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P.O.F.

Piano Offerta Formativa


Approvato dal Collegio dei Docenti del 29 Ottobre 2012
e dal Consiglio di Istituto il 29 Ottobre 2012
Anno scolastico 2012/2013
Il Dirigente Scolastico: Dott.ssa Anna Maria Sermenghi
LICEO CLASSICO STATALE
EMPEDOCLE
Via Empedocle, 169 - 92100 AGRIGENTO
Tel. 0922 20335 - Fax 0922 20237
(Art. n. 3 del DPR n. 275 dell8/3/1999 Regolamento recante norme in ma-
teria di Autonomia delle Istituzioni Scolastiche ai sensi dellart. 21 della L.
15/3/1997, n. 59).
Il P.O.F. il documento fondamentale costitutivo dallidentit culturale e
progettuale delle Istituzioni Scolastiche ed esplicita la progettazione curri-
colare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole Scuole
adottano nellambito della loro autonomia.
Il P.O.F. coerente con gli obiettivi generali ed educativi determinati a livello
nazionale e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico
della realt locale, tenendo conto della programmazione territoriale del-
lofferta formativa.
Il P.O.F. elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi gene-
rali-educativi e amministrativi definiti dal Consiglio di Amministrazione e
dal Consiglio dIstituto che lo approva adottandolo in via definitiva.
...mqh gr toi fre/na$ axei...
...lbio$, $ qei/wn prapi/dwn ktsato ploton...
Empedocle, fr. 17, v. 15, fr. 132
lapprendimento accresce la mente
felice chi ha acquistato ricchezza di pensieri divini
PARTE I
1.1 Manifesto culturale
1.2 Storia dellistituto
1.3 Chi siamo oggi
1.4 Risorse della scuola
Risorse umane e professionali
Risorse materiali e culturali
Risorse immateriali
Sistemi informatici
Risorse economiche
IDEnTIT DELLA SCuOLA
SVILuPPO PROGETTuALE DEL PIANO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
La natura del Liceo Classico, come scuola che presta parti-
colare cura allo studio delle lingue, delle culture, delle arti e
del pensiero del mondo antico, favorisce la mediazione tra
questo e le nuove generazioni al fine di comprenderne pro-
gressivamente il valore e cogliere il senso della modernit.
La vocazione del Liceo Classico consiste nel legare le diver-
sit, favorendo laccoglienza e lintegrazione, il dialogo e la
collaborazione, lapertura al nuovo e il suo radicamento
nella tradizione.
Il Liceo Classico affonda le proprie radici nella concezione
della continuit culturale della natura umana. Luomo con-
temporaneo, di fronte alle proprie esperienze, deve vivere
la stessa meraviglia per la conoscenza delluomo antico.
Le lingue e le culture classiche sono lespressione di con-
cezioni del mondo e di realizzazioni umane che hanno la-
sciato tracce profonde nella civilt occidentale. Il linguaggio
e le modalit della comunicazione non possono non inve-
stire la dimensione affettiva ed emotiva per coglierne il
senso.
LEmpedocle ha avuto fin dalla sua fondazione, avvenuta
nel 1861, un ruolo significativo nel territorio, favorito in ci
dalla peculiare presenza di un patrimonio artistico e cultu-
rale di ineguagliabile ricchezza, formando nel tempo nu-
merose personalit che hanno assunto ruoli importanti
nella vita civile.
Il Liceo Classico Statale Empedocle intende favorire lo
scambio culturale tra le generazioni, il raccordo tra cultura
analogica e digitale, il superamento delle barriere econo-
miche, sociali, etniche e culturali.
Il Liceo Classico Empedocle promuove lelevazione dei
giovani verso la complessit del sapere, favorendo la co-
struzione critica della propria identit nella societ omolo-
gante e massificante. Lo studio delle lingue e della cultura
classiche promuove un umanesimo aperto a dimensioni
molteplici per estirpare lequivoco che attribuisce al sapere
finalit meramente utilitaristiche.
Il Liceo Classico Empedocle afferma lunit del sapere e
considera quello scientifico fondamento di ogni possibile
disvelamento della realt, irrinunciabile occasione di po-
tenziamento dei registri logici del pensiero e necessario
presupposto per il raggiungimento dellesattezza di ogni
conoscenza.
La digitalizzazione del sapere sta modificando la rappre-
sentazione del mondo, i rapporti interpersonali, le moda-
lit di apprendimento e la determinazione dei contenuti
del pensiero. Il Liceo Classico Empedocle vede in questi
mutamenti una straordinaria occasione di crescita umana
e professionale. I docenti operano, pertanto, attraverso la
conoscenza e la comprensione sia dei nuovi strumenti di-
dattici, sia dei sistemi comunicativi e di apprendimento
delle nuove generazioni.
Il docente dellEmpedocle vive linsegnamento come im-
pegno etico ed estetico: condivisione del proprio sapere,
progetto esistenziale attorno a cui costruire la propria iden-
tit professionale, accompagnamento reciproco, dialogo e
compartecipazione, consapevolezza dei limiti vicendevoli
e costruzione di un itinerario comune. Linsegnante pie-
namente cosciente che formare e formarsi sono due mo-
menti del medesimo cammino, unificazione di azione e
pensiero nel pieno rispetto della deontologia professio-
nale, strumento per una conoscenza aperta e reticolare,
testimonianza pi che lezione.
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1.1 MAnIFESTO CuLTurALE
1.2 STOrIA DELLISTITuTO
La storia del Liceo Classico Empedocle di Agrigento inizia
con il Regio Decreto legislativo del 13 novembre 1859
n.3725 del Regno di Sardegna - noto come legge Casati -
entrato in vigore nel 1860 e successivamente esteso, con
lunificazione, a tutta lItalia. La legge esprime la volont
dello Stato di farsi carico del diritto-dovere di intervenire
in materia scolastica a fianco e in sostituzione della Chiesa
cattolica che per secoli aveva detenuto il monopolio del-
listruzione, Si conferma cos la nuova concezione che vede
nellistruzione la possibilit di uscire da unatavica e pre-
destinata condizione di subalternit sociale.
In Sicilia, per, dove il fenomeno della mobilit di status
era pi lento, per le poche industrie e la non capillare dif-
fusione di una cultura operaia, la scuola non riesce a pro-
muovere lascesa delle classi subalterne e alto rimane il
tasso di analfabetismo rispetto ai coetanei del resto dItalia.
Nel 1860, comunque, il pro dittatore di Garibaldi in Sicilia,
Antonio Mordini, adotta anche per la nostra regione (de-
creto del 17,10,1860, n.263) la legge Casati sulla Pubblica
Istruzione e il Consiglio Comunale dellallora Girgenti, con
delibera comunale del 14 novembre 1861, allunanimit si
dichiara pronto alle spese necessarie per la fondazione del
Ginnasio e del Liceo. Come si evince dalla documentazione
rinvenuta nellArchivio di Stato di Agrigento, il Ginnasio ini-
zia la propria attivit didattica il 1O gennaio 1862, sotto la
direzione del canonico prof. Gaetano Gallo. Lanno succes-
sivo viene fondato, sotto la presidenza dello stesso Gallo,
anche il Regio Liceo intitolato con regio Decreto 4 marzo
1865, n. 2229, al grande fisico palermitano Domenico
Scin. Il Vescovado, nella via Duomo, fu verosimilmente la
prima sede della didattica del nostro Liceo. E certamente
anche il Seminario vescovile, ospitato nellantico com-
plesso chiaramontano dello Steri, in Piazza Don Minzoni,
offr i propri spazi ai suoi giovani allievi, non solo a coloro
che avrebbero perfezionato il percorso vocazionale che li
avrebbe condotti al Sacerdozio, ma ai figli di tutta la citt.
Il 15 ottobre 1864 Ginnasio e Liceo vengono trasferiti, con
comunicazione del Sindaco della citt al Prefetto di Gir-
genti, nellala occidentale dellex convento di San Francesco
dAssisi che ospitava anche la scuola normale e la scuola
tecnica, ambienti di origine medievale, prospicienti le an-
tiche mura della citt oggi demolite, in luogo sostanzial-
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
mente coincidente con la sede attuale. Ma si trattava di lo-
cali fatiscenti e inidonei alle esigenze della scuola, lo testi-
monia la comunicazione del 9 febbraio 1863 fatta dallal-
lora preside, canonico Gaetano Gallo, al Provveditore agli
studi di Girgenti. Nellanno scolastico 1878/79 in una pub-
blicazione dellistituto, Cronache, il preside Ferdinando
Cristiani scriveva, infatti, che il sito delle scuole disadatto,
malsano, indecente, trattandosi del primo Istituto distru-
zione della Provincia. unanaloga situazione di degrado si
ha per i sussidi didattici e le apparecchiature scientifiche
costituite spesso da materiali vecchi e malfunzionanti. Non
era presente neanche una vera e propria biblioteca. Scrive
sempre il Cristiani quella che impropriamente chiamasi bi-
blioteca era costituita da una manciata di libri, circa una
ventina, custoditi in presidenza, questa situazione di ri-
strettezze di mezzi e di disagio rimane, allincirca, immutata
per tutto il XIX secolo.
Come in tutti gli istituti secondari siciliani, specie nei centri
minori, la difficolt che gli alunni incontrano negli studi ac-
centuata dal fatto che la stragrande maggioranza degli inse-
gnanti proviene dalle regioni del nord-Italia ed , perci, to-
talmente estranea allambiente locale e alla sua cultura. Ne
consegue una reciproca diffidenza ed incomprensione che
incide negativamente sul rapporto educativo e si manifesta
in una, forse, eccessiva severit nel giudicare gli alunni.
La conflittualit fra docenti e discenti sfocia in alcuni cla-
morosi episodi di aperta ostilit, se non di ribellione singola
o collettiva, incoraggiata a volte dalle stesse famiglie degli
alunni o dallopinione pubblica. A tal proposito si ricorda
lepisodio del trasferimento, da Girgenti a Trapani, del pre-
side del Liceo, il trevigiano abate don Pietro Donna, ripor-
tato dal quotidiano palermitano LAmico del Popolo
dell11 ottobre 1874, in cui si legge: il preside ha lasciato
finalmente quelle povere scuole e si rifugiato a Trapani
nel locale liceo (. . .) La fama, lopinione, la stima chegli la-
sci in Girgenti ci fanno ben persuasi del sistema invere-
condo di chi governa la pubblica istruzione in Sicilia spe-
cialmente, mettendo alla direzione delle scuole gente
inetta, presuntuosa e volgarissima (. . .) Non vogliamo con-
tinuare lelogio di don Pietro Donna perch gente di tal
fatta ci ripugna; ci duole tuttavia che il liceo di Trapani
dovr goderselo qualche poco, e provare i benefici effetti
di codesto buzzone. Ma anche quando, superato il primo
traumatico impatto, si iniziano a instaurare condizioni di
reciproca stima e intesa, il meccanismo burocratico dei tra-
sferimenti rinnovava annualmente, quasi per intero, il
corpo docente, interrompendo lattivit educativa e didat-
tica e riproponendo ex novo lincertezza di un intesa non
sempre facile, talora impossibile.
Se (e non soltanto in Sicilia) tutta la scuola dindirizzo clas-
sico si contraddistingue per essere fortemente selettiva, a
Girgenti questa caratteristica appare ancora pi evidente.
Ad esempio nellanno scolastico 1867-68 gli iscritti al Liceo
sono 18, mentre al Ginnasio 51; nel 1870-71 agli 80 stu-
denti ginnasiali si contrappongono 17 liceali, di cui un solo
iscritto nella seconda classe e due nella terza.
una selezione determinata anche dalla difficolt di molti
giovani di dover vivere lontano dallambiente familiare poi-
ch le scuole, seppur presenti nel circondario, non sono fa-
cili da raggiungere a causa della pessima viabilit e dei rari
mezzi di collegamento pubblici.
Pertanto, gli iscritti alle classi dei ginnasi e dei licei siciliani
costituiscono una minoranza molto ristretta di studenti. A
farne parte non sono pi soltanto quei giovani che, in virt
del blasone o del censo, si sentono tradizionalmente de-
positari del diritto alla cultura, ma anche i rampolli delle
nuove classi emergenti, per i quali un titolo di studio un
mezzo per assicurarsi unoccupazione pi o meno lucrosa,
ma tale comunque da riscattarli dalle umili condizioni di
nascita.
Fra questi, i giovani meno dotati o pi scorretti ricorrevano
talvolta a sotterfugi, a intimidazioni e illecite pressioni nei
confronti dei docenti. un comportamento che portava,
tanto i presidi che gli insegnanti, ad accusare le famiglie di
essere poco sensibili al problema di unautentica forma-
zione intellettuale e morale dei loro figli. Famiglie sollecite
esclusivamente a veder tramutato il frutto di un capitale
economico non indifferente investito nellistruzione in un
diploma, non importa se realmente meritato.
Ma sar proprio in quegli anni che il nostro Liceo inizier
ad essere la fucina di grandi menti.
Il 1867, nonostante in Sicilia imperversi il colera, risulta un
anno di particolare grazia per Agrigento. Nascono Giu-
seppe Lauricella e Luigi Pirandello.
Girgenti era un piccolo paese abbarbicato sul colle omo-
nimo con circa ventimila abitanti e con un tasso di analfa-
betismo dell 89,91 % (censimento del 1871). In quel con-
testo sembra incredibile che siano venuti alla luce due geni
di tale spessore in due campi diametralmente opposti: Pi-
randello, conosciuto in tutto il mondo per le sue opere let-
terarie, premio Nobel per la letteratura nel 1934; Lauri-
cella, famoso nella cerchia di esperti in alta matematica,
ordinario di calcolo infinitesimale presso luniversit di Ca-
tania. Entrambi studenti del Regio Liceo Classico Dome-
nico Scin.
Superate le difficolt del primo avvio, anche il Liceo-ginna-
sio agrigentino vede un graduale aumento della popola-
zione scolastica che non riesce, tuttavia, a superare le 200
unit se non agli inizi del 900. Col tempo si raggiunge un
pi equilibrato risultato degli scrutini e degli esami ed
anche un fermento di iniziative culturali: la pubblicazione,
nel 1883, di un periodico, Leco dei Licei, diretto da v. Scla-
fani Gallo, redatto dagli studenti; nel 1895 La Nuova Ban-
diera, bollettino del Liceo, e listituzione, il l giugno 1900,
di una biblioteca allestita dal grande storico Nicol Rodo-
lico, allora docente del nostro Istituto.
Con Regio Decreto 2 maggio 1901, il Regio Liceo-Ginnasio
Domenico Scin, secondo quanto proposto allunanimit
dal corpo insegnante e dal Consiglio comunale, muta la sua
intestazione e viene intitolato al grande filosofo acragan-
tino Empedocle. In quegli anni, come si evince dalla docu-
mentazione presente nellarchivio storico della Scuola, ven-
gono aperte diverse sedi coordinate del Liceo.
Del successivo ventennio fascista, la scuola possiede ampia
documentazione, come ad esempio una raccolta di circolari
ministeriali.
Agrigento durante il fascismo, nonostante le innegabili pri-
vazioni e difficolt di quel periodo, una citt molto viva,
proiettata ad esaltare la spensieratezza e la dolce vita.
Qualcuno gi possiede delle automobili e i giovani della
piccola borghesia destinano gran parte del tempo al diver-
timento e alle gite con gli amici. Molti aderiscono con en-
tusiasmo alle manifestazioni del regime e la citt abba-
stanza compiacente e supina. uno dei momenti pi bui e
tristi del ventennio fascista comunque il 1938, anno in
cui vengono approvate le leggi razziali. Eco di tale intolle-
ranza sono le circolari ministeriali che arrivano a scuola.
In quel periodo tra i pi significativi docenti del Liceo si ri-
cordano i professori Sciascia di italiano e letteratura ita-
liana, Carlo Greca di storia e filosofia, Palermo di matema-
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SVILuPPO PROGETTuALE DEL PIANO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
tica e fisica, Angelo Castagnolo, insigne grecista a cui la
citt ha intitolato una scuola media, le professoresse
Adele Vullo Cremona e Antonietta Gaglio di latino e greco,
Maria Alaimo, docente di lettere e allieva di Pirandello di
cui ha lasciato uninteressante biografia, a cui la citt ha
dedicato lex piazzetta Caratozzolo nella parte alta della
via Atenea. Il preside che in quel periodo lascia unim-
pronta significativa Luigi La Rocca, che diriger ininter-
rottamente listituto dal 1927 al 1935. Anche lo scrittore
Andrea Camilleri, dopo una breve esperienza in collegio
(da cui si fa espellere per avere lanciato delle uova contro
un crocifisso), si matura al liceo classico Empedocle nel
1943.
Nel luglio dello stesso anno ledificio scolastico viene di-
strutto dai bombardamenti alleati, per diversi anni il Liceo
fu ospitato nella ex Casa del Fascio di Agrigento ( del 1929
il cambio del nome della nostra citt), e l vi rimase fino al-
linizio degli anni cinquanta del XX secolo, quando nelledi-
ficio subentrarono le figlie di San Paolo, che fondarono
lomonima libreria.
Agli inizi degli anni cinquanta, grazie alla legge INA-CASA,
n043/49, meglio nota come legge Fanfani, limpresa Pan-
talena inizia, nel sito dove si trovava la scuola prima dei
bombardamenti, i lavori di costruzione del nuovo edificio,
il Liceo ottenne cos la sua sede attuale, che occup per
una felice stagione con tutte le sue componenti: il biennio
del Ginnasio e il triennio Liceale convissero per un breve e
non pi ripetibile periodo nel medesimo edificio.
Nellanno scolastico 1956/1957, come si evince dalla circo-
lare n16 del 12 gennaio 1957 emessa dalla preside Imber-
gamo Amante Anna, il Liceo viene trasferito dai locali delle
Suore Paoline allattuale sede. un decennio dopo lIstituto
sar attraversato dallondata di protesta studentesca che
caratterizzer il 68, con le sue manifestazioni, occupazioni
di scuole e di facolt universitarie, assemblee, corsi auto-
gestiti, contestazioni.
Nascono anche ad Agrigento i gruppi della sinistra extra-
parlamentare: Lotta Continua e Avanguardia Operaia. I di-
rigenti pi in vista di queste formazioni provengono dal
Liceo Classico Empedocle. Figure di spicco sono in quel
periodo Giovanni Taglialavoro, Tano Siracusa, Maurizio la-
cono i quali, insieme a Mimmo Vella e altri, cercano di
scuotere le coscienze dei nostri concittadini (ad esempio,
sul tema della penuria di acqua) organizzando sit-in davanti
alla prefettura.
In quel periodo e per quasi 30 anni, opera come dirigente
scolastico il preside Giovanni Vivacqua, uomo di cultura e
docente di filosofia. Oggi a lui dedicata lAula Magna del
Liceo.
Il fermento politico prosegue sino agli anni 70. Gli studenti
del Liceo, sensibili alle tematiche sociali e politicamente
impegnati (soprattutto nellarea della sinistra extraparla-
mentare), riescono a coordinarsi con gli studenti degli altri
istituti secondari e ad organizzare manifestazioni studen-
tesche con migliaia di partecipanti.
La storia recente ci dice che, a causa del sempre pi elevato
numero di iscritti, si rese la ricerca di nuove sedi fisiche
dove ospitare i corsi del Ginnasio. Da allora Ginnasio e
Liceo non sono pi stati nella stessa sede: ha inizio una
diaspora, una divisione fra ginnasio (primo biennio) e
liceo (secondo biennio e quinto anno) in giro per il terri-
torio comunale che perdura ancora oggi. I locali del Ginna-
sio, a titolo ovviamente provvisorio, sono stati ospitati di
volta in volta: in un piano interrato di un edificio condomi-
niale nella Via Gioeni; in locali messi a disposizione dallITG
Brunelleschi, in contrada Calcarelle; in spazi e strutture del
complesso sede dellITC Leonardo Sciascia, sempre in con-
trada Calcarelle.
Finalmente, durante la presidenza del Prof. Giuseppe Patti,
si avvi il processo di trasferimento delle attivit, del per-
sonale e degli studenti del Ginnasio nella Via Minerva, in
stretto rapporto di vicinato con lIstituto comprensivo Ga-
ribaldi. Il trasferimento del Ginnasio alla Garibaldi avve-
nuto durante la presidenza del Prof. Vetro nellanno scola-
stico 2008-2009 precisamente in Gennaio. Il Ginnasio an-
cora l.
Accanto a questa storia ne va raccontata unaltra, meno
nota e sicuramente con aspetti meno visibili sullo scenario
urbano: lesistenza di sedi coordinate che nel corso del
tempo hanno segnato una presenza qualificata del Liceo in
diversi centri del territorio provinciale.
Negli archivi della scuola si conservano infatti tracce di se-
zioni del Liceo nei comuni di Naro, Ribera, Cattolica Eraclea,
Favara, Aragona, Porto Empedocle, (funzionante questul-
tima fino a tempi recentissimi).
attraverso la scoperta e la ricognizione della storia delle
varie sedi in cui il Liceo stato che comprendiamo quanto
la scuola abbia dato al territorio e quanto abbia fatto per
il suo progresso civile. Veramente, il Liceo, prima di essere
la scuola della citt, stato attore di sviluppo per molti cen-
tri sparsi nella provincia, e per i giovani e le famiglie che l
vivevano. Anche laccidentata storia del Ginnasio, se ri-
chiama alla memoria il disagio di dover fare scuola in sedi
non acconce o non deputate a rendere un servizio impor-
tante come quello scolastico, sottolinea tuttavia come il
Liceo sia stato lievito e portatore di istanze di progresso,
sviluppo della migliore cittadinanza, la pi promettente e
qualificata nel cuore stesso della citt. La storia del Liceo
Empedocle diventa perci la storia stessa di Agrigento,
delle sue speranze, delle sofferenze, dei traguardi raggiunti,
di quelli da raggiungere ancora, nel futuro, in un rapporto
stretto e indissolubile.
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L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
8
1.3 ChI SIAMO OGGI
Codice mecc. Istituto AGPC010001
Codice fiscale Istituto 80005110848
Dirigente scolastico Dott.ssa Anna Maria Sermenghi
DSGA Sig.ra nadia Marini
Sede centrale: via Empedocle, triennio classico
Sede staccata: via Diodoro Siculo, biennio classico
Corsi nellanno 2012/2013 - 6 corsi completi pi IVG, IV H, IG, IIG, IH tutti ad indirizzo Classico secondo il
Nuovo Ordinamento tranne per le ultime due classi del Triennio nelle quali permane linserimento dello
studio del Diritto e dellEconomia
PErSOnALE DELLA SCuOLA
Docenti
n 63
Amministrativi
n7
Artt. 4 e 17 CCNL29/07
n 2
Tecnici
n 1
Ausiliari
n 12
I nOSTrI ALunnI
Anno Scol.
2012/13
PrIMO bIEnnIO I LICEO II LICEO III LICEO 918 ALunnI
1 2 3 4 5 TOTALI
n CLASSI 8 6 8 7 6 35
M F M F M F M F M F M F
ALLIEvI 69 145 56 122 56 157 56 118 43 121 280 663
SVILuPPO PROGETTuALE DEL PIANO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
9
1.4 rISOrSE DELLA SCuOLA
1.3 rISOrSE uMAnE E PrOFESSIOnALI
1 ALAIMO CONCETTA
2 BATTAGLIA LAuRA
3 BELLAVIA SARA
4 BENNARDO SANTA
5 BONOMO GIOACCHINO
6 BuRGIO ANTONELLA
7 BuRGIO GIuSEPPE
8 CACCIATORE MADDALENA
9 CAMMARATA ROSALIA
10 CARBONE CALOGERO
11 CARuANA ANGELA RITA
12 CAS ANNA MARIA
13 CASALICCHIO ANNA MARIA
14 CASTELLANO GIOVANNA
15 CATALANO FRANCESCO
16 CAVALERI CALOGERA
17 CONTI SALVATORE
18 COSTANzA GIOVANNI
19 CuFFARO ERMELINDA G.
20 D'ALESSANDRO MARy
21 DI BENEDETTO ALESSANDRO
22 DI CARO FRANCESCO S.
23 DI FILIPPO MARIA
24 DI NATALE MARIA RITA
25 DI NOLFO ANNA MARIA
26 GAGLIO MICHELE
27 GALVANO GIuSEPPINA
28 GENTILE GIOVANNA
29 GIGLIONE FRANCA
30 GuELI AGATA
31 IACOLINO ONOFRIA
32 INGORGIA LuCIA C.
33 IOVINO ANGELA R.
34 LAuRICELLA VALENTINA
35 LEMBO ANTONIETTA
36 LIPARI MENOTTI
37 MALLIA CALOGERO
38 MANGIONE ANGELA
39 MANGIONE ANTONINO
40 MARINO GAETANO
41 MICCICH JOS
42 MORGANTE PATRIzIA
43 MuGLIA MASSIMO
44 MuNDA CONCETTINA
45 PALuMBO ANNA MARIA
46 PARELLO GRAzIELLA
47 PATTI FRANCESCA
48 PENNICA GILDA
49 PIPIA MARIA
50 RuSSELLO ANGELA
51 SCHEMBRI GIuSEPPE
52 SCICOLONE SANDRA
53 SINAGRA CONCETTA
54 SIRACuSA MILENA
55 SPATARO DOMENICA
56 STuRIALE SANTA CARMELA
57 TAGLIALAVORO SALVATORE
58 TRIASSI GIOVANNA
59 TRICOLI ANGELO
60 VINDIGNI MARIA CRISTINA
61 VuLLO ELEONORA
I DOCEnTI
IL PErSOnALE ATA
uFFICIO DI SEGrETErIA
1 DSGA NADIA MARINI
1 ASS. AMM.VO BELLAVIA GIuSEPPE
2 DAGOSTINO ALBA MARIA
3 DI BENEDETTO GIuSEPPINA
4 ALONGE GAETANO
5 zAMBITO MARSALA ROSARIA
6 SPIRIO GAETANO
7 CuTuGNO MARIA ANGELA
8 GRECO CARMELA
1 ASS. TECNICO SANTORO GIuSEPPE CALOGERO
1 COLL. SCOLASTICI AMODIO DIEGO
2 BARTOLOMEO GIOVANNI
3 CACI PIETRO
4 CELAuRO GIuSEPPE
5 GAzzIANO CLAuDIO SALVATORE
6 GIBILARO NATALINO
7 LATTuCA VINCENzO
8 MAROTTA FRANCESCO
9 MESSINA FELICE
10 PASSALACQuA CARMELA
11 TERRANA CARMELO
1 Artt. 4 e 17 CCNL29/07 Prof.ssa Tedesco
2 Artt. 4 e 17 CCNL29/07 Prof.ssa Farulla
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
10
Presso la sede centrale sono disponibili alcune aule spe-
ciali, quali i laboratori di fisica, scienze, biologia, unaula
multimediale, una ricca biblioteca, un aula video con re-
lativa videoteca, una palestra coperta, un aula magna.
Presso la sezione staccata sono presenti unaula video,
unaula di informatica, un laboratorio di scienze, una biblio-
teca.
bIbLIOTECA O. Lo Dico
La biblioteca del liceo Empedocle venne costituita al-
latto di apertura della scuola, come testimoniano alcuni
preziosi volumi risalenti alla seconda met dellOtto-
cento. La biblioteca oggi possiede pi di tredicimila vo-
lumi e presenta una ricca sezione di storia, di letteratura,
di filosofia, arte, scienze, nonch le prestigiose collezioni
Belles Lettres. Negli ultimi trentanni si arricchita di ri-
viste di filologia ed molto frequentata dagli studenti
che la animano offrendo il loro aiuto per aggiornare lo
schedario e per elaborare degli elenchi che segnalano le
novit presenti. La biblioteca aperta alla consulta-
zione interna ed esterna.
I LAbOrATOrI
l laboratori, di consolidata tradizione, costituiscono un va-
lido aiuto didattico per avvicinare gli allievi alluso opera-
tivo degli strumenti di lavoro nella pratica della fisica spe-
rimentale, delle scienze e della chimica.
IL MuSEO DI SCIEnzE nATurALI - F. Terrachini
Nel 1868 viene accorpato al Liceo un museo di storia na-
turale, dedicato a Michele Foder (illustre fisiologo agri-
gentino), che raccoglie pregiati minerali, un erbario, nu-
merosi pesci essiccati, animali in soluzione e una ricca col-
lezione di animali e uccelli tassidermizzati. Il museo viene
collocato allinterno del convento di San Francesco. Du-
rante i bombardamenti alleati del 43 i reperti del museo
finiscono sotto le macerie. Ci che resta viene trasferito
nelle varie sedi che nel frattempo il Liceo occupa. Alla fine
della guerra si costruisce il nuovo Liceo Classico Empedo-
cle, ma per il museo di storia naturale non vengono pre-
visti spazi adeguati e i reperti, scampati ai bombarda-
menti, ai saccheggi e al tempo, vengono divisi tra i vari la-
rISOrSE MATErIALI E CuLTurALI
SEDE CENTRALE
SEDE DISTACCATA
DOvE SIAMO
SEDE CEnTrALE
Via Empedocle, 169
92100 Agrigento
Tel. 092220335 - Fax 092220237
www.liceoempedocle.it
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SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIANO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
11
boratori o trovano sistemazione lungo i corridoi. Negli anni
Ottanta,si decide di ricostruire il museo nei locali della
casa del custode in cui vengono raccolti tutti i reperti e gli
animali restaurati dal tassidermista agrigentino Augello.
Oggi il Museo Naturalistico del Liceo classico Empedocle
nuovamente fruibile e le sue collezioni rivestono
unenorme importanza scientifica e storica. I reperti pre-
senti interessano varie branche delle scienze naturali: la
paleontologia, la zoologia, lentomologia, la botanica, la
geologia. Tra i minerali che sono presenti vanno segnalati
splendidi cristalli di gesso e zolfo formatisi circa sei milioni
di anni fa, nel periodo Messiniano (Miocene). Una difesa
di Elephasmnaidriensis, elefante nano vissuto in Sicilia
circa 200.000 anni fa rappresenta un reperto fossile di
straordinario pregio. La parte del museo, dedicata alla
Zoologia, comprende 27 animali tassidermizzati, 24 pesci
essiccati, 62 animali in soluzione, 18 uccelli tassidermiz-
zati, 7 scheletri (pesci, rane e tartarughe). Un rarissimo
esemplare di tapiro dalla gualdrappa o tapiro della ma-
lesia e un ornitorinco, endemico dellAustralia orientale
spiccano tra gli animali tassidermizzati. I pesci essiccati co-
stituiscono un importantissimo patrimonio storico-scien-
tifico. Essi sono stati realizzati ai primi del 900 grazie ad
un metodo in uso in quel periodo a Palermo, oggi non pi
noto. Lerbario, composto da 12 cassette con circa 100
fogli, attualmente custodito presso i locali dellOrto Bo-
tanico di Agrigento.
Aule di informAticA
Le aule di informatica, una per la sede centrale, unaltra per
la sede del Ginnasio, sono in grado di fornire un ambiente
integrato per lapprendimento delle lingue straniere o per
attivit multimediali. Computer collegati in rete sono a di-
sposizione dei docenti e degli studenti per attivit didatti-
che o semplicemente per familiarizzare con i nuovi stru-
menti informatici. Le aule vengono utilizzate anche per lat-
tivazione di corsi finalizzati al conseguimento della patente
europea.
pAlestre
Il nostro Istituto dotato di una palestra coperta, intitolata
a B. Milano, di tre campetti esterni per la sede del Liceo e
di una palestra coperta per la sede del Ginnasio, che con-
sentono di eseguire attivit motorie utili allo sviluppo equi-
librato della persona. E inoltre attivo il Centro Sportivo
Scolastico per praticare: pallavolo, pallacanestro, corsa,
salto in lungo, salto in alto, lancio del peso e del disco, gin-
nastica artistica, ginnastica aerobica, tennis da tavolo, cal-
cio a cinque.
AulA mAgnA
LAula Magna, intitolata a G. Vivacqua, preside del Liceo per
molti anni, viene utilizzata per le riunioni del Collegio dei
docenti, per il laboratorio di scrittura e per le manifesta-
zioni culturali che si organizzano durante lanno, come
quella , ormai consolidata, relativa al progetto extracurri-
culare Incontro con lautore, che ha visto presenti negli
anni recenti A. Camilleri, F. Camon, C. Martigli, A. Bajani,
A. Pascale, D. Seminerio, P. Russo. Laula anche la sede
dei corsi di aggiornamento del personale docente.
sistemi informAtici
E stata realizzata uninfrastruttura tecnologica di rete per
lo sviluppo dei servizi didattici ed amministrativi che con-
sente il lavoro di gruppo e la condivisione delle risorse.
Il nostro liceo dotato di moderne tecnologie di intercon-
nessione (INTERNET - INTRANET - LAN - SERVER - PUNTI
RETE NELLE AULE E NEI LABORATORI - LIM).
introduzione dei processi di demAteriAlizzAzione
In conformit con quanto richiesto dal decreto 6 luglio
2012 n 95, convertito il 7 agosto 2012, in ossequio alle cir-
colari ministeriali applicative, il nostro istituto ha dato inizio
ai processi di dematerializzazione e di informatizzazione
avanzata dellattivit della segreteria e degli insegnanti. Gli
scrutini avvengono gi dallo scorso anno scolastico nella
sola modalit elettronica. stato introdotto il registro
elettronico accanto al registro cartaceo di classe, mentre
i registri degli insegnanti possono essere compilati a scelta
dei docenti in una delle due modalit (cartacea o elettro-
nica) ed stata realizzata lintroduzione del computer in
ogni aula della scuola.
Attivit culturAli
Attivit laboratoriali pomeridiane presso la sede centrale;
Attuazione di diverse attivit di ampliamento dellofferta formativa:
Educazione alla salute
Attivit BBCC
Corsi integrativi extracurriculari
Trinity (progetto di studio della lingua inglese)
ECDL
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
12
risorse economiche
Il bilancio comprende:
1. fondi ministeriali per il funzionamento amministrativo e didattico;
2. fondi provinciali per il funzionamento amministrativo e didattico;
3. fondi strutturali europei;
4. fondi ministeriali, regionali, provinciali e comunali per la realizzazione di progetti finalizzati;
5. fondi da Enti privati per progetti speciali ed attivit particolari;
6. Eventuali economie di bilancio relative allanno precedente.
PARTE II
2.1 Organigramma dellIstituto
2.2 Organi collegiali
2.3 Servizi
strutturA orgAnizzAtivA

L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
16
2.2 orgAni collegiAli
consiglio di istituto
Componente di diritto dirigente scolastico
dott.ssa A.m. sermenghi
Componente docente n. 8
Componente genitori n. 4
Componente ATA n. 2
Componente alunni n. 4
Presidente Dott. Vittorio Alfieri
giuntA esecutivA
Presidente DS, Dott.ssa Anna Maria Sermenghi
Segretario DSGA, sig.ra Nadia Marini
Genitore
Docente
Ata
Alunno
comitAto di vAlutAzione degli insegnAnti
Membri effettivi Antonella Burgio
Giuseppe Burgio
Calogero Carbone
Supplenti Casalicchio Anna Maria
Cuffaro Ermelinda
2.3 servizi
servizi per lA didAtticA
Biblioteca Responsabili Prof.ssa G. Pennica
Archivio storico Responsabile Prof. Calogero Mallia
sala audiovisivi Responsabile Prof.ssa S. Farulla, artt. 4 e 17 CCNL29/07
museo scienze naturali Responsabili Prof. Calogero Mallia
laboratorio di fisica Responsabili Prof. Calogero Carbone Tecnico sig. G. Santoro
laboratorio di scienze liceo Responsabili Prof. Calogero Mallia Tecnico sig. G. Santoro
lab. di scienze ginnasio Responsabili Prof.ssa Francesca Giglione Tecnico sig. G. Santoro
sala informatica Responsabili Liceo, Prof.ssa A. Lembo
Ginnasio, Prof. Santa Sturiale Tecnico sig. G. Santoro
servizi tecnologici Responsabile Prof.ssa A. Lembo
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIANO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
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referenti
Attivit Sportiva S. Bennardo
Collaborazione con il FAI M. Siracusa
Educazione ai BBCC F. Catalano
Educazione allambiente C. Mallia
Educazione alla salute G. Galvano e M. DAlessandro
Giornalismo scolastico C. Cavaleri, A.M. Cas
Educazione stradale AM. Palumbo
Interculturalit G. Casalicchio, A.Mangione
Pari opportunit G. Pennica e C. Munda
Cittadinanza e Costituzione L. Ingorgia
Integrazione europea S. Bellavia e O. Iacolino
Volontariato e solidariet S. Conti e M. Cacciatore
Certamina G. Marino
Pace e diritti umani C. Cavaleri
Riforma A. Iovino
servizi
Responsabile D.S.G.A., SIG.RA Nadia Marini
servizi di prevenzione e protezione
Medico competente per la sorveglianza sanitaria Dott. M. Licata
R.S.P.P. e A.S.P.P.
forniti della Tecnologica Service s.r.l. ed in possesso dei
requisiti previsti dall art. 32 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE
E PROTEZIONE (R.S.P.P.):
Ing. B. Macchiarola
ADDETTI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Dott.ssa M. Macchiarola, Ing. M. Licata,
Geom. P. Mandracchia
funzioni strumentAli
i
A
f. s.
Messa in atto del P.O.F.
Rilevazione dei bisogni formativi della scuola nel suo complesso (alunni
/docenti/ATA)
Monitoraggio e valorizzazione delle risorse professionali
(corsi effettuati dai docenti, competenze, titoli).
Documentazione e circolazione dei materiali prodotti.
Predisposizione di tutta la modulistica inerente allattivit scolastica.
Ricerca e formulazione di strumenti per:
la valutazione didattica e disciplinare degli alunni;
lautovalutazione dei docenti;
la valutazione del POF.
Autovalutazione e valutazione dellIstituto
(strutture e docenti) in funzione di verifica.
Prof. Alessandro Di Benedetto
2
A
f. s.
sostegno al lavoro dei docenti
Formazione ed aggiornamento dei docenti.
Coordinamento ed utilizzo delle nuove tecnologie.
Messa in atto del sito web.
Prof.ssa Antonietta Lembo
3
A
f. s.
servizi per gli alunni
Coordinamento della didattica e dellorientamento in entrata e in uscita.
Coordinamento delle attivit di integrazione sostegno e recupero.
Coordinamento delle attivit per lEccellenza.
Ginnasio:
Prof.ssa Giovanna Castellano
Liceo:
Prof.ssa Francesca Patti
4
A
f. s.
Relazioni scuola ed extra-scuola
Realizzazione dei progetti formativi dintesa con Enti ed Istituzioni esterni
alla scuola
Predisposizione e gestione del piano per le attivit extrascolastiche: par-
tecipazione a convegni e/o manifestazioni culturali
Predisposizione e gestione del piano delle visite guidate e/o viaggi di
istruzione
Prof. Calogero Carbone
Prof. Menotti Lipari
PARTE III
3.1 Comitato Scientifico
3.2 Dipartimenti interdisciplinari
3.3 Dipartimenti disciplinari
riformA dei licei
SvILuPPO PROGettuALe DeL PIAnO DeLLOFFeRtA FORMAtIvA - (ARt. 3 DeL D.P.R. 275)
La riforma gi in atto nelle due classi del primo biennio
(quarta e quinta ginnasiale), perci quest anno ci saranno
due percorsi didattici: nuovo ordinamento nel primo biennio
e vecchio ordinamento nel secondo biennio e nel quinto
anno. La sfida non solo far avanzare i due ordinamenti ma
iniziare a monitorarli e valutarli per ottenere il meglio.
