Sei sulla pagina 1di 52

NUMERO 3 ANNO 9

DICEMBRE 2010

ORIZZONTI
FEDERLUS
PERIODICO DELLA FEDERAZIONE DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO DEL LAZIO UMBRIA SARDEGNA

SPECIALE CONVEGNO 2010

PEDRETTI DIRETTORE GENERALE BANCA IMPRESA LAZIO

FOCUS AGRICOLTURA

SPECIALE SISTEMI DI PAGAMENTO

SOMMARIO
PAG. 3 EDITORIALE DEL PRESIDENTE GOVERNO SOCIETARIO E FUNZIONE MUTUALISTICA PAG. 37 PAG. 4-6 APPUNTI DEL DIRETTORE LE BCC ALLA SFIDA DEL DOMANI: COME COSTRUIRE UN NUOVO MODELLO PER LO SVILUPPO SPECIALE CONVEGNO GI DOMANI LAUTOREGOLAMENTAZIONE PER UNO SVILUPPO EQUILIBRATO E SOSTENIBILE DELLE BCC LA VOCE DELLE BCC PAG. 18 CONOSCIAMOCI MEGLIO I SERVIZI FEDERLUS SI PRESENTANO DONATELLA MAZZEI CONSULENZA E FORMAZIONE PRIMO PIANO STUMENTI PER LO SVILUPPO BANCA IMPRESA LAZIO S.P.A. CONVENZIONE BIL-FEDERLUS INTERVISTA A ENRICO PEDRETTI DIRETTORE GENERALE BANCA IMPRESA LAZIO PAG. 22-27 IL PUNTO CONGIUNTURALE FOCUS AGRICOLTURA TRA LUCI E OMBRE LA PAROLA AI PRESIDENTI BALDI - PONTINIA SGARBOSSA - ARBOREA PIERMARINI - SPELLO E BETTONA PAG. 28-31 AREA BANCA CERA UNA VOLTA LA FILA ALLO SPORTELLO... IL MERCATO DI MASSA NON ESISTE PI PAG. 33-34 AREA PROGETTI - FORMAZIONE INVESTIRE NEL FUTURO: I GIOVANI COME RISORSA PER LE BCC SPECIALE GIOVANI SOCI BCC LA BANCA DEI GIOVANI ATTIVIT SOCIALI/3 BCC TONIOLO FESTA DEL SOCIO ATTIVIT SOCIALI/4 BCC UMBRE E FEDERAZIONE JOB DAY UNIVERSIT DI PERUGIA PAG. 43-48 PAG. 38-40 ESPERIENZE LABORATORIO GIOVANI SOCI BCC ROMA DONNE DEL CREDITO COOPERATIVO 7 CONVENTION DI IDEE CAMBIARE POSSIBILE SERVONO EROI PER SCONFIGGER LE MAFIE? DALLA FEDERAZIONE PROGETTO WEB PIENA OPERATIVIT PER LA NUOVA PIATTAFORMA ON-LINE PROGETTO MICROFINANZA CAMPESINA NUOVO FINANZIAMENTO IN POOL DELLA FEDERAZIONE PAG. 41-42 DAL MOVIMENTO LEASING LA NUOVA AUTONOMIA BCC CONVENZIONE NAZIONALE CON LEGAMBIENTE NOTIZIE DALLE ASSOCIATE NUOVI DIRETTORI GENERALI PALMIERI - TONIOLO PASTORE - ROMA IANNICCARI - TUSCOLO BCC ROMA PALAZZO MARGHERITA CERTIFICATO DI QUALIT ATTIVIT SOCIALI/1 BCC DI FORMELLO E TREVIGNANO ROMANO CONVEGNO SU PMI E BCC ATTIVIT SOCIALI/2 BCC DI RIANO PER UNA DRAMMATURGIA GIOVANE

PAG. 8-17

PAG. 20-21

PAG. 35-36

DIRETTORE RESPONSABILE: MAURIZIO ALETTI IMMAGINI: ARCHIVIO EDICOM, ARCHIVIO FEDERLUS, FABRIZIO BURELLI, SIMONE PAGANO, MICROIMAGES FOTOLIA REDAZIONE: ALESSANDRO CECCARELLI GRAFICA ED IMPAGINAZIONE: ROBERTA CAPIZZI HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: FABRIZIO BURELLI, SERGIO CONTI, DONATELLA MAZZEI, STEFANO DE RENZI, GIUSEPPINA MELIA STAMPA: IGER, VIA C.T. ODESCALCHI, 67/A - ROMA EDITORE: EDICOM SRL, ISCRITTA AL R.O.C. N 8961

FINITO DI STAMPARE: FEBBRAIO 2011 TIRATURA: 2.000 COPIE

EDITORIALE

Governo societario
e funzione mutualistica

di Francesco Liberati

Dopo la grande crisi il mondo intorno a noi cambiato. Il contesto operativo si fortemente modificato, in un mercato dove la competitivit divenuta a volte parossistica. La crisi, tra gli altri effetti, ha indotto una revisione delle regole che governano i mercati finanziari e creditizi con lintervento dei diversi organismi sopranazionali. Tali orientamenti sono stati recepiti a livello nazionale e sono stati alla base di un ampio dibattito in ambito Federcasse, dando luogo a unarticolata proposta di modifica dello statuto tipo che, dopo il vaglio della Banca dItalia, saremo chiamati a recepire in occasione delle prossime assemblee sociali. Si tratta di un passaggio molto importante che rappresenta unoccasione per migliorare i livelli di governance interna, ampliare la partecipazione informata dei soci alla vita cooperativa e, pi in generale, garantire sempre pi le nostre banche da ogni tipo di rischio. Questa revisione dello statuto va interpretata come opportunit di crescita nella stabilit e, allo stesso tempo, di richiamo ai soci per un maggiore condivisione e partecipazione nella vita e nello sviluppo aziendale.

Parallelamente ai soci, un significativo salto di qualit nel proprio ruolo richiesto agli amministratori, che debbono essere contraddistinti da indipendenza e professionalit, nella consapevolezza della funzione di garanzia e trasparenza che rivestono nei confronti delle compagini sociali di cui sono espressione. Con il nuovo statuto diviene pi difficile e selettivo essere consigliere damministrazione di una banca di credito cooperativo: il consigliere dovr meritare la fiducia di cui stato investito con il proprio mandato di rappresentanza. Oltretutto, saranno pi stringenti i requisiti per divenire amministratore e la composizione dei consigli dovr rispecchiare sotto il profilo socio-economico, territoriale e professionale, le compagini sociali. Altro fattore fondamentale saranno i criteri pi stringenti sul conflitto di interessi nelle operazioni degli esponenti aziendali e delle parti correlate, con lintroduzione di nuovi criteri nelle obbligazioni assunte nei confronti dellazienda e precisi limiti di concentrazione dei rischi. Viene sancito daltro canto un preciso solco che delimita i rapporti con la politica e gli amministratori locali.

In questo rinnovato assetto societario, diviene ancora pi importante la figura del Presidente, che aggiunge ai suoi compiti quello di essere garante del buon funzionamento del governo aziendale. Infine, sempre nellottica della promozione del controllo e della prevenzione di ogni rischio, diviene esplicito il riferimento nello statuto al D.lgs 231/01 riguardante la responsabilit amministrativa degli enti e agli adempimenti conseguenti a questa normativa di ampio spettro. Nellautunno 2010 il Governatore Draghi affermava che una gestione improntata a criteri di efficienza, lattenzione ai rischi, un efficace governo societario sono i presupposti affinch la mutualit delle BCC possa essere stabilmente al servizio delle comunit locali. Non possiamo non essere daccordo col Governatore considerando ormai il governo societario come fattore chiave per rinnovare la nostra funzione mutualistica. Una funzione che si arricchisce nel continuo e per la quale siamo tutti chiamati a dare il nostro personale e sempre pi responsabile contributo. Giorno per giorno.

APPUNTI DEL DIRETTORE

come costruire un nuovo modello per lo sviluppo


di Paolo Giuseppe Grignaschi
ce, ladeguatezza patrimoniale, lefficienza organizzativa, il sistema a rete, e facendo emergere come, per uno sviluppo equilibrato e sostenibile, sia ineludibile la capacit di dotarsi di unadeguata regolamentazione, che sostenga la necessaria evoluzione organizzativa delle BCC per contenere i costi e diversificare le fonti di ricavo attraverso una crescita verticale, la quale comporta lintensificazione dei rapporti con la base sociale e la valorizzazione di quelli con il territorio; ci con la consapevolezza di operare sempre in ottiche di sistema utilizzandone al meglio le risorse. Lampiezza, la profondit, la complessit e linterrelazione tra tutte queste sfide richiede la capacit di saper pensare ad un nuovo modello organizzativo e di business del sistema del Credito Cooperativo. Le brevi riflessioni che seguono sono, quindi, dedicate ad un possibile percorso per lelaborazione di un modello di Credito Cooperativo e prendono spunto da studio pubblicato nellultimo numero di Harvard Business Review.1 Lapproccio evidentemente teorico e di matrice internazionale ma, come potrete notare, estremamente coerente con il tipo di riflessione

Le BCC alla sfida del domani:

che il nostro Sistema chiamato questanno a sviluppare, nellambito del Congresso Nazionale in cui si getteranno le basi per la costruzione del Credito Cooperativo del prossimo decennio. Il primo passo lindividuazione degli elementi costitutivi di un modello organizzativo e di business che integri i seguenti 4 elementi: 1) 2) 3) 4) La proposizione di valore La formula della redditivit I processi chiave Le risorse chiave

A partire da questo numero la rivista Orizzonti apre lo spazio Appunti del Direttore alla riflessione sul futuro del Credito Cooperativo, che sar oggetto del XIV Convegno Nazionale che avr luogo a Roma nel prossimo dicembre. Il nostro IV Convegno annuale, cui dedicato questo numero della rivista, stato, come riconosciuto da pi parti, un importante momento di riflessione e di confronto, per tutto il sistema del Credito Cooperativo, con le maggiori autorit di riferimento - Banca dItalia ed Antitrust, rappresentate ai massimi livelli, affrontando tutti i nodi da sciogliere, quali gli assetti di governan-

Dalla definizione della proposizione di valore, su cui si torner pi avanti, si possono prendere direzioni diverse, a seconda che si voglia competere sulla base della differenziazione oppure soltanto sulla base del prezzo. In questultimo caso si dovranno fissare in via prioritaria gli aspetti relativi alla formula della redditivit, cio la struttura dei costi, il modello dei ricavi, eventualmente la loro diversificazione, gli obiettivi in termine di margini unitari e la velocit di rotazione delle risorse impiegate, nel nostro caso gli aspetti legati alla gestione dellattivo e del passivo, con particolare riguardo alla liquidit ed al funding.

APPUNTI DEL DIRETTORE


Nel caso, invece, della competizione sulla base della differenziazione, saranno le risorse chiave ad essere determinate in via prioritaria e, quindi, il marchio, le persone, la tecnologia, le partnership ed i canali distributivi. Il punto di passaggio, in un senso e nellaltro, sar la definizione dei processi chiave, la ricerca e sviluppo, i processi produttivi nel nostro caso innanzitutto il processo creditizio e il processo di governo la gestione delle risorse umane, la gestione della base sociale ed i sistemi informativi. Nella figura 1 si propone una rappresentazione grafica del modello. Trovo che, nel caso del Credito Cooperativo, questo approccio teorico, presenti i seguenti vantaggi: 1) Prende in considerazione tutte le variabili chiave della nostra attivit 2) compatibile con una soluzione che contempli una sistema a rete o comunque multilivello 3) Evidenzia chiaramente il conflitto amletico delle nostre BCC tra la volont di competere sulla base della differenziazione del proprio modo di essere rispetto alle altre Banche e la necessit, invece, di competere su variabili che sono prettamente di efficienza, bisogno, questo, dettato dalle emergenze quotidiane 4) E incentrato sulle problematiche aziendali e, quindi, pu essere costruito dal basso 5) Assume come punto di partenza la proposizione di valore ed , quindi, coerente con le caratteristiche distintive delle BCC sancite dallart.2 dello Statuto.

Fig. 1

APPUNTI DEL DIRETTORE


Rimanendo su questultimo punto, definire la proposizione di valore significa costruire un sistema dofferta allargato, dove ai prodotti ed ai servizi si aggiungono tutti i fattori per i quali la BCC vorrebbe essere scelta dalla propria clientela, inclusi anche gli aspetti relazionali o connessi al ruolo che si vuole assumere allinterno dei propri territori di riferimento, con un approccio scientifico che consenta di apprezzare i singoli elementi, definendone il beneficio in termini di valore nei confronti sia dellazienda, che dei propri clienti. Nel caso delle BCC, la definizione della proposizione di valore , in realt, la definizione del proprio mercato di riferimento. Se infatti le BCC, che, come noto, hanno un mercato definito territorialmente, considerano la clientela in maniera indistinta, in termini di puri bisogni finanziari, evidente che la competizione debba essere spostata sul terreno del prezzo. Per poter, invece, spostare la competizione sul terreno del valore, si deve partire da una proposizione di valore che presupponga la definizione del proprio mercato di riferimento in termini anche di bisogni sociali. In un mercato definito in tal senso, il modello organizzativo e di business dovrebbe essere volto al raggiungimento dellobiettivo della creazione di un valore comune o di un valore condiviso, secondo la definizione di shared value data da Porter e Kramer 2, e cio come politiche e pratiche operative che sviluppano la competitivit di unazienda, mentre contemporaneamente migliorino le condizioni economiche e sociali delle comunit in cui a stessa opera. La creazione di valore comune si focalizza sullidentificazione e lespansione del progresso economico e del progresso sociale, in una definizione che, come si vede, corrisponde perfettamente alla nostra missione statutaria, con la specificazione che il progresso sia economico, che sociale deve essere misurato utilizzando il concetto di valore, definito come benefici in rapporto congresso la definizione delle importanti scelte di posizionamento con dati, fatti e relative riflessioni. Conseguentemente, spetter alle BCC costruire la proposizione di valore, nei territori, coadiuvati dai partner che verranno selezionati, adeguando le risorse e i processi come conseguenza. Evitare la competizione sul prezzo, confrontarsi con i propri stakeholders, ricercare un posizionamento di mercato allargato nei termini in cui stato esposto adeguare le risorse a quanto definito. Non c nulla di nuovo e di rivoluzionario in tutto ci, solo lincipit di un possibile percorso metodologico, che possa portare a precise indicazioni concrete. Si tratta semplicemente di una strada per valorizzare quanto fin qui fatto ed i 7+ delle BCC Federlus, cos come sono stati presentati nel nostro ultimo Convegno annuale, definendo nuove linee di sviluppo strategico, che evitino di finire nelle paludi delleccessiva sovrapposizione territoriale o della ricerca di una dimensione critica comunque irraggiungibile a livello di singole BCC, in cui il nostro Movimento rischia di impantanarsi con gravi conseguenze per tutti.

ai costi, e non solo come benefici a s stanti. Si tratta, quindi, di legare il nostro ruolo di buone cooperative allinterno dei territori di riferimento con quello di buone Banche capaci di generare valore economico nello svolgimento dellattivit di intermediazione creditizia. Un siffatto approccio metodologico, tra laltro, consentirebbe di dare pi concretezza alla strategia di verticalizzare lo sviluppo, definendone precisi riferimenti quantitativi. Si tratterebbe, quindi, di aumentare la propria redditivit agendo sulla creazione di valore condiviso allinterno dei territori in cui si presenti, piuttosto che creare nuovo valore in nuovi territori. In termini di chi fa cosa, immediato concentrare nel prossimo

New business models in emerging mar-

kets - a cura di, Innosight, societ di consulenza e di investimento in innovazione strategica.


2

Porter and Kramer, Strategy & Society

The Link between Competitive Advantage and Corporate Social Responsibility.

