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ASSEMBLEA PARLAMENTARE EUROMEDITERRANEA

Bruxelles, 16 marzo 2009

RACCOMANDAZIONE
dell'APEM Presentata a nome della commissione per gli affari economici, finanziari, sociali e l'istruzione dell'Assemblea parlamentare euromediterranea

da Mohammed M. Abou El Enein presidente della commissione

sulla base delle proposte presentate dai relatori Mohammed M. Abou El Enein, presidente della commissione economica dell'APEM, deputato all'Assemblea popolare egiziana, sul tema della risposta mediterranea alla crisi finanziaria mondiale, e on. Jamila Madeira, vicepresidente della commissione economica dell'APEM, deputata al Parlamento europeo, e Mbarka Bouaida, deputata alla Camera dei rappresentanti del Marocco, sul tema dell'impatto socioeconomico della microfinanza sull'area mediterranea, e on. Simon Busutil, deputato al Parlamento europeo e Swan Al-Shourfat, deputato alla Camera dei rappresentanti di Giordania, sul tema dello sviluppo di un turismo sostenibile nell'area mediterranea.

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DICHIARAZIONE sulla situazione economica nei territori palestinesi La commissione economica dell'APEM - esprime profonda preoccupazione per il disastroso impatto provocato dagli attacchi israeliani a Gaza dell'inizio del 2009 sulle infrastrutture di base, segnatamente nei settori dell'istruzione, della sanit e dell'economia nonch su tutte le istituzioni sociali, sia governative sia non governative; raccomanda, al fine di mitigare gli effetti dell'offensiva, di raddoppiare gli sforzi tesi a consentire una ricostruzione rapida e completa e di attivarsi affinch questo tipo di violazioni non abbia a ripetersi in futuro; - sottolinea l'importanza della missione conoscitiva di alto livello dell'APEM a Gaza e a Ramallah (il 23 e 24 febbraio 2009) e dei suoi risultati e rimarca la buona accoglienza riservata dalla popolazione palestinese alla missione medesima, guidata dall'on. Hans Gert-Pttering nella sua duplice funzione di Presidente dell'APEM e Presidente del Parlamento europeo; - si compiace dei risultati del vertice di Sharm el-Sheikh e degli sforzi posti in capo da tutti gli Stati donatori e sottolinea l'importante ruolo svolto dalla copresidenza dell'Unione per il Mediterraneo; - plaude agli sforzi compiuti dagli Stati arabi, dalle organizzazioni internazionali, dall'Unione europea e dalla comunit internazionale in generale per fornire aiuti umanitari e un sostegno a favore del risanamento economico e della ricostruzione di Gaza; - ritiene di fondamentale importanza fornire all'Autorit palestinese gli strumenti e le risorse necessari che permetteranno non solo di ricostruire e ripristinare le infrastrutture ma anche di contribuire al rilancio dell'economia palestinese; vista la dichiarazione comune del vertice del processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo (Parigi, 13 luglio 2008), secondo la quale l'Unione per il Mediterraneo un partenariato multilaterale che poggia sulla dichiarazione di Barcellona e sull'acquis del processo di Barcellona, ivi comprese le conclusioni di tutte le riunioni ministeriali, che continuano a rimanere in vigore; viste le nuove strutture istituzionali finalizzate a rafforzare ulteriormente la cooperazione euromediterranea nonch gli importanti progetti regionali che tutti i partner hanno convenuto di appoggiare; visto il positivo rafforzamento del profilo politico delle relazioni tra l'UE e i suoi partner mediterranei, che passa attraverso una maggiore condivisione delle responsabilit e la realizzazione di progetti regionali che coinvolgono i cittadini della regione, con l'obiettivo ultimo di rendere il partenariato pi concreto e visibile,

