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FEMMINICIDIO - VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE: LE RACCOMANDAZIONI DELLE NAZIONI UNITE ALLITALIA

Scheda informativa a cura di Barbara Spinelli1


Il femminicidio, espressione estrema della violenza di genere, costituisce una violazione dei diritti fondamentali delle donne in quanto donne. Nel 2011, la Piattaforma CEDAW2 ha partecipato al monitoraggio periodico da parte delle Nazioni Unite relativo allimplementazione nel nostro Paese della Convenzione ONU per leliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne (CEDAW), ratificata dallItalia nel 1985. Nel 2012, le associazioni coinvolte nella Piattaforma CEDAW hanno apportato un contributo fondamentale alla conoscenza da parte della Relatrice Speciale dellONU contro la violenza sulle donne, nel corso della sua visita ufficiale, di persone, situazioni e realt di donne che subiscono la violenza, o che quotidianamente la contrastano per professione o per volontariato. Grazie al poderoso lavoro di documentazione promosso dalle associazioni parte della Piattaforma, racchiuso nel Rapporto Ombra3, e della grande attivit di sensibilizzazione e denuncia a livello nazionale ed internazionale, lItalia negli ultimi due anni stata destinataria di severe osservazioni da parte delle Nazioni Unite. Le raccomandazioni rivolte dallONU allItalia indicano con chiarezza quali sono le principali violazioni dei diritti delle donne che avvengono nel nostro Paese e che preoccupano chi ha il dovere di vigilare gli Stati affinch agiscano in maniera adeguata per prevenire e contrastare la violenza maschile sulle donne. Le osservazioni che lONU ha rivolto al nostro Paese, non si limitano ad individuare i problemi da affrontare, ci indicano anche quali azioni specifiche porre in essere per andare in concreto a incidere su quei fattori che costituiscono le cause principali della discriminazione e della violenza nei confronti delle donne in quanto donne. In parole povere, si tratta di indicazioni alle Istituzioni su quali sono i problemi pi urgenti da affrontare, e sulla strada giusta da seguire per risolverli. Giusta alla luce delle obbligazioni internazionali assunte dallItalia in materia di promozione e protezione dei diritti umani delle donne.

Blog: http://gdcedaw.blogspot.it/ ; http://femminicidio.blogspot.it/ . Contatti: stopfemminicidio@gmail.com Giuristi Democratici, Action Aid, Arci, Be Free, Casa internazionale delle donne, Differenza Donna, D.I.RE, Fondazione Pangea, Fratelli dellUomo, Le Nove. Questo il blog della Piattaforma CEDAW: http://lavorincorsa30annicedaw.blogspot.it/ . Contatti: 30YEARSCEDAW@gmail.com . 3 Che si pu leggere qui: http://files.giuristidemocratici.it/giuristi/Zfiles/ggdd_20110708082248.pdf
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Due anni sono passati da quando lItalia ha ricevuto le raccomandazioni da parte del Comitato CEDAW, e un anno da quando la Relatrice Speciale dellONU contro la violenza sulle donne ha concluso la sua missione ufficiale in Italia e ha formulato le sue osservazioni conclusive. LONU ha evidenziato con chiarezza qual il cammino da seguire per prevenire la violenza maschile sulle donne e proteggere le donne che hanno subito violenza da una ulteriore rivittimizzazione. Il Rapporto della Relatrice Speciale dellONU non ancora stato tradotto in italiano, e ancora sono troppe le Istituzioni locali, i Parlamentari e i componenti del Governo che non conoscono il contenuto delle Raccomandazioni. Noi siamo profondamente convinti che ogni rappresentante delle Istituzioni nazionali, regionali e locali abbia il dovere di conoscere le Raccomandazioni delle Nazioni Unite, e di implementarle nellesercizio delle proprie funzioni. Con altrettanta fermezza, crediamo che ogni persona che vive in Italia abbia il diritto di essere informata su cosa ci si aspetta che le Istituzioni facciano per affrontare il problema del femminicidio. Conoscere il contenuto delle raccomandazioni rende possibile per ognuno di noi lesercizio del diritto di partecipazione e di critica, che estrinseca nella possibilit di sollecitare, ed anzi pretendere un impegno concreto da parte delle Istituzioni, nel senso e con le modalit indicate dalle Nazioni Unite. Inutile la creazione di nuove fattispecie penali: non questo quello che ci viene richiesto con urgenza, ma un cambio culturale, che passi attraverso la ricerca, la raccolta dei dati, una corretta informazione e formazione professionale, un monitoraggio sulla corretta applicazione delle misure gi esistenti per la protezione di quelle donne che scelgono di denunciare. Siamo stanche di leggere appelli alle Istituzioni affinch facciano qualcosa! Basta! Noi vogliamo che finalmente le Istituzioni si attivino per fare la cosa giusta, ovvero per promuovere quelle azioni che ci hanno indicato le Nazioni Unite, che in concreto consentirebbero di salvare qualche vita in pi. Alcune di noi, per sollecitare il protagonismo di tutte/i nel richiedere una seria assunzione di responsabilit alle Istituzioni, hanno scritto e promosso la Convenzione NO MORE! Contro la violenza sulle donne femminicidio4. Ogni persona pu aderire alla Convenzione e promuoverne la diffusione5. La Convenzione chiede alle Istituzioni di promuovere delle azioni urgenti per prevenire e contrastare la violenza maschile sulle donne, in attuazione delle raccomandazioni ONU. Questa scheda stata formulata per consentire a tutte e tutti di conoscere con chiarezza quali sono le criticit individuate dalle Nazioni Unite, e quali azioni lONU ha chiesto di intraprendere alle nostre Istituzioni per proteggere la vita delle donne e prevenire il femminicidio. Nella sessione di luglio 2013 il nostro Governo chiamato a rendere conto delle azioni intraprese con riferimento ai due temi di principale preoccupazione per il Comitato CEDAW: stereotipi e violenza maschile sulle donne. A breve quindi la Piattaforma CEDAW aprir online una consultazione, per produrre al Comitato CEDAW un rapporto di aggiornamento, a testimonianza di cosa stato fatto e cosa resta da fare. Ulteriori informazioni verranno diffuse attraverso il blog della Piattaforma CEDAW e i siti delle singole associazioni.
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http://www.nomoreviolenza.it/ ; http://convenzioneantiviolenzanomore.blogspot.it/p/blog-page.html . Le adesioni vanno inviate a: adesioni@nomoreviolenza.it . Le informazioni vanno richieste a: convenzioneantiviolenza@gmail.com .