SPECIALE CONVEGNO

Lautoregolamentazione
Il 2 dicembre a Roma, si tenuto il convegno annuale della Federazione delle BCC del Lazio Umbria Sardegna.
In uno scenario economico e finanziario che rimane caratterizzato da marcate incertezze, le BCC di Lazio, Umbria e Sardegna sono chiamate a intensificare il proprio impegno al servizio delle comunit locali, rispondendo nel contempo alle sfide che si profilano allorizzonte anche in relazione al recepimento delle nuove normative di derivazione internazionale. Lo ha affermato il Presidente della Federazione Francesco Liberati allapertura dei lavori del convegno, che si tenuto nel Palazzo della Cooperazione in Via Torino alla presenza di un folto pubblico e importanti ospiti istituzionali, con il coordinamento di Angela Maria Scullica, direttrice del mensile Banca Finanza. Le sfide fondamentali di rinnovamen-

per uno sviluppo equilibrato e sostenibile delle BCC


to che il Credito Cooperativo chiamato a realizzare ha aggiunto Liberati riguardano gli assetti di governance, ladeguatezza patrimoniale, lefficienza organizzativa e il rilancio del sistema a rete con il varo definitivo del Fondo di Garanzia Istituzionale. La capacit di dotarsi di unadeguata autoregolamentazione un fattore ineludibile per uno sviluppo equilibrato e sostenibile delle BCC. Il tutto intensificando sempre pi le sinergie di Gruppo.

gi domani

SPECIALE CONVEGNO
C voglia di Credito Cooperativo
Paolo Giuseppe Grignaschi, Direttore Generale Federlus, ha poi delineato il quadro di riferimento del Credito Cooperativo nelle tre regioni: C voglia e bisogno di Credito Cooperativo e arriviamo al nostro domani essendo pi presenti nei mercati locali, dove stiamo crescendo come numero di banche, numero di sportelli e volumi intermediati. Ma come sar la BCC del domani? Su questo, quindi, ha aperto una riflessione a partire dalla solida situazione attuale delle BCC associate, nonch sulla qualit del credito e degli assetti patrimoniali. Obiettivo quello di affrontare le sfide future in uno scenario che rimane veramente difficile, come ricordato dal professor Giacomo Vaciago nel suo intervento, ricordando la genesi della crisi mondiale innestata dalla bolla speculativa immobiliare americana, con la successiva caduta della produzione industriale su scala planetaria. In Italia in atto una ripresina e, se tutto va bene, si toccheranno i livelli pre-crisi nel 2015. Nel frattempo, bisogna che si decida se lItalia debba rimanere un Paese industriale e quindi promuovere una politica economica coerente. Quanto al sistema bancario sarebbe bene tornare a una netta separazione tra lattivit creditizia in senso stretto e la pura intermediazione finanziaria e speculativa. Da questo punto di vista auspicabile un nuovo sistema di regole. deuram e di Sef Consulting, ha ricordato come in realt ce ne siano molte ma anche molto non applicate. In ogni caso lapplicazione delle regole ha un costo altissimo per le banche, soprattutto per quelle di pi piccole dimensioni. Le BCC, in particolare, hanno gi avviato la via dellautoregolamentazione attraverso i Fondi di Garanzia. Molto importante a tale proposito il Fondo di Garanzia Istituzionale, di cui si attende a breve lentrata in operativit, come anche importante il ruolo delle Federazioni locali. In generale, ha quindi sottolineato come sia necessaria una semplificazione delle regole proprio nellinteresse degli utenti finali: in particolare va evitato un eccesso di informazione, informazione che quando sovrabbondante pu divenire controproducente, basti pensare al caso della MiFid.

Il ruolo delle Federazioni locali


E a proposito di regole, Salvatore Maccarone, Presidente di Banca Fi-

10

SPECIALE CONVEGNO
Una crescita al servizio del Paese
Per Antonio Catrical, Presidente dellAutorit Garante della Concorrenza e del Mercato, nonostante alcune pregiudiziali iniziali, ora superate, sulle regole interne tipiche delle BCC che ne limiterebbero la contendibilit, va dato atto al sistema BCC di una crescita sana e del ruolo al servizio del Paese soprattutto in questo periodo di crisi. Detto questo, bisogna fare attenzione allautoregolamentazione: se questa non influisce sulle scelte strategiche e commerciali e sulla tutela dei consumatori ben venga. Quanto al progetto del Fondo di Garanzia Istituzionale, si tratta di uniniziativa lungimirante pensata in tempi non sospetti. Tuttavia van-

Sostenere la redditivit
Maurizio Trifilidis, Direttore Superiore, Titolare dellUnit di Coordinamento darea e collegamento filiali della Banca dItalia, ha sottolineato il lavoro in corso con Federcasse riguardo sia al Fondo di Garanzia Istituzionale, strumento per rafforzare solidit ed efficienza, sia allo statuto tipo per le BCC in corso di rivisitazione. Quindi ha evidenziato la necessit di intervenire per sostenere la redditivit delle Bcc, in primo luogo con la riduzione dei costi, anche prevedendo una maggiore concentrazione aziendale, o con economie di scala a livello di sistema. Laltro fattore dattenzione lespansione del credito, fattore su cui Banca dItalia sta approfondendo le diverse sfumature. Si tratta di un fatto positivo, ma esistono margini di miglioramento nel processo di erogazio-

Pi sviluppo verticale
Alessandro Azzi, dopo aver ricordato i numeri di un sistema in crescita, tornato sullimportanza dellautoregolamentazione e sulla necessit di diversificare le fonti di ricavo in un contesto di redditivit decrescente. Poi c il tema dei costi. In questi anni le BCC si sono espanse: basti pensare alla crescita del numero degli sportelli con i relativi costi aggiuntivi. Ora bisogna concentrarsi sullo sviluppo verticale. Ora che abbiamo allargato la rete operativa, fermiamoci e consolidiamo ha detto Azzi pensando a nuove sinergie e a unoperativit comune per abbattere i costi operativi. Questo riguarda anche le Federazioni regionali che possono collaborare tra loro con la possibilit di valorizzare i centri di eccellenza al servizio di tutti. Quanto al Fondo di Garanzia istituzionale, siamo vicini al risultato. Infine il tema della governance, dove abbiamo lavorato proattivamente: al riguardo, stato gi varato il nuovo statuto tipo e siamo in attesa del parere della Banca dItalia per poi passare allapprovazione assembleare nelle singole BCC. Punti salienti sono la qualit degli amministratori, la partecipazione dei soci alla vita sociale, lattenzione alle parti correlate nel processo creditizio. Il Credito Cooperativo del 2020 ha concluso Azzi dobbiamo costruirlo oggi con quattro elementi perno: cultura, controllo, consenso e coesione. Si tratta in definitiva di camminare per precedere i problemi come ricordato da mons. Francesco Rosso nel suo intervento di saluto allapertura dei lavori. Fabrizio Burelli

Luigi Marino, Presidente Confcooperative e Sergio Gatti, Direttore Generale Federcasse


no salvaguardati i principi di concorrenza, evitando uneccessiva integrazione di sistema che possa limitare la concorrenza tra le BCC sul territorio. Per evitare tali rischi vanno configurati adeguati assetti di governance del Fondo. ne del credito. Terzo aspetto focale quello dellorganizzazione e del controllo, con assetti di governo aziendali tali che ogni soggetto possa svolgere il proprio ruolo alimentando una sana dialettica interna. Ben venga il nuovo statuto a rafforzare tali assetti.

11

SPECIALE CONVEGNO

Sintesi degli interventi


Francesco Liberati
PRESIDENTE FEDERLUS del paese e dei cittadini in questi anni difficili. Ma per continuare in questo compito dobbiamo guardare al domani come se fosse gi oggi, operando sempre pi in ottica di sistema e utilizzando al meglio le risorse di sistema. E dobbiamo farlo migliorando lefficienza e adeguandoci, anzi anticipando le nuove regole che stanno arrivando. Pensiamo in primo luogo alle nuove indicazioni del Comitato di Basilea che entreranno in vigore a partire dal 2013. La risposta a queste sfide ancora una volta di carattere organizzativo e nel Gruppo. Dobbiamo organizzarci meglio, e non dobbiamo aspettare di subire le nuove regole ma autoproporci con unautoregolamentazione organica e previdente. Dobbiamo attivarci per adeguare i nostri assetti patrimoniali alle sempre pi impegnative esigenze di copertura dei rischi ampliando gli strumenti per qualificare patrimonio e capitale sociale. Per questo, ancora una volta non possiamo prescindere dalla forza del sistema, del gruppo bancario. Non possiamo prescindere da quelli che sono i nostri valori fondanti, dal ruolo prevalentemente sociale delle nostre banche. Un ruolo che oggi trova sempre pi attuale e consapevole conferma da pi parti e che non fa che rafforzare il senso della nostra missione. In particolare, dobbiamo difendere lautonomia delle nostre banche, rimanendo fedeli alla nostra dimensione di soggetti espressione della societ civile locale. Dobbiamo rimanere lontani dalla

politica, ancorandoci alla nostra autonomia come valore sociale e affinando i meccanismi di governance a garanzia di un corretto, trasparente e partecipato funzionamento delle banche . A tale proposito, sono pronte le proposte di modifiche statutarie che dovranno essere sottoposte alle assemblee. Sono molte e rilevanti le novit proposte volte a promuovere la partecipazione dei soci alla vita cooperativa, che riguardano il funzionamento dei consigli di amministrazione e il tema del conflitto di interesse degli amministratori. In generale si pu dire che le modifiche hanno lobiettivo di garantire meccanismi di governo sempre pi funzionali a una sana, prudente, trasparente gestione.

La nostra autonomia come valore sociale


Come osservato da autorevoli fonti, le BCC hanno dimostrato, anche durante questa crisi, unimportante funzione nellassicurare stabilit e radicamento sul territorio. Le BCC hanno continuato a erogare credito anche nei momenti di maggiore difficolt. Secondo lAutorit Garante della Concorrenza e del Mercato (nella Indagine conoscitiva sulla governance delle banche), le BCC mostrano effettivamente una realt radicata territorialmente e strettamente connessa con lattivit di erogazione dei finanziamenti ai soci e allarea locale. Ed ancora: E confermato che le BCC operano in una prospettiva effettivamente mutualistica e che la loro attivit svolta significativamente nei confronti dei soci. Possiamo essere pi che soddisfatti per quello che abbiamo fatto e che potremo ancora fare, al servizio

Paolo Grignaschi
DIRETTORE GENERALE FEDERLUS

Come ci arriviamo
In uno scenario difficile come quello che stiamo vivendo, opportuno che guardiamo dentro di noi per dare il meglio, con un'analisi oggettiva di quella che la situazione di partenza, per poterci poi traguardare su nuovi obiettivi ambiziosi e cercando di capire in che condizioni

12

SPECIALE CONVEGNO
siamo rispetto alla capacit di continuare a perseguire la nostra missione. In questa direzione i 7+ delle BCC Federlus sono:

Giacomo Vaciago
PROF. ORDINARIO ALLUNIVERSIT CATTOLICA DI MILANO

1 + numerosi:
- 28 BCC associate, 1 nuova BCC costituita lo scorso settembre (BCC di Frascati), - nuovi comitati promotori

2 + presenti:
- sul territorio (+52% gli sportelli nel periodo 2005-2009) - sul mercato con quote in crescita - nelle comunit (+33% i soci nel periodo 2005-2009)

3 + apprezzati:
- visibilit pubblica - immagine e valore del marchio - nelle singole relazioni di clientela

Come sar
Per 10 anni Grecia, Spagna, Irlanda, Italia, si sono indebitate a tassi tedeschi: lo spread che pagavano sul bund decennale era pochi decimi di punto. I mercati non se ne erano accorti: i mercati sono perfetti sempre dopo, mai prima. I mercati non si erano accorti che ci si stava indebitando a tassi tedeschi per tirare a campare (noi italiani) e per speculare in edilizia, in prestiti balordi, eccetera, quelli che facevano finta di essere americani - cio gli irlandesi, i greci, gli spagnoli e i portoghesi - che si sono indebitati a tassi tedeschi, non per fare cose che contribuiscono alla crescita del paese, ma per inseguire bolle speculative e quant'altro. Un bel giorno i mercati si sono accorti che era una finta pensare che siamo tutti tedeschi, e naturalmente hanno enormemente sbandato dalla parte opposta. Perch gli spread che oggi applicano a paesi come Grecia e Irlanda, sono da paesi che stanno per fallire. () Il governatore della Bank of England, non manca occasione per

4 + solidi:
- dotazione patrimoniale (Tier 1 pari al 16,45%, 14,2% BCC Italia, 9,4% Unicredit, 8,9% Intesa), - qualit degli attivi (rapporto sofferenze/impieghi pari a 3,7%, 3,9% BCC Italia, 3,7% sistema bancario)

5 + competitivi:
- Mission e modello di business (apprezzamento generalizzato e rilancio nella crisi)

6 + organizzati:
- Una BCC tanto pi organizzata quanto pi focalizzata sul core business di converso, quanto pi esternalizza attivit non core

7 + uniti e coesi.

ribadire che le banche too big too fail vanno fatte a pezzi prima e non dopo il fallimento, cio non devono esistere. Se una banca too big too fail l'azzardo morale che posso correre qualunque rischio, tanto mi salverannoAl momento le too big too fail sono state salvate, cio sono banche quasi pubbliche, a Londra come a New York. Come ne usciamo? Facendole a pezzi e rimettendole sul mercato, o no? L'altro grande quesito, che rimane irrisolto, se torniamo a ci che avevamo imparato negli anni 30, cio che la cosa pericolosa non il banchiere quando fa fidi, ma quando la mattina fa fidi e il pomeriggio prende posizioni sui mercati. Quindi, quando gioca sui due tavoli, del credito all'impresa che conosce e del mercato su cui usa altre informazioni, per prendere posizioni speculative. Il Glass-Steagal Act negli anni 30 separ la banca di credito commerciale, la normale banca come le BCC, da chi prende posizioni sui mercati, come Lehman, Goldman Sachs o altri bei nomi che prendono posizioni speculative. L'idea del Glass-Steagall stata per abolita in tutto il mondo, cio noi siamo tornati negli anni 90 a rimettere sotto lo stesso tetto - con muraglie cinesi sottilissime e perforabili - il direttore di filiale che d credito all'impresa, di cui ben conosce pregi e difetti ed in grado di valutare quel credito per la probabilit che ha di portarlo a casa, e i ragazzotti di trent'anni che hanno voglia di avere la Porsche a Natale speculando per gli istituti per cui lavorano e facendo profitti enormi.

13

SPECIALE CONVEGNO
Salvatore Maccarone
PRESIDENTE BANCA FIDEURAM E SEF CONSULTING sistema e fa applicazione proprio dei principi della mutualit: la capacit dellinsieme di sostenere le singole parti del sistema. Se le caratteristiche del Credito Cooperativo in generale sono queste, devono anche produrre poi delle valutazioni e dei giudizi diversi rispetto a quelli che si applicano alle altre banche. Credo che le iniziative di autoregolamentazione del Credito Cooperativo debbano essere valutate in modo diverso da quello in cui si valuterebbero le iniziative di altre categorie di intermediari. Questo non perch si richiede un trattamento di favore, ma perch c' una scelta ordinamentale a monte: le Banche di Credito Cooperativo sono disciplinate dal nostro sistema in un modo diverso da quello delle altre banche. Quindi, se non si creasse questa distinzione sul piano dell'interpretazione e dell'applicazione delle regole, si creerebbe una situazione di contrasto con l'ordinamento primario. Le Federazioni regionali, in particolare, hanno un ruolo essenziale in questa assistenza delle singole BCC; ricor-

Il ruolo delle Federazioni


Le BCC a livello di sistema hanno un ruolo e un posto particolare, perch il loro legame con il territorio e quindi anche la potenziale limitatezza della loro capacit di espansione, necessariamente richiede delle strutture di sistema. Sono strutture che integrano la capacit delle banche e creano la rete, di cui tante volte voi avete sentito parlare, che indispensabile perch queste banche possano svolgere la loro funzione. Questa rete si manifesta a vari livelli, attraverso le federazioni regionali, in primo luogo, e le strutture centrali, sia imprenditoriali che istituzionali. I fondi di garanzia sono la manifestazione normativa di questa diversit, di questo assetto, di queste esigenze particolari della categoria, perch, come sapete, sono fondi diversi da quelli del resto del sistema. Anzi, il resto del sistema ne ha uno solo, il Credito Cooperativo ne ha gi due e ne sta studiando un terzo fondamentale, che probabilmente assorbir uno dei due e che avr una rilevanza straordinaria: il Fondo di Garanzia Istituzionale. uno strumento di garanzia della solidit del

HANNO PARTECIPATO
Banca dItalia
Fabio Bernasconi Direttore Settore Collegamento Filiali. Unit di Coordinamento dArea e Collegamento Filiali Christian Ricciuti Servizio Rapporti Esterni e Affari Generali Paolo Galiani Direttore della Sede di Roma Paolo Pasca Direttore della Sede di Perugia Roberto Caramanica Direttore dellUfficio Supervisione Intermediari Finanziari Sede di Roma

Confcooperative
Luigi Marino Presidente Paolo Galante Direttore Generale di Fondo Sviluppo

Societ ed Enti Centrali del Credito Cooperativo


Giulio Magagni Presidente di Iccrea Holding Francesco Carri Presidente di Iccrea Banca Serafino Bassanetti Presidente di Banca Agrileasing Sergio Gatti Direttore Generale di Federcasse Federico Cornelli Direttore Generale del Fondo di Garanzia Istituzionale Roberto di Salvo Direttore Generale del Fondo di Garanzia dei Depositanti Roberto Mazzotti Direttore Generale di Iccrea Holding Enrico Duranti Direttore Generale di Banca Agrileasing Paolo De Angelis Direttore Generale di Sef Consulting Claudio Brazzolotto Direttore Generale di Iside S.p.A.

