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CASORIA PIANO URBANISTICO COMUNALE 2013 Valutazione ambientale strategica

Assessorato allUrbanistica Assessorato allAmbiente Ufficio di Piano

Comune di Casoria Provincia di Napoli

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rap rapporto ambientale preliminare

CASORIA PUC 2013


VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA

Sommario
1. Introduzione 1.1 La Normativa Comunitaria e Nazionale in materia di VAS 1.2 La normativa regionale 2. Iter procedurale e metodologia della VAS 2.1 La valutazione: definizione di un modello 2.2 La VAS: fasi e processo 2.3 Cronoprogramma relativo alla procedura VAS 2.4 Elenco dei soggetti competenti in materia ambientale 3. Struttura, contenuti ed obiettivi del piano 3.1 Contenuti 3.2 Obiettivi e strategie del Piano Le idee di citt da realizzare 4. Individuazione dei piani e dei programmi pertinenti 4.1 Il piano territoriale regionale (PTR) 4.2 Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Napoli 4.3 Piano Stralcio dellAutorit di Bacino Nordoccidentale della Campania 4.4 Studio urbanistico dei comuni interessati dalla stazione Napoli-Afragola della linea ferroviaria ad Alta Velocit 4.5 Il piano ASI 4.6 Il sistema dei vincoli 5. Ambito territoriale di influenza 5.1 Inquadramento territoriale 5.2 Il processo formativo 5.3 Stato dellambiente naturale 5.4 Stato dellambiente urbano 5.5 Individuazione dellambito di influenza 6. Contenuti del rapporto ambientale 6.1 Metodologia e criteri adottati per la determinazione e valutazione degli impatti

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6.2 Matrici valutative 6.3 Modalit e periodicit del monitoraggio


6.4 Definizione degli indicatori necessari alla valutazione degli impatti

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Allegato: INDICE DEL RAPPORTO AMBIENTALE

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VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA

1. Introduzione
1.1 La Normativa Comunitaria e Nazionale in materia di VAS
La Valutazione Ambientale Strategica viene definita come: "Il processo sistematico inteso a valutare le conseguenze sul piano ambientale delle azioni proposte - politiche, piani o iniziative nell'ambito di programmi ai fini di garantire che tali conseguenze siano incluse a tutti gli effetti e affrontate in modo adeguato fin dalle prime fasi del processo decisionale, sullo stesso piano delle considerazioni di ordine economico e sociale". Lapplicazione della VAS finalizzata ad integrare in modo sistematico nel processo di programmazione le conside razioni di carattere sociale ed economico con unadeguata considerazione del possibile degrado ambientale. La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) viene introdotta dalla Direttiva Europea 2001/42/CE che riguarda la valutazione degli effetti di determin ati piani e programmi sull'ambiente naturale. La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) la valutazione delle conseguenze ambientali di piani e programmi, al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile. Larticolo 1 della Direttiva 2001/42/CE in materia di VAS definisce quale obiettivo del documento quello di "garantire un elevato livello di protezione dellambiente e di contribuire allintegrazione di considerazioni ambientali allatto dellelaborazione e delladozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile". Pi precisamente, la valutazione ambientale prevede l'elaborazione di un rapporto di impatto ambientale, lo svolgimento di consultazioni, la valutazione del rapporto ambientale e dei risultati delle consultazioni e la messa a disposizione, del pubblico e delle autorit interessate, delle informazioni sulle decisioni prese. In base alla stessa Direttiva, la VAS ha come oggetto i piani e i programmi, preparati e/o adottati da unautorit competente, che possono avere effetti significativi sull'ambiente; si applica ai settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli. Secondo l'art. 5, il rapporto ambientale deve contenere l'individuazione, la descrizione e la valutazione degli effetti significativi che il piano o il programma potrebbero avere sull'ambiente, cos come le ragionevoli alternative. da garantire, al pubblico e alle autorit interessate, la possibilit di esprimere il proprio parere prima dell'adozione del piano/programma o dell'avvio della relativa procedura legislativa. La Valutazione Ambientale Strategica opera, infatti, sul piano program matico con lobiettivo di perseguire la sostenibilit ambientale delle scelte contenute negli atti di pianificazione ed indirizzo che guidano la trasformazione del territorio. In particolare la valutazione di tipo strategico si propone di verificare che gli obiettivi individuati nei piani siano coerenti con quelli propri dello sviluppo sostenibile, e che le azioni previste nella struttura degli stessi siano idonee al loro raggiungimento. In Italia la direttiva CE viene recepita dal Decreto Legislativo 152 del 2006, recante norme in materia ambientale, rappresenta attualmente lo strumento nazionale cardine per quel che riguarda le procedure di valutazione di piani, programmi e progetti in termini di salvaguardia ambientale e sostenibilit. Dalla sua prima stesura e approvazione, sono stati emanati alcuni decreti di modifica delle sue norme ed in particolare, per quel che riguarda la parte seconda relativa a VIA, VAS e AIA stato approvato in data 16 gennaio 2008 il decreto legislativo n. 4, che rivede sostanzialmente le procedure di valutazione, rendendole maggiormente aderenti a quanto definito dalla legislazione europea. La Valutazione Ambientale Strategica cos come appare attualmente, alla luce delle
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modifiche al D.Lgs. 152/08, richiede una fase preparatoria approfondita, che inizia con una verifica di assoggettabilit, ed un percorso maggiormente anticipativo rispetto alla stesura dei piani e dei programmi stessi: nella fase ex-ante del processo di valutazione, si richiede una maggior incisivit, una maggior connessione ed un maggior livello di anticipazione rispetto a quello che il percorso, a quelle che sono le scelte del piano e del programma in oggetto. Nello specifico, il presente documento rappresenta il Rapporto Ambientale Preliminare del processo di V.A.S. del Preliminare di Piano Urbanistico Comunale di Casoria. Il Rapporto Ambientale Preliminare (RAP), ai sensi del Dlgs. 152/06 (c. 1, art. 13), lo strumento attraverso cui, gi nella fase iniziale di redazione del PUC, lautorit procedente entra in consultazione con lautorit competente e gli altri soggetti competenti in materia ambientale per definire, in maniera congiunta, la struttura, la portata e il livello di dettaglio delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale annesso al PUC in riferimento agli obiettivi del PUC e degli effetti che la sua attuazione potrebbe generare sullambiente e sul patrimonio culturale, e per acquisire dati, informazioni e proposte specifiche, utili per la redazione del Rapporto Ambientale e per lintegrazione della componente ambientale nella costruzione del PUC. E quindi uno strumento che mira a mettere in evidenza, in via preliminare, come la sostenibilit stata presa in considerazione nel processo di formazione del PUC e quale sia la probabile interazione tra gli obiettivi del piano e le componenti ambientali sulla base del quale, attraverso le consultazioni preliminari, grazie al supporto dellautorit competente e dei soggetti competenti in materia ambientale, lautorit procedente integra al meglio, nel processo di piano, le considerazioni ambientali e gli obiettivi di sostenibilit ambientale nel rispetto degli obiettivi di protezione ambientale e di sostenibilit indicati dalle norme e dai piani e programmi ambientali, europei, nazionali e regionali. Nella procedura di redazione del PUC si assumer che il Rapporto preliminare, definibile come il documento di scoping individuato dallart 5.1 della DGR 203/2010, costituisca parte integrante del Preliminare di Piano, previsto dal Regolamento Regione Campania n. 5/2011 (art. 3 comma 1 art. 7 comma 2), come documento a supporto della valutazione ambientale (o di sostenibilit) sulla base del quale definire, nellambito delle consultazioni preliminari, i contenuti del Rapporto Ambientale (Dlg 152/06 e art.5.1 DGR 2013/2010).

1.2 La normativa regionale


Nel 2004 la Regione Campania ha approvato la L.R. n. 16 concernente le Norme sul governo del territorio. La legge sancisce che la pianificazione territoriale ed urbanistica si esercita mediante la formazione di piani generali, intesi come strumenti conte nenti la disciplina di tutela ed uso del suolo del territorio per lintero ambito di competenza degli enti territoriali interessati, e di piani settoriali, con i quali gli enti territoriali e gli enti pubblici preposti alla tutela di specifici interessi partecipano al procedimento pianificatorio relativamente alle proprie attribuzioni (art. 7, comma 3). Per quanto riguarda la pianificazione del territorio di competenza comunale sono stati introdotti i seguenti strumenti (art. 22, comma 2): Piano Urbanistico Comunale (PUC); Piano Urbanistico Attuativo (PUA); Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale (RUEC). In particolare, il PUC costituisce lo strumento urbanistico generale del Comune e disciplina la tutela ambientale e le trasformazioni urbanistiche ed edilizie dellintero territorio comunale (art. 23, comma 1).

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Lart. 47 afferma che i piani territoriali di settore ed i piani urbanistici devono essere accompagnati dalla valutazione ambientale di cui alla direttiva 42/2001/CE del 27 giugno 2001, da effet tuarsi durante la fase di redazione del Piano (comma 1). Tale valutazione deve scaturire da un Rapporto Ambientale in cui siano individuati, descritti e valutati gli effetti significativi dellattuazione del Piano sullambiente e le alternative, alla luce degli obiettivi e dellambito territoriale di riferimento del Piano (comma 2). Pertanto, la valutazione ambientale di cui allart. 47 della L.R. Campania 16/2004 va intesa, a tutti gli effetti, come Valutazione Ambientale Strategica (VAS) di piani territoriali ed urbanistici, in quanto si riferisce esplicitamente alla Direttiva sulla VAS di cui si gi trattato. Daltra parte, la Deliberazione n. 421 del 12 marzo 2004 della Giunta Regionale della Campania fa esplicitamente riferimento alla VAS, tanto che ad essa allegato un Disciplinare delle procedure di Valutazione di impatto ambientale, Valutazione dincidenza, Screening, Sentito, Valutazione ambientale strategica, che individua quale organo preposto alla svolgimento della procedura di VAS il Comi tato Tecnico per lAmbiente (CTA). Tra i compiti del CTA vi quello di: individuare i piani e programmi da sottoporre a VAS; esaminare e verificare il Rapporto Ambientale; - verificare le consultazioni delle autorit e del pubblico e la relativa informazione; operare il monitoraggio. Si tratta, effettivamente, di alcune fasi previste dalla Direttiva 2001/42/CE che la normativa regionale ha fatto proprie. Inoltre, la stessa Deliberazione precisa che: la VAS deve concludersi anteriormente alladozione de l Piano; il CTA deve concludere le procedure valutative entro 90 giorni (poi ridotti a 60 giorni) dal deposito dello studio di VAS, emettendo un apposito parere motivato cui i proponenti sono tenuti ad attenersi. Detti tempi devono intendersi al netto del tempo impiegato dal ricorrente per produrre le integrazioni che eventualmente gli verranno richieste e tali integrazioni possono essere richieste una sola volta nella fase istruttoria; i proponenti devono allegare alla richiesta la documentazione tecnica amministrativa prevista dalle vigenti normative in materia, in formato cartaceo e su supporto informatico (CD-Rom) per la costituzione della banca dati di settore e per consentire la trasmissione al Comitato Tecnico per lAmbiente. In seguito allapprovazione della L.R. 16/2004, stata emanata dalla Giunta Regionale della Campania la Deliberazione n. 627 del 21 aprile 2005 relativa alla Individuazione delle organizzazioni sociali, culturali, ambientaliste, economico-professionali e sindacali di cui allart. 20 della legge regionale 22/12/2004 n. 16 (con allegato). La Deliberazione chiarisce, innanzitutto, che lelenco delle organizzazioni individuate (e, quindi, elencate nella Deliberazione stessa) non tassativo, ma indica i soggetti che devono necessariamente essere invitati ed ai quali devono essere assicurate le garanzie partecipative previste dalla L.R. 16/2004. Nulla esclude, quindi, che le Amministrazioni individuino altre organizzazioni oltre quelle indicate, nonch altre forme idonee per assicurare la pubblicit, la consultazione e la partecipazione dei cittadini. Le comunicazioni e gli avvisi alle organizzazioni devono essere inviati presso le sedi provinciali delle stesse, ove presenti. Qualora lassociazione non abbia una propria sede nel capoluogo della provincia nel cui territorio ricade il comune, questa non dovr necessariamente essere invitata. Tuttavia, nel procedimento di formazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, nonch nel procedimento di formazione del Piano Urbanistico Comunale e nel procedimento finalizzato alla stipula di Accordi di
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Programma che riguardino i comuni capoluogo di Provincia, sar necessario inoltrare le comunicazioni alle sedi regionali delle organizzazioni, affinch siano comunque assicurate loro adeguate garanzie partecipative. In particolare, relativamente alla consultazione delle organizzazioni nel procedimento di formazione del Piano Urbanistico Comunale (PUC), si precisa che le organizzazioni individuate intervengono nel procedimento nella fase propedeutica alla predisposizione della proposta di PUC da parte della Giunta Comunale. La consultazione avviene affinch le stesse possano presentare suggerimenti e proposte che lAmministrazione valuta per la definizione degli obiettivi e delle scelte strategiche di pianificazione, nonch per costruire un quadro conoscitivo condiviso del territorio. La loro consultazione avviene con le modalit stabilite negli statuti dei singoli Comuni; qualora tale forma di partecipazione non sia stata n prevista n disciplinata dallo Statuto comunale, le consultazioni potranno avvenire mediante questionari, assemblee ed audizioni, anche attraverso strumenti telematici. Relativamente ai piani da sottoporre a VAS, lInformativa del 7 febbraio 2005 della Giunta Regionale della Campania (Assessore allEcologia, tutela dellambiente, disinquinamento e protezione civile), Obbligo di applicazione Valutazione Ambientale Strategica, precisa che devono essere sottoposti a VAS tutti i piani ed i programmi (e loro varianti) previsti dallart. 3 della Direttiva 42/2001/CE, e cio che riguardano i seguenti settori: Agricolo; Forestale; Pesca; Energetico; Industriale; Trasporti; Gestione dei rifiuti; Gestione delle acque; Telecomunicazioni; Turistico; Pianificazione territoriale o destinazione dei suoli. Successivamente con la DGR 834 del 2007 sono stati forniti i primi indirizzi procedurali in materia di VAS, insieme al complesso degli indicatori di sostenibilit da tenere in conto durante lelaborazione del piano e con riferimento al programma di monitoraggio. Il DPGR n. 17 del 18/12/2009 ha introdotto il Regolamento di attuazione della VAS in Regione Campania, completato dalluscita successiva degli Indirizzi operativi e procedurali per lo svolgimento del la VAS in Regione Campania di cui alla DGR 5 marzo 2010 n. 203. Il Regolamento di attuazione della VAS in particolare dispone, allart. 5 comma 10, che: gli indicatori di efficacia individuati dalla tabella A per il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e della tabella B per la Pianificazione urbanistica comunale della delibera 11 maggio 2007, n. 834, sono da ritenersi facoltativi per i Piani territoriali e urbanistici comunali. Tali indicatori sono disapplicati per i PUA. Il rapporto ambientale, ai fini della VAS, deve fare esplicito riferimento solo agli indicatori previsti in materia ambientale dalla normativa vigente.