Liceo classico
Il percorso del liceo classico indirizzato allo studio della
civilt classica e della cultura umanistica. Favorisce una for-
mazione letteraria, storica e filosofica idonea a compren-
derne il ruolo nello sviluppo della civilt e della tradizione
occidentali e nel mondo contemporaneo sotto un profilo
simbolico, antropologico e di confronto di valori. Favorisce
lacquisizione dei metodi propri degli studi classici e uma-
nistici, allinterno di un quadro culturale che, riservando at-
tenzione anche alle scienze matematiche, fisiche e naturali,
consente di cogliere le intersezioni fra i saperi e di elaborare
una visione critica della realt. Guida lo studente ad appro-
fondire e a sviluppare le conoscenze e le abilit e a matu-
rare le competenze a ci necessarie (Art. 5 comma 1).Gli
studenti, a conclusione del percorso di studio, oltre a rag-
giungere i risultati di apprendimento comuni, dovranno:
aver raggiunto una conoscenza approfondita delle linee
di sviluppo della nostra civilt nei suoi diversi aspetti (lin-
guistico, letterario, artistico, storico, istituzionale, filo-
sofico, scientifico), anche attraverso lo studio diretto di
opere, documenti ed autori significativi, ed essere in
grado di riconoscere il valore della tradizione come pos-
sibilit di comprensione critica del presente;
avere acquisito la conoscenza delle lingue classiche ne-
cessaria per la comprensione dei testi greci e latini, at-
traverso lo studio organico delle loro strutture linguisti-
che (morfosintattiche, lessicali, semantiche) e degli stru-
menti necessari alla loro analisi stilistica e retorica,
anche al fine di raggiungere una pi piena padronanza
della lingua italiana in relazione al suo sviluppo storico;
aver maturato, tanto nella pratica della traduzione quanto
nello studio della filosofia e delle discipline scientifiche, una
buona capacit di argomentare, di interpretare testi com-
plessi e di risolvere diverse tipologie di problemi anche di-
stanti dalle discipline specificamente studiate;
saper riflettere criticamente sulle forme del sapere e
sulle reciproche relazioni e saper collocare il pensiero
scientifico anche allinterno di una dimensione umani-
stica.
21
La RIFORMa dEI LICEI
3.1 COMITaTO SCIENTIFICO
COMITaTO SCIENTIFICO
Dirigente scolastico, Dott.ssa Anna Maria Sermenghi
Collaboratore Vicario del D.S., Prof.ssa Milena Siracusa
Collaboratore del D.S. Prof. Salvatore Conti
Referente per la "Riforma dei Licei", Prof.ssa Angela Iovino
Mondo del lavoro
Referenti ordini
professionali
Rappresentanti del
mondo universitario
Esponenti della ricerca
scientifica e tecnologica
pIaNO dELLOFFERTa FORMaTIva
Prof. A. Di Benedetto - Stesura e gestione del POF
Prof.ssa A. Lembo - Sostegno al lavoro dei docenti
Proff. F. Patti, G. Castellano - Servizi agli alunni
Proff. M. Lipari, C. Carbone - Relazioni scuola ed extrascuola
pROFILO EdUCaTIvO, CULTURaLE
E pROFESSIONaLE dELLO STUdENTE
Prof.ssa G. Pennica, Prof. F. Catalano
Prof. C. Mallia, Prof. M. Gaglio
REFERENTI EXTRaSCUOLa
REFERENTI aREa dIdaTTICa
Ai sensi dellart.10, comma 2 b, del D.P.R. n.89/2010 il no-
stro Liceo si dota di un Comitato Scientifico con le seguenti
funzioni:
Supporto, consulenza e proposta ai Dipartimenti;
Raccordo con i contesti socio-culturale, ambientale e
professionale del territorio;
Promozione di attivit curricolari ed extracurricolari
coerenti con lidentit del Liceo Classico.
L I C e O C L A S S I C O S tAtA L e - e MP e D O C L e
Sulla base degli obiettivi programmatici individuati nella
fase di avvio dellattuale anno scolastico 2012/2013 e vo-
lendo correttamente interpretare lesigenza di guardare ai
processi didattici e formativi nellottica delleuropa, emerge
la fondamentale esigenza di rivisitare tutta la materia della
nostra organizzazione dipartimentale, nella convinzione
che i dipartimenti debbano acquisire un ruolo centrale e
dirimente per fissare strategie, metodologie, obiettivi e
strumenti didattico-formativi allinsegna della trasversalit
e del lavoro interdisciplinare. tale premessa spiega anche
il significato di quanto disposto allart.10, comma 2, lettera
a. del DPR n89 del 15 marzo 2010.
dipartimento interdisciplinare Storico-Umanistico-Let-
terario :
Lettere Biennio e triennio
Storia e Filosofia
Lingua straniera
Storia dellArte
Religione
educazione fisica
dipartimento interdisciplinare Matematico Scienti-
fico Tecnologico
Matematica e Informatica Biennio e triennio Fisica
Scienze naturale Biennio e triennio
educazione fisica
I lavori dei suddetti dipartimenti sono relativi alle aree
trasversali del pECUp:
Metodologica
Logico-argomentativa
Linguistica e comunicativa
Scientifico-tecnologica
Matematico-scientifico-tecnologica
Questo per individuare:
le competenze relative alle aree Stor./uman./Lett. e
Mat./Scient./tecn. che devono caratterizzare il Pro-
filo in uscita dello studente del nostro Liceo.
I traguardi attesi in termini di saperi e competenze al
termine del biennio.
22
3.2 dIpaRTIMENTI INTERdISCIpLINaRI
3.3 dIpaRTIMENTI dISCIpLINaRI
aTTIvIT
Definizione dei contenuti disciplinari e programma-
zione per obiettivi disciplinari, cognitivi, trasversali.
Definizione di criteri e strumenti di valutazione.
valutazione dei risultati nellambito della disciplina.
Programmazione delle attivit di recupero.
Proposte di programmazione di attivit di aggiorna-
mento dei docenti.
E CI pER pOTER
Stabilire, in modo partecipato, coordinato e condiviso,
obiettivi e contenuti minimi, in modo che lofferta for-
mativa abbia un carattere trasversale e coerente;
vitalizzare i curricoli attraverso unattivit programma-
toria e progettuale che abbia dimensioni di confronto,
interscambio, collaborazione;
Attivare un fattivo ed efficace flusso di comunicazione
tra i docenti e tra docenti e studenti;
Rendere pi organica lofferta formativa della scuola nel
suo complesso.
aREE dISCIpLINaRI COORdINaTORI SEgRETaRI
RELIgIONE SaLvaTORE CONTI MaddaLENa CaCCIaTORE
LETTERE bIENNIO gRazIELLa paRELLO CaLOgERa CavaLERI
LETTERE TRIENNIO gILda pENNICa ERMELINda CUFFaRO
STORIa E FILOSOFIa gIUSEppE bURgIO MaRy daLESSaNdRO
MaTEMaTICa E FISICa MIChELE gagLIO CaLOgERO CaRbONE
SCIENzE SaLvaTORE TagLIaLavORO FRaNCESCa gIgLIONE
LINgUa STRaNIERa aNNa MaRIa CaSaLICChIO aNTONINO MaNgIONE
dIRITTO Ed ECONOMIa MaSSIMO MUgLIa LUCIa CaRMELa INgORgIa
STORIa dELLaRTE FRaNCESCO CaTaLaNO aNgELa MaNgIONE
EdUCazIONE FISICa SaNTa bENNaRdO aNNa MaRIa paLUMbO
PARte Iv
4.1 Contesto ambientale
della provincia di Agrigento
4.2 Programmazione territoriale
dellofferta formativa
4.3 Rete
CONTESTO aMbIENTaLE
SvILuPPO PROGettuALe DeL PIAnO DeLLOFFeRtA FORMAtIvA - (ARt. 3 DeL D.P.R. 275)
Lambiente circostante offre elementi attraverso cui poten-
ziare ed organizzare la normale attivit didattica currico-
lare e le attivit extracurricolari.
RISORSE NaTURaLI E aMbIENTaLI
Aspetti naturali della citt di Agrigento e del suo territorio
Lambiente circostante offre elementi utili per potenziare
ed organizzare la normale attivit didattica curriculare e le
attivit extra-curriculari.
Il territorio di Agrigento ubicato a sud della zona centrale
della Sicilia e comprende la citt propriamente detta e pa-
recchie aree satellitari collegate al centro storico attraverso
la rete stradale ordinaria.
Laltitudine massima del territorio agrigentino di 675 m.
Il bacino di utenza della nostra scuola comprende i co-
muni che vanno da Palma di Montechiaro ad est (Favara,
Porto empedocle, Realmonte e Siculiana) fino a Montal-
legro ad ovest ed include anche i comuni a nord della
citt quali Raffadali, Casteltermini, Aragona, Grotte e Ra-
calmuto.
La morfologia del territorio agrigentino varia ed carat-
terizzata da zone collinari interrotte da brevi pianure; mo-
desto lo sviluppo dellidrografia.
Il clima quello mediterraneo con precipitazioni atmosfe-
riche attorno ai 500 mm di pioggia annui, concentrate nei
mesi invernali.
La fascia costiera di norma sabbiosa con sabbie fini e dal
tipico colore giallo- oro.
negli ultimi anni sono state individuate ed attrezzate aree
naturalistiche e riserve naturali quali per esempio la riserva
naturale di torre salsa, importante destinazione eco-turi-
stica per la sua costa incontaminata, la vegetazione dunale
e la macchia mediterranea interna.
Molto interessante loasi Lipu del lago di Montallegro,
punto di sosta e di nidificazione di numerose specie di uc-
celli migratori e passeriformi.
A 15 Km a nord della citt si trova la riserva naturale di
Maccalube di Aragona, vasto territorio argilloso carat-
terizzato dai cosiddetti vulcanelli di fango, interessati da
emissioni gassose non di origine eruttiva ma sedimen-
taria.
nel comune di Realmonte, a pochi chilometri da Agrigento
vi la miniera di salgemma, in produzione e interessante
per i suoi aspetti naturalistici.
nel suo interno stata realizzata una sala con le pareti di
salgemma a faccia vista nella quale ogni anno per la ri-
correnza di Santa Barbara si celebra una santa messa molto
suggestiva e partecipata da parte di tutte le maestranze.
nel comune di SantAngelo vi sono grotte particolarmente
interessanti.
negli ultimi anni infine si sviluppata una notevole esten-
sione boschiva lungo le pendici nord della citt di Agrigento
che potrebbe essere interessata da una fruizione pubblica,
attraverso il rafforzamento e lampliamento di aree attrez-
zate.
RISORSE STORICO CULTURaLI
Le realt territoriali di Agrigento e della sua provincia pre-
sentano risorse storico-ambientali connotate da precise
identit paesaggistiche ed economiche; esse offrono sce-
nari incantevoli agli occhi del visitatore e contemplano aree
geografiche molto diverse dove natura, storia, leggende e
miti diventano presenze costantemente evocati.
Il movimento costante dei visitatori stranieri e dei Grands
voyageurs, a partire dal XvIII secolo e fino alla prima met
del XX secolo ha prodotto una messe sterminata di studi,
di vedute pittoresche, di scavi. Il contributo e linteresse
degli studiosi hanno consolidato nei secoli una immagine
di Agrigento con la quale nelloggi la citt, ma anche il Liceo
classico empedocle sono chiamati a confrontarsi.
Agrigento non solo la celebre valle. Il suo centro abitato,
un tessuto urbano di edilizia minuta, storicamente stratifi-
cato e ricco di emergenze monumentali presenta, gi nella
struttura urbanistica,
la fusione e la coesistenza di tracce lasciate in citt da civilt
diverse: greca, romana, fenicia, araba, berbera, ebraica,
normanna
notevoli gli inserti di pregio di epoca gotica:
la cosiddetta Batiaranni ovvero la Badia Grande,
nome popolarmente attribuito al complesso Benedet-
tino di Santo Spirito, tuttora utilizzato come convento,
ma anche sede della Galleria civica, dove si custodi-
scono preziose testimonianze artistiche. notevolissima
la chiesa annessa al convento, caratterizzata da appa-
rati decorativi di epoca tardo barocca attribuiti al genio
di Giacomo Serpotta;
la Basilica di Santa Maria dei Greci, gi cattedrale del
clero di rito greco cattolico, formidabile esempio di pa-
linsesto architettonico, dove tuttora sono leggibili lo
strato dorico (il frammento di crepidoma e le basi di co-
lonne ipogee del tempio forse dedicato a Atena Polis)
e lo spazio gotico della chiesa soprastante;
la Cattedrale, dalla stupefacente spazialit romanica,
coeva e sorella delle cattedrali normanne di Cefal e
Monreale, gi Ecclesia Munita, modificata nello stile
durante i secoli dal transito di popoli diversi.
Oltre alla citt capoluogo, tutti i paesi su cui gravita la po-
polazione scolastica del nostro Istituto possono vantare no-
tevoli tracce di civilt passate, da quelle protostoriche di
SantAngelo Muxaro, che presenta la reggia del mitico Ko-
kalos, a quelle, espressione delle varie dominazioni subite
dallisola nel corso dei secoli fino ad oggi, come i castelli
chiaramontani di Favara e di Siculiana.
La citt offre inoltre diverse biblioteche tra cui la Lucche-
siana, la Comunale e la Provinciale e quella intestata a L.
Pirandello. Allillustre letterato dedicato pure il magnifico
teatro attiguo al Palazzo di citt. nella citt sono da men-
zionare ancora alcuni siti particolarmente degni di nota
come il Collegio dei Padri Filippini, il sito di S. Spirito, la
casa-museo di Pirandello, il Museo archeologico e il Pala-
congressi. nei suddetti luoghi vengono proposti incontri
culturali che coinvolgono i nostri alunni.
Il territorio della Provincia offre moltissime altre localit
degne dinteresse: localit quali la notissima Scala dei tur-
chi, Capo Rossello, Monterosso, Giallonardo e riserve na-
turali o aree protette quali la foce del Platani, torre Salsa,
le Maccalube, i Monti di Palazzo Adriano e la valle del Sosio
ed altre zone che possono rappresentare poli di sviluppo
turistico, economico, culturale e favorire il rilancio delleco-
nomia.
25
4.1 CONTESTO aMbIENTaLE
L I C e O C L A S S I C O S tAtA L e - e MP e D O C L e
RISORSE ECONOMICO-SOCIaLI
La Provincia Regionale di Agrigento per le sue vocazioni ter-
ritoriali, paesaggistiche, culturali ed ambientali, coniuga il
proprio sviluppo economico con le esigenze dellambiente.
La provincia trova, le sue risorse prevalentemente nel ter-
ziario, soprattutto a livello impiegatizio; nellagricoltura
che, anche se non bene agevolata economicamente, resta
tra le pi vive della Sicilia; tra i prodotti pi noti si eviden-
ziano le Mandorle di Agrigento da cui nasce la tradizione
contadina della Sagra del Mandorlo in Fiore. Dalla viticol-
tura si ottengono produzioni raffinate di vino, tra cui lIn-
zolia e lo Zibibbo, e lo spumante, tutte produzioni peculiari
e trainanti per uneconomia piuttosto depressa.
inoltre discreto il traffico portuale, che si basa su Porto
empedocle, un tempo fiorente scalo per lo smercio dello
zolfo della miniera di Pasquasia.
Lindustria sta sviluppando fonti di energia pulite favorite
soprattutto dal clima soleggiato della provincia e dai venti
delle sue colline. tuttavia la produzione denergia in pro-
vincia non fa ancora parte di una principale fonte di gua-
dagno.
turismo e archeologia si fondono in una sola cosa, infatti
le principali attrazioni turistiche della provincia sono quasi
tutte resti e testimonianze dellet della Magna Grecia, el-
lenistico romana e paleocristiana, tra le maggiori in Italia.
La valle dei templi un sito archeologico risalente al pe-
riodo della Magna Grecia, ubicato nei pressi di Agrigento,
e dal 1997 stato inserito nella lista dei luoghi Patrimonio
mondiale dellumanit, redatta dalluneSCO. La Valle
considerata unambita meta turistica, oltre che unelevata
fonte di turismo per lintera citt di Agrigento.
nella citt vengono organizzate notevoli manifestazioni ar-
tistico-culturali ; tra le pi importanti menzioniamo: la
Sagra del Mandorlo in Fiore e il Festival Internazionale del
Folklore; il premio per la narrativa e il cinema efebo
dOro, il Convegno di Studi Pirandelliani e le giornate Pi-
randelliane con rappresentazioni estive;il Convegno orga-
nizzato dallAccademia degli Studi Mediterranei con i
premi empedocle e Borsellino; e, non ultimo, la Ras-
segna del dramma antico nella valle dei templi.
bISOgNI
Il nostro Liceo sente forte la necessit di inserirsi nel pro-
cesso di trasformazione che vede coinvolta la scuola secon-
daria superiore con viva attenzione verso le nuove prospet-
tive culturali, nella ricerca costante di un armonico equili-
brio tra tradizione e modernit.
Pertanto lindirizzo di studi classici necessita una proget-
tualit che tenga conto di:
volont e necessit di proporre e di operare;
recupero dei valori civili ed etici;
conoscenza e considerazione del territorio con relativa
apertura ad esso;
promozione e conoscenza delle lingue straniere;
potenziamento delle conoscenze scientifiche e delle
nuove tecnologie.
tutto ci determina la necessit di una forte educazione al
cambiamento ed in particolare al rispetto degli altri, delle
loro tradizioni e convinzioni e pertanto la necessit di ac-
quisire una formazione di base globale ed integrata, utile
allaccesso alle diverse facolt universitarie, nonch la pos-
sibilit di un inserimento nel mondo lavorativo.
26
4.2 pROgRaMMazIONE TERRITORIaLE
dELLOFFERTa FORMaTIva
Il Liceo si caratterizza per la sua dimensione di agenzia
formativa e presidio culturale aperto al territorio. Da anni
offre i suoi spazi e le sue risorse ad enti, associazioni,
istanze culturali e sociali per attivit ed occasioni di in-
contro, cos come da anni si riconferma la collaborazione
con prestigiose associazioni, come il FAI. Questa dimen-
sione di scuola aperta al territorio ha reso il Liceo un in-
terprete sensibile alle istanze culturali e sociali in esso
presenti.
Ci premesso,nel corso dellanno scolastico 2012/2013
verranno attuati percorsi formativi in grado di perseguire
le seguenti finalit:
realizzare la collaborazione tra le risorse culturali, pro-
fessionali, sociali ed economiche del territorio per la
formazione del cittadino, in modo da favorire linseri-
mento consapevole degli studenti nella societ;
favorire lo sviluppo di una cultura tollerante, laccesso
alle facolt universitarie, lorientamento nel nuovo qua-
dro europeo e internazionale, lorientamento dei gio-
vani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi
e gli stili di apprendimento individuali;
correlare lofferta formativa allo sviluppo culturale, so-
ciale ed economico del territorio.
va inoltre tenuto presente che il concetto di territorio ha
subito un progressivo arricchimento grazie soprattutto al-
luso della rete. nella societ globalizzata e in continua tra-
sformazione indispensabile potenziare la capacit auto-
noma di apprendimento, anche per evitare rischi di margi-
nalizzazione. La formazione continua diventa pertanto uno
strumento di tutela di straordinaria importanza, a patto
che valorizzi tutte le occasioni e le agenzie di apprendi-
mento presenti sul territorio.
In base alle offerte del territorio la nostra scuola operer
nellambito dei settori:
socio - culturale
socio - ambientale
tecnico professionale
Scopo principale sar quello di promuovere e favorire la
crescita umana e il profitto scolastico e di educare alla cit-
tadinanza e alla cultura dei diritti umani.
COLLabORazIONI CON ENTI ESTERNI
Parco Archeologico della valle dei templi
Museo Archeologico
Centro Culturale Pier Paolo Pasolini
Biblioteca Lucchesiana
Biblioteca L. Pirandello
Centro nazionale Studi Pirandelliani
SvILuPPO PROGettuALe DeL PIAnO DeLLOFFeRtA FORMAtIvA - (ARt. 3 DeL D.P.R. 275)
Biblioteca Comunale La Rocca
Archivio di Stato
F A I
A. S. P. Agrigento
Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali
InDA
LegAmbiente
Associazione LIBeRA
Fondazione Leonardo Sciascia
trinity College London
27
4.3 RETE
Sulla base della normativa vigente (art. 7 del D. P. R.275
dell8 marzo 1999; CC. MM. Del MIuR prot. A00DPIt/2020
del 16/06/2010 e n. 76 prot. A==DPIt/2656 del
30/08/2010), il 31 marzo 2011 si costituita la Rete di
scuole ad indirizzo classico lgo$ ka ret, formata
dai seguenti Istituti:
Liceo Classico empedocle di Agrigento
IISS t. Fazello Indirizzo Classico di Sciacca
Istituto Magistrale F. Crispi - Indirizzo Classico di Ribera
Liceo Classico v. Linares di Licata
Liceo Classico L. Pirandello di Bivona
IISS u.Foscolo Indirizzo Classico di Canicatt
Il nostro Liceo, individuato Scuola Capofila, mette a dispo-
sizione le strutture interne e si occupa delle attivit di ge-
stione ordinarie.
La Rete, avviando un rapporto di collaborazione e di con-
fronto culturale sulla Riforma del Secondo Ciclo, ha le se-
guenti finalit:
condividere esperienze e percorsi di formazione;
valorizzare gli studi classici;
promuovere attivit e/o progetti di ricerca, sperimenta-
zione e sviluppo, sotto il profilo pedagogico e culturale.
PARte v
FONdazIONE
SvILuPPO PROGettuALe DeL PIAnO DeLLOFFeRtA FORMAtIvA - (ARt. 3 DeL D.P.R. 275)
Il lavoro di riflessione e di ricerca sul ruolo che il Liceo Clas-
sico empedocle ha svolto nei 150 anni di attivit, che lo
legano allo svolgersi della storia della citt di Agrigento, a
partire dagli anni dellunificazione e della proclamazione
del Regno dItalia, ha trovato espressione nellistituzione
della Fondazione Empedocle per la promozione della cul-
tura classica. essa nasce con la firma dellatto costitutivo,
redatto dal notaio Giuseppe Fanara in collaborazione con
il notaio Claudia Gucciardo, il 12 marzo 2011 in occasione
di unimportante cerimonia, svoltasi nella sala Concordia
del Palacongressi di Agrigento, per le celebrazioni dei 150
anni di unit della nazione. La Fondazione, che si propone
lesclusivo perseguimento di finalit culturali, sostenendo
lambizioso progetto educativo del Liceo Classico empe-
docle, si rivolge e dialoga nel territorio, in piena autono-
mia, con i soggetti della societ civile e della cultura, con
le forze politiche ed economiche, con le istituzioni pubbli-
che, allo scopo di rinsaldare il rapporto tra generazioni pas-
sate, presenti e future che trovano comune riferimento
nelle radici culturali classiche e umanistiche, e di parteci-
pare al dibattito sul futuro della citt, offrendo il proprio
specifico contributo culturale e di ricerca, con uno sguardo
sempre aperto alleuropa e al mondo. Lo statuto le assegna
il compito di favorire la crescita personale degli alunni, la
formazione nelle discipline classiche e scientifiche, con un
forte investimento verso il costante aggiornamento cultu-
rale e verso linnovazione tecnologica, come strumento di
diffusione culturale e di integrazione internazionale in tutte
le sue forme.
Ad Agrigento, la citt dove ha la propria sede, la Fonda-
zione empedocle, che nasce dalliniziativa del dirigente sco-
lastico Anna Maria Sermenghi, collabora sinergicamente
con quanti sostengono il valore della cultura classica e con
gli enti Locali, promuove lorganizzazione di seminari, con-
vegni e mostre documentarie, sostiene iniziative di studio
e di ricerca, anche attraverso la consegna di borse di studio
agli studenti meritevoli, contribuisce allampliamento
dellOfferta Formativa dellIstituto, favorisce la diffusione
e lo sviluppo di esperienze no profit nel campo della cul-
tura, della formazione, delleducazione e dellistruzione,
aperte al territorio. nel corso dellanno sono previste due
attivit istituzionali: la cerimonia di consegna dei diplomi
agli studenti del Liceo Classico empedocle che hanno su-
perato lesame di Stato e che vengono ammessi alla se-
zione Iuvenes della Fondazione; e la riunione annuale degli
ex alunni per il conferimento del premio Fondazione Liceo
Classico empedocle. un primo significativo segnale di rico-
noscimento viene dalle Amministrazioni Provinciale e Co-
munale e dallAssessorato Regionale ai BB.CC, che hanno
gi sostenuto iniziative importanti della Fondazione empe-
docle, nellottica di una scommessa che potr essere vinta
solo con la forza di un intera citt.
numerosi docenti dellIstituto, ex alunni ormai affermati
nelle alte professionalit, famiglie di alunni, giovani stu-
denti e laureati, facendo proprio lo slogan Il futuro nei
classici, tema centrale del Convegno di Studi del 14 no-
vembre 2011, sostengono fattivamente la Fondazione,
nelle sezioni Partecipanti e Iuvenes, e operano per il rag-
giungimento dei suoi scopi mettendo a disposizione il loro
lavoro e la propria esperienza professionale, con lorgoglio
che caratterizza da sempre quanti sono stati liceali e con
una grande attenzione alla crescita dei giovani, professio-
nisti di domani e speranza dello sviluppo futuro.
La Fondazione non ha scopo di lucro. essa si propone i se-
guenti scopi:
favorire la crescita personale, la formazione nelle disci-
pline classiche e scientifiche ed il costante aggiorna-
mento culturale e didattico degli alunni, attraverso ogni
iniziativa utile alla promozione degli scopi della fonda-
zione;
favorire la formazione culturale e sociale a livello euro-
peo ed internazionale e la promozione della mobilit
internazionale delle persone, delle merci e delle cul-
ture;
svolgere attivit di ricerca e studio delle politiche e delle
culture delleuropa e dei popoli del Mediterraneo;
promuovere scambi internazionali, gemellaggi, semi-
nari, corsi di formazione, convegni, ricerche e pubbli-
cazioni, campi di solidariet, progetti di cooperazione
ed ogni altra attivit utile;
favorire, mediante riunioni, incontri, tavole rotonde,
conferenze e dibattiti, il confronto delle idee e delle opi-
nioni;
favorire, promuovere ed organizzare attivit associative
per il tempo libero con finalit creative, didattiche e/o
terapeutiche;
promuovere linnovazione tecnologica, come stru-
mento di diffusione culturale e di integrazione interna-
zionale in tutte le sue forme;
A tal fine potr:
istituire corsi e scuole di specializzazione, di perfezio-
namento ed aggiornamento e di orientamento scola-
stico, anche avvalendosi di consulenti esterni o conven-
zionandosi con le universit ed enti pubblici e privati;
promuovere lattivit di enti ed istituti anche scolastici
che agiscono nel campo degli studi classici mediante il
sostegno ed il rilievo dellattivit da essi svolta nonch
dei programmi che tali enti si propongono di perse-
guire, con il finanziamento della fondazione; promuo-
vere e finanziare convegni, concorsi, mostre, nonch
seminari di studio;
promuovere la cultura, larte, la tutela e la valorizza-
zione della natura, dellambiente e delle cose di inte-
resse artistico, archeologico, paesaggistico e storico, ivi
comprese le biblioteche e i beni turistico-culturali;
alimentare la ricerca, anche tramite listituzione di per-
corsi formativi, ad alto valore culturale e la costituzione
di centri di ricerca;
promuovere e realizzare iniziative editoriali anche a
mezzo di strumenti elettronici, reti informatiche e mul-
timediali, riviste culturali e/o professionali;
favorire la diffusione di libri, pubblicazioni, periodici, di
materiale didattico (audiovisivi, filmati, supporti multi-
mediali) e di materiale in genere che supporti lo studio
e lapprofondimento;
creare e gestire centri per lo svolgimento di attivit di
31
FONdazIONE EMpEdOCLE
pER La pROMOzIONE dELLa CULTURa CLaSSICa
L I C e O C L A S S I C O S tAtA L e - e MP e D O C L e
ricerca scientifica e culturale;
creare e gestire sportelli per le politiche giovanili ed in-
formare i giovani per lorientamento in materia di
scuola, universit e lavoro;
istituire, promuovere e sovvenzionare borse di studio
e di ricerca nelle materie classiche, scientifiche e giuri-
dico economiche da assegnare a persone meritevoli,
eventualmente tenuto conto di uno o pi dei seguenti
requisiti: titoli scolastici ed accademici posseduti, titoli
scientifici acquisiti, lavoro di ricerca gi svolto o da svol-
gere, pubblicazioni; partecipare in proprio, diretta-
mente o indirettamente, con altri soggetti pubblici e
privati, in forma societaria o con altre forme di collabo-
razione e/o cooperazione, ad attivit culturali e produt-
tive, nel rispetto delle disposizioni di legge vigenti che
vincolano le fondazioni;
promuovere attivit di volontariato e di solidariet;
realizzare e\o gestire corsi di formazione, centri di
orientamento, servizi di prevenzione del disagio e della
marginalit sociale;
partecipare a bandi pubblici o privati, locali, nazionali
ed europei per la realizzazione di progetti di sviluppo,
purch le ricadute siano, prioritariamente, nel territorio
della provincia di Agrigento, ovvero nel territorio della
Regione Sicilia;
promuovere larte e la musica, con particolare riferi-
mento alle identit siciliane, anche con lausilio di stru-
menti per la catalogazione e conservazioni tramite tec-
niche visive e sonore ed una diffusione tramite pubbli-
cazioni, convegni, studi e manifestazioni concertistiche;
promuovere le arti figurative della pittura e della scul-
tura ed incentivare la diffusione del cinema, sia sotto
forma di proposta, che di realizzazione di film e filmati;
promuovere e produrre cultura del teatro in tutti i suoi
aspetti, attraverso la proposizione di commedie, non-
ch lorganizzazione di corsi di preparazione e forma-
zione (scuolateatro), diretti a giovani ed adulti;
valorizzare e diffondere la conoscenza del patrimonio
ambientale, con particolare riguardo allo sviluppo so-
stenibile e alle energie rinnovabili, istituendo e/o ge-
stendo luoghi di studio e musei, e attraverso manife-
stazioni, mostre e convegni;
organizzare e gestire luoghi di spettacolo in genere, isti-
tuti museali, biblioteche, parchi archeologici e letterari,
palazzi di congressi, strutture di servizi per i giovani,
strutture sportive, ricreative, fattorie didattiche, fiere
e mostre permanenti e temporanee, strutture per la
pratica dello sport;
fornire adeguato sostegno organizzativo, promozionale
e pubblicitario a tutte le iniziative sopra specificate.
Per il raggiungimento dei propri scopi la Fondazione potr,
tra laltro:
stipulare ogni opportuno atto o contratto, anche per il
finanziamento delle operazioni deliberate, tra cui,
senza lesclusione di altri, lassunzione di prestiti e
mutui, a breve o a lungo termine, lacquisto, in pro-
priet o in diritto di superficie, di immobili, la stipula di
convenzioni di qualsiasi genere anche trascrivibili nei
pubblici registri, con enti pubblici o privati, che siano
considerate opportune e utili per il raggiungimento
degli scopi della Fondazione;
amministrare e gestire i beni di cui sia proprietaria, lo-
catrice, comodataria o comunque posseduti;
partecipare ad associazioni, fondazioni, enti ed istitu-
zioni, pubbliche e private, la cui attivit sia rivolta, di-
rettamente o indirettamente, al persegui mento di
scopi analoghi a quelli della Fondazione medesima; la
Fondazione potr, ove lo ritenga opportuno, concor-
rere anche alla costituzione degli organismi anzidetti;
costituire ovvero partecipare a societ di capitali che
svolgano in via strumentale ed esclusiva attivit diretta
al perseguimento degli scopi statutari;
promuovere e organizzare seminari, corsi di forma-
zione, manifestazioni, convegni, incontri, procedendo
alla pubblicazione dei relativi atti o documenti, e tutte
quelle iniziative idonee a favorire un organico contatto
tra la Fondazione, gli operatori ed organismi nazionali
ed internazionali, i relativi addetti e il pubblico;
gestire direttamente o indirettamente spazi funzionali
agli scopi di cui allart.2;
stipulare convenzioni per laffidamento a terzi di parte
di attivit e costituire associazioni temporanee di
scopo;
istituire premi e borse di studio; svolgere, in via acces-
soria e strumentale al perseguimento dei fini istituzio-
nali, attivit di commercializzazione, anche con riferi-
mento al settore delleditoria, nei limiti delle leggi vi-
genti, e degli audiovisivi in genere;
svolgere ogni altra attivit idonea ovvero di supporto
al perseguimento delle finalit istituzionali.
32
PARte vI
6.1 Finalit educative
6.2 Obiettivi metadisciplinari
6.3 Percorsi didattici
6.4 Lobbligo di istruzione
6.5 Profilo formativo dellalunno
alla fine del triennio
6.6 Patto educativo
di corresponsabilit
pROpOSTa EdUCaTIva
SvILuPPO PROGettuALe DeL PIAnO DeLLOFFeRtA FORMAtIvA - (ARt. 3 DeL D.P.R. 275)
Il percorso del liceo classico indirizzato allo studio della
civilt classica e della cultura umanistica. Favorisce una for-
mazione letteraria, storica e filosofica idonea a compren-
derne il ruolo nello sviluppo della civilt e della tradizione
occidentali e nel mondo contemporaneo sotto un profilo
simbolico, antropologico e di confronto di valori. Favorisce
lacquisizione dei metodi propri degli studi classici e uma-
nistici, allinterno di un quadro culturale che, riservando
attenzione anche alle scienze matematiche, fisiche e natu-
rali, consente di cogliere le intersezioni tra i saperi e di ela-
borare una visione critica della realt. Guida lo studente ad
approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilit e a
maturare le competenze necessarie.
Il Liceo classico empedocle vaglia autonomamente le pro-
poste culturali provenienti dal territorio, accogliendo quelle
strettamente coerenti con le finalit educative dellIstituto.
35
6.1 FINaLIT EdUCaTIvE
Il Liceo classico empedocle, nel solco della sua tradizione,
educa alla libert responsabile, al rispetto puntuale dei do-
veri dello studente e del cittadino, alla complessit del sa-
pere.
ObIETTIvI SOCIO-aFFETTIvI
Educazione alla conoscenza critica di s: consolida-
mento e ampliamento delle capacit raggiunte al fine
di realizzare la propria identit individuale.
Educazione allaccettazione, linterazione ed al soste-
gno della diversit nellottica dellinterculturalit, valo-
rizzando l ascolto e il confronto.
Educazione alla responsabilit, autonomia, legalit,
nellottica della convivenza civile, con apertura alle pro-
blematiche di carattere sociale, per elaborare un pro-
prio progetto di vita, fattibile, coerente, appropriato..
COMpETENzE TRaSvERSaLI
a) asse dei linguaggi
Padroneggiare le nozioni fondamentali per la co-
noscenza delle tecniche della comunicazione
scritta ed orale.
Convivere in forma autonoma con il pluralismo dei
messaggi e dei modelli culturali che attraversa e
caratterizza la societ odierna.
Conoscere le lingue antiche e moderne in quanto
veicolo di civilt/cultura.
Acquisire metodi e tecniche di progettazione.
b) asse matematico
Conoscere e padroneggiare i linguaggi e i metodi
matematici, fisici.
Individuare le strategie per la soluzione di pro-
blemi.
Conoscere e padroneggiare gli strumenti informa-
tici.
c) asse scientifico - tecnologico
Comprendere e valutare i concetti di sistema na-
turale ed artificiale.
pRIMO bIENNIO
Analizzare i fenomeni legati al mondo naturale ed
artificiale.
d) asse storico-sociale
Comprendere e valutare i fenomeni e i contesti so-
ciali e culturali nel loro evolversi diacronico nel
tempo e nel loro sviluppo sincronico nello spazio.
valorizzare le proprie radici culturali in opposi-
zione ai processi di globalizzazione ed omologa-
zione.
a) area linguistica e comunicativa
Padroneggiare le nozioni fondamentali per la co-
noscenza delle tecniche della comunicazione
scritta e orale.
Convivere in forma autonoma con il pluralismo dei
messaggi e dei modelli culturali che attraversa la
societ odierna.
Conoscere le lingue antiche e moderne in quanto
veicolo di civilt/cultura.
Acquisire metodi e tecniche di progettazione.
b) area matematico-scientifico-tecnologica
Conoscere e padroneggiare i linguaggi e i metodi
matematici e fisici.
Individuare le strategie per la soluzione dei pro-
blemi.
Conoscere e padroneggiare gli strumenti informa-
tici.
c) area storico-umanistica
Comprendere diritti e doveri che caratterizzano
lessere cittadini.
Saper collocare nello spazio e nel tempo gli avve-
nimenti, i contesti, i personaggi.
Saper leggere i processi storici.
TRIENNIO
6.2 ObIETTIvI METa - dISCIpLINaRI
L I C e O C L A S S I C O S tAtA L e - e MP e D O C L e
utilizzare gli strumenti idonei per la fruizione del
patrimonio culturale.
d) area logico-argomentativa
Saper sostenere una propria tesi e saper ascoltare
e valutare criticamente le argomentazioni altrui.
Acquisire labitudine a ragionare con rigore logico,
ad identificare i problemi e a individuare possibili
soluzioni.
essere in grado di leggere e interpretare critica-
mente i contenuti delle diverse Forme di comuni-
cazione.
e) area metodologica
Saper condurre autonomamente ricerche e risol-
vere problemi in situazioni nuove.
Saper applicare vari metodi disciplinari in ambiti
differenti.
Saper cogliere ed elaborare interconnessioni tra
metodo e contenuti delle discipline.
36
Iv
Nuovo
ordinamento
v
Nuovo
ordinamento
I
Nuovo
ordinamento
II III
RELIgIONE 1 1 1 1 1
ITaLIaNO 4 4 4 4 4
LaTINO 5 5 4 4 4
gRECO 4 4 3 3 3
INgLESE 3 3 3 - -
gEOSTORIa 3 3 - - -
STORIa - - 3 3 3
FILOSOFIa - - 3 3 3
MaTEMaTICa 3 3 2 2 2
FISICa - - 2 2 3
SCIENzE NaTURaLI 2 2 3 3 2
STORIa dELLaRTE - - 2 1 2
dIRITTO - 2 2
SCIENzE MOTORIE 2 2 2 2 2
6.3 pERCORSI dIdaTTICI
pROFILO gENERaLE
Linsegnamento della religione cattolica (Irc) risponde al-
lesigenza di riconoscere nei percorsi scolastici il valore
della cultura religiosa e il contributo che i principi del cat-
tolicesimo hanno offerto e continuano a offrire al patrimo-
nio storico del popolo italiano. nel rispetto di tali indica-
zioni, derivanti dalla legislazione concordataria, lIrc si col-
loca nel quadro delle finalit della scuola con una proposta
formativa originale e oggettivamente fondata, offerta a
tutti coloro che intendano liberamente avvalersene.
LIrc mira ad arricchire la formazione globale della persona
con particolare riferimento agli aspetti spirituali ed etici
dellesistenza, in vista di un efficace inserimento nel mondo
civile, professionale e universitario; offre contenuti e stru-
menti che aiutano lo studente a decifrare il contesto sto-
rico, culturale e umano della societ italiana ed europea,
per una partecipazione attiva e responsabile alla costru-
zione della convivenza umana.
Lo studio della religione cattolica, effettuato con strumenti
didattici e comunicativi adeguati allet degli studenti, pro-
muove la conoscenza del dato storico e dottrinale su cui si
fonda la religione cattolica, posto sempre in relazione con la
realt e le domande di senso che gli studenti si pongono, nel
rispetto delle convinzioni e dellappartenenza confessionale
di ognuno. nellattuale contesto multiculturale della societ
italiana la conoscenza della tradizione religiosa cristiano cat-
tolica costituisce fattore rilevante per partecipare a un dia-
logo fra tradizioni culturali e religiose diverse.