14

SPECIALE CONVEGNO
dava il Direttore Paolo Grignaschi quanto si fa in sede di Federazione con l'esternalizzazione di funzioni essenziali, come quelle dei controlli interni - audit, compliance - e il contributo delle Federazioni un contributo che deve essere salvaguardato, perch altrimenti le BCC che vi appartengono non riuscirebbero a svolgere la loro funzione. Un settore nel quale a mio parere le Federazioni dovrebbero poter esercitare la loro capacit di assistenza e di consiglio delle BCC, anche quello dell'aiuto nelle loro scelte sull'insediamento territoriale. Le Federazioni hanno una visione complessiva e approfondita del territorio, quindi potrebbero essere di grande ausilio per evitare scelte non sufficientemente meditate. gliori risultati. Basta dire che nel periodo della crisi i finanziamenti delle BCC sono saliti in maniera superiore rispetto al resto del mondo bancario sia a favore delle famiglie consumatrici sia a favore delle imprese. Parliamo di una media dell'8%, laddove il sistema bancario nel suo complesso in quel periodo di crisi cresceva solamente dello 0,3%: vuol dire che allora questo localismo, questo attaccamento al territorio, non poi una scelta cos sbagliata. Di questo bisogna rendersi conto, i dati parlano da soli. () Il mondo delle Banche di Credito Cooperativo un mondo particolarmente affascinante, perch ha dimostrato di essere fortemente aziendalista, imprenditoriale, ma nello stesso tempo con una forte ispirazione sociale e molto legato al territorio. Cio ha dimostrato, direi, un'etica della propria strutturazione e della propria cultura che apprezzabile e che, anzi, potrebbe essere anche un esempio. Noi pensiamo che, pur non essendo le BCC grandi imprese bancarie, pur non essendo i principali attori del mercato, esse possano svolgere quel ruolo di mosca cocchiera, quel modello da seguire nellindividuazione di una serie di regole di trasparenza, di buoni rapporti con la clientela. In altre parole parliamo di una visione della banca imprenditrice ma che abbia a cuore gli interessi anche del cliente, anche del cliente piccolo, del cliente che qualche volta va in rosso, ma che per alla fine risponde, fedele e alla fine fa di tutto per pagare. Perch la verit che gli italiani sono persone che pagano i loro debiti, e questo dobbiamo riconoscerlo in quanto Autorit e in quanto operatori del mercato.

Maurizio Trifilidis
DIRETTORE SUPERIORE BANCA DITALIA

Antonio Catrical
PRESIDENTE ANTITRUST

Avanti con consapevolezza ed efficacia


Siamo in presenza di una situazione congiunturale molto incerta e quindi le banche sono pi vulnerabili. Le situazioni di necessit su cui Bankitalia intervenuta nel 2009 sono state superiori a quelle del 2008, e quelle su cui siamo intervenuti quest'anno sono di pi della somma del periodo 2008-2009: alcuni di questi interventi sono ovviamente sfociati in operazioni di rigore. In questa situazione di difficolt devo dire che sicuramente aumentata la relazione tra la Banca d'Italia e gli organi del sistema cooperativo. Quando ci siamo incontrati con il Presidente Alessandro Azzi siamo stati perfettamente d'accordo sul fatto che l'obiettivo quello di avere un sistema cooperativo sano, potente ed efficace. Sono problemi su cui il mondo BCC molto attento: lo siamo anche noi e quindi c perfetta identit di vedute. Devo dare anche atto che c' una crescente consapevolezza da parte degli organi del mondo BCC dei problemi che dovranno essere affrontati. Ci sono - aggiungo poi - due

Fare impresa

nellinteresse del cliente


I rapporti tra l'Antitrust e il mondo del Credito Cooperativo, sono stati finora caratterizzati da una vivace dialettica; non ruvida, ma vivace. () Ma quelle che sono molte delle idee pregiudiziali dell'Antitrust, possono lasciare il campo a un colloquio che pu portare a mi-

15

SPECIALE CONVEGNO
momenti fondamentali, e lo hanno ricordato pi persone: il nuovo Statuto-tipo e il Fondo di Garanzia Istituzionale. E un tema su cui c' interlocuzione, c' convergenza, c' identit di vedute: noi speriamo di portare avanti questi due punti insieme in maniera efficace. ma penso anche al numero dei soci che ha superato il milione, ai clienti, alle masse di raccolta e di impieghi. Ricordo anche il dato patrimoniale: un dato di assoluta rilevanza, oltre 19 miliardi di euro, che si incrementato anche nel periodo della crisi e che rappresenta nel complesso del Credito Cooperativo una componente solida. Certo, essendo quattrocento i soggetti che contribuiscono a comporre complessivamente il dato, non mancano anche momenti e situazioni di particolare problematicit. Sappiamo anche che la scelta di esserci, di dare risposte, non stata indolore. La coerenza ha avuto un prezzo: abbiamo gestito - direi anche consapevolmente - una maggior pressione del credito in sofferenza. A giugno 2010 il rapporto sofferenza/impieghi era pari al 3,9%, in crescita di sette decimi di punto rispetto allo stesso periodo del 2009; nello stesso periodo il sistema bancario arrivato al 3,6%, in crescita di un punto percentuale su base d'anno. Abbiamo detto in assemblea, meno di una settimana fa, che il futuro non si riproduce per replica. Il futuro che cerchiamo di immaginare e che cerchiamo di costruire, richiede di accrescere la prudenza e di accentuare la lungimiranza ed il coraggio. In tutto questo, io credo che si inserisca bene il tema dell'autoregolamentazione per la costruzione di uno sviluppo equilibrato e sostenibile. () Io sono convinto che il Credito Cooperativo del 2020 dobbiamo costruirlo oggi partendo dalle nostre identit di banche del territorio, di banche capaci anche di autoregolarsi prima che altri ci regolino. Sar necessario basarsi su quattro elementi determinanti: cultura, controllo, consenso, coesione. La cultura dovr essere quella del servizio, delle competenze e dellidentit. Non siamo differenti dagli altri perch siamo pi piccoli, siamo differenti dagli altri perch abbiamo dei valori e abbiamo una missione da compiere, ma dobbiamo farlo con il controllo, perch sappiamo bene quanto sia difficile e quanti rischi si corrono. Il consenso quello che si capaci di suscitare tra i propri soci, coinvolgendoli nel proprio territorio. Infine, non possiamo scappare: coesione. Coesione nei valori, nel disegno organizzativo, nell'operativit, coesione che produce concrete sinergie.

Alessandro Azzi
PRESIDENTE FEDERCASSE

Il Credito Cooperativo nel 2020


Sappiamo di essere posizionati in uno scenario difficile, caratterizzato da incertezze marcate. Ci stato riconosciuto, e tutti hanno apprezzato, l'impegno che abbiamo sviluppato in questi due-tre anni di crisi, continuando ad erogare credito alle nostre imprese e dando prova di flessibilit: penso alle diverse forme di moratoria messe in campo ancor prima di quelle dell'ABI. Penso alle centinaia di iniziative di concreta attenzione alle situazioni delle singole persone, ai tanti accordi di microcredito che abbiamo sviluppato sul territorio nazionale. Oggi ci riconosciuto un ruolo che pu posizionarsi da protagonista nel sistema bancario: cito solo i 4300 sportelli,

16

SPECIALE CONVEGNO
DOPO I LAVORI

La voce delle BCC


Il convegno annuale della Federazione stato un importante momento di riflessione sulle prospettive di evoluzione a breve e medio termine della governance delle nostre BCC. Riflessione arricchita dal contributo dei molti rappresentanti delle principali Autorit e Istituzioni di settore. Alla luce di quanto emerso, abbiamo chiesto ad alcuni esponenti delle BCC associate di parlarci dellutilit di questo convegno e di cosa hanno riportato in BCC. Federazione annualmente organizza. Vi la scelta di promuovere una riflessione prospettica sull'attivit delle BCC in modo da costruire un quadro, per quanto possibile scientifico, sulla base del quale orientare le scelte imprenditoriali delle singole banche aderenti a Federlus. Il tutto anche attraverso contributi di grande spessore che consentono di considerare e mettere in relazione dinamiche globali e banche locali. Da pi parti recentemente vengono indicazioni al Credito Cooperativo a guardare ad una crescita non pi orizzontale intesa come affannosa rincorsa all'ampliamento della rete delle agenzie sul territorio, ma verticale quale impegno ad un presidio ed a un radicamento pi profondo nei luoghi ove si opera. Ci sia per una questione di saturazione del territorio con il conseguente rischio di una concorrenza intra moenia, sia soprattutto per non disperdere ma anzi valorizzare il rapporto con i soci ed i clienti che fa della BCC le banche di relazione per eccellenza. Ebbene, in questo quadro tengo a sottolineare come sulla questione la nostra Federazione sia stata antesignana nel sostenere che sviluppo e conquista di spazio non sono sinonimi. All'orizzonte si profilano nuove sfide. Siamo chiamati a gestire le difficolt di un periodo di crisi senza precedenti, a proseguire in un'attivit di accorta penetrazione del mercato, ad affrontare con consapevolezza gli accresciuti rischi, ad assumere scelte pi rigorose che mai nella politica del contenimento costi.

Questo credo sia l'essenza del nostro convegno. E tutto ci sarebbe impensabile se non si ragionasse in un'ottica di gruppo in cui le banche minori possono sviluppare grandi prospettive e gestire insieme scelte di sistema. Questa la strada che consente di guardare con ragionevole fiducia al futuro nella rinnovata consapevolezza che il futuro si costruisce adesso.

Luciano Eufemi
PRESIDENTE BCC NETTUNO

Maurizio Capogrossi
PRESIDENTE BCC TONIOLO DI GENZANO

Chiare regole di comportamento


Le Banche di Credito Cooperativo si trovano ad operare, oggi pi che mai, in una economa caratterizzata da imprevedibilit e turbolenza; il contesto normativo, di riflesso, divenuto complesso e stringente, senza presentare significative divergenze tra gli operatori del settore in base alla loro dimensione. Naturale conseguenza lincremento dei costi fissi di gestione, linnalzamento dei livelli di break even e, conseguentemente, della pi generale rischiosit operativa. Risultare conformi alla totalit delle diverse disposizioni normative risulta sempre pi faticoso!

Guardare con ragionevole fiducia al futuro


Gi nel titolo " gi domani" dato all'iniziativa si trova conferma della impostazione che contraddistingue questo tipo di appuntamenti che la

17

SPECIALE CONVEGNO
Tutto ci mal si coniuga con le ridotte dimensioni, a volte monocellulari, che caratterizzano le banche di credito cooperativo. Sul fronte del rapporto con la clientela, invece, le BCC stanno facendo egregiamente il loro dovere. Sfruttando i propri vantaggi competitivi rappresentati da una ottimale conoscenza della clientela e da una radicale presenza sul territorio, stanno continuando a finanziare la parte sana delleconomia reale attraverso indispensabili e continue iniezioni di liquidit tese a coprire il fabbisogno finanziario delle numerose piccole e micro imprese che costituiscono la principale fonte di lavoro e ricchezza del nostro paese. E evidente che per poter continuare a svolgere questa funzione in ambiente di riferimento sempre pi complesso e dinamico, dobbiamo puntare necessariamente sul nostro movimento! Davanti ai nostri clienti dobbiamo restare piccoli, interlocutori privilegiati in grado di soddisfare tutte le loro esigenze finanziarie; davanti al sistema e alla concorrenza dobbiamo evidenziare tutta la forza del nostro stare insieme, del nostro patrimonio e della capillarit della nostra presenza sul territorio. Per stare insieme, per, non possiamo esimerci dallindividuare chiare regole di comportamento che, se da un lato costituiscono un elemento di riduzione del grado di autonomia, costituiscono un elemento indispensabile di unit e correlazione. Il sistema non deve essere una societ di mutuo soccorso, che interviene in presenza di patologia a carico delluna o dellaltra BCC; deve costituire, invece, il principale riferimento in termini di struttura organizzativa, gestione del sistema informativo, prodotti, servizi e soluzioni offerte alla clientela, il tutto ad adeguati livelli di competitivit, produttivit ed efficienza. Senza lausilio di un sistema informativo comune e fortemente competitivo in termini di rapporto costi/benefici, senza federazioni locali che prestano servizi di alto livello o societ prodotto che sono in grado di farci piazzare sul mercato soluzioni fortemente competitive, non abbiamo futuro e speranza. Siamo lunica realt che potrebbe operare sul mercato in modo da godere di un rapporto elastico e privilegiato con clientela e in grado di usufruire, mediante il sistema, dei benefici delle grandi dimensioni. Davanti a ci ben venga una sana autoregolamentazione che individui, nei diversi settori, i parametri di una corretta operativit e degli standard minimi di efficienza e arrivi finanche a stabilire delle forme pi o meno invasive di tutoraggio per le realt meno performanti o ad alto rischio.

18

CONOSCIAMOCI MEGLIO
I SERVIZI FEDERLUS SI PRESENTANO

Consulenza e formazione
Dopo aver conseguito la laurea in Economia Bancaria presso luniversit degli studi di Siena iniziata, nel settembre del 2005, la mia attivit lavorativa in Federazione, nellarea Assistenza e Verifica in cui mi sono occupata dellassistenza sotto il profilo legale e sindacale. Sono poi passata nellArea Consulenza e Formazione in cui, inizialmente, mi sono dedicata allattivit di supporto alle Associate nella redazione di documenti relativi alla pianificazione strategica, alle richieste di apertura di nuove Filiali, al controllo di gestione. Lalluvione normativa che si avuta in questi anni stata spesso penalizzante nei confronti delle BCC, soprattutto le pi piccole, in termini di costi e difficolt pratiche per lattivazione di processi di riorganizzazione ed allineamento al nuovo contesto evolutivo allinterno delle organizzazioni aziendali; per far fronte alle sempre crescenti richieste provenienti dalle Associate, la Federazione ha fornito un sempre crescente supporto per il raggiungimento di tali obiettivi. Ci, ha reso necessario la mia focalizzazione su attivit di consulenza afferenti ladeguamento della regolamentazione interna e dello sviluppo organizzativo. Nel corso degli ultimi due anni le profonde modifiche/integrazioni delle normative di riferimento hanno determinato la necessit di revisionare lorganigramma e funzionigramma aziendale, strutturando o adeguando interi processi operativi con lassegnazione di ulteriori e specifiche mansioni in capo ai vari uffici e predisponendo dei manuali operativi sulle Il progetto ha permesso alle Associate di sistematizzare le attivit di controllo di diversa natura svolte in azienda dal risk manager e da altre funzioni interne e/o esternalizzate, evitando duplicazioni e sovrapposizioni di attivit. Allo scopo, stata introdotta una metodologia e degli strumenti di lavoro, con approccio quali-quantitativo, che garantiscano al risk manager di uniformare gli interventi, peraltro coordinandoli nel continuo con le fasi del processo ICAAP, razionalizzando inoltre i flussi informativi rivolti ai vertici aziendali e alle Autorit di Vigilanza. Altro progetto, in corso di svolgimento, riguarda la revisione della regolamentazione interna in merito al processo incassi e pagamenti, recentemente impattato dal recepimento nel nostro ordinamento della Payment Services Directive (PSD) che ha comportato per le Banche la necessit di rivedere le procedure interne idonee a recepire i nuovi obblighi cos da mitigare rischi di non conformit, reputazionali e di credito, stravolgendo prassi ormai consolidate negli anni sia dei collaboratori che dei propri clienti. Il percorso lavorativo finora svolto stato molto impegnativo ma stato soprattutto unopportunit per la mia crescita professionale e personale, grazie anche al continuo confronto con i colleghi della Federazione e delle Associate.

