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NUMERO 1 2012

FEDERLUS

PERIODICO DELLA FEDERAZIONE DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO DEL LAZIO UMBRIA SARDEGNA

GUARDIAMO AVANTI
I RISULTATI CI DANNO RAGIONE

72 25 1003056

56 15 1 1 0 0 5 30 8 5 15 +1 5 % 00 2 1

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EDITORIALE DEL PRESIDENTE


GUARDIAMO AVANTI 3

NON SOLO BCC


LA PITTURA E LA FORZA DELLA BELLEZZA CONTRO LA ROUTINE, FUOCHI DARTIFICIO! 4 30 32

APPUNTI DEL DIRETTORE


I NUMERI CI DANNO RAGIONE

DALLA FEDERAZIONE
ESSERE COMPLIANT ATTRAVERSO LA FORMAZIONE 34 36 37 39 40

PRIMO PIANO
LA TENUTA DEL NOSTRO SISTEMA INTERREGIONALE 6

UN NUOVO ALLEATO PER LA BCC LEFFICIENZA ORGANIZZATIVA PASSA PER IL PORTALE

PUNTO CONGIUNTURALE
TAGLIARE LA SPESA PER RIDURRE LA PRESSIONE FISCALE 8

UNA NUOVA DIREZIONE AL SERVIZIO DELLE ASSOCIATE LAVORI IN CORSO

GIUSEPPE TONIOLO
LESEMPIO DI GIUSEPPE TONIOLO PER IL FUTURO DEL CREDITO COOPERATIVO UN MESSAGGIO DI STRAORDINARIA ATTUALIT IL TEMPO GLI HA DATO RAGIONE 10 12 13

DALLE BCC
NUOVE FILIALI/1 BCC DI RONCIGLIONE NUOVA APERTURA A CAMPAGNANO ROMANO NUOVE FILIALI/2 BCC DI SPELLO E BETTONA NASCE BANC@TREVI, DODICESIMA FILIALE NUOVE FILIALI/3 BCC SAN BARNABA DI MARINO APERTA UNAGENZIA A ROCCA DI PAPA NUOVE FILIALI/4 BCC DI MANTIGNANA E PERUGIA APERTA LA 15MA FILIALE A BASTIA. LUNIONE DI FORZE E SINERGIE PER AFFRONTARE LA CRISI BCC DI RONCIGLIONE/1 CENTODIECI ANNI DI STORIA IN UN LIBRO BCC DI RONCIGLIONE/2 GITA SOCIALE A BERLINO 42

CONVEGNO NOICOOP
NOICOOP LE COOPERATIVE AL CENTRO 14

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CONVEGNO ABI
ROAD SHOW ITALIA 2011-2012: VITERBO! 16

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TESORI DEL TERRITORIO


LAGRO PONTINO, DALLA BONIFICA AL FUTURO INTERVISTE: ANTONIO PENNACCHI E LEPOPEA DELLA BONIFICA SERVE UNA POLITICA DI INNOVAZIONE PER RIPARTIRE SUPERARE LA CONGIUNTURA VALORIZZANDO AGRICOLTURA E TURISMO NONOSTANTE LA CRISI LA PROVINCIA TIENE I PRODOTTI DELLA NOSTRA TERRA PER FAR FRONTE A UN MOMENTO DIFFICILE 18

20 22 24 26 29

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NUOVI ORIZZONTI
LA NUOVA ERA DEL RETAIL BANKING TRA CONFERME E RIVOLUZIONI 46

Direttore Responsabile: Maurizio Aletti

Immagini: Archivio Edicom, Archivio Federlus, Fabrizio Burelli, Simone Pagano, Microimages Fotolia Redazione: Alessandro Ceccarelli, Brunella Venier

Hanno collaborato a questo numero: Paola Alviano Glaviano, Martina Bonaldo, Giorgio Caporale, Gianfranco Ferroni, Giuseppe Ginnasi, Francesco Manganaro, Flavio Napoleoni, Daniela Novelli, Fabio Pini, Alessandra Trinca, Sergio Troiani

Editore: EDICOM srl, iscritta al R.O.C. n. 8961 Finito di stampare: giugno 2012 Tiratura: 2.500 copie

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EDITORIALE

Guardiamo avanti
di Francesco Liberati

I risultati ottenuti nellultimo triennio dalle BCC associate alla nostra Federazione sono pi che soddisfacenti, con una dinamica di crescita che, considerando i tempi, ha pochi paragoni. In questo contesto si fatto sentire il ruolo di supporto della nostra Federazione e limportanza del fattore unione che si esplicitato non solo per tenere lurto della crisi, ma anche per agevolare ladempimento delle numerose disposizioni normative che si sono abbattute sulle nostre banche. Adempimenti che, se fronteggiati dalle singole associate, avrebbero comportato un non sopportabile impiego di risorse e aumento dei costi. Mi riferisco agli adempimenti Mifid, alla rendicontazione ICAAP, alla normativa sulla Compliance e via dicendo. Inoltre, la Federazione si fatta carico della revisione cooperativa e ci siamo impegnati per promuovere sempre di pi nellambito delle BCC, in linea con gli orientamenti della Vigilanza, assetti di governo adeguati, strutture organizzative efficienti e sistemi di controllo efficaci. In particolare, nel campo degli assetti di governo abbiamo proceduto secondo le indicazioni definite dalla Banca dItalia nel quadro degli orientamenti internazionali, e successivamente condivise in sede Federcasse. Il complessivo corpo normativo per ladeguamento degli assetti di governance stato recepito da parte delle nostre banche. Anche dal lato organizzativo ci siamo mossi per tempo per migliorare i processi di lavoro e promuovere assetti sempre pi efficienti, operando anche sul fronte del controllo dei costi. Per una BCC anche, e soprattutto, oggi, in un contesto operativo estremamente severo, reggersi esclusivamente sullintermediazione tradizionale, che genera margini sempre pi compressi e assorbe capitale, diventa unimpresa sempre pi ardua senza una efficiente gestione dei costi. Per questo, tutte le attivit non strettamente funzionali alla raccolta e agli impieghi vanno esternalizzate. Invece, troppe attivit sono ancora effettuate dalle singole banche, con duplicazioni e aumento di oneri impropri. Come evidenziato nelle recenti Considerazioni finali del Governatore della Banca dItalia Ignazio Visco, per le banche italiane sono necessari interventi incisivi dal lato dei costi operativi, la cui flessibilit modesta in relazione alle condizioni di fondo del settore. Su questa strada, va sottolineato che la nostra Federazione ha gi avviato un percorso ben preciso con lobiettivo di fondo di consentire alle banche associate di esternalizzare pi funzioni possibili presso la Federazione stessa e le societ di servizi collegate, perch le stesse associate possano concentrarsi sullo sviluppo commerciale e sulla cura delle relazioni di territorio. Ci siamo sempre mossi e continueremo a farlo secondo due direttrici. La prima volta supportare le BCC nel loro posizionamento di mercato e nella loro capacit competitiva, anche attraverso analisi e condivisione di dati comuni. La seconda nel guidarle nelle strategie evolutive fornendo allo stesso tempo tutti i possibili servizi esternalizzabili, con particolare attenzione alle funzioni di controllo. Con questa rinnovata visione, abbiamo chiuso un triennio difficile e impegnativo, con risultati concreti che confortano le nostre scelte e la volont di proseguire lungo la strada tracciata. Per erogare servizi sempre migliori e a condizioni competitive per le associate, supportandole nella loro funzione di servizio a famiglie e imprese.

APPUNTI DEL DIRETTORE

I numeri ci danno ragione


di Paolo Giuseppe Grignaschi

Mai come in questi tempi i numeri hanno assunto unimportanza rilevante nella vita di ognuno di noi. Quotidianamente lattenzione catturata dallandamento dello spread, dal rapporto tra il deficit ed il PIL, della variazione, anno su anno, del PIL stesso. Numeri. Numeri sulla base del cui andamento siamo stati chiamati a fare sacrifici importanti ed altri probabilmente dovremo farne. E nel nostro mestiere di numeri se ne aggiungono altri, gli indici di patrimonializzazione, il livello delle sofferenze, la redditivit, i tassi di interesse, il rapporto impieghi/raccolta, il cost/income, solo per dirne alcuni. Numeri. Numeri le cui dinamiche, giorno per giorno, si aggiornano in senso apparentemente sempre pi negativo, dandoci limpressione di esserne travolti e di essere impotenti di fronte ad essi. Non sempre cos. Si pu e si deve rispondere ai numeri negativi. Come? C un solo modo: con numeri positivi. E come generare numeri positivi? C un solo modo: occupandosi, coerentemente, con costanza, con professionalit, dei numeri stessi. Nel contesto di estrema incertezza che oggi viviamo, peraltro, i numeri e i risultati che rappresentano - costituiscono lunico fattore guida in grado di razionalizzare linterpretazione dei fatti e ridurre lo spazio concesso allirrazionalit. Credo di poter affermare che la nostra Federazione abbia, da tempo, lavorato in tal senso. Chi vi scrive, come sapete, ha sempre rivolto grande attenzione ai numeri, anche sulla base della semplice considerazione che noi, fondamentalmente, numeri produciamo. Ebbene, questa costante attenzione e questo continuo impegno ci consentono, oggi, di presentare, pur nella consapevolezza di un contesto negativo, che desta forti segnali di preoccupazione che non possono essere ignorati, dei numeri positivi, sia con riguardo alle BCC associate, sia con riferimento alla Federazione stessa. Ritengo importante sottolineare ci e, per questo, ai nostri numeri ho dedicato un inserto speciale di questo numero della rivista Orizzonti, intitolato Facts and figures, che lespressione con la quale, nel mondo anglosassone, si intende la concretezza, lessenzialit delle cose, i fatti rappresentati da numeri. Fatti, come la continua crescita strutturale delle nostre Banche, che, nellultimo triennio, hanno visto aumentare il numero degli sportelli dell11,4%, dei soci dell9,5% e dei dipendenti del 10,4%. A questa si accompagnata una crescita dei volumi intermediati in misura maggiore rispetto a quella degli stessi volumi degli Istituti presenti sul territorio, con un generalizzato aumento delle quote di mercato. Gli impieghi sono cresciuti, nel triennio, del 36,9%, raggiungendo quasi 8,5 miliardi, la raccolta del 21,1%, raggiungendo quasi 11 miliardi, e si riusciti, comunque, a mantenere il rapporto impieghi-raccolta, ancora inferiore all80%, su livelli sufficientemente prudenziali. Dal 2009, aumentata dell1,4% la patrimonializzazione di base e del 2,1% quella com-

plessiva, mentre la redditivit ha fondamentalmente tenuto. Nel 2011 lutile lordo aggregato delle BCC della Federazione stato sostanzialmente in linea con quello dellanno precedente, ma la maggior parte delle Associate ha fatto registrare un risultato economico netto migliore di quello del 2010 e, nel triennio, le nostre Banche hanno, complessivamente, prodotto oltre 140 milioni di reddito, con un valore sociale creato nel triennio che raggiunge quasi 1,2 miliardi di euro. La Federazione non stata da meno. Non si pu parlare di utili (non ci sono concessi), ma di valore s. Ci si riferisce al valore creato dalla continua crescita del volume di attivit fornito alle Associate, che, nel triennio, cresciuto del 19,3% ed ha raggiunto i 4,4 milioni di euro, con uno sbilancio del valore dei servizi resi ai soci rispetto al costo per i soci stessi che, sempre nel triennio, ha superato i 700.000 euro. A questo importo va aggiunto quello di 1.150.000.000 euro, che la somma dei contributi che, negli ultimi anni, la Federazione ha restituito ai propri soci. Ancor pi importante e significativa la continua decrescita, anno su anno, del totale dei contributi richiesti alle Associate, al netto di quelli rigirati al Sistema (nel 2011 si gi al quinto anno consecutivo). Ci il risultato tangibile dellefficienza della Federazione, misurata anche dalla sempre minore incidenza dei contributi associativi sul valore della produzione dei servizi, che era al 67,5% nel 2005 e che, nel 2011, scesa al 43,2%, grazie ad un controllo dei costi pressoch giornaliero, a partire dal costo del personale, la cui incidenza sui ricavi da servizi passata dal 131,5% del 2005 al 62,8% del 2011. Attenzione e controllo dei costi che, certamente, non significa risparmiarsi sulla attivit effettuate in favore delle Associate, le quali, anzi, sono, come detto in precedenza, in continua crescita, ma significa lavorare per consentire alle BCC di focalizzarsi sul proprio core business. Possiamo affermare, con orgoglio, che tutte le nuove disposizioni normative, che, come noto, ormai vengono emanate a distanza di pochi mesi luna dallaltra, sono preventivamente recepite dalla Federazione, che, poi, provvede immediatamente a fornire alle Associate tutto il supporto necessario per ladeguamento normativo. Un supporto di qualit che arriva sin dentro la Banca, certificato dalle ispezioni della Vigilanza della Banca dItalia, i cui rilievi nei confronti del sistema dei controlli interni e dellorganizzazione aziendale, sono in costante diminuzione, in un contesto generale che, invece, va nella direzione opposta. Questo ha consentito alle Banche della Federazione di essere, nel 2011, quelle con limporto sanzionatorio medio per BCC minore tra tutte le Federazioni italiane. Siamo perfettamente consapevoli che dietro questi risultati si annidano anche delle possibili criticit: la crescita degli impieghi rispetto alla raccolta non pu continuare allinfinito, cos come la crescita degli sportelli sul territorio dovr obbedire, sempre di pi, a logiche di redditivit ed efficienza, piuttosto che di mera espansione territoriale. Il livello delle sofferenze , comunque, alto e la congiuntura economica attuale non lascia presagire nulla di buono per i prossimi mesi. Sullefficienza necessario lavorare ancora molto, in quanto il cost income ancora troppo elevato e non sono ancora sfruttati appieno i benefici che possono derivare dallesternalizzazione comune dei processi aziendali e quelli derivanti dalla possibilit di usufruire di un Sistema Informativo unico, su cui innestare processi standardizzati di controllo direzionale. Siamo, comunque, fieri dei nostri risultati, che rappresentano, in concreto, il dividendo di quellunione la cui forza stata, da molti anni a questa parte, sempre predicata e sottolineata da questa Federazione. Abbiamo davanti a noi tempi molto duri, ma i nostri risultati, pur non garantendoci il futuro, se non altro ci indicano in maniera inequivocabile la strada: andare avanti tutti insieme.

PRIMO PIANO

La tenuta del nostro sistema interregionale


Per le BCC di Lazio, Umbria, Sardegna un 2011 ancora in controtendenza rispetto alle altre Banche: non solo migliora lefficienza nellallocazione delle risorse sul territorio, ma si conferma anche il rigore nelle politiche gestionali
In un contesto difficile come quello relativo allesercizio conclusosi a dicembre 2011, le BCC Associate hanno mostrato ancora segnali incoraggianti, sia in termini di sostegno ai territori di competenza, sia con riferimento alla stabilit degli equilibri tecnici interni. continuato infatti anche per lesercizio appena concluso lincremento dei finanziamenti alleconomia, in misura superiore rispetto al Movimento delle Banche Cooperative e al Sistema nel suo complesso, con un volume complessivo che ormai supera gli 8,6 miliardi di euro, con un tasso annuo di crescita del +9,5%. Oltre il 40% dei finanziamenti andato alle famiglie consumatrici; il 33% stato canalizzato al settore produttivo attraverso le famiglie produttrici e le imprese. In aumento anche le masse fiduciarie, pari a 10,8 miliardi di euro, con un incremento del +1,5%, con una dinamica che si mostra migliore del Sistema BCC ma che cede qualcosa rispetto al dato del complessivo Sistema Bancario. Ancorch il contesto di rischio si mostri tuttora in fase di peggioramento, le politiche improntate alla prudenza e alla stabilit del Sistema interregionale, hanno consentito anche per lesercizio in parola di attenuare gli impatti delle dinamiche avverse sugli equilibri tecnici della Banca.

