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La gestione dei rifiuti nell'ottica della Riduzione. La prospettiva della decrescita.

La strategia Rifiuti Zero mette in discussione il paradigma politico-economico dominante, basato su cicli produttivi che prevedono una crescita esponenziale di produzione, consumo e distruzione di merci, quello della crescita, per intenderci e, del suo indicatore economico il PIL. Tale fine stato a pieno titolo intrapreso dal movimento di pensiero della Decrescita. Per capire come questa, implichi una profonda riconsiderazione dell'approccio all'economia e, nello specifico, alla gestione dei rifiuti, occorre in primo luogo capirne, seppur sinteticamente, i principi, non essendo questa la sede appropriata per un pi puntuale approfondimento nel merito. La decrescita rappresenta una rivoluzione culturale: " l'elogio dell'ozio 1, della lentezza e della durata, rispetto del passato, consapevolezza che non c' progresso senza conservazione, indifferenza alle mode ed all'effimero, attingere al sapere della tradizione, non identificare il nuovo con il meglio, il vecchio con il sorpassato, il progersso con una serie di cesure, la conservazione con la chiusura mentale, non chiamare consumatori gli acquirenti, perch lo scopo dell'acquisto non il consumo, ma l'uso, distinguere la quantit dalla qualit, desiderare la gioia e non il divertimento, valorizzare la dimensione spirituale e collettiva, collaborare invece di competere, sostituire il fare finalizzato a fare sempre di pi con un fare bene, finalizzato alla contemplazione". Questa la definizione data da Maurizio Pallante anima e presidente del Movimento Per la Decrescita Felice che ne sottolinea le potenzialit di futuro, pi reali, concrete e sigificative, rispetto all'utopia della crecita. Il rapporto che intercorre fra decrescita e gestione dei rifiuti passa attraverso una riflessione, che, la maggior parte delle nostre azioni quotidiane, ne comportano come conseguenza la produzione. La riduzione nel consumo di merci ed il recupero di metodi di autoproduzione, l'incremento di un'economia dello scambio e del dono, della reciprocit, fondata sui rapporti sociali pi che su quelli mercantili, favoriscono una drastica riduzione dei rifiuti, perch prima di riciclare, l'imperativo Ridurre! Occorre un cambiamento dell'attuale paradigma culturale che ci ha resi succubi del PIL, della crescita infinita, e del conseguente stress fisico ed ambientale. La conseguenza? Una significativa diminuzione dei rifiuti, in dipendenza della riduzione del consumo di merci, soprattutto di quelle inutili, che del prolungamento della durata di quelle che si posseggono. Il secondo passaggio implica una raccolta differenziata degli oggetti post consumo, volta a 1 La contrapposizione fra otium ("ozio") e negotium ("attivit lavorativa") concepita, nella tradizione classica, come
una necessaria alternanza fra gli svaghi e gli impegni della vita pubblica. Il termine negotium composto da nec e otium e significa letteralmente "non ozio": nostrum autem otium negotii inopia, non requiescendi studio constitutum est (Cicerone, De officiis, III 1: "il mio ozio, invece, imposto non gi dal desiderio di quiete, ma dal non aver pi nulla da fare"). Il tema topico dellotium litteratum, ovvero lozio dedicato ad attivit culturali, alle humanae litterae, teorizzato ancora da Cicerone nelle Tuscolanae disputationes: quid est autem dulcius otio litterato? is dico litteris, quibus infirmitatem rerum atque naturae et in hoc ipso mundo caelum terras maria cognoscimus (V 36: "cosa c di pi dolce dellozio letterario? Alludo a quegli studi per mezzo dei quali arriviamo a conoscere linfinita natura, e il cielo e la terra e i mari, mentre siamo ancora nel mondo"). Gi nella fondazione classica di queste categorie lotium rimanda alla solitudine, intesa come dedizione alla vita contemplativa, perch otium sine litteris, dice Seneca, mors est et hominis vivi sepultura (Ad Lucilium, X 82: "Il riposo senza gli studi anchesso morte, sepoltura di un uomo vivente"). A differenza di altre culture, lotium per i ceti sociali pi alti uno spazio di libert strettamente necessario rispetto agli obblighi lavorativi, utile a raggiungere lequilibrio psico-fisiologico. E' quindi, unarte a s, che riuscr ad essere fatta solamente da chi sa conciliare in modo ottimale i due concetti chiave della vita. Oggi, invece, questo termine ha assunto un significato dispregiativo, non pi lavoro che eleva lo spirito, ma parola legata a chi non ha voglia di fare niente