Donatella
Mazzei
principali normative (antiriciclaggio, trasparenza). Inoltre, supportata da professionalit esterne, ho avuto lopportunit di coordinare il progetto per ladeguamento del Sistema dei controlli interni, realizzato anche grazie alla partecipazione attiva ai gruppi di lavoro dei risk manager di alcune BCC, che hanno portato sul tavolo le loro esperienze e problematiche specifiche.

19

20

PRIMO PIANO
STRUMENTI PER LO SVILUPPO

Banca Impresa Lazio S.p.A.


CONVENZIONE BIL-FEDERLUS
Siglato lo scorso mese di dicembre laccordo quadro con la nostra Federazione volto a supportare lo sviluppo delle PMI clienti delle BCC Federlus
Si intensificano i rapporti di collaborazione tra la nostra Federazione e la Banca di emanazione regionale. Dopo le intese che hanno permesso a questultima di usufruire dei servizi tecnici federativi - Compliance e Formazione in primis - parte la prima iniziativa volta a permettere alle Associate di utilizzare gli strumenti di co-partecipazione al rischio emessi e gestiti da Banca Impresa Lazio. Lobiettivo favorire lefficiente allocazione del capitale delle BCC continuando a supportare le imprese clienti nellattuale momento di forte discontinuit. Nel dettaglio lintesa, siglata dalla Federazione per conto delle Banche di Credito Cooperativo Associate, prevede limpegno da parte di Banca Impresa Lazio (BIL) a garantire i finanziamenti in via di erogazione da parte di ciascuna BCC nell ambito di attuazione di un intervento di garanzia individuale a carico del Fondo per il sostegno del credito alle imprese del Lazio - istituito dalla Regione Lazio e per il quale BIL risulta affidataria in via esclusiva della gestione - e, in caso di in capienza del Fondo, a valere sul proprio patrimonio. Le banche aderenti possono aderire al programma disciplinato dalla Convenzione mediante sottoscrizione di un atto di adesione conforme ai documenti di cui allAllegato D della Convenzione stessa. Ciascun Finanziamento erogato da una Banca verr garantito da BIL nella misura del 60% del suo valore nominale; BIL si impegna altres a richiedere al Gestore del Fondo di Garanzia nazionale (FGN) che ogni Finanziamento garantito sia controgarantito dal FGN stesso nella misura del 90% del valore dellimporto assistito dalla garanzia da essa prestata. BIL infatti, ha inteso convenzionarsi con il Gestore del Fondo di Garanzia nazionale ex Legge 662/96 (di seguito anche il FGN) per lattivazione di operazioni di controgaranzia a carico del FGN medesimo in relazione alla protezione del credito rilasciata nel contesto del Programma. Per il testo della Convenzione e la documentazione allegata: www.federlus.it/area riservata/ Comunicazione e Marketing/ Convenzioni/ Alessandro Ceccarelli

Intervista a Enrico
Pedretti

DIRETTORE GENERALE BANCA IMPRESA LAZIO Con larrivo della nuova convenzione BIL-Federlus abbiamo ritenuto di approfondire alcuni aspetti dellattivit BIL con il suo direttore Enrico Pedretti.
Direttore, ci presenti brevemente Banca Impresa Lazio: qual la sua origine, cosa fa, come opera? Banca Impresa Lazio (BIL) una banca di emanazione regionale che opera nella strutturazione di programmi di garanzia a valere su fondi pubblici. Lobiettivo che BIL si pone quello di agevolare laccesso al credito da parte delle PMI offrendo garanzie qualificate (ovvero Basel-compliant) al sistema bancario. Dal 2007 BIL ha stipulato convenzio-

21

PRIMO PIANO
ni sia con la Regione Lazio che con Roma Capitale e ha attualmente attive campagne di finanziamento con quattordici banche presenti sul territorio. Il credito globalmente garantito da BIL nel quadro dei programmi attivati ammonta a circa 380 milioni di Euro, tutti per finanziamenti a medio-lungo termine. Grazie alla protezione rilasciata, oltre 1.000 imprese hanno potuto trovare adeguate forme di finanziamento per supportare la propria attivit anche nel periodo di congiuntura negativa di mercato che si verificata negli ultimi anni. BIL non si sostituisce alle banche, che rimangono il canale univoco di interfaccia con la clientela. Facendo leva sulle risorse pubbliche, invece, BIL offre un adeguata riassicurazione del credito, tale da consentire alle banche di concedere finanziamenti alle PMI a condizioni migliori in termini di costo ed accessibilit. Rispetto ad altri strumenti simili, in cosa si caratterizzano quelli offerti da BIL? La garanzia di BIL si distingue per le seguenti caratteristiche: Qualit - la protezione offerta da BIL perfettamente conforme agli standard di Basilea 2 e consente al sistema del credito un considerevole abbattimento del requisito di capitale da accantonare a fronte dei finanziamenti concessi. Tale risultato viene ulteriormente migliorato grazie al ricorso a strumenti e metodi di ingegneria finanziaria (quali la segmentazione dei rischi di portafoglio) e la sinergia con altri soggetti pubblici (e.g. il Fondo di Garanzia Nazionale ex L. 662/96); Efficienza - la garanzia di BIL permette di massimizzare la leva tra le risorse pubbliche impiegate ed il credito accordato alle imprese. Il moltiplicatore del credito che BIL realizza nel quadro dei programmi si aggira generalmente intorno a 1:15; Ampio impatto - le operazioni assistite da BIL non sono mirate soltanto ad investimenti produttivi, ma anche al consolidamento delle passivit a breve termine, al finanziamento dellattivo circolante, alla provvista di liquidit e alla capitalizzazione. In tal modo, possibile realizzare un intervento di sostegno a 360 gradi che assolva le esigenze contingenti delle PMI; Effettivit - nellambito dei programmi di BIL, le banche sottoscrivono a priori un impegno specifico in termini di plafond di credito da erogarsi entro una scadenza definita, e sono quindi particolarmente incoraggiate a generare nuovi finanziamenti; Trasparenza - la standardizzazione delle procedure di valutazione delle richieste di finanziamento (che si basano su modelli accreditati a livello internazionale) fa s che le banche trovino in BIL un soggetto affidabile in grado di mediare in maniera trasparente le informazioni fornite dalle imprese richiedenti la garanzia. Leffetto della presenza di BIL quello di migliorare la capacit di interfaccia del tessuto produttivo con il sistema bancario operando come trait dunion. Le BCC delle nostre regioni operano in misura modesta, sia con le garanzie prestate dai Confidi che, daltro canto, con quelle derivanti dal Fondo di Garanzia Nazionale: quale la sua lettura a riguardo? E un fenomeno nazionale? Lapplicazione di Basilea 2 ha portato a significativi cambiamenti del sistema delle garanzie, che peraltro non sono ancora completati. La valutazione di contenuto e qualit delle garanzie disponibili richiede uno sforzo da parte delle banche la cui gravosit aumenta con il diminuire della loro dimensione. Per questo riteniamo che iniziative come quella di Federlus, in grado di selezionare le iniziative pi interessanti per le BCC del territorio, contribuiscano a diffondere meccanismi di co-partecipazione al rischio destinati ad un maggiore utilizzo in un sistema bancario sempre pi attento allefficiente utilizzo del capitale.

22

IL PUNTO CONGIUNTURALE
FOCUS AGRICOLTURA

Tra luci e ombre


Il punto della situazione per lagricoltura e il settore agroalimentare
Il 2010 si rivela come un anno decisamente in chiaroscuro per l'agricoltura italiana. Cominciato in salita a gennaio, in questi ultimi mesi si sono avvertiti i primi timidi segnali di miglioramento che fanno ben sperare per il 2011.
Purtroppo per, al contrario del settore industriale che finalmente chiude il 2010 con il segno pi, lagricoltura italiana, sul fronte della produzione, continua a rimanere in negativo. Complessivamente, negli ultimi sei anni, si sono persi 2 miliardi di euro di valore aggiunto, cio circa il 7% di arretramento dal 2004, in base a stime INEA; pertanto, la strada da percorrere per recuperare ancora lunga. Negli ultimi due trimestri del 2010, l'Istat ha confermato un calo congiunturale del valore aggiunto in termini reali del 3,1% e dell'1,2%; tuttavia, nelle ultime settimane del 2010 si registrato un andamento dei prezzi dei prodotti agricoli positivo, cresciuti da settembre di circa il 3-4% ogni mese; parallelamente, per, anche i costi di produzione sono aumentati, anche se ad un tasso decisamente inferiore (0,5% al mese). L'andamento dell'occupazione nel settore registra una leggera flessione (-0,3%), mentre in forte crescita l'occupazione di manodopera straniera (+5%). La tenuta occupazionale, non-

23

IL PUNTO CONGIUNTURALE
ostante la crisi, un segnale positivo che va sottolineato cos come il carattere inclusivo dell'agricoltura rispetto ai lavoratori di altri Paesi. Nel 2010 si stima che il calo della produzione agricola totale ammonti a circa il -2%, dovuto soprattutto alla riduzione delle colture vegetali (-5%) bilanciato dalla crescita delle produzioni zootecniche (+2% circa). L'ortofrutta appare come il settore pi penalizzato (in particolare per quanto riguarda pere, mele, pesche, kiwi, agrumi, patate e pomodoro industriale), ma anche i cereali invernali, il mais e il riso, non se la passano meglio. L'unico prodotto che non ha il segno negativo tra i dati Istat l'olio di oliva (elaborazione ISTAT su dati ISMEA). In aggiunta, secondo dati Eurostat pubblicati di recente, nel 2010 il reddito degli agricoltori italiani calato del 3,3%, in controtendenza con quello dei colleghi europei che, in media, aumentato del 12,3%. In merito a questo, il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, ha dichiarato in sintesi che Il nostro Paese stenta ad uscire dalla crisi. La concorrenza sui mercati mondiali, associata agli elevati standard di qualit, sicurezza e benessere (questultimo per il settore zootecnico) richiesti dal consumatore e dal mercato, portano l'agricoltore a dover sostenere sforzi economici che, in molti casi, non trovano riscontro in termini di valore aggiunto sulle produzioni. Volatilit dei prezzi, diminuzione del potere di negoziazione degli imprenditori agricoli di filiera e instabilit dei mercati hanno creato, negli ultimi quattro anni, una contingenza negativa sul fronte dei prezzi sia per l'agricoltura europea che per quella italiana. Tuttavia, la Commissione Europea indica che, a medio termine, le prospettive per i mercati agricoli sono favorevoli e, le tematiche sopracitate hanno inciso sulla definizione della PAC 2014-2020. Nel Lazio, su una superficie di 1milione di ettari, circa 730mila sono destinati allagricoltura, con oltre centomila aziende attive e 65.000 addetti; questi numeri testimoniano limportanza di un settore che, dopo anni di declino, sta cominciando a vivere una nuova stagione. I prodotti di eccellenza, i marchi tipici regionali, i distretti agro-energetici, gli agriturismo e il turismo rurale, costituiscono parte del patrimonio agroaliri che vogliono specializzarsi in questo settore, come dimostrano i circa 6 milioni di euro stanziati per la realizzazione di distretti produttivi dedicati alle colture di pregio e i progetti di tracciabilit e assistenza alle aziende, che coinvolgono pi di 100 comuni, per la creazione una filiera corta e controllata della qualit. Vi sono poi diversi marchi di qualit ideati dallassessorato regionale. Per il Lazio, anche nel 2010, come gi era accaduto negli anni precedenti, la campagna agraria si chiusa allinsegna della negativit: produzione in calo (-2,1%), perdita del valore aggiunto (-2,5%), calo dei prezzi allorigine (-4,5%) e aumento dei costi di produzione (+3,8%), calo degli investimenti (-3,5%). La perdita stimata del reddito degli agricoltori si attester intorno al 6-7%. Un 2010 in chiaroscuro anche per l'agricoltura umbra e sarda. In Umbria, probabilmente il 2010 sar ricordato come una delle annate migliori per quanto riguarda landamento produttivo che ha premiato la qualit di vino, olio, grano e tabacco; purtroppo per non si pu dire la stessa cosa per i risultati economici delle imprese agricole, che hanno visto assottigliarsi ancora di pi i loro redditi a causa dei prezzi in ribasso e, anche nei pochi casi in cui questi sono aumentati (grano, girasole), non sono stati in grado di compensare il vertiginoso incremento dei costi di produzione. Se a queste considerazioni aggiungiamo le difficolt in cui versano comparti fondamentali delleconomia agricola regionale, come il suinicolo e il tabacchicolo, viene delineato un quadro ancora di incertezza generale. Situazione analoga anche in Sardegna, altro territorio nel quale calano i prezzi pagati ai produttori; ad esem-

Si pu affermare che anche per il 2010 permane la situazione di crisi generale nel settore primario, caratterizzato da forte polverizzazione aziendale, frammentazione poderale, produttivit inferiore rispetto ai principali concorrenti europei
mentare laziale. Il Lazio settimo in Italia per numero di produzioni riconosciute, con 16 prodotti a denominazione, di cui 10 DOP e 6 IGP. Fra questi spiccano gli oli extravergini di oliva, gli ortofrutticoli, i prodotti della filiera carne e i prodotti tipici tradizionali (oltre 350); una buona percentuale di questi prodotti sono concentrati nellarea pontina. Il polo di filiera agro-industriale pontino pu contare su una presenza agro-industriale rilevante e ormai consolidata, che si concentra specialmente nel Capoluogo, a Cisterna di Latina e nel triangolo composto da Sezze, Pontinia (es. Plasmon, Francia e Ottaviani) e Priverno. La Regione Lazio sostiene gli agricolto-

24

IL PUNTO CONGIUNTURALE
Si parla dunque di risorse ingenti per il comparto mai viste in precedenza. In sintesi, dunque, si pu affermare che anche per il 2010 permane la situazione di crisi generale nel settore primario, caratterizzato da forte polverizzazione aziendale, frammentazione poderale, produttivit inferiore rispetto ai principali concorrenti europei, redditivit degli investimenti pi bassa rispetto agli altri settori delleconomia, forte rigidit del mercato fondiario che registra, soprattutto nel Lazio ma, vale anche per altre regioni italiane, un valore del terreno agricolo troppo lontano dalla sua produttivit e redditivit. Questi dati evidenziano un quadro di criticit che va affrontato, senza ulteriori sottovalutazioni, ma che pu essere ancora ribaltato. Pertanto, si reputano necessarie azioni mirate e a breve termine per innovare e dare competitivit al settore. Un grosso aiuto arrivato e arriver anche per il prossimo futuro da svariate iniziative a livello comunitario, nazionale e regionale. Per le imprese agricole odierne fortemente cambiato lo scenario competitivo e si sono moltiplicati gli ambiti operativi: non solo produzione ma, anche, commercio e turismo (multifunzionalit). Lanalisi delle potenzialit e dei rischi dellattivit agricola si ampliata con il crescere di aspetti come la rispondenza della produzione ai requisiti qualitativi, lattenzione per la difesa dellambiente e della salute del consumatore, gli investimenti nel comparto delle energie rinnovabili. Per il Credito Cooperativo, che mantiene una leadership di radicamento e vicinanza al settore (oltre 7,2miliardi di euro di impieghi del sistema BCC nel 2010), la conoscenza del settore e la presenza di personale con competenze di credito specializzato (capacit di valutare le prospettive industriali delle singole aziende, consulenza sullevoluzione della normativa e dei finanziamenti in ambito UE, ecc.), diventano fattori strategici per facilitare lo sviluppo di prodotti adeguati alle esigenze del cliente e per lesercizio delle proprie funzioni, ovvero: selezione del merito di credito ed efficiente allocazione dei capitali. Mauro Conti Direttore BIT Spa

pio, il latte ovino rimane sotto i 60 centesimi, nonostante la nota lotta effettuata recentemente dai pastori, mentre il grano rimane a 13 euro al quintale. In generale, i prezzi all'origine sono in frenata continua (-5%) per tutto il 2010, nonostante i decisi cali avvenuti gi negli anni precedenti. Nel contempo, sono aumentati i costi produttivi, contributivi e burocratici. Il reddito degli agricoltori sardi subisce tra il 2009 ed il 2010 un decremento che sfiora il 30% (analisi ISMEA). A fronte di questa situazione, sono stati stanziati dalla Giunta Regionale quasi 11milioni di euro che andranno a beneficio di diversi comparti dellagricoltura sarda.