A fronte infatti di una lieve riduzione del 4,75% dellutile aggregato, il bilancio consolidato delle BCC Federlus mostra un incremento del +13,6% del margine di interesse, unna dinamica positiva del +4,7% del margine di intermediazione e una riduzione dei costi operativi del -1,4%. La contrazione dellutile aggregato comunque pari a 38,2 milioni di euro interamente imputabile alle svalutazioni su crediti e alle perdite sulle attivit di negoziazione titoli: levoluzione decisa del contesto di rischio sul territorio, ha spinto infatti le BCC a incrementare prudenzialmente la quota delle svalutazioni, portandole, in termini relativi, al 60% dellammontare deteriorato, a fronte di un incremento della rischiosit del credito che denota tuttora tratti di straordinariet, anche se in misura sensibilmente inferiore rispetto al resto del Sistema: le sofferenze lorde presso le BCC di Lazio, Umbria, Sardegna sono aumentate del +18,7%. Ancora rassicuranti si mostrano gli indici relativi al rap-

continuato lincremento dei finanziamenti alleconomia in misura superiore rispetto al Movimento delle Banche Cooperative e al Sistema nel suo complesso, con un volume che ormai supera gli 8,6 miliardi di euro e con un tasso annuo di crescita del +9,5%

porto impieghi/raccolta in Federlus ancora inferiore all80% e, soprattutto, quelli relativi alladeguatezza patrimoniale: 15% il Tier 1 capital ratio e 17,35% il Total capital ratio. Se da un lato, dunque, aumenta lo sforzo delle BCC delle tre regioni nel sostenere leconomia locale, daltro canto permane la politica di rigore volta a efficientare lallocazione delle risorse sul territorio, preservando la stabilit degli equilibri tecnici interni, nellassoluta convinzione di poter giocare un ruolo decisivo per la tenuta e lo sviluppo dei territori, cercando al contempo di riprodurre quelle qualit gi presenti nella Categoria e sottolineate anche dal Vice Direttore Generale della Banca dItalia Anna Maria Tarantola al recente Congresso Nazionale delle BCC: buone prassi gestionali, capacit di governare i processi aziendali e rapporto corretto con il territorio. Alessandro Ceccarelli

PUNTO CONGIUNTURALE

Tagliare la spesa per ridurre la pressione fiscale


Per Alberto Alesina la linea del governo di Mario Monti ha bisogno di alcune correzioni. Classe 1957, docente alla Harvard University e research visiting professor alla Bocconi, Alesina si laureato nel 1981 allUniversit Bocconi e ha ottenuto il PhD. in Economics alla Harvard University, dove attualmente professore di Economia. Attento osservatore della realt economica e finanziaria italiana, un applaudito protagonista di convention aziendali, incontri con i board di gruppi industriali e bancari, chiamato per spiegare quali sono gli scenari mondiali. Non le manda a dire, il docente di Harvard, circa il piano di investimenti prospettato dal ministro Corrado Passera: cento miliardi da dedicare al sistema stradale per lui sono unesagerazione. Preferisce le riforme strutturali al sistema del mercato del lavoro e le liberalizzazioni piuttosto che tornare a calcare i vecchi schemi della spesa pubblica, caratteristici di altre stagioni politiche italiane. Professore, i lavori sullautostrada Salerno-Reggio Calabria sembrano essere in cima ai pensieri del governo. daccordo? No. Trovo sbagliato il programma governativo di investire cento miliardi nelle infrastrutture: lItalia non ne ha bisogno, la rete esistente pi che sufficiente per le esigenze del sistema produttivo. I problemi sono altri, e spingere su una linea di progetti che non ha nulla di nuovo non un segnale positivo. In Italia qual il primo problema da risolvere per superare la crisi? Se lo Stato non riduce la spesa, i cittadini si aspetteranno che prima o poi le tasse aumentino di nuovo: il primo motivo per cui i consumi languono. Immaginiamo invece tagli di spesa che permettano di ridurre almeno di un

A colloquio con Alberto Alesina, economista di fama internazionale: In paesi come lItalia, dove la pressione fiscale vicina al 50% del Pil, ostinarsi a ridurre deficit e debito aumentando le imposte inutile, o addirittura controproducente
Intervista a cura di Gianfranco Ferroni

po la pressione fiscale. Il meccanismo che sinstaura opposto. Il costo del lavoro tende a scendere perch si riduce il cuneo fiscale, e la riduzione di consumi dovuta ai tagli di spesa, che comunque sarebbe modesta se si tagliasse spesa improduttiva, compensata dalla riduzione del costo del lavoro. Questo consente alle imprese di abbassare i prezzi soprattutto se le liberalizzazioni sono accompagnate da un rafforzamento dellAntitrust. Inoltre, le liberalizzazioni fanno crescere la produttivit: un altro motivo per cui i prezzi potrebbero scendere. E qual lerrore che invece non ci consente di uscire dalla spirale negativa? Lo sbaglio da evitare, e che invece in Europa sempre pi frequente, dare eccessiva importanza alla dimensione dellaggiustamento dei conti pubblici, trascurandone la qualit. In paesi come lItalia, dove la pressione fiscale vicina al 50% del reddito nazionale (Pil), ostinarsi a ridurre deficit e debito aumentando le imposte inutile, o addirittura controproducente perch ogni beneficio rischia di essere annullato dalleffetto recessivo di un ulteriore aumento della pressione fiscale. Occupazione e spending review: quali sono i legami tra questi due temi? Riforma del mercato del lavoro ed equilibrio dei conti pubblici hanno un ovvio collegamento: limpiego pubblico, che una delle fonti principali di rigidit della spesa. Tant vero che le amministrazioni pubbliche, per acquisire un po di flessibilit, fanno esse pure ricorso a contratti a tempo determinato, contribuendo a creare an-

che qui un mercato del lavoro duale. Per molti aspetti, quindi, i problemi del mercato del lavoro del settore pubblico sono simili a quelli del settore privato. Non solo. Soprattutto nel Sud limpiego pubblico una forma di sussidio permanente, un modo molto inefficiente per trasferire reddito alle regioni del Mezzogiorno, che non le aiuta a diventare pi produttive, anzi ostacola lo sviluppo delloccupazione nel settore privato. Per giusti motivi di equit questo governo ha eliminato ogni differenza nel trattamento pensionistico tra dipendenti pubblici e privati. Non applicare le medesime regole al mercato del lavoro significa reintrodurre differenze inique nella natura dei contratti. Che giudizio d del governo presieduto da Mario Monti? Bene le liberalizzazioni e il programma originario delle riforme del mercato del lavoro. Bene la riforma delle pensioni. Male invece la decisione di ridurre il deficit aumentando le tasse, senza tagliare la spesa. Il governo ha davanti ancora qualche mese: abbastanza per correggere la parte insoddisfacente del suo programma. Anche gli investitori conoscono gli studi che mostrano che solo riduzioni di spesa sono in grado di allentare la morsa del debito. Una correzione di rotta farebbe scendere i tassi di interesse aiutando la crescita.

Alesina critico sul piano di investimenti prospettato dal ministro Corrado Passera: cento miliardi da dedicare al sistema stradale per lui sono unesagerazione. Preferisce le riforme strutturali al mercato del lavoro e le liberalizzazioni

GIUSEPPE TONIOLO

Beatificato lo scorso aprile lo studioso cattolico che propugn i valori della solidariet e delletica nellattivit economica

Lesempio di Giuseppe Toniolo

per il futuro del Credito Cooperativo


Lo scorso 29 aprile Giuseppe Toniolo stato proclamato beato. La cerimonia si svolta nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. A presiederla, alla presenza di migliaia di fedeli provenienti da tutta Italia, stato chiamato Mons. Salvatore De Giorgi, arcivescovo emerito della Diocesi di Palermo e gi assistente ecclesiastico dellAzione Cattolica. Con lui hanno concelebrato fra gli altri il Presidente della CEI, Card. Angelo Bagnasco, il postulatore della causa di beatificazione e Vescovo di Assisi, Mons. Domenico Sorrentino, il Segretario generale della CEI, Mons. Damiano Crociata, larcivescovo emerito della Diocesi di Milano, Card. Dionigi Tettamanzi. Fra le autorit presenti, il Ministro della Salute Renato Balduzzi, il Ministro per i Beni e le Attivit culturali Lorenzo Ornaghi, il Vice Presidente della Camera dei Deputati Rosy Bindi, il Vice Presidente del Senato Rocco Buttiglione, lex Presidente della Camera Pier Ferdi-

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messaggio di Giuseppe Toniolo fondato sul primato della persona umana e della solidariet. Nato a Treviso nel 1845, padre di sette figli, Toniolo insegna prevalentemente allUniversit di Pisa come professore di Economia politica. lesponente pi in vista del movimento cattolico di fine 800. Attivo nellOpera dei Congressi, fondatore e primo Presidente dellUnione cattolica per gli studi sociali. Nel 1893 pubblica la Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie. Afferma il prevalere delletica sulleconomia ed elabora proposte di frontiera quali la tutela del lavoro minorile e delle donne, la limitazione dellorario di Il messaggio lavoro, il riposo festivo, la difesa della piccola prodi Giuseppe Toniolo priet. Propugna una pi determinata presenza dei pu aiutare cattolici nella vita civile e d vita al movimento della ad affrontare, sulla democrazia cristiana. scorta la dottrina Con lo scioglimento dellOpera dei congressi avvesociale della Chiesa, nuto nel 1904, nominato Presidente dellUnione la crisi dei valori popolare. Su sua iniziativa prendono avvio le Settieconomici che il mane sociali. Nel 1908 pubblica il Trattato di ecomondo intero vive nomia sociale. Come scrive Anna Baldazzi, in un drammaticamente tempo in cui i cattolici cercano di riorientare il senso delle loro scelte valoriali, sociali e politiche, la vita ed il messaggio di Giuseppe Toniolo possono aiutare ad indirizzare la loro riflessione a tutto campo e, in particolare, ad approfondire, secondo la dottrina sociale della Chiesa, la crisi dei valori economici che il mondo intero vive drammaticamente; possono ispirare economisti e politici di ogni tendenza per la lungimiranza della visione profetica su cui si incardina il pensiero del nuovo Beato; possono sostenere e qualificare limpegno dei cattolici oggi di cos stretta attualit e da tempo raccomandato dal Concilio Vaticano II. Il Credito Cooperativo, attraverso la casa editrice Ecra, per loccasione ha pubblicato il volume Per nando Casini ed il senatore a vita Emilio Colombo, che un miglior bene avvenire contenente una raccolta di fra i vari incarichi ricoperti annovera quello di Presidente scritti scelti dellautore, in cui sono rinvenibili riferimenti dellIstituto Toniolo. specifici alla cooperazione di credito. Il libro stato prePer il Credito Cooperativo erano presenti Amedeo Piva, sentato presso lUniversit Cattolica del Sacro Cuore di Vice Presidente Federcasse e Presidente Federazione VeRoma in una manifestazione alla quale hanno preso parte neta BCC ed una vasta rappresentanza delle BCC di esponenti del mondo politico, del mondo cattolico ed Genzano e San Cataldo, entrambe intitolate al nuovo imprenditoriale. beato, guidate da Presidenti Maurizio Capogrossi e SalNella stessa giornata si tenuto il Convegno Costruire vatore Saporito. la citt: la buona politica e la buona finanza. La lezione Da Genzano e dal territorio dei Castelli Romani provecooperativa di Giuseppe Toniolo al quale ha partecipato nivano circa trecento persone fra amministratori, dipenil Presidente di Federcasse, Alessandro Azzi. denti e soci che hanno condiviso la gioia della proclaAnche la Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo mazione. Sul finire della cerimonia, in collegamento da di Genzano, in occasione della beatificazione ha pubbliPiazza San Pietro per la recita del Regina Coeli, Papa cato il volume di Anna Baldazzi e Flavio Napoleoni dal Benedetto XVI ha sottolineato la grande attualit del titolo Toniolo in provincia. Unopera destinata in parti-

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GIUSEPPE TONIOLO

colare ai giovani che operano oggi nella Banca con laugurio che traggano utili spunti di riflessione dalla lezione di Giuseppe Toniolo e diano prova di quellintraprendenza e quella passione che animarono quanti seppero affrontare la sfida e superare i non pochi ostacoli che ebbero di fronte per dar vita ad unesperienza che dura nel tempo.Il libro si articola in due parti. Nella prima, Anna Baldazzi pone in risalto lattualit del pensiero di Giuseppe Toniolo e sottolinea leffetto che la sua opera ebbe nel periodo della Rerum Novarum e negli anni del primo Novecento sul mondo cattolico nella Diocesi di Albano.

Nella seconda Flavio Napoleoni scrive degli anni della fondazione della Cassa Rurale avvenuta nel 1947 pubblicando una serie di documenti che testimoniano gli sforzi affrontati dai soci fondatori che nella loro attivit, risultante dalla trascrizione dei verbali assembleari, mettono in mostra sorprendenti affinit e riferimenti al pensiero del beato Giuseppe Toniolo. Allaffollata presentazione del volume, sono intervenuti il Vescovo della Diocesi di Albano, Mons. Marcello Semeraro, ed il Direttore di Federasse Sergio Gatti. Flavio Napoleoni

Un messaggio di straordinaria attualit


Maurizio Capogrossi Presidente BCC G.Toniolo di Genzano
Presidente, la sua Banca stata fondata nellimmediato dopoguerra: ci pu raccontare le ragioni della scelta di ispirarsi per il nome alla figura di Giuseppe Toniolo? La scelta di intitolare la Cassa Rurale di Genzano a Giuseppe Toniolo probabilmente frutto di una proposta del primo presidente Antonio Corese. Egli, avvocato e direttamente impegnato in politica, aveva certamente avuto modo di apprezzare le posizioni espresse dal professore di Pisa e linfluenza del suo pensiero sullenciclica Rerum Novarum. C di pi. Il pensiero di Toniolo aveva avuto autorevoli interpreti in terra genzanese, primo fra tutti Mons. Guglielmo Grassi che, trasferito da Genzano a Marino, nel 1909 aveva fondato la Cassa Rurale San Barnaba. Ed anche per lui si aperta lo scorso anno la causa di beatificazione.

Giuseppe Toniolo ha sempre sostenuto che letica fattore intrinseco delle leggi economiche: non possibile prescinderne, non solo perch lo esige la morale, ma perch ne va della stessa economia, nella misura in cui essa deve servire al bene integrale e non solo al benessere materiale delluomo. ancora valido il suo messaggio? Credo che sia di straordinaria attualit. Come sostiene il postulatore della causa di beatificazione, Mons. Domenico Sorrentino, Giuseppe Toniolo ha indirizzato la propria ricerca nellelaborazione di un pensiero incentrato sulletica come fattore centrale ed anima di ogni atteggiamento e scelta concreta. La sua visione delluomo, della societ e delleconomia si basa sulla persona come bussola dellagire economico. In un momento storico nel quale si avverte forte lautoreferenzialit dei comportamenti ci che richiama a valori che orientino le scelte rappresenta una domanda a cui siamo chiamati a dare concrete risposte. Quanto il Credito Cooperativo italiano deve ancora oggi alla figura e allopera di Giuseppe Toniolo? Senza dubbio tantissimo. Le Casse Rurali nacquero come banche di comunit con lo scopo di -sosteneva Tonioloemancipare la classe intera dei meno favoriti economicamente dalla pressione dei capitalisti e dalle fluttuazioni della borsa merc un capitale collettivo di spettanza della classe stessa, il quale circoli di continuo fra le mani attive e parsimoniose dei cooperatori, cosicch il tenue interesse che esce dalla borsa del sovvenuto rientri tosto nella cassa dei consociati ad incrementare il patrimonio comune; la piccola sottrazione ai lucri privati del singolo trovando cos il suo compenso nellaumento del capitale comune, cio dei fondi riservati costantemente a sussidio e progresso della classe intera. I valori di base non sono cambiati e mantengono intatta la loro straordinaria forza, nonostante lo sforzo pervicace di regolatori quantomeno disattenti di non considerarli. A noi spetta rivendicarne la rilevanza e ri-definire il concetto di comunit nellera di internet e della globalizzazione.

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Il tempo gli ha dato ragione


Salvatore Saporito Presidente BCC G. Toniolo di San Cataldo
La Banca di Credito Cooperativo di San Cataldo stata costituita 117 anni fa, quando il grande cooperatore era ancora in vita. Ci pu spiegare le ragioni che ispirarono questa scelta? Fu fondata nel 1895 con la denominazione di Cassa Rurale di Prestiti di San Cataldo, grazie allintervento di un parroco, don Luigi Cerutti, amico di Giuseppe Toniolo, che, nei pressi di Venezia, da poco aveva costituito la prima Cassa italiana di ispirazione cattolica. Alberto Vassallo, giovane sacerdote sancataldese, poi nunzio apostolico, stato una figura tipica di prete leoniano. Durante i suoi studi a Roma, nel 1894, incontr don Luigi Cerutti, teorico e organizzatore del cooperativismo contadino cattolico in Italia. Vassallo colse subito la rispondenza della struttura creditizia della Cassa Rurale con le esigenze del frantumato e fragile ceto contadino sancataldese. Cos, un anno dopo, nel 1895, port don Cerutti a San Cataldo, dove intanto era stato preparato il campo per listituzione della Cassa Rurale. Le cronache del tempo raccontano che don Cerutti riusc nellarco di un pomeriggio ad appassionare tanto gli animi dei sancataldesi, che il giorno dopo fu stipulato latto di fondazione della nostra Cassa. A seguito del Regio Decreto 26 agosto n. 1706 del 1937 avvenne la trasformazione della denominazione dellistituto in Cassa Rurale ed Artigiana. Lallora presidente della Cassa, lavvocato Arcangelo Cammarata, amico del cardinale Montini, futuro Paolo VI, e vicino agli ambienti nazionali della Fuci, decise di rendere omaggio a uno dei protagonisti del cattolicesimo italiano, appunto Giuseppe Toniolo. Lo fece per stima nei confronti delleconomista trevigiano, al quale era legato anche per aver militato nella Fuci.