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2. Iter procedurale e metodologia della VAS


2.1 La valutazione: definizione di un modello
Il modello metodologico derivante sia dai manuali che dalla riforma comunitaria dei fondi strutturali (di cui al Reg. CE 1260/1999) prevede che il piano o programma sia sottoposto a tre momenti temporali di valutazione: valutazione ex-ante; valutazione intermedia; valutazione ex-post; volte a determinare limpatto di piani e programmi rispetto agli obiettivi prefissati e ad analizzare le incidenze su problemi strutturali specifici. La valutazione degli aspetti ambientali considerata un processo interattivo da condurre in parallelo con la elaborazione del piano o programma, con momenti intermedi di integrazione reciproca delle varie fasi di elaborazione. A. La valutazione ex ante precede e accompagna la definizione del piani o programma di cui parte integrante. Per quanto riguarda le tematiche ambientali, essa valuta la situazione ambientale delle aree oggetto degli interventi, le disposizioni volte a garantire il rispetto della normativa (comunitaria, nazionale, regionale) in materia di ambiente e i criteri e le modalit per l'integrazione delle tematiche ambientali nei vari settori di intervento. La valutazione ex ante comporta: la definizione del quadro conoscitivo sulla situazione ambientale e territoriale: raccolta ed elaborazione di informazioni sullo stato dellambiente e delle risorse; valutazione ambientale del territorio (disponibilit di risorse, individuazione delle criticit e delle sensibilit), definizione di indirizzi, prescrizioni e vincoli alla trasformabilit del territorio; lindividuazione di obiettivi e criteri strategici e di sostenibilit; obiettivi/criteri imposti dalle politiche e dalla legislazione comunitaria, nazionale, regionale, obiettivi/criteri derivanti da altri strumenti di pianificazione o programmazione, obiettivi/criteri legati alle caratteristiche specifiche del territorio, obiettivi/criteri specifici del settore di riferimento (nel caso di piani/programmi di settore); la proposta di piano/programma e lanalisi delle alternative; lindividuazione di indicatori ambientali e non, pi idonei per effettuare la valutazione e da utilizzare nella successiva fase di monitoraggio (indicatori che devono essere in grado di quantificare le informazioni relative alle interazioni tra le scelte di piano/programma e lambiente); la valutazione ambientale della proposta: valutazione delle implicazioni ambientali, confrontando le trasformazioni previste con le caratteristiche dellambiente interessato dalle trasformazioni, valutazione del grado di considerazione delle questioni ambientali nel piano/programma, verificando la rispondenza degli obiettivi del piano/programma agli obiettivi ambientali strategici e di sostenibilit, valutazione della conformit con la legislazione e le politiche comunitarie, nazionali, regionali e con gli strumenti di pianificazione superiori; lintegrazione dei risultati della valutazione nella versione definitiva del piano/programma; inoltre, a conclusione del processo, la VAS produce un elaborato tecnico che integra il piano e lo accompagna nella fase di approvazione e di realizzazione: il processo di valutazione ex-ante ed i suoi risultati vengono descritti in un documento di sintesi, allo scopo di far
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conoscere i vari passaggi ed i risultati di sostenibilit conseguiti. Il documento inoltre necessario per impostare correttamente le successive fasi della valutazione in intermedia ed ex-post. B. La valutazione intermedia prende in considerazione: i primi risultati degli interventi (politiche-azioni) previsti dal piano/programma; - la coerenza con la valutazione ex ante; la pertinenza degli obiettivi di sostenibilit; - il grado di conseguimento degli stessi. Valuta altres la correttezza della gestione nonch la qualit della sorveglianza e della realizzazione. C. La valutazione ex post destinata a: illustrare lutilizzo delle risorse; lefficacia e lefficienza degli interventi (politiche -azioni) e del loro impatto; la coerenza con la valutazione ex ante. Essa deve altres consentire di ricavare degli insegnamenti in materia di coesione economica e sociale. Verte sui successi e gli insuccessi registrati nel corso dellattuazione, nonch sulle realizzazioni e sui risultati, compresa la loro prevedibile durata.

2.2 La VAS: fasi e processo


La valutazione del piano permette di definire a priori, possibili impatti negativi delle azioni previste, ai sensi della Direttiva 2001/42/CE, le fasi del processo di valutazione strategica sono:
FASE DELLA VAS 1 Valutazione della situazione ambientale DESCRIZIONE Individuare e presentare informazioni sullo stato dell'ambiente e delle risorse naturali; Elaborazione dei dati di riferimento e delle interazioni positive e negative tra tali contesti e i principali settori di sviluppo Individuare obiettivi, finalit e priorit in materia di ambiente e sviluppo sostenibile da conseguire grazie al piano/programma di sviluppo; obiettivi definiti dall'insieme degli indirizzi, direttive e prescrizioni derivanti dalla normativa comunitaria, statale e regionale, e dagli strumenti di pianificazione e programmazione generali e settoriali. Garantire che gli obiettivi e le priorit ambientali siano integrate a pieno titolo nel progetto di piano/programma che definisce gli obiettivi, le priorit di sviluppo e le politiche-azioni. Verifica delle diverse possibili alternative e ipotesi localizzative in funzione degli obiettivi di sviluppo del sistema ambientale, definendo le ragioni e i criteri che hanno sostenuto le scelte. Valutare le implicazioni dal punto di vista ambientale delle priorit di sviluppo previste dal piano/programma e il grado di integrazione delle problematiche ambientali nei rispettivi obiettivi, priorit, finalit e indicatori. Analizzare in quale misura la strategia definita nel documento agevoli o ostacoli lo sviluppo sostenibile del territorio in questione. Esaminare la bozza di documento nei termini della sua conformit alle politiche e alla legislazione regionale, nazionale e comunitaria in campo ambientale. Con riferimento agli obiettivi del Piano, la valutazione specifica e valuta i risultati prestazionali attesi. utile a tal fine individuare indicatori ambientali (descrittori, di performance, di efficienza, di sostenibilit) intesi a quantificare e semplificare le informazioni in modo da agevolare, sia da parte del 7
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Obiettivi, finalit e priorit di sviluppo

Preliminare di piano/programma e individuazione delle alternative

Valutazione ambientale del Preliminare

Monitoraggio degli effetti e verifica degli obiettivi

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Integrazione dei risultati della valutazione nella decisione definitiva sul piano/programma

responsabile delle decisioni che da parte del pubblico, la comprensione delle interazioni tra lambiente e i problemi chiave del settore. Tali indicatori dovranno essere quantificati per contribuire a individuare e a spiegare i mutamenti nel tempo. Contribuire allo sviluppo della versione definitiva del piano/programma tenendo conto dei risultati della valutazione. A seguito dell'attivit di monitoraggio per il controllo e la valutazione degli effetti indotti dall'attuazione del Piano, l'elaborazione periodica di un bilancio sull'attuazione stessa, pu proporre azioni correttive attraverso l'utilizzo di procedure di revisione del Piano stesso.

2.3 Cronoprogramma relativo alla procedura VAS


Lo schema sotto riportato, che descrive la procedura di formazione del PUC come derivante dalla LR 16/2004 e dalla successiva DGR 834/2007, sconta lincertezza derivante dalle modifiche recentemente introdotte con il piano casa regionale alla legge urbanistica regionale. La Delibera della Giunta Regionale n. 214 del 24/05/2011, pubblicata sul BURC n. 35 del 6 giugno 2011 Allegato A, ha approvato il Regolamento di attuazione per il governo del territorio. La materia della VAS disciplinata dallart. 2 Sostenibilit ambientale dei piani. Al comma 2 indicato che i procedimenti di VAS devono essere condotti secondo la normativa nazionale come declinata dal regolamento in questione. Al comma 4 indicato che lamministrazione procedente predispone il rapporto preliminare (RP) contestualmente al Preliminare di piano composto da indicazioni strutturali del piano e da un documento strategico e lo trasmette ai soggetti competenti in materia ambientale (SCA) da essa individuati. I soggetti competenti in materia ambientale si esprimono entro 30 giorni, decorsi inutilmente i quali i pareri si intendono acquisiti.
soggetto Autorit procedente Autorit competente autorit procedente Autorit procedente Autorit procedente Autorit procedente Attivit VAS Attivit pianificatoria Fase facoltativa di auditing Consultazione delle organizzazioni Redazione rapporto preliminare Redazione preliminare di PUC Trasmette ad autorit competente il materiale acquisito avvio del confronto / Definisce: gli SCA; le modalit di consultazione; le modalit di coordinamento tra le fasi di pianificazione e di VAS Avvio tavolo di consultazione: il preliminare di piano costituisce la base di discussione per lespressione dei pareri degli SCA sul rapporto ambientale preliminare Inoltra ad autorit competente i verbali degli incontri e dei pareri acquisiti Redazione del Rapporto Ambientale Redazione della Proposta di PUC e della Sintesi non Tecnica Adozione della Giunta Comunicazione allAutorit competente; pubblicazione contestuale del Piano, del Rapporto Ambientale e della Sintesi non Tecnica. Dalla data di pubblicazione dellavviso pubblico decorrono i tempi dellesame istruttorio e della valutazione. Entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione, chiunque pu prendere visione della proposta di Piano e del relativo 45gg tempistica variab.

Autorit procedente

60 giorni

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Rapporto ambientale e presentare le proprie osservazioni Autorit procedente Trasmette allautorit competente il materiale acquisito

Lautorit competente, in collaborazione con lautorit procedente, svolge attivit tecnico-istruttorie, acquisisce e valuta tutta la documentazione Autorit presentata, nonch le osservazioni, obiezioni e suggerimenti inoltrati ed 90 giorni competente esprime il proprio parere motivato; pu essere formulata una sola volta richiesta di integrazione documentale, che determina linterruzione dei termini procedimentali. Parere motivato Redazione della Dichiarazione di Autorit Revisione del PUC alla luce del Sintesi e del Programma di Misure 30 giorni procedente parere motivato per il Monitoraggio Ambientale Adozione del PUC corredato del Parere Motivato, della Dichiarazione di Sintesi e del Programma di Misure per il Monitoraggio Ambientale Autorit Pubblicazione del PUC adottato e di tutta la documentazione relativa alla VAS variab. procedente Approvazione del PUC (art.24 co.4 L.R. 16/2004)

2.4 Elenco dei soggetti competenti in materia ambientale


Il D.lgs n. 152/2006 stabilisce che l'autorit competente, in collaborazione con l'autorit procedente, individua i SCA da consultare per la fase di scoping nonch in fase di consultazione pubblica. A tale scopo necessaria una intesa tra le due autorit: la proposta di definizione di tali soggetti, formulata dall'autorit procedente, va concordata con lautorit competente in occasione di un incontro, da stabilirsi su richiesta dellautorit procedente, i cui esiti saranno verbalizzati e sottoscritti dalle parti . I predetti SCA devono essere individuati con riferimento allesercizio d elle loro specifiche funzioni amministrative e competenze in materia ambientale e tenuto conto del territorio interessato, della tipologia di piano o programma e degli interessi pubblici coinvolti. In via indicativa, conformemente al Regolamento VAS, sono considerati come SCA, i seguenti Enti: amministrazioni con i loro dipartimenti competenti in materia di ambiente e territorio che potrebbero essere interessate dagli effetti derivanti dallattuazione del piano o programma (regioni, province, comuni, comunit montane); enti con competenze ambientali ai vari livelli territoriali (ispettorati ambientali, agenzie) interessati dagli effetti sullambiente dovuti allapplicazione del piano o programma; enti di gestione del territorio qualora il programma possa i nteressare larea di loro pertinenza (enti parco, autorit di bacino, sovrintendenze BBAA, ecc.); enti pubblici con competenze in materia di salute pubblica interessati (ASL). Nel caso in esame gli SCA da consultare sono i seguenti:
Ente/soggetto Regione Campania, Assessorato Ecologia -Tutela dellambiente e disinquinamento - Programmazione e gestione dei rifiuti - Ciclo Integrato delle Acque Regione Campania, Assessorato Urbanistica e governo del territorio A.R.P.A. Campania, Dipartimento provinciale di Napoli Autorit ambientale Regione Campania 9
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Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli Soprintendenza ai Beni Archeologi delle Provincie di Napoli e Caserta Autorit di Bacino Nordoccidentale della Campania ASL Napoli 3 ATO 2 Provincia di Napoli, Assessorato allUrbanistica Provincia di Napoli, Assessorato allAmbiente ENAC ENAV Comune di Napoli Comune di Volla Comune di Casalnuovo Comune di Afragola Comune di Cardito Comune di Frattamaggiore Comune di Arzano Comune di Casavatore

A fini consultivi saranno coinvolte anche le: Associazioni Ambientaliste presenti nel territorio comunale Organizzazioni Sindacali con sede nel territorio comunale Associazioni di Categoria presenti nel territorio comunale nonch Gli Ordini e i collegi professionali competenti presenti nel territorio le Associazioni culturali e del Terzo Settore presenti nel territorio comunale.

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3. Struttura, contenuti ed obiettivi del piano


3.1 Contenuti
Per consentire una valutazione del PUC di Casoria, rispetto agli ambiti ambientali esplicitati di seguito, si rende necessaria unazione di sintesi che consenta di individuare nel complesso dei documenti che costituiranno il piano vero e proprio gli elementi da sottoporre a valutazione. Si proceder pertanto ad individuare le principali aree tematiche con i relativi obiettivi (Direttiva 2001/42/CE, Allegato I, punto a). Le tematiche generali riguardano i principali argomenti trattati nel Documento di Indirizzi e sono sintetizzate in modo da rendere riconoscibile la struttura del piano anche allinterno del Rapporto Preliminare presente ed in seguito alla VAS, che ha la funzione di valutare gli effetti ambientali derivanti dalle scelte di Piano in fase di previsione, esecuzione e monitoraggio ad attivit e programmi conclusi. Il PUC redigendo rappresenta un complesso di interventi finalizzati alla riqualificazione di aree urbane e territoriali caratterizzate da peculiari situazioni economiche, sociali, culturali e ambientali per la cui realizzazione sia necessaria laz ione coordinata ed integrata di pi soggetti pubblici.

3.2 Obiettivi e strategie del Piano Le idee di citt da realizzare


Il territorio della citt di Casoria deve essere il t erreno di attuazione della riqualificazione in tutte le forme possibili ed efficaci, coerenti con le peculiarit territoriali. Il magma di edificato presente a Casoria, sottraendo da questo solo larea centrale storica, ma aggiungendo anche le grandi are e dismesse pu essere completamente trasformato e riqualificato e solo attraverso tali azioni si potr tendere al miglioramento delle condizioni socio-economiche della collettivit.
Obiettivi Strategie Riqualificazione e valorizzazione dellarea centrale storica Riqualificazione e valorizzazione degli spazi pubblici esistenti; Incremento degli spazi e dei luoghi pubblici; Individuazione di nuove centralit pubbliche negli ambiti periferici; Lo sviluppo e lintegrazione delle espressioni delle culture contemporanee. Individuazione di ambiti di trasformazione urbana le cui modalit e strategie attuative dovranno determinare un incremento delle aree libere da destinare alla citt pubblica; Gli ambiti di trasformazione urbana per eccellenza sono le grandi aree dismesse e per esse si dovranno indicare ed individuare gli strumenti pi efficaci per avviare i processi di riqualificazione, prevedere lincremento di aree e spazi a destinazione pubblica e lintegrazione funzionale, finalizzata a stimolare lavvio di iniziative che abbiano positive ricadute economiche. Recupero e riqualificazione dei quartieri di origine abusiva; Previsione di utilizzo per la collettivit delle aree libere marginali tendendo alla costruzione di un sistema di giardini pubblici che innervi lintero territorio comunale; Ripensare il sistema della mobilit locale attraverso la ricerca di coerenza del tessuto viario esistente, in molti casi incompleto e frutto di interventi occasionali e non sistematici; Individuazione e riqualificazione delle aree produttive esistenti, caratterizzate da una polverizzazione territoriale, prevedendo strumenti di sostegno alle attivit, anche attraverso forme specializzate di gestione; Individuazione di aree destinate alle attivit produttive con peculiarit specialistiche, tendenti ad accogliere funzioni produttive 11

LA CITTA PUBBLICA

LA CITTA DELLA TRASFORMAZIONE E DEL RINNOVAMENTO

LA CITTA DELLA RIQUALIFICAZIONE

LA CITTA DELLA MODERNIZZAZIONE

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LA CITTA DELLA VALORIZZAZIONE

compatibili con il tessuto urbano preesistente; Riconoscimento delle risorse locali e nel processo di riconoscimento elaborare le strategie di valorizzazione; Previsione di un sistema di valorizzazione dello spazio fisico naturale, attraverso la tutela delle aree ancora libere e destinate alle attivit agricole e la rinaturalizzazione di aree abbandonate.