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vista la dichiarazione finale adottata dalla conferenza euromediterranea dei ministri degli Affari esteri tenutasi a Marsiglia il 3 e 4 novembre 2008, in cui si sottolinea il ruolo delle istituzioni che hanno contribuito alla creazione dell'Unione per il Mediterraneo, incluso quello dell'Assemblea parlamentare euromediterranea (APEM) che rafforza la legittimit democratica del partenariato, e data la necessit di una dimensione parlamentare forte per questa Unione; visto che, alla luce di quanto sopra, la posizione dell'APEM dovrebbe essere ulteriormente rafforzata e la sua opera meglio coordinata con quella delle altre istituzioni del partenariato, vista la raccomandazione dellAPEM sul ruolo dell'Assemblea nell'ambito del processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo, adottata nella sessione plenaria dell'APEM tenutasi in Giordania il 12 ottobre 2008, visto il sostegno finanziario costantemente accordato dall'UE ai partner mediterranei, inizialmente attraverso i programmi MEDA e, a partire dal 2007, tramite lo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI), a favore della cooperazione bilaterale e dei programmi regionali, visto il piano europeo di rilancio dell'economia approvato dal Consiglio europeo l'11 e 12 dicembre 2008 che inserisce in un quadro comune gli sforzi posti in campo dall'Unione europea per far fronte alla crisi finanziaria, prevedendo che l'1,5% del PIL dell'UE (ovverosia circa 200 miliardi di euro) sia destinato a misure finalizzate al rilancio della crescita economica; visti inoltre i risultati della riunione informale del Consiglio europeo del 1 marzo 2009, visti i risultati del vertice del G20 tenutosi a Washington il 14-15 novembre 2008, le proposte formulate in occasione del Forum economico mondiale di Davos del 2009 nonch i risultati della riunione del G7 svoltasi a Roma il 14 febbraio 2009, visti i risultati della dichiarazione di Tangeri rilasciata nel quadro del Forum del Sud per un nuovo Mediterraneo ("MEDays") il 27 novembre 2008, vista l'iniziativa congiunta annunciata il 27 febbraio 2009 dalla Banca europea per gli investimenti, dalla Banca mondiale e dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) a sostegno del settore bancario in Europa centrale e orientale e del finanziamento di prestiti a favore di progetti colpiti dalla crisi finanziaria mondiale,
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vista la comunicazione della Commissione del 13 novembre 2007 sull'iniziativa europea per lo sviluppo del microcredito per la crescita e loccupazione (COM(2007)0708), visto il progetto di relazione del Parlamento europeo accompagnato da raccomandazioni alla Commissione su un'iniziativa europea per lo sviluppo del microcredito per la crescita e loccupazione (2008/2122(INI)), vista la comunicazione della Commissione del 19 giugno 2008 Pensare anzitutto in piccolo (Think Small First) Uno Small Business Act per lEuropa (COM(2008)394),

viste le dichiarazioni scritte del Parlamento europeo del 14 gennaio 2008 in materia di microcredito (0002/2008), viste le conclusioni della conferenza ministeriale EUROMED sul turismo, tenutasi il 2 e 3 aprile 2008 a Fes, visti i risultati della conferenza del FEMIP (Fondo euromediterraneo d'investimento e di partenariato) sul turismo sostenibile, tenutasi il 6 marzo 2008 a Berlino, vista la risoluzione del Parlamento europeo del 16 dicembre 2008 sugli aspetti di sviluppo regionale dell'impatto del turismo sulle regioni costiere, vista la comunicazione della Commissione del 19 ottobre 2007 sull'agenda per un turismo europeo sostenibile e competitivo (COM(2007)0621), vista la comunicazione della Commissione del 17 marzo 2006 intitolata "Rinnovare la politica comunitaria per il turismo - una partnership pi forte per il turismo europeo" e la risoluzione del Parlamento europeo del 29 novembre 2007 sul medesimo tema,

A. considerando che la crisi economico-finanziaria mondiale ha colpito tutti i paesi, che le sue ripercussioni politiche, economiche e sociali sono profonde e che la sua durata e gravit non possono essere determinate in anticipo, B. considerando che l'impatto della crisi non sar limitato al solo versante finanziario dell'economia ma potrebbe estendersi anche all'economia reale nelle seguenti forme:

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o un rallentamento della crescita economica mondiale, se non addirittura una deflazione per talune economie, o un calo degli investimenti globali diretti, inclusi gli investimenti diretti destinati ai paesi del Sud e dell'Est del Mediterraneo, o un declino della spesa globale in Europa e in America, che influir sul finanziamento degli investimenti e ridurr la domanda di esportazioni e di turismo nei paesi del Sud e dell'Est del Mediterraneo, o un brusco declino sui mercati finanziari mondiali, compresi quelli dell'area euromediterranea, o numerosi fallimenti a livello delle banche e degli istituti finanziari nonch di talune compagnie di assicurazioni, che provocheranno la scomparsa di alcuni istituti e l'integrazione di altri, obbligando i governi a intervenire con forti iniezioni di liquidit per coprire le posizioni finanziarie di tali organismi, o un calo della domanda di energia e un abbassamento dei prezzi di petrolio e gas a livello mondiale, o la fine dell'inflazione e un calo dei prezzi di numerosi prodotti di base, C. prendendo atto dell'iniziativa assunta da paesi e gruppi regionali e internazionali di adottare una serie di misure per affrontare la crisi e limitarne gli effetti negativi, segnatamente attraverso l'adozione di piani di salvataggio finanziario, l'elaborazione di politiche destinate a stimolare la domanda interna, ad aumentare gli investimenti, a garantire i depositi negli istituti bancari, a ridurre i tassi d'interesse per incoraggiare il mercato locale e ad adottare iniziative di salvaguardia tese a proteggere le industrie nazionali, D. sottolineando che le principali cause della crisi finanziaria mondiale sono molteplici e interconnesse e che tra di esse figurano aspetti macroeconomici, le importanti liquidit e i tassi d'interesse esigui, gli organi di regolamentazione e la mancanza di trasparenza, le agenzie di rating e i macroscopici errori commessi nella valutazione di prodotti finanziari strutturati, i gravi conflitti d'interessi, l'eccessiva speculazione e la governance societaria,
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i punti di debolezza a livello dell'azionariato e della gestione d'impresa, diverse cause attinenti alla regolamentazione e al controllo, misure d'incentivazione non corrette e l'assenza di una regolamentazione dei mercati dei derivati, E. riconoscendo che la crisi finanziaria non ha fatto altro che dimostrare il grado di interdipendenza cui il mondo ormai giunto; ritenendo di dover considerare a giusto titolo preoccupante la magnitudo e la rapidit con cui un crollo di fiducia in una parte del mondo arriva a influenzare i mercati finanziari e a colpire le economie reali a livello mondiale, F. sottolineando che i paesi euromediterranei non potranno contribuire alla crescita se non collaborando tra loro; esprimendo fiducia nell'importanza di accelerare l'attuazione dei progetti prioritari decisi dai capi di Stato e di governo nel quadro della dichiarazione di Parigi, nonch nell'istituzione dell'Unione per il Mediterraneo quale strumento per superare o limitare gli effetti della crisi economica mondiale, e ritenendo pertanto indispensabile continuare a dare seguito a tali progetti, G. considerando che le severe difficolt imposte dalla crisi non sono, pertanto, del tutto negative, giacch la recessione offre l'opportunit di ripensare la nostra economia e le nostre imprese e poich la crisi dona ai governi un'occasione unica per convogliare fondi pubblici a favore dello sviluppo di tecnologie verdi e di energie alternative, H. considerando che lo sviluppo economico e sociale rappresenta uno dei principali obiettivi dell'Unione per il Mediterraneo e che il Fondo euromediterraneo d'investimento e di partenariato (FEMIP) stato istituito con lo specifico obiettivo di favorirlo attraverso prestiti e investimenti azionari, I. considerando che la decisione di trasformare il FEMIP in una Banca euromediterranea di sviluppo dovrebbe essere attuata con urgenza poich quest'ultima rappresenterebbe uno strumento decisivo per la promozione della microfinanza nella regione, J. considerando che il rafforzamento del settore privato figura tra i principali obiettivi del FEMIP, che alla microfinanza attribuita un'importanza notevole e che a tale proposito il FEMIP ha avviato uno studio (nel maggio 2008) nel quale si conclude che nell'area mediterranea la microfinanza rappresenta un mercato potenziale di 40 milioni di