In tale prospettiva, lIrc propone allo studente il confronto
con la concezione cristiano cattolica della relazione tra Dio
e luomo a partire dallevento centrale della Pasqua, rea-
lizzato nella persona di Ges Cristo e testimoniato nella
missione della Chiesa.
TRagUaRdI pER LO SvILUppO dELLE COMpETENzE
1. Risultati attesi relativamente al PeCuP Area storico-
umanistica:
OBIettIvI:
RELIgIONE CaTTOLICa
Coordinatore: prof. Salvatore Conti Segretario: prof.ssa Maddalena Cacciatore
SvILuPPO PROGettuALe DeL PIAnO DeLLOFFeRtA FORMAtIvA - (ARt. 3 DeL D.P.R. 275)
conoscere i presupposti culturali e la natura delle isti-
tuzioni politiche, giuridiche, sociali ed economiche eu-
ropee e nazionali;
saper fruire delle espressioni creative.
COMPetenZe:
saper collocare nel tempo e nello spazio gli avveni-
menti, i contesti, i personaggi;
saper utilizzare gli strumenti idonei per la fruizione con-
sapevole del patrimonio culturale.
COMpETENzE dISCIpLINaRI
Linsegnamento della Religione Cattolica si prerfigge di aiu-
tare gli studenti a:
porsi domande di senso in ordine alla ricerca di unidentit
libera e consapevole, confrontandosi con i valori affermati
dal vangelo e testimoniati dalla Comunit cristiana.
Impostare una riflessione religiosa della vita apartire
dalla conoscenza della Bibbia e della persone di Ges
Cristo.
Comprendere laspetto religioso della vita, della cultura
e degli eventi sociali.
Comprendere la terminologia essenziale e il linguaggio
religioso, in particolare cristiano.
Individuare il rapporto fra coscienza, norme e valori
nelle scelte morali.
Sapersi orientare nella lettura della Bibbia.
Confrontare la novit della proposta cristiana con altre
opzioni esistenziali, individuali e sociali.
Argomentare le scelte etico-religiose.
COMpETENzE ESSENzIaLI
Conoscere i contenuti essenziali del cattolicesimo.
Riconoscere i contenuti essenziali e lincidenza del cri-
stianesimo nel corso della storia, nella valutazione e
trasformazione della realt, in dialogo con altre religioni
e sistemi di pensiero.
Saper apprezzare lesperienza religiosa di credenti di di-
versa appartenenza.
Riconoscere le linee di fondo della Dottrina Sociale
della Chiesa e gli impegni per la pace, i diritti umani, la
giustizia e la salvaguardia del creato.
Sapere rispettare i diritti di tutti, nella uguaglianza so-
stanziale e nellaccettazione delle diverse opzioni e tra-
dizioni religiose e culturali.
COMpETENzE TRaSvERSaLI
Sapere rispettare le norme di comportamento interne
alla scuola.
Sapere ascoltare chi parla.
Sapere rispettare le diverse opinioni.
Sapere esercitare uno spirito critico costruttivo.
Partecipare attivamente alle lezioni.
Riconoscere i propri limiti conoscitivi (sapere di non sa-
pere) e desiderare di accrescere la propria prepara-
zione.
evitare giudizi affrettati e pregiudizi.
Sapersi orientare nella ricerca di risposte ai quesiti cul-
turali, religiosi ed esistenziali.
CONTENUTI
In considerazione delle diverse composizioni e situazioni
delle classi, le programmazioni didattico-educative ver-
ranno definiti da ciascun docente previo ascolto dei bisogni
e degli interessi degli alunni, e indicati nei contratti forma-
tivi di ogni classe.
nelle classi del primo biennio verranno trattati i seguenti
argomenti:
La condizione delladolescente in ricerca di senso della
vita, nellincontro con gli altri (in famiglia, nella scuola,
con i coetanei), alla scoperta dellesperienza religiosa,
di fronte agli interrogativi esistenziali: lorigine e il fu-
turo del mondo e delluomo, il bene e il male, il senso
della vita e della morte, le speranze e le paure degli in-
dividui e dellumanit.
La dimensione religiosa della vita. Lorigine delle religioni.
La vita di Ges, come documentato nei vangeli e in altre
fonti storiche. Il mistero pasquale.
Origine del cristianesimo e natura della Chiesa.
Introduzione alla Bibbia, documento fondamentale per
la tradizione religiosa ebraico-cristiana.
nelle classi prime e seconde liceali verranno trattati i se-
guenti argomenti:
IL MISTERO dELLa vITa: le domande di senso, la domanda
religiosa, le religioni.
I grandi interrogativi di senso che luomo si pone e i va-
lori da perseguire, alla luce dellinsegnamento cristiano:
pace giustizia, convivenza tra diversi, amicizia, amore,
perdono, non violenza, verit, solidariet.
La risposta data a questi interrogativi dalle principali re-
ligiosi.
una rassegna ragionata di ci che costituisce il feno-
meno religioso e la sua traduzione in riti e comporta-
menti.
Le religioni oggi.
IL MaNIFESTaRSI dI dIO NELLa STORIa UMaNa
Il manifestarsi di Dio nella storia, attraverso la scelta del
popolo ebraico.
Il momento centrale della Storia dIsraele: la rivelazione
di Dio a Mos,la liberazione dalla schiavit e lalleanza
di Dio con il popolo su Monte Sinai (1300 a.C. circa).
La preparazione del popolo alla venuta del Messia pro-
messo.
Guida allintroduzione della Bibbia e alla comprensione
di alcuni testi.
La Bibbia, libro sacro per ebrei e cristiani.
La Bibbia: un libro, tanti libri.
Lantica e la nuova alleanza.
Bibbia e rivelazione.
Il canone ebraico.
Il canone cristiano.
La verit nella Bibbia
IL RUOLO dI gESU dI NazaRET
LIDentItA StORICA
Le fonti giudaiche e romane.
I documenti cristiani su Ges: la prima lettera ai Corinzi
di San Paolo (54-55 d.C.) i vangeli di Matteo, Marco,
Luca e Giovanni (dal 50 ca al 100 ca d.C). Gli altri scritti
del nuovo testamento: Atti degli Apostoli e lettere apo-
stoliche. I vangeli apocrifi scritti a partire dal I secolo ca
d.C
LA MISSIOne DI GeSu
La figura di ges
Il volto umano di ges
gli insegnamenti di ges
ges: la pasqua di morte e resurrezione
RICERCa INTERdISCIpLINaRE: I volti di ges nella let-
teratura internazionale.
nelle classi terze liceali verranno trattati i seguenti argo-
menti:
37
L I C e O C L A S S I C O S tAtA L e - e MP e D O C L e
La Dottrina Sociale della Chiesa, in riferimento ad alcune
problematiche sociali dattualit: la globalizzazione, la
migrazione, la povert, la salvaguardia della natura e
luso delle risorse, alla luce anche dellenciclica Caritas
in veritate di Benedetto XvI e dei valori: giustizia Pace
libert e fraternit, uguaglianza di diritti e di doveri.
Il problema etico e lagire cristiano.
Alcuni aspetti centrali della vita morale:
La dignit della persona.
La libert di coscienza.
La responsabilit verso il creato.
La promozione della pace mediante la ricerca di unau-
tentica giustizia sociale e limpegno per il bene comune.
Linsegnamento della Chiesa sulla vita, la bioetica, il ma-
trimonio e la famiglia.
SCELTE METOdOLOgIChE
Lezioni frontali e lezioni interattive, cooperative learning
(lavoro collettivo guidato o autonomo).Problem solving
(definizione collettiva). Domande di pre e post ascolto.
Lettura dei documenti. visite guidate. visione di film e
documentari. Ricerche temetiche. Attivit extracurricu-
lari, in particolare Natale e pasqua dello Studente.
MEzzI E RISORSE
Libro di testo La Bibbia Articoli di giornali e riviste
Audiovisivi Ricerche su Web.
TEMpI
Allinterno del I trimestre e del Pentamestre verranno
pianificate, nelle programmazioni didattiche-educative
di ciascun docente, adeguate unit di apprendimento
in riferimento ai contenuti sopra esposti.
vaLUTazIONE
La valutazione (Diagnostica Formativa Sommativa)
tiene conto dei seguenti elementi:
a) Strumenti per la verifica: (colloqui individuali aperti
allinterno del gruppo classe. Interrogazioni. verifi-
che scritte (test a risposte chiuse, aperte, vero o
falso, completamento di frasi) a discrezione del do-
cente.
b) definizione dei criteri di valutazione
La valutazione sar espressa con un giudizio (da insuf-
ficiente a moltissimo) che tiene conto:
dellinteresse, della partecipazione, socializzazione, im-
pegno e costanza nello studio;
della capacit di collaborazione al raggiungimento degli
obiettivi comuni;
dei progressi compiuti rispetto alla situazione di par-
tenza;
dei livelli relativi allacquisizione delle competenze.
38
MaTERIE LETTERaRIE, LaTINO E gRECO NEL bIENNIO
Coordinatore: prof.ssa graziella parello Segretario: prof.ssa Calogera Cavaleri
Profilo delle competenze al termine del biennio
traguardi per lo sviluppo delle competenze
Obiettivi specifici di apprendimento
Contenuti organizzati in moduli e tempistica
Metodologia
Accoglienza
Recupero e sostegno
Strumenti didattici
verifiche e valutazione
ITaLIaNO
ProfiLo deLLe comPetenze
aL termine deL biennio
1. Padronanza della lingua italiana:
padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomen-
tativi indispensabili per gestire linterazione comu-
nicativa verbale in vari contesti;
leggere, comprendere e interpretare testi scritti di
vario tipo;
produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti
scopi comunicativi.
2. utilizzare gli strumenti fondamentali per una fruizione
consapevole del patrimonio artistico e letterario.
3. utilizzare e produrre testi multimediali.
traguardi Per Lo sviLuPPo deLLe comPetenze
1. Acquisizione della coscienza dei processi comunicativi
e del funzionamento del sistema linguistico.
2. Promozione, attraverso la lettura e lanalisi, dei testi
delle capacit interpretative e creative.
3. Acquisizione dell abitudine alla lettura come valido
strumento di interpretazione della realt e dei conte-
nuti essenziali per un concreto e fattivo confronto con
essa.
4. Acquisizione della capacit di orientare lattenzione su
argomenti, scopi e situazioni negli scambi comunicativi,
verbali e non verbali.
5. Acquisizione di competenze utilizzabili presso altri sa-
peri.
6. Acquisizione della competenza digitale per accedere ai
saperi, realizzare percorsi di apprendimento, comuni-
care interattivamente.
7. Acquisizione delle competenze per una fruizione con-
sapevole del patrimonio artistico.
ObIETTIvI SpECIFICI dI appRENdIMENTO
1. Padronanza dello strumento di comunicazione lingui-
stica, considerato nelle sue dimensioni fondamentali e
nei suoi vari aspetti (ascoltare, parlare, leggere, scrivere).
2. Capacit di produrre testi, scritti ed orali, strutturati or-
ganicamente con chiarezza e correttezza formale e coe-
renza logica.
3. Acquisizione della capacit di lettura e di comprensione
e analisi dei testi e dei messaggi letterari, scientifici, in-
formativi, interattivi, artistici.
4. Promozione di un interesse pi specifico per i testi let-
terari, interattivi e artistici.
SvILuPPO PROGettuALe DeL PIAnO DeLLOFFeRtA FORMAtIvA - (ARt. 3 DeL D.P.R. 275)
METOdOLOgIa
Alle metodologie didattiche tradizionalmente utilizzate
quali la lezione frontale, il metodo induttivo e deduttivo, i
dibattiti, i gruppi di lavoro, le attivit di ricerca, si aggiun-
geranno la didattica multimediale, la navigazione iperte-
stuale con accesso a reti formali e informali, la peer edu-
cation, aula decentrata.
aCCOgLIENza
esplicitazione delle finalit del Liceo Classico.
Acquisizione formale dei prerequisiti cognitivi e relazionali.
Stimoli a dinamiche di gruppo per favorire socializzazione
e formazione del gruppo classe.
Formalizzazione di un patto di lavoro allinterno della
classe.
Frequenti dialoghi guidati per motivare o rimotivare.
SOSTEgNO E RECUpERO
A livello cognitivo:
Interventi di recupero individualizzati in itinere.
Pause didattiche.
Pronto soccorso didattico.
Interventi sul metodo di studio.
A livello affettivo-relazionale:
interventi personali (o con laiuto di esperti) sulla rimo-
tivazione allo studio.
STRUMENTI dIdaTTICI
Libri di testo in formato misto
Dizionari
Dispense
LIM
Motori di ricerca
Strumenti audiovisivi
vERIFIChE E vaLUTazIONE
La valutazione, in quanto strumento di diagnosi, orienta-
mento, conoscenza di s, valorizzazione delle capacit, uso
formativo dellinsuccesso, deve :
essere finalizzata a sostenere, motivare, orientare, va-
lorizzare la crescita e lapprendimento;
essere tesa alla promozione ed alla valorizzazione delle
capacit e delle caratteristiche individuali;
essere comunicata agli alunni nei suoi valori positivi e
nelle sue intenzioni costruttive
essere trasparente e chiara;
rendere consapevole lalunno degli errori, aiutandolo
ad affrontare i propri insuccessi con serenit al fine di
motivarlo al superamento degli stessi.
nella valutazione del profitto scolastico si dovr tener
conto dei seguenti indicatori:
livelli di partenza;
partecipazione al dialogo educativo;
frequenza scolastica;
impegno, assiduit e metodo di studio;
livello di conoscenze e competenze acquisite;
capacit di rielaborazione individuale.
Il grado di acquisizione delle conoscenze, abilit e compe-
tenze sar misurato attraverso:
prove di ingresso;
produzioni orali e scritte;
questionari ed esercizi applicativi;
osservazioni in itinere della crescita culturale ed umana
dellalunno.
nel primo trimestre verranno effettuate almeno due prove
di verifica in classe variamente strutturate, nel pentame-
stre almeno tre. Gli elaborati corretti, con il voto riportato,
dovranno essere dati in visione agli alunni entro un tempo
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CONTENUTI ORgaNIzzaTI IN MOdULI
Iv gINNaSIO v gINNaSIO
COMpETENzE LINgUISTIChE COMpETENzE LINgUISTIChE
primo trimestre:
M.1. Il verbo.
M. 2. Analisi logica.
M. 3. Analisi e produzione delle tipologie testuali: testo
narrativo, testo descrittivo, testo espositivo.
M. 4. I generi letterari:fiaba, mito, novella e racconto.
pentamestre:
M. 1. Parti variabili del discorso.
M. 2. Parti invariabili del discorso. Analisi logica.
M. 3. Analisi e produzione delle tipologie testuali: testo
espositivo-argomentativo.
M. 4. I generi letterari: romanzo.
primo trimestre:
M. 1. Analisi del periodo.
M. 2. Analisi e produzione delle tipologie testuali: testo
poetico, testo argomentativo (articolo di giornale).
M. 3. I generi letterari: poesia e romanzo.
pentamestre:
M. 1. Analisi del periodo.
M. 2. Analisi e produzione delle tipologie testuali: testo
poetico e testo argomentativo (saggio breve).
M. 3. I generi letterari: poesia e romanzo.
COMpETENzE COMUNICaTIvE COMpETENzE COMUNICaTIvE
primo trimestre:
M. 1. elementi della comunicazione. Lessico fondamen-
tale per la comunicazione.
pentamestre:
M. 2. Principi di organizzazione del discorso descrittivo,
narrativo, espositivo.
primo trimestre:
M. 1. Principi di organizzazione del discorso argomenta-
tivo.
pentamestre:
M. 2. variet lessicali in rapporto ad ambiti e contesti di-
versi.
L I C e O C L A S S I C O S tAtA L e - e MP e D O C L e
congruo al fine di dare un significato formativo alla discus-
sione/valutazione degli stessi.
Ciascun insegnante si riserva la possibilit di valutare, in
sede di scrutinio trimestrale o finale, eventuali prove scritte
svolte a casa (ricerche, relazioni, raccolta dati ecc.).
Si prevedono almeno due verifiche orali nel primo trime-
stre, almeno tre nel pentamestre, mediante colloqui, ten-
denti ad accertare le conoscenze acquisite, la padronanza
e la ricchezza lessicale, le capacit rielaborative dei mate-
riali acquisiti. Ciascun alunno, al di l delle verifiche tem-
poranee su argomenti parziali o specifici, dovr possedere
una visione organica del lavoro svolto.
Potranno essere utilizzati come momenti di verifica ed ele-
menti di valutazione autonomi anche occasionali interventi
dal posto degli alunni al dialogo educativo.
Per rendere omogenea la valutazione del profitto degli
alunni, il dipartimento adotta per le prove scritte le se-
guenti griglie di valutazione:
40
vaLUTazIONE COMpLESSIva pUNTEggIO IN QUINdICESIMI
(compresi punti intermedi)
CORRISpONdENza IN dECIMI
gravemente insufficiente 4 - 5 - 6 (3 - 3
1
2) - 4
insufficiente - mediocre 7 - 8 (4
1
2 - 4/5) - (5 - 5
1
2)
sufficiente 9 - 10 (5/6 - 6) - (6 - 6
1
2)
buono 11 - 12 (7 - 7
1
2)
ottimo 13 - 14 (8) - (8
1
2 - 9)
eccellente 15 10
gRIgLIa pER La MISURazIONE E vaLUTazIONE dEI TESTI aRgOMENTaTIvI E dEI COMMENTI
InDICAtORI e DeSCRIttORI 15/15
1. Correttezza ortografica
a) buona (nessun errore) 1
b) sufficiente (1 o 2 errori di ortografia non gravi) 0,5
d) insufficiente (errori gravi e ripetuti di ortografia) 0
2. Correttezza della sintassi e della punteggiatura
a) ottima (testo scorrevole, sciolto, periodi ben strutturati) 3
b) buona (si rilevano pochi o lievi errori che non compromettono la comprensione del significato) 2,5
c) sufficiente (vocabolario di base, a volte generico; occasionali impropriet) 2
d) mediocre (alcuni estesi periodi scorretti; punteggiatura scorretta in pi punti) 1,5
e) insufficiente (errori di sintassi ripetuti; punteggiatura del tutto inadeguata) 1
3. Correttezza lessicale
a) ottima (scelta lessicale efficace e appropriata; registro linguistico adeguato) 3
b) buona (correttezza di linguaggio mantenuta per ampie parti del testo) 2,5
c) sufficiente (vocabolario di base, a volte generico; occasionali impropriet) 2
d) mediocre (lessico ristretto, approssimativo, sempre generico; registro informale; ripetizioni) 1,5
e) insufficiente (generale e diffusa impropriet di linguaggio; ripetizioni reiterate) 1
4. Sviluppo della traccia
a) pieno (sviluppa tutti i punti, alcuni in modo esauriente) 2,5
b) sufficiente (sviluppa essenzialmente tutti i punti) 2
c) appena sufficiente / mediocre (troppo breve) 1,5
d) alcune estese parti del testo non fuori traccia / non sono state sviluppate 1
5. Organizzazione della struttura del testo
a) chiara e coerente (il testo organicamente strutturato) 2,5
b) semplice, ma lineare (il testo sufficientemente strutturato) 2
c) confusa (almeno 2 paragrafi / argomenti non sono coerentemente disposti; incoerenze) 1,5
d) disorganica (argomenti casualmente disposti) 1
6. Capacit di argomentazione
a) significativa (presenta diversi spunti di approfondimento critico, anche personale e fondato) 2/3
b) apprezzabile (espone riflessioni pur convenzionali, ma coerenti) 1,5
c) modesta (superficiale capacit di riflessione / critica; riflessioni generiche o poco coerenti) 1
d) non apprezzabile (riflessione critica del tutto trascurata; interpretazioni del tutto scorrette) 0
SvILuPPO PROGettuALe DeL PIAnO DeLLOFFeRtA FORMAtIvA - (ARt. 3 DeL D.P.R. 275)
41
vaLUTazIONE COMpLESSIva pUNTEggIO IN QUINdICESIMI
(compresi punti intermedi)
CORRISpONdENza IN dECIMI
gravemente insufficiente 3 - 4 - 5 - 6 3 - 3
1
2 - 4
insufficiente - mediocre 7 - 8 - 9 4
1
2 - 5 - 5
1
2
sufficiente 10 6
buono 11 - 12 6
1
2 - 7 - 7
1
2
ottimo 13 - 14 8 - 8
1
2 - 9
eccellente 15 10
gRIgLIa pER La MISURazIONE E vaLUTazIONE dEI RIaSSUNTI
InDICAtORI e DeSCRIttORI 15/15
1. Correttezza ortografica
a) buona (nessun errore) 2
b) sufficiente (1 o 2 errori di ortografia non gravi) 1
d) insufficiente (errori gravi e ripetuti di ortografia) 0
2. Correttezza della sintassi e della punteggiatura
a) ottima (testo scorrevole, sciolto, periodi ben strutturati) 4
b) buona (si rilevano pochi o lievi errori che non compromettono la comprensione del significato) 3,5
c) sufficiente (1 o 2 brevi periodi incoesi; occasionali errori di punteggiatura) 3
d) mediocre (alcuni estesi periodi scorretti; punteggiatura scorretta in pi punti) 2
e) insufficiente (errori di sintassi ripetuti; punteggiatura del tutto inadeguata) 1
3. Rispetto dei limiti imposti (numero di parole o percentuale di sintesi)
a) rispettati pienamente 1
b) accettabile (scarto non superiore al 10%) 0,5
c) non rispettati (testo eccessivamente lungo e dettagliato / eccessivamente breve o sintetico) 0
4. Individuazione dei passaggi fondamentali (idee chiave delle sequenze o dei paragrafi costruttivi)
a) compresi efficacemente trasposti nel riassunto con perfetta rispondenza 3
b) compresi e correttamente trasposti (si accettano occasionali incoerenze) 2,5
c) sono stati mantenuti i passaggi pi importanti con poche incongruenze 2
d) confusa / imprecisa (almeno un terzo dei passaggi non stato mantenuto) 1,5
e) del tutto carente (almeno la met dei passaggi non stata mantenuta) 1
5. proporzione tra le parti (estensione delle sequenze originali ed estensioen delle relative sintesi)
a) equilibrata (non si rilevano sproporzioni tra le sequenze o tra i paragrafi) 2
b) nel complesso conforme alloriginale (sfasature o sproporzioni non significative) 1,5
c) poco equilibrata (si rilevano sproporzioni) 1
d) mancato rispetto dellequilibrio tra le parti 0
6. Uso del lessico
a) rielaborato in modo del tutto coerente ed efficace (opportuna scelta e buona elaborazione; c rispon-
denza al significato originale, ma non si ripetono frasi o sintagmi del testo)
3
b) buona rielaborazione con lievi o occasionali impropriet o irregolarit) 2,5
c) rielaborato in modo semplice, ma corretto (sufficiente elaborazione; poche impropriet; non si riscon-
trano lunghe sequenze di parole coincidenti con il testo originale)
2
d) rielaborato in modo incoerente o frammentario (adattamento mediocre; ripetute impropriet; in pi
punti si riscontrano copiature o estese coincidenze con il testo)
1,5
d) elaborazione molto carente (evidenti ed estese coincidenze con il testo; gravi impropriet) 1
L I C e O C L A S S I C O S tAtA L e - e MP e D O C L e
42
vaLUTazIONE COMpLESSIva pUNTEggIO IN QUINdICESIMI
(compresi punti intermedi)
CORRISpONdENza IN dECIMI
gravemente insufficiente 4 - 5 - 6 (3 - 3
1
2) - 4
insufficiente - mediocre 7 - 8 (4
1
2 - 4/5) - (5 - 5
1
2)
sufficiente 9 - 10 (5/6 - 6) - (6 - 6
1
2)
buono 11 - 12 (7 - 7
1
2)
ottimo 13 - 14 (8) - (8
1
2 - 9)
eccellente 15 10
gRIgLIa pER La MISURazIONE E vaLUTazIONE dEI TESTI dESCRITTIvI
InDICAtORI e DeSCRIttORI 15/15
1. Correttezza ortografica
a) buona (nessun errore) 1
b) sufficiente (1 o 2 errori di ortografia non gravi) 0,5
d) insufficiente (errori gravi e ripetuti di ortografia) 0
2. Correttezza della sintassi e della punteggiatura
a) ottima (testo scorrevole, sciolto, periodi ben strutturati) 3
b) buona (si rilevano pochi o lievi errori che non compromettono la comprensione del significato) 2,5
c) sufficiente (1 o 2 brevi periodi incoesi; occasionali errori di punteggiatura) 2
d) mediocre (alcuni estesi periodi scorretti; punteggiatura scorretta in pi punti) 1,5
e) insufficiente (errori di sintassi ripetuti; punteggiatura del tutto inadeguata) 1
3. Correttezza lessicale
a) ottima (scelta lessicale efficace e appropriata) 3
b) buona (correttezza di linguaggio mantenuta per ampie parti del testo) 2,5
c) sufficiente (vocabolario di base, a volte generico; occasionali impropriet) 2
d) mediocre (lessico ristretto, approssimativo, sempre generico; ripetizioni) 1,5
e) insufficiente (generale e diffusa impropriet di linguaggio; ripetizioni reiterate) 1
4. Sviluppo della traccia
a) pieno (sviluppa tutti i punti, alcuni in modo esauriente e con taglio particolare) 2,5
b) sufficiente (considera essenzialmente tutti i punti) 2
c) appena sufficiente / mediocre (troppo breve) 1,5
d) alcune estese parti non sono state sviluppate 1
5. Organizzazione della struttura del testo
a) chiara e coerente (il testo organicamente strutturato) 2,5
b) semplice, ma lineare (il testo sufficientemente strutturato) 2
c) confusa (alcune incoesioni) 1,5
d) disorganica (argomenti casualmente disposte) 1
6. Capacit di argomentazione
a) significativa (mira ad ottenere esiti di efficacia descrittiva) 2/3
b) apprezzabile (rispetta sostanzialmente le regole) 1,5
c) modesta (superficiale o poco curata capacit di descrizione) 1
d) non apprezzabile (descrizione generica / scorretta) 0
SvILuPPO PROGettuALe DeL PIAnO DeLLOFFeRtA FORMAtIvA - (ARt. 3 DeL D.P.R. 275)
43
vaLUTazIONE COMpLESSIva pUNTEggIO IN QUINdICESIMI
(compresi punti intermedi)
CORRISpONdENza IN dECIMI
gravemente insufficiente 4 - 5 - 6 (3 - 3
1
2) - 4
insufficiente - mediocre 7 - 8 (4
1
2 - 4/5) - (5 - 5
1
2)
sufficiente 9 - 10 (5/6 - 6) - (6 - 6
1
2)
buono 11 - 12 (7 - 7
1
2)
ottimo 13 - 14 (8) - (8
1
2 - 9)
eccellente 15 10
gRIgLIa pER La MISURazIONE E vaLUTazIONE dEI TESTI INFORMaTIvI / ESpOSITIvI
InDICAtORI e DeSCRIttORI 15/15
1. Correttezza ortografica
a) buona (nessun errore) 1
b) sufficiente (1 o 2 errori di ortografia non gravi) 0,5
d) insufficiente (errori gravi e ripetuti di ortografia) 0
2. Correttezza della sintassi e della punteggiatura
a) ottima (testo scorrevole, sciolto, periodi ben strutturati) 3
b) buona (si rilevano pochi o lievi errori che non compromettono la comprensione del significato) 2,5
c) sufficiente (1 o 2 brevi periodi incoesi; occasionali impropriet) 2
d) mediocre (alcuni estesi periodi scorretti; punteggiatura scorretta in pi punti) 1,5
e) insufficiente (errori di sintassi ripetuti; punteggiatura del tutto inadeguata) 1
3. Correttezza lessicale
a) ottima (scelta lessicale efficace e appropriata; registro linguistico adeguato) 3
b) buona (correttezza di linguaggio mantenuta per ampie parti del testo) 2,5
c) sufficiente (vocabolario di base, a volte generico; occasionali impropriet) 2
d) mediocre (lessico ristretto, approssimativo, mancato adeguamento al registro linguistico) 1,5
e) insufficiente (diffusa impropriet di linguaggio) 1
4. Sviluppo della traccia
a) ampio (tocca tutti i punti, alcuni in modo solidamente motivato) 2,5
b) sufficiente (esegue essenzialmente tutti i punti) 2
c) appena sufficiente / mediocre (informazione parziale) 1,5
d) insufficiente (alcuni punti sono stati totalmente trascurati) 1
5. Organizzazione della struttura del testo
a) chiara e organica (fonti utilizzate e rielaborate in modo attento e coerente) 2,5
b) semplice (scelta e rielaborazione dei dati non del tutto adeguata) 2
c) disordinata (uso e rielaborazione parziale e/o incoerente dei dati a disposizione) 1,5
d) molto carente (fonti utilizzate in modo inadeguato / non utilizzate) 1
6. Capacit di esposizione
a) efficace (presenta diversi spunti di approfondimento) 2/3
b) lineare (espone in modo coerente) 1,5
c) confusa (enunciazioni generiche o poco coerenti) 1
d) disarticolata (presentazione inadeguata o scorretta) 0
L I C e O C L A S S I C O S tAtA L e - e MP e D O C L e
44
LaTINO - gRECO
ProfiLo deLLe comPetenze in uscita
Iv ginnasio
Saper comprendere e tradurre dei semplici e brevi
brani dimostrando:
di aver compreso complessivamente il significato del
testo;
di saper riconoscere e tradurre in forma adeguata le
strutture morfo-sintattiche presenti;
di saper rendere il testo in esame in forma italiana cor-
retta e scorrevole, grazie ad una adeguata padronanza
lessicale.
v ginnasio
Saper comprendere e tradurre dei semplici brani dau-
tore dimostrando:
di aver compreso complessivamente il significato del
testo;
di saper riconoscere e tradurre in forma adeguata le
strutture morfo-sintattiche presenti;
di saper rendere il testo in esame in forma italiana cor-
retta e scorrevole, grazie ad una adeguata padronanza
lessicale.
Possedere un congruo bagaglio lessicale.
Avere padronanza delle strutture morfo-sintattiche stu-
diate
TRagUaRdI pER LO SvILUppO dELLE COMpETENzE
1. Creazione delle basi indispensabili per una conoscenza
approfondita e consapevole delle lingue classiche nel
loro sviluppo.
2. Sviluppo delle capacit espressive, logiche ed interpre-
tative.
3. Acquisizione della consapevolezza che lo studio delle
lingue classiche strumento essenziale per la cono-
scenza delle culture antiche.
4. Sviluppo delle capacit di cogliere, attraverso la lettura
e lanalisi dei testi, i motivi ideali che ispirarono quelle
civilt ed hanno contribuito alla formazione della no-
stra, in un rapporto di continuit.
5. Coscienza del patrimonio comune alle lingue indoeuro-
pee per una coscienza della comune matrice europea.
ObIETTIvI SpECIFICI dI appRENdIMENTO
1. Acquisizione dei prerequisiti necessari allo studio delle
lingue classiche.
2. Conoscenza delle forme e delle strutture linguistiche.
CONTENUTI ORgaNIzzaTI IN MOdULI
Iv gINNaSIO v gINNaSIO
COMpETENzE LINgUISTIChE COMpETENzE LINgUISTIChE
primo trimestre:
M.1. Alfabeto e pronuncia. elementi di fonetica.
M. 2. Morfologia del nome e del verbo. elementi di sin-
tassi
pentamestre:
M. 1. Morfologia del nome, del verbo, dellaggettivo. ele-
menti di sintassi.
M. 2. Morfologia del nome, del verbo, dellaggettivo e del
pronome. elementi di sintassi.
M. 2 Parti invariabili del discorso. elementi di sintassi del
periodo.
primo trimestre:
M. 1. Completamento della morfologia del verbo. Sintassi
della proposizione.
M. 2. Completamento della morfologia del verbo. Sintassi
del periodo. elementi della sintassi dei casi.
pentamestre:
M. 1. Completamento della morfologia del verbo. Sintassi
del periodo. elementi della sintassi dei casi.
M. 2. Completamento della morfologia del verbo. Sintassi
del periodo. elementi della sintassi dei casi e del verbo.
M. 3 Completamento della morfologia del verbo. Sintassi
del periodo. elementi della sintassi dei casi e del verbo.
COMpETENzE TESTUaLI COMpETENzE TESTUaLI
primo trimestre:
M.1. Lettura di passi di autori di prosa o poesia con sem-
plici elementi di contestualizzazione.
pentamestre:
M.1. Lettura di passi di autori di prosa o poesia con sem-
plici elementi di contestualizzazione.
primo trimestre:
M.1. Lettura di passi di autori di prosa o poesia con sem-
plici elementi di contestualizzazione.
pentamestre:
M.1. Lettura di passi di autori di prosa o poesia con sem-
plici elementi di contestualizzazione.
METOdOLOgIa
Alle metodologie didattiche tradizionalmente utilizzate
quali la lezione frontale, il metodo induttivo e deduttivo, i
dibattiti, i gruppi di lavoro, le attivit di ricerca, si aggiun-
geranno la didattica multimediale, la navigazione iperte-
stuale con accesso a reti formali e informali, la peer edu-
cation, aula decentrata.
aCCOgLIENza
esplicitazione delle finalit del Liceo Classico.
Acquisizione formale dei prerequisiti cognitivi e relazionali.
Stimoli a dinamiche di gruppo per favorire socializzazione
e formazione del gruppo classe. Formalizzazione di un
patto di lavoro allinterno della classe.
Frequenti dialoghi guidati per motivare o rimotivare.
SvILuPPO PROGettuALe DeL PIAnO DeLLOFFeRtA FORMAtIvA - (ARt. 3 DeL D.P.R. 275)
SOSTEgNO E RECUpERO
A livello cognitivo:
Interventi di recupero individualizzati in itinere.
Pause didattiche.
Pronto soccorso didattico.
Interventi sul metodo di studio.
A livello affettivo-relazionale:
interventi personali (o con laiuto di esperti) sulla rimo-
tivazione allo studio.
STRUMENTI dIdaTTICI
Libri di testo in formato misto
Dizionari
Dispense
LIM
Motori di ricerca
Strumenti audiovisivi
vERIFIChE E vaLUTazIONE
La valutazione, in quanto strumento di diagnosi, orienta-
mento, conoscenza di s, valorizzazione delle capacit, uso
formativo dellinsuccesso, deve :
essere finalizzata a sostenere, motivare, orientare, va-
lorizzare la crescita e lapprendimento;
essere tesa alla promozione ed alla valorizzazione delle
capacit e delle caratteristiche individuali;
essere comunicata agli alunni nei suoi valori positivi e
nelle sue intenzioni costruttive
essere trasparente e chiara;
rendere consapevole lalunno degli errori, aiutandolo
ad affrontare i propri insuccessi con serenit al fine di
motivarlo al superamento degli stessi.
nella valutazione del profitto scolastico si dovr tener
conto dei seguenti indicatori:
livelli di partenza;
partecipazione al dialogo educativo;
frequenza scolastica;
impegno, assiduit e metodo di studio;
livello di conoscenze e competenze acquisite;
capacit di rielaborazione individuale.
Il grado di acquisizione delle conoscenze, abilit e compe-
tenze sar misurato attraverso:
prove di ingresso;
produzioni orali e scritte;
questionari ed esercizi applicativi;
osservazioni in itinere della crescita culturale ed umana
dellalunno.
nel primo trimestre verranno effettuate almeno due prove
di verifica in classe variamente strutturate, nel pentame-
stre almeno tre. Gli elaborati corretti, con il voto riportato,
dovranno essere dati in visione agli alunni entro un tempo
congruo al fine di dare un significato formativo alla discus-
sione/valutazione degli stessi.
Si prevedono almeno due verifiche orali nel primo trime-
stre, almeno tre nel pentamestre, mediante colloqui, ten-
denti ad accertare le conoscenze acquisite, la padronanza
e la ricchezza lessicale, le capacit rielaborative dei mate-
riali acquisiti. Ciascun alunno, al di l delle verifiche tem-
poranee su argomenti parziali o specifici, dovr possedere
una visione organica del lavoro svolto.
Potranno essere utilizzati come momenti di verifica ed ele-
menti di valutazione autonomi anche occasionali interventi
dal posto degli alunni al dialogo educativo.
Per rendere omogenea la valutazione del profitto degli
alunni, il dipartimento adotta per le prove scritte le se-
guenti griglie di valutazione:
45
SChEda dI vaLUTazIONE dELLE pROvE SCRITTE dI LaTINO E gRECO
Indicatori punti punti ass. descrittori
Il senso stato colto in modo completo 5
Il senso stato colto in modo completo pur con qualche imprecisione 4,5
Il senso stato colto in modo completo pur con qualche lieve errore 4
Il senso stato colto pur con qualche errore che non ne compromette la comprensione 3,5
Il senso complessivo stato colto nonostante alcuni travisamenti 3
Il senso in alcuni passi stato compromesso da travisamenti isolati 2,5
Il senso stato colto in modo parziale e frammentario 2
Comprensione lacunosa e frammentaria e/o traduzione incompleta 1,5
Comprensione gravemente lacunosa e frammentaria 1
Senso del tutto travisato e lacunoso 0,5
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Precisa e completa 3
esatta ma con qualche imprecisione 2,5
Complessivamente adeguata 2
Limitata ma essenziale 1,5
Incompleta 1
Incompleta e superficiale 0,5
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Linguaggio fluido e resa completa del testo 2
Linguaggio sufficientemente fluido e scelte lessicali pertinenti 1,5
Linguaggio stentato e pesantemente condizionato dalla sintassi del latino /greco 1
La ricodificazione in lingua italiana del testo incomprensibile o inesistente 0,5 R
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voto ./10
L I C e O C L A S S I C O S tAtA L e - e MP e D O C L e
METOdOLOgIa
Alle metodologie didattiche tradizionalmente utilizzate
quali la lezione frontale, il metodo induttivo e deduttivo, i
dibattiti, i gruppi di lavoro, le attivit di ricerca, si aggiun-
geranno la didattica multimediale, la navigazione iperte-
stuale con accesso a reti formali e informali, la peer edu-
cation, aula decentrata.
aCCOgLIENza
esplicitazione delle finalit del Liceo Classico.
Acquisizione formale dei prerequisiti cognitivi e relazionali.
Stimoli a dinamiche di gruppo per favorire socializzazione
46
gEOSTORIa/CITTadINaNza E COSTITUzIONE
ProfiLo deLLe comPetenze in uscita
Iv ginnasio
1. Orientarsi con interesse nello spazio e nel tempo, indi-
viduando le tematiche e le problematiche comuni tra
storia antica e presente.
2. leggere carte geografiche e immagini su cui elaborare sem-
plici osservazioni di attualit geopolitica ed economica.
3. analizzare un sistema territoriale, cogliendo le relazioni
tra elementi fisici e antropici.
4. orientarsi sui concetti generali relativi alle istituzioni
statali, ai sistemi politici e giuridici
v ginnasio
1. Riconoscere i caratteri di un fenomeno storico (cause,
elementi fondanti, dettagli, conseguenze);
2. riconoscere gli aspetti politici, sociali, economici, reli-
giosi e culturali di un evento complesso;
3. confrontare tra loro istituzioni e fenomeni storici, co-
gliendo analogie e differenze;
4. riconoscere la durata e lambito (locale, regionale, na-
zionale) di un fenomeno storico.
5. rilevare, sotto i mutamenti veloci degli eventi nel mondo
contemporaneo a livello internazionale, le strutture di
lunga durata e i processi generali di un cambiamento.
6. trarre spunti per riflessioni geografiche dalla lettura di
testi letterari e dalla visione di film.
7. orientarsi sui concetti generali relativi alle istituzioni
statali, ai sistemi politici e giuridici.
TRagUaRdI pER LO SvILUppO dELLE COMpETENzE
1. Maturare le necessarie competenze per una vita civile
attiva e responsabile.
2. Comprensione del cambiamento e della diversit dei
tempi storici in una dimensione diacronica, attraverso
il confronto fra epoche e, in una dimensione sincronica,
attraverso il confronto fra aree geografiche e culturali.