Negli ultimi trentanni in Italia sono state realizzate numerose esperienze sia nel recupero e valorizzazione dei centri storici, che nel recupero di aree produttive dismesse e la riqualificazione di aree degradate, con esiti diversi, ma comunque sempre tentativi apprezzabili. La circostanza per cui a Casoria nessuna esperienza riuscita a concretizzarsi - si ricorda solo qualche tentativo - deve essere un elemento di approfondita riflessione. Dagli anni ottanta del secolo scorso, il dibattito sugli strumenti da utilizzare per il recupero delle aree oggetto della dismissione industriale ha prodotto esempi in Europa ed anche in Italia (tra laltro in momenti in cui le risorse finanziarie pubbliche non erano cos rare come nellattuale congiuntura). In tutti gli esempi si pu osservare che le azioni di riqualificazione non si limitavano alle aree che accoglievano la produzione, ma interessavano ambiti urbani pi ampi, si estendevano ad intere parti di citt. Tale aspetto vuole essere un invito alla riflessione sulla riconfigurazione degli ambiti urbani da riqualificare, evitando gli equivoci che possono formarsi da analisi superficiali e dal ripetere formule che non possono essere applicate in tutte le condizioni urbane. Tra tutte, lespressione zero consumo di suolo che molta fortuna disciplinare e pubblicistica ha avuto negli ultimi anni, assume scarso significato se utilizzata in riferimento al territorio del comune di Casoria. Si intende per consumo di suolo lurbanizzazione di aree sottratte alluso agricolo, e quindi facile comprendere che ci per Casoria gi avvenuto da molti anni, infatti restano poche aree residuali ancora coltivate come si vede dai paragrafi successivi certamente da tutelare. In questo quadro, la nuova idea di citt per Casoria deve partire dallobiettivo strategico di recuperare aree libere dal costruito e ci certo pi difficile, ma non impossibile, se tale idea verr perseguita con rigore e tenacia, e ci possibile solo, come accennato, trasformando per riqualificare lintero territorio comunale. Le trasformazioni dovranno perseguire delle precise idee di citt che rappresentano in sintesi, quasi in forma di slogan, gli obiettivi da perseguire con la costruzione del Piano Urbanistico Comunale.

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VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA

4. Individuazione dei piani e dei programmi pertinenti


Costituiscono riferimento metodologico, in funzione dei procedimenti di formazione degli strumenti di governo del territorio ed in particolare per le finalit ed i contenuti del PUC e ai fini della definizione degli interventi, i Piani, i Programmi ed i Vincoli settoriali di livello e competenza esclusiva della Regione Campania, della Provincia di Napoli e degli altri Enti Territoriali competenti quali, in particolare, quelli di seguito indicati: Piano Territoriale Regionale; Piano di Assetto Idrogeologico del bacino Nordoccidentale della Campania; Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Studio urbanistico dei comuni interessati dalla stazione Napoli-Afragola della linea ferroviaria ad Alta Velocit. Costituiscono altres riferimenti programmatici, ai fini della definizione degli interventi da inserire nel PUC tutti gli strumenti di programmazione negoziata in atto. Il PUC redigendo, sulla base delle indicazioni contenute in un quadro conoscitivo sulle risorse del territorio, deve stabilire obiettivi (di sviluppo socioeconomico e tutela del territorio), invarianti strutturali (prestazioni associate alle risorse che non possono subire alterazioni), prescrizioni (azioni che lAmministrazione deve mettere in atto per il raggiungimento degli obiettivi) ed indirizzi (azioni che lAmministrazione deve mettere in atto per contribuire al raggiungimento degli obiettivi).

4.1 Il piano territoriale regionale (PTR)


In attuazione della LR n. 16/04 Norme sul governo del territorio, con legge regionale n. 13 del 13 ottobre 2008 (pubblicata sul BURC n. 45 bis del 10 novembre 2008), stato approvato il Piano Territoriale Regionale (PTR). Il Piano, integrato dalle Linee Guida per il paesaggio, ha carattere processuale e strategico e si propone come piano di inquadramento, dindirizzo e di promozione di azioni integrate. Il PTR legge il territorio campano attra verso una articolazione che fa capo a cinque Quadri territo-riali di riferimento (QTR), in rapporto ai quali fornisce immagini di cambiamento ed indirizza le a-zioni di pianificazione. I Quadri territoriali di riferimento forniscono modalit per la cooperazione istituzionale e buone pratiche; essi riguardano: le reti; gli ambienti insediativi; i sistemi territoriali di sviluppo; i campi territoriali complessi; i centri minori. Anche se il piano regionale non assume valenza di piano paesaggistico (in ottemperanza allAccordo Stato-Regioni per il quale queste competenze sono delegate alle Province) attraverso la rete ecologica esso fornisce indirizzi di coordinamento sia per i piani provinciali che per quelli comunali, rinviando alla scala comuna le, in particolare, lindividuazione degli elementi di criticit e vulnerabilit, nonch la specificazione progettuale delle azioni di recupero: attraverso le Linee guida per il paesaggio in Campania la Regione indica alle Province ed ai Comuni un percorso istituzionale ed operativo coerente con i principi dettati dalla Convenzione europea del paesaggio, dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e dalla L.R. 16/04, definendo direttive specifiche, indirizzi e criteri metodologici il cui rispetto cogente ai fini della verifica di coerenza dei piani territoriali di coordinamento provinciali (Ptcp), dei piani urbanistici comunali (Puc) e dei piani di settore, da parte
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dei rispettivi organi competenti, nonch per la valutazione ambientale strategica previs ta dallart 47 della L.R. 16/04. In particolare, secondo le suddette linee guida, i PUC sono accompagnati da una procedura di Valutazione ambientale strategica nella quale siano adeguatamente considerati gli effetti sullintegrit strutturale e funzionale del territorio rurale e aperto, sul consumo di suolo e sui processi di frammentazione del territorio rurale, degli ecosistemi e degli habitat naturali e seminaturali, sia direttamente causati dalle azioni di piano che indirettamente indotti da queste, con particolare attenzione agli impatti di tipo cumulativo che le azioni di piano possono generare unitamente a quelle previste dagli altri piani che interessano il medesimo ambito, ed in relazione alle tendenze ed alle dinamiche territoriali di medio e lungo periodo che caratterizzano i territori interessati dal piano. Per quanto riguarda il Quadro dei Sistemi Territoriali di Sviluppo (STS), intesi come uno strumento di articolazione e verifica delle strategie e delle politiche che incidono significativamente sugli assetti territoriali, il comune di Casoria compreso nel Sistema Territoriale di Sviluppo E2 Sistema a Dominante Urbano - industriale insieme ai comuni Arzano, Frattamaggiore, SantAntimo, Casavatore, Melito di Napoli, Grumo Nevano, Frattami nore e Casandrino. Il PTR propone per i Sistema Territoriale di Sviluppo E2 una Matrice degli indirizzi strategici ed in particolare risulta che: Costituiscono scelta strategica prioritaria da consolidare: B.5. Recupero aree dimesse C.6. Rischio da attivit estrattive. Costituiscono rilevante valore strategico da rafforzare: A.1. Interconnessione accessibilit attuale A.2. Programmi di interconnessione. C.2. Rischio sismico. D.2. Riqualificazione e messa a norma della citt; Costituiscono inter venti mirati di miglioramento ambientale e paesaggistico: B.1. Difesa della biodiversit. E.1. Attivit produttive per lo sviluppo industriale. Si deve evidenziare, inoltre, che il PTR individua gli interventi in programmazione per quanto riguarda le Politiche dei trasporti nellambito degli STS. Per lSTS E2 le principali invarianti progettuali sono: per il sistema stradale: il completamento della SS 87 di collegamento tra Napoli e Caserta (codice intervento 11); il prolungamento della Circumvallazione Esterna di Napoli (codice intervento 18); un nuovo collegamento stradale tra gli assi autostradali e la zona di Capodichino con ladeguamento della viabilit esistente (codice intervento 96); per il sistema ferroviario: - il raccordo ferroviario tra la linea Aversa-Napoli e la variante della linea di Cancello (codice intervento 25); la linea metropolitana Napoli-P.zza Di Vittorio-Casoria (codice intervento 27); la trasversale ferroviaria Quarto-Giugliano-Staz. AV/AC di Napoli-Afragola (codice intervento 28). Il quarto Quadro Territoriale di Riferimento, quello dei Campi Territoriali Complessi (CTC), individua nel territorio regionale ambiti prioritari dintervento, interessati da criticit per effetto di processi di infrastrutturazione funzionale ed ambientale particolarmente densi: su queste aree si determina la convergenza e lintersezione di programmi relativi ad interventi infrastrutturali e di mitigazione del rischio ambientale cos intensivi da rendere necessario il governo delle loro ricadute sul territo rio regionale, anche in termini di raccordo tra i vari livelli di pianificazione territoriale. Il Comune di Casoria ricade nel Campo Territoriale Complesso denominato Direttrice Nord Napoli Caserta che
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rappresenta il core dellarea metropolitana di Napo li ed caratterizzata da una molteplicit di interventi infrastrutturali che ne rappresentano una dorsale costituita da elementi lineari e da polarit attrattive di livello territoriale. In esso gli interventi principali riguardano la Strada Statale 87, i siti potenzialmente contaminati, la stazione TAV di Afragola e la metropolitana regionale. Tali obiettivi, allo scopo di verificare la coerenza tra il PUC in esame ed il PTR, saranno esaminati nelle successive matrici di coerenza insieme agli obiettivi degli altri piani e programmi relativi al territorio di Casoria.

4.2 Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Napoli


Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) ha visto una prima versione adottata con la Delibera del Consiglio Provinciale n. 109 del luglio 2003, cui non ha fatto seguito n lesame delle osservazioni, n la definitiva approvazione. Successivamente, a seguito dellentrata in vigore de lla Legge Regionale n. 16/2004, la Giunta Provinciale ha disposto, con il proprio atto n. 344 del 17 marzo 2005, la sua rielaborazione, al fine di provvedere alladeguamento dello stesso agli obiettivi ed alle prescrizioni introdotte dalla nuova normativa regionale. Liter di formazione del piano pertanto ripartito ed giunto ad un primo punto fermo costituito dalla redazione di un preliminare approvato dalla Giunta Provinciale con la Delibera n. 445 del 4 luglio 2006. Successivamente, con la Deliberazione n. 1091 del 17 dicembre 2007, la Giunta Provinciale ha approvato la Proposta del PTCP, cui segue una nuova proposta nel dicembre 2008 per effetto dell'entrata in vigore del Codice del Paesaggio, per depurare il PTCP della parte paesaggistica. Attualmente la proposta del 2008, espletata la fase di osservazioni e controdeduzioni, non stata ancora adottata dalla Giunta Provinciale, pertanto il riferimento al PTCP puramente di indirizzo e non di vigenza. Il P.T.C.P. sottolinea il ruolo trainante di Nola e Casoria per quanto concerne il settore del commercio allingrosso e al dettaglio e la scarsa ed insufficiente dotazione di servizi dellarea a nord di Napoli, stretta fra i comuni di Giugliano e Pozzuoli da un lato, di Casoria, Afragola e Caivano dalla ltro.1 Inoltre il P.T.C.P. annovera, fra i centri urbani immersi in una periferia continua e totalmente urbanizzata, che si estende intorno a Napoli, anche il Comune di Casoria.2 Periferia nella quale, negli anni pi recenti, si sono localizzati grandi centri commerciali (Ipercoop, Ikea, ecc.) che spesso assumono essi stessi la valenza di centri, a danno dellidentit e riconoscibilit degli stessi centri storici. La Disciplina del Territorio e del Paesaggio del Comune di Casoria riportata nelle tavole P.07.11 e P.07.19 del P.T.C.P.. In esse sono individuati: I Centri ed i Nucleo storici; gli Insediamenti Urbani prevalentemente Consolidati; le Aree di Consolidamento Urbanistico e di Riqualificazione Ambientale; le Aree e Complessi per Insediamenti Produttivi Sovracomunali; le Aree Agricole e periurbane; le Aree ed Emergenze Archeologiche ed in particolare gli Ambiti di Attenzione; lArea Aereoportuale. Gli indirizzi e le prescrizioni per tali aree sono contenuti nelle Norme tecniche di attuazione da cui sono stati estrapolati i seguenti obiettivi: La conservazione integrale e la valorizzazione Centri e nuclei storici; La riqualificazione degli insediamenti consolidati attraverso linnalzamento della dotazione di attrezzature e servizi;
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La qualificazione del tessuto produttivo provinciale, sia a livello delle imprese, sia a livello delle aree industriali La riduzione dellimpatto ambientale degli insediamenti produttivi e il loro consumo di risorse non rinnovabili, La formazione di poli specialistici per attivit produttive di rilievo provinciale o sovra comunale, in particolare il polo integrato di Casoria-Afragola, come polo consolidato per funzioni miste produttive, logistiche e del commercio.

4.3 Piano Stralcio dellAutorit di Bacino Nordoccidentale della Campania


Il Comune di Casoria ricade nel bacino nord-occidentale, che si estende per circa 1500 kmq, comprende ben 127 comuni, per un totale di circa 3 milioni di abitanti, e risulta essere costituito dai seguenti bacini idrografici: Regi Lagni Alveo Camaldoli Campi Flegrei Volla Bacini delle Isole Ischia e Procida Il territorio si estende su di una vasta area regionale che gravita intorno ai golfi di Napoli e Pozzuoli ed delimitata ad ovest dal litorale domitio fino al confine con il Bacino Nazionale Liri-GariglianoVolturno e si protende verso est nellarea caser tana, rientrando nel tenimento della provincia di Napoli ove include parte del Nolano fino alle falde settentrionali del Vesuvio. A nord comprende le aree prossime al tratto terminale del fiume Volturno; a sud ovest si sviluppano i bacini dei Regi Lagni, del Lago Patria e quello dellalveo dei Camaldoli. A sud, fino al mare, il territorio comprende larea vulcanica dei Campi Flegrei, che si affaccia sul golfo di Pozzuoli; al largo di questultimo si trovano le isole di Procida e di Ischia anchesse di competenza dellAutorit di Bacino nord occidentale della Campania. Nella zona orientale ricadono il bacino dei Regi Lagni, i torrenti vesuviani e la piana di Volla. Questultima costituisce la valle del fiume Sebeto originariamente paludosa e trasformata, in seguito, da interventi antropici di bonifica, in zona agricola fertile. Il Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico stato adottato con Delibera del Comitato Istituzionale n. 11 del 10/5/2002. Il Comune di Casoria non interessato da aree con rischio frane ma presenta situazioni particolari dal punto di vista del rischio idrogeologico in localit Arpino a confine con Volla. In particolare presente ununica area a Rischio moderato, R1, a confine con Volla. In questa zona, a norma del comma 1 dellart. 30 delle norme tecniche, I nuovi interventi, le nuove opere e le nuove azioni per le quali non previsto lo studio di compatibilit idraulica o idrogeologica non devono incrementare uno dei fattori che concorrono alla definizione del grado di rischio determinando il superamento della soglia del rischio accettabile (R2). Sono ancora da segnalare, nella parte meridionale del territorio comunale, due emergenze cui prestare attenzione: 1. a ridosso dellaeroporto, segnalata unarea di rischio elevato (R3) e medio (R2) per linnesco di fenomeni franosi; 2. nellarea sud-orientale, presso la frazione Cittadella, in direzione del bacino della Piana del Sebeto, segnalata unarea a rischio moderato (R1) di allagamento per esondazione. Non si pu inoltre ignorare la questione delle micro cavit in centro storico: un fenomeno legato ad una pratica antropica (si tratta di cave di tufo su cui sono sorti gli edifici antichi) e non ad un rischio naturale(idrogeologico) ma che tuttavia genera una condizione di rischio non indifferente (nel solo centro di Casoria sono state censite e rilevate 84 cavit ipogee), in parte documentata nel
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Censimento e nel Programma di messa in sicurezza redatti dalla Provincia di Napoli tra il 2000 e il 2002 (la documentazione, in corso di acquisizione, sar integrata nel Quadro conoscitivo definitivo).

