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Castellaneta

Mottola Palagianello Massafra Crispiano

Ceglie Messapica

San Michele Salentino

castellaneta
Contrada Le Grotte

Palagiano

Montemesola
Statte

Villa Castelli Grottaglie


Francavilla Fontana Latiano

Castellaneta

Monteiasi Taranto

Oria

San Giorgio Carosino Jonico San Marzano di San Giuseppe Roccaforzata Monteparano Fragagnano Faggiano Sava Manduria Pulsano Lizzano Leporano Torricella Avetrana Maruggio

SC

65

Palagianello

Durante lavori svolti per la realizzazione del metanodotto SNAM Massafra Biccari, tra il 2010 e il 2011 sono state effettuate indagini archeologiche sulla sommit di una altura di scarsa elevazione, ubicata in contrada Le Grotte, a sud-ovest di Castellaneta (6). La frequentazione pi antica dellarea risale almeno al VI secolo a.C., periodo al quale sono riferibili frammenti di impasto, di ceramica a fasce arcaica e di coppe di tipo ionico, rinvenuti in fosse di scarico. Tra gli inizi del IV ed il III secolo a.C. la zona risultata parzialmente utilizzata a scopi funerari: sono state mese in luce complessivamente otto tombe a fossa, pertinenti probabilmente a distinti nuclei di necropoli (4). Di particolare interesse sono risultate due delle sepolture (tombe 18 e 19), contenenti oggetti di pregio, tra cui un cinturone di bronzo (1), un anello di ferro con castone ed un anello in argento, la cui presenza farebbe ipotizzare lappartenenza dei due defunti ai ceti abbienti dellinsediamento. In una fase successiva, tutta larea occupata da una fitta rete di fosse rettangolari allungate di varie dimensioni, spesso intersecate ortogonalmente, ad intervalli regolari, da altre di dimensioni pi limitate. Interpretabili come impianti per vigneti (5), vanno datate (in assenza di materiali diagnostici) ad epoca posteriore alle tombe di IV/III secolo a.C., alle quali si sovrappongono, ma potrebbero essere attribuite, almeno in parte, anche ad et romana, fase attestata da numerosi rinvenimenti. Tra questi, va citata una struttura muraria costituita da due file affiancate di pietre, affiancata da una massicciata stradale (8); al muro si appoggiava uno strato di crollo, tra le cui pietre sono state rinvenute 21 monete di et romana, di cui ben 13 in argento (2-3), databili quasi tutte al I secolo a.C. e in eccellente stato di conservazione. Sempre a questa fase pu essere riferita una tomba ad incinerazione a cassetta, rinvenuta violata e priva di materiali, ma databile sulla base di confronti tra il I secolo a. C. e il II d.C. Nel settore settentrionale dellarea stato indagato in maniera estensiva un edificio costituito da un corpo principale, con un ingresso sul lato sud, articolato in almeno tre vani allineati in senso E-O, e da un avancorpo lungo il lato sudorientale, costituito da altri due vani di piccole dimensioni, affiancati e non comunicanti tra loro (7). Ledificio (databile al II/III secolo d.C. in base ai frammenti di sigillata africana A e A/D rinvenuti tra i componenti delle strutture murarie) era destinato probabilmente ad attivit produttive e non residenziali, come sembrerebbe indicare la tecnica edilizia piuttosto corsiva dei muri, realizzati con filari irregolari di pietre approssimativamente sbozzate, spesso alternate a blocchi di reimpiego. Poco a nord di esso stata inoltre rinvenuta una piccola area di lavorazione (9), composta da un piano in laterizi e malta impostato su due spallette (forse un pigiatoio per la premitura delluva), inclinato verso un recipiente costituito dalla met superiore di unanfora commerciale MR5 (databile al II/III d.C. e quindi in fase con gli ambienti), capovolta e inserita in una buca praticata nel banco roccioso, impermeabilizzata allinterno con uno strato di malta e provvista ancora del tappo; la met inferiore del vaso, allestita nella stessa maniera, era ubicata a poca distanza. La parte centrale delledificio (parzialmente obliterato in et tardoantica) viene utilizzata ancora nel VII secolo d.C., quando nellarea si installa un piccolo impianto artigianale, attestato da fornelli in laterizi e da scarichi di fornace caratterizzati dalla presenza di scorie di ferro.

Contrada Le Grotte
SP1 5
SP13

SS7

A14

5 3

6 4
1 2
Cinturone in bronzo, dalla tomba 18. Denario in argento, 40 a.C. circa D/ Testa di Cesare laureata, scarsamente leggibile (non riprodotta). R/ Vitello. Q VOCONIUS VITULUS Q DESIGN

7
3
Denario in argento, 115 a.C. circa D/ Testa elmata di Roma. Dietro: ROMA e Legenda: EX S C R/ Cavaliere con spada e testa tagliata nella destra. Davanti: Q Sotto: M SERGI Nellesergo: SILUS.

4 5 6 7

Nucleo di necropoli (IV-III a.C.). Impianti per vitigni. Panoramica dellarea di scavo lungo la trincea del metanodotto in costruzione. Edificio produttivo di et imperiale (il nord a sinistra della foto). Si notano le fosse delle tombe della fase ellenistica; dalla pi occidentale proviene il cinturone in bronzo.

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Struttura muraria e massicciata stradale di et romana. Probabile pigiatoio per la premitura delluva: piano in laterizi e malta inclinato verso un recipiente costituito dalla met superiore di unanfora commerciale, impermeabilizzata allinterno con malta e ancora provvista del suo tappo. A poca distanza, laltra met della

stessa anfora, anchessa inserita in una buca scavata nella roccia.

Progettazione ed esecuzione delle attivit archeologiche: archeoRes s.r.l. di Avezzano (LAquila) (sotto la direzione tecnica di Roberta Cairoli) Archeologi: Cosima Castronovi (coordinamento Settore III), Giacomo DElia (coordinamento Settori I-II), Marialucia Amadio, Michele Baldo, Antonella Cassano, Francesca Delle Grazie, Alessandra De Natale, Serena De Simone, Marco DOnofrio, Raffaella Guerrieri, Claudia Loffredo, Alessandro Marsilio, Andrea Pedone, Alessandra Ricci, Cinzia. Romani, Lorena Trivigno Rilievi e documentazione grafica: Andrea Pedone, su matite di Marialucia Amadio, Alessandra De Natale, Alessandra Ricci, Lorena Trivigno, Francesca Delle Grazie, Raffaella Guerrieri, Alessandro Lupi, Andrea Pedone Committente: Snam Rete Gas e Tre Colli SpA Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia Direzione scientifica: Teresa Schojer; Assistenza tecnica: Sandro Spinazzola

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