Portare il nome di Toniolo ci rende particolarmente orgogliosi del riconoscimento che la Chiesa gli ha tributato. Al tempo stesso, ci sentiamo responsabilizzati da questo evento cos fuori del comune. Quanto il Movimento cooperativo cristiano deve alla figura e allopera di Giuseppe Toniolo? Giuseppe Toniolo fu, tra gli uomini del suo tempo, quello che pi di ogni altro dedic i suoi studi allo sviluppo e allaffermazione del movimento sociale cattolico e delle Casse Rurali per dare pi dignit e rispetto ai poveri e ai diseredati e per strapparli dagli artigli degli usurai. Era un periodo in cui lavvento della rivoluzione industriale aveva stravolto lassetto del sistema economico e la vita delle famiglie e dei lavoratori. Le cooperative di credito mettevano e mettono, ancora oggi, al centro di tutto luomo: mutualit solidale, territorialit, localismo, mancanza di fine di lucro, costituzione di riserve ordinarie e straordinarie inalienabili e indivisibili, lattribuzione di uguali poteri decisionali ai partecipanti con lo scopo di migliorare le condizioni morali e materiali dei soci fornendo loro il denaro necessario. I vincoli economici dovevano, tuttavia, essere un mezzo occasionale per rinsaldare i legami della carit e della fede cristiana. Lattualit del pensiero tonioliano potr subire adattamenti nel futuro, ma i principi fondanti non possono cambiare perch contengono lessenza della Dottrina Sociale della Chiesa, risposta alternativa al liberismo sfrenato e senzanima, allindividualismo egoista del capitalismo cos come al collettivismo socialista. Giuseppe Toniolo ha sempre sostenuto lo stretto legame tra etica ed economia. Quanto ancora attuale il suo messaggio? Toniolo tratt di problemi del Credito Cooperativo oltre un secolo fa, sviluppando un sistema idoneo ad affrontare i bisogni delle classi pi deboli attraverso il mutualismo e il cooperativismo sempre nel rispetto degli ideali religiosi e morali che lanticlericalismo avanzante minacciava. Il legame tra economia e morale ai tempi di Toniolo sembrava uneresia perch andava contro i principi del liberismo, ancora oggi dominante. Era considerato una pastoia, una regola innaturale. La Dottrina Sociale della Chiesa, condivisa e sostenuta da Toniolo, era in netto contrasto con i principi liberisti che propugnavano uneconomia senza freni. Oggi il principio cristiano della necessit delletica nelleconomia stato messo in evidenza dalla immane crisi che viviamo e che tanti danni sta procurando. Toniolo sostenne strenuamente che lattivit economica deve essere al servizio delluomo e del bene comune. Il tempo gli ha dato ragione!

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CONVEGNO NOICOOP

Una tre giorni a Perugia organizzata da Confcooperative Umbria per valorizzare il ruolo e limportanza delleconomia cooperativa nella regione

NoiCoop
le cooperative al centro
dellartigianato cooperativo e attivit ludiche riservate ai bambini. Nel centro storico di Perugia, a corso Vannucci, nelle tre giornate sono stati allestiti degli stands delle Cooperative per promuovere i loro prodotti e i servizi nellambito di una serie di iniziative tese a valorizzare il ruolo e limportanza delleconomia cooperativa nella regione umbra. Evento di apertura stata lassemblea annuale e il rinnovo delle cariche di Confcooperative Umbria. Confermato alla Presidenza, per acclamazione allunanimit, Andrea

Si svolta a Perugia dal 13 al 15 aprile scorsi, la manifestazione NoiCoop: le cooperative al centro!, organizzata da Confcooperative Umbria con lobiettivo di rendere visibile a tutti il patrimonio lavorativo, sociale e culturale messo ogni giorni in campo dagli addetti delle cooperative aderenti. La tre giorni perugina, organizzata in occasione dellAnno Internazionale delle Imprese Cooperative, indetto dallONU per il 2012, stata ricca di eventi, convegni, degustazioni proiezioni cinematografiche, dimostrazioni

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Fora, ormai al suo terzo mandato consecutivo. Indubbiamente la mia rielezione ha commentato soddisfatto Fora la tappa di un percorso avviato da anni in cui abbiamo cercato di rinnovare lAssociazione, in un periodo in cui le cooperative hanno resistito alla crisi anche con saldi positivi. Anche se la crisi inevitabilmente sta colpendo alcune nostre imprese, la cooperazione pronta ad affrontare le sfide nei vari settori produttivi e sociali, forte di numeri significativi e in crescita. Tra gli inter-

venuti allassemblea il Direttore Generale di Confcooperative Giuseppe Maggi e il Vice Presidente Carlo Mitra che ha sottolineato come quello umbro possa essere considerato un modello cooperativo valido capace di coniugare gli elementi strategici del territorio e della comunit in una regione piccola ma con grandi potenzialit. In Umbria ha proseguito Mitra Confcooperative sta lavorando bene mostrando capacit nellaffrontare i problemi utilizzando al meglio le risorse locali. Nel presentare il calendario delle tre giornate, il Presidente Fora ha spiegato come il modello cooperativo sia espressione delleconomia reale in quanto in tutti i suoi ambiti operativi (welfare, agroalimentare, sociale, creditizio, consumo, sanit) nasce ed opera esclusivamente per dare risposte ai bisogni del territorio. La manifestazione stata sponsorizzata da Farmacentro e dalle Banche di Credito Cooperativo Umbre (Mantignana e Perugia, Spello e Bettona e Crediumbria) in collaborazione con la Federlus, che oltre ad un importante sostegno hanno allestito uno stand informativo sul Credito Cooperativo e sul nostro modo di essere banche differenti. Nella giornata conclusiva si poi svolto un convegno dal titolo Il ruolo del Credito Cooperativo per lo sviluppo della comunit regionale e le proposte contro la crisi, al quale hanno preso parte oltre al Presidente di Confcooperative Umbria, il Sindaco della citt di Perugia Wladimiro Boccali e lAssessore allo Sviluppo Economico e Attivit Produttive Regione Umbria Vincenzo Riommi. Il tema centrale del Convegno stato trattato dal Direttore Federlus Paolo Giuseppe Grignaschi, che ha Andrea Fora spiegato quale pu essere il confermato Presidente ruolo delle BCC in questo di Confcoopertive periodo di profonda crisi a liUmbria: vello nazionale e in Umbria. Anche se la crisi In rappresentanza delle BCC sta inevitabilmente umbre poi intervenuto il dicolpendo alcune rettore Generale della BCC nostre imprese, di Spello e Bettona Maurizio la cooperazione del Savio che ha parlato delle pronta ad affrontare proposte e dei prodotti che le le sfide nei vari settori BCC possono offrire. In produttivi e sociali, chiusura poi intervenuto il forte di numeri Vice Direttore Generale di significativi Federcasse Roberto Di Salvo. e in crescita Brunella Venier

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CONVEGNO ABI

Road Show Italia 2011-2012: Viterbo!


Dopo Piemonte, Veneto e Marche, il Road Show Italia 2011-2012 si ferma nel Lazio: il quarto appuntamento del viaggio, organizzato dallAssociazione Bancaria Italiana per avvicinare le banche a istituzioni, imprese e cittadini e favorire cos occasioni dincontro sul territorio, fa tappa a Viterbo
Il via allevento nella mattinata del 25 maggio, con lincontro con le scuole cittadine: gli studenti di oltre 8 classi di elementari e medie hanno vissuto una mattinata allinsegna delleducazione finanziaria, assistendo ad una lezione ispirata al tema Come sarebbe il mondo senza le banche, tenuta da un docente di economia dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Lobiettivo dellevento stato quello di creare coinvolgimento grazie a una lezione interattiva che ha trasmesso agli studenti, in modo semplice e divertente, lutilit dei principali servizi finanziari, facendoli riflettere su come sarebbe la vita quotidiana delle loro famiglie e della loro citt se le banche non esistessero. Al termine, le classi hanno peraltro visitato alcune filiali cittadine, cos da sperimentare una prima esperienza di ingresso in banca. Nella mattina di sabato 26 maggio, si tenuto invece levento istituzionale, presso lHC Hotel Villa Sofia. Dopo il saluto delle istituzioni, si sono susseguite due sessioni di approfondimento: nella prima tavola rotonda, rappresentanti dellindustria bancaria locale e del mondo produttivo regionale hanno cercato di fotografare assieme lattuale congiuntura, ragionando sulle possibilit di una sempre maggior sinergia e vicinanza tra banche e imprese. Nel secondo momento, si sono confrontati banchieri e imprenditori laziali, ambasciatori del made in Italy nel mondo, sul tema dellimpegno delle imprese bancarie per lo sviluppo dellItalia. intervenuto a seguire il vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, e la chiusura dei lavori stata quindi affidata alle parole del presidente dellABI, Giuseppe Mussari. Per la nostra Federazione, sono intervenuti alle due tavole rotonde Mauro Pastore, Direttore Generale della BCC di Roma e il Direttore della Federazione, Paolo Grignaschi. Tutti daccordo sulla gravit del momento che stiamo vivendo, ma rimane la forte contrapposizione tra il mondo imprenditoriale, che chiede fiducia e uno sforzo ulteriore da parte del Sistema Bancario, e le Banche stesse, che rappresentano tutte le difficolt che le turbolenze finanziarie e un certo tipo di regolamentazione di settore stanno provocando nei rispettivi scenari tecnici. Proprio le regole, sono una delle questioni pi richiamate da entrambe le parti: secondo lo sfogo di Angelo Pieri della CNA di Viterbo non si pu valutare unimpresa analizzando il suo rating, gli indici di bilancio e premere un bottone da Berlino; daltro canto, Francesco Iorio, Direttore Generale di UBI Banca, afferma come in Italia le banche impiegano cento e raccolgono ottanta, ieri ci chiedevano 7 euro di capitale per ogni cento di impieghi, oggi ce ne chiedono 8, domani 9. Sostenere il territorio in maniera generalizzata diviene in questo senso insostenibile. Altro tema su cui si tornati pi volte, anche grazie alla presenza di Donatella Visconti, Presidente di Banca Im-

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presa Lazio, quello relativo alla filiera della garanzia. Secondo il rappresentante della Confesercenti la filiera della garanzia pu costituire un mezzo per ridefinire in termini nuovi il rapporto tra le Banche e le imprese, anche estendendo nel Lazio lutilizzo del Fondo Centrale di Garanzia. La Visconti ha esaltato invece, in questo senso, il potenziale moltiplicativo e anticiclico dello strumento di garanzia, rimarcando il ruolo decisivo che le finanziarie regionali, tra cui Banca Impresa Lazio, possono giocare per lo sviluppo e il risanamento dei territori. Sul ruolo e sulle caratteristiche del rapporto tra Banche e imprese intervenuta con fermezza il Presidente di Confcooperative Viterbo, Bruna Rossetti, la quale ha sottolineato come in questo momento ci troviamo a fare un altro mestiere: facciamo noi la Banca anticipando gli stipendi e i flussi passivi interni, in attesa del pagamento dei crediti, specialmente nei confronti della Pubblica Amministrazione, anche se, a seguire, elogia lo sforzo di iniziativa delle Banche di Credito Cooperativo in questo momento di grande difficolt. Proprio il Credito Cooperativo delle nostre regioni e del Lazio in particolare esce con unimmagine positiva da questo confronto. Secondo Pastore, negli ultimi dieci anni abbiamo triplicato gli impieghi, non si pu chiedere di pi. Pastore ha poi affrontato la questione dei fondi BCE con una proposta concreta, la prima della giornata: utilizziamo i fondi BCE per lo smobilizzo dei crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione, allineando in questo modo scadenze che ad origine sono disallineate. La BCC di Roma stanzier un plafond di trecento milioni per questa iniziativa. Ha provato infine ad uscire dalla querelle dei numeri il Direttore della Federazione, Paolo Grignaschi, che ha dato un messaggio positivo. Basta tornare al 1500

per vederci primi al mondo per reddito pro-capite, con banche uniche al mondo. Ricominciamo da questo. Il momento di discontinuit chiama tutti ad uno sforzo di immaginazione, di esplorazione di nuovi percorsi, anche le imprese. La stessa discontinuit che chiediamo al sistema di regole che sovrintende il sistema economico e finanziario globale, tutelando le nostre specificit, andando oltre la standardizzazione. Messaggio positivo che stempera i toni, astrae dal momento e che viene accolto con un applauso, che sa di buon auspicio, per il duro lavoro che entrambe le parti Banche e imprese sono chiamate a fare nei prossimi anni, per costruire tutti insieme un futuro economico pi roseo. A seguire, intervento istituzionale, di stampo ovviamente internazionale da parte del Vice Presidente della Commissione Europea Antonio Stajani, il quale torna sulle regole e ripercorre tutti gli sforzi che la UE e lItalia in particolare stanno applicando affinch vengano recepite delle istanze specifiche riguardanti la piccola e media impresa, in sede europea. Sulla stessa scia le conclusioni affidate al Presidente dellAssociazione Bancaria Italiana, Giuseppe Mussari, il quale rimarca la preclusione nel fare credito alle PMI celata dietro i requisiti di Basilea 3 e dellEBA: una battaglia che va condotta insieme alle imprese, perch se cambiano le regole per le Banche, cambiano successivamente anche per le imprese. Banche e imprese si tendono la mano a Viterbo, lo fanno con spirito critico e costruttivo, in cerca di un percorso di crescita che per ancora lungi dallessere intrapreso. Alessandro Ceccarelli

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TESORI DEL TERRITORIO

La redenzione dellAgro, il declino del comparto industriale e le speranze di una nuova bonifica economica legata al turismo: la storia di un pezzo importante dItalia

LAgro Pontino
dalla bonifica al futuro
Un canale dellAgro Pontino In alto, veduta dal Monte Circeo

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tivi di bonifica attuati prima dallo Stato Pontificio e poi dal Regno dItalia, arrivarono i provvedimenti legislativi emanati dal governo fascista, che permisero dopo secoli la definitiva redenzione dellAgro. Lopera di bonifica sub unaccelerazione significativa quando a capo dellOpera Nazionale Combattenti (ente sorto nel 1917 per il reinserimento dei combattenti della prima guerra mondiale)

LAgro Pontino paludoso, malarico, incolto e quasi inabitato di fine 800 era caratterizzato da un sistema di vita arcaico. Latifondi sconfinati di propriet di nobili famiglie romane erano dati in affitto ai mercanti di campagna che si servivano di caporali per organizzare la manodopera costituita da braccianti, spesso indecorosamente sfruttati; altre figure come butteri, cioccatori, carbonari, tagliatori e poche centinaia di pastori dediti alla transumanza nei pochi mesi salubri dellanno si avventuravano in quei luoghi dimorando in capanne denominate lestre. In realt gli unici residenti stabili delle paludi erano i fuorilegge, che vi trovano rifugio non potendo rientrare nei loro paesi dorigine. Il paesaggio palustre dominato dalla Dea Febbre, la malaria, aveva ispirato per secoli scrittori poeti e pittori e intimorito da sempre gli abitanti della vicina capitale. Dopo i vani i tenta-

Il Chiostro dellAbbazia di Valvisciolo

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TESORI DEL TERRITORIO

giunse Valentino Orsolini Cencelli, il quale present un piano al Capo del Governo che prevedeva lutilizzo dei fondi dellEnte per acquisire i territori palustri dai latifondisti, suddividerli in poderi e trasferirvi le famiglie degli ex combattenti del Nord dItalia, residenti in aree depresse e sovrappopolate. Per debellare paludi e malaria la bonifica doveva essere integrale, e operare su pi fronti. Oltre allopera di redenzione idraulica e agricola si attu quindi anche una bonifica che potremmo definire umana, indirizzata allimponente massa di operai braccianti e coloni che furono trasferiti nellAgro. Alle grandi opere strutturali (furono realizzate in pochi anni diciotto grandi idrovore, costruiti o riattivati 16.165, chilometri di canali, aperti 1.360 chilometri di strade, edificate 3.040 case coloniche, perforati 4.500 pozzi freatici o artesiani ecc.) fu necessario affiancare azioni igieniche sanitarie contro la malaria come la profilassi chinica e la distruzione delle temibili anofeli, le zanzare portatrici del parassita che causavano la malattia e infestavano la pianura pontina. La bonifica delle paludi pontine divent motivo di vanto e grande orgoglio per il regime fascista, i territori boni-