recuperare le materie prime seconde in essi contenute, e, a rendere altres visibili i residui, cio gli errori, le decisioni di acquisto incoerenti da parte dei consumatori, la cattiva progettazione industriale. Per avviarci verso una societ sostenibile necessario rendere visibili i residui da inviare presso centri di separazione residua e di ricerca, in modo da esaminare questi errori. E' invece uno sbaglio, la perdita di un'opportunit, inviarli in discarica o all'incenerimento, perch cos si perde la memoria, la testimonianza del nostro fallimento. L'effetto un minor consumo di risorse naturali e di energia, in quanto il riciclo di materie prime seconde richiede un fabbisogno inferiore a quello necessario per l'estrazione di materie vergini. In questo modo si riduce parimenti l'impronta ecologica; a titolo di esempio, qualora si riutilizzassero le macerie edili derivanti dalle demolizioni, triturandole e reimpiegandole in nuove costruzioni, diminuirebbe la necessit di aprire nuove cave con conseguente diminuzione dell'impatto ambientale. Ci comporterebbe una decrescita tanto del consumo di risorse quanto di energia. Ci che cambiato nel giro di pochi decenni e che, ha portato a produrre tonnellate di rifiuti l'approccio ad un'economia votata alla massimizzazione della produzione e dei profitti, nella fiducia di un indicatore, quantomai effimero: il PIL. L'imperativo la crescita del Pil, in nome della quale necesario produre quantit maggiori; il mantenimento di tale stile produttivo richiede di disfarsi sempre pi in fretta delle merci che si acquistano, per fare spazio alle nuove che seguiranno. Ci comporta una crescita esponenziale dei rifiuti. Questa omologazione dei comportamenti stata favorita dall'imperare dell'ideologia che identifica il nuovo con il migliore, in una sorta di intercambiabilit, dei due concetti, con una tendenza alla identificazione, accentuata da pubblicit, politica ed arte. La concomitanza di tali fattori ha spinto a ritenere lecito, disfarsi pi rapidamente, di quanto si acquista, per sostituirlo con il "nuovo". Ha contribuito al cambiamento del paradigma culturale, l'abbandono di forme di autoproduzione di beni ed un'estensione pressocch illimitata del mercato per la soddisfazione dei propri bisogni. A tutto ci si aggiunga la progressiva introduzione di bisogni artatamente creati e non rispondenti a vere esigenze. Bill Mollison, padre fondatore della permacultura, afferma che per giungere a modificare una situazione da negativa in positiva, l'80% delle azioni da mettere in pratica semplice ed il restante 20% pi complesso. L'80% delle azioni necessarie per ridurre i rifiuti richiedono, in primo luogo di far durare il pi possibile le merci acquistate; in secondo luogo necessario riutilizzare le materie prime in esse contenute, nel momento nel quale bisogna dismetterle; oportuno riscoprire l'importanza dell'autoproduzione estendendola a tutti i campi ai quali ci possibile ed in ultima analisi, riscoprire il valore etico, intrinseco, profondo delle ricorrenze, sbarazzandosi della corsa agli acquisti in un ossessivo e malinteso ossequio a feste create ad arte al solo scopo di incrementare l'acquisto di oggetti specifici, che durano lo spazio della ricorrenza, per divenire immediatamente rifiuti. E' necessario diminuire quanto pi possibile le intermediazioni, fra produttori e consumatori, responsabili dell'aumento dei rifiuti, ci, tramite l'acquisto attraverso i GAS (Gruppi di acquisto solidale). In fine sarebbe conveniente riattivare forme di scambio non mediate dal denaro, fondate sul dono, la reciprocit e scambi non mercantili. Il rischio altrimenti la perdita delle realzioni interpersonali, con la dispersione del "saper fare" che richiede proprio l'intensificazione delle relazioni sociali, le uniche capaci di dare un senso alla vita. Tutto ci implica una completa riconsiderazione del peso che ogniuno di noi, con le proprie azioni, ha nei confronti dell'ambiente che lo circonda. Siamo stati abituati ad avere tutto e subito, senza fermarci mai a chederci quali sono le conseguenze di questa forsennata corsa verso l'avere e l'accumulare sempre pi.