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beneficiari, ma che solo 9 milioni ricevono attualmente un sostegno dagli operatori del settore, K. considerando l'elevato tasso di disoccupazione nella regione, in particolare nei paesi partner del Sud del Mediterraneo, e i notevoli aumenti previsti in questo ambito per i prossimi anni, L. considerando la forte domanda di microcredito registrata anche negli Stati membri dell'UE e il generale riconoscimento della difficolt d'accesso a forme di finanziamento appropriate quale ostacolo all'imprenditorialit, e considerando che il microcredito genera costi operativi pi elevati a causa della consistenza limitata dei prestiti, M. considerando che sul fronte della concessione e della valutazione dei prestiti, l'attivit del microcredito presenta elementi innovativi e soggettivi, e che spesso il microcredito accordato non solo per fini lucrativi bens anche allo scopo di favorire la coesione, in particolare con l'idea di reintegrare le persone svantaggiate nella societ, N. considerando che gli erogatori di microcredito e gli istituti di microfinanza (IMC) possono essere fornitori di servizi finanziari informali, organizzazioni i cui membri siano proprietari, organizzazioni non governative (ONG) e persino casse di risparmio e banche commerciali, O. considerando che nella riunione del Consiglio ECOFIN del 7 ottobre 2008 relativa al "Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo", organizzata insieme alla riunione ministeriale del Fondo euromediterraneo d'investimento e di partenariato, il principale obiettivo stato quello di individuare azioni che possano stimolare la crescita dell'area euromediterranea e che l'accento stato posto su progetti specifici intesi a rispondere pi adeguatamente alle esigenze finanziarie delle piccole e medie imprese (PME) mediterranee, onde garantirne la crescita, e considerando che nell'attuale crisi finanziaria assume sempre maggiore importanza sostenere le istituzioni che sono a contatto con l'economia reale e si concentrano sullo sviluppo locale, P. considerando che, a livello europeo, all'inizio di settembre del 2008, la Commissione europea e il gruppo BEI hanno avviato una nuova iniziativa denominata JASMINE (azione congiunta per sostenere gli istituti di microcredito in Europa) nell'ambito dello strumento JEREMIE, la cui finalit di aiutare gli istituti di microcredito a consolidarsi e
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ad adottare le migliori prassi sia sul piano della loro creazione sia su quello della gestione e del funzionamento, affinch possano raggiungere il livello qualitativo necessario per acquisire credibilit sui mercati finanziari, Q. considerando che l'eliminazione della povert, l'attuazione degli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM) e il miglioramento degli aiuti potranno andare a buon fine se saranno intraprese azioni concrete per combattere le ineguaglianze tra uomini e donne, R. considerando che la crescente importanza e il ruolo sempre pi marcato del turismo quale attivit economica nell'area mediterranea possono essere considerati in termini di contributo al PIL degli Stati della regione, un dato che ha come conseguenza quella di accrescere lo sviluppo delle societ di tali paesi e di contribuire alla loro stabilit sociale, non ultimo attraverso l'offerta di maggiori di opportunit di lavoro e di migliori prospettive per la giovane e crescente forza lavoro mediterranea, S. considerando che il turismo sta attraversando una fase difficile per via della crisi finanziaria mondiale e della recessione economica, situazioni che impongono ai governi di intraprendere azioni immediate onde prevenire gli effetti negativi nel breve periodo senza ricorrere a misure "palliative" che potrebbero provocare ripercussioni nel lungo periodo, che il turismo ha conosciuto una rapida espansione nell'ultimo decennio e che nel prossimo occorrer aumentare la quota di mercato detenuta dal bacino del Mediterraneo senza danneggiare ulteriormente il delicato ambiente dell'area, T. considerando che molte delle sfide con cui l'area mediterranea dovr misurarsi sul fronte ambientale e dei cambiamenti climatici potranno essere affrontate soltanto attraverso uno sforzo concertato che coinvolga tutti gli Stati interessati e i soggetti non statali della regione, in particolare attraverso l'Unione per il Mediterraneo (UpM), che conferisce nuovo slancio ad impegni e progetti concreti a livello locale da cui il turismo pu trarre vantaggi interessanti, U. considerando che il settore turistico trarrebbe enorme beneficio da un rafforzamento del ruolo della societ civile e delle parti interessate, in particolare delle organizzazioni turistiche nazionali, delle associazioni e organizzazioni delle parti interessate nonch degli organismi coinvolti nel settore, poich ci darebbe loro la possibilit di contribuire

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all'individuazione dei problemi e degli ostacoli e consentirebbe di studiare le soluzioni dagli stessi proposte, V. considerando che necessario individuare nicchie di mercato e nuove forme di turismo in cui l'area mediterranea gode di un vantaggio competitivo e investire risorse in questi ambiti al fine di trarre pieno beneficio dalla specializzazione e limitare le conseguenze negative della stagionalit della domanda, X. considerando che per la crescita sostenibile dell'industria del turismo nei paesi mediterranei sono indispensabili infrastrutture efficaci e di qualit che non danneggino ulteriormente l'ambiente, Y. considerando che il riscaldamento globale pone una pesante sfida all'area mediterranea, in particolare per via dell'aumento delle temperature, del calo delle precipitazioni, dell'innalzamento del livello del mare, dell'accesso all'acqua e dell'approvvigionamento idrico e di altri effetti dannosi per la biodiversit mediterranea, Z. considerando che necessario rafforzare la protezione del mare Mediterraneo dall'inquinamento e salvaguardare gli stock ittici, gli habitat naturali, le coste, i fiumi, la biodiversit, l'ambiente rurale e i siti di rilevanza culturale ed archeologica poich il degrado ambientale minaccia le stesse risorse da cui dipende il settore turistico, e che la salute dell'ambiente naturale e urbano di un paese determinante per creare l'ambiente gradevole ricercato dal turista,