Antonio Pennacchi e lepopea della bonifica


Antonio Pennacchi autore di numerosi saggi e romanzi (uno dei pi noti al pubblico Il fasciocomunista, da cui stato tratto il film Mio fratello figlio unico): con la consueta divisa -cappello, sciarpa rossa al collo, blazer blu e il suo aspetto un po scontroso - lex operaio, vincitore del premio Strega 2010 con Canale Mussolini, si presenta al centralissimo Bar Poeta di Latina per parlare della sua opera che ha venduto oltre 400 mila copie e per raccontare della sua ultima iniziativa: Pianura Blu Le vie dacqua della regione pontina. Lacqua non un elemento trascurabile nella sua vita, in fondo il libro che lha consacrata come scrittore di fama internazionale ha nel titolo proprio un canale e un cognome non facile da pronunciare: Mussolini. Perch ha scelto di chiamarlo proprio cos? Il canale lha fatto lui! Se lavesse fatto un altro, quel canale, lo avrei chiamato in un

Intervista allo scrittore che da Latina ha conquistato lItalia: E una storia che non poteva andare persa quella di chi scav canali e costru poderi e citt
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altro modo. Ora vero che la bonifica lhanno fatta in realt i 130.000 operai venuti da tutta Italia, e soprattutto le tremila famiglie, trentamila persone, venute nellAgro Pontino per la fame, portati dal Friuli dal Veneto e dal Ferrarese a bonificare un deserto paludoso e malarico, rendendolo un vero e proprio giardino. Ma lhanno fatta al tempo di Mussolini, e questa cosa non che si pu continuare a nasconderla. A dire il vero, la casa editrice allinizio non voleva nemmeno questo titolo, molte persone hanno scelto di non leggere il libro proprio per quel cognome in copertina. Dico cose diverse dagli altri sul Fascismo: certo stata unesperienza dolorosa per il

Gli aiuti del Piano Marshall e le successive sovvenzioni della Cassa del Mezzogiorno generarono una nuova fase per la provincia, gi caratterizzata da melting pot culturali dovuti alle etnie autoctone e a quelle immigrate dal Nord per la colonizzazione

Veduta del Garigliano

paese, penso alle leggi razziali, alle guerre, alla dittatura. Ma ci furono anche elementi di positivit, penso allimpostazione dello stato sociale in Italia, alle bonifiche, alle riforme agrarie. Il fascismo tolse le terre ai ricchi per darle ai poveri, e, per questo motivo, non si pu definire un governo di destra: pu essere considerato un governo autoritario e dittatoriale, e definirlo con tutti i peggiori aggettivi che ci vengono in mente, ma non certo di destra. Nel libro racconto la storia della bonifica, un compito che la mia famiglia mi ha affidato, la storia dei miei avi, del mio podere. Una storia che non poteva andare persa. Narro lepopea di quei giganti che hanno scavato canali, costruito poderi, impiantato alberi e costruito citt, che sono dei veri e propri gioielli dellarchitettura del Novecento. Quanto stato costruito ad arte o inventato nel suo libro? Ci sono due tipi di scrittori, quelli che inventano storie e quelli che sono investiti dalle storie che vogliono essere raccontate. Io appartengo al secondo tipo e le assicuro che non stato facile scrivere del passato, ricordare le persone che non ci sono pi, i dolori e le sofferenze dei familiari, un lavoro che parte dalla pancia e ti porta a scavare dentro. Nel mio libro, tranne il nome della

famiglia Peruzzi, che in realt non esiste, tutto il narrato realmente accaduto alla mia famiglia o mi stato raccontato perch accaduto ad altre famiglie venute nellAgro per la bonifica. E non esiste famiglia di bonificatori cui non siano capitate almeno alcune delle vicende che hanno visto protagonista la famiglia Peruzzi. Alcuni mi criticano perch scrivo solo del passato e solo di Latina ma credo che sia giusto scrivere solo di quello che si conosce, per poter raggiungere gli altri e farsi capire; bisogna cogliere il dettaglio per raggiungere luniversale. Il giardino dellAgro Pontino creato dai bonificatori attraverso la bonifica idraulica, agraria e umana ormai largamente abitato: quale sar il futuro di Canale Mussolini? Questo territorio di oltre 700 chilometri quadrati stato preda delle acque, paludi inospitali, stagni malarici e foreste impenetrabili. Per secoli, ci si muoveva solo a cavallo o in barca, sugli antichi sandali. Dopo la bonifica del Novecento e la colonizzazione, fino agli anni 60, cera un mare di biciclette che da tutti i borghi raggiungevano le fabbriche appena nate dalla Cassa per il Mezzogiorno. Oggi, quelle fabbriche sono quasi tutte chiuse, pure lagricoltura ridotta al lumicino, ma sullAgro

Pontino continuano a vivere 350 mila persone. In alcune zone non c pi una fascia frangivento e ci si muove solo in macchina. Non si vede pi una bicicletta. Ci vanno solo i pachistani, che pi di qualche volta sono ficcati pure sotto! Questa lunica pianura italiana, ex-palude, in cui non ci si muove n in barca n in bicicletta, tutti in macchina a tamponarsi e a inquinare. Da queste considerazioni nasce il progetto Pianura Blu Le vie dacqua della regione pontina, con lobiettivo di ridisegnare il panorama agrario e urbanistico dellAgro Pontino, rendendo navigabile lintera rete dei maggiori fiumi e canali di bonifica, con la finalit di valorizzare i prodotti turistici e culturali legati allacqua. Liniziativa curata dalla neonata Officina Pennacchi sostenuta anche dalla Camera di Commercio di Latina e dal Pomos, (Polo di Ricerca per la Mobilit Sostenibile dellUniversit La Sapienza). Le vie dellacqua sono un tuffo nel futuro attraverso il recupero del passato. E poi se non vai in bicicletta o in barca qua, dov che ci vuoi andare? Sulle Alpi e gli Appennini? E pensare che c gente che da Latina spende i soldi per andare in vacanza alla Camargue! Daniela Novelli

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TESORI DEL TERRITORIO

ficati diventarono meta dillustri politici e tecnici da tutto il mondo, richiamati dalla ciclopica impresa che port efficaci benefici alla crisi economica occupazionale italiana di quel periodo. Il successo che il fascismo aveva ottenuto con la bonifica delle paludi pontine e la nascita di Littoria, inaugurata il 18 dicembre del 1932, aveva impressionato anche necessario premiare lopinione pubblica internazionale, creando la capacit dei giovani notevole interesse e stimolando la fantasia e diffondere una e limmaginazione di numerosi di artisti che formazione tecnicocantarono e riprodussero nelle loro opere la professionale capace nascita della citt di fondazione. di superare il modello E il nuovo comune, Littoria, cuore della boitaliano studio e poi nifica, che inizialmente era stato concepito lavoro come un piccolo centro rurale, in poco tempo si trasform in una citt moderna dotata dinfrastrutture e monumenti, vero simbolo del regime. Un palazzo a forma di M, (liniziale di Mussolini), la caratterizza tuttora al suo interno, e gli edifici in stile architettonico razionalista, con rigide strut-

Serve una politica di innovazione per ripartire


scerne la qualit, continuano a ricoprire un ruolo centrale nelleconomia provinciale. Il settore industriale, diffusosi su ampia scala negli anni settanta e ottanta, grazie soprattutto alla disponibilit anche in questarea provinciale dei fondi della Cassa del Mezzogiorno, ha conosciuto una forte crisi negli anni novanta, arrivando a toccare il fondo con la chiusura di storici marchi industriali. Si rileva comunque una forte crescita del settore terziario, con un considerevole sviluppo di aziende informatiche, elettroniche, meccaniche, callcenter. Un ruolo significativo nelleconomia del nostro territorio ricoperto dai porti commerciali di Terracina e Gaeta. Il settore pesca, pur avendo un forte radicamento nella popolazione locale, tuttora fortemente legata al mare, sta conoscendo da alcuni anni significative battute darresto; in particolare la concorrenza straniera rischia di mettere in ginocchio il settore. Migliore sembra essere invece la situazione dellagricoltura. I terreni, sottratti negli anni trenta alle paludi, sono oggi sempre pi

intensamente coltivati, sia con la tecnica del campo aperto, sia attraverso lutilizzo delle serre coperte a nylon. Nella zona di Fondi attivo il MOF (Mercato Ortofrutticolo Fondi), uno dei pi importanti centri di distribuzione agroalimentare allingrosso dEuropa, secondo solo a quello di Parigi. Il Mof movimenta circa 1,20 milioni di tonnellate di prodotti ortofrutticoli allanno. Ma la crisi si fa sentire anche in questo settore: il calo del 5% registrato dai pedaggi che si pagano allingresso del Mercato, testimonia la minore movimentazione di merci in entrata e in uscita; alcune stime parlano di un calo del giro di affari del Mof che arriva a toccare anche il 30%. Quali sono le produzioni agricole trainanti del vostro territorio? Nel settore delle produzioni agricole i prodotti di eccellenza sono le zucchine, le carote con foglia, gli ortaggi e le verdure destinate allesportazione, in particolare verso i paesi del Nord Europa. Fortemente sviluppata anche la frutticoltura, in particolare kiwi e la coltivazione della vite Moscato: si producono infatti anche nelle nostre zone importanti vini D.O.C. quali il Circeo e il Moscato di Terracina. Molto diffusa anche la produzione florovivaistica, in particolare nella zona di Sabaudia dove sono presenti numerose aziende.

Franco Cardinali Presidente BCC del Circeo


Il 2012 si sta manifestando come un anno molto difficile per leconomia italiana. Qual la situazione nellAgro Pontino e nella zona di Fondi? Leconomia della provincia, in cui situata la nostra Banca, si basa principalmente sulle attivit di produzione agricola, di allevamento e sul turismo; attivit che, grazie a importanti investimenti tesi ad accre-

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Il lago di Sabaudia e il Monte Circeo

ture squadrate e imponenti colonnati marmorei, la rendono inconfondibilmente una citt del 900. Le stesse atmosfere si respirano ancora nelle citt nuove che dopo poco laffiancheranno: Sabaudia, Pontinia e Aprilia. Nel 1934 viene costituita la Provincia di Littoria cui sono annessi anche antichi comuni scorporati dalle province di Roma e Napoli. Le sue distese agricole diverranno famose con la diffusione della foto del Duce che trebbia il primo grano nelle paludi conquistate. Un trionfo propagandistico del fascismo che Littoria pag durante e al termine della Seconda Guerra Mondiale. La Provincia e la citt nuova rischiarono, infatti, di essere cancellate, ma il buon senso riusc a prevalere e alla fine vi fu solo un cambiamento anagrafico: Littoria nel 1946, fra non poche polemiche, cambi nome e divent Latina. Le citt nuove e i vecchi comuni annessi alla Provincia, subirono molti danni durante la guerra, a causa dei bombardamenti diffusi, ci furono molti sfollati e dopo una nuova e tragica bonifica dei campi minati, grazie anche alla caparbiet e la tenacia dei pionieri

di ricerca e intervento che fosse in grado di anticipare il bisogno di innovazione, premiare la capacit dei giovani e diffondere una formazione tecnico-professionale capace di superare il modello italiano studio e poi lavoro, attraverso la partecipazione delle imprese alla costruzione dei processi formativi dei giovani, garantendo un effettivo equilibrio tra domanda e offerta formativa di tipo professionale. Il castello di Gaeta Lagricoltura locale per, negli ultimi tempi, oltre al calo dei consumi, sta soffrendo anche linfluenza di altri fattori: lincremento dei costi di produzione e della manodopera si sommano allaumento delle importazioni di prodotti ortofrutticoli dallestero, che tra laltro, non sempre rispettano gli standard qualitativi richiesti. La zootecnia, altro settore di eccellenza, nonostante la crisi, mantiene ancora un rilevante peso nella nostra economia. Lindustria casearia ad essa collegata, tra le migliori in assoluto in Italia per la produzione di mozzarelle e formaggi freschi, conserva ancora una forte solidit. Per un ritorno alla crescita dellintero settore, sarebbe strategico un nuovo sistema Il vostro territorio caratterizzato oltre che da un forte tessuto agricolo anche da una importante valenza turistica. Come sta andando il settore? La provincia di Latina offre al turismo una vasta gamma di opportunit: dalle celebri mete balneari di Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina, gi conosciute e apprezzate sin dai tempi dei Romani, alle bellezze archeologiche dei resti delle ville imperiali romane, al fascino dei paesaggi naturalistici e mitologici del Circeo. Le nostre coste sono assalite da turisti provenienti da tutta Italia, fra i quali molti protagonisti del mondo della politica, dello sport e dello spettacolo, e anche dallestero, soprattutto dai Paesi del Nord Europa. Di ragguardevole menzione sono i

gioielli naturalistici del Parco Nazionale del Circeo e dei Monti Lepini, che offrono al turista un patrimonio storico architettonico rilevante, costituito da numerosi borghi medievali, dalle rinomate Abbazie di Valvisciolo e Fossanova, ricche di storia e di cultura; non ultime le meravigliose isole ponziane e la magnifica oasi naturalistica di Ninfa, gioiello di natura e cultura che sorge dove un tempo regnava la palude e soprannominata la Pompei del Medioevo. In particolare per il suo clima favorevole durante tutto lanno, la citt di Sabaudia da ormai da molti anni, e continua ancora ad esserlo, citt dello sport, luogo privilegiato per la partecipazione sportiva degli atleti, in particolare nelle discipline di canoa e canottaggio. Le presenze turistiche possono essere incrementate attraverso i cosiddetti Educational Tour, promossi dalla Regione Lazio, che costituiscono uno degli strumenti pi efficaci di promozione e commercializzazione turistica. Il nostro territorio in grado di proporre una vasta e articolata offerta al mercato turistico: spiaggia e mare per le famiglie, percorsi storico-artisticoculturali, enogastronomici, naturalistici e religiosi; non mancano neppure strutture per congressi, per il benessere e il crocieristico.

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TESORI DEL TERRITORIO

ormai radicati al territorio, la vita torn lentamente alla normalit. Gli aiuti del Piano Marshall e le successive sovvenzioni della Cassa del Mezzogiorno generarono una nuova fase per la provincia, gi caratterizzata da immigrazioni e melting pot culturali, dovuti alle etnie autoctone e a quelle immigrate dal Nord per la colonizzazione. Fino agli anni 50, il comparto agricolo rimase alla base delleconomia pontina, ma la posizione strategica di Latina, tra i due grandi mercati urbani di Roma e Napoli fecero sviluppare negli anni successivi una forte industrializzazione, sostenuta da consistenti interventi della Cassa per il Mezzogiorno. Al gi variegato ambiente umano, si verific, per la bonifica industriale, un nuovo innesto di popolazione, questa volta per proveniente dal Sud dItalia. Confermando la sua vocazione di citt davanguardia, nel 1958 nella citt di Latina cominciarono i lavori di costruzione della prima centrale elettronucleare dItalia, che entr in funzione solo il primo gennaio del 1964. La discussa centrale termin la sua attivit alla fine degli anni 80. E a partire da quegli anni cominci un lento declino anche per le molte altre realt industriali

Superare la congiuntura valorizzando agricoltura e turismo

Michele Fasulo Presidente BCC del Garigliano


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Qual la situazione nel territorio in cui operate in questo contesto di crisi generalizzata? Il territorio di competenza della BCC del Garigliano vasto e comprende comuni che ricadono nellambito di tre diverse province (Latina, Frosinone e Caserta), appartenenti a due diverse regioni (Lazio e Campania), assai diversificate sotto il profilo delleconomia locale. Gi da fine 2010 le aziende presenti sul territorio hanno iniziato a preoccuparci non poco, per cui abbiamo iniziato una intensa e continua attivit di attenzionamento della nostra clientela. Ed stata questa attenzione al socio e al cliente della Banca che ci ha consentito di limitare i danni rispetto alla crisi che lintero Paese sta attraversando. Il Sud del Paese sicuramente quello che ha risentito maggiormente della negativa congiuntura e, con esso, anche i territori in cui la Banca opera. Il calo dei consumi ha provocato sensibili ripercussioni anche in termini di difficolt per le aziende manifatturiere presenti sul territorio, specialmente per quelle di medie dimensioni entrate in una spirale di difficolt progressive sfociate in interruzioni della produzione, in licenziamenti, in aperture di contenziosi con i fornitori e con il sistema bancario. In un territorio gi normalmente povero di

grandi insediamenti industriali, tale situazione di difficolt ha determinato un ulteriore peggioramento dei profili socio-economici anche per lassenza di qualsiasi forma di alternativa in termini occupazionali. La situazione attuale pu, quindi, ottimisticamente definirsi di allerta. Quali sono le produzioni tipiche del vostro territorio? Vantiamo delle eccellenze in numerosi settori delleconomia. In primis nel turismo, che per molti aspetti la fa da padrone, con la bella fascia costiera Baia Domizia-Scauri che arriva a Formia, Gaeta e alla pi nota Sperlonga. Nellagro-alimentare, spiccano la produzione DOP di mozzarella di bufala e la presenza di un buon livello di zootecnia legata agli allevamenti, per lappunto, di bufale. Molto apprezzata e molto intensa lattivit viti-vinicola, che trova nella produzione del famoso Falerno la punta di diamante. La produzione del Falerno accompagnata dallalta qualit dellAglianico e della Falanghina di Roccamonfina, famosa anche per la produzione di castagne, al pari dellaltrettanto noto ed esportato limoncello della storica ditta artigiana della famiglia Petrone di Mondragone. Sul lato laziale i primi nomi che vengono in mente sono legati allo storico Pastificio