Il primo fattore che ci ha condizionato di natura economica e dipende dalla comune accezione che indentifica il progresso con la cescita del PIL, in tale ambito, la crescita dei rifiuti viene interpretata come un segno di benessere, come la conseguenza di una societ florida; ci fa perdere il diritto di cittadinanza all'atteggiamento di responsabilit nei confronti di ci che non si usa pi. In secondo luogo, una civilt fondata su queste basi, favorisce la de-responsabilizzazione del singolo; tutti vogliono tutto senza porsi il problema degli sforzi necessari ad ottenere ci di cui si ha veramente bisogno, oltre che, delle conseguenze derivanti dall'uso e dall'abbandono di determinate merci, sar il caso di fermarsi per rendersi conto delle conseguenze. Sar necesario capire responsabilmente quale la fine degli oggetti che vengono utilizzati. Un aspetto di capitale importanza si riferisce al peso degli imballaggi, in una politica tesa alla riduzione ed alla gestione dei rifiuti. Scelte tese alla diminuzione degli imballaggi, sono possibili, con la vendita dei prodotti alla spina. Si tratta di implementare comportamenti che non diminuiscono assolutamente il benessere di chi li attua e non impattano sull'ambiente. Decrescita significa riduzione della produzione di merci che non sono beni, diminuzione di valori di scambio ed incremento di valori d'uso, non sostituzione di merci con altrettante meno impattanti, come suggerisce il concetto di sviluppo sostenibile che, contraddicendo se stesso si limita a mantenere inalterato il meccanismo della crescita nel tempo, grazie a tecnologie "meno", ma comunque sempre, impattanti. Tramutandosi cos in un ossimoro.

Un Esempio pratico - Comune di CAPANNORI2


Capannori il primo Comune in Italia ad aver aderito alla Strategia rifiuti zero attraverso la delibera di adesione alla strategia Rifiuti Zero con lobiettivo di intraprendere il percorso verso il traguardo dei Rifiuti Zero entro il 2020 stabilendo per il 2008 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75% combinando questi obiettivi con un impegno costante mirato alla riduzione della produzione dei rifiuti. L'adozione di tale strategia ha dimostrato che laumento dei rifiuti non pi un dato immodificabile, ma, solo un fattore che pu essere governato con il coraggio di una politica che guardi alla sostenibilit e alla necessit di scelte coraggiose e concrete per un comune futuro possibile. Ci comporta il perseguimento di una politica ambientale i cui punti fondamentali sono essenzialmente due: sostenibilit e partecipazione.

La gerarchia dei rifiuti

La nuova Direttiva europea sui rifiuti, 2008/98/Ce del 19 novembre 2008, recentemente recepita dallo Stato Italiano il 18 novembre 2010 a mezzo del dlge 250/2010, prevede una "gerarchia dei rifiuti" che stabilisce in generale un ordine di priorit di ci che costituisce la migliore opzione ambientale nella normativa e nella politica dei rifiuti. In testa alla gerarchia figura la prevenzione, ossia misure - prese prima che una sostanza, un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto - che riducono la quantit di rifiuti, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l'estensione del loro ciclo di vita, gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull'ambiente e la salute umana oppure il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti. Segue poi la preparazione per il riutilizzo, ovvero le operazioni di controllo, pulizia e riparazione attraverso le quali prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati
2 Alessio Ciacci Assessore all'ambiente del Comune di Capannori (LU).

senza altro pretrattamento. Viene poi il riciclaggio, ossia qualsiasi operazione di recupero attraverso la quale i materiali di rifiuto sono ritrattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze, da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Esso include il ritrattamento di materiale organico ma non il recupero di energia n il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento. Segue poi il recupero diverso dal riciclaggio, come il recupero di energia o altre operazioni il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile sostituendo altri materiali. A questo proposito, la direttiva precisa che gli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani possono essere intesi come attivit di recupero unicamente se rispondono a determinati requisiti di "efficienza energetica" fissati dalla direttiva stessa. Vi , da ultimo, lo smaltimento che consiste in qualsiasi operazione diversa dal recupero anche quando l'operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia, come il deposito in discarica, la biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli, liniezione dei rifiuti pompabili in pozzi, in cupole saline o in faglie geologiche naturali, l'incenerimento o il deposito permanente (ad es. sistemazione di contenitori in una miniera). Al riguardo, la direttiva sottolinea che gli Stati membri non dovrebbero promuovere, laddove possibile, lo smaltimento in discarica o l'incenerimento di materiali riciclati. Entro il 2015, gli Stati membri dovranno quindi istituire regimi di raccolta differenziata almeno per la carta, il metallo, la plastica e il vetro. Dovranno pertanto adottare le misure necessarie affinch, entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti domestici di carta, metallo, plastica e vetro (e, possibilmente, di altra origine) sia aumentata complessivamente almeno del 50% in termini di peso. Inoltre, entro il 2011, si dovr formulare un piano d'azione per ulteriori misure di sostegno a livello europeo volte, in particolare, a modificare gli attuali modelli di consumo e definire una politica di progettazione ecologica (eco-design) dei prodotti che riduca al contempo la produzione di rifiuti e la presenza in essi di sostanze nocive, favorendo tecnologie incentrate su prodotti sostenibili, riutilizzabili e riciclabili. Pi in particolare, per rafforzare la prevenzione, il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti, gli Stati membri potranno adottare misure legislative o non, volte ad assicurare che qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi e tratti, venda o importi prodotti (produttore del prodotto) sia soggetto ad una responsabilit estesa del produttore. Tali misure, precisato, potranno includere l'accettazione dei prodotti restituiti e dei rifiuti che restano dopo l'utilizzo di tali prodotti, nonch la successiva gestione dei rifiuti e la responsabilit finanziaria per tali attivit. Potranno anche contemplare lobbligo di mettere a disposizione del pubblico informazioni relative alla misura in cui il prodotto riutilizzabile e riciclabile. Dlgs 152/2006, il cosiddetto Decreto Matteoli, pone lobiettivo di raggiungere il 65% diraccolta differenziata entro il 31.12.2012.