3. Acquisizione di un metodo rigoroso di indagine a par-
tire da fonti e da testimonianze.
4. Sensibilizzazione ai valori della diversit attraverso
leducazione ai principi di pace, solidariet e tolleranza
tra i diversi popoli di realt geopolitiche diverse.
ObIETTIvI SpECIFICI dI appRENdIMENTO
1. Consapevolezza della complessit dei fatti storici e dei
fattori che li determinano.
2. Individuazione dei caratteri distintivi di un sistema di
cui vanno colti gli aspetti politici, economici, sociali e
culturali e anche le loro reciproche relazioni.
3. Conoscenza e confronto delle caratteristiche peculiari
delle civilt dei popoli antichi.
4. Acquisizione del linguaggio tecnico specifico che per-
metta una chiara comprensione dei testi storici.
5. Acquisizione della capacit di lettura delle carte stori-
che.
6. Conoscenza dei fondamenti del nostro ordinamento
costituzionale
7. Conoscenza delle strutture economiche, sociali, politi-
che e culturali; comprensione dei loro rapporti con il
territorio.
8. Acquisizione di un linguaggio specifico della disciplina.
9. Acquisizione della capacit di lettura delle carte geo-
grafiche e rappresentazioni grafiche.
CONTENUTI ORgaNIzzaTI IN MOdULI
Iv gINNaSIO v gINNaSIO
COMpETENzE STORICO-SOCIaLI COMpETENzE STORICO-SOCIaLI
primo trimestre:
M.1. La preistoria/ecosistemi ed ambiente.
M. 2. Le principali civilt dellet del bronzo/nord Africa e
Medio Oriente.
M. 3. Le principali civilt dellet del ferro/europa.
pentamestre:
M. 1.Le origini della civilt greca/Principali elementi di car-
tografia/ Famiglia, societ, Stato.
M. 2.Let classica/Asia/La nascita del Diritto.
M. 3. Lellenismo/Asia centrale ed estremo Oriente/La Co-
stituzione Italiana.
M. 4. LItalia pre-romana /Italia.
M. 5. La storia e la civilt di Roma fino allet repubblicana/
Lurbanesimo/Diritti e doveri del cittadino.
primo trimestre:
M. 1. La tarda et repubblicana/La globalizzazione. Le mi-
grazioni/Istituzioni politiche, giuridiche, sociali ed econo-
miche nazionali.
M. 2. et imperiale/La questione demografica e lo svi-
luppo sostenibile.
M. 3. La crisi dellimpero e let tardoantica/Le lingue del
mondo.
pentamestre:
M. 1. Lalto medioevo, monachesimo e potere temporale
della Chiesa in Occidente/ nord America.
M. 2. La civilt islamica/Le religioni del mondo/ Problema-
tiche relative allintegrazione e alla tutela dei diritti umani.
M. 3. Limpero carolingio/America del Sud.
M. 4. Il sistema feudale /Oceania.
SvILuPPO PROGettuALe DeL PIAnO DeLLOFFeRtA FORMAtIvA - (ARt. 3 DeL D.P.R. 275)
e formazione del gruppo classe.
Formalizzazione di un patto di lavoro allinterno della
classe.
Frequenti dialoghi guidati per motivare o rimotivare.
SOSTEgNO E RECUpERO
A livello cognitivo:
Interventi di recupero individualizzati in itinere.
Pause didattiche.
Pronto soccorso didattico.
Interventi sul metodo di studio.
A livello affettivo-relazionale:
interventi personali (o con laiuto di esperti) sulla rimo-
tivazione allo studio.
STRUMENTI dIdaTTICI
Libri di testo in formato misto
Dizionari
Dispense
LIM
Motori di ricerca
Strumenti audiovisivi
vERIFIChE E vaLUTazIONE
La valutazione, in quanto strumento di diagnosi, orienta-
mento, conoscenza di s, valorizzazione delle capacit, uso
formativo dellinsuccesso, deve :
essere finalizzata a sostenere, motivare, orientare, va-
lorizzare la crescita e lapprendimento;
essere tesa alla promozione ed alla valorizzazione delle
capacit e delle caratteristiche individuali;
essere comunicata agli alunni nei suoi valori positivi e
nelle sue intenzioni costruttive
essere trasparente e chiara;
rendere consapevole lalunno degli errori, aiutandolo
ad affrontare i propri insuccessi con serenit al fine di
motivarlo al superamento degli stessi.
nella valutazione del profitto scolastico si dovr tener
conto dei seguenti indicatori:
livelli di partenza;
partecipazione al dialogo educativo;
frequenza scolastica;
impegno, assiduit e metodo di studio;
livello di conoscenze e competenze acquisite;
capacit di rielaborazione individuale.
Il grado di acquisizione delle conoscenze, abilit e compe-
tenze sar misurato attraverso:
prove di ingresso;
produzioni orali e scritte;
questionari ed esercizi applicativi;
osservazioni in itinere della crescita culturale ed umana
dellalunno.
Si prevedono almeno due verifiche orali nel primo trime-
stre, almeno tre nel pentamestre, mediante colloqui e/o
prove strutturate tendenti ad accertare le conoscenze ac-
quisite, la padronanza e la ricchezza lessicale, le capacit
rielaborative dei materiali acquisiti. Ciascun alunno, al di
l delle verifiche temporanee su argomenti parziali o spe-
cifici, dovr possedere una visione organica del lavoro
svolto.
Potranno essere utilizzati come momenti di verifica ed ele-
menti di valutazione autonomi anche occasionali interventi
dal posto degli alunni al dialogo educativo.
NOdI dI RaCCORdO TRa dISCIpLINE
EpISTEMOLOgICaMENTE aFFINI
Il percorso del Liceo Classico indirizzato allo studio della
civilt classica e della cultura umanistica. Favorisce una for-
mazione letteraria, storica e filosofica idonea a compren-
derne il ruolo nello sviluppo della civilt e della tradizione
occidentali e nel mondo contemporaneo attraverso nodi
di raccordo tra discipline epistemologicamente affini sotto
un profilo simbolico, antropologico e di confronto di valori.
Favorisce lacquisizione dei metodi propri degli studi classici
e umanistici, allinterno di un quadro culturale che con-
sente di cogliere le intersezioni tra i saperi e di elaborare
una visione critica della realt. Lo studente, attraverso lo
studio dellitaliano, della geostoria, del latino, del greco e
dellinglese, approfondisce e sviluppa conoscenze e abilit
e matura competenze necessarie per lesercizio di una cit-
tadinanza attiva.
aTTIvIT E pROgETTI CURRICOLaRI
Ed EXTRaCURRICOLaRI
Progetto lettura Incontro con lautore
tour verghiano e del Gattopardo
Progetto di scrittura creativa
Progetto nazionale sullart. 9 della Costituzione per
lesercizio della cittadinanza attiva
Biblioteca di classe
Progetto teatro in lingua inglese
visione rappresentazioni classiche
Certamina
visite guidate
viaggi di istruzione
Partecipazione a convegni, conferenze e concorsi
47
MaTERIE LETTERaRIE E LaTINO a051 - LaTINO E gRECO a052
SECONdO bIENNIO
FINaLIT EdUCaTIvE
Consapevolezza della specificit e complessit del fe-
nomeno letterario, come espressione della civilt di un
paese e come forma di conoscenza del reale anche at-
traverso le vie del simbolico e dellimmaginario.
Conoscenza diretta dei testi sicuramente rappresenta-
tivi del patrimonio letterario italiano ed europeo.
Padronanza del mezzo linguistico nella ricezione e nella
produzione orale e scritta.
Sviluppo di una coscienza critica e civica, che dia ai gio-
vani la possibilit di rapportarsi alla realt in cui vivono
con atteggiamenti di piena comprensione, che ne favo-
riscano linserimento al suo interno.
pROFILO dELLE COMpETENzE IN USCITa
Sapere utilizzare in maniera esaustiva la lingua italiana
in tutti i suoi aspetti per produrre significative comuni-
cazioni orali e scritte.
L I C e O C L A S S I C O S tAtA L e - e MP e D O C L e
Saper cogliere ed elaborare interconnessioni tra me-
todo e contenuti delle discipline.
Saper comprendere testi complessi di diverse tipologie.
Saper individuare i rapporti di contiguit, di alterit con
le lingue e le culture antiche e moderne.
Saper confrontare tradizioni letterarie, storiche, filoso-
fiche e artistiche di culture differenti.
Saper condurre ricerche, risolvere problemi in situa-
zioni nuove individuando possibili procedimenti di ri-
soluzione.
48
CONTENUTI ORgaNIzzaTI IN MOdULI
I LICEO II LICEO
CULTURa CULTURa
pRIMO TRIMESTRE
MOD.0 Accoglienza
MOD. 1 La poesia comico realistica.
MOD. 2 ll Dolce Stil novo.
MOD. 3 Dante
MOD. 4 Petrarca
pENTaMESTRE
MOD. 1 Boccaccio
MOD. 2 umanesimo
MOD. 3 Rinascimento e Ariosto
MOD. 4 Machiavelli
MOD. 5 Guicciardini
MOD. 6 Questione della lingua
pRIMO TRIMESTRE
MOD.0 Accoglienza e recupero del programma non svolto
il precedente anno scolastico.
MOD. 1 Machiavelli
MOD. 2 Guicciardini
MOD. 3 Questione della lingua
MOD. 4 Crisi del rinascimento
pENTaMESTRE
MOD. 1 tasso
MOD. 2 Il Barocco (Marino e Galilei)
MOD. 3 Il settecento e lilluminismo
MOD. 4 LArcadia
MOD. 5 Goldoni
MOD.6 Parini
MOD. 7 Alfieri
MOD.8 neoclassicismo e preromanticismo.
MOD. 9 Foscolo
LabORaTORIO dI SCRITTURa LabORaTORIO dI SCRITTURa
pRIMO TRIMESTRE
Analisi di un testo poetico
pENTaMESTRE
Analisi di un testo in prosa
Il testo argomentativo
pRIMO TRIMESTRE
Il saggio breve.
pENTaMESTRE
Lettura e analisi di un romanzo
LabORaTORIO SULLa dIvINa COMMEdIa LabORaTORIO SULLa dIvINa COMMEdIa
Lettura e analisi di almeno dieci canti dellinferno lettura e analisi di otto canti del purgatorio
gRIgLIa dI vaLUTazIONE pER gLI ELabORaTI SCRITTI
(secondo le tipologie della Prima Prova)
1. Conoscenze: possedere i dati concernenti largomento
in oggetto.
2. Competenze: formulare un elaborato coerente al suo
interno, con i contenuti e con le norme relative delle
diverse tipologie testuali (analisi del testo, articolo, sag-
gio breve, relazione, lettera, intervista).
3. Competenze di scrittura: possedere una compe-
tenza linguistica e comunicativa (precisione termi-
nologica, correttezza formale, scioltezza espres-
siva).
CONOSCENzE
Livello di prestazione voto in decimi
elaborato privo dei dati relativi allargomento in oggetto o con dati gravemente errati 1-3
elaborato con un numero esiguo di dati o con informazioni lacunose 3.5-4.5
elaborato con contenuti imprecisi o generici 5-5.5
elaborato che presenta un numero adeguato di dati pertinenti allargomento in oggetto. 6
elaborato che presenta una discreta articolazione di contenuti. 6.5-7
elaborato fornito di contenuti ampi e coerenti con largomento 7,5-8.5
elaborato che denota una conoscenza ampia, approfondita e completa dei dati relativi allargomento
in oggetto.
9-10
SvILuPPO PROGettuALe DeL PIAnO DeLLOFFeRtA FORMAtIvA - (ARt. 3 DeL D.P.R. 275)
COMpETENzE
Livello di prestazione voto in decimi
elaborato incoerente con la traccia e la tipologia testuale, disorganico nella sua articolazione 1-3
elaborato disordinato nella sua articolazione e poco coerente con la traccia e con la tipologia testuale. 3.3-4.5
elaborato solo parzialmente attinente alla traccia e alla tipologia testuale; presenza di alcune debolezze
logiche
5-5.5
elaborato fornito di sostanziale coerenza logica e pertinenza alla traccia e alla tipologia testuale 6
elaborato rispondente alle norme relative alle diverse tipologie testuali, dotato di chiarezza e coerenza
logica.
6.6-7
elaborato pienamente pertinente alla traccia e alla tipologia testuale, organico e coerente nellartico-
lazione dei contenuti
7.5-8-5
elaborato pienamente rispondente alle richieste della traccia e della tipologia testuale, fornito di ar-
gomentazioni complete e articolate e di collegamenti interdisciplinari.
9-10
49
COMpETENzE dI SCRITTURa
Livello di prestazione voto in decimi
elaborato con numerosi e gravi errori morfosintattici, impropriet lessicali, pesantezza espressiva. 1-3
elaborato con alcuni errori formali, scelte lessicali non pertinenti, periodare faticoso. 3.5-4-5
elaborato con alcune imprecisioni non gravi e impropriet nellesposizione 5-5.5
elaborato sostanzialmente corretto e lineare nella forma 6
elaborato corretto nella forma e nella scelta lessicale, dotato di un periodare lineare e scorrevole. 6.6-7
elaborato caratterizzato da propriet di linguaggio e da forma efficace. 7.5-8.5
elaborato espresso con propriet lessicale e forma incisiva e originale. 9-10
NUCLEI ESSENzIaLI dEL pROgRaMMa dI LaTINO
I LICEO II LICEO
CULTURa CULTURa
pRIMO TRIMESTRE
MOD.0 Accoglienza
MOD.1 Quadro storico dellet arcaica
MOD. 2 Autori e generi dellet arcaica
MOD. 3 Il teatro: PLAutO
pENTaMESTRE
MOD.1 Il teatro: teRenZIO
MOD.2 La satira e Lucilio
MOD. 3 Quadro storico dellet di Cesare
MOD.4 Catullo, con analisi di brani in lingua originale
MOD. 5 La storiografia: CeSARe, con analisi di brani in lin-
gua originale
MOD.6 SALLuStIO, con analisi di brani in lingua originale
MOD. 7 Loratoria: CICeROne, con analisi di brani in lingua
originale
pRIMO TRIMESTRE
MOD.0 Accoglienza e recupero del programma non svolto
il precedente anno scolastico.
MOD. 1 Cicerone: le opere politiche e filosofiche,
con analisi di brani in lingua originale
MOD.2 LuCReZIO con analisi di brani in lingua originale
MOD. 3 Quadro storico dellet augustea
pENTaMESTRE
MOD. 1 vIRGILIO con analisi di brani in lingua originale
MOD. 2 ORAZIO con analisi di brani in lingua originale
MOD.3 La storiografia: LIvIO
MOD.4 Gli elegiaci
LabORaTORIO dI TRadUzIONE LabORaTORIO dI TRadUzIONE
pRIMO TRIMESTRE
Analisi, interpretazione, traduzione di brani tratti dalle
opere di: Cesare
pENTaMESTRE
Analisi, interpretazione, traduzione di brani tratti dalle
opere di: Sallustio Cicerone
pRIMO TRIMESTRE
Analisi, interpretazione, traduzione di brani tratti dalle
opere di: Cicerone
pENTaMESTRE
Analisi, interpretazione, traduzione di brani tratti dalle
opere di: Livio Curzio Rufo
RIFLESSIONE SULLa LINgUa RIFLESSIONE SULLa LINgUa
Ripresa dei nuclei fondamentali della morfologia e della
sintassi
elementi di prosodia e metrica
esametro
Distico elegiaco
Ripresa dei nuclei fondamentali della sintassi
elementi di metrica relativi alla lettura delle opere di Ora-
zio
L I C e O C L A S S I C O S tAtA L e - e MP e D O C L e
50
NUCLEI ESSENzIaLI dEL pROgRaMMa dI gRECO
I LICEO II LICEO
CULTURa CULTURa
pRIMO TRIMESTRE
MOD.0 Accoglienza
MOD. 1 Quadro storico dellet arcaica
MOD. 2 La poesia epica
MOD. 3 OMeRO con analisi di brani in lingua originale
MOD. 4 esiodo
pENTaMESTRE
MOD. 1 La lirica con analisi di brani in lingua originale
MOD. 2 I giambografi: Archiloco, Ipponatte, Semonide
MOD. 3 Gli elegiaci: tirteo, Mimnermo, Solone
MOD. 4 La lirica monodica: Alceo, Saffo
MOD. 5 La lirica corale: Simonide, Pindaro, Bacchilide
pRIMO TRIMESTRE
MOD.0 Accoglienza e recupero del programma non svolto
il precedente anno scolastico.
MOD. 1 Quadro storico dellet classica
MOD. 2 Origine e caratteri della tragedia
MOD. 3 eschilo
MOD. 4 Sofocle
PENTaMESTRE
MOD. 1 euripide
MOD. 2 La commedia e Aristofane
MOD. 3 La storiografia
MOD. 4 erodoto, con analisi di brani in lingua originale
MOD. 5 tucidide, con analisi di brani in lingua originale
MOD.6 Loratoria
MOD.7 Lisia, con analisi di brani in lingua originale
LabORaTORIO dI TRadUzIONE LabORaTORIO dI TRadUzIONE
pRIMO TRIMESTRE
Analisi, interpretazione, traduzione di brani tratti dalle
opere di: esopo Apollodoro
pENTaMESTRE
Senofonte Luciano
pRIMO TRIMESTRE
Analisi, interpretazione, traduzione di brani tratti dalle
opere di: erodoto tucidide
pENTaMESTRE
Analisi, interpretazione, traduzione di brani tratti dalle
opere di: Lisia Demostene
RIFLESSIONE SULLa LINgUa RIFLESSIONE SULLa LINgUa
Ripresa dei nuclei fondamentali della morfologia e della
sintassi
elementi di prosodia e metrica
esametro
Distico elegiaco
Strofa alcaica
Strofa saffica
Ripresa dei nuclei fondamentali della sintassi
SChEda dI vaLUTazIONE dELLE pROvE SCRITTE dI LaTINO E gRECO
Indicatori punti punti ass. descrittori
Il senso stato colto in modo completo 5
Il senso stato colto in modo completo pur con qualche lieve errore. 4,5
Il senso stato colto pur con qualche errore che non ne compromette la comprensione. 4
Il senso complessivo stato colto nonostante alcuni travisamenti. 3,5
Il senso in alcuni passi stato compromesso da travisamenti isolati. 3
Il senso stato colto in modo parziale e frammentario. 2
Comprensione lacunosa e frammentaria e/o traduzione incompleta 1,5
Comprensione gravemente lacunosa e frammentaria 1
Senso del tutto travisato e lacunoso 0,5
Precisa e completa 3
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Precisa e completa 3
esatta ma con qualche imprecisione 2,5
Complessivamente adeguata 2
Limitata ma essenziale 1,5
Incompleta 1
Incompleta e superficiale 0,5
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Linguaggio fluido e resa completa del testo 2
Linguaggio sufficientemente fluido e scelte lessicali pertinenti 1,5
Linguaggio stentato 1
Linguaggio pesantemente condizionato dalla sintassi del latino /greco 0,5
La ricodificazione in lingua italiana del testo incomprensibile o inesistente. 0
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SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
STRUMENTI PER LA RILEVAZIONE DELLA
SITUAZIONE INIZIALE E fINALE PER LA VERIfICA
E LA VALUTAZIONE DEI PERCORSI DIDATTICI.
Verranno effettuate due prove di verifica scritta e due di
verifica orale nel primo trimestre; almeno tre saranno le
prove di verifica scritta e tre quelle di verifica orale da at-
tuare durante il pentamestre. Gli strumenti delle verifiche,
oltre ai tradizionali elaborati scritti e ai colloqui, potranno
essere:
Test
Questionari
Prove strutturate e semistrutturate
Lavori di ricerca
Accoglienza
Acquisizione formale dei prerequisiti cognitivi e rela-
zionali.
Esplicitazione delle finalit del Liceo Classico
Frequenti dialoghi guidati per motivare o rimotivare.
Potenziamento
Laboratori per lapprofondimento di tematiche lettera-
rie
Laboratori linguistici finalizzati alla partecipazione ai
Certamina
RECUPERO
Pause didattiche
Recupero in itinere
QUINTO ANNO
Finalit educative
Consapevolezza della specificit e complessit del fe-
nomeno letterario, come espressione della civilt di un
paese e come forma di conoscenza del reale anche at-
traverso le vie del simbolico e dellimmaginario.
Conoscenza diretta dei testi sicuramente rappresenta-
tivi del patrimonio letterario italiano ed europeo.
Diretto accesso alla letteratura e ai testi collocati in un
preciso contesto storico culturale e in una tradizione di
forme letterarie, che trasformate, sopravvivono nelle
letterature moderne.
Padronanza del mezzo linguistico nella ricezione e nella
produzione orale e scritta.
Sviluppo di una pi matura coscienza critica e civica,
che dia ai giovani la possibilit di rapportarsi alla realt
in cui vivono con atteggiamenti di piena comprensione,
che ne favoriscano linserimento al suo interno.
Profilo delle competenze in uscita
Sapere utilizzare in maniera esaustiva la lingua italiana
in tutti i suoi aspetti per produrre significative comuni-
cazioni orali e scritte.
Saper cogliere ed elaborare interconnessioni tra me-
todo e contenuti delle discipline.
Saper individuare lorganizzazione di un testo ampio e
complesso per elaborare testi funzionali a precise fina-
lit e situazioni comunicative.
Saper individuare il contesto storico comparato che ha
prodotto i testi operando confronti interculturali e in-
terdisciplinari.
Saper cogliere levoluzione della lingua e della cultura
italiana per stabilire raffronti con le lingue e le culture
antiche e per scoprire, in esse, le radici del pensiero oc-
cidentale.
Saper utilizzare gli strumenti bibliografici per ampliare
le informazioni linguistiche e letterarie entrando in re-
lazione con le biblioteche e i centri di ricerca.
Possedere un metodo di lavoro idoneo ad affrontare gli
studi universitari e laggiornamento continuo nella pro-
spettiva delleducazione permanente.
51
NUCLEI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI ITALIANO
CULTURA LABORATORIO DI SCRITTURA LAB. SULLA DIVINA COMMEDIA
PRIMO TRIMESTRE
MOD.0 Accoglienza e recupero del
programma non svolto il precedente
anno scolastico.
MOD.1 Il romanticismo
MOD.2 Manzoni
MOD. 3 Leopardi
PENTAMESTRE
MOD.1 Verga e il Verismo
MOD.2 Il decadentismo
MOD.3 Pascoli e DAnnunzio
MOD. 4 Pirandello e Svevo
MOD.5 Il crepuscolarismo, il futurismo
MOD. 6 Lermetismo
MOD. 7 Ungaretti e Quasimodo
MOD. 8 Montale e Saba
PRIMO TRIMESTRE
Laboratorio sulla prosa e sulla lirica
del novecento
PENTAMESTRE
Laboratorio sulle diverse tipologie di
scrittura previste dallEsame di Stato.
Lettura e analisi di sette canti del Pa-
radiso
SCHEDA Di ITALIANO
Griglia di valutazione per gli elaborati scritti
Secondo le tipologie della Prima Prova
4. Conoscenze: possedere i dati relativi allargomento in
oggetto.
5. Competenze: formulare un elaborato coerente al suo
interno, con i contenuti e con le norme relative delle
diverse tipologie testuali (analisi del testo, articolo, sag-
gio breve, relazione, lettera, intervista).
6. Competenze di scrittura: possedere una competenza
linguistica e comunicativa (precisione terminologica,
correttezza formale, scioltezza espressiva).
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
52
COMPETENZE
Livello di prestazione Voto in decimi
Elaborato incoerente con la traccia e la tipologia testuale, disorganico nella sua articolazione 1-3
Elaborato disordinato nella sua articolazione e poco coerente con la traccia e con la tipologia testuale. 3.3-4.5
Elaborato solo parzialmente attinente alla traccia e alla tipologia testuale; presenza di alcune debolezze
logiche
5-5.5
Elaborato fornito di sostanziale coerenza logica e pertinenza alla traccia e alla tipologia testuale 6
Elaborato rispondente alle norme relative alle diverse tipologie testuali, dotato di chiarezza e coerenza
logica.
6.6-7
Elaborato pienamente pertinente alla traccia e alla tipologia testuale, organico e coerente nellartico-
lazione dei contenuti
7.5-8-5
Elaborato pienamente rispondente alle richieste della traccia e della tipologia testuale, fornito di ar-
gomentazioni complete e articolate e di collegamenti interdisciplinari.
9-10
CONOSCENZE
Livello di prestazione Voto in decimi
Elaborato privo dei dati relativi allargomento in oggetto o con dati gravemente errati 1-3
Elaborato con un numero esiguo di dati o con informazioni lacunose 3.5-4.5
Elaborato con contenuti imprecisi o generici 5-5.5
Elaborato che presenta un numero adeguato di dati pertinenti allargomento in oggetto. 6
Elaborato che presenta una discreta articolazione di contenuti. 6.5-7
Elaborato fornito di contenuti ampi e coerenti con largomento 7,5-8.5
Elaborato che denota una conoscenza ampia, approfondita e completa dei dati relativi allargomento
in oggetto.
9-10
COMPETENZE DI SCRITTURA
Livello di prestazione Voto in decimi
Elaborato con numerosi e gravi errori morfosintattici, impropriet lessicali, pesantezza espressiva. 1-3
Elaborato con alcuni errori formali, scelte lessicali non pertinenti, periodare faticoso. 3.5-4-5
Elaborato con alcune imprecisioni non gravi e impropriet nellesposizione 5-5.5
Elaborato sostanzialmente corretto e lineare nella forma 6
Elaborato corretto nella forma e nella scelta lessicale, dotato di un periodare lineare e scorrevole. 6.6-7
Elaborato caratterizzato da propriet di linguaggio e da forma efficace. 7.5-8.5
Elaborato espresso con propriet lessicale e forma incisiva e originale. 9-10
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
53
NUCLEI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI LATINO
CULTURA LABORATORIO DI TRADUZIONE RIfLESSIONE SULLA LINGUA
PRIMO TRIMESTRE
MOD.0 Accoglienza e recupero del programma non
svolto il precedente anno scolastico.
MOD.1 Quadro storico dellet giulio-claudia
MOD.2 Seneca, con analisi di brani in lingua originale
MOD. 3 Lepica e Lucano
MOD.4 Petronio
MOD. 5 La satira: Persio e Giovenale
PENTAMESTRE
MOD. 1 Quadro storico dellet dei Flavi
MOD.2 Plinio il Vecchio
MOD.3 Quintiliano
MOD. 4 Lepigramma e Marziale
MOD.5 Quadro storico degli imperatori per adozione
MOD.6 Plinio il Giovane
MOD.7 Tacito, con analisi di brani in lingua originale
MOD. 8 Quadro storico del secondo secolo
MOD. 9 Apuleio
MOD.10 Caratteri generali della letteratura cristiana
MOD. 11 Agostino, con analisi di brani in lingua ori-
ginale
MOD.12 Ambrogio e/o Tertulliano
PRIMO TRIMESTRE
Analisi, interpretazione, tradu-
zione di brani tratti dalle opere
di:
Seneca
Petronio
PENTAMESTRE
Analisi, interpretazione, tradu-
zione di brani tratti dalle opere
di:
Quintiliano
Tacito
Apuleio
Approfondimenti di sintassi
NUCLEI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI GRECO
CULTURA LABORATORIO DI TRADUZIONE RIfLESSIONE SULLA LINGUA
PRIMO TRIMESTRE
MOD.0 Accoglienza e recupero del programma non
svolto il precedente anno scolastico.
MOD. 1 Quadro storico dellet ellenistica
MOD.2 La commedia nuova e Menandro
MOD.3 Callimaco
MOD.4 Lepica e Apollonio Rodio
MOD.5 Analisi di brani in lingua originale tratti da
opere di Platone.
PENTAMESTRE
MOD.1 analisi di un numero di versi significativi in lin-
gua originale tratti da una tragedia a scelta.
MOD.2 La poesia bucolica e Teocrito
MOD.3 Lepigramma
MOD.4 La storiografia ellenistica e Polibio
MOD.5 Quadro storico dellet greco-romana
MOD.6 La crisi della retorica e lAnonimo del Sublime
MOD.7 La seconda sofistica e Luciano
MOD.8 Il romanzo, caratteri generali
MOD.9 Cenni sul nuovo testamento
PRIMO TRIMESTRE
Analisi, interpretazione, tradu-
zione di brani tratti dalle opere
di:
Platone
Aristotele
PENTAMESTRE
Analisi, interpretazione, tradu-
zione di brani tratti dalle opere
di:
Isocrate
Demostene
Approfondimenti di sintassi
Ripresa delle nozioni di me-
trica; il trimetro
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
STRUMENTI PER LA RILEVAZIONE DELLA
SITUAZIONE INIZIALE E fINALE PER LA VERIfICA
E LA VALUTAZIONE DEI PERCORSI DIDATTICI.
Saranno effettuate due prove di verifica scritta e due di ve-
rifica orale nel primo trimestre; almeno tre saranno le
prove di verifica scritta e tre quelle di verifica orale da at-
tuare durante il pentamestre. Gli strumenti delle verifiche,
oltre ai tradizionali elaborati scritti e ai colloqui, potranno
essere:
Test
Questionari
Prove strutturate e semistrutturate
Lavori di ricerca
Accoglienza
Acquisizione formale dei prerequisiti cognitivi e rela-
zionali.
Esplicitazione delle finalit del Liceo Classico
Frequenti dialoghi guidati per motivare o rimotivare.
Potenziamento
Laboratori per lapprofondimento di tematiche letterarie
Laboratori linguistici finalizzati alla partecipazione ai
Certamina
RECUPERO
Pause didattiche
Recupero in itinere
54
SCHEDA DI VALUTAZIONE DELLE PROVE SCRITTE DI LATINO E GRECO
Indicatori Punti Punti ass. Descrittori
Il senso stato colto in modo completo 5
Il senso stato colto in modo completo pur con qualche lieve errore. 4,5
Il senso stato colto pur con qualche errore che non ne compromette la comprensione. 4
Il senso complessivo stato colto nonostante alcuni travisamenti. 3,5
Il senso in alcuni passi stato compromesso da travisamenti isolati. 3
Il senso stato colto in modo parziale e frammentario. 2
Comprensione lacunosa e frammentaria e/o traduzione incompleta 1,5
Comprensione gravemente lacunosa e frammentaria 1
Senso del tutto travisato e lacunoso 0,5
C
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Precisa e completa 3
Esatta ma con qualche imprecisione 2,5
Complessivamente adeguata 2
Limitata ma essenziale 1,5
Incompleta 1
Incompleta e superficiale 0,5
C
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Linguaggio fluido e resa completa del testo 2
Linguaggio sufficientemente fluido e scelte lessicali pertinenti 1,5
Linguaggio stentato 1
Linguaggio pesantemente condizionato dalla sintassi del latino /greco 0,5
La ricodificazione in lingua italiana del testo incomprensibile o inesistente. 0
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Voto ./10
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
DESCRIZIONE DEL BIENNIO
Finalit
Lo studio della lingua inglese ha, come obiettivo primario,
quello di sviluppare nello studente la consapevolezza della
lingua stessa come mezzo di comunicazione e veicolo di
una cultura diversa.
Obiettivi orali e scritti della disciplina
Il dipartimento ritiene che gli obiettivi da raggiungere al
termine del 1 biennio siano identificabili con gli obiettivi
del livello B1 del Quadro Comune di Riferimento Europeo
Competenze
Utilizzare una lingua straniera per i principali scopi comu-
nicativi ed operativi.
Capacit/Abilit
Comprendere i punti principali di messaggi, sia scritti che
orali, brevi lettere, istruzioni, pubblicit, annunci semplici
e chiari su argomenti di interesse personale, quotidiano,
sociale o professionale.
Comprendere brevi testi di tipo antologico-letterario.
Ricercare informazioni allinterno dei testi di breve esten-
sione di interesse personale, quotidiano, sociale o profes-
sionale
Produrre semplici testi scritti e orali , dapprima di tipo in-
formativo poi descrittivo, riguardanti esperienze ed eventi
relativi allambito personale e sociale.
Utilizzare in modo adeguato le strutture morfosintattiche.
Interagire in conversazioni brevi e semplici su temi di inte-
resse personale, quotidiano, sociale o professionale.
Scrivere brevi testi di interesse personale, quotidiano so-
ciale o professionale.
Scrivere semplici testi su tematiche coerenti con i percorsi di
studio rispettando le convenzioni determinate dal contesto.
Riflettere sui propri atteggiamenti, sulla propria lingua e
cultura in rapporto allaltro in contesti multiculturali.
Conoscenza
Lessico di base su argomenti di vita quotidiana, sociale e
professionale.
Uso del dizionario bilingue.
Uso di Internet.
Lavoro in coppia e/o piccolo gruppo.
Coesione e coerenza del testo.
Regole grammaticali fondamentali.
Pronuncia ed intonazione corrette e comprensibili di un re-
pertorio di parole e frasi memorizzate di uso comune.
Semplici modalit di scrittura: messaggi brevi, lettera in-
formale, email, brevi resoconti.
Struttura essenziale del testo funzionale.
Cultura (intesa come linsieme dei diversi modi di vivere e
dei valori di una comunit) e civilt dei paesi di cui si studia
la lingua.
Obiettivi minimi
In accordo con i livelli del Framework Europeo, il diparti-
mento ritiene che gli obiettivi minimi di uscita al 1 biennio,
in vista anche dellinnalzamento dellobbligo scolastico,
debbano identificarsi con il livello B1, che prevede che gli
allievi riescano a comprendere frasi isolate ed espressioni
di uso
NUCLEI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA
CONTENUTI 1 BIENNIO - 1 anno
Contenuti: (85% del monte orario complessivo = circa 85
ore)
Modulo starter o di revisione. Tempo: 9 ore
Il modulo contiene test dingresso, strutture, funzioni
e lessico essenziali per una partenza sicura nel biennio
e si propone di stabilire un contatto ai fini dellorienta-
mento e dellomogeneizzazione delle conoscenze
Modulo 1: Around the world. Build up A-B-C-D. Unit
1. Tempo: 14 ore + 5 ore progetto teatro.
Learn how
Giving information about people
Talking about families
Talking about school
Describing people (physical description)
Talking about possessions
Talking about dates
Talking about the house
Saying where things are
Talking about daily routines
Telling the time
Talking about the house
Modulo 2: Possessions-Going places. Units 2-3.
Tempo: 14 ore+ 5 ore progetto teatro.
Learn how
Saying how often you do things
Talking about likes and dislikes
Asking for and giving opinions
Writing an Internet profile
Asking for information about a place
Asking for and giving directions
Talking about the weather
Talking about temporary activities
Talking about the present
Modulo 3: Look good, feel good-Names and Places.
Units 4-5. Tempo 19 ore.
Learn how
Agreeing and disagreeing
Talking about food and quantity
Talking about diet
Talking about lifestyle
Ordering food
Talking about prices
Talking about the past
Talking about place and date of birth
Writing a biography
Modulo 4: Ambition-Life in numbers. Units 6-7. Tempo
19 ore.
Learn how
55
INGLESE A346
Docenti: Proff.ssa Giovanna Castellano - Prof.ssa Valentina Lauricella - Prof. Antonino Mangione
Prof.ssa Maria CristinaVindigni - Coordinatrice: Prof.ssa Annamaria Casalicchio
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
Asking for permission and making requests
Talking about jobs
Writing a formal letter
Saying numbers and years
Making predictions
Talking about personality
Talking about future intention
Talking about intentions and arrangements
Talking recent events
CONTENUTI 1 BIENNIO - 2 anno
Contenuti: (85% del monte orario complessivo = circa 85
ore)
Modulo starter o di revisione. Tempo: 9 ore
Il modulo contiene test dingresso, strutture, funzioni
e lessico essenziali gi presentate nel primo anno
Modulo 1: Face to face. TV. Units 1 e 2. Tempo: 19 ore.
Learn how
Talking about frequency
Remind and advise
Describing a friend (physical description)
Compare opinions
Talking about television
Modulo 2: Disposable world. Life on line. Units 3 e 4.
Tempo: 19 ore
Learn how
Talking about quantity
Make comparison
Writing an e mail to a newspaper
Talking about experiences
Modulo 3: Youre a star. School life. Take action . Units
5, 6 e 7.Tempo:19 0re
Learn how
Talking about qualities
Talking about diet
Talking about lifestyle
Ordering events
Agreeing and disagreeing
Making suggestions
Writing a formal letter
Modulo 4: Film and fiction. Art. Units 8 e 9. Tempo:19
ore
Learn how
Doing a quiz
Making predictions
Talking about wishes and likes
Recommending and expressing preferences
Le attivit sopra indicate copriranno l85% del monte orario
complessivo. Il restante 15% sar dedicato al consegui-
mento di obiettivi integrativi: approfondimenti o progetto
teatro in lingua inglese con la compagnia Erasmus o Pal-
ketto Stage.
Metodologia - strumenti didattici e di verifica
Lapproccio adottato sar di tipo comunicativo attraverso
lutilizzo del metodo nozionale-funzionale. Il materiale
nuovo verr presentato in modo da suscitare interesse con
luso di video, dialoghi, materiali di ascolto vario, libro di
testo, dizionari, testi di attualit tratti da riviste, laboratorio
linguistico, Internet e LIM (lavagna interattiva multime-
diale).
Si potranno utilizzare lezioni frontali e/o attivit di gruppo
e in pair, guidate e non, cui seguiranno attivit di conso-
lidamento ricerca e produzione. Inoltre, la startegia da uti-
lizzare in classe deve prevedere dei momenti di feed back
in italiano, soprattutto quando si tratti di stratti della spie-
gazione delle strutture grammaticali. Questo tipo di stra-
tegia mira a creare e consolidare la base della conoscenza
grammaticale, perch in mancanza di un tale lavoro nel I
Biennio le difficolt degli allievi nel corso del II Biennio e del
V anno saranno destinate ad aumentare.
Periodicit delle verifiche
Per ogni parte di programma verranno svolte verifiche orali
e scritte al fine di conoscere, in itinere, il livello di appren-
dimento degli argomenti. In ogni classe verranno svolte al-
meno due verifiche scritte per il I trimestre e almeno tre
per il pentamestre che testino le diverse competenze e abi-
lit acquisite. Tutte le componenti (competenza linguistica
e competenza comunicativa) avranno uguale importanza
nella valutazione delle prove scritte. Sar effettuato un con-
gruo numero di verifiche orali per trimestre e per il penta-
mestre, sempre tenendo naturalmente conto delle varie
verifiche di tipo formativo (interventi, osservazioni, esecu-
zione delle attivit in classe e a casa) nelle prove orali si
porr particolare attenzione alla competenza comunica-
tiva.
Le verifiche periodiche, scritte e orali a livello formativo e
sommativo saranno di tipo strutturato, semi-strutturato e
libero.
La valutazione terr conto:
Del profilo psicologico dellalunno;
Dei livelli di partenza;
Del progresso;
Dellattenzione;
Della partecipazione;
Delle capacit organizzative;
Della situazione generale della classe.
SECONDO BIENNIO
Monte orario complessivo: 99 ore
Classe 1
OBIETTIVI fORMATIVI
Conoscenze
1. Arricchimento della competenza comunicativa in L2.
2. Avvio alla comprensione interculturale sviluppata attra-
verso lo studio della civilt straniera e della sua cultura.
3. Educazione linguistica in rapporto comparativo siste-
matico con la lingua italiana.
4. Miglioramento del metodo di studio autonomo.
Abilit
Gli alunni saranno avviati a:
1. individuare i nuclei fondanti ed i processi evolutivi della
letteratura straniera;
2. riconoscere i generi letterari e le costanti che li carat-
terizzano;
3. comprendere, analizzare ed intraprendere i testi lette-
rari da un punto di vista formale;
4. effettuare confronti con la letteratura italiana, con altre
letterature e con altre discipline;
5. esprimere opinioni personali motivandole;
6. organizzare processi di apprendimento autonomo in
unottica interculturale
56
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
Contenuti
Modulo 1: Language consolidation. Approfondimento e
consolidamento di strutture, funzioni e lessico essenziali
per un adeguato potenziamento della capacit comunica-
tiva. (Tempo: 25 ore).
