopo vere spedito a Delfta ; Laonde 7 dopo avere fragli altri onori decretati d Oebota 7 dedicata la sua immagine in Olimpia , Sostrato Pel* lenese , ottenne la vittoria dello stadio negarzoni; ld era in uso ancora amiei giorni , che quegli.

S E T T * I M 0 53 A chi, che erano per combattere ne giuochi Olim pici , celebrassero i funerali ad Oebota7 e se in . Olimpia vincevano, la immagine dOebota carolas sero . CAPO D E G I M O T T A V O Fiume jViro - Oleno - Patre - Monumenti di Patre , e festa di Diang: lafria , 1. A . vantandosi da D ime , quaranta staci), I foce >del Piro ; e presso di questo era un d la citr t di Oleno . Per tptti coloro, che hanno cantatQ Ercolr e , e le sue gesta, $pno non piccoli argomen ti decloro poemi, chi fosse Pessameno Re diOle? no , e quali doni ospitali presso lui .Ercple sortisse Che Oleno fosse una piccola citt #i origine , fa al mio discorso testimonianza la, elega ancora cantata da Ermesianatte sopra Eurizione Centauro t Dicono poi , che netempi posteriori gli abitanti lasciato pr la deb^Jez^a Ol^nq , si ricpverarono in Pire ad EuHzie. ;a. Circa ottanta stadj distante*dal fiume Piro^ la citt di Patre : non lungi da essa sbocca t nel mar* il fiume Glauco . Quelli de* Patresi, che f pi ^antiche cose rammentano , dicono , che Eumclo indigena abitasse il primo nel paese , regnando, sopra poche famiglie . Venuto dall ttica Trittolemo ricevette le biade , ed ammaestrato ad edi ficare una citt , la nomin Aroe dalla lavorazione, della terra . Allorch $i fu. rivolto al sonno Tritto^ lemd , affermano , che Anta figlio di Eujnelo aven do attaccati al cocqhio di Trittolepao i dragoni , volle anche egli seminare . Ma caduco, dal carro

$4 L I B R O perd la vita. Trittolemo 7 ed Euraelo p oi fabbrica rono in comune la citt di Anta dal nme del fi glio di Eumelo . Fu edificata ancora una tersa cit t fra Anta , ed Aroe , Mesati di nome. 3. Tutte quelle cose , che i Patresi racconta no sopra Bacco , cio che egli fosse ducato in Mesati, ed ivi tramategli insidie dai Pani venisse in un pericolo estremo 7 non opponendomi ai Patres circa il nome di Mesati lascio a loro stessi il contarlo . Avendo dpo gli Achi cacciatoi Joni , Patreo di Preugene di Agenore proib agli Achi d popolare Anta, e Mesati : ma tirando un recint di mura presso ad Aroe , pi grande , affinch ancora questa fosse stata dentro il recinto, pose alla citt dal suo il nome di Patre. 4* Agenore padre di Preugene era figlio di Areo d Ampce ; Ampice pq di Pelo, di Egineta, di Dereta, di Arpalo 7 di Amicla 7 di Lacedemone . Ci e quanto a Patreo circa gli antenati risgiiarda. 5. Di loro autorit privatapassarono poi i Pa tresi in tolia 7 i soli fragli Achi 7 per l'amicizia degli Etoli , onde ajutarli a sostenere la guerra ontro i Galli Viriti nelle battaglie oltre il dire, ed oppressi nella maggior parte dallapovert, ad eccezione di alcuni pochi, abbandonarono Patre $ li altri si sparsero pel paese ^er amore di lavora re , e tutte quste altre piccole citt oltre Patre stessa popolarno 7 Mesati, Anta y Boline * Ar dir , ed Arb . Augusto per 7 vedendo i che Patre era per i navicanti ottimamente posta , o per Altri motivi , rimen di bel nuvodalleatre picco le citt in Patre gli abitanti, e insieme aggiunse loro peT popolarle gli Achi da Ripe x avende^ di strutto quella citt . E di tutti gli Achi ai Ptresi soli concesse di essere liberi 7 e compart loro <ntti quegli onori 7 che i Romani hanno Fuso con ceder* alle colonie.

S E T T I M O 55 6* Hanno i Patresi nella cittadella il te mpio di Diana Lafria ; il nome della Dea non Gre co, ed il simulaoro ancora stato d*altrove introdotto. Im perciocch sendo stata da Augusto disfatta Galidone , e tutte le altre citt della E tolia per traspor tare il popolo Etolico in Nicopoli sopra l'Azio , in tale occasione ebbero i Patresi la statua di Lafria , e similmente Angusto ordin, che tutte le altre sta tue della Etolia, e . degli Acarnani fossero per la m aggior parte condotte a Nicopoli ; ai Patresi poi diede altre spoglie di Calidone , e'fra queste la sta tua ancora di Lafria , la quale anche a'miei gior ni riscuoteva gli onori nella cittadella de' Patresi . Dicono, che la Dea avesse il soprannome di Lafria <Ia un tal Focese ; imperciocch secondo essi, Lafrio di Gastalio di Delfo erse in origine la statua di Diana ai Calidonj ; altri poi sostengono , che Io sdegno di Diana divent col t/empo pi mite peGalidoflj , e vogliono , che da questo derivasse alla Dea il soprannome . La statua in atto di cacciatrice , ed fatta di avorio e. di oro ; la lavoraro no Menecmo , e Soida da Naupatto ; si crede che essi non fossero di et molto posteriori Canaco Sicionio , ed a Gallone Eginese , 7. I Patresi celebrano, ad onore di Lafria ogni anno una festa , in cui hanno un costume naziona le di sacrificio , Mettono in cerchio intorno allara legna ancor verdi, ogni pezzo delle quali ha do dici Cubiti : dentro lara poi mettono le pi s ec che . Formano circa il tempo della festa una salita all ar a , portando della t erra leggerissima sui gra dini dell ara ;. primieramente menano una splendi dissima pompa a Diana , e la vergine sacerdotes sa viene in ultimo della pompa portata da cervi at taccati al cocchia. Lindomane , hanno il rito di fare le cosa che il sagrificio risguardano , ed il co-

56 L I B R O jnune a publiche spese non verso la festa meno, splendido de'privati . Imperciocch vivi nell' ara gittano gli uccelli buoni a mangiarsi , e tutte le Vittime sim -lmente , ed inoltre i cinghiali, i cer v i , le damme , ed altri vi sono che vi gittano i lupicini , e gli orsacchi, ed altri fiere nel loro vi gore : depongono sull' ara i frutti ancora degli albri da coltivarsi . Dopo -ci mettono fuoco alle legna Allora io vidi un orso , e le altre bestie , delle quali altre pel primo impeto del fuoco erano forzate ad uscire , -ed altre , che per la f orza lo r o naturale fuggivano : queste da coloro , che le hanno gittate , vengono di nuovo menate al rogo , e non ricordano tempo , in -cui alcuno sia s tato dalle fiere morso. CAPO D E C I M O N O NO Monumento di Euripilo - Diana Triclaria Cometo , e Melanippo - Arca <li Euripilo , . j. l a v v i fra il tempio di L afria , -e lara, 3 imonumerrto di Euripilo . Chi egli fosse, e per qua le motivo in questa terra pervenisse , queste cose ancora saranno .da me esposte dopo di avere narra to quale fosse lo stato degli uomini di questa con trada al tempo dellarrivo di Euripilo . I Joni, che Aroe , Anta , e Mesati abitavano, aveano in comu ne il recinto sacro , ed il tempio di Diana soprannomata Triclaria , e i Joni in onore suo per tutta una notte celebravano ogni anno una festa . Una vergine avea il sacerdozio della Dea , finch non vra per portarsi presso ad un uomo. a. Dicono adunque che avvenne un giorno,

S E T T I M O 57 ch esercitava il sacerdozio della Dea urta Cornea to , vergine di bellissima forma , che costei avea per amante Melanippo ,. il quale nelle altre cos* superava i coetanei suoi, e specialmente nella bel lezza del volto . Come Melanippo ebbe portato ad un amore reciproco la vergine, la richiese al padre. Ecome unito alla vecchiezza lopporsi quanto pi pu ai giovani in altre cose, e specialmente lessere crudele verso gli amanti : siccome avvenne a Me lanippo, che allora voleva forse in isppsa Cometo che lo stesso bramava,il quale n dasuoi genitori n da quelli di Cometo ottenne nulla di benigno. E fu chia ro in molte, ed altre cose, e nepatimenti specialmen te di Melanippo, che allamore appartiene il confon dere le cose giuste degli uomini, e rovesciare lonore degli Iddi. Cos accadde questa volta , che Cometo, e Melanippo nel tempio di Diana soddisfecero lim r peto del loro amore . Ed anche per lavvenire usar rono del tempio come di un talamo . Il popolo f subito dallo sdegno di Diana afflitta , non produ cendo la terra frutto veruno ? e nascendo fra loro malattie.fuori dell ordinario con morti pi frequen ti che prima . Essendo ricorsi all oracolo di D et to , la Pizia accus Mejanippo , eCornato^ e quan to a loro stessi, loracolo ordin di sagrificare a Diana , ed in ciascun anno svejiare alla Dea , .-la donzella, ed il garzone , che pi belli nel volto fossero stati. Per questo sagricelo il fiume , che presso il tempio di Triclaria scorre, Amilico fu det to ; fin allora niun nome avea portato. Giovani , e donzelle pertanto , .che senza avere nulla contro la Dea commesso, per Melanippo ,. e Cometo periva no , soffrivano essi, ed i loro congiunti cose som mamente luttuose. Melanippo , e Cometo poi io li credo fuori di disgrazia r imperciocch alluomo solo di egual pregio t$ r l ^ H 1 ^ C 0J* unoggetto lunato.

L I B R O 3. In questa guisa poi dicono aver cassato di s grificar uomini a Diana . Era stato di gi prima data loro da Delfo la risposta, che quando un Re straniero fosse venuto nel loro paese menando seco lui un Genio straniero , avrebbe fatto cessare il sacrificio di Triclaria . Presa Ilio , ed essendosi i Greci divise fra loro le spoglie , Euripilo di Euemone tol se un arca $ vi era nell arca la statua di Bacc , opera ( come dicono ) di Vulcano, che da Giove era stata data in dono a Dardano * Si fanno due altri racconti sopra di essa; altri affermano, che quando fugg Enea lasci quest arca : altri dicono , che dafiafcsandra fosse gittata per essere una disgra zia a ^uel Greco, che ritrovata lavesse. Apr adunque Euripilo larca, e vide la statua , e subito dopo averla guardata divent pazzo ; egli era pi spesso furioso , e poche volte stava in senno . Sndo co stui in questo stato , non diresse in Tessaglia la sua navigazione , ma verso Cirra , ed il seno che ivi : salito a Delfo consult T oracolo sulla sua malattia. E dicono , che ricevesse per risposta', che dove si fosse imbattuto con popoli, i quali fa cevano uno strano sagrificio , ivi erigesse larca, ed egli stesso abitasse . Il vento trasport le navi di Euripilo verso il mare vicino ad Aroe , dove smontato a terra trov un garzone , ed una donzel la , che allara di Triclaria erano condotti : questi era per comprendere facilmente ci , che il sagri ficio risguardava . Si rivolsero in mente i naziona li ancra loracolo , avendo un Re veduto , che prima non aveano visto mai , ed allarca pensaro no , che vi fosse in essa qualche Dio ; E cos oess la malattia di Euripilo , e per quelli uomini il sagrifizio , e al fiume fu posto il nome , che ancora conserva di Milico . Scrissero gi alcuni , che le fo$e accennate non avvennero al Tessalo Euripilo $

5S

S E T T I M O 59 ma vogliono, che Enripilo figlio di Dessameno Re di Oleno, sendo insieme con Ercole ito ad Ilio riceves s e da costui larca : il resto da loro riferito nelrao-do istesso. Io poi non mi posso persuadere, che Erco le le cose che l'arca risguardano, se tali erano, igno rasse ; e sapendo questo, mi pare, che non l'avrebbe .data in dono ad un uomo , che in suo favore avea combattuto ; n i Patresi alcun altro Euripilo *ricorda~ no , che quello di Evemone , al quale fanno i fu nerali ogni anno, dopo di aver celebrato la festa di Bacco. CAPO V E N T E S I M O

Dio Aesimneta , e suo culto - Minerva Panacaide Odo di Patre , ed Atene - Tempio di Diana Limnatide - A ltri tempj , e statue .

1. I l Dio, che dentro larca, si appella per so prannome Aesimneta . Quelli , che specialmente lo servono sono nove uomini , i quali sono scelti dal -p opolo fra tutti per la dignit , ed un numero egua le di donne . Nella, sola notte della festa il sacer dote porta l'arca dentro ; la notte istessa questo onore ha ricevuto . Scendono poi tutti i figli de nazionali ali-Milico col capo coronato di spighe : -cos si ornavano ancora in origine quelli, che an davano ad essere al tempio di Diana sagrificati. A tempi nostri depongono le corone di spighe presso i l Dio , e lavatisi nel fiume', di nuovo seadosi po sti sul cape*-corone di edera, vanno al tempio di Aesimneta . .Questo - quanto hanno instituito di -frtre . 2. Entra il recinto di Diana Lafria h awi an cora una edicola di M inerva sopratmoruata Pan-

6o L I B R O caide ; la statua di oro, e di avorio. Andando alla citt bassa il tempio della Madre Dindimene , ed in esso Atte ancora gli onori riscuote. Di postili non mostrano alcuna statua, quella della Ma dre di marmo . Nel foro il tempio di Giove Olimpio $ egli sta sopra di un trono , ed al trono dappresso Minerva. La statua di Giunone di l dal tempio di Olmpio : ed havvi un tempio di Apol lo dove Apollo di bronzo di ogni veste spogliato: gli porta ai suoi piedi i calzari, e con un piede poggia sul cranio di un bue . Conciossiach esser si Apollo dilettato specialmente debuoi, il dimo strassev Alco nell'inno a Mercurio , avendo scritto, che Mercurio involasse i buoi di Apollo : e prima ancora , che Alco esistesse avea Omero cantato , che Apollo pasceva i buoi di Laomedonte <jon mer cede , e a Nettuno mise in bocca, queversi nella Iliade : A ff , che de Trojani intorno un mur Fabricqi alla citt largo , e assaiT)ello Onde essa inespugnabil fosse , mentre Febo, pascevi i buoi che il pi trascinano. Si potrebbe perci supporre ohe il cranio di bue fosse per questo motivo fatto . Nel .foro allo,sco perto una statua di Minerva -, e a quella dinanzi la tomba di Patreo. Contiguo al foro P Odo , dve posto n Apollo degno di essere veduto . Questo fu fat to colle spoglie , quando i Patresi , soli fragli Achi difesero gli Etoli contro l'esercito de'Gall i. E7TOdo adornato con pi magnificenza di tutti-quelli che sono nella Grecia , se. si vuole eccettuare quello di Atene ; imperciocch questo , e per grandzza , e per la sua costruzione lo supera : edificollo un cit tadino Ateniese , Erode , in memoria della estinta .sua moglie . Io poi nella descrizione Attica ho

S E T T I M O omesso parlare di questo Odo , perch vea fi-* nito ci che gli Ateniesi risguarda prima che Ero d e intraprendesse di fabbricarlo. In Patre andandd dal foro l dove il tempio di Apollo , si trova verso quella uscita lina porta , e sopra di essa sta tue dorate , Patreo cio, Preugn , d Aterione t i quali di Patreo garzone hanno la et , sendo anche essi garzoni. 4 Rimpetto al Foro vverso questa uscita il sadro recinto di Diana , il tempio di Limnatide. Mentre di gi i Dorj occupavano Lacedemone,, ed Argo , dicono, che Preugene per un sogno avuto da Sparta il simulacro di Limnatide involasse , e che con lui avesse parte nella intrapresa il pi giudizio-^ so de servi suoi. La statua da Lacedemone tolta nellaltro tempio tenuta in Mesoa , perch nche in origine da Preugene fu in questo luogo porta ta: quando celebrano la festa, di Limnatide, uno de* domestici della Dea viene di Mesoa, portando lan tico simulacro nel sacro recinto , che nella citt. 5. In questo recinto i Patresi hanno aitri tem pi , e questi non sono stati edificati allo scoperto ? ma in essi si entra per i portici . La statua di Esculstyrio fuori che nella veste , nel resto di mar mo : Minerva fatta di oro , ed avorio . Innanzi al tempio di qusta il sepolcro di Preugene . E fanno a Preugene ancora delle essequie ogni anno, similmente a Patreo le fanno allorch celebrano la festa in onore, di Limnatide . Non lungi dal tea-* tro il tempio di Nemesi , ed un* altro di Ven-^ t . Le statue di ambedue sono assai grandi, di marmo bianco

6a

L I B R O CAPO VENTESIMOPRIMO.

Bacco Calidonio - Cognomi di Nettuno - Tempj e statue in Patre - Oracoli di Patre - Donne Patresi. i. I n questa parte della citt il tempi* di Bact c o detto Calidonio : imperciocch fu qui da Calidone anco la statua di Bacco trasportata . Quando Calidone era ancora abitata , fra i sacerdoti Calidonj, che ebbe questo Dio,annoverar si debbe Core-* so ancora, il qual* sovra ogni altro dov soffrire coke ingiuste per l 'amore- Amava la vergine Callirroe, e quanto era l 'onore di Coreso per Calliroe, altret tanto questa l'odiava . Per quante preghiere , e per quante promesse di doni f acesse Coreso,la volont della donzella non si rimosse , onde egli nand a -supplicare la statua di Bacco . Ascolt il Dio la preghiera del sacerdote , e i Calidonj subito , qua si per ubbriachezza , uscivano di senno , e moriva no pazzi. Ricorsero adunque all oracolo di Dodona : imperciocch per coloro che questa parte di continente abitavamo , e per gli Etoli , e peloro v icini gli Acarnarii, e gli Epiroti, sembravano esser pi particolarmente veridiche le 'colombe e gli orcoli dalla quercia pronunciati. Allora adunque le risposte da Dodona dissero esser questo lo sde gno di Bacco , e che prima non ne sarebbero stati disciolti, che Coreso non avesse a Bacco sagrificato la stessa Calliroe ovvero altri che avesse osa to morire per lei . Come la vergine nulla trovar po t per scampare, si rifuggi presso quelli, che edu cata laveano.; m a anche da questi respinta, nulla pi

S E T T I M O 63 che essere uceisa mancava. Ora premesse tutte quel le altre cose , che da Dodona erano state coll'ora c olo proKunciate pel sacrificio ,. costei venne con dotta allara come una vittima : Coreso presiede va al sacrificio., e cedendo all ainore pi , che al lo sdegno, sven se stesso in sua vece. Costui p ii crudelmente. di ogni altro , che conosciamo di sposto allamore di un grande esempio . E palliroe come vide Coreso morto mut pensiere , e poi ch era entrata in lei la compassione di Coreso, e il rossore per tutto ci che egli avea fatto per lei, si uccise nella fonte,che poco distante dal por to di C a lid o n e e da lei i posteri col nome di CalJiroe chiamano il fonte. 2. Vicino al teatro hanno i Patresi edificato un sacro recinto ad una donna loro concittadina . Ivi sono statue di Bacco di numero , e nome egua li alle piccole citt degli Achi : imperciocch han no i nomi di Mesadeo , Anteo , ed Areo . Queste statue sono portate nella festa di Bacco ftl tempio di Aesimneta i questo, tempio nella parte marit t ima della citt, andando dal foro a destra della via. Da quello di Aesimneta , andando pi in basso havvi un altro tempio , colla statua di marmo: si chia ma questo di Seteria , e lo dicono in origine cret to da Euripilo scampato ; dal furore. 3.. Presso, il porto il tempio di Nettuno colla statua di marmo dritta in piedi. Oltre tutti i nomi, che i poeti hanno dato per ornamento de versi lo ro a Nettuno , ciascuno glie ne d altri propri del paese privatamente . Questi sono i soprannomi, clie presso tu t ti riceve : Pelago , Asfalio , ed Ippio . Circa il cognome dIppio altri potr credere averlo per altri motivi ottenuto ; io per mel figa ro dall essere. stato inventore . dell arte equestre . Omero infatti ne'giuochi decavalli fa giurare Me nelao invocando questo Iddio :

64 1 1 B R 0 iT toccando i destrieri per JVettuna ' Scuotitor della terr ornai tu giura, Che ilcarro mio di volont per dolo Tu passar nn vorrai. Panfo , che cant agli Ateniesi gl inni pi anti chi, dice di Nettuno : De' corsieri datore -, e delle navi Che dritte ergon le vele. 4* 1 Patre , non molto pi lungi da quello fli Nettuno , il tempio di Venere : una delle sta tue la preserd i pescatori colle reti , una et pri-. ma di rtie . Assai vicine al porto sono due statue di bronzo , una di M arte, laltra di Apollo. Presso il porto il sacro recinto di V enere , la cui sta* tua ha le estremit delle m ani, e de piedi di mar mo, nel resto di legno . Hanno i Patresi un bosco ancora sul mare in cui sono corsi attissimi , e fralle altre cose un soave trattenimnto nella stagione estiva. In questo sono tempj degli Iddii ; uno di Apollo, e laltro di Venere ; anche essi hanno le stafc tue di marmo . Contiguo al bosco il tempio di Cerere : essa , e la figlia sua stanno in piedi, la statua della Terra per -assisa. 5. Innanzi al tempio di Cerere una sorgen t e . La parte di questa, che avanti il tempio chiusa con una maceria di pietre : nella parte este riore poi stata fatta una discesa ad essa . Ivi un oracolo infallibile non gi per ogni cosa^ ma per quelli che da malattie sono afflitti : calano gi uno specchio , legandolo ad una fune assai tenue , e misurando che non vada pi a fondo della sorgen te , che quanto giunga con lorlo a toccar lacqua. Quindi pregando la Dea , e facendo evaporare odo ri guardano nello specchio ^ il quale mostra se lin* fermo sar vivo , o morto . Tanta verit adunque ha questa equa >

S E T T I M 0 6* Vicinissimo a Giane presso alla Licia havvi Toracolo di Apollo Tirto , e lo porge lacqua che iv i, in cui chi nella fonte guarda , similmente vede tutte quelle cose, che vuole osservare. In Patre pres so il bosco sono due temp) ancora di Serapide , nel secondo de quali stato edificato il monumento se polcrale di Egitto di Belo . Dicono i Patresi essere egli in Aroa fuggito , sendo stato atterrito dai pa timenti de figli, e 'dal nome istesso di Argo 7 e molto pi per timore di Danao. I Patresi hanno ancora il tempio di Esculapio : questo tempio vi cino alle porte che sono di l dalla cittadella , le quali menano a Mesati. 7. Le donne in Patre sono di numero il dop pio degli uomini , e libidinose quanto tutte le al tre . La maggior parte di loro traggono il vivere dal bisso , che nasce nella Elide , perocch tesso*di esso reti da testa 7 e tutte le altre vestimntaCAPO VENTESIMOSECONDO Fare , fiume Pierio , e platani di grandezza pro digiosa - Mercurio Agoro - Culto degli Ermi Trita - Via di Egio - Fiume Caradro . 1. are citt degli Achi soggetta a Patre per concessione di Augusto. Da Patre a Fare havvi una via di centocinquanta stadj , e dal mare andando verso il continente vi sono settanta stadj . Presso di Fare scorre il fiume Pierio , quello stesso , io credo , che bagna le ruine di Oleno , il quale dal la gente che abita presso il mare detto Piro Presso il fiume un bosco di platani, i quali so no per la maggior parte vuoti nel tronco a cagio ne della loro antichit ? e cos grossi , che dentro P ausimi a

65 L I B R O di essi quelli che il vogliono , vi mangiano an cora , e vi dormono. a. Il recinto del foro in Fare secondo la ma niera pi antica , assai grande , ed in mezzo di sso un Mercurio di marmo , il quale tiene an che la'barba; e stando fisso in terra di figura qua drangolare , e non molto alto . Una inscrizione vi si legge, la quale dice averlo dedicato Similo Messenio . Si chiama questo Agoro , e presso di es so vi stabilito un oracolo . Avanti la statua havvi un focolare di marmo ancora esso ; e a questo sono attaccate con piombo lucerne di bronz o . Quegli adunque che vuol consultare loracolo , ve nutovi verso sera arde dell inceftso sopra del fo colare , ed empiute di olio , ed accese le lucerne, pone sull ara della statua a destra , una moneta del paese ( si chiama questa di bronzo ) e fa alle orec chie del Do quella interrogazione , che vuole. Dopo questo sen parte dal foro turandosi le orec chie . Uscito fuori toglie dalle stie orecchie le ma ni , e la voce che ode , da lui creduta un oracolo . Tale ancora laltro oracolo , che nel tempio di Api gli Egizj hanno stabilito . In Fare ancora lacqua sacra di Mercurio : Nama chiamano il fon t e , e non prendono da esso pesci, credendoli de dicati al Dio. < 3 . Molto dappresso alla statua sono pietr e quadrangolari, in numero di trenta . Sono queste dai Faresi venerate , dando a ciascuna il nome di qualche Dio . Ne* tempi pi antichi presso tutti i Greci ancora le pietre rozze in luogo delle statue erano venerate come Num i. Non pi lontano di quindici stadj dalla loro citt , hanno i Faresi il b osco sacro deDioscuri. In esso sono nati molti lauri , ma non vi tempii alcuno n s tatue: di*> cono i nazionali, che le 'Statue furono trasportate

S E T T I M 0 ?7 a Roma . In Fare nel bosco un ara di pietre scelte . Non potei sentire se Fare di Filodamia di Danao, o altri dello stesso nome sia stato il fondatore di Fare. 4 * Trita citt degli Achi fabbricata nelle parti mediterranee , e i suoi abitanti sono soggetti ai Patresi per concessione dellImperadore . Da Fare a Trita vi sono centoventi stadj. Prima di entrare in citt si trova un sepolcro di marmo bian co degno di osservazione fralle altre cose per le pitture che sulla tomba si vedono , opera di Nicia. Ve desi un seggio di avorio, ed uua donna giova ne sopra di esso di belle forme , ed al suo lato st una serva, che porta un ombrello. Vi poi un giovanetto in piedi senza barba , rivestito di una tunica, e sopra di questa di una clamide pur purea ; presso di l ui un famiglio , che tiene dar di , e mena cani di quelli, che vanno alla caccia. Non potemmo gi udire i loro nomi ; ma tutti con getturano, che insieme siano ivi un uomo, ed una donna sepolti. 5 . Il fondatore di T rita, altri dicono essere stato Cclbida qui venuto da Guma degli .Opici ; altri pi che Marte con Trita figlia di Tritone si giacesse ; la quale sendo vergine era Sacerdo tessa di Minerva : che Melanippo figlio di Marte e di Trita fabbric, ed accrebbe la citt , e a que sta diede il nome della madre. 6. In Trita il tempio delle cosLdette Dee Massime; e le statue di queste sono di creta. Allor ch celebrano in onore di queste la festa, ogni an no , non hanno altro rito , di quello , che i Gre ci osservano in onore di Bacco. Havvi il tempio di Minerva ancora; la statua di marmo moder na , lantica fa portata , come i Triteesi affermabo , in Roma. Questo popolo ha il rito di sagri*5

68 L I B R O ficare Marte , e a T rita. Queste citt adunque sono pi distanti dal m are, e fermamente nel con tinente . 7. Navigando da Patre verso Egio sincontra primieramente il capo nomato Rio cinquanta stadj distante da Patre : il porto Panormo quindici sta dj pi oltre . Altrettanto da Panormo distante il castello cosi detto di Minerva . Dal castello di Miner va al porto Erineo vi sono novanta stdj di navi gazione : da Erineo ad Egio ve ne sono sessanta . La strada di terra quaranta stadj pi breve del l a predetta . Non lungi dalla citt di Patre il fiume Milico , ed il Tempio di Triclaria che non ha pi statua alcuna: questo a destra. 8. Avanzandosi dal Milico si trova un altro fiume, di nome Cafadro . Nella stagione di prima vera i bestiami, che n beono devono partorire i maschi, come ordinariamente avviene : e per questo motivo i pastori li trasportano in altre, parti del paese , fuori delle vacche. Queste sono da loro l i sciate ivi sul fiume 7 perch i tori sono per loro s per i sagrificj che per le lavorazioni pi a tti, delle vacche : negli altri bestiami lanuti le femmi ne sono in maggior pregio. CAPO VENTESIMOTERZO Argira - Bolina - Drepano - Ripe - Egio * Monumenti di questa citt 1. D o p o il Caradro sno l vestigie non mol to illustri di A rgira, ed il fonte Argira a destra della via, ed il fiume Selmno, che sbocca nel mare. a. La storia che i nazionali sopra questo nar rano la seguente : pasceva ivi i bestiami Sel*

S E T T I M 0 69arano garzoncello assai bello per il quale Argira y che era una Ninfa marina accesasi di amore, di* cono che per andarlo a trovare , sorse dal mare t e presso il fiume dorm . Non molto tempo dopo Selmno non sembrava pi bello, n era la Ninfa per portarsi pi a lui. Selmno rimaso privo di Argira, e morto di amore,fu da Venere cangiato in fiume. Dico quello , che i Patresi raccontano. Imperciocch am Selmno anche divenuto acqua Argira , siccome si narra dell Alfo , che ancora ami Aretusa; ma Venere fece a Selmno il dono di far obliar Argira al fiume . Udii pure un altro racconto sopra di questo, che lacqua del Selmno buona per rimedio dellamore agli uomini, ed alle donne, i quali lavandosi in esso dimenticano r amore . Se il racconto vero, lacqua del Sel mno per gli uomini pi pregievole di molte rie* chezze. 3. Pi oltre di Argira il fiume detto Bolino e presso di esso una volta era la citt di Boli na. Affermano che Apollo am la vergine Bolina r e che essa fuggendo , gitt ossi in questo mare , e per grazia di Apollo, divenne * immortale 4 * Quindi siegue un capo che si ricurva nel mare i e sopra di questo si narra , che Saturno gitt in quel mare la falce , colla quale rec dan no al padre Urano: laonde anche il promontorio chiamano Drepano. Poco pi oltre della via prin cipale sono le rovine di Ripe . 5. Circa trenta stadj lontano da R ipe, Egio .1 paese di Egio traversato dal finme Fenice, e da un altro detto Meganita , che sbocca nel m are. Vicino alla citt fu edificato un portico a Stratone atleta che nel giorno stesso riport in Olimpia le coro ne del pancrazio e della lotta; questo portico fu fat to a costai per esercitarvisi. Gli Egiesi hauno un

70 L I B R O tempio antico di Lucina, la quale vedesi da ca po a piedi dai un finissimo velo coperta, ed di legno, fuori, che nella faccia , e nelle estremit delle m ani, e depiedi, che sono di marmo pentelico; e delle mani una ne tiene dirittamente, " distesa , e collaltra sostiene una face . Si potrebbe congetturare che Lucina abbia le faci perch i do lori dei parto per le donne sono simili al fuoco. Abbiano anche questa ragione le faci cio perch Lu cina porta alla luce i figliuoli. La statua opera di Damofonte Messenio * Non lungi dal tempio di Lucina il sacro recinto di Esculapio, e le sta tue di Esculapio e dIga. Il giambo che si legge sul la base lice aver queste statue lavorato Damofonte Messenio . 6. In questo tempio di Esculapio venne meco a controversia un Sidonio, che diceva conscere i Fe nici le cose, che risguardano gli D ei, ed altre , me glio deGreci ; che questi celebrano essere Apollo pa dre di Escnlapio, e non aver avuto madre mortale. Imperciocch Esculapio, diceva egli, l*aria , che al genere umano, e a tutti gli altri animali atta al la salute ; Apollo poi il sole , e giustamente viene soprannomato il padre di Esculapio, perch ordinatamente facendo il sole il corso alle stagio ni , d la salute all aere. Io poi dissi che questa era la mia opinione ancora ; ma che tal tradizio ne non era pi de Fenicj , che deG reci, p oich in Titane ancora deSicionj era la stessa statua nomata Iga , e ad un garzone ancora era rtoto , che il corso solare era quello che suHa terra re cava agli uomini la salute. 7. Gli Egiesi hanno il tempio di Minerva, e il bosco di Giunone. Le due statue di.M inerva sono di marmo bianco, quella di Giunone poi non pu vedersi da altri ; neppure dalle donne , fnori che da qu/!la , che sacerdotessa . Presso il teatro

S E T T I M O 7r Hanno essi edificato nn tempio a Bacco, e la sta tua non ha la barba. E ancora nel fora il ree in* t o sacro di Giove Sotere, e le statue a sinistra di chi entra sono pmbo di bronzo $ quello che non ha la barba mi parve pi antico. Nella cella in contro la strada, sono Nettuno ed Ercole, Giove e Minerva , di bronzo anche essi. Chiamano que sti gli Iddi introdotti, perch, siccome gli Argi vi raccontano, nella citt degli Argivi furono fat ti : ma come dicono gii stessi Egiesi, le statue fu rono loro date in deposito, ed affermano che ven ne loro anche ingiunto di sagrificare ogni d alle statue $ ma essi inventando unastuzia , sacrificaro no loro moltissime vittime, e facendone banchet to in coniane ninna spesa per queste domandarono . Finalmente le statue furono dagli Argivi richie ste , ed essi ancora ridomandarono le spese fat te pesacrificj $ quelli ( non avendo come pagar le ) lasciarono loro le statue . In Egio presso il foro un tempio sacro ad Apollo , e a Diana in comune : nel foro poi havvi un tempio di Diana so la , in cui la statua della Dea in atto di Gacciatrice ; ed il sepolcro di Taltibio V araldo ; stato alzato a costui un altro monumento ancora in Isparta , e a lui ambo le citt fanno essequie.

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CAPO VENTESIMOQUARTO Continua la descrizione de* monumenti di Egio Consiglio degli Achi in questa Citt - Elice , e sua sciagura - Terremoti, - Distruzione nel Sipilo . i. P resso il mare in Egio il tempio di Venere : e dopo questo quello di Nettuno ; il terzo -di Proserpina, ed il quarto di Giove Omagirio. Ivi sono le statue di Giove , V enere,e M i nerva . a. Ebbe Giove il soprannome di Omagirio perch Agamennone in questo luogo r accolse i pia ragguardevoli di Grecia , per essere parteoipi ia comune del consiglio cir ca il modo con cui si dovea andare contro il Regno di Priamo, Agamenno ne fralle altre lodi ha quella di avere guastato Ilio, e le citt vicine con quelli soli, che dapprincipio il seguirono, senza che alcun altro esercito a lui dopo giungesse . Appresso il tempio 4 i Giove Omagirio quello di Cerere Panacha . La spiaggia , dove gli Egiesi hanno i sopraddetti tempj porge un* -ac qua abbondante assai bella a vedersi , e soave a bersi dalla sorgente . Hanno essi ancora il tem pio di Soteria , la cui statua non pu da altri es* ser veduta che dai Sacerdoti ; e fra le altre cose fanno ancor questo : avendo tolto presso la Dea fociaccie del paese , le gittano nel mare , e dico no di -mandarle ad Aretusa di Siracusa. Gli Egie si hanno ancora altre statue fatte di bronzo, Gio Ve fanciullo , ed Ercole, anche essi senza barba , o pera di Agelada Argivo. Si scelgono ogni anno d sacerdoti di q u esti, e ciascuna delle statue ri-

S E T T I M O 73 xuansi nella casa del sacerdote . Ne9tempi pi an tichi veniva prescelto per essere sacerdote di Gio ve , il garzone, che in bellezza superava gli altri y e quando incominciava a spuntargli la barba, lono re della bellezza ad un altro garzone passava . Tale era adunque il rito . 3 . In Egio si raguna il Consiglio degli Achr anche a d nostri, siccome nelle Termopili, e in Delf gli nfizioni. Andando pi oltre il fiume Seiino, e quaranta stadj di l dal detto, Elice 4. Ivi era la citt di Elice , e il tempio pi venerato deJo n j, cio di Nettuno Eliconio, Dicono che continu presso loro luso di venerare Nettu no Eliconio * anche quando dagli Achi vennero in Atene cacciati , e quando dopo da Atene nelle parti marittime dell Asia pervennero . E i Milesj, andando verso il fonte Biblide, prima di entrare in citt hanno lara di Nettuno Eliconio; e simil mente in Teo degno da vedersi il recinto e l'ara di Eliconio . Omero ancora cant di Elice , e di Nettuno Eliconio . 5 . Netempi posteriori avendo gli Achi, che labitavano tolti dal tempio ed uccisi alcuni sup plichevoli , non tard a farsi sentire lo sdegno di Nettuno , che avendo con un terremoto assalito il l oro paese,tutti fece pei posteri sparire gli edilicj , e insiememente con questi il suolo della citt . 6. Degli altri terrem oti, quelli cio, che sono stati pi grandi, e che in lontanissime parti del la terra pervengono a farsi sentire , fu solito il Nume di darne segni analoghi precedentemente dap pertutto. Imperciocch le continue pioggie , o le siccit, prima de terremoti per lungo tempo acca* dono, e laere sempre nella stagione dell'inverno pi caldo, e nella statQ fuori dell usato il disco

74 I- I fi fl. o del sole mostra un colore pi caliginoso , cio pi rosseggiante < , o mediocremente tendente al nero : la maggior parte delle sorgenti dellacqua si sec cano , ed i venti dove con impeto in un paese infu riano, svellono gli alberi; e. pel cielo ancora cqh molte fiamme scorrono" fuochi ; ed altre figure di astri non conosciuti periinnanzi, si veggono, che arrecano gran stupore a quei , che li guardano , Inoltre di sotto terra un forte mugito di venti , molti altri segni suol mostrare il Nume prima dei terremoti violenti. Il movimento ancora non si fa in un modo solo $ ma chi ha queste cose avverti to in origine, e quelli , che da essi sono stati am? maestrati , tutte queste specie di terremoti appren der poterono . Il pi leggiero di loro ( seppure in un tanto male alleviamento credono trovarsi ) quando insieme col movimento appena incominciato e con quella mossa che tende a prostrare gli edi fici , unaltra ne viene opposta a quella:per rial zare le fabbriche , che vacillano, ed in questa spe cie di terremoti si vedranno le colonne restate in piedi, bench poco v abbia mancato, che non sia no state rovesciate , e tutti i muri, che erano sta ti staccati ritornare al loro posto primiero : e letravi, che la scossa avea scostate , ritornano di nuovo ai loro posti ; simibnente accade nella strut tura de9canali , e in qualunque altra cosa per cui lacqua corre, di cui si riuniscono le parti stac cate meglio, che dai muratori. La seconda specie di terremoti fa rovinare quelli edificj , che di gi il minacciarono , e tutto quello , su cui porta lurto, subito lo fa cedere, come fanno le macchi ne di assedio ; La pi perniciosa di tutti la rasso migliano a questo , quando lo spirito che dentro T uomo sia da nna continua febbre pi spessamen te e con forza interna cacciato: questo lo mostra

S E T T I M 0 75 in altre parti del corpo , e nelle mani sotto il car^ po di ciascuna: simile a questo adunque dicono es si , che il terremoto direttamente sotto gli eaific} si caccia , e qu , e l ne agita le fondamenta, e siccome i lavori delle talpe , cos essi dai recessi della terra vengono su spinti. Questa scossa sola basta a non lasciare segpi nella terra di non es<? sere stata giammai abitata. Affermano pertanto , che allora questa specie di terremoto rovesci Elice fino al suolo , e da un altra sciagurati* segui to nella stagione dinverno . Imperciocch inond loro molto paese il mare, e tutta intera Elice fu som mersa: e il bosco di Nettuno fu cos da^le ond coperto , che solo le punte degli alberi si veggo no . Avendo pertanto il Nume dato all* improvviso la scossa , d insieme col terremoto avendo il ma re inondato la citt, Elice fu insieme con tutti gli abitanti dal flutto sommersa. 7. Questa sciagura in altro modo fu ripetuta nel Sipilo in una citt , la quale disparve inghiot tita da una voragine : e dove questa fu inghiottita, dal luogo istesso del monte sgorg acqua , e la voragine divent un lago , Saloa chiamato , e si vedevano gli avanzi della citt nel lago , prima, che non fossero questi dall* acqua del torrente coperti. Anche di Elice si veggono gli avanci,non per in questa guisa $ ma come quelli che sono stati dan^ neggiati dal mare

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CAPO VENTESIMOQUINTO Esempj della piet verso i supplichevoli - Epoca della distruzione di Elice r Cerinea - Bura Fiume Crati - Ege - Tempio della Terra . i. T-ia ira del Nume 7 che ai supplichevoli pre siede si pu dai gastighi sopra Elice , e da molti altri apprendere , che implacabile . Sembra an cora , che il Dio di Dodna abbia esortato a rispet tare i supplichevoli . Imperciocoh agli Ateniesi a* tempi di Afidante , questi versi dal Dio di Dodo na, pervennero : AlV Areopago pensa , e alle odorose Delle Eumenidi are , poich d'uopo Che supplici dall9aste oppressi vengano A te i Lacedemonj r che svenarli Col ferro a te non lice , o in altra guisa A l suppliche voi tu recar dei noja : Sacri pur essi sono, e sempre intatti . Queste cose vennero in mente ai G reci, quando i Peloponnesj contro Atene n andarono ai tempi T che Codro di Melanto regnava sugli Ateniesi. Le altre truppe de Peloponnesj dallAttica si ritiraro* no , dopo che ebbero udito la morte di Codro, ed in qual modo 1 avea ricevuta : imperocch non isperavano pi di ottener la vittoria secondo lora colo di Delfo . Ma alcuni Lacedemonj stando den tro le mura nella notte stettero nascosti $ insieme col giorno per sentendo , che i loro se ne erano andati r e che contro loro gli Ateniesi si radunava no , si rifuggiarono nellAreopago , e alle aTe del le Iddie Venerande chiamate Gli Ateniesi adunque diedero il permesso ai supplici di andarsene illesi.

S E T T I M O 77 Ne* tempi susseguenti per i magistrati 9tessi uc cisero i supplichevoli di Minerva , quelli che insie me con Gilone aveano occupato la cittadella : e co loro , che gli aveano spenti , e quelli che nacque ro furono esecrandi per la Dea . I Lacedemonj poi avendo ucciso anche essi degli uomini rifuggiatisi nel tempio di Nettuno presso il Tenaro 7 non mol t o dopo fu scossa la loro citt da un terremoto con tinuo , e forte , cosicch niuna casa int Lacedemo ne pot resistervi. a. La rovina di Elice avvenne , sendo ancora Arconte in Atene Astqo , lanno quarto della Olim piade GI. in cui Damone Tur io per la prima volta vinse . Non esistendo pi gli Elici 7 que da Egio coltivano il loro paese. 3. Dopo Elice volterai dal mare a destra , e giungerai alla piccola citt di Cerina : questa edificata di l dalla strada grande , sopra di un monte , e gli diede il nome un signore del pae* Se , rvero il fiume Cerinite , il quale scorrendo dall Arcadia , e dal monte di Gerina bagna gli Achi di questa contrada . Con questi vennero ad abitare insieme i Miceni dall Argolide nella loro sciagura . Imperciocch gli Argivi non poterono prendere le mura della citt , per la fortezza loro ( sendo che come quelle di Tirinto erano state dai cos detti Ciclopi edificate ) ; ma di necessit i Mi ceni furono forzati ad abbandonare la citt per mancanza di viveri : ed alcuni di loro in Gleone si ritirarono ; ma la maggior parte del popolo 1-o almeno la m et, rifuggiossi in Macedonia presso Alessandro , a cui Mardonio di Gobria Sdossi di fare annunziare agli Ateniesi lavviso . Gli altri vennero in Cerina Era Cerina assai potente per la sua popolazione numerosa $ ma dopo diveime pi illustre per la unione doMiceni.

L I B R O 4 * In Cerina un tempio delle Eumenidi , che dicono edificato da Oreste . Colui, che reo o di sangue, o di altro delitto, ovvero empio, ed ivi entrasse per vedere, si dice , che subito per i terro ri esce fuori di mente : laonde non tutti n temer-; riamente vi possono entrare Oltre alle statue fat- , te di legno neiringresso del tempio, si veggono de* ritratti di donne non molto grandi, di marmo , e bene lavorati $ si disse dai nazionali esser quelle le sacerdotesse delle Eumenidi. 5* Da Cerina tornando alla strada principale , dopo non molto viaggio si volta di nuovo per andar re a Bura : a destra del mare posta Bura ancora sul monte Dicono , che alla citt sia stato posto tal nome da una donna Bura , figlia di Jone di Xu to , e di Elice . Quando il Nume fece sparire Eli ce dagli uom ini, anche Bura sent una forte scossa di terremoto , cosicch neppure rimasero in piedi, le statue antiche ne* tem pi. Tutti quelli , che al lora si trovavano fuori , o per la milizia , o per qualche altro motivo , qualunqu^ egli si fosse, fu rono i soli , che de Buri rimasero , e furono i riedificatori di essa . Ivi un tempio di Cerere y uno di Venere , e Bacco , ed un altro di Lucina. Le statue sono di marm pentelico , ed opere di Euclide Ateniese:, Cerere ha una veste Anche ad Iside stato edificato un tem pio. 6. Scendendo da Bura al mare il fiume detto Buraico, ed un Ercole non grande in una spelonca' : anche esso di soprannome Buraico\ Si ricevono gli oracoli sopra una tavoletta , cogli astragali . Im perciocch quello , che interroga il Nume prega avanti la statua , e nella orazione presi gli, astra gali , che in gran quantit sono presso di Ercole, ne gitta quattro sulla mensa ; le figure segnate so pra ogni astragalo hanno a bello studio nella tavo-*

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S E T: T I M 0 79 Ietta la spiegazione. Da Elice al tempio di Ercole vi sono trenta stadj di via retta. ' 7. Andando pi oltre del tempio di Ercole , ivi sbocca nel mare un fiume perenne T che scende da un monte di Arcadia , il quale siccome il fiu me ha ancora il nome di Grati, ed ivi sono le sor genti di esso : da questo Grati ebbe il nome anche il fiume , che presso Crotone . Presso il Grat di Acaja era un ai la citt degli Achi 7 E ge, che dicono essere stata abbandonata nel progresso dei secoli perla sua debolezza. Di questa Ege fece men xione Omero ancora ne discorsi di Giunone : E que che recan doni in Ege , e ad Elite E* chiaro , che Nettuno avea i doni egualmente in Elice , ed in Ege . Non molto pi oltre si vede a destra della via il seplcro di Cratide r e sopra que sto monumento troverai un uomo 7 che st presso un cavallo, pittura quasi cancellata* 8. Dal sepolcro al cosi detto Go havvi una strada di trenta stadj ; il Go u n , tempio della T erra, di soprannome Euristerna. il simulacro di le gno antico assai simile agli altri . Una donna , che riceve sempre il Sacerdozio, dal tempo, in cui entra in officio conserva la Castit, n prima pu avere conosciuto altro , che un marito . Sono pro vate le donne col far loro bere il sangue di toro ? quella di loro , che, non. dicesse il vero subito da questo riceve la pena. Se poi pi donne vengono e contendere il sacerdozio , quella , che a sorte la riceve , prescelta.

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CAPO V E N T E S IM O S E S T O JEgira e suo arsenale - Felloe - Pellene Donusa , o Gonusa - Aristonaute arsenale di Pellene.

1. A l l Arsenale degli Egirati (hanno la citt t e larsenale lo stesso nome ) vi seno settantadue Stadj per arrivarvi, partendo dal tempio di Erco le , che per la via Buraica si trova . Sol mare non hanno gli Egirati alcuna cosa , che mriti menzione: dallarsenale alla citt di sopra vi sono dodici stadj di strada. a. E* da Omero neversi nominata Iperesia : i tiome odierno lo ebbe abitandola i Joni , per la seguente cagione . Era per venire sul loro territo rio un esercito nemico de Sicionj ; questi ( peroc ch non si stimavano tali da cimentarsi coi Sicioiij ) raccolsero le capre , che aveano sparse per la contrada , ed adunatele , legarono alle loro corna delle fa c i, e quando si fu avanzata la notte , le Accesero . I Sicionj ( perciocch temevano , che iion venissero degli alleati a quedIperemia , e che la fiamma non nascesse dal fuoco deloro alleati) se n tornarono indietro , e alla citt fu cangiato il nme di Iperesia in qello di oggi, per le capre: e siccome la pi bella di esse , e quella, che alle Taltre era di guida si mise a sedere , fecero un tem pio a Diana Agrotera , riputando , che non era lo ro in mente venuta lastuzia contro i Sicionj sen za lajuto di Diana . Non prevalse per subito di chiamar la citt Egira in luogo dIperesia: dappoich amiei tempi vi erano di quelli, che anche Oreo in Eubeg col nome antico di Estia addimandarano.

S T T I M r 3. In Egira meritano di essere descritti il .tenjpio di Giove ? ed in esso la statua assisa di marr tno pentelico , opera di Euclide Ateniese . |n que sto tempio havvi ancora la statua di Minerva ; la faccia , e lestremit delle mani , e depiedi sono di avorio , il resto della statua di oro , e nella maggior parte ancora fregiata di colori . Havvi pure il tempio di Diana colla statua moderna 7 $ n* sacerdotessa una vrgine , finq che ijon sia ve nuta in ora di maritarsi*. Vi inoltre uija statua antica , che rappresenta Ifigenia di Agamennone f come dicono gli Egirati $ se questi dicono U vero 9 chiaro , che il tempio jn origine sl Ifigenia fa eretto . E in Egira il tempio ancora di Apollo assai antic o s il tempio , che tutto quello , che veder si nefrontespizjj . Eantico il simulacro di legnq del Dio , nudp , e grande , chi ne sia lautore niuho> denazionali seppe girmelo, : chiunque per avr veduto lrcole in Sicione , ceder lApollo ,di Egirasia opera dello stesso Fliasio Lafae. Le statue di Esculapio ritte in piedi stanno nel tempio, e quel la di $erapide ed Iside , di marmo pentelico anche esse, in altra parte. Sommamente poi venerano Ura-7 riia r nel cui tempio non lecito agli uomini en7 trar . ]N [el tempio della D e a , che Sirig. ^ddiman-r dano , entrano in giorni stabiliti , dopo di aver prer messo fragli altri il rito di purgarsi , $ di essere moderati nel vittp . Ho veduto esistere in Egira una camera , in cui era la statua della Fortuna T che porta il corno, di Amalta ; pressa di lei l'Amor* colle % li ; questo significa , che <?irca lamo re vincono gli uomini pi per fortuiti % che pei^ bellezza . Io adunque fralle ajtr$ cose in cui seguo nella ode Pindaro , vha quella 7 che la fortuna si^ una delle Parche , e che pu qualche cosa pi del le sorelle . In Egira in questa camera vedasi un uoPausakia 6

8a . Jj I B R O mo di gi vecchio nell atto di pingere e tre donne che si tolgono i braccialetti, ed altrettanti gar7 zo n i, uno de quali rivestito di corazza . Su di esso narrano gli Achi 7 che in tuia guerra combat tendo pi fortitrite di tutti gli Egirati per , e la sua morte fu dagli altri fratelli a casa annun ciata , e per questo le sorelle a cagine del lutto si tolgono per lui gli ornamenti* ed i nazionali chia mano il padre Sirnpate , come colui che fa compassirt anche nel ritratto. 4 t)a Egira la via diritta dal tempio di Gio* ve per i monti v ardua : la lunghezza della stra da di quaranta stadj i e mena a Fello e piccola citt oscura ; non fu sempre abitata 7 neppure quando i Joni occupavano la contrada . I con torni di Fello e sono atti alla piantagione delle viti; e per tutte le parti sassse del pes vi sono quer ele , e fiere ; Crvi cio, cinghiali. Se delle picco- le citt fra i Greci alcuna ve n abbia che da acqua abbondantment sa inaffiata , fra queste annove rar si dee Felloe ancora . Vi sono poi i tempj de gli Di Bacco ^ e Diana 5 questa di bronzo nell* atto di prendere uno strale dalla faretra : la sta tua d, Bacco fregiata di cinabro . Da Egira scen* derido all arsenale 7 e di nuovo avanzandosi a de stra della via, il tempio di Diana Agrotera , do ve dicto essersi la capra inginocchiata. 5 . Col territorio degli Egirati confinano i Pellenes j qusti sono gli ltimi degli Achi , che abitano presso Siciofte , d una part dell rgolide . La citt ebbe tal nome al dire dePellenesi da Paliante , "che dicono ssere stato pno deT ita ni ; secondo poi il parere degli Argivi, da un tal Pellene Argivo, il quale [affermano foss figlio di Forbante di Tripa . 6. Fra E gira, e Pellene Una piccola citt

S E'- T* T li M 0 addita de Sicionj, detta Donusa , che.fu dai Sicionj 'disfatta ; dicono , che Omero ancora nel, catalogo di coloro , che andarono insiem e con Agamenno ne ne facesse menzione nel verso : E que* che V alta Donoessa e insieme Iperesia ritengono Soggiungono , che Pisistrato quando i versi di Ome ro sparsi , ed altrove ricordati raccolse , o l u i , o qualcuno de'suoi compagni, per non conoscerlo il n ome mutasse# 7. Hanno i Pellenesi Aristonaute per arsenale D a Egira a questo sul lido , havvi una strada di cento venti stadj ; la m et di questa vi vuole per andare dallarsenale a Pellene . Dicono , che lar senale avesse il nome di A ristonaute, perch in questo porto ancora approdarono coloro , che sulla nave A rgo navigavano . La citt de Pellenesi po sta sopra una collina che termina in punta . Questa scoscesa, e perci non abitata ; nella parte pi piana hanno la citt non continuata , ma in due parti divisa dalla rupe elio s erge in mezzo . CAPOVENTES IMOTTAVO. Monumenti per la strada a Pellene Ginnasio de Pellenesi, ed altri edifizj. 1. A ndando a Pellene si trova una statua di M ercurio per la via ; Dolio il suo soprannome, ed pronto ad e saudire le preghiere degli uomini quadrangolare la sua figura , ha la barba , e sul la testa un pileo. Nella strada che mena alia stesr sa citt il tempio di Minerva, costrutto di pietra del paese , e ia sua: statua di oro , e di avorio $ di ceno che Fautore ne siastato Fiditi prima ancora* * 6

4 L I Bv R 0 phe facesse la statua di Minerva nella cittadella di Atene , ed in Plata,. Dicono i Pellenesi, che1 Vadito del tempio di Minerva scenda al fondo del* la terra , e che sia questo sotto la base della sta* tu a , e perci proprio allavorio. Di l dal tem pio di Minerva un bosco sacro cinto da mura , di Diana di soprannome Sotera , e giurano per essa nelle cose pi rilevanti niiro %tori , che i sacepdoti vi hanno lingresso . 1 Sacerdoti sono perso naggi del paese scelti per la gloria specialmente della lro stirpe / Rimpetto al bosco di Dianzi So^ tera fi tempio di Bacco soprannomato Lamptere. In onore di questo ancora celebrano le feste Lam^ ptere 7 e portano nella notte le faci nel tempio y feci alzano per tutta l citt crateri di vino Han no i Pellenesi il tempio ascora di Apollo Toxe* nio ; la su statua di bronz $ e celebrano in onore di Apollo i giuochi Teoxenj , ponendo per premio della vittoria argent 4 e vi combattono persone del paese .* Vicin a quello di 'Apollo il tempio di Diana : la J)ea in atto di saet-* tare . Nel foro una conserva di acqua sor gente , ma' i bagni sono di acqua piovana , dappoi ch non hanno nella citt molte sorgenti per bere ; il luogo dov esse son chiamasi Giice. 2. Un antico Ginnasio stato fatto special^ mente p,er esercizio degiovani gi nella pubert , e v ha la legge , che niuno possa essere psto nel ramero d?(cittadini prima di essere ' pervenuto al la pbrt . Ivi un cittadino PeUenese , Promak C di Drine , che riport nl pancrazio una vitt ria in Olimpia , tre negl Istm j, e due in Nema$ ed avendo i Pellenesi tto la sua immagine, una in Olimpia 7 e Y altra di marmo , 0 noti di bronz la dedicarono nel ginnsio . Si narra ancora , he jfendosi acceca la guerra Corintia contro i Pellene*

S E T T I M O 85 si y uccidesse Pfornic o un numera grande di ne mici . Narrasi inoltre , che super in Olimpia Politlainante da Scotussa , il quale dicono , che allo ra p e rla seconda vlta, ani ai giuochi Olimpici, f fendo stato in pt ria; dal Re di Persia ristabilit o I Tessali;, non accordando , che Ptlidamante si ttatjo vinto , ne danno altre prove ^ e fra questa la elegia sopra P oli damante : Di Polidama invitto , tu Autrice, Scotussa. Pellenesi adunque assai onorano Promaco. Cherone p o i, che riport due vittorie alla lotta , ed in Olimpia quattro , non vogliono affatto nominarlo * perch, io credo, distrusse il governo di Pellerie , avendo ricevuto da Alessandro di Filippo uno spleitdidissimo dono , onde divenire tiranno della patria s u a . Hanno i Pellenesi ancora il tempio di Luci na ; e questo eretto nella parte pi piccola della c itt . 3. Il cosi nomato Posidio era rie tempi pi art* fichi un borgo ; ma anostri d diserto . Questo Posidio sotto il Ginnasio , e fino ad ora gli re stato di essere un tempio sacro a Nettuno . Ses santa stadj lungi da Pellene il Miso , tempio di Cerere Misia : dicono che labbia eretto Misio cit tadino Argivo , il quale i secondo la tradizione de gli A rgivi, ricev Cerere in casa Nel iVliso un bosco sacro ripieno di alberi tutti sim ili, ed un acqua abbondante sgorga da sorgenti : celebrano qui a Cerere anche una festa di sette giorni : nel ter zo giorno escono gli uomini dal tempio 1 e le don ne lasciate fanno nella notte quello , che loro dal rito prescritto : sono rimossi non solo gli uo mini , ma i cani maschi ancora . Lindomane ve nuti nel tempio gli uomini T le donne v erso di lo ro , e gli uomini per la p arte loro verso di quelle osano vicendevolment e dii ridere , e burlare.