Dal cassonetto al porta a porta


Il primo elemento cardine su cui occorre intervenire il sistema della raccolta. Il sistema industriale e meccanizzato dei grandi mezzi e grandi cassonetti aumenta costantemente la produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata rimane a livelli che non riescono a superare, se non in casi eccezionali, il 35% di differenziazione. Risulta necessaria una completa riorganizzazione del servizio andando ad eliminare dal territorio

tutti i cassonetti attivando la raccolta domiciliare Porta a porta, con la consegna a tutte le famiglie degli strumenti per la raccolta differenziata. I benefici sono per tutti: per i cittadini, per lambiente, per i lavoratori, ed il decoro urbano.

La raccolta differenziata, dal 37 all82 per cento


Sistema di raccolta
Il sistema di raccolta deve essere domiciliare, integrale, senza cassonetti per nessuna tipologia di rifiuto filo strada. Tipologia di rifiuti raccolti in modo differenziato: Carta e cartone, multimateriale (vetro, plastiche, tetrapak, barattoli in metallo, scatolette, buste in plastica vaschette alimenti ecc.) organico e verde, sfalci e potature, ingombranti, oli esausti, assimilati per tutte le utenze non domestiche. Tutti i contenitori e i sacchetti devono essere distribuiti a domicilio agli utenti. Organico: 1 Bio-pattumiera aereata abbinata a Sacchetti in mater-bi; 1 Contenitore marrone di 25 l. con chiusura antirandagismo per deposito sacchetti in mater-bi. Carta: 1 cestone in plastica bianco Multimateriale: 1 contenitore blu ed un Sacco in polietilene di colore blu trasparente Non riciclabile: Sacco in polietilene di colore grigio 1 contenitore per gli olii esausti di cucina. Sacco colore viola per la raccolta dei pannoloni per anziani e pannolini per bambini. Calendario settimanale ritiri: 2 per lorganico, 2 per il multimateriale, 1 per carta e cartone, 1 ritiro per indifferenziato. Inoltre: ritiro gratuito a domicilio su prenotazione per gli ingombranti, ritiro mensile per olii esausti, ritiri personalizzati e supplementari per pannoloni e pannolini, ritiri supplementari su prenotazione delle potature e sfalci. Dopo un'iniziale sperimentazione della raccolta domiciliare in una piccola frazione si potranno attuate periodiche estensioni del servizio fino alla totale copertura del territorio comunale.

Le isole ecologiche
Con leliminazione di tutti i cassonetti stradali sar necessario aprire nel territorio comunale isole ecologiche sempre aperte ai cittadini, dove poter portare qualsiasi tipo di scarto e di rifiuto, anche ingombrante, in qualsiasi ora della giornata. I rifiuti conferiti nellisola ecologica vengono pesati ad ogni scarico e il peso del rifiuto, a seconda del materiale conferito, viene trasformato in un punteggio. I cittadini che si servono delle isole ecologiche vengono registrati e ad ogni utenza viene distribuita una scheda magnetica individuale che registra i punti e a fine anno, per chi supera quota 500, pu essere prevista l'attribuzione di un premio in danaro da quantificare caso per caso. I materiali conferiti in quantit maggiore sono risultati, nelle esperienze ormai consolidate,

mediamente essere il legno per circa 16 t mensili, gli ingombranti 8 t, il ferro 3.5 t, seguiti dalla plastica 3.4 t e da computer e tv 2.6t , mentre si registrato quantit pi modiche, ma crescenti per quanto riguarda le batterie scadute che sono passate dai 170 chilogrammi dei primi mesi ai 677 chilogrammi degli ultimi mesi e gli oli vegetali che hanno fatto registrare un vero balzo in avanti passando dai 17 chilogrammi mensili medi 2008 agli oltre 5.000 chilogrammi negli ultimi periodi.