4.4 Studio urbanistico dei comuni interessati dalla stazione Napoli-Afragola della linea ferroviaria ad Alta Velocit
Il Ministero dei Trasporti e della Navigazione, la Regione Campania, la Provincia di Napoli, il Comune di Napoli, le FS e la Societ TAV hanno sottoscritto, nellottobre 1997, lAccordo di Programma per la localizzazione della Nuova Stazione della Linea Alta Velocit nel Comune di Afragola. Larea dintervento posta a sud dellasse mediano Pomigliano -Lago Patria, in prossimit del grande Quadrifoglio degli svincoli, tra lo stesso asse mediano e lautostrada Milano - Napoli. Tale localizzazione stata analizzata in tutte le sue interrelazioni, al fine di definire il miglior contesto ed ottenere il massimo profitto, come risorsa per larea, non solo sotto la spetto trasportistico. La stazione Napoli-Afragola viene considerata, infatti, come una grande infrastruttura-attrezzatura di carattere metropolitano, motore per la realizzazione di interventi tesi allo sviluppo dellarea, secondo principi di riqualificazione ambientale. A tale scopo il Ministero dellAmbiente, per la salvaguardia del territorio e limpatto ambientale che tale infrastruttura pu provocare, ha richiesto la redazione di un piano urbanistico territoriale esteso ai cinque comuni maggiormente interessati dallintervento (Acerra, Afragola, Casoria, Casalnuovo, Caivano). Lo studio cerca di supplire alle carenze derivanti dalla pianificazione locale, mettendo in campo previsioni coerenti in un percorso strategico che uniformi e dettagli gli indirizzi della pianificazione provinciale. Tale piano si propone come strumento di programmazione per lintegrazione delle grandi infrastrutture ferro-gomma-aria-mare, interrelate con fattori dellambiente e del territorio. Esso promuove, in termini di concertazione, la compensazione-ricostruzione e la riqualificazione della mbiente che viene modificato dalla realizzazione dellopera. Il piano definisce, infatti, un sistema continuo di aree protette di interesse sovracomunale allinterno del quale gli spazi agricoli assolvono ad un ruolo strategico nella strutturazione e riconnessione dei parchi e delle attrezzature sportive: lambiente diventa risorsa produttiva.

Gli obiettivi
realizzazione di una grande infrastruttura di trasporto a livello nazionale (Linea AV) realizzazione di una attrezzatura di carattere metropolitano (stazione AV di Napoli Afragola), occasione e motore di sviluppo locale riqualificazione ambien tale e valorizzazione del paesaggio attraverso lu tilizzo delle aree agricole e dellambiente in genere come risorsa produttiva, mediante le proposte di: recupero della rete idrografica storica; sistemazione del parco agricolo nel Comune di Caivano; sistemazione del parco archeologico nellarea dellantica citt di Suessola. riassetto della rete stradale tutela delle aree non edificate o destinate a produzioni agricole definizione di tipologie progettuali che garantiscano un elevato livello di permeabilit delle nuove infrastrutture, per limitare leffetto barriera delle linee della stazione definizione di misure di salvaguardia che impediscano interventi abusivi
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Le azioni strategiche di trasformazione


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definizione e localizzazione di funzioni di livello superiore, servizi e attivit terziarie realizzazione del Parco naturalistico, tecnologico e dei servizi (zto Fc del Piano) Gli Ambiti di attuazione Per alcune aree situate in posizione strategica in relazione alla stazione AV si ipotizza una trasformazione mediante formazione di comparto; tali aree sono individuate dagli ambiti territoriali 1 e 2. http://www.provincia.napoli.it/Micro_Siti/Assetto_territorio/REPOSITORY/IMMAGINI/Pianificazione_Ter ritoriale/studi_territoriali/TAV_-_P2_A32rit.jpgAmbito 1:

Intervento e proposta di trasformazione


Lambito riguarda una superficie di circa 474 ha, compresa nel territorio comunale di Afragola che attualmente caratterizzata da un prevalente uso agricolo del suolo, frammisto a lottizzazioni residenziali abusive, pi o meno consolidate. Tale zona va inquadrata territorialmente nel cono di aree libere da tutelare tra Napoli e Caserta. Queste aree, prevalentemente agricole, vanno inserite in un disegno pi ampio che metta a sistema il parco del Sebeto proposto dalla Variante Generale al PRG di Napoli, le nuove infrastrutture ferroviarie legate al progetto alta velocit, il proposto parco naturalistico, tecnologico e dei servizi, il parco agricolo di Caivano, il parco Archeologico di Suessola, il recupero della rete idrografica borbonica, in particolar modo dei Regi Lagni. Questo vuoto, che collega geograficamente il bacino idrografico dei Regi Lagni-Volturno e la campagna della Terra di Lavoro con la costa, diventa luogo centrale della citt metropolitana: il parco naturalistico, tecnologico e dei servizi crea una porta verde, costi tuita da aree non edificate integrate in un sistema di servizi ed attivit rare connesse alla realizzazione delle nuove infrastrutture ferroviarie. Il Piano quindi classifica la superficie dellambito 1 in gran parte (72,5%) come zona Fc (Parco naturalistico, tecnologico e dei servizi), in parte come superficie da destinare a nuovi insediamenti ERP (ZTO C), e per la restante quota come zone B1 (residenziali da riqualificare) e G (Standards urbanistici).

Ambito 2: Intervento e proposta di trasformazione


Lambito coincide con aree industriali dismesse e con aree impegnate da strutture ferroviarie, ricadenti nel territorio comunale di Casalnuo vo ed in quello di Acerra. Le ventuale dismissione di parte delle aree di superficie della linea FS Napoli Cancello, permetterebbe di recuperare suoli urbani centrali che vanno a configurare un nastro con sezione variabile. La finalit di creare una nuova spina di servizi, attrezzature e verde attraverso la sistemazione urbana di aree di sedime della linea FS Napoli-Cancello e delle aree limitrofe, la riambientalizzazione delle aree intercluse nel collegamento AV Linea A Monte del Vesuvio, la delocalizzazione di alcune aree industriali.

4.5 Il piano ASI

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Il Piano Regolatore Territoriale dellArea di Sviluppo Industriale della Provincia di Napoli stato approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 14 ottobre 1968. Esso individuava sette agglomerati ubicati, allepoca, in aree con caratteristiche ancora agricole. Il Piano dellAgglomerato di Casoria Arzano - Frattamaggiore stato oggetto di diverse varianti, la prima fu adottata con Deliberazione n. 144 del 5/4/1977 del Comitato Direttivo del Consorzio A.S.I. di Napoli ed approvata con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 9 del 16/5/1979, la seconda fu adottata con Deliberazione n. 213 del 14/7/1992 del Comitato Direttivo del Consorzio A.S.I. di Napoli ed approvata con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 54/26 del 30/5/1995, mentre lultima, in ordine di tempo, stata adottata con Delibera del Commissario Straordinario n. 343 del 18/7/2001, con controdeduzioni alle osservazioni approvate con Delibera del Commissario Straordinario n. 434 dell1/8/2002 ed adeguamento alle prescrizioni in sede di Conferenza dei Servizi per conclusione procedimento ex 10 L.R. n. 16/1998. Il Piano riguarda una piccola porzione del territorio di Casoria a confine con Arzano.

4.6 Il sistema dei vincoli


Il quadro dei vincoli vigenti sul territorio comunale deriva da normative nazionali e regionali. Nelle elaborazioni definitive di Piano saranno riportati i vincoli relativi a: Edifici di interesse storico-architettonico Edifici vincolati ai sensi D.lgs.n42/2004 Vincolo aeroportuale Vincolo idrogeologico Fascia di rispetto Ferrovie Fascia di rispetto Autostrade Fascia di rispetto Strade a scorrimento veloce Fascia di rispetto Elettrodotti Vincolo paesistico Linea TAV - art. D.Lgs 152/1999 comma 4 Zona di tutela assoluta - art. D.Lgs 152/1999 comma 7- Zona di rispetto Fascia di rispetto Cimitero - Aree ed emergenze archeologiche- Ambiti di attenzione - "art. 37 Norme tecniche di attuazione P.T.C. della Provincia di Napoli" Prescrizioni delle Soprintendenze acquisite durante le consultazioni del PUC 2008 Il sistema attualmente riassumibile nei seguenti vincoli principali.

Viabilit - Ai sensi dellarticolo 41 -septies, commi 1 e 2 della legge urbanistica n. 1150/1942, articolo
aggiunto dallarticolo 19 della legge n. 765/1967, Fuori del perimetro dei centri abitati debbono osservarsi nelledificazione distanze minime a protezione del nastro stradale, misurate a partire dal ciglio della strada distanze stabilite successivamente con il D.M. 1 aprile 1968 che allart. 3 classifica le strade in: Autostrade: autostrade di qualunque tipo (legge 7 febbraio 1961, n. 59 , art. 4); raccordi autostradali riconosciuti quali autostrade ed aste di accesso fra le autostrade e la rete viaria della zona (legge 19 ottobre 1965, n. 1197 e legge 24 luglio 1961, n. 729 , art. 9); Strade di grande comunicazione o di traffico elevato: strade statali comprendenti itinerari internazionali (legge 16 marzo 1956, n. 371, allegato 1); strade statali di grande comunicazione (legge 24 luglio 1961, n. 729, art. 14); raccordi autostradali non riconosciuti; strade a scorrimento veloce (in applicazione della legge 26 giugno
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1965, n. 717, art. 7); Strade di media importanza: strade statali non comprese tra quelle della categoria precedente; strade provinciali aventi larghezza della sede superiore o eguale a m. 10,50; strade comunali aventi larghezza della sede superiore o eguale a m. 10,50; Strade di interesse locale: strade provinciali e comunali non c omprese tra quelle della categoria precedente. e allart. 4 fissa le seguenti distanze da osservarsi nella edificazione a partire dal ciglio della strada e da misurarsi in proiezione orizzontale: strade di tipo A) - m. 60,00; strade di tipo B) - m. 40,00; strade di tipo C) - m. 30,00; strade di tipo D) - m. 20,00. alle quali va aggiunta la larghezza dovuta alla proiezione di eventuali scarpate o fossi e di fasce di espropriazione risultanti da progetti approvati. Questo vincolo di inedificabilit da considerarsi assoluto per le aree situate al di fuori del centro abitato, perch, ai sensi del D.M. 1 aprile 1968, esclusa ogni possibilit di deroga alla distanza minima, mentre allinterno del centro abitato essa ridotta, per le autostrade a venticin que metri ed derogabile a mente dellarticolo 9, comma 1 della legge n. 729/1961. Per quanto concerne questo tema occorre, inoltre, tenere conto del Nuovo Codice della Strada (DL.vo 285/92 e s.m.i.) e del Regolamento di esecuzione ed attuazione del NCdS (DPR 495/92 e s.m.i.) che fissano i limiti riportati nelle seguenti: Linee ferroviarie , tramvie, ferrovie metropolitane e funicolari terresti Per quanto concerne le linee ferroviarie, le tramvie, le ferrovie metropolitane e le funicolari terresti vige quanto riportato agli art. 49 (metri trenta dal limite della zona di occupazione della pi vicina rotaia) e 51 (metri sei dalla pi vicina rotaia, da misurarsi in proiezione orizzontale) del D.P.R. n. 753/1980. Aereoporto Per laeroporto occorre fare riferi mento al D.Lgs. n. 151/2006 recante correzioni ed integrazioni al D.Lgs. n. 96/2005 che ha rivisto il Codice della Navigazione. In particolare lart. 5, Vincoli della propriet privata, sostituisce il quinto comma dell'articolo 707 del codice della navigazione con la seguente dizione: Nelle direzioni di atterraggio e decollo possono essere autorizzate opere o attivit compatibili con gli appositi piani di rischio, che i comuni territorialmente competenti adottano, anche sulla base delle eventuali direttive regionali, nel rispetto del regolamento dell'ENAC sulla costruzione e gestione degli aeroporti, di attuazione dell'Annesso XIV ICAO ed.. Pertanto si fatto riferimento allENAC per la definizione dellarea da sottoporre a vincolo aereoportuale. Cimiteri - Occorre fare riferimento allart. 338 del Testo unico delle leggi sanitarie approvato con R.D. n. 1265/34 e allart.57 del D.P.R. n. 285/90. Si , pertanto, considerata una fascia di rispetto di m100 dal cimitero intercomunale localizzato nel Comune di Elettrodotti, cabine e sottostazioni elettriche Occorre fare riferimento allart. 5 del D.P.C.M. 23 aprile 1992 che allart. 5 fissa le seguenti distanze di rispetto dagli elettrodotti per i fabbricati adibiti ad abitazione o ad altra attivit che compo rta tempi di permanenza prolungati: linee a 132 kV > 10 m linee a 220 kV > 18 m linee a 380 kV > 28 m Infine, sempre lart. 5 precisa che La distanza di rispetto dalle parti in tensione di una cabina o da una sottostazione elettrica deve essere uguale a quella prevista, mediante i criteri sopra esposti, per la pi alta tra le tensioni presenti nella cabina o sottostazione stessa. Metanodotti e gasdotti - Per i metanodotti ed i gasdotti occorre fare riferimento al D.M. 24 novembre 1984. Punti di captazione acque - Nelle zone di protezione delle aree di captazione, delimitate ai sensi del D.P.R. n. 236/1988, del D.Lgs. n.152/1999, del D.Lgs. n. 258/2000 e dellAccordo Stato Regioni del 12/12/02, va considerato un buffer di m 10 di tutela assoluta e di m 200 di rispetto. Acquedotti Occorre fare riferimento allallegato 4 delib. 4 feb. 1977 del Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dallinquinamento; alla legge n. 319/1976 e al D.Lgs. n.152/1999.
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5. Ambito territoriale di influenza


Nel capitolo sono descritti i principali aspetti relativi allo stato attuale dellambiente del territorio comunale di Casoria a partire dallinquadramento territoriale fino ad evidenziare le principali problematiche ambientali.

5.1 Inquadramento territoriale


Il territorio di Casoria si colloca sulla piana adiacente al sistema collinare che circonda Napoli (altitudine variabile da 10 a 70 m sul l.m.) su di unarea posta ai margini dell a grande centuriazione romana della pianura campana attraversata dalle antiche strade osche e romane che collegavano Napoli ai grandi insediamenti regionali ed extra regionali. Parte importante dellattuale rete stradale ricalca le antiche consolari romane: la Sannitica e la via delle Puglie. Casoria si storicamente caratterizzata come polo di riferimento di un sistema agrario che ha origine nella centuratio romana e che si ulteriormente sviluppato con lorganizzazione baronale vicereale del 1600 e con quella borbonica del 1700-1800; pertanto, questo territorio, fino alla met del primo 900, ha mantenuto il suo carattere agricolo rurale sia nella sua struttura agricola, sia nel tessuto edilizio, costituito, questultimo, da un nucleo urbano e da un insi eme di masserie, di fabbriche rurali e di case coloniche diffuse su tutto il territorio. Solo a partire dagli anni 50 del secolo scorso i suoi tratti rurali dominanti vengono irrimediabilmente modificati per effetto di un processo di industrializzazione intensa congiuntamente ad una massiccia urbanizzazione comune allintera area metropolitana. Il Comune di Casoria confina con i Comuni di Napoli, Afragola, Casavatore, Arzano, Cardito, Frattamaggiore e Volla, ed raggiungibile dalla rete nazionale percorrendo l'autostrada A1 fino alluscita di Casoria. E dotato di stazione FS Casoria - Afragola, sulla linea Roma-Napoli (via Aversa), ed adiacente allaeroporto di Napoli Capodichino la cui pista di atterraggio/decollo in parte ricadente nel territorio comunale. Dal punto di vista dei collegamenti stradali esterni, Casoria ben collegata a tutta la rete del comprensorio che lo circonda ed alla rete Nazionale.