86 L IB R O S E T T I M O 4 * Poco pi oltre del Miso il tempio di Eseu* lapio chiamato Giro , e gli nomini ricevono dal Nume de* rim edj. Anche qui dell9acqua sorgen te , e sulla bolla pi copiosa si erge la statua di Eculapio. Scendono di l da Pellene fiumi dai m onti, e quello verso Egira si chiama G rio, che dieono aver questo nome dal Titano Grio : cos si chiama anche un fiume, che nascendo sul monte Sipilo sbocca nelF Ermo . Dove i Pellenesi colla Sicionia confinano , ivi un fiume , che V ultimo degli Acaici sbocca nel mare Sicionio

87

DESCRIZIONE DELLA GRECIA


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D elle cose A r c a d ic h e .

P R I M 9

Situazione dell' Arcadia * Pelasgo, i . J l territorio Arcade verso P Argivo tenuto dai T egeati, e dai Mantineesi - Questi , e gli altri rcadi abitano la parte me diterranea del Pelopon neso. Imperciocch i Gorintj sono i primi sui ristmo^ ai Gorintj nella marina sono vicini gli Epdaurj . Verso Epidauro , Trezene , ed Ermipne sono il se no Argolico , e le coste dellArgiva . Vicino a que sto paese abitano i circonvicini de Lacedemonj Con costoro confina la Messemi e imperciocch di scende fino al mare a Metone , Pilo , e Giparissie. U paese verso Lecho coi Gprntj vicini i Sicionj lo tengono , che in questa parte sono gli ultimi della porzione Argolide Dopo Sicione gli Achi di qu abitano sulla spiaggia V altro limite del Pe loponneso quello rimpetto alle Echindi occupato dagli E l i. I confini del territorio Elo verso la Messenia sono presso Olimpia , e le foi dllAlfo, Stendendosi questi accennati al mare , linterno

88 L I B R O t enuto dagli Arcadi, separati la ogni parte dal'da r e ; quindi Omero dice che andarono a Trja aven do da Agamennone ricevuto, le navi ; ma non gi con vascelli loro propri. a. Affermano gli Arcadi , che Pelasgo fu il primo ili qusta terra . La verosimiglianza della tradizione richiede , che insieme con Pelasgo altri Vi fossero, e non egli solo ; imperciocch sopra qua li uomini avrebbe comandato ? Per la statura , per la forza , e la bellezza Pelasgo superava gli altri ; siccome li vinceva in senno ; e per queste ragioni 10 credo , che d loro fu scelto per Re . Asio an cora ha di lu i poetato, queste .cse : Il divino Pelasgo , onde esistesse L'umana razza, in luce di la Terra iVe' monti coronati d forste . Pelasgo regnando , invent di costruire capanne t perch gli uomini non avessero freddo , si dbprissero dalle -pioggi , e dal baldo' non Venissero Af flitti , e ritrov il far le vesti di pelli*- de cinghiali 4 delle quali ancora oggi fanno uso per la Euba , nella F ocide quelli * che di vitto scarseggiano ; 3d inoltre Pelasgo fece abbandonare gli uomini il nudrirsi di foglie ancora verdi , e di erbe , e ra dici non solo da non mangiarsi $ ma alcune anco perniciose . Egli pure mostr loro .che si nudrissero .non de'frutti di tutte le quercie , ma delle ghiande del faggio . E tanto tempo dur in alcuni 11 modo di Vivere da Pelasgo introdotto , che la Pizia ancora allorch proib ai Lacedemonj di toc- are il territorio Arcadico, pronunci questi versi: . Molti in Arcadia mangiator di ghiande T i cacceran $ n a loro sdegno Vporto. Regnando Pelasgo dicono, che la contrada avesse fcome P elasgi.

T A T O S E C 0 N DO

39

C i P 0

I d e a le - Giove Lico i e sufeste - Mortali ospiti di Murai * Uomini innalzati alla Divinit. . iaone figlinolo di PelaSgcJ queste cose trov pisaggie ancora del padre . Egli edific sul monte Lico l citt di Licosura, a Giove di il no me di Lico ; ed institi# i giuochi L ici . Ed io credo ^ che non far osto prima prsso gli Ateniesi le fest$ Panatene stabilite: imperciocch quelle feste tene chiamavarisi, e Panatene dicono * che furono dette atempi di Teseo , perch furo no celebrate dagli Ateniesi raccolti;tutti in.una stessa citt 1 giuochi Olimpici, poich *rimontar li fanno pi oltre della umana generazione , di cendo avervi lottato Saturno, e Giove i ed avervi i Gureti corso per i primi , per queste tfrgioni.s i pongano fuori della mia questine . E d io penso , che siano delia stessa et Cecrope Re (begli Ate niesi , e Lkaone , e che non abbiano essi egual sapienza usato nelle coste riguardanti l divinit Imperciocch Cecrope il primo chiam Giove, col, nome di Supremo , e di tutto quello che ha spirito non volle che nulla fsse sagrificato ; ma offri sull ara f ocacce del paese , che anche in oggi pelarti so no dagli Ateniesi chiamate . Licaone per sullara di, Giove Lico port un suo bambino , lo sgrific^ e col suo.sangue fec le l ibazioni ^ e diqono , che egli. Subito sul sagrificio di nomo Ltfpo divenne f di questo racconto sono persuaso , e! si fa dagli Ar cadi fino da tempi antichi, ed ha tutta la verosi miglianza* . ; a. Imperciocch gli uomini di que*tempi ospk

qo l I B R 0 ti , e convitati erano degli Iddii, per la giustizia , e piet loro : e sendo buoni fortemente lonore in contravano dagli D e i, e commettendo delitti , si milmente lo sdegno di essi sopra loro piombava poich uomini ancora salirono alla Divinit , cio quelli , che pur oggi un tal onore ritengono , co me Aristo , e Britomarti la Cretese , ed Ercole di Aleniena 7 ed Anfiarao di Oicle , e dopo questi Polluce ancora , e Castore ; cos possiamo credere t che Licaone ancora una belva , e N iobedi Tan talo un sasso divenisse . A miei tempi per ( iraier ciocch la malizia sommamente crebbe , e tutta a terra , e le citt tutte invase ) ninno degli uo mini pi divent Dio , se non a parole , e per ladu lazione eccessiva ? e gl1iniqui sono aspettati tardi dall9ira divina , cio partendo da questo mondo. 3. In ogni secolo , molte cose anticamente av venute , e che accadono ancora 7 incredibili le fe cero presso i pi, coloro , che menzogne sopra la verit fabbricarono. Imperciocch raccontano , che dopo Licaone uno di uomo divent lupo nel sacri ficare a Giove Lico $ ma che non lo fu per tutta la vita ; cio che quando era lupo , se dalle carni umane si fosse astenuto , dicono , che dopo il de cimo anno di nuovo sarebbe diventato uomo ; ma se gustate le avesse , per sempre sarebbe rimasobelva. Similmente raccontano , che Niobe nel Sipilo nella stagione estiva piangeva: ascoltai inoltre altre co se y quali segni avevano i grifi , ed i p ard i, e co me i Tritoni colla voce umana parlavano , altri di cono perfino che con una conchiglia forata soffiava no . T utti coloro , che si compiacciono nell9udir racconti favolosi, sono anche essi nati per inven tarne ; e in questa guisa danneggiarono la verit quelli, che di falsi racconti la mescolarono,

O T T A V O CAPO T E R Z O

dietim o , ed altri figli di Licaone , e citt da to ro edificate - Oenotro passa in Italia - Callista) 1. 3^ " ella terza generazione dopo Pelasgo, c r eiti be il paese e per le citt, e per la moltitudine degli nom ini. Imperocch Nictim o ra il pi -vecchio t e d ebbe tutto il governo ; gli altri figli di Licao* ne poi fabbricarono citt dove a ciascuno pi pia cque . Pallante , Oresteo , e Figio , edificarono , il primo Pallanzio, Oresteo Or estasio , e Figaio F igali a . Di Pallanzio f menzione anche Stesicoro Imero nella Gerionide Figalia p o i, d Orestasio cangiarono col tempo i loro nomi, la prima Oresto fu chiamata .da Oreste figlio di Agamennone , e Figalia cangi il suo nome da Fialio figliuola di Bucolione . Trapezeo poi , Daseata , Macareo ^ Eliss onte , Acaco , e Tnoco , Tnocia costui , ed Acacesio Acaco fabbric . Da questo Acaco al di re d egli A rcadi, Omero di Mercurio il sopran nome . Da Elissonte il nome ebbero la c itt , ed il fiume Elissonte , similmente Macaria , Dasea , 4 Trapezunte , esse pure furono dagli altri figli di L icaone nomate . Orcomeno fu fondatore della co s deit Metidrio , e degli Orcmenj y che da Ome ro neversi sono chiamati di molte pecore . Da Melaneo, ed Ipsunte furono edificate Melenee , ed. Ipsunte ; ed inoltre Tiro , ed Emonie 7 e seconda il parere degli A rcadi, Tira ancora , che nella Argolide , ed il golfo Tireate detto , da Tiro , e d Emone ebbero i nom i. Ma ntineo p o i, Tegeate , e Menalo , fondarono, questultimo Menalo citt an ticamente la pi rinomata negli Arcadi ; Tegeate

9% L I B R O p o i , e Mantineo ; Tegea , e Mantina edificaro no. Da Cromo fu nomata Cromi ; e Carisia ebbe per fondatore Carisio ; Tricoloni furono detti da T ri colore , e da Pereto i Peretesi } gli seati da Ast, e da Lico , i L ieati, e Sumazia il nome ebbe, da Sumateo . Aliftoro poi , ed Ereo , anche questi diedero ambedue la denominazione ad altrettante citt . ' a. entro prJp il pi giovane de* maschi di Licaone, chiesto al fratello Nictimo danaro , ed uomuli 7 fd dalle nari tragettato in Italia , ed il paese da Oenotro che vi regnava Oenotria appellossi Questa fa la prima flotta , che dalla Grecia vnne mandata a fondare colonie ; che se si fa di ligentemente il calcolo , neppure aleuno de barba ri prima di Oenotr in paese straniero pervenne. v 3* Oltre la prole maschile nacque a Licaone ima figlia Callisto , colla quale ( dico quello che i Greci raccontano ) Giove , amandola, si giacque . Giunone come lebbe saputo i mut Callisto in or i a t e Diana per fare cosa grata a Giunone la saet t . Giove mand Mercurio ordinandogli di salvare il figlio , che Callisto avea nel ventre , e cangi Callisto nella costellazione chiamata la grande Orfa , di cui Omero ncora fece menzione nella navi gazine di Ulisse dopo la sua partenza da Calipso : E vedendo le Pleiadi , e Boote Che pur tardo tramonta 7 e V Orsa ancora Che in soprannome Carro si addimanda* D altronde la costellazione avr il nome ad onore solo di Callisto ; dappoich gli Arcadi ne mostrano il sepolw o.

0 * T T A V 0 CAPO Q U A RTQ
Arcade - Suoi posteri - Epito - ydffeo ^wg'e - JUcwgo ,

i l

i. M orto Nictimo ebbe il regno rcade di GaV: listo, ed introdusse questi avendole) appreso da Trittolemo , il frumento , ed insegn a fare il pane , e % tessere vesti , e tutto quello , che il lavorare la lana risguarda , avendolo da Adrista imparato. Da costui che regnava , Arcadia invece di Pelasgia la contrada fu detta , ed rcadi in luogo di Pelasgi furono gli uomini addimandati. a. Dissero , che egli non si congiunse con mo glie mortale , ma con una Ninfa Driade : peroc ch D rid i, ed Epimliadi chiamano le loro Naiadi ; ed Omero nei versi fa specialmente menaione delle Ninfe Naiadi. Chiamano questa Ninfa Erato , e di essa dicono , che ad Arcade nacquero Azane , fidante , ed Elato : avea egli prima avu to un figlio naturale , utolao . rcade 7 come i figli furono cresciuti, divise lro in tre parti il paese $ e da Azane il suo distretto zania n omos si . Vogliono , che da questi fossero mandati a fon dar colonie quelli che abitano presso T antro di Fri gia detto Steuno , ed il fiume Pencala . fidante poi sorti Tegea , e il territorio , che le ricino : perci i poeti ancora appellano Tegea Veredit Afi* dantjsa . Elato ebbe il monto Cillene , che fino al-* Jora non avea nome alcuno ; dopo pass EUto ad abitare in quella che oggi Focide si addimanda , difese4i Focesi, che erano colla guerra dai-Flegii oppressi, e fu il fondatore dlia citt di Eiata 3 . Dicono ohe Ansino ebbe un figliuolo (Jlito

4 L I B R (?' re ; fidante leo ; e cinque Elato , cio Epito , P e rea 7 Cillene , Isc h i, e Stinfelo # J Su di Azane figlio di rcade , morto , furono la prima volta ce lebrati i giuochi ; non so se altri ; il certo che furono fatte le corse de cavalli. Clitore di Azane abitava in Licosora , ed era il pi potente de9Re , e fabric Clitore dal suo nome ; leo ebbe la por zione assegnatagli dal padre . Di figli di Elato , chiamano Cillene , il monte da Gillene , e da Stin felo si noma il fonte , e la citt di Stinfelo. Cir ca la morte dschio di Elato l*ho di gi prima di mostrato nella descrizione Argolide. Narrano 7 che Pereo non ebbe prole maschile , ma sibbene nna figlia Nera ; la quale fu moglie di utolico 7 che abitava sul Parnasso , e si diceva che fosse figlio di Mercurio , ma infatti lo era di Dedalione. 4 * Non avendo Clitore di Azane avuto figlino* li pass il regno degli rcadi ad Epito di Elato . Epito uscito alla caccia fu ucciso non da alcuna delle bestie pi forti ; ma senza avvedersene da un Sepe . Io stesso vidi una volta questo serpente ; ed come una vipera piccolissima, di colore ci nereo.,, variato con macchie non continuate; ma ha la testa larg a , stretto il collo 7 piccolo il ventre , e corta la coda j questo ed un altro serpente det to Ceraste camminaao di fianc siccome ig ra n c h j. ; 5. Dopo Epito ebbe il regno Aleo . Impercioc ch gstmede 7 e Gortine di Stinfelo discendevano in quarta generazione da Arcade ; ed leo in ter za da fidante . leo edific in Tegea il tempio antico .a Minerva Alea , ed ivi fece la sua Reggia . Gortine di Stinfelo poi edific Gortine sul fiume $ fe chiamasi Gortinioancra il fiume. 6. Aleo ebbe tre figliuoli, Licurgo , nfida* mante , e Cefeo 7 ed una figlia Auge . Con questa fcl dir di Ecato rcole tutte le volte che andava

O T T A V O 95 a Tegea giacevasi : finalmente fa sorpresa di avere da Ercole partorito, ed leo mettendola insieme eoi figlio entro di una cassa la gitt nel m are. Per venne per presso Teatrante uomo potente nella pianura del Gaico i e con lui r che lamava si gi* eque : d ora vedesi il monumento di uge in Per gamo di l dal Caico , cio un tumulo di terra da una sponda di marmo circondata $ e nel monumen to per coperchio una donna nuda di bronzo. 7. Morto leo Licurgo suo figlio ebbe per let il regno ; lasci di lui questo solo degno di memo* ria , di avere ucciso con inganno , e senza giusti* zia Areto suo nemico * A lui nati Anco , ed Epo* co , il secondo di questi infermatosi mor ; Anco poi fece parte della navigazione a Coleo con Gia sone , e di poi insieme con Mfcleagro , cercando di uccidere la fiera di Galidone , da quella fu mor to Licurgo dopo aver veduto ambedue i figli.estin ti 7 pervenne ad un'estrema vecchiezza $ morto lui ebbe il regno degli Arcadi Jfehemo di Aeropo> di Cefeo , di Aleo* CAP O Q V \ N T 0

Spedizione infausta de? Dorj nel Peloponneso * Agapenore mena gli Arcadi contro Troja 7 ed edific Pfo r Ippotoo 7 ed Mpito Re di Arca* dia - Cipselo - Avvenimenti sotto questo Re * ed i suoi suegessori PolimestQre ^ Aecmide y e$ Aristocrate > 1. -R egnando questo Echemo , gli Achi va* sero in battaglia Dorj che erano scesi nel Pelo ponneso presso l istmo di Corinto sotto la condotta di Ilio di Ercole ; ed EchemQ uccise Ilio , che con

$6 L I B R O lui a singoiar tenz one era secondo la disfida v enti-?1 to . Questo sembromitji pi vero di quello1 che if primo racconto, in cui scrissero , che allora sugli Achi regnava Oreste , e che Ilio , regnando co stui , tent il r itorno nel Peloponneso " . Sembre rebbe per secndo lultimo raccont T ^ a n d ra an cora di Tindareo essersi con Echewio , uccisore dIlio maritata , a. Agapenore di Anco di Licurgo salito do po EcTiemo sul troiio , fu Capitano clegli Arcadi contro Troja . Pre so Ilio , la tempesta , che clse 'i Greci nel ritorno alla loro patria port Agapeno re , e la flotta degli Arcadi in Cipro ; ed egli fu i l fondatore di Pafo , e fabbric il tempio di Ve nere nella citt di Pafo : allora riscuoteva la Dea d aCiprj gli onori nel luogo chiamato Golgi. Ne* tempi' seguenti Laodce nata di Agapenore , man; d un peplo a Tegea a Minerva Alea , la inserii zione , che sul donativo si leggeva , mostrava in* isieme doride traeva origine Laodic e st essa : M'd Laodice questo peplo ', e il dona Mila a Palla.de sua dall' alma Cipro Alla spaziosa patria sua l'invia . 3 . Non essendo Agapenore ritornato da Ilip pree il commando Ippoto di Bercione di A gameile di Stinfelo . Niunfi csa d*illustre narrano esser gli nella vita accaduta , se eccettuar^ si voglia lave re gli stabilito la sua reggia non in T egea, ma in Trapezurite. Epito d'Ippotoo ebbe dopo if padre il regno ; ed Oreste di Agamennone per l'or colo di Apollo in Delfo pass ad abitare di Micene in Ar c adia.. Epito d Ippotoo avendo osato di entrare nel t mpio di Nettuno1in Mantina ( non era per gli ommi allora permesso l 'ingresso, in quel tempio , si ccome neppure aggiorni nostri ) appena entrato in esso divenne cieco , e non molto dopo questa dis-, grazia ittor).

0 T T A V 0 97 4 * Regnando dopo Epito Girselo suo figliuole) f lo stuolo deDorj non per listmo deGorintj , sic come nelle tre precedenti generazioni avea fatto , ma colle navi presso il cos detto Rio nel Pelopon neso discese* Cipsclo interrogato uno di essi, trov t che defigli di ristomaco uno non avea ancora moglie ; a costui data in moglie la figlia , e reso si benigno Gresfonte , eg li, e gli Arcadi frono fuori di ogni timore. 5 . Era figliuolo di Gipselo Ola , il quale in sieme cogli Eraclidi da ^Lacedemone , ed Argo ri- men in Messene il figlio di sua sorella Epito. Di Ola nacque Bucolione , di questo Fialo , il quale togliendo a Figaio di licaone , che Vavea fondata, F onore , il nome della citt cangi in Fialia dal ^suo : ma non prevalse totalmente . Regnando.Simo di Fialo disparve ai Figalesi pel fuoco lantico si mulacro di legno di Cerere Melena : ci avvert in fatti , che non molto dopo Simo sarebbe morto . Sendo succeduto 'a Simo nel regno Pompo , gli Eginesi per negoziare vennero colle navi verso Cillene , di dove coi giumenti portavano presso gli Arcadi le merci. Per questo Pompo f loro gran di onori, e al figlio suo il nome di Egineta pose per lamicizia degli Eginesi . 6. Dopo Egineta Polimestore suo figliuolo, fu Re degli Arcadi. I Lacedemonj allora per la prima volta invasero con Carillo il territorio de Tegeati con un esercito $ ed i Tegeati , e le donne anco ra di armi rivestite li vinsero in battaglia , e tutti gli altri , e Carillo insiememente con essi presero vivo . Di Carillo , e dell esercito , che con lui venne , faremo piti a lungo menzione nelle cose Tegeatiche. Non essendo nati a Polimestore figliuo-* li , prese le redini del governo Ecmide di Briaca, nipote di Polimestore ; imperciocch era anche* P vsnu 7

98 L I B R O Briaca figlio di Egineta, ma pi giovane di Poli mestore . 7. Regnando Ecmide , ebbero i Lacedemonj a. guerra contro i Messenj . Gli Arcadi aveano in origine avuto sempre una benevolenza per i Mes senj ; ma allora apertamente contro i Lacedemo nj combatterono insieme con Aristodemo Re di Messene. 8. Aristocrate per di Ecmide varie contume lie fece subito agli Arcadi ; e le azioni pi em pie che io conosco aver egli verso gli Dei commes se, saranno dal mio discorso narrate. Havvi un tem pio di Diana, Imnia cognominata , il quale posto ne conlini degli Orcomenj , presso il territorio di Mantina * Fino dai pi antichi tempi , tutti gli Arcadi venerano Diana Imnia , di cui allora avea ricevuto il sacerdozio una vergine ancora fancii^lla . Aristocrate siccome nel tentare la vergine sem pre per parte di essa trov resistenza, finalmente Tifuggiatasi essa nel tempio presso Diana, viololla. Appena si fu una tale scelleratezza presso tutti divulgata , Aristocrate dagli Arcadi fu lapidato , e Ua quel punto la legge venne cangiata , poich invece di una vergine danno a Diana per sacerdo tessa , una donna , che abbia cogli uomini avuto molto commercio . Di questo Aristocrate nacque Iceta , e dIceta Aristocrate I L , che ebbe lo stes so nome dellavo , e lo stesso genere di morte . Imperciocch gli Arcadi lapidarono anche lu i, aven dolo sorpreso , che ricevea da Lacedemone doni , e che la rotta dai Messenj a Fossa Grande , era stato un tradimento di Aristocrate . Questo delitto fu causa , che tutta la stirpe di Cipselo fosse dal regno rimossa* Ricercando con diligenza quello , che i Re risguardava , gli Arcadi queste genealo ge mi esposero .

O T T A V O C A P O S E S T O Guerre degli Arcadi - Varie parti per le quali si entra in Arcadia i . G irca quello , che gli Arcadi hanno ope rato in commane 7 e che a nostra memoria sia giunto , antichissimamente la guerra contro Troja , quindi i loro combattimenti nel difendere i Messenj contro ijjacedemonj : ebbero parte anche essi neUazione di Plata contro i Persiani . An darono insieme coi Jjacedemonj a campo contro gli Ateniesi , e in Asia con Agesilao passarono pi per forza , che per benevolenza ; e li seguirono ancora a Leuttri di Beozia . 11 loro attaccamento sospetto per i I^acedemnj varie volte fu da loro mostrato , e dopo la disgrazia di quelli subito con maggior calore degli altri nel partito de Tebani passarono. Non combatterono insiemmente coGre ci contro Filippo , e i Macedoni in Gherona , e dopo in Tessaglia contro Antipatro , n si schie rarono contro deGreci . Dicono poi di non aver avuto parte alle Termopili nel pericolo contro i Galli , per cagione de Lacedemonj 7 acciocch que sti non dessero il guasto al loro paese mentre quel li in et delle armi erano assenti . Del Consiglio degli Achi fecero gli Arcadi parte con pi impe gno di tatti gli altri Greci . Tutto quello p o i, che ho trovato, essere loro avvenuto, non in commane, ma privatamente secondo ciascuna citt 7 tutto a suo luogo sar da me esposto. a. Gl ingressi in Arcadia verso lArgiva sono ad Isie , e pel monte Partenio nel territorio T egeatico $ due altri ne sono verso Mantina per la * 7

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Cos detta Prino t e per la Scala . Questa plfy

larga , e la discesa stessa avea un d de gradini scavati nel masso . Superata la Scala 7 havvi un villaggio chiamato Melanga $ e di l scendo ai Mantineesi in citt lacqua da bere . Da Melanga andando innanzi , sette stadj distante dalla citt il fonte de9Mediasti. Costro celebrano i Clisteri di Bacco : havvi presso del fante^ la casa di Bac co , e il tempio di Venere. Melanide * La Dea eb be questo soprannome non per altra ragione che per ch gli uomini non si congiungono ordinariamente di giorno, siccome i bestiami $ ma per Io pi di notte. jLa strada che rimane pi angusta della prima 7 e mena p er lArtemisio . Di questo monte feci anche prima menzine , che contiene il tempio 7 e la statua di Diana , e le sorgenti dellInaco . Questo fiume finch scorre presso la strada , cho passa pel monte serve di contine agli Argivi , ed Mantineesi} ma allorch lacqua dalla strada si scosta, da allora in poi scorre per il territorio Ar- givo 7 perci tra gli altri Eschilo chiama l Inacq col nome di fiume rgivo.

CAPO

SETTI MO

Campo Argo, - Dine - Filippo Re di Macedonia Crudelt di Olimpia. i. boccando nel territorio Mantineese per lr-s temisio, si litra nella pianura detta Argo ( Oziosa > siccome lo : conciossiaoh 1 acqua piovana scen dendo? dai monti sopra di essa la fa essere ozio- sa , n altro vi mancherebbe perch questa pianu ra divenisse palude , se non che lacqua non fos-* se assorbita in una voragine : di qui sparita sor-* ge di nuovo a Dine

T T A V to t a. EDine presso il os detto Gfnflo dell rgolide , un acqua dolce , che sorge dal mare \V tempi antichi gli Argivi gittavano in Dine de* cavalli in onor di Nettuno , ornati di freni . Si ve de sorgere dal iftare T acqua dolce in questo luo* go di Argolide ^ ed in Tesprozia presso il cos det to Chimerio * 3. Pi meravigliosa ahcor ilei Meandro lacqua bollente : altra ne Sgorga d un sasso cir condato dalle onde del fiume ^ ed feltra dalla mo^ ta istessa di quello * . Innanzi DicaTcha de T ir reni vedesi nel mare un acqua bollente , ed ivi una isola rtefatta 7 perch no/i resti questa acqua inutile , ma serva abagni caldi. 4 * A. sinistra della pianura Ai'go hanno i Mantineesi un m onte, che, contiene gli avanzi del pa diglione di Filippo di Aminta , e del Castello Ne* stane . Imperciocch raccontano , che Filippo con tro questa Nestane andasse ad oste , JFilippia dal nome di lui ncora addimandata una sorgente y che ivi si trova * Venne in Arcadia Filippo per accattivarsi gli Aradi, e distaccarli dagli altri Gre ci . E duopo, che ciascuno sia persuaso avere Filippo opetato afeioni pi glandi de* Re che lo precedettero , e di quei che sui Macedoni lo se guirono buon Capitano per non lo chian:r chiun que abbia buon senno $ come colui invelo, che sempre i giuramenti fatti aglIddii calpest \ e non mantenne mai p a tti, e dileggi la fede degli uo* mini $ e per non incontr tardi lira dellf Divi nit . Di tutti queUi che coiiosfciati , il primo Fi lippo , non avendo vivuto pi df quarantasei ari* n i , fece sopr di se avverare lorcolo di Delfo 7 il quale da lui consultto circa il Persiano, narra no , che fosse questo : coronato il toro 7 ed finito $

L I B R O V*h&'chi sagrfcar dovrallo un giorno. Questa non inulto .dopo mostr, che non avea di mira il Persiano , ' ma Filippo istesso. 5. .Poscia che Filippo fu morto,un figlio bam bino natogli da Cleopatra nipote di Attalo , insie me colla .madre sua, fu spento da Olimpia tirando lo in un vaso di bronzo , sotto il quale era stato posto del fuocjo : dopo uccise ancora Arido . M ^ dovea il Nums mieter male la stirpe ancora di Cas sandra . Nacquero a Cassandra i figli da Tessalonica di Filippo : Tessalonica , ed Arido ebbero p er madri donne Tessale . A tutti noto ci che risguar.da Alessandro , e la morte sua . Che se Fi lippo avesse stimato quel detto sopra Glauco Spar tano , e si fosse rammentato in ciascuna delle sue azioni di quel vers : D i un uom. che serba i giuramenti integri , Miglior sar la prole , che ne viene. Non avrebbe c os , io credo, un qualche Dio la vi ta di Alessandro , e il fiore de' Macedoni senza ragione spento Abbiamo fatto questo episodio al nostro discorso.
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C A P O

O T T A V O

Maere - A m e sorgente - Mantina - Gesta de' Mantinees - Sorte di Mantina fino ai tempi di Adriano. . i, opo gli avanzi di Nestane havvi il santo tempio di Cerere , alla quale i Mantinesi ogni an no celebrane una festa . Verso Nestane giace una porzione anche essa della pianura Argo , e il luo go chiamasi Maere ; si traversa in dieci stadj il campo Argo. Dopo avere salito non molto r scen-

O T T A V O ro 3 derai in un altro piano : in esso presso la strada principale il fonte che Arne addimandano . t queste cose ancora si raccontano dagli Arcadi : al lorch Rea partor Nettuno , depose questo in un gregge per passare ivi i suoi giorni insieme cogli agnelli, e da ci la fonte ancora fu nominata Ar ne , perch intorno a quella gli agnelli pasceva no ; quindi soggiungono , che disse a Saturno di aver partorito un cavallo , e diedegli a divorare un poliedro in luogo del figlio , siccome dopo ancora invece di Giove gli i a mangiare un sasso invei to entro le fascie . Quando io cominciai la mia opera metteva pi in ridicolo queste tradizioni de* Greci , ma venuto alle cose Arcadiche entrai in questo pensiero : che quelli de Greci creduti sag gi , anticamente per enimmi, e non direttamente parlavano , onde mi figurai, che le cose dette cir ca Saturno fossero un arguzia de G reci. Per la qual cosa circa glIddii , faremo uso di ci che si dice. 3. La citt deMantinesi circa due stadj pi oltre di questa terra . Mantineo adunque figlio di Licaone sembra , che altrove abbia edificato la citt che col suo nome fino a d nostri dagli Ar cadi appellata : di l , Antinoe figlia di Cefeo di Aleo , avendo secondo Y oracolo gli uomini ri mosso, in questo luogo mnolli, seguendo per gui da della strada un serpente ( quale fosse noi no minano ) , e per questo il fiume , che presso la citt scorre , ebbe il ,nome di Ofi . Che se fa duo po congetturare dai versi di Omero , io credo, che questo serpente fosse un dragone . Imperciocch poetando nella enumerazione delle n av i, di Filottete , che i Greci laveano lasciato in Lemno 7 af flitto dalla piaga , non diede allidra il sopranno* me di serpente : ma bens serpente chiam il dbra-

u >4 L I B R O gone che laquila lasci cadere sopra i Trojam Laonde verosimile che la guida di ntinoe an cora fosse un dragone, 4. I Mantinesi non combatterono nella bat taglia ne'Dipcesi insieme cogli altri rcadi con tro i Lacedemonj : ma nella guerra dePelopon nesj 7 e degli Ateniesi presero le armi contro i Lacedemonj insicmemente cogli E l i 7 e giunto lo ro da Atene un soccorso di truppe 7 contro i La cedemonj combatterono : fecero parte poi della flotta ancora mandata in Sicilia per lamicizia ver so gli Ateniesi. 5 . Netempi posteriri , unesercito di Lace demonj col Re Agesipoli di Pausania invase il ter ritorio Mantineese . E come Agesipoli rimase su periore nella pugna 7 e chiuse nella mura i Mantineesi 7 prese nonvmolto dopo la citt 7 non coll assedio per forza 7 ma col deviare il corso dell OH contro le loro mura fabbricate di mattoni crudi : Contro T urto delle macchine resiste pi il matto ne 7 di quello che le mura edificate di pietre : im perciocch le pietre si rompono7 ed escono dallor^ dine ; il mattone poro non soffre tanto dalle mac chine 7 ma dallacqua distrutto 7 come dal sole la cera . Questo strattagemma contro il muro de Mantineesi non fu invenzione *di Agesipoli .; ma prima ancora era stato da Cimone di. Milziade ri trovato , allorquando assediava Boe Medo 7 e tutti i Persiani 7 che Eione sopra lo Strimone occupava no : Agesipoli imit adunque quello che era gi stabilito , e vantato dai G reci, Come ebbe preso Mantina pco ne lasci in piedi 7 ma avendo la massima parte di essa disfatto 7 distribu gli abi tanti per le castella. s 6. JDoveano,per i Tebani ricondurre nella lo ro patria dalle paste lla i Mantineesi, dopo il com*

0 T T A V 0 i5 battimento glorioso di L e u ttri. Ritornati, non fu rono affatto gisti : ma sorpresi di avere spediti araldi ai Lacedemoni e fatta una pace con loro sen za il communi degli rcadi^ non si rimossero dall* alleanza aperta co Lacedcmonj , ed accaduta la battaglia di Mantina dei Lacedemonj contro Epa minonda , e i Tebani , si schierarono i Marnineesi ins'eme coi Lacedemonj . Dopo queste cose nacque una dissensione fra i Mantineesi , ed i Lacede monj , e dalla lega con questi passarono alla Lega Acha E difendendo il lo*o paese vinsero Agide di Eudamida Re di Sparta ; ma lo vinsero dopo ave re ricevuto lesercito Acho sotto il comando di Arato . Ebbero parte ancora insieme cogli Achi nefatti contro Cleomene , e insieme distrussero la forza de Lacedemonj . Sendo Antigono in Macedo nia tutore di Filippo^ padre di Perseo , che allora era ancora giovinetto 7 ed avendo questi molto tra sporto per gli Achi 7 fralle cose che fecero i Man tineesi in suo onore , vi fu quella di mutare il no me della loro citt in quello di Antigona. Neteinpi susseguenti 1 sendo Augusto per dare la batta glia navale presso il promontorio di Apollo Azio , i Mantineesi insieme co Romani combatterono 1 ma tutto il rimanente degli Arcadi fu per Antonio; non per altra ragione 7 io credo , se non perch i Lacedemonj il partito di Augusto seguivano. Die ci et dopo regn Adriano , ed avendo ai Manti neesi tolto il nome riportato dalla Macedonia , or din che di nuovo la citt loro col nome di Matina fossa chiamata.

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L I B R O CAPO NONO

Tempj , e statue memorabili in Mantina - Sepol cro di Arcade - Tempio di Vmere Simmachia Minerva Alea - Culto di Antinoo - Eroo di Podare . i. f i . anno i Mantineesi nn tempio doppio di viso in mezzo da un muro , in una parte del tem pio havvi la statua di Esculapio , opera di Alcamene , T altra un tempio di Latona , e de9figli ; e le statue furono fatte da Prassitele tre genera zioni dopo Alcamene : sulla base di queste una Musa , e Marsia , che suona le tibie . Ivi sopra nna colonna scolpito Polibio di Licorta , di cui appresso ancora faremo menzione. Hanno i Man tineesi altri tempj $ quello di Giove Salvadore , e <i Giove Epidota : imperciocch dicono , che egli accresca i beni agli nom ini. In Mantina havvi il tempio de Dioscuri 7 e quello di Cerere , e Proserpina : ivi fanno ardere il fuoco , avendo cura, che non si estingua senza avvedersene. E vidi presso il teatro il tempio di Giunone : Prassitele fece le statue ; essa seduta sopra di un trono , e a lui dap presso Minerva , ed Ebe figlia di Giunone. a. Presso lara di Giunone hawi il sepolcro di Arcade ncora , figlio di Callisto , le cui ossa qui p ortarono da Menalo per un oracolo avuto da Delfo: N ella Menalia fredda Arcade giace Arcade autor del nome a tutti , dove Di andare a te prescrivo , e di buon cuore Alla citt togliendolo portarlo 17v'ha un trivio , un quadrivio , e cinque viei Ivi gli ergi un delubro , e gli sacrifica.

O T T A V O 107 Questo luogo dove il sepolcro di Arcade viene detto le Are del Sole . Non lungi dal teatro vi so no monumenti assai illustri 7 uno detto Focolare Commune di figura rotonda ; si disse 7 che ivi giaceva Autonoe di Cefeo : sopra di un altro hav vi una colonna 7 e su di essa una statua equestre T che rappresenta Grillo figlio di Senofonte. 3 . Dietro il teatro restavano le rovine del tem pio di Venere detto Simmachia 7 e la statua 5 V is crizione sull ara diceva 7 che Nicippe di Paseo avea dedicato la statua. Questo tempio era stato edifica to dai Mantineesi in memoria ai po.steri della bat taglia navale 7 che insieme coi Romani sostennero ad Azio . Venerano ancora Minerva Alea , ed hanno un tempio 7 ed una statta di questa Dea . 4. Fu da loro creduto Iddio Antinoo ancora; e di tutti i tempj di Mantina, il pi moderno quel lo di Antinoo 7 di cui lImperadore Adriano ebbe una particolare premura nell adornarlo - Io non vidi Antinoo 7 mentre era ancora fra gli uomini ; ma bens nelle statue, e nelle pitture. Ha questo ono ri anche altrove, e sul Nilo gli Egizj hanno una cit t del nome di Antinoo : in Mantina poi ricevet te onori per quello, che sono per dire . Era Anti noo nato in Bitinia di l dal fiume Sangrio : i Bitiniesi sono rcadi , e da Mantina in origine. Per ci T Imperadore ordin che in Mantina ancora ri scuotesse onori 7 e ogni anno le iniziazioni, ogni cinque anni i giuochi in onor suo si celebrano . Nel Ginnasio hanno i Mantineesi una camera , che le statue di Antinoo contiene , la quale* merita di essere veduta 7 e pe marmi onde viene adornata 7 e per le pitture : le immagini di Antinoo assomi gliano generalmente a Bacco . Ed anche della pit-> tura del Ceramico 7 che rappresenta il combatti mento degli Ateniesi a Mantina, si vede ivi \m. monumento-^

xa L I B R O 5. I Maritirieesi hanno nel foro un ritratto d kronio di una donna, che essi Deomeua di Ar- oade addiraandano : ed hanno 1 Eroo di Podare an-> dora: Raccontano, che egli mor nella battaglia con-* tro Epaminonda , e i T ebani. Tr generazioni p ri ma di me , trasportarono la inscrizione del sepol cro ad un discendente da quel Podare , e dello stes-* so nome i il quale avea vivuto in quella et , da potere aver parte del governo de Romani. Amiei giorni per onoravano i Mantineesi quell antico Po- dare 7 dicendo, che il pi valoroso di loro i e de- j[li alleati era stato Grillo di Senofonte , e dopo Grillo Cefisodoro da Maratone , che allora era ca- pitano della cavalleria Ateniese $ e il terzo onore del valore , e della bravura lo assegnano a PodareCAPO D E C I M O

Monumenti sulle vie che partono da Mantinct * Monte Alesio - JVettuno Equestre 7 e $uo Tempio . i . D a Mantina escono strade verso 1 altr Arcadia : tutto quello , che. sopra ciascuna di esse era specialmente degno da osservarsi 1 sar da me descritto . Andando a Tegea a sinistra della via principale presso le mura di Mantina un luogo destinato al corso de cavalli , e non lungi da que* sto uno stadio , dove celebrano in onore di Anti* lioo i giuochi. a. Sopra lo stadio il monte Alesio , cosi detto , come essi raccontano , dallerrre di Rea i nel monte havvi il bosco sacro di Cerere . V er so le radici del monte il tempio di Nettuno Eque stre , non pi di uno stadio lontano da Mantina*

0 T T A V 109 Circa cpftesto tempio io scrivo ci , che ho inteso y siccome tutti gli -altri ancora che di esso fanno menzione . 11 tempio che a nostri d esiste fa dallImper^dore Adriano edificato 7 il quale mise agli artefici degli invigilatori perch non riguardasse alcuno dentro il tempio antico , n veruna cosa dar gli avanzi di quello movesse : e comand loro, che rotondo edificassero il nuovo . Dicono che in ori gine a Nettuno fabbricassero questo tempio Agamede , e Trofonio , lavorando le legna di quercie, e T una alle altre adattando: e mentre tennero lon*tani gli uomini dallentrarvi, non misero alcun ri paro davanti lingresso 3 ma distesero una piccola fune di lana , o credendo allora che per coloro , i quali le cse sagre onoravano sarebbe stato questo solo di orrore , o dentro alla fune era qualche forza . Epito ancora dIppotoo pare , che non salitasse la fune , o vi passasse sotto ; ma tagliatala entr nel tempio ^ e d oper contro la religione ; ne rimase perci cieco , sendo sugli occhi suoi ca duta la cataratta , e subito m or. 3 . Vha unantica tradizione , che dice sor- gere in questo tempio lacqua del mare : lo stesso gli Ateniesi narrano circa il flutto nell Acropoli, e quei deCarj , che abitano Milasa , circa il tenvpio che in lingua del paese Ogoa addimandano , Agli Ateniesi il mare presso Falero distante ven ti stadj : cos i Milasesi hanno T arsenale loro lon,tano ottanta stadj dalla citt; ma ai Mantineesi sor ge il mare ad una grandissima distanza da esso , e manifestissimaraente per volere del Nume. 4 - Di l dal tempio di Nettuno un trofeo di marmo , edificato colie spoglie riportate sopra i La-cedemonj , ed Agide . Si narra il modo della bat-rtaglia ancora : V da destra era dai Mantineesi stes isi occupata , che aveano n esercito di ogni et *

no L I 6 R 0 t per Capitano Podare , il quale in terza genera zione veniva da quel Podare , che combatt con tro i Tebani : con loro era anche lindovino Elo Trasibulo di Eneo de Jamidi : costui predisse ai Mantineesi la vittoria 7 ed ebbe con loro parte nel la zuffa. Nell ala sinistra erano schierati gli altri A rcadi. I capi erano secondo le citt, di cui era no le truppe ; deMegalopoli ti erano capi 7 Lidiade , e Leocide : ad Arato coi Sicionj 7 e gli Achi era stato dato il centro . I Lacedemonj 7 ed Agide dilatarono la fila per eguagliare quella denemici : il centro di essa era dalle guardie del Re occupato. Arato di concerto cogli Arcadi si diede alla fuga con tutta loste 7 che era sotto i suoi ordini 7 qua si che fossero stati dai Lacedemonj incalzati : fug gendo 7 fecero insensibilmente col loro esercito un semicircolo . I Lacedemonj 7 ed'Agide speravano la vittoria, e in maggior folla assalirono *Arato : lo seguivano quelli ancora delle ali stimando gran premio delle loro fatiche lqver potuto mettere in fuga Arato 7 e i suoi soldati*. Non si avvedevano per 7 che dietro le spalle aveano gli Arcadi , on de sendo stati i Lacedemonj circondati, perdettero l a maggior parte deloro , e Agide diEudamidavi cadde . Dissero i Mantineesi, che era apparso Net tuno in loro difesa 7 ed ersero perci il trofo 7 do no a Nettuno . Tutti quelli 7 che ebbero cura del le fatiche degli Eroi ad Ilio finsero essere gli Iddi presenti alla guerra 7 ed alle uccisioni degli uomi ni ; si decanta dagli Ateniesi che ebbero parte con loro ne combattimenti di Maratone 7 e Salammo de Numi : assai chiaro , che lesercito de Galli per in Delfo per le mani del Nume , ed aperta mente per quella de Genj . Cos de Mantineesi segue , che non senza Nettuno la vittoria riporta rono . Dicono gli Arcadi , che ArcesUao discen*

0 T T A V 0 111 dente in nona generazione da Lcocida , il quale in sieme con Lidiade fu Capitan di que da Megalo poli , vide la cerva sana della cos detta Despoena spossata dalla vecchiezza : che questa avea un mo nile intornio al collo , e sopra di esso le lettere : Cerbiatta io presa fui quando Aapeno^e And contro Ilio . Questo racconto mostra , che il cervo una bestia di vita assai pi lunga dellElefante. CAP O U N D E C I M O

Pelago - Seplcri delle figlie di Pelia - Foezi Morte di Epaminonda - Sepolcro di Epaminon da - Esempj cTinganni prodotti dalla somiglian za de* nomi .

Nettuno entrerai in un luogo pieno di quercie j Pelago il suo nome. La strada, che da Mantina va a Tegea passa per le quercie . Il confine de Mantineesi coTegeafi l ara rotonda, che nella strada principale si trova. a. Se tu dal tempio di Nettuno vorrai voltare a sinistra dopo cinque stadj perverrai alle toipbe delle figlie' di Pelia . Narrano i Mantineesi , che queste trasportarono la loro dimora presso di loro onde fuggire la infamia della morte del padre. Im perciocch , come Medea fu pervenuta in Jolco 7 subito tram insidie a Pelia col fatto per ajutare Giasone , ma a parole perch lodiava . Promette adunque alle figlie di Pelia , che avrebbe sei vole^ vano fatto divenire di nuovo il padre loro giovane^ di cadente vecchio, che era . Ed avendo ucciso non so in qual modo un ariete , cosse le carni entro una caldaja insicmemente con veleni , per mezzo

u L I B R O dequali dalla caMaja trasse fuori in agnello vivo il cotto ariete . Riceve adunque Pelia , perch ta gliandolo a pezzi lo metta a cuocere ; ma questo fu portato fu o ri, che non era neppure pi atto alla sepoltura . Questo forz le donne a passare ad abi tare in Arcadia , e sendo morte , furono a loro eret ti monumenti. Non diede ad esse i nomi , alcun poeta , che sia stato letto da noi , ma Micone pit tore sulle loro immagini scrisse essere esse Aste ropa , ed Antinoe . 3. Il luogo , che deFoezi si appella circa venti stadj pi oltre de sepolcri ; il monumento se polcrale di questi Foezi circondato da una spon^ d a , e non molto dalla terra sinnalza. Qui la via diventa stretta , e il sepolcro , che vi si vede dU cono essere di Areitoo Corineta , che trasse tal s o prannome dall armatura . Dopo la via, che da Man^ tina mena a Pallanzio , avanzandosi trenta stadj t si stende ivi sulla via prinoipale la selva detta di Pelago ; ivi la cavalleria degli Ateniesi , e deMan* tineesi contro quella de Beoti azzuffassi. / 4 - Dicono i Mantineesi , che Epaminonda fa spento da Macherione Mantineese . Similmente i Lacedemonj affermano , ohe uno Spartano fu que gli che spense Epaminonda , ed anche essi danna a costui il nome di Macherione . 11 racconto-de* gli Ateniesi asserisce ( e con questo i Tebani si accordano ) , che Epaminonda fu da Grillo ferito : ed analogo a questo ci che espresso nella pit tura, la quale rappresenta il combattimento di Man tina . Apparisce ci anche dai Mantineesi , i qua li seppellirono Grillo a spese publiche , e l dove cadde dedicarono una immagine ad onore del pi valoroso de loro alleati . Macherione poi a parole dai Lacedemonj istessi detto , ma nel fatto n in Sparti , *i presso, i Mantineesi havvi alcun Ma-

0 T T A V 0 Ii3 cherione , il quale abbia come prode sortito onori. Tosto che Epaminonda fu ferito , lo portarono an cora rivo fuori della mischia : allora tenendo la mano sulla ferita era addolorato da essa , e riguar dava i combattenti : il luogo donde egl i li vedeva fu dai posteri chiamato Vedetta 5 avendo il com battimento sortito un esito eguale , si trasse allora la mano dalla ferita , ed essendo spirato fu sepolto nel luogo istesso dove era la zuffa avvenuta. 5 . Sul sepolcro fu posta una colonna , e sopra di essa uno scudo , sopra il quale ra scolpito un dragone : il dragone significa , che Epaminonda era della stirpe deSparti . Sul sepolcro vi sono delle colonne, una antica colla inscrizione Beotica, l altra fu dallImperadore Adriano dedicata pure con inscrizione . Epaminonda di tutti quelli , che pres so i Greci furono illustri a cagione di avere coman dato eserciti , si dee lodare , e stimare quanta ogni altro . Imperciocch i Capitani de Lacedemonj , e degli Ateniesi avevano una patria gloriosa lino da* tempi rim oti, e i soldati eguale coraggio : Epa minonda per fece in poco tempo superare gli al tri i Tebani , che erano scoraggiati , ed assuefatti ad obbedire altrui . 6. Avea da prima ancora Epaminonda ricevu-to un oracolo da Dello , che si fosse guardato dal Pelago : ed egli tem di salire sopra le galee , 0 navigare sopra navi da carico : ma il nume gli avea predetto il bosco Pelago , e non il mare . 1 luoghi delio stesso nome ingannarono dopo An nibaie Cartaginse , e prima di gi gli Ateniesi . Imperciocch avea Annibaie ricevuto un oracolo da Ammone che morto , sarebbe stato dalla terra Libissa coperto . 'Sperava pertanto, che avrebbe lim p ero deRomani distrutto, e ritornato in casa, nel la Libia avrebbe per la veccUiaja finito i suoi giorP ausama 8

il*

L I B R O

I l i . Flaminio Romano per ponendo tutto limp*

gno per prenderlo rivo , sendo egli ito supplice presso Prusia , e da quello cacciato , sal a cavallo, e snudata la spada si fer in un dito . Avendo fat to pochi stadj , fu per la ferita preso da una febbre , di cui nel terzo giorno mor , ed il luofo dove fin /la sua vita dai Nicomedesi chiaynato I<ihissa. Gli Ateniesi ebbero da Dodona lora colo di abitare Sicilia : questo un coll# non mol to grande poco distante dalla citt S ii essi non comprendendo il detto, si mossero alle estere spe dizioni ed alla guerra Siracusana. Basti pero, poten do ormai altri trovare in pi numero cose simili al" Je esposte. CAPO D U O D E C I M O

Tempio di Giove Cannone Metidrio - Alcimedon* te - Petrosaca - Avanzi di Mantina vecchia j e di Mera - Strada di Qrcomeno , e Monte An ch isia , ^ i . v J no stadio lontano d*il sepolcro di Epamw rionda il tempio di Giove di soprannome Carino-* ne . Gli Arcadi hanno nelle selve varie specie di quercie : ed altre addimandano di larghe foglie ; altre faggi : la terza specie\ ha una corteccia cosi tenue*, e leggiera, che di essa fanno nel mare al le ancore , ed alle reti i segni. La corteccia di que-* ?ta quercia dagli altri J o n i, e da Ermesianatte auto-* re delle elege viene nominata sughero . Unk via porta da Mantina a Metidrio , ora non pi citt j ina castello unito ai Megalopoliti. a. Avanzandosi trenta stadj, si trova il campo gQ&iltQ Alcimedonte ? e di l dal campo il mon,-*

O T T A V 0 ji5 te Ostracina , nel quale una spelonca dove abit Alcimedonte , uno de9cos detti E ro i. La figlia di costui Fillo , dicono i Figalesi, che ebbe commer cio con Ercole 7 e come Alcimedonte si avvide, che avea partorito , la espose sul monte a perire insieme col figlio da lei dato alla luce ; questo figlio da gli Arcadi viene detto Ecmagora : come fu esposto, mentre piangeva, una pica ud il suo pianto T e ne imit 1 vagiti, ed essendo Ercole a caso di l pas sato 7 ud la pica , e credendo essere il pianto di un fanciullo , e non di un uccello , si diresse ver so la voce ^ riconosciuta la donna , la sciolse dai le* gami 7 q salv il figlio . Da quel tempo il fonte 9 che vicino Cissa dallaugello si chiama, 3 . Quaranta stadj lontano dalla fonte il luo go detto Petrosaca ; Petrosaca il confine deMegaiopoliti, e de Mantineesi. Oltre le strade accen nate, due altre ve ne ha che vanno ad Orcomeno T ed in una si trova lo stadio chiamato di Lada , in cui Lada si esercitava al corso $ presso di quello il tempio di D iana, e a destra della via un alto tumulo di terra ; dicono , che sia il sepolcro di Pe nelope non essendo circa lei di accordo colla poe sia detta Tesprotide In quella poesa havvi r che Penelope partor ad Ulisse allorch fu di Troja tor* nato un figlio Ptoliporte. Ma la tradizione deMan tineesi sopra di lei dice , che Penelope da IJlisse condannata per avere in casa invitato persone, e da lui rimandata, dapprima n and in Lacedemo ne $ ma dopo di Sparta pass ad abitare a Mantina , dove dicono , che ella fin i suoi giorni. 4. Contigua a questo sepolcro una piccola pianura , ed in essa uri colle t .il quale sono an cora gli avanxi^di Mantina vecchia : a nostri tem p i quel lugo si chiama pto li . Di l avanzandosi un poco verso settentrione , havvi la fontana di

L I B R O 116 Alalcomenia , e trenta stadj distanti dalla citt, so no gli avanzi del castello Mera , seppur Mera f a q u i, e non nel territorio de' Tegeati : imperocch pil verosimile , che presso i Tegeati , di quel lo , che presso i Mantineesi , che Mera figlia di Atlante fosse sepolta': forse unaltra Mera , che di Mera di Atlante discendeva , sar nel t e rritorio Mantineese pervenuta. 5. Delle strade ci resta quella ad' Orcomeno , nella quale il monte Anchisia , e a piedi di esso i l sepolcro di Anchise . Imperciocch quando Enea andava in Sicilia approd colle navi nella Laconia, e fond le citt di Afrodisiade , e di Etide , ed in questo monte diede sepoltura al suo padre An c hise , il quale per non so qual motivo v i era ve nuto , e vi avea lasciato la vita : laonde da Anchi s e chiamano questo monte Anchisia . Concorrono a rendere vero questo discorso gli E oli, che a'nostri giorni occupano Ilio , i quali non mostrano in alcun luogo della loro contrada il monumento di Anchise . Presso il s epolcro di Anchise sono gli avanzi dal tempio di Venere , e i confini deMantineesi verso gli Orcomenj sono nell'Anchisia. C A P O D E C I MO T E R ZO Cose memorabili nel confine degli Orcomenj Avanzi di Orcomeno vecchia - Monte Trachi Cafia - Sorgenti Tene ~ Villaggio Amilo - Ca rie . Orcomenj, a s inistra della via dall'Anchisia, nel declivio del monte, il tempio di Diana Imnia : partecipano di esso anche i Mantineesi : ed stabilit o dalla, legge , che la

O T T A V O 117 Sacerdotessa , e il sacerdote non solo circa il commercio carnali , ma in tutte le altre cose an cora debbano serbare la castit , per tutto il tem po della vita loro : e non si bagnano , n vivono 7 secondo gli a ltri, e non entrano neppure nella ca** sa di un privato . Io so che queste altre cose os servano presso gli Efesj per un anno , e non per tutta la vita coloro , i quali sono Estiatori di Dia na Efesina, e che dai cittadini, Esseni sono chiama ti . Celebrano in onore di Diana Imnia anche ima festa annuale, a. La citt vcchia degli Orcomenj era sulla cima di un monte , e rimangono le rovine del suo foro , e delle mura : abitano la citt moderna sot to il circuito del muro antico . Le cose degne da vedersi ivi' sono, la fonte donde prendono lacqua, e i tempj di Nettuno , e Venere le cui statue so no di marmo . Presso la citt un simulacro di Diana di legno ; si erge questa in un gran cedra y e la Dea dal cedro Gedreati addimandano . Sotto l a citt vi sono avelli di pietre gli un\ dagli altri dis giunti , questi furono fatti ad onore di coloro r che caddero in guerra . ,A chi de Peloponnesj , o degli altri rcadi istessi facessero l^t guerra non mel mostrarono le inscrizioni, che sono sopra i se polcri , n gli Orcomenj li rammentano. 3. Rimpetto alla citt il monte Tra chi. L'acqua piovana scorrendo per un torrente fra la citt , e il monte Trachi scende in un altra pianura degli Or comenj , la quale di grande estensione , ma la pi parte di essa palude . Uscendo da Orcomeno , dop tre stadj appena, la via retta mena alla citt di Cala , presso del torrente , dopo di os so, a sinistra presso lacqua stagnante : laltra via* traghettata lacqua , che scorre per il torrente , sotto il monte T rachi.

u8 L I B R O 4. Per questa via s'inoontra primieramente il sepolcro di Aristocrate , il quale viol la vergine , c he era sacerdotessa della Dea Imnia. Dopo il se polcro di Aristocrate sono le fonti chiamate Tene, e sette stadj distante dalle fonti Tene il villag gio di Amilo : nkrrano , che Amilo f a un giorno citt* 5 . In questo luogo la via si divide un'altra volta in due : una mna a Stinfelo , laltra al lo r o Feneo . Verso Feneo si entra in un monte 7 nel quale si toccano insieme i confini del territorio de gli Orcomenj , deFeneati T e de Cafiati . Si ege s optoi decmmi unalta rupe , che il sasso Gafiatico addimandano . Dpo i confini giace sotto le predette citt una valle , e per essa passala viar c he mena a Feneo. Verso la met della valle sgor ga dalla terra un acqua , e verso il fine della valle il luogo detto C arie. CAPO DECIMOQTJARTO

Avanzi dell1 antica Feneo - Letto del fiume Olbio Peneo , e sue cose degne di memoria - Mare Mirtoo 1. ,1-ia pianura d eFeneati'giace sotto Carie : dicono , ch e sendosi sopra di essa alzata lacqua, l'antica Feneo rimase disfattay cosicch rimasero a ' t einpi nostri ancora sui monti desegni , ai qua li dicono essere ascesa lacqua. Cinque stadj di stante da Carie la cos detta Orexi ; e 1*altro, m onte Sciati : sotto ciascuno de1manti una vora gine , che raccoglie le acque dalla pianura. Dico-; no i Feneati, che queste voragini sono artefatte, ft ch l e f ee rcole T il quale allora abitava in

O T T A V O tg Feneo presso Laonome, madre di Anfitrione : im* perocch affermano 7 che Anfitrione nacque ad Al ceo di Xjuneo da Laonome donna Feneatide i e non da Lisidice di Pelope . Che se Ercole pass vera mente ad abitare presso iFencati si potrebbe cre dere 7 che cacciato da Tirinto da Euristeo 7 non and subito a Tebe , ma prima in Feneo pervenne* a. Sjcav Ercole in mezzo al campo deFeneati Valveo al fiume Olbio 7 che gli altri Arcadi Aroanio 7 e non Olbio addimandano. La lunghezza del lo scavo di cinquanta stadj : la profondit 7 do ve non caduta la ripa, giunge a trenta piedi. Non scorre pi per il fiume per questo ; irta riprese di nuov<^ il corso antico 1 lasciando 1 *alveo i ope* ra di -Ercole * 3. Cinquanta stadj pi oltre delie voragini fatte nepredetti monti la citt : iTFnati dicono esserne stato fondatore Feneo indigena . Hanno es si la cittadella cinta allintorno d ogni parte d precipizj ; la maggior parte rimasta cos 7 e po chi luoghi sono stati per sicurezza fortificati. Nell* Acropoli un tempio di Minerva detta Tritonia t, di questo non ne sono rimasi 7 che gli avanzi* V i ancora un Nettuno di brono di soprannome Equestre : dissero , che la statua di Netttno sia stata dedicata da Ulisse ; imperciocch ^ soggiun gono 7 che gli si smarrirono le cavalle 7 percor rendo tutta la Grecia per cercarle, eresse ivi un tem pio di Diana 7 ed Eurippa chiam l Dea l nel territorio Feneatico 7 dove trov le cavalle 7 e de dic ancora la statua di bronzo di Nettuno Eque* stre . Raccontano poi 7 che trovte le cavalle pia cque ad Ulisse di tenerle nel paese deFeneati sic come faceva pascere le Vacche ancora nel conti* ttente 7 che rimpetto ad Itaca. Mi fecero vedere i Feneati delle lettere ancora * che erano scritte

i ad i I B R 0 * sulla base della statua , le quali contenevano gli or dini di Ulisse a coloro che pascevano le cavalle. 3. Nelle altre parti di questa tradizione deFeneati, che noi seguiamo vha del verosimile ; ma che Ulisse dedicasse la statua di bronzo non posso crederlo con loro . Imperciocch allora non sape vano ancora fare le statue intiere di bronzo , co me una veste si tesse } ma il metodo , nel la voro delle statue di bronzo , fu gi da me dimo strato nei ragionamento degli Spartani parlando del la statua di Giove Ipato . I prim il, che fusero il bronzo , e ne fecero statue furono Reco di Fio 7 e Teodoro di Telecle Samj . Opera di Teodoro era un sigillo sopra uno smeraldo , che Policrate tiran-, no di Samo quasi sempre portava , il quale nan dava oltre modo glorioso. 5. Scendendo dalla cittadella deFeneati s trova uno stadio , e sopra una collina il sepolcro dIficle fratello di Ercole , e padre di Jolao : nar rano i Greci , che Jolao sostenne insieme con Er cole la maggior parte delle sue fatiche . Iiicle poi padre di Jolao , quando Ercole contro gli Eli , ed Auga diede la prima battaglia , fu allora ferito dai figli di Attore , che dal nome della madre Mo lione erano chiamati : e mentre era gi infermo venne dai suoi parenti portato a Feneo . Ivi Bufago Feneate , e Prome moglie di Bufago lo tratta rono assai bene , e morto per la ferita gli didero sepoltura . Ad Ificle lino ad oggi ancora fanno fu nerali come Eroe. 6. I Feneati ondano fraglIddii specialmente Mercurio , e celebrano le feste Erme : hanno un tempio di Mercurio \ ed una statua di marmo : fa questa fatta daEuchire di Eubulide Ateniese. Dietro il tempio il sepolcro di Mirtilo . Dicono i Greci, che costui fosse figlio di Mercurio , e che guidas-

0 T T A V 0 se il cocchio ad Oenomao : ed ogni volta , che al cuno arrivava, il quale la 'figlia di Oenomao preten deva , spingeva questo Mirtilo con arte le cavalle di Oenomao , e quello nel corso dardeggiava il pr* co , quando costui gli era dappresso. Amava Mir tilo stesso Ippodami , ma non essendo ardito, ced a non entrare nel combattimento, e guid le ca valle ad Oenomao . Ma finalmente dicono , che si mostrasse traditore di Oenomao , portatovi dalla promessa, con cui Pelope si obblig , di lasciar lo giacere una notte con Ippqdamia. Avendo costui ricordato a Pelope i patti , fu da lui dalla nave pit tato in mare : i Feneati dicono , che raccolto il ca davere di Mirtilo gittato fuori dal flutto , gli die dero sepoltura , e di nptte fanno a lui ogni anno funerali. 7. Echiaro per che Pelope non navig mol to , ma <solo lungo il tratto dalle foci delllfco allarsenale degli Eli ; quindi non potr sembrare che da Mirtilo di Mercurio prendesse nome il ma re Mirtoo, che comincia dalla Euba, e dalla deserta isola di Elene , e si stende al mare Ego . ^Sem bra per che verosimilmente abbiano parlato que gli Euboesi, i quali le cose antiche rammentano , dicendo che da una donna Mirto ebbe nome il ma re Mirtoo. I Feneati hanno ancora il tefaipio di Ce rere soprannomata leusinia , e celebrano in onore della Dea la iniziazione , affermando che presso lo ro sono stabilite quelle cose stesse , che si osser vano in Eieusi: imperciocch a loro , secondo Fofacolo di Delfo venne Nao , il quale in terza gene razione discendeva da Eumolpo

i 2a CAPO

L I B R O DECIMOQUINTO

Petroma - Cose memorabili nella Via a Pellene , ed Egira - Confini de' Feneati 7 e degli Achi Monte Grati ? e tempio di Diana Peronia.
i. resso il tempio della Eleusinia edificato il cos detto Petroma , cio due pietre grandi uni te insieme . Allorch celebrano nellanno quello * che i misteri maggiori appellano 7 alzano queste p ietre 7 e togliendo di l le scritture circa la iniziazione , e lettele agl iniziati, n^lla notte stes sa di nuovo ripongonle . lo s , che la maggior parte deFeneati giurano per le cose della pi alta importanza sopra il Petroma . Sopra di questo hav vi trn compimento rotondo , che racchiude il vol to di Cerere Cidaria . Il sacerdote mettendosi que sta faccia ne4cos detti grandi mister) , percuote colle verghe secondo una tradizione glIddii Infer n a li. Etradizione deFeneati , che prima che Nao qui pervenisse1 Cerere andasse vagando anche per questi luoghi ed a tutti queFeneati, i quali nel la casa , e coi doni ospitali laccolsero , a loro la Dea diede gli altri legumi 7 ma non la fava. Per ch la fava non sia da loro creduta un legume pu ro , per loro un discorso sacro . Quelli che al di re de* Feneati accolsero la Dea , Trisaule 7 e Da matale , edificarono il tempio di Cerere * ( lo fe cero , dicono essi , sotto il monte Cillene ) 7 e sta bilirono in suo onore anche la iniziazione , che og gid celebrano ancora . Questo tempio di Tesmia quindici stadj lontano dalla citt. a. Andando da Feneo a Pellene , e ad gira citt degli Achi , dopo circa dieci stadj havvi

O T T A V O i*3 il tempio di Apollo Pizio : non ne rimangono, cht l e vestigia , ed una grande ara di marmo bianco. Ivi anche oggid sagrificano i Feneati ad Apollo , e Diana , dicendo, che Ercole dopo essersi impa dronito di Elide edific il tempio. 3 . Ivi sono anche i sepolcri degli E ro i, che avendo partecipato insLememente con Ercole della spedizione contro gli Eli , non tornarono dalla battaglia alle loro case. Molto vicino al fiume Aroanio sepolto Telamone , un poco pi lungi del tempio di Apollo : Calcodonte sepolto non lungi dal fonte di Oenoe. Niuno potr abbracciare; la opi nione , che in questo combattimento andassero il padre di Elefenore , che condusse navi a Troja , ^ quello di Ajace , e Teucro . Imperciocch come Calcodonte poteva intraprendere quel combattimen to con Ercole , e g li, che prima era .stato da An fitrione spento ? E questo attestato da monumeni in Tebe degni di fede . Come poi Teucro poteva edificar Salamina in Cipro , se niuno quando ritor n di Troja lo cacci di casa ? E chi altro se non Telamone lo avrebbe cacciato . Echiaro adunque^ che non erano Calcodonte da Euba , e Telamone lEginese quelli, che ebbero parte con Ercole nel la spedizione contro gli Eli : e sendo persone che portavano uno stesso nome che personaggi illustri, pi oscuri a9nostri tempi ancora , e in tutti i se coli si rimasero . 4 * I Feneati non confinano cogli Achi in un lato solo, ma verso Cillene loro confine il cos detto Porina 1 verso 1*Egiratide il tempio di Diana. Nella regione de* Feneati istessi dopo il ^tempio di Apollo Pizio , non ti avanzerai di molto , e ti tro verai nella via 1 che mena al monte Grati; In que sto monte sono le sorgenti del fiume Grati : scor te questo al mare p m so Ege , luogo a*miei ||ior-

L I B R O ni diserto 5 ma che ne tempi pi antichi era citt degli Achi . Da questo fiume Orati trae il nome ancora un fiume in Italia nel paese de'Bruzj. Nel monte Grati il tempio di Diana Peronia { e ne tempi pi rimoti gli Argivi da questa Dea portava no il fuoco nelle feste L erne CAPO D E G IM O S E S T O Monte Geronteo - Tricrena - Monte Sepia Sepolcro di Epito , e di altri< andando vrso orlent sincont ra la punta del monte Geronteo , e per essa passa la via : questo Geronto il confine del t erritorio de Feneati verso gli Stinfalj . A sinistra del Geronto andando sempre per la F eneatide, sono i confini de" Feneati le cos dette Tricrene , ed ivi sono tre f o n ti. Si narra, che le Ninfe del monte ivi lavas sero Mercurio appena nato , e perci a lui sacre le stimano : a. Non lungi dalle T ricr ene havvi l'altro mon te , Sepia , ed ivi dicono , che finisse i suoi gior ni Epito di Elate morso dal serpente , e gli edifi carono nel luogo stesso il sepolcro : imperciocch non potevano portare pi oltre il cadavere. Gli Ar cadi affermano , che anche al presente nascano que sti serpenti nel monte , non molti , ma rarissimi: imperciocch sendo la pi gran p arte dellanno il monte coperto di nevi , que* serpenti , che vengono colti fuori delle loro-tane ne muojono, e bench pri ma siansi rifuggiati nella .loro tana , ci non ostan te la neve ne fa perire una parte , poich il fr e d do penetra nelle tane stesse . Osservai con molta dil igenza il sepolcro 'di Epito , p erch Omero ne

O T T A V O ia 5 versi sugli Arcadi fece menzione del monumento di Epito . Eun tumulo di terra non grande , rattenuto intorno da una sponda di marmo . Omero ( conciossiach egli non avea veduto sepolcro pi rimarchevole ) dovea giustamente restarne meravi gliato , come la danza da Vulcano nello scudo di Achille espressa , a quella fatta da Dedalo la ras somiglia, per non averne veduta una pi bella. 3 . Bench io conosca molti sepolcri degni di meraviglia ^ non far menzione che di due 7 quello di Alicarnasso , e quello , che nella terra degli Ebri . Quello , che in Alicarnasso fatto a Mausolo Re di quel popolo . La grandezza di esso co s smisurata , e cos magnifico in tutti gli orna menti , che'i Romani ancora ammirandolo danno il nome di Mausolei ai sepolcri pi illustri presso di loro . Gli Ebrei hanno nella citt di Solima, che dall Imperadore fa distrutta intieramente, il se polcro di Elene donna del paese . E stata nel sepol cro costrutta con artificio una porta di marmo si mile al sepolcro , la quale non si apre prima , che lanno non abbia rimenato sempre lo stesso giorno, e Tor stessa. Allora aperta soltanto dallartificio, e non molto tempo rimastavi , dopo si richiude 2 in questo tempo adunque cos si apre , iti qualun que altro se procurerai di aprirla , non lotterai $ ma sforzandola piuttosto la romperai,

s*C CAPO

L I B R O DECIMOSETTIMO

Monte Cillene - Legni usati nelle statue Monte Chelidorea + JVoiacri - Stige, i. D o p o il sepol cro di Epito il monte Cille* ne, il pi alto de monti di Arcadia , e il tempio di ruto di Mercurio Cillenio sulla cima di esso. Echia'' ro , che il morite trasse il nome , e il J)io il soprani nome da Gilleno di Elato. 2. Netempi pi antichi gli uomini , per quan-v to imparar ne potemmo , facevano di questi legni le statue ; di ebano 7 di cipresso 7 di cedri 7 di quercia 7 di tasso 7 e di loto . Niuno di questi la materia della statua di Mercurio Cillenio 7 ma sib* bene il citro. Noi la credemmo di circa otto piedi. 3. Questa meraviglia ancora porge il monte Cillene : imperciocch gli augelli detti cossif so no in esso tutti bianchi. Quell i , che dai cornine- dianti cos si chiamano 7 unaltra specie di augelli che non cantano : e le aquile, cigne nomate molto simili al cigno nella bianchezza, le vidi nel Sipi* lo intorno l lago chiamato di Tantalo : de priva-* $i ancora possederono cinghiali bianchi , ed orsi di Tracia dello stesso colore . Cirea le lepri , ed i cerv i, le lepri della specie Libica sono bianche 7 e in Roma io vidi cerve bianche che nel vederle mi recarono molta meraviglia ; donde poi esse , q continentali, e isolane, fossero portate non potei ri chiederlo . Queste cose.siano dette da noi per ra gione decossif , affinch niuno ponga, in dubbio ci , che sul colore di essi fu detto. 4 * Attaccato al monte Cillene, un altro sen vede Chelidorea nomato 7 dove Mercurio trovata

O T T A V O 127 tuia te stuggine , la scortic, e di essa dicono, che facesse la lira . Qui sono i confini del territorio fra i Feneati, ed i Pellenesi, e la maggior parte del monte Chelidorea abitata dagli Achi. 5. l)a Feneo andando verso Occidente , la stra da a sinistra mena alla citt di Clitore , quella a destra a Nonacri, ed all' acqua dello Stige . In ori gine era Nonacri una piccola citt degli Arcadi, e il nome prese dalla moglie di Licaone : agiorni nostri per sono rovine , di cui la maggior parte pure sparita. Non lungi dalle rovine una rupe a lta , che supera in altezza quante altre ne.furo no da me'vedute ; dalla rupe gocciola acqua 1 i Gre c i l 'appellano acqua di Stige. CAPO D E C I M O T T A V O Stige - Monti roanj - I ms - Figlie di PretQ sanate ivi da Melampode, x. C h e siavi lo Stige poetollo Esiodo nella Teo gonia : imperciocch versi di Esiodo credono , che sia la Teogonia : si canta adunque 'in quella , che Stige fosse figlia dell' Oceano , e moglie di Pallante ; dicono che anche Lino simili cose poetasse . Avendoli per letti mi sembrarono affatto questi poemi adulterati. Epimenide Cretese poi fece an che egli Stige-figlia dell'Oceano , e che si congiun se in isposa con Parlant e ; ma soggiunse p o i , che essa partor Echidna di Pirante , chiunque pur sia si costui, 11 nome di Stige fu specialmente da Ome ro nella poesia sua introdotto : imperciocch ne\ giuramento di Giunone poet : Questo or la terra , e sopra il largo cielq Sappia e la gocciolante acqua di Stige ,

1a8 L I B R O Queste cose poet , Come se avesse v eduto lacqua dello Stige ^ che gocciola. Nel catalogo delle na v i ancora , che erano insieme con Cuneo , vuole che l'acqua 'del fiume Titaresio venga dallo Stige. Poet che nellinferno ancora fosse lacqua , e Mi nerva dice, che non si ricorda Giove di avere p er mezzo suo salvato Ercole dalli combattimenti di Euristeo : 1. Che se tal cosa nel% prudente cuore Saputo avessi tosto che colui Mandollo all' Orco ben munito in porte A torre di Plutone orrendo il cane Dall' rebo fatale , ei non avrebbe Dello Stige evitato le onde gravi 2. Lacqua che dalla rupe presso Nonacri goc ciola T cade primieramente in un alta roccia, e pas sando in mezzo di essa scende nel fiume Crati : questacqua reca la morte agli uomini, e ad ogni altro animale , e si dice , che essa portasse un dv la morte anco alle capre , che bevettero per la pri ma volta'quellacqua . Netempi susseguenti per questo fu conosciuto , ed alle altre meraviglie di quest acqua unaltra propriet aggiunger s dee. Im perciocch il vetro , il cristallo , lagata , e tutte le altre cose che gli uomini hanno di pietra , e i va si di creta, sono tutti rotti dallo Stige : qu elle di corno poi , e di osso il ferro, il bronzo, il piom b o ancora , e lo stagno , largento, e lelettro, so no da questa acqua corrotti : questo fra gli altri m etalli loro ancora soffre , bench sia esso esen te dalla ruggine , come lo attesta la poetessa Les-, bia , e loro stesso lo mostra . E diede il nume aiJe cose pi abbiette , il superare quelle , che credonsi pi alte . Imperciocch cos venne che dall1 aceto le perle siano sciolte , cos il sangue di bec co fa f ondere il diamant e, che la pietra pi d ura

0* T T A V o che esista. Lacqua dello Stige poi non pu aver forza sulla unghia sola di cavallo , ma gittandovi questa, dallacqua portata a fondo , ma non di stratta Se poi Alessandro d Filippo finisse con questo veleno la v ita, io noi so chiaramente , s per che si dice. 3 . Di l da Nonacri sono i monti chiamati Aroanj, ed in essi una spelonca . Ivi dicono es sersi le figlie furiose di Pret rifuggiate , le quali poi da Melampo con segreti sacrificj, e lustrazioni furono portate al luogo chiamato Lusi . Uno dei monti Aroanj , era per la maggior parte abitato dai Feneati . Lusi gi ne confini de Clitorj , e dicono , che un tempo fosse citt : ed Agesilao cittalino Lusese fu proclamato vincitore col cavallo senza arnesi, quando g li.Anfizioni diedero la XI* Piziade : a' nostri giorni per non restano pi nep pure gli avanzi di Lusi. Le figlie di Preto furono da Melampo a Lusi condotte, e sanate dalla ma na nel tempio di Diana ; e da quel tempo chia mano i Clitorj questa Diana col nome di Emeresia. CAPO DEGIMONONO Cinetaesi - Fonte Alisso - V ia di Clitore. i. i sono alcuni, Arcadi anche essi di nazio ne , e Cnetaesi di nome , i quali dedicarono in Olimpia la statua di Giove , che tiene in ambo l e mani il fulmine : questi Cinetaesi abitano circa qua ranta stadj pi lontano , ed hanno nel foro are de gl' Iddii, ed il ritratto ancora dellImperadore Adria no : ma quello che merita pi di essere menzio nato ivi il tempio di Bacco. Celebrano nella stagipne dinverno una festa, in cuivuomini unti di P u sa k ia 9

i 3o L I B R O * grasso togliendo da un armento di buoi quel toro che pone loro in mente il Dio stesso , lo portano al tempio : questo il sagrificio che devono fare. a. Nello stesso luogo un fonte di acqua fred da , due stadj lontano dalla citt, e sopra di esso nato un platano . Quegli che abbia ricevuto da un cane rabbioso o ferite , o qualunque altro perico lo , bevendo di questa acqua sanato : perci chia mano col nome di Alisso il fonte . Egli pa^re, che gli Arcadi abbiano sortito dalla natura 1 acqua p resso Feneo 7 che Stige addiinandano per danno degli uomini , ed il fonte ne Cinetaesi per essere un bene in compenso di quel male. 3 . Delle strade, che da Feneo menano ad Oc cidente rimane quella a sinistra . Conduce questa a Clitore, e si stende fino ali pera che Ercole fe ce perch servisse di alveo al fiume Aroanio. Pres so di questo la strada scende al luogo detto Licu ria : ed Licuria il confine del territorio deFe neati verso i Glitorj. CAPO V E N T E S I M O

Fonti del Ladone*- Storia di Dafn , e Leucippo . i. .Avanzandosi cinquanta stdj da L icuria, si giunge alle sorgenti del Ladone . Ed udii , che jicqua, la quale nella Feneatica ristagna, scenden do nelle voragini, che sono nem onti, risbocca in questo luogo , e fa le sorgenti del Ladone : io non so dir chiaramente se questa cosa vada cos, o altramente. Il Ladone p orge lacqua pi bella di tutti i fiami di Grecia . Einoltre celebre presso gli upmini per Dafne , e le cose , che di quella si cantano. , .'

i 3i O T T A V O a. Tralascio ci , che di Dafne raccontano co loro i quali abitano in Siria sullOronte : si dico-, no per queste altre cose ancora dagli rcadi , e dagli E l i. Di Oenomao , il quale domin in Pisa era figlio Leucippo . Costui acceso di amore per Dafne , siccome credeva , che se si fosse mostrato suo pretendente, non lavrebbe giammai in moglie ottenuta , sendo che essa fuggiva gli uomini, per ci gli venne in mente questa astuzia . Egli nudriva la chioma all Alfo ; sendosela adunque co me una vergine intrecciata , vestitosi di una vesto da donna ne and a Dafne . Pervenutovi le disse* che era figlia di Oenomao, e che insieme con Dafne voleva uscire alla caccia. E come colui che una vergine era c r e d u t e e le altre donzelle per la di gnit del suo lignaggio , e la intelligenza sua nella caccia superava , ed inoltre usava molta cortesia verso di l e i , port Dafne ad una forte amicizia. Q uelli, che cantano lamore -di Apollo verso di lei soggiungono , che il Dio invidiasse a Leucippo la sua fortuna nell amore : laonde Dafne , e le altre vergini bramarono subito di nuotare nel Ladone * e spogliarono Leucippo contro sua voglia : e ve duto che non era una donzella , ferendolo cogli strali 7 e copugnali lo uccisero. Cos narrano que ste cose .

C A P O V E N T E S IM O P lR IM O Fiumi Clitore , ed Aroanio - Pesci Poecilie Citt di Clitore - Minerva Coria 7 e suo tempio . i. eSsanta stadj distante dalle sorgenti del Ladone la citt deClitorj : la via ,r che parte

i 3* L I B R O dalle sorgenti un sentiero lungo , ed angusto presso il fiume Aroanio : vicino alla citt si passa il fiume , che si chiama Glitore. Questo fiume sboc ca nellAroanio 7 non pi di sette stadj distante dalla citt . Nell Aroanio fra gli altri vi sono i pe sci detti Poecilie : dicono 7 che questi* cantino co me il tordo . Io li vidi presi nella rete , ma non gli udii mandar fuori alcun suono , sebbene aspet tassi presso il fiume anche al tramontar del sole 7 quando mi si diceva che specialmente i pesci can tavano. a. La citt deGlitorj ebbe il nome dal figlio di Azane 7 ed edificata in una pianura : intorno ha demonti non grandi, che la circondano. I tempj pi illustri deGlitorj , sono , quello di Cerere, quello di Esculapio , ed il terzo finalmente di Lu cina essere................ . niun numero stabil di es se . Licio Delio per , che era in et pi antico 7 avendo fatto inni ad altri, a Lucina ancora uno ne fece, ed Eulino, cio, che fila bene, addimaiidolla 7 onde manifesto che dica essere ella lo stes so che il Fato, e pi vecchia di Saturno . I Glitorj. hnno ancora il tempio de Dioscuri, chiamati Gran di Id d ii, il quale quattro stadj distante dalla cit t 7 ed fianco que numi le statue di bronzo. 3 . Estato fatto sulla cima di un monte tren-< ta stadj pi lungi dalla citt, un tempio , e la sta tua di Minerva Goria.

O T T A V O CAPO VENTESIMOSECONDO

i 33

Citt di Stinfalo - Tradizione degli Stinflj intor no a Giunone - Fiume , e fonte Stinfalo - Uc~ celli Stinfalidi - Diana Stinfalia i. M i r iconduce il discorso verso Stinfelo 9 ed il monte deFeneati, e degli Stinflj , Geronto appellato . Gli Stinflj non sono pi insieme cogli rcadi ordinati 7 ma fanno parte della nazio ne Argolica , sendo ad essa di loro volont passa ti : che della stirpe siano degli A rcadi7 i versi di Omero lo attcstano , e Stinfajo loro fondatore, in terza generazione discendeva da rcade di Calli sto . Si dice 7 che in origine iji altra parte del paese , e non dove oggi fosso la citt edificata. a. Nell antica Stinfalo dicono, che abitasse T emeno di Pelasgo, che Giunone da costui fosse al levata , che egli ergesse alla Iddia tre templi 7 e desse a lei tre soprannomi : e Fanciulla mentre era ancor vergine nomolla , e di gi con Giove sposa tasi , fu da lui Perfetta chiamata , e sendo indif ferente con Giove7 ed in Stinfalo ritornata , Ve dova addimandolla . Questo s , che gli Stinflj di cono circa la Dea. 3. La citt di oggid nulla ha delle cose pre dette ; ma tutte queste altre contiene . Enella cit t deli Stinflj una sorgente 7 e da questa lImperadore Adriano condusse ai Corintj le acque nel la c itt . In Stinfalo poi in tempo dinverno fa la sorgente un lago non molto grande , e da esso il fiume Stinfalo forma : nella state non vi pi il la go ; ina il fiume direttamente dalla sorgente pro dotto. Questo fiume cade in una voragine , e r i-

134 L I B R O tornando di nuovo alla luce nell Argolide cangia di nome , e* in vece di Stinfalo , Erasino lo chia mano . 4. Sullacqua di Stinfalo , vuole la tradizione, che in essa un tempo nudrivansi augelli, i quali mangiavano gli uomini, e dicesi , che Ercole li saet tasse . Ma Pisandro Gainirese non dice che egli uc cidesse gli uccelli $ ma 7 che collo strepito decrotali gl inseguisse . Le parti diserte di Arabia dan no altre belve 7 e fra queste gli uccelli Stinfalidi nominati 7 nulla pi miti verso gli uomini dei leo n i, e de p a rd i. Essi volano sopra coloro, che ne vanno alla caccia , e eo rostri li feriscono, e gli uccidono . E tutto ci , che gli uomini portano di ferro , o di bronzo da questi augelli forato : che se intrecciano una veste d una grossa corteccia di albero, i rostri delle Stinfalidi restano prsi dalla veste di-corteccia , come le ali degli augelletti dal vischio * Sono questi uccelli della grandezza^ della gru 7 si assomigliano agl ibi, ma portano rostri pi f o r ti, e non 7 siccome glibi , ritorti . Se poi gli augelli arabici de miei giorni 7 avendo il nome simile a quelli 7 che un d furono in Arcadia 7 non ne hanno la stessa figura , per me incerto : ma' se in ogni tempo gli augelli Stinfalidi sono somi glianti agli avvoltoi, ed alle aquile , sembrami che queste siano proprie dellArabia, e potrebbe be ne essere , che volatane un d una porzione in Ar cadia , a Stinfalo pervenisse . Dagli Arabi poi in origine unaltro nome , e non quello di Stinfalidi avranno avuto : la gloria di Ercole , e la preceden za che i Greci hanno sui barbari fece si , che pre valesse lessere chiamati a nostri d col nome di Stinfalidi quelli augelli ancora che nella terra de serta di Arabia ritrovansi. 5 . In Stinfalo havvi lantico tempio di Diana

O P T A V O i35 Stinfalia , la statua di legno nella maggior par te indorato . Presso il tetto della cella veggonsi espresse le Stinfalidi ancoraN : era perci chiara mente difficile il distinguere se di legno fossero, oyvero di stucco : a me per 7 da ci che potei con getturare mi sembrarono piuttosto di legno che di stucco . Ivi sono ancora delle vergini di marmo bianco , le cui gambe sono di uccello, queste stan no dietro !del tempio. 6. Si dico , che anche adi nostri sia acca duta questa meraviglia. Senza impegno celebrava no la festa di Diana Stinfalia in Stinfalo , e molte delle cose stabilite sopra di essa si trasgredivano* Caduti adunque degli sterpi nella bocca della vo ragine dove il fiume Stinfalo discende 1 imped attf acqua lo scolo , e dicono , che la pianura divent loro 'un lago di quattrocento stadj . Affermano poi che un cacciatore insegu una cerva , che fuggiva, questa entr nella palude , e il cacciatore che la ,inseguiva gittossi per lo furore a nuoto dietro di lei : cos la voragine ricevette la cerva 7 e luo mo , che la seguir : soggiungono finalmente, che lacqua del fiume; li seguit , cos che in un gior no fu seccata tutta la parte allagata del campo , e da quel tempo con pi alacrit celebrano la f ^ sta in onor di Dian^

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L I B R O CAPO VENTSIMOTERZO

Citt.di Alea - Fiume Trago - Citt di Cafie Monte Cnacalo - Fonte Menelaide - Condilea Sorone - Confini fra i Clitorj , e g*Z i Psofidj.

1. D o p o Stinfalo viene Alea 7 e fa anche essa p arte del, Consiglio Argolico : mostrano essi essere stato fondatore loro Aleo di Aidante . Ivi sono i tempj di Diana Efesina , di Minerva Alear e la cel la di Bacco con statua . Celebrano in onore di que sto ultimo ogni anno la festa Scieria , nella quale Secondo Y oracolo di Delfo le donne si flagellano y come i giovapi puberi degli Spartani presso di Ortia. a. Nel discorso sugli Orcomenj ho dimostra to , che primieramente presso il torrente la via retta 7 da quel punta poi , a sinistra dellacqua stagnante nella pianura di Cafie stato fatta un argine di terra , dal quale simpedisce che lacqua, che1 dalla Orcomenia discende non sia di nocumen to alle terre lavorate deCatesi . Dentro largine esce unaltra acqua in tale quantit 7 che forma un fiume , e cadendo questo in un apertura di ter sa sorge di nuovo presso le cos dette Nasi : il luo go dove srge Reuno si noma . Risorta ivi lacqua dopo quel punto fa un fiume perenne chiamata Trago. 3. Echiaro che la citt abbia tratto il notine da Cefeo di leo , che poi in lingua Arcadica pre valse esser nomata Cafie. Dicono i Cafiesi di essere oriundi dallAttica 7 e che scacciati di Atene da Egeo , vennero in esilio in Arcadia , e sendo sta ti supplici di Cefeo, qui abitarono. La piccola cit t posta al }ne dslla pianura 7 apiedi di monti

0 T T A V O 137 non molto, alti. Hanno i Catiesi i tempj di Nettu no , e di Diana soprarfnomata Cnacalesia. Hanno ssi il monte Gnacaiio ancora , dove celebrano un annua iniziazione in onore di Diana . U n poco so pra la citt una sorgente , e sopra di essa hav vi un platano alto , e bello , che Menelaide ap pellano : imperciocch dicono , che raccogliendo Menelao lesercito contro di Troja in questo luogo pervenne , e sulla sorgente piant il platano : ano<stri giorni poi chiamano Menelaide , siccome il platano ancora la sorgente. 4 * Se seguendo le tradizioni de Greci debbo enumerare quanti alberi rimangano ancora salvi, e vegetino , il pi antico di essi il vinchio , il quale nato nel tempio di Giunone de' Samj : do po questo viene la quercia di Dodona , e lolivo che nella cittadella di Atene , e quello , ch ne* Delj si ammira : il terzo onore per lantichit com partirebbero i Sirj al lauro che presso di loro : degli altri poi il pi antico questo platano . 5. Uno stadio da Cale distante il luogo det to Gondilea T e il bosco sacro di Diana : ivi la cella della cos detta anticamente Condileatide , il qual nome dicono che ,la Dea per la ragione se guente cangiasse . Mentre intorno al tempio alcu ni fanciulli ( non ne rammentano il numero ) g io cavano ^ simbatterono in una funicella, ed aven dola legata al collo della statua , soggiunsero , che Diana era strangolata . Sendosi i Cafiesi avveduti di ci , che dai fanciulli era stato fatto, li lapida rono : avendo fatto questa cosa venne sulle donne una malattia di dare alla luce i figli,che nellute ro prima del parto morivano , finch la Pizia ris pose loro di seppellire i fanciulli lapidati , e di ce lebrare i funerali in loro onore ogni anno : conciossiach erano morti ingiustamente. I Cafiesi fan-

138 L I B R O n o fino ad ora secondo ci , che dall oracolo fu loro risposto , e la Dea ch e in Condilea ( im percioch dicono, vche dall'oracolo anche questo era aggiunto ) dopo quel tempo Apancomene addimandano. 6. Da Cafia ritornando s ette stadj indietro si scende alle cos dette N a si, donde avanzandosi cin quanta stadj si trova il Ladone . Varcherai il fiu me , e giungerai al querceto Sorone, passando per gli Argeati , i cos detti Licunti, e Scotarie: il quer ceto Sorone conduce a Psofide . Questo come t utti" gli altri querceti di Arcadia d cinghiali, o rsi, e testuggini di una smisurata grossezza , delle quali si possono fare lire che eguagliano quelle fatte colla testuggine indiana. Alla estremit del Sorone veggonsi le rovine del castello Pao : non molto pi oltre sono le cos dette Sire 5 questo il confine del territorio de' Clitorj verso gli Psofidj. CAPO VENTESIM OQUARTO Psofide - Fiumi Aroanio , ed Erimanto - Monte Lampea , e cinghiale Erimantio - Monumenti d Psofide - Isole Echinadi - Tempio , e statua del fiume Erimanto - Prosperit di Aglao Psofidio 1. -A ltri affermano che il fondatore di Psofi de, fu Psofide di Arrone, di Erimant o , di Arista, di Partane , di Perifeto, di Nictimo : ed altri hanno detto che fu Psofide figlia di Xanto, di Erimanto , di Arcade. Tali sone le cose , che gli Arcadi dei loro Re rammentano : ma il racconto pi veridico che Psofide fosse figliuola di Erioe , che domi nava in Sicilia : costui ricus di portarla in casa-, e per essere incinta la lasci press Licorta suo

O T T A V O 139 ospite , il quale abitava nella citt di Fegia , che prima del regno di Fegeo , Erimanto dicevasi. Al l evati in questo luogo Echefrone , e Promaco figli di Ercole , e della donna,Sicula , cangiarono alla citt di Fegia il nome in quello della madre loro Psofide. ^ a. La cittadella ancora de Zacintj ha nome Psofide , perch il primo che pass in quellisola collo navi, 'e che fond la Citt fu uno Psofidio t cio Zacinto di Dardano . Psofide trenta stadj pi oltre delle Sire , e scorre presso di essa il fiume Aroanio , e poco pi oltre lErimanto. L Eriman to ha le sue sorgenti nel monte Lampea, il quale dice si sacro a Pane 7 ed una porzione del monte Erimanto. Omero cant , che nel Taigeto , e nellf Erimanto era una belva................Scorre adunque il fiume Erimanto dal monte Lampea e traversan do lArcadia 7 a destra ha il monte Foloe , e a si nistra di nuovo la regione Telpusa e" sbocca nellAlfo . Si dice , che Ercole secondo il comando di Euristeo , presso lErimanto di la caccia , ed op presse un cinghiale per grandezza , e forza a tutti gli altri superiore. Dicano pure i Cumani degli Opici che i denti di un cinghiale , che giacciono pres so di loro in un tempio di Apollo r siano quelli del cinghiale dellErimanto , ma il loro discorso non ha neppure lidea della verisimiglianza. a. Gli Psofidj hanno nella loro citt il tempio di Venere* soprannomata Ericina , di cui non resta vano anostri giorni , che le vestigia : si disse t che lerse Psofide figlia di Erice : ed ha un tal di scorso tutta la verosimiglianza . Imperciocch in Sicilia ancora il tempio di Ericina nel territorio di Erice , santissimo fino dagli antichi tempi , e nulla in ricchezze a quello di Pafo inferiore. Non erano pi illustri a nostri d gli Eroi di Promaco 7 ed Echefrone figli di Psofide.

4o L I B R O 4 In Psofide sepolto ancora Alcmeone figlio di nfiarao , ed il suo monumento una camera piccola , e senza ornamenti : intorno ad esso sono cresciuti cipressi a tanta altezza , che il monte an cora che presso Psofide da loro adombrato. Non. vogliono tagliarli credendoli sacri ad Alctaeone , e dai nazionali appellansi vergini. Allorch Alcmeo ne dopo avere ucciso la madre si fugg di Argo 7 venuto in Psofide , che ancora il nome di Fegia ri teneva da Fegeo , si congiunse in matrimonio cfi Alfesiba ^figlia di Fegeo , e fragli altri doni, che secondo lusato le diede vi fu il monile . Sicco me per mentre abitava presso degli Arcadi , la sua malattia non diveniva pi lieve , rifuggiossi alPoracolo di Delfo . La Pizia ainmaestrollo , che il Genio esterminatore di Erifile non lo seguirebbe in quella regione che era recentissima , e che il mare avea scoperto dopo che egli del delitto contro la madre si era lordato . E costui avendo ritrovato linterramento formato dallAcheloo ivi abit , ed ebbe in moglie Calliroe figlia di Acheloo , secondo gli carnani : e nacquero a lui i figli Acarnane , ed Anfotero . Da Acarnane dicono , che ebbero il nome odierno , quelli che sono in quel continente, i quali prima Cureti dicevansi. Ai pazzi desiderj sono incitati molti uom ini, e pi ancora le donne. Desider Calliroe di avere il monile di Erifile , e per questo mand Alcmeone contro sua volont in Fegia , ed egli dolosamente ucciso dai figli di Fe geo, Tem eno, ed Assione vi lasci la vita. Dicesi poi , che i figli di Fegeo dedicarono il monile ad Apollo in Delfo . Ed affermano , che regnando quelli in Fegia , che ancora riteneva allora quel nome , andarono i Greci contro Troja : gli Psofidj dicono , che non ebbero* parte nella flotta , per ch i cpndottieri degli A rgivi, che la maggior par-

0 T T A V 0 141 te erano parenti di Alcmeone , ed aveano intiera mente con lui avuto parte nella spedizione contro Tebe , odiavano i loro Re. 5 . Ghe le isole Echinadi non siano state dall* Acheloo fino ad ora unite al continente ne fu cau sa la nazione Etolica : essi furono scacciati , e la terra fu loro tutta diserta. LAcheloo perci , es sendo lEtolia rimasta incolta non pot similmente portare il fango verso le Echinadi. Ed ho un te stimonio in favore di ci che dico : conciossiach il Meandro scorrendo ancora per le terre coltiva te deFrigi, e deG ari,in poco tempo rese conti nente il mare che fra Priene , e Mileto. 6 . Hann gli Psofidj presso lErimanto il tem pio dellErimanto e la statua . Si veggono ivi le statue di tutti gli altri fiumi fatte di marmo bian co , ad eccezione del Nilo ^Egizio : credono che al Nilo , siccome quello, che dalla Etiopia al mare di scende si debbano fare le statue di marmo nero. 7. Il racconto , che io mdii in Psofide sopra di Aglao Psofidio del tempo di Creso Lidio , che Aglao cio in tutto il tempo della vita sua fu feli ce , non mi persuase . Bla qualcuno vi^ar stato* che mali minori degli altri nel tempo suo soffris se , siccme una nave meno di unaltra vessata dalla tempesta : n potremo mai trovare una nave, che sempre rimanga fuori di disgrazie , o che sem pre abbia il vento favorevole . Dappoich Omero ancora fece stare presso di Giove il vaso debeni, e quello de mali 9 ; dal Dio di Delfo ammaestrato, il quale un di chiam lui stesso infelice , e fortuna to come nato ad ambedue gli stati. -

L I B R O CAPO VENTESIMOQUINTO

Via da Psofide a Telpusa - Tropa , e bosco A frodisio - Telpusa - Fiume Ladone - Monumenti di Telpusa - Fiume Tutoa.

i. ridando da Psofide a Telpusa, primieramen te a sinistra del Ladone si trova il Villaggid detto Tropa. Contiguo a Tropa il bosco Afrodisio. Seguono poi delle lettere mezzo cancellate su di una colonna , che segnano i confini degli Psofide verso il territorio di Telpusa. Nel territorio Telpusio il fiume Arsene detto. Passato questo, venti cinque stadj pi oltre si giunge alle rovine del ca stello daunte, ed al tempio, di Esculapio Gausio sul la strada. a. La citt lontana da questo tempio qua ranta stadj, dicono che il nome avesse dalla Nin fa Telpusa, e che questa fosse figlia del Ladone. Il Ladone nasce nella Clitoria, siccome di gi il mio discorso ha dimostrato, e scorre prima presso il luogo chiamato Leucasio, e Mesoboa, e passando per le Nasi va ad Orige e al cos detto Aiunte : da Aiunte a Taliadi e al tempio di Cerere Eleusiiiia discende. Questo tempio ne* confini de Telpusj : in esso sono le statue di Cerere, della figlia, e di Bacco, tutte similmente di sette pie^i e di marmo. Dopo il tempio di-Eleusini a , il Ladone passa a si nistra presso la citt di Telpusa, la quale posta sopra un gran colle, e nella maggior parte attem pi nostri^ diserta : cosicch il foro, che oggi alla estremit di essa dicono che in origine fosse fatto nel centro. 3. In Telpusa* havvi la cella di Esculapio, ed

0 T T A V 0 143 il tempio sacro ai dodici Iddi : ma la maggior parte di esso era di gi caduto a terra. Dopo Telpusa discende il Ladone al tempio di Cerere in On, co ; chiamano i Telpusj la Dea col nome4di Erin ni : e con loro Antimaco ancora si accorda nel can tare la spedizione degli Argivi contro Tebe : questo il suo verso: E" di Cerere Erinni la magione. Onco secondo la fama figlio di Apollo, e regn nella Telpusia nel luogo detto Onco. 4. La Dea adunque ebbe il soprannoiale di Erinni : imperocch mentre Cerere andava vagando allorch cercava la figlia, dieono, che era da Net tano seguita, il quale desiderava di giacersi con le i, e che essendosi ella in cavalla trasformata pa sceva insieme colle cavalle di Onco : ma Nettuno comprese di essere ingannato, e con Cerere ebbe commercio, anche egli assomigliatosi ad un cavallo maschio : la Dea dapprincipio fu irata por l acca?duto, ma dopo calm lo sdegno, e volle, siccome dicono lavarsi nel Ladone. Perci ebbe la Dea soprannomi, di Erinni per lo sdegno suo, perch gli Arcadi erinnyein appellano lusare sdegno ; di Lusia poi per essersi nel Ladone lavata. Le statuo del tempio sono di legno ; il volto per e le estre mit delle mani e depiedi sono di marmo Pario. Quella di Erinni ha la cos detta cista, e nella de stra una face : circa la grandezza congetturammo che fosse di nove piedi questa ; e quella di Lusia ci parve di sei. Tutti coloro poi, che credono la statua rappresentare Temi e non Cerere Lusia pen sano stoltamente. 5 .^ Affermano, che Cerere di Nettuno parto risse una figlia, il'nome della quale non Credono potere rivelare ai profani, ed il cavallo Arione : e che perci presso l oro, i primi fra tutti gli*Arcadi

i |4 L I B R O fu N ettuno chiamato Equestre. Allegano versi della Iliade, e della Tebaide per servir loro di prova al r acconto. Nella Iliade essersi su di Arione cantato : JV che fosse Arion di dietro spinto D Adrasto velocissimo destriero Egli permise mai. Nella Tebaide poi, come Adrasto fugg di Tebe: Con.Arione al crine azzurro porta Molli le vesti. Vogliono adunque che alludino i versi, che N etta no sia padre di Arione. Ma Antimaco lo dice figlio della Terra Del Creteide Talao il figlio Adrasto De' Danai spinse primo i due vantati Destrieri Cero rapido , e Arione JVato in Telpusa , cui vicino al bosco D Apollo Onco la Terra un d produsse Onde esser lo stupore demortali. Potrebbe per il cavallo, bench nato dalla terra trarre l'origine dal Dio, ed i crini a lui nel co lore ceruleo assomigliarsi. Si dicono queste cose ancora : che Ercole facendo la guerra agli Eli chie se ad Onco il cavallo-, e prese Elide, sendo sul ca vallo Arione nelle battaglie portato ; e che da E r cole dopo il .cavallo fu dato ad Adrasto. Perci di Arione poet Antimaco : Che per la terza volta fu domato Un d da Adrasto. 6. Il Ladone lasciando il tempio di Erinni, si accosta alla sinistra alla eella di Apollo Onceata : e a destra poi presso il tempio di Esculapio fanciul lo , dove il monumento della nudrice Trigone : dicono, che costei sia la nudrice di Esculapio. Im perciocch sendosi in Telpusa Autolao figlio spurio di; Arcade in Esculapio bambino espost9 incontra t o , dicono , che raccogliesse l'infante, e perci^

O T T A V O 45 m indussi a credere pi Verosimile essere Escula* pio fanciullo : il che fu da me nelle cose degli Epidaurj dimostrato. 7. Havvi il fiume T utoa, il quale mette nel LadoRe presso il confine de'Telpusj verso gli Ereesi, che dagli Arcadi si dice il Piano. Dove ii La done stesso si scarica nell'Alfo, viene quel luogo detto isola deGorvi. V ha chi crede , che Enispe 7 Stratie, e Ripe, che da Omero sono enumerate, fu rono un tempo isole nel Ladone abitate dagli uo m ini, le quali cose chi le crede sappia, che sono vane : imperciocch giammai il Ladone potrebbe avere isole della grandezza di una nave da carico. Che se questo fiume in limpidezza non la cede ad alcun altro, n de'Barbari, n de'G reci, non cos nella grandezza, onde appariscano in esso iso le, siccome nellIstro e nell'Eridano. CAPO V E N T E S I M O S E S T O

Citt di Era e suoi monumenti -Sepolcro di Corebo Citt di Alifera e suoi monumenti Melenee - Bufagio.
1. I l fondatore degli Ereesi fu Ereeo di Licao ne , e la citt posta a destra dell' Alfo, la mag gior parte in un clivo, che dolcemente s'innalza, il resto poi scende fino sopra lo stesso Alfo. Sono presso il fiume luoghi da correre, divisi da m irti, ed altri alberi, che si coltivano : ed ivi pure sono i bagni. 2. Vi sono anche celle ad onore di Bacco , uno dequali chiamano Polite, di Assite l'altro: ed han no un' edifizio dove celebrano i misteri di Bacco. E' in Era la cella di Pane ancora, siccome Dio nazionale dogli Arcadi. Del tempio di Giunone fra
P a u sa n ia 10

*46 l i b r o le altre vestigia, le colonne ancora restavano. Di tutti gli Atleti, che hanno avuto gli Arcadi, in gloria fu superiore Damarato Ereese, il quale vin se il primo al corso armato in Olimpia. Scendendo da Era verso l*Ela7 quindici stadj circa lontano dalla citt si passa il Ladone : di l all* Erimanto si arriva dopo venti stadj di viaggio. 3. Il confine di Era verso la Ela al dire de gli Arcadi lErimanto : gli Eli poi affermano 7 che il sepolcro di Corebo serve di limite alla loro regione. Quando Ifito ripristin i giuochi Olimpici, che per molto tempo erano mancati, e di nuovo le feste Olimpiche, come in origine, celebrarono, allo ra fu da loro messo il combattimento solo del corso e vinse Corebo: e sul suo monumento una inscri zione si legge, che dice avere Corebo vinto in Olimpia, ed essere in ci stato il primo uomo, e che sul confine della Ela fu a lui edificato il se polcro. 4. E Alifera un castello non grande : imper ciocch fu da melti abitanti abbandonata, quando si popol Megalopoli dagli Arcadi. Andando adun que da Era a questo castello, passerai lAlfo 7 e traversata una pianura di dieci stadj arriverai ad un monte : e quindi dopo altri trenta stadj, pel monte ascenderai a questo castello. Gli Aliferesi ebbero il nome della loro citt da Alifero tglio di Licaone. Hanno i tempj di Esculapio, e di Mi nerva, che venerano sopra tutti gli altri Iddii, di cendo , che ella nacque e fu educata presso di loro : ed ersero lara di Giove Lecheata, come colui 7 che avea ivi dato alla luce Minerva: e chiamano Tritonide il fonte appropriandosi il racconto del fiu me Tritone. La statua di Minerva di bronzo, ope ra dIpatodoro, che merita di essere veduta per la grandezza, e pel lavoro. Celebrano aucora una fe-

O T T A V O 47 sta a non so quale degli Iddii : io credo a Miner va. In questa cominciano col sagrificare a Miagro, pregando sulla vittima lEroe , ed invocando Mia gro : e fatto questo non sono pi loro moleste le mos che. 5. Per la via , che mena da Era a Megalo poli sincontra Melenee : questa fu edificata da Meleneo di Licaone : a nostri giorni era deserta, e co perta dalle acque. Quaranta stadj pi oltre di Me lenee Bufagio ; ed ivi ha le sorgenti il fiume Bufago, che sbocca nell' Alfo. Verso le sorgenti del Bufago sonp i confini degli Ereesi con i M egalopoliti. CAPO VENTESIMOSETTIMO

Citt di Megalopoli, sua fondazione , e storia Fiume Bufago.


j. ]VIegalopoli la citt pi moderna non del le Arcadiche sole, ma di quelle de' Greci ancora ; s e eccettuare si vogliano quelle dove per caso del Romano dominio gli abitatori passarono. Si raccol sero gli rcadi in essa per la fortezza, come co loro , i quali sapevano, che gli Argivi ne' pi anti chi tempi non una volta sola, ma ogni giorno fu rono in pericolo di essere da'Lacedemonj colla guer ra domati ; ma poich accrebbero Argo colla popo lazione , disfacendo T irinto, Isie, Ornee , Micene , M idea, ed altre piccole citt di poco momento, che erano in Argolide, pi deboli furono gli assalti, pi sicuri gli Argivi rimasero dal canto de' Lacedemo ne , e maggior forza acquistarono sopra i vicini $ con questo sentimento gli rcadi si raccolsero ad abitare insieme.