I vantaggi economici
Nell'anno 2009 a Capannori sono state raccolte 17.386 tonnellate di materiale differenziato. In Provincia di Lucca il costo medio di conferimento dellindifferenziato di 160 euro alla tonnellata. Se queste 17.386 tonnellate fossero finite nel circuito dei rifiuti indifferenziati sarebbero stati necessari dunque ben 2.781.760 euro per il loro smaltimento. La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio di queste 17.386 tonnellate stata invece di 927.815 euro (a fronte di 675.000 euro del 2007 per le stesse tonnellate). Inoltre occorre considerare che la carta una risorsa. Infatti dalla vendita delle 5.459 tonnellate di carta raccolta nel 2009, sono stati ricavati 280.956 euro che sottratti al costo di smaltimento dei materiali differenziati fanno ottenere un costo complessivo per le 17.386 tonnellate di rifiuti differenziati di 646.859 euro. Confrontando questo dato con il costo che sarebbe derivato dallo smaltimento nel ciclo dellindifferenziato, il risparmio dunque pari a 2.134.901 nel solo 2009. Fondo che stato utilizzato per lacquisto dei materiali per le famiglie, le nuove assunzioni, i nuovi mezzi, la campagna informativa.

I vantaggi occupazionali
Un ulteriore elemento positivo dellesperienza di raccolta domiciliare laspetto del lavoro. Il porta a porta necessita infatti di un numero pi elevato di operatori. Dallinizio del sistema di raccolta Porta a porta ad oggi ci sono state a Capannori circa 50 nuove assunzioni. Questo non ha significato per maggiori costi che sono stati compensati dai risparmi ottenuti dal mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati e che sono stati investiti non solo in mezzi pi piccoli ed ecologici ed in nuovo personale ma anche garantendo un risparmio sulla tariffa al cittadino.

I vantaggi per i cittadini


Riconoscimento di una riduzione della tariffa ai cittadini pari al il 20% sulla parte variabile.

I vantaggi ambientali
Con la raccolta differenziata dal 2004 al 2009 si sono avviate a riciclaggio 85.467 tonnellate di rifiuti. Dallavvio del Porta a porta, grazie allaumento della raccolta differenziata e alla riduzione dei rifiuti, si ottenuta una riduzione dei rifiuti indifferenziati a smaltimento di circa 30.000 tonnellate di scarti. Questo significa che nei primi 5 anni si risparmiata una quantit gi superiore alla attuale produzione annua di rifiuti. Grazie alla sola raccolta differenziata della carta nel 2009 si risparmiato: - labbattimento di quasi 100.000 alberi; - il consumo di 2,5 milioni di litri di acqua; - lemissione di oltre 7.000 tonnellate di CO2.

Per un termine di paragone 2,5 milioni di litri di acqua risparmiati equivalgono al risparmio idrico del consumo annuo di quasi 30.000 cittadini. Grazie al riciclo del vetro e della plastica, la mancata emissione in atmosfera di CO2 stata pari a 1.272 t. Grazie al riutilizzo dellorganico e degli sfalci e potature si ottenuto un risparmio di quasi 5.000 t di CO2. Sommando questi dati si ottiene la mancata emissione di 13.272 tonnellate di CO2.

Il riciclaggio
Tutto il materiale raccolto in maniera differenziata avviato a riciclo. Lorganico, viene trattato in un impianto di compostaggio e pu essere poi destinato alla produzione del compost. Il Compost pu essere indirizzato verso tre filiere: lutilizzo diretto in agricoltura, la commercializzazione alle aziende che producono terriccio ed unultima parte alle aziende che producono fertilizzanti. La carta viene selezionata tra carta congiunta e selettiva, pu essere venduta attraverso i consorzi per il recupero della carta ed indirizzata alle aziende che poi producono cartone o carta riciclata. Il mutlimateriale (vetro, plastica e lattine) pu essere indirizzato ad iampianti dedicati, dove viene selezionato ed avviato ai rispettivi consorzi del riciclo. La plastica viene suddivisa in 5 colori (trasparente, azzurrata, blu, verde e ad alta densit) al fine di valorizzarla al meglio nel mercato del riciclo. Nemmeno gli scarti di questo processo di selezione vengono avviati a smaltimento perch possono essere riutilizzati da aziende per la produzione di pancali in materiale riciclato