IL RUOLO DI BIT PER LE BCC


BIT Spa, societ partecipata da Federlus, BCC Roma e BCC Palestrina, con i propri servizi per agricoltura e agroalimentare in grado di supportare le BCC e le aziende clienti per specifiche analisi aziendali e per progetti dinvestimento in tutte le filiere agroalimentari.

BIT SPA - SERVIZI PER LINVESTIMENTO SUL TERRITORIO


Indirizzo: Via L. Gambara, 2 43125 Parma - Telefono: 0521/494389 Ufficio Agricoltura e Agroalimentare Responsabile: Corrado Moalli (e-mail: cmoalli@bit-spa.it); Ufficio Ambiente e Fonti Rinnovabili Responsabile: Giovanni Giusiano (e-mail: ggiusiano@bit-spa.it).

25

IL PUNTO CONGIUNTURALE

La parola ai Presidenti
Nellambito della nostra Federazione vi sono alcune BCC che operano su territori caratterizzati da una particolare vocazione agricola. Lo sicuramente la Cassa Rurale e Artigiana dellAgro Pontino BCC, la cui zona di influenza rientra proprio nelle fertili zone rivenienti dalla bonifica pontina realizzata nella prima met del 900. Lo la BCC di Spello e Bettona, i cui territori vantano ottime produzioni di vino, olio, grano e tabacco. Lo altrettanto la BCC di Arborea, sede della omonima cooperativa che costituisce il principale polo produttivo del comparto lattiero vaccino in Sardegna. Ascoltiamo la voce dei Presidenti di queste Associate, per capire dalla loro visuale territoriale le tendenze in atto, le problematiche e le prospettive del settore agricolo. Settore di antica tradizione che potrebbe tornare a svolgere un ruolo di eccellenza facendo leva sulle produzioni tipiche del nostro paese. LE DOMANDE
1 Le analisi dellandamento recente (2010) e delle prospettive di sviluppo del settore agricolo fanno emergere per le imprese di questo settore problemi legati alla produttivit e, soprattutto, alla redditivit delle produzioni. Conferma queste dinamiche a livello locale, nel rapporto quotidiano con le imprese agricole? 2 Quali istanze specifiche gli agricoltori portano sul tavolo della BCC (ex Cassa Rurale) e con quali strumenti state rispondendo alle loro difficolt? 3 Quali sono secondo lei i punti di forza/debolezza delle BCC su cui puntare/lavorare per rilanciarsi quali partner delle aziende agricole nello scenario competitivo cos in evoluzione?

Gianfranco Baldi
PRESIDENTE CASSA RURALE E ARTIGIANA DELLAGRO PONTINO

Laggregazione come scelta vincente


1 Ritengo di poter confermare solo in

parte il risultato dellanalisi se circoscritta al territorio sul quale insistono le nostre Succursali che possiamo suddividere in tre fasce: 1) fascia costiera; 2) fascia intermedia compresa tra la fascia costiera ed i Monti Lepini; 3) fascia pedemontana e montana. La prima ha, ormai da anni, una vocazione produttiva di ortaggi sotto

serra. Dai dati in nostro possesso e riferiti alla imprese clienti, registriamo un costante aumento dei volumi aziendali e la scelta vincente stata quella dellaggregazione in cooperative che provvedono al confezionamento, conservazione e commercializzazione dei prodotti principalmente nei mercati esteri (zona U.E.) con una propria rete di vendita, ottenendo cos una migliore remunerazione della produzione ai propri associati. Vincente sembra anche essere la scelta fatta da alcuni agricoltori che da qualche anno hanno convertito le proprie aziende dalla colture di ortaggi a quelle floro-vivaistiche, effettuando importanti investimenti negli anni passati, investimenti che oggi si ripercuotono positivamente sui volumi aziendali e sulla redditivit e per le quali non si riscontrano difficolt nel far fronte agli impegni assunti. La seconda fascia caratterizzata, almeno per le zone di nostra competenza, da produzione di latte vaccino e bufalino, allevamenti di bovini da carne e coltivazioni a campo aperto di frumenti (mais e grano) ed ortaggi. Le attivit dedite alla produzione del latte hanno risentito, negli anni passati, delle difficolt economiche e finanziarie di alcune aziende alle quali conferivano la produzione. Ci ha portato, unitamente al costante aumento dei costi di produzione non compensato da analogo incremento del prezzo di vendita, allabbandono dellattivit da parte delle piccole imprese. Alla luce dello scarso rendimento delle attivit alcune imprese di medie dimensioni hanno fatto la scelta di trasformare e commercializzare direttamente la produzione mediante piccoli caseifici aziendali e/o iniziando attivit di agriturismo, avendo particolare attenzione alla qualit dei prodotti venduti ed alla ricettivit delle aziende di agriturismo.

26

IL PUNTO CONGIUNTURALE
Relativamente alle colture in campo aperto, non destinate allalimentazione dei capi bovini e bufalini, permane uno scarso rendimento delle stesse. Dopo il periodo di crisi vissuto negli anni precedenti, si rileva un consolidamento dei volumi aziendali mentre difficile appare la quantificazione della redditivit, visto il particolare regime tributario. Possiamo comunque ritenere che vi sia unadeguata redditivit tenendo conto che lindice di insolvenza del settore quasi nullo. La fascia pedemontana e montana destinata, in gran parte, alla produzione di olive destinate alla produzione di olio. Man mano che avviene il ricambio generazionale allinterno delle imprese agricole si riscontra una costante tendenza al miglioramento della qualit che si trasforma in una maggiore redditivit ottenuta anche grazie al confezionamento ed alla commercializzazione diretta del prodotto. 2 Rileviamo che non vi sono richieste diverse da quelle degli anni precedenti. Allorquando ci vengono sottoposte problematiche di difficolt inerenti alla gestione aziendale o personali, cerchiamo di rispondere con gli strumenti in nostro possesso ponendo, comunque, attenzione nel proporre loperazione pi confacente alla risoluzione del problema sulla base delle potenzialit del richiedente. 3 Punto di forza senzaltro la conoscenza del territorio e di tutte le problematiche legate allo stesso mentre i punti di debolezza scaturiscono dalle dimensioni della Cassa che ci limitano in termine di assunzione del rischio e di valutazione di particolari operazioni la cui complessit deriva dal tipo di investimento finanziato e dalla valutazione degli eventuali sviluppi prospettici dello stesso in termini di redditivit. A tale carenza riusciamo, comunque, a supplire adeguatamente avvalendoci del supporto finanziario e di consulenza da parte di Agrileasing Spa. rie che ne permettano la prosecuzione operativa. Come gi accennato sono in crescita le richieste di interventi per finanziare gli impianti fotovoltaici. A tutto questo abbiamo risposto con la stipula di convenzioni con Consorzi Fidi che hanno permesso e permettono di ristrutturare i debiti e di effettuare nuovi investimenti sia negli impianti logistici e produttivi sia nel fotovoltaico. 3 Il nostro punto di forza la consulenza disinteressata, cio con lunico scopo di cercare soluzioni convenienti e sostenibili dal socio/cliente. I risultati che abbiamo conseguito nell ultimo triennio di non facile gestione per i noti motivi danno conferme alle mie parole.

Luciano Sgarbossa
PRESIDENTE BCC ARBOREA

Supportare la ristrutturazione
1 Devo, purtroppo, confermare che i

Franco Piermarini
PRESIDENTE BCC SPELLO E BETTONA

problemi di produttivit e, soprattutto, di redditivit sono presenti e, al momento, non si intravedono soluzioni se non parziali e legate agli investimenti nel comparto delle energie rinnovabili. 2 Sul nostro territorio di competenza preponderante la presenza di allevatori del comparto vaccino che quotidianamente si confrontano con produzioni estere, specie dell Europa dell Est, immesse sul mercato a prezzi decisamente inferiori; la Cooperativa di Arborea, cui viene conferito il 95% del latte vaccino sardo, da anni impegnata nel creare valore aggiunto con lampliamento del catalogo prodotti ed i risultati, pur apprezzabili, non sono sufficienti ad ammortizzare il crescente lievitare dei costi di produzione. Le aziende sono quindi impegnate in ristrutturazioni logistiche e finanzia-

Un patrimonio da difendere
1 Certamente s, purtroppo. Il settore

agricolo in Umbria come in Italia rappresenta un patrimonio storico economico e culturale. Un settore, quello del cosiddetto primario, che nel tempo stato condizionato e influen-

27

IL PUNTO CONGIUNTURALE
zato dalla concorrenza di altre attivit o altri impieghi percepiti come pi facili, sicuri e remunerativi nonch da politiche urbanistiche territoriali non sempre elaborate a difesa dellambiente. E un settore dove paradossalmente si pu verificare un andamento inversamente proporzionale fra produttivit e redditivit a causa della rilevante incidenza dei costi dei fattori produttivi e della difficolt a creare adeguato valore aggiunto sul prodotto finale. Vi sono diversi elementi che concorrono in questa direzione: la disponibilit dei beni, gli investimenti necessari per la promozione, filiere destrutturate, la concorrenza globale anche spesso fatta di confronto economico ma non qualitativo. In Umbria poi abbiamo diversi aspetti che si prestano ad una valutazione in chiaroscuro: alleccellenza delle colture dellolio, del vino e del biologico, si contrappongono le difficolt gi conclamate di alcuni tipi di allevamenti come il suinicolo ovvero quelle prospettiche come quella della coltura del tabacco. Ecco poi che si manifestano tentazioni e fenomeni, oserei dire anche distorsivi per la difesa della nostra tradizionale bellezza paesaggistica, che minacciano di trasformare ampie superfici verdi in distese di pannelli fotovoltaici , con a volte evidenti scopi speculativi prevalenti rispetto a quelli di facciata ambientalista derivante dalla produzione di energia rinnovabile. 2 Le istanze presentate dagli Imprenditori Agricoli sono finora state molto trasversali: lesigenza di mezzi finanziari a supporto di investimenti strutturali, spesso rientranti in piani di investimento sostenuti da contribuzioni pubbliche per effetto delle diverse e periodiche misure previste dal Piano di Sviluppo Regionale, lanticipazione dei contributi prevista dalla Politica Agricola Comunitaria, il sostegno a iniziative di valorizzazione del prodotto mediante partecipazione a eventi promozionali di rilievo nazionale e internazionale (fiere, concorsi ecc), laffiancamento per i tradizionali prestiti di conduzione. Ma ci sono anche esigenze che tradiscono le difficolt congiunturali e che in questo periodo siamo riusciti a fronteggiare con grande attenzione e sensibilit grazie ad alcuni provvedimenti legislativi straordinari come la moratoria sulle rate mutui/leasing o con sostegni finanziari di liquidit . Nello specifico, vorrei ricordare alcune attivit concrete che la nostra BCC ha promosso per supportare le esigenze espresse dal mondo agricolo. Sono due anni che affianchiamo con finanziamenti agevolati la partecipazione in forma consorziata di circa 40 cantine locali a Vinitaly; promuoviamo i finanziamenti agevolati in convenzione fra BCC/ICCREA e i pi importanti costruttori di macchinari agricoli; abbiamo Convenzioni specifiche per il rilascio di Garanzie per favorire laccesso al credito con strutture Regionali come la Gepafin attraverso lo specifico Fondo Agricoltura e Co.sefi.r. Green, ma anche strette relazioni con tutte le Associazioni di Categoria allo scopo di migliorare la qualit e linterpretazione dei dati aziendali e percepire tempestivamente criticit e opportunit settoriali. 3 Le BCC nascono come Casse Rurali ed Artigiane. E ovvio quindi che la partnership con il mondo agricolo nel proprio DNA non solo per vocazione storica ma anche territoriale. La nostra forza la nostra differenza: siamo realmente rimaste le uniche Banche che promuovono un modello di sviluppo che tutela in modo autoctono lidentit locale, la valorizzazione del territorio e la crescita economica sostenibile. Probabilmente bisogna crederci di pi e ancor pi svolgere una funzione non solo finanziaria ma anche direttamente o indirettamente consulenziale, per consentire la necessaria e continua evoluzione culturale che come in tutti i settori, anche nel mondo dellagricoltura, crea i presupposti per una esistenza professionale competitiva e gratificante.

28

AREA BANCA

Cera una volta la fila


allo sportello
Cera una volta la fila allo sportello: apparentemente una presa in giro per molti dei clienti delle banche che spesso frequentano gli sportelli per la gestione della finanza quotidiana. Sottilmente ironica se confrontata con il 40% di clienti che nellEuropa Continentale ancora si affidano in via esclusiva allo sportello e con la recente notizia sui programmi di apertura di filiali di Ing Direct in Italia. In realt, affermazioni queste, che finiscono inevitabilmente per scontrarsi con dati di tendenza che evidenziano una ben pi complessa trasformazione del mix di canali e dei servizi di pagamento. Relativamente a questi ultimi, secondo i dati raccolti dallABI, aumentano gli ATM evoluti che, oltre al tradizionale prelievo di contante consentono di fare numerose operazioni: consultare il conto titoli (+4%), controllare i movimenti delle carte di credito (+11%), versare contanti e assegni (+40%). Secondo lABI, gli ATM evoluti sono in Italia oltre 46.000 e circa la met web based, ovvero basata su protocolli Internet. Nel 2009 le carte utilizzate alme-

Levoluzione dei canali e dei servizi di pagamento


no una volta agli sportelli erano 37 milioni per un totale di 1 miliardo di operazioni (28 per carta). Lammontare complessivo delle transazioni agli ATM nel 2009 ha raggiunto 131 miliardi di euro. Di questi, 122 miliardi sono prelievi, 1,9 pagamenti, 2,6 ricariche di prepagate, ed 1,9 ricariche telefoSe pensiamo poi allo sviluppo delloperativit sugli smartphone (per inciso, lItalia il leader europeo nella distribuzione dei telefonini next generation: li possiede il 26% della popolazione sopra i 13 anni), la riflessione sulla centralit dello sportello si fa pi complessa. LABI ha stimato, a fine 2010, che i conti abilitati alloperativit via mobile phone sono gi arrivati a quota 6,2 milioni, anche se il numero di utenti attivi, dal 2008, cresciuto del 31%. Secondo Berg Insight, la societ di ricerche di mercato statunitense, i conti abilitati allutilizzo via mobile arriveranno nel 2015 a 894 milioni in tutto il mondo, crescendo ad un tasso annuale composito del 59,2%, rispetto ai 55 milioni del 2009. Mentre solo in Europa raggiungeranno la soglia dei 115 milioni. Per non parlare dei mobile payments: lultima notizia (dicembre 2010) riguarda laccordo tra Banca Popolare di Sondrio , Movincom e Siteba per comprare via sms o applicazioni ad hoc, biglietti di trasporto, ticket per spettacoli, parcheggi, hotel, assicurazioni, skipass, etc.

niche. A livello di Sistema BCC, nel 2010, erano circa 2.000.000 le carte bancomat/pago bancomat euro (il 5,12% del mercato), circa 1.350.000 le carte di credito emesse (3,29% del mercato) con un transato medio per operazione pari a circa 80 euro. Le carte prepagate di Sistema in circolazione costituiscono invece circa il 7% del mercato, mentre il totale degli ATM rappresenta l8,33%.

