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IL PD E IL PESO DEL PASSATO

Lo sguardo al Novecento
Si sa che sulle sorti del governo Letta peseranno soprattutto i modi e i tempi della ridefinizione degli equilibri interni al Partito democratico, uscito totalmente destabilizzato dalle elezioni e da ci che ne seguito. possibile che alcune delle cause della crisi del Pd non siano del tutto chiare a molti dei suoi stessi militanti. Che cosa ha fin qui frenato quel partito, che cosa gli ha impedito di darsi una identit adeguata, spendibile con pi successo nelle nuove condizioni della competizione politica? stato soprattutto il peso del passato . Il Pd non ha una identit adeguata, utile per vincere le elezioni, perch tende a perpetuare al proprio interno concezioni, di se stesso, del proprio rapporto con gli elettori e con la societ italiana, ereditate dal passato e che sono incompatibili con le circostanze presenti. Il problema principale che, per un antico retaggio, il Pd concepisce il proprio elettorato assai pi come un blocco che come un insieme di flussi. Vediamo cosa ci significhi. Nato dall'unione fra l'ex Pci e l'ex sinistra democristiana, guidato da persone formatesi in quelle esperienze, il Pd ha ereditato la visione del rapporto fra partiti ed elettori allora dominante. All'epoca, il sistema politico italiano era immobilizzato dalla conventio ad excludendum (la permanente esclusione del Pci, a causa della guerra fredda, dall'area di governo). Inoltre, la mobilit elettorale era molto bassa: pochi elettori si spostavano da un partito all'altro; pochissimi si trasferivano da sinistra a destra e viceversa. In un sistema statico come quello, si conducevano solo guerre di posizione. Il problema dei partiti non era conquistare un bel po' di voti altrui (cosa praticamente impossibile) ma mantenere, conservare, elezione dopo elezione, il proprio pacchetto, il proprio blocco di voti. Si pensi al Pci. Escluso dalla possibilit di andare al governo, aveva certo interesse ad ottenere qualche voto in pi ma l'interesse prevalente, dominante, era conservare i voti gi acquisiti. Anche la sinistra democristiana, impegnata nelle lotte con le altre correnti Dc, aveva lo stesso problema: conservare i propri consensi, condizione necessaria per continuare a praticare il gioco del potere dentro l'allora partito di maggioranza relativa. In un mondo statico, la cosa che conta preservare la propria forza, non c' spazio per innovative strategie di conquista: le vittorie e le sconfitte elettorali, in un mondo siffatto, si giocano ai margini, in virt di piccoli pugni di voti che si spostano, erraticamente, di qua o di l. Sono queste circostanze che portano a pensare al proprio elettorato come a un blocco che, in quanto tale, potrebbe in qualunque momento spezzarsi: occorre quindi farne oggetto di manutenzione continua, innaffiarlo, coccolarlo, tenerlo unito a tutti i costi. La base non capirebbe la frase che, in quel mondo, pone termine a ogni discussione nel caso in cui qualcuno, poco consapevole delle vere regole del gioco, si azzardi a proporre idee nuove o innovazioni strategiche. Si pensi, per contrasto, a un qualunque dirigente di partito (ad esempio, di un partito socialdemocratico) di un altro Paese europeo. Quel dirigente, nell'epoca della propria formazione politica, ha conosciuto un mondo pi dinamico. Il suo partito qualche volta ha vinto le elezioni ed andato al governo, altre volte le ha perse ed andato all'opposizione. Certamente, anche in quel partito c'era un nucleo di elettori stabili che non potevano essere troppo maltrattati, ma il nostro dirigente socialdemocratico sapeva che per vincere le elezioni bisognava fare guerre di movimento. Sapeva che occorrevano proposte politiche vincenti e che una nuova proposta vincente se, pur scontentando, come inevitabile, vecchi elettori, riesce a conquistarne di nuovi (ovviamente, in quantit superiore a quelli che si perdono). Sapeva che si vincono le elezioni solo se il flusso di elettori in entrata (i nuovi elettori che voteranno per il partito) risulter superiore al flusso di elettori in uscita. Il problema del Pd che, guidato da persone che sono state iniziate alla politica nell'ultima fase della Prima Repubblica, ha continuato a pensare, anche nel ventennio successivo, al rapporto con gli elettori nel modo statico di allora (l'elettorato come blocco anzich come insieme di flussi) mentre, nel frattempo, il mondo circostante diventava sempre pi fluido e dinamico. Si pensi, da ultimo, alle primarie Bersani/Renzi. stato anche uno scontro fra la concezione statica e quella dinamica del rapporto con l'elettorato. Matteo Renzi diceva una cosa che sarebbe apparsa ovvia, scontata, perfino banale, in qualunque altro Paese, ossia che per vincere le elezioni bisognava parlare agli elettori di Berlusconi. Ma poich la concezione prevalente nel partito, ereditata dal passato, era quella descritta, questa tesi suonava come eretica, scandalosa, alle orecchie dei tradizionalisti, e Renzi stesso veniva fatto passare per un cripto-berlusconiano.