La riduzione dei rifiuti

La strategia Rifiuti zero cerca di combinare riciclaggio, raccolta differenziata spinta, con politiche mirate a prevenire e produzione dei rifiuti. Le politiche da avviare, mirate a ridurre la degli scarti cercano di legare buone pratiche ambientali con buone campo sociale ed economico.

e dunque ridurre la produzione pratiche in

1 - Compostaggio domestico

Circa il 30% dei rifiuti soldi urbani composto dallumido, la frazione organica. Lorganico lelemento che d pi problemi quando rimane misto agli altri rifiuti perch crea liquidi pericolosi nelle discariche e problemi negli impianti di smaltimento. Il compostaggio tecnicamente un processo biologico aerobico e controllato dall'uomo che porta alla produzione di una miscela di sostanze umificate (il compost) a partire da residui vegetali sia verdi che legnosi o anche animali mediante l'azione di batteri e funghi. Il compost pu essere utilizzato come fertilizzante su prati o prima dell'aratura. Il suo utilizzo, con l'apporto di sostanza organica migliora la struttura del suolo e la biodisponibilit di elementi nutritivi (azoto). Come attivatore biologico aumenta inoltre la biodiversit della microflora nel suolo. Necessaria si dimostra una campagna per il Compostaggio Domenistico, possibile, assieme alla cittadinanza eliminare il rifiuto organico che pu

transitare nei terreni e negli orti, invece di finire nei cassonetti. Per incentivare questa buona pratica risulta incentivante il riconoscimento dello sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa a tutti i cittadini che praticano lautocompostaggio. Grazie a questa politica possibile assistere ad un aumento delle utenze che hanno avviato il compostaggio domestico nel territorio di competenza. Le verifiche effettuate su campione dimostrano che oltre il 96% lo effettua in maniera corretta. Lelemento di sconto sulla bolletta sicuramente un grande incentivo alle famiglie.

2 - Acquisti verdi
Il sistema degli acquisti verdi, GPP (Green Public Procurement) prevede che tutti gli acquisti degli enti comunali siano vincolati ad una procedura che selezioni i prodotti dando una preferenza a quelli fatti con materiale riciclato. Oltre alla procedura degli acquisti verdi importante l'avvio di un sistema interno al palazzo comunale ed in generale alla Pubblica Amministrazione che attivi la raccolta differenziata ed il recupero dei rifiuti speciali come, ad esempio, i toner delle stampanti, che in questo modo possono essere rigenerati e avviati a nuova vita. Per informazioni http://www.acquistiverdi.it o http://www.forumcompraverde.it

3 - Acqua buona nelle mense


LItalia il paese Europeo con il maggior consumo pro-capite di acque minerali. Un consumo che non certo motivato dalla minor qualit delle acque di acquedotto bens da una massiccia campagna pubblicitaria che ci induce allacquisto dellacqua al supermercato con costi superiori del 1000% rispetto a quella pubblica e con una qualit non certo migliore. Lacquisto di acque minerali comporta gravi conseguenze sullambiente per i rifiuti che producono ma anche per la grande circolazione di tir che attraversano lItalia nel trasporto dellacqua del Sud Italia al Nord e viceversa. Senza considerare che lacqua di rubinetto pi sicura, controllata e garantita dellacqua minerale che ha parametri di inquinanti, per legge molto pi permissivi rispetto a quella del sindaco. Quel che grave che pi dell80% delle acque minerali sono imbottigliate in contenitori di plastica (in Pet), il cui costo si aggira sui 10 cent contro i 25 cent per la bottiglia di vetro. I costi dello smaltimento ricadono sulle regioni che spendono pi di quanto incassino dai canoni delle concessioni di sfruttamento delle fonti. Risulta incisiva la sostituzione progressiva nelle mense scolastiche delle acque minerali con brocche di acqua del rubinetto con il risultato di diminuire di 40.000 le bottiglie da settembre 2009 al febbraio 2010, 1600 kg la plastica risparmiata e unimportante azione di educazione ambientale per i 2.438 bimbi coinvolti (nelle scuole di Capannori). Importante risulta la firma di un Protocollo dIntesa tra Amministrazione comunale ed il gestore del servizio idrico che effettuer periodicamente unanalisi chimica sullacqua che esce direttamente dal rubinetto della scuola, i cui risultai dovranno essere pubblicati allinterno della scuola per dare evidenza a tutti dellottima qualit dellacqua utilizzata.