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RIFERIMENTI:
o Raccomandazioni CEDAW allItalia (2011)
http://www.pangeaonlus.org/download/progetti/advocacy/cedaw/Raccomandazioni_CEDA W_2011.pdf

o Raccomandazioni CEDAW allItalia (2005)


http://files.giuristidemocratici.it/giuristi/Zfiles/ggdd_20061122082612.pdf

o Raccomandazioni della Relatrice Speciale dellONU contro la violenza sulle donne allItalia (2012)
http://www.pangeaonlus.org/download/progetti/advocacy/cedaw/Raccomandazioni_Rashi da_Manjoo.pdf

o Rapporto della Relatrice Speciale dellONU contro la violenza sulle donne sulla Missione in Italia (2012, IN INGLESE)
http://www.ohchr.org/Documents/HRBodies/HRCouncil/RegularSession/Session20/A-HRC20-16-Add2_en.pdf

o Rapporto Ombra della Piattaforma CEDAW (2011)


http://files.giuristidemocratici.it/giuristi/Zfiles/ggdd_20110708082248.pdf

o Rapporto ufficiale del Governo al Comitato CEDAW (2011)


http://www.retepariopportunita.it/Rete_Pari_Opportunita/UserFiles/ONU/VI_RAPPORTO_C EDAW_VersioneItaliana.pdf

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I PROBLEMI da affrontare e le OBBLIGAZIONI delle ISTITUZIONI ITALIANE PREVENIRE la violenza sulle donne
PROBLEMA: CULTURA PATRIARCALE ALLA BASE DELLA ACCETTAZIONE DEI PREGIUDIZI DI GENERE E DELLA INADEGUATEZZA DELLE AZIONI POLITICHE E LEGISLATIVE 91/2012 RELATRICE SPECIALE Il Governo ha compiuto degli sforzi per affrontare la questione della violenza contro le donne, anche attraverso l'adozione di leggi e politiche, la creazione e la fusione di enti governativi responsabili della promozione e tutela dei diritti delle donne. Eppure, questi sforzi non hanno portato ad una diminuzione della percentuale dei femminicidi n si sono tradotti in un vero e proprio miglioramento della vita di molte donne e bambine, in particolare Rom e Sinti, migranti e disabili. RACC. 26/2011 CEDAW (il Comitato ) preoccupato per il persistere di attitudini socio-culturali che condonano la violenza domestica DEDICARE UNA STRUTTURA GOVERNATIVA SOLO AL CONTRASTO DELLA DISCRIMINAZIONE E VIOLENZA DI GENERE E DEDICARE FONDI SPECIFICI ALLE SUE AZIONI 94A/2012 Istituire una singola struttura governativa dedicata a trattare esclusivamente in genere la questione del raggiungimento delluguaglianza sostanziale e in particolare la violenza contro le donne, per superare la duplicazione e la mancanza di coordinamento; RACCOMANDAZIONI CEDAW RACC. 19B/2011 Assicurare risorse sufficienti e sostenibili dal bilancio statale per il lavoro del Dipartimento per le Pari Opportunita, specificamente finalizzate al raggiungimento delluguaglianza di genere; ISTITUIRE ORGANISMI MONITORAGGIO 94B/2012 INDIPENDENTI DI