Il Pd nacque su una parola d'ordine - vocazione maggioritaria - che avrebbe richiesto, se presa davvero sul serio, un radicale rinnovamento di mentalit e di concezioni. Quel rinnovamento non c' stato. Se non avverr in tempi rapidi il Pd chiuder malamente la sua parabola. Dove tutto in movimento non c' futuro per chi si attarda in guerre di posizione. Angelo Panebianco
REGINA COELI IN SAN PIETRO

Papa Francesco: Vicino a vittime degli abusi, bisogna difendere i bambini


Il pontefice parla di pedofilia durante la preghiera in San Pietro: Impegnarci con chiarezza e coraggio affinch ogni persona, sia sempre difesa e tutelata
ROMA - Il Santo Padre parla della pedofilia, si dice vicino alle vittime degli abusi e invita tutti i fedeli e la Chiesa a difendere i bambini. Domenica 5 maggio nel corso del Regina Coeli - la preghiera che in questo periodo liturgico sostituisce l'Angelus - Papa Francesco ha citato quanti hanno sofferto e soffrono a causa di abusi e ha detto: Vorrei assicurare loro, che sono presenti nella mia preghiera, ma vorrei anche dire con forza che tutti dobbiamo impegnarci con chiarezza e coraggio affinch ogni persona, specialmente i bambini, che sono tra le categorie pi vulnerabili, sia sempre difesa e tutelata. GIORNATA ANTI-VIOLENZE - Il discorso del pontefice arriva nella Giornata dei bambini vittime della violenza, che, spiega Bergoglio, mi offre l'occasione per rivolgere il mio pensiero a quanti hanno sofferto e soffrono a causa di abusi. Vorrei assicurare loro che sono presenti nella mia preghiera. Al termine della Santa Messa celebrata per le Confraternite sul Sagrato della Basilica Vaticana, il Papa ha inviato anche un saluto speciale all'Associazione Meter, impegnata nella lotta alla pedofilia. Il Papa ha rivolto poi un incoraggiamento anche i malati di ipertensione polmonare e i loro familiari. L'IMPEGNO MISSIONARIO - In mattinata Papa Bergoglio aveva celebrato messa con le Confraternite e aveva lanciato un richiamo - come fece Benedetto XVI - all'ecclesialit. La piet popolare - aveva detto - una strada che porta all'essenziale se vissuta nella Chiesa in profonda comunione con i vostri Pastori. Infine aveva lanciato un appello alla missionariet. Voi avete una missione specifica e importante - ha detto alle confraternite - , che quella di tenere vivo il rapporto tra la fede e le culture dei popoli a cui appartenete, e lo fate attraverso la piet popolare.
TERZO ATTACCO DALL'INIZIO DELL'ANNO

La Siria accusa: Una dichiarazione di guerra Contro Israele schierate batterie di missili
Tel Aviv conferma i raid aerei e mette in campo lo scudo antimissile. Damasco denuncia l'aggressione all'Onu