4 - La Via dellAcqua
Con lo stesso obiettivo di minimizzare lutilizzo delle acque minerali ma

anche per valorizzare i luoghi delle fonti naturali presenti sul territorio come luoghi di bene comune, interessante costruire un percorso denominato: La Via dellAcqua che valorizzi le fonti con una cartellonistica stradale e lindicazione delle propriet dellacqua che ne sgorga e la garanzia dellassoluta sicurezza nellutilizzo. Il progetto La Via dellAcqua stato redatto nel 2005, nel Comune di Capannori con un costo complessivo di 500.000 euro e cofinanziato per il 60% dalla Regione Toscana attraverso una bando sulla gestione ecoefficente delle risorse idriche.

5 - Latte alla Spina


Il latte fresco che acquistiamo mediamente al supermercato ad un costo di circa 1,40 euro, viene pagato agli allevatori soltanto circa 30 centesimi al litro. E' possibile installare un distributore automatico del latte alla spina, grazie al quale: - il cittadino pu beneficiare di latte pi fresco, non trattato e pi genuino, - il latte ha un prezzo pi economico perch con 1 euro si acquista 1 litro di latte fresco appena munto; - allallevatore stato riconosciuto pi del doppio rispetto a quanto riconoscono le centrali del latte; - il latte pu essere acquistato con un proprio contenitore riutilizzandolo e risparmiando allambiente lutilizzo dei contenitori usa e getta. LAmministrazione comunale si far carico dellacquisto (con circa 15 mila euro) del macchinario e dellinstallazione che potr esere affidata in gestione allAssociazione provinciale degli allevatori che a sua volta potr effettuare una convenzione con gli allevatori della zona disponibili a rifornire il macchinario. Per legge gli allevatori che riforniscono distributori automatici del latte alla spina devono dotarsi della certificazione Latte alta qualit che implica una maggiore cura nei passaggi del latte dalla mammella della vacca fino al contenitore refrigerato ed una maggiore igiene per il prodotto. I risultati testimoniano la validit dell'iniziativa, in due anni, in media si assistito alla vendita di quasi 200 litri al giorno per un totale di circa 110.000 litri, risparmiando oltre 90.000 confezioni di latte dai rifiuti, considerando che la vendita a mezzo di contenitori riutilizzabili rappresenta all'incirca il 90% del totale.

6 - Detersivi alla spina

Detersivi di qualit, naturali ed ecologici, di produttori locali, possono essere acquistati, usando direttamente un proprio contenitore , sar di capitale importanza incentivarne lo sviluppo nei punti vendita situati nel Comune grazie anche al risparmio dello smaltimento di tanti inutili imballaggi. Anche in questo caso lAmministrazione comunale si far carico dellacquisto (con una spesa di nemmeno 2.000 euro) di contenitori in acciaio, con un rubinetto, che permettono lerogazione alla spina, ben certa del rispoarmio sullo smaltimento. Su circa 27.000 i litri di detersivi ecologici venduti alla spina i contenitori consumati sono mediamente solo 3.200, solo l11% circa dei litri smerciati, con risparmio di flaconi di plastica immessi nell'ambiente e delle conseguenti spese per il riciclo.

7 - Ecosagre

E' possibile eliminre lutilizzo dellusa e getta di plastica nelle sagre estive, riducendo limpatto ambientale delle manifestazioni estive nel territorio comunale. Gli organizzatori delle sagre estive, infatti si impegneranno a:

- differenziare tutti gli scarti prodotti dalla sagra e dai partecipanti; - ridurre la produzione di rifiuti e di imballaggi durante le feste - utilizzare stoviglie, posate e bicchieri riutilizzabili o in materiale compostabile Ogni anno possono essere risparmiati oltre 40.000 coperti usa e getta.

