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Di seguito si da la traduzione di una recente dichiarazione rilasciata

dall’Istituto Iracheno degli Sciiti Jafariti, una scuola giuridica islamica che
prende il nome da Jaafar al-Sadiq, caposaldo del sufismo e sesto Imam
sciita, (morto nel 765 d.C.) che accorda grande rilevanza agli Hadith
riguardanti Alì e gli Imam, oltre che a quelli del Profeta. La presente
dichiarazione fa memoria della millenaria collaborazione avuta tra
cristiani e musulmani nella costruzione della stessa terra irachena e
dell’antichissimo amore dei cristiani per la terra dei due fiumi. Ricorda il
pericolo incombente sui due popoli, il cristiano e il musulmano,
rappresentato dai Safawiti1 e dai terroristi di al-Qaida che puntano alla
frattura di questa storia comune e del comune sentire. Richiama infine tutti
gli iracheni a far prevalere la memoria dell’amore per la terra dell’Iraq che
sempre ha unito musulmani e cristiani.

L’ISTITUTO IRACHENO DEGLI SCIITI JAFARITI EMANA LA SUA


TRENTASEIESIMA DICHIARAZIONE SPECIFICANDO LA SUA
POSIZIONE NEI CONFRONTI DEI CRISTIANI

NEL NOME DI DIO CLEMENTE E MISERICORDIOSO

‫الهيئة العراقية للشيعة الجعفرية‬


INSTITUTION OF IRAQI SHITE JAFARIAH

Dichiarazione trentaseiesima
10-Aprile-2007

Posizione «dell’Istituzione Irachena degli Sciiti Jafariti» nei confronti dei


figli del nostro popolo cristiano in Iraq

«Sensibilizza il tuo cuore e fa sentire al gregge la tua misericordia, l’amore e


la simpatia e non diventerete per loro bestia feroce divorando il loro cibo
perché loro (cioè il gregge o la gente senza distinzione) sono due categorie: o
fratello per te nella fede o simile a te nella creazione» (una delle
raccomandazioni dell’Imam Ali “su di lui la pace” a Malik al Ashtar)

I Cristiani sono considerati all’origine di una delle più antiche


discendenze dei figli della Mesopotamia, la loro presenza ha sempre avuto
un ruolo molto importante nella costruzione e rinascita dell’Iraq antico e
moderno. Essi infatti hanno difeso saldamente la loro terra tramite la tutela