5.2 Il processo formativo


Lo sviluppo urbano di Casoria avviene attorno alle due prime chiese dedicate a S. Benedetto e a S. Mauro. A tale borgo originario si affiancavano piccoli villaggi e numerose masserie tutte immerse in un contesto agricolo-rurale. Le due pi antiche localit sono il Casale di Cantarello, ormai completamente distrutto, nella zona orientale del Comune, al confine con Afragola, e la Masseria Arcopinto. Sul territorio casoriano si svilupparono una serie di piccoli insediamenti rurali di propriet dei monasteri napoletani, composti dalle masserie dei coloni che lavoravano i fondi e da cappelle campestri. Levoluzione urbana e viaria di Casoria leggibile attraverso lesame delle cartografie storiche.

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Tavola Rizzi Zannoni 1793

IGM 1892

IGM 1907

La cartografia dellimmediato dopoguerra fissa uno stato che, da quel punto in poi, rappresenta la attuale forma del costruito, ovvero lambiente urbano reale e percepito della citt di Casoria. Sviluppatasi come espansione della prima corona dei comuni a Nord di Napoli, Casoria fu, nellimmediato dopoguerra ed almeno fino alla fine degli anni 70 un polo industriale di rilievo. Questa condizione, unita alla facilit di accesso dai comuni limitrofi e dal capoluogo, ha determinato una espansione edilizia e demografica notevolissima che ha portato il comune a risultare tra i pi densamente abitati ed edificati dellintera Provincia di Napoli. Tuttavia da almeno un ventennio le attivit produttive di tipo manifatturiero hanno in larga parte dismesso i loro stabilimenti cittadini, si sono cos determinate alcune aree dismesse di grande estensione su cui da decenni si ragiona, individuando le stesse giustamente come possibile momento di svolta per lintero comune. Dagli anni 80 si sviluppata unofferta produttiva di tipo differente, soprattutto legata alla grande distribuzione commerciale e allintrattenimento, utilizzando la prima superstrada dellhinterland la strada degli Americani, che conduce da Casoria al primo litorale domizio. Gran parte delledificazione recente (ultimi quarantanni) per accomunata da una bassa qualit urbana, prima ancora che edilizia. Mancano o sono marginalizzati gli spazi pubblici aperti, le piazze e le strade, che nella citt storica costituivano il luogo dellincontro olt re che della circolazione. Mancano adeguati spazi sistemati a verde, per lo sport, per essere realmente vissuti e che possano facilitare gli incontri. Mentre il dibattito sulle aree dismesse della citt fordista prosegue, nuove carie territoriali erodono il tessuto spaziale, non pi continuo, della Casoria moderna. In tale quadro, negli interstizi del magma urbano, anche in luoghi inaspettati si ritrovano aree che possono accogliere funzioni pubbliche, luoghi che se opportunamente trattati, da margina li possono diventare centrali in relazione ad attivit umane. Le infrastrutture di livello territoriale hanno accelerato ed innescato la formazione dellestesa saldature tra Napoli ed i comuni dellentroterra, che oggi insieme, configurano una periferia territoriale con tutte quello che pu implicare tale condizione in termini di vivibilit ed identit urbana dei vari comuni. Da quanto in sintesi illustrato si ha che vari fattori hanno determinato, a partire dagli anni ottanta, un intenso e caotico sviluppo che ha avuto come risultato il processo conurbativo e di saldatura tra i comuni dellarea nord occidentale di Napoli. I nodi e le dinamiche con cui i singoli comuni dellarea nord si sono sviluppati sono diverse e molteplici, allo stesso modo i fattori dinfluenza, in ogni caso la maggiore o minore vicinanza al capoluogo ha avuto il carattere di accelerazione dei processi di urbanizzazione, con conseguente incremento dei caratteri periferici e di perdita delle identit locali. Non mancano i cam panelli di allarme, come ad esempio la profonda crisi che vive il primo mall di concezione americana, lEuromercato, ed anche in questo caso il fenomeno con molta probabilit anticipatore e vissuto in
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termini pi drammatici e netti, cos come avvenuto per la dismissione dellindustria chimica, in anticipo a Casoria rispetto a quanto sarebbe accaduto nel giro di pochi anni a livello nazionale. Le infrastrutture viarie di livello territoriale, come detto, erano disegnate per assolvere a compiti esclusivamente trasportistici, non cercando alcuna relazione con i territori attraversati, che per dalla realizzazione di strumenti di collegamento con il capoluogo subiranno ogni ricaduta negativa. Unaltra condizione che ha caratterizzato i territori dei comuni dellarea a nord di Napoli, si ritrova nellincremento della rendita urbana dovuto alla facilit di collegamento con il capoluogo. La rendita il plus valore che le aree vedono svilupparsi sulla base di una maggiore capacit edificatoria. Nei territori dei comuni dellarea nord-occidentale, la rendita urbana si sviluppata in tutte le sue forme, da quella regolamentata conseguente al regime urbanistico, a quella quasi spontanea legata alla possibilit della realizzazione abusiva di insediamenti urbani a destinazione residenziale o commerciale. La rendita urbana, in Italia, ha esplicato i suoi effetti in forme patologiche, a cui il legislatore ha cercato di porre argine, con vari tentativi, mai realmente incisivi, in quanto sporadici e non inseriti in un quadro normativo coerente sul regime dei suoli. Nelle aree a nord di Napoli, e quindi anche nel territorio di Casoria, la rendita urbana, ai problemi generali accennati ha subito ulteriore vigore dalla realizzazione delle infrastrutture territoriali, insieme alla possibilit di edificare interi quartieri in modo abusivo e ci a sommarsi ad altre cause, dalla tolleranza nei confronti di tale fenomeno delle classi dirigenti, alla presenza di gruppi criminali organizzati che dal ciclo delledilizia abusiva ha tratto notevoli guadagni. La rendita urbana, nelle sue forme pi selvagge, pervade e determina la forma dello sviluppo del territorio di Casoria degli ultimi 50 anni.

5.3 Stato dellambiente naturale


Questo pu essere descritto con riferimento alle seguenti tematiche: Suolo e sottosuolo; Sistema idrografico ed idrologico; Clima e atmosfera;

5.3.1 Suolo e sottosuolo Geomorfologia


Il territorio comunale di Casoria si estende per circa 12,03 kmq, ha una conformazione pressoch pianeggiante e presenta, ad uno sguardo superficiale, apparentemente nulla di rilevante sotto il profilo geomorfologico. Il dislivello altimetrico riscontrabile in direzione NW-SE pari a circa 35 m su una distanza di circa 3400 m, mentre di circa 65 m in direzione E-W su una distanza di 4600 m, con medie pendenze dellordine dell1 -1.5%. Il rilevamento geologico di superficie ha consentito di accertare che i terreni affioranti non presentano diversificazione di sorta derivando essi dalla umificazione dei prodotti piroclastici pi superficiali. Al fine di discriminare, per quanto possibile, porzioni omogenee del territorio comunale in base alla conformazione geologico stratigrafica del sottosuolo per superare la predetta omogeneit superficiale stata redatta la allegata carta delle isopache del tufo. Larea comunale di Casoria inserita in un contesto morfostrutturale di rilevanza regionale: la Piana Campana e, nel suo ambito, la porzione compresa fra la regione vulcanica flegrea e quella vesuviana, ben individuata nellimmagine stereografica dal corso del Fiume Sebeto, che scorre nel settore sud-orientale del territorio comunale. In corrispondenza di tale corso dacqua, che segna il confine meridionale del suo territorio, si registra la massima depressione. Questa fascia di basso
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morfologico da mettere in relazione ad una pi ampia fascia di basso strutturale, determinata da una grossa faglia a sviluppo regionale in direzione antiappenninica, cio SW- NE. Vista nel suo insieme, lintera Unit morfologica della Piana Campana corrisponde ad unarea di sprofondamento regionale che si estende dai Monti Lattari a Sud fino al M. Massico a Nord, che registra il suo massimo approfondimento in corrispondenza della Piana del Volturno. Il territorio, pur risultando pressoch pianeggiante, pu essere differenziato in due fasce che hanno subito un processo morfoevolutivo leggermente diverso. Distingueremo quindi un settore centrale e settentrionale da un settore meridionale. I settori centrale e settentrionale corrispondono alla zona di Piana costituita prevalentemente da prodotti piroclastici incoerenti giacenti sopra la formazione del Tufo Giallo Napoletano, di et compresa fra i 10 12.000 anni e il subattuale, contenenti livelli pi o meno discreti di materiale rimaneggiato dovuto al dilavamento e/o trasporto superficiale provenienti. Qui si registrano elevazioni comprese fra gli 81 e i 40 metri slm. La fascia meridionale corrisponde alla zona morfologicamente appena pi depressa, ed stata interessata in passato da esondazioni, ristagni d'acqua, emersione della falda. E' stata, quindi, sede di pi attiva rielaborazione idraulica dei sedimenti piroclastici operato nel corso del tempo dal corso dacqua del Fiume Sebeto che scorre in questa zona, il cui alveo stato parzialmente regimato e regolarizzato con opere di canalizzazione; solo in qualche tratto ancora possibile riconoscere il relitto dell'antico alveo. L'area del nucleo fondativo di Casoria corrisponde ad una porzione pi elevata del territorio comunale e presenta un'altitudine media di 60 metri circa s.l.m., superiore quindi rispetto a quella generale. Dall'analisi delle stratigrafie provenienti da varie aree del territorio comunale si evince che in questa zona la falda tufacea, che impostata al disotto della copertura piroclastica del IV ciclo flegreo, risulta morfologicamente rilevata rispetto ad altre zone. E' pensabile quindi che l'attuale topografia derivi da un modellamento della copertura piroclastica superficiale sull'antica superficie topografica definita dalla messa in posto del banco tufaceo, attenuandone le asperit. La conformazione morfologica sia della superficie che del sottosuolo ha forse favorito l'insediamento dell'antico nucleo abitato in questa zona. Dal punto di vista urbanistico molto interessante registrare una significativa alterazione dell'ambiente sottosuolo originato dall'intervento antropico che ha prodotto una presenza diffusa di cavit attraverso un'opera di cavazione intensa avviata tanto per fini edificatori che logistici. Infatti, parte del territorio di Casoria, come quello di numerosi altri comuni posti nella conurbazione napoletana, stato utilizzato, principalmente nel corso del XIX secolo e sino alla seconda decade del XX, per l'estrazione dal sottosuolo di materiali da costruzione (pozzolane, tufo). A parte la pozzolana, tufo e lapillo, furono prelevati in sotterraneo per fini edificatori preferibilmente nei luoghi stessi della loro utilizzazione; la cava di prestito cos realizzata stata utilizzata come vano ipogeo per la conservazione di derrate o materiali occorrenti alluso del tempo.

Geologia
La conformazione geologica del territorio comunale di Casoria si inquadra in un contesto regionale pi ampio. Larea situata in una zona di piana che, sotto il profilo geologico, rappresenta un ampio basso strutturale, unarea, cio, tettonicamente limitata a est dai rilievi dellAppennino campano; a ovest dal Mare Tirreno; a nord e a sud rispettivamente dai rilievi carbonatici del M. Massico e dei M. Lattari. Per quel che riguarda pi strettamente il territorio di Casoria, i terreni che lo conformano risultano essere di et molto giovane per essersi formati, almeno fino alle profondit significative ai fini urbanistici, non oltre 12.000 anni fa in unarea gi occupata da strutture e depositi vulcanici intercalati a depositi continentali e marini, che a loro volta avevano riempito una vasta insenatura
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marina, lantico golfo campano. Le formazioni piroclastiche che lo caratterizzano sono state originate tanto dallattivit esplosiva sia dei Vulcani recenti Flegrei quanto da quello dei vulcani archiflegrei; principalmente dai primi che prevalgono nella porzione pi superficiale della successione stratigrafica, la pi recente in ordine di tempo. Granulometricamente i depositi coprono tutte le classi dimensionali: cineriti, sabbie, lapilli, pomici, piroclastiti pi o meno addensate a secondo delle modalit di sedimentazione o dellintensit degli effetti termodiagenetici; nel complesso possono essere classificati nel complesso come terreni incoerenti. Ad essi si accompagnano nella parte un po pi profonda della successione stratigrafica piroclastiti di varia granulometria, disomogenee, che si presentano con aspetto e consistenza di tipo litoide o semilitoide per aver subito una fase di diagenizzazione postdeposizionale. Sono i cosiddetti tufi della formazione del Tufo Giallo Napoletano che affiorano estesamente nel territorio della provincia di Napoli e sono abbondantemente presenti nel sottosuolo. Per quel che riguarda le piroclastiti sciolte del segmento superiore (primi 10 metri in media) la loro emissione non stata sempre continua ma intervallata da periodi di inattivit dei centri eruttivi. Ci deducibile dalla naturale disposizione dei letti piroclastici che a luoghi conservano un andamento stratiforme. Quando lintervallo fra due fasi di emissione stato piuttosto lungo, si sono potute verificare le condizioni adatte alla trasformazione della parte pi superficiale del piroclastico in un vero e proprio humus, terreno agrario di tipo prevalentemente argilloso, dovuta alla prolungata esposizione della superficie deposizionale agli agenti atmosferici, con conseguente alterazione. Questa precisazione importante sotto un duplice aspetto: - sotto il profilo geologico costituisce un elemento di sicuro di riferimento per correlare i vari orizzonti piroclastici fra loro anche in punti diversi; - sotto il profilo geotecnico pu condizionare qualitativamente la caratterizzazione geomeccanica dei terreni per la scarsa resistenza alla compressione che quei terreni accusano. Oltre al suolo agrario dellattuale piano di campagna, sono stati individuati in stratigrafia alcuni orizzonti humificati (paleosuoli), uno attestato mediamente intorno ai 3 metri di profondit, un altro in corrispondenza del cappellaccio tufaceo, un altro ancora al disotto della facies pi propriamente ignimbritica. Tettonicamente larea, come detto, si impostata molto di recente; le grandi dislocazioni che hanno favorito la risalita delle vulcanoclastiti sono certamente di et pleistocenica, probabilmente del Pleistocene superiore.

