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LA NUOVA DOMENICA 5 MAGGIO 2013

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Le parole veneziane di Napolitano il superpresidente


MESTRE

POLITICA UNA DOCUMENTAZIONE ATTUALISSIMA

Raccolti in un volume i discorsi che il Capo dello Stato ha tenuto a Venezia e Mestre nei suoi primi sette anni
Giorgio Napolitano. Discorsi veneziani, il libro, edito da Marsilio, curato da Nicola Pellicani e con una prefazione di Massimo Cacciari, raccoglie i discorsi del Presidente della Repubblica pronunciati a Venezia e Mestre, sulle varie iniziative della Fondazione Pellicani, durante i primi sette anni trascorsi al Qurinale. La pubblicazione, pensata come spunto di riflessione a conclusione dell' esperienza di Napolitano al Colle, diventa oggi di stringente attualit, alla luce della sua rielezione. Napolitano sempre stato molto legato a Venezia e a Gianni Pellicani, come ricordato anche nellintroduzione, che riporta anche alcuni piccoli brani di lettere personali. Non un caso quindi se Venezia e Mestre sono state teatro di due discorsi che hanno caratterizzato il pensiero politico del Presidente dove affronta i temi ripresi con forza anche nel discorso del giuramento, lo scorso 22 aprile., a partire dalla dura requisitoria contro i partiti. il caso del citatissimo intervento del 6 settembre 2012 pronunciato nellambito del Festival della Politica, dedicato al futuro dellEuropa e alla crisi dei partiti, in cui Napolitano si spinge a parlare di Unione federale e dellurgenza di ripensare la vita dei partiti su scala europea. Un discorso di grande visione riformista, che in quadro politico cos ingessato apparso quasi estremista. Un altro intervento, altrettanto significativo quello del 2008 a palazzo Ducale, in occasione del 60 anniversario della Costituzione. Dove ha parlato con coraggio della necessit di riformare la seconda parte della Carta in chiave federalista. Il libro, la prima pubblicazione su Napolitano dopo la sua rielezione, sar presentato a Mestre, gioved 9 maggio alle ore 18, nello Spazio M9, in via Poerio 34, l'ampia sala polivalente della Fondazione di Venezia, nell' area dove sorger il museo del Novecento, che sar per la prima volta aperta al pubblico. Interveranno: Massimo Cacciari, Cesare De Michelis, Giuliano Segre e Giuseppe Zaccaria. Con un saluto del sindaco Giorgio Orsoni.
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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una delle sue frequenti visite a Venezia

IL DISCORSO
di GIORGIO NAPOLITANO
nel complesso dellEuropa quale oggi ci si presenta, che la politica in affanno, che la politica - direi - naviga a vista: perch le vecchie mappe risultano, sempre di pi, inservibili, e le nuove restano ancora lontane dal giungere a un disegno compiuto. Il punto cruciale che in un continente interconnesso come non mai dalleconomia al diritto la politica rimasta nazionale.(...) Le vicende convulse che per effetto della crisi si stanno da un biennio succedendo nellEurozona spingono con inaudita forza oggettiva in una direzione ineludibile: quella di unintegrazione sempre pi stretta e comprensiva tra gli Stati unitisi prima nella Comunit e poi nellUnione. (...) Quel che voglio dire, in estrema sintesi, che sono esplosi i problemi lasciati nello sfondo e non affrontati dopo la nascita dellEuro, come era necessario in coerenza con quella storica decisione e allo scopo di garantirne le fondamenta e gli sviluppi. (...) Non si andati finora al di l di un disegno di Unione di bilancio e di Unione bancaria; e decidendo come si deciso, si dato in molti casi alle opinioni pubbliche il senso di costrizioni da subire con sacrificio di procedure democratiche, e in assenza di ogni possibilit di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini. (...) Il profondo disorientamento che ne scaturito, il diffondersi - anche attraverso movimenti politico-elettorali di stampo populista - di posizioni di rigetto dellEuro e dellintegrazione europea, il ra-