Modulo 2: I generi letterari: la Poesia. (Tempo: 10 ore).
Modulo3: Il medioevo e Chaucer.(Tempo: 15 ore).
Modulo 4: I generi letterari: il Teatro.(Tempo: 10 ore).
Modulo 5: Il Rinascimento: Il contesto storico,sociale e cul-
turale. Alcuni autori a scelta tra Shakespeare, Marlowe,
Donne.(Tempo:25 ore).
Le attivit sopra indicate copriranno l85 % del monte ora-
rio complessivo. Il restante 15 % sar dedicato al consegui-
mento di obiettivi integrativi (approfondimento,progetti,
ecc.) che verranno formulati in sede dei singoli Consigli di
classe, dopo aver individuato i bisogni formativi della classe
ed analizzato le richieste degli alunni e dei genitori.
Metodologia
Analisi testuale.
Percorsi tematici.
Testo- autore-contesto e/o viceversa.
Mezzi
Libri di testo, audio e video cassette, fotocopie, aula infor-
matica.
Verifica e valutazione
Verifiche periodiche scritte e orali a livello formativo e som-
mativi di tipo strutturato e libero.
La valutazione terr conto dei seguenti elementi:
Profilo psicologico dellallievo;
Livelli di partenza;
Impegno;
Progresso;
Attenzione e Partecipazione;
Capacit organizzative;
Situazione generale della classe.
Standard minimi per I.D.E.I.
1. Riconoscere e sapere parlare di due dei generi letterari:
il teatro e la poesia.
2. Individuare e saper parlare nelle linee generali dello svi-
luppo della letteratura straniera studiata dal medioevo
al 600.
3. Riconoscere e saper parlare delle caratteristiche gene-
rali di un testo letterario riconducendole allautore e
alle tematiche da lui trattate.
4. Produrre testi scritti di argomento letterario quali rispo-
ste a questionari,semplici commenti, riassunti e com-
pletamento di brani.
5, Operare semplici collegamenti sia con la letteratura ita-
liana che con altre discipline.
57
GRIGLIA DI VALUTAZIONE PROVA SCRITTA LINGUA INGLESE
Indicatori
Punteggio ai
diversi livelli
Descrittori di livello
Lespressione presenta gravi e numerosi errori 1
Si esprime in modo scorretto pur se comprensibile; usa un lessico improprio 2
Lesposizione presenta solo alcuni errori; usa un lessico ancora un po limitato, ma corretto 3
Si esprime con fluidit e con buona coesione sintattica, pur con occasionali incertezze; usa un
lessico appropriato 4
Si esprime con fluidit, con buona coesione sintattica e correttezza formale. Usa un registro
linguistico appropriato. 5
P
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non aderente alla traccia e produce scarsa documentazione 1
non ha capito la consegna e mostra una limitata conoscenza dellargomento 2
Ha capito la consegna e presenta unaccettabile conoscenza dellargomento 3
Ha capito la consegna e sostiene le sue tesi con conoscenza dellargomento 4
Ha capito la consegna e sostiene le sue tesi con ottima conoscenza dellargomento. 5
C
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(
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)
non sa organizzare il discorso e/o si contraddice 1
Svolge il discorso in modo frammentario o incompleto 2
Svolge il discorso in modo schematico ma sostanzialmente completo 3
Svolge il discorso in modo articolato e completo 4
Argomenta in modo ben organizzato logico e convincente. 5
C
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Totale .......
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
Recupero
Il controllo dei compiti svolti a casa e il veloce ripasso quo-
tidiano degli argomenti precedentemente presentati sa-
ranno momenti per monitorare la corretta assimilazione
dei contenuti proposti e nella eventualit di una acquisi-
zione imperfetta, far seguito una fase di rinforzo e di re-
cupero ( in itinere) con ulteriori esercizi, spiegazioni e pro-
duzioni individuali, gli studenti saranno indirizzati verso le
attivit organizzate dallistituto.
Nodi di raccordo tra discipline
epistemologicamente affini
Le competenze della lingua inglese hanno carattere tra-
sversale e servono ad individuare e costruire dei percorsi
di lavoro comuni allinterno di varie discipline.
Il percorso del Liceo Classico indirizzato allo studio della
civilt classica e della cultura umanistica. Favorisce una for-
mazione letteraria, storica e filosofica idonea a compren-
derne il ruolo nello sviluppo della civilt e della tradizione
occidentale e nel mondo contemporaneo attraverso nodi
di raccordo tra discipline epistemologicamente affini sotto
un profilo simbolico, antropologico e di confronto di valori.
Favorisce lacquisizione dei metodi propri degli studi classici
e umanistici, allinterno di un quadro culturale che con-
sente di cogliere le intersezioni tra i saperi e di elaborare
una visione critica della realt. Lo studente, attraverso lo
studio dellitaliano, della geostoria, del latino, del greco e
dellinglese, approfondisce e sviluppa conoscenze e abilit
e matura competenze necessarie per lesercizio di una cit-
tadinanza attiva.
58
Voto
Comprensione
Produzione
Contenuti
Morfosintassi
Lessico
fluency
Pronuncia
1 - 2
Scarsissima la compren-
sione e produzione di
messaggi e informazioni
Scarsissima la cono-
scenza dei contenuti
Scarsissima la cono-
scenza della morfosin-
tassi e del lessico
Esposizione molto sten-
tata con numerosi e
gravi errori di pronuncia
3
Gravi difficolt nella
comprensione e produ-
zione di messaggi e in-
formazioni
Molto frammentaria e li-
mitata la conoscenza dei
contenuti
Uso della morfosintassi
con gravi errori e lessico
molto inadeguato
Esposizione molto im-
pacciata e contorta con
pronuncia scorretta
4
Frammentaria e carente
la comprensione e pro-
duzione di messaggi e in-
formazioni
Contenuti molto limitati
e decisamente inade-
guati
Uso scorretto della mor-
fosintassi e del lessico
Esposizione difficoltosa
e poco chiara; scorretta
la pronuncia
5
Incompleta e parziale la
comprensione e produ-
zione di messaggi e in-
formazioni
Lacunosi e modesti i
contenuti
Incerta la conoscenza
delle strutture linguisti-
che e del lessico
Poco scorrevole lesposi-
zione con errori di pro-
nuncia
6 - 61/2
Essenziale ma accetta-
bile la comprensione e
produzione di messaggi
e informazioni
Adeguata ma non appro-
fondita la conoscenza
dei contenuti
Conoscenza globale ma
non approfondita della
morfosintassi e del les-
sico
Esposizione semplice,
ma abbastanza scorre-
vole con qualche errore
nella pronuncia
7 - 71/2
Abbastanza completa la
comprensione e produ-
zione di messaggi e in-
formazioni
Appropriata la cono-
scenza dei contenuti
Corretto luso delle strut-
ture linguistiche e del
lessico
Sicura lesposizione pur
se con qualche inesat-
tezza nella pronuncia
8 - 81/2
Completa la compr. /
prod. di messaggi e infor-
mazioni
Sicura la conoscenza dei
contenuti
Uso sicuro e preciso
della morfosintassi e del
lessico
Fluente e chiara lesposi-
zione con qualche impre-
cisione
9 - 91/2
Completa e precisa la
compr./prod.di messaggi
e informazioni
Approfondita la cono-
scenza dei contenuti
Ampia la conoscenza
della morfosintassi e del
lessico
Sicura e personale
lesposizione
10
notevole la capacit di
compr./prod.di messaggi
e informazioni
Approfondita, ampia e
personale la conoscenza
dei contenuti
Estremamente appro-
priato luso della morfo-
sintassi e del lessico
Esposizione molto
fluente e articolata;
eventuali imprecisioni ir-
rilevanti
Voto complessivo attribuito alla prova: ______________
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLE PROVE ORALI DI INGLESE - BIENNIO
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
ATTIVITA E PROGETTI CURRICULARI ED EXTRA
CURRICULARI INERENTI ALLE DISCIPLINE DELLASSE
Progetto teatro in lingua inglese Inside a stage
Top up your English
I like a Rolling Stone
ATTIVITA E PROGETTI CURRICULARI
ED EXTRA CURRICULARI DELLA DISCIPLINA.
Inside a stage
Inside a stage un progetto che mira a utilizzare il lin-
guaggio teatrale e lespressione artistica come strumento
didattico. Si pone come obiettivo di far avvicinare i gio-
vani al teatro contribuendo a formarli a questa cultura, di
sensibilizzarli alle tematiche attuali scegliendo testi ade-
guati e di trasmettere loro quei valori sociali e morali che
in ogni epoca il teatro ha rappresentato. I gruppi normal-
mente coinvolti sono le 4 e le 5 ginnasiali. Il lavoro pre-
vede la seguente organizzazione: scelta, lettura e com-
prensione del testo teatrale, studio attento e memorizza-
zione della pronuncia, partecipazione alla rappresenta-
zione teatrale.
Top up your English
Il Liceo Classico Empedocle offre agli alunni lopportunit
di approfondire e di misurare i loro progressi in lingua in-
glese organizzando dei corsi pomeridiani di 50 ore con in-
segnanti di madre lingua. Alla fine di questo percorso, gli
studenti hanno possibilit, se lo richiedono, di certificare
le loro competenze linguistiche acquisite sostenendo degli
esami con Enti Certificatori esterni accreditati come tali
presso il MIUR (Trinity College, Cambridge).
I like a Rolling Stone
Il progetto vuole sviluppare un approccio didattico innovativo
nellinsegnamento della lingua straniera presentando alcune
canzoni dei Rolling Stones soprattutto perch, questanno, ri-
corre il 50 della nascita del gruppo. Le canzoni avranno un
impatto positivo sullapprendimento in genere e in partico-
lare sullapprendimento della lingua inglese. Luso didattico
della canzone permetter allinsegnante di coinvolgere tutti
gli studenti applicando una forma di didattica integrata.
Visite guidate
Viaggi di istruzione
Partecipazione a convegni, conferenze e concorsi
59
STORIA E fILOSOfIA A037
COORDINATORE: Prof Giuseppe BURGIO SEGRETARIA: Prof.ssa Mary DAlessandro
PROGRAMMAZIONE DIPARTIMENTO
STORIA E fILOSOfIA
OBIETTIVI SPECIfICI DI APPRENDIMENTO
Al termine degli studi liceali, lo studente dovr avere ac-
quisito le competenze qui di seguito elencate, attraverso il
raggiungimento degli obiettivi individuati nelle aree speci-
ficate dal PECUP.
AREA METODOLOGICA
OBIETTIVI COMPETENZE
Acquisire un metodo autonomo e flessibile
Conduce autonomamente ricerche e risolve problemi in
situazioni nuove.
AREA LOGICO ARGOMENTATIVA
OBIETTIVI COMPETENZE
Padroneggiare strumenti espressivi e argomentativi.
Ragiona con rigore logico ed utilizza gli strumenti espres-
sivi ed argomentativi in distinti contesti comunicativi.
AREA LINGUISTICA E COMUNICATIVA
OBIETTIVI COMPETENZE
Padroneggiare la lingua italiana
Comprende testi differenti per natura e complessit.
Espone con linguaggio adeguato ai contesti e agli scopi co-
municativi.
AREA STORICO-UMANISTICA
OBIETTIVI COMPETENZE
Conoscere la storia dItalia inserita nel contesto occiden-
tale.
Conoscere gli aspetti fondamentali della tradizione sto-
rica,filosofica e scientifica italiana ed europea.
Comprende il divenire storico che ha portato allafferma-
zione progressiva dei diritti fondamentali delluomo e del
cittadino.
Sa collocare nel tempo e nello spazio gli avvenimenti, i
contesti e i personaggi.
Confronta tradizioni storiche, scientifiche e filosofiche dif-
ferenti.
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
METODOLOGIA
I docenti di storia e filosofia stabiliranno tempi e modalit
di ripartizione del carico di lavoro domestico compatibil-
mente con gli impegni della classe e coi carichi provenienti
dai colleghi delle altre discipline in modo pragmatico e fles-
sibile.
STRUMENTI DIDATTICI E DI VERIfICA
I docenti procederanno con verifiche agili e frequenti, in
modo da calibrare in itinere la programmazione, ci al
fine di comunicare alle famiglie i risultati dei processi co-
gnitivi e formativi raggiunti dgli alunni. Oltre alle verifiche
condotte mediante colloqui si utilizzeranno altri stru-
menti: osservazioni sistematiche; dialogo continuo; inter-
venti personali degli alunni; questionari strutturati e se-
mistrutturati, prove scritte sul modello della terza prova
dellEsame di Stato. Il Dipartimento stabilir, nel corso
dellanno scolastico, date, tipologie e modalit di prove
simulate da realizzare nelle tre classi in funzione degli
Esami di Stato.
PERIODICITA DELLE VERIfICHE
Tutte le verifiche terranno conto degli obiettivi program-
mati. Si proceder con verifiche sul programma correlate
alla scansione delle U.D., contemporaneamente saranno
effettuate sistematiche osservazioni sulla partecipazione,
linteresse e produzione orale mostrati dagli studenti .
VALUTAZIONE
Si rimanda, per i criteri di valutazione ai criteri generali del POF.
RECUPERO E/O SOSTEGNO
Gli alunni in difficolta di apprendimento e/o ritardo sa-
ranno sostenuti attraverso iniziative di recupero e orienta-
mento anche per lacquisizione di un efficace metodo di
studio.
NODI DI RACCORDO TRA
DISCIPLINE EPISTEMOLOGICAMENTE AffINI
Si stabiliranno, allinterno dei Consigli di classe, alcune te-
matiche da trattare in modo pluridisciplinare in accordo
con i docenti di materie epistemologicametne affini.
ATTIVITA E PROGETTI CURRICULARI ED
EXTRACURRICULARI INERENTI ALLE DISCIPLINE DELLASSE
Certamen Bruniano e altre iniziative simili. Riproporre un
incontro con le universit di Palermo o Pisa; temaica pos-
sibile: La mediazione dellaristotelismo nelloccidente me-
dioevale tramite la cultura arabo/ispanica.
VISITE GUIDATE E VIAGGI DISTRUZIONE
COERENTI CON LE DISCIPLINE DELLASSE
Si ritiene imprescindibile una visita guidata a Palermo in-
dividuando nella prof.ssa Anna La China una guida per con-
tinuare lo studio della civilt arabo/normanna.
60
CONTENUTI ORGANIZZATI IN MODULI E U.D. E INDICAZIONE DEI TEMPI DI ATTUAZIONE / STORIA
I LICEO II LICEO III LICEO
Settembre-Dicembre
Rinascita dellXI secolo fino allav-
vento delle monarchie territoriali e
delle signorie
Gennaio-Marzo
Dalle scoperte geografiche alla Ri-
forma protestante e cattolica
Marzo-Giugno
Dalla crisi dellunita religiosa europea
allaffermazione dellassolutismo in
Francia e la Rivoluzione inglese
LEuropa del 700; Illuminismo e ri-
forme .
Let delle rivoluzioni: la rivoluzione
industriale; la rivoluzione americana;
la rivoluzione francese.
Let napoleonica.
La Restaurazione e il Romanticismo.
Le Rivoluzioni nazionali e liberali.
Il pensiero politico in Italia nellet
del Risorgimento.
Il 48 in Europa.
La Rivoluzione industriale e il movi-
mento operaio nel XIX secolo. Luni-
ficazione nazionale in Italia e in Ger-
mania.
I governi della Destra e della Sinistra.
Dal Liberismo al protezionismo.
Let dellimperialismo.
Let giolittiana e la crisi dello stato li-
berale; la prima guerra mondiale e la
rivoluzione bolscevica.
Let dei totalitarismi e delle democra-
zie.
LItalia fascista
La seconda guerra mondiale.
Il dopoguerra:
La politica dei blocchi;
La guerra fredda;
La decolonizzazione;
LItalia repubblicana
CONTENUTI ORGANIZZATI IN MODULI E U.D. E INDICAZIONE DEI TEMPI DI ATTUAZIONE / fILOSOfIA
I LICEO II LICEO III LICEO
Settembre-Dicembre
Dalle origini a Platone (metafisica e
politica)
Gennaio-Marzo
Da Aristotele allet ellenistica, neo-
platonismo e patristica
Marzo-Giugno
Agostino, Tommaso e la crisi della
Scolastica
Umanesimo e Rinascimento; la rivo-
luzione scientifica.
Il pensiero politico nellet moderna;
La filosofia del metodo; empirismo e
razionalismo.
LIlluminismo.
Il Criticismo .
Romanticismo ed Idealismo.
Le opposizioni allIdealismo: Schopen-
hauer e Kierkegaard.
La Sinistra hegeliana
Marx
Il Positivismo (cenni). nietzsche .
Freud.
Problemi ed autori della filosofia del
900.
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
DIPARTIMENTO DI MATEMATICA E fISICA
MATEMATICA
Coordinatore: prof. Michele Gaglio
Segretario: prof. Calogero Carbone
Primo Biennio: IV e V Ginnasio
Secondo Biennio: I e II Liceo
Quinto Anno: III Liceo
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
TEMI E PERCORSI DIDATTICI
SCELTE METODOLOGICHE
MEZZI E RISORSE
TEMPI
VALUTAZIOnE
fISICA
Coordinatore: prof. Michele Gaglio
Segretario prof. Calogero Carbone
Secondo biennio: III Liceo e VI Liceo
Quinto Anno: V Liceo
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
TEMI E PERCORSI DIDATTICI
SCELTE METODOLOGICHE
MEZZI E RISORSE
TEMPI
VALUTAZIOnE
PROGRAMMAZIOnE DI MATEMATICA
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
1. Condurre autonomamente ricerche e risolvere pro-
blemi in situazioni nuove;
2. Cogliere ed elaborare interconnessioni tra metodi e
contenuti delle discipline;
3. Esprimersi in modo appropriato;
4. Utilizzare la terminologia tipica del pensiero matema-
tico;
5. Saper applicare le procedure apprese nelle attivit di
laboratorio;
6. Saper individuare i possibili procedimenti di risolu-
zione;
7. Utilizzare le tecniche e le procedure del calcolo aritme-
tico ed algebrico;
8. Confrontare ed analizzare figure geometriche;
9. Analizzare dati ed interpretarli sviluppando deduzioni
e ragionamenti sugli stessi con lausilio di rappresenta-
zioni grafiche;
10. Utilizzare criticamente gli strumenti informatici.
CAPACIT 1 BIENNIO
Classe Quarto Ginnasio
1. Comprendere il significato di operazione nei diversi in-
siemi numerici.
2. Comprendere il significato di potenza; calcolare po-
tenze e applicarne propriet.
3. Risolvere brevi espressioni nei diversi insiemi numerici.
4. Risolvere sequenze di operazioni e problemi sosti-
tuendo alle variabili letterali i valori numerici,
5. Riconoscere i principali enti, figure e luoghi geometrici
e descriverli con linguaggio appropriato
6. Individuare le propriet essenziali delle figure e ricono-
scerle in situazioni concrete.
7. Comprendere i principali passaggi logici di una dimo-
strazione
8. Saper creare e archiviare un file Elaborare un testo in
formato Word
Classe Quinto Ginnasio
1. Risolvere semplici problemi diretti ed inversi
2. Risolvere equazioni di primo grado e verificare la cor-
rettezza dei procedimenti utilizzati.
3. Acquisire un maggiore rigore logico al fine di migliorare
le capacit espressive riguardo i concetti acquisiti.
4. Fornire conoscenze teoriche e competenze operative
proprie della disciplina, utilizzabili in ambiti diversi del
sapere.
5. Individuare le propriet essenziali delle figure e ricono-
scerle in situazioni concrete.
TEMI E PERCORSI DIDATTICI 1 BIENNIO
Classe Quarto Ginnasio
Algebra:
numeri relativi con sviluppo delle propriet formali ed
operazioni relative
Monomi e polinomi ed operazioni relative; divisione
con la regola di Ruffini.
Espressioni algebriche.
Geometria :
Enti fondamentali e significato dei termini:assioma,teo-
rema,definizione.
Uguaglianza tra figure piane.
Rette perpendicolari e rette parallele
Informatica :
Gestione File;
Elaborazione di test con lutilizzo del Word.
Classe Quinto Ginnasio
Algebra:
Scomposizione in fattori primi di un polinomio
Frazioni algebriche
Equazioni e disequazioni di I grado.
Geometria:
Quadrilateri e parallelogrammi
Circonferenza e cerchio
Poligoni iscritti e circoscritti
Equivalenza tra figure piane
Teoremi di Euclide e Pitagora
Informatica :
Elaborazione foglio elettronico
CAPACIT 2 BIENNIO
Classe Primo Liceo
1. Comprendere il significato logico-operativo di rapporto
e grandezza derivata.
2. Dedurre regole di calcolo per la risoluzione di quesiti di
algebra
Classe Secondo Liceo
1, Collegare argomenti di algebra ad argomenti di geome-
61
MATEMATICA E fISICA A049
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
tria analitica;
2. Esporre con maggiore rigore e linguaggio appropriato
definizioni,propriet e teoremi studiati.
3. Sviluppo delle capacit di astrazione.
TEMI E PERCORSI DIDATTICI 2 BIENNIO
Classe Primo Liceo
Algebra:
sistemi lineari;disequazioni e sistemi di disequazioni di
1grado .
radicali aritmetici e generalit sui radicali algebrici
equazioni e disequazioni di II grado e di grado supe-
riore.
sistemi di equazioni e disequazioni di 2 grado; sistemi
simmetrici.
Geometria piana:
grandezze e loro misura; cenni sui numeri irrazionali;
rapporti e proporzioni tra grandezze; teorema di Talete
ed applicazioni; la similitudine; triangoli e poligoni simili.
cenni sulla rettificazione della circonferenza e quadra-
tura del cerchio
Classe Secondo Liceo
Algebra:
equazioni esponenziali e logaritmi;cenni sulle progres-
sioni aritmetiche e geometriche.
Geometria analitica:
il piano cartesiano; rappresentazione di una funzione;
studio della retta, della parabola e della circonferenza.
Geometria dello spazio:
rette e piani nello spazio; perpendicolarit e paralleli-
smo nello spazio; diedri e poliedri; solidi di rotazione.
Capacit 5 anno
Classe Terzo Liceo
1. Operare con gli angoli e con le funzioni goniometriche;
2. Risolvere specifici problemi con applicazioni delle tri-
gonometria;
3. Esporre con maggiore rigore e linguaggio appropriato
definizioni,propriet e teoremi studiati.
4. Sviluppo delle capacit di astrazione.
TEMI E PERCORSI DIDATTICI 5 ANNO
Classe Terzo Liceo
Trigonometria piana
Goniometria; funzioni goniometriche; relazioni tra
archi associati; equazioni goniometriche; risoluzioni dei
triangoli rettangoli e dei triangoli qualunque; applica-
zioni alla trigonometria per la risoluzione di qualche
problema.
Geometria solida:
Equivalenza tra solidi; il principio di Cavalieri; volumi
dei solidi studiati.
Scelte metodologiche :
Le metodologie e strategie didattiche individuate dal
dipartimento, di seguito riportate, sono molteplici, per
diversificare la richiesta di impegno e stimolare ogni
possibile interesse negli allievi :
a) Lezione dialogata :
Ad una discussione introduttiva, moderata dal docente,
in cui viene richiesto un significativo apporto di espe-
rienze da parte degli allievi, segue una sistematica
esposizione dei nuovi concetti.
b) Attivit di Laboratorio :
Verr proposto agli allievi di rielaborare, con lausilio di
software opportuno, un tema gi svolto con metodi tra-
dizionali; la visione di specifico materiale audiovisivo
sar seguita da interventi degli allievi e la relativa di-
scussione moderata dal docente; le esperienze dal vivo
vissute nel laboratorio permetter agli allievi non solo
di consolidare i concetti teorici sviluppati in aula, ma
anche di capire le dimensioni tecnico - applicative delle
conquiste scientifiche e le potenzialit delle applica-
zioni nella vita di tutti i giorni.
c) Accoglienza:
Richiami sulle nozioni di aritmetica e geometria per
consolidare e/o migliorare quanto gi noto allalunno.
d) Consolidamento, sostegno e recupero :
Tali attivit consisteranno nella rivisitazione di concetti
gi trattati, o nellinvito a proporne di analoghi, te-
nendo conto delle parziali conoscenze acquisite. Essa
potr terminare con una breve esercitazione alla lava-
gna di un singolo allievo, con la partecipazione attiva
della classe e la guida dellinsegnante. Sar inoltre op-
portuno, in tale fase, lasciare un certo margine di di-
screzionalit in merito al completamento e allappro-
fondimento dei singoli argomenti, per non indurre
nellallievo atteggiamenti passivi. Pertanto per tutta la
classe verr effettuata una sosta didattica per rivisitare
e/o approfondire gli argomenti sui quali si sono eviden-
ziati problemi di apprendimento. Per qualche singolo
alunno, vista lesiguit delle ore, pu seguirsi un per-
corso didattico personalizzato che preveda la ripeti-
zione dellargomento e lo svolgimento di particolari
esercizi di allenamento. In presenza di particolari diffi-
colt, ritenute non superabili in ore curricolari, saranno
approntati degli interventi di recupero con apposita
programmazione.
e) Attivit di approfondimento e progetti :
Come negli anni passati, i docenti del dipartimento di
matematica dichiarano la propria disponibilit a far par-
tecipare gli alunni alle olimpiadi di matematica indette
dalluniversit di Pisa e a qualunque altra attivit che
possa stimolare i ragazzi ad un maggiore studio della
matematica.
Mezzi e Risorse
Sussidio abituale sar il libro di testo di cui se ne seguir la
metodologia nellimpostazione globale degli argomenti e
nel tipo di approccio induttivo. Soprattutto nel corso del
primo biennio, ma anche negli anni successivi, si dar spa-
zio alluso del laboratorio di informatica, e ai software di-
dattici e non, per integrare gli elementi di contenuto, per
fornire un ulteriore momento di riflessione, e anche per
rafforzare lattitudine ad astrarre e a formalizzare.
62
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
63
TEMPI CALENDARIO PROGRAMMA DI MATEMATICA 1 BIENNIO CLASSE QUARTO GINNASIO
TRIMESTRE
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
1
I nUMERI RICHIAMI
E APPROFOnDIMEnTI
I numeri naturali
10 Ore
7 lez. frontale
3 verifica
I numeri interi relativi
I numeri Razionali
I numeri reali
Sistemi di numerazione
2
I LInGUAGGI
DELLA MATEMATICA
Insiemi e logica
8 Ore
6 lez. frontale
2 verifica
Relazioni
Funzioni
Informatica e algoritmi
3
CALCOLO LETTERALE
1 PARTE
Introduzione al calcolo letterale
18 Ore
15 lez. frontale
3 verifica
Monomi
Polinomi
PENTAMESTRE
4
EQUAZIOnI,SISTEMI E
DISEQUAZIOnI LInEARI
Equazioni lineari numeriche in una incognita
28 Ore
22 lez. frontale
6 verifica
Sistemi lineari numerici in due o tre incognite
Disequazioni lineari numeriche
5
CALCOLO LETTERALE
2 PARTE
Scomposizione in fattori di un polinomio 15 Ore
12 lez. frontale
3 verifica
6
DATI E PREVISIOnE
Statistica descrittiva 8 Ore
6 lez. frontale
2 verifica
7
GEOMETRIA nEL PIAnO
EUCLIDEO
( prima parte)
Concetti primitivi e postulati
12 Ore
8 lez. frontale
4 verifica
Definizioni fondamentali
La congruenza
Grandezze e misure
I triangoli
CALENDARIO PROGRAMMA DI MATEMATICA 1 BIENNIO CLASSE QUINTO GINNASIO
TRIMESTRE
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
1
CALCOLO LETTERALE
3 PARTE
Frazioni algebriche 16 Ore
12 lez. frontale
4 verifica
2
EQUAZIOnI DISEQUAZIOnI
SISTEMI LInEARI
2 PARTE
Equazioni numeriche frazionarie.
20 Ore
14 lez. frontale
6 verifica
Equazioni e disequazioni lineari letterali
Sistemi di disequazioni, regola dei segni
Sistemi lineari in due e tre incognite
PENTAMESTRE
3
CALCOLO LETTERALE
4 PARTE
Divisione tra polinomi
14 Ore
10 lez. frontale
4 verifica
Teorema e regola di Ruffini
4
RADICALI In R
Concetti fondamentali e propriet invariantiva
16 Ore
12 lez. frontale
4 verifica
Operazioni con i radicali
5 PIAnO CARTESIAnO
E LA RETTA
Il piano cartesiano
7 Ore
5 lez. frontale
2 verifica
La retta
6
DATI E PREVISIOnE
Calcolo delle probabilit 8 Ore
6 lez frontale
2 verifica
7
GEOMETRIA nEL PIAnO
EUCLIDEO
(seconda parte)
Perpendicolarit e parallelismo
18 Ore
14 lez. frontale
4 verifica
Quadrilateri notevoli
Luoghi geometrici, circonferenza, poligoni
Teorema di Talete. Poligoni simili
Superfici e aree
Relazioni metriche in figure notevoli
Trasformazioni geometriche
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
64
CALENDARIO PROGRAMMA DI MATEMATICA 2 BIENNIO CLASSE PRIMA LICEO
TRIMESTRE
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
1
RICHIAMI SU
SCOMPOSIZIOnE,
EQUAZIOnI,
DISEQUAZIOnI
Scomposizione in fattori di un polinomio
12 Ore
9 lez. frontale
3 verifica
Frazioni algebriche
Equazioni numeriche frazionarie e letterali
Disequazioni : sistemi, regola dei segni
Divisione tra polinomi.Teorema e reg. Ruffini
2
EQUAZIOnI,SISTEMI E
DISEQUAZIOnI DI GRADO
SUPERIORE AL PRIMO
Equazioni di secondo grado
12 Ore
8 lez. frontale
4 verifica
Equazioni di grado superiore al secondo
Sistemi di grado superiore al primo
Disequazioni di grado superiore al primo
PENTAMESTRE
3 COMPLEMEnTI SU
EQUAZIOnI E DISEQUA-
ZIOnI ALGEBRICHE
Equazioni irrazionali
10 Ore
8 lez. frontale
2 verifica
Disequazioni irrazionali
Equazioni e disequazioni con valori assoluti
4
COnICHE E
TRASFORMAZIOnI
GEOMETRICHE
nEL PIAnO CARTESIAnO
La parabola
18 Ore
14 lez. frontale
4 verifica
La circonferenza
Lellisse
Liperbole
Le coniche
Simmetrie, traslazioni,dilatazioni e grafici nel
piano cartesiano
5
DATI E PREVISIOnI
Statistica descrittiva: richiami e approfond.
6 Ore
4 lez frontale
2 verifica Dipendenza statistica, correlazione e regressione
6
GEOMETRIA nELLO
SPAZIO EUCLIDEO
Rette e piani
8 Ore
6 lez. frontale
2 verifica
Distanze e angoli
Trasformazioni geometriche
CALENDARIO PROGRAMMA DI MATEMATICA 2 BIENNIO CLASSE SECONDA LICEO
TRIMESTRE
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
1
SUCCESSIOnI
E PROGRESSIOnI
Successioni numeriche
8 Ore
6 lez. frontale
2 verifica
Progressioni numeriche e somma dei termini
Progressioni geometriche somma dei termini
Progressioni geometriche prodotto di n termini
2
EQUAZIOnI E SISTEMI DI
EQUAZ. ESPOnEnZIALI
Richiami sulle potenze
9 Ore
7 lez. frontale
2 verifica
Equazioni esponenziali
Risoluzione delle equazioni esponenziali
Sistemi di equazioni esponenziali
Risoluzione dei sistemi di equaz. esponenziali
3
LOGARITMI
Logaritmi, generalit, definizioni e propriet
8 Ore
6 lez. frontale
2 verifica
Teoremi sui logaritmi
Cambiamento di base
Espressioni logaritmiche
Equazioni e disequazioni logaritmiche
4
PIAnO CARTESIAnO E
FUnZIOnE
Il piano cartesiano
8 Ore
6 lez. frontale
2 verifica
Funzione, concetto di funzione e diagramma
Campo di esistenza di una funzione
Introduzione alla geometria analitica
Distanza tra due punti
Punto medio di un segmento
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
65
CALENDARIO PROGRAMMA DI MATEMATICA 2 BIENNIO CLASSE SECONDA LICEO
PENTAMESTRE
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
5
RETTA nEL
PIAnO CARTESIAnO
La retta nel piano cartesiano
9 Ore
7 lez. frontale
2 verifica
Equazione della retta in forma implicita
Equazione della retta in forma esplicita
Coefficiente angolare e ordinata allorigine
Rette parallele e perpendicolari
Rette in posizioni particolari
Fascio di rette proprio ed improprio
Equazione di una retta passante per un punto
e coefficiente angolare assegnato
Asse di un segmento
Distanza di un punto da una retta
6
CIRCOnFEREnZA
nEL PIAnO
CARTESIAnO
La circonferenza e sua equazione
8 Ore
6 lez. frontale
2 verifica
Circonferenze in posizioni particolari
Posizione reciproca tra retta e circonferenza
Retta tangente alla circonferenza
Circonferenza passante per tre punti
7
PARABOLA
nEL PIAnO
CARTESIAnO
La parabola e sua equazione
8 Ore
6 lez. frontale
2 verifica
Parabola con asse parallelo allasse X
Parabola con asse parallelo allasse Y
Asse, fuoco, direttrice e vertice della parabola
Parabola con concavit rivolta verso il basso
Parabola con concavit rivolta verso lalto
Posizione reciproca tra retta e parabola
8
GEOMETRIA EUCLIDEA
nELLO SPAZIO
Rette e piani nello spazio
8 Ore
6 lez. frontale
2 verifica
Parallelismo e perpendicolarit
Teorema della perpendicolarit tra retta e piano
Teorema delle tre perpendicolari
Teorema degli angoli uguali
Generalit sui diedri
Teorema sulla somma delle facce di un diedro
Generalit sugli angoloidi
Solidi e superfici
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
Valutazione
E prevista una verifica (formativa) della classe nel suo com-
plesso, per controllarne in itinere il processo di apprendi-
mento,al fine di poter adottare con tempestivit quegli ac-
corgimenti didattici particolari che si rendessero necessari
per correggerlo e guidarlo. Per il rilevamento dei livelli di
conoscenza raggiunti, al termine di ogni modulo o alla fine
della singola unit didattica, sar effettuata una verifica for-
mativa e sommativa, che tender a verificare il raggiungi-
mento degli obbiettivi minimi previsti per certificare le
competenze acquisite.
Le verifiche tendono a valorizzare, quantificare e valutare
il lavoro svolto al fine di analizzare in itinere strategie e me-
todologie da adottare. Sar privilegiato il colloquio attra-
verso il quale si evidenzieranno le attitudini e la prepara-
zione di ogni alunno.
Ciascun docente, qualora lo riterr opportuno, potr ricor-
rere, nellambito della propria programmazione, anche a
prove di verifica diverse dalla tradizionale interrogazione (
controllo del lavoro svolto a casa, verifiche scritte, test,
esercizi da eseguire in classe....).
PROGRAMMAZIONE DI fISICA
Traguardi per lo sviluppo delle competenze
1. Condurre autonomamente ricerche e risolvere pro-
blemi in situazioni nuove;
2. Cogliere ed elaborare interconnessioni tra metodi e
contenuti delle discipline;
3. Esprimersi in modo appropriato;
4. Utilizzare la terminologia tipica del pensiero matema-
tico;
5. Saper applicare le procedure apprese nelle attivit spe-
rimentali di laboratorio;
6. Saper individuare i possibili procedimenti di risoluzione;
7. Utilizzare le tecniche e le procedure del calcolo aritme-
tico ed algebrico;
8. Confrontare ed analizzare fenomeni fisici;
9. Analizzare dati ed interpretarli sviluppando deduzioni
e ragionamenti sugli stessi con lausilio di rappresenta-
zioni grafiche;
10. Utilizzare criticamente gli strumenti informatici.
11. Osservare, descrivere ed analizzare fenomeni apparte-
nenti alla realt naturale ed artificiale
12. Analizzare qualitativamente e quantitativamente feno-
meni legati alle trasformazioni energetiche.
CAPACIT 2 BIENNIO
Classe Prima Liceo
1. Acquisizione organica e puntuale dei contenuti propri
della disciplina senza trascurare il corretto uso del lin-
guaggio specifico.
2. Esporre con linguaggio corretto e sintetico;
3. Analizzare e sintetizzare situazioni diverse;
4. Vagliare i fatti alla ricerca di un riscontro alle proprie
ipotesi interpretative;
Classe Seconda Liceo
1. Acquisizione organica e puntuale dei contenuti propri
66
CALENDARIO PROGRAMMA DI MATEMATICA 5 ANNO CLASSE TERZA LICEO
TRIMESTRE
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
1
FUnZIOnI
GOnIOMETRICHE
Archi ed angoli
12 Ore
8 lez. frontale
4 verifica
Le funzioni goniometriche
Grafici delle funzioni goniometriche
Inverse della funzioni goniometriche
Applicazioni
2
PROPRIETA DELLE FUn-
ZIOnI GOnIOMETRICHE
Angoli associati
12 Ore
8 lez. frontale
4 verifica
Formule goniometriche
Funzioni lineari in seno e coseno
Applicazioni
PENTAMESTRE
3
EQUAZIOnI E
DISEQUAZIOnI
GOnIOMETRICHE
Equazioni elementari
10 Ore
6 lez. frontale
4 verifica
Equazioni lineari in seno e coseno
Disequazioni goniometriche
Applicazioni
4
RELAZIOnE TRA
GLI ELEMEnTI
DEI TRIAnGOLI
Generalit sui triangoli rettangoli
10 Ore
6 lez. frontale
4 verifica
Teoremi sui triangoli rettangoli
Teoremi sui triangoli qualsiasi
Applicazioni
5
SOLIDI ROTAnDI
Cilindro
6 Ore
4 lez. frontale
2 verifica
Cono
Sfera
6
AREA DELLE SUPERFICI
E VOLUMI DEI SOLIDI
Area delle superfici dei poliedri
6 Ore
4 lez. frontale
2 verifica
Volumi dei poliedri
Area delle superfici dei cilindri e dei coni
Volumi dei cilindri e dei coni
Area della superficie sfera e delle sue parti
Volume della sfera e delle sue parti
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
della disciplina senza trascurare il corretto uso del lin-
guaggio specifico.
2. Esporre con linguaggio corretto e sintetico;
3. Analizzare e sintetizzare situazioni diverse;
4. Vagliare i fatti alla ricerca di un riscontro alle proprie
ipotesi interpretative;
TEMI E PERCORSI DIDATTICI 2 BIENNIO
Classe Prima Liceo
Concetto di misura; strumenti di misurazione
Meccanica dei solidi e dei fluidi
Lineamenti di acustica e di ottica
Esperienze di laboratorio
Classe Seconda Liceo
Concetto di misura; strumenti di misurazione
Meccanica dei solidi e dei fluidi
Lineamenti di acustica e di ottica
Esperienze di laboratorio
CAPACIT 5 ANNO
Classe Terza Liceo
1. Acquisizione organica e puntuale dei contenuti propri
della disciplina senza trascurare il corretto uso del lin-
guaggio specifico.
2. Esporre con linguaggio corretto e sintetico;
3. Analizzare e sintetizzare situazioni diverse;
4. Vagliare i fatti alla ricerca di un riscontro alle proprie
ipotesi interpretative.