L'attacco israeliano alla base militare a Damasco una dichiarazione di guerra da parte di Israele. Lo ha detto in un'intervista alla Cnn il vice ministro degli Esteri siriano, Faisal al Mekdad, annunciando che la Siria potrebbe esercitare ritorsioni con i suoi modi e con i suoi tempi. e il ministro dell'informazione, Omran al-Zoubi rincara: Il raid aereo israeliano apre le porte a qualsiasi possibilit. Nel frattempo, secondo alte fonti siriane citate dalla tv Almayadin, emittente iraniana vicina agli Hezbollah che trasmette da Beirut, la Siria ha deciso di puntare batterie di missili verso Israele. Secondo le stesse fonti, la Siria ha intenzione di fornire alla resistenza libanese nuovi armamenti di ogni genere. LA REAZIONE - La dura presa di posizione della Siria arriva dopo la conferma da parte di Israele di essere il responsabile dell'attacco, il terzo dall'inizio dell'anno. Gi in tarda mattinata Tel Aviv ha confermato di aver condotto nella notte un raid a Damasco contro un rifornimento di armi iraniane destinato agli Hezbollah libanesi. Il blitz vicino all'aeroporto di Damasco aveva come obiettivo missili iraniani terra-terra Fateh-110 destinati agli Hezbollah, ha detto la fonte che ha mantenuto l'anonimato. E dopo le nuove tensioni Israele ha deciso di dispiegare due batterie dell'Iron Dome, lo scudo anti-missile, nel nord del paese, a Safed e Haifa. LETTERA ALL'ONU - Lettera del ministero degli Esteri siriano al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per denunciare l'aggressione israeliana contro le posizioni militari siriane che ha causato la morte e il ferimento di diverse persone. Nella lettera Damasco accusa Israele di dare diretto sostegno ai gruppi terroristici che si oppongono al governo siriano. GABINETTO DI SICUREZZA - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione di emergenza del Gabinetto di sicurezza, per discutere della questione siriana. L'ufficio del premier al momento non rilascia commenti sui raid condotti nella notte nell'area di Damasco LA CONDANNA DELL'IRAN - Mentre il Pentagono non si sbilancia e afferma di non avere notizia di un nuovo raid israeliano in Siria, l'Iran prende subito posizione e condanna l'attacco aereo su un carico di missili di produzione iraniana. Il portavoce del ministero degli esteri di Teheran ha invitato inoltre i Paesi della regione a rimanere uniti contro Israele. L'attacco nella notte segnala un'escalation del coinvolgimento dello Stato ebraico nella guerra civile siriana in corso da oltre due anni fra ribelli e forze del regime Bashar Assad. Il presidente siriano un alleato chiave dell'Iran. L'ATTACCO - Nella notte alcuni missili israeliani hanno colpito un centro di ricerca militare vicino Damasco, in Siria, provocando esplosioni e vittime. A riferirlo per prima stata l'agenzia di stampa di Stato siriana Sana. L'area investita dalle esplosioni, quella del centro di ricerca militare di Jamraya, si trova a nordovest di Damasco e a 15 chilometri di distanza dal confine con il Libano. Anche l'attacco di gennaio aveva colpito il centro militare di Jamraya. Un video amatoriale girato nell'area di Damasco mostra una gigantesca palla di fuoco che illumina il cielo di notte.

Legge anti-blasfemia scontri in Bangladesh


Gli islamisti assediano la capitale
Sale la tensione in Bangladesh tra governo e movimenti islamisti che chiedono una nuova legge sulla blasfemia. Decine di migliaia di manifestanti sono scesi in piazza, bloccando le principali arterie stradali per isolare la capitale, Dacca, dal resto del Paese. Gli attivisti del gruppo Hefazat-e-Islam che gi allinizio di aprile aveva promosso una grande manifestazione di piazza - hanno occupato sei autostrade, paralizzando il traffico. La zona intorno alla pi grande moschea del Bangladesh si trasformata in un campo di battaglia, al centro di scontri tra le forze dellordine e migliaia di manifestanti. Almeno una persona stata uccisa e altre 35 sono rimaste ferite ha riferito lispettore di polizia Rokon. Mentre, secondo il sito bdnews24.com, sono state fatte esplodere nella zona almeno una decina di piccole bombe. La nuova

proposta di legge voluta dai movimenti islamici, propone, fra laltro, la pena di morte per i colpevoli di blasfemia verso lIslam e il divieto per le donne di lavorare con gli uomini. Intanto salito a 610 il numero dei morti causato dal crollo di un complesso tessile alla periferia della capitale.