Facciamo l Europa politica


Il concetto: Si deve perseguire lUnione politica europea di natura federale
dicarsi - tra gli investitori e gli operatori di mercato su scala globale della sfiducia nella sostenibilit della moneta unica e della stessa Unione, possono superarsi perseguendo decisamente, e non solo a parole, la prospettiva di una Unione politica europea di natura federale. Prospettiva nella quale sciogliere le ambiguit dello scontro sul tema della sovranit, e dare risposte nuove al problema della democrazia nella vita e nel futuro dell'Unione. E questa prospettiva deve nascere da un ampio moto di partecipazione e da un processo di trasformazione della politica. () La necessit di delegare funzioni sempre pi significative, gi proprie della sovranit nazionale, alle istituzioni dellUnione succedute a quelle della Comunit, si fatta cogente e ineludibile; il vero problema quello della democraticit del processo di formazione delle decisioni dellUnione. (...) Il passaggio, per la democrazia, dalla dimensione nazionale a una dimensione sovranazionale, costituisce una prova ardua, come gi lo fu il passaggio dalle piccole citt-Stato agli Stati nazionali. (...) La politica rimasta frammentata, chiusa in sempre pi asfittici ambiti nazionali, stata sempre meno capace di guidare le decisioni europee e anche solo di raccontarle. (...) Da chi avrebbe dovuto venire un energico e convincente rilancio del progetto europeo, in termini non retorici ma anche autocritici e soprattutto innovativi? Da chi, se non dalle leadership politiche, rappresentanti le forze maggiori operanti nei Paesi dellUnione, dai partiti e dai loro gruppi dirigenti? (...) Si continuato a far politica in chiave nazionale, secondo visuali sempre pi ristrette, ed elettoralistiche di parte, rinunciando a una funzione promotrice di riflessione e di dibattito, anche si sarebbe detto una volta pedagogica. E ci stato fattore tra i pi gravi di ripiegamento, im-

LA PREFAZIONE DI CACCIARI

LINIZIATIVA DELLA FONDAZIONE

I due assi del suo pensiero politico


Gli ultimi atti da Presidente di Giorgio Napolitano vanno compresi come espressione della sua figura e della sua statura politico-culturale. Io credo si possa affermare che la vicenda, anche umana, di questo protagonista della nostra storia, ruoti intorno a due assi: il ripensamento del valore della Carta costituzionale e la centralit che assume per lui lidea di Europa. Da un lato, egli avverte lesigenza, proprio per salvare lo spirito della Costituzione, di riformarne la lettera in molti punti essenziali. Quando, molto pi tardi, assumer responsabilit di governo, questa linea riformatrice verr da lui espressa in modo del tutto chiaro: nuovo Parlamento, superamento del sistema bicamerale, riassetto federalistico, superamento dellattuale sistema delle Regioni e delle Autonomie, nuova formulazione del ruolo dei partiti. Dallaltro, e contestualmente, scelta europeistica esplicita e irreversibile.

Il legame damicizia con Pellicani


Giorgio Napolitano sempre stato molto legato a Venezia e Mestre, un rapporto rinsaldato negli anni trascorsi al Quirinale. La Fondazione Pellicani nata con lui che lha inaugurata, il 27 marzo 2007, volendo in tal modo rendere omaggio e rimarcare l'amicizia e il sodalizio politico con Gianni Pellicani (nella foto), mancato nel 2006 pochi giorni prima lelezione di Napolitano al Quirinale. Unamicizia andata al di l del la politica, com evidenziato nellintroduzione del libro che ricostruisce il legame forte tra Pellicani e Napolitano, dove il futuro Presidente parla del valore di unamicizia allo stato puro, come quella che cera tra loro un rapporto in cui con il passare degli anni ci ritrova in pochi, e che si fa sempre pi prezioso. Da tempo, scriveva in unaltra lettera, quando pensava di aver chiuso con la politica, non fa che crescere in me il valore dellamicizia, la pi disinteressata, come quella che c tra noi.

meschinimento, perdita di autorit della politica e dei suoi attori principali, i partiti. Questi hanno certamente, e non solo in Italia, pagato il prezzo, da un lato, di un pesante impoverimento ideale, e dallaltro di arroccamenti burocratici, di un infiacchimento della loro vita democratica, di un chiudersi in logiche di mera gestione del potere e di uno scivolare verso forme di degenerazione morale. (...) E a tal fine, la questione cruciale, decisiva che in Europa la politica, i suoi attori e le sue guide, i partiti e le leadership, riacquistino quel pi alto senso della missione che ne ha fatto in precedenti periodi storici la forza e la grandezza. Un senso della missione comune che pu solo essere la missione di unire lEuropa, di farla vivere e pesare nel mondo nuovo di oggi e di domani. (...). Per avanzare sulla via dell'integrazione economica e politica, i partiti debbono impegnarsi - non da soli, certo, ma in prima linea - in una vera e propria controffensiva europeista. Abbiamo bisogno di partiti realmente europei. () Quella della europeizzazione dei partiti e della politica non questione secondaria nel discorso sul superamento di quanto rimasto incompiuto nella costruzione europea. (...) Ecco perch c urgente bisogno di quella che ho chiamato una controffensiva europeista. E come si pu concepirla e condurla al successo senza unampia partecipazione di forze giovani, oggi distanti dalla politica in Italia e non solo in Italia? Cercate, giovani, ogni varco per far sentire e valere le vostre ragioni, le vostre esigenze e per esprimere ciascuno secondo le sue libere scelte idee ricostruttive e rinnovatrici sulla politica.

Lettori: n.d. Diffusione: n.d. Dir. Resp.: Alessandro Russello

05-MAG-2013 da pag. 21

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