TEMI E PERCORSI DIDATTICI 5 ANNO
Classe Terza Liceo
Termologia e termodinamica
Elettrologia
Elettromagnetismo
Esperienze di laboratorio
Scelte metodologiche :
Le metodologie e strategie didattiche individuate dal dipar-
timento, di seguito riportate, sono molteplici, per diversifi-
care la richiesta di impegno e stimolare ogni possibile inte-
resse negli allievi :
a) Lezione dialogata :
Ad una discussione introduttiva, moderata dal docente,
in cui viene richiesto un significativo apporto di espe-
rienze da parte degli allievi, segue una sistematica
esposizione dei nuovi concetti.
b) Attivit di Laboratorio :
Verr proposto agli allievi di rielaborare, con lausilio di
software opportuno, un tema gi svolto con metodi tra-
dizionali; la visione di specifico materiale audiovisivo
sar seguita da interventi degli allievi e la relativa di-
scussione moderata dal docente; le esperienze dal vivo
vissute nel laboratorio permetteranno agli allievi non
solo di consolidare i concetti teorici sviluppati in aula,
ma anche di capire le dimensioni tecnico - applicative
delle conquiste scientifiche e le potenzialit delle ap-
plicazioni nella vita di tutti i giorni.
c) Accoglienza:
Richiami sulle nozioni di aritmetica e geometria per
consolidare e/o migliorare quanto gi noto al-
lalunno.
d) Consolidamento, sostegno e recupero :
Tali attivit consisteranno nella rivisitazione di concetti
gi trattati, o nellinvito a proporne di analoghi, te-
nendo conto delle parziali conoscenze acquisite. Essa
potr terminare con una breve esercitazione alla lava-
gna di un singolo allievo, con la partecipazione attiva
della classe e la guida dellinsegnante. Sar inoltre op-
portuno, in tale fase, lasciare un certo margine di di-
screzionalit in merito al completamento e allappro-
fondimento dei singoli argomenti, per non indurre
nellallievo atteggiamenti passivi. Pertanto per tutta la
classe verr effettuata una sosta didattica per rivisitare
e/o approfondire gli argomenti sui quali si sono eviden-
ziati problemi di apprendimento. Per qualche singolo
alunno, vista lesiguit delle ore, pu seguirsi un per-
corso didattico personalizzato che preveda la ripeti-
zione dellargomento e lo svolgimento di particolari
esercizi di allenamento. In presenza di particolari diffi-
colt, ritenute non superabili in ore curricolari, saranno
approntati degli interventi di recupero con apposita
programmazione.
e) Attivit di approfondimento e progetti :
Le attivit di laboratorio in ambito di istituto, che pure
svolgono un ruolo fondamentale nellapprendimento
delle discipline, saranno integrate da visite guidate, an-
cora da programmare, presso centrali elettriche e/o so-
lari dellEnEL e laboratori di fisica avanzata, destinate
agli allievi fortemente motivati e interessati, segnalati
dal docente stesso della disciplina, e precedute da spe-
cifici seminari propedeutici.
Mezzi e Risorse
Sussidio abituale sar il libro di testo di cui se ne seguir la
metodologia nellimpostazione globale degli argomenti e
nel tipo di approccio induttivo. Si dar spazio alluso del la-
boratorio di fisica, ai software didattici e alla proiezione di
filmati, per integrare gli elementi di contenuto, per fornire
un ulteriore momento di riflessione, e anche per rafforzare
lattitudine ad astrarre e a formalizzare.
67
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
68
TEMPI / CALENDARIO PROGRAMMA DI fISICA 2 BIENNIO CLASSE PRIMA LICEO
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
9
LE FORZE E IL
MOVIMEnTO
La caduta libera
4 Ore
3 ore lezione frontale
1 ora verifica
La forza - peso e la massa
La discesa lungo un piano inclinato
Il moto dei proiettili
La forza centripeta
Il moto armonico di una molla
Il pendolo
I concetti e le leggi
10
LEnERGIA
MECCAnICA
Il lavoro
8 Ore
6 ore lezione frontale
2 ora verifica
La definizione di lavoro per una forza costante
La potenza
Energia cinetica
Forze conservative e non conservative
Energia potenziale gravitazionale
La definizione generale dellenergia potenziale
Energia potenziale elastica
La conservazione dellenergia meccanica
I concetti e le leggi
11
LA QUAnTITA DI MOTO E
IL MOMEnTO AnGOLARE
La quantit di moto
8 Ore
6 ore lezione frontale
2 ora verifica
La conservazione della quantit di moto
Limpulso di una forza
I principi della dinamica e la legge di conserva-
zione della quantit di moto
Gli urti su una retta
Gli urti obliqui
Il momento angolare
Conservazione e variazione del momento an-
golare
I concetti e le leggi
12
LA GRAVITAZIOnE
Le leggi di Keplero
4 Ore
3 ore lezione frontale
1 ora verifica
La gravitazione universale
Il valore della costante G
Massa inerziale e massa gravitazionale
Il moto dei satelliti
La deduzione delle leggi di keplero
Lenergia potenziale gravitazionale
La forza di gravit e la conservazione dellener-
gia meccanica
I concetti e le leggi
66 Ore
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
69
CALENDARIO PROGRAMMA DI fISICA CLASSE SECONDA LICEO
TRIMESTRE
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
1
LE GRAnDEZZE
Di che cosa si occupa la fisica
3 Ore
2 ore lezione frontale
1 ora verifica
La misura delle grandezze
Le definizioni operative
Il sistema internazionale di unit
Lintervallo di tempo
La lunghezza
Larea e il volume
La massa inerziale
La densit
Le dimensioni delle grandezze
Come si legge una formula
I concetti e le leggi
2
LA MISURA
Gli strumenti
3 Ore
2 ore lezione frontale
1 ora verifica
Lincertezza delle misure
Il valore medio e lincertezza
Lincertezza delle misure indirette
Le cifre significative
La notazione scientifica
Le leggi sperimentali
I modelli e le teorie
I concetti e le leggi
3
LA VELOCITA
La meccanica
6 Ore
4 ore lezione frontale
2 ora verifica
Il punto materiale in movimento
Sistemi di riferimento
Il moto rettilineo
La velocit media
Calcolo della distanza e del tempo
Il grafico spazio tempo
Dal grafico spazio-tempo al moto
Il moto rettilineo uniforme
Calcolo della posizione e del tempo nel moto
uniforme
Esempi di grafici spazio-tempo
I concetti e le leggi
4
L ACCELERAZIOnE
Il moto vario su una retta
6 Ore
4 ore lezione frontale
2 ora verifica
Velocit istantanea
Laccelerazione media
Il grafico velocit-tempo
Il moto uniformemente accelerato
La velocit nel moto uniformemente accelerato
Esempi di grafici velocit -tempo
La posizione nel moto uniformemente accelerato
Calcolo del tempo
I concetti e le leggi
5
I VETTORI
Il moto non rettilineo
6 Ore
4 ore lezione frontale
2 ora verifica
Lo spostamento indicato da una freccia
La somma di pi spostamenti
I vettori e gli scalari
Le operazioni con i vettori
Il prodotto scalare
Il prodotto vettoriale
I concetti e le leggi
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
70
CALENDARIO PROGRAMMA DI fISICA CLASSE SECONDA LICEO
PENTAMESTRE
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
6
I MOTI nEL PIAnO
Vettore posizione e vettore spostamento
6 Ore
4 ore lezione frontale
2 ora verifica
Il vettore velocit
Il vettore accelerazione
Il moto circolare uniforme
La velocit angolare
Laccelerazione centripeta
Il moto armonico
Laccelerazione del moto armonico
Composizione dei moti
I concetti e le leggi
7
LE FORZE
E LEQUILIBRIO
Le forze cambiano la velocit
8 Ore
6 ore lezione frontale
2 ora verifica
La misura delle forze
Le forze sono vettori
La forza peso
Le forze di attrito
La forza elastica
Lequilibrio di un punto materiale
Lequilibrio su un piano inclinato
Il corpo rigido
Il momento delle forze
Il momento di una coppia di forze
Lequilibrio di un corpo rigido
Leffetto di pi forze su un corpo rigido
Le leve
I baricentro
I concetti e le leggi
8
I PRInCIPI
DELLA DInAMICA
La dinamica
4 Ore
3 ore lezione frontale
1 ora verifica
Il primo principio della dinamica
I sistemi di riferimento inerziali
Il principio di relativit galileliana
Leffetto delle forze
Il secondo principio della dinamica
Che cos la massa
Il terzo principio della dinamica
I concetti e le leggi 24 Ore
9
LE FORZE E IL
MOVIMEnTO
La caduta libera
4 Ore
3 ore lezione frontale
1 ora verifica
La forza - peso e la massa
La discesa lungo un piano inclinato
Il moto dei proiettili
La forza centripeta
Il moto armonico di una molla
Il pendolo
I concetti e le leggi
10
LEnERGIA
MECCAnICA
Il lavoro
6 Ore
5 ore lezione frontale 1
ora verifica
La definizione di lavoro per una forza costante
La potenza
Energia cinetica
Forze conservative e non conservative
Energia potenziale gravitazionale
La definizione generale dellenergia potenziale
Energia potenziale elastica
La conservazione dellenergia meccanica
I concetti e le leggi
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
71
CALENDARIO PROGRAMMA DI fISICA CLASSE SECONDA LICEO
PENTAMESTRE
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
11
LA QUAnTITA DI MOTO E
IL MOMEnTO AnGOLARE
La quantit di moto
6 Ore
5 ore lezione frontale
1 ora verifica
La conservazione della quantit di moto
Limpulso di una forza
I principi della dinamica e la legge di conser-
vazione della quantit di moto
Gli urti su una retta
Gli urti obliqui
Il momento angolare
Conservazione e variazione del momento angolare
I concetti e le leggi
12
LA GRAVITAZIOnE
Le leggi di Keplero
4 Ore
3 ore lezione frontale
1 ora verifica
La gravitazione universale
Il valore della costante G
Massa inerziale e massa gravitazionale
Il moto dei satelliti
La deduzione delle leggi di keplero
Lenergia potenziale gravitazionale
La forza di gravit e la conservazione dellener-
gia meccanica
I concetti e le leggi
13
ACUSTICA
E OTTICA
Il suono, caratteri e velocit ; Udibilit
4 Ore
3 ore lezione frontale
1 ora verifica
La riflessione del suono; Leco
La propagazione della luce, la riflessione ,
la rifrazione. Gi specchi e le lenti
66 Ore
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
72
CALENDARIO PROGRAMMA DI fISICA CLASSE TERZA LICEO
TRIMESTRE
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
1
LA TEMPERATURA
Il termometro e le scale termometriche
14 Ore
10 ore lezione
frontale
4 ore verifica
Conversione delle scale termometriche
Dilatazione lineare dei solidi
Dilatazione volumetrica dei solidi
Dilatazione volumetrica dei liquidi
Comportamento anomalo dellacqua
Le trasformazioni di un gas
Prima legge di Gay-Lussac ( p costante)
La legge di Boyle ( T costante)
Seconda legge di Gay-Lussac (V costante)
Il gas perfetto
Atomi e molecole
La mole e il numero di Avogadro
Lequazione di stato del gas perfetto
2
IL CALORE
Calore, lavoro ed energia di transito
6 Ore
4 ore lezione frontale
2 ora verifica
Capacit termica e calore specifico
Il calorimetro e la temperatura di equilibrio
Conduzione e convezione
Lirraggiamento
Il calore solare e leffetto serra
3
I CAMBIAMEnTI DI STATO
Stati di aggregazione e passaggi tra stati
4 Ore
3 ore lezione frontale
1 ora verifica
La fusione e la solidificazione
La vaporizzazione e la condensazione
Il vapore saturo e la sua pressione
La condensazione e la temperatura critica
Il vapore dacqua nellatmosfera
La sublimazione
4
IL PRIMO PRInCIPIO
DELLA TERMODInAMICA
Gli scambi di energia
6 Ore
4 ore lezione frontale
2 ora verifica
Lenergia interna di un sistema fisico
Il principio zero della termodinamica
Trasformazioni reali e quasistatiche
Il lavoro termodinamico
Il primo principio della termodinamica
5
IL SECOnDO PRInCIPIO
DELLA TERMODInAMICA
Le macchine termiche
6 Ore
4 ore lezione frontale
2 ora verifica
Gli enunciati del secondo principio
Rendimento di una macchina termica
Trasformazioni reversibili e irreversibili
Teorema di Carnot e ciclo di Carnot
Il motore dellautomobile Il frigorifero
36 Ore
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
73
CALENDARIO PROGRAMMA DI fISICA CLASSE TERZA LICEO
PENTAMESTRE
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
6
EnTROPIA E DISORDInE
La disuguaglianza di Clausius
6 Ore
4 ore lezione frontale
2 ora verifica
Lentropia
Lentropia di un sistema isolato
Il quarto enunciato del secondo principio
Il 2 principio dal punto di vista molecolar
Stati macroscopici e stati microscopici
Lequazione di Boltzmann per lentropia
Il terzo principio della termodinamica
7
LA CARICA ELETTRICA
E
LA LEGGE DI COULOMB
Lelettrizzazione per strofinio
9 Ore
6 ore lezione frontale
3 ora verifica
Lelettrizzazione per contatto
I conduttori e gli isolanti
La carica elettrica
La legge di Coulomb
Lesperimento di Coulomb
La forza di Coulomb nella materia
Lelettrizzazione per induzione
8
IL CAMPO
ELETTRICO
E
IL POTEnZIALE
Il vettore campo elettrico
9 Ore
6 ore lezione frontale
3 ora verifica
Il campo elettrico di una carica puntiforme
Le linee di campo elettrico
Il flusso di campo elettrico attraverso una su-
perficie
Il teorema di Gauss
Lenergia potenziale elettrica
Il potenziale elettrico
Le superfici equipotenziali
9
IL MODELLO ATOMICO
Lesperienza di Rutherford
3 Ore
2 ore lezione frontale
1 ora verifica
Il modello di Bohr
Lenergia di legame di un elettrone in un atomo
di idrogeno
10
LA CORREnTE
ELETTRICA
COnTInUA
La capacit di un conduttore
10 Ore
7 ore lezione frontale
3 ora verifica
Il condensatore
Condensatori in serie e in parallelo
Lintensit della corrente elettrica
I generatori di tensione e i circuiti elettrici
La prima legge di Ohm
Resistori in serie e in parallelo
Le leggi di Kirchhoff
Leffetto Joule
La forza elettromotrice
I conduttori metallici
La seconda legge di Ohm
Legame tra resistivit e temperatura
Lestrazione degli elettroni da un metallo
I semiconduttori
11
LA CORREnTE ELETTRICA
nEI LIQUIDI E nEI GAS
Le soluzioni elettrolitiche
6 Ore
4 ore lezione frontale
2 ora verifica
Lelettrolisi
Le leggi di Faraday per lelettrolisi
Le pile e gli accumulatori
La conducibilit nei gas
I raggi catodici
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
Valutazione
E prevista una verifica ( formativa) della classe nel suo
complesso, per controllarne in itinere il processo di appren-
dimento,al fine di poter adottare con tempestivit quegli
accorgimenti didattici particolari che si rendessero neces-
sari per correggerlo e guidarlo. Per il rilevamento dei livelli
di conoscenza raggiunti, al termine di ogni modulo o alla
fine della singola unit didattica, sar effettuata una veri-
fica formativa e sommativa, che tender a verificare il rag-
giungimento degli obbiettivi minimi previsti per certificare
le competenze acquisite.
Le verifiche tendono a valorizzare, quantificare e valutare
il lavoro svolto al fine di analizzare in itinere strategie e me-
todologie da adottare. Sar privilegiato il colloquio attra-
verso il quale si evidenzieranno le attitudini e la prepara-
zione di ogni alunno.
Ciascun docente, qualora lo riterr opportuno, potr ricor-
rere, nellambito della propria programmazione, anche a
prove di verifica diverse dalla tradizionale interrogazione (
controllo del lavoro svolto a casa, verifiche scritte, test,
esercizi da eseguire in classe....)
74
CALENDARIO PROGRAMMA DI fISICA CLASSE TERZA LICEO
PENTAMESTRE
MODULO UnITA DIDATTICA TEMPI MODALITA DI GESTIOnE
12
FEnOMEnI
MAGnETICI
FOnDAMEnTALI
Magneti naturali e artificiali
8 Ore
5 ore lezione frontale
3 ora verifica
La forza magnetica e le linee del campo magne-
tica
Forze tra magneti e correnti
Forze tra correnti
Lintensit del campo magnetico
La forza magnetica su un filo percorso da cor-
rente
Il campo magnetico di un filo percorso da cor-
rente
Il campo magnetico di una spira
Il campo magnetico di un solenoide
Il motore elettrico
13
IL CAMPO
MAGnETICO
La forza di Lorentz
6 Ore
4 ore lezione frontale
2 ora verifica
Il moto di una carica in un campo magnetico
uniforme
Il flusso del campo magnetico
La circuitazione del campo magnetico
Le propriet magnetiche dei materiali
Il ciclo di isteresi magnetica
14
LInDUZIOnE
ELETTROMAGnE
La corrente indotta
6 Ore
4 ore lezione frontale
2 ora verifica
La legge di Faraday-neumann
La legge di Lenz
Lautoinduzione e la mutua induzione
Lalternatore
Il trasformatore
63 Ore
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
TEMI E TEMPI DEI PERCORSI DIDATTICI
Dopo ampia discussione i docenti propongono di svolgere
le seguenti tematiche secondo i tempi indicati:
PRIMO BIENNIO
Quarto ginnasio
TRIMESTRE:
Scienze della Terra : Universo; Sistema Solare; Stelle;
Sole; Galassie.
Chimica : grandezze e misure; fenomeni chimici e fisici;
la materia e le sue caratteristiche.
PENTAMESTRE
Scienze della Terra : La Terra: aspetti astronomici e fisici;
la Luna.
Chimica : la composizione della materia; i miscugli; le
soluzioni..
Quinto ginnasio
TRIMESTRE:
Biologia : caratteristiche dei viventi; origini della vita;
le biomolecole.
Chimica le trasformazioni della materia; atomi e mole-
cole; le leggi fondamentali della chimica.
PENTAMESTRE
Biologia : la cellula: struttura e funzioni; il metabolismo
energetico; la divisione cellulare.
Chimica : composti ed elementi; simboli degli elementi;
massa degli atomi e delle molecole; la mole.
75
AREA METODOLOGICA
OBIETTIVI COMPETENZE
Acquisire un metodo autonomo e flessibile.
Sa condurre autonomamente ricerche e risolvere pro-
blemi e situazioni nuove.
AREA LOGICO ARGOMENTATIVA
OBIETTIVI COMPETENZE
Padroneggiare strumenti espressivi e argomentativi.
Acquisire labitudine a ragionare con rigore logico.
Utilizzare gli strumenti espressivi e argomentativi in con-
testi comunicativi e la terminologia tipica del pensiero
scientifico
AREA LINGUISTICA E COMUNICATIVA
OBIETTIVI COMPETENZE
Padroneggiare la lingua italiana nelle sue quattro abilit.
Studiare, ricercare e comunicare attraverso le tecnologie
dellinformazione e delle comunicazioni.
Comprendere testi differenti per natura e complessit.
Esporre con linguaggio adeguato ai contesti e agli scopi
comunicativi.
SCIENZE NATURALI A060
Coordinatore Prof. S. Taglialavoro Segretaria: Prof.ssa francesca Giglione
PRIMO BIENNIO - TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
AREA METODOLOGICA
OBIETTIVI COMPETENZE
Acquisire un metodo autonomo e flessibile.
Sa condurre autonomamente ricerche e risolvere pro-
blemi e situazioni nuove.
AREA LOGICO ARGOMENTATIVA
OBIETTIVI COMPETENZE
Padroneggiare strumenti espressivi e argomentativi.
Acquisire labitudine a ragionare con rigore logico.
Utilizzare gli strumenti espressivi e argomentativi in con-
testi comunicativi e la terminologia specifica del pensiero
scientifico.
AREA LINGUISTICA E COMUNICATIVA
OBIETTIVI COMPETENZE
padroneggiare la lingua italiana nelle sue quattro abilit.
Studiare, ricercare e comunicare attraverso le tecnologie
dellinformazione e delle comunicazioni.
Comprendere testi differenti per natura e complessit.
Esporre con linguaggio adeguato ai contesti e agli scopi
comunicativi.
TRIENNIO - TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
TEMI E TEMPI DEI PERCORSI DIDATTICI
Dopo ampia discussione i docenti propongono di svolgere
le seguenti tematiche secondo i tempi indicati:
TRIENNIO
Primo liceo
TRIMESTRE:
Biologia : leggi di Mendel; il DnA; la sintesi proteica.
Chimica : la struttura atomica; la configurazione elet-
tronica degli elementi.
PENTAMESTRE
Biologia: : la genetica di Virus e Batteri; levoluzione.
Chimica : la tavola periodica degli elementi; i legami chi-
mici; nomi e formule dei composti; introduzione alla
chimica organica.
Secondo liceo
TRIMESTRE:
Biologia : applicazioni della genetica; levoluzione; clas-
sificazione dei viventi;
Chimica : velocit delle reazioni chimiche; lequilibrio
chimico; acidi e basi; pH;
chimica organica: alcani, alcheni, alchini.
PENTAMESTRE
Biologia : organizzazione del corpo umano; i tessuti ani-
mali; sistema scheletrico;
sistema muscolare; apparati: digerente; respiratorio;
escretore;
circolatorio; sistema nervoso.
Chimica : isomeria; composti aromatici; gruppi funzio-
nali.
Terzo liceo
TRIMESTRE
Geografia astronomica : sfera celeste e costellazione;
evoluzione delle stelle;
galassie; luniverso; sistema solare; pianeti.
PENTAMESTRE
Geografia astronomica : pianeta terra; prove e conse-
guenze dei moti della terra;
lorientamento; la Luna; minerali; rocce; fenomeni vul-
canici;
fenomeni sismici; struttura interna della Terra; le teorie
per spiegare la dinamica della litosfera.
I docenti propongono il progetto didattico Consolida-
mento e approfondimento dei contenuti di biologia e chi-
mica per gli studenti delle classi terminali.
SCELTE METODOLOGICHE
Si adotteranno metodologie ritenute idonee al raggiungi-
mento degli obiettivi prefissati e tendenti a promuovere un
apprendimento attivo, consapevole e costruttivo, per cui par-
tendo da unattenta analisi della situazione iniziale degli
alunni, sia dalle specifiche competenze cognitive che dagli
aspetti della personalit, si utilizzeranno i seguenti metodi:
lezione frontale- discussine collettiva. Valido uso sar fatto
dei sussidi audiovisivi, e oltre al testo scolastico anche di al-
ternativi e riviste scientifiche. Rivestir unimportanza fonda-
mentale la dimensione sperimentale e costruttiva della disci-
plina e come tale da tenere sempre presente. Il laboratorio
sar uno dei momenti pi significativi in cui essa si esprimer,
in quanto circostanza privilegiata del fare scienza attraverso
lorganizzazione e lesecuzione di attivit sperimentali, che
potranno svolgersi anche in classe o sul campo. Si individuer
un nucleo essenziale di attivit particolarmente significative
da svolgersi lungo larco dellanno, come esemplificative del
metodo proprio della disciplina. Tale dimensione sar comun-
que un aspetto irrinunciabile della formazione scientifica e
una guida per tutto il percorso formativo.
MEZZI E RISORSE
I docenti di Scienze utilizzeranno, oltre il testo scolastico,
anche testi alternativi, riviste scientifiche e qualunque altro
materiale utile al raggiungimento degli obiettivi. Saranno re-
golarmente impiegate laula di scienze ed il laboratorio di
chimica per effettuare semplici esperimenti e laula audio-
visiva per la visione guidata di video di contenuto scientifico.
VALUTAZIONE VERIfICA
I docenti, sulla base di unosservazione sistematica dei pro-
cessi di maturazione e di acquisizione di capacit, che si
traducono anche in atteggiamenti seri e responsabili, ter-
ranno conto dei livelli di partenza di ciascuno, rispetto ai
quali valuteranno levoluzione in ambito sia cognitivo che
affettivo-comportamentale. La formulazione dei giudizi
non obbedir pertanto a criteri puramente sommativi, ma
terr conto, oltre che dellacquisizione dei saperi anche del-
limpegno, della frequenza, ecc Il controllo sistematico
del lavoro svolto sar realizzato attraverso colloqui orali,
discussioni e dibattiti, test e questionari.
Allinizio dellanno scolastico si somministreranno dei test
dingresso a risposta multipla per verificare i prerequisiti
in possesso degli alunni.
I docenti, infine, propongono le seguenti visite distruzione:
Osservatorio astronomico di Roccapalumba, Museo Pale-
ontologico e Orto Botanico dellUniversit di Palermo.
76
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
77
STORIA DELLARTE A061
Il Dipartimento disciplinare di Storia dellarte individua, per
quanto di pertinenza del suo specifico campo dazione e di
proposta culturale, gli obiettivi e le competenze che infor-
meranno la programmazione disciplinare e concorreranno
a delineare il quadro complessivo dellazione didattica
espressa dalla scuola nella sua globalit. Gli obiettivi e le
competenze sotto esplicitati sono enucleati dal PECUP (al-
legato A al DPR n. 89 del 2010) alla luce degli obiettivi spe-
cifici di apprendimento contenuti nelle Indicazioni nazio-
nali per i nuovi Licei.
AREA STORICO UMANISTICA
OBIETTIVI COMPETENZE
Conoscere la storia del territorio nazionale europeo ed in-
ternazionale, dallantichit ai giorni nostri.
Conoscere gli aspetti fondamentali della cultura e della
tradizione letterario artistico filosofica e scientifica ita-
liana ed europea.
Essere consapevoli del significato culturale ed economico
del patrimonio archeologico, architettonico ed artistico e
della necessit di preservarlo.
Comprendere diritti e doveri che caratterizzano lessere
cittadini, riconoscendo i contesti e gli spazi per il loro con-
sapevole esercizio.
Esplicitare un atteggiamento responsabile in rapporto al
territorio, allambiente e al patrimonio culturale.
Collocare nel tempo e nello spazio avvenimenti, contesti,
personaggi, movimenti e fatti artistici.
Utilizzare gli strumenti idonei per la fruizione consapevole
del patrimonio culturale.
AREA METODOLOGICA
OBIETTIVI COMPETENZE
Acquisire un metodo autonomo e flessibile avvalendosi
anche delle strategie ipotetico deduttive.
Condurre autonomamente ricerche e risolvere problemi
in situazioni nuove.
Sapere applicare le procedure del metodo sperimentale
di laboratorio, avvalendosene in contesti di ricerca non
strettamente scientifici.
AREA LOGICO ARGOMENTATIVA
OBIETTIVI COMPETENZE
Padroneggiare strumenti espressivi e argomentativi.
Ragionare con rigore logico e utilizzare gli strumenti
espressivi e argomentativi in distinti contesti comunica-
tivi.
AREA LINGUISTICA E COMUNICATIVA
OBIETTIVI COMPETENZE
Padroneggiare la lingua italiana nelle sue quattro abilit:
parlare, leggere, scrivere, ascoltare.
Comprendere testi differenti per natura e complessit.
Esporre con un linguaggio adeguato agli scopi comunica-
tivi
Studiare, ricercare e comunicare attraverso le TIC
Utilizzare i mezzi informatici in itinerari di ricerca e pro-
durre testi multimediali.
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE:
AREA CULTURALE (II biennio e V anno)
In conseguenza della progressiva entrata a regime della
riforma della scuola secondaria di secondo grado, ai
sensi del DPR 89/2010, che per la storia dellarte pre-
vede un aumento delle ore al primo anno del secondo
biennio (da 33 ore annue a 66), il curricolo di storia
dellarte contempla un ridisegno complessivo che con-
ferisce allo studio della disciplina un ritmo pi disteso
e consente ai docenti di riformulare la programmazione
disciplinare secondo un andamento sensibilmente mo-
dificato.
OBIETTIVI SPECIfICI DI APPRENDIMENTO
Con riferimento agli obiettivi specifici di apprendimento
contenuti nelle Indicazioni nazionali per il Liceo Classico, e
in accordo con la specificit del nostro territorio i docenti
hanno concordemente elaborato i nuclei essenziali del cur-
ricolo distribuiti nel secondo biennio e nel quinto anno.
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
CONTENUTI ORGANIZZATI IN MODULI E U.D.
Leventuale suddivisione del programma di studi in Moduli
e Unit Didattiche si impernier sulla ricorrenza di nuclei
tematici specifici delle arti visive quali le tecniche, i temi, i
contenuti iconografici, i rapporti con la sfera del sacro o il
pensiero scientifico, le tecnologie dellarchitettura. Ogni
modulo sar presentato agli alunni secondo un approccio
globale e integrato come un percorso nel quale sar data
possibilit agli allievi di affinare o rinforzare conoscenze e
competenze specifiche e diverse. In congruenza con i per-
corsi proposti sar prospettata agli allievi una specifica
prova di verifica dei traguardi conseguiti. nei diversi moduli
78
NUCLEI ESSENZIALI DEL CURRICOLO
II BIENNIO V ANNO
I LICEO II LICEO III LICEO
Arte greca: sue origini (con riferi-
mento alle civilt orientali) e sviluppo,
con particolare riferimento alla civilt
siceliota e della Magna Graecia, e spe-
cifiche attivit di conoscenza dellin-
sediamento akragantino;
Arte etrusca (sue origini e sviluppo).
Arte romana (sue origini e sviluppo).
Arte dei primi secoli del cristianesimo:
Tardo Antico, Paleocristiano, Bizan-
tino.
LArte medievale
Il Romanico, le varie tradizioni regio-
nali con particolare attenzione al ro-
manico siciliano di matrice nor-
manna.
Il Gotico, le sue origini nellIle-de-
France e la sua diffusione in tutta Eu-
ropa.
Il Gotico italiano: Pittura, Scultura, Ar-
chitettura.
La pittura del Trecento.
Arte del Rinascimento: Il Quattro-
cento e il Cinquecento nelle linee ge-
nerali e negli sviluppi locali.
il Seicento - lArte barocca, tardo ba-
rocca e Rococ;
Il Settecento:
Larte dei regni assolutisti: lAncien
Rgime.
Larte nellilluminismo: lo spirito del-
lenciclopedia nelle arti visive.
Larte e la rivoluzione industriale:
prime manifestazioni della modernit.
LOttocento: tra neoclassicismo e Ro-
manticismo.
Le ricerche pittoriche nella prima met
del XIX secolo.
Il Realismo nellarte.
La grande stagione impressionista e
post impressionista.
Il novecento: Le avanguardie artisti-
che: gliismi figurativi.
I maggiori rappresentanti e movi-
menti.
Larte nei regimi totalitari.
Larte nel dopoguerra: cenni allarte
contemporanea.
Si riporta nella presente programmazione estratto della
programmazione elaborata dal dipartimento di storia del-
larte nella seduta del 9 settembre 2011, che illustra la
scansione annuale dei curricoli secondo il quadro orario
precedente la riforma:
NUCLEI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA
II BIENNIO V ANNO
I LICEO II LICEO III LICEO
Arte greca: sue origini (con riferi-
mento alle civilt orientali) e sviluppo,
con particolare riferimento alla civilt
siceliota e della Magna Graecia;
Arte etrusca (sue origini e sviluppo).
Arte romana (sue origini e sviluppo).
Arte dei primi secoli del cristianesimo:
Tardo Antico, Paleocristiano, Bizan-
tino.
LArte medievale
- Il Romanico, le varie tradizioni re-
gionali con particolare attenzione al
romanico siciliano di matrice nor-
manna.
- Il Gotico, le sue origini nellIle-de-
France e la sua diffusione in tutta Eu-
ropa.
Il Gotico italiano: Pittura, Scultura,
Architettura.
La pittura del Trecento.
Arte del Rinascimento: Il Quattro-
cento e il Cinquecento nelle linee ge-
nerali e negli sviluppi locali.
il Seicento - lArte barocca, tardo ba-
rocca e Rococ;
Il Settecento:
Larte dei regni assolutisti: lAncien R-
gime.
Larte dellilluminismo: lo spirito del-
lenciclopedia nelle arti visive. Larte e
la rivoluzione industriale: prime mani-
festazioni della modernit.
LOttocento: tra neoclassicismo e Ro-
manticismo.
Le ricerche pittoriche nella prima met
del XIX secolo.
Il Realismo nellarte.
La grande stagione impressionista e
post impressionista.
Il novecento: Le avanguardie artisti-
che: gliismi figurativi.
I maggiori rappresentanti e movi-
menti.
Larte nei regimi totalitari.
Larte nel dopoguerra: cenni allarte
contemporanea.
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
sar ricercata la messa a fuoco di particolari modi di cono-
scere e apprendere, e si cercher di valorizzare i diversi stili
di apprendimento che contraddistinguono le individualit
degli alunni.
INDICAZIONE DEI TEMPI DI ATTUAZIONE
I percorsi didattici verranno scanditi rispettando le sca-
denze di fondo individuate dal Collegio Docenti: trimestre
e pentamestre con verifica intermedia come consentito in
materia di autonomia organizzativa dellofferta didattica.
Sar compito dei singoli docenti, in sede di programma-
zione, individuare le scansioni dei curricoli e dei momenti
di verifica, tenendo costantemente sotto controllo limpre-
scindibile esigenza di accertare che vi sia, da parte degli
studenti, una adeguata risposta al dialogo educativo, ed
una efficace e misurabile progressione nelle loro cono-
scenze.
METODOLOGIA
Le scelte metodologiche hanno loro fondamento nelle pra-
tiche tradizionali di insegnamento: momento centrale della
didattica sar la lezione frontale. Alla tradizionale lezione
frontale potranno (compatibilmente con lorientamento e
le scelte metodologiche personali dei singoli docenti, e con
leventuale interesse manifestato dallle famiglie e dagli stu-
denti), aggiungersi metodologie finalizzate a favorire negli
allievi lacquisizione, linteriorizzazione e la maturazione di
stili di apprendimento personali, efficaci e innovativi. Par-
tendo dal vincolo dellesiguo monte orario sar proposta,
ove le condizioni del contesto classe lo permettano, una
didattica innovativa nelle forme del laboratorio, dellap-
prendimento collaborativo e cooperativo (attraverso lavori
individuali e di gruppo), il mobile learning, con lausilio dei
mezzi di comunicazione ormai largamente disponibili
presso le giovani generazioni (smartphone, tablet, iPad), la
costruzione di pagine wiki, lapprendimento per progetti
(Project Based Learning), la Flipped Classroomin modo da
trasformare il suddetto vincolo in una opportunit di spe-
rimentazione didattica.
CARICO DI LAVORO DOMESTICO
Il carico di lavoro domestico, congruentemente allinci-
denza delle ore di storia dellarte nel curricolo complessivo,
sar concentrato nel tempo necessario allacquisizione dei
contenuti. Tali contenuti saranno restituiti dallalunno in
forma prevalentemente orale. Occasionalmente agli alunni
sar chiesto di produrre testi di limitata estensione (recen-
sioni, descrizioni scritte di opere ecc..) ovvero di istruire
materiali per il lavoro laboratoriale, da compiersi in aula in
gruppi limitati. Tutte le attivit sopra descritte possono ap-
prossimativamente quantificarsi in un carico di lavoro pari
allimpegno in aula.
MEZZI E RISORSE
I mezzi strumentali disponibili per la proposta didattica
sono, oltre al consueto libro di testo e di imprescindibile ri-
ferimento:
i sussidi audiovisivi: LIM, filmati, repertori fotografici;
Tutte le risorse disponibili in rete (siti reference, portali
dedicati alla disciplina storia dellarte, siti istituzionali
di musei e fondazioni, siti di istituzioni educative e sco-
lastiche, podcast estratti da siti dedicati allarte;
le disponibilit della biblioteca;
altri testi, anche in lingua inglese, allo scopo di prepa-
rare adeguatamente il terreno allavvento, negli anni a
venire (quinto anno) alla didattica secondo la metodo-
logia CLIL (Content and Language Integrated Learning)
nello spirito della riforma in atto;
STRUMENTI DIDATTICI E DI VERIfICA
Tenendo nella dovuta considerazione il monte ore del cur-
ricolo di storia dellarte, e considerando il momento della
valutazione un importante strumento di verifica soprat-
tutto dellefficacia dellazione didattica, potranno esser ef-
fettuati, a discrezione del singolo docente momenti di ve-
rifica secondo tipologie diversificate (colloqui e/o eventuali
verifiche scritte in distinte tipologie di prova: strutturata,
semistrutturata, aperta, ecc).
La diversificazione di momenti e tipologie di verifica deve
servire a valorizzare competenze e stili di apprendimento
negli studenti che sono necessariamente personali e diffe-
renziati, a rinforzare positivamente in loro il senso della
congruenza fra i percorsi proposti dallinsegnante e il mo-
mento della valutazione, e il gusto di vedere le proprie in-
clinazioni e competenze valorizzate al meglio.
PERIODICITA DELLE VERIfICHE
Sar cura dei docenti prevedere ripetuti momenti di veri-
fica anche non formale nellambito della scansione del-
lanno scolastico in trimestre e pentamestre. Si pu ipotiz-
zare un ritmo bimestrale delle verifiche, che si sovrappone
e si integra con il calendario suddiviso in trimestre e pen-
tamestre. I momenti di verifica saranno ripetuti anche nel
caso di insoddisfacente prestazione degli alunni, sia su
istanza degli alunni, sia su iniziativa del docente.
VALUTAZIONE
Il momento della valutazione:
terr presenti le condizioni di partenza della classe e
del singolo studente e considerer i traguardi conse-
guiti;
offrir agli studenti le condizioni di trasparenza per per-
mettere loro di ritrovarsi serenamente nel momento
valutativo;
dovr consentire, in un clima di serenit, agli studenti
di misurare i propri progressi, e ai docenti di verificare
e misurare lefficacia della propria azione didattica;
RECUPERO E/O SOSTEGNO
Il recupero di casi di scarso rendimento sar attentamente
monitorato dai docenti, che concorderanno, nelle forme e
nei tempi pi acconci, opportune strategie di recupero
delle lacune rilevate nel corso dellanno scolastico. Analo-
gamente sar curata, da parte dei docenti del diparti-
mento, ogni iniziativa volta a sostenere gli alunni dal profilo
eccellente, al fine di valorizzare inclinazioni talenti e inte-
ressi manifestati dagli allievi.
NODI DI RACCORDO TRA
DISCIPLINE EPISTEMOLOGICAMENTE AffINI
Le competenze di ambito hanno carattere trasversale e co-
stituiscono il denominatore comune alle discipline episte-
mologicamente affini dellasse o allarea. La loro individua-
zione permette di costruire percorsi di lavoro comuni tra
pi discipline.
In particolare i docenti di la storia dellarte, grazie allo
speciale statuto epistemologico della disciplina che le
consente di dialogare proficuamente con tutte le disci-
pline del curricolo, nei singoli consigli di classe puntualiz-
zeranno e proporranno temi, percorsi ed ambiti per una
79
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
progettazione unificata o integrata, con i titolari di inse-
gnamenti quali lingua straniera, lettere, scienze della
terra, storia, filosofia matematica o fisica. Ci potr at-
tuarsi nel caso di disponibilit di docenti delle altre disci-
pline che vorranno provarsi nella progettazione integrata
di segmenti comuni.
ATTIVITA E PROGETTI CURRICULARI
ED EXTRACURRICULARI
INERENTI ALLE DISCIPLINE DELLAREA
Come consuetudine nella scuola, si proporr agli studenti
la partecipazione a attivit e progetti quali:
Giornate FAI di Primavera;
Concorso Archeociak
Olimpiadi del Patrimonio
VISITE GUIDATE E VIAGGI DISTRUZIONE
COERENTI CON LE DISCIPLINE DELLASSE
Di concerto con i docenti di discipline quali Latino, Italiano,
Greco, Lingua straniera, Storia e filosofia, si formuleranno
proposte di itinerari di conoscenza diretta dei luoghi e dei
contesti storico artistici di produzione dei manufatti og-
getto di studio nei diversi anni del triennio. Si rimanda alle
singole programmazioni nellambito dei Consigli di classe
per la specificazione delle mete dei viaggi di istruzione e
delle visite guidate.