Pedologia e uso del suolo


I terreni di Casoria sono profondi su facies incoerenti del tufo giallo, ricoperto da pozzolana e terreno di medio impasto, per una altezza di 14 - 20 metri. Quindi, il substrato pedogenetico costituito da depositi piroclastici da caduta e da depositi vulcanoclastici; Il terreno, particolarmente fertile, unitamente alle peculiari e gradevoli condizioni climatiche di tipo spiccatamente mediterraneo, ha conferito nel passato al territorio caratteristiche vocazionali agricole per eccellenza, idoneo a ricevere colture di qualsiasi tipo, il tutto ancor pi valorizzato dalla continua ed assidua opera della mano delluomo nel corso dei secoli. La reazione generalmente neutra, mantenendosi nella maggior parte dei casi tra un pH = 6,7 e 7,8. Alcuni terreni possono presentare valori del pH al di sotto del 6,0 e sono logicamente dovuti a particolari condizioni della sostanza organica. Essi rientrano nei Typic Ustivitrands franchi, secondo la Tassonomia del suolo; nei Vitri-Mollic Andosols, secondo la Legenda FAO. Tale unit morfologica e pedologica si estende, senza soluzioni di continuit, salvo eccezioni di depositi alluvionali, fino ai
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Regi Lagni ed caratterizzata dalla presenza cospicua e bilanciata di tutti gli elementi chimici della fertilit, da un potere di imbibizione ottimale e dalla capacit di restare a lungo in tempera per le lavorazioni manuali e meccaniche. La presenza dei Regi Lagni a nord, a pochi chilometri di distanza, primo esempio italiano di bonifica del territorio risalente allepoca borbonica, recentemente oggetto, peraltro, di lavori di sistemazione ed ammodernamento, costituisce uno dei perni fondamentali della idrografia dellintero comprensorio. Le acque di irrigazione vengono prelevate da numerosi pozzi aziendali che hanno caratteristiche artesiane o semiartesiane, dovute proprio alla risalita della falda, peraltro molto ricca e relativamente superficiale: a seconda delle zone varia tra i 50 e i 70 m. di profondit. Essa fa parte del grande flusso idrico sotterraneo che, proveniente dalle propaggini dellAppennino, muove verso il mare interessando lintera pianura campana (cfr. par 4 b). La stessa ha una cadente piezometrica, ovviamente inclinata verso il mare, la cui pendenza media inferiore all1%, con portata globale piuttosto cospicua (qualche decina di lt./sec.). La sua captazione avviene principalmente attraverso pompe sommerse ad asse verticale e/o elettriche. Lintero territorio agricolo, pertanto, pu ritenersi a suscettivit irrigua. La superficie con potenzialit agricola disponibile sul solo territorio comunale assomma a complessivi Ha 126,44 circa, cio una superficie di gran lunga superiore a quella ufficialmente censita nel 2000 pari ad Ha 62,79 circa. Lo stesso censimento registra una composizione delle aziende che vede oltre il 50% di esse attestarsi su una superficie inferiore allettaro, che non rappresentano nemmeno lunit minima colturale Le indagini dirette effettuate durante la redazione del PUC 2008 hanno rilevato comunque un uso del suolo libero, pari a Ha 457,96 circa su una superficie comunale di Ha 1.140,21 circa, di tale composizione:

5.3.2 Sistema idrografico ed idrologico


Lambito territoriale in parola fa parte del bacino idrografico dei Regi Lagni che occupa una vasta superficie (allincirca 1300 kmq), delimitata a nord -ovest dal litorale domitio e dal bacino del LiriGarigliano-Volturno, a sud-est dallarea casertan a e nolana, dalle pendici settentrionali del Vesuvio e dallarea vulcanica dei Campi Flegrei. Il bacino pu essere suddiviso in quattro comprensori territoriali tra cui il comprensorio Acerra-Pomigliano caratterizzato da una superficie complessiva di 193.05 kmq, comprendente 12 comuni (Acerra, Afragola, Arienzo, Arpaia, Caivano, Casalnuovo di Napoli, Casoria, Cervino, Forchia, Pomigliano dArco, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico) ed interessato per circa 3458 ha dal vincolo idrogeologico. In particolare il territorio oggetto del nostro studio ricade in una zona completamente pianeggiante, con una circolazione idrica sotterranea proveniente dai massicci carbonatici dellAppennino Campano e che defluisce verso il mare. La falda attraversa i rilievi e si riversa nel complesso dei sedimenti alluvionali e piroclastici della Pianura Campana. In relazione al grado di permeabilit i terreni presenti nel sottosuolo sono divisibili in terreni: a bassa permeabilit, costituiti dal Tufo Giallo e dalle piroclastiti. Questa dovuta, per il tufo, al processo di zeolitizzazione e, per le piroclastiti, alla presenza della frazione limosa. a media permeabilit, costituiti dal tufo grigio la cui permeabilit deriva dalla forte fessurazione presente nello stesso. ad alta permeabilit, costituiti dalle formazioni delle sabbie vulcaniche, dalle piroclastiti a granulometria pi grossolana e dal lapillo permeabile per fessurazione.

Rete idrologica superficiale


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Il territorio non presenta idrografia superficiale e la falda localizzata per la maggior parte del territorio a profondit elevate (la falda idrica superficiale oscilla intorno ai 10-20 metri s.l.m.). Pertanto in relazione al piano campagna la falda risulta abbastanza profonda e per la maggior parte del territorio non supera i 40 metri mentre diventa pi superficiale nella zona della fraz. Di Arpino. La circolazione idrica tra laltro segue landamento geologico del territorio: infatti gli strati di sabb ia e di pomice sono interessati da una circolazione idrica tipicamente orizzontale, mentre negli strati di copertura la circolazione idrica diventa tipicamente verticale. La conformazione geologica e morfologica del territorio di Casoria influenza la circolazione idrica delle acque, sia in superficie che nel sottosuolo. I terreni che ne formano l'ossatura, sono costituiti da acquiferi permeabili per porosit primaria, anche se con coefficienti di permeabilit K localmente diversi a causa della variabilit dei litotipi. La permeabilit dei terreni incoerenti (pozzolane, sabbie, cineriti) piuttosto varia soprattutto in funzione della loro granulometria e dello stato di addensamento o costipazione: massima negli aggregati di scorie, sabbie e pomici; risulta piuttosto bassa in presenza di aggregati a grana pi fine come le cineriti; piuttosto assortita nelle pozzolane dove abbondante la frazione cinerea. La permeabilit generale pu subire limitazioni anche per la presenza di intercalazioni di paleosuoli ricchi di humus i quali si presentano quasi sempre piuttosto argillificati. Ne deriva, pertanto, una caratterizzazione idrogeologica nella quale la circolazione idrica sotterranea, generalmente uniforme, pu essere condizionata da livelli di impermeabili relativi che possono dar luogo a modelli di filtrazione variabile o anche a piccole falde sovrapposte. Il regime idrologico, e quindi anche la circolazione idrica al suolo e nel sottosuolo, dipende direttamente dai caratteri climatici dell'area; sono queste ultime, infatti, che rivestono notevole importanza negli equilibri di evapotraspirazione e di ricarica dellacquifero. Il territorio comunale dunque risulta privo di una rete idrografica superficiale, ad eccezione della presenza, lungo il confine sud-orientale del suo territorio, dellalveo del Fiume Sebeto. Nonostante la fama che ha avuto nei secoli sin dallantichit, quando pare fosse ricco di acque e finanche pescoso, attualmente ridotto ad un rigagnolo quasi privo di acque, per gran parte del suo corso canalizzato, ed assolutamente privo di importanza dal punto di vista idrografico.

Idrologia
Nel territorio comunale, la caratterizzazione idrogeologica del sottosuolo va riferita alla presenza dei complessi idrogeologici che sono stati individuati in sede di sondaggio, che sono: complesso delle cineriti argillificate, dei suoli e dei paleosuoli, a bassa permeabilit per porosit; complesso del tufo litoide coerente e semicoerente a permeabilit primaria (per porosit) medio-bassa ma ad elevata permeabilit secondaria (per fatturazione); complesso delle sabbie vulcaniche grossolane e/o dei livelli pomicei a permeabilit elevata per porosit. Per quel che riguarda la valutazione del rischio idrogeologico del sito, esiste una soglia di attenzione ai fini delluso del territorio che investe tre aspetti: fluttuazione del livello della falda freatica; interazione tra la freatica ed i terreni piroclastici in caso di sollecitazioni sismiche; erodibilit dei terreni piroclastici. Dalla lettura dei dati freatimetrici, emerge la presenza di una falda posizionata tra ca. 15 m s.l.m. e ca. 23 m s.l.m., con eccezione della zona sud-orientale, caratterizzata da un diverso regime idraulico. Tale modesto dislivello ha reso oltremodo difficile e, forse, inutile la determinazione delle
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curve isofretiche, in quanto i margini di incertezza sarebbero stati troppo elevati. Si quindi preferito optare per lindividuazione di curve indicanti mediamente la quota della falda idrica a partire dal piano campagna. Erodibilit dei terreni piroclastici Pozzolane, sabbie, cineriti, lapilli, pomici ecc. vengono rapidamente erosi vacuolizzando di fatto il sottosuolo secondo il meccanismo del sifonamento. Si consiglia pertanto, nell'ambito dell'ordinaria progettazione, ma anche e soprattutto nell'ambito dell'ordinaria manutenzione di servizi e sottoservizi, di assicurarsi che tutti i sistemi di deflusso, di drenaggio, di canalizzazione o di stoccaggio delle acque reflue e di dilavamento, degli acquedotti, dei pozzi, delle cisterne e di quant'altro possa prevedere una corrente o un accumulo idrico persistente, siano a tenuta. DATI ARPAC sullinquinamento della falda

5.3.3 Clima e atmosfera


La zona in oggetto rientra nell'area del clima mediterraneo ed in particolare, dato il regime pluviometrico, nella regione xerotermica, caratterizzata da un periodo di aridit corrispondente ai mesi estivi. L'ambiente, infatti, quello tipico del meridione d'Italia, caratterizzato da piogge concentrate nel periodo autunno-inverno. Precipitazione nel mese (mm)
Precipitazioni mensili in mm - Anno 2008 250,0 200,0

precipitazioni

150,0 100,0 50,0 0,0

Maggio

Giugno

Agosto

Ottobre

Settembre

Fonte: Centro Agrometeorologico Regionale stazione di Marigliano Anno 2008

Fonte: Centro Agrometeorologico Regionale stazione di Marigliano Anno 2008 Riguardo latmosfera, il Comune si sta dotando di un sistema di monitoraggio della qualit dellaria costituito da due centraline fisse. Gli unici dati disponibili al momento derivano da una rete di monitoraggio ambientale composta da 7 stazioni collocate in altrettanti punti significativi della citt durante una campagna effettuata nel 2007 dallARPA Campania. Da questi dati emerge che:
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Novembre

Dicembre

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile

Luglio

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la distribuzione puntuale delle concentrazioni di diossine nei suoli compresa tra 0.0000018 -0.000006 mg/kg, rientrando nei limiti previsti dalla normativa vigente in materia; la distribuzione puntuale delle concentrazioni di PCB nei suoli raggiunge, in corrispondenza del centro pi densamente abitato, il valore di 0.093 mg/kg > 0.06 mg/kg fissato dalla normativa, mentre in corrispondenza dei rimanenti 6 punti campionamento rimane contenuto nei limiti fissati. In particolare il campione di suolo CA04 stato prelevato in un'aiuola all'esterno dell'ADS, industria metallurgica che produce tondini metallici per cemento armato. L'area risulta estremamente soggetta al traffico veicolare, in particolar modo al transito di mezzi pesanti.

5.4 Stato dellambiente urbano


Questo pu essere descritto con riferimento alle seguenti tematiche: Patrimonio edilizio; Sistemi per la mobilit Reti infrastrutturali e di servizio; Aree dismesse, degradate e siti inquinati.

5.4.1 Patrimonio edilizio


Gli edifici presenti nel territorio comunale alla data del Censimento della popolazione e delle Abitazioni del 2001 sono 4.730, di questi ben il 99,01% ricade nei due centri abitati di Casoria e di Arpino mentre meno dell1% riguarda le case sparse. 4581 edifici, pari al 96,85% del totale, sono utilizzati, mentre 149, pari al 3,15%, non lo sono. Gli edifici ad uso abitativo sono 4230, pari all89,43% del totale, realizzati nella misura del 50% circa tra il 1972 ed il 1991, come possibile constatare dalla seguente tabella.
Edifici ad uso abitativo per epoca di costruzione PRIMA DEL 1919 311 DAL 1919 AL 1945 164 DAL 1946 AL 1961 291 DAL 1962 AL 1971 732 DAL 1972 AL 1981 1,097 DAL 1982 AL 1991 1.388 DOPO IL 1991 247 TOTALE 4,230

Altro elemento da sottolineare lesiguit del patrimonio abitativo storico, quello antecedente al 1946 rappresenta, infatti, solo l8,94% del totale, rispetto a quello pi recente, in gran parte privo di ogni qualit architettonica. Per quanto concerne la dotazione di servizi delle abitazioni occupate da persone residenti sono disponibili informazioni relative alla dotazione di acqua potabile, come di seguito specificato.
Dotazioni servizi delle abitazioni acqua potabile 23.941 di cui da acquedotto 23,503

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VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA

Da questi dati emerge che il 99,16% delle abitazioni dispone di acqua potabile, mentre lo 0,84% ne sprovvista. Delle prime il 98,17% lo riceve dallacquedotto comunale, l1,40% da pozzo e l1,22% da altra fonte. Le diverse fonti in qualche caso si sommano come facile verificare sommando le diverse percentuali che danno un valore maggiore di 100 (98,17+1,40+1,22=100,79). La quota parte che la riceve da pozzo sospetta in quanto tutti i pozzi dellarea, che servivano lacquedotto di Napoli, sono stati chiusi, perch inquinati, come pure risulterebbe inquinata la falda acqu ifera esistente. L81,58% delle abitazioni risulta, inoltre, dotata di una qualche forma di impianto di riscaldamento, mentre il 18,42% ne sprovvista. Delle prime il 17,58% dispone di un impianto centralizzato, il 60,60% di un impianto autonomo, il 9,53 di apparecchi singoli fissi che riscaldano buona parte dellabitazione ed il 16,52% di apparecchi singoli fissi che riscaldano solo una parte dellabitazione.
Abitazioni dotate di impianto di riscaldamento di cui impianto centralizzato di cui impianto fisso autonomo di cui con apparecchi singoli fissi che riscaldano tutta o la maggior parte dell'abitazione di cui con apparecchi fissi che riscaldano solo alcune parti dell'abitazione TOTALE

3.462 11.935 1.876 3.253 19.695

Il 99,02% della abitazioni dispone di acqua calda e solo lo 0,98% non ne dispone. Delle prime il 46,81% ne dispone con un impianto comune con quello del riscaldamento ed il 51,19% con un impianto specifico.

5.4.2 Sistema della mobilit


Il territorio di Casoria attraversato da un complesso sistema infrastrutturale della mobilit nazionale e regionale, sovrapposto alloriginario sistema viario urbano, che gli assicura una facile accessibilit e di conseguenza una posizione strategica di cerniera tra Napoli ed il suo lhinterland metropolitano. In particolare si segnala: la presenza dellaeroporto internazionale di Capodichino , la cui pista di atterraggio/decollo in parte ricadente nel territorio comunale; il tracciato della linea ferroviaria Napoli Roma via Aversa che attraversa da nord a sud lintero territorio comunale; il tracciato dellautostrada A1 Napoli - Roma con il relativo svincolo a servizio dellautostrada A14 Napoli Bari e quello relativo alla tangenziale di Napoli; il complesso sistema di svincolo tra la via Nazionale delle Puglie e la Strada Statale 268. In particolare, la rete autostradale vede alle porte della citt la confluenza della A1 Milano Napoli (che tramite lA3 raggiunge lestensione verso Reggio Calabria) e della A16 Napoli Bari (che si raccorda anche con la A30 per Salerno). Alla scala regionale, le due maggiori trasversali est-ovest (asse mediano SS162 e asse di supporto, pi a nord), prevedono un collegamento che dalla SP1 lambisce il territorio comunale ad ovest e lo collega rapidamente a queste. La citata SP1 poi, a sud raccorda ancora Casoria con i comuni vesuviani e termina confluendo nellAsse mediano verso il litorale domitio. Alla scala sovracomunale si registra la presenza dellasse della Strada statale per Napoli (Via Principe di Piemonte) in direzione Nord-Sud e della citata Circonvallazione Provinciale di Napoli SP1 che lambisce il territorio a Sud, detta la strada degli americani o doppio senso, realizzata tra il 1955 ed 1970 e di primaria importanza per la citt . A sud di Casoria si registra anche luscita del raccordo per la
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Tangenziale di Napoli.