I giardini di Ninfa

che si erano insediate in Provincia, crisi che ha raggiunto lapice in questi ultimi anni. La speranza di una nuova bonifica economica per la provincia di fondazione potrebbe arrivare Il progetto Pianura dal fronte turistico. Nel Blu Le vie dacqua frattempo, lincremento della regione pontina della produzione del ha lobiettivo comparto eno-gastronodi ridisegnare mico ed agro-alimentare il panorama agrario ha attivato una nuova one urbanistico data di migrazioni di podellAgro Pontino, polazioni extracomunitarendendo navigabile rie: un esempio significalintera rete dei tivo quello del comune maggiori fiumi di Sabaudia dove si ine canali di bonifica sediata una delle pi numerose comunit di indiani sikh dItalia. Daniela Novelli

Paone di Formia, con la produzione di pasta esportata in tutto il mondo, e lacqua Suio, apprezzata dagli antichi romani per i suoi effetti diuretici e per la sua purezza assoluta (assenza di nitriti). C la pesca, infine, che a Formia e Gaeta rinnova quotidianamente una tradizione legata alla qualit del pescato quotidiano, che viene messo a disposizione degli operatori commerciali del settore. Di minor intensit ma di elevata qualit sono la produzione di mela annurca e di frutta in generale, coltivata nelle distese che delimitano il confine tra Lazio e Campania a ridosso del fiume Garigliano (territori, questi, che facevano parte della antica Campania felix). Quali ritiene siano le risorse di cui dispone il vostro territorio da usare come volano per uscire dalla crisi? Lagricoltura con le sue eccellenze in prima fila, come detto prima. Poi il turismo, che pu fare la sua parte di produttore di valore aggiunto e di occupazione stabile, i cui operatori devono avere per il coraggio di innovare, di ammodernare le strutture, di programmare e promuovere le bellezze del territorio e gli eventi che si organizzano.

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Nonostante la crisi la provincia tiene

Maurizio Manfrin Presidente Cra dellAgro Pontino


Il 2012 si sta manifestando come un anno molto difficile per leconomia italiana. Qual la situazione dellAgro Pontino? Come noto, in Italia le condizioni finanziarie del settore privato rimangono nel complesso equilibrate. Famiglie e imprese risentono per della recessione in atto e delle tensioni nellofferta di prestiti. Ad arginare le difficolt contribuiscono le misure introdotte negli ultimi due anni dal Governo in favore di famiglie e imprese indebitate e gli accordi tra le associazioni di categoria di banche, imprese e consumatori. Nel contesto territoriale di riferimento la difficile fase congiunturale ha avuto un chiaro riflesso nei movimenti demografici per lanno 2011 che hanno evidenziato una situazione di relativa difficolt del sistema imprenditoriale peraltro non difficile da prevedere alla luce del peggioramento del clima economico nazionale. Al 31 dicembre 2011, le imprese iscritte alla CCIAA di Latina risultano 57.812, delle quali 47.457 attive (82,09% del totale). Il saldo in termini assoluti tra le imprese iscritte durante lanno e le cessate (al netto di quelle cessate dufficio) stato pari a +707 unit, per un tasso di crescita

Veduta di Sperlonga

dell1,22% (nel 2010 era stato dell1,39%), determinato da un tasso di natalit del 6,82%, a fronte di un indice di mortalit del 5,60%, che pure mette in risalto una sufficiente capacit di tenuta della provincia di Latina. Alla fine del 2011 i saldi relativi alle iscrizioni e cessazioni per forma giuridica confermano ancora una volta il trend positivo delle Societ di Capitali (+3,9%) che mantengono una progressione crescente e hanno ormai raggiunto un peso del 26,22% dellintero tessuto imprenditoriale. Le imprese individuali risultano essere al di sotto del 55% della globalit delle imprese operanti in Provincia, con un tasso di crescita praticamente nullo; si segnala, inoltre, la crescita lievemente inferiore delle societ di persone (+0,45%) nel 2011, a fronte del +0,53% del 2010. Per ci che riguarda limprenditoria giovanile, nella Provincia di Latina a fine 2011 risultano essere registrate 7.333 imprese junior, che rappresentano il 12,68% del totale, quota superiore sia al valore regionale (10,52%), sia a quello nazionale (11,41%). Dellinsieme delle imprese giovanili della provincia quasi un terzo, ben 2.179, operano nel commercio; a seguire

si registra una buona presenza nelle costruzioni (1.031) e nellAgricoltura (930). Queste ultime, in particolare, hanno beneficiato delle azioni intraprese negli ultimi anni nellambito del Programma di Sviluppo Rurale della regione Lazio (PSR, programmazione 20072013) finalizzato allinsediamento dei giovani in agricoltura. I dati evidenziati sembrano testimoniare come il sistema delle imprese provinciali stia resistendo nonostante la difficile situazione congiunturale: permangono timidi segnali di speranza per una possibile ripresa futura da ricercarsi attraverso un coinvolgimento di tutte le componenti operanti sul territorio. Il vostro territorio caratterizzato da una forte valenza agricola. Come sta andando la stagione e quali sono le produzioni di punta? Esaminando landamento delleconomia provinciale, emerge il dato negativo riscontrato dallagricoltura che presenta un tasso di crescita nel 2011 del 2,24%, a conferma del trend rilevato anche negli anni precedenti e ad ulteriore indicazione di una crisi settoriale della quale difficile preve-

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duzione della produzione si puntato sulla qualit, con il consolidamento della riconversione verso modalit di coltivazione a filare, che ha permesso ai vini pontini di competere con le migliori produzioni italiane. Il polo lattiero-caseario si assestato, con il riallineamento degli allevamenti, verso dimensioni strutturali medio-grandi e rimane soprattutto con la filiera del fiordilatte uno dei punti di forza del sistema economico provinciale, con importanti marchi nazionali affiancati da una serie di aziende artigiane ad alto valore aggiunto qualitativo. Quali sono le tendenze del settore agricolo? Appare evidente la spinta verso unagricoltura di qualit che possa rappresentare un effetto volano per tutto il sistema agroalimentare locale. In questo scenario i piccoli imprenditori agricoli, alcune volte in difficolt nella competizione internazionale, che ormai contraddistingue anche la filiera agro alimentare, potrebbero certamente trovare maggior forza commerciale se si riunissero in cooperative. Appare pertanto inevitabile il consolidamento del processo di razionalizzazione in atto, che sta conducendo alla dismissione delle imprese agricole pi piccole, evidentemente al di sotto della dimensione minima efficiente. In uno scenario dinamico e competitivo qual quello odierno, solo facendo rete che unimpresa pu mantenere la propria autonomia e svolgere la sua funzione istituzionale nei confronti dei propri portatori di interessi. Lo scenario attuale pu quindi rappresentare una grande opportunit per ridisegnare un sistema che, lasciando pi spazio alla cooperazione, sia basato sulla fiducia, senza per questo compromettere lefficienza dei mercati. Laggregazione delle piccole imprese non pu, tuttavia, avvenire con lapplicazione di modelli standardizzati adattabili a tutte le realt, vanno tenute nella dovuta considerazione le singole specificit delle imprese partecipanti, dalle risorse umane presenti, alle risorse materiali, alla logistica, alla produzione. Altro fattore da tenere in considerazione nella Provincia di Latina appare infine la crescita, anche nel settore agricolo, delle imprese straniere, stante la forte componente di cittadini stranieri (comunitari ed extracomunitari) attivi nel settore.

dere uninversione di tendenza. La grave crisi economica si sta ripercuotendo inevitabilmente nel settore agricolo dove laccesso al credito, da sempre, rappresenta uno dei problemi pi sentiti. Dai dati in nostro possesso, sembra tuttavia che lincidenza delle sofferenze bancarie dellagricoltura si mantenga stabile, pur risultando in aumento le richieste di accesso al credito finalizzate a fronteggiare e coprire le emergenze di liquidit che purtroppo continuano a preoccupare le imprese agricole pontine. Debole appare, soprattutto, la posizione finanziaria delle piccole e piccolissime imprese, che costituiscono il comparto pi numeroso del nostro sistema produttivo, la cui esposizione nei confronti del sistema bancario posta a copertura del capitale circolante e quindi

Gli ultimi anni hanno segnato il raggiungimento di buoni risultati, quali la costituzione del Consorzio kiwi Latina per la tutela del marchio, la registrazione del marchio comunitario Dop per le olive di Gaeta e per lolio Colline Pontine, nonch dellindicazione geografica protetta per il sedano bianco di Sperlonga

della produzione corrente. Nonostante le difficolt evidenziate, gli ultimi anni hanno segnato il raggiungimento di una serie di risultati quali la costituzione del Consorzio kiwi Latina per la tutela del marchio, terzo caso in Italia, la registrazione del marchio comunitario di denominazione di origine protetta per le olive di Gaeta e per lolio Colline Pontine, nonch dellindicazione geografica protetta per il sedano bianco di Sperlonga. Nel settore ortofrutticolo larea pontina ha consolidato la leadership in Italia, dal punto di vista produttivo, grazie soprattutto ad una rete di piccole imprese dedite alle produzioni ortive in cultura protetta, ma anche da quello distributivo, con il Mercato Ortofrutticolo di Fondi e di Latina. Nel settore vitivinicolo, a fronte di una ri-

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I prodotti della nostra terra per far fronte a un momento difficile

Antonio Scarpinella Presidente BCC Privernate


Certamente, per questanno e per il prossimo futuro, parlare di difficolt delleconomia sembra ormai riduttivo. Lo vediamo, lo sentiamo e lo viviamo tutti il gravissimo periodo di crisi che ci accompagna da tempo e che sembra si protrarr ancora a lungo. Tutto ci nonostante lo sforzo profuso per rimettere in moto il sistema investimenti produzione consumi. Non c settore che non risenta della crisi, non c regione, non c comune. Non fa eccezione il nostro territorio, la cui economia dipende, tra laltro, dalla dinamica dei consumi e dal settore immobiliare della Capitale. In generale posso dire che Priverno e i paesi del territorio di nostra competenza vivono di riflesso rispetto alla situazione economica di Roma, visto che la principale fonte di reddito per molte famiglie data dal pendolarismo dei lavoratori delledilizia verso il bacino immobiliare romano, anche per la qualit delle nostre maestranze, con eccellenze nei settori carpenteria ed intonaci.

Facile intuire come la crisi delledilizia abbia inciso profondamente sui consumi locali, considerata la caduta delloccupazione che ne derivata. Gli ammortizzatori sociali contribuiscono ancora a non far diventare drammatica la situazione, ma lincertezza massima ed alimenta quella spirale viziosa dalla quale non pare possibile uscire a breve. A complicare il quadro c lo storico problema del ritardo dei pagamenti dei lavori commissionati, in particolare dalla Pubblica Amministrazione. In questo periodo, peraltro, il fenomeno si aggravato ed esteso a settori importanti quali le opere pubbliche ed i servizi, tra cui il trasporto pubblico. Vanno ricordati, tuttavia, i settori trainanti della nostra economia locale, che permettono di contenere gli effetti della crisi economica. Ci riferiamo al settore agroalimentare (in particolare alla trasformazione di prodotti tipici locali, ad esempio i carciofi, destinata soprattutto allestero); alla produzione di olio doliva di eccellenza, che la punta di diamante della nostra economia, allallevamento bufalino (esistente solo da noi ed in Campania), alla produzione di mozzarella di bufala.

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NON SOLO BCC

Conosciamoci meglio
La pittura e la forza della bellezza
Paola Alviano Glaviano addetta alla Cassa Centrale di BCC Roma, ci spiega perch ha iniziato a dipingere e cosa significa per lei questa passione: La mia una ricerca costante nella quale non c mai autocompiacimento Linteresse per la pittura nato e cresciuto con me, in quanto da piccola ho imparato prima a disegnare e poi a scrivere. A detta di mio padre, che era un valido pittore anche se ha dovuto sacrificare larte per scelte pi razionali, mentre lui dipingeva io sulle ginocchia seguivo ogni movimento della sua mano sulla tela, per poi ripeterlo... A scuola ho sempre primeggiato nelle materie artistiche e inevitabilmente, per approfondire la mia conoscenza tecnica e culturale ho proseguito gli studi presso il Primo liceo Artistico di Roma, a Via Ripetta. Di seguito, pur frequentando la facolt di Architettura, parallelamente seguivo lAccademia Libera del Nudo a Piazza di Spagna (dove attualmente risiede latelier di Valentino), la Scuola Internazionale di Fumetto e altro ancora. Quando fui chiamata allIstituto Europeo di Design, dopo aver superato lesame di ammissione, avevo gi firmato la domanda di assunzione in Banca. Era il 1984. Nel frattempo per mi stavo anche dedicando seriamente al teatro, passione che ho coltivato per anni e che si interrotta bruscamente a causa di una grossa delusione: ero stata ingaggiata nella compagnia del Teatro Eliseo in uno spettacolo per la regia di Giuseppe Patroni Griffi. Quando si tratt di firmare il contratto venni a sapere che ero stata sostituita da unaltra attrice figlia di.... E cos sono tornata al primo amore, la pittura. Dipingo solo di sera, quando tutto si acquieta e la concentrazione si fa pi intensa. Tendenzialmente i miei lavori sono figurativi e ne ho sperimentato il rigore nella fase in cui lavoravo con olio e spatola su tela, con sfumature dal bianco e nero, dedicandomi a due temi contrapposti ma simbiotici: la boxe per esaltare la forza

Minerva, 2000, olio su tela

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fisica maschile e i nudi femminili per esprimerne la sensualit. Dopo questa full immersion ho sentito la necessit di staccare e per liberarmi ho abbandonato la tela cominciando a lavorare sui cartoni da imballaggio raccolti per strada, intervenendo con pennellate intrise di colate, ispirandomi a temi sociali e a una grande attrazione: la corrida, vissuta per dalla parte dei tori, vittime sacrificali di un perverso passatempo. Naturalmente a Madrid ho assistito allo spettacolo, frequentato per lo pi da Colpo finale, 2003, olio su tela anziani e bambini... Assurdo e affascinante insieme. Le ultime tre mostre personali importanti (intervallate con qualche collettiva) le ho allestite presso la Casa Internazionale delle Donne a Roma nel 2009, al Kinema Dess di Livorno nel 2010 e nel 2011 al Palazzo Baronale di Calcata (Viterbo). Questultima stata ispirata completamente alle opere del Caravaggio: Simone Pagano, oltre a curare il mio sito (www.paolaalvianoglaviano.com), ha realizzato la parte grafica della brochure. Alle mie mostre, quando come in questi casi sono personali, associo sempre delle performances teatrali e/o musicali rappresentate da

Islam, 2008, olio su cartone da imballaggio in alto; San Girolamo, 2010, bitume e olio su cartone da imballaggio

Incontro, 2001, olio su tela

Bianca Maria Castelli, che le valorizza con il suo supporto recitativo o musicale, accompagnata dal suo gruppo di valenti musicisti. I quadri sono come i figli, non ce n uno al quale si vuole pi bene, forse qualcuno ha pi pregi che difetti o viceversa. Pi che i quadri, quindi, esistono piuttosto fasi alle quali sono legata maggiormente che ad altre. La mia una ricerca costante nella quale non c mai autocompiacimento e questo un deterrente per chi mi vorrebbe identificare, o catalogare, in una espressione riconoscibile. La mia pittura sempre in una condizione di continua ricerca: anche nei momenti di stasi, attraversati da periodiche crisi mistiche, in perenne elucubrazione e avvolta da uninquietudine che la pone in continuo fermento... Attualmente sto lavorando sullarte greco-romana del periodo ellenico. Mi intriga la mitologia, la sua drammaticit oltre che la trasgressivit degli dei dellOlimpo. Anche qui, la forza e la sensualit del bello. Un pensiero prima di concludere: si dice che i pittori diventino famosi dopo morti (vedi Van Gogh!)... Allora ho ancora qualche speranza!