29

AREA BANCA
corsa agli sportelli leggeri e ai presidi specializzati. Provando a finalizzare il ragionamento, considerando che oltre il 50% dei clienti al dettaglio risulta multibancarizzato, emerge che in realt i clienti adottano approcci diversi, e specifici, sia sotto il profilo dei prodotti che dei canali, magari attraverso lutilizzo di pi intermediari caratterizzati da modelli di business diversi: banca diretta, banca di prossimit, banca per il mutuo, banca per il trading online, ricercando la migliore esperienza in tutti gli ambiti di operativit. Le grandi banche rispondono alle esigenze specifiche dei clienti, sino a creare banche di gruppo specializzate nei singoli segmenti di business. Si pensi per es. a IW Bank per UBI Banca, Fineco per Unicredit, We Bank per BPM. E noi? Non detto che dovremmo seguire certe strade e continuare a far tutto, non detto daltro canto che dovremmo specializzarci in qualche segmento. E certamente detto che dovremmo iniziare a capire come operano i nostri clienti - soprattutto i pi giovani -, a quali altre banche si rivolgono, come ci vedono, cosa ci chiedono. Non solo discutendone tra di noi durante i seminari o i convegni, ma scendendo in filiale e sentendo la loro voce.

In questo senso, le potenzialit connesse con gli sviluppi della monetica e dei servizi di pagamento in generale si mostrano tuttora immense, soprattutto nei rapporti con le nuove generazioni e con le abitudini di fruizione di prodotti e servizi che caratterizzano nativamente questo target. Cosa lega allora la centralit dello sportello alle tendenze emergenti? Il disorientamento sulle strategie in merito ai canali, a ben vedere, deriva dal fatto che sino ad oggi multicanalit stata sinonimo di affiancamento dei canali diretti a quelli fisici, con logiche che partivano da molto lontano rispetto alla mente e alle esperienze dei consumatori: legate in via generale alla riduzione del cost to serve, e alla riduzione, per lappunto, della fila allo sportello Se vero infatti che lo sportello rimane centrale nei processi distributivi delle nostre banche, altrettanto inconfutabile che la redditivit in calo, il break even si allontana nel tempo, le sovrapposizioni territoriali aumentano. Da qui la

Alessandro Ceccarelli

30

AREA BANCA

non esiste pi

Il mercato di massa
Il mondo del sistema dei pagamenti in forte evoluzione. Carte, ATM, canali distributivi cambieranno ancora con nuove opportunit per la clientela ma anche sfide per le BCC. Ne parliamo con Antonio Galiano capo del servizio e-bank di ICCREA Banca
Non solo i recenti dati a livello nazionale distribuiti dallABI ma anche le evidenze riscontrabili nel nostro Sistema con riferimento a carta BCC evidenziano un forte sviluppo degli ATM evoluti, di nuovi servizi accessori e di nuove tipologie di carte: in che modo lo sviluppo dei sistemi di pagamento, e della monetica in generale, incider sullevoluzione dei canali distributivi delle banche e dunque sul consumo dei prodotti bancari da parte dei clienti? Il network delle Banche di Credito Cooperativo esprime 2,5 milioni di carte di pagamento attive, che hanno movimentato nel corso del 2010 un totale di 4,8 miliardi di euro. Questi positivi risultati sono stati raggiunti nellambito di un contesto di mercato caratterizzato da una forte contrazione dei consumi e dalla tendenza delle famiglie e delle imprese a razionalizzare lutilizzo degli strumenti di pagamento a loro disposizione. Il settore delle carte di pagamento denota uninstancabile vitalit e la CartaBCC tende a recepire i cambiamenti pi significativi, come quelli sintetizzati nella CartaBCC Beep! che, in virt di una rete di accettazione compatibile, velocizza i tempi del pagamento perch non richiede la firma fino ad un certo importo. Gli impatti sulla vita quotidiana di ognuno di noi di un prodotto del genere potrebbero essere davvero sorprendenti. Se effettivamente le banche favoriranno limplementazione della rete POS, potremmo trovarci a non dover cercare gli spicci nelle tasche per pagare il taxi o i giornali in edicola. Esistono gi comuni come Alba che stanno sperimentando questa nuovissima soluzione ed io ne ho una in tasca. Aggiungo che necessario avere bene in mente che il mercato di massa non esiste pi, ma si trasformato in una massa di nicchie, ci che motiva lo sviluppo di numerosi prodotti tailor-made, come la carta Tasca Socio Attivo della BCC di Roma, o la Albarella Card distribuita agli ospiti dellisola o Carta Ateneum personalizzabile in funzione delle esigenze delle singole universit. Questa virata sta facendo discutere economisti e comunicatori e finalmente consente di valorizzare appieno la peculiarit strutturale delle nostre banche locali che hanno da sempre eluso ogni tentativo di standardizzazione. Lelemento pi importante che

una fascia sempre pi ampia di pubblico tende a stare al passo con le nuove tecnologie e comprende che i vantaggi che derivano dallutilizzo dei nuovi strumenti sono superiori ai rischi che ogni sistema comporta. E il motivo per cui anche lutilizzo dei sistemi di pagamento evoluti si sta diffondendo con sempre maggiore capillarit e le aziende stanno investendo sempre di pi in sicurezza (vedi box). Abbiamo visto Iccrea Banca rivisitare il proprio sistema di offerta sulla monetica lanciando, al contempo, il nuovo portale di carta BCC: in questo settore cos dinamico, su quali cantieri di sviluppo si sta lavorando?

31

AREA BANCA
Il web il canale che gli operatori di settore tenderanno a privilegiare sempre di pi perch consente di sviluppare una relazione con i clienti molto trasparente, flessibile e interattiva a basso costo. Con il nuovo sito abbiamo cercato di migliorare lesperienza di contatto che i titolari e i curiosi hanno con la CartaBCC, attraverso una migliore fruibilit, che pone le informazioni chiave sempre in primo piano. La navigazione pi intuitiva e permette di individuare con chiarezza e approfondire i contenuti che sono ricchi e vari e vanno dalle protezioni ai servizi di assistenza. Nel 2011 il sito web www.cartabcc.it sar il canale principale attraverso il quale i titolari parteciperanno al programma loyalty, ispirato alla responsabilit sociale e alla speciale relazione che le BCC hanno con il territorio. Il programma, in corso di definizione, prevede la valorizzazione di realt locali, che saranno indicate dalle stesse BCC. Saranno coinvolte associazioni no profit e comuni, con progetti eticamente sostenibili e realt agro-alimentari clienti. Il meccanismo premiante adottato sar quello dellinstantwin. Ancora attraverso il sito sar valorizzata la rete dei partner commerciali che privilegeranno i titolari di CartaBCC con sconti e vantaggi. Nellambito della monetica di Sistema e in termini commerciali quale sar secondo lei il prodotto del 2011? Il prodotto 2011 sar senza dubbio la CartaBCC 4YOU, la nostra carta IBAN che sar a brevissimo lanciata sul mercato. E una carta che abbina ai servizi di una prepagata standard altre funzionalit tipiche di un conto corrente, come bonifici in entrata e uscita, accrediti e RID. La nostra 4YOU per punta ai giovani. E infatti un prodotto con alcuni elementi di effettiva distinzione rispetto ad analoghe offerte della concorrenza. La nostra 4YOU include infatti anche laccesso - a condizioni vantaggiose - a PayPal, la modalit di pagamento utilizzata dai giovani navigatori in Internet. Attualmente in Italia sono oltre quattro milioni gli aficionados che utilizzano abitualmente PayPal per pagamenti peer to peer, cio tra privati, sui pi importanti siti di commercio elettronico, quali Ebay, Itunes e Amazon. Il meccanismo di ricarica del Conto PayPal pu avvenire sia tramite una carta di credito/prepagata oppure a mezzo di un bonifico disposto dal conto corrente dellutente interessato.

Si registra la tendenza alla diminuzione della spesa unitaria (ticket) media, a conferma della sempre maggiore confidenza e abitudine ad utilizzare le carte di pagamento.

32

33

AREA PROGETTI - FORMAZIONE


INVESTIRE NEL FUTURO

I giovani come risorsa


per le BCC
Quale atteggiamento hanno le giovani generazioni nei confronti del lavoro? Come possibile attrarre efficacemente le migliori risorse giovani? Quali implicazioni si presentano per i ruoli manageriali e di governo rispetto alle politiche di gestione dedicate alle nuove risorse? Come avviene il loro processo di socializzazione allinterno delle organizzazioni e quali strumenti si possono utilizzare per la loro crescita? Perch e come far acquisire e condividere, ai giovani, i valori tipici del sistema BCC? Queste le domande alle quali la miniconferenza del 19 e 20 novembre scorso, organizzata da Sef a Bardolino, sul lago di Garda, ha cercato di dare una risposta. e innovative. Rispetto alle generazioni passate, i giovani della Y sono definiti individualisti, maggiormente staccati dalle problematiche sociali e raggiungono lautonomia economica pi avanti negli anni. La ricerca del posto di lavoro orientata in primo luogo allacquisizione di professionalit. Un posto di lavoro che consenta loro di crescere, di fare esperienza, di sperimentare, di mettersi in gioco, di acquisire competenze spendibili, il che vuol dire anche costruire un percorso di carriera e conseguentemente avere possibilit di guadagno, senza dubbio lelemento discriminante nella scelta dellinvio della propria candidatura. I giovani, per, non intendono rinunciare al proprio tempo libero, per questo ricercano costantemente lequilibrio tra vita professionale e vita sociale, nellambito comunque di un

gliere, quali sono i criteri della scelta? Le ricerche presentate nel corso delle giornate studio di Bardolino hanno fatto emergere che la decisione ricade sui seguenti fattori: Integrazione con lorganizzazione e valorizzazione del dipendente; Valorizzazione delle diversit e della creativit; Variet di contenuti; Riconoscimento del merito; Reputazione e prestigio dellazienda; Sicurezza; Responsabilit sociale. Ovvero i giovani ricercano un posto di lavoro che consenta loro di esprimere le proprie capacit affinch possano contribuire attivamente alla realizzazione della mission aziendale. Hanno per bisogno di essere apprezzati per le energie spese e guidati nel fare meglio. Il bisogno di sicurezza, infatti, non va interpretato solo come sicurezza della stabilit del posto di lavoro, ma piuttosto come bisogno di rassicurazione. Fondamentale per i giovani lavoratori avere un modello di riferimento, un esempio da seguire sia nella vita professionale che nello sviluppo della propria persona. Ma perch per unorganizzazione cos importante investire sui giovani? Perch le BCC dovrebbero puntare sulle nuove generazioni? Le risorse giovani che entrano nelle aziende portano con s un patrimonio di conoscenze, abilit, capacit, valori e cultura da plasmare e valorizzare. Sono dei formidabili sensori del cambiamento culturale nel territorio e quindi contribuiscono alla lettura dellevoluzione del mercato. Come qualsiasi altro investimento, ha una componente di rischio che non deve essere sottovalutata: senza ladeguato controllo, le nuove risorse

I giovani che entrano nel mondo del lavoro oggi, appartengono alla cosiddetta generazione Y, ovvero quella generazione che, essendo nata negli anni 80, la prima ad essere cresciuta in un mondo globalizzato, con forme di conoscenza diversificate

posto di lavoro sicuro, soprattutto in un periodo come questo di crisi economica i cui effetti nel mercato del lavoro, sono ancora maggiori per coloro che un lavoro devono ancora trovarlo. Ma quando i giovani possono sce-

34

AREA PROGETTI - FORMAZIONE


potrebbero subire lappiattimento sulle abitudini consolidate e, senza adeguata tutorship alla crescita professionale, potrebbero essere demotivate. Per questo opportuno individuare delle precise strategie di gestione delle giovani risorse. Il sistema del Credito Cooperativo un sistema giovane con circa un terzo del personale di et inferiore ai 35 anni e un trend degli organici in continua crescita rispetto allandamento medio del mercato. Linserimento e la formazione delle nuove generazioni debbono essere considerati un investimento per la creazione di valore allinterno delle BCC e per il sistema nel suo insieme. Sostenere lapprendimento continuo e lo sviluppo del loro capitale intellettuale contribuisce ad assicurare il vantaggio competitivo attuale, ma soprattutto a costruire basi solide per quello futuro. Le Federazioni locali, in questo, possono svolgere un ruolo centrale nel presidio dei processi di selezione, inserimento, formazione e sviluppo delle risorse che sono espressione del territorio e delle comunit di riferimento delle BCC. In tale direzione FederLus ha avviato un progetto di formazione integrato rivolto ai giovani delle BCC associate, nellottica di gettare le basi per un sistema di formazione permanente che possa, nel tempo, divenire una best practice da condividere allinterno del Sistema. Il progetto nasce anche dalla rinnovata attenzione riservata dal contratto di lavoro integrativo interregionale che prevede, per i giovani neo-assunti, un percorso formativo della durata di due anni (pari ad almeno 8 giornate annue) che li aiuti a comprendere il contesto, loperativit e lorganizzazione delle BCC e del Credito Cooperativo, a sviluppare competenze utili per il proprio percorso di crescita e ad acquisire uno stile fortemente connotato dal punto di vista dellidentit. Il progetto ha come obiettivo primario la messa in atto di un percorso di formazione e sviluppo che, attraverso unarticolazione multidisciplinare integrata e sistematizzata, metta in condizione i Giovani inseriti nelle BCC di: comprendere a fondo il contesto, loperativit e lorganizzazione delle BCC e del Credito Cooperativo; simizzare lefficacia didattica delliniziativa nel suo complesso. Accanto ai momenti di aula tradizionale da realizzare, in linea di massima, in modalit residenziale saranno previste sessioni in autoistruzione ed in e-learning. Le sessioni formative saranno supportate da laboratori interattivi e gruppi di progetto orientati a sperimentare e contestualizzare i contenuti appresi. Ai partecipanti potr essere assegnato un project work che porteranno a termine in BCC nellarco temporale del percorso formativo. prevista una tutorship didattica e verr chiesto alle BCC di provenienza dei partecipanti di individuare e nominare dei tutor aziendali che svolgano lattivit di supporto/sostegno ai neo assunti impegnati nel progetto. Negli intervalli intercorrenti tra i moduli daula saranno inserite sessioni di animazione on-line e forum di discussione, coordinati dal tutor didattico e supportati con il contributo degli esperti di contenuto. Sempre nellottica di una maggiore contestualizzazione dellapprendimento potranno essere realizzate sessioni di affiancamento e training on the job presso le BCC di appartenenza sui differenti settori di attivit che man mano verranno affrontati dal punto di vista formativo. Obiettivo quindi quello di creare una scuola giovani della Federlus, una scuola che li accompagni nello sviluppo della vita professionale e nella crescita della propria persona, affinch possano sentirsi appartenenti non solo ad una banca differente ma a un sistema di banche differenti.

sviluppare competenze utili e contestualizzate per un efficace percorso di crescita tecnico-professionale; acquisire uno stile fortemente connotato dal punto di vista dellidentit per conoscere e riconoscersi nel sistema del Credito Cooperativo e nel suo modello valoriale; sviluppare modalit relazionali a supporto dellefficacia personale. Il percorso sar impostato secondo una formula blended che prevede lutilizzo integrato di metodologie e supporti diversificati al fine di mas-

Martina Bonaldo

35

SPECIALE GIOVANI SOCI

BCC, la banca dei giovani


A seguito del primo forum dei giovani soci momento propulsivo di animazione, condivisione e diffusione delle esperienze a livello nazionale prosegue il cantiere di sviluppo di iniziative e di costruzione di forme aggregative tra i giovani soci delle BCC italiane. In prima battuta, nellambito del progetto BCC. La banca dei Giovani, stato allestito un blog allindirizzo internet www.giovanisocibcc.it, con il quale la redazione propone iniziative delle singole BCC e temi di approfondimento legati al mondo dei giovani che con essa si relazionano. Obiettivo favorire il confronto e il dialogo tra varie esperienze e specifiche vedute. E in via di stampa, inoltre, la prima puntata della rubrica giovanisocibcc.it sulla rivista Credito Cooperativo, in cui si presentano i cinque collaboratori volontari che si sono candidati ad animarla. Altra iniziativa scaturita nel Forum nazionale lAtlante delle buone pratiche intraprese a livello locale per sostenere i giovani del territorio, per reclutare nuove generazioni di soci e costruire forme di rappresentanza e di aggregazione allinterno dei singoli Istituti. Scorrendo lAtlante si evidenzia subito come le banche stiano cercando di avviare azioni e iniziative volte a favorire un miscelamento generazionale allinterno delle compagini sociali, soprattutto per il mezzo di attivit rivolte ai figli di soci. In molti casi si favorisce lentrata nella compagine sociale attraverso la riduzione del numero minimo e sovrapprezzo delle singole azioni. Emergono inoltre iniziative sempre pi ampie per diffondere informazione e formazione per i giovani del territorio, valorizzando al contempo i talenti soprattutto soci con le classiche borse di studio. Molte iniziative sono nate, in particolare, per leducazione finanziaria, approfondendo e coltivando la cultura economica e finanziaria attraverso lorganizzazione di eventi specifici, accordi con le scuole, incontri con le associazioni giovanili o con le associazioni di giovani imprenditori. Ultima, ma non meno importante, la diffusione della promozione allinterno delle BCC dellassociazionismo tra i giovani soci: si va dalle sezioni dei Comitati giovani soci alle Consulte dei giovani soci, dalle associazioni giovani soci ai Club a loro riservati. Nellambito della nostra Federazione, nel precedente numero di Orizzonti abbiamo conosciuto

lAssociazione Giovani Toniolo, in questa sede conosciamo laltra iniziativa organizzata gi avviata in ambito federativo: la Consulta giovani soci della BCC di Roma (www.bccroma.it/Laboratorio giovani Soci BCC di Roma ).