5.4.3 Reti infrastrutturali e di servizio


Il Comune dotato di unestesa rete idrica per la distribuzione dellacqua potabile che serve oltre il 98% degli edifici esistenti. Allo stesso modo la rete fognaria estesa al nucleo abitato consolidato: in corrispondenza dei numerosi insediamenti edilizi di natura abusiva potrebbero essere riscontrati diversi sistemi di smaltimento in grado di poter inquinare le acque sotterranee. Con riferimento alle reti elettriche AT, il territorio comunale parzialmente attraversato dall'elettrodotto a 220 kV SE Napoli Levante CP Casoria. La societ TERNA SpA, ha avviato nel 2009 un intervento di riassetto, prevedendone linterramen to attraverso un nuovo cavidotto. Per quanto riguarda gli RSU, c ome riportato dallosservatorio provinciale per i rifiuti, il Comune di Casoria ha visto crescere progressivamente la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, passando dal 6,62 % del 2007 al 28,41% del 2010. Con laffidamento del servizio di gestione di igiene urbana alla ditta Casoria Ambiente S.p.A. il livello della raccolta differenziata ha raggiunto nel gennaio 2012 il 62%. in corso di bonifica, invece, la discarica abusiva posta tra Casoria e Afragola in localit Cantariello, posta sotto sequestro dopo un sopralluogo effettuato il 5 giungo 2012 dalla Commissione regionale bonifiche ed ecomafie. Essa, che dal 2001 avrebbe dovuto ospitare semplici rifiuti urbani da stoccare, stata in realt utilizzata per oltre dieci anni come sversatoio di rifiuti tossici e industriali.

5.4.4 Le aree dismesse ed i siti inquinati


Per quanto concerne i siti inquinati, il D.Lgs. n. 152/2006, recante Norme in materia ambientale, aggiornato dal D.Lgs. n. 4/2008 allart.240 classifica i siti come contaminati, potenzialmente contaminati e non contaminati, indica le soglie di contaminazione e rischio, i siti dismessi, le misure di prevenzione, la messa in sicurezza, la bonifica, il ripristino e le condizioni di emergenza. La trasformabilit dei suoli, secondo gli usi previsti dal Preliminare P.U.C., non pu che essere condizionata allaccertamento della contaminazione, o meno, dei siti ritenuti attualmente come potenzialmente inquinati e, qualora lo fossero, alla loro bonifica, con ripristino e ripristino ambientale, prevedendo, nel caso di bonifica con messa in sicurezza operativa o permanente. In caso contrario, larea non potr essere sogget ta ad alcuna trasformazione rispetto allo stato di fatto attuale. I siti indicati dal settore Ambiente come inquinati risultano: larea RFI (rete ferroviaria) di mq 9186,76, ricadente nel foglio catastale n. 13, particelle 10 220, per la quale il Comune di Casoria ha autorizzato la rimozione dei rifiuti alla quale dovranno seguire le analisi chimiche del suolo e delle acque; larea interessata dalla Metrofim, ex Costruzioni FINVER Campania, di 22 .270,54 mq ricadente nel foglio catastale n. 8, particelle 291-292-293-294-295, per la quale stato accertato il superamento dei parametri di legge delle acque di falda a m 40 ed in corso la bonifica. Secondo i dati ARPAC (2005), i siti potenzialmente inquinati localizzati a Casoria corrispondono ai seguenti:
cod. 3023C004 3023C006 Denominazione Loc. Area Ferroviaria Sita alla Via Cupa S. Salvatore TAV RFI Tipologia Attivit produttiva Attivit produttiva 31
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3023C500 3023C501 3023C502 3023C503 3023C504 3023C505 3023C506 3023C507 3023C508 3023C509 3023C510 3023C511 3023C512 3023C513 3023C514 3023C515 3023C516 3023C517 3023C518 3023C519 3023C520 3023C521

PANARIELLO CIRO DESS SAS DI SEVERINO CLAUDIO & C. LIDIA DI GAUDIERO MARIA GRAZIA MARAFER SPIGNO GIUSEPPE CAMPANIA MACERO ECO AMBIENTE EX MONTEFIBRE ALFARANO RAFFAELE SRL ALMET SRL AUTODEMOLIZIONI GIUSEPPE SPIGNO TRANSIDER SUD S.R.L. GENTILE GAETANO LA CAMPANIA MACERO SRL LA NAPOLETANA STRACCI SNC di GRAZIANO G. & C. TRASFORMET SRL UNIPERSONALE METAL S.R.L. METALLURGICA MERIDIONALE S.R.L. REDERMET SRL SIDERMET SAS SO.CO.EDIL. SRL T.P.S. TECHNICAL PRINTER SERVICE SAS di VIOLA FRANCESCA & C.

Autodemolitore Autodemolitore Autodemolitore Autodemolitore Autodemolitore Impianti trattamento rifiuti Impianti trattamento rifiuti Attivit produttiva Attivit di gestione rifiuti Attivit di gestione rifiuti Attivit di gestione rifiuti Attivit produttiva Attivit di gestione rifiuti Attivit di gestione rifiuti Attivit di gestione rifiuti Attivit di gestione rifiuti Attivit di gestione rifiuti Attivit di gestione rifiuti Attivit di gestione rifiuti Attivit di gestione rifiuti Attivit di gestione rifiuti Attivit di gestione rifiuti

Resta comunque in fase di aggiornamento, da parte del Settore Ecologia regionale, il Piano di Bonifica Regionale predisposto dallARPAC, nel quale Allegato sono contenuti i precedenti siti. Il Piano infatti ha incluso altri siti quali:
cod. Da def. Da def. Da def. Da def. Denominazione IMI SUD (ex ADS) AREA RESIA Ex TUBI BONNA PV ESSO di Mauro e Pasquale Ciaramella Tipologia Attivit produttiva Attivit produttiva Attivit produttiva Attivit produttiva

Vanno, inoltre, annoverati tra i siti potenzialmente inquinati le seguenti aree industriali dismesse: larea della Rhodiatoce, in via Europa, di mq 141985,24; larea ex Tubi Bonna, di mq 43369,29; larea dellex Resia in via Principe di Piemonte, di mq 93410,32; larea ex A.D.S. in via Diaz, caratterizzata da accumulo di materiale inerte sul lato retros tante ai capannoni, di mq 61163,06. Si detto che le aree industriali dismesse rappresentano una risorsa per lo sviluppo della citt di Casoria. Allo stato attuale esse sono sicuramente una delle componenti forti dellimmagine e della forma urbana, con oltre 470 Ha di estensione territoriale. Inoltre, molte sono classificabili come siti potenzialmente inquinati, e quindi un loro possibile riuso richiederebbe una preventiva bonifica, auspicabile in ogni caso. Di seguito, si riporta lelenco delle princ ipali aree:
Area Dismessa Superficie mq Area potenzialmente inquinata 32
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ex Area Resia ex area A.D.S. ex area Rhodiatoce ex are C.G.S. ex area Tubi Bonna ex area SIP ex area militare ex mercato dei fiori ex Panariello Ciro TOTALE

93.410,32 72.571,68 141.985,24 18.069,53 43.369,29 41.258,09 20.032,07 38.547,49 2381,91 471.625,62

SI SI SI SI SI

5.5 Individuazione dellambito di influenza


Le considerazioni illustrate portano a definire, quale ambito territoriale di sicura influenza del PUC, quello corrispondente al territorio dei comuni confinanti, compresi nella Provincia di Napoli. In alcuni casi, presumibilmente per le acque superficiali o sotterranee, sulla base della verifica puntuale delle ricadute ambientali positive o negative derivanti dalle scelte del PUC, potr essere rivisto lambito territoriale assumendo quale riferimento un territorio pi vasto.

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6. Contenuti del rapporto ambientale


Lefficacia del procedimento di VAS si concretizza nella possibilit di valutare gli effetti che le previsioni del piano avranno sullambiente in cui verranno attuate. Tale valutazione viene fatta innanzitutto analizzando il contesto ambientale in cui il piano sinserisce, successivamente quantificando le pressioni ambientali degli interventi previsti, per prevenire e strutturare un sistema di monitoraggio in grado di mitigare gli effetti negativi che si possono verificare. Occorre pertanto individuare un sistema di indicatori ambientali rappresentativi della realt considerata e sensibili agli effetti del piano, quantificare il loro valore in assenza di azioni e successivamente agli effetti delle stesse. Per effettuare questa operazione gli indicatori dovranno essere organizzati secondo uno schema relazionale, che permetta di verificare le loro variazioni rispetto al contesto iniziale, in funzione delle varianti che vengono di volta in volta introdotte secondo quanto previsto dal piano. Per la determinazione degli impatti verr utilizzato il modello DPSIR (Determinanti/ Pressioni/ Stati/ Impatti/ Risposte), principale modello di riferimento a livello europeo per lorganizzazione degli indicatori , dei dati e delle valutazioni, introdotto nel 1995 dall'Agenzia Europea dellAmbiente.

Tale modello si riferisce ad un processo dinamico finalizzato allanalisi dei sistemi locali e dei contesti attraverso indicatori relativi ai soggetti socioeconomici (Determinanti) che descrivono le attivit antropiche, origine di quelle Pressioni e di quegli Impatti da cui dipende lo Stato qualitativo del contesto ambientale. Il modello basa l'analisi delle pressioni e degli impatti su una serie di concetti concatenati. Esso prevede l'identificazione dei Determinanti sul territorio che descrivono i settori produttivi dal punto di vista della loro interazione con lambiente e perci come cause generatrici primarie delle pressioni ambientali, le eventuali Pressioni che descrivono i fattori in grado di influire sulla qualit dellambiente e che provocano un'alterazione dello Stato ambientale e quindi un Impatto sul territorio in termini di ripercussioni, sulluomo e sulla natura e i suoi ecosistemi, elaborando infine delle Risposte, cio un piano di misure atte al contenimento degli impatti e al ripristino laddove possibile della naturalit. Nellambito della valutazione degli impatti che le azioni di Piano possono esercitare sul territorio, in relazione agli obiettivi che il Piano stesso si pone, la scelta degli indicatori ambientali riveste un importante significato esplicativo per la quantificazione degli impatti. Il modello DPSIR si basa su una struttura di relazioni causa/effetto che lega tra loro i seguent i elementi:
Definizione Attivit antropica che potrebbe provocare effetti sull'ambiente (per esempio, agricoltura, 34
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Determinante

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Pressione Stato Impatto Risposta

industria). Descrivono i settori produttivi dal punto di vista della loro interazione con lambiente e perci come cause generatrici primarie delle pressioni ambientali; Descrivono i fattori di pressione in grado di influire sulla qualit dellambiente; Descrive la qualit attuale e tendenziale dellambiente e delle sue risorse; L'effetto ambientale della pressione (ecosistemi modificati, ecc.) Descrive le ripercussioni, sulluomo e sulla natura e i suoi ecosistemi, dovute alla perturbazione; Sono tutti quegli interventi ed azioni (leggi, direttive, prescrizioni tecniche, ecc.) attuati per modificare, se necessario, gli indicatori precedenti nel contesto pi generale di sostenibilit dello sviluppo. La risposta sar tanto pi efficace quanto pi agir a monte della catena causale.

Tale modello offre uno strumento concettuale ed interpretativo di analisi dei fattori, fra loro interconnessi, che hanno un impatto sull'ambiente. Lo schema si basa su rapporti del tipo causa/effetto, dove le cause degli impatti sono di origine antropica e la individuazione degli impatti strettamente legata alla ricerca delle soluzioni possibili (risposte). Sulla base di questo modello, si ipotizzato di individuare gli indicatori pi significativi per il contesto di riferimento. Si scelto pertanto di dare abbastanza rilievo alla parte sulle condizioni socio economiche e di considerare con attenzione le problematiche ambientali connesse alla gestione ed al mantenimento del territorio. Altrettanta enfasi stata posta sugli aspetti di qualit dellacqua e dellaria, cos come, parlando dei rifiuti, delle sostan ze pericolose o ancora il problema del rumore. Questi sono infatti problemi che interessano in maniera particolare i centri urbani fortemente industrializzati e di medie o grandi dimensioni, come quella di Casoria.

6.1 Metodologia e criteri adottati per la determinazione e valutazione degli impatti


Le azioni strategiche del Piano devono essere coerenti con gli obiettivi del Preliminare di PUC relativamente alle localizzazioni, alle contestualizzazioni ed alle trasformazioni attese. Le azioni in coerenza con le trasformazioni di piano devono perseguire i principi fondamentali della sostenibilit ambientale, assicurando un elevato livello di protezione e salvaguardi a dellambiente territoriale. Le valutazioni espresse forniscono un supporto alle scelte di piano e una sintesi valutativa dei livelli di idoneit o inidoneit alla trasformabilit dello stesso. Le limitazioni allutilizzo del territorio a fini urbani, principalmente risultano connesse a: La valutazione delle interferenze obiettivi/azioni di piano (che rappresentano la forma di attuazione degli obiettivi del piano, valutato che esiste coerenza tra azioni e obiettivi) e componente ambientale vengono effettuate considerando le seguenti componenti ambientali: Aria; Acqua; Flora, fauna e biodiversit; Paesaggio urbano; Agricoltura; Suolo e sottosuolo; -Struttura demografica; -Struttura economica; -Salute pubblica -Rifiuti; Energia; Mobilit; La matrici di interferenza seguenti rappresentano le interazioni tra gli obiettivi di piano e le componenti ambientali elencate evidenziando 3 tipologie di interazione, ciascuna associata ad un colore per facilitarne la visualizzazione.
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= effetti positivi;

= effetti negativi;

= nessuna interazione.