48 L I B R O 2. Il fondatore della citt potrebbe giustamen^ te chiamarsi Epaminonda Tebano : imperocch co stui fu , che gli rcadi raccolse per abitare insie me , e mand mille Tebani scelti sotto il comando di Pammene per difendere gli Arcadi, se mai i La cedemonj avessero tentato cTimpedire la edificazio ne. Furono poi dagli Arcadi scelti per fondatori liicomede, Opolea, Timone, e Prosseno : questi ul timi da Tegea ; Licomede, ed Opolea poi Mantinee si ; dei Clitorj Gleolao, ed Acrifio ; ed Eucampida , e Geronimo da Menalo; dei Parrasj Pisicrate, e Teossilo. Tutte queste poi furono le popolazioni f che per limpegno, e lodio <leLacedemonj ven nero persuase dagli Arcadi a lasciare la loro pa tria : lea, Pallanzio, Euta, Sumato, sa, i Pe retesi, Elissonte, Orestasio, Dipa, Lica, queste tutte da Menalo : dagli Eutresj Tricoloni, Zoit o , Garisia, Ptolederma, Cnauso, e Paroria ; dagli Epizj, Scirtonio, Mala, Cromi, Blenina, e Leuttro ; dai Parrasj i Licosuresi, i Tocnesi, i Trapezuntj, i Prosesi, cacesio, Aconzio , M acaria, e Dasea: dai Ginuri, che sono in Arcadia Gorti n e , Tisa presso il Lico, i L ic o ri, ed Alifera; da coloro, che con Orcomeno erano uniti, T isoa, M etidrio, e Teuti : vi si aggiunse ancora la cos detta Tripoli, Gallie, Dipoena, e Nonacri. Gli al tri Arcadi nulla violarono del comune decreto , e con impegno in Megalopoli si raccolsero : i Liceati per, e quedi Licosura, e di Trapezunte furono i soli fra gli Arcadi, che si distaccarono; e poi ch non si sottomettevano ad abbandonare le citt antiche, altri di loro furono loro malgrado colla for za in Megalopoli condotti, i Trapezuntj poi usci rono affatto dal Peloponneso. Imperciocch quelli di loro, che si salvarono dal furore degli rcadi navigarono nel Ponto, e furono ricevuti per con-

O T T A V O tig cittadini, come persone dello stesso nome, e della* stessa metropoli da quelli, che abitavano Trapezunte nel Ponto. I Licosuresi, che non aveano vo luto neppure obbedire furono dagli Arcadi rispet tati per essersi rifuggiati nel tempio di Cerere, e di Despoena. 4. Delle altre citt enunciate altre sono a na stri d totalmente diserte, altre come castelli sona dai Megalopoliti tenute, Gortine, Dipoene , Tissoaf che presso Orcomeno , Metidrio, T e n ti, Gallie * ed Elissonte. La sola di tutte queste, che una sorte p i mite dovea provare anche allora fa Pallanzio Agli Aliferesi rimas'e, che dalla origine a nostri di fosse la loro patria come citt riputata. 5 . Fu Megalopoli edificata dal concorso degli accennati popoli, V anno stesso , e pochi mesi dopo che accadde la rotta de Lacedemonj a Leuttri 7 sendo Arconte in Atene Frasi^lede, lanno secon do della Olimpiade GII.* in cui vinse alle Stadia JDamone Turio. , ^ 6 . I Megalopoliti sendo ascritti allalleanza deTebani niun timore aveano per parte deLace demonj. M a, come i Tebani furono entrati nella guerra cos detta sacra, ed assaliti daiFocesi, che occupavano la regione ai Beoti confinante, e che non erano per ricchezze impotenti, come coloro * che impadroniti si erano del tempio di Delfo, al lora i Lacedemonj a cagione dell impegno, che avea no , cacciarono dalle loro patrie gli altri rcadi , e i Megapoliti fra questi. Ma sendosi questi co** raggiosamente difesi, ed insieme sendo senza mi- stero alcuno dai vicini ajutati, nulla accadde di no tabile , n presso gli uni, n presso gli altri* 1 / odia degli Arcadi contro i Lacedemonj fece, che Filip po di Aminta, e il dominio deMacedoni non poeo crescesse ; e gli Arcadi non ebbero parte co9Gr#qi

i5o L I B R O n nel combattimento di Cherona, n quindi in quello di Tessaglia. 7. Non molto tempo dopo sorse su i Megalopoliti Aristodemo tiranno , Figalese di origine , e figlio di rtila, il quale era stato adottato da T rito persona non impotente in Megalopoli. Questo Aristodemo, come che tiranno, ottenne nondimeno di essere soprannomato probo. Durante la sua ti rannia i Lacedemonj entrarono impetuosamente nel la Megalopolitide con un esercito, e insieme con loro Acrotato il pi anziano defigli' del Re Cleomene. Io ho gi tessuto la genealogia di questo , e di tutta la stirpe de Re di Sparta. Sendo succeduta una fiera zuffa , e sendo morti molti da una par te , e dallaltra, finalmente i Megalopoliti vinsero, e fra gli altri Spartani, che rimasero uccisi vi fu Acrotato stesso, .n il paterno regno pot ottenere. 8. Morto Aristodemo, due generazioni dopo si fece tiranno Lidiade di oscura famiglia, ma di na tura magnifico, e siccome dopo lo dimostro, non poco amico della patria^ Imperciocch sendo an cora giovane, ottenne il dominio : ma dappoich co minci a riflettere, di sua volont dalla tirannide si dimise, bench il suo dominio fosse di gi in sicuro. Facendo allora parte i Megalopoliti del con siglio Acaico, Lidiade presso i Megalopoliti istess i, e tutti gli Arcadi fu cosi approvato, che in gloria eguagliava Arato. Ma i Lacedemonj in folla con Agide diEudamide Re dellaltra famiglia, an darono contro Megalopoli con un oste maggiore, e pi notabile di quella, che Acrotato vi aveva priina menato. Usciti a battaglia con loro i Megalo politi furono vinti, e portando i Lacedemonj una forte macchina contro le m ura, cominciarono a fare con essa crollare una torre, che ivi era, e spera vano , che nell indomane lavrebbero finalmente con

O T T A V O i 5i la macchina fatta cadere. Dovea Borea essere van taggioso , non solo ai Greci tu tti, quando fece rom pere la maggior parte della flotta Persiana a Sepie , ma questo vento *dovea pur salvare i Megalopoliti dallessere presi: imperocch distrusse la macchi na di Agide, e porto con soffio violento insieme, e continuo lo sterminio dappertutto. Quest Agide 7 a cui Borea imped di prendere la citt di Megalo poli quello stesso, a cui fu da Arato, e dai Sicionj tolta Pellene in Acaja^ e che poi ricev a Mantina la morte. 9. Non molto tempo dopo Cleomene di Leo nida prese Megalopoli, mentre era in pace con Isparta. Altri deMegalopoliti difendendo nella notte la patria caddero, ed allora la morte colse Lidiade, il quale combatt con tutta la gloria : gli altri di loro > che formavano i due terzi di quelli, che erano in et di portare le armi, e che comprendeva le don n e , e i fanciulli, furono da Filopemene di Crantide in Messenia salvati. Cleomene mise a morte quelli, che erano rimasi dntro, ed abbatt, ed arse la citt. In qual modo i Megalopoliti il loro paese ricuperassero, e quello, che essi dopo es sere ritornati fecero, sar dimostrato nella parte del mio discorso sopra Filopemene. Niuna colpa ha il popolo de Lacedemonj di ci, che i Megalopoliti soffrirono, perch Cleomene di regno cangi loro il governo in tirannia. 10. I Megalopoliti adunque, e gli Ereesi, se condo le cose di gi da me esposte hanno il con fine del loro territorio intorno alle sorgenti del fiu me Bufago Affermano, che il fiume abbia ricevuto il suo nome da Bufago Eroe, che dicono figlio di Japeto, e di Tornace. Questa nella Laconia ancora Tomace nominata. Narrano poi, che Diana saet t nel monte Foloe Bufago, che avea osato com mettere verso la Dea azioni non religiose.

L I B R O CAPO VENTESIMOTTAVO Gortine - Fiume Gortinio - Teuti - Berente i. attendo dalle sorgenti del fiume , ti rice ver primieramente il villaggio Marata : dopo, di esso Gortine, oggi castello , ma nepi antichi tem pi citt . Ivi la cella di Esculapio di marmo pen telico : havvi il Dio senza la barba , e la statua di Iga : furono queste opere di Scopa . Narrano i nazionali queste cose ancora, che Alessandro di Filippo dedicasse la corazza, e lasta ad Escula pio , e a"miei giorni ancora vede vasi la corazza 7 e la punta dellasta. 3 . Gortine traversata da un fiume , che da xoloro , che presso le sue sorgenti abitano vien detto Lusi per esservi stato lavato Giove , allorch fu partorito ; quelli poi , che sono pi oltre delle sorgenti, dal castello , col nome di Gortinio lo ap pellano. LIstro , il Reno , lIpani inoltre , il fio ristelle , e tutti gli a ltri, le cui onde nella stagio ne dinverno si gelano, potrebbero a mio parere giu stamente essere chiamati invernali , come quelli y che scorrono per una terra la maggior parte deir anno posta sotto le nevi, ed hanno laere intorno pregna di freddo . Tutti questi altri fiumi poi , i quali traversano un paese , che ha miti le stagio ni , e la cui acqua nella state bevuta, e per bagnarvisi usata, rinfresca gli uomini , e nellinverno non d alcuna molestia , questi fiumi, io dico , danno un acqua fresca . Fresca perci V acqua del Cidno , che passa per Tarso, e del Melane, che presso Side di Panfilia scorre . La freschezza dellAlente di Colofone cantata ancora dai poeti

O T T A V O i&3 elegiaci. Il Gortinio in freschezza eccellente^ spe cialmente nella state . Ha le sorgenti in T is oa, che confina coi Metidriesi : il luogo dove mesce lacqua sua all Alfo chiamato Retee* 3 . Al territorio di Tisoa contiguo il castello Teuti : era questo anticamente una piccola citt \ Nella guerra contro Troja , quei di Teuti diedero in particolare un condottiere , T euti d nome : al tri affermano , che fosse Ornilo . Quando ai Gre ci mancavano venti favorevoli per partire da Aulide , ed un vento turbinoso li teneva da lungo tem po chiusi 7 venne Teuti in inimicizia con Agamen none , ed era sul punto di ricondurre indietro gli Arcadi sotto il suo comando. Allora , dicono , che Minerva sotto le sembianze di Melane di Ope, fer, ce retrocedere Teuti dal suo ritorno ; ma costui pieno di rabbia , fer collasta la Dea in uh anca, e ricondusse da Aulide#il suo esercito a casa. Ri tornato in sua casa , sembrogli vedere la Dea stes sa ferita nellanca . Da quel momento fu da una malattia perniciosa preso , e la terra a questi soli degli Arcadi non rendeva alcun frutto. Dopo qual che tempo fralle altre cose , che loracolo xli Dodona rivel loro dover fare per placare la Iddia ? fecero ancora la statua di Minerva , che avea la ferita sopra lanca . Io stesso vidi questa statua , che avea lanca involta in una fascia purpurea. Ed altri tempj sono in Teuti, quello di Venere, e quel lo di Diana . Queste cose adunque sono ivi. 4 * Nella strada da Gortine a Megalopoli vedesi edificato un monumento a coloro, i quali nel la battaglia contro Cleomene perirono . Chiamano i Megalopoliti questo sepolcro col nome di Parebasio , perch Cleomene viol i patti . Contiguo al Parebasio una pianura di sessanta st*dj : e a de-r tra della strada sono le rovine della citt di Ber

154 L I B R O rente ; di l esce il fiume Berenteate , che dopo un corso di cinque stadj sbocca, nell lfo . CAPO VENTESIMONONO Rovine di Trapezunte - Rato - Rovine di BasUide Citt di Tocnia.

i. alicato lAlfo, la regione detta^ T ra pezunte , e gli avanzi della citt di Trapezunte . E di nuovo scendendo all lfo da Trapezunte, a sinistra , non lungi dal fiume il cosi detto Bato , dove ogni tre anni celebrano una iniziazine alle grandi Iddie : ivi la sorgente chiamata Olimpia de , che scorre , e manca alternativamente dentro due anni : vicino alla sorgente esce del fuoco. a. Dicono gli rcadi che la pugna chiamata de Giganti, e deNumi qui e non in Pellene di T ra cia avvenisse ; ivi sacrificano ai lam pi, alle pro celle , ed ai tuoni. De Giganti non fece Omero menzione alcuna nella Iliade : nella Odissea per scrisse , che i Lestrigoni le navi di Ulisse assal tarono simili a Giganti ? e non ad uomini i poet ancora , che il Re deFeaci disse , essere i Feaci vicini ai Ciclopi , ed alla nazione de Giganti . In questi luoghi adunque dimostra , che i Giganti sia no uria stirpe montale , e non divina $ ed anche pi chiaramente in questo : Egli che su i magnanimi giganti Un d regnava ; ma Viniquo popolo * Questi distrusse , ed ei per con loro* 3 . Che i Giganti poi avessero per piedi dedragoni r sovente la tradizione altrove , e in questo ancora insulsa mostrossi. L Imperadore Romano t volle, che colle navi dal mare ad Antiochia fosse

O T T A V O i 55 navigabile lOronte Siro , il quale non scorre sem pre egualmente in luogo piano fino al mare $ ma si porta fra dirupi , e in declivio . Avendo adun que con fatiche , e. spese scavato un letto alla na vigazione adatto, vi rivolse il fiume. Seccatosi l'an tico alveo fu in esso trovata unarca mortuaria di terra cotta maggiore di undici cubiti, ed il*cadavere era della grandezza dell arca , ed uomo in tutto il corpo . Ed essendo i Siri andati a Claro per con sultare loracolo , il Dio rispose loro , che quel ca davere era Oronte , ed Indiano di origine . Che se la terra sendo in origine umida ancora , e piena di umore, riscaldata dal fuoco gener i primi uomini 7 quale altra regione verosimile , che prima dell India , o pi grandi uomini producesse , la quale fino anostri d belve nudrisce , che incredibili so no a vedersi, ed^p grandezza eccellenti? 4 * Dieci stadj distante dal luogo nomato Bato la cos detta Easilide : di questa fu fondatore quel Cipselo , che diede in moglie a Cresfonte di Aristomaco la sua figlia : amiei giorni Basilide non era , che rovine r ed in essa rimaneva ancora il tempio di Cerere Eleusinia. Continuando il cammi no, di nuovo passerai lAlfo, e giungerai a Tocnia, che ha il nome da Tocno di Licaone , ma a nostri giorni tutta diserta : si disse , che Tocno edifi c la citt nel colle. Il fiume Aminio , che scorre presso del colle, mette nelVElissonte, e poco pi ol tre lElissonte sboeca nellAlfo.

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L I B R O CAPO T R E N T E S I M O

Fiume Elissonte - Monumenti di Megalopoli. i. (Q u esto Elissonte nascendo nel castello di v questo nome , pich anche esso ha no me Elissonte 7 traversando la regione deDipeesi * la Liceatide , ed in terzo luogo Megalopoli stessa* pi sotto di questa citt sbocca nell Alfo Vici no alla citt si trova il tempio di Nettuno Epoptos vi rimaneva della statua la testa sola. Dividendo il fiume Elissonte Megalopoli siccome i canali Gnido * e Mitilene in due parti dividono , in quella verso Settentrione , sulla riva destra del fiume havvi il foro : in essa vedesi un recinto ^ p ie tre 7 ed il tem pio di Giove Lico : non permesso lentrarvi * perch non si possono vedere le cose , che dentro vi sono : vi sono le are del Nume , due mense 7 ed altrettante aquile , e la statua di Pane di sopranno me Sino^nte fatta (}i marmo : narrano , che Pane ebbe tal soprannome dalla Ninfa Sinoe , la quale di cono 7 jhe insieme colle altre Ninfe , e particolar mente fu nudrice di Pane * Davanti a questo sacro recinto una statua di bronzo di Apollo che meri ta di essere veduta ? della grandezza di dodici pie di : fu questa dalla riunione deFigalesi trasporta ta per servire di ornamento a Megalopoli. Il luo go dove in origine la statua era stata eretta dai F i galesi 7 Basse si noma : il soprannome del Dio seguillo dalla Figalia : perch poi il nome di Epicu reo ottenesse sar da rtie dimostrato l dove parle r de Figalesi. A destra di Apollo una statua non grande della Madre degl Iddii, ma del tempio, ad accezione delle colonne non rimane altro . Davanti

O T T A V O iS 7 al tempio della Madre degl Iddi non vi alcona statua , ma si veggono chiaramente le basi7 sulle quali stavano un giorno . Una elegia scritta spra una delie basi afferma , che il ritratto era di Diofane tglio di Dio 7 che il primo uomo fu a con giungere tutto il Peloponneso colla Lega Acaica. 2. Il portico del foro 7 detto Filippo non fa fatto da Filippo di Aminta ; ma i Megalopoliti per fargli cosa forata gli concessero di dare il nome dell* edificio : il tempio di Mercurio Acacesio 7 che era presso del portico fu disfatto 7 e non n rimasto altro , che la testuggine di marmo. Contiguo a que sto portico 7 ve n ha un altro di minore grandezza : ivi hanno i Megalopoliti fatto gli Archivj in sei ca mere : in una di esse la statua di Diana Efesina , ed in un altra Pane della grandezza di un cubito 7 di soprannome Scolita : fu questo dalla collina Scolita trasportato : questa collina dentro le mura 7 e da essa una sorgente di acqua scorre nellElissonte . Dietro gli Archivj il tempio della Fortu na , ed ivi una statua di'marmo di cinque piedi. 11 portico , che Misopoli appellano nel foro , e fu edificato colle spoglie nemiche 7 quando ebbero la rotta Acrotato di Cleomene, e quelli deLacedemonj, che andarono con lui , avendo combattuto contro Aristodemo 7 che un d fu tiranno di Megalopoli. 3 . Nel foro i Megalopoliti, dietro il recinto consagrato a Giove Lico 7 hanno sopra una colon na scolpito Polibio di Licorta : vi sono state incise elegie ancora 7 che dicono che egli and vagando per la terra , e pel mare intiero 7 e che divenne al leato dei Romani, e calmi lo sdegno l oro contro la Nazione Greca . Scrisse questo Polibio gli altri fatti ancora dei Romani , e come essi attaccarono coi Cartaginesi la guerra , qual ne fu la cagione 7 e come tardi non senza pericoli grandi un tal Sci-

i 58 L I B R O pione, che i Romani appellano Cartaginse pose fine alla guerra , e Cartagine distrusse . In tutto quel lo , in cui il Romano obbed ai consigli di Polibio* le sue cose andarono molto bene : in quello poi in cui udir non volle i suoi insegnamenti, dicono, che commettesse e rro ri. Tutte le citt de! G reci, ohe facevano parte della Lega caica ebbero dai Roma ni Polibio per stabilire il loro governo , e porre le leggi. A sinistra del ritratto di Polibio la Curia. Questo adunque ivi. 4 Dicono , che il portico del foro di sopran nome Aristandro fosse edificato da un Aristandro cittadino : vicinissimo a questo portico , ad orien te, il tempo di Giove Salvatore : tutto allintor no decorato da colonne . i lati di Giove assiso in un trono, a destra Megalopoli , e a sinistra la sta tua di Diana Salvatrice: queste sono di marmo pen telico , e furono scolpite dagli Ateniesi Cefisodoto* e Senofonte., CAPO TRENTESIMOPRIMO Continua la descrizione di Megalopoli sulla riva dstra delV Elissonte. i. .L i altra estremit del portico contiguo ad occidente al recinto delle Grandi lddie : sono que ste Dee Cerere , e Proserpina , siccome ho di gi dimostrato nella narrazione Messenica ancora : Pro serpina dagli rcadi Salvatrice appellata . In bassirilievi davanti l ingresso hanno rappresentato * Diana da una parte 7 Esculapio , ed Iga dallaltra. Circa le Grandi Dee, Cerere tutta di marmo, Pro serpina Salvatrice per fatta , dove tiene la veste di legno : le statue s della una che dell altra so-

O T T A V O i 59 no quindici piedi alte. Davanti ad esse fece larti sta donzelle non grandi , che sono coperte gialle ve sti fino al tallone 7 e ciascuna di esse porta sul ca po un paniere pieno di fiori : Diconsi le figlie di Damofonte : quelli per che al pi divino rimon tano , le credono Minrva , e Diana che insieme con Proserpina colgono i fiori . Presso Cerere an cora Ercole della grandezza di un cubito : che que sto Ercole sia de Dattili Idi nom ati, lo dice Onomacrito neversi : questo Ercole le sta incontro . Presso di essa sono pure espresse le Ore , e Pane t che tiene la zampogna , ed Apollo , che suona la cetra . Una inscrizione ancora incisa sopra di lo-* ro, la quale dice 7 che es$i sono degli Iddii pri mi. 2. Sopra una mensa veggonsi rappresentat le Ninfe : Naiade , che porta Giove bambino, Antrci .anche essa una delle Ninfe Arcadiche , che tiene una face, Agno che da una mano una idria , e nell altra porta una patera . Anchiroe, e Mirtoessa por tano le idrie, e quasi si direbbe che sgorghi da es se acqua . Entro il recinto la cella di Giove Filio la cui statua di Policleto Argivo , ed a Bacco somiglia : imperciocch i suoi calzari sono i cotur ni , e tiene con una mano una tazza, il tirso coll9 altra : sul tirso siede un aquila , e a quelli, che a Bacco la riferiscono non deve questo accordarsi . Dietro questa cella un sacro bosco di alberi, non molto grande, circondato da una maceria : non ci possono entrare dentro gli uomini , ed avanti ad es so sono le statue di Cerere , e Proserpina di tre piedi. 3. Dentro il recinto delle grandi Iddie an cora il tempio di Venere. Avanti di uscire sono an tiche statue di legno , Giunone 7 Apollo , e le Mu se : dicono che queste furono portate da Trape-

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li I B R

xnnte . t e st atue, che sono nel tempio furono fatte da Damofonte ; IErma , e la statua di Venere di l egno : le mani di questa , la faccia, e 1 *estremit de piedi sono di marmo . Il soprannome di Macatite dato alla Dea fu a mio parere giustissimo : e per cagione di Venere , e delle opere di quella moltissime astuzie , ed ogni genere di discorso da gli uomini renne inventato. 4 In una camera poi sono le statue di Callignoto , Menta , Sosigene , e Polo : dicesi, che questi i primi instituirono la iniziazione delle gran di Iddie ai Megalopoliti , che una imitazione di ci , che in Eieusi si celebra . Dentro il recinto delle Dee sono tutte queste altre statue , di figura quadrangolare , Mercurio di soprannome Agetore , Apollo , M inerva, e Nettuno , ed inoltre il Sole, che ha il soprannome di Salvadore , e* di Ercole . Anche alle Dee stato un gran tempio edificato , ed ivi celebrano la iniziazione in loro onore. 5 . A destra del tempio delle grandi Iddie quello ancora di Proserpina : la statua di otto piedi di altezza , e la base cinta in ogni parte da tenie. In questo tempio le donne possono in ogni tempo entrare , gli uomini per non pi di una volta, lanno vi entrano. 6. Contiguo al Foro ad Occidnte edificato il Ginnasio , a cui danno il nome di Filippo il Ma cedone . Dietro di esso sono due colline , che non si alzano molto ; sopra di una veggonsi gli avanzi del tempio di Minerva Poliade ; sullaltra il tem pio di Giunone Telea anche esso in rovine . Sotto questa collina la sorgente detta Batillo ; anche essa si unisce all accrescimento del fiume Elisson te . Tutte queste sono le cose , che meritavano di essere qui accennate .

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CAPO TRENTESIMOSECONDO

Continua l descrizione di Megalopoli sulla riva sinistra delVElissonte.

1. JLia parte che di l dal fiume a mezzod ? ci porse da ricordare il teatro pi grande che sia nella Grecia : in esso pure una sorgente perenne di acqua . Non lungi dal teatro rimangono le fon damenta della Curia , che fu edificata per i Dieci mila degli Arcadi : chiamavasi questa da colui che dedicolla Tersilia : vicino una casa , miei d pos sessione di un privato; ma che in origine fu fatt^ ad Alessandro di Filippo . Epresso la casa , la sta tua di Ammone, simile agli Ermi quadrangolari T colle corna di ariete in testa. Il tempio,che alle Mu se , ad Apollo , e a Mercurio hanno edificato in comune ,, non ci diede da rammentare altro che poche fondamenta ; vi era una delle Muse , e la statua di Apollo del lavoro degli E rm i. Anche il tempio di Venere era in rovine ad eccezione del pronao : vi rimanevano ancora tre statue, una ha il soprannome di Urania , Pandemo dicesi la secon da , ed alla terza non diedero alcun nome. a. Non molto distante lara di Marte : si disse, che dapprincipio ancora era stata al Dio edi ficata. Di l dal tempio di Venere fu edificato an cora lo stadio , che da una parte fino al teatro si stende : ed ivi hanno essi una sorgente , che cre^ dono sacra a Bacco : il tempio di Bacco nellaltra estremit dello stadio mi si disse che due genera zioni prima di me era stato fulminato dal cielo : ed a mio tempo non se ne vedevano molti avanzi f Il tempio di Ercole, e Mercurio in comune, presso PAUSAtfU ii

i 6jl L I B R O l o stadio, a mio tempo non esisteva pi , ma solo rimaneva la loro ara. 3. In questa parte ad oriente un colle , ed in esso il tempio di Diana Cacciatrice , dono an sale questo di Aristodemo . A . destra del tempio di Diana Cacciatrice un recinto sacro , ivi il tem pio di Esculapio , la. sua statua , e quella dIga : scendendo un poco veggonsi denumi ( anche que sti hanno una figura quadrangolare , ed Ergati il loro soprannome ) Minerva Ergane, ed Apollo Agio. Mercurio , Ercole , e Lucina dai versi di Omero hanno la fama , il primo di essere ministro di Gio ve , e di menare le anime de* trapassati all infer no : Ercole di aver superato molti difficili combat timenti : di Lucina poi , poet nella Iliade , che ha cura dei dolori del parto delle donne . Unal tro tempio ancora v ha sotto questa collina di Er cole fanciullo . La statua di questo Dio stata fat ta in piedi , della grandezza di un cubito : la sta^tua di Apollo della grandezza di sei piedi assisa sopra di un seggio. 4 * Vi sono poste ancora delle ossa superiori di quello, che sembrino di un uomo ordinario : si disse, che queste erano le ossa di uno deGiganli , che Opladamo raccolse in ajuto di Rea , il che dal la mia narrazione sar ancor dopo percorso. Vici no a questo tempio una sorgente , e lElissonte riceve lacqua 7 che scorre da essa*

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CAPO TRENTESIMOTERZO Distruzione di Megalopoli ., e di altre citt - Sto~ ria dell9isola Crie sommersa dai flutti^ e delV Isola Jera, i. V^4 he Megalopoli, con tutto limpegno da gli Arcadi popolata , e mentre grandissime speran ze i Greci ne aveano concepute , fosse privata di ogni ornamento , e della primiera felicit , e molte rovine a*nostri giorni ne restino ; di ci niuna me- raviglia io presi , sapendo bene , che il Nume vuo le sempre nuove cose operare , e la fortuna cangia, e con necessit quando le piaccia mena tutte le co se , che sono forti, o deboli , che nascono ^ e che periscono . Micene infatti , che commandava ai Greci nella guerra contro di Troja , e Ninive y che possedeva la reggia degli Assirj , e Tebe di Beozia , che un d ebbe lonore di diriggere la Grecia , sono miseramente affatto diserte , e il no me di Tebe alla cittadella sola , e a pochi abitato ri passato. Quelle citt poi , che netempi pi. rimati superavano ogni altra in dovizie , Tebe di Egitto , ed Orcomeno Minieio , e Deio emporio co mune de Greci, hanno ora minore opulenza di un privato di ricchezze mediocre , e Deio se tu vorrai eccettuare quelli che dagli Ateniesi vanno al pre sidio del tempio , nel resto quanto ai Delj stessi spopolata affatto Di Babilonia rimane il tempio di Belo : ma di questa Babilonia, di cui il Sole non vide leguale, non vi rimanevano pi che le mura , siccome quelle di Tirinto ancora in Argolide. Que ste furono dalla divinit annientate . Ma la citt di Alessandro in Egitto , quella di Seleuco presso ii

164 L I B R O TOronte, che furono per cos dire fondate jeri, a tanta grandezza , e opulenza salirono perch la for tuna le protegge. 2. Si mostra in questo ancora la forza mag giore , e pi meravigliosa, che nella disgrazia, e nello stato felice dello citt. Imperciocch lisola di Grise era una velata distante da Lemno , dove dicono, che avvenisse a Filottete la disgrazia dell* idro j questa isola adunque fu tutta dalle ond som mersa , e Crise fu coperta dalle acque , e dispar ve nel fondo . Un* altra isola Jera chiamata non esisteva in quel tempo . Laonde le cose umane so** no tutte momentanee , ed affatto incostanti. CAPO TRENTESIMOQUARTO Monumenti sulla via da Megalopoli in Messenia Fia da Mantina all' Alfo.

i. .Andando da Megalopoli in Messenia , ecf avanzandosi sette stadj a sinistra della via princi pale un tempio di Dee , e chiamano queste , e il paese che all* intorno del tempio , col nome di Manie : mi sembra , ( un soprannome delle Eumenidi ) che in questo luogo Oreste per luccisione della madre divenisse furioso. 2. Non lungi dal tempio un tumulo di terra non grande , sul quale havvi un dito di marmo , ed il tumulo ha il nome di monumento del Dito : dicono che ivi Oreste uscito di senno^si mangiasse un dito di una mano . Contiguo a questo unaltro luogo chiamato Ace , perch ivi Oreste ricev i rinedj della malattia : ivi ancora stato edificato un tempio alle Eumenidi. Affermano , che queste Id die , quando doveano fare uscire di senno Oreste.

O T T A V O i 65 gli comparissero negre : come poi si fa mangiato il dito , dicono r che gli sembrassero bianche, e che alla vista loro si calmasse , e cos alle une fe$e espiazioni allontanando da se il loro sdegno , e alle bianche sagrific : insieme con loro hanno il rito di far sagriiicj anco alle Grazie . Presso il luo go Ace, unaltro se ne trova chiamato Sacro, per ch Oreste si recise ivi la chioma dopo esservi en trato. 'Quegli dePeloponnesj , che le antichissime cse rammentano , dicono , che prima avvennero ad Oreste in Arcadia daUe Erinni di Glitennestra queste cose , di quello , che il giudizio nellAreo pago ; e invece di Tindareo ( imperciocch affer mano che pi non era in vita ) gli danno per accu satore Perilao , il quale domand giustizia del san gue della madre , come colui che era cugino di Glitennestra : conciossiach vogliano , che Perilao fosse tglio dicario , e che anche dopo Icario aves se figlie. 3. Da Mantina allAlfo havvi una strada d quindici stadj : in questo luogo il fiume Gateata mette nell Alfo , e prima ancora il Carnione sboc ca nel Gateata : il Carnione ha le sorgenti nella Epitide , sottb il tempio di Apollo Cereata 5 il Ga teata poi nasce in Gatee nella Cromitide. Eia Croraitide quaranta stadj jii s dellAlfo , ed in essa le rovine di Gromone sono totalmante disfatte . Da Cromone vi sono venti stadj alla Ninfade : la Ninfade irrigata dalle acque , e piena di alberi. Dal la Ninfade aH'Ermo sono venti stadj ; ivi il cons tine de Megalopoliti, e de Messenj : nello stesso luogo sopra di un cippo scolpito Mercurio.

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L I B R O CAPO TRENTESIMOQUINTO

Via da Megalopoli a Camassio - a Lacedemone nelV interno delV Arcadia - Rovine di Tricoloni, ed altre citt - Pianura Schenunte.

j. I n n e s ta via mena a Messene , laltra da Me galopoli conduce a Garnasio de Messenj : ed ivi ti ricever, llfo , dove il Maliunte , e il Siro scendono a mescolare le loro acque con quel? lo. Di l, avendo il Mallunte a destra , dpo tren ta stadj lo passerai, e salirai per la declive estre mit della via al luogo che Fedria si appella. a. Quindici stadj distante da Fedria versa il tempio di Despoena il cosi nomato Ermo. An che qui sono i confini deMegalopoliti coi Messe nj , e le statue non grandi di Despoena, e di Ce rere . Vi poi quella di Mercurio ancora , e di Ercole : a mio parere quel simulacro di legno di Ercole fatto da Dedalo stette qui nel confine della Messenia , e degli Arcadi. 3 . La strada da Megalopoli a Lacedemone fino alllfo lunga trenta stadj ; da questo luogo viaggerai presso il fiume Tiunte ( mette ancor que sto nellAlfo ) ; lasciato il Tiunte a sinistra, qua ranta stadj lontano dalllfo arriverai a Falesie : Falesie venti stadj distante dallErmo, che in Belemina. 4 . Narrano gli rcadi, che appartenendo Be lemina al territorio rcade fu loro anticamente dai Lacedemonj distaccata : ma non mi parve, che di cessero il vero per altri motivi , e specialmente perch mi sembra, che i Tebani non lavrebbero disprezzato , e vedendo gli Arcadi d < i questa par-

O T T A V O 167 te privati, per giustizia ne dovea succedere la re stituzione. 5 . Da Megalopoli partono vie anche per le in* terne parti di Arcadia , e per andare a Metidrio vi vogliono cento settanta stadj . Tredici stadj pi oltre di Megalopoli il luogo chiamato Scia ^ e gli avanzi si veggono del tempio di Diana Sciaditide: si disse , che lo avea edificato Aristodemo tiranno . Di l dopo dieci stadj sono poche memorie della citt di Carisie. Da Carisie a Tricoloni v ha una strada di altri dieci stadj. 6. Era un di Tricoloni ancora citt : e anostri giorni vi si vedeva aricora su di un colle il tempio di Nettuno , colle statue quadrangolari , e intorno un bosco di alberi : furono fondatori di questa cit t i figli di Licaone. Dicono poi , che Zoeteo di Tricolone abbia fabbricato Zoetia quindici stadj pi oltre di Tricoloni posta non dirittamente , ma a si nistra di Tricoloni. Paroreo poi il pi giovane de* figli di Tricolono , anche egli edific Paroria die ci stadj lontano da Zoetia : erano agiorni miei an che queste due diserte. Rimane in Zoetia il tem pio di Cerere , e quello di Diana , che amiei di ancora vedevansi . Altri avanzi di citt vi sono an cora : quelli di Tireo quindici stadj distante da Pa roria : quelli di Ipsunte veggonsi sopra un monte posto in una pianura , che Ipsunte si appella : il paese fra Tireo , ed Ipsunte tutto montuoso , q pieno di belve : che figli di Licaone fossero Tireo, ed Ipsunte , stato dal nostro discorso mostrato di sopra. 7. A destra di Tricoloni,primieramente la stra da sale dolcemente alla sorgente che Grani si di ce: scendendo trenta stadj da Gruni vedesi il se* polcro di Callisto , cio un alto tumulo di terra , che contiene molti alberi infruttiferi , e molti di

i 68. L I B R O quelli che si piantano: sulla cima del tumulo il tempio di Diana di soprannome Galliste ; e n i sembra , che Panfo avendo appreso qualche co a dagli Arcadi , fosse il primo a chiamare ne ve si Diana col nome di Galliste . Venticinque stadj pi oltre , in tutto cento da Tricoloni , e sull'Elissonte , per la via retta- che mena a Metidrio ( che la sola , che resti di Tricoloni ) il vii laggio di Anemosa , e il monte Falanto , dove ri mangono gli avanzi della citt di Falanto : dicono, che Falanto sia tglio di Agelao di Stintelo . Sotto questo la pianura detta di Palo, e dopo di essa Schenunte , che il nome trasse da Scheneo Beozo . Se poi questo Scheneo presso gli Arcadi ven ne a stabilirsi , potrebbero i corsi di Atalanta vi cino a Schenunte avere preso il nome dalla figlia di questo. Mi pare, che poi si giunga al cosi detto campo di Schenunte , e tutti i corsi detti di so pra sono dentro il territorio Arcade. '

CAPO TRENTESIMOSESTO

Citt di Metidrio r Monte Taumasio - Via a Me nalo - Monte Menalio - Jtcacesio .

i. D o p o questo non resta altro a rammentar si , che Metidrio stesso. La via da Tricoloni a Me tidrio di cento trentasette stadj ; fu nomato Me tidrio perch un colle alto fra i fiumi Molotto , e Milaonte, sul quale Orcomeno edific la citt . Prima di fare parte dal popolo Megalopolita ebbe ro i Metidriesi ancora devincitori Olimpici. a. In Metidrio il tempio di Nettuno Eque stre sul Milaonte : il monte poi detto Taumasio iace di l dal fiume Molotto . Vogliono i Metidriesi , che Re quando era di Giove incinta , in questo monte arrivasse, ed in suo soccorso , se mai Saturno fosse venuto contro di lei , si prepa-

O T T A V O 169 rassero Opladamo , e gli altri Giganti , che erano seco lui : e la fecero partorire in una parte dei Li co , ed affermano , che ivi avvenisse l inganno contro Saturno , e invece del figlio la sostituzione della pietra narrata dai Greci.Ed havvi presso la cima del monte la spelonca di Rea , ed in essa non pos sono entrare , che le donne sacre alla Dea , e nin no altro . Trenta stadj distante da Metidrio la fonte Ninfasia . Altrettanto di distanza vha ai con fini communi deMegalopoliti, degli Orcomenj , e de Gafiati. 3. Per le cos dette porte ad Elo , comincia la via , che da Megalopoli c onduce a Menalo lun go il fiume Elissonte . A sinistra della strada il tempio del Dio Buono : che se glIddi sono dato ri di beni agli uomini , Giove il Nume supremo, e con questo raziocinio si potrebbe supporre es sere questo un soprannome di Giove . Andando un poco pi oltre si trova un tumulo di terra, che il sepolcro di Aristodemo , a cui neppure sendo ti ranno , tolsero il soprannome di Probo. Havvi an cora il tempio di Minerva Mecanitide soprannomata , perch la Dea ritrovatrice di ogni sorta di consigli , e ritrovamenti. 4 * A destra della via vedesi un recinto sacro al vento Borea , e i Megalopoliti ogni anno a que sto sacrificano , n stimano Borea inferiore ad al cun Dio , come colui, il quale li salv dai Lace demonj , e da Agide . Segue il monumento di Oicle padre di Anfiarao , seppure mor egli in Arcadia , e non mentre faceva parte della spedizione con Er cole contro Laomedonte . Dopo questo il tem pio , ed il bosco sagro di Cerere detta in E lo, cin que stadj distante dalla citt : non vi possono en trare che le donne. Trenta stadj pi oltre la re- gione detta Paliselo. Da Paliscio lasciando a sin-

L I B R O 170 stra F Elafo che non mena sempre acqua , ed avan zandosi per venti stadj, rimangono le rovine di Pereteo , ed il tempio di Pane fra queste. 5. Se passerai il torrente dirittamente, dopo quindici stadj havvi una pianura , e traversata an cor questa si erge un monte, che sendo dello stes so nome della pianura, I radici del monte sono eoa , ed il tempio di Diana Licoatide , e la sua statua di bronzo . A mezzod del monte era fabbricata Sumezia. In questo monte sono ancora i co s detti Triodi , e le ossa di rcade di Callisto fu rono di l tolte dai Mantineesi, secondo loracolo di Delfo . Vi restano ancora le rovine di Menalo istessa , le vestigia del tempio di Minerva , ed uno stadio per il combattimento degli a tle ti, ed un al tro pel corso de cavalli. Il monte Menalio lo cre dono specialmente sacro a Pane , cosicch quelli , che vi abitano intorno , dicono di sentire Pane 7 che suona la zampogna . Fra il tempio di Despoena , e la citt de Megalopoliti vi sono quaranta sta dj , e la met della strada per coloro , che passano lAlfo. 6. Due stadj di l dall Alfo si veggono le ro* vine di Macareo , ^e di l agli avanzi di Daseo so no sette stadj : altrettanti ve n ha da Daseo al col le detto Acacesio : sotto di questo era la citt di Acacesio , e la statua di Mercurio Acacesio di mar mo esiste anche anostri tempi sul colle : che Mer** curio fanciullo f osse ivi allevato , e che lo nudrisse caco di Licaone, ci , che gli Arcadi di lui raccontano. Diversamente per narrano i Tebani 7 e nulla di pi si accordano ai Tebani i Tanagri. 7. Quattro stadj distante da Acacesio il tem pio di Despoena* E primieramente in questo luo go un tempio di Diana Egemone , e la statua

O T T A V O tjt jdi bronzo , che tiene l e faci : noi la stimiamo di sei piedi. CAPO TRENTESIMOSETTIMO

Monumenti nel recinto sacro d Despoena.

i . D i l si entra nel sacro recinto di Despoe* na: andando al tempio vedesi a destra un portico, e sulla parete sono scolpiti bassorilievi di mar mo bianco: in uno sono espresse le Parche, e Giove di soprannome Moerageta ; nel secondo Ercole, che toglie il tripode ad Apollo ; quelle cose, che ho sopra loro udito essere avvenute, saranno da me ancora esse dimostrate, allorquando sar pervenuto a quella parte del discorso Focese, che tratta di Delfo. Nel portico presso Despoena fra i bassirilievi descritti una tavoletta, sulla qttale scritto c i , che risguarda le cose alla iniziazione spettan ti. Sul terzo bassorilievo sono espresse Ninfe , e P an i, e sul quarto vedesi Polibio di Licorta : e vi la inscrizione, che la Grecia non sarebbe stata dapprincipio danneggiata, se in tutto a Polibio aves se obbedito, e che avendo errato, da lui solo ebbe s occorso. Davanti al tempio l 'ara di Cerere , ed un altra ve n' ha a Despoena , e dopo questa la ter za alla Madre degli Iddii. a. Le statue stesse poi di Despoena, e Cere r e , e il seggio, sul quale stanno assise, ed il sup pedaneo , tutto ci non , che un solo masso di marmo : e neppure alcuna di quelle cose, che sulle vesti si veggono, o di tutte quelle, che sulla sedia sono scolpite, riportata di altra pietra attaccata con ferro, o con colla; ma tutto dello stesso m asso. Questo marmo non stato loro portato, ma

i7* L I B R O raccontano di averlo , per una visione t rpvato den tro il recinto, scavando la terra. La grandezza di ciascheduna statua secondo quella della statua della Madre in Atene : la scultura poi ancora que sta di Damofonte. Cerere adunque porta nella de stra. una face, e tiene l'altra mano sopra Despoena : Despoena tiene lo scettro, e la cos detta ci sta sulle ginocchia, e tiene la deslra sulla cista. Da ambo le parti del seggio , press Cerere Dia na avvolta in una pelle di cervo, e colla faretra sulle spalle, in una mano tiene la lucerna, e nell'al tra due dragoni: presso di lei giace una cagna di quelle da caccia. Presso la statua di Despoena poi Anito rappresentato colle armi. Dicono quelli del tempio , che Despoena fu da Anito allevata, il quale era uno de'cos detti Titani. Omero il primo in trodusse i Titani nella poesia, e Dii li dice sotto quello, che Tartaro addimandasi, ed i versi di ci si leggono nel giuramento di Giunone. Onomacrito prese da Omero il nome de'Titani , compose le orgie di Lacco ; e poet essere i Titani gli autori de'travagli di Bacco. Questo ci, che dagli r cadi si narra di Anito. Che Diana poi sia figlia di Cerere , e non di Latona, Eschilo di Euforione amroacstronne i Greci, sendo tradizione Egiziana. Cir ca i Cureti ( per ciocch sono questi scolpiti sotto Je s tatue ) ; e quello, che spetta ai Coribanti sulla base scolpiti , ( che ad un altro conosco apparte nere , e non a Curete ), queste cose adunque sendo da me conosciute le ometto. 3. Gli Arcadi introducono nel tempio qualun que altro albero, che si pianta , fuori, che il me logranato. Uscendo dal tempio havvi a destra uno specchio attaccato al muro. Chiunque in que sto specchio rimira, o si vede debolmente, o non vede affatto: le statue delle Dee per esse, e la sedia chiaramente si vedono.

O T T A V O 173 4. Presso il tempio di Despoena, salendo un p oco a destra la cos detta Casa ; ivi fanno la iniziazione , e a Despoena sagrificano gli Arcadi molte vittime, e ricche. Sagriiica ognuno quello, che possiede ; n si taglia la gola delle vittime sic come negli altri sagriticj, ma quel membro , che sincontra, questo della vittima si taglia. 5. Gli Arcadi venerano Despoena sopra le al t re D ee, e figlia la dicono di Nettuno , e Cerere : ha questa il soprannome presso molti di Despoe na, come quella figlia di Giove, Cora addimandano: in particolare poi il suo nome Proserpina , sic come Omero, e Panfo ancora prima di lui poeta r ono : temerono per di scrivere il nome di De spoena ai prof ani. 6. Sopra la cosi detta Casa il bosco sacro di Despoena cinto da una maceria di pietre. Den tro di esso fra gli altri alberi vi sono gli olivi, e gli elei nati da una stessa radice : questa non ope ra del sapere dell agricoltore. Di l dal bosco so no le are di Nettuno Equestre come padre e di De spoena , e di altri Iddi : sull ultima la iscrizione di ce, che a tutti gli Dei comune. 7. Di l salirai per una scala nel tempio di Pane. E stato edificato ancora un portico per an dare al tempio, e la statua del Dio non grande. Appartiene a Pane sim ilmente, che ai pi potenti deNumi lesaudire le preghiere degli uomini, ed il rendere quello, che si conviene ai malvagi: pres so questo Pane arde un fuoco, che non si estin gue mai. 8. Si dice, che ne'pi antichi tempi qu esto Nume desse oracoli, e ne fosse sacerdotessa quella ninfa E rato, che con Arcade di Callisto si congiun se ; rammentano adunque di Erato quello, che io ho qui riferito. Nel tempio havvi lara di M arte,

e due statue di Venere, una di marmo, e ia pi antica di esse di legno : similmente vi sono le sta t ue di legno di Apollo, e Minerva : a Minerva sta to edificato ancora, un tempio. CAPO TRENTESIMOTTAVO

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L I B R O

licosura - Monte Lico - Territorio Tistoese Monti Nomii.


recinto delle mura di Licosura, dentro la quale sono pochi abitanti. Licosnra la citt pi antica di tutte quelle, che la terra nel continente, o nelle isole mostra ; que-> sta fu la prima citt veduta dal Sole ; e da essa ap presero gli altri uomini a fare le citt. 2. A sinistra del tempio di Despoena il mon te Lico, che Olimpo ncora addimandano, e ch e alcuni degli Arcadi appellano la sacra cima: affer mano , che Giove fu in questo monte allevato, ed esiste nel Lico una regione, Gretea chiamata; que sta a sinistra del bosco di Apollo soprannomato Parrasio : e gli rcadi contendono, che la Greta do ve la tradizione de'-Cretesi vuole , che sia stata Giove allevato, sia questo luogo, e non gi lisola. 3 . Alle Ninfe, che essi dicono avere allevato Giove, danno i nomi d iT iso a, Neda, ed Agno: e da Tisoa fu edificata nella Parrasia una citt (a'm ie i giorni il castello Tisoa una porzione della Megalopolitide ) da Neda trasse nome il fiume: da Agno poi fu denominata la fonte , che nel monte Li co , che simile al fiume Istro sort di dare un' ac qua invariabile nell' inverno, e nella state. Se lungo tempo duri l siccit, ed i semi nella terra, e gli alberi si secchino , allora il Sacerdote di Giove L i-

O T T A V O 175 co, dopo di avere verso lacqua pregato, a sagrificato ci , che di rito , intinge uri ramo di quer cia nella superficiee non nel fondo della sorgen te : mossa lacqua si alza un vapore simile alla neb bia, che dopo un poco di tempo diviene una nuvo letta , e raccolto a se le altre nuvole fa scendere la pioggia sulla terra degli Arcadi. 4. Nel Lico il tempio di Pane, e intorno ad sso un bosco sacro, ed un Ippodromo, e avanti a questo uno stadio : ne tempi antichi celebravano qui il combattimento delle feste Lice. Nello stesso luogo sono ancora le basi di statue, che pi no a vi esistono : una elegia incisa sopra una delle basi dice, che la immagine di Astianatte, e che co stui traeva la origine da rcade. 5 . Altre meraviglie presenta il monte Lico, e specialmente questo. In esso un recinto sacro di Giove Lico, in cui non lecito entrare agli uo mini : chi trasgredisce la legge, e vi entra necessa riamente^ non pu vivere pi di un anno. Mi si dis se adunque anche questo; che le belve, e gli uo mini , che sono dentro , tutti similmente non danno ombra, e per questo rifuggiandosi una belva nel re cinto, non vuole il cacciatore penetrarvi, m a aspet tando fuori, e la belva guardando, non ne vede o\~ cuna ombra. Nel tempo stesso poi, che il Sole en* tra in cancro, in Siene ancora di Etiopia non pu darsi ombra, n dagli alberi, n dagli animali : ma il recinto sacro del Lico circa l ombra soffre sem pre lo stesso, ed in tutte le stagioni. E sulla som mit pi alta del monte un tumulo di te rra , che Fara di Giove Lico, e di l si vede la maggior parte del Peloponneso: davanti allara sono due co lonne rivolte all ofiente, e su di esse fino da pi antichi, tempi sono state fatte delle aquile dorate. Su questa ara sagrificano in segreto a Giove Lico:

176 L I B R O il darmi briga di sapere ci, che il sagrificio r isguarda non mi piaceva, e sia pur come , e co me fu in origine. 6. Ad oriente nel monte vedesi il tempio di Apollo di soprannome Parrasio : hanno a lui posto il nome ancora di Pizio. Celebrando in onore del Dio ogni anno una festa, sagrificano ad Apollo Epicurio un cinghiale nel foro : e sagrificando iv i, por tano subito la vittima nel tempio di Apollo Parra sio a suono di tib ia, e colla pompa j e tagliandone l e coscie le ardono, e nel luogo istesso consuma no le carni delle vittime. Questo il rito di tali cose. 7. Nella parte settentrionale del Lico il ter ritorio Tisoese : gli abitanti di questo onorano spe cialmente la ninfa Tisoa. Scorrendo per il territo rio Tisoese, sboccano nell Alfo il fiume Milaone, e dopo di esso il Noo, lAcheloo, il Celado, ed il Nafilo. Due altri fiumi hanno listesso nome dell Acheloo Arcade, e pi illustri sono in gloria : quell Acheloo, che mette in mare alle Echinadi, passando per il paese degli Acarnani, e ^jer la Etolia, da Omero fu nella Iliade poetato essere il principe di tutti i fiumi ; laltro poi, che scende dal Sipilo , ser v a lui per maggiormente ornare insieme col mon te Sipilo la storia di Niobe : il terzo adunque in* torno al monte Lico ha il nome di Acheloo. 8. A destra di Licosura sono i cos detti monti Nomii, ed in essi il tempio di Pane Nomio : e chia mano Melpa il villaggio, dicendo essersi qui da Pane il suono della zampogna inventato. E cosa molto facile il pensare, che Nomii i monti si ap pellino dal pascere di Pane ; ma gli Arcadi stessi dicono, che sia il nome di una Ninfa*

O T T A V O C A P O T R E N T E S I - MONONO Fiume Platahistone - Figalia.

t . -Presso Licosurat ad occidente scorre il fiume^ Platanistone; e chi vuole andare a Figalia deve ne cessariamente passar questo fiume. Dopo di esso havvi una salita di trenta stadj , o poco pi. a. Circa Figalo di Licaone , oonciossiacch oo* stui fu il fondatore; dell^ citt, e come col tempo essa in quello d Fialo di Bucalione mutollo, e di nuovo F antico riacquist , tutto questo lo ha gi il discorso nostro di sopra accennalo. Si narrano an-* cora altre coso , che non meritano fede : che Figaio fosse indigena , e non figlio di Licaone s altri poi hanno detto , ohe Figalia fosse una delle Ninfe Driad. I Lacedemonj, allorquando assaliro no gli Arcadi, ed entrarono nella Figalia collar enata vinsero in battaglia i nazionali, e - strettamente li assediarono : essendo il muro in pericolo di es sere prso , i Figalesi fuggirono , i Lacedemoni li lasciarono con patti partire. Avvenne la presa di Figalia, e lesilio de Figalesi, da essa i sendo in Atenp Arconte Milziade, nell anno IL della Olim piade XX X ., nella quale Ghionide ObacOne per la terza volta fu coronato. Quelli de Figalesi, che era no scampati, risolsero di andare a Delfo ~id" inter rogare il Dio pel loJo ritorno: e "la Pifciar rispas^ * che non avessero tentato di ritornai^ da loro in Figalia, che non vedva il ritorno , itta se avessero preso da Orestasio cento scelti soldati, questi sa rebbero nella battaglia spenti, ed i Figalesi avreb bero avuto per loro^il ritorno. Gli restasj poi * ponte ebbero udito loracolo avuto dai Figaie*!, si P ausala

178 L I B R O prevenivano V un 1 altro coll' impegno per essere de'cento scelti, e far parte, della uscita a Figalia. Venuti adunque presso la guarnigione de'Lacede m onj, fecero adempire in tutto loracolo; imper ciocch avendo essi combattuto da valorosi, mori r ono, ed avendo scacciato gli Spartani, diedero ai Figalesi il commodo di potere prendere la patria. 3 . Figalia posta sopra un luogo alto, e dir r upato , il pi delle .mura le hanno essi edificate sotto le rupi : dopo essere, saliti sopra, il colle piano , e{l eguale. Ivi il tempio di Diana Salva trice colla statua di marmo bianco : da questo te m pio hanno il rito di mandare la pompa ancora. 4. Nel ginnasio la. statua >di Mercurio rap presentata involta in un pallio, e termina non gi in piedi, ma in figura quadrangolare. Vi stato edificato anche il tempio di Bacco, che dai nazio nali ha il soprannome di Acratoforo : le parti in feriori della statua non possono vedersi, sendq da foglie di allori, ed ellera coperte : tutto qnello poi, che pu vedersene stato tinto con ginapro pe r risplendere : si dice, che il ginapro si trovi dagli Spagnuoli insieme coll'oro. CAPO QUARANTESIMO

Statua di Arrachione pancraziaste - Creugante.


1. d a n n o i Figalesi nel foro la tatua di Arrachlone pancraziaste, antica nelle altre cose, e nella figura ancora : non sono>i piedi tra loro mol to distanti, e l e mani scendono presse il fianco fino alle natiche : la immagine di pietra : dicono poi -, che una inscrizione ancora sopra di questa fosse scritta $ ma pel tempo disparve,

O T T A V O 179 a. Riport Arrachione due vittorie Olimpiche prima della LIV. La riport ancora nella L 1V. , Con giustizia per parte degli Ellanodici, e con vir t per parte di lui stesso. Imperciocch come col solo avversario, che gli restava , Arrachione com batteva per lolivo, costui cintolo coi piedi lo trat tenne , e colle mani insieme strinse il suo collo : Arrachione ruppe ftn dito del piede dellavversa rio, ma egli soffocato vi lasci la vita, e quello , che lo soffoc pel dolore del dito in quel tempo stesso lasci di combattere. Gli Eli coronarono , e proclamarono vincitore il cadavere di Arrachione. 3. Lo stesso io so , che gli Argivi ancora fe cero circa Creugante da Epidamno pugile: imper ciocch essi diedero a Creugante morto la corona def Nemi, perch Damosseno Siracusano, che con tro lui combatteva trasgred il patto, di cui erano a vicenda convenuti. Perciocch mentre combatte vano al pugillato era per sopraggiungere la sera r e in modo, che udir si potevano, convennero, che r uno dal canto suo desse il colpo, laltro lo rice vesse. I pugili non aveano allora il cesto forte so pra il carpo di ciascuna mano ; ma combattevano ancora al pugillato col molle , legandolo sotto il vuoto della mano, perch le loro dita rstassero nude : il cesto di pelle bovina cruda, tenue, che in un modo antico era intrecciato , era il cesto molle. Allora adunque costui tir un colpo in te sta a Damosseno : questi comand a Creugante di tenere in alto la mano $ e mentre colui ve la te neva lo batt colle dita diritte sotto il fianco : per la forza delle unghie, e la violenza del colpo met tendo la mano dentro, trasse le viscere fuori dalle ferite , e subito Creugante cadde morto. Gli rgini esiliarono Damosseno come colui, che i patti avea trasgredito, e invece di uno avea pi colpi contro

180 L I B R O lavversario no usato: morto Creugante gli diede ro la vittoria, e il ritratto in Argo ne fecero : e fino a*miei d era posto nel tempio di Apollo Lico. CAPO QUARANTESIMOPRIMO

Cemeterio degli Orestasj nel foro di Figalia. - Fiu me limaoe - Fiume Neda - Monti Cotilio , ed Elaio - Basse , e Tempio di Apollo Epicurio Sorgenti del lim a te - Cotilo.

i . 3\ el foro i Figalesi hanno il cemeterio de gli scelti Orestasj, e fanno loro ogni anno de' fu nerali come ad Eroi. a. Il fiume chiamato Limace, che scorre presv so Figalia istessa, sbocca nella Neda: dicono, che il fiume avesse tal nome per cagione de purga-r menti di Rea. Perciocch come le Ninfe dopo che ella ebbe partorito Giove la ebbero dal parto pur gata, in questo fiume gittarono le sozzure: gli Achi in fatti lymata tali sozzure appellano. Omero an cora serve di prova, dicendo, che i Greci per la l iberazione dalla peste furono purgati, e che essi le lym ata , cio le sozzure, gittarono nel mare. 3. Le sorgenti della Neda sono nel monte Cerausio, porzione del Lico. Dove la Neda passa pi vicino alla citt deFigalesi, ivi i figli loro reclr donsi in onore del fiume la chioma: nella parte vi cino al mare la Neda navigabile per i bastimenti piccoli. Di tutti i fiumi, che conosciamo, il Mean dro va specialmente con corso tortuoso alla f oce, 0 nella parte superiore molti g iri, e rigiri presen ta : il secondo post per la tortuosit potrebbe esrSere dalla Neda occupato. Podici stadj pi. io su di Figalia , vi swq

O T T A V 0 181 bagni caldi, e non lungi' da questi il Limace mette nella Neda i dove confondono insieme le acque , ivi il tempio di Eurinome , santo fin da tempi rimoti , e per lasprezza del luogo di difficile acces so: intorno ad esso sono nati molti cipressi, luno allaltro contigui. Il popolo deFigalesi ha credu to ? iche Eurinome sia U|n soprannome di' Diana t tutti quelli di loro per, che hanno adottato le antiche memorie i affermano, che Eurinome sia una figlia dell Oceano , della quale anche Omero fece nella Iliade menzione , come quella, che insieme con Tetide accolse Vulcano. Nello stesso giorno ogni anno aprono il tempio di Eurinome e negli al tri tempi non possono per rito aprirlo : allora a spese pubbliche fanno tsagrificj, e i privati a spe se loro. ?Jon ginsi nel tempo della festa , e perdio non vidi Eurinome : udii per da Figalesi y che il simulacro suo di legno ha catene di oro, e la immagine di donna fino alle natiche, e di l nel resto pesce : che Diana avesse che fare con que sta figura non v ha ragione verosimile per cre derlo. 5. La Figalia cinta da monti ; a sinistra da cos detto Cotilio, a destra poi le sovrasta un al tro monte, lElaio : il Gotilio quaranta stadj di stante dalla citt : in esso il luogo, che Basse si chiama, ed il tempio di Apollo Epicurio, il cui tet to ancora di marmo. D i tutti i templi, che i Pe loponnesj posseggono, dopo quello di Tegea dovreb* be anteporsi questo e per la bellezza del marmo ^ e per larmonia. Ebbe Apollo questo nome di Epi curio per avere prestato ajutb in una pestilenza , siccome presso gli Ateniesi ancora ebbe il sopran* nome di Alessicaco per avere da essi ancora allo ntanato la peste: fece cessare la peste ai Figalesi nella guerra ancora, dePeloponnesj, e degli A te-

i8* L I B R 0 n iesi, e non in altro tempo : che ambedue questi soprannomi di Apollo una qualche cosa di simigliartfe significhino, testimonio n Ictino Archi tetto del tempio in Figalia , il quale fior a tempi di Pericle, e che edific agli Ateniesi il cos detto Partenone. Ha di gi il mio discorso insegnato t che la statua di Apollo nel foro de* Megalopoliti* 6. Nel monte Cotilio una sorgente i ma chi scrisse, che da questa: nasce il fiume Limace, lo scrisse senza averlo veduto , o udito da altri : le quali cose furono fatte da me : vidi il corso del fiume della sorgente nel Cotilio, Y acqua scorre poco , e dentro un piccolo spazio totalmente spa risce. Non mi venne per in mente darmi molta briga dove mai sia la sorgente del Limace. Di l dal tempio di Apollo Epicurio il luogo detto Co lilo, ed in Cotiio una Venere: essa avea un tempio con statua, che ora non ha pi tetto. CAPO QUARANTESIMOSEGONDO

Monte Elaio - Culto di Cerere Melena.


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i. JL altro monte, 1 *Elaio, trenta stadj d l da Figalia : ivi un antro sacro a Cerere di so prannome Melena. a. Tutto ci , che que di Telpusa raccon tano circa il congiungimento di Nettuno, e Ce. rere , nella stessa guisa creduto dai Figalesi. Ma i Figalesi affermano , che non fosse partorito un cavallo da Cerere, ma quella dagli Arcadi nomata Despoena: da quel punto dicono, che Cerere co vasse odio contro* Nettuno, e il lutto per il ratto di Proserpina usasse, e si rivestisse di una negra Veste, ed entrata in questa spelonca per molto tem-

O T T A V O i 83 po stesse lontana. Come per periva tutto ci, che la terra nudrisce, ed il genere umano viemaggiormente per la fame moriva, niuno degli altri Iddii seppe dove Cerere si ascondeva: Pane per, per ciocch percorreva Y Arcadia, e daltronde da uno allaltro demonti andava a caccia, giunto presso lEtaio rimir Cerere di qual figura ella era,' e di qual vestimento vestita : ud Giove queste cose da Pane, e cos da lui furono mandate a Cerere le Parche, dalle quali sendo persuasa, depose lira, . e dal dolore placossi. 3. Affermalo poi i Figalesi di avere per que sto creduto la spelonca sacra a Cerere, ed in essa dedicato un simulacro di legno, e di aver fatto la statua cos ; seduta sopra un sasso, e in tutto si mile ad una donna, fuorich nel capo, avea il capo , e la chioma di cavallo , e le immagini di drago ni, e di altre belve erano aggiunte ad esso: una veste coprivala fino alla estremit depiedi, da una mano teneva un delfino, e dallaltra una co lomba, o un uccello. Per qual ragione in tal guisa la statua le fecero chiaro per chiunque non sia leggiero di mente, e sia nelle cose antiche versa ta : dicono poi di averle dato il soprannome di Melena, perch la Iddia ancora tenne la veste negra. Di questo simulacro di legno non rammentano n chi lo fece, n come fosse dalla fiamma consunto. 4* Disparso lantico , i Figalesi non resero aV * cuna altra statua alla D ea, e la pi parte di tutte quelle cose, che le feste, e i sagrilicj riguardava no , erano negligentate : finch la terra fu da un$ carestia assalita, e supplicando essi il nume, rispo se loro la Pizia cos : Arcadi A za n i , cui la ghianda vitto Che Figalia abitate , antro secreto Di Cerere a destrier congiunta, udite

M I> I B R 0 Di dohrosd fame il solo scampo. Soli due fiate erranti , e soli ancord A cibarvi selvaggi , il vitto duro Cerere a voi cessar fece , e le spighe Nutritive vi porse , e un*altra volta Cerere rese a voi V antico cibo ; Cerere , a cui de'padri vostri i doni Toglieste , e insieme a questi i prischi onori} Essa in breve servir far V un V altro D i cibo vicendevole , essa i figli Divorar vi far se il fiero sdegno JYon placherete voi con sagrificj Comuni a tutti , e con divini onori Adornar non vorrete il suo recesso. Figalesi compresero l ' oracolo portato loro , e mag* giori onori fecero a Cerere di quelli di prima, e persuasero Onata di Micone Eginese con una certa s omma a fare ad essi la statua di Cerere. Di que->. sto Onata hanno qe' di Bergamo un Apollo di bron zo, che reca molta meraviglia e per la grandezza ^ e pel lavoro. Allora dunque questo Artista avendo ritrovato una pittura, o una copia dellantico si mulacro di legno, e pi ancora ammaestratone in una visione, come si dice, fece la statua de'Fi galesi . . . . . . . . et dopo la invasione de'Per siani nella Greciai Me ne fa fede questo: che nel. passaggio di Serse in Europa tiranneggiava in Sii'a*. cusa, ed in altre parti di Sicilia Gelone di Di nomene : dappoich mor Gelone^ pass il principato in Cerone suo fratello. Gerone ancora sendq morto prima di dedicare a Giove Olimpio i doni, che avea promesso per le vittorie de'cavalli, perci Dino* mene di Gerone li di pel padre : sono anche qne- ; sti opere di Onata, ed in, Olimpia una inscrizio ne loro su i doni : Quei che al tuoi giuochi, venerandi vinse,.

O T T A V O i8 5 Olimpio Giove un d colla quadriga E due fiate al cavallo snza arnesi , Geron a te f e % questi doni , e il figlio pinomene te li offre in monumento )el padre suo Siracusano invitto. l i altra inscrizione dice : Il figlio di Micon li fece Onata ; Abitante della isola di Egina. 5 . Per ^questa Cerere specialmente io andai & Figalia, e sagrificai alla D ea, non secondo il rito de nazionali ; questi fanno il sagrificio prendendo dagli alberi, che si coltivano, varie cose, e spe cialmente il frutto della vite, ed i favi delle api ; e vi aggiungono lane non lavorate, e piene del sucidnme naturale, e queste cose pongono sull9alta re davanti alla spelonca edificato, e postelo vi ver-' sano sopra dellolio, e questo quanto legge, che i privati^ ed il comune sagrifichino ogni an* no. Una sacerdotessa quella, che lo fa, e insie me con lei il pi giovane de sagrificatori, che sono tre cittadini. 6. Intorno alla spelonca , un bosco di querc ie , e sorge dalla terra un acqua fredda. La statua poi scolpita da Onata non vi ra a miei giorni ,, ed i pi credevano, ohe non vi sia stata affatto; il pi vecchio di quelli, che vi trovammo ci disse, che tre generazioni prima di lui erano dalla volta della spelonca caduti macigni sulla statua, e che da queste era stata infranta, ed era totalmente spa rita, e nella volta anche a d nostri vedovasi il luo go donde i sassi espansi distaccati.

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L I B R O
CAPO QURANTESIMOTERZP

Pallanzio - Evandro - Azioni di Antonino Pio , Marco Antonino Augusti.


i. I l dtscorso richiede , che a Pallanzio io mi rivolga , se vi qualche cosa che meriti di esse re ricordata , e per qual motivo 1 Iraperadore An tonino per il primo fece Pallanzio di castello cit t 7 e concesse ad essa la libert , e la immanit datributi. 2. Affermano adunque , che per senno ? e per valore si segnal fragli Arcadi un tale Evandro , che figlio dicono di una Ninfa nata del Ladone , e di Mercurio : partito costui a fondare una colo nia , e menando seco un esercito di Arcadi da Pal lanzio ,. dicono che edificasse una citt ^presso del Tevere : ed una porzione dellodierna citt deRomani, la quale fu da Evandro , e dagli Arcadi , che lo seguirono abitata , ebbe il nome di Pallanzio in memoria dei Pallanzio di Arcadia : dopo per mu t un poco il nome sendogli stata tolta una L. , e la N. Per queste cose adunque ebbero i Pallanziesi dall Imperadore i doni. 3. Antonino , che fece ai Pallanziesi tal be neficio , non attir sui Romani alcuna guerra di sua volont, ma avendo i primi mosso la guerra i Mauri, che la parte pi grande degli Affricani li beri , i quali sono nomadi , e tanto pi difficili a vincersi degli Sciti , in quanto che non vanno sui carri 7 ma sono portati da cavalli essi , e le don ne , questi adunque furono da Antonino da tutto il paese scacciati, e forzati a ritirarsi nellultima estre mit dell Affrica , sui monte Atlante r e presso

O T T A V O , 187 quelli, che vivono nelle vicinanze di questo . Fa ancora tolta la maggior parte del paese in Bretta gna ai Briganti , perch questi ancora cominciaro no ad invadere colle armi Venuvia , che era ai Romani soggetta . Le citt de Licj , e de Cari , Cos, e Rodi furono rovinate da una violenta scos sa di terremoto, e lImperadore Antonino salv an cora queste con profusione di spese , e con tutta la diligenza per risarcirle . Tutti i danari da lui dati ai G reci, ed ai Barbari , che ne lo richiese ro , e quali opere fece nella Grecia, per la Jonia, in Cartagine , e nel paese deSiri , tutte quest sono state scritte da altri con somma diligenza . Questo Imperadore lasci questa altra memoria an cora: coloro , che sendo sudditi erano cittadini Ro mani , ed i figli de quali non godevano l istesso diritto , ma facevano parte della nazione Greca , tutti questi adunque per una legge potevano lascia re i loro beni a persone che non erano loro paren ti , ovvero accrescere il fisco Imperiale ; Antoni no per comand anche a costoro di fare eredi i figli, amando piuttosto di sembrare umano, di quel lo che mantenere una legge utile alle sue ricchez ze 1 Romani diedero a questo Imperadore il no me di Pio , perch mostrossi specialmente studio so dell onore deglIddii. A mio parere per po trebbe portare il nome ancora del vecchio Ciro , che fu padre degli uomini appellato. 4 * Lasci a imperio un figlio dello stesso no me . Questo secondo Antonino usc a punire i pi bellicosi de Germani, e la maggior parte de Bar bari della Europa , e la nazione de Sarmati, i qua li aveano i primi cominciato la guerra , e lingiu stizia .

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L I B R O
CAPO QUARANTESIMOQUARTO

P'ia da Megalopoli a Pallanzio * e Tegea - Citt di Emonie - Rovine di Orestasio, ed Asea - Con giunzione delVAlfo , e delVEurota Monte Bo* ro - Monumenti di Pallanzio - iJiojtfe Cresio<

uello die ci rimane del discorso rcadi* co la strada da Megalopoli a Pallanzio^ T egea, la quale mena fino al cosi dotto Coma In questa via adunque hanno chiamato Ladoncea quelle parti , che sono davanti alla citt , da Ladoco figlio di Echemo. a. Dopo questo era netempi antichi la citt di Emonie , di cui era ptato il fondatore Emone di Licaone -, e fino ad oggi a questo luogo il . nome di Emonie rimasto. Dopo Emonie a destra della via rimangono memorie della citt di Orestasio , e le colonne del tempio di Diana fra queste : Diana ha il soprannome di Sacerdotessa. Andando diret tamente da Emonie si trova il cos detto Afrodi-* sio , e dopo questo un altro luogo , 1*Ateno $ a sinistra di questo un tempio di Minerva , ed in esso la statua di marmo . Venti stadj distante dair Ateno sono gli avanzi di Asea , ed un colle, che un tempo fa la cittadella , conserva ancora i segni delle mura . 3. Cinque stadj lontano da Asea poco distan te dalla via , la sorgente dellAlfo $ presso della strada po quella della Eurota. Alla sorgente deir Alfo il tempio della Madre degl'Iddii senza tet to , con due leoni di marmo. L acqua dellEurota si mesce collAlfo , e.,per venti stadj vanno in sieme $ cadendo per iqi itti* apertura , uno di essi*

0 T T A Y 0 189 <<to lEurota sorge di nuovo nel paese deLace demonj , e T lfo in Pege della Megalopolitide. 4 * Da sea si sale al monte detto Boro , e sulla punta di esso veggonsi le vestigia di un tem- pio. Si disse che Ulisse ritornato da Troja edifi casse il tempio a Minerva Salvatrice , e a Nettuno. Il cos detto Coma il confine del territorio de Megalopoliti verso i Tegeati, ed i Pallanziesi : o la pianura Pallantica si trova voltando a sinistra di Coma. 5 . In Pallanzio un tempio colle statue di rrmo, una: di Pallante , e laltra di Evandro : hav vi il tempio ancora di Proserpina 7 e Cerere ; non molto pi oltre hanno la statua di Polibio . Del c olle, che alla citt sovrasta si sor vivano, negli antichi tempi per cittadella; anche oggid sulla ci ma del colle resta un tempio di Iddi, Puri di so prannome , ed ivi nelle cose pi grandi giurano: i nomi degli Iddi non si sanno da loro , o sapen dosi non si vogliono rivelare. Potrebbe poi alcuno immaginarsi , che fossero stati chiamati Puri per ch Pallante non sagrific loro siccome il padre avea a (piove Lico sagrilicato. 6. A destra del cos detto Coma il camp Manturico ? il campo di gi neconfini deTegea ti , e non vi sono che cinquanta stadj per andare a Tegea . A destra della strada un monte noti molto grande chiamato Cresio ; in esso edificato il tempio di Afno. Imperciocch Marte si giacque con Aerope di Cefeo di Aleo , siccome dicono i T e geati : questa lasci la vita nel parto ; il figlio ben ch morta la madre le stava attaccato , e mlto lat te 7 ed abbondante succi dalle sue ( mammelle t e ( imperciocch secondo il volere di Marte accade va questo ) per queste ragioni danno al Dio il 110me di fho : dicono; per cho al figlio il nome di tropo fosse imposto.

L I B R a
CAPO QUARANTESIMOSESTO

Antica statua di Minerva Alea - Altre cos degne di memoria.


i. X. ia statua antica di Minerva lea , e insiememente pon essa i denti del cinghiale Calidomo fu presa dall'Imperadore deRomani, Augusto, men tre faceva la guerra ad Antonio , e dopo che ebbe vinto gli alleati di Antonio, frai quali, se eccettuar vorrai i Mantineesi , tutti gli altri Arcadi trova- vansi. a. Sembra che Augusto non sia stato il pri mo a menar Via dai vinti i doni, e le statue degli Iddii, ma che segu luso gi stabilito, Impercioc ch sendo stata presa Troja , ed essendosi i Greci le spoglie fra loro divise , fu dato- il simulacro di legno di Giove Erco a Stcnelo di Capaneo : e mol ti anni dopo , sendosi i Dorj portati ad abitare in Sicilia , Antifemo fondatore di Gela avendo gua s tato Onfaoe piccola citt de Sioani trasport in Ge la una statua da Dedlo scolpita . D i Serse figlio d i Dario Re dePersiani, oltre tutte quelle cose, che port via dalla citt degli Ateniesi , sappiamo, che prese da Braurone la statua di Diana Brauroni a , e che accusando i Milesj di essersi volontariamen te lasciati rompere nella battaglia navale contro gli Ateniesi , prese lApollo di bronzo che era in Branchide, il quale ne tempi posteriri dovea essere lo ro da Seleuco rimandato. Presso gli Argivi, presi . da Tirinto sono, il simulacro di legno che nel tempio di Giunone , e quello , che giace nel tem pio di Apollo Licio. I Ciziceni dopo di avere for zato colla guerra i Prooonnesj a divenir loro concU

O T T A V O 193 tadint , tolsero da Proconneso la statua della Ma dre Dindimene : questa di oro , ed il suo volto invece di essere di avorio fatto di denti di caval li marini . LImperadore Augusto adunque feco quello che dai tempi antichi era gi stabilito < , e creduto lecito dai G reci, e dai barbari . La statua di Minerva Alea si trova in Roma andando al foro fatto da Augusto : questa giace ivi tutta di avorio, opera di Endio . Circa i denti del cinghiale dicono quelli che amano prodigj , che uno se ne ruppe * Quello che rimane fu posto dentro il tempio di Bac co negiardini dellImperadore, e la su lunghezza di una mezza orgia. CAPO QUARANTESIMOSETTIMO

Statua nuova di Minerva Alea - Tempio di Mi*+ nerva Poliatide , e di Diana Egemone.
1. I_ ia statua che esiste a tempi nostri in Te gea , fu dal pago de Manturiesi portata , ed avea presso quelli il soprannome di Equestre , perch secondo loro nella battaglia degl Iddii contro i Gi ganti spinse la Dea un carro tirato da cavlli con tro di Encelado. Prevalse per tanto presso i Gre-' ci tu tti, che presso i Peloponnesj istessi il chia mare ancora questa col nome di Alea. i lati del la statua di Minerva da un canto st Esculapio y Igea dall altro a di marmo pentelico, opere di Sco pa Pario. a. Fra i doni pi degni' di essere rammentati nel 'tempio la pelle del cinghiale Calidonio : per Y antichit tarlata , totalmente rimasa priva tli setole r vi sono ancora le catene appese ad eccezione di tutte quelle, che consum il tempo t
P a u s a ni a i3

i 94 L I B R O colle quali i prigioni Lacedemonj il eampo ai Tegeati scavavano- V ha pure il letto sacro di Mi nerva , la immagine di essa in pittura , e lo scu do di Marpessa di soprannome la Vedova , donna Tegeatide : di costei faremo anche dopo menzio ne . Esercita il sacerdozio di Minerva un garzone "non so per quanto tempo , ma prima di entrare nella pubert , e non pi oltre. Dicono , che MeJampode di Amitaone facesse lara alla Dea ; sono su di essa scolpite Rea , ed Oenoe la ninfa, che tengono Giove ancora bambino : da una parte 7 e dall altra vi sono quattro Ninfe , cio da una Glauca , Neda , Tisoa, ed Antracia, dall altra Ide7 Agno , Alcinoe , e Frissa : vi sono state scolpite ancora le statue delle Mase , e di Mnemosine. 3. Non lungi dal tempio "lo stadio , vale a dire un tumulo di terra , ed ivi celebrano i giuo chi , i quali si chiamano uno Ala dal soprannome di Minerva 7 Alo zia laltro perch presero vivi nella pugna la maggior parte deLacedemonj . A setten trione del tempio una fonte , sulla quale dicono essere stata Auge da Ercole sforzata , non accor dandosi in ci con Ecato . Tre stadj pi oltre del la fonte il tempio di Mercurio Epito. 4 * I Tegeati hanno un altro tempio, di Miner va Poliatide : il sacerdote vi entra ogni anno una sola volta ; lo chiamano il tempio della Difesa , di cendo che Cefeo di Aleo ebbe da Minerva in dono che Tegea in ogni tempo sarebbe stata inespugna bile ; ed affermano , che a custodia della citt gli desse la Dea de capelli da quelli di Medusa recisi. Circa Diana Egemone tali cose raccontano. Occu pava la tiranna sugli Orcomenj di Arcadia Aristomelida : accesosi costui di una donzella di Tegea y ed essendone non so in qual modo divenuto padro-

0 T T A V 0 ne', la did in guardia a Cromo : coste! prima di essere al Tiranno condotta, per timore , e per ver gogna si uccise. Eccit una visione di Diana Grnio contro Aristomelida , ed avendolo ucciso , e fuggitosene in Tegea edific il tempio a Diana*
CAPO QUARANTESIMOTTAVO

A ltri monumenti di Tegea nel Foro

i . S t n d o il foro di figura simile ad un matto ne quadrato, in esso un tempio di Venere , det to nel mattone , colla statua di marmo . So pra una colonna veggonsi scolpiti Antifane , Cre s o , Tironida , e Piria, i quali sendo stati i Le gislatori de Tegeati, riscuotono da essi fino ad og gi gli onori : sopra laltra colonna poi espresso Jasio , che tiene il cavallo , e porta nella destra un ramo di pa}ma ; dicono che Jasio vincesse col ca vallo in Olimpia , quando Ercole Tebano celebr i giuochi Olimpici. a. Del darsi in Olimpia la corona di olivo sel vatico al vincitore , e di lauro in Delfo , delluno ho di gi reso conto ae discorsi sugli E l i, e T al** tro sar da me appresso mostrato : nellistmo poi il pino, in Nemea lappio furono creduti doversi dare per i travagli di Palemone 7 e di Archemoro. I combattimenti hanno per lo pi la corona di pal ma , e dappertutto la palma posta al vincitore nella destra : ci fu per la seguente ragione sta bilito. Dicono ehe Teseo tornando da Creta di in Deio degiuochi in onore di Apollo , e coron i vincitori di palma : quindi dicono aver cominciato questo uso.Della palma di Deio fece menzione anche * *3

i $6 L I B R O Omero nella supplica di Ulisse alla figlia di Al cinoo. 3. Eanche una statua di Marte nel foro de Tegeati; questa espressa sopra una colonna , e danno a Marte il nme di Gmeeotoea. Gonciossiach nella guerra Laconica, e nella prima invasio ne di Carillo Re de Lacedemonj , avendo le don ne preso le armi si appiattarono sotto il colle, che Filattride a nostri giorni nomano : venuti i due cam p i alle mani , e dando gli uomini da ambe le par-* ti molti tratti di valore , degni di memoria , al l ora si mostrarono loro le donne , ed esse furono che misero in fuga i Lacedemonj ; e Marpessa la Vedova super in ardire le altre donne , e fragli Spartani prese Garillo stesso , il quale sendo ri* mandato senza riscatto , per aver dato il giuramen to ai Tegeati che mai pi i Lacedemnj sarebbero andati contro T ega, violollo : le donne poi sepa* ratamente dagli uomini sagrificarono a Marte il sagrificio della vittoria , e non diedero parte delle carni agli uomini, e perci ebbe Marte il soprannome citato. 4 * Havvi ancora laltare di Giove Telo , ed una statua quadrangolare. Imperciocch mi sembra, che gli Arcadi si compiacciano pi di questa figura. Ivi sono i monumenti di Tegeato di Licaone , e di Mera sua moglie $ dicono , che Mera fosse figlia di Atlante , della quale Omero ancora fece menzione neracconti di Ulisse ad Alcinoo intorno alla strao da dellinferno , e quante anime vi vide. 5. Lucina dai Tegeati ( imperciocch hanno di questa ancora il tempio nel foro colla statua ) soprannomata nelle ginocchia , dicendo che Alo consegn la figlia a Nauplio, ingiungendogli che con dottala al mare ve lannegasse : costei come era corj/dotjta , cadde sulle ginocchia , e cos partor il figlio

O T T A V O *97 dove il tempio di Lucina. Questo racconto diverso da quello che dice avere Auge partorito di soppiatto del padre, ed essere stato esposto Tele*fo nel monte Partenio , e giacendo avere da una cerva ricevuto il latte : questo discorso si fa dai Tegeati nulla meno di quelloi 6. Presso il tempio di Lucina , l ara della Terra, ed a quella contigua una colonna di mar mo bianco : sopra di essa Polibio di Licorta , e sopra un9altra colonna scolpito Elato uno de'igli di Arcade.
CAPO QURANTESIMONONO

Filopemene , * sue gesta .


teatro , e presso di esso sono le basi di ritratti di bronzo , ma i ri tratti non vi sono pi : sopra una delle basi si leg*. ge una iscrizione in versi elegiaci , che dice esser quella statua di Filopemene . D i questo Filopeme ne hanno i Greci non poca; ma grandissima memo ria per lintendimento che mostr , e per le azioni ancora che os . E quanto alla gloria della sua stir pe , il padre suo Craugide non era ad alcunAr cade in Megalopoli inferiore: sendo morto Graugide mentre Filopemene era bambino ancora , fu tu tore di questo un tal Cleandro da Mantina , il quale era esule dalla sua patria , ed erasi trasp or tato ad abitare in Megalopoli per una domestica dis grazia , e per una ospitalit patern a che avea colla casa di Graugide . Dicono , che Filopemene fra gli altri maestri conversasse con Megalofane , ed Ecdelo ; che si dicono essere stati discepoli di Arcesilao Pitano. Per grandezza , e robustezza di cor-

198 1 I B R O po a niuno de Peloponnesj cedevala ; ma era brut to di volto . E sdegn di esercitarsi in combatti menti di corone, ma coltivando la terra, che pos. sedeva, non, dispregiava lo uccidere le bestie sel vatiche. Si narra , che i libri leggesse desofisti pi approvati presso de G reci, e tutti quelli scrit ti che rammentavano guerre, e quelli che qualche dottrina di militari strattagemmi contenevano . Volendo formare tutta la sua vita ad imitazione del senno di Epaminonda , e delle sue gesta , non po teva in tutto eguagliarlo . Imperciocch fralle altre ( doti lanimo di Epaminonda era specialmente mite nella ir , mentre lArcade lasciavasi portare dal furore . Avendo Clemene occupato Megalopoli , Filopemene non si lasci dallimprovvisa disgrazia colpire ; ma salv due porzioni di quelli che erano in et di p ortare le armi , e le donne , e i figli in Messene , sendo allora i Messenj loro* alleati, e pieni di benevolenza. E ( perciocch Cleomene avea spedito un araldo ad alcuni di quelli che erano fug giti , sendosi pentito del suo ardimento in occu pare Megalopoli, e volendo venire ad una pace coi Megalopoliti facendoli ritornare alle loro case ) Fi lopemene persuase in comune ai cittadini di acqui stare colle armi il loro ritorno , e di non seguire convenzioni , e trattati . Quando si diede la batta glia in Sellasia contro Cleomene , ed i Lacedemo nj , nella quale combatterono gli A ch i, e gli r cadi raccolti da tutte le citt , e insiememente con loro Antigono ancora, avendo menato di Macedonia un armata , era allora Filopemene nella cavalleria ordinato : ma poich vide , che il forte della mi schia si sarebbe deciso dalla infantera, di sua volont si fece fantaccino armato alla greve: e ai pericoli es ponendosi in modo degno di essere ricordato 7 uno denemici gli trapass collasta ambo le coseie. Egli

O T T A V O 199 quantunque cos impedito , pieg le ginocchia , e si sforz* di andare innanzi , cosicch col movimen to depiedi ruppe Tasta. E dopo , ch i Lacede monj , e Cleomene furono v in ti, e Filopemene ri torn al campo , allora i chirurgi gli trassero fuo ri da ambo le coscie le due* punte dallasta, da una quella con cui questa in terra si ficca , dall altra quella con cui si ferisce . Antigono come eb be inteso , e veduto le su azioni valorose , fece ogni diligenza per condurre Filopemene in Mace donia . Questi per poco curava Antigono ; ma pas sato con una nave in Creta , che da una guerra civile era oppressa , fu stabilito per capitano de* mercenarj. Ritornato in Megalopoli, fu subito scdl-> to dagli Achi, per comandare ty cavallera , e mo str essere i pi bravi de Greci nel combattere a cavallo gli Achi , e quelli, che erano insieme con loro schierati * E combattendo intorno al fiume Lariso contro gli Eli , e le truppe Etolie , venute per la consanguineit in soccorso degli Eli , pri mieramente uccise* di sua propria mano Damofanto che ra il Capitano della cavalleria nemica , e quin di tutta laltra cavalleria degli E to li, e degli Eli fa da lui messa in rotta.

aoo

I B R O

CAPO C IN Q U A N T E S IM O

Filopemene muta, le armi degli Achi - Battaglia . presso Mantina - Corre pericolo di essere uc* ci so dai sicarj speditigli contro da Filippo di Demetrio - Sue imprese contro Nabide*
i I \ . i posando gli Achi sopra di lui, e som mamente stimandolo, cangi 1 armatura ai loro sol dati dinfanteria. Imperciocch portando aste assai piccole, e sendo gli sdudi loro pi lunghi, simili s l .quelli de C elti, e de! Persiani , essi furono da lui persuasi a rivestirsi di corazze, coprirsi coi ganci* bali, ed inoltre a servirsi di .scudi Argolici, e delle aste. ; . ; a. Insorto ih Lacedemone a tiranneggiare Ma* callida , ed avendo gli Achi di riilQ V O attaccata la guerra contro i Lacedemonj, e Macanida, Filopetiaene fu capitano degli Achi : datasi, presso Mantina la battaglia, le. truppe leggiere dei La cedemonj vinsjero gli Achi armati alla leggiera, e datisi questi alla fuga, furono da Macanida insegui ti. Filopemene per avea fatto colla falange pie gare i fanti Lacedemonj armati alla greve, ed in* centratosi con Macanida, che dallinseguire si ri* tirava, lo uccise. I Lacedemonj sendo stati nella Sbattaglia infelici, ebbero una felicit maggiore nel* la rotta, sendo divenuti liberi dal tiranno. 3. Non molto dopo mentre gli Argivi celebra* vano le feste Nemee fu Filopemene presente al com battimento dei suonatori di cetra. Allorch Pilade Megalopolita di orgine, uno de pi approvati suo natori di cetra del tempo suo, che avea riportato la vittoria Pitica, e che cantava allora laria di Ti-

O T T A Y 0 201 tmoto Milesio i P ersim i , ebbe incominciato la canzone Tu che alla Grecia preparasti un grande Di libert ornamento : si rivol sero gli occhi di tutti i Greci a Filopemene, e coi battimenti di mani indicarono, che a lui riferivano il cantico. Un* altra cosa simile $ento 7 ohe a Temistocle in Olimpia accadesse : imper-ciocch in sonore di Temistocle levossi tutta la gent, che era nel Teatro di Olimpia. ;4- Ma Filippo di Demetrio Re'de* Macedoni > -quegli, che avea ucciso anche Arato Sicionio coi veleno, mand persone in Megalopoli, ordinando loro di spegnere Filopemene : avendo fallito il suo colpo fu da tutta la Grecia odiato. I Tebani, su perati in battaglia i Megaresi , e saliti gi sulle mura di Megara, ingannati dai Megaresi, che veni va* nella loro citt Filopemene, in tanto timore ven nero, che abbandonata Frizione della guerra si ri tirarono nel loro paese. 5 . In Lacedemone insorse un novell o tiranno y Nabide, il *quale Assal, prima degli altri Pelopon nesj i Messenj : venuto sopra di loro di notte tem po , mentre quelli non temevano affatto F invasio ne , prse , ad ccrzione della cittadella ^ la loro citt : pervenutovi per T indomane Filopemene con F armata, usc Nabide a patti da Messene. Filope mene , come fu finito il tempo del suo comando, ed altri Achi furono scelti in suo luogo , di nuovo pass in Creta, e soccorse i Gortinj oppressi dalla guerra. Ma arrabbiatisi gli Arcadi per la sua par tenza, ritorn Filopemene da Creta, e si trov, che i Romani aveano intrapreso contro Nabide la guerra. Avendo i Romani allestito una flotta contro di Nabi de , Filopemene volle, per F ardore, che lanimava 7 yer parte nel combattimento : ma come colui,

ao2 L I B R 0 era affatto inesperto del mare r non si avvide di essere salito sopra una galea fragile, cosicoh s ai Romani, che agli altri alleati vennero in mente i versi, che Omero nel catalogo delle navi cant del on conoscere gli Arcadi il mare. Non molti gior ni dopo la battaglia navale, Filopemene, e il drap pello , che lo seguiva, avendo osservato una notte oscura , arsero il campo de Lacedemonj ih ;Gizio. Allora Nabide sorprese in un luogo difficile .Filo pemene , e tutti gli Arcadi, e ie erano con l u i , i quali erano bravi nelle cose di guerra, ma pochi di numero, Filopemene in buon. ordine men indie tro la sua schiera, e fattale voltar fronte, fece, che i luoghi pi forti fossero suoi, :e non de nemici : dove avendo nella pugna superato Nabide, ed ucciso nella notte molti Lacedemonj, sal viemaggiormente in gloria presso de Greci. Dopo questo avendo Na bide ottenuto dai Romani una tregua per un tem po stabilito, fu priach finisse la sospensione delle armi, da un Calidonio morto, che era andato presso di lui sotto pretesto dell alleanza ; ma nenieo nel fatto, e mandato per qusto stesso motivo dagli Etolj. CAPO CINQUANTESIMOPRIMO

Continuazione delle gesta di Filopemene 7 e sua morte.


i. f^ilopem ene sendo in questo tempo entrato in Isparta costrinse i Lacedemonj ad entrare nella Lega Acalca. Non molto dopo, Tito Generale d* Romani, che erano nella Grecia, e Diofane di Dio Megalopoiita, scelto allora per regolare gli A ch i, andarono contro Lacedemone, accusando i Lacede-j

0 T T A V O ao 3 monj di macchinare novit contro i Romani. Filo pemene per, comech fosse allora privato ; chiuse loro le porte. I Lacedemonj per questa cos, per quelle, che contro ambo< 4 tiranni loro avea osato gli dierono la casa di Nabide, ed una somma mag giore di cento talenti. Disprezz egli il denaro, ed esort i Lacedemonj ad accattivarsi colle largizioni in sua vece quelli, che nella lega degli Achi era no presso la moltitudine potenti: dicono, che vo lesse indicar Timolao. Fu poi un' altra volta creato Capitano degli Achi. Allora sendo i Lacedemonj in una sedizione intestina venuti, cacci trecento cittadini, che erano stati specialmente causa della sedizione , e tremila Eloti vend: disfece le mura intorno a Sparta, ed ingiunse a quelli nella puber t di non fare le cose dalle leggi di Liciirgo sta bilite , ma di esercitarsi siccome i giovanetti Achi : i Romani per doveano rendere a costoro la na zionale loro educazione. Sendo stato vinto Antioco discendente da Seleuco Nicatore , e l'esercito de S ir i, che lo seguiva, da Manio, e dai Romani alle Term opili, ed esortando Aristeno Megalopolita gli Achi a lodare tutto ci , che ai Romani fosse pia ciuto , e a non opporsi in nulla, Filopemene si ri volse con isdegno ad Aristeno, e gli disse, che egli accelerava co suoi detti il fato della Grecia. E volendo Mani ricevere gli esuli Lacedemonj gli si oppose nel .parere : itosene colui , allora fece ritornare gli esuli in Isparta. 2. Dovea in vero la pena del suo orgoglio op primere anche Filopemene. Imperciocch come egli fa allora per la ottava volta creato Capitano degli Achi, vituper un personaggio non oscuro , di e ssersi lasciato prendere vivo dai nemici : e per ciocch gli Achi aveano allora contro i Messepj un' accasa , mand Filopemene Licorta colPar-

204 Jj I B R .0 mata per guastare il paese deMessenj. Egli stes so tre giorni dopo , coinch oppresso da nna gran febbre, ed in et di pi di 70. anni,.si af frett tuttavia di aver ^arte con Licorta nell azio ne , e cotidusse fra cavalli, e soldati armati di pelta sessanta nomini. Licorta adunque, e lesercita, che lo seguiva se ne tornarono allora a casa senza avere nulla di grande contro i Messenj, operato, e senza aver essi nulla sofferto : Filopemene poi ( im perciocch era stato nella pugna ferito nel capo , ed era caduto div cavallo ) vivo fu condotto in Ms sene. Raccoltisi in adunanza i Messenj furono di gran lunga discrepanti in parere : Dinocrate, e tutti quelli de* Messenj, che erano per ricchezze poten ti , consigliavano ad uccidere Filopemene : quelli poi del popolo somma diligenza ponevano perch fosse lasciato in vita, nomandolo pi che padre di tutta la nazione Greca. Gi non ostante Dinocrate , bench contro il volere de Messenj, dovea dar la morte a Filopemene mandandogli il veleno. Non molto dopo Licorta avendo dallArcadia , e dagli Achi una possente oste raccolto and cntro Mes sene E subito il popolo de Messenj si un agli -Arcadi, e movendo laccusa della morte, data a Filopemene , presi tutti gli altri ad eccezione di Dinocrate pagarono la pena: Dinocrate poi di sue proprie mani si tolse la vita, e gli rcadi porta rono le 0 di Filopemene in Megalopoli.

O T T A V O
CAPO CINQUANTESIMOSECONDO

ae 5

Catalogo di parecchi uomini grandi della Grecia Iscrizione della statua di Filopemene.
Grecia cess di produrre uomini grandi. Imperciocch Milziade di Cimone, che super in battaglia i barbari, che erano in Maratona discesi, e diresse la flotta contro il Per siano, fu il primo a rendere beneficj in comune a. tutta la Grecia, e Filopemene di Graugide l'ultimo. Quelli, che prima di Milziade luminose azioni avea no operato, Codro di Melanto, Polidoro Spartano, Aristomene Messenio, ed altri se vi furono, sem b ra , che abbiano giovato ciascuno alle loro patrie, fi non alla Grecia insieme raccolta. Dopo Milziade, Leonida di Anassandride, e Temistocle di Neocle scacciarono di Grecia Serse, questi con ambedue le battaglie navali, e Leonida nel combattimento alle Termopili. Aristide di Lisimaco poi, e Pausania di Cleombroto , che nella battaglia di Plata fu Capitano, non poterono essere nomati Benefat tori della Grecia, questultimo pesuoi delitti, ed Aristide perch impose tributo ai Greci, che abi tavano le isole : prima di Aristide tutta la nazione de' Greci era esente da.tributi. Santippo di Arifron e , e Cimone, quegli distrusse insiememente con Leotichide Re di Sparta la flotta Persiana a Micale, e Cimone molte .azioni degne di emulazione oper per i Greci. Quelli della guerra Peloponne siaca contro gli A teniesi, specialmente i pi illu-f stri potrebbero dirsi assai propriamente avere d i sfatto , e sommerso la Grecia. La nazione Greca cos malmenata fu da Conone di Timoteo, e da Epa*

206 L I B R O minonda di Polimnide ristorata: quello cacciando dalle isole, e da tutti i luoghi alla marina propin qui, ed Epaminonda dalle citt discoste dal mare i presidj, e gli rmosti de Laedemonj, ed abo lendo il dominio de dieci. Epaminonda poi rese pi illustre la Grecia con citt non oscure, quali fu rono Messene, e Megalopoli. Io credo, che Leosfene, ed Arato siano anche essi stati Benefattori di tutta la Grecia ; quegli colle navi ricondusse in Grecia, sebbene contro il volere di Alessandro, i soldati mercenarii Greci in numero di circa cin quantamila , che nel mare erano discesi per mili tare fra i Persiani. Le gesta di Arato furono dal mio ragionamento sopra i Sicionj dimostrate. 3 . Sopra Filopemene in Tegea leggesi la in scrizione seguente: Del bellicoso Arcade la gloria E la virtute per la Grecia splende Filopemene dico , que che molte Oper imprese colla mano, e molte Col senno suo ; seguillo invitta gloria Quando ei condusse Vasta\ a mi son prova I Trofei sopra i due Tiranni eretti Della indomita Sparta , egli le tolse l a gi crescente schiavit sovrana. Per queste opre Tegea di Craugi il figlio Magnanimo qui eresse , fondatore D i liberiate non soggetta a morte. Questa adunque la inscrizione, che ri si legge.

T A V O

CAPO CINQUANTESIMOTERZO

Altri Monumenti di Tegea ;


i. D i c o n o i Tegeati di avere eretto le status ad Apollo Agio per la seguente cagione. Narra no, che Apollo, e Diana per tutte le regioni puni vano quegli uomini r che niuna cura si presero di Latona, la quale andando errando mentre era incin ta, era in *juel paese arrivata ; come nel paese deTegeati ancora vennero quenumi, ivi Scefro tglio di Tegeata accostatosi ad Apollo in segreto parlogli contro Leimone istesso : era costui uno de* tgli di Tegeata, il quale sospettando, che potesse contenere un accusa contro di se quello, che era stato detto da Scefro, correndo contro del fratello l uccise. Ma saettato da Diana pag Leimone subito la pena della uccisione : Tegeata adunque, e Mera sagrificarono subito ad Apollo, e Diana; dopo da una forte sterilit, sendo il paese assalito , venne da Delfo loracolo di piangere Scefro. E fra le cose , che nella festa di Agio fanno in onore di Scefro 7 la sacerdotessa di Diana insegue uno, come Diana stessa insegu Leimone. a. Narrano p o i, che i figli di Tegeata , che rimanevano, Cidone cio , Catreo, e Gortine volon tariamente passarono ad abitare in Creta : e da que sti dicono avere tratto il loro nome le citt di Cidonia , Gortinia , e Catrea. I Cretesi non si accor dano col racconto de Tegeati , e dicono Cidone nato di Acacallide figlia di Minosse , e Mercurio ? Catreo di Minosse , e Gortine poi di Radamante . Circa a Radamante abbiamo in Omero ne discorsi di Proteo a Menelao , che arriv Menelao al cam-

ao8 L I B R O po Elisio , e che prima ancora avea ivi abitato Ra damante * Clnetone neversi cant, che Radamante fa figlio di Vulcano , Vulcano di Talo , e Talo di Crete. I racconti de' Greci sono* nella maggior par^ te molto nelle genealogie discrepanti. 3 . Quattro sono le statue di Agio che i Te geati hanno , erette da ciascuna trib . Hanno le trib i nomi di Glareotide , Ippotoitide , Apoll oneatide , ed tenaide , e sono cos chiamate dallasortizione, che fece del paese , rcade ai figli , e da Ippotoo di Cercione . In Tegea havvi ancora il tempio di Cerere , e Proserpina, alle quali danno il soprannome di Fruttifere : vicino Venere chia mata Pafia : fu questa eretta da Laodice, nata, sic come prima ho mostrato, diAgapenoro, il quale fa condottiere degli rcadi a Troja , ed essa abit* a Pafo. Non lungi da questo sona due tempj dL Bacco , lara di Proserpina , e il tempio di Apollo colla statua indorata : fu questa fatta da Gherisofo , Cretese di nascita , di cui non conosciamo n let in cui visse n il maestro . La lunga dimora*, di Dedalo in Gnosso presso Minosse form ai Cre tesi nella scultura ancora de simulacri di legno la* gloria. Presso Apollo vedesi Cherisofb di marmo . Chiamano i Tegeati il f ocolare comune degli Ar cadi , dove la statua di Ercole : sulla sua anca vedesi spressa hi ferita , che prima riport nella battaglia contro i figli dippocoonte. 4 Il luogo alto , sul quale ancora hanno i T e-. $eati la maggior parte degli altari, di Giove Claria si appella : manifesto , che un tal soprannome eb be il Dio per la sortizione defigli di rcade . In questo stesso luogo celebrano i Tegeati una festa, ogni anno , e dicono , che contro loro andarono v Lacedemonj nei tempo della festa , e ( perciocch* avea nevicata ) quelli per il fredda sebbene- ca~

O T T A V O 109 perti dalle armi erano afflitti : essi poi di n a scosto loro accesero il fuoco , e come non furono* pi dal freddo impediti messisi le armi indosso uscirono contro i Lacedemonj , resisterono pi a, lungo nella pugna. 5 . Vidi in Tegea tutte queste altre cose an cora : la casa di Aleo , il monumento di Echemo^ ed in una colonna rappresentata la pugna di Echemo contro Ilio . Andando da Tega nella Laconta a sinistra della via l'ara di Pane , e quella di Giove Lico : vi rimangono ancora le fondamenta, di tempj . Queste are seno due stadj' lontano dalle mura : avanzandosi pi oltre sette altri stadj il tempio di Diana soprannomata Limnatide colla sta tua di ebano : lo stile del lavoro quello dai Gre ci chiamato Eginese . Dieci stadj pi oltre sono sullAlfo le rovine del tempio di Diana Cnateatide . CAPO GINQtTA NTESIMOQUARTO

Alfo - Fia da Tegea ad Argo - Monte Partendo.


i. I l confine del territorio deTegeati , e de Lacedemonj lo fa lAlfo : l acqua di questo co mincia in Filace , e non molto lungi dal territorio un altra acqua v imbocca che viene da sorgenti non molto grandi, ma. in maggior numero i per questo il luogo ha avuta il nome di Simbola. a. Sembra, che llfo presenti sopra gli al tri fiumi questa particolare natura, f he spesso vuo le sotto terra sparire , e di puov*> ricomparire. Partendo adunque da Filace , e dalla cos, detta Simbola , si perde nella pianura Tegeatica : risor gendo in Asea , ed avendo mescolat o le sue acque
Pausam i a 14

210 L I B R O colF Enrota , va un altra volta sotto terra ; risor to l dove gli Arcadi chiamano il luogo Pege , ed uscito presso il territorio Piso, d Olimpia, sboc ca di l da Cillene,arsenale degli Eli, nel mare . Neppure il mare Adriatico dovea impedirgli di an dare innanzi t ma nuotando per quel pelago cos grande , e violento, si mostra in Ortigia davanti a Siracusa che VA lfo, e le acque sue con Aretusa communica. 3. La via retta che da Tegea mena a Tirea , e ai castelli che sono nella Tireatide ci por*ie d i-ammentare il monumento di Oreste di Agamenno ne : e dicono i Tegeati di averne di l sottratte le ossa uno Spartano : anostri giorni non era pi il sepolcro dentro le mura . Scorre nella via il fiume Gareata. Varcato il Gareata , ed avanzandosi die ci stadj , il tempio di Pane , espresso di quello una quercia , sacra anche essa a Pane. 4 La via principale da Tegea ad Argo som mamente atta ai carri. Sulla strada si trova pri mieramente il tempio , e la statua i Esculapio ; dopo, deviando a sinistra uno stadio, si vede il tem pio rovinato di Apollo Pizio , rovine in tutto . Nel la via retta si trovano molte quercie < , e nel bosco di esse il tempio di Cerere detta in Coriteusi s vicino havvi un altro tempio di Bacco Mista. 5 . Qui comincia il monte Partenio : in esso si mostra il recinto sacro di Telefo % ed ivi voglio no , che sia stato da una cerva allevato , allorch vi fu esposto bambino. Poco pi oltre il tempio di Pane : ivi gli Ateniesi , ed i Tegeati dicono di accordo , che Pane apparisse a Filippide , e gli parlasse . D il Partenio testuggini buonissime per farne lire , e gli abitanti del monte temoao sem pre di prenderle essi stessi, e non permettono che gli straniri le tolgano , perciocch sacre a Pane

O T T A V O si i le credono. Superata la cima del monte 7 neter reni lavorati , sono i confini dei Tegeati, e degli Argivi, verso Isie in Argolids. Queste sono le par ti del Peloponneso , le citt che in sse ritrovans i , e quello che in ciascuna citt merita di essere specialmente rammentato.

DESCRIZIONE DELLA GRECIA


D

PAUSiNIA
LIBRO
NONO
D e l l e c o se B eo t iche.

C A P O

P R I M O

Xa Beozia riceve il suo nome da Beato Storia di Platea , e vicende di questa citt .
1. G l i Ateniesi hanno nelle altre parti dell ttica seco loro confinante la Beozia , e verso Eleutere i Plateesi . Tutta la nazione de'Beoti ebbe il nome da Beoto , che dicono essere figlio di Itono, e della ninfa Melanippa , ed Itono poi di Anfizione : le citt hanno i nomi da nomini, e piji soven te da donne. a. I Plateesi sono a mio parere in origine in digeni ; ebbero il nome come dicono da Platea , c te credono essere stata figlia del fiume Asopo . Che ancora essi in origine fossero governati da Re chiaro , conciossiach ne'tempi antichi erano per tutta la Grecia le-monarchie , e non le demo crazie stabilite . Dei loro Re non conoscono i Pla teesi alcun altro, che Asopo , e prima di questo Citerone , che dicono , diede il nome al monte , c ome quello aj fiume . E credo che anche Platea,

N O N O fu i da cui fa la citt chiamata, fosse figlia del Re sopo , e non del fiume . I Plateesi prima della batta g l ia , che gli Ateniesi diedero ,a Maratona non eb bero nulla , che li distinguesse : ma avendo avuto parte nel combattimento di Maratona , dipi disce sa Serse , ardirono ancora di salire insiemmente cogli Ateniesi nelle navi , e respinsero nel loro paese Mardonio di Gobria Capitana di Serse. 3. Due volte convenne loro abbandonare la citta j ed essere di nuovo in Beozia condotti. Im perciocch nella guerra dePeloponnesj contro gli Ateniesi presero i Lacedemonj Plata con assedio . Riedificata nella pace , che Antalcida Spartano fe ce per i Greci col Re de Persiani , e ritornati i Plateesi da Atene , doveano esseri questi da un se condo male assaliti . Apertamente non vi era guer ra coi Tebani, ma i Plateesi affermavano, che per loro restava la pace , poich non avevano n con consigli , n con fatti avuto parte nella occupazio ne , che i Lacedemonj aveano fatto della Gadma, I tebani mostrarono, che i Lacedemonj erano quel li , che aveano fatto la pace , e dipoi avendola essi infranta domandavano , che similmente per tutti fossero rotti i patti. Non essendo adunque! Piate c i senza sospetto per parte deTebani , con grani custodia tenevano la citt , e ne campi che pi lon tani rano dalla citt nori vi andavano affatto per tutto il giorno : ma ( perciocch credevano , che i Tebani tutti insieme come per lo passato usavano deloro affari trattassero ) osservavano il tempo del le loro adunanze , ed in quello quietamente alle lo ro cose attendevano anche quelli , che le estreme par*i dei territorio coltivavano . Neocle per , che era allora in Tebe Beotarconte ( imperciocch non gli era ignota lastuzia dePlateesi ) ordin, ch^ cia scuno deTebani venisse allradunanza insieme colle

a i4 L I B R O armi , e subito menolli non per la via retta, ma pe* quella del piano , e di Isie verso Eleutere , e lAttica, dove non vi era neppure una spia , d era per trovarsi sotto le mura di Platea verso il mezzod. I Plateesi credendo , che i Tebani tenessero ladu nanza erano djle porte chiusi alla campagna. Fe cero adunque i Tebani con quelli che erano rima si dentro la convenzione , che prima del tramon tare del Sole fossero dalla citt partiti , gli uomi ni portando seco loro una veste, e le donne due. Questa disgrazia fu totalmente a quella opposta , quando vennero presi per la prima volta da Archidamo , e dai Lacedemonj. I Lacedemonj gli asse diarono , e con doppio muro serrandoli vietarono lo ro di uscire dalla citt : ed i Tebani allora toglien do loro la citt impedirono ad essi di entrar nelle mura. Avvenne la seconda presa di Plata tre an ni prima della battaglia di Leuttri , sendo Arconte in Atene Asto. La citt fu dai Tebani disfatta in tieramente ad eccezione de templi : il modo della presa diede a tutti i Plateesi egualmente la salvez za , e scacciati dalla loro patria, di nuovo furono dagli Ateniesi accolti. Tosto che Filippo ebbe vin to a Cherona , ed ebbe introdotto in Tebe una guarnigione , facendo altre cose per abbattere i T e bani , i Plateesi ancora furono da lui ricondotti nel-* l a loro patria.

N O N O

CAPO

SECONDO

Avanzi della citt dIsie , ed Eritre - Sepolcro di Mardonio - Atteone - Sepolcro di quelli , che mo rirono nella giornata di Plata - Monumenti di Plata .

territorio Plateide alle radici del Citerone, deviando un poco a destra dalla via retta y sono gli avanzi di Isie , e di Eritre. Furono un giorno citt dei B eo ti, ed ora havvi ancora nello rovine ,d Isie un tempio non finito di Apollo, ed un pozzo sacro : anticamente , secondo c i , che di cono i Beoti, consultavano loracolo bevendo dellac qua di questo pozzo. a. Ritornando alla via principale, di nuovo a destra quello, che dicesi essere il monumento di Mardonio. E che subito dopo la battaglia non pot trovarsi il cadavere di Mardonio unanime il sen timento. N affermano chi il sepellisse 5 pare per, che rtonte figliuolo di lui, avendo fatto molti pre senti a Dionisofane Efesio, e ad altri Jonj, non fu da questi trascurato , che Mardonio fosse sepolto. Questa via mena da Eleutere a Plata. 3 . Quelli, che vengono da Megara hanno a de stra una sorgente, e poco pi oltre un sasso 5 chia* mano questo il sasso di Atteone , ed affermano y che quando egli era per la caccia spossato7 sopra questo dormiva, e dicono, che nella sorgente vide Diana , che si lavava. Stesicoro Imero poi scris se, che la Dea gli mise indosso una pelle di cer vo, preparandogli pecani la morte, acciocch non avesse.preso in moglie Semele. Io poi credo, che senza V intervento di alcun D io , i cani di Atteon

%\6 L I B R O v fossero dalla malattia rabbiosa attaccati: infunati, e non distinguendo'pi alcuno, doveaao lacerare chiunque avessero incontrato. In qual parte del Giterone avvenisse la disgrazia a Perrteo diEchione, ovvero dove esposero Edipo appena nato, niuno il cnosce, come conosciamo la strada tagliata , che mena verso i Focosi, nella quale Edipo uccise il padre. 11 monte Citerone sacro a Giove Citere mo ; ma queste cose saranno da me pi a lungo trattate, quando il mio ragionamento vi sr per venuto. ; ? 4 * Verso l ingresso in Platea, sono i sepolcri di coloro, che contro i Persiani combatterono : gli* altri Gr^ci adunque hanno un monumento comune : ma quelli de Lacedemonj, e degli Ateniesi , che caddero in quella giornata, hanno i sepolcri in par ticolare , e sopra di questi si leggono elegie di Simonide. Kon lungi dal comune spolcro de Gre ci lara di Giove leuterio : il monumento comu ne di bronzo ; di marmo bianco fecerip lara, e la statua di Giove. Vi celebrano anche oggi ogni cinque anni i giuochi Eleuterj, ne quali si propon gono grandissimi premj pel corso, e corrono ar mati davanti allaltare. 11 trofeo , che alla battaglia di Platea dedicarono i Greci, quindici stadj lon-* tano dalla citt^. 5. Nella citt stessa, avanzandosi dall ara , dalla statua fatta in onore di Giove leuterio, lEro di Plata, lo ho ^di gi esposto quello, che di costei si dice, e quali cose sinventano. 1 Pla teesi hanno il tempio di Giuhne degno di essere veduto per la grandezza, e per lornamento delle statue. Entrando in esso, vedesi R ea, che porta a Saturno la pietra involta , come il fanciullo , che. avea partorito: Giunone da loro chiamata Tela r e la statua assai grande, ritta in piedi: sono am-

N O N O * 17 frcdue di marmo pentelico , ed opere di Prassitele. Ivi Callimaco f ece un'altra statua di Giunone assi sa : chiamano la Dea Ninfevomene per il seguente racconto. CAP O T E R Z O

Narrazione sopra Giunone JVinfe vomene * Statue dette Dedale - Antro Sfragidio.
i. D i c o n o adunque i Giunone per non so qua le motivo contro Giove sdegnata, ritirossi nell' Eu ba: Giove non avendo potuto persuaderla, venne presso Giterone, che regnava in Platea, perciocch non er Giterone in accortezza inferiore ad alcuno. Costui adunque consigli Giove, che fatta una sta tua di legno , la portasse sopra un giogo di buoi bene coperta, e dicesse, che menava in moglie Pla tea di Asopo. Fece Giove secondo il consiglio di Giterone : Giunone lud subito , e tosto giunse 5 c ome si fu al carra appressata , ed ebbe lacerato l vesti della statua, conobbe linganno , avendovi trovato un simulacro di legno invece di una don na sposa; e cosi con Giove pacificassi. ^2. Per questa pace celebrano la festa Deda la > perch gli antichi chiamavano i simulacri di le* gno Dedale. E cos li appellavano a mio credere anche prima, che Dedalo di Palamaone in Atene na scesse ; .il quale dopo, secondo m e, dalle statue Dedala ebbe il soprannome, e non dalla nascita i l nome. 3. Celebrano adunque i Plateesi l festa De dala ogni sette anni, come diceva lerudito del paese : ma in verit in minor tempo, e non cosi lungo. E volendo da una Dedala all altra numerare

ai 8 L I B R O con molta accuratezza il tempo, che vi passa fra mezzo, non ci fu possibile. Celebrano in questa guisa la festa: non lungi da Allcomene havvi la selva pi grande, che sia in Beozia: ivi sono de? tronchi di quercie. Venuti i Plateesi in questa sel va , mettono fuori de pezzi di carne cotta : non v ha gran numero di uccelli, altro che corvi, e perch questi vengono a loro,'li osservano diligen temente , e guardano in quale albero vada ad assi dersi quello, che la carne ha rapito : tagliato adun que r albero, sopra il quale si asside, ne fanno un Dedalo : imperocch Dedalo appellano questo simu lacro ancora. 4 * Questa festa si celebra in particolare dai Plateesi, *e la nomano la piccola Dedala : nella fe sta della gran Dedala poi, vi si uniscono a cele brarla anco i B e o ti, e la fanno ogni sessanta an ni: imperocch dicono essere durante questo tem po mancata la festa, quando i Plateesi furono esuli. Tengono pronti quattordici simulacri , preparati ogni anno nella piccola Dedala. Sono questi presi a sorte dai Plateesi, Goroni, Tespiesi, Tanagri, Cheroneesi, Orcomenj, Lebadesi, e Tebani. Impercieceh ancora questi vollero far pace coi Plateesi , ed essere a parte della lega comune , e man dare un sagrificio nella Dedala , quando Cassandre di Antipatro riedific Tebe. Tutte quelle piccole citt p o i, che sono di minor conto , fanno pi di una societ insieme. Avendo ornato la statua pres so lAsopo, e postala sopra di un carro, mettono alla direzione della pompa una donzella pronuba 5 ed essi di nuovo tirano a sorte 1 * ordine, col qjiale debbono menare la pompa : quindi mandano i carri dal fiume alla cima del Giterone. E sulla sommi t del Giterone di gi preparato un altare, che essi fanno in questo modo : adattando de legni quadrati

N O N O *19 luno collaltro, li compongono in guisa, come se mi edificio di pietra facessero : innalzatolo assai, vi mettono sopra sarmenti. Le citt adunque, e i ma gistrati dopo aver ciascuno sagrificato una vacca a Giunone , ed un toro a Giove, ardono insieme sull ara le vittime piene di vino, e di odori, ed i dedali : i privati ricchi p oi, tutto ci , che sagrificano, T ardono, e quelli, che non sono cos facol tosi, debbono le pecore pi magre sagrificare, ma insieme debbono ardere tutta la vittima : e con que ste cose il fuoco attaccatosi allara la consuma in tieramente ; io vidi questa fiamma altissima , che innalzatasi si vede ass ai da lungi. 5. Di l dalla cima dove fanno laltare, scen dendo quindici stadj, lantro delle ninfe Citeronidi chiamato Sfragidio; e vha la tradizione, che ne tempi pi antichi ivi l ninfe dessero oracoli.

CAPO

Q U A R T O

Tempio , e statua di Minerva Ara - Fiume Peroe Avanzi di Scolo.


i. A Plateesi hanno il tempio di Minerva di so prannome Ara ; fu questo edificato colle spoglie prese nella battaglia di Maratona, che gli Ateniesi divisero seco loro. La statua un simulacro di le gn dorato, colla faccia , e le estremit delle ma-, n i, e depiedi di marmo pentelico: di grandezza non molto inferiore a quella di bronzo nella cit tadella , ancora essa dedicata dagli Ateniesi per pri mizie della battaglia di Maratona. Fidia poi fece ai Plateesi pure questa statua di Minerva. Nel tem pio sono delle pitture , di Poiignoto U lisse, che ha uccido i Proci ; e di Ojnata la prima spedizio-

ftao

li

B ,R

lie^ degli rgivi contro di Tebe. Queste pitture sono nelle pareti del pronao. Ai piedi della statua giace la immagine di Arimnesto. rimnesto coman d i Plateesi nella battaglia contro Mardonio, ed anche prima in quella di Maratona. 2. Havvi ancora in Platea il tempio di Cerere di soprannome Eleusinia, ed il monumento di Leito ; questo Leito fu il solo de* concittadini, che me narono contro Troja i Beoti, il quale ritornasse a casa. Il fonte Gargafia fu da Mardonio , e dalla cavalleria Persiana riempito, perch l esercito de Greci, che gli stava incontro, ne bevea: dopo i Plateesi lo ripristinarono. 3 . Andando da Platea a Tebe7 trovasi il fiume Peroo: dicono, che Peroe fu figlia dellAsopo. Pri ma di passare lAsopo, deviando sotto, presso lo stesso letto , dopo quaranta stadj di cammino , sono le rovine di Scolo ; fra le rovine havvi il tem pio di Cerere, e Proserpina non finito, e le statue stesse delle Dee non sono fatte, che per met. An che oggi lAsopo divide dal territorio Tebano la Plateide. CAPO Q U I N T O

Storia di Tebe . i. 3 J icona, che primi eramente gli Ecteni abi tassero il territorio Tebano , e che fosse loro Re Ogigo uomo indigeno j e da costui molti poeti dan no a Tebe il soprannome di Ogigia. Ed affermano , che questi Ecteni morirono di peste , e che dopo loro ad abitare nel paese vennero gli Jan ti, e gli A oni, di schiatta Beotica io credo, e non forastieri. Sopraggiunto Cadmo , e 1* esercito da Fenici 7

N O N O 221 sendo rimasi vinti nella pugna gli Jan ti, nel la notte seguente sen fuggirono : agli Aoni poi divenuti sup plici fu da Cadmo permesso di restare , e mescersi coi Fenici. Gli Aoni adunque abitavano perle ca stella divisi, e Cadmo edific la citt , che anco ai d nostri Cadma addimandasi . Cresciuta la citt ne venne, che Cadma diventasse la cittadella di T e be sotto di essa edificata. Cadmo fece un illustre matrimonio , se come dicono i Greci, ottenne in isposa la figlia di Venere e Marte : e le figlie sue furono celebri, Sen&ele di partorire di Giove ; ed Ino di essere Dea marina . Sotto Cadmo , mol tissimo dopo di lui, furono potenti gli Sparti, Cto nio , Iperenre, Peloro ed Udo : Echione poi per ch agli altri in valore precedeva fu da Cadmo stimato degno di essere suo genero. Questi uomini ( sendo che non ho potuto nulla su di loro trova re) seguendo la favola, Sparti furono nomati dal modo onde nacquero. Sendosi Cadmo trasferito fra gl Illirj , e di questi fra i cos detti Enchelei y Polidoro di Cadmo ebbe il regno. 2. Penteo di Echione era anche egli possente e per la chiarezza do natali, e per 1 amicizia del Re : ma sendo nel rimanente divento beffatore, ed empio verso Bacco, nebbe dal Dio la dovuta pena. Di Polidoro nacque Labdaco, il quale fu dal p adre quando mor, lanciato fanciullo . Pose adun que Polidoro il figlio , ed il regno sotto la tutela di Nitteo. Quello, che segue del racconto, lo ha di gi mostrato la mia storia Sicionia, cio come Nitteo mor , e conje la cura del pupillo, e il go verno de Tebani pjiss a Lieo fratello di Nitteo. .Lieo rimise il regno nelle mani di Labdaco quan do egli fu adulto, e sendo Labdaco non molto do po morto , egli fu di nuovo tutore di JLaio , fi* gliuolo di Labdaco,

& % *l L I B R O 3 .'Mentre Lieo era per la seconda Volta dive nuto tutore, vennero nel paese, avendo raccolta una armata, Anfione, e Z eto. E quelli che aveano cura, che non restasse in avvenire oscura la stirpe di Cadmo, involarono Laio : Lica rimase vinto in bat taglia daixfigli di Antiope . Questi pervenuti al trono aggiunsero alla Cadine a la citt di sotto, e le diedero il nome di Tebe per la parentela, che eoa Tebe aveano. Serve di prova al paio racconto Ome ro ancora nella Odissa : Che i primi edificaro Valma Tebe , D i sette porte , e la cinser di torri Poich sebbene per fortezza invitti Senza torri abitarla lor non lice . 4 * Che Anfione cantasse, e edificasse le mura colla lis a , Omero non ne fece menzione ne versi suoi. Anfione riport nella musica gloria, avendo per la parentela di Tantalo appreso gli armoniosi suoni de Lidj presso di lor stessi, e alle antiche quattro corde ritrovate tre altre. Quegli, che i versi sopra Europa fece ,> afferma, che Anfione primie ramente us la lira ammaestrato da Mercurio. Poe t ancora , che cantando condusse dietro a se le pfetre, e le belve. Mirone Bizantino, che fece versi elege, dice, che prima Anfione eresse a Mer curio un ara , e sopra questa da lui ricevette la lira. Si narra ancora, che Anfione sia nell*inferno punito per le bestemmie, in cui anche ,egli contro Latona, ed i figli proruppe. Girca il punimento di Anfione questo nella poesia Miniade, dove in comune di Anfione, e di Tamiri il Trace parla. 4. Siccome poi la casa di Anfione e Zeto , quella del primo fu dalla pestilenza desolata, e la moglie di Zeto per un nocumento recatole gli u cci se il figlio , e Zeto istesso per lo dolore mor , quindi i Tebani menarono Laiio al trono . M en tri

N O N O a 3 costui regnav a , avendo in moglie Giocasta, ricev da Delfo 1 oracolo , che avrebbe avuto dal figlio suo la morte, se alcuno mai ne avesse Giocasta par torito , Esso espose perci Edipo, il quale dovea pure un giorno uccidere il padre quando fosse cre sciuto: questi sposossi ancora, colla madre- Io non credo per, che ne avesse fig li, allegando in testi monio Omero, che nella Odissa cant : La bella madre dEdipo , Epicasta Vidi , cui V ignoranza della mente Port a delitto grave , unendo seco Il figlio suo che dopo spento il padre Fu sposo : ma inaudito ed improvviso Mostrar portento alVuom mortale i Numi. Come adunque fecero un inaudito, ed improvviso portento, se Edipo ebbe da Giocasta i quattro fi gli , che avea avuti da Eurigana di Iperfante ? Lo mostra anche colui, che fece i versi, che Edipodj nomano ; ed Onata dipinse in Platea Eurigana con volto triste per la pugna de' figli. 6. Polinice poi sendo ancora vivo e regnante Edipo usc di Tebe per timore , che non si avve rassero sopra di lui le maledizioni del padre. Giun t o ad Argo , e presa in isposa la figlia di Adra sto , torn a Tebe chiamatovi da Eteocle dopo la morte di Edipo. Ritornatovi, venne in differenza con Eteocle, e cos per la seconda volta andonne esule. Ed avendo pregato Adrasto a dargli un eser cito , che lo riconducesse, perde Tarmata; e com batt a solo con Eteocle , secondo la disfida : e combattendo morirono ambedue . Passando il regno a Laodamante di Eteo cle, Creonte di Meneceo la govern, come tutore del fanciullo. 7. Cresciuto Laod.amante , e tenendo il regno, fu allora, che gli Argivi portarono per la seconda vlta 1 esercito contro T ebe. Sendosi i Tebani con

214 li I B , R 0 tro i nemici presso Glisante attendati, come ven nero alle mani 7 Laodamante uccise di sne mani Egialeo figlio di drast;o. Ma restati superiori gli Argivi, Laodamante con quelli Tebani , che vollero, seguirlo ritirossi nella vegnente notte in Illiria. Gli Argivi presa Tebe, la consegnarono a Tersandro di Polinice. Allorch coloro, che andarono con A gapiennone contro Troja si smarrirono* nella naviga zione , e soffrirono la rotta in Misia, allora anche Tersandro, bench nella battaglia pi valoroso de gli altri Greci si fosse m ostratola da Telefo mor to : ed il suo sepolcro si vede andando alla pianu ra del Caico, nella citt di E la, cio una pietra allo scoperto nel foro : ed i nazionali dicono djt fargli i funerali. 8. Morto Tersandro , e raccoltasi per la se conda volta la flotta contro Alessandro e Troja > scelsero per principe Peneleo : perocch non era ancora in et abile a regnare Tisameno di T er sandro. Morto Peneleo da Euripilo di Telefo, crea rono Re Tisameno figlio di Tersandro e di D e monassa di nfiarao . Tisameno non ebbe sopra di se lo sdegno delle Furie di Laio, e di Edipo, ma il figlio suo utesione, cosicch por tossi ad abi tare presso i Dorj per loracolo ricevuto. Sendo utesione partito ' scelsero perci in Re Damasittone di Ofelta di Peneleo. Di questo Damasittone nacque Tolomeo, e di costui Santo, il quale in duel lo fa da Andropompo con inganno , e senza gh*stizia spento. Dopo quel tempo sembr meglio ai Tebani di essere da pi governati, che dipender^ in tutto dal volere di un solo.

N O N O
CAP O SE S T O

Guerre de' Tebani, e loro calamit.


i. G irca alle fortune da loro in guerra neT combattimenti provate , e ci che diversamente passo ssi, ecco quanto ho di pi illustre trovato. Fu* rono essi superati in battaglia dagli Ateniesi , accorsi in difesa di quelli di Platea quando .essi doverono fare oltre i confini del territorio Tebano la guerra. Furono per la seconda volta rotti allor ch si schierarono ontro gli Ateniesi presso Pla tea , quando parve loro di abbracciare il partito di Serse invece di quello delle nazioni Greche . Que sta non fu colpa del comune loro , perch allora era in vi gore in Tebe una Oligarchia, e non il pa trio governo. Se adunque mentre ancora in Atene -tiranneggiavano i figli di Pisistrato fosse venuto contro la Grecia il barbarp, non v modo onde gli Ateniesi avessero potuto evitare laccusa di es sere .del partito Persiano . Finalmente i Tebani an cora ottennero contro gli Ateniesi una vittoria a Delio de Tanagri, e vi cadde estinto Ippocrat e di Arifrone Capitano degli Ateniesi insieme colla mag gior parte de' suoi. I Lacedemonj subito dopo la partenza del Persiano fino alla guerra de Peloponnesf contro gli Ateniesi furono con Tebe in- bilna armonia. Ma terminatasi quella guerra, e distrut ta la flotta degli Ateniesi , i Tebani entrarono non molto dopo insiememente ei Corintj nella guerra contro i Lacedemonj / Vinti nella pugna pressa Corinto, ed in Cherona, riportarono essi dal can to loro in Leuttri la v ittoria pi illustre di quante c onosciamo avere i Greci sopra Grec i ottenutoPaesani a i5

^a6 L I B R O k fecero cessare il governo de dieci, che i Lacede-* monj aveano nelle citt stabilito, e cacciarono gli Armosti Spartani. Dopo per dieci anni sostennero continuamente la guerra Focese, che dai Greci Sa cra si appella. a. E stat di gi nell Attica narrazione da me affermato, che la rotta di Gherona fa una disgra zia per tatti i Greci: ma pi si fece sentire ai Tebani, ai quali fa ncora messa Una guarnigione nella citt * Mort Filippo* e venuto il regno de Macedoni ad Alssildro, vettn in mefite i Teba ni di iscacciare il presidio .* Avrid eseguito que* sto pensiere * subito il nuite indic loro 1 eccidio imminente 5 e nel tempio di Crere Tesmof ora si videro segni Cottrrj quelli ^ che lzione di Leuttri aveno preceduto * ImpercoCch allora i ragnateli tsserono una tela bianca lle porte del tem pio * e lll assalimene di Alessandro ^ de Ma cedoni nera la fecero. Si narra pure,che unanno innanzi che la guerra di Siila ttiras --sugli Ate* niesi grandi calamit, piovesse loro (Iella cenere. C A PO S E T T I M O

Ristaurazione di Tebe fatta da CassandraSciagure de Tebani nella guerra Sillana.


i . I Tebani scacciati allora da Alessandro, rifuggiatisi in* Atene fnrono poi da Cassandro di Antipatro ricondotti. Per la riedificatone di Tebe si mostrarono pi dgi altri impegnati gli Ateniesi ; vi concorsero ancra x Messenj * e quelli degli A.r'cadi, che Megalpoli occupavano. a. Mi sembra poi ^ che Cassandro dificass *Feb ili odio specialment di Alessandro $ ed in,-

N O N O *11 fatti egli si accinse a distruggerne affatto l casa, dando Olimpiade nelle mani di que Macedoni, che erano contro lei adirati, perch la lapidassero , e mettendo a morte col veleno i figl i di Alessandro, Ercole da lui avuto da Barsina * ed Alessandro da Rossane . Ma neppure egli fini bene i suoi giorni ; imperciocch si riemp di marcia , e mentre era ancor vivo gli nacquero nel corpo i vrmi. 3. De*suoi figli TFilippo, che era il pi vec chio no molto dopo aver preso le redini del go verno fu da una malattia etica privato di vita : Antipatro , che gli successe ammazz la sua madre stessa Tessalonica figlia di Filippo d Amint, e di Nicaspoli : e la uccise accusandola di predilezione per Alessandro. Alessandro era il pi giovane dei figli di Cassandro, ed avendo chiamato Demetrio di Antigono distrusse per mezzo suo, e pun Anti patro : m,a parve che egli il suo uccisore , e non T alleato si fosse trovato. Un Dio adunque chiun que egli si fosse dovea punire Cassandro. 4 * Sotto Cassandro fu ai Tebani riedificato F antico recinto ; ma faceva di m estieri, che an che dopo soffrissero grandi mali* Imperciocch i Tebani si unirono con Mitridate , che avea attac cato la guerra contro i Romani non per altro mo tivo , a mio credere, se non per amicizia del po polo Ateniese. Siila fatta una irruzione nella Beo zia n* ebbero terrore i Tebani ^ e subito, conside rata la cosa, mutarono sentimento, e di nuovo all* amicizia de Romani si volsero . Nuladimeno Siila fece uso con loro del suo furore , ed altro cose trov per la rovina de Tebani, e fra queste stacc da loro la Met del territorio sotto questo pretesto . Quando cominci la guerra contro Mi tridate, scarseggiava di denari: raccolse adunque i presnti da Olimpia f da Epidauro , e da Delfo i5

218 L I B R O ( quelli che i Focesi vi aveano lasciati) , e li di* vise all esercito , e perci rese agli Dei per le ric chezze tolte la met del territorio Tebano. I Te bani ricuperarono dopo per grazia de Romani il paese tolto loro; ma dopo quel tempo vennero in una estrema debolezza. La citt bassa a mio tem po era tutta diserta, md eccezione de templi : ed abitano la cittadella , che Tebe e non Cadma chiamata. C A PO O T T A V O

Avanzi di Totnie - Luogo dove Anfiarao disparvePorte di Tebe.


i. P a ssa to lAsopo, dieci stadj distante dalla citt si trovano le rovine di Potnie, e fra queste il bosco sacro di Cerere, e Proserpina. Le statue, che sono nel fiume, che scorre presso Potnie, chia*mansi le Dee. Nel tempo stabilito, fra le altre co se , che il rito-loro ingiunge di fare, mandano nelle cos dette Cas dei porci da latte. Questi nella ve gnente stagione dellanno dicono, che yanno a pa scere in Dodona. Ne sia persuaso chi vuole. Ivi ancora il tempio di Bacco Egobolo. Perocch sagrificando una volta al Dio vennero alle ingiurie per la ubbriachezza, in guisa, che uccisero anco il sa cerdote di Bacco : uccisolo, furono subito da una pestilenza assaliti, e venne insieme'loro da D elf o T oracolo di sacrificare a Bacoo un garzone bello : non molti anni dopo, dicono, che il Dio cangi la vittima in una capra invece del 'garzone. Si mo stra in Potnie un pozzo ancora: dicono, che le ca valle del paese, che be ono questacqua divengano furiose.

N O N 0* 219 a. Andando da Potnie a Tebe , a destra della4 strda havvi un recinto non molto grande, ed in esso sono colpnne > : e credono, che qui si aprisse ad Anfiarao la terra 1 soggiungendo anche questo : che sopra queste colonne non siedono uccelli, e che T erba, che ivi nasce non, mangiata, n dagli ani mali domestici, n dai selvatici. 3 . I Tebani aveano nel l antico recinto dello mura sette porte, e rimangono anche oggi. U d ii, che fu loro posto il nome, di Elettra sorella di Cadmo alle Elettre ; alle Pretidi da una persona del paese: circa la et di questo Preta , ed i suoi an tenati difficile mi fu poterla trovare. Le Neiti di cono essere state da questo cosi nomate * chiamano Nete la pi acuta delle corde : di questa corda adun que, dicono essi, che Anfione s opra queste porte trovolla. Ho pure udito, che il tglio di Zeto fr,l-* tello di Anfione ebbe il nome di N eile, e che da questo, Neide furono queste porte appellate. Le Crene, e le Altissime cos le chiamano per la se guente ragione: presso le Altissime havvi il tempio di Giove soprannomato Altissimo. Alle porte , che vengono dopo di queste, danno essi il nome di Ogigie, e le ultime Omoloidi sono chiamate: sembra mi, che queste hanno il nome pi moderno , sic- come le Ogigie il pi antico. Affermasi da loro, che le Omloidi per la seguente ragione hanno quel nome : quando furono dagli Argivi nella pugna pres so Glisante superati, allora la maggior parte se ne usc insieme con Laodamante di Eteoce : una por zione di questi annojossi di viaggio negriilirj* e rivoltisi ai Tessali presero Omole il pi fertile mon te della Tessaglia, e da acque irrigato: avendoli Tersandro di Polinice richiamati alle loro case, le porte , per le quali ritornarono dall Omole ^ cliianyirono Omoloidi. Venendo, da Platea, si entra in

a 3o L I B R O Tebe per le porte Elettre: ed ivi dicono, che Capaneo di Ippono nel dare pi violento assalto alle mura fosse da un fulmine colto. C A P O N O N O Prima guerra degli Argivi contro Tebe - Guerra degli Epigoni - Versi spra questa.
i. (Q u e sta guerra, che fecero gli Argivi, io credo, che sia pi degna di essere narrata di tut te quelle, che furono fatte da Greci contro Greci ai tempi de cosi detti Eroi. In quella infatti degli Elensinj contro gli Ateniesi, e similmente in quella de Tebani contro de Minj , fu la invasione degli assalitori di piccolo cammino, ed in una sola battaglia yenne la guerra decisa, e tosto accordi, e patti seguirono. Ma loste degli Argivi venne nel centro della Boezia dal centro del Peloponneso; ed Adrasto raccolse gli alleati dallArcadia, e dai Mes senj. Similmente vennero presso i Tebani truppe mercenarie dai Focesi, e dalla regione Miniade i Flegj. Datasi la pugna presso l Ismnio rimasero vinti nella mischia i Tebani, e datisi alla fuga, si ricoverarono nelle mura : e siccome i Peloponnesj non sapevano contro le mura combattere , dando gli assalti pi con furore , che con arte, i Tebani ne uccisero m olti, dalle mura gittandoli, e dopo, fatta una sortita vinsero anco gli altri, che erano in disordine, cos che.tutta larmata, se eccettuare vogliamo Adrasto , vi fu morta. Ma questa azione non fu senza grave loro danno ; e da questa ven ne , che quando si riporta una vittoria con gran perdita, Vittoria Cadma si appella. ' a. Non molti anni dopo andarono insiememen-

N O N O a3 i te con Tersandro contro di Tebe quelli, che i Gre,ci chiamano Epigoni. E chiaro, che questi non fu-? rono seguiti solo dalla gente Argolica 7 dai Messe nj, e dagli Arcadi, ma che furono chiarititi alleati da Corinto ancora, e dai Megaresi? difesero anche i Tebani i circonvipini, e si diede da ambedue le armate presso Glisante una pugna molto ostinata. Dei Tebani altri subito che furono sconftti insie me con Laodamante fuggirono : quelli, che rimasero con un assedio furono alla resa costretti. 3. Furono fatti su questa guerra ai Teban de*versi ancora, dequali venuto ih memoeia Caleno , disse, che Omero ne era l autore ; con Caleno credono lo stesso molti altri autori, e non oscuri. Io poi dopo la Iliade, e la Odissea, lodo specialmente questa po$ia. J tanto tasti per rammentar re la guerra, che si fecero gli Argivi, t i Tebani per i figli di Edipo. CAP O D E C I M O

Monumenti presso febe - Fonte di Matte.


1. I ^ o n lungi dalle prora havvi un cemeterio: ivi sono sepolti tutti colro, phe morirono combat tendo contro Alessandro, e i Macedoni. Poco lon tano mostrano il luogo dove dicono ( se voglia cre dersi ) , che avendo Cadmo seminato i denti del dragone da lui ucciso presso il fonte, la terra fece dai denti sorgere uomini. a. A destra delle porte un colle sacro ad Apollo: s il polle , che il Dip si chiamano Ismenio, sendo bagnate le radici di esso dal fiume Ismenio. Primieramente havvi nell ingresso una Minerva di marmo, ed un Mercurio chiamati Pronai: dicesi,

i 5i L I B R D-/ che il Mercario fosse fatto d Fidia, e la Minerva da Scopa: dopo viene il Tempio. L statua di grandezza simile a quella di Branchide, e nulla dif ferisce nella forma,, cosicch chi abbia veduto luna di queste, e ne abbia udito lautore^ non gran sapienza nel veder laltra il sapere, che scultu ra di Carneo. Differiscono in questo solo , che quello di Branchide di bronzo, e lIsmenio di cedro. 3 . Ivi una pietra, sulla quale dicono $ che sedesse Manto di Tiresia : questa posta avanti lin gresso ^ ed ha anche oggid il nome di sedia d Manto. A destra del tempio, le immagini, che vi si vedono, dicono, l una essere di Enioche, di Pirra l altra, e che furono l glie di Creonte , il quale go vern sendo tutore di Laodmante figlio di Eteocle. 4 - Questo quanto io so, che fassi anche og gi in Tebe ad Apollo Ismenio : fanno per sacerdote, annuale un garzone , che sia di una casa ragguar devole , e ben fatto di corpo ^ e torte.* Ha egli il soprannome di Laurifero , imperciocch portano i garzoni corone di foglie di alloro. Se adunque .per tutti i Lauriferi vabbia la legge similmente di dedi care al nume un tripode di bronzo, non posso di mostrarlo , ma io credo, che non sia per tutti una le^ge, sendo che non ve ne,, vidi molti. I pi rie* ohi adunque de garzoni U dedicano. 11 tripode, che pi illustre per 1 antichit , e per la gloria di ohi lo ha dedicato il dono di Anfitrione per Er cole Laurifero*. * 4. Pi in alto del tempio f i Ismenio potrai ve* dere la fonte ^ chc dicono sacra a Marte e che questi vi pose in custodia un dragone. Prsso que sta il sepolcro di Guanto. Dicono , che Caanto fosse fratello diM elia, e figlio dell Oceano, e chfe dal padre fosse spedito a cercare la sorella i*apit% ^<

N t) N 0 r a3* Avendo'adunque trovato Apollo, che teneva Melia, e non avendogliela potuta torre, ard di mettere it fuoco al sacro recinto di Apollo ( questo vien chia mato Ismenio ) , ed il Nume, siccome dicono i Teb an i, saettollo : ivi adunque il monumento di Gaanto. Dicono , che ad Apollo nacquero di Melia due figli, Tenero, ed Ismenio : a Tenero diede lar te divinatoria , ed il fiume ebbe il nome dIsme nio. Non era invero neppure prima senza nome se Ladone chiamavasi, avanti che Ismenio di Apol l o nascesse.

G. APO

UN-DECIMO

Prosiegue la descrizione de* monumenti di Tebe* i . A . sinistra delle porte Elettre sono le vestigia di una casa , dove dicono avere abitato nfrtrione, fuggito per la morte di Elettrione da Tirinto^ : e fra le rovine si vede ancora chiaritmente il talamo di Alcmena. Dicono, che ad Anfitrione lo facessero Trolonio, ed Agamedc , e che su di esso fosse questa epigrafe : Quando Anfitriori dbv qui la consorte Menare , Alcmetia , scelse questo talamo Che fe r Trofonio Ancasio , ed Agamede . Questo ci, che i Tebani dicono esservi scritto. Mostrano il monumento defigli, che Ercole ebbe da Megar, non dicendo niente d somigliante sulla' sua morte a quello, che Stuscoro Imeno, e Pa lliasi ne versi poetarono. I Tebati vi aggiungono queste cose ancora, che Ercole per la sua pazzia era per uccidere Anfitrione ancora, ma, che prima da una pietra percosso, fu dal sonno occupato, e che Minerva fu quella, che gli avea questa pietra scagliato, la quale appellano essi Sofronister*.

34 L I B R O a. Ivi in bassorilievo sono scolpite immagini d i donne, figure assai consumate dal tempo : que ste dai Tebani vengono chiamate Farmacidi, le qua li , secondo ci, che essi dicono, furono da Giuno ne mandate, onde servire dimpedimenti al parto di Alcmena, e trattennero ad Alcmena il partorire. Ma venne in mente ad Istoride figlia di Tiresia contro le Farmacidi Vastuzia di urlare in modo da essere udita da loro, come se Alcmena avesse par torito : cos queste ingannate se ne andarono, ed Alcmena partor. Ivi VEraelo colla statua chia mata Promaco, di marmo bianco, opera di Senocrito, ed Eubio Tebani : 1 * antico simulacro di le gno poi hanno pensato i Tebani ? che fosse di D e dalo , ed anche a me parve cos. 3 Questo fu d Dedalo stesso, siccome si narrq., dedicata, in contraccambio dpi benefizio rice vuto. Imperciocch quando fugg di Creta, sendosi latto per se , e pel figlio suo Icaro navigli non grandi, ed inoltre avendo adattato alle barche delle vele, cosa in quetempi ancora non trovata, onde avessero potuto avanzare il navigare della flotta di Minosse usando vento favorevole, allora adunque Dedalo salvossi, ma Icaro dirigendo la nave pi inespertamente, gli si rovesci : annegato, le onde lo portarono nell isola di Pergamo, che non avea ancora alcun nome. Incontratovisi Ercole, riconob be il cadavere, e lo scpell dove oggi ancora ha egli ujj tumulo non mollo grande nel promonto rio , che sorge sull Ego : da quest Icro ebbe il nome lisola, e il mare di quelle vicinanze. 4 Le sculture, che sono ne* frntespizj , che rappresentano la maggior parte de cos detti do dici travagli, furono fatte ai Tebani da Prassitele : vi manca limpresa contro gli augelli di Stinfalo, e come Ercole purg il territorio Elo : in vece di

N O N O 35 queste vi espressa la lotta contro nto. Trasibulo di L ieo, e quelli Ateniesi, che insieme coll lui spensero la tirannia de trenta ( poich quando vi si accinsero , partirono di Tebe ) dedicaron nellEraelo Minerva, ed Ercole , colossi in bassorilievo di marmo pentelico, opera di Alcamene* Contiguo a questo tempio di Ercole il ginnasio 7 e lo stadio, anche essi col nome del Dio chiamati. 5. Di l dalla pietra Sofronistere l altare di Apollo soprannojnato Spondio, ed fatto colla cenere delle vittime : ivi stabilita una divinazio ne dalle voci , che si odono , divinazione , che io s o , de Greci essere molto in uso presso que di Smirne: conciossiach gli Smirni ancora abbiano opra la citt fuori delle mura il tempio delle voci. C A P 0 D U O D E C I M O ,

Continua la descrizione di Tebe*


i. Sagrificavano i Tebani in origine ad Apollo Polio detori: una volta, celebrandosi la festa, si approssimava lora del sagrificio, e quei, che era no stati mandati a prendere il toro non venivano ? laonde incontratosi a caso a passare un carro, sagrificarono essi al Dio uno debuoi, e da quel mo mento hanno il rito di sagriti care buoi da lavoro. Si fa ancora da loro la narrazione, che partendo Cadmo da D elfo, servigli di guida nel viaggio pe* Foccsi una vacca, la quale era di quelle comprate dai guardiani di Pelagonte ; sopra ciascheduno de fian chi della vacca vi era ancora un segno bianco, so migliante al cerchio della luna quando essa pie na. JFacea di mestieri, che Cadmo, e lesercito, che lo seguiva, ivi secondo loracolo del Nume

a 36 L I B R O abitassero % dove la vacca spossata era per inginoephiarsi : mostrano aduuque questo luogo ancora i d ove la v^tcca singinocchi. a. Ivi a cielo scoperto un ara, e una sta tua , la quale dicono, che sia stata da Cadmo de dicata. Quelli, che credono essere Cadmo venuto nel territorio Tebano, Egiziano di nazione , e non Fenicio, hanno contro di loro il nome di questa Minerva, perch Siga secondo la lingua Fenicia, e non Saide secondo quella di Egitto chiamata. 3. Dicono i Tebani, che in quella parte dell cittadella, dove hanno oggi il foro, era ne tempi antichi la casa di Cadmo : e mostrano gli avanzi del talamo di Armonia, e quello, che di Semele di cono : questo fino a nostri giorni ancora custodi to , onde gli uomini non vi possano andare. Per quelli de G reci, che ammettono la tradizione di avere le Muse nelle nozze di Armonia cantato, snl foro il luogo, dove dicono, che le Dee cantas sero. Si narra ancora, che cadesse insieme con ua fulmine, che il talamo di Semele percosse, un le gno ancora dal cielo : e dicono, che Polidoro aven do ornato questo legno di bronzo, lo chiamasse Bacco Cadmo. Vicino a Bacco una statua, la quale fu fatta da Onassimede tutta piena di bron co : il Cadmo poi fu lavorato dai figli di Prassitele. 4 * Havvi pure la statua di Pronomo , il quale suon le tibie nel modo pi attrattivo per la mol titudine. Imperciocch aveano allora i suonatori di questo istrumento tre specie di tibie : con altre suo navano il modo Dorico : differenti erano quelle per la musica Frigia; e con altre il cos detto modo Li dio suonavasi. Pronomo adunque fu il primo, che immagin delle tibie ad ogni musica adattate, ed il primo fu , che cos differenti musiche colle stes se tibie suon. Narrasi ancora , che colla compo-

N 0 N 0 3t trezza del volto, e col movimento del corpo som mamente dilettava i teatri : ed egli fece anche un cantico come un canto di saluto nell* arri vare a De l o, per i Calcidesi dellEaripo. Questa statua adan* que fu qui dedicata dai Tebani, e da Epaminonda di Polimnide. CAPO D E C I M O T E R Z O

Imprese di Epaminonda fino alla battaglia di-Leuttri .


i. V-i irca gli antenati, Epaminonda fu di una tirpe gloriosa , ma il padre"suo per ricchezze era inferiore ad un mediocre Tebano : gli ammaestra menti nazionali furono da lui appresi con somma -diligenza, e sendo ancora giovanetto frequent Li si Tarentino di origine , ma che conosceva la filosofia di Pittagora Samio . Narrasi di Epaminon da , che quando i Lacedemonj facevano ai Manti neesi la guerra fu da Tebe spedito con altri in ajuto deLacedemonj : ivi con estremo pericolo salv Pelopida 7 che avea ricevuto ferite . Dopo ito Epa minonda in Isparta per ambasciadore , quando i La cedemonj dissero di volere conchiudere la pace co* Greci, che di Antalcida si dice : allora Epaminon da fu da Agesilao richiesto , se i Tebani permet terebbero ai Beoti di giurare gli articoli della pa ce separatamente per ciascuna delle citt loro * non prima disse e g li, o Spartano , che non abbia mo veduto giurare per ciascuna citt separatamen te i vostri vicini, a. Come adunque si era di gi attaccata la guerra fra i Lacedemonj e i Tebani , ed i Lacedemonj con un artnata composta de loro , e degli

ftSft L I B R O alleati andarono contro i Tebani, Epaminonda con una porzione dell esercito si attend sul lago Cefisside come se i Peloponfoesj avessero di l dovu* to fare la loro invasione . Cleombroto Re deLa cedemonj si rivolse ad mbriso dei Focesi , ed avendo ucciso Gherea, a cui era stato ordinato di guardare i passi, e gli altri Tebani, che erano con l u i , pass ol i i , e venne a Luttri di Beozia : ivi tanto Cleombroto , che il comune de Lacedemonj ebbero desogni dal cielo . Erano i loro Re nell uscire in campagna seguiti da bestiami per i sagrificj degli D e i , e per osservare gli auspicj pri ma dei combattimenti : erano le greggi guidate nel viaggio da capre , che i pastori chiamano Gatoeadi. Allora adunque avendo i lupi assalito la gregge , l e pecore non ne ebbero nocumento alcu* no , ma le Gatoeadi furono uccise* 3. Si disse , che sui Lacedemonj premeva lo sdegno delle figlie di Scedaso. Imperocch abitan do Scedaso ne contorni di Leuttri nacquero a lui le figlie Molpia , ed Ippo ; queste sendo in et nu bile pervenute furono violate da certi Lacedemo nj , Paratemida A Frudarchida 1 Partenio. Le ve.rgini subito ( sendo che non parve loro doversi la contumelia ricevuta sopportare ) si strangolarono : Scedaso ( poich ito ili Isparta ninna giustizia avea ricevuto ) ritornando a Leuttri si uccise da se . Allora adunque Epaminonda fece defunerali a Sce daso , e alle figlie , e pregollo i che il combatti mento non foss stato tanto per la salute di Tebe quahto per la vendetta sua . I pareri deBeotarconti non furono eguali 1 ma molto fra loro divisix imperocch piaceva ad Epaminonda i a Malgide , e a Scnocrate di affrettarsi a dare ai Lacedemonj battaglia; Damocleda poi,Damofilo, e Simangelo nou permettevano di venire allo mani f ma consiglia-

N O N O *39 Vano , che messe in salvo nell'Attica le donne f ed i fanciulli si preparassero ad un assedio . Cos erano divisi i sentimenti di sei ; ma sendosi nel pa* rere di quelli di Epaminonda ^ aggiunto il suffra gio del settimo de Beotarchi, che guardava allora lo sbocco lei Giterone , ( Branchill ida era il suo nome ), questi adunque sendosi, come fa al campo t ornato, ad Epaminonda unito , tutti allora risolse ro di decidere con una battaglia la guerra . Epa minonda sospettava di tutti gli altri B eoti, ma so prattutto de' Tspiesi ; temendo pertanto di non es sere nell' azione tradito , permise, che dal campo si ritirassero quelli , che voluto lo avessero . E d i T e spiesi a tui*me partirono , siccome tutti gli altri Beoti, elle covavano mal animo verso i Tebani. 4 * Venuti alle mani , allora gli alleati de'Lacedemonj, come quelli i quali neppure prima era n o contenti, mostrarono specialmente t utto il lo ro odio contro gli Spartani, non volendo restare nel posto , ma Cedendo Ovunque i nemici assaliti gli avessero . Ma fra i Lacedemonj stessi, e i Teba ni era eguale la pugna, quelli per la esperienza an t ecedente , ed insieme vergognandosi di perdere la dignit di Sparta i Tebani poi per la patria , e per le m ogli, e pe-figli. vedevano , che era im minente il pericolo . Ma tosto che gli altri Lace d emonj t che erano in carica, ed il Re stesso Cleome brolo fa morto , allora gli Spartani come che af flitti , si Videro forzati a non cedere . Percioc c h era plesso i Lacedemonj creduto sommamente infame il non fai* conto che il cadavere del Re fra i nemici restasse . I Tebani adunque ott ennero la vittoria pi illustre di tutte quelle che i Greci su gli altri Greci riportarono t i Lacedemonj il gior-, no seguente pensarono di seppellire i morti , ed un araldo ai Tebani spedirono . Epaminonda co-

a4 E I B R 0 me colui che sapea bene , che i Lacedemonj avsn* no per istinto di nascondete sempre le loro scia gure ,' disse , che concedeva il dare sepoltura ai morti, prima ai loro alleati, e dopo questi permet* teva , che i Lacedemonj seppellissero i loro . Co- me adunque altri degli alleati non li tolsero affat to non essendone di loro morto veruno , e pochi furono quelli degli altri che erano periti , allora i Lacedemonj diedero sepoltura ai proprj , e di gi era stata sparsa la voce , che quelli che a terra giacevano erano tutti Spartani. De Tebani r e de* Beoti, che rimasero, solo quarantasette uomini mo rirono ? e deLaoedemonj stessi pi di mille. CAPO D E C I M O Q U A R T O

Continua la storia di Epaminonda fino cdV accusa contro di lui , per avere commandato dopo esse re scorso il suo tempo.
i. ILpaminonda subito dopo la pugna avendo . annunziato a tutti gli altri Peloponnesj di ritorna-* re alle loro patrie , tenne rinchiusi in Leuttri i JLacelemonj ; ma avendo sentito , che gli Sparta ni venivano dalla citt in gran numero verso Leut tri in soccorso dei loro , conced perci agli as sediati ancora di andarsene sotto condizioni : e dis se che era migliore per loro di trasportare la guerra dai Beoti a Lacedemone . I Tespiesi sospettando della nemicizia antica de Tebani verso di loro , e della loro attuale fortuna , risolsero di abbandonar la citt , e di fuggire a Geresso . E Geresso un luogo forte nel territorio de T espiesi, in cui gi Isi erano ricoverati un altra volta in occasione del la invasione deTessali. I Tessali allora oorne vi*

N O N O sft dero, chfe il prendere Ceresso , siccome tentava no , superava le lorovsperanze 7 andarono a Delfo a consultare Y oracolo , ed ebbero questa risposta* Di Leuttri ombrosa e dell'Alesio suolo E delle figlie sfortunate ancora D i Scedaso infelice Ho cura doveLagrimosa battaglia un giorno f i a , JV de'mortali alcun potria pensarlo Che quando virginale illustre prole Perir faranno i Dorj $ allorch il giorno Fatai venuto f i a , Ceresso allora Presa sar , ma non per altra * sorte. a. Allora subito dopo avere cacciato i Tespiesi che si erano in Ceresso rifuggiati, Epaminon da affrettassi per gli affari del Peloponneso 7 sic come era anche dagli Arcadi ardentemente chia mato . Pervenutovi accolse volontieri per alleati gli Argivi 7 e di nuovo nell antica citt raccolse i Man tineesi , che da Agesipoli erano stati sparsi per le castella . Ed avendo persuaso agli Arcadi di disfa re tutte le piccole citt di Arcadia , che erano de boli , edific loro una patria in comune , che ano-* stri giorni ancora Megalopoli si chiama . Intanto fin ad Epaminonda il tempo delta sua Beotarchia, e v era pena di morte per chi il principato aves se oltre il tempo ^ritenuto . Epaminonda adunque disprezzando la legge come non propria per le cir-* costanze in cui era , continu a tenere la carica ; e pervenuto eoliesercito presso Sparta , siccome Agesilao non condusse alla pugna i suoi , perci egli si rivolse alla edificazione di Messene: e deMessenj di oggi fondatore Epaminonda ; ed ho gi dimostrato ci 7 che alla edificazione di Messene appartiensi. / 3. In questo tempo gli alleati def Tebani per correvano qu e l sparsi il paese Laconico t e la P ausami *6

s& 4 L I B R O depredavano : questo fece risolvere Epaminonda M ricondurre in Beozia i Tebani : e come avanzatosi collarmata trovossi presso Lecho, ed era per tra versare i passi stretti , e difficili della stradaci Tebani furono assaliti da Ificrate di Timoteo coi peltasti , e con altre truppe Ateniesi> Epaminon da mise in fuga g li,assalitori , ed arrivato presso la citt stess di Atene , avendo Ificrate vietato agli Ateniesi di uscire a combattere , di nuovo si rimise in viaggio verso di Tebe. 4 - Egli vit il giudizio di morte per avere continuato a ritenere il comando sendone il tempo finito : si dice, che quelli, che lo doveano giudica re non posero neppure lo squittinio. CAPO D E C I M O Q U I N T O

Continua la storia delle imprese di paminondd fino alla sua morte.


1. D o p o questo Alessandro che regnava in T es saglia con contumelia , e mala fede fra ceppi ri tenne Pelopida, che presso di lui era ito, come pres so di un uomo a lui benevolo in pai*ticolare , ed amico del comune de* Tebani . I Tebani adunque si mossero tosto per andare eontro di lu i, e scel sero per coidottier della spedizione Cfeomene , e sotto il suo comando, che era llora Beotarco la posero : Epaminonda era allora fra i soldati ordi nato . Avendo adunque larnat di Cleomene pas sato le Termopili * Alessandro imboscatosi assali la nelle gole . Come parve essere senza speranza la salvezza , perci il rimanente dell esercito f e ce per suo condottiere Epaminonda , ed i Beotarfchi gli cederono volontieri il comando. Alessahdrd

N O N O 243 non confid pi nella guerra , vedendo che i suoi nemici erano comandati da Epaminonda , e di sua volont liber Pelopida . Durante lassenza di Epa minonda , cacciarono i Tebani dalla loro sede gli Orcomenj ; credette Epaminonda una disgrazia la espulsione degli Orcomenj , e diceva che non si sa rebbe mai osato questo dai Tebani, se egli fosse stato presente . Siccome non era stato alcuno scel to Beotarco , V esercito de Beoti giunse di nuovo nel Peloponneso , e necontorni di Lecho vinse irt battaglia i Lacedemonj , ed insieme con loro i Pellenesi degli Achi, e quelli Ateniesi, che da Atene avea Cabria condotto . Era legge dei Tebani di ri lasciare con riscatto tutti gli altri prigioni che pren devano; ma punivano di morte gli esuli Beoti. Aven do adunque Epaminonda preso Fubia piccola. citt deSjclonj, dove erano.per la maggior pirte gli esuli Beoti , dopo averli marchiati rimand quelli che/ vi prese, imponendo a ciascuno il nome di quel la patria che gli venne in mqnte. a. Come coll* esercito appressossi a Mantina allora vincitore fu da un cittadino Ateniese mor to , ed in Atene nella battaglia di cavalleria di pinto che luccide Grillo di Senofonte , di quel Senofonte, che ebbe parte nella spedizione di Ciro contro del Re Artaserse , e che ricondusse i Gre ci al mare. 4 * Fragli altri versi elegiaci, che sulla statua d i Epaminonda si leggono sopra di l u i, ri sono an cora quelli, che dicono, come egli fu fondatore di Messene \ e come i Greci ebbero per lui la liber t : ecco quali sono i versi : Ve' miei consigli alla superba Sparta Son tarpate le penne e- alfin Messene Entro le mura i sacri figli accoglie : " D i torri coron Tebe colle armi * 16

L I B R O Megalopoli illustre , e le sue leggi Grecia riacquista e libertate insieme. Tutte queste cose adunque alla gloria di Epami nonda appartengono.
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CAPO D E C IM O S E S T O
Prosiegue la descrizione di Tebe .

tempio di Ammone : la statua fu dedicata da Pindaro ed opera di Galamide . Mand Pindaro inni ancora presso gli Ammonj di Libia in onore di Ammone : a tempo mio in un cippo triangolare vi era quell'inno presso l'altar e , che Tolomeo di Lago dedic ad Ammone. I Tebani dopo il tajnpio di Ammone hanno quello, che chiamano Auguratorio,di Tiresia , e vicino il tempio della Fortuna : porta essa Pluto fanciullo: siccome dicono i Tebani, le mani, ed il volto del la sttua furono fatti da Senofonte Ateniese , il resto opera di Callistonice persona del, paese . Saggio il partito tirato da quesjti nel mettere Plu to nelle mani della Fortilna come se madre , o nudrice gli sia : n men saggio quello preso da Gefisodoto : imperciocch egli fece agli Ateniesi la statua della Pace, che tiene Pluto. 2. Hanno i Tebani simulacri di Venere di le gno cosi antichi, che dicono essere doni di Armo n ia , e che furono fatti coi rostri, che nelle navi di Cadmo erano di legno : chiamano la prima di es se Veneri Urania , Pandemo la seconda , e la te r za Apastrofia . Pose a Venere questi soprannomi Armonia; e cliiamolla Urania per quell'amore p u r o , e dal desiderio corporeo esente : Pandemo a cagione del coito ; ed Apostrofia finalmente , p e r-

N O N O 245 che allontani luman genere da ogni desiderio di cose inique, ed empie. Conciossiach avea Armo nia saputo molte cose essere state ospite fra i bar bari , e molte fra i Greci 7 le quali dopo ancora sulla madre di Adone r circa Fedra di Minosse , e sul Trace Tereo si continuano a cantare. 3 . Il tempio di Cerere Tesmoforo , dicono , che un tempo fosse Y abitazione di Cadmo , e de* suoi discendenti : la statua di Cerere fino al pet to, scoperta ; ivi sono appesi scudi di bronzo , che dicono essere quelli de Lacedemonj in carica , che presso Leuttri perirono. 4 * Presso le cosi dette porte Pretidi edifi cato il teatro, e molto vicino a questo il tempio di Bacco , Lisio di soprannome . Imperciocch que Tebani, che dai Traci erano tenuti prigioni, come nell esser condotti si trovarono in liarzia ? furono dal Dio disciolti , il qule diede loro agio di uccidere i Traci mentre dormivano . I Tetani dicono, che laltra statua, che ivi rappresenti Se mele : una volta sola lanno hanno essi in giorni stabiliti il rito di aprire il tempio . Si veggono poi le rovine della casa di Lieo , e il monumento di Semele : non vi monumento di Alcmena , m affermano , che come essa mor, di donna , pietra divenne , e non si accordano in ci coi Megaresi: i Greci dissentono nella maggior parte delle al tre cose ancora fra loro. Hanno qui i Tebani edi ficato i monumenti defigli di Anfione , separatamente pemaschi, e per le vergini.

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L I B R O CAPO DECIMOSETTIMO Altri monumenti esistenti in Tebe,

i. icino havvi il tempio di Diana Eucla y la cui statua opera di Scopa. Dicono, che den tro il tempio siano sepolte le figlie di Antipeno , Androcla ed Alaide Imperciocch, sendo i Te b ani ed Ercole per attaccare la pugna cgli Orcomenj, venne loro loracolo , che avrebbero avuto la vittoria coloro, de quali uno si fosse dato la morte colle proprie sue mani, e che insieme per dignit di stirpe , fosse stato il pi illustre decittadini. Non piacque ad Antipeno ( i cui antenati era no specialmente gloriosi ) morire per il popolo, ma bens alle sue figlie , e sendosi uccise ebbero perci gli onori. Avanti al tempio'di Eucla un leone di marmo , che dicono essere stato da Erco le dedicato, dopo aver vinto in battaglia gli Orcomenj, ed il loro Re Ergino di Climene . Ivi vi cino un Apollo di soprannome Boedromio , ed un Mercurio chiamato Agoro : anche queste 1 cose sono doni di Pindaro. Il rogo de figli.di Anfione mezzo stadio distante dai loro sepolcri : ed an* co oggi rimane la cenere del rogo. a. Vicino ad Anfitrione le due statue marmo ree dicono, che sono di M inerva soprannomata Zo steria . Imperciocch affermano, che ivi egli prendesse le armi, quando era per combattere con t ro gli Euboesi e Calcodonte, ed infatti gli antichi col,nome cfi cingersi dicevano il rivestirsi delle armi : ed affermano, che Omero nel cantare Aga mennone eguale a Marte, nella cintura glielo ab bia assomigliato avendo ih ci riguardo a tutta lar matura.

N O N O 247 3. Hanno Zeto ed Anfione il sepolcro no?! grande in un tumulo comune di terra : e vogliono involare da esso la terra quei di Titorea in Focide , e lo vogliono quando il Sole passato nel segno di Toro : imperciocch se allora prendendo della terra da esso la pongono intorno al sepolcro di Antiope, rende il paese frutti ai Titoreesi , e non similmente ai Tebani E perci i Tebani in quel tempo stanno in guardia del monumento. 4 - Queste cose sono state credute dalle citt istesse per gli oraceli di Bacide . Imperciocch anche questo in quelli oracoli ritrovasi : Ma quando il Titorese a Anfione e Zeto V a si , preghiere , e libazioni, in terra Avr sparso, e nel cielo il sol riscaldi Il fiero Toro , alla citt sovrasta Un male non leggiero, a cui tu guardai Poich la terra dividendo, e alV alto Monumento portandola di Foco I frutti in essa tutti periscono arsi. Disse J acide il sepolcro di Foco per questa ra gione . La moglie di Lieo fra tutti gli Dei onora va specialmente Bacco : avendo essa sofferto ci che stato detto, Bacco si sdegn contro di Anr tiope : Je vendette soverchie sono sempre presso gl Iddii invidiose : dicono adunque , che Antiope divenne pazza, ed uscita di senno and per tutta la Grecia vagando : che Foco di Ornizione s im batt con lei , e sanatala la ebbe in moglie : e fu in comune ad Antiope e Foco edificato il se polcro 5 . Le pietre, che presso il monumento di An fione si veggono, che sono gittate pi in basso, e non lavorate daltronde con molta diligenza-', diconsi essere que sassi., che il canto di Anfione se guirono . Simili cose anche di Orfo si dicono

a 48 L I B R 0 che mentre suonava la cetra le belve il seguis sero. CAPO DECIMOTTAVO


Monumenti sulla via da Tebe a Caloide

, D a Tebe si va a Galcide pr le porte Pre* tidi. Sulla strada principale si mostra il sepolcro di Menalippo, uno de Tebani pi bra/i nelle cose di guerra: e quando gli Argivi vennero contro Te* be , questo Melanippo uccise Tideo e Mecisteo uno de fratelli di Adrasto : e dicono che anche egli avesse da Aniiarao la morte. 2. Assai vicino a questo sono tre pietre roz ze : quelli de Tebani, che le antiche cose ricor dano , dicono che ivi giaco Tideo e che fu da Meozie sepolto : ed allegano in testimonio del discorso il verso della Iliade : Tideo cui sparsa terra in Tebe cuopre. 3 . Vengono quindi i monumenti de figli d Edipo e quello, che su. di loro si fa bench da me non veduto, ci non ostante ho trovato essepe vero. Imperciocch dicono i Tebani di fare fune rali agli altri de cos detti Eroi ^ e ai figli di Edi po : che mentre fanno i funerali a questi, la fiam ma similmente , e il fumo che ne viene, in due p arti si divide. Fui indotto a creder questo , che dicono, avendo osservato questaltra cosa. In Misia che di l dal Caico la piccola citt di Pionie, il cui fondatore affermano gli abitanti essere sta to un tal Pionide, uno de discendenti di Ercole: quando sono per fargli i funerali esce spontanea mente dall avello un fumo : questo adunque ho io veduto accadere. I Tebani mostrano ancora il mo*

N O N O a 4g munente di Tiresia quindici stadj lontano dal luoo ove il sepolcro de' figli di Edipo. Ed accor dandosi anche essi, che la morte di Tiresia avve nisse in Aliarzia, vogliono, che quello ehe pres so di loro non sia che un Cenotafio. Hanno i Te bani ancora la tomba di Ettore di Priamo presso il cos detto fonte Edipodio : dicono, che portaro- ' no le ossa sue da Ilio per l 'oracolo seguente : Voi che di Cadmo la citt abitate Tebani, se la patria ,con ricchezze Abitar voi vorrete, in casa vostra Le ossa portate d'Ettore dall1 Asia , Venerate V Eroe che Giove il vuole. Il fonte Edipodio ebbe un tal nome perch in esso Edipo del sangue della uccisione del padre lavossi. Presso il fonte la tomba di Asfodico : costui nel la pugna contro gli.Argivi, uccise Partenpo di Talao , siccome i Tebani affermano, poich i versi Iella Tebaide , sulla morte di Partenopeo dicono essere stato Periclimeno l'uccisore. CAPO DECIMONONO Teumesso - Rovine di Glisante - Rovine-di Arma, e Micalesso - Aulide -e suoi monumenti. i. u questa via principale il luogo detto Teumessoi.ivi, dicono, che Europa fu da Giove nascosta. L'altra tradizione sulla volpe di sopran n ome T eumesia, che per lo sdegno di Bacco ad sterminio de' Tebani fosse quella bestia nudrita, e che .mentre era per essere presa dal cane dato da Diana a Procride di Eretteo, la volpe ed il cane divennero pietra. In Teumesso il tempio di Mi* aaerva- Telchinia -, senza statua : sul suo sopsranno-

a5 o L I B R O jne pu congetturarsi , che venuti ne Beoti pjS porzione dei Telchinj , che allora abitavano in Ci pro, edificasse il tempio di Minerva Telchinia .A sinistra di Teumesso, dopo sette stadj sono le ro vine di Glisante, e presso di queste a destra del la via un tumulo non jnolto grande coperto da un bosco di alberi selvatici, e di alberi, che si col tivano : in questo luogo furono sepolti coloro, che insieme con Egialeo di Adrasto fecero la spedi zione contro Teb^, ed altri degli Argiyi in cari ca e Promaco di Partenopeo : che il monumento di Egialeo sia in Pege, 1 ho di gi dimostrato di sopr;t nella descrizione Megarica. Nella via retta da Tebe a Glisante un luogo circondato da scelte pietre chiamato dai Tebani Capo del Serpente : dicono, he qusto serpente, qualunque egli si fosse , alzasse 'qui dalla sua tana , il capo, e che incontratovisi Tiresia colla spada glielo recidesse : per questa ragione adunque chiamasi questo luogo con un tal nome. 3. Di l da Glisante un monte chiamato Ipato, e sopra di esso un tempio con statua di Giove Ipato . Nomano poi il torrente col nome di Termodonte .Ritornando a Teumesso ed alla strada* che mena a Calcide^, si tr ova il sepolcro di Cal codonte , il quale fu morto ^da Anfitrione nella bat taglia degli Euboesi contro i Tebani. 4. Seguono gli avanzi della citt di Arma, e Micalesso : la prima, siccome dicono i Tanagri, ebbe quel nome, sendo ivi sparito il carro di A nfiarao , e non dove i T ebani dicono . Si accorda no poi, che Micalesso sia stato nomato perch ivi mugghi la vacca che gui dava Cadmo, e 1*esercito che lo seguiva in Tebe . In qual modo Micalesso fu disfatta lo dimostr la parte del mio discorso sopra gli Ateniesi. Presso il mare di Micalesso

N N O * 5? il tempio di Cerere Micalessia: dicono che fosse questo chiuso ogni notte da Ercole , e di nuovo riaperto da lui, e che questo Ercole era quello de cos detti Dattili Idi. Si mostra ivi questa me raviglia ancora : mettono avanti ai piedi della sta tua tuttoci, che nasce nella stagione autunnale c queste cose restano floride per tutto lanno. 5. Nell Euripo, che in questo luogo la Euba dalla terra de Beoti divide a destra di questo tem pio di Cerere Micalessia, e poco pi oltre Auli rle : dicono, che essa sia stata cos nomata dalla fi glia di Ogigo. Ivi un tempio di Diana con sta tue di marmo bianco, di questa dea : una porta le faci, e laltra nellatto di saettare. Affermano, che sendo i Greci, secondo il vaticinio di Calcan te, per sgrificare Ifigenia, la Dea invec di que sta fece, che la vittima fosse una cerva ; Quello, che resta ancora del legno del platano, di cui fece menzione Omero nella Iliade, conservato nel tem pio. Si narra che in Aulide non veniva mai pei Greci favorevole il vento onde partire, che venu to all improvviso il vento buono sagrificarono a Diana quello, che ognuno avea, vittime maschie e femmine indistintamente, e da quel tempo rimase in Aulide, che qualunque vittima fosse huonsu.. Si mostra ancora la sorgente, presso la quale era na to il platano, e sul colle presso il padiglione di Agamennone , il limitare di bronzo . Innanzi al tempio sono piantate palme , che, non danno un frutto totalmente da mangiarsi siccome quelle di Palestina, ma sibbene uno pi maturo di quello t che nella Jonia d questa pianta. Non vi softo ia Aulide molti abitanti, e quelli che vi stanno sono vasai di terra. Questo paese , siccome tutto quello che intorno a Micalesso ed Arma coltivato dai Tanagri.

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L I B R O

CAPO VENTESIMO Delio - Tanagre e suoi monumenti.

1. el territorio Tanagro sul mare il cos detto Delio : ivi sono le statue di Diana e ' Latona. I Tanagri dicono, che sia stato loro fondatore Poemandro figlio di Cheresilao, di Jasio, di Eleut ere, il quale dicono , che fosse figlio di Apollo, e di Etussa di Nettuno : soggiungono che Poeman dro togliesse in moglie Tanagra figlia di Eolo. Co rinna ha di essa poetato, che fosse figlia d Asopo. Sendo costei ad una et molto lunga pervenu ta , dicono, che i vicini togliendple il nome la chia massero G rea, e cos col tempo chiamarono anche la citt : questo nome tanto tempo le rimase, che Omero ancora nella enumerazione cant : E que' di Tespia , Grea e Micalesso Spaziosa. a. Ne'tempi posteriori riacquist il nome an tico. In Tanagra havvi il monumento di Orione, ed il monte Cerici, dove vogliono, che sia st ato p artorito Mercurio s havvi ancora il luogo chiamato Poioso, dove dicono,.che Atlante stando assiso si d briga delle cose infernali , e celesti s anche di Atlante stato cantato da Omero: ' Del pernicioso Atlante ella la figlia Di Atlante , che del mar conobbe il fondo , Che tien le alte colonne e da una parte Il del sostiene e dalV altra la terra. 3. Nel tempio di Bacco merita di essere ve duta.anche la statua di marmo pario, ed opera di Calamuie : ma pi merav iglia arreca il Tritone . II racconto pi nobile r che di lui si tien e , dice, che

N O N O a 5S le prime donne Tanagre ne'mistferj di Bacco ini ziate scesero al mare per le lustrazioni : che nuo tando , furono dal Tritone assalite, onde esse pre garono Bacco , che in loro ajuto venisse : il Dio le esaud, e nella pugna abbatt il Tritone. L'al tro racconto manca della dignit del primo , ma pi probabile. Imperciocch si dice , che tutti i bestiami, che si menavano al mare erano dal Tri tone insidiati , e rapiti, e che questo assaliva i piccoli navigli ancora, finch i Tanagri gli mise ro dinanzi una tazza piena di vino ; soggiungono , che egli vi corse subito attiratovi dall'odore , e be vendone cadde addormito sul lido : e finalmente avendolo colla scure un Tanagro percosso , gli, recise il collo, e,perci senza testa , e poich lo videro ubbriaco, perci credono, che da Bacco fosse morto. CAPO VENTESIMOPRIMO Si descrive la forma de Tritoni, e di altri animali. i . V idi un' altro Tritone fralle meraviglie dei Romani, minore in grandezza di quello , che presso de Tanagri. Hanno i Tritoni questa figu ra : sul cap tengono una chioma , simile ai ra nuncoli nelle paludi s nel colore, che nel non di stinguersi un capello dall' altro : il rimanente del corpo aggrinzilo da una squama leggiera della durezza di quella del pesce squadro . Hanno le branchie sotto gli omeri, ed il naso degli uomini, la bocca pi larga, ed i denti di fiera : gli occhi a mio credere sono cerulei, e le mani, le dita, e le unghie sono simili alla parte piana delle con-

54 L I B R 0 chiglie : sotto il petto , ed il ventre hanno inve di piedi una coda come quella de* del rin i. 2. Io vidi anche i tori ,di Etiopia , che per la figura appellano rinoceronti , perch sulla punta del naso hanxi ciascuno di loro un corno , ed un altro sopra di esso , non grande, e suila testa nep p ure il segno di corna.. Vidi ancora quelli dePeo ni : sono questi irsuti nel rimanente del corpo 7 e specialmente nel petto i e nel mento: vidi purei i cameli Indiani , che nel colore sono simili a pardi. 3 . Havvi ancora la bestia chiamata Alce , la cui specie fra quelle del cervo e del camelo^ .e nasce nel paese de Celti. Di tutte le bestie t che conosciamo, qusta la sola , che investiga-* r e , o prevedere non si pu dagli uomini ; ma uscen do. a ca.ccia di altre belve, alle volte la fortuna d nelle mani loro anche questa : sente 1 uomo all* odorato* Come dicono, bench in molta distanza, e s* intana in valli e spelonche profondissime: i cacciatori dtinque' cingendo alle volte densamente p er mille stadj la p ianura, o il monte ancora, non v ha modo onde rompano il circolo; ma stringen do sempre pi quello , che dentro del circolo, prendono tutto , e le alci ancora: che se non si trovasse ivi intanata, non v ha altra,arte, onde prendere lalce. 4- La belva, che nel discorso sugli Indiani f Ctesia dice appellarsi daglindiani Martiore , e da* Greci Andrfago, p i persuado che siala T igre: tre ordini di denti ha in una mascella, ed aculei sulla punta della coda i cori questi aculei si difen de da vicino , e li scaglia assai lontano , col la velocit jlello strale da un arciere scoccato ; io credo per, che sparsasi questa fama non vera r 1 abbiano gl Indiani abbracciata l' uno dall altro

N O N O a5 pel timore estremo della belva. S ingannarono an cora sulla sua pelle e tutte le volte, che veggono la tigre al sole sembra ad essi che sia rossa, e tutta dello stesso colore, o per la velocit , o se non corra per il continuo rivolgersi che fa, non vedendosi daltronde dappresso . E credo , che se alcuno andasse per lestremit dellAffrica, o del paese degl Indiani, e degli rabi, viaggiando per voler trovare tutte le bestie, che presso de Greci nascono, o non le troverebbe affatto , o non gli sembrerebbero essere le stesse. Conciossiach non luomo solo, che stando in clima e paese diffe rente 4 ha diversa la forma: ma il rimanente an cora delle cose debbono soffrire lo stsso . Dap poich gli aspidi ancora, quelli di Libia non han no lo stesso colore , che quei di Egitto : ed in tiopia nutre la terra gli spidi di color negro , come gli uomini ; Laonde fa di bisogno' che cia scheduno non sia troppo credulo, n dall altro canto sia incredulo alle cose pi rare. Io ncora bench non abbia veduto serpenti alati, ci non ostante mi persuado , che esistano, perch un Fri gio port nella Jonia uno scorpione, che avea ld kli molto simili ai grilli. CAPO VENTESIMOSECONDO Altri monumenti di Tanagra-M onte Messapio* Citt di Antedone . 1. I n Tanagra presso il tempio di Bacco vi Sono que di Temide, di V enere, e finalmente quello di Apollo insieme con Diana, e Latona. 2. Circa ai templi di Mercurio detto eriofo ro * e Promaco, narrano sol soprannome d$l prij

a 56 L I B R O ' ino, che Mercurio allontan da loro una pestileiEza portando intorno alle mura un montone 7 e per ci Galaraide fece la statua di Mercurio, che p o r ta pile spalle un montone : quello de giovanetti entrati nella pubert , che sia stato giudicato di essere pi bello di forme, questi adunque nell* festa di Mercurio va in giro intorno alle mura , tenendo sulle spalle un agnello. Di Mercurio Promaco poi narrano, che avendo approdato gli Eretriesi colla flotta dalla Eubea nel territorio di T anagra, Mercurio men fuori a battaglia i giova netti in pubert, ed egli come giovanetto, difen dendosi specialmente collo strigile mise in fuga gli Eriboesi. Nel tempio di Promaco havvi quello, che rimane della portulaca, e credono che Mercu rio sotto questi alberi sia stato allevato. Non lun gi il teatro, e presso di quello edificato un portico. Mi sembra , che i Tanagri meglio di tutti gli altri Greci abbiano sulle cose spettanti agli lddii pensato , imperciocch sono separate le case, e separati i templi, che sono posti in un luogo puro, e fuori dellumano commercio. 3. 11 monumento di Corinna, (che sola fece cantici in Tanagra ) in un luogo elevato della citt: e nel ginnasio havvi una pittura in cui si vede Corinna coronata da una tenia per la vitto ria , che riport nel cantico sopra Pindaro in T e be . Ed io credo che pel dialetto vincesse, perch non cant in lingua JJorica siccome Pindaro, ma in modo che le cose , che cantava fossero dagli Eoli comprese , ed anche perch era delle donne di allora la pi bella di forme, se alcuno lo dee ritrarre dalla pittura. 4 - Sono ivi due specie di galli, quelli che combattenti si dicono, ed i cos detti cossifi : la grandezza di questi ultimi quella degli uccelli Li-

N 0 N 0 257 dj, e nel colore sono simili al corvo : le barbe , e la ^cresta lhanno come un anemone, e bianchi e non grandi, hanno insegni S illa. punta del becco, e della coda. Tale adunque la forma, che questi hanno. 5 . Nella Beozia a sinistra dell Euripo . il monte chiamato Messapio , e sotto di esso sai mare la citt de' Beoti detta Antedone . Altri di cono, che la citt abbia avuto il nome dalla Ninfa Antedone, altri che ivi regnasse Anta figlio di Nettuno e di Alcione di Atlante. Hanno gli Ante-, donj nel centro della citt il tempio de Cabiri , ed intorno a questo un boschetto : vicino havvi il tempio di Cerere e di sua figlia colla statua di marmo bianco. 11 tempio di Bacco colla statua edificato prima della citt dalla parte del conti nente . Ivi sono i sepolcri de figli d Ifimeda e di Aloeo ; che finissero la vita per le mani di Apollo comune sentimento di Omero e di Pindaro, di cendo, che furono dal destino oppressi in Nasso di l da Paro. 6. I monumenti di questi sono adunque in Antedone, e sul mare il cos detto salto di Glau co . Che fosse egli un pescatore, e che dopo ave re mangiato 1 erba diventasse un Dio nel mare, e che finora le cose future agli uomini predica, tutto ci riputato vero da altri, e da quelli, che navigando molto nel mare raccontano ogni anno m oltissimi fatti circa i vaticinj di Glauco. Pinda r o ed Eschilo avendo dagli Antedonj inteso ci che spetta a Glauco , al primo non venne in mente cantare molto di Glauco : al secondo bast ci, che alla poesia del suo dramma si conveniva.

P ausakia

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L I B R O C AP O V E N T E SI ]MO T E R Z O

Monumenti a Tebe presso le porte Pretidi - Se polcro di Pindaro - Citt di Acrefnio - Monte Ptoo - Citt di Larimna.

i . I Tebani davanti alle porte chiamate Pretidi hanno il ginnasio cos detto di Jolao, ed uno sta dio simile a quello di Olimpia, e di Epidauro, cio un tumulo di terra: ivi si mostra ancora l'Eroo di Jolao. Che J olao istesso sia morto in Sardegna in sieme cogli Ateniesi , e Tespiesi passati con lui nell'isola, anche i Tebani ne convengono. 2. Di l dallo stadio, a destra il corso de' cavalli,1e d in esso il monumento, di Pindaro. Pin daro sendo di et giovanetto, ed and ando a T espie nella stagione estiva sul mezzod, spossato, fu pre so dal sonno. Egli come trovossi, si coric un poco f uori della strada: mentre egli dormiva, gli vola rono sopra le api, e sulle labbra sue formarono un favo di miele : questo fu a Pindaro il principio del fare versi, Essendo per tutta la Grecia di gi glorioso, a maggior gloria innalzollo la Pizia, in giungendo ai Delfj, che dessero a Pindaro un egua le porzione di tutto ci, che ad Apollo veniva. Si narra, che egli vedesse, mentre era nella vecchiez za avanzato un sogno ancora ; Pro serpina apparsa gli mentre dormiva, gli diceva di ess ere la sola fra le D ee, che da Pindaro non fosse stata con inni cantata ; ma che avrebbe a lei ancora fatto un cantico quando sarebbe venuto presso di lei. Ed egli subito mor prima di compire il decimo gior no dacch aveva avuto il sogno. In Tebe abitava una donna vecchia, che per nascita era parente di

N O N O 259 Pindaro , e che si esercitava a cantare molti de suoi cantici. Venutole in sogno Pindaro, cant a costei linno a Proserpina, ed essa subito, come fu dal sonqo lasciata , scrisse tutte quelle cose , che avea udito cantare in sogno da lui. In questo cantico fra gli altri soprannomi, che si danno a Plutone, v ha quello delle auree redini : chiaro , che ci pel ratto di Proserpina. 3 . Di qui ad Acrefnio la strada nella mag gior parte piana. Affermano, che fosse questa citt in origine una porzione del territorio Tebano, e trovai, che dopo in essa si rifuggiarono de Teban i, quando Alessandro disfaceva Tebe: questi noa potendo per la debolezza, e per la vecchiaia nep pure in Attica salvarsi, ivi abitarono. Giace la pic cola citt nel monte Ptoo, e non merita ivi osser vazione altro, che il tempio, e la statua di Bacco. Dalla citt avanzandosi a destra quindici stadj * havvi il tempio di Apollo Ptoo. Fu Ptoo figlio di Atamante, e Temisto, come disse Asio ne versi 7 e da lui ebbe il soprannome Apollo, ed il monte t Prima per della spedizione di Alessandro , e deMa cedoni, e dellesterminio deTebani, vi era un ora colo, che non mentiva: e fu gi, che sendo stato un Europese di nome Mie mandato da Mardonio ad interrogare il Dio in lingua sua, il Nume non gli rispose neppure in lingua greca, ma nel dialetto barbarico. 4. Passato il monte Ptoo, sul mare vedesi la citt de Beoti, Larimna : dicono, che avesse que sta il nome da Larimna di Gino : i suoi antenati pi alti saranno da me dimostrati in quella parte del mio discorso, che le cose su i Locri contiene. Larimna netempi antichi apparteneva ad Opunte r sendo per i Tet>ani in gran potenza saliti, allora spontaneamente i Larimni passarono fra i Beoti,
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Ivi edificato il tempio di Bacco colla sua statua ritta in piedi. Hanno un lago profondo fin nelle ripe, ed i monti, che sono sopra la citt danno caccia di cinghiali. CAPO VENTESIMOQUARTO Lago Cefissi, o Copaide - Pianura Atamanzia - Citt di Cope - Qlmone, Jetto , Cirtone, Corsa, ed Ale. i. - L /a Acrefnio andando per la via retta al lago Cefissi, che altri chiamano Gopaide, si trova il campo chiamato Atamanzio : in esso dicono, ch e abbia abitato Atamante. Sbocca nel lago il fiume Cefisso, che comincia da Lila de' Focesi, e navi gando nel lago, si trova Cope. a. Giace la piccola citt di Cope sul lago, e d i essa fece menzione anche Omero nella enume razione delle navi : ivi si veggono i tempj di Ce rere, Bacco, e Serapide. Dicono i Beoti, che altre piccole citt erano abitate presso il lago, Atene T cio, ed Eieusi, le quali in un inverno sendo state inondate, furono dal lago sommerse. I pesci, che sono nel lago Cefissi non hanno nulla di diverso dagli altri pesci di lago ; ma le ' anguille sono ia esso assai grosse, e di un gusto dolcissimo. 3 . A sinistra- di Cope, dodici stadj pi oltre Olmone: sette stadj distante da Olmone Je tto , che ora sono castella*, come sempre lo furono : sono anche esse a mio credere del distretto Orcomenio ? siccome il campo Atamanzio. E tutto ci, che ho u dito intorno ad Jetto Argivo, e ad Olmo di Sisi fo , sar !da me aggiunto anche questo alla storia Orcomenia. Non vi in Olmone la pi piccola

N O N O 261 cosa, che meriti di essere veduta; ma in Jetto havvi il tempio di Ercole, e presso di questo pos sono trovar rimedio gl inferm i, non essendovi nep pure statua scolpita, ma sibbene una rozza pietra secndo l'antico costume. 4 * Venti stadj lontano da Jetto Girtone; di cono , che anticamente il suo nome fosse tlirtona : questa sta sopra un alto monte, ed in essa il tempio , ed il bosco sacro di Apollo. Ivi sono le statue di Apollo , e Diana ritte in piedi. Nel me desimo luogo havvi un acqua fredda, che sorge da un sasso : sulla sorgente sono il tempio, ed un bo sco non grande sacro alle Ninfe : in qusto boschet to gli alberi sono tutti di quelli, che si coltivano. 5 . Dopo Girtone, traversato il monte, si trova la piccola citt di Gorsa $ sotto di essa ha.vvi un bosco di alberi selvatici, che la maggior parte sono elei: nello scoperto del bosco havvi una statua d Mercurio : questa un mezzo stadio distante da Gorsa. Scendendo al piano, il fiume Platanio sboc ca nel mare : a destra del fiume gli ultimi Beoti da questa parte abitano la piccola citt di Ale sul m are, il quale divide il continente Locrese dalla Euba. GAPO VENTESIMOQUINTO Monumenti presso le porte N eitidi a Tebe. 1. olto dappresso alle porte Neitidi, hanno Tebani il monumento di Meneceo di Creonte, il quale si uccise spontaneamente, secondo loracolo di Delfo, allorch Polinice, e lesercito, che lo se gu, vennero da Argo. Sul monumento di Meneceo nato un melogranato ; allorch il frutto di que-

, a6i L I B R O st albero matnro, rompendosi la corteccia, si tro va quello, che dentro, simile al sangue : questo melogranato adnnqne V albero, che vi ha ger mogliato. Dicono i Tebani, che presso loro per la prima volta nacqne la vite, ma non aveano alcun monumento da mostrare sopra di essa. 2. Non lungi dal sepolcro di Meneceo dico no , che combattendo a solo, vicendevolmente si uccisero i figli di Edipo: in segno della loro bat taglia havvi una colonna con uno scudo sopra di marmo. Si mostra poi un certo luogo, dove i T e tani dicono, che Giunone desse il latte ad Ereole fanciullo per un inganno di Giove. Questo luo$o tutto insieme si chiama Sirma di Antigone. Im p er ciocch , come ella sendo desiosa di togliere il ca davere di Polinice per sepellirlo, non trovava alcun mezzo , finalmente pens di tirarlo, e cos lo tir , e lo mise sul rogo gi acceso di Eteocle. 3. Traversato il fiume , che dalla moglie di Lieo Dirce chiamato ( vuole la tradizione , che da questa fosse Antiope maltrattata, e che perci ricevesse dai figli di Antiope la morte ) si veggono l e rovini della casa di Pindaro, ed il tempio della Madre Dindimene, dono di Pindaro \ la statua opera di Aristomede, e Socrate Tebani. Hanno il rito di aprire il tempio un sol giorno dellanno. Mi accadde di giungervi in questo giorno appun to , e vidi la statua, che era di marmo,pentelico, essa, ed il trono della Dea. /f. Nella via, che esce dalle porte Neitidi , havvi il tempio di Temide colla statua di marmo bianco ; quello, che segue delle Parche : quindi quello di Giove Agoro; la statua di questo di marmo ; le Parche non V hanno. Un poco pi oltre havvi un Ercole flllo scoperto, che ha il sopranno me di Rinocolusta, perch, come dicono i Tebani*

N O N O a6S recise per contumelia le narici agli Araldi , che erano venuti dagli Orcomenj a domandare ai Te bani il tributo. 5 . Di l avanzandosi venticinque stadj, havvi il bosco sacro di Cerere Cabiria, e Proserpina: non vi possono entrare, che gliniziati. Sette stadj distante da questo bosco il tempio deCabiri. Chi sono i Cabiri , e quali sono i misteri in onor loro , e della Madre * tenuto da me in silenzio, hiedo per dono a chi amasse saperlo. f 6. Il dimostrare per anche a tu tti, ci che spetta alla origine, che i Tebani dicono avere avu to i misteri, nulla mel vieta. Dicono, che in que sto luogo fu un tempo una citt, e che vi furono degli uomini chiamati Cabiri. Cerere adunque ri mise a Prometeo Cabiro, ed al suo figliuolo Etno cose, le quali, come quelle, che avvennero a Ce rere non mi sembr permesso rivelare. I Cabiri adunque ebbero da Cerere in dono la iniziazione. Nella spedizione degli Epigoni, e nella presa di Te be , furono i Cabiri discacciati dagli Argivi, e la loro citt distrutta, e per qualche tempo manc anche la iniziazione. Soggiungono, che finalmente Pelarge di Potneo, ed Istmiade suo marito ristabi lirono i misteri tali quali erano stati da principio, e li trasferirono nel luogo detto Alessiara ; allora Pelarge inizi fuori degli antichi limiti : Telonde poi, e tutti quelli, che della schiatta de Cabiri restavano, ritornarono di nuovo nel loro antico pae se. Ed altre cose, secondo un oracolo di Dodona t doveano in onore di Pelarge stabilire, e fra, questo havvi il sagrificio di una vittima incinta. 7. Lo sdegno de Cabiri per gli uomini im placabile ? siccome sovente mostrossi. Imperciocch ardirono de privati celebrare in Naupatto quelle cose, che in Tebe si fanno, e non andi* guari, che.

^64 L I B 0 furono dalla pena oppressi. Di tutti qulli dell ser* cite di Serse, che con Mardonio furono lasciati in Beozia, coloro, che nel tempio deCabiri entraro no , per la speranza forse di grandi ricchezze, ma pi ( a mio credere ) per disprezzo della divinit* furono subito dalla pazzia oppressi, e perirono git tandosi dia loro stessi dalle rupi, e nel mare. Quan do Alessandro, dopo aver vinto l pugna^ mise il fuoco a Tebe stessa, ed insieme a tutto il territo rio Tebano, alcuni soldati Macedoni, entrati nel tempio de Cabiri come in una terra inimica, fu rono da fulmini, e lampi venuti dal cielo spenti^ C os questo tempio sacrosanto in origine CAPO VENTESIMOSESTO Pianura di Tenero - Sfinge - Avanzi di Onchesto * Te spia , e suoi monumenti

i, jS l destra del Cabiro havvi un (campo sprannomato da Tenero lindovino, che credono es sere stato tglio di Apollo, e Melia : havvi anche un tempio grande di Ercole Ippodeto conciossiach di cano , che gli Orcomenj pervennero fin qui coll e* sercito, ed Ercole di notte tempo presi loro i ca-^ valli, che erano sotto i carri, legolli. 2. Avanzandosi pi oltre, si viene al monte, donde dicono, che la Sfinge venivi con impeto ad eccidio derapiti, cantando un enimma. Vha chi dice, che errando pel mare con lina flotta per cor seggiare , approd presso Antedone. Occupato adun* que questo monte, usava rapine , finch Edipo su perandola col numero delle truppe, che avea da Corinto condotte, non lebbe speiita. Si dice an cora, che fossfe una figlia spuria di Laio, e che per

N O N 0 5 benevolenza le fosse da Laio stesso insegnato lf ora colo , che era stato dato a Cadmo da Delfo, e che prima, fuori del R e, ninno c onosceva. Tutte le^ volte adunque, che alcuno fosse venuto a conten dere colla Sfinge del regno ( imperciocch voglio no , che avesse Laio detgli dalle meretrici, e che ci, che era stato da Delfo predetto, riguardava Solo Epicasta, ed i figli di essa ) quando adunque veniva qualcuno, la Sfinge usava astuzie contro i fratelli, perch doveano sapere, se erano reajmerite figli di Laio, loracolo avuto da Cadmo : non poten do essi risponderle, erano puniti di morte, siccome qtfelli, che venivano a contendere della stirpe, e del regno, che non apparteneva a loro ; renne per EdU po, sendo stato ammaestrato in sogno dell oracolo. 3. Quindici stadj distanti da questo monte ? Sono le rovine della citt di Onchesto: dicono, che ivi abitasse Onchesjto figlio di Nettuno. Amiei gior ni per vi rimaneva il tempio, e la statua di Net tuno Onchestio, ed il bosco sacro, che Omero an cora lod. > 4 * Voltando a sinistra del Cab ir o , ed avan zandosi cinquanta stadj, sotto il monte Elicona ve* de edificata Tespia : dicono , che Tespia fosse figlia di Asopo^ e he da questa avesse nome la citt : altri poi affermano, che Tespio venuto da Atene le desse il nome, e che egli fosse nato d a Eretteo. 5 . I Tespiesi hanno ancora nella citt la sta tua di bronzo di Giove Saota. Narrano, che sendo una volta la loro citt da un dragone infestata > ingiunse il Dio, che quello degiovani^ sul quale fosse caduta la sorte, si desse ogni anno in preda al serpente, lii quelli, che perirono, dicono non ricordarsi i nomi ma circa Cleostrato, che lo avea sortito ? dicono, che lamante suo Mene strato que-

&66 L I B R O sto inventasse. Fece una lorica di bronzo, che in ciascuna squama avea rivolto airins un amo: ri vestito di questa, si di spontaneamente al drago ne : egli mor ; ma dovea far morire anche il ser pente. In contraccambio di questo , ebbe Giove il soprannome di Saota. La statua di Bacco, quella della Fortuna, ed altrove quella dIga, e Minerva Ergane conPluto,che le sta appresso , furono tut te queste fatte d a ............ CAPO VENTESIMOSETTIMO I Culto delV Amore in Te spie - Altri monumenti di quella citt . i. ra tutti gli Iddii i Tespiesi hanno sempre in speciale modo onorato 1 Amore , e la loro pi antica statua una pietra rozza . Chi abbia stabi lito ai Tespiesi di venerare specialmente fragli Id di lAmore noi so. Nulla meno di questi lo vene rano fragli Ellesponzj i Pariani, di origine Jonj , e colonia diEritre , e anostri giorni soggetti ai Ro mani. a. La maggior parte degli uomini credono , che lAmore sia il pi giovane deglIddii, e fi glio di Venere . Olene Licio per , quegli che fe ce ancora ai Greci glinni pi antichi, questo Ole ne , nellinno a Lucina , dice es&ere Lucina la ma dre di Amore . Dopo Olene , Panfo , ed Orfeo fe cero versi : ,ed ambedue hanno poetati di Amore, affinch nemisteri cantino i Licomedi queste co se ancora ? io poi lessi queste cose venuto in di scorso con uno che era Daduco , e perci di esse non far ulteriore menzione . So per , che Esiodo ossia quello che sotto tal nome gerisse la Teog o-

N O N O *67 nia , afferma , che prima fa il Caos 7 e dopo di questo nacquero la Terra , il Tartaro, e lAmore, Saffo Lesbia cant sullAmore molte cose, che non si accordano fra loro. 3. Lisippo fece dopo ai Tespiesi Y Amore di bronzo , e prima di costui lo avea fatto Prassite le di marmo pentelico. Tutto ci che riguarda Fri-i ne , e lastuzia della donna verso Prassitele , sta to di gi dame esposto altrove . Dicono , che il primo a muovere la statua deir Amore , fu Gaio , che regn in Roma , e che avendola Claudio ri mandata ai Tespiesi , Nerone per la seconda volta la tolse ; ed essa fu ivi dalle fiamme distrutta. Di questi qhe furono empj verso l divinit, colui dan do sempre lo stesso segno ad un soldato con una beffa nascosta . a tanto furore lo fece montare , che mentre gli dava il segno luccise. Nerone, che dopo commise misfatti esecrandi , ed abominevoli contro la madre , e le spose , soffr lo stesso . L Amore che oggi in Tespie fu fatto da Meno* doro Ateniese imitando il lavoro di Prassitele. 4* dello stesso Prassitele havvi pure una Venere , ed il ritratto di Frine , di marmo ambe due . In un altro canto della citt il tempio di Venere Melenide , il teatro , ed il foro degno di essere veduto . Ivi eretto -Esiodo di bronzo , e non lungi dal foro havvi una Vittoria anche di bronrzo , ed il tempio non grande delle Muse : in esso sono piccole statue di marmo. 5 . I Tespiesi hanno il tempio di Ercole anco ra , di cui sacerdotessa una vergine fino alla sua morte. Dicono di questo esserne stata la seguen te cosa cagione : Ercole si giacque nella stessa not te con tutte le figlie di Testia in numero di cin quanta , ad eccezione di una che non volle avere con lui commercio 5 egli giudic , e stabil che ri,-

268 . L I B R O manesse colei vergine per tutto il tempo della stia vita , sendo sua sacerdotessa . Io udii un altro rac conto ancora , che Ercole nella stessa notte viol tutte le figlie di Testia , e queste gli partorirono tube figliuoli maschi , e due gemelli la piti giova ne , e la pi anziana . Io poi non posso credere vero , che Ercole in tanta ira andasse contro la fi glia di un amico . Inoltre quando egli era fra gli u omini, e gastigava quelli che recavano ingiurie , e specialmente coloro , che erano empj verso gli Dei non avrebbe mai un tempio , ed una sacerdo tessa stabilito a se stesso , qual Dio . Ma questo tempio sembrommi pi antico di Ercole di Anfi trione, e lo credetti dell'rcole chiamato de'Dat tili Idi, di cui trovai che hanno il tempio*gli Eri tri di Jonia , ed i T irj. Neppure ai Beoti era igno to questo nome di Ercole , poich essi stessi di cono essere stata data la cura del tempio di Cere re Micalessia ad Ercole Ido. CAPO VENTESIMOTTAVO
Monte Elicone - Veleno de'Serpenti*

i . L Elicone di tutti i monti , che sono in G recia uno de pi fertili , e pieno di alberi : ed i rami dlia portulaca danno dappertutto un frut to soavissimo . Narrano quelli , che abitano intor no allElicone , che di tutte le erbe , e le radici che sono nel monte niuna nasce per la mo r t e delluomo ; anzi che il nutrimento di queste arende ancora pi debole il veleno ai serpenti ; c o sicch quelli , che sono m orsi da loro ordinaria mente la scampano , purch simbattano o in u n Affricano della nazione de Psiili 7 o in qualche al tro rimedio opportuno.

N O N O 369 a. Il veleno neserpenti pi fieri mortale alluomo , ed a tutti gli altri animali nella stessa guisa . Ma non poco conferiscono alla forza del veleno le cose di cui si nutrono : perciocch aven^ do udito un Fenicio , so bene , che nelle parti mon tuose della Fenicia alcune radici pi fiere rendono le vipere . Questi mi disse , di avere veduto ejli stesso un uomo , che fuggendo limpeto di una vi pera , era salito prest amente sopra di un albero % e la vipera , .come venne dopo , respir il suo ve leno vers dellalbero, e luomo non fu pi vivo. Tali cose udii da costui. Nel paese degli Arabi a tutte quelle vpere , che hanno le loro tane pres so gli alberi del balsamo io so , che questo succe de t il tronco-dei balsamo della grandzza del mir to , e le sue foglie lo sono di quella dellamaraco : le vipere quante esse sono in Arabia , pi o meno hanno il loro covile sotto ciascun albero : imperocch il nutrimento debalsami di un sue-* co soavissimo per loro : d anche d altronde ama no la ombra delle piante . Quando adunque ve** nuto per gli Arabi il tempo di raccogliere lumo-f re del balsamo , ciascuno porta due verghette di legno contro i serpenti, e battendo l'una coll'altra cacciano le vipere : non vogliono per ucciderle ere dendole sacre ai balsami. Che se avviene ad alcu no di essere dalle vipere morso , la ferita tale, come se fosse stata fatta dal ferro , e non hanno timore alcuno del veleno : imperciocch siccome le vipere dellunguento pi odoroso si nutrono , il loro veleno da pi mortifero in pi mite tem perato . Cos accadono queste cose.

L I B R O CAPO VENTESIMONONO Efialte , ed Oto - Citt di Ascra - Muse Fonte Aganippe. i., D i c o n o , che i primi i quali sagrificassero in Elicone alle Muse , e dessero al monte il sopran n ome di sacro alle Muse fossero Efialte ? ed Oto , e che essi ancora Ascra edificassero . Onde Egesinoo cant nell'Attide : Coii Ascra un d si giacque Enosigo, Ascra a lui nel rivolgere del tempo Di in luce Eoclo , il quale in un co'figli D'Aloeo edificaro una cittade Ascra di nome a pi dell'Elicone Ove abbonda di molto acqua sorgente. Questa poesa di Egesinoo io non la lessi, poi ch prima ancora , che io nascessi erasi di gi per duta ; ma Callippo Corintio nella storia degli Orcomenj adduce in testimonio del racconto questi ver si di Egesinoo : cos ancora noi abbianlo fatto dal lo stesso Callippo ammaestrati . Di Ascra a'miei giorni resta solo una torre , e nuli' altro degno di essere rammentato. a. I figli di Aloeo determinarono il numero delle Muse a tre , e diedero loro i nomi di Melete , Mneme , ed Aoede . Dicono, chie dopo, Piero Macedone , da cui i Macedoni ancora il monte no m arono , venuto in Tespie a nove portasse le Mu se , e cangiasse loro il nome in quello che oggi hanno . Questo fa cos determinato da Piero , o perch pi saggio gli parve , o per qualche ora colo , o da qualcheduno de'Traci ammaestrato. Im perciocch mi sembr 7 che fosse anticamente pii

N 0 N 0 271 de* Macedoni accorta la nazione Trace in altre co se 7 e che non trascurasse le cose divine. Havvi chi dice essere allo stesso Piero nate nove figlie 7 ed #avere imposto loro i nomi ch e. le Dee hanno ? e ' tutti quelli che dai Greci furono detti figli delle Muse essere nipoti di Piero . Mimnermo 7 che fe ce elege sulla battaglia degli Smirni contro Gige Lido 7 dice nel proemio 7 che le pi antiche M11se fossero figlie del Cielo y e le pi moderne di queste fossero nate di Giove. 3 . Nell* Elicone andando verso il bosco sagro delle Muse a sinistra la sorgente Aganippe : di cono 7 che Aganippe fosse figlia del Permesso. Scor te questo Permesso ancora intorno allElicone. An dando per la via retta al bosco vedesi scolpito in pietra il ritratto di Eufeme ; narrano , che Eufeme sia la nudrice delle Muse : il ritratto adunque di costei 7 e dopo di essa Lino dentro una piccola rupe scavata a guisa di spelonca : a costei fanno ogni anno funerali prima del sagrificio delle Muse. Si dice 7 che questo Lino fosse figlio (li Urania t e di Anfimaro di Nettuno 7 che riportasse nella musica la, palma 7 spra quelli del tempo suo 7 e quelli che preceduto lo aveano 7 e che Apollo lo uccidesse perch era a lui eguale nel canto . Mor to Lino 7 il lutto della sua perdita pervenne fino alle regioni de Barbari 7 cosicch gli Egiziani an cora hanno un cantico 7 che Lino si appella : gli Egizj in propria favella lo appellano Maneros . Fra quejli 7 che ai Greci composero versi 7 Omero sic come sapeva 7 che le sciagure di Lino erano un sog getto di cantico pe Greci , disse circa lo scudo di Achille 7 che fralle altre cose , che vi lavor Vul cano , vi era ancora un giovine suonatore di cetrar che sopra Lino cantava : A loro in mezzo T alla sonora cetra

L I B R O Un garzone accordava dolci accenti Sopra V onesto Uno. Panfo p o i , che compose agli Ateniesi i pi anti* chi inni , quando* il lutto per Lino era in vigore, chiamollo Oetolino ; e Saffo Lesbia, avendo appre so dai versi di Panfo il nome di*Oetolino , cant iinsieme Adone , ed Oetolino . I Tebani affermano, che presso loro Lino fosse sepolto \ e che dopo la r otta, de' Greci a Cherona , Filippo di Aminta per nn certo sogno avuto, t olte le ossa di Lino, in Ma cedonia le trasportasse : e questi stesso di nuovo per altri sogni rimandasse le ceneri di Lino a Tebe : gli ornamenti, che erano sul sepolcro , e tutti gli altri segni, che vi erano, pel tempo , come essi di cono , sono spariti . Narransi "ancora queste altre cose dai Tebani , che dopo questo Lino , unaltro ne venne chiamato dIsmenio , e che Ercole men tre era ancora garzone lo uccise , sebbene egli fos se sno maestro di musica. N il Lino di Anfimaro , n qtegli che venne dopo di lui fecero versi, pppure se li fecero non giunsero ai posteri. C AP O T R E N T E S I M O Statue delle Muse , e di altri sulV Elicone - Or feo - Fiume Elicone - Citt di Libetra , e mo numento di Orfeo - licomede . . -T le prime statue delle Muse sono tutte ope re di Gefisodoto . Un poco pi oltre tre ve n ha di Gefisodoto , ed altrettante di Strongilione , ar tefice , che ottimamente lavor cavalli , e buoi : le altre tre furono fatte da Olimpiostene. NellElicone havvi un Apollo di bronzo , ed un Mercurio, che per la lira combattono , ed un Bacco , che

ya

N O N O 2)3 opera di Lsippo : la statua poi di Bacco ritta in piedi , opera di Mirone, fu dedicata da Si ila , ed' specialmente degna di vedersi dopo lEretteo di Atene : egli la dedic non gi a sue spese , ma to gliendola agli Orcomenj Minj : questo ci , che i Greci dicono , adorare la divinit coi profumi altrui. a. Dedicarono poi le immagini di tutti questi poeti , o daltronde illustri nella musica : Tamiri istesso di gi cieco, il quale raceommoda la lira rot ta : Arione Metimno, che 6ta sopra un delfino. Que gli ch e form la statua di Sacada rgivo , non com prendendo il proemio di Pindaro sopra di Ini , non fece maggiore nella lunghezza del corpo suo il suo natore di tibie delle tibie stesse . Havvi ancora Esiodo assiso , che tiene sulle ginocchia la cetra attributo affatto improprio di Esiodo : impercioc ch dagli istessi versi suoi* manifesto , che egli cant tenendo la verga di lauro . Intorno alla et di Esiodo , e di Omero quantunque me ne dessi tutta la briga non mi piacque scrivere ci , che ri cavai , sapendo bene, che conteso dagli altri , e niente meno da quelli, che amiei giorni a com porre versi si dedicarono. 3 . Al lato di Orfeo Trace scolpita la Inizia z ione , e intorno a lui sono espresse d marmo , e di bronzo le fiere , che; mentre canta lo ascoltano. Molte altre cose ancora credono i Greci , le quali non sono vere , e fra queste, che Orfeo fsse figlio della Musa- Calliope , e non della figlia di Piero T e che a lui nandassero le belve ammansite dal can to suo: inolt r e , che vivo scese all* Inferno presso gliddi infernali a richiedere la sua consorte. Or f eo per , secondo il mio sentimento , super nell* abbellire i versi quelli , che lo precederono , ed in gran forza venne ,' come colui, che era creduto' Pau sami* 18

*74 L I B R O avere le iniziazioni degli Iddi ritrovato , e le pur gazioni dalle opere empie , e i rimedi delle malat tie , e F allontanamento della ira divina. Dicono , che le donne de Traci gli tramarono la morte per avere egli persuaso i loro mariti a seguirlo mentre andava errando $ ma , che non ardirono di darglie la per timore demariti stessi : come per si furo no riempiute di yino , eseguirono il misfatto , e perci f stabilito , che gli uomini non andassero^ alla pugna se non ebbrj . V ha di quelli , i quali narrano , che Orfeo finisse i suoi giorni fulminato dal cielo , e che egli fosse fulminato per cagione dediscorsi , che ne misterj insegn agli uomini, i quali prima non li avevano uditi . Da altri sta to detto 7 che sendogli morta la moglie , per ossa n and in Aorno in Tesprozia , dove anticamente si evocavano le ombre 7 e credendo indarno , che lani ma di Euridice lo avrebbe seguito , come si f ri tornato per lo dolore . colle sue mani si uccise. Nar rano i T raci, che quegli usignuoli, i quali i loro nidi tengono sul sepolcro di Orfeo , cantano in cer to modo con maggiore dolcezza , e maest . I Macedoni, che abitano il paese sotto il monte Pieria , e la citt detta Dio , affermano , che ivi \ d Orfeo dalle donne fu tolta la vita Andando da Dio per la strada, che mena al monte , dopo un cammino di venti stadj , havvi a destra una colon na < , e sopra di essa per ornamento una idria di marmo : contiene la idria le ceneri di Orfeo , se condo ci che quelli del paese dicono. 4 * Scorre anche il fiume Elicone per settantacinque stadj 5 e continuando cos il corso , il fiu me dopo ci si perde sotto terra : dopo essere spa rito per ventidue stadj, lacqua sorge di nuovo * ed avendo il nome di Bafira invece di Elicone f bocca navigabile nel mare I Diasti affermano ,

N O N O a 75 che questo fiume in origine scorresse sempre so pra la terra , ma le donne t che uccisero Orfo vo lendosi ivi astergere il sangue ,' perci il fiume disparve sotto per non servire loro collacqua d* purgazione per leccidio commesso. 5. In Larissa udii ancora un altro racconto che nellOlimpo era edificata la citt di Libetra l , dove il monte verso la Macedonia si volge , e ch non lungi dalla citt era il sepolcro di Orfeo. Che venne ai Libetrj da Bacco un oracolo di Tra cia , che quando le ossa di Orfeo fossero state dal Sole vedute allora ai J^ibetrj sarebbe stata da un porco desolata la citt . Essi non fecero conto dell* oracolo , non credendo che vi sarebbe stata- al cuna bestia cos grande 7 e cos forte , la quale avesse preso la loro citt , n , che il porco aves se tale temerit , e tal forza . Ma dappoich par ve al Nume queste cose avvennero : un pastore sul mezzod coricatosi presso la tomba di Orfo, mentre dormiva gli vedine in mente di cantare i versi di Or feo , e fortemente , e soavemente cantava . I pi vicini adunque che , o pascevano, o aravano, la sciando ciascheduno le opere loro , si radunarono a sentire cantare il pastore , mentre dormiva : al lora spingendosi lun, laltro, e contrastando per stare pi dappresso al pastore , rovesciarono la co-* lonna ; si ruppe la urna da essa caduta , e vide il sole quello che delle ossa di Orfeo restava. Subi to nella notte vegnente il Nume fece cadere mol* ta acqua dal cielo , ed il fiume Sie ( Porco ) che uno detorrenti dellOlimpo disfece ai Libetrj lo mura , rovin i tempj deglIddii , e le case degli uomini , affog gli uomini, e similmente tutti gli animali, che erano nella citt . Se ndo digi peri ti i Libetrj , i Macedoni di Dio , secondo il racconto dellospite JLarisso, portaro no le ossa di

2 j$ L I B R O Orfeo nel loro paese . Chiunque poi siasi molto oc cupato della poesa , di gi conobbe che gl'inni di Orfeo , che esistono sono tutti brevissimi , ed insieme riuniti non giungono ad un gran numero. 6. I Licomedi li sanno , e li cantano ne' mi ster) , e per ornamento de' versi potrebbero avere i l secondo posto dopo gl' inni di Omero , ma per onore dalla Divinit ricevuto, pi di quelli ne ot t engono. CAPO TRENTESIMOPRIMO
Statue di A rsirne, e Priapo sullElicone -E siodo , suoi versi , e morte-Fiume Lamo - N arcisso , e sua storia.

i. I K eli' Elicone la immagine ancora di Arsinoe , che da Tolomeo suo fratello venne sposata : uno struzzo di quelli senza ali porta Arsinoe : na scono essi colle ali, siccome gli altri uccelli, ma per la gravit , e grandezza loro non possono le ali s ostenerli nell'aere. 1 2. Ivi anche una cerva, che d a Telefo figlio bambino di Ercole il latte, ed havvi un bue( p resso di lui, ed una statua jli Priapo, che m erita di essere veduta : si rendono a questo Nume anche altrove gli onori, dove sono i pascoli dell e capre , e delle pecore , e gli alveari delle api. Que di Lampsaco per lo stimano pi degli altri Iddii , dicendolo figlio di Bacco, e di Venere. 3. Nell'Elicone vi sono pure de'tripodi, ed il pi antico di tutti fra questi, che dicono essere quello ricevuto in Calcide sull' Euripo da Esiodo p er avere vinto nel canto. Intorno al bosco sacro abitano uomini, ed ivi i Tespiesi celebrano una fe-

N O N O 2?7 sta, e de giuochi, che appellano Musi : celebrano ancora all Amore non solo combattimenti di mu sica , ma ne danno ancora di atleti. Salendo da que sto bosco venti stadj , trovasi la cos detta fonte Ippocrene 7 la quale dicono, che sia stata fatta dal cavallo di Bellerofonte, avendo toccato collunghia la terra. Quelli de Beoti, che abitano intorno allEliconc, dicono per una opinione ricevuta dai loro antenati , che Esiodo non scrisse altro, che le Ope re : e da queste tolgono ancora il proemio sulle' Muse, dicendo, che il principio di quel poema sia l, dove parla delle Contese: e mi mostrarono un piombo, dove il fonte, che conteneva cose nella maggior parte dal tempo logore : sono scritte sopra di esso le Opere. Vi ancoYa un altro sentimento diverso dal primo, che Esiodo cio facesse un nu mero grande di versi, come il poema sulle donne, ed i versi, a cui danno il soprannome di grandi Ee, e la Teogonia ; e quelli sull indovino Melampo, e "'come Teseo nell Inferno insieme con Piritoo disceso, e la esortazione di Chirone sull insegna mento di Achille, e tutte le altre cose, che oltre le Opere, e i Giorni vanno col suo nome. Questi stessi dicono, che Esiodo fosse nellarte divinatoria ammaestrato presso gli Acarnani : e vi sono de versi divinatorj, che noi ancora abbiamo letti, e delle, narrazioni su i prodigj. 4. Cose totabnente opposte si sono dette sulla morte di Esiodo ancora. Imperciocch i figli di Ganittore Ctimeno , ed Antifo fuggirono da Naupatto in Molicria per la uccisione di Esiodo, ed in quel luogo stesso, essendo stati empj verso Nettuno, eb bero nella Molicride il castigo , e in questo tutti si uniscono a dire lo stesso* Altri dicono, che la sorella di quegiovanetti fosse sforzata da uh al tro , e che Esiodo non avesse con verit avuto del

*7s L I B R O delitto la taccia; altri poi, che fosse realmente opera sua, Le cose adunque , che Esiodo stesso , ed i versi suoi risguardano, sono cos differente mente asserite. 5. Sulla punta estrema dellElicone il Lamo fiume non grande. Nel' territorio dei Tespiesi la cosi nomata Donacone ; ivi la sorgente di Narcis so , e dicono , che Narcisso in questacqua si spec chiasse, e che non comprendendo ^ che mirava la ombra sua, non si avvedesse, che amava se stes so , e che per amore mor sul fonte. Questo to talmente ridicolo, che uno, il quale ad una et di gi siasi avanzato, da essere preso da amore, non distingua n quale sia luomo, n quale lom bra dell uomo. Un altro discorso ancora si tiene sopra di lui , meno conosciuto del primo invero , ma che pure si dice; avea Narcisso una sorella gemella , in tutte le altre cose simile a lui nella forma, ed ambedue aveano simile la chioma, e di nna veste somigliante si rivestivano, ed alla caccia andavano insieme : si accese Narcisso di amore per la sorella, e siccome la fanciulla m or, andando egli sovente al fonte, comprendeva invero , che la sua ombra vedeva, ma sebbene lo comprerdesse , era sempre per lui un alleviamento allamore , come colui , che non si figurava essere sua la O m bra y ma sibbene di vedere la immagine di sua sorella. Il fiore narcisso per era stato dalla terra anche prima prodotto , a mio credere , se noi congettu rare dobbiamo qualche cosa dai versi di Panfo. Im perciocch avendo molti anni prima di Narcisso T e spiese fiorito, dice, che la figlia di Cerere fu ra pita mentre scherzava, coglieva i fiori: e che fu rapita non ingannata con viole 7 ma con narcissi.

N O N O
CAPO TRENTESIMOSECONDO Creusi - Citt d i Tishe - Tifa - Aliarto Gesta di Lisandro*

uelli , che abitano in Creusi,. arsenale der Tespiesi T non hanno nulla, di pubblico ; ma nella casa di un uomo privato vi era una sta tua di Bacco, di gesso, e dipinta. Dal Peloponneso a Creusi la navigazione tortuosa, e daltronde non sicura: imperciocch sporgono in fuori pro montori, onde non si trapassi il mare direttamen te, ed insieme soffiano dai monti venti assai vio l enti. 2. Navigando da Creusi non di l; ma lungo la Beozia istessa ; havvi a destra la citt di Tisbe. Primieramente Si trova un monte vicino al mare; passato questo, entrerai in una pianura, e dopo questa verrai ad un altro monte : alle radici di ess la citt. Ivi un tempio di Ercole, ed una sta tua ritta in piedi di marmo, e celebrano le feste Eracle. Nulla avrebbe impedito, che la pianura , che fra i due monti, per F abbondanza delle ac que non fosse divenuta un lago, se non vi aves sero in mezzo alzato un forte argine $ e cos nelU an no voltano r acqua da una parte deir argine , e coltivano 1*altra. Dicono, che Tisbe fosse una Nin fa del paese, da cui ebbe nome la citt. 3 . Navigando di'qu lungo la costa, hawi una piccola citt sul mare, detta Tifa. Hanno i Tifeesi pure, un Eraelo, e celebrano ogni anno una festa. Questi fra i .Beoti pretendono di essere stati ne* tempi antichi specialmente dotti nelle cose mari ne, rammentando, che un tal Tifi , loro nazionale,

i.

So L I B R O fu prescelto ad essere nocchiero della nave Argo n e davanti al paese mostrano ancora il luogo, dove dicono essersi ricoverata la nave Argo nel ritorna re da Coleo. 4 - Da Tespie avanzandosi verso il continente, si trova Aliarto. Chi fosse il fondatore $1 Aliarto, e Corona non era conveniente , che io lo sepa rassi dalle cose sopra gli Orcomeni. Nella ispedizione del Persiano, sendo gli Aliarzj del partito de Greci, una porzione dellarmata di Serse invase per arderlo il loro paese, e la loro citt. In Aliar to il monumento di Lisandro Lacedemonio. Im p erciocch avendo assalito le mura di Aliarto, men tre dentro la citt era unarmata venuta da Tebe T e da Atene, cadde in una sortita, che fecero i ne* mici. 5. In Lisandro altre cose dobbiamo somma mente lodare, ed altre ancora acremente biasima-* re. Diede invero questi tratti di accortezza, men tre comandava le galee de Peloponnesj : Antioco nocchiero di Alcibiade, guardando in assenza di Al cibiade la flotta , fu da lui indotto nella lusinga di essere in istato di dare ai Lacedemonj una batta glia navale , e dalla temerit, e dall insolenza in nalzato, fu da Lisandro vinto non lungi dalla citt deColofonj. E come per la seconda volta and* Liisandro da Sparta al comando delle galere, in guisa tale mitig Ciro, che tutte le volte, che ne lo ri chiese, gli diede ancora denari per la flotta, a tempo, ed in abbondanza. Usciti con cento navi gli Ateniesi in gopotami, prese i loro navigli, avendo osservato il tempo, che i marinaj si erano per fare acqua, e prendere vettovaglia sparsi. Diede ancora questo esempio di giustizia. Con Autolico pancraziasta,, la cui immagine io conosco, avendola ve duta nel Pritaneo degli Ateniesi, venne di non so

N 0 N 0 a8i quale possessione in contesa, Eteonico Spartano. Come adunque fu colto di non dire cose giuste ( imperocch era allora in Atene il governo de Trenta, e vi si trovava ancora Lisandro ) per que-? sto Eteonico cominci a batterlo, e condusse Autolico, che si difendeva, a Lisandro , sperando, che questi avrebbe ad ogni modo in suo favore giudi cato : ma Lisandro condann come reo Eteonico, e rimandollo, disonorandolo con parole. 6. Queste furono le cose gloriose, che Lisan dro oper ^ queste altre poi sono* le sue azioni bia simevoli. Imperciocch egli mise a morte ad Egopotami Filocle Ateniese, Capitano, insieme con al tri quattro mila prigionieri, Ateniesi anche essi, e morti non li copr di terra, il che riceverono an che i Persiani sbarcati a Maratona dagli Ateniesi, e que* Lacedemonj ancora, che erano nelle Termo pili caduti ^ dal Re Serse. Ed altri disonori ancora pi gravi prepar Lisandro ai Lacedemonj colle Decarchie , che nelle citt stabil, e cogli Armosti Laconi. Ed avendo i Lacedemonj stabilito di non possedere ricchezze, per un certo oracolo, che il solo amore de denari sarebbe stato la rovina di Sparta, egli fece nascere a loro un gran desiderio di esse. Io poi seguendo i Persiani , e colla legge di quelli giudicando, penso, che Lisandro pe* Lacede monj sia stato di nocumento pi ch di vantaggio.

a8a

L I B R O CAPO TRENTESIMOTERZO

Monte Tilfusio - Fonte Tilfusa - Tiresia - Monu menti di Aliarto - Fiume Lofi - Villaggio d Alalcomene - Scelleratezze , e morte di Siila Fiume Tritone. i . I n Aliarto il sepolcro di Lisandro, e l'Eroo di Cecrope di Pandione. Il monte Tilfusio , e la fonte cos detta Tilfusa, sono cinquanta stadj lon tani da Aliarto. Si narra dai Greci, che gli Argivi avendo preso insieme co'figli di Polinice la citt di Tebe , fra le spoglie, che al Nume in Delfo mena vano , vi era anche Tiresia : e ( perciocch era dalla sete oppresso ) dicono, che bevendo per la strada in questo fonte di Tilfusa, vi lasci la vita: ed egli ha il sepolcro presso la fonte. Dicono per , che la figlia di Tiresia dagli Argivi fosse data ad Apol lo ma comandandolo il D io, fu colle navi nella Jonia, e della Jonia nel paese deColofonj porta ta , dove essa si congiunse in matrimonio con Manto Racio Cretese. Le altre cose circa Tiresia, ed il numero di tutti quelli anni, che come hanno scrit to , egli visse, come di donna in uomo fu mutato , e perch Omero nella Odissea cant, che Tiresia solo per la scienza era conosciuto nell'inferno, tutte queste cose ognuno le conesce, avendole in tese. a. Hanno que di Aliarto allo scoperto un tem pio di Dee, che Prassidiche chiamano : ivi giurano , e non credono, che temerario sia il giuramento : il tempio di queste Dee presso il monte Tilfu sio. In Aliarto vi sono (e'templi, e questi senza statua, e senza tetto: a chi furono eretti neppure questo potei sapere.

N O N O *83 3. PTell liartide il fiume Lofi. Si narra * che sendo in origine il paese arido, e non essen dovi acqua, uno depotenti andando a Delfo, in terrog il Nume in qual guisa avrebbero potuta trovare acqua nella terra: la Pizia ordin, che x;olui , il quale nel ritorno in Aliarto, in lui prima degli altri si fosse imbattuto, fosse da lui ucciso. Soggiungono, cheJ s incontr con lui Lofi figlio di Partenumene, ed egli senza indugiare, colla spada fer il giovinetto, il quale respirando ancora, cor reva qu, e l, e dove il sangue scorreva, di l la terra faceva sorgere acqua, e perci il fiume si ap pella Lofi. 4 . Alalcomene un castello non grande, po sto alle estreme radici di un monte non molto al to : dicono, che ebbe il nome da Alalcomene indi gena , dal quale fu allevata Minerva : altri poi af fermano , che Alalcomenia ancora sia stata una del le figlie di Ogigo. Pi oltre del castello, nel piano edificato il tempio di Minerva, anticamente colla statua di avorio. Siila commise cose crudeli con tro gli Ateniesi, ed aliene dal costume d$i Roma ni : simili a queste furono quelle, che oper con tro i Tebani, e gli Orcomenj : aggiunse ancora a queste quello, che in Alalcomene fece, depredando la statua stessa di Minerva. Costui avendo in que sta guisa sfogato il suo sdegno contro le citt , e gl Iddii della Grecia, fu dalla malattia pi schifosa di tutte assalito : imperocch il suo corpo ferment tutto di pidocchi, e la sua primiera creduta feli cit ebbe questo fine. Il tempio in Alalcomene do po quel tempo non fu pi curato, coma essendo privo della Dea. A mio tempo quest altra cosa an cora per la distruzione sua si aggiunta, che na tagli addosso una edera grande, e forte, sciolse le commessure 7 e stacc le pietre Y una dall altra.

284 L I B R O 5. Ivi scorre ancora un torrente non grande 7 che chiamano Tritone , perch vuole la tradizio ne , che Minerva sia stata presso il fiume Tritone allevata : come se questo sia quel fiume Tritone, e non quello de Libj, il quale mette nel mare Litio dal lago Tritonio. CAPO TRENTESIMOQUARTO
Tempio di Minerva Itonia - Corona - Monte Libetrio Monte Lafistio - Fiume Falaro Citt di Orcomeno.

1. P rim a di arrivare da Alalcomene a Corona si trova il tempio di Minerva Itonia: appellasi cos da Itonio di Anfizione , e qui i Beoti in co mune consiglio si adunano. Nel tempio sono le statue di Minerva Itonia e di Giove , di bronzo, opera di Agoraerito, scolare e giovine amato di Fi dia . Dedicarono a mio tempo le statue ancora del le Grazie. Si narra anche questo : che Iodama sa cerdotessa della Dea entr di notte nel sacro re cinto 7 e che le apparve Minerva ; sulla veste della Dea era il capo di Medusa di Gorgone , ed IodaXua come la ebbe veduta divenne pietra . E per questo motivo, ponendo una donna il fuoco ogni d sull ara di Iodama , tre volte in favella de Beoti dice, che Iodana vive, e chiede il fuoco. 2. Corona ci porse da menzionare sul foro lara di Mercurio Epimelio , e quella de V enti. Poco pi in basso havvi il tempio di Giunone col la statua antica, opera di Pitodoro Tebano: porta essa sulla mano le Sirene. Imperciocch afferma no, che queste figlie di Acheloo furono persuase da Giunone ad attaccare colle Muse un combatti-

N O N O a 85 mento di canto ; e che come queste ultime ebbero vinto, spennacchiarono le ali delle Sirene , e se n fecero delle corone. 3. Quaranta stadj distante da Gorona il mnte Libetrio : in esso sono le statue delle Muse e delle Ninfe soprannomate Libetrie : vi sono an cra delle sorgenti, di cui una Libetriade , l 'al tra , Rupe nomata : queste alle mammelle di una donna si assomigliano, e sorge da esse unacqua sim ile al latte. 4 Da Gorona al IVfonte Lafistio, ed al sacro recinto di Giove Lafistio sono venti stadj : la statua di marmo. Dicono, che sendo Atamante per sagrificare qui Frisso ed Elle, fosse da Giove man dato ai fanciulli un ariete col vello di oro, e che essi sopra questo ariete fuggissero. Pi in alto Ercole di soprannome Garope : ivi -dicono i Beoti, che Ercole uscisse portando il cane dell' inferno . Dal Lafistio scendendo al tempio di Miner va Itonia si trova il fiume Falaro, che sbocca nel lago Gefiside. 5. Di l dal monte Lafistio Orcomeno; se vi citt illustre per la gloria ne'Greci, questa, la quale salita un giorno ad un altissimo grado di felicit dovea essa pure ric evere il fine poco meno, che come Micene , e Deio. Intorno alle sue origini ecco ci che rammentano. Dicono che il primo ad abitare in questo luogo fu Andreo figlio del fiume Peneo, e da lui la terra fu nomata Andreide. Ve nuto a lui Atamant e diede egli ad Atamante del suo territorio quella parte, che intorno al Lafistio , e le odierne Gorona ed Aliarzia. Atamante adunque come colui, che non credeva re stare di se alcuno de' tgli maschi ( imperciocch egli istesso avea osato c i che di Learco e Meli certa si narr a T e Lcucone mor di malattia ; d

286 L I B R O Frisso poi, o non sapeva se pi era in vita, o se ri maneva stirpe di lui ) perci adott Aliarto e , Co rono figli di Tersandro, di Sisifo , poich Atamante era fratello di Sisifo . Finalmente per ri tornato da Coleo, altri dicono Frisso istesso, altri P resbone, il quale si dice nato a Frisso dalla figlia di Eeta , perci permisero i figli di Tersandro , che la casa di Atamante ad Atamante istesso, ed ai suoi discendenti appartenesse, essi poi ( conciossiach di loro Atamante una porzione del ter ritorio ) furono fondatori di Aliarto , e Corona. Prima ancora di queste cose Andreo avea preso in moglie Evippe figlia di Leucone da Atamante , e gli nacque un figlia Eteocle, che secondo la fama de cittadini si dice del fiume Cefiso, cosicch al cuni de poeti ancora chiamarono ne versi loro Eteocle col nome di Cefisiade. Questo Eteocle, co me divenne Re permise , che il paese avesse da Andreo il nome ; delle trib poi Cefisiade una , e 1 altra volle, che dal suo nome fosse appellata . Pervenuto presso di lui Almo di Sisifo, Eteocle gli diede ad abitare una parte non molto grande del paese ; ed allora parecchi castelli furono chia mati Almoni da questo Almo ; ne tempi posterio ri per prevalse, che uno solo ritenesse il nom e di Almoni. CAPO T R E N T E S I M O Q U I N T O Numero e Statue delle Grazie. , D icono i Beoti, che Eteocle fu il primo, che sagrificasse alle Grazie : e sanno che stabili essere tre le Grazie ; ma quali nomi desse loro non li rammentano. Imperciocch i Lacedemonj

N O N O *87 affermano essere due le Grazie, e che Lacedemo ne di Taigete le ergesse , e desse loro i nomi di Clita e Faenna. Convenevoli invero sono questi no mi dati alle Grazie , convenevoli quelli ancora, che esse dagli Ateniesi hanno ricevuto : imperciocch gli Ateniesi ancora onorano da tempi rimoti le Grazie Auxo ed Egemone. Conciossiach quello di Carpo non nome di una Grazia , ma di una Ora: all altra Ora gli Ateniesi compartono onori insiempmente con Pandroso , chiamando la Dea col no me di Tallo. Avendolo adunque appreso da Eteocle 1 Orcomenio abbiamo fissato di gi il pregare tre Grazie : ed Angelione e Tecteo , i quali fecero ai Delj Bacco ed Apollo, fecero nella mano di que sto tre Grazie : e in Atene davanti all ingresso della cittadella, le Grazie sono tre anche esse : presso di queste celebrano una iniziazione in se greto dlia moltitudine . Panfo fu il primo di quelli che noi conosciamo, il quale cant sulle Grazie : niun limite per ha posto n intorno al numero, n sopra i nomi loro. Omero poi ( conciossiach anche costui ramment le Grazie) dice, che vi la moglie di Vulcano, e le d il nome di Grazia. Di Pasitea dice, che fosse suo amante il Sonno : e quando parla di esso fa quel verso : Certo che una darammi delle Grazie Pi giovani. Per questa ragione alcuni sospettano , che Omero conosceva altre Grazie pi vecchie ancora. Esiodo nella Teogonia ( gli attribuisca pure chi il voglia la Teogonia) dice, che le Grazie sono figlie di Giove e di Eurinome, e che hanno i nomi di Eufrosine, Aglaia e Talia : lo stesso si legge neversi di Onomacrito. ntimaco poi senza dare n il nu mero n il nome delle Grazie dice, c he sono figlie di Egle e del Sole Eriuosianatte final mente?, auto-

2*8 L I B R O re delle elegie , in tanto dissente dal parere de* so* praddetti, che afferma essere la Persuasione anche essa una delle Grazie. a. Chi fosse il primo fra gli uomini, che for masse , o dipingesse le Grazie nude, non potei sa perlo : dappoich le pi antiche , le quali sono ve stite, dagli statuarj similmente, e dai pittori facevansi: e presso gli Smirni cos nel tempio delle Nemesi di l dalle statue sono situate le Grazie di oro , opera di Bupalo, e nell Odo hanno cos r immagine di una Grazia, pittura di pelle. Si milmente P ergameni le hanno nel Talamo di Attalo, anche esse opera di Bupalo ; e presso il cos detto Pizio sono anche ivi le Grazie, da Pittagora Paro dipinte : Socrate di Sofronisco poi scolp da vanti all ingresso della cittadella agli Ateniesi le statue delle Grazie. E queste sono tutte similmente con veste : quei, che vennero dopo non so per qual motivo cangiarono loro le figure : nel mio tempo pertanto formavano e dipingevano le Grazie nude. CAPO TRENTESIMOSESTO
A ltri Re di Orcomeno - Guerra de1 Flegy contro Delfo , e loro eccidio - Minj Orcomeno ed Ietto* t

orto Eteocle, pass il regno nella stirpe di ' Almo : ebbe Almo stesso per figlie Crisogena e Crise : di Crise di Almo e di Marte , vuole la fama, che nascesse Flegia, il quale ebbe il regno di Eteocle, che era morto senza figli. Egli cangi il nome di tutto il paese in quello di Flegiantide invece di Andreide : vi era la citt di Andreide in origine edificata, e Flegia le ne aggiunse un altra

N O N O 289 del suo nome, avendovi raccolto i pi valorosi de Greci nelle cose di guerra. a. I Flegj col tempo si ribellarono dagli altri Orcomenj per stoltezza ed ardire, e depre davano i vicini: finalmente uscirono per spogliare il tempio di Delfo; allora Filammone venendo in ajuto di Delfo con una mano di scelti Argivi con tro di essi, egli, e gli Argivi restarono nella pu gna morti . Che i Flegj si dilettassero pi di tutti i Greci di far guerre, melo attestano i versi ancora nella Iliade intorno a M arte, ed al 'Timore di Marte: E questi invero tolsero le armi Questi due contro gli Efiri , oppur contro I Flegj d alto cuore . E credo che gli Efiri, di cui qui parla siano quelli del continente Tesprozio. La stirpe de Flegj adun que fu dalle fondamnta , per cos dire, distrutta dal Nume con fubnini spessi , e forti terremoti : quelli che rimasero, assaliti da una pestilenza pe rirono : e pochi di loro si rifuggiarono ancora nella Focide. Non avendo Flegia avuto figli, ricev Crise il regno, sendo figlio di Crisogena di Almo > e di Nettuno. A Crise nacque un figlio Minia, e da lui anche oggid Minj sono detti quelli, sopra i quali regnava. Minia ebbe allora rendite in tanta quantit , che super in ricchezza i suoi predeces sori : e Minia il primo degli uomini, che conoscia mo fabbric un tesoro per riporvi le ricchezze. I Greci sono forti nello stimare pi quelle cose, che superano ogni limite nella maraviglia, di quello che le loro proprie : tutte le volte adunque, che a persone illustri nella storia venne il talento di descrivere le piramidi, che sono presso, gli Egizj con somma diligenza, non fecero neppure la pi leggiera menzione del tesoro di Minia, e delle muP atoajia 19

190 L I B R 0 ra di Tirinto , coniche non siano di meraviglia minore. 4. Di Mima nacque Orcomeno ; regnando co stui la citt Orcomeno , e gli abitanti Orcomenj furono chiamati. Rimase nulladimeno loro di esse re sopratmornati Minj per distinguersi dagli Orco menj di Arcadia . Presso questo Orcomeno mentre regnava giunse Ietto da Argo , esule per la mor te di Moliro di Arisbante , che egli uccise aven dolo colla sua moglie colto in adulterio. Orcome no gli diede tutta quella parte del paese, che ora intorno al castello chiamato Ietto, e quella che gli contigua. Di Ietto fece menzione anche colui y che compose i versi chiamati dai Greci le grandi Eee : Poi che Ietto ebbe ucciso il caro figlio Di Arisbante Moliro in casa propria Per V adulterio della sua consorte, Fuggendo abbandon la sua magione lasciando Argo che pasce almi destrieri A d Orcomeno Minio giunse , e questi Zaccols, e gli don come era giusto Molti beni. Questo Ietto il primo, che si sappia avere pu nito T adulterio : dopo sendo Dracone Legislatore degli Ateniesi, dalle leggi che scrisse sul governo, fu stabilito quali cose dovessero avere impunit, e fra questo la vendetta dell adulterio. Lo splendo re de Minj era di gi a tanto salito, che Neleo ancora di Greteo Re di Pilo ebbe da Orcomeno ia moglie Glori figlia di Anfione di Jasio.

CAPO TRENTESIMOSETTIMO
Continua la storia de Re di Orcomeno - Gli Orcomenj cacciati dai Tebani sono da Filippo di Aminta ristabiliti>

, D ovea ^cessare di regnare anche la stirpe d i Almo , imperciocch non lasci figli Orcomeno,' e cos pass il regno in dimeno di Presbonc di Frisso. De" figli di Climeno sono, il pi anzian o Ergino, e dopo di lui Strazio, rron e, Pileo , e4 il pi giovane Axeo. a. Fu Climeno nella festa di Nettuno Onchestio ucciso da alcuni Tebani, i quali da una picco la causa a tutto il furor si portarono : Ergino i l pi anziano defigli di Climeno ricevette il regno. E subito egli e i fratelli suoi avendo raccolto unr esercito contro Tebe h andarono, e vinsero la bat t aglia , e dopo questo vennero ad un accordo , chft i Tebani ogni anno, avessero pagato un tributo per 1 uccisione di Climeno. Rivoltosi Ercole alla cura di Tebe furono i Tebani dal tributo liberati, ed i Minj ebbero nella guerra una grave sciagura Ergino per, siccme i cittadini erano stati estre mamente dannegiati, fece con Ercole la pace , e cercando di ricuperare la primiera ricchezza e fe licit , pi non si diede premura di alcuna filtra cosa, cosicch non si avvide neppure, che era alla vecchiaja perv enuto senza avere preso moglie,, e senza avere figliuoli. Come si furono da lui le r icchezze raccolte , allora desider di avere d e ' fi gli ; ed ito a Delfo , ed interrogando 1' oracolo in tern o ai figli, la Pizia queste cose rispose:

L I B R O 0 di Climeno figlio di Presbone Ergino, tardi a cercar prole giungi, Ancor per sei in tempo ad applicare Giovn corona ad albero invecchiato. 3. Avendo esso preso una moglie giovane, secondo loracolo , nacquero a lui Trofonio ed Aga* mede. Si dice Trofonio figlio di Apollo e non di Ergino : ed io me ne persuado e chiunque ancora 7 che and a Trofonio per consultarlo. Dicono, che come questi furono cresciuti posero sommo stu dio in edificare temali agli Iddii, e reggie agli nomini ; imperciocch edificarono ad Apollo il tem pio in Delfo, eadlrieo il tesoro. Fecero ivi, che una delle pietre potesse da loro torsi nella parte di fuori, onde essi prendevano sempre qualche cosa di quello che vi era posto. Irieo era stupefatto T vecfendo, che le chiavi , i sigilli e le altre cose erano intatte, e che il numero delle ricchezze di minuiva sempre. Sopra i vasi adunque, ne quali teneva loro, e largento tese lacciuoli ? o qualche altra cosa, che dovea ritenere chi entrava, e le ricchezze toccava. Entrato Agamede, fu dai lega mi tenuto : Trofonio adunque gli recise il capo * affinch comparso il giorno non fosse quello mes so ai tormenti, e non fosse egli indicato di avere avuto parte nel delitto. Trofonio ivi dalla te rra T che aprissi fu ingojato, dove nel sacro bosco di Lebadia una fossa chiamata di Agamede, e presso di questa una colonna . Il regno degli Orcomenj Fu ottenuto da Ascalafo e da Ialmeno che diconsi figli di Marte , e per madre aveano avuto Astioche di Attore, di Axeo , di Climeno: sotto questi con dottieri i Min) andarono contro Troja. Ebbero gli Orcomenj parte ancora nella flotta coi figli di Co dro per la Jonia. Scacciati poi dai Tebani furono di nuovo in Orcomeno da Filippo di Aminta eoa-

a^t

N O N O a 93 dotti. La loro fortuna per dovea empre andare nel pi debole. CAPO TRENTESIMOTTAVO
Monumenti di Orcomeno - Tesoro di Minia - Sepol cri di Minia , ed Esiodo - Culto di Atteone Fiumi Melane e Cefiso - Ricchezze di Orco meno - Citt di Aspledone.

, H anno gli Orcomenj il tempio di Bacco;, ma il pi antico quello delle Grazie. Venerano specialmente de sassi, e dicono, che essi cadde ro ad Eteocle dal cielo : le statue poi fatte con grazia furono a miei d dedicate, e sono anche esse di marmo. Hanno un .fonte ancora, che me rita di essere veduto : e scendono ad esso per pren dere lacqua. a. Il Tesoro di Minia, meraviglia, che non inferiore ad alcuna altra nella Grecia ed altrove y in questa guisa fatto. E? lavorato di pietra , di figura rotonda, eia sua sommit non termina mol to in acuto: dicono che quella pietra , che stpi in alto serve di legatura a tutto ledificio. 3. Ivi sono pure i sepolcri di Minia e di Esio do . Dicono, che cos riceverono le ossa di Esio do . A^fligendo una pestilenza gli uomini, d i be stiam i, mandarono ambasciadori presso del Nume. Narrano , che rispondesse loro la Pizia , che fuori del portare nella Orcomenia le ceneri di Esiodo dal territorio di Naupatto non v era altro rimedio : che questi l interrogarono per la seconda volta, in qual luogo del territorio di Naupatto le avrebbero trova te , e che di nuovo la Pizia disse , che lo avrebbe loro indicato una cornacchia. Laonde andati gli

294 L I B R 0 Ambasciadori nel paese ., dicono che fosse da loro non lungi dalla strada veduta una rupe, e luccel l o sopra di essa ; e trovarono le ossa di Esiodo in una caverna della rupe , e sul monumento questi versi furono scritti : Ascra fertile in messi patria sua 1\Ia la terra de *Minj equestri tiene D Esiodo morto le ossa $ la sua gloria Grande ne Greci avendo tal giudizio Di lui fatto coloro , che pi sanno. 4. Intorno ad Atteone fu detto dagli Orcome nj , che il paese era vessato da una larva, che teneva una. rupe . Come ebbero consultato loraco lo in Delfo , il Nume comand loro, che trovando se mai vi era alcuna reliquia di Atteone , colla terra la coprissero: comand ancora, che avendo fatto la immagine della larva di bronzo legassero questa cqn ferro alla rupe : ed io stesso vidi la sta tua legata : e fanno ad Atteone ogni anno de fu nerali ., Sette stadj distante da Orcomeno il tem pio di Ercole con statua non grande. 5. Ivi sono le sorgenti del fiume Melane, il quale , va anche esso a sboccare nel lago Cefi si de. Occupa daltronde il lago la maggior parte del la Orcomenia, e nella stagione dinverno soffiando pi il vento Noto, allaga 1 *acqua un maggior tratto di paese. I Tebani dicono , che il fiume Cefiso fos se da Ercole rivoltato sul campo Orcomenio, e clie fino allora esso sboccava nel mare sotto del mon te prima, che Ercole non avesse chiuso l apertura pel monte. Sa per Omero ancora, che il lago Gefiside daltronde esisteva r e non fu fatto da Er cole .v E sul lago Gefisi coricato. 6. E non verosimile , che gli Orcomenj non ritrovassero l apertura, e fotta lopera di Ercole t

N O N O 29S non avessero fenduto alCefiso lantio passaggio s dappoich neppure fino al tempo delle cose Trojane erano in denari irhpotenti. Me ne fa fede an che Omero nella risposta di Achille agli ambasciadori di Agamnnone:N tutto c i , che a Orcomeno si porta . Dal che, chiaro, che anche allora avessero gli Orcomenj molte ricchezze. Narrano inoltre, che gli abitatori abbandonarono Aspledone per essere scarsi di acqua : che la citt ebbe il nome da Aspledone , figlio, come dicono, di Mida, e Nettuno. Si accor dano a ci i versi ancora, che fee Ghersia Orcomenio : / Da Nettuno , e dalla inclita Mida Nacque Aspledone nella citt larga . N vi era pi a miei giorni alcuna memoria de* versi di Callippo, introdotti nello stesso discorso sugli Orcomenj. Di questo Chersia rammentano gli Orcomenj lepigramma ancora, che sul sepolcro di Esiodo. CAPO TRENTESIMONONO
Citt di Lebada - Ercina - Oracolo di Trofonio.

1. I luoghi presso, demonti di l dagli Orcomenj sono abitati dai Focesi: nella pianura poi confina con loro Lebada. Questa in origine era si tuata sullalto, e nomavasi Mida dalla madre di Aspledone : giunto per in essa Lebado da Atene, discesero gli uomini, e la citt al piano, e da lui fu questa appellata' Lebada. Del padre di Leba do, e per qual cagione costui qui sen venne, non, sanno altro, che Nice fu moglie d Lebade. a. La citt loro adornata di varie cose p

19S L I B R O a coloro , i quali sono per andare presso T rofia nio ) t veduta adunque questa statua, dopo averla venerata, e pregata, va all* oracolo rivestito di una tunica di lino, cinta con tenie, e legatisi calzari del y)aese. 5 * Ef loracolo di l dal bosco sul monte. In* torno circondato da una sponda di marmo bian co , il giro della quale come ulta piccolissima area: l'altezza minore di due cubiti. Sulla sponda vi sono degli spiedi, di bronzo, s essi, che le fascie, da cui sono tenuti; in mezzo a questi sono le porte. Dentro il recinto havvi unapertura di te rra , non naturale, ma con arte , ed ordine dili gentemente fatta. La figura di questo edilizio si mile ad un forno; la larghezza, come si pu ere* dere, del diametro di quattro cubiti. La profon dit deir edilizio neppure questa potr supporsi , cho ecceda gli otto piedi. Non vi discesa al pa* vimento : ma dappoich uno viene presso Trofon io , gli portano urta scala stretta , e leggiera. Colu i, che discende, trova fra il pavimento, e la volta un buco della larghezza .di due spitam i, e dellaltez za , come ci parve, di uno spitamo. Quello adunqu , che scende , coricatosi sul pavimento, tenendo fo* caccie impastate con miele, mette i piedi nel buco, ed egli stesso vi passa, cercando , che le ginocchia sue siano dentro la caverna: il rimanente del corpo subito tirato , e scorre appresso alle ginocchia , come il pi grande , e veloce de fiumi coprirebbe un uomo preso da un vortice: quindi quelli, che so no dentro il recesso non sono sempre da una sola, e stessa maniera del futuro ammaestrati : ma altri lo rode , altri lo ascolta . Quelli che sono discesi ritornano per la stessa bocca per cui sono entrati, mandando fuori prima di tutto i piedi. Dicono t che niuno di quei , ehe vi sono discesi sia m orto-

299

se non una delle guardie del corpo di Demetrio 7 il quale, secondo ci che affermano, non fece nel tempio alcuna delle cose di rito , n per consulta re il Dio vi discese , ma sulla speranza di portar fuori dal recesso oro ed argento : e si racconta 7 che il cadavere di costui si rivide altrove , e non fu cacciato fuori per la bocca sacra . Circa adun que questo uomo comech altre cose si dicano , ho esposto le cose pi degne a n arrarsi. Quello , che da Trofonio rito rn a, preso subito dai Sacerdoti y vien posto a sedere sud seggio chiamato di Mfimosme : questo non m olto dal recesso discosto ; uscito ivi lo interrogano di ci , che vide , ed ud; ed avendolo appreso , danno la cura dell* uomo a chi si spetta ; questi prendendolo lo portano nell* edilizio , dove prima ancora avea dimorato , pres so la Buona Fortuna , ed il Genio Buono , oppres so ancora dal te rro re , e che non conosce n se n i circostanti. Dopo non si ricorda delle altre co se meno di prima , e gli ritorna il riso , Io scrivo questo non stando alle relazioni altrui ; ma lho veduto sugli altri , e lho sperimentato io stesso consultando Trofonio. Quelli , che scendono nell antro di Trofonio necessario 7 che tutte quelle cose dfce ciascuno u d , o vide le dedichi scritte in una tavoletta . Vi rimane ancora lo scudo di Aristomene ; quali cose avvennero ad esso *ono state dam e di sopri mostrate.

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CAPO QUA RAN TE SIMO Orgine dell9oracolo di Trofonio - Cherona f e suoi monumenti

i. JL Beoti non avendolo prima udito , per la sefluente cagione conobbero questi oracoli. Manda rono da ciascuna citt ambasciadori in Delfo a con sultare F oracolo , imperciocch era il secondo an no, che non pioveva sul loro paese ; chiedendo adunque costoro di essere dalla siccit liberati in giunse ad essi la Pizia , che andando in Lebada presso Trofonio da lui avrebbero trovato il rime dio . Come adunque in Lebad venuti non pote vano ritrovare loracolo , ivi Saone di quelli della Oitt di Acrefnio ( era costui* anche il pi vecchio di et degli Ambasciadori ) vide uno sciame di api, d ovunque queste volgevansi le segu ; ed avendo veduto subito che esse volarono in questa parte della te rra , entr con loro nell oracolo. dicono che questo Saone del rito stabilito , e di tutte le altre cose , che circa V oracolo osservano , fosse da T r ofonio ammaestrato. a. Delle opere di Dedalo queste due sono ne* B e o ti, X Eccolo in Tebe , ed il Trofonio presso i jLebadj : altrettante sono le sue statue di legno in Creta , Bri tornarti in Olunte, e Minerva presso de* Cnossj : presso di questi poi sopra un marmo bianco lavorato anche il coro di Arianna , di cui Omero fece menzione nella Iliade. I Delj pure han~ no un piccolo simulacro di legno di V enere, che nella mano destra danneggiato dal tempo , e in luogo di piedi termina in figura quadrangolare. M i f>rauado , che questa fosse da Arianna da D eda-

N O N O 3 oi lo ricevuta , e che quando segai Teseo portas5 seco da casa la statua : e sendo stata essa a Te seo tolta , dicono i Delj , che perci dedicasse co stui ad Apollo Delio il simulacro della Dea * ac ciocch portandoselo a casa non fosse mosso a ri cordarsi di Arianna , e cos ritrovasse sempre per T amore nuove sciagure . Oltre queste non conbsco che ci restino altre opere di Dedalo : impercioc ch circa quelle dedicate dagli Argivi nellEro ^ e quelle da Onface in Gela di Sicilia portate il tem po le feco sparire. 3. Contigui ai Lebadj sono quedi Cherona : chiamavasi la citt di questi ne tempi antichi Arne , -e dicono , che Arne fosse figlia di Eolo , e che da lei avesse nome unaltra citt ancora in Tessaglia : il nome moderno vogliono , che i Cheroneesi lo abbiano avuto da Gherone, figlio di Apol lo , e di Tero di Filante . Ne fa testimonianza an cora lautore delle grandi Ee dicndo : DelV inclito Jolao spos* la figlia < lipefile Filante , che in beltade Alle Olimpie simile a lui di in luce Ippota e Tero , che in bellezza eguale D i Cintia ai raggi , negli amplessi cadde Del biondo Apollo e partorigli il forte Domator de' destrieri almo Gherone. Omero comech sapesse a mio parere < , che di gi Cherona , e Lebada chiamavansi , ci non ostan te servissi sopra di esse denomi antichi , sicco me Egitto , e non Nilo chiam il fiume. 4* I Cheroneesi hanno nella loro regione due trofei dai Romani, e da Siila eretti dopo di avere vinto Tassilo , e l esercito di Mitridate . Filippo di Aminta poi non dedic trofeo* , n qui n in alcuna altra battaglia , in cui vinse i Barbari ov vero i Greci ; imperciocch non era costume d$

3oa li I *B R 0 Macedoni V erigere trofi . Si narra dai Macedo ni , che regnando Garano in Macedonia vinse in battaglia Gisseo , il quale nel limitrofo paese re-! gnava : e Garano eresse per la vittoria un trofeo secondo le leggi degli Argivi . Ed affermano7 che uscito dalT Olimpo un leone rovesciasse il trofeo , e lo distruggesse : comprese allora Carano , che non avea pensato bene di stare in continua inimi cizia coi barbari circonvicini, e che faceva di me stieri lo stabilire di non essere innalzati trofi n da Garano istesso 7 n da quelli che nel trono di Macedonia lo avrebbero seguito 7 affinch avesse ro potuto tirare nell amicizia i vicini. E testimonio del mio ragionamento Alessandro ancora , il quale non eresse per* Dario , ne per le vittorie Indiane trofi. 5 . Andando alla citt si trova il cemeterio dei Tebani morti nel combattimento contro Filippo : non vi si legge inscrizione alcuna , ma vi per insegna un leone , che potrebbe alludere specialmente al furore di questi : non vi inscrizione ( a mio credere ) perch non fu il loro ardire dalla fortuna seguito. 6. Onorano specialmente fragli Iddi i Gheroneesi lo scettro , che Omero dice avere fatto Vul cano a Giove , e che da esso avutolo Mercurio a Pelope lo diede , da Pelope ad Atreo fu lasciato y e da Atreo a Ticste , e da Tieste lo ebbe Agamen none : venerano adunque questo scettro nomando lo asta : e che sia qualche cosa di pi divino non poco lo mostra la gloria , che da esso gli uomi ni ebbero . Dicono , che fu trovato nei confini lo ro , e di que di Panopa nella Focide : e che insie me con esso i Focesi trovarono ancora dell oro ; a questi piacque di avere loro invece dello scettro. Io credo che fosse portato nella Focide da Elettra di

N O N O 3o* Agamennone . Esso non ha tempio a spese publiche edificato ; ma il sacerdote di ciascan anno lo ritiene in sua casa : e fanno a lui ogni giorno de* sacrifici , e presso di lui una mensa imbandita di ogni sorta di carni , e focaccie. CAPO QUARANTESIMOPRIMO Opere di Videano - Monile di Erifile Precipizio sopra Cherona. , D i tutte quelle cose, che 1 poeti cantano, e la fama venne ai mortali essere di Vulcano , di tutte queste se eccettuare si voglia lo scettro di Agamennone , niuna altra merita fede . I Licj in fatti in Patara mostrano nel tempio di Apollo un cratere di bronzo , che dicono essere dono di Te lefo , ed opera di Vulcano : e non si avvidero es si , come verosimile , cfye Teodoro , e Reco Samj , furono i primi a fondere il bronzo. Gli Achi da Patre a parole dicono , che larca , che Euripilo port da Ilio lavoro di Vulcano , ma in fatti non la fanno vedere. a. Amatunte una citt in Cipro % ed in essa un tempio antico di Adone , e Venere : dicono che ivi stia il monile dato in origine ad Armonia , e chiamato di Erifile , perch essa lo ricev in dono per il marito ; questo monile i figli di Fegeo lo de dicarono in Delfo in qual guisa poi lo acquista rono, ci stato gi da me dimostrato in quella parte del mio ragionamento, che sopra gli Arca di : fu poi depredato dai Tiranni de Focesi, ed a mio parere non presso gli Amatusj nel tempio di Adone : conciossiach in Amatunte il monile sia di pietre verdi 7 legate con oro 7 e quello dato ad

3 o4 L I B R O Enfile Omero dice nella Odissea , che era di ro , e canta cos : Che del caro marino invece ottenne Prezioso oro. N erano a lui ignoti i monili di varie pietre com posti : infatti ne' discorsi di Eumo ad Ul isse , pr i ma , che Telemaco venisse a loro all'ovile da Pilo , dice cos : Un uomo d'alto ingegno un di sen venne Dal padre mio tenendo un monil d'oro Adorno di ambre. E ne' doni di Penelope , imperciocch cant , che gli altri proci, e fra questi Eurimaco diede a Pe nelope doni : Tosto Eurimaco porta < Tor , e d'ambre Un monil molto lavorato e adorno Che il sole assomigliar potrebbe in lustro. 'Ma di Erifile non dice , che ricevette un monile di oro , e di pietre variato . Laonde la verosimil itudine di essere lavoro di Vulcano lo ha solo lo scettro. 3. Sopra la citt il precipizio chiamato Petraco : e vogliono , che ivi Saturno fosse inganna to , ricevendo da Rea invece di Giove una pietra: sulla cima del monte havvi una statua di Giove non grande. In Cherona cuocendoli fanno unguen ti dai fiori , dal giglio , dalla rosa, dal narcisso , e dalliride : questi servono di rimedj ai dolori de* mortali . Quello che si fa dalle rose , se ne unge rai le statue di legno , salva anche queste dal tar lo . Liride nasce nelle paludi ; della grandezza eguale al giglio ; ma non ha il colore bianco , ed nell odore al giglio inferiore.

FINE DEJi TERZO VOLUME

A P P R O V A Z I O N E
er commissione del Rmo Padre Maestro del Sagro Palazzo Apostolico Filippo Anfossi , ho letto il Volume terzo intitolato Descrizione della Grecia di Pansania n vi ho trovato cosa alcuna 'contro la S. Fede , ed i buoni costumi ; anzi sono di opinione , che sia degno della pubblica lutee. Roma S. Pietro in Vincoli so. Aprile 1818. D. Michele Guidoni Senese C. 21. Lettre Emerito di Sagra Teologa , e Filosofa7 e Relatore deUaSag. Congregazione delV Indice.

I M PRIMATUR'Si videbitur Reverendiss. P. Mag.Sao.Palatii Apo st. Candidus Maria Frattini Archiep. Philippens. Vicesgerens.

I M P R I MATUR.,
Fr. Philippus Anfossi Ord.Praedic. Sac. Pal atii Apo stolici Magister.