80
DIRITTO ED ECONOMIA A019
PROGETTAZIONE PER COMPETENZE
Discipline Giuridiche ed Economiche a.s. 2012/2013
I docenti del dipartimento hanno stilato la programma-
zione per il triennio, aderendo alle linee guida del Pecup,
di cui allallegato A inserito nel D.P.R 15 marzo 2010 n.89,
al fine di individuare gli obiettivi e le competenze adeguate
alle discipline.
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
Al termine degli studi liceali, lo studente dovr avere ac-
quisito le competenze qui di seguito elencate, attraverso il
raggiungimento degli obiettivi individuati nelle aree speci-
ficate dal PECUP.
AREA METODOLOGICA
OBIETTIVI COMPETENZE
Acquisire un metodo autonomo e flessibile
Conduce autonomamente ricerche e risolve problemi in
situazioni nuove.
AREA LOGICO ARGOMENTATIVA
OBIETTIVI COMPETENZE
Padroneggiare strumenti espressivi e argomentativi.
Ragiona con rigore logico e utilizza gli strumenti espressivi
ed argomentativi in distinti contesti comunicativi.
AREA LINGUISTICA E COMUNICATIVA
OBIETTIVI COMPETENZE
Padroneggiare la lingua italiana
Comprende testi differenti per natura e complessit.
Espone con linguaggio adeguato ai contesti e agli scopi co-
municativi.
AREA STORICO-UMANISTICA
COMPETENZE
Conoscere i presupposti culturali e la natura delle Istitu-
zioni politiche, giuridiche , sociali ed economiche europee
e nazionali.
Conoscere sommariamente la storia del territorio nazio-
nale ed europeo dei nostri giorni
Essere consapevole del significato culturale , economico
e giuridico del nostro patrimonio archeologico architetto-
nico e artistico
Comprendere diritti e doveri che caratterizzano lessere
cittadini
Utilizza gli strumenti idonei per la fruizione consapevole
del patrimonio culturale
Sa collocare nel tempo e nello spazio gli avvenimenti, i
contesti e i personaggi.
TEMI E TEMPI DEI PERCORSI DIDATTICI
SECONDO BIENNIO
II Liceo
Ordinamento giuridico: Stato radici storiche
La Costituzione
Gli organi costituzionali
Lo Stato nella comunit internazionale
QUINTO ANNO
III Liceo
Organizzazione economica della societ: produzione
distribuzione della ricchezza domanda offerta red-
dito nazionale.
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
Le tradizioni di ricerca in economia politica.
Storia del pensiero economico. La rivoluzione Keyne-
siana.
Le principali tematiche macroeconomiche.
Lintervento dello Stato in economia..
I percorsi didattici verranno scanditi rispettando le sca-
denze di fondo individuate dal Collegio dei Docenti (trime-
stre e pentamestre, con la verifica intermedia).
Sar compito dei singoli docenti, in sede di programma-
zione, individuare le scansioni dei curriculi.
SCELTE METODOLOGICHE
La lezione frontale, linstaurazione progressiva del metodo
democratico-partecipativo e la costante verifica dei dati co-
gnitivi proposti, costituiscono, le principali linee strategiche
dellazione metodologica che si intende realizzare .
I docenti unanimemente riconoscono la priorit pi che
dello svolgimento dei programmi della creazione di un con-
testo emotivo ed affettivo contrassegnato dalla serenit e
costante tensione verso la libert responsabile.
MEZZI E RISORSE
Per quanto riguarda i sussidi didattici, i docenti intendono
avvalersi , oltre che dei manuali in adozione, anche di ul-
teriori pubblicazioni , Costituzione,Codice civile
Le classi liceali parteciperanno ad iniziative culturali di ca-
rattere extracurricolare qualora i docenti ne dovessero rav-
visare lutilit e la scientificit.
VALUTAZIONE E VERIfICA
I docenti procederanno con verifiche agili e frequenti in
modo da calibrare in itinere la programmazione, ci al fine
di comunicare alle famiglie i risultati dei processi cognitivi e
formativi raggiunti dagli alunni. Oltre alle verifiche condotte
mediante colloqui si utilizzeranno altri strumenti quali:
Osservazioni sistematiche;
Dialogo continuo;
Interventi personali degli alunni.
non si esclude, qualora il docente lo ritenga opportuno, la
possibilit di integrare la valutazione con prove scritte e/o
questionari.
Il dipartimento stabilir, nel corso dellanno scolastico,
date, tipologie e modalit di prove simulate da realizzare
nelle due classi in funzione degli Esami di Stato.
Le verifiche verranno effettuate tenendo conto degli obiet-
tivi programmati.
81
SCIENZE MOTORIE - EDUCAZIONE fISICA A029
OBIETTIVI SPECIfICI DI APPRENDIMENTO
Adattarsi a situazioni nuove e comunicare in modo glo-
balmente efficace. Migliorare il controllo del gesto, la
conoscenza e la consapevolezza delle capacit del pro-
prio corpo.
Porsi in relazione con gli altri in modo corretto ( rispetto
delle regole, anche nello sport) ed essere in grado di la-
vorare in gruppo.
Utilizzare le capacit motorie in modo adeguato alle di-
verse situazioni;
Praticare le attivit sportive sia individuali che di squa-
dra in forma appropriata e controllata;
Assumere stili di vita e comportamenti responsabili nei
confronti della salute dinamica, conferendo il giusto va-
lore allattivit fisica e sportiva.
Assumere comportamenti responsabili nei confronti
del comune patrimonio ambientale.
PRIMO BIENNIO
SUDDIVISIONE PER MODULI
MODULO A: Organi e apparati
Competenze: denominare e descrivere le funzioni tipi-
che del sistema muscolare, degli apparati cardiaco, di-
gerente e nervoso.scheletrico, articolare e muscolare;
UNITA DIDATTICHE:
Lapparato locomotore;
Lo scheletro: ossa, articolazioni
Gli effetti del movimento sulle ossa;
Gli effetti del movimento sulle articolazioni;
I muscoli
Gli effetti del movimento sui muscoli;
Paramorfismi e dismorfismi
Lapparato cardio- circolatorio
Tempi di attuazione: Le U. D. teoriche si svolgeranno alter-
nate alle U.D. pratiche nei mesi di settembre ottobre- no-
vembre- dicembre.
MODULO B : COMPLETAMENTO DELLO SVILUPPO fUN-
ZIONALE DELLE CAPACITA MOTORIE
Competenze : A fine anno lalunno dovr dimostrare un
miglioramento della sua capacit iniziale di:
eseguire movimenti con lescursione pi ampia possi-
bile nellambito del normale raggio di movimento arti-
colare; 2) tollerare un carico di lavoro submassimale
per un tempo prolungato; 3) vincere resistenze rappre-
sentate dal carico naturale o da un carico addizionale
di entit adeguata; 4) compiere azioni nel pi breve
tempo possibile
UNITA DIDATTICHE
Test dingresso per ciascuna delle capacit condizionali
La mobilit:
esercizi di mobilizzazione a corpo libero (individuali e a
coppie);
esercizi con i piccoli attrezzi (bacchette, funicella, ecc.);
esercizi ai grandi attrezzi;
stretching.
La resistenza
Corsa lenta e prolungata (corsa in endurance);
Corsa con variazioni di ritmo;
Esercizi di opposizione-resistenza;
Circuiti e percorsi
La forza
Esercizi a carico naturale;
Esercizi con sovraccarico;
Esercizi a coppie;
La velocit
Esercizi di reazione a segnali diversi;
Prove ripetute su brevi distanze;
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
Sprint con partenza da diverse posizioni;
Esercizi con la funicella;
Tempi di attuazione: ottobre- novembre-dicembre
MODULO C : PERCEZIONE DI SE
Competenze : 1) avere controllo segmentario; 2) realiz-
zare movimenti in forma economica e adeguati alle di-
verse situazioni spazio-temporali;3) controllare il pro-
prio corpo nello spazio e recuperare la corretta postura
dopo un intervento perturbatorio.
UNITA DIDATTICHE:
Coordinazione dinamica generale e equilibrio
Esercizi di preacrobatica (capovolte, verticale sulle mani)
Esercizi di riduzione della base di appoggio al suolo, sul
posto e in movimento
Esercizi di coordinazione oculo-manuale;
Esercizi di coordinazione oculo-podalica;
Attivit individuali e di gruppo in forme variate e sem-
pre pi complesse;
Tempi di attuazione: gennaio- febbraio
MODULO D: LO SPORT, LE REGOLE E IL fAIR PLAY
Competenze: sapere applicare le strategie tecnico-tat-
tiche dei giochi sportivi, sapere affrontare il confronto
agonistico con vero fair play, saper assumere diversi
ruoli e le relative responsabilit sia nellarbitraggio che
in compiti di giuria.
UNITA DIDATTICHE:
Fondamentali di gioco della pallavolo;
Partite di pallavolo;
Fondamentali di gioco della pallacanestro;
Partite di pallacanestro;
Fondamentali di gioco del calcio a 5;
Partite di calcetto;
Tempi di attuazione: Tuto lanno
Esercizi propedeutici al getto del peso e tecnica di lan-
cio;
Esercizi propedeutici e tecnica del salto in alto
Esercizi propedeutici e tecnica del salto in lungo
Prove di velocit e partenza dai blocchi;
Movimenti principali della ginnastica artistica e dellae-
robica;
Tempi di attuazione: febbraio- marzo-aprile- maggio.
MODULO E: SALUTE, BENESSERE, SICUREZZA E PREVEN-
ZIONE
Competenze: sapere assumere stili di vita e comporta-
menti attivi nei confronti della propria salute.
UNITA DIDATTICHE:
Concetto di salute dinamica;
Educazione alimentare
Prevenzione e sicurezza nel comportamento stradale
scuola e palestra
Le dipendenze: tabacco, alcool, droga,
Tempi di attuazione: Le U. D. teoriche si svolgeranno al-
ternate alle U.D. pratiche nei mesi di gennaio, febbraio,
marzo, aprile.
I tempi di attuazione previsti sono indicativi e potranno su-
bire delle modifiche, in quanto la specificit della disciplina
comporta che in ogni unit didattica, si lavori contempo-
raneamente con pi contenuti e obiettivi.
METODOLOGIA
nelleffettuazione dellattivit didattica si terranno in giusta
considerazione il grado di preparazione degli alunni/e e le
loro caratteristiche psicofisiche, rilevate tramite lesecu-
zione di test. Le esercitazioni saranno svolte con impiego
di movimenti naturali variandoli di intensit, di ritmo e di
misura, in considerazione del sesso e dellet. Si cercher
di operare in modo attivo e produttivo, favorendo linseri-
mento sociale e promuovendo il lavoro di gruppo. Si alter-
ner il metodo analitico al globale in funzione dellattivit
svolta. Per lo studio degli aspetti teorici e scientifici della
disciplina, anche in collaborazione con linsegnante di
scienze, in modo da sottoporre gli alunni delle classi inte-
ressate ai diversi aspetti degli argomenti in comune, si ef-
fettueranno lezioni frontali e partecipate con relativi ap-
profondimenti, ricerche e verifiche, talvolta usando gli au-
diovisivi e le tecnologie informatiche. Si cercher di coin-
volgere la totalit degli studenti, ed eventuali alunni im-
possibilitati a svolgere attivit pratica, saranno invitati a se-
guire da vicino le esercitazioni per meglio cogliere gli
aspetti teorici dei contenuti dei quali dovranno dimostrare
la conoscenza ed effettuare approfondimenti attraverso re-
lazioni, ricerche, ecc.., ed inoltre potranno svolgere compiti
di assistenza, di giuria o di arbitraggio.
MEZZI E RISORSE
Palestra coperta e due palestre scoperte. Attrezzi piccoli e
grandi, codificati e non. Libri di testo, fotocopie e sussidi
audiovisivi.
VERIfICHE
Allinterno di ogni modulo sar verificato il miglioramento
conseguito da ogni singolo alunno, sia attraverso test con
rilevamenti metrici e cronometrici che con osservazioni si-
stematiche.
VALUTAZIONE
Per ogni obiettivo si valuter il significativo miglioramento
conseguito da ogni studente sia in senso quantitativo che
qualitativo. La valutazione nel corso del processo educativo
sar formulata e riferita al raggiungimento degli obiettivi edu-
cativi e didattici attraverso lutilizzo della seguente griglia:
82
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
partecipazione interesse impegno conoscenze abilit motorie progr. dapprend. giudizio sintetico Voto
nulla inesistente carente inconsist. irrilev. negativa gravem. Scarso 2 3
di disturbo inadeguata sporadico Lacunose disorganizzate insignificante Scarso 4
Passiva insoddisfacente incostante frammentarie Limitate modesta Mediocre 5
Discontinua accettabile quasi assiduo superficial adeguate positiva suff. 6
recettiva soddisfacente perseverante approfondite organizzate apprezzabile Discreto 7
Attiva considerevole tenace approf. e collegate elaborate consistente Buono 8
costruttiva notevole lodevole Solide pers. elaborate pregevole ottimo eccell. 9-10
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
PROGETTO DIDATTICO DELLA DISCIPLINA
Obiettivi specifici di apprendimento
Adattarsi a situazioni nuove e comunicare in modo glo-
balmente efficace. Migliorare il controllo del gesto, la
conoscenza e la consapevolezza delle capacit del pro-
prio corpo.
Porsi in relazione con gli altri in modo corretto ( rispetto
delle regole, anche nello sport) ed essere in grado di la-
vorare in gruppo.
Utilizzare le capacit motorie in modo adeguato alle di-
verse situazioni;
Praticare le attivit sportive sia individuali che di squa-
dra in forma appropriata e controllata;
Assumere stili di vita e comportamenti responsabili nei
confronti della salute dinamica, conferendo il giusto va-
lore allattivit fisica e sportiva.
Assumere comportamenti responsabili nei confronti
del comune patrimonio ambientale.
SECONDO BIENNIO E QUINTO ANNO
SUDDIVISIONE PER MODULI
MODULO A : Organi e apparati
Competenze : denominare e descrivere le funzioni tipi-
che del sistema muscolare, degli apparati cardiaco, di-
gerente e nervoso.scheletrico, articolare e muscolare;
UNITA DIDATTICHE:
Lapparato locomotore;
Lapparato respiratorio
Lapparato cardio- circolatorio
Lapparato digerente
Il sistema nervoso
Tempi di attuazione: Le U. D. teoriche si svolgeranno alter-
nate alle U.D. pratiche nei mesi di settembre ottobre- no-
vembre- dicembre.
MODULO B : COMPLETAMENTO DELLO SVILUPPO fUN-
ZIONALE DELLE CAPACITA MOTORIE
Competenze : A fine anno lalunno dovr dimostrare un
miglioramento della sua capacit iniziale di:
eseguire movimenti con lescursione pi ampia possi-
bile nellambito del normale raggio di movimento arti-
colare; 2) tollerare un carico di lavoro submassimale
per un tempo prolungato; 3) vincere resistenze rappre-
sentate dal carico naturale o da un carico addizionale
di entit adeguata; 4) compiere azioni nel pi breve
tempo possibile
UNITA DIDATTICHE
Test dingresso per ciascuna delle capacit condizionali
La mobilit:
esercizi di mobilizzazione a corpo libero (individuali e a
coppie);
esercizi con i piccoli attrezzi (bacchette, funicella, ecc.);
esercizi ai grandi attrezzi;
stretching.
La resistenza
Corsa lenta e prolungata (corsa in endurance);
Corsa con variazioni di ritmo;
Esercizi di opposizione-resistenza;
Circuiti e percorsi
La forza
Esercizi a carico naturale;
Esercizi con sovraccarico;
Esercizi a coppie;
La velocit
Esercizi di reazione a segnali diversi;
Prove ripetute su brevi distanze;
Sprint con partenza da diverse posizioni;
Esercizi con la funicella;
Tempi di attuazione: ottobre- novembre-dicembre
MODULO C : PERCEZIONE DI SE
Competenze : 1) avere controllo segmentario; 2) realiz-
zare movimenti in forma economica e adeguati alle di-
verse situazioni spazio-temporali;3) controllare il pro-
prio corpo nello spazio e recuperare la corretta postura
dopo un intervento perturbatorio.
UNITA DIDATTICHE:
Coordinazione dinamica generale e equilibrio
Esercizi di preacrobatica (capovolte, verticale sulle
mani)
Esercizi di riduzione della base di appoggio al suolo, sul
posto e in movimento
Esercizi di coordinazione oculo-manuale;
Esercizi di coordinazione oculo-podalica;
Attivit individuali e di gruppo in forme variate e sem-
pre pi complesse;
Tempi di attuazione: gennaio- febbraio
MODULO D: LO SPORT, LE REGOLE E IL fAIR PLAY
Competenze: sapere applicare le strategie tecnico-tat-
tiche dei giochi sportivi, sapere affrontare il confronto
agonistico con vero fair play, saper assumere diversi
ruoli e le relative responsabilit sia nellarbitraggio che
in compiti di giuria.
UNITA DIDATTICHE:
Fondamentali di gioco della pallavolo;
Partite di pallavolo;
Fondamentali di gioco della pallacanestro;
Partite di pallacanestro;
Fondamentali di gioco del calcio a 5;
Partite di calcetto;
Tempi di attuazione: Tutto lanno
Esercizi propedeutici al getto del peso e consolida-
mento della tecnica di lancio;
Esercizi propedeutici e consolidamento della tecnica
del salto in alto
Esercizi propedeutici e consolidamento della tecnica
del salto in lungo
Prove di velocit e partenza dai blocchi;
Esercizi propedeutici e tecnica della corsa ad ostacoli;
Esercizi propedeutici e tecnica del lancio del disco;
Movimenti principali della ginnastica artistica e dellae-
robica;
Tempi di attuazione: febbraio- marzo-aprile- maggio.
MODULO E: SALUTE, BENESSERE, SICUREZZA E PREVEN-
ZIONE
Competenze: sapere assumere stili di vita e comporta-
menti attivi nei confronti della propria salute.
UNITA DIDATTICHE:
Concetto di salute dinamica;
Educazione alimentare
Le dipendenze: tabacco, alcool, droga,
Il doping
Principali traumi sportivi
Elementari tecniche di primo soccorso;
Cenni storici sullevoluzione delleducazione fisica.
Tempi di attuazione: Le U. D. teoriche si svolgeranno
alternate alle U.D. pratiche nei mesi di gennaio, febbraio,
marzo, aprile.
83
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
I tempi di attuazione previsti sono indicativi e potranno su-
bire delle modifiche, in quanto la specificit della disciplina
comporta che in ogni unit didattica, si lavori contempo-
raneamente con pi contenuti e obiettivi.
METODOLOGIA
nelleffettuazione dellattivit didattica si terranno in giusta
considerazione il grado di preparazione degli alunni/e e le
loro caratteristiche psicofisiche, rilevate tramite lesecu-
zione di test. Le esercitazioni saranno svolte con impiego
di movimenti naturali variandoli di intensit, di ritmo e di
misura, in considerazione del sesso e dellet. Si cercher
di operare in modo attivo e produttivo, favorendo linseri-
mento sociale e promuovendo il lavoro di gruppo. Si alter-
ner il metodo analitico al globale in funzione dellattivit
svolta. Per lo studio degli aspetti teorici e scientifici della
disciplina, anche in collaborazione con linsegnante di
scienze, in modo da sottoporre gli alunni delle classi inte-
ressate ai diversi aspetti degli argomenti in comune, si ef-
fettueranno lezioni frontali e partecipate con relativi ap-
profondimenti, ricerche e verifiche, talvolta usando gli au-
diovisivi e le tecnologie informatiche. Si cercher di coin-
volgere la totalit degli studenti, ed eventuali alunni im-
possibilitati a svolgere attivit pratica, saranno invitati a se-
guire da vicino le esercitazioni per meglio cogliere gli
aspetti teorici dei contenuti dei quali dovranno dimostrare
la conoscenza ed effettuare approfondimenti attraverso re-
lazioni, ricerche, ecc.., ed inoltre potranno svolgere compiti
di assistenza, di giuria o di arbitraggio.
MEZZI E RISORSE
Palestra coperta e due palestre scoperte. Attrezzi piccoli e
grandi, codificati e non. Libri di testo, fotocopie e sussidi
audiovisivi.
VERIfICHE
Allinterno di ogni modulo sar verificato il miglioramento
conseguito da ogni singolo alunno, sia attraverso test con
rilevamenti metrici e cronometrici che con osservazioni si-
stematiche.
VALUTAZIONE
Per ogni obiettivo si valuter il significativo miglioramento
conseguito da ogni studente sia in senso quantitativo che
qualitativo. La valutazione nel corso del processo educativo
sar formulata e riferita al raggiungimento degli obiettivi
educativi e didattici attraverso lutilizzo della seguente gri-
glia:
84
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
partecipazione interesse impegno conoscenze abilit motorie progr. dapprend. giudizio sintetico Voto
nulla inesistente carente inconsist. irrilev. negativa gravem. Scarso 2 3
di disturbo inadeguata sporadico Lacunose disorganizzate insignificante Scarso 4
Passiva insoddisfacente incostante frammentarie Limitate modesta Mediocre 5
Discontinua accettabile quasi assiduo superficial adeguate positiva suff. 6
recettiva soddisfacente perseverante approfondite organizzate apprezzabile Discreto 7
Attiva considerevole tenace approf. e collegate elaborate consistente Buono 8
costruttiva notevole lodevole Solide pers. elaborate pregevole ottimo eccell. 9-10
A partire dallanno scolastico 2007-2008, come previsto dal
comma 622 della legge finanziaria 2007, listruzione obbli-
gatoria impartita per almeno dieci anni. Questo ha com-
portato unattenta riflessione sulle competenze che, in
base al Regolamento sullobbligo distruzione(diramato con
D.M. 139 del 22 agosto 2007; G.U. n. 202 del 31 agosto
2007), devono essere raggiunte dagli studenti alla fine del
biennio.
La finalit dellobbligo distruzione duplice:
1. assicurare che tutti gli alunni, indipendentemente dal
corso di studi frequentato, acquisiscano a sedici anni le
competenze chiave per lapprendimento permanente,
indicate dallUE il 18 dicembre 2006 come mete irrinun-
ciabili per la cittadinanza europea;
2. arginare il fenomeno della dispersione scolastica, facili-
tando anche i passaggi da un corso di studi allaltro. Lin-
nalzamento dellobbligo di istruzione non incide sugli at-
tuali ordinamenti, che, dunque,conservano immutate le
loro diverse identit. Tuttavia, ogni percorso di studio
dovr predisporre nel biennio obbligatorio una program-
mazione tale da consentire ad ogni alunno lacquisizione
delle otto competenze chiave di cittadinanza:
imparare ad imparare;
progettare;
comunicare;
collaborare e partecipare;
agire in modo autonomo e responsabile;
risolvere problemi;
individuare collegamenti e relazioni;
acquisire ed interpretare linformazione.
Il perseguimento di questi obiettivi dovr avvenire attra-
verso conoscenze, abilit e competenze di base ricondotte
a quattro assi culturali: asse dei linguaggi, asse matema-
tico, asse scientifico-tecnologico,asse storico-sociale, che i
docenti del biennio hanno tenuto presenti nello stilare le
programmazioni dipartimentali.
Dallanno scolastico 2010/2011 viene utilizzato il modello
di certificazione delle competenze acquisite nellassolvi-
mento dellobbligo di istruzione di cui al D.M. 27/01/2010
n9.
6.4 LOBBLIGO DI ISTRUZIONE
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
85
i fondamenti epistemologici e il metodo proprio delle
discipline scientifiche.
Inoltre dovranno:
conoscere le linee di sviluppo della nostra civilt nei
suoi diversi aspetti, valorizzando anche le opportunit,
straordinariamente favorevoli, e la specificit che il ter-
ritorio offre;
riconoscere il valore della tradizione come possibilit
di comprensione critica del presente;
aver maturato nei vari ambiti disciplinari una solida ca-
pacit di argomentare e di riflettere criticamente sulle
forme del sapere quali esse si manifestano in una so-
ciet sempre pi articolata e complessa.
6.5 PROfILO fORMATIVO DELLALUNNO ALLA fINE DEL TRIENNIO
Le studentesse e gli studenti, alla fine del quinquennio,
viste lidentit della scuola e le indicazioni nazionali do-
vranno aver acquisito:
una coscienza civile nel rispetto della libert personale
e dei diritti altrui;
un metodo di lavoro autonomo, razionale e consape-
vole per affrontare con sicurezza gli studi universitari;
una capacit progettuale adeguata ai rapidi mutamenti
della societ;
la conoscenza della lingue classiche necessaria per la
comprensione dei testi greci e latini anche al fine di rag-
giungere una sicura padronanza della lingua italiana;
una sicura capacit comunicativa anche in lingua stra-
niera;
degli apprendimenti;
assicurare impegno da parte dei docenti nel con-
fronto e nella pianificazione delle attivit di verifica
e nellassegnazione dei compiti a casa.
Nel contempo il genitore/affidatario si impegna a:
riconoscere la figura docente come alleato nel per-
seguire la formazione e leducazione del proprio fi-
glio (disponibilit al colloquio, al confronto propo-
sitivo e alla collaborazione nelle situazioni quoti-
diane e in relazione a possibili problematiche);
manifestare fiducia e rispetto della professionalit
docente e del suo operato (accogliere positiva-
mente le proposte di lavoro, valorizzare/accettare
consigli ed interventi educativi, continuare in fami-
glia le strategie educative concordate);
contenere eventuali tensioni dovute a reciproche
incomprensioni o punti di vista diversi (confronto ri-
spettoso e diretto con il docente interessato tramite
richiesta di colloquio individuale con il coordinatore
e/con gli altridocenti);
garantire vicinanza e attenzione al cammino scola-
stico dei figli e sollecitudine nel soddisfare le richie-
ste degli insegnanti (controllo dei lavori da svolgere
a casa, di eventuali avvisi e delle richieste specifiche
di materiale scolastico);
partecipare alle riunioni ordinarie e alla vita scola-
stica;
rispettare gli orari e il Regolamento dIstituto vi-
gente.
2. Disciplina
Il genitore/affidatario, nel sottoscrivere il presente
patto consapevole che:
le infrazioni disciplinari da parte dellalunno/stu-
dente possono dar luogo a sanzioni disciplinari;
nelleventualit di danneggiamenti o lesioni a per-
sone la sanzione ispirata al principio della ripara-
6.6 PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA
(Art. 3 D. P. R. 21 novembre 2007, n. 235)
IL GENITORE/AffIDATARIO
E IL DIRIGENTE SCOLASTICO
visto lart. 3 del DPR 235/2007,
preso atto che:
la formazione e leducazione sono percorsi com-
plessi e continui che richiedono la cooperazione
dello studente, della famiglia e dellintera comunit
scolastica;
la scuola non soltanto il luogo in cui si realizza lap-
prendimento ma una comunit organizzata dotata
di risorse umane, materiali e immateriali, tempi, or-
ganismi che necessitano di interventi complessi di
gestione, ottimizzazione, conservazione, partecipa-
zione e rispetto dei regolamenti,
SOTTOSCRIVONO IL SEGUENTE
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA
1. Regime di reciprocit nei diritti e doveri:
In particolare, la scuola, nelle figure del Dirigente Sco-
lastico e dei docenti, si impegna a:
assicurare modalit comunicative scuola/famiglia
improntate alla chiarezza (informazione sulle linee
essenziali del POF e del Regolamento di Istituto, co-
municazioni organizzative date con opportuno an-
ticipo, fogli informativi, aggiornamento del sito in-
ternet );
assicurare modalit comunicative/relazionali adulto
/giovane improntate al rispetto, al confronto e al
dialogo costruttivo (rinforzo dellautostima, dispo-
nibilit allascolto, giusta enfasi sugli sforzi fatti), ma
anche al contenimento e alla dissuasione degli at-
teggiamenti inadeguati e scorretti;
mantenere chiarezza e coerenza dellofferta didat-
tico-educativa;
offrire massimo impegno e competenza per il rag-
giungimento degli obiettivi didattici e formativi;
garantire un carico di lavoro equilibrato e concor-
dato tra i docenti per assicurare il consolidamento
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
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IL GENITORE/AffIDATARIO
E IL DIRIGENTE SCOLASTICO
visto lart. 3 del DPR 235/2007,
preso atto che:
la formazione e leducazione sono percorsi com-
plessi e continui che richiedono la cooperazione
dello studente, della famiglia e dellintera comunit
scolastica;
la scuola non soltanto il luogo in cui si realizza lap-
prendimento ma una comunit organizzata dotata
di risorse umane, materiali e immateriali, tempi, or-
ganismi che necessitano di interventi complessi di
gestione, ottimizzazione, conservazione, partecipa-
zione e rispetto dei regolamenti,
SOTTOSCRIVONO IL SEGUENTE
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA
1. Regime di reciprocit nei diritti e doveri:
In particolare, la scuola, nelle figure del Dirigente Sco-
lastico e dei docenti, si impegna a:
assicurare modalit comunicative scuola/famiglia
improntate alla chiarezza (informazione sulle linee
essenziali del POF e del Regolamento di Istituto, co-
municazioni organizzative date con opportuno an-
ticipo, fogli informativi, aggiornamento del sito in-
ternet );
assicurare modalit comunicative/relazionali adulto
/giovane improntate al rispetto, al confronto e al
dialogo costruttivo (rinforzo dellautostima, dispo-
nibilit allascolto, giusta enfasi sugli sforzi fatti), ma
anche al contenimento e alla dissuasione degli at-
teggiamenti inadeguati e scorretti;
mantenere chiarezza e coerenza dellofferta didat-
tico-educativa;
offrire massimo impegno e competenza per il rag-
giungimento degli obiettivi didattici e formativi;
garantire un carico di lavoro equilibrato e concor-
dato tra i docenti per assicurare il consolidamento
degli apprendimenti;
assicurare impegno da parte dei docenti nel con-
fronto e nella pianificazione delle attivit di verifica
e nellassegnazione dei compiti a casa.
Nel contempo il genitore/affidatario si impegna a:
riconoscere la figura docente come alleato nel per-
seguire la formazione e leducazione del proprio fi-
glio (disponibilit al colloquio, al confronto propo-
sitivo e alla collaborazione nelle situazioni quoti-
diane e in relazione a possibili problematiche);
manifestare fiducia e rispetto della professionalit
docente e del suo operato (accogliere positiva-
mente le proposte di lavoro, valorizzare/accettare
consigli ed interventi educativi, continuare in fami-
glia le strategie educative concordate);
contenere eventuali tensioni dovute a reciproche
incomprensioni o punti di vista diversi (confronto ri-
spettoso e diretto con il docente interessato tramite
richiesta di colloquio individuale con il coordinatore
e/con gli altridocenti);
garantire vicinanza e attenzione al cammino scola-
stico dei figli e sollecitudine nel soddisfare le richie-
ste degli insegnanti (controllo dei lavori da svolgere
a casa, di eventuali avvisi e delle richieste specifiche
di materiale scolastico);
partecipare alle riunioni ordinarie e alla vita scola-
stica;
rispettare gli orari e il Regolamento dIstituto vi-
gente.
2. Disciplina
Il genitore/affidatario, nel sottoscrivere il presente
patto consapevole che:
le infrazioni disciplinari da parte dellalunno/stu-
dente possono dar luogo a sanzioni disciplinari;
nelleventualit di danneggiamenti o lesioni a per-
sone la sanzione ispirata al principio della ripara-
zione del danno (art. 4, comma 5 del DPR 249/1998,
come modificato dal DPR 235/2007);
il regolamento distituto disciplina le modalit dir-
rogazione delle sanzioni disciplinari e dimpugna-
zione.
3. Procedura obbligatoria di composizione - Avvisi e re-
clami.
In caso di parziale o totale inosservanza dei diritti-do-
veri previsti o implicati nel presente patto si attua la
procedura di composizione obbligatoria; la procedura
di composizione obbligatoria comprende:
segnalazione di inadempienza, tramite avviso, se
prodotta dalla scuola, reclamo se prodotta dallo
studente o dal genitore/affidatario; tanto gli avvisi
che i reclami possono essere prodotti in forma orale
che scritta;
accertamento: una volta prodotto lavviso, ovvero
il reclamo, ove la fattispecie segnalata non risulti di
immediata evidenza, il ricevente obbligato a espe-
rire ogni necessario accertamento o verifica circa le
circostanze segnalate;
ripristino: sulla base degli accertamenti, il ricevente,
in caso di riscontro positivo, obbligato ad intra-
prendere ogni opportuna iniziativa volta ad elimi-
nare o ridurre la situazione di inadempienza e le
eventuali conseguenze;
informazione: il ricevente obbligato ad informare
lemittente tanto sugli esiti degli accertamenti che
sulle eventuali misure di ripristino adottate.
PARTE VII
7.1 Fasi della programmazione
La programmazione disciplinare
annuale
La programmazione didattica
del Consiglio di classe
La programmazione didattica
del docente
7.2 La programmazione relativa alle
infrastrutture
Biblioteca
Laboratorio di fisica, chimica ed
informatica
Palestra
7.3 Percorsi personalizzati
Interventi di recupero e sostegno
Interventi per leccellenza
7.4 Orientamento
Orientamento in entrata
Orientamento in uscita
ORGANIZZAZIONE DIDATTICA
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
Al Collegio dei docenti spetta il compito di costruire la pro-
gettualit didattica complessiva, a ciascun Consiglio di
PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA
La programmazione educativa, elaborata dal Collegio dei
Docenti progetta i percorsi formativi correlati agli obiettivi
e alle finalit delineati nei programmi.
Al fine di armonizzare lattivit dei Consigli di Classe indivi-
dua gli strumenti per la rilevazione iniziale e finale e per la
verifica e la valutazione dei percorsi didattici.
Sulla base dei criteri espressi dal Consiglio di Istituto ela-
bora le attivit riguardanti lorientamento, la formazione
integrata, i corsi di recupero, gli interventi di sostegno.
PROGRAMMAZIONE DIDATTICA
Elaborata ed approvata dal Consiglio di Classe, delinea il
percorso formativo della classe, adeguando ad essa gli in-
terventi operativi. Utilizza il contributo delle varie aree di-
sciplinari per il raggiungimento degli obiettivi e delle fina-
lit educative indicati dai Consigli di Classe e dal Collegio
dei Docenti.
E sottoposta sistematicamente a momenti di verifica e di
valutazione dei risultati, al fine di adeguare lazione didat-
tica alle esigenze formative che emergono in itinere.
classe tradurla in tracciato didattico, ad ogni singolo do-
cente in operativit didattica.
7.1 fASI DELLA PROGRAMMAZIONE
LA PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE ANNUALE
Per concordare le finalit educative, gli obiettivi specifici,
i nuclei essenziali dei programmi da svolgere, i metodi e
i mezzi di verifica e valutazione, nonch definire il profilo
delle competenze in uscita relativamente alla disciplina/e,
delle varie discipline e gruppi di discipline affini ,e con-
cordare le iniziative progettuali da realizzare e/o le inizia-
tive di aggiornamento da proporre, tutti i docenti si riu-
niscono periodicamente nei seguenti Dipartimenti Disci-
plinari
LA PROGRAMMAZIONE EMATERIA DI PIANIfICAZIONE
E DI IMPLEMENTAZIONE DEL CURRICOLO
BIENNIO TRIENNIO
Religione Religione
Lingua e lettere italiane Lingua e lettere italiane
Materie letterarie, latino e greco (A052) Materie letterarie, latino e greco (A051+A052)
Lingua e letteratura straniera Lingua e letteratura straniera
Matematica ed informatica Storia e filosofia
Scienze nat. Chimica e g. Matematica e fisica
Scienze motorie Scienze nat. Chimica e g.
Diritto ed Economia
Storia dellarte
Educazione fisica
LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA
DEL CONSIGLIO DI CLASSE
Ogni Consiglio di classe elabora, nellautonomia delle scelte
allinterno delle linee direttrici del POF, una programmazione
annuale per ogni classe che si articola nei seguenti punti:
1. Composizione del Consiglio di classe
2. Profilo della Classe e situazione di partenza.
3. Individuazione degli obiettivi comuni comportamen-
tali-educativi-formativi.
4. Traguardi per lo sviluppo delle competenze (risultati
attesi relativamente al PECUP).
5. Eventuale individuazione di percorsi pluridisciplinari e
scelta delle attivit e degli strumenti per il raggiungi-
mento degli obiettivi comuni.
6. Verifica e valutazione secondo le indicazioni del Colle-
gio dei docenti e secondo le indicazioni provenienti dai
dipartimenti/aree disciplinari.
7. Recupero delle difficolt e sostegno delle eccellenze:
finalit ed obiettivi.
8. Definizione di comportamenti comuni da parte dei do-
centi nei confronti degli alunni.
9. Criteri di verifica della programmazione
LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DEL DOCENTE
nella libert di insegnamento garantita a ciascun inse-
gnate (art. 1 del DPR 417/74) e nel rispetto degli Ordi-
namenti e delle norme ministeriali, ogni docente pro-
getta un Piano di Lavoro annuale in una dimensione
di collegialit (strette relazioni con il POF, il lavoro dei
Dipartimenti Disciplinari e il Piano di Lavoro del Consi-
glio di Classe) e nella logica della programmazione, in-
dicando:
1. Situazione di partenza: individuazione dei livelli di par-
tenza della classe (presuppone lindividuazione degli
strumenti di conoscenza degli alunni, dei livelli di par-
tenza in termini di conoscenza , di abilit, di compor-
tamento).
2. Traguardi per lo sviluppo delle competenze: risultati
attesi relativamente al PECUP
3. Competenze specifiche
4. Temi e percorsi didattici
5. Scelte metodologiche
6. Mezzi e risorse
7. Tempi
8. Verifica e valutazione
89
BIBLIOTECA - LABORATORIO DI fISICA, CHIMICA ED
INfORMATICA SALA AUDIOVISIVI - PALESTRA
Il Dirigente Scolastico, individuate le competenze pro-
fessionale dei vari soggetti scolastici, affida la responsa-
bilit delle varie infrastrutture al personale, docente ed
ATA e docenti artt. 4 e 17 CCnL29/07in servizio nella
scuola. Il funzionamento di tutte le infrastrutture re-
golato da appositi regolamenti inseriti nella Carta ei
Servizi e orari stabiliti annualmente dal DS di concerto
con il DSGA
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
90
7.2 LA PROGRAMMAZIONE RELATIVA ALLE INfRASTRUTTURE.
7.3 PERCORSI PERSONALIZZATI
INTERVENTI DI SOSTEGNO E RECUPERO
Premesso che, intendiamo per
SOSTEGNO RECUPERO
Le attivit preventive che:
costituiscono parte ordinaria e permanente nel piano
dellofferta formativa;
sono volte a prevenire linsuccesso scolastico e a ri-
durre gli interventi di recupero;
si svolgono nel corso dello stesso anno scolastico nel
quale lalunno evidenzia carenze di preparazione in
una o pi discipline, a partire dalle fasi iniziali del-
lanno scolastico stesso;
precedono le valutazioni collegiali intermedie e finali.
Le attivit successive ad una valutazione formalizzata in-
termedia o finale che:
costituiscono parte ordinaria e permanente nel piano
dellofferta formativa;
sono finalizzate al tempestivo recupero delle carenze
rilevate nel corso degli scrutini intermedi o finali;
si svolgono nel corso dellanno scolastico nel quale
lalunno evidenzia carenze di preparazione in una o
pi discipline, dopo la prima valutazione trimestrale,
con lo scopo di sanare le carenze rilevate e di evitare
la sospensione del giudizio al termine dellanno sco-
lastico;
si svolgono dopo lo scrutinio finale, al termine dellat-
tivit didattica ordinaria, con lo scopo di colmare tem-
pestivamente (prima dellinizio dellanno scolastico
successivo) le carenze ancora rilevate, che hanno de-
terminato la sospensione del giudizio da parte del
Consiglio di Classe;
precedono lintegrazione dello scrutinio finale previsto
per gli studenti a carico dei quali stata applicata la
sospensione del giudizio.