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NON SOLO BCC

Conosciamoci meglio
Contro la routine, fuochi dartificio!
Fabio Pini si occupa di pianificazione strategica e operativa in Federlus, ma quando si avvicina San Silvestro d sfogo alla sua passione segreta

In Federazione, dove lavoro dal 2008, mi occupo di pianificazione strategica ed operativa. Tra presentazioni, power point e file excel, qualcuno direbbe che conduco una vita routinaria. Allora nel tempo libero cerco di dare una scossa La mia passione? I fuochi dartificio! La premessa potrebbe indurre in inganno. Io parlerei pi di un insieme di colori e suoni di piccola entit e non certo di fuochi dartificio, che sono ben altra cosa. Comunque li vogliamo definire, man mano che si avvicina la notte di San Silvestro (il giorno dei fuochi per eccellenza) mi preparo a festeggiare nel migliore dei modi con amici e parenti: una partita a carte, una buona bottiglia di spumante, il tutto accompagnato da un po di colori e suoni appunto! Purtroppo sono poche le occasioni dove dare libero sfogo a questa mia definiamola passione.

Come molto spesso accade, le passioni vengono trasmesse dai propri genitori, e nel mio caso da attribuire a Maurizio (mio padre). Ricordo che i giorni precedenti il 31 dicembre mi portava con s nelle pirotecniche a scegliere qualche razzetto o fontana da sparare alla mezzanotte. Maurizio, mi raccontava che ai suoi tempi la tradizione consisteva, allo scoccare della mezzanotte, nel gettare qualsiasi oggetto vecchio dal balcone del proprio appartamento per salutare lanno vecchio e come buon augurio per quello entrante. Lascio pertanto immaginare cosa voleva dire abitare in uno dei quartieri pi popolari e popolosi di Roma (con palazzi di 10-12 piani) e trovarsi l alle 24:00 del 31 dicembre, o camminarci la mattina del 1 gennaio. Le strade erano invase da frammenti di piatti, bicchieri e bottiglie. Ovviamente oggi i tempi sono cambiati, ma il senso di quella giornata resta il medesimo: salutare lanno vecchio

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ed accogliere quello nuovo con i migliori presupposti e con le persone pi care. Posizionare a terra la batteria (termine improprio per definire la scatola contenente un numero tra i 50 e i 250 colpi) o inserire il razzo nei tubi appositamente sistemati, accendere la miccia e godersi quei 10/15 minuti di spettacolo pirotecnico solo lultimo passo di una preparazione che inizia almeno un paio di giorni prima. Il bello, infatti, non solo questo Almeno due giorni prima inizia la fase di organizzazione in giro per le pirotecniche scegliendo gli articoli pi disparati (cercando sempre di non acquistarne di simili rispetto agli anni precedenti). Il giorno stesso in cui si deve festeggiare, poi, si prepara tutto il necessario tubi per direzionare i razzi, collegamenti tra batterie ecc. per creare il giusto compromesso tra luci e suoni e, soprattutto, far s che sia tutto in sicurezza. Per chi come me ha questa passione, ogni occasione (tra

Inserire il razzo nei tubi appositamente sistemati, accendere la miccia e godersi quei 10/15 minuti di spettacolo pirotecnico solo lultimo passo di una preparazione che inizia almeno un paio di giorni prima

compleanni e ricorrenze varie) buona per movimentare la festa Ma allo stesso tempo il divertimento consiste anche nel fermarsi a vedere i veri spettacoli pirici. La stagione estiva sotto questo aspetto risulta essere il miglior periodo dellanno; tra feste di paese e ricorrenze estive le occasioni non mancano di sicuro Rispetto a Maurizio, lallievo si spinto oltre. Infatti, acquistare fuochi artificiali semi professionali (ovvero di IV categoria) non possibile esibendo semplicemente il documento didentit ed essere maggiorenni; per tale motivo, questanno ha deciso di chiedere la licenza di porto darmi ad uso sportivo. Tranquilli sottolineo ad uso sportivo!

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DALLA FEDERAZIONE

Formazione

Essere compliant attraverso la formazione


Il recente Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire lutilizzo degli intermediari e degli altri soggetti che svolgono attivit finanziaria a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, emanato a marzo 2012, ha introdotto importanti modifiche al Decreto Legislativo 231/07. In particolare il provvedimento ha previsto la nomina di un Responsabile Interno della Funzione Antiriciclaggio e la possibile istituzione di una Funzione Antiriciclaggio esternalizzata, da cui scaturito il progetto di Federazione relativo alla creazione di unapposita funzione per la gestione del Rischio Antiriciclaggio. La volont dellOrgano di Vigilanza, espressa anche attraverso la realizzazione di verifiche ispettive sulla

Martina Bonaldo

materia, che le aziende si dotino di un processo per la gestione degli adempimenti in tema di antiriciclaggio e antiterrorismo, prevedendo una serie di attivit e assegnando responsabilit alle diverse funzioni aziendali, per la corretta gestione del processo. In particolare, il Consiglio di Amministrazione definisce le strategie per il presidio del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, la Direzione Generale assicura lattuazione delle strategie definite per il presidio del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, il Responsabile Interno della funzione Antiriciclaggio ha il compito di monitorare le modalit di svolgimento del servizio da parte delloutsourcer e svolge un ruolo di collegamento con la funzione esternalizzata e, infine, gli operatori che gestiscono i rapporti con la clientela devono conoscere gli impatti sulloperativit, introdotti dalla norma-

tiva esterna ed interna di riferimento. Le verifiche ispettive condotte fino ad oggi dalla Banca dItalia, oltre che dalle funzioni di controllo esternalizzato alla Federlus, hanno messo in evidenza significative carenze degli operatori sulla conoscenza della normativa e sugli impatti che la stessa ha nelloperativit. Tali considerazioni hanno portato la Federazione a definire unofferta formativa dedicata a: Membri del consiglio di Amministrazione - In data 21 febbraio stato realizzato uno specifico incontro volto a presentare il ruolo del Consiglio di Amministrazione sul sistema di gestione del rischio riciclaggio, sia alla luce della normativa specifica che generale, in materia di governo societario delle Banche. Allincontro hanno partecipato 76 Amministratori e Sindaci appartenenti a 13 BCC;

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Responsabili Interni della Funzione Antiriciclaggio - Lincontro, svoltosi il 10 febbraio scorso mirava ad illustrare e approfondire le scelte organizzative, metodologiche e operative relative alladeguamento alla nuova normativa in materia di prevenzione dei fenomeni di riciclaggio e finanziamento al terrorismo. Inoltre stata loccasione per analizzare

gli aspetti rilevanti dellaggiornamento del Manuale degli Adempimenti in materia Antiriciclaggio e Antiterrorismo e per presentare il ruolo e le attivit della nuova Funzione Antiriciclaggio della Federazione. La giornata formativa ha visto la partecipazione di 21 risorse appartenenti a 18 BCC; Formazione specialistica per il

personale di Filiale - Il corso progettato mira ad illustrare ed approfondire le nuove attivit e i principali impatti sulloperativit del personale che gestisce i rapporti con la clientela, introdotti delle recenti evoluzioni della normativa esterna ed interna di riferimento. Inoltre, al fine di rendere il personale partecipante soggetto attivo del proprio processo di apprendimento, la metodologia utilizzata per il corso prevede molti elementi di novit rispetto ai tradizionali corsi daula. In particolare: raccolta delle casistiche che perverranno dai partecipanti e che verranno discusse in aula al fine di condividere gli impatti operativi e le corrette prassi; specifico focus sulle anomalie che le Funzioni di Controllo hanno riscontrato nellambito delle attivit di controllo; valutazione delle conoscenze specifiche sulla materia, attraverso la realizzazione di un test in entrata per la rilevazione del livello delle conoscenze tecniche, e un test in uscita per la valutazione delle competenze acquisite e pertanto dellefficacia del corso; modulo di follow-up da realizzarsi dopo un periodo di tempo sufficiente affinch le risorse inserite in formazione possano sperimentare sul campo quanto appreso. Lobiettivo quello di verificare se le competenze e lesperienza realizzata in aula si siano trasformate in comportamenti operativi corretti. Obiettivo di questo ultimo progetto formativo agire direttamente sul livello delle conoscenze e competenze delle risorse di Filiale, affinch queste allineino i loro comportamenti alla normativa di settore ed alle best practice individuate.

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DALLA FEDERAZIONE

Direzione Controlli

Un nuovo alleato per le BCC


Operare in modo competitivo in un settore in costante evoluzione, rispondere prontamente alle novit legislative, interfacciarsi con organizzazioni aziendali sempre pi articolate e adeguare costantemente il sistema dei controlli interni, sono le principali motivazioni che hanno spinto la Federazione ad unampia riorganizzazione aziendale e allistituzione della Direzione Controlli. Tali motivazioni e le conseguenti scelte aziendali, hanno rafforzato in me la convinzione che la nostra Federazione si distingua nel sistema del Credito Cooperativo per visione strategica dei propri vertici, per qualit e tipologia di servizi offerti, per standing e affidabilit del proprio personale e mi hanno spinto ad ac-

Francesco Manganaro Gi senior manager di Deloitte, ha maturato unesperienza pluriennale nella gestione di progetti di adeguamento dellorganizzazione e del sistema dei controlli interni delle banche e istituzioni finanziarie. In particolare, ha acquisito conoscenza approfondita della Federazione e delle Banche associate, maturata negli anni nella gestione di tutte le progettualit di potenziamento del sistema dei controlli interni (in primis, impianto funzione compliance, impianto funzione antiriciclaggio, impianto Modello ex D.Lgs. 231/01). Conosce, inoltre, le dinamiche delle BCC, grazie alla gestione di progetti presso Federcasse, presso altre Federazioni Locali e presso le stesse BCC.

cettare questa nuova e stimolante sfida professionale. Il principale obiettivo che la nuova Direzione si prefigge quello di aiutare le Associate a rispondere con immediatezza ed efficacia ai cambiamenti che stanno caratterizzando sempre pi il mondo del Credito Cooperativo, fornendo servizi personalizzati di assistenza alle Banche da realizzarsi in tempi rapidi ed a costi estremamente contenuti. La nuova Direzione assicurer in particolare che le funzioni di controllo della Federazione operino nel rispetto della normativa esterna e

degli accordi contrattuali sottoscritti dalle Associate e punter a mantenere un ottimale livello di coerenza nellinformativa verso i vertici aziendali delle BCC, a minimizzare le aree di possibile sovrapposizione nellattivit di controllo e a garantire una sempre maggiore condivisione delle informazioni; tutto ci sempre mantenendo una visione dinsieme del livello di tenuta complessivo del sistema dei controlli interni delle Associate ed un approccio comune e unitario nello svolgimento dellattivit di controllo. La Direzione Controlli, inoltre, curer i rapporti

Articolazione organizzativa della Direzione Controlli


Direzione Controlli (F. Manganaro)

Servizio Internal Audit (P. Suriano)

Servizio Conformit Normativa (A. Giannese)

Internal Audit BCC

Internal Audit Altri Clienti

EDP Audit

Compliance

Antiriciclaggio

Supporto OdV 231/01

AUDIT POOLING Responsabile Operativo: R. Iulianella Senior Auditor: M. Canofari, F. Capelli, N. Pouhlev Assistant Auditor: F. Accardo

V. Diaconescu

E. Lazzari E. Pulcinelli C. Massimini M. Procida R. Malnati M. Massenzi

Responsabile Operativo: G. Pepe E. Pulcinelli L. Clementi M. Biancone

Responsabile Operativo: E. Lazzari

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con la Federazione Nazionale di categoria e con le altre strutture del Movimento in un momento delicato di attuazione degli indirizzi evolutivi del sistema definiti in occasione del Congresso nazionale di Roma del dicembre 2011 ed assicurer la gestione del personale assegnato e delle sue aspettative e motivazioni. La Direzione Controlli, infine, giocher un ruolo fondamentale nello sviluppo dei servizi ai Clienti non soci, che in numero sempre maggiore si stanno rivolgendo alle strutture della Federazione, anche nellottica di proseguire nel percorso di riduzione dei contributi associativi a carico delle singole BCC. La Direzione Controlli operer con il supporto del Servizio Internal Audit e del Servizio Conformit Normativa, i cui responsabili rispettivamente Pasquale Suriano e Alessandro Giannese lavoreranno con lobiettivo di perseguire la mission attribuita alle rispettive unit organizzative e con la seriet e scrupolosit che da anni li fanno apprezzare dai vertici aziendali e dal personale delle Associate. In particolare, il Servizio Internal Audit svolger per conto delle BCC e dei Clienti non soci le attivit della funzione di revisione interna nel rispetto della normativa esterna e degli accordi contrattuali sottoscritti. Il Servizio Conformit Normativa svolger invece per conto delle BCC e dei Clienti non soci le attivit della funzione di compliance e, da gennaio 2012, della funzione antiriciclaggio nel rispetto della normativa esterna e degli accordi contrattuali sottoscritti. Il Servizio Conformit Normativa, inoltre, assicurer il supporto agli Organismi di Vigilanza ex D.Lgs. 231/01 che la maggior parte delle Associate sta costituendo con lapprovazione del relativo Modello.

Areea Consulenza di business e sviluppo organizzativo

Lefficienza organizzativa passa per il portale


Gli obiettivi per i quali i principali istituti bancari stanno investendo nei portali web interni sono da ricercarsi nellesigenza di perseguire lefficienza operativa attraverso la razionalizzazione dei percorsi di lavoro e la valorizzazione delle informazioni. Nella ferma convinzione che ci rappresenti un fattore chiave per il successo aziendale. A tal proposito si ritiene utile approfondire il percorso evolutivo che il sistema bancario ha affrontato nel corso degli ultimi anni, con riferimento allo strumento del portale Intranet quale leva per lefficientamento dei processi di lavoro e per lincremento della diffusione delle conoscenze allinterno delle organizzazioni.

Giorgio Caporale

proprio in questo filone infatti che si innestata lazione propositiva della Federazione, che da tempo ha avviato una propria progettualit tesa a modificare i comportamenti e i flussi di attivit sia allinterno della propria struttura ma soprattutto tra la Federazione e le BCC, con un sistema di scambio e condivisione bi-direzionale (da BCC a Federazione e da Federazione a BCC). A livello di Sistema, significativo evidenziare come anche nel difficile scenario congiunturale che sta caratterizzando il Sistema Bancario le aziende abbiano proseguito negli investimenti volti allintroduzione di nuovi progetti per la Intranet, da ultimo orientando questi verso lesigenza di favorire la collaborazione tra i dipendenti. In effetti ormai diffuso e radicato nelle Banche italiane il modello concettuale che vede la Intranet come uno spazio virtuale dinamico, ossia come un ambiente di lavoro complesso sempre pi integrato con le applicazioni core del business. Per meglio descrivere lo stato dellarte nelle aziende Bancarie si proceduto a sintetizzare alcune delle risultanze della ricerca 2011 dellOsservatorio Intranet Banche, condotto da ABI Lab in collaborazione con gli Osservatori ICT & Management della School of Management del Politecnico di Milano (la ricerca ha interessato 14 imprese bancarie rappresentative del 76% dei dipendenti del sistema bancario). In termini di supporto ai processi decisionali, la intranet aziendale risulta essere uno strumento fondamentale per la comunicazione interna (86% del campione), in particolare per le attivit di sviluppo e la formazione professionale delle persone (77%) e nel supporto alle innovazioni organizzative e gestionali (69%). proprio in ragione di questo ruolo che, nonostante la crisi economica,

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DALLA FEDERAZIONE

le Banche italiane continueranno a dedicare attenzione allo sviluppo della Intranet, con investimenti previsti in crescita per i prossimi tre anni dal 73% del campione. Il consenso sulle stime di budget rivelano come alla crescita in termini di priorit delle iniziative si accompagni, nella maggior parte dei casi, un incremento anche a livello di investimenti: solo 2 delle 15 banche del campione prevedono una riduzione degli investimenti, in ogni caso inferiore al 10%. Se la crisi non frena gli investimenti nelle Intranet, ne condiziona certamente levoluzione e gli obiettivi. Tra le esigenze che stanno guidando linnovazione delle Intranet nel 2012 al primo posto vi la gestione della conoscenza, ritenuta prioritaria dal 64% del campione. In tale ambito la Intranet si andr ad arricchire di motori di ricerca, blog e wiki, che gi oggi hanno mostrato nel 60% delle Banche effetti significativi nel migliorare la qualit, quantit e tempestivit dei dati e delle informazioni. Al secondo posto, indicata dal 57% del campione come priorit, vi il supporto alla collaborazione: crescer ulteriormente la presenza di strumenti a supporto sia della collaborazione sincrona come web conference e instant messaging gi utilizzati in diverse realt - che di quella asincrona, per la quale sono gi ampiamente diffusi strumenti di gestione dei progetti (71%) e di condivisione delle agende (64%). Ancora lontane dallessere considerate una priorit sono invece lo sviluppo e l integrazione di strumenti di social network per i dipendenti. A fronte di un 28% di banche che hanno investito con soddisfazione sui social network interni, permane un 50% che non valuta questo ambito come una priorit per i prossimi anni. Nel panorama vasto e complesso dei

processi aziendali, la ricerca dellOsservatorio Intranet nel corso del 2011 si focalizzata su due aspetti: la pubblicazione della normativa interna e lo sviluppo e la gestione di iniziative a supporto della funzione Comunicazione interna. Il primo ambito oggi di grande rilevanza per le banche: le esigenze di controllo e di adeguamento continuo alle disposizioni vigenti, di carattere generale e di settore, insieme alle esigenze di flessibilit, tempestivit, ottimizzazione del business e diffusione rapida delle informazioni, stimolano le banche a cercare nuove modalit di fruizione e di consultazione della normativa. La Intranet, in questo contesto, ricopre un ruolo di particolare importanza, poich rappresenta il canale primario di veicolazione delle informazioni, della conoscenza e della omogeneit operativa, in grado di raggiungere in modo veloce e pervasivo lintera rete aziendale. Dallanalisi delle principali modalit di pubblicazione delle informazioni emerge come nella maggior parte delle banche del campione (86%) esista nel portale una sezione dedicata alla normativa e come diverse iniziative siano state messe in campo per semplificare la lettura della documentazione in rete. Le azioni di miglioramento possono es-