36

SPECIALE GIOVANI SOCI

ESPERIENZE
LABORATORIO GIOVANI SOCI BCC ROMA
Dopo aver sentito nel numero scorso la voce dei giovani della Bcc di Toniolo, adesso la volta del Laboratorio Giovani Soci Bcc Roma. A parlarci un suo rappresentante, Piergiorgio Liberati. Come nata questa realt e come siete attualmente strutturati? A giugno del 2010 la BCC di Roma ha deciso di chiamare a raccolta un gruppo di giovani soci, circa venti, ponendo loro delle semplici domande, quali ad esempio: cosa vi aspettate che la Banca faccia per voi? Un modo diretto per iniziare a coinvolgere gli oltre 4mila under 40 che formano la compagine sociale, chiedendo loro di convogliare progetti futuri, desideri, ma anche senso di responsabilit e amicizia, in un contenitore che facesse da megafono a questi sentimenti, ne raccogliesse altri e li tramutasse in iniziative concrete. Cos nato il Laboratorio giovani soci della BCC di Roma, una struttura totalmente easy, senza scale gerarchiche, che si riunisce circa due volte al mese, generalmente il sabato mattina, per organizzare eventi che possano progressivamente coinvolgere i giovani soci della Banca. Quale potr essere a tuo avviso il ruolo futuro di queste consulte nelle banche e nei rispettivi territori dorigine? Oggi, pi che in passato, si avverte la necessit di diffondere una sana cultura della cooperazione, da contrapporre ad un dilagante individualismo. In questo le consulte possono giocare un ruolo centrale, non solo nel supportare le banche nella diffusione di quei valori che purtroppo oggi sembrano sopiti, ma anche nel costituire una cerniera tra la banca e il territorio. come se si trattasse di un reciproco scambio: la Banca, attraverso le consulte, diffonde principi e valori sani (carenti nel settore della finanza) nel territorio, per poi raccoglierne i frutti. E si badi, non si tratta di banale marketing. Questultimo, se non riempito con principi etici, rischia di rimanere un contenitore vuoto, arido, che non d frutti. Attraverso le consulte, infine, la banca pu agevolare il ricambio generazionale tra i soci, come si trattasse di una tradizione che si tramanda di padre in figlio. Quali sono le iniziative che state mettendo in campo? Il Laboratorio ha iniziato a muovere i primi passi ora. Abbiamo organizzato una serata di debutto lo scorso 17 febbraio, alla quale hanno partecipato oltre 100 giovani soci. In calendario ci sono gi altri eventi, in seguito ai quali organizzeremo incontri su tematiche chieste dai soci stessi: energia, ambiente, finanza, ma anche musica, sport e cultura. Puoi fare un appello ai giovani di altre realt che ancora non si sono organizzati o non hanno intenzione di farlo? Perch dovrebbero? Uscite dagli schemi tradizionali che i mass media ci impongono. Spegnete per un attimo i social network e impegnatevi in un nuovo modo, sano, di conoscere altre persone. Riscoprite il contatto umano, la stretta di mano, cercate di parlare non protetti dallo schermo di un computer e vedrete che alla lunga ne trarrete un vantaggio senza uguali, prima di tutto interiore e poi chiss.

37

DONNE DEL CREDITO COOPERATIVO

7 Convention di iDEE
Cambiare possibile. Servono eroi per sconfiggere le mafie?
I recenti fatti di cronaca, riportati da tutti i media, riguardanti il brutale assassinio di un uomo delle Istituzioni che cercava coraggiosamente di far rispettare la legalit, ci pongono ancora una volta di fronte ad un drammatico interrogativo: quale strada percorrere per ripristinare nel nostro paese il concetto della legalit. Si tratta di un valore calpestato dalla dilagante corruzione, che nelle sue pi svariate applicazioni, trova forse terreno fertile nellassenza di un condiviso concetto del bene e della legalit come patrimonio da difendere strenuamente, al di l del proprio credo politico e religioso, unassenza pericolosa, che lasciando spazio ad un generale sentimento di rassegnazione, ha aperto nel tempo un varco alla cultura della sopraffazione e della violenza come scorciatoia per la risoluzione di ogni problema. Si tratta di una realt della quale tutti sono a conoscenza, pur sentendosi estranei di fronte ad un diretto senso di responsabilit. Interrogarsi sulla genesi di questo drammatico malessere e su quanto ognuno di noi possa anche nel quotidiano interagire ai fini di un possibile mutamento, il tema dellincontro organizzato da iDEE lAssociazione delle donne del Credito Cooperativo a Gerace, lo scorso 29, 30 e 31 ottobre. Un incontro per riflettere e confrontarsi anche con chi, con grande coraggio, in prima linea nella lotta contro le organizzazioni criminali. Oltre a Alessandro Azzi - Presidente della Federazione Italiana delle BCC - e Marco Reggio - Segretario Generale della Fondazione Tertio Millennio - hanno dato il loro contributo di riflessione nella Convention: Mons. Giancarlo Maria Bragantini, dal 1994 al 2007 vescovo di Locri - Gerace e padre fondatore del Progetto Policoro, promosso dalla CEI e sostenuto dalla Fondazione Tertio Millennio. Nicola Gratteri, noto magistrato in prima linea contro la Ndrangheta. Vincenzo Linarello, Presidente del Consorzio GOEL, iniziativa nata nellambito della Diocesi Locri - Gerace contro la disoccupazione e per il cambiamento.

38

DALLA FEDERAZIONE
PROGETTO WEB

Piena operativit per


Dallo scorso 20 dicembre partita la piena operativit sulla nuova piattaforma on line della Federazione. In particolare, cessata la tradizionale modalit di invio delle nuove circolari emesse tramite posta elettronica, avviando la catalogazione on line e le notifiche per ruolo. Nuova operativit anche per linvio degli alert normativi e della reportistica in formato elettronico rivolta alle singole BCC. Contestualmente, nello stesso mese di dicembre si concluso il giro di incontri presso le singole banche volto allapprofondimento dei contenuti operativi dello strumento e, soprattutto, al recepimento delle istanze di evoluzione e miglioramento avanzate dal personale dipendente delle stesse BCC. Un passo importante, che ha posto

la nuova piattaforma on-line


le basi per la costituzione di un cantiere di sviluppo teso allefficientamento dei rapporti operativi e alla massima condivisione dellinformazione. Velocit, Facilit, Sostenibilit ed Efficienza sono i benefici attesi da un siffatto cantiere di sviluppo. Gli stessi valori sono stati posti alla base di un secondo progetto che sar indirizzato a migliorare alcuni

39

DALLA FEDERAZIONE
gole BCC potranno gestire in autonomia i profili e le abilitazioni dei dipendenti e degli amministratori, oltre allaggiornamento dei dati anagrafici e strutturali della banca (indirizzi, filiali, ATM, personale, etc.). Tutti dati che in automatico aggiorneranno gli archivi interrogabili dallutente che ricercher tali informazioni nella parte pubblica del sito. Altra novit su cui si andr a lavorare non appena terminate le evoluzioni della formazione, riguarda laccentramento, la sistematizzazione e la valorizzazione dei dati economici, finanziari e di mercato relativi alle BCC della Federazione e ai territori su cui verte la loro operativit. Ci sar realizzato facendo evolvere la sezione Analisi e dati dellarea riservata, inserendo in particolare benchmark personalizzati per BCC, dati andamentali, dati di sintesi del mercato di riferimento; con possibilit di interrogare ed analizzare tali dati da qualsiasi posto, connessione ad internet permettendo. Su questo sentiero, in sintesi, si continuer a lavorare, con lo sguardo ben rivolto al futuro.

ambiti e a far evolvere taluni processi della prima versione. Nel dettaglio, gli add-on principali riguarderanno la formazione: al termine di questa seconda fase, lintero processo informativo e amministrativo della formazione si chiuder on line: dalla consultazione del calendario annuale dei corsi, sino alla valorizzazione dei libretti formativi dei partecipanti, passando per la compilazione dei questionari di valutazione e la certificazione degli eventi formativi attraverso gli attestati di partecipazione direttamente dal singolo utente. Sar possibile stampare il proprio libretto formativo, cos come il proprio attestato di partecipazione. Il responsabile della formazione della BCC potr avere una visione dinsieme delle iscrizioni ai corsi dei propri dipendenti e dei relativi libretti formativi, con la possibilit di aggiungere attivit formative svolte allesterno del contesto federativo, avendo cos la situazione globale del singolo dipendente. Del tutto spariti, dunque, archivi elettronici sulla formazione dei di-

pendenti in remoto, di natura amministrativa, la spedizione degli attestati cartacei, i fax di iscrizione ai corsi, i questionari di valutazione cartacei. Con evidenti guadagni di efficienza ed economie di costo legate allutilizzo del tempo, al consumo della carta, alla condivisione dellinformazione. Le nuove implementazioni non riguarderanno per solo la formazione. A seguire, si lavorer per sviluppare un pannello anagrafico in cui i responsabili (organizzazione, ICT, o personale) delle sin-

40

DALLA FEDERAZIONE
PROGETTO MICROFINANZA CAMPESINA

in pool della Federazione


Prosegue limpegno della nostra Federazione nellambito del Progetto Microfinanza Campesina, rappresentato dalla collaborazione tra le strutture locali di finanza popolare dellEcuador sostenute da Codesarollo - una cooperativa di risparmio e credito diretta dallitaliano Bepi Tonello e fondata dallong FEPP-Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio - ed il Credito Cooperativo italiano. Alliniziativa realizzata nel corso del 2005/2007, sostanziatasi nellerogazione di un prestito di 1 milione di dollari a CODESAROLLO, sta facendo seguito un nuovo finanziamento in pool costituito tra alcune BCC Associate, per un impegno pari a ca. 1,5 mln di dollari. Il finanziamento - cui hanno dato la loro pre-adesione la BCC di Roma (Capofila), la BCC G. Toniolo, la Cassa Rurale e Artigiana dellAgro Pontino BCC, la BCC di Bellegra, la BCC del Garigliano, la BCC di Arborea - sar destinato alla costituzione del fondo di credito di due nuove succursali di Codesarollo, in corso di apertura nei quartieri popolari poveri del Sud e dellEst di Quito, dove ancora arrivano molti emigranti dalle campagne. Codesarrollo infatti una realt bancaria che sta costituendo un sistema finanziario etico alternativo in Ecuador. L'erogazione del credito agli strati marginali della popolazione, ai campesinos, agli indios, il sostegno al sorgere di attivit produttive di trasformazione dei prodotti agricoli, l'impulso a creare imprese comunitarie ne rappresentano i punti cardine. A livello di Sistema, il supporto finanziario ad oggi stanziato dal Credito Cooperativo si sostanzia in circa 27,5 milioni di dollari.

Nuovo finanziamento

41

DAL MOVIMENTO
LEASING

Nel 2011 la nuova Autonomia BCC


a disposizione di tutte le banche di Credito Cooperativo
ce. Il nuovo sistema guida agevolmente lutente BCC su politiche di credito, su aspetti fiscali e assicurativi, permette di concentrare lattenzione e di impostare il piano finanziario sulla base dellimporto del canone che il cliente disposto a pagare. La nuova modalit di perfezionamento della operazione di leasing semplifica linserimento dei dati necessari alle stampe, guidati e quasi completamente automatizzati, e la modulistica da stampare organizzata in set e cartelle logiche in fronte retro e con un numero inferiore di fogli e firme. La nuova autonomia alla quale la BCC pu aderire suddivisa su 2 livelli: per fasi di lavorazione (trattativa commerciale, istruttoria, stipula) Da gennaio 2011 Banca Agrileasing mette a disposizione la nuova Autonomia BCC a tutte le Banche di Credito Cooperativo interessate. Il Progetto Autonomia BCC, unitamente al Progetto Semplificazione, partito nel primo trimestre del 2010 ed ha visto un periodo di sperimentazione, prima dei rilasci, attraverso un Test Pilota che ha coinvolto 7 BCC consentendo a Banca Agrileasing la messa a punto di sistemi e processi. Lobiettivo del progetto quello di rendere pi snella e veloce la lavorazione delle operazioni standardizzabili offrendo alle BCC la possibilit di un maggiore presidio sullintero processo, sia in termini di qualit del servizio sia di rispetto delle tempistiche. Contestualmente la nuova operativit offre alle BCC la possibilit di concentrazione solo su alcune fasi di lavorazione, considerate a valore aggiunto. Le novit pi importanti sono state il PAF semplificato e una modulistica contrattuale pi snella. La nuova modalit semplificata consente di realizzare unofferta finanziaria al cliente in maniera facile e veloe completa (tutte e tre le fasi). Le BCC potranno scegliere il grado di autonomia e il livello di convenzionamento, in funzione della propria struttura organizzativa interna e degli obiettivi territoriali ed economici di sviluppo. I livelli di delega e convenzionamento sulla fase istruttoria saranno attribuiti sulla base di una analisi del portafoglio in essere originato dalla BCC. La convenzione correlata ad un sistema di incentivazione personalizzato e prevede una remunerazione per singola fase lavorata e incentivi mirati sullo sviluppo autonomia. A partire da gennaio il Progetto Autonomia verr presentato in occasione dei Comitati Commerciali e allinterno di incontri info-formativi appositamente organizzati dai Centri Impresa in collaborazione con le Federazioni locali e i Direttori Area Mercato. Il percorso di comunicazione verr affiancato a seminari formativi e addestramento sui nuovi strumenti. Per qualsiasi approfondimento potete rivolgervi a Gabriella Ficarella - Resp. Formazione BCC - BL Mobiliare.