Le attivit finalizzate al recupero dei debiti formativi
pregressi devono concludersi con una prova di verifica,
il cui esito deve essere comunicato agli studenti e alle
loro famiglie improrogabilmente entro il 15 marzo (DM
42/2007,artt. 2-3 ).
INTERVENTI PER LECCELLENZA
La Valorizzazione delle eccellenze, che nata con la legge
11 gennaio 2007 n. 1, artt. 2 e 3, si rivolge agli studenti che
frequentano i corsi di istruzione secondaria superiore delle
scuole statali e conseguono ottimi risultati in tutte le disci-
pline.
Possono confluire nella programmazione degli interventi
per leccellenza le competizioni che hanno nel tempo con-
seguito livelli di prestigio e di consenso nelle istituzioni sco-
lastiche per particolari ambiti disciplinari o per specifiche
discipline di studio, purch promosse e realizzate dallam-
ministrazione scolastica o da soggetti accreditati dallam-
ministrazione scolastica medesima.
Le competizioni incluse nel programma annuale possono
avvalersi di adeguate forme di sostegno validate dal Mini-
stero; particolare attenzione sar dedicata a competizioni
con sviluppi anche internazionali.
Il programma annuale prevede le modalit per assicurare
il monitoraggio delle iniziative, la valutazione di impatto,
nella prospettiva di eventuali miglioramenti per gli anni
successivi.
Ad esso ci si atterr per la strutturazione dei vari interventi.
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
91
7.4 ORIENTAMENTO
Lorientamento tende a prevenire i fenomeni di disper-
sione scolastica e ad assicurare la realizzazione del diritto-
dovere di istruzione e formazione per ciascuno. In questa
dimensione, come emerge dalla Legge n. 53/2003, rappre-
senta una strategia di promozione del successo scolastico
e formativo e uno strumento di coesione sociale. Le attivit
sono rivolte alla prevenzione e al contrasto del disagio e del-
lemarginazione giovanile, alla lotta alla dispersione scola-
stica, anche attraverso lintegrazione degli alunni delle aree
a rischio di devianza sociale. Partendo da tale appunto del
MIUR, questa istituzione scolastica prevede due tipi di
orientamento: uno in entrata, per gli studenti del primo
ciclo, ed uno in uscita per gli studenti del secondo ciclo.
LORIENTAMENTO VIENE REALIZZATO PER
sviluppare le capacit dellindividuo nel senso della
scelta e dellautodeterminazione;
indirizzare lalunno verso la scoperta, la ricerca, il ten-
tativo e la soluzione ai problemi;
promuovere lo sviluppo di capacit decisionali, fornire
le capacit e lo sviluppo di autoanalisi.
Esso prevede, come proprio risultato:
ORIENTAMENTO IN ENTRATA ORIENTAMENTO IN USCITA
1. Rendere lalunno consapevole degli interessi delle ca-
pacit e soprattutto delle attitudini personali.
2. Far emergere le capacit di scelta.
3. Generare curiosit per il curriculum classico.
4. Migliorare lautoconoscenza.
5. Confrontarsi con nuovi contenuti o con aspetti diversi
di tematiche gi affrontate.
1. Rendere lalunno consapevole degli interessi delle ca-
pacit e soprattutto delle attitudini personali.
2. Orientare gli studenti sia nellambito universitario che
in quello lavorativo.
PARTE VIII
8.1 Area di supporto agli alunni
Attivit di accoglienza:
classi IV ginnasio e I liceo
Attivit di consolidamento.
V ginnasio, II e III liceo
Attivit di recupero e sostegno
Attivit per la promozione delle
eccellenze
Attivit di orientamento
8.2 Area delle relazioni scuola ed ex-
trascuola
Viaggi di istruzione, visite gui-
date e partecipazione ad attivit
8.3 Progettazione POn 2012/2013
8.4 Progetti extracurriculari
AMPLIAMENTO DELLOffERTA fORMATIVA
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
8.1 AREA DI SUPPORTO AGLI ALUNNI
ATTIVIT DI ACCOGLIENZA: CLASSI IV GINNASIO E I LICEO
un servizio: si realizza:
avviene in alcune mattinate (se-
condo un programma prestabilito)
dinizio anno scolastico nelle quali:
destinato agli alunni del primo
anno del primo biennio e del se-
condo biennio;
condotto dai docenti delle classi
quarte ginnasio e prime liceo;
ha lo scopo di aumentare la pos-
sibilit del successo formativo e
scolastico.
nei primi giorni dellanno scola-
stico;
accogliendo gli studenti prove-
nienti dalla scuola media, favo-
rendone linserimento nella
nuova scuola;
facilitando linstaurarsi di positivi
rapporti umani fra loro e con i do-
centi;
consentendo un approccio sereno
con le discipline di studio e con le
strutture della scuola.
sono presentati gli insegnanti e le
varie discipline di studio;
mostrato listituto con le sue
strutture, la sua organizzazione e
le sue attivit;
sono rilevate le abilit degli alunni
e i loro prerequisiti di base.
ATTIVIT DI CONSOLIDAMENTO. V GINNASIO, II E III LICEO
un servizio: si realizza:
avviene, generalmente
nel mese di settembre:
destinato agli allievi di tutte le ri-
manenti classi;
condotto dai docenti di tutte le
aree disciplinari;
ha lo scopo di aumentare la pos-
sibilit del successo formativo e
scolastico.
nel primo periodo dellanno sco-
lastico, riallacciando le fila di po-
sitivi rapporti umani gi stabiliti;
condividendo il lavoro da svol-
gere;
verificando le consegne;
recuperando la parte di lavoro
non completata il precedente
anno scolastico.
sono organizzate attivit che favo-
riscono il ritrovarsi fra gli alunni;
sono presentati agli alunni i vari
programmi e le modalit di veri-
fica e valutazione;
sono consolidate le abilit degli
alunni con la rivisitazione degli ar-
gomenti che la verifica delle cono-
scenze hanno dimostrato non
bene assimilati.
ATTIVIT DI RECUPERO E SOSTEGNO
SOSTEGNO RECUPERO
un
servizio:
si rea-
lizza:
avviene generalmente durante
tutto larco dellanno scolastico
un servizio: si realizza:
avviene general-
mente al termine
degli scrutini in-
termedi e finali
rivolto a
tutti gli
alunni
che pre-
sentano
lievi
lacune in
alcune
discipline.
attraverso
lo spor-
tello di-
dattico,
se rivolto
al singolo
alunno;
la pausa
didattica,
se rivolta
al gruppo
classe.
Si realizza mediante interventi di guida,
tutoraggio ed assistenza, rivolti agli
alunni che rivelano difficolt e incer-
tezze sul piano dellapprendimento. Si
Potr attivare, fin dal mese di novem-
bre, il Pronto Soccorso Didattico in ora-
rio extracurricolare e antimeridiano (o
pomeridiano laddove non fosse possi-
bile). Piccoli gruppi di alunni che hanno
mostrato carenze relative al metodo di
studio e ai contenuti delle discipline fin
dal primo mese e mezzo di scuola, svol-
geranno alcune ore di recupero affin-
ch si intervenga tempestivamente per
colmare tali lacune e si eviti di giungere
alla valutazione del primo trimestre
con situazioni di grave insufficienza
rivolto a quegli
alunni che, nel
corso degli scrutini
intermedi o finali,
presentano rile-
vanti carenze .
secondo le
modalit
individuate dal
Collegio Do-
centi.
A fine trimestre e
nel periodo estivo.
95
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
96
ATTIVIT PER LA PROMOZIONE DELLE ECCELLENZE
un servizio: si realizza:
avviene durante
tutto il corso dellanno:
destinato agli alunni di tutte le
classi, che rientrano nella fascia
dellottimo e delleccellenza;
condotto dai docenti di varie aree
disciplinari disponibili
ha lo scopo di gratificare gli alunni
meritevoli.
nella partecipazione a eventi cul-
turali, quali: Certamina, Olim-
piadi
facilitando la partecipazione dei
ragazzi a tali eventi.
nei tempi e nei modi stabiliti dai
vari bandi di partecipazione.
ATTIVIT DI ORIENTAMENTO
In entrata In uscita
un servizio: si realizza: avviene: un servizio: si realizza:
avviene general-
mente al termine
del trimestre e del
pentamestre:
rivolto a tutti gli
alunni della
scuola seconda-
ria di primo
grado.
secondo le mo-
dalit specificate
nel progetto
della FS dellarea
3-Ginnasio.
nei tempi previsti
e secondo le fasi
del progetto sti-
lato dalla FS area
3-Ginnasio
rivolto particolar-
mente agli alunni
delle terze liceali
secondo le mo-
dalit specificate
nel progetto
della FS dellarea
3-Liceo
nei tempi previsti
e secondo le fasi
del progetto sti-
lato dalla FS area
3-Liceo
8.2 AREA DELLE RELAZIONI SCUOLA ED EXTRASCUOLA
VIAGGI E VISITE DI ISTRUZIONE
un servizio: si realizza: avviene:
Rivolto a tutti gli alunni. Secondo le modalit specificate nel
progetto della FS dellarea 4
nei tempi previsti e secondo le fasi
dei singoli progetti coordinati dalla
F.S. Area 4
coadiuvato dalla Commissione viaggi
Viaggi di istruzione, visite guidate e partecipazione ad attivit extrascolastiche
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
Ambienti per lapprendimento (fESR)
Asse I Societ dellinformazione e della conoscenza (cir-
colare prot. n. AOODGAI/10621 del 05/07/2012)
Obiettivo A - Incrementare le dotazioni tecnologiche e le
reti delle istituzioni scolastiche
Azione A2 Dotazioni tecnologiche per gli ambienti di ap-
prendimento per le scuole del secondo ciclo
Titolo progetto:
Ambienti per lapprendimento (fESR)
Asse II Qualit degli ambienti scolastici (circolare prot. n.
AOODGAI/7848 del 20/06/2011)
Obiettivo Operativo E - Potenziare gli ambienti per lauto-
formazione e la formazione degli insegnanti e del personale
della scuola
Obiettivo specifico E1 - Realizzazione di ambienti dedi-
cati per facilitare e promuovere la formazione perma-
nente dei docenti attraverso larricchimento delle dota-
zioni tecnologiche e scientifiche e per la ricerca didattica
degli istituti
Titolo progetto: In classe con le LIM codice E-1-FESR-
2011-2160
Competenze per lo sviluppo (fSE)
(circolare prot. n. AOODGAI/6693 del 18/04/2012)
Asse I Capitale umano
Obiettivo C - Migliorare i livelli di conoscenza e competenza
dei giovani
Azione 1 - Interventi per lo sviluppo delle competenze
chiave
Percorso formativo comunicazione nelle lingue straniere
con stage nei paesi europei
Titolo progetto: Top up your English I - codice C-1
FSE02_POR_SICILIA-2012-942
Percorso formativo allestero realizzato dall11 settembre
al 2 ottobre 2012 a Londra, per le prime liceali
Titolo progetto: Top up your English II - codice C-1
FSE02_POR_SICILIA-2012-942
Percorso formativo allestero realizzato dal 12 settembre
al 2 ottobre 2012 a Londra, per le prime e le seconde liceo
Competenze per lo sviluppo (fSE)
(circolare prot. n. AOODGAI/4462 del 31/03/2011)
Asse I Capitale umano
Obiettivo D Accrescere la diffusione, laccesso e luso della
societ dellinformazione nella scuola
Azione 1 Interventi formativi rivolti ai docenti e al perso-
nale della scuola sulle nuove tecnologie della comunica-
zione
Percorso formativo competenze digitali:
Titolo dellintervento: Comunicare e lavorare con le ICT
- codice D-1-FSE-2011-705
97
8.3 PROGETTI EXTRACURRICULARI
UNIONE EUROPEA
fondo Sociale Europeo
fondi Strutturali Europei PON 2007-2013
Progettazione PON 2012/2013
8.4 PROGETTI EXTRACURRICULARI
1 PROGETTO TEATRO
Ref. Prof. Di nolfo e Miccich
2 PROGETTO PIRAnDELLO
Ref. Prof. Iovino
3 PROGETTO OLIMPIADI
DI MATEMATICA
Ref. Prof. Gaglio
4 PROGETTO Top up your english
Ref. Prof. Mangione
5 PROGETTO LETTURA
Incontro con lautore
Ref. Prof. Scicolone
6 PROGETTO
Teatro in lingua inglese
Ref. Prof. Casalicchio
7 PROGETTO Per avvicinare
i giovani alle Istituzioni
Ref. Prof. Ingorgia
8 PROGETTO Etna, Tetto dEuropa
Ref. Prof. Mallia
9 PROGETTO CEnTRO SPORTIVO
Ref. Prof. Bennardo
10 PROGETTO PATEnTInO
Ref. Prof. Palumbo
11 PROGETTO SCRITTURA CREATIVA
Ref. Prof. Parello
12 PROGETTO FAI
Fai Viaggio tra i tesori
Ref. Prof. Siracusa
13 PROGETTO ARTE
Olimpiadi del patrimonio
Ref. Prof. Catalano
14 PROGETTO Dialetto da (ri)amare
Ref. Prof.ssa Patti
15 PROGETTO La forza del gruppo
Ref. Prof.ssa Gueli
16 PROGETTO Vales
17 PROGETTO SALUTE
Educazione alla salute
Prof.ssa DAlessandro
18 PROGETTO in collaborazione
con lassociazione LIBERA
19 PROGETTO Computer amico
20 PROGETTO Lecturae Dantis
PARTE IX
PREMESSA
9.1 Il ruolo della formazione
9.2 Le finalit del processo formativo
9.3 Progetti formativi
fORMAZIONE
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
La formazione deve svolgersi allinizio e durante la carriera
degli insegnanti e rappresenta un loro diritto, per cui lAm-
ministrazione deve offrire un sistema di opportunit for-
mative; entro il 31 ottobre di ogni anno, il Ministro emana
la direttiva annuale per la formazione di tutto il personale
(art. 25 del CCnL/99).
A tal fine stato istituito un Osservatorio di orientamento
e monitoraggio che si interessa di vari aspetti del pro-
blema; linsegnante pu usufruire, con lesonero dal servi-
zio e con sostituzione ai sensi della normativa vigente sulle
supplenze brevi, di 5 giorni nel corso dellanno scolastico
per partecipare a iniziative di aggiornamento organizzate
o riconosciute dallAmministrazione; anche possibile ac-
cedere a percorsi universitari brevi finalizzati allintegra-
zione dei piani di studio; in ogni scuola il Collegio dei do-
centi delibera un piano annuale delle attivit di aggiorna-
mento che si articola in iniziative promosse dallAmmini-
strazione, progettate dalla scuola autonomamente o con
altri soggetti o proposte da soggetti esterni purch ricono-
sciuti dallAmministrazione ( art. 12 del CCnL/99).
101
PREMESSA
nellambito del dinamismo richiesto dalla riforma e dalla ri-
cerca di innovazione nella scuola, la formazione costituisce
un mezzo strategico sostanziale per lo sviluppo e la qualifi-
cazione professionale, per il perfezionamento dellorganiz-
zazione e dellefficacia dellazione formativa, per il necessa-
rio supporto ai processi di trasformazione del sistema sco-
lastico, per unefficace politica di crescita delle risorse
umane attraverso qualificate iniziative di formazione in in-
gresso e formazione in servizio. In questa dinamica, lo svi-
luppo professionale dei docenti deve essere inteso come
un processo sistematico e progressivo di consolidamento e
aggiornamento delle competenze, finalizzato a realizzare,
attraverso la crescita dei singoli e la loro valorizzazione per-
sonale e professionale, il miglioramento della Scuola nel suo
complesso e, conseguentemente, dei risultati degli stu-
denti. In questa prospettiva, svolgono un ruolo fondamen-
tale ambienti, strumenti e piani di formazione che permet-
tano lacquisizione ed il potenziamento di competenze di-
dattiche sempre pi rispondenti alle necessit ed alle mo-
dalit di apprendimento dei giovani, ambienti che possono
essere realizzati grazie allautonomia. Il nostro Istituto in-
tende dedicare particolare attenzione al settore della for-
mazione destinando energie e risorse adeguate, implemen-
tando, in modo particolare, la formazione in loco.
9.1 ILRUOLO DELLA fORMAZIONE
La formazione nel corso della carriera del docente e il co-
stante aggiornamento, in cui linsegnante deve essere im-
pegnato sia nello specifico disciplinare sia nelle metodolo-
gie e nelle forme di dialogo e comunicazione, ha la finalit
generale di mantenere sempre viva la capacit del docente
di dialogare con gli studenti nei diversi contesti e nelle varie
sfide in continuo mutamento.
Allinterno di questo obiettivo generale si pongono poi i di-
versi obiettivi specifici che, attraverso le attivit di aggior-
namento, si prefiggono di:
acquisire la consapevolezza del cambiamento in rela-
zione alle modifiche di ordinamento previste dal nuovo
contesto dellautonomia;
approfondire i contenuti dellinsegnamento (saperi es-
senziali, curricoli disciplinari, linguaggi non verbali, te-
matiche trasversali);
riorganizzare i metodi dellinsegnare e del valutare
anche attraverso lutilizzo di nuove tecnologie;
individuare metodologie e strumenti innovativi, coerenti
con la realizzazione del Piano dellOfferta Formativa;
organizzare curricula flessibili;
valutare e autovalutare.
Le finalit specifiche del piano formativo dIstituto do-
vranno essere individuate e fatte oggetto di una riflessione
coordinata dai docenti nei Consigli di Classe e nei Diparti-
menti, dal Collegio nel suo insieme e dallintera comunit
scolastica.
Si dovr dare spazio alla valutazione delle esigenze speci-
fiche a breve, medio e lungo termine e delle metodologie
considerate le pi adatte a perseguire queste finalit. nello
specifico le esigenze formative saranno individuate in con-
siderazione dei processi di innovazione della scuola ita-
liana, dando spazio alle richieste provenienti dai Diparti-
menti.
9.2 LE fINALIT DEL PROGETTO fORMATIVO
La scuola e i cambiamenti socioculturali
Progetto di studio per una riflessione comune sulla
scuola e su come il nostro Liceo intenda raccogliere la
sfida del futuro, attraverso la sintesi di tradizione e inno-
vazione.
Valutazione e-gov2013 Agenda digitale
9.3 PROGETTI fORMATIVI DISTITUTO
PARTE X
10.1 Valutazione dellalunno
Criteri generali di valutazione
Valutazione finale
Attribuzione del credito
Valutazione della condotta
10.2 Monitoraggio, verifica
e valutazione del POF
VALUTAZIONE
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
La valutazione altro non che laccertamento, la registra-
zione e la lettura delle informazioni concernenti lappren-
dimento ed il comportamento degli allievi.
Essa intimamente collegata ad ogni momento dellattivit
didattica, infatti,
accerta la situazione di partenza (valutazione iniziale
o diagnostica);
rileva i risultati intermedi (valutazione in itinere o
formativa);
tiene conto della scansione in trimestre e pentame-
stre, delle competenze raggiunte in relazione agli obiet-
tivi programmati e delle caratteristiche individuali del-
lalunno, del suo impegno, dellambiente socio-econo-
mico di provenienza, dei ritmi di apprendimento, dei li-
velli raggiunti e del suo comportamento.
105
VALUTAZIONE
Il D.P.R. dell11/06/2009 disciplina la valutazione degli
alunni per quanto riguarda il loro processo di apprendi-
mento, il comportamento e il rendimento scolastico com-
plessivo. Tenuto conto che la valutazione uno dei mo-
menti del processo educativo-formativo degli alunni,i do-
centi devono:
accertare il raggiungimento degli obiettivi didattici pre-
fissati
mantenere alto il livello di motivazione e di partecipa-
zione alle attivit didattiche;
definire e controllare i livelli di competenza raggiunti
con verifiche periodiche e sistematiche;
intervenire con strategie di rinforzo, di approfondi-
mento e di recupero,in stretta relazione con le carenze
o con le potenzialit verificate.
Poich la valutazione ha funzione di diagnosi, di orienta-
mento, di conoscenza di s,di valorizzazione delle capacit,
duso formativo dellinsuccesso deve:
essere finalizzata a sostenere, motivare, orientare, va-
lorizzare la crescita e lapprendimento;
essere tesa alla promozione e alla valorizzazione delle
capacit e delle caratteristiche individuali;
essere comunicata agli alunni nei suoi valori positivi e
nelle sue intenzioni costruttive;
essere trasparente e chiara;
deve rendere consapevole lalunno degli errori, aiutan-
dolo ad affrontare i propri insuccessi con serenit al fine
di motivarlo al superamento degli stessi.
10.1 VALUTAZIONE DELLALUNNO
Relativamente ai criteri generali di valutazione del profitto
scolastico, i singoli docenti allinterno di ciascun Consiglio
di Classe, nella determinazione degli esiti intermedi (trime-
stre e pentamestre) e di fine anno, dovranno tenere conto
dei seguenti indicatori:
livelli di partenza;
partecipazione al dialogo educativo;
frequenza scolastica;
impegno, assiduit e metodo di studio;
livello di conoscenze e competenze acquisite;
capacit di rielaborazione individuale.
Le verifiche avranno carattere di sistematicit e, in osser-
vanza allart. 2 comma 4 del D.P.R.27/06/99 n.249, i loro
esiti dovranno essere comunicati agli alunni anche in ter-
mini di giudizio qualitativo.
Il grado di acquisizione delle conoscenze, abilit e compe-
tenze sar misurato attraverso:
prove di ingresso
produzioni orali e scritte
questionari ed esercizi applicativi
osservazioni in itinere della crescita culturale ed umana
dellalunno.
Gli elaborati corretti, con il voto riportato, dovranno essere
dati in visione agli alunni entro un tempo congruo (max 10-
15 gg.)al fine di dare un significato formativo alla discus-
sione/valutazione degli stessi.
Per rendere omogenea la valutazione del profitto degli
alunni, i Consigli di Classe adotteranno per le prove scritte
griglie valutative proposte dai vari dipartimenti, e terranno
conto dei seguenti livelli di valutazione:
CRITERI GENERALI DI VALUTAZIONE
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a
c
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z
a
b
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l
i
t

capacit di sintesi e rielaborazione


capacit di sintesi, di analisi e di rielaborazione
capacit di produrre ed esporre oralmente e per iscritto in maniera chiara e pertinente
c
a
p
a
c
i
t

utilizzare autonomamente, in situazioni di studio e di lavoro, le capacit e le conoscenze ac-


quisite
c
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m
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-
t
e
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z
e
sicure, ampie ed articolate
8
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n
o
s
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e
n
z
e
capacit di sintesi e di analisi
capacit di individuare essenziali relazioni tra gli ambiti disciplinari
capacit di produrre ed esporre oralmente e per iscritto in maniera lineare e chiara
c
a
p
a
c
i
t

sapere utilizzare in modo sicuro, in situazioni di studio e di lavoro, le conoscenze e le capacit


acquisite
c
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m
p
e
-
t
e
n
z
e
apprezzabili e strutturate nei nuclei fondamentali
7
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e
capacit di analisi e sintesi, di rielaborazione delle conoscenze acquisite
capacit di operare collegamenti diacronici e sincronici tra ambiti disciplinari
capacit di produrre ed esporre oralmente e per iscritto in modo fluido e personale con uso
di terminologia appropriata
utilizzare autonomamente, in situazioni di studio e di lavoro, le capacit e le conoscenze ac-
quisite
c
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p
e
-
t
e
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z
e
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
106
complete, approfondite e particolarmente strutturate
capacit di analisi e sintesi, di rielaborazione delle conoscenze acquisite con apporti critici
capacit di operare collegamenti diacronici e sincronici tra ambiti disciplinari e di stabilire re-
lazioni in modo originale
capacit di produrre ed esporre oralmente e per iscritto in maniera fluida e originale con uso
di terminologia appropriata
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DESCRITTORI
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utilizzare autonomamente, in situazioni di studio e di lavoro , le capacit e le conoscenze ac-
quisite
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e
complete e approfondite con apporti personali
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capacit modesta di assimilazione dei contenuti
capacit inadeguate nel cogliere le relazioni tra gli ambiti disciplinari
capacit di produrre ed esporre oralmente e per iscritto in modo impreciso e non sempre
pertinente
c
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p
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t

utilizza, in situazioni di studio e di lavoro, in modo insicuro le conoscenze e le capacit acqui-


site
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parziali e superficiali
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capacit gravemente precarie di rapporto con i contenuti disciplinari
capacit assai inadeguate di cogliere le relazioni tra le discipline
capacit di produrre ed esporre oralmente e per iscritto in maniera stentata e appesantita
da gravi errori
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Gravemente lacunose ed inconsistenti


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2
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3
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c
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a
capacit adeguata di assimilazione dei contenuti essenziali
capacit sufficiente nellorganizzare le informazioni
capacit di produrre ed esporre oralmente e per iscritto in maniera semplice e corretta
c
a
p
a
c
i
t

sapere utilizzare correttamente, in situazioni di studio e di lavoro, le conoscenze e le capacit


acquisite
c
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m
p
e
-
t
e
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z
e
conoscenze dei contenuti disciplinari pi significativi
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e
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
107
VALUTAZIONE fINALE
TEMPO SCUOLA
CLASSI ORARIO OBBLIGATORIO ASSENZE CONSENTITE
IV GInnASIO 27hx33 SETTIMAnE = 891 AnnUE 223 h
V GInnASIO 27hx33 SETTIMAnE = 891 AnnUE 223 h
I LICEO 30hx33 SETTIMAnE = 1023 AnnUE 256 h
II LICEO 30hx33 SETTIMAnE = 990 AnnUE 248 h
III LICEO 31hx33 SETTIMAnE = 1023 AnnUE 256 h
personalizzato. [] Il mancato conseguimento del limite
minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe ricono-
sciute, comporta lesclusione dallo scrutinio finale e la non
ammissione alla classe successiva o allesame finale di
ciclo.
In considerazione di questi limiti, lo schema delle assenze
consentite per il nostro Istituto il seguente:
Lart. 14, comma 7 del DPR 122/2009 (Regolamento sulla
valutazione) prevede: A decorrere dallanno scolastico di
entrata in vigore della riforma della scuola secondaria di
secondo grado, ai fini della validit dellanno scolastico,
compreso quello relativo allultimo anno di corso, per pro-
cedere alla valutazione finale di ciascuno studente, richie-
sta la frequenza di almeno tre quarti dellorario annuale
TABELLA A
MEDIA DEI VOTI
CREDITO SCOLASTICO (PUNTI)
I ANNO II ANNO III ANNO
M = 6 3-4 3-4 4-5
6 < M 7 4-5 4-5 5-6
7 < M 8 5-6 5-6 6-7
8 < M 9 6-7 6-7 7-8
9< M 10 7-8 7-8 8-9
108
in sede di scrutinio finale presentano insufficienze in
pi di tre discipline.
CREDITI
CREDITO fORMATIVO
Il credito formativo viene valutato sulla base di espe-
rienze (scolastiche o extrascolastiche) coerenti con lin-
dirizzo di studi della scuola e debitamente documen-
tate dagli enti, associazioni, istituzioni presso cui lo stu-
dente ha maturato lesperienza.
CREDITO SCOLASTICO
Il credito scolastico rientra nel sistema di valutazione
della scuola media superiore, relativamente agli ultimi
tre anni di corso. E espresso in numero intero ed at-
tribuito nello scrutinio finale dal Consiglio di classe
sulla base dei seguenti criteri:
media dei voti;
assiduit nella frequenza;
partecipazione al dialogo educativo e alle attivit
complementari e integrative;
credito formativo;
linteresse con il quale lo studente ha seguito lin-
segnamento della Religione Cattolica, se scelta, ov-
vero lattivit alternativa, ed il profitto che ne ha
tratto.
nellambito della valutazione di fine anno, la media dei
voti determiner il credito scolastico secondo la se-
guente tabella ministeriale:
DEROGHE
Come previsto dal predetto articolo, il Collegio dei docenti
ha deliberato, ai fini della valutazione, delle deroghe per le
seguenti motivazioni straordinarie:
1. ricoveri ospedalieri e periodi di post ricovero certificati
2. gravi patologie e assenze per malattia certificate ( oltre
4 giorni)
3. gravi motivi familiari riguardanti parenti ed affini entro
il secondo grado
4. obblighi di presenza di fronte ad autorit giudiziaria
5. partecipazione a concorsi ed esami
6. partecipazione a gare sportive di campionati organizzati
da enti riconosciuti dalla scuola e attivit di studio
presso Istituti accreditati
7. partecipazione alle attivit della Consulta Provinciale,
Studentesca e degli Organi Collegiali di Istituto, anche
in fase pre-elettorale.
PROfITTO
1. sono ammessi alla classesuccessiva gli alunni che in sede
di scrutinio finale conseguono una votazione non inferiore
a sei decimi in tutte le discipline, compresa la condotta;
2. vengono sospesi dal giudizio gli alunni che presentano
insufficienze in non pi di tre discipline. Lintegrazione
dello scrutinio finale, previo accertamento del recupero
delle lacune, si effettuer durante il periodo estivo,
prima dellinizio del successivo anno scolastico.
3. non sono ammessi alla classe successiva gli alunni che
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
nOTA - M rappresenta la media dei voti conseguiti in sede
di scrutinio finale di ciascun anno scolastico.
Il credito scolastico, da attribuire nellambito delle bande
di oscillazione indicate dalla precedente tabella, va
espresso in numero intero e deve tenere in considerazione,
oltre la media ( M) dei voti, anche lassiduit della fre-
quenza scolastica, linteresse e limpegno nella partecipa-
zione al dialogo educativo e alle attivit complementari ed
integrative ed eventuali crediti formativi. Il riconoscimento
di eventuali crediti formativi non pu in alcun modo com-
portare il cambiamento della banda di oscillazione corri-
spondente alla media ( M) dei voti. Allalunno sospeso nel
giudizio, in caso di accertato superamento delle insuffi-
cienze, va attribuito il punteggio minimo previsto nella re-
lativa banda di oscillazione della tabella.
Tenendo conto della tabella si precisa che
CREDITO SCOLASTICO
MEDIA DEI VOTI I ANNO II ANNO III ANNO
M = 6
In assenza di crediti = 3
In presenza di crediti = 4
In assenza di crediti = 3
In presenza di crediti = 4
In assenza di crediti = 4
In presenza di crediti = 5
6 < M 7
6.01/6.50= 4
6.51/7 = 5
6.01/6.50= 4
6.51/7 = 5
6.01/6.50= 5
6.51/7 = 6
7 < M 8
7.01/7.50 = 5
7.51/8 = 6
7.01/7.50 = 5
7.51/8 = 6
7.01/7.50 = 6
7.51/8 = 7
8 < M 9
8.01/8.50 = 6
8.51/9 = 7
8.01/8.50 = 6
8.51/9 = 7
8.01/8.50 = 7
8.51/9 = 8
9< M 10
9.01/9.30 = 7
9.31/10 = 8
9.01/9.30 = 7
9.31/10 = 8
9.01/9.30=8
9.31/10=9
CREDITO SCOLASTICO
PARAMETRI AGGIUNTIVI PUNTI
Assiduit nella frequenza 0,05 Molto assidua = 10% assenze
Partecipazione al dialogo
educativo e alle attivit
complementari ed inte-
grative
0,05 Partecipazione attiva e costruttiva al dialogo educativo
0,05 per
ciascuna
attivit
Partecipazione ad attivit complementari ed integrative prevista dal POF al-
linterno dellOfferta Formativa certificata dallinsegnante referente del pro-
getto (max 2 attivit)
Credito formativo
E riconosciuta validit ai
fini di quanto sopra ai se-
guenti titoli, coerenti con
il curriculum e con le di-
scipline del liceo classico
0,10 per
ciascuna
attivit
1. Conseguimento patente europea di informatica
2. Superamento degli esami TRInITY e PET a partire dal 6 livello;
3. Riconoscimenti, premi e qualificazioni in concorsi e certamina;
4. Risultati nel settore sportivo a partire dal livello regionale; (max 2 atti-
vit)
Religione cattolica o atti-
vit alternativa richiesta
0,10 Moltissimo
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
La fascia relativa alla media dei voti 9< M 10 ammette un
margine di oscillazione pi ampio rispetto alle fasce prece-
denti per poter riconoscere pienamente limpegno degli
studenti che raggiungono gi i livelli di eccellenza.
nellattribuzione del punteggio, previsto dalla relativa
banda di oscillazione, concorrono, oltre ai valori sopra
precisati, quelli attribuibili secondo il presente
schema:
109
VALUTAZIONE DELLA CONDOTTA
N.B. Le assenze vanno rapportate al periodo maturato al momento dellattribuzione del voto:
primo trimestre: 15/12/2011 - pentamestre: 12/06/2012
110
L I C E O C L A S S I C O S TATA L E - E MP E D O C L E
GIUDIZIO DI COMPORTAMENTO
LIVELLO DI
COMPORTAMENTO
VOTO
1. Assenze irrilevanti (0-4%).
2. Interesse costante e curioso e partecipazione assidua alle lezioni.
3. Comportamento corretto.
4. Scrupoloso rispetto delle regole di classe, del regolamento dIstituto, delle norme di sicu-
rezza.
ESEMPLARE 10
1. Assenze minime (5-8%).
2. Vivo interesse e attiva partecipazione alle lezioni.
3. Comportamento corretto ed educato.
4. Scrupoloso rispetto delle regole di classe, del regolamento dIstituto, delle norme di sicu-
rezza.
OTTIMO 9
1. Assenze saltuarie (9-12%) non frequenti ma sempre giustificate.
2. Partecipazione alle attivit scolastiche.
3. Comportamento per lo pi corretto ed educato.
4. Osservanza regolare delle norme relative alla vita scolastica.
BUOnO 8
1. Assenze rilevanti (13-16%).
2. Disinteresse e non adeguata partecipazione alle attivit scolastiche.
3. Frequente disturbo delle lezioni.
4. Funzione poco collaborativa allinterno della classe.
DISCRETO 7
1. Assenze frequenti (17-20%).
2. Disinteresse e poca partecipazione alle attivit scolastiche.
3. Assiduo disturbo delle lezioni.
4. Sanzioni deliberate dal Consiglio di Classe.
SUFFICIEnTE 6
1. Assenze frequenti (=/>21%).
2. Completo disinteresse e scarsa partecipazione alle attivit scolastiche.
3. note disciplinari sul registro di classe o sul registro personale del docente.
4. Sanzioni deliberate dal Consiglio di classe, o dagli organi competenti.
InSUFFICIEnTE < 6
CONDOTTA
La normativa vigente stabilisce che il comportamento dello
studente concorrer alla determinazione della media dei
voti e del credito scolastico. Un giudizio di insufficienza de-
terminer la non ammissione alla classe successiva o la non
ammissione agli esami di Stato.
Il voto verr attribuito dal Consiglio di Classe in base ai se-
guenti indicatori e griglia di valutazione adottati in osser-
vanza del D.L. 137 - 1/9/2008 in materia di valutazioni sul
comportamento degli studenti.
INDICATORI:
1. frequenza e puntualit;
2. interesse e impegno nella partecipazione al dialogo
educativo;
3. rispetto dei doveri scolastici;
4. rispetto delle persone, dellambiente scolastico, del Re-
golamento interno dIstituto.
Il C.d.C. nello stabilire la corrispondenza tra giudizio e voto
di condotta terr conto: del quadro generale della con-
dotta dellalunno e delle sue evoluzioni nellarco dellin-
tero periodo in esame, di tutti gli indicatori, nessuno dei
quali potr singolarmente condizionare lattribuzione del
voto di condotta.
Il calcolo della percentuale relativo alle ore di as-
senza.
10.2 VALUTAZIONE DEL SISTEMA SCOLASTICO
Monitorare il lavoro svolto
Rispetto a
caratteristiche organizzative e funzionali delle istituzioni scolastiche
apprendimenti degli alunni
formazione docente ed ATA
Analizzare i risultati ottenuti
CRITERI TECNICHE UTILIZZATE MODALITA
Massima oggettivit
Gestibilit
Rapporto equilibrato tra tempo
impiegato e risultati
Specificit
Modularit
Questionari
Osservazioni
Esame dei documenti della scuola
Autovalutazione
Eterovalutazione
Monitoraggio, autovalutazione e valutazione, in quanto ri-
feriti al progetto, alla scuola, agli enti e ai soggetti collabo-
ratori, agli alunni e alle famiglie, afferiscono, per la dovuta
differenza di ruoli e funzioni, a diversi ambiti:
in riferimento agli alunni: saranno effettuati dai singoli
docenti, dai Consigli di classe e dal Collegio Docenti ;
in riferimento al progetto e alla scuola: dal Collegio Do-
centi e dal Consiglio dIstituto;
in riferimento agli enti e soggetti collaboratori: dal Col-
legio Docenti e dal Consiglio dIstituto.
Oggetto di autovalutazione sar anche il POf medesimo,
che verr monitorato, per ciascun capitolo, in merito ai se-
guenti indicatori:
livello e modalit di attuazione;
vincoli incontrati;
risorse che ne hanno consentito lattuazione;
livello di partecipazione e condivisione rispetto alle di-
verse componenti scolastiche
risultati;
proposte di miglioramento.
111
Pertanto la COMMISSIONE VALUTAZIONE DEL SI-
STEMA SCOLASTICO E DEL POF per migliorare la qua-
lit del servizio scolastico elabora ogni anno un piano
di attivit per:
VALUTAZIONE DEL SISTEMA SCOLASTICO E DEL P.O.f.
Lautonomia scolastica rende necessaria lautovalutazione
dellinsieme delle attivit dellistituto per evitare il rischio
dellautoreferenzialit.
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
SVILUPPO PROGETTUALE DEL PIAnO DELLOFFERTA FORMATIVA - (ART. 3 DEL D.P.R. 275)
pag. 3 PARTE I
IDEnTIT DELLA SCUOLA
pag. 13 PARTE II
STRUTTURA ORGAnIZZATIVA
pag. 19 PARTE III
RIFORMA DEI LICEI
pag. 23 PARTE IV
COnTESTO AMBIEnTALE
pag. 29 PARTE V
FOnDAZIOnE
pag. 33 PARTE VI
PROPOSTA EDUCATIVA
pag. 87 PARTE VII
ORGAnIZZAZIOnE DIDATTICA
pag. 93 PARTE VIII
AMPLIAMEnTO DELLOFFERTA FORMATIVA
pag. 99 PARTE IX
FORMAZIOnE
pag. 103 PARTE X
VALUTAZIOnE
INDICE
La stesura del Presente POF stata curata
dal D. S., dott.ssa A.M. Sermenghi,
dalla F. S. Area 1, prof. A. Di Benedetto
in collaborazione con:
tutto lo staff dirigenziale,
le altre F. S.
il collegio dei docenti tutto che,
nelle sue varie articolazioni, ne ha curato le diverse parti.
Il presente POF, per lanno scolastico 2012/2013,
stato deliberato dal Collegio Docenti nella seduta del 29/10/2012
e dal Consiglio di Istituto il 29/10/2012
Fotocomposizione e stampa
Via Unit dItalia, 30 (San Giusippuzzu) - Agrigento
Tel. 0922 602104 - 0922 602024 Fax 0922 604111
Via Principe di Villafranca, 33 - PALERMO
Tel. e Fax 091 6113173
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FInITO dI STAMPARE nEL MESE dI nOVEMBRE 2012
Uniti nella diversit
LICEO CLASSICO STATALE
EMPEDOCLE
Via Empedocle, 169 - 92100 AGRIGENTO
Tel. 0922 20335 - Fax 0922 20237