Le nuove guardie del Papa


Lo storico corpo di soldati elvetici avr 35 nuovi membri

Sono pronte a giurare di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice. Trentacinque nuove guardie svizzere domani pomeriggio saranno protagoniste della solenne cerimonia nel Cortile di San Damaso del Palazzo apostolico. Giureranno sulla nuova bandiera con lo stemma di Papa Francesco. Un rito antico per commemorare quanto accadde il 6 maggio del 1527 quando 147 soldati elvetici caddero in difesa del Papa durante il `Sacco di Roma. Domani parteciper all'evento anche il presidente della confederazione elvetica, Ueli Maurer, che in mattinata avr un'udienza con il Papa, mentre in rappresentanza del pontefice ci sar il Sostituto della Segreteria di Stato, mons. Angelo Becciu. Siamo testimoni di un momento molto bello per la Chiesa, ha detto oggi il comandante del Corpo, il colonnello Daniel Anrig. Vedete quanta cordialit, gioia ed allegria c' a San Pietro. Si vede che la fede c', ha sottolineato. Papa Francesco aveva voluto qualche giorno fa una rappresentanza della Guardia Svizzera alla Messa mattutina a Santa Marta e aveva detto loro: La Chiesa vi vuole tanto bene e anch'io. Le guardie svizzere si trovano con Papa Francesco di fronte ad un servizio un po' diverso. Abita a Santa Marta e quindi oltre al Palazzo apostolico, che comunque utilizza per gli incontri, debbono presidiare anche la Domus. Ma soprattutto un Papa che si muove verso la gente, dice il comandante. Anche se il servizio delle guardie, famose in tutto il mondo per i colori delle loro divise, resta come sempre quello di bravi soldati, corretti, discreti e riservati, ci tiene a dire il loro Capo. Il comandante Anrig non conferma, ma neanche smentisce, le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi secondo le quali il Papa si sarebbe fermato a parlare con la guardia che era in servizio davanti alla sua stanza. Si dice che abbia offerto al militare una sedia e anche qualcosa da mangiare. Il comandante sorride ma preferisce non commentare.I nuovi alabardieri sono 28 di lingua tedesca, sei di lingua francese. Uno solo di lingua italiana, viene da Losone nel Canton Ticino. La guardia pontificia da qualche tempo anche su Facebook. Nel periodo di passaggio da Benedetto XVI a Papa Francesco c' stata un'esplosione di contatti ma per quanto riguarda il reclutamento - dice con franchezza il comandante - ancora non vediamo il successo che speravamo .

Egitto: la celebrazione della Pasqua tra i copti


Il Papa Tawadros II ringrazia il gran imam delluniversit islaica di al Azhar
Un lungo applauso scattato durante la celebrazione della Pasqua quando il papa copto ortodosso Tawadros II ha citato il nome del gran imam delluniversit di al Azhar, Ahmed el Tayyeb, per ringraziarlo degli auguri che gli ha espresso di persona. L'applauso partito dai banchi dei fedeli assiepati nella cattedrale di san Marco al Cairo durante la cerimonia nella tarda serata di ieri, nella quale papa Tawadros ha anche ringraziato il presidente Mohamed Morsi e il premier Hisham Qandil, che oggi si recato a esprimere gli auguri a nome del governo. In una dichiarazione ad una televisione di stato egiziana Tawadros II, nominato capo degli circa otto milioni di copti egiziani lo scorso novembre, ha affermato che ci sono sentimenti di cuore fra le comunit copta e quella musulmana sottolineando per che le parole non bastano. El Tayyeb, capo della principale istituzione religiosa del mondo sunnita, , ha detto Tawadros II, un caro amico e la sua immagine amata e apprezzata da tutti gli egiziani. L'incontro avvenuto nella cattedrale il 26 aprile fra il capo della chiesa copta e quello di al Azhar stato il primo dopo i sanguinosi scontri interconfessionali di met aprile nei quali otto persone, delle quali due musulmani, sono morte prima a el Khusus a nord del Cairo e poi durante i funerali delle vittime alla cattedrale.