8 - Pannolini ecologici
I pannolini usa e getta fin dalle fasi iniziali della loro produzione sprecano risorse e inquinano l'ambiente. La produzione per un solo bambino richiede una quantita' di cellulosa pari a circa 10 grandi alberi. Ogni bambino produce all'incirca una tonnellata di questi rifiuti difficili da trattare e non biodegradabili. Il loro tempo di decomposizione, variabile da 200 a 500 anni, aumenta in condizioni di carenza di acqua e ossigeno, condizioni che alcuni genitori riproducono volontariamente, richiudendo ogni singolo pannolino in un sacchetto di plastica. Lavare pannolini in modo ecologico fa risparmiare risorse non rinnovabili e riduce l'emissione di anidride carbonica in atmosfera. Luso dei pannolini lavabili comporta anche notevoli vantaggi per la salute del bambino che non ha materie plastiche a contatto con la pelle ma solo tessuti naturali che non comportano, come quelli usa e getta, arrossamenti, eritemi, allergie. Grazie ai pannolini lavabili si riduce notevolmente la produzione di rifiuti ma anche la spesa. Considerando che per un utilizzo esclusivo di pannolini lavabili occorre un kit di almeno 15-20 pezzi, e ad eccezione dei pannolini a taglia unica che accompagnano il bimbo dalla nascita al vasino, occorrono almeno 2 o 3 kit completi di pannolini per ogni taglia, la spesa pannolini per i lavabili dell'ordine delle centinaia di euro. Il genitore che compra pannolini usa e getta spende almeno 500 annuali. I Pannolini lavabili, comportano un risparmio di oltre il 70% per le famiglie rispetto ai normali pannolini. LAmministrazione comunale, di Capannori investendo circa 7.000 euro, ha effettuato un bando per le famiglie interessate a collaborare al progetto. Il Comune ha fornito dunque a 80 famiglie che ne avevano fatto richiesta, il primo kit e, dopo un'iniziale sperimentazione di 20 giorni, a chi intende proseguire nel progetto, fornisce il secondo kit con una sovvenzione del 50%. I pannolini sono acquistabili in farmacia comunale ed il loro utilizzo stato illustrato in unassemblea pubblica aperta a tutti i genitori. Con lutilizzo, da parte di 80 bambini dei pannolini lavabili, dal novembre 2008 quando iniziata la campagna di promozione e l'incentivo comunale, al febbraio 2010 si stima in circa 100 tonnellate la riduzione nella produzione dei rifiuti.

9 - Assorbenti ecologici

E' possibile mettere e disposizione presso la farmacia comunale gli assorbenti ecologici. Grazie alla possibilit di essere lavati e pi volte riutilizzati contribuiscono alla riduzione dei rifiuti. Il risparmio per le signore deriva dalla spesa equivalente del consumo di quattro mesi dello stesso prodotto "usa e getta" che rende possibile l'acquisto di assorbenti ecologici che durano 10 anni. Il prodotto anallergico e facilmente lavabile. Simile il discorso relativo alla promozione dellutilizzo delle coppette altrettanto efficienti per la riduzione della produzione dei rifiuti che diminuiscono notevolmente anche i consumi idrici per il lavaggio.

10 - Mercatino di scambio e riuso


Gli oggetti inutilizzati possono essere utili agli altri. Nella piazza individuata per liniziativa, a cadenza bimestrale, i cittadini possono portare oggetti, libri, mobili e possono venderli ma anche scambiarli e barattarli con altri oggetti. In questo modo si allunga il ciclo di vita dei materiali ma attraverso queste

iniziative si ricostruiscono legami, rapporti e occasioni dincontro per la comunit. Al termine delliniziativa gli oggetti avanzati vengono poi riciclati.

11 - Via la plastica da tutte le mense


In tutte le mense scolastiche e comunali, possono essere inserite lavastoviglie industriali e piatti di coccio. Niente pi piatti o bicchieri di plastica. Il risultato stato a Capannori la sostituzione di tutto lusa e getta dalle 10 mense scolastiche con l'eliminazione dai rifiuti circa 2.680 coperti di plastica alla settimana per un totale di circa 67.00 coperti ogni anno scolastico

12 - Il caso Effecorta
A Capannori, primo comune in Italia Verso Rifiuti Zero, nata la prima esperienza commerciale a livello nazionale che vende oltre 150 prodotti tutti alla spina e tutti di filiera corta.

13 - Uno spazio permanente per il riutilizzo, lo scambio ed il riuso

Naturale conseguenza di tale strategia lapertura di una terza isola ecologica, che Ascit, l'azienda territorile gestore della nettezza urbana ed il Comune di Capannori stanno progettando, con la possibilit, per le cose conferite ancora in buono stato, di renderle disponibili per chi ne avesse bisogno prevenendo, anche in questo caso, la produzione dei rifiuti e prolungando la vita dei materiali prima del loro smaltimento A Capannori si assistito ad una decrescita dei rifiuti che nel 2009 ha registrato una percentuale di circa il 15 %, con una riduzione di quasi la met sui rifiuti indifferenziati. La produzione pro-capite di rifiuti giornalieri dal 2004 ad oggi andata progressivamente calando. Si passati da 1,92 Kg di rifiuti pro capite al giorno del 2004 a 1,39 kg del gennaio 2009 e per quanto riguarda i rifiuti indifferenziati, sempre giornalieri pro capite, da 1,21 Kg del 2004 a 0,48 Kg del gennaio 2009.