Nonostante la crisi economica le banche italiane continueranno a dedicare attenzione allo sviluppo della Intranet, con investimenti previsti in crescita per i prossimi tre anni del 73%

sere realizzate secondo due approcci principali: da un lato, si pu agire sul singolo documento in formato pdf con interventi e accorgimenti che possono migliorare la lettura e la navigabilit dei documenti (54%); dallaltro, si pu riprogettare la stesura e la consultazione della normativa secondo le logiche tipiche della gestione per processi, inserendo i relativi flowchart (31%). Lapprofondimento che ha riguardato il supporto dato dalla Intranet alla Comunicazione interna nel raggiungimento dei propri obiettivi di natura operativa, informativa e strategica, ha permesso di mettere in luce come le banche del campione abbiano rilevato benefici di carattere soprattutto operativo, vedendo nel portale lo strumento chiave in grado di favorire la promozione dello sviluppo e della formazione professionale (77%) e di fornire informazioni su attivit e procedure (69%). In tale contesto si inseriscono le scelte progettuali realizzate dalla Federazione, che a partire dal settem-

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bre 2010 ha lanciato un portale web per la gestione di alcuni processi o fasi di processo di lavoro condivisi con le BCC. Le prime versioni del portale hanno perseguito lobiettivo di efficientare importanti ambiti di collaborazione tra Banche e Federazione, quali le comunicazioni infragruppo (le circolari), la pareristica scritta e, soprattutto, la formazione dei dipendenti e degli amministratori. ora in fase di lancio una nuova release volta a migliorare lintero sistema della profilatura degli utenti e la gestione della sezione anagrafica da parte delle BCC, oltre ad una ottimizzazione nella gestione del sistema dei crediti formativi. Un salto in avanti potrebbe riguardare lintegrazione tra lo spazio web della Federazione e unarea riservata delle BCC in cui migliorare la comunicazione interna tra BCC e Federazione con la diffusione e laggiornamento dei progetti di sviluppo organizzativo avviati con le BCC. Proprio la condivisione con le Banche di un percorso comune da avviare in questo ambito costituirebbe ad integrazione di quanto gi si sta realizzando in ambito organizzativo un ulteriore contributo al conseguimento di sempre migliori livelli di efficienza delle nostre strutture. Le difficolt che si possono incontrare lungo il percorso evolutivo della Intranet non devono al contempo diventare un alibi per non fare: mai come adesso il momento giusto per ottenere risultati significativi, passando da una fase tattica a una fase strategica in cui laffidabilit delle tecnologie, la concretezza degli obiettivi e la maturit delle iniziative consentano di portare benefici concreti e rilevanti, fornendo agli utenti nuove opportunit di collaborazione, lavoro e comunicazione.

Direzione attivit e servizi istituzionali

Una nuova Direzione al servizio delle Associate


Con linizio del corrente anno, la FederLUS ha ridisegnato lorganigramma interno provvedendo a razionalizzare le proprie strutture operative. In questo contesto, una serie di funzioni sono state ricondotte nellambito della nuova Direzione Attivit e Servizi Istituzionali, sotto la responsabilit del dirigente Sergio Troiani. Indicativo il riferimento allaggettivo Istituzionali in quanto tale Direzione svolge la propria attivit prevalentemente in attuazione degli articoli 8 e 9 dello statuto federativo. Il primo degli articoli citati, dispone in merito allattivit di assistenza e consulenza, laltro disciplina le attivit di verifica e revisione. Su questa base, si possono individuare le due principali finalit perseguite:

Sergio Troiani

lassistenza, volta a garantire ladeguatezza normativa delle associate nelle attivit amministrative connesse al bilancio, alla contabilit, agli adempimenti segnaletici nei confronti dellOrgano di Vigilanza, agli aspetti tributari, legali e ai temi giuslavoristici; le attivit di verifica e monitoraggio, attuate a vario titolo e su diverse tematiche, volte a ottenere una stabilizzazione del sistema BCC. La prima finalit si realizza diffondendo, le informazioni, le istruzioni e gli indirizzi di interesse generale, fornendo anche specifici chiarimenti e suggerimenti e assicurando altres interventi per lesame e la soluzione dei casi particolari. Le problematiche affrontate sono numerose in quanto vasto il panorama di norme da seguire, da interpretare, da commentare e da portare a conoscenza delle Associate, e ci avviene sia mediante lemanazione di circolari che con la risposta a quesiti specifici, quando richiesto forniti anche per iscritto. Una particolare assistenza viene prestata in occasione della chiusura del bilancio delle Associate, attraverso incontri, interventi in loco, e fornitura di strumenti informatici idonei allo scopo. In merito allattivit di consulenza ed assistenza giuslavoristica e delle relazioni sindacali, si tende sempre pi a migliorare la qualit del rapporto con le Associate, con lobiettivo di prevenire le problematiche relative alla gestione del rapporto di lavoro. Notevole anche la mole di attivit svolta nellambito delle normative legali, negli ultimi anni in continua evoluzione. In relazione, invece, alla finalit di stabilizzazione del sistema, la Direzione svolge lattivit di verifica e revisione, compresa quella effettuata quale articolazione territoriale del Fondo di Garanzia dei Deposi-

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DALLA FEDERAZIONE

tanti del Credito Cooperativo con lo scopo di garantire il rispetto delle normative e dei criteri di sana e prudente gestione afferenti lattivit delle banche socie nellinteresse delle stesse e dellintero sistema delle Banche di Credito Cooperativo. Ancorch non previsto specificatamente nello statuto, lattivit in questione viene svolta anche come articolazione territoriale del Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti del Credito Cooperativo e, in futuro, si aggiunger, quando sar operativo, lattivit effettuata per conto del Fondo di Garanzia Istituzionale. La medesima finalit perseguita mediante le funzioni che competono alla Vigilanza Cooperativa, struttura inserita nella nuova Direzione. La Vigilanza Cooperativa effettua i controlli sulle Banche di Credito Cooperativo con lintento di accertarne la natura mutualistica, attraverso specifiche verifiche effettuate direttamente presso le sedi delle Associate. In linea con le previsioni normative, lapposita funzione di Vigilanza cura anche laspetto consulenziale con lintento di fornire agli Organi di direzione e di amministrazione delle Banche di Credito Cooperativo suggerimenti e consigli per migliorare la gestione e il livello di democrazia interna, al fine di promuovere la reale partecipazione dei soci alla vita sociale. Altro importante compito che la Direzione sar chiamata a svolgere, il monitoraggio delle Associate. Allo stato attuale, vengono effettuate analisi dei dati a disposizione, rivenienti dalle segnalazioni che le BCC inviano periodicamente alla Banca dItalia, prontamente portate a conoscenza degli organi aziendali della FederLUS e dei Direttori delle banche. Lobiettivo, a breve, di integrare i risultati ottenuti con informazioni ricavabili dalle altre

strutture interne alla Federazione, quali, ad esempio, i report dellinternal auditing e quelli della compliance, i piani strategici, ecc. che, integrati con i verbali ispettivi dellOrgano di Vigilanza, con i dati rivenienti dai Fondi di Garanzia, possano permettere di ottenere, in maniera strutturata, un quadro preciso e sempre aggiornato di ogni Associata. Lattivit che svolge la Direzione copre anche gli eventi di natura straordinaria, quali le costituzioni di nuove BCC e le fusioni. Per quanto attiene alla costituzione di nuove BCC, si forniscono suggerimenti e indicazioni utili ai comitati promotori autonomi, sorti spontaneamente e ricadenti nellambito del territorio di competenza, si raccoglie e si analizza la documentazione accompagnando liniziativa fino alla consegna della domanda di autorizzazione alla Banca dItalia. In relazione alle fusioni, si ampiamente parlato nei numeri precedenti della rivista e rappresenta, quando se ne ravvisa la necessit, unattivit complessa da svolgere in un lasso di tempo contenuto, tenendo presenti le esigenze delle banche coinvolte, il dettato normativo e fornendo il supporto e la documentazione atta allo scopo. Si pu concludere affermando che il compito a cui si chiamati articolato, difficoltoso e tuttavia rappresenta una sfida coinvolgente e stimolante alla quale partecipano persone motivate, che posseggono professionalit ed esperienza adeguate.

Le Conferenze dei Direttori del 19 gennaio e del 18 maggio 2012

Lavori in corso
La prima conferenza dei direttori del 2012 si svolta il 19 gennaio scorso e, seguendo di appena un mese lultima conferenza del 2011 si focalizzata in via principale su due macro-ambiti particolari: le novit in ambito Finanza con particolare riferimento ai collateral ammissibili per le operazioni con la BCE, levoluzione normativa in ambito della Finanza retail e la cartolarizzazione dei mutui commerciali e i progetti di Federazione. Sul primo punto sono intervenuti il Responsabile della Finanza di Iccrea Banca, Pierduilio Cocuccioni, che ha esposto le possibili operazioni con la BCE e la cartolarizzazione dei mutui commerciali, e Giuseppe Zaghini, dellUfficio Regolamentazione Finanziaria di Federcasse, che ha esposto levoluzione del contesto normativo. In merito al primo aspetto sono stati sviscerati i vincoli e le opportunit sottese alle operazioni con la BCE,

Alessandro Ceccarelli

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sottolineando il supporto che le strutture centrali di Iccrea hanno messo in campo per permettere alle BCC di sfruttarle appieno. Sullevoluzione della normativa finanziaria, invece, Zaghini, da un lato ha ripercorso tutti i lavori di recepimento che si stanno svolgendo rispetto alle principali normative di matrice internazionale e, dallaltro, ha sollecitato le Banche in merito alla ricognizione in corso sulla normativa MiFID. I lavori successivi, come detto, sono stati tutti incentrati sui progetti di Federazione. In particolare, in Area Organizzazione c stato un aggiornamento in merito alla progettualit con cui la Federazione sta dando supporto diretto alle BCC richiedenti in ambito 231; inoltre, sono state presentate le linee guida del servizio di fornitura e di revisione della normativa interna, con una disamina di quanto gi in cantiere oltrech della rappresentazione del perimetro complessivo di aggiornamento. In ambito delle Risorse Umane, stato fatto un aggiornamento sul Progetto di Sviluppo delle Competenze, ripercorrendo quanto fatto dallo scorso anno con le Banche aderenti e rappresentando ai Direttori quali sono gli sviluppi successivi su cui la Federazione sta lavorando per il prossimo anno. Sul Progetto Giovani, stata lanciata la ricerca che la Federazione condurr in partnership con Eurisko per studiare il target giovanile. Con Pierfilippo Verzaro, Responsabile del Servizio Legale di Federcasse infine, c stato un confronto su taluni aspetti operativi legati a specifiche novit normative quali quelli inerenti lart. 117 bis del T.U.B. e quelle introdotte dal D.Lgs. 216/11 (c.d. Milleproroghe 2012). La seconda conferenza dei diret-

tori dellanno ha avuto luogo lo scorso 18 maggio, ed ha visto un importante secondo confronto con il neo Direttore Generale di Iccrea Banca, Leonardo Rubattu. Anche in questo caso (dopo la partecipazione alla Conferenza del maggio dellanno scorso) si parlato del nuovo modello di business dellIstituto Centrale, questa volta con particolare focus sul nuovo modello di servizio che lIstituto ha messo in campo a partire proprio dal mese scorso. Aumenta in questo senso lorientamento alla cura della relazione con le BCC, attraverso una maggiore presenza in Banca e nuovi strumenti organizzativi e informativi per servire al meglio le BCC, ovviamente in ottica di partnership. La presentazione del nuovo modello di servizio stata anche loccasione per presentare ai Direttori Generali delle BCC, i due Gestori delle relazioni Istituzionali uno con ruolo anche di coordinamento con la federazione che seguiranno le BCC stesse nel loro operato quotidiano con Iccrea Banca. Pressoch generalizzato stato lapprezzamento da parte dei partecipanti rispetto alle intenzioni dei Vertici di Iccrea Banca, nellassoluta convinzione della centralit delle strutture tecniche centrali, a sostegno dellazione delle BCC sul territorio. A seguire, un altro momento importante di confronto stata la presentazione del nuovo modello organiz-

zativo della Federazione, che stato presentato nelle sue logiche di sviluppo e nelle sue unit organizzative principali dal Direttore Grignaschi. La struttura federativa si evolve, assecondando un intenso sviluppo delle attivit, mantenendo sempre quel carattere di innovativit e flessibilit che sono stati i punti di forza degli ultimi anni. Anche in questa occasione poi, sono stati dati aggiornamenti su importanti progetti di Federazione quali: il Progetto per limpianto del modello ex D.Lgs. 231/2001; il progetto di supporto diretto della Federazione nellambito delle Nuove Disposizioni di Vigilanza sulle parti correlate e partecipazioni detenibili; la Formazione 2012; il servizio di aggiornamento della normativa interna. Altro tema importante su cui la Federazione ha rappresentato gli sviluppi concreti quello che riguarda il monitoraggio istituzionale di Federazione sulle BCC, a garanzia della stabilit dellintero sistema interregionale, rispetto al quale, come primo passo, stato costituito un gruppo di lavoro federativo per portare avanti la validazione dellimpianto di analisi, del perimetro informativo e delle modalit di fruizione nei confronti dei Vertici Aziendali, di Federazione e delle BCC.

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DALLE BCC

NUOVE FILIALI/1

NUOVE FILIALI/2

BCC DI RONCIGLIONE

Nuova apertura a Campagnano Romano


Il 31 aprile scorso stata inaugurata la filiale di Campagnano di Roma alla presenza del sindaco Francesco Mazzei, del Direttore Generale della Federlus Paolo Grignaschi, dei presidenti delle BCC di Barbarano Romano e di Capranica (rispettivamente Domenico Didoni e Stefano Liverani), di mons. Renzo Tanturli (vicario del vescovo della diocesi mons. Romano Rossi), dellex assessore provinciale e dirigente di Bnl Renzo Trappolini e del Direttore storico, ottantottenne, Alcide Pelliccia. Quella di Campagnano la decima filiale della BCC di Ronciglione, particolare perch la prima in un territorio fuori dalla provincia di Viterbo, ed in quanto tale rappresenta una nuova stimolante esperienza. In questo tempo di crisi, in cui le

BCC DI SPELLO E BETTONA

Nasce Banc@Trevi, dodicesima filiale


Un istituto di Credito Cooperativo che, nonostante la crisi economica, continua a crescere e ad espandersi, fino a coprire la Valle umbra sud, al confine con importanti comuni, come Spoleto, Campello sul Clitunno e Castel Ritaldi, consentendo alla banca di avere unarea di competenza territoriale estesa, sostanzialmente, allintera provincia di Perugia. la BCC di Spello e Bettona che ha inaugurato la sua dodicesima filiale il 12 maggio scorso a Borgo Trevi. Una succursale, la terza aperta nel giro di un anno dopo quella di Perugia e di Bastardo a Gualdo Cattaneo, che ha un proprio nome: Banc@Trevi. Si tratta di un marchio depositato e creato per stimolare il senso di appartenenza ha sottolineato durante il taglio del nastro il Direttore Generale della BCC di Spello e Bettona, Maurizio Del Savio e di partecipazione delle comunit locali a una BCC che si propone, sempre pi, come unica e vera banca del territorio. Anche per questo, lo slogan che accompagna, metaforicamente, la nuova iniziativa Banca e buoi dei paesi tuoi!, in coerenza con i folcloristici detti della tradizione popolare. La nuova filiale, operativa da luned 14 maggio con una sola cassa, in controtendenza agli attuali tempi di recessione economica, ha unulteriore caratteristica, rappresentata dal progetto Trevi bond investi per il tuo territorio. Si tratta di un vero patto territoriale con il quale listituto di Credito Cooperativo simpegna a reinvestire, a

banche non sono certo allapice della loro popolarit, aprire una nuova filiale rappresenta un atto di coraggio. Ma anche un atto di volont di chi vuole essere ancor pi al fianco dei cittadini, per quello che sar possibile, in un contesto generale non facile. Queste le considerazioni fatte dal Presidente Giuseppe Ginnasi, che al termine dellevento ha voluto esprimere il sentimento di gratitudine del CdA verso tutta la struttura, ad iniziare dal Direttore Generale Giulio Pizzi, che con impegno hanno reso possibile questo ulteriore passo in avanti.