1
Tale gruppo è diventato noto soprattutto durante gli anni della guerra Iraq-Iran, a causa delle accuse
reciproche tra sanniti e sciiti. Gli storici ritengono che il nome Safawiti risalga ad Ismail Chan Safawi
fondatore dello stato Safawita in Iran nel XV sec. d.C., con l’unico intento di apostatare i Sunniti e
ammazzarli e pulire gli Sciiti dall’appartenenza Alawita formata dagli Arabi.
della loro stessa esistenza e credenza, e sfidando la morte sono rimasti un
unico popolo. Come tale ha molte proprietà, ha cambiato il nome lungo il
passare del tempo a causa di molteplici fattori storici, politici, economici e
sociali. Li abbiamo conosciuti sotto il nome di Assiri, Caldei, Siri e Sabii.
Va inoltre degnamente ricordato che i cristiani sono conosciuti per la
loro fedeltà, fiducia, saggezza e prudenza, è questo ciò che il musulmano
rispetta nel cristiano e che si fonda a sua volta sul rispetto reciproco tra le
nostre religioni celesti. E la verità della loro incorporazione storica
straordinariamente riuscita con altri membri del popolo iracheno lungo
tutta la storia risale alla loro convivenza pacifica e sociale che non ha pari
negli altri popoli del mondo. Questo si realizza per l’eccellente sensibilità
sociale cristiana per l’orientamento pacifico e l’incorporazione dei valori
della convivenza e della protezione della società da sempre valorizzata
dagli iracheni. Tutti questi elementi hanno contribuito a generare
attualmente una storica situazione di comunione che non ha mai visto
insieme tutti i musulmani e i cristiani uniti nella buona e nella cattiva sorte
per rispondere insieme alle sfide attuali. L’attuale situazione di
incorporazione sociale è arrivata ad una concreta mutua partecipazione
nelle tradizioni e abitudini, così come un musulmano ed un cristiano
potevano essere soci nel possesso di una casa, allo stesso modo oggi gli
stessi partecipano nella sofferenza e nella gioia dell’uno e dell’altro.
Vivano sicuri e quieti i cristiani iracheni insieme ai loro soci
musulmani, siano tranquille le loro anime e sicuri i loro beni, averi, la loro
buona reputazione, le loro credenze e loro chiese. E continuino a godere
del rispetto della società verso le loro abitudini, tradizioni, riti e preghiere
e ancor più speriamo di continuare a trovare partecipazione e convivenza
nel vivere quotidiano che mette insieme cristiani e musulmani. La storia
afferma (ci dice) che i cristiani sono stati sempre dalla parte della patria;
sono i diretti discendenti dei Caldei, degli Assiri, dei Sumeri, degli Accadi
e Babilonesi, al di là del loro numero sono le radici di questo paese sin
dall’inizio della storia, sono figli dell’Iraq e non hanno altro stato al di
fuori dell’Iraq.
Si, (tutti i sunnominati Caldei, Assiri, Sabii …) sono stati perseguitati
nella loro storia antica con persecuzione spaventosa e avventata tramite le
spedizioni militari provenienti dall’estero ed estranee ai fondamenti della
religione musulmana come all’indole pacifica del popolo iracheno.
Iniziando con Shabur II 339 d.C attraversando con i pellegrini Amawi e
Mahdi al Abbasi (700-780 d.C) senza dimenticare i Mongoli e i Tartari
(1295-1400 d.C) come pure lo Scià Ismaail e i re dello stato Safawita e
Nader Scià (1552-1743 d.C) concludendo con Baker Sedqi (1933 d.C),
malgrado tutto ciò sono rimasti saldi alla loro terra, la terra dei due fiumi:
il prezioso Iraq a loro caro e al loro popolo.
Purtroppo recentemente le persecuzioni sono riprese ad opera dei
Safawiti, spia dell’autorità sovrana esperta del male e delle religioni in
Iran, e in collaborazione con il capo dei terroristi dell’organizzazione di al
Qaida, Bin Laden e al Dhawaheri. Ma questa volta le persecuzioni, seppur
mirate ai cristiani, hanno toccato tutti gli iracheni come abbiamo visto
dagli avvenimenti spaventosi di questi ultimi tempi. E spaventosamente
raggiungono i cristiani come un campanello che risuona con forza e dice
ai cristiani: siete bersaglio! Di conseguenza, far esplodere le chiese,
ammazzare e costringere ad emigrare per sfuggire alla violenza, ai
rapimenti, alle estorsioni, alla demolizione delle fonti di sopravvivenza,
alle violenze carnali, allo sfregio dei loro volti con acidi, agli avvertimenti
di demolizione dei loro centri sono veleni odiosi e odi malinconici che
passano dai confini e permettono di ammazzare gli innocenti. È un nuovo
barbarico attacco Safawita. Siamo consapevoli che l’iracheno musulmano,
ragionevole, nobile non può fare queste opere malvagie nei confronti del
suo fratello iracheno sia musulmano che cristiano, basandosi su principi
religiosi o di confessione o di appartenenza. Sono già fuggiti migliaia di
cristiani dai centri pericolosi scappando con la loro sola pelle e lasciandosi
alle spalle tutte le proprie cose. Lo scopo di questi vili è di svuotare l’Iraq
dai cristiani è questo ciò che vogliono i meschini, perchè i cristiani i
Caldei, gli Assiri, i Siri sono collegamento e connessione che lega l’Iraq
moderno alla sua storia antica risalente a migliaia di anni or sono in cui
con l’intelligenza dei loro notevoli antenati hanno rifornito la civiltà
universale in tutte le sue scienze e in tutti i settori. Quindi i Sumeri, i
Babilonesi e gli Assiri sono i primi ricercatori nella civiltà umanistica.
I cristiani vogliono vivere in pace, amore e fraternità in Iraq con i loro
fratelli di tutte le confessioni e appartenenze etniche, dai musulmani ai
Sabii agli Yazidi. I cristiani hanno mostrato il loro coraggio in tutte le
tribolazioni irachene difendendo la patria nell’era moderna a fianco di tutti
i loro fratelli iracheni, come anche invitano alla pace, all’amore e alla
fraternità rifiutando la violenza in tutte le sue forme.
I cristiani con gli altri membri del popolo iracheno sono in crisi, perchè
affrontano un nemico sconosciuto che muove le sue mosse dall’ombra.
Sicuramente sarà sconfitto l’esercito dell’ombra col beneplacito di Dio, sia
che i tempi siano lunghi che brevi. Suoneranno per sempre i campanili
delle chiese, e il richiamo alla preghiera del muezzin e i canti di Gloria
rivolti a Dio nell’alto dei cieli e in terra e agli uomini la pace. La felicità
rimanga come eco nelle case di Dio augurando il benessere per l’Iraq e la
buona speranza ai figli dell’uomo e la conversione a chi ha perso la retta
via e prendendo la strada della violenza e malvagità si spera che si svegli.
Nonostante tutto ciò la nostra Istituzione rimane a servizio della verità e
di tutti gli iracheni nobili che aspirano a lei e a servire l’amato Iraq. E così
i cristiani siano uniti come di loro consuetudine per contrastare l’ondata
odiosa che si sta scagliando contro di loro dai nemici del Corano, del
Vangelo, della Torah e dei diritti umani.