6.2 Matrici valutative


Ad esemplificare il processo identificato si riportano di seguito gli schemi delle matrici valutative che saranno impiegate nellambito della successiva fase di valutazione.
Obiettivi del Piano 2 3 4 5

Aria Acqua Flora, fauna e biodiversit Paesaggio urbano Agricoltura Suolo e sottosuolo Struttura demografica Struttura economica Salute pubblica Rifiuti Energia Mobilit

Aria Acqua Flora, fauna e biodiversit Paesaggio urbano Agricoltura Suolo e sottosuolo Struttura demografica Struttura economica Salute pubblica Rifiuti Energia Mobilit

Strategie del Piano 2 3 4 5

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6.3 Modalit e periodicit del monitoraggio


La richiesta di un sistema di monitoraggio, con lo scopo di tenere sotto controllo landamento delle variabili e adottare opportune misure correttive, presuppone un meccanismo di retroazione in grado di ridefinirne obiettivi e/o linee dazione, qualora gli effetti monitorati si discostino da quelli previsti. Alla funzione di monitoraggio assegnato un duplice ruolo: quello di verificare primariamente in corso dopera che lattuazione del Piano non origini imprevisti e significativi impatti e quello di consentire la verifica del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilit definiti nel Programma. Il monitoraggio non si riduce quindi alla semplice raccolta e aggiornamento di dati e informazione, ma attraverso la definizione di adeguati indicatori per le tematiche ambientali evidenziate, comprende anche altre attivit volte a fornire un supporto alle decisioni. La direttiva CE n. 42/01 e, successivamente, le discendenti norme statali e regionali hanno previsto che anche in fase attuativa del piano si continu ino a monitorare gli effetti legati all attuazione del piano. La realizzazione di un complesso esteso di opere ha, verosimilmente, una durata temporale di diversi anni e vi la probabilit che nel tempo cambino necessit e variabili in modo imprevisto, perci, il procedimento deve necessariamente essere monitorato nel tempo per verificare e, nel caso, correggere la rispondenza dello scenario previsto con quello in essere. Come detto, dopo lapprovazione del Piano, il processo di Valutazione Ambientale Strategica prosegue con la fase di attuazione e di gestione del Piano mediante le attivit di monitoraggio. Questoperazione ha il compito di: fornire informazioni utili alla valutazione degli effetti ambientali derivanti dall implementazione delle azioni di Piano al fine di capire quanto si perseguono gli obiettivi individuati e prefissati; consentire di individuare per tempo le misure correttive da applicarsi nel momento in cui si dovessero rilevare effetti non conformi a quelli previsti dal Piano e dalla fase di valutazione. Il monitoraggio svolge anche limportante funzione di dar conto al pubblico, mediante l emissione di rapporti di monitoraggio periodici, dell efficacia circa il perseguimento degli obiettivi e degli effetti prodotti dalla realizzazione degli interventi conseguenti. Questa attivit pu essere svolta per: osservare lo stato dellambiente; evidenziare gli effetti derivanti dalla fase di implementazione del Piano. Il Piano di Monitoraggio sar strutturato in modo tale da associare a ciascun obiettivo ed intervento di Piano un indicatore capace di descrivere gli effetti derivanti dallimplementazione dello strumento di pianificazione. La cadenza con cui saranno redatti i Rapporti di Monitoraggio dipende dagli indicatori selezionati e dalla frequenza con cui le informazioni relative ad essi sono aggiornate e disponibili. Il Piano di Monitoraggio che accompagna il PUC si articoler in successivi momenti di verifica che si susseguiranno con cadenze prestabilite e confluiranno nella stesura di Rapporti di Monitoraggio. Dalla lettura dei rapporti periodici si potr comprendere leffetto delle trasformazioni previste dal PUC sul sistema ambientale e valutare lopportunit di correggere gli eventuali errori compiuti nella fase di realizzazione delle azioni, per avvia re alloccorrenza la ricerca dei possibili rimedi e per individuare modifiche ed alternative alle azioni intraprese. Nel momento in cui, dai risultati decritti e riportati nei Rapporti si riscontrano degli scostamenti tra i valori attesi e quelli forniti dagli indicatori, lAmministrazione comunale responsabile del PUC, decide se e con quali modalit intervenire. Pu rivelarsi necessaria una nuova definizione dellazione o una sua modifica per evitare che le condizioni ambientali o socio-economiche peggiorino. Una volta compresa lefficacia o meno delle azioni di piano per leffettivo raggiungimento degli obiettivi attesi si dovr valutare lopportunit di operare unottimizzazione dello svolgimento delle azioni che hanno consentito un pi semplice raggiungimento degli obiettivi, prevedere delle azioni
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VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA

che contrastino il rilevato andamento negativo degli indicatori, operare la verifica degli stanziamenti siano effettuati per il proseguo delle azioni e la congruit delle spese previste. Il monitoraggio sar effettuato tenendo conto di un ristretto numero di indicatori e una tabella riassuntiva dovr indicare per ognuno di essi: obiettivi attesi, tipo di misurazione utilizzate, relativi tempi ed eventuali misure da intraprendere ed i soggetti responsabili dellazione. Lattivit di stesura del Rapporto di monitoraggio ha la finalit di conservare la memoria circa landamento dellimplementazione del Piano ed utile soprattutto per comprendere gli errori compiuti nella fase di realizzazione delle azioni, per avviare alloccorrenza la ricerca dei possibili rimedi e per individuare modifiche ed alternative alle azioni intraprese (feedback). In particolare il Piano di Monitoraggio partir con una fase analitica in cui si proceder a: acquisire i dati; elaborare gli indicatori; verificare il raggiungimento degli obiettivi generali del piano e valutarne lefficacia; individuare gli effetti inattesi e le eventuali cause di non raggiungimento degli obiettivi ipotizzati; elaborare le necessarie misure correttive. Tutto quanto analizzato costituir la Relazione di Monitoraggio, questo documento sar oggetto di consultazioni per poter determinare la necessit o meno di procedere a modificare lorientamento del PUC. Nel caso fosse necessario si proceder allaggiornamento d el PUC, diversamente tutto potr proseguire come previsto e nei tempi determinati si ricomincer ad elaborare la successiva relazione di monitoraggio.

6.4 Definizione degli indicatori necessari alla valutazione degli impatti


Per la selezione degli indicatori atti a rappresentare in maniera sintetica tematiche risultate significative per il territorio in esame e/o ad esprimere numericamente lo stato di una componente ambientale o di una situazione di interesse, sono stati adottati alcuni criteri. Per essere efficaci nel processo di semplificazione della complessit ambientale, gli indicatori sintetici devono possedere una serie di requisiti fondamentali, tra cui, sempre in riferimento alla realt del comune si ritengono indispensabili: Significativit e rappresentativit: capaci di rappresentare in modo chiaro la realt locale e le trasformazioni e azioni che sono indotte o implicano ricadute territoriali; Coerenza con gli obiettivi del Piano e criteri di sostenibilit assunti; Omogeneit e confrontabilit con altri indicatori utilizzati per altri piani sul territorio Disponibilit e reperibilit dei dati; Convenienza: devono essere pochi per non introdurre troppe variabili da gestire e non incidere pesantemente in termini di bilancio comunale Facile lettura e comprensione; e infine devono essere: Monitorati statisticamente in quanto lindicatore altamente significativo, ma che non sia stato monitorato nel tempo, deve essere abbandonato in quanto inutile. a) Indicatori relativi al contesto ambientale di riferimento Il monitoraggio sar effettuato tenendo conto di un ristretto numero di indicatori e una tabella riassuntiva dovr indicare per ognuno di essi: obiettivi attesi, tipo di misurazione utilizzate, relativi tempi ed eventuali misure da intraprendere ed i soggetti responsabili dellazione. Il set di indicatori, suscettibile di modificazioni in fase attuativa, dovr tenere conto di: Suolo e sottosuolo;
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Risorse idriche; Aria; Sistema natura, paesaggio e biodiversit; Agricoltura e attivit produttive; Sistemi insediativi Sistema infrastrutturale e mobilit; Rifiuti; Radiazioni.

b) Indicatori per la misurazione degli effetti derivanti dalle azioni del piano Il monitoraggio sar effettuato tramite la misurazione, con modalit e tempistica definite, di una serie di parametri (indicatori) opportunamente definiti che permettono di cogliere le alterazioni che pu subire lo stato dellambiente in conseguenza della ttuazione delle azioni di Piano, evidenziando eventuali condizioni di criticit non previste e rappresentando a tutti gli effetti la valutazione in -itinere e la valutazione ex-post. Per ciascun indicatore il Piano di monitoraggio definisce: lunit di misura; i riferimenti normativi; lo scopo dellindicatore; le modalit di calcolo o misurazione; la frequenza di misurazione; il responsabile del monitoraggio; lobiettivo prefissato (ove disponibile); lo stato attuale (ove disponibile). Il Piano di monitoraggio del PUC, organizzato per componenti ambientali, riportato nelle tabelle che seguono:
Suolo e sottosuolo indicatore u.m. Percentuale di superficie edificata

calcolo Somma di tutte le aree dove sono presenti edificazioni e infrastrutture

frequenza

responsabile

obiettivo

stato attuale

Ogni 5 anni

Comune

Risorse idriche indicatore u.m. Volumi di m3/an acqua no prelevata Consumo di m3/ut acqua enza procapite Percentuale di abitanti % serviti dalla rete fognaria Percentuale %

calcolo Dati Comune

frequenza ogni 3 anni

responsabile Comune

obiettivo -

stato attuale -

Dati Comune

Ogni 2 anni

Comune

Dai dati forniti dal Comune Dai dati forniti

Ogni 2 anni

Comune

Ogni 2 anni

Comune

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di abitanti serviti dalla rete idrica

dal Comune

Aria indicatore Concentrazio ne media dei parametri di qualit dellaria (NO2, PM10)

u.m.

calcolo

frequenza

responsabile

obiettivo

stato attuale

Campionamento con centraline e mezzo mobile

Ogni anno

Comune, ARPA

Sistema Natura, Paesaggio e Biodiversit indicatore u.m. calcolo Percentuale di ogni classe duso Uso reale del reale del suolo %, ha suolo rispetto alla superficie comunale Agricoltura indicatore Numero di aziende agricole u.m. calcolo Dati dei censimenti dellagricoltura Nazionali e/o regionali Dati dei censimenti dellagricoltura Nazionali e/o regionali

frequenza

responsabile

obiettivo

stato attuale

ogni 5 anni

Comune

frequenza

responsabile

obiettivo

stato attuale

n.

ogni 5 anni

Comune

Superficie Agricola Utile (SAU)

ha

Ogni 5 anni

Comune

Sistema Insediativo indicatore u.m. Territorio urbanizzabile % sullurbanizza to Numero di n. residenti Numero di famiglie n. residenti e comp. composizion medi e

calcolo Superficie fondiaria urbanizzabile/terr itorio urbanizzato Tramite censimento Tramite censimento

frequenza ogni 5 anni

responsabile Comune

obiettivo -

stato attuale -

ogni 10 anni

Comune

ogni 10 anni

Comune

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VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA

Dotazione di servizi di livello comunale

m2/ab .

Somma delle superfici per abitante destinate a standard

ogni 5 anni

Comune

Sistema infrastrutturale e mobilit indicatore u.m. calcolo Dotazione di Calcolo della infrastrutture Km lunghezza di Trasporto
Rifiuti

frequenza Ogni 5 anni

responsabile Comune

obiettivo -

stato attuale -

indicatore Percentuale di raccolta differenziata annua


Radiazioni

u.m.

calcolo Dai dati dellOsservatori o provinciale sui rifiuti

frequenza

responsabile

obiettivo

stato attuale

Ogni anno

Comune

indicatore Percentuale di abitanti potenziali esposti ad inquinamento elettromagneti co

u.m.

calcolo Stima del numero di abitanti localizzati entro le fasce di rispetto degli elettrodotti AT

frequenza

responsabile

obiettivo

stato attuale

Ogni 5 anni

Comune e enti gestori

c) Le risorse per lattivit di monitoraggio Per le attivit di valutazione, dovranno essere previste adeguate risorse umane, finanziarie e organizzative. Dovranno essere quindi definite la programmazione e la tempistica delle attivit, nonch le risorse umane, finanziarie e organizzative necessarie a sostenere i processi valutativi, tenendo conto delle esigenze del partenariato istituzionale ed economico-sociale. Lesplicitazione di risorse, attivit e tempistica sar espressa/potr essere espressa in piani di valutazione definiti dallamministrazione comunale e rivisti a cadenza almeno triennale.

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Allegato: Indice del Rapporto Ambientale


Al punto 5.3 Predisposizione del rapporto ambientale e della sua sintesi non tecnica degli INDIRIZZI OPERATIVI E PROCEDURALI PER LO SVOLGIMENTO DELLA VAS IN REGIONE CAMPANIA si trova: Il D. lgs 152/2006 dispone che nel rapporto ambientale, redatto a cura dellautorit procedente o del proponente sin dalle fasi iniziali di elaborazione del piano o programma, devono essere individuati, descritti e valutati gli eff etti significativi che lattuazione del piano o del programma proposto potrebbe avere sullambiente, nonch le ragionevoli alternative che possono adottarsi in considerazione degli obiettivi individuati e dellambito territoriale interessato. Ai fini della VAS deve quindi essere redatto, prima ed ai fini della approvazione del piano o programma, un rapporto ambientale che costituisce parte integrante della documentazione del piano o programma stesso. Tale rapporto dovr essere elaborato secondo le indicazio ni dellallegato VI alla parte seconda del D.lgs 152/2006, che risponde a quanto previsto dalla direttiva 2001/42/CE in relazione al rapporto ambientale. Con riferimento agli strumenti urbanistici e territoriali di cui alla L.R. 16/2004 opportuno richiamare quanto disposto dal comma 10, articolo 5 del Regolamento VAS: Nelle more della definizione di modalit e criteri per lindividuazione di un complesso di indicatori di efficacia la cui descrizione e valutazione deve essere contenuta negli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, al fine di verificare e monitorare lefficacia delle trasformazioni territoriali e lo stato di attuazione del PTR, con particolare riferimento agli aspetti riguardanti lo sviluppo socio-economico, la sostenibilit e la partecipazione, di cui alle disposizioni della legge regionale n.16/2004, come stabilito dallarticolo 4, comma 2, lettera m) della legge regionale n.13/08, gli indicatori di efficacia individuati dalla tabella A per il Piano territoriale di coordinamento provinciale -PTCP- e della tabella B per la Pianificazione urbanistica comunale della delibera 11 maggio 2007, n. 834, sono da ritenersi facoltativi per i Piani territoriali e urbanistici comunali. Tali indicatori sono disapplicati per i PUA. Il rapporto ambientale, ai fini della VAS, deve fare esplicito riferimento solo agli indicatori previsti in materia ambientale dalla normativa vigente. Nella redazione del rapporto ambientale si deve tener conto dei contenuti e del livello di dettaglio del piano o programma, dello stato delle conoscenze e delle informazioni disponibili nei sistemi informativi della Pubblica Amministrazione, nonch dei metodi di valutazione ambientale correnti. Si richiama, infine, la disposizione del D.lgs 152/2006 che prevede che al rapporto ambientale debba essere allegata una sintesi non tecnica, che illustri in linguaggio non specialistico i contenuti del piano o programma e del rapporto ambientale onde agevolare la partecipazione del pubblico. In base a quanto sopra, si propone la struttura del Rapporto Ambientale, articolandola come segue: introduzione: finalit e struttura del rapporto ambientale quadro normativo di riferimento e metodologia utilizzata nella redazione del rapporto ambientale la forma del PUC ed il suo ambito di influenza (illustrazione dei contenuti, degli obiettivi principali del piano e del rapporto con altri piani o programmi - direttiva 2001/42/ce, allegato I, punto a) lo stato attuale dellambiente e lo scenario di rife rimento (aspetti pertinenti dello stato attuale dellambiente e sua evoluzione probabile senza lattuazione del piano - direttiva 2001/42/ce, allegato i, punto b) caratteristiche ambientali delle aree (caratteristiche ambientali delle aree che potrebbero essere significativamente interessate -direttiva 42/2001/ce, allegato I, punto c) il piano e le risorse/emergenze ambientali (qualsiasi problema ambientale esistente, pertinente al piano, ivi compresi in particolare quelli relativi ad aree di particolare rilevanza
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CASORIA PUC 2013


VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA

ambientale, quali le zone designate ai sensi delle direttive 79/409/ce e 92/43/ce - direttiva 42/2001/ce, allegato i, punto d) coerenza del piano con i criteri di sostenibilit (obiettivi di protezione ambientale stabiliti a livello internazionale, comunitario o degli stati membri, pertinenti al piano, e il modo in cui, durante la sua preparazione, si tenuto conto di detti obiettivi e di ogni considerazione ambientale - direttiva 2001/42/ce, allegato i, punto e) valutazione degli effetti a mbientali del piano (possibili effetti significativi sullambiente, compresi aspetti quali la biodiversit, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, lacqua, laria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anc he architettonico e archeologico, il paesaggio e linterrelazione tra i suddetti fattori. detti effetti comprendono quelli secondari, cumulativi, sinergici, a breve, medio e lungo termine, permanenti e temporanei, positivi e negativi - direttiva 2001/42/ce, allegato i, punto f) le misure di mitigazione e compensazione ambientale (misure previste per impedire, ridurre e compensare nel modo pi completo possibile gli eventuali effetti negativi sullambiente dellattuazione del piano o del programma - direttiva 2001/42/ce, allegato i, punto g) la scelta degli indicatori e la raccolta dei dati: sintesi delle ragioni (sintesi delle ragioni della scelta delle alternative individuate e descrizione di come stata effettuata la valutazione, nonch le eventuali difficolt incontrate nella raccolta delle informazioni richieste - direttiva 001/42/ce, allegato i, punto h) il monitoraggio (descrizione delle misure previste in merito al monitoraggio di cui allarticolo 10 - direttiva 2001/42/ce, allegato i, punto i) sintesi non tecnica allegati (asseverazione e pubblicizzazione)

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rap rapporto ambientale preliminare

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