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condizioni economiche prestabilite, sin dal primo anno, il doppio dei depositi raccolti sul territorio. Uneccezione -ha spiegato il titolare della nuova filiale, Andrea Alessi-, se si pensa che di solito le banche reinvestono solo parzialmente nel territorio. Noi, invece, abbiamo voluto in questo momento difficile stare ancora pi vicino alle imprese e alle famiglie, mantenendo lo spirito che contraddistingue le BCC. Alla cerimonia ufficiale di inaugurazione, oltre al Direttore Del Savio e al titolare Alessi, erano presenti anche Lucio Campagnacci, Vicepresidente Vicario della BCC di Spello

e Bettona, Paolo Grignaschi, Direttore Generale della Federlus, Antonio Carrubba, Direttore della Banca dItalia per la filiale di Perugia, Alessia Pallini e Francesca Zofrani, rispettivamente Vicetitolare e Key Client della succursale, oltre a Alfredo Ettore Mignini e Angelo Barbanera, rispettivamente Vicepresidente Vicario e Vicedirettore della BCC di Mantignana e di Perugia Credito Cooperativo Umbro. Anche questa nuova filiale della BCC di Spello e Bettona (come quella di Perugia) in via sperimentale sar aperta sabato mattina e, a disposizione dei clienti, c il servizio delle cassette di sicurezza per disporre di un luogo sicuro in cui conservare oggetti ed effetti personali preziosi durante la permanenza in banca. La nostra una banca con 105 anni di storia alle spalle ha ricordato il Direttore Del Savio, che conta 66 dipendenti, tutti assunti a tempo indeterminato, di cui il 40 per cento donne, oltre 15mila clienti e quasi 600 milioni di masse gestite. Una capacit operativa globale, che consente di soddisfare tutte le necessit riguardanti famiglie e imprese, anche attraverso servizi come il leasing, lestero, il factoring e le assicurazioni. Durante linaugurazione, infine, il Vicepresidente Vicario Campagnacci ha ricordato limportante contributo della banca a favore del dipartimento di riabilitazione dellAsl3, situato allinterno dellospedale di Trevi. Si tratta della donazione di vari macchinari: due elettroterapia, un ultrasuoni, un magnetoterapia, un letto bobath regolabile e un kit completo per la stimolazione trans-cranica. La nostra ha detto Campagnacci vuole essere la testimonianza di come listituto di credito sia attento al sociale e alle esigenze della comunit.

NUOVE FILIALI/3

BCC SAN BARNABA DI MARINO

Aperta unagenzia a Rocca di Papa


Il 19 maggio scorso la Banca di Credito Cooperativo San Barnaba di Marino ha aperto la sua quinta filiale. Si tratta di una grande opportunit ha dichiarato il Presidente Aldo Anellucci in un comunicato diffuso per promuovere levento-. Le piccole banche oggi hanno, pi delle altre, la necessit di accrescere i volumi, proponendosi come banca locale totalmente al servizio della comunit. Il nuovo sportello bancario ubicato nella zona di recente sviluppo di Rocca di Papa, mira ad essere partner attivo per le famiglie e la piccola e media impresa fornendo servizi e prodotti dotati di elevata competenza e professionalit senza dimenticare la storia ed il legame con il territorio. Una ricchezza da preservare al servizio delle comunit locali, dove si vive la rara esperienza della democrazia economica in una logica di imprenditorialit.

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DALLE BCC

NUOVE FILIALI/4

BCC DI RONCIGLIONE/1

BCC DI MANTIGNANA E PERUGIA

Centodieci anni di storia in un libro


La BCC di Ronciglione ha festeggiato il suo compleanno ultracentenario con una mostra e un volume che riepiloga le tappe salienti del suo lungo percorso. 110 anni di fedelt al territorio il titolo del volume, scelto dallautore e vicepresidente della BCC Sandro Altissimi, per sottolineare il legame che da sempre unisce Ronciglione e la sua banca nata nel 1902. La presentazione avvenuta nella sala conferenze della Banca il 9 giugno scorso, alla presenza di un folto pubblico. A fare gli onori di casa il Presidente Giuseppe Ginnasi e il direttore Giulio Pizzi, affiancati dal vicepresidente e curatore del libro Sandro Altissimi, dal presidente del collegio sindacale Fabio Moretti e dallex assessore provinciale e dirigente di Bnl Renzo Trappolini, che ne ha curato lintroduzione. Un lavoro, quello di Altissimi, che frutto di una lunga e appassionata ricerca tra antichi registri e verbali, gelosamente custoditi nel caveau della banca. I padri fondatori della BCC di Ronciglione, ha spiegato Altissimi, erano gente semplice

Aperta la 15ma filiale a Bastia. Lunione di forze e sinergie per affrontare la crisi
stata inaugurata il 26 maggio la nuova filiale posta nel cuore di Bastia Umbra, la prima dopo la fusione tra le due consorelle di Mantignana e Perugia. Circa 2 mila i clienti, 485 i soci e 7 dipendenti oltre il Preposto di filiale Sergio Gambacorta: questi sono i numeri iniziali del nuovo sportello su una piazza economicamente importante, come dimostrato dal fatto che entrambe le BCC, prima della fusione, avevano una filiale nella realt bastiola, ora sostituite da questa apertura. Una filiale moderna, luminosa ed accogliente, che ricorda molto la succursale inaugurata un anno fa nel centro di Perugia ha affermato il Direttore Generale Marcello Morlandi caratteristiche queste che avranno tutte le nostre prossime

agenzie, come quella che apriremo prestissimo a Gubbio. La filiale ha aggiunto il Presidente Antonio Marinelli- rappresenta la prima attuazione concreta delloperazione di fusione dei due istitutivi credito preesistenti. La crisi si combatte anche cos ha sottolineato poi il consigliere regionale Gianfranco Chiacchieroni , unendo le forze, creando sinergie e puntando sempre pi al territorio. Da canto suo il sindaco Stefano Ansideri ha messo in evidenza come avere una banca di credito cooperativo che appartiene al territorio e che opera per il territorio, soprattutto in un momento come questo, rappresenta un elemento da non sottovalutare.

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BCC DI RONCIGLIONE/2

Gita sociale a Berlino


La BCC di Ronciglione in occasione del 110 anniversario dalla fondazione ha voluto iniziare i festeggiamenti con i propri soci organizzando, nello scorso mese di maggio, un viaggio di tre giorni a Berlino, definita dal celebre drammaturgo Bertold Brecht la Citt dalle molte citt. Visitati la Porta di Brandeburgo, Alexander Plaz, il quartiere Mitte e la Museumsinsel, la piazza della Gendarmeria e Postdamerplatz con il Sony Center. Un momento di commovente riflessione stato rappresentato dalla visita al Memoriale dellOlocausto di Peter Eisenman, un campo allaperto con lapidi formate da parallelepipedi di cemento grigio di varie dimensioni attraverso cui camminare. La guida berlinese ha affascinato il gruppo con una attenta descrizione della metropoli, ricca di variegati aspetti artistici, di contraddizioni e di contrasti derivanti da un passato tormentato, dallascesa del nazismo alla costruzione del Muro, che in una sola notte ha diviso famiglie, storie amori e vite. Una citt insomma in continua trasformazione.

ma lungimirante, che ha saputo costruire solide basi sulle quali impiantare la banca di oggi, presente in dieci paesi della Bassa Tuscia e capace di dare lavoro a 55 dipendenti e sostegno economico a famiglie e aziende. In prima fila, il sindaco Sandro Giovagnoli e il direttore della filiale Banca dItalia di Viterbo Claudio Ferrante, concordi sullimportanza di poter contare, in piena crisi economica, su una banca cos radicata nel territorio. Presenti il parroco di Ronciglione, don Silvio Iacomi, mons. Renzo Tanturli, il presidente della Banca di Viterbo Luigi Manganiello, Francesco Manganaro per conto della Federlus, il presidente della BCC del Velino Pietro Mencattini, la vice presidente della BCC di Capranica Giulia Nicolini, il presidente della BCC di Barbarano Romano Domenico Didoni.

Dalla caduta del Muro ad oggi i berlinesi hanno dovuto modificare il proprio modo di vivere e di pensare e oggi di quella ferita rimane un segno tangibile: una linea di mattoni rossi, piena di dipinti, che segna lasfalto. Dopo la visita al celebre Fassbender & Rausch Chocolatiers, il pi antico negozio di cioccolato della citt, e aver attraversato il quartiere di Charlottenburg, i soci hanno fatto ritorno a Ronciglione carichi di una bella esperienza durata tre giorni.

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NUOVI ORIZZONTI

La nuova era del

retail banking tra conferme


e rivoluzioni
di Alessandro Ceccarelli

Quattro anni dopo lo scoppio delle turbolenze finanziarie che hanno sconvolto leconomia globale, lindustria bancaria continua a lottare per continuare a creare valore sostenibile. Crisi dei debiti sovrani e difficolt di crescita delle economie nazionali hanno posto le basi di uno scenario altamente volatile per le Banche. A seguire, i primi interventi dei policy makers inaspriscono i vincoli di capitale a presidio dei rischi, riducendone ulteriormente il potenziale di profittabilit. Infine, lo sviluppo tecnologico in atto e levoluzione dei comportamenti dacquisto rivoluziona la relazione con la clientela. Che la Banca fondasse la sua ragion dessere, e la quota principale della sua profittabilit, nella gestione del rischio lo sapevamo un po tutti. Che levoluzione del contesto di rischio e le risposte di natura normativa che in questo momento si riusciti a dare a livello internazionale stiano

mettendo seriamente in discussione il modello di business degli intermediari bancari ci aiuta a capirlo un report recente della Boston le banche oggetto di studio avrebConsulting Group1 relativo a 145 bero complessivamente 354 miliardi Banche a livello globale, che rapdi dollari di gap da colmare rispetto presentano il 75% deai requisiti di capitale gli assets bancari in di Basilea 3; Le Banche nel mondo Europa e negli Stati nel periodo 2006hanno continuato ad Uniti e il 65% di 2010, i ricavi sono diaprire sportelli fisici quelli dellarea Asiaminuiti del -3% mene, soprattutto, Pacifico. tre il costo del rischio a mettere le filiali Le evidenze dello stu(in generale requisiti al centro del proprio dio rendono lidea di capitale e rischio di modello distributivo. meglio di molte pacredito) aumentato Solo negli Stati Uniti, role: del 36%; nei primi dieci anni dal 2006 al 2010 i il risk to income ratio del nuovo millennio profitti delle banche alla fine del 2010 rile filiali sono hanno fatto registrare sulta essere pi del aumentate del 22% un risultato cumulato doppio del livello preportandosi a ca. di -295 miliardi di crisi e pari al 54%; 90.000. In Europa dollari; in sostanza, per ogni stato lo stesso, euro di ricavi vengono con fenomeni ancora sostenuti 0,54 euro di 1 Facing new realities in pi marcati in Spagna costi relativi alla geGlobal Banking Boston e Italia stione del rischio; Consulting Group Risk report 2011. il rapporto invece tra

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costi operativi e ricavi medio rilevato nello studio pari invece al 59%. Di spunti interessanti ce ne sarebbero molti e per una lettura approfondita vi rimandiamo allo studio pubblicato sulla nostra intranet ma forse pi utile sintetizzare le conclusioni con cui lo studio commenta le evidenze riscontrate. Innanzitutto, laumento crescente dei requisiti di capitale non potr essere completamente colmato con il ricorso a nuove dotazioni di capitale da rastrellare sul mercato, ma implicher una riduzione consistente degli attivi e dunque dei profitti. A livello strategico, ci implicherebbe un approccio integrato alla gestione dei rischi che superi la visione di compliance rispetto ai nuovi requisiti, valutando a monte la pi corretta allocazione del capitale,

allinterno dellazienda, e fra business diversamente attrattivi; comportando evidentemente uno sforzo ulteriore, e differente, nellattuale framework di pianificazione strategica. Tale visione integrata del rischio non potr non riguardare tutto ci che concerne la liquidit e la capacit di funding delle singole aziende. Chi avr raccolta pi stabile, avr un vantaggio competitivo in partenza. In questo senso, il settore retail che nelle Banche oggetto dello studio rappresenta pi della met dei ricavi a livello aggregato si confermer strategico nellottica di attrarre depositi e stabilizzare la capacit di funding; Banche con presenza internazionale intensificheranno inoltre gli sforzi nel creare situazioni di arbitraggio per allargare la forbice dei tassi. In ultima analisi la competizione sul mercato

retail non potr che accentuarsi, riducendo ulteriormente i margini di profittabilit. Lato impieghi per, anche il retail banking comporter una riduzione dei margini legata allinasprirsi del costo del rischio associato ai crediti non performing. Laltro aspetto in cui si riscontrerebbero conferme e rivoluzioni per il retail banking cos come accennato nellincipit di questo articolo sono poi lo sviluppo tecnologico e levoluzione dei comportamenti dacquisto della clientela. Nellinterpretazione di questi fenomeni ci viene in soccorso il report speciale sulle Banche pubblicato nella rivista The Economist2 del maggio scorso; il titolo dello spe2 Retail renaissance - Special report international banking - The Economist - Maggio 2012.

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NUOVI ORIZZONTI

ciale esplicativo: Retail renaissance (letteralmente: Il rinascimento del retail). In questo senso, le Banche dovrebbero da un lato, rendere maggiorLaumento crescente mente profittabile il bubito dei servizi alla dei requisiti di siness tagliando i costi clientela. capitale non potr in un settore quello reInfatti, a seguito essere tail che si conferma delle prime grida di completamente strategico nella gestione allarme riguardanti colmato con il ricorso del rischio e nella capala fine delle filiali a nuove dotazioni di cit di funding e, dallalcomparse agli albori capitale da rastrellare tro, si troverebbero a della cosiddetta new sul mercato, ma fronteggiare una rivolueconomy le Banche implicher una zione tecnologica che nel mondo hanno riduzione consistente sta cambiando le abitucontinuato ad aprire degli attivi e dunque dini di acquisto dei consportelli fisici e, sodei profitti sumatori e sta rendendo prattutto, a mettere appetibile il mercato le filiali al centro del bancario, con particolare riferimento proprio modello distributivo. Solo a quello dei pagamenti, a competinegli Stati Uniti, nei primi dieci anni tors di altre industries, tipo quelli del nuovo millennio le filiali sono appartenenti ai settori tecnologici. aumentate del 22% portandosi a ca. Levoluzione tecnologica ha gi ri90.000. In Europa stato lo stesso, voluzionato interi settori di business: con fenomeni ancora pi marcati in si pensi ai negozi di musica, al noSpagna e Italia. leggio di libri e film, alle agenzie di I tempi sembrerebbero per camviaggio. biati. Per tre ordini di motivazioni: Le Banche avrebbero due vantaggi Il tempo cambiato soprattutto dal nelladeguamento prima della rivopunto di vista economico. Assorluzione: il denaro considerato bendo per affitti, allestimenti e speciale e ci ritarderebbe i tempi staffing in alcuni casi dal 40% al di adozione da parte degli utenti; le 60% dei costi operativi le filiali asBanche sono gi ampiamente digisorbono troppo capitale rispetto ai talizzate e ci faciliterebbe il ripomargini che garantiscono. (Valgono sizionamento tecnologico nellamin aggiunta tutte le considerazioni

fatte in questo senso nella trattazione precedente). La recente introduzione di smartphone e tablet ha dato un impulso decisivo allevoluzione dei comportamenti dacquisto nella direzione di un minor utilizzo delle filiali. Il minor utilizzo delle filiali da parte dellutenza deve essere compensata da un nuovo modo di attrarre nuovi clienti e di interagire fisicamente con loro. Emergeranno in questo senso nuovi concetti di filiale volti ad attrarre i clienti nelle pi disparate declinazioni. Queste riflessioni per vanno oltre la discussione sulle filiali, e sono strettamente connesse con il nuovo modello di retail banking che uscir dalla rivoluzione in atto. La centralit delle attivit di Banca tradizionale non potranno che confermare limportanza del nostro business per tutte le Banche, standardizzando e industrializzando i modelli. Rivisitare innovando per tempo il nostro approccio di Banca differente unopportunit tutta nostra.

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