42

DAL MOVIMENTO

con Legambiente

Convenzione nazionale
Rinnovato laccordo per la diffusione delle energie rinnovabili
La comune e profonda sensibilit verso le tematiche delleducazione e della sostenibilit ambientali ha portato Federcasse, nel 2006, a firmare con Legambiente O.N.L.U.S. una prima Convenzione-quadro nazionale per la diffusione delluso delle energie rinnovabili. I risultati conseguiti a livello nazionale nei primi tre anni di validit dellaccordo (2007-2009), davvero lusinghieri, spingono a credere che sia possibile, attraverso piccoli interventi, raggiungere obiettivi di grande portata, contribuendo a diminuire fortemente le emissioni climalteranti e favorendo al tempo stesso lo sviluppo della green economy. Con la consapevolezza della centralit dei temi del rispetto dellambiente e della sostenibilit, valori recentemente richiamati anche nellenciclica Caritas in Veritate di Papa Benedetto XVI, Federcasse e Legambiente hanno voluto rinnovare la Convenzione, sviluppandola su ulteriori direttrici. Il testo della nuova Convezione

prevede dunque un ampliamento degli interventi finanziabili ed una suddivisione di questi in linee di prodotti (Linea Rinnovabili ed Efficienza, Linea Casa Ecologica, Linea Risparmio Idrico, Linea Mobilit Sostenibile) che potranno essere adottate in toto o in parte dalle singole Federazioni Locali e BCC. La nostra Federazione ha aderito allaccordo associativo nazionale e ha messo a disposizione delle Banche Associate il testo dellaccordo. Le singole Banche potranno anche in sede federativa declinare laccordo a livello regionale o territoriale, concordando anche eventuali attivit di animazione e pubblicizzazione da valorizzare in termini di comunicazione e dunque di immagine. Anche questa iniziativa infatti confluir, concettualmente, allinterno dellapposito brand creato a livello nazionale: La Banca dellenergia pulita

Alessandro Ceccarelli

43

NOTIZIE DALLE ASSOCIATE

NUOVI DIRETTORI GENERALI


BCC TONIOLO BCC ROMA BCC DEL TUSCOLO

Palmieri

Alessandro

Mauro Pastore
Dal 1 dicembre 2010 Mauro Pastore il nuovo Direttore Generale di BCC Roma. Pastore ha sostituito Enrico Falcone, che dopo dieci anni come Direttore Generale ha lasciato la Banca mantenendo la presidenza di Banca Sviluppo. Pastore persona molto conosciuta dalle BCC associate essendo stato Direttore Generale di Federlus fino al 2004.

Ianniccari
Romano, 48 anni compiuti a febbraio, coniugato con 4 figli, Dottore Commercialista e Revisore Contabile. Dopo esperienze lavorative in Procter & Gamble Italia Spa e Confcommercio, poi approdato, con ruoli di primaria responsabilit, in ambito bancario. Giunto nel 2009 alla Banca di Credito Cooperativo del Tuscolo come Vice Direttore Generale, dal 1 gennaio 2011 ha sostituito il Direttore Generale, andato in pensione.

Amedeo

Dal 2 luglio 2010 la BCC Giuseppe Toniolo ha un nuovo Direttore generale. E Alessandro Palmieri, che subentrato a Valentino Libanori collocato in quiescenza per raggiunti limiti di et. Quarantatr anni, dottore commercialista, dal 1998 ricopriva il ruolo di Presidente del Collegio sindacale della Banca.

BCC ROMA/1

Pubblicato un volume su Palazzo Margherita, edificio simbolo dellAquila


In vista del via libera al progetto di restauro di Palazzo Margherita, BCC Roma ha finanziato la pubblicazione del volume Il Palazzo di Margherita dAu-

stria a LAquila, curato da Walter Capezzali, Presidente della Deputazione abruzzese di Storia Patria (pp. 160, Carsa Edizioni). Si tratta di un importante lavoro, riccamente illustrato, che fa il punto sulla storia di questo edificio, da circa sette secoli fulcro della vita cittadina aquilana. I brevi saggi che compongono il libro danno conto delle complesse vicende architettoniche e storiche del Palazzo. In origine sede del Capitano Regio, nella seconda met del Cinquecento Margherita dAustria se ne appropri e vi stabil la sua corte principesca. Il Palazzo conobbe cos un lungo periodo di splendore che

44

NOTIZIE DALLE ASSOCIATE


coincise con lascesa della citt, al centro di una rinascita culturale e politica. Ledificio fu poi la residenza del Magistrato aquilano. In seguito divenne il Palazzo dei Tribunali e, infine, nel 900, sede del Comune dellAquila. Si tratta di tappe che il volume analizza dettagliatamente e che coincidono con successive opere di ristrutturazione e ampliamento del Palazzo (testimoniate da accurati rendering delle fasi evolutive). Ricca la documentazione, in gran parte inedita, della presenza di Margherita dAustria e della sua numerosa corte, di cui viene illustrata la vita di palazzo e lo straordinario amalgama tra le diverse culture di provenienza (spagnola, fiamminga, piacentina, fiorentina), un amalgama che ag anche tra queste e il patriziato aquilano. I testi, densi di notizie inedite sulla storia del Palazzo, sono curati da importanti studiosi aquilani, mentre le illustrazioni comprendono una lettura fotografica pre e post-sisma del complesso architettonico e una documentazione degli arredi e delle suppellettili. Det Norske Veritas, in qualit di Ente terzo di Certificazione, ha potuto apprezzare limpegno della struttura organizzativa aziendale, supportato da PK Consulting, volto a consolidare nel miglioramento continuo lesperienza pi che ventennale della banca nel campo dei servizi di tesoreria per gli enti. Lintroduzione e lapplicazione dei nuovi standard, riconosciuti a livello internazionale, consente alla Banca di conseguire molteplici risultati, tra cui: 1 miglioramento della soddisfazione dei clienti finali fruitori di un servizio con elevati standard qualitativi; 2 miglioramento della propria competitivit e valenza commerciale sul territorio di riferimento nelloffrire i servizi di Tesoreria e Cassa in un mercato sempre pi competitivo e selettivo, dato che la certificazione uno dei requisiti fondamentali che vengono valutati nei bandi di gara banditi dagli enti pubblici; 3 benefici di tipo organizzativo e gestionale legati al miglioramento dellefficacia, efficienza e qualit del processo di erogazione dei servizi di Tesoreria e Cassa.

BCC ROMA/2

Ottenuta la certificazione di qualit


Det Norske Veritas ha rilasciato alla Banca di Credito Cooperativo di Roma lattestato di certificazione di qualit secondo gli standard della qualit UNI EN ISO 9001:2008, per quanto attiene il processo di Progettazione ed erogazione dei servizi di tesoreria e cassa per enti pubblici e privati. Tale risultato si colloca nellambito delle iniziative aziendali volte a migliorare la qualit dei servizi di Tesoreria e Cassa offerti agli Enti pubblici e privati, nonch alla luce dei mutamenti normativi e dellevoluzione del mercato di riferimento.

ATTIVIT SOCIALI/1 BCC DI FORMELLO E TREVIGNANO ROMANO

Le Piccole e

Medie Imprese e la BCC, una strategia comune che guarda al futuro

Il 12 novembre scorso si tenuto nella zona industriale di Formello un convegno sul rapporto tra piccole e medie imprese e Credito Cooperativo. Si trattato di uniniziativa della BCC di Formello e Trevignano Romano, in collaborazione con la Federazione. Si registrata la partecipazione di oltre trecento persone, tra cui numerosi esponenti del nostro sistema bancario interregionale e dellimprenditoria laziale. I lavori hanno preso avvio con i saluti dei rappresentanti istituzionali dei comuni in cui operano le agenzie della Banca, seguiti dallintroduzione da parte del Presidente Gino Polidori, il quale, rivolgendosi agli imprenditori presenti, ha rimarcato lelemento differenziante del Credito Cooperativo, la propria mission: leducazione al risparmio, lascolto continuo, la conoscenza diretta e gli intenti di miglioramento delle condizioni economiche, morali e culturali delle comunit. A seguire lauspicio sul futuro del nostro Paese da parte del Presidente della Federazione, Francesco Liberati, in particolare relativo al coinvolgimento di un numero sempre maggiore di cittadini tendenti alla produzione di nuova ricchezza, in un contesto pi consapevole di solidariet. Per il versante imprenditoriale sono intervenuti Roberto Mannato, Presi-

45

NOTIZIE DALLE ASSOCIATE


dente del Consorzio Industriale Roma Nord e Giorgio Merli, Presidente dellArea Consulenza di Confindustria. Il primo ha rimarcato limportanza di fare gruppo tra le imprese e del confronto continuo con le BCC sul tema ritenuto centrale del credito alle PMI. Per Giorgio Merli linnovazione sar una delle principali leve per reagire con successo alla crisi, con focus su aree di crescita della domanda e sullo sviluppo di competenze distintive delle imprese, su una organizzazione pi flessibile e sul governo dei costi operativi. Per il nostro Sistema, inoltre, sono intervenuti Enrico Duranti, Direttore Generale di Banca Agrileasing e Paolo Giuseppe Grignaschi, Direttore Generale della nostra Federazione. Per il primo occorre trovare un nuovo equilibrio rispetto al recente eccesso di strumenti finanziari a buon mercato. In questo senso, Banca Agrileasing finanzia gli investimenti delle imprese clienti delle BCC venendo incontro anche ad esigenze aggiuntive delle imprese, quale per es. la copertura dal rischio dellaumento del tasso di interesse su mutui e leasing. Per il Direttore della Federazione, Paolo G. Grignaschi, la storica interdipendenza tra Credito Cooperativo e imprese a livello locale stata confermata anche dai numeri usciti dalla crisi. Le BCC hanno continuato a sostenere le imprese, ben oltre i tassi di crescita della produzione a livello nazionale. Su queste solide basi le imprese italiane potranno continuare ad essere protagoniste anche nel futuro.

ATTIVIT SOCIALI/2 BCC DI RIANO


gli altri Premi teatrali esistenti in Italia: si rivolge esclusivamente ai giovani delle Scuole italiane di I e II grado. Esso tende ad incoraggiare gli studenti a scrivere per il Teatro, recuperando gli usi e le tradizioni locali e dibattendo temi legati alla condizione giovanile e allattualit. Il Bando del Concorso, spedito nel mese di Ottobre di ogni anno a tutte le Scuole di I e II grado esistenti sul territorio, prevede linvio dei testi entro il 15 Giugno dellanno di riferimento. Una giuria, formata da rappresentanti di primo piano del Teatro Italiano - tra gli altri, Alessandro Gassman, Virginio Gazzolo, Anna Mazzamauro, Aldo Miranda Mariano Rigillo, Tato Russo Max Tortora - e dal Presidente del Premio, il regista e drammaturgo Guido Mazzella, sceglie i testi vincitori, ai quali vanno premi in danaro (per complessivi 8.750 Euro). E dal 2004 che il Premio si fregia di una Targa del Presidente della Repubblica. All VIII Concorso, bandito nel 2010, hanno aderito 152 Scuole con 162 tra testi e DVD. La Cerimonia di consegna dei Premi si tenuta al Teatro Argentina di Roma il 25 Ottobre

Premio

Michele Mazzella per una drammaturgia giovane

Contributo della BCC di Riano al concorso organizzato presso le scuole medie con il patrocinio del Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca. La BCC di Riano ha partecipato come sponsor allorganizzazione dellevento, la cui serata finale si svolta lo scorso 25 ottobre a Roma, presso il Teatro Argentina. Il Premio Michele Mazzella per una drammaturgia giovane nato nellanno 2002, per ricordare un giovane operatore teatrale scomparso a soli 25 anni nellesercizio della sua attivit professionale. Questo premio ha una sua caratteristica particolare, che lo distingue da tutti

46

NOTIZIE DALLE ASSOCIATE


2010. Ad essa hanno partecipato 610 tra alunni e docenti provenienti da tutta Italia ed in particolare dalla Regione Lazio. Alla consegna dei premi ha partecipato anche un rappresentante della Banca di Credito Cooperativo. La consegna dei premi si alternata con brevi scene di lavori presentati dalle scuole di Roma e da brani dei testi vincitori, letti dagli attori facenti parte della giuria. Per le superiori, sono entrati in finale: sei licei scientifici, quattro licei classici, un istituto tecnico, un istituto magistrale e un istituto di istruzione superiore. Il primo Premio, andato a pari merito allIstituto di Istruzione superiore di Fano, con Agonia e Trionfo di due emigrati italiani, e al Liceo Scientifico Tedone di Ruvo di Puglia con Uguale diverso. A questultima scuola stato assegnata anche la Targa del Presidente della Repubblica. La Festa del Socio un evento oramai immancabile per i soci della Banca, un felice appuntamento per scambiarsi gli auguri di Natale e trascorrere un piacevole pomeriggio in una gioiosa atmosfera natalizia. Sulle note della Turandot e del Rio Blu ha avuto inizio lemozionante concerto classico della Banda Musicale Augusto Panizza della citt di Frascati. Lincontro proseguito con la pregevole esibizione delle voci bianche dellassociazione culturale Diapason di Genzano di Roma. Il Presidente Capogrossi, nel rivolgere i suoi saluti a tutti i presenti, ha sottolineato i risultati positivi ottenuti dalla Banca in questo anno di crisi e ha rinnovato limpegno della BCC Giuseppe Toniolo nel portare avanti gli obiettivi prefissati ed a mantenere viva e solida la presenza accanto a soci e clienti. Nel corso della manifestazione stato premiato il Sig. Orlando Pesoli, socio della BCC Toniolo dal 1948, che questanno con i suoi 100 anni di et, si aggiudicato la qualifica di socio... pi maturo della compagine sociale. Una riconoscenza particolare andata anche a Parvin

ATTIVIT SOCIALI/3 BCC TONIOLO DI GENZANO

Gabbarini che con i suoi 18 anni appena compiuti il socio pi giovane della banca. Nel tardo pomeriggio si svolta la consueta lotteria che da sette anni assegna ricchi premi ai pi fortunati e al termine della serata avvenuta la consegna dei tradizionali omaggi che la BCC Toniolo predispone ogni anno per i suoi soci. Una cascata di coriandoli colorati ha concluso la festa in uno speciale augurio di buone feste e di buon 2011 a tutti i presenti.

edizione della festa del socio


Lo scorso 19 dicembre 2010 a Genzano di Roma si tenuta la tradizionale Festa del Socio della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo. Il Palazzo dello Sport Gino Cesaroni, elegantemente allestito per loccasione, ha accolto 3000 soci provenienti dai comuni dei Castelli Romani, in particolare da Ariccia, Frascati, Genzano e Lanuvio.

Settima

47

NOTIZIE DALLE ASSOCIATE


ATTIVIT SOCIALI/4 BCC UMBRE E FEDERAZIONE

Job-Day,

costruire il futuro dei giovani

Concreto e mirato. Sono questi gli aggettivi che dovranno caratterizzare il nuovo concetto di lavoro. Un obiettivo senzaltro ambizioso ma che si avvale di uno strumento nuovo e dalle grandi capacit: Job-Day. Una giornata ideata e organizzata dalla Facolt di Economia dellUniversit di Perugia, con lo scopo di fornire una reale possibilit di avviamento al lavoro dove le numerose aziende del panorama globale, nazionale e locale si sono interfacciate con i protagonisti del mondo di domani. Levento si tenuto lo scorso 28 ottobre presso Palazzo Murena, nella sede del Rettorato, con la partecipazione delle nostre Banche umbre - la Banca di Mantignana - Credito Cooperativo, la BCC di Spello e Bettona e la BCC di Perugia - e con il contributo e la presenza della nostra Federazione. Consegna di curricula e incontri con gli studenti sono stati gli scopi pi immediati della giornata. Ma in realt stata unoccasione importante per il Credito Cooperativo Umbro per presentarsi alla platea dei giovani, al fianco delle principali realt imprenditoriali del Paese, con la possibilit di importanti guadagni di immagine. Elemento differenziante, e sicura-

48

NOTIZIE DALLE ASSOCIATE


mente di valore strategico, rispetto ad analoghe iniziative organizzate a livello locale, stato il presentarsi unitariamente come sistema interregionale BCC e Federazione e, soprattutto, come parte organica del pi importante network cooperativo bancario del Paese. In questo senso, linteresse manifestato dagli studenti certamente attratti dalle eventuali prospettive di inserimento in merito allorganizzazione di sistema e alle modalit organizzative e Istituzionali del nostro Movimento nazionale, ne stato un segno tangibile, da prendere a riferimento nelle future iniziative rivolte alle nuove generazioni, sia a livello locale che nazionale.