AZIONE RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI 1/

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

AZIONE RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI 2/ RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

Accelerare la creazione di un'istituzione nazionale indipendente per i diritti umani, con una sezione dedicata ai diritti delle donne; AZIONE RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI 3/ RACCOMANDAZIONI CEDAW AFFRONTARE IL PROBLEMA A 360 RACC. 19A/2011 CEDAW Assicurare che il gender mainstreaming sia applicato in maniera coerente nella formulazione e nellattuazione di tutte le leggi, regolamenti e nei programmi di tutti i Ministeri e di tutte le strutture governative locali; RACC. 22/2011 CEDAW Pur accogliendo con favore gli sforzi intrapresi nel settore scolastico, quale la settimana contro la violenza, organizzata ogni anno nelle scuole su tutto il territorio nazionale, il Comitato esprime il proprio disappunto circa il fatto che lo Stato-membro non abbia sviluppato un programma completo e coordinato per combattere laccettazione generalizzata di ruoli stereotipati tra uomo e donna, come raccomandato nelle precedenti Osservazioni Conclusive del Comitato RACC. 27E/2011 CEDAW predisporre ulteriormente, in collaborazione con unampia gamma di attori, comprese le organizzazioni femminili e le altre organizzazioni della societ civile, delle campagne di sensibilizzazione attraverso i media e delle campagne di educazione pubblica, affinch la violenza nei confronti delle donne venga considerata socialmente inaccettabile, e divulgare informazioni al pubblico sulle misure esistenti al fine di prevenire gli atti di violenza nei confronti delle donne; 95A/2012 Continuare a condurre campagne di sensibilizzazione volte a eliminare atteggiamenti stereotipati circa i ruoli e le responsabilit delle donne e degli uomini nella famiglia, nella societ e nellambiente di lavoro; RACC. 27F/2011 CEDAW ratificare prontamente la Convenzione del Consiglio dEuropa sulla Prevenzione e la Lotta alla Violenza nei confronti delle donne e sulla Violenza Domestica (c.d. CONVENZIONE DI ISTANBUL) 94N Ratificare e attuare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e violenza domestica (c.d. CONVENZIONE DI ISTANBUL) NELLE AZIONI TENERE IN CONSIDERAZIONE CHE CI SONO DONNE CHE SUBISCONO DISCRIMINAZIONI MULTIPLE E QUINDI SONO PIU VULNERABILI adottare azioni aggiuntive 95B/2012 Rafforzare la capacit dell'Ufficio Nazionale

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

RACCOMANDAZIONI CEDAW

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

AZIONE RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI 4/

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

Antidiscriminazione Razziale per porre in essere programmi rivolti a cambiare la percezione delle donne che appartengono a comunit e gruppi marginalizzati, da parte della societ; 95C/2012 Continuare a condurre campagne di sensibilizzazione specifiche, che prevedano la partecipazione della societ civile, per aumentare la consapevolezza sul tema della violenza contro le donne in generale ed in particolare quella sulle donne appartenenti a gruppi marginalizzati; 94H E I/2012 H) Adottare una politica di genere, sostenibile e di lungo termine per l'inclusione sociale e lempowerment delle comunit pi marginalizzate, con un focus particolare sulla salute delle donne, leducazione, il lavoro e la sicurezza; I) Garantire il coinvolgimento dei rappresentanti di queste comunit, in particolare delle donne, nella fase di progettazione, sviluppo e attuazione delle politiche che hanno una ricaduta su di loro; 94L/2012 Affrontare le disparit di genere esistenti nei settori privato e pubblico implementando in modo efficace le misure contemplate dalla Costituzione, dalle leggi e dalle politiche per aumentare il numero delle donne, anche appartenenti a gruppi marginalizzati, presenti nella sfera politica, economica, sociale, culturale e giudiziaria; 94N/2012 Ratificare e attuare la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie e la Convenzione ILO n. 189 (2011) sulle condizioni di lavoro dignitose per le lavoratrici ed i lavoratori domestici; PROBLEMA: CULTURA PATRIARCALE RAPPRESENTAZIONE STEREOTIPATA DELLE DONNE, anche da parte dei politici RACC. 22/2011 CEDAW Il Comitato rimane profondamente preoccupato per la rappresentazione della donna quale oggetto sessuale e per gli stereotipi circa i ruoli e le responsabilit delluomo e della donna nella famiglia e nella societ. Tali stereotipi, contenuti anche nelle dichiarazioni pubbliche rese dai politici, minano la condizione sociale della donna, come emerge dalla posizione svantaggiata delle donne in una serie di settori, incluso il mercato del lavoro e laccesso alla vita politica e alle cariche decisionali, condizionano le scelte delle donne nei loro studi ed in ambito professionale e comportano che le politiche e le strategie adottate generino risultati ed impatti diseguali tra uomini e donne.