La risposta mediterranea alla crisi finanziaria mondiale

1. chiede la regolamentazione e la restrizione del campo d'azione dei cosiddetti "paradisi


fiscali" e sottolinea che per far fronte all'impatto della crisi economica necessario che vi sia solidariet tra regioni e paesi e coordinamento tra le politiche e i sistemi internazionali e regionali; osserva che l'Unione per il Mediterraneo contribuir a unire e a integrare tra loro spazi economici vicini dal punto di vista geografico ma diversi sul piano delle origini economiche e culturali, fungendo in tal modo da pilastro fondamentale di uno spazio regionale notevolmente pi ampio;

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2. sottolinea l'esigenza di uno stretto coordinamento tra le due sponde del Mediterraneo
attraverso il quale rendere pi flessibile l'assistenza ai paesi del Sud del Mediterraneo, onde sostenere i settori a rischio e bisognosi di aiuto;

3. raccomanda di realizzare un quadro regolamentare coerente in materia di gestione delle crisi


nell'area euromediterranea attraverso l'adozione di un sistema efficace di allerta precoce; chiede inoltre che sia istituita un'autorit euromediterranea per le assicurazioni e il credito alle esportazioni;

4. rileva che, per creare uno spazio economico euromediterraneo comune occorre nel medio
periodo integrare le economie meridionali nella strategia di Lisbona, estendendo ai paesi del Mediterraneo alcune politiche settoriali poste in atto dall'Unione europea nelle aree della ricerca, dello sviluppo, dell'economia e della conoscenza;

5. sottolinea l'importanza del concetto "Invest in the Mediterranean" (investire nel


Mediterraneo) definito congiuntamente dalla Commissione europea e dalle organizzazioni e iniziative euromediterranee nella prospettiva di un rafforzamento del volume e della qualit degli investimenti e degli scambi euromediterranei, della creazione d'imprese sostenibili e del sostegno allo sviluppo economico sostenibile dell'area; sollecita l'elaborazione di un piano di commercializzazione per le opportunit d'investimento disponibili che sia basato sui ruoli rispettivamente assegnati ai governi e alle imprese private e pubbliche;

6. sottolinea l'importanza di accelerare l'attuazione dei progetti infrastrutturali rientranti nel


quadro euromediterraneo, poich essi costituiscono uno dei meccanismi indispensabili per incoraggiare gli investimenti nel Mediterraneo e favorire il rilancio post-crisi;

7. raccomanda, nel settore della ricerca scientifica, l'istituzione di uno spazio euromediterraneo
di ricerca quale pilastro fondamentale per la promozione dell'economia dell'innovazione nella regione; in tale ambito, l'Unione per il Mediterraneo incoragger la creazione di efficaci centri di eccellenza e di programmi tecnologici attraverso dei partenariati con le imprese;

8. chiede che sia fornito un sostegno ai paesi mediterranei dal momento che l'UE si
riconfermata nel 2007 il maggiore donatore di aiuti pubblici allo sviluppo (APS) e ribadir il suo impegno a conseguire gli obiettivi APS dello 0,56% del PIL entro il 2010 e dello 0,7% entro il 2015; invita altri donatori a continuare a profondere sforzi in tal senso;

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9. sottolinea la necessit di coordinare le normative nei paesi partner dell'Unione per il


Mediterraneo, in particolare nei settori prioritari per gli investimenti; sottolinea l'importanza di uno spazio di libero scambio e richiama l'attenzione sui pericoli del protezionismo; ritiene inoltre che la presenza di differenze eccessivamente marcate in materia di condizioni di lavoro e rispetto dell'ambiente possa incoraggiare le tendenze protezionistiche;

10. chiede che si continui a stimolare il commercio mondiale, dal momento che il protezionismo
potrebbe farci regredire di 20-30 anni; raccomanda di accelerare i negoziati commerciali del ciclo di Doha nel quadro degli accordi dell'OMC partendo dal principio di assicurare uguali opportunit a paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo, in particolare per quanto concerne il settore agricolo;

11. ribadisce che la globalizzazione del sistema finanziario deve fondarsi sulla globalizzazione
dei controlli finanziari, il che significa riconsiderare le politiche interne per elaborare linee d'azione pi efficaci intese ad affrontare i rischi, non ad evitarli;

12. conferma l'importanza della responsabilit e della seriet quali fattori chiave del sistema
finanziario mondiale; i principi di maggiore interesse riguardano la riforma delle agenzie di rating, le cui valutazioni sono utilizzate a fini regolamentari, e la regolamentazione di tutti i soggetti coinvolti nel settore finanziario;

13. chiede che sia potenziata l'efficacia e la legittimit degli istituti finanziari internazionali (IFI)
al fine di rafforzarne la governance e di rispecchiare i cambiamenti occorsi nell'economia mondiale; le economie emergenti e in via di sviluppo, incluse quelle pi povere, devono avere una voce e una rappresentanza pi forti e sarebbe opportuno ultimare la prossima revisione delle quote dell'FMI entro il gennaio 2011; il pacchetto relativo alle quote e alla rappresentanza deciso nell'aprile 2008 deve trovare pronta attuazione; la riforma della Banca mondiale va completata prima delle riunioni di primavera del 2010; la nomina dei direttori delle IFI deve seguire un percorso di selezione trasparente e basato sul merito;

14. sottolinea il fatto che il sostegno al piano solare mediterraneo impone di tenere conto della
vasta esperienza acquisita dalla BEI in Europa attraverso il finanziamento delle tecnologie nel campo dell'energia solare e, pi in generale, nei settori delle energie rinnovabili e delle efficienze energetiche; il FEMIP si offerto di assumere un ruolo chiave, in stretta

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cooperazione con i soggetti interessati, nei diversi programmi d'investimento e progetti destinati ad essere attuati nell'area mediterranea nei prossimi anni; L'impatto socioeconomico della microfinanza nell'area mediterranea

15. accoglie con favore la proposta del vertice di Parigi sul processo di Barcellona: Unione per il
Mediterraneo per quanto concerne l'iniziativa dedicata allo sviluppo delle imprese mediterranee; ne appoggia l'idea di assistere i soggetti dei paesi partner che forniscono sostegno alle microimprese e alle PMI attraverso la valutazione delle esigenze delle aziende, la definizione di soluzioni strategiche e l'erogazione di risorse a detti soggetti sottoforma di assistenza tecnica e strumenti finanziari; chiede la pi ampia partecipazione possibile dei paesi euromediterranei a detta iniziativa, che si regge sul principio della cotitolarit e sui contributi che saranno apportati su base volontaria dai paesi delle due sponde del Mediterraneo;

16. sottolinea l'importanza di coordinare le diverse misure politiche assicurando al contempo un


uso ottimale delle migliori prassi all'interno e all'esterno dell'UE; ribadisce, pertanto, la richiesta formulata dal Parlamento europeo nella risoluzione dell'11 luglio 2007 rivolta alla Commissione sul tema dell'elaborazione di un piano d'azione per la microfinanza;

17. sottolinea il fatto che le microimprese e le PMI rappresentano il nocciolo dell'attivit


produttiva nell'area euromediterranea, la cui competitivit e idoneit a raccogliere la sfida della globalizzazione dipendono dalla capacit di queste aziende di espandersi e di innovare; a tale proposito, ritiene che l'istituzione di strumenti finanziari adeguati ai sistemi finanziari locali rappresenti uno dei modi per affrontare la sfida della crescita nel Mediterraneo;

18. accoglie con favore l'introduzione, nell'ambito del FEMIP, dello strumento di microfinanza,
che nel 2007 ha ricevuto dieci milioni di euro di stanziamenti, e chiede di procedere a un aumento di tale fondo in funzione dei successi ottenuti in materia di aiuti agli istituti di microfinanza dei paesi partner del Sud del Mediterraneo; appoggia la strategia del FEMIP di indirizzare l'aiuto ad operazioni limitate nella dimensione ma portatrici di elevato valore aggiunto, in particolare favorendo la creazione di istituti di microfinanza adeguatamente gestiti oppure aiutando gli istituti esistenti ad integrarsi pienamente nel settore finanziario locale; l'obiettivo di coinvolgere maggiormente il settore bancario e finanziario nella

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microfinanza allo scopo di sensibilizzare il pubblico sui vantaggi economici e sociali di quest'ultima e di sviluppare la microfinanza in tutta la regione;

19. raccomanda che i ministri ECOFIN del Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo
riservino al microcredito e a prestiti di piccola entit una parte dei fondi che sono stati destinati agli istituti finanziari all'indomani dello scoppio della crisi finanziaria;

20. sostiene gli sforzi profusi nel quadro dell'iniziativa JASMINE a sostegno degli istituti di
microfinanza in Europa cos come il lavoro svolto nel medesimo ambito per elaborare un codice di buona condotta destinato a ristabilire la fiducia e chiede agli organismi europei che partecipano allo strumento - la Banca europea per gli investimenti, il Parlamento europeo e la Commissione - di valutare, insieme a banche private e ad altri organismi interessati nonch in cooperazione con gli enti specializzati dei paesi del Sud del Mediterraneo, la possibilit di estendere lo strumento JASMINE alla regione euromediterranea nel quadro degli sforzi tesi a creare delle reti d'integrazione regionali;

21. raccomanda di includere il lavoro autonomo e l'accesso dei migranti al microcredito nei paesi
di provenienza tra gli obiettivi dei centri speciali promossi dall'UE per assistere e sostenere i migranti che chiedono di venire nell'UE (realt gi attive in diversi paesi al di fuori dell'Unione europea);

22. sottolinea che l'attivazione concertata di sforzi a sostegno di un maggiore accesso alla
microfinanza e una corretta regolamentazione del settore contribuiranno a migliorare il quadro istituzionale per il lavoro autonomo e le microimprese; si rafforza con ci l'idea che sia possibile trovare soluzioni onde consentire ai disoccupati e a coloro che ricevono i benefici sociali, le donne in particolare, di integrarsi progressivamente nel settore produttivo, apportando in tal modo un chiaro contributo alla riduzione della povert, all'emancipazione e al raggiungimento degli OSM nel quadro di un processo di consultazione aperto che coinvolga tutti i governi e le parti sociali attive a livello locale, regionale nazionale e internazionale;

23. suggerisce di creare un'associazione congiunta del microcredito che certifichi la credibilit
dei progetti;

24. propone la creazione di un programma dedicato al microcredito nelle universit dell'area


euromediterranea;
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25. suggerisce di sviluppare le competenze professionali dei beneficiari e degli utilizzatori del
microcredito attraverso corsi di formazione finanziati dall'UE (p. es. MEDA) finalizzati a dotare i partecipanti di strumenti di gestione adeguati allo scopo di aumentare la competitivit delle PMI;

26. incoraggia i paesi del bacino del Mediterraneo a strutturare la concessione del microcredito
attraverso la creazione, in ciascun paese, di una centrale dei rischi che dovrebbe consentire agli operatori di verificare i rischi di insolvenza e di scambiarsi informazioni riguardo ai beneficiari e ai progetti finanziati;

27. raccomanda la creazione di un fondo di garanzia per il microcredito che dovrebbe


incoraggiare gli operatori bancari a concedere un maggior numero di microcrediti e ad ampliare l'elenco dei beneficiari;

28. considera la possibilit di remunerare i progetti avviati dal microcredito che sono finalizzati a
motivare i beneficiari e a consentire loro l'accesso a un tenore di vita decoroso;

29. raccomanda che i paesi Euromed dotino le attivit della microfinanza di un vivaio di imprese
per ciascuna regione che accolga questi piccoli soggetti fornendo loro il sostegno e la consulenza necessari in materia di gestione, metodi contabili, gestione paghe, ecc.;

30. sottolinea che la microfinanza deve inserirsi in un meccanismo di sviluppo sostenibile


elaborando un codice di condotta attraverso il quale rispettare e far rispettare dai soggetti beneficiari i valori su cui s'incentra tale tipo di sviluppo (ambiente, etica ecc.);

31. propone che venga organizzata una manifestazione annuale per la microfinanza
euromediterranea che potrebbe fungere da spazio per lo scambio, lo studio, la riflessione e le raccomandazioni a sostegno dello sviluppo del microcredito;

32. raccomanda che siano intensificati gli sforzi per migliorare la sicurezza e garantire una
cessazione durevole degli atti di violenza nei territori palestinesi, condizione indispensabile per lo sviluppo economico e, in particolare, per i progetti di microfinanza e delle piccole imprese, che non possono essere realizzati in assenza della libert di accesso e di circolazione;

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Lo sviluppo del turismo sostenibile nell'area mediterranea

33. invita gli Stati membri dell'Unione per il Mediterraneo (UpM) ad avviare quanto prima le
iniziative chiave concordate nel 2008 nella dichiarazione di Parigi nell'ambito del piano d'azione per l'UpM, ovverosia porre l'accento sul disinquinamento del Mediterraneo e sulle iniziative relative alle autostrade marittime e terrestri quali strumenti per migliorare le infrastrutture a favore di una crescita sostenibile del settore turistico, nonch sul piano solare mediterraneo quale veicolo per amplificare l'accesso alle energie alternative, giacch tali iniziative possono risultare estremamente vantaggiose per il settore turistico nella regione;

34. esorta gli Stati membri dell'UpM a istituire un organismo, anche nel quadro della stessa
UpM, incaricato di promuovere il turismo sostenibile nell'area mediterranea, di coordinare la strategia commerciale della regione nel suo insieme, in particolare nei nuovi mercati, e di fungere da spazio d'incontro per le parti interessate per discutere dei problemi comuni e scambiare idee e migliori prassi;

35. invita gli Stati membri dell'UpM a intensificare gli sforzi per esplorare i mercati di nicchia
nel settore turistico, quali la navigazione di crociera, il turismo ambientale, culturale, l'agriturismo e altri comparti innovativi, come ad esempio il turismo ecumenico, onde offrire alla regione un vantaggio competitivo e garantire lo sviluppo sostenibile di questi mercati a un prezzo vantaggioso per i turisti,

36. esorta gli Stati membri dell'UpM ad adottare misure urgenti, segnatamente attraverso un
aumento degli investimenti nelle infrastrutture pubbliche, per far fronte al degrado ambientale, soprattutto quello legato al settore turistico o da esso derivante, onde evitare che la crescita del turismo metta in pericolo le risorse dal quale esso dipende; fa notare, in particolare, che occorre tutelare maggiormente le risorse storiche, culturali e naturali, soprattutto dagli abusi urbanistici e dagli effetti negativi dell'aumento del numero di visitatori presso i siti d'interesse, e che necessario incoraggiare altres le sinergie con altre attivit economiche, quali l'agricoltura; invita gli Stati membri dell'UpM a sostenere maggiormente i responsabili delle iniziative private di piccola entit finalizzate ad affrontare le esigenze in materia di riciclaggio dei rifiuti, trattamento delle acque, efficienza idrica, energia e investimenti nelle fonti di energia alternative;

37. chiede agli Stati membri dell'UpM di incrementare gli investimenti riservati allo sviluppo
delle risorse umane nel settore del turismo, onde migliorare ulteriormente le competenze
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manageriali, linguistiche e tecniche degli operatori e dei dipendenti del settore e, in particolare, li invita a sostenere le iniziative didattiche incentrate sull'importanza del turismo sostenibile e sulle prassi sostenibili che dovrebbero essere applicate dall'industria del turismo locale;

38. chiede che le azioni di sensibilizzazione al turismo siano trasmesse attraverso tutti i mezzi di
informazione, scritti e audiovisivi, allo scopo di diffondere comportamenti conformi ai requisiti in materia di attrazione del turismo, buona accoglienza dei turisti, conservazione dell'ambiente e igiene nelle zone turistiche;

39. esorta i governi dei paesi del Mediterraneo a considerare il turismo alla stregua di un'attivit
esportatrice, concedendogli gli incentivi del caso; ritiene inoltre che il turismo dovrebbe essere considerato come un settore sicuro e rispettoso dell'ambiente, funzionale alle economie dei paesi mediterranei;

40. evidenzia l'importanza di promuovere il turismo in Cisgiordania, comprese Gerusalemme Est


e Gaza, attraverso un allentamento dei controlli alle frontiere, dei blocchi, delle chiusure e delle complesse misure di sicurezza;

41. favorevole a uno sviluppo turistico pienamente aderente alle risoluzioni politiche e sociali
adottate dalle organizzazioni internazionali e dai governi di questi paesi a favore della creazione di un turismo sostenibile;

42. sottolinea l'importanza della societ civile quale partner dello sviluppo turistico dei paesi
mediterranei; ritiene che ci amplier le opportunit d'impiego e fornir pi prospettive alle imprese private.

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