Tanzania: esplosione in una chiesa cattolica. Illeso il nunzio apostolico: "siamo sotto choc"
Unesplosione avvenuta, oggi, in una chiesa cattolica della citt di Arusha in Tanzania: un bilancio ancora provvisorio parla di un bambino morto e di decine di feriti anche gravi. La deflagrazione, causata da un ordigno, avvenuta durante linaugurazione di una parrocchia alla presenza del nunzio apostolico nel paese mons. Francisco Padilla, rimasto illeso. Un uomo stato arrestato dalla polizia, ma molti dettagli restano ancora da chiarire. Giulio Albanese: Sul fatto che si sia trattato di un attentato non vi sono dubbi, come anche chiaro che lordigno utilizzato stamane ad Arusha, in Tanzania, fosse rudimentale, altrimenti si sarebbe potuta verificare una strage di orribili proporzioni. Il bilancio provvisorio parla di un bambino rimasto ucciso nella deflagrazione e di 57 feriti, alcuni dei quali verserebbero in gravi condizioni. Quando avvenuta lesplosione, la chiesa era gremita di fedeli e larcivescovo Francisco Montecillo Padilla, nunzio apostolico in Tanzania, era stato invitato a presiedere la consacrazione della parrocchia. Il presule miracolosamente uscito illeso. Difficile, al momento, valutare i retroscena di questa triste vicenda che potrebbe essere opera di una cellula eversiva jihadista. Al momento, un sospettato in stato di fermo e sono in corso le indagini da parte della polizia locale. In effetti, si tratta del primo attentato di questo genere che avviene in Tanzania, in una chiesa, se si escludono le tensioni a sfondo religioso sulla costa, soprattutto a Zanzibar. Era presente allinaugurazione della parrocchia allinterno del quale si verificata lesplosione il nunzio apostolico in Tanzania mons. Francisco Padilla, rimasto illeso. Paolo Ondarza lo ha raggiunto telefonicamente: R. - Nessuno se lo aspettava. In citt al mio arrivo per la visita pastorale ero stato accolto molto bene. Siamo arrivati alle 10 per linaugurazione della parrocchia. Quando abbiamo iniziato la benedizione fuori dalla chiesa, prima di entrare dentro, ho sentito unesplosione, poi ho visto corpi di gente ferita per terra. Ero sotto choc e la polizia mi hanno subito portato in un posto sicuro. D. Che spiegazione viene data a quanto accaduto? R. Tutti sono sotto choc. Nessuno si aspettava tutto ci. I miei sentimenti e le mie preghiere vanno in questo momento alle vittime. Sono molto addolorato per loro, vittime innocenti presenti alla celebrazione. D. - Verso quale ipotesi si stanno orientando gli inquirenti, le indagini? R. Non si sa. Ora sono alloggiato presso la casa del vescovo, Il governo locale mi ha gi espresso il suo rammarico assicurandomi il massimo impegno nelle indagini. Stanno facendo tutto perch non si ripetano fatti del genere nel futuro. D. Sorprende un atto del genere in una chiesa cattolica in Tanzania. Non ci si aspettava niente del genere? R. No, questa la prima volta. In Kenya sono gi accadute cose simili, ma non in Tanzania. E la prima volta di una bomba esplosa durante una celebrazione liturgica. D. Cosa si sente di dire? Quale il suo messaggio in questo momento cos difficile? R. Da parte mia, come rappresentante del Papa io esprimo piena solidariet alla Chiesa di Arusha e anche alle altre chiese cattoliche nel Paese che nel passato hanno vissuto momenti drammatici: ad esempio a Zanzibar un sacerdote stato ucciso e alcune chiese cristiane sono state incendiate. Io prego per le vittime e le loro famiglie. Speriamo bene.

Somalia: autobomba esplode a Mogadiscio, almeno 11 morti

Unautobomba esplosa nel centro di Mogadiscio al passaggio di un convoglio ufficiale: almeno 11 i morti, affermano fonti della sicurezza locale. A bordo di una delle auto che lattentatore suicida aveva scelto come bersaglio viaggiavano alcuni delegati provenienti dal Qatar, che non sono stati feriti. Lattacco stato rivendicato dai miliziani filo-qaedisti di al-Shabaab. A pochi giorni dallinizio - a Londra - di una conferenza internazionale sul futuro del Paese del Corno dAfrica, sono dunque stati presi di mira i rappresentanti di un Paese che, negli ultimi tempi, ha stabilito forti legami politici con Mogadiscio. Lattentato di oggi lultimo di una serie iniziata dopo che, nel 2011, le forze internazionali di pace avevano strappato la capitale somala al controllo di al-Shabaab. (D.M.)