AZIONE RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI

INTRODURRE LA DIMENSIONE DEL GENERE NEI MODELLI EDUCATIVI, NELLISTRUZIONE E NELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE RACC. 23/2011 CEDAW Il Comitato invita lo Stato-membro a: (a) mettere in atto una politica completa, di lungo termine e coordinata, rivolta a uomini e donne, bambine e bambini, per superare limmagine delle donne come oggetto sessuale e gli stereotipi relativi ai loro ruoli nella societ e nella famiglia, in linea con lart.2 (f) della Convenzione. Tale politica dovrebbe: includere delle misure legali, amministrative e di sensibilizzazione; coinvolgere i pubblici funzionari e la societ civile; e rivolgersi allintera popolazione; (b) rafforzare luguaglianza di genere ed eliminare gli stereotipi patriarcali nel sistema scolastico; (c) assicurare che le tematiche attinenti alla parit di genere ed i programmi di formazione e di sensibilizzazione divengano una componente integrale, sostanziale ed obbligatoria della formazione di tutti gli insegnanti a tutti i livelli. RAPPRESENTAZIONE STEREOTIPATA DELLE DONNE nei media e nella pubblicit RACC. 24/2011 CEDAW Nonostante lo Stato-membro abbia recentemente adottato delle misure per affrontare le attitudini stereotipate e sessiste nei media e nellindustria pubblicitaria, dove sono particolarmente diffuse, e dove uomini e donne sono spesso rappresentati in modo stereotipato, il Comitato preoccupato circa la mancanza di informazioni sullimpatto di tali misure. FORMAZIONE DEGLI OPERATORI DEI MEDIA E MONITORAGGIO DEL FUNZIONAMENTO DELLE MISURE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE RACC. 25/2011 CEDAW Il Comitato raccomanda che lo Stato-membro fornisca informazioni sullesistenza di stereotipi sessisti nei media e nel settore pubblicitario, sulle misure di auto-regolamentazione, quali codici di condotta e meccanismi stabiliti per monitorare e ricevere reclami relativi a fattori sessisti nei media, e sui risultati ottenuti, nel prossimo Rapporto periodico. 95D/2012 Formare e sensibilizzare i media sui diritti delle donne, e anche sulla violenza contro le donne, al fine di ottenere una rappresentazione non stereotipata delle donne e degli uomini nei media nazionali. RACC. 26/2011 CEDAW oltre ad essere preoccupato per la mancanza di dati sulla violenza contro le donne e bambine migranti, Rom e Sinte.

RACCOMANDAZIONI CEDAW

PROBLEMA: CULTURA PATRIARCALE

AZIONE RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI 1/

RACCOMANDAZIONE CEDAW

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

PROBLEMA: MANCANZA DI DATI

AZIONE RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI

RACCOGLIERE I DATI RELATIVI A TUTTE LE FORME DI VIOLENZA SULLE DONNE E ALLA RISPOSTA DEL SISTEMA GIUDIZIARIO RACC. 27D /2011 CEDAW migliorare il sistema per unappropriata raccolta dei dati relativi ad ogni forma di violenza nei confronti delle donne, compresi dati relativi alla violenza domestica, alle misure di protezione, alle azioni penali ed alle sentenze di condanna, e condurre indagini appropriate al fine di valutare la prevalenza della violenza subita dalle donne appartenenti a categorie svantaggiate, quali le donne Rom e Sinte, le migranti, le anziane e le disabili 97A/2012 Rafforzare, anche attraverso lo stanziamento di fondi consistenti, la capacit dell'ISTAT al fine di istituire un sistema di regolare raccolta e analisi dei dati, attraverso parametri standardizzati, disaggregandoli in base alle caratteristiche pi rilevanti al fine di capire lentit, le tendenze e le manifestazioni della violenza sulle donne 97B/2012 Assicurare che nella raccolta di tali informazioni, lISTAT collabori regolarmente con le istituzioni e organizzazioni che gi lavorano alla raccolta dei dati sulla violenza contro le donne - tra cui le forze dellordine, i tribunali e la societ civile. L'obiettivo finale dovrebbe essere l'armonizzazione delle linee guida per la raccolta dati e l'uso di tali informazioni in modo efficace da parte di attori istituzionali e non

RACCOMANDAZIONI CEDAW

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

PROTEGGERE le donne dalla violenza


PROBLEMA: VUOTI LEGISLATIVI QUADRO GIURIDICO FRAMMENTARIO E VUOTI NORMATIVI SOPRATTUTTO NEL DIRITTO DI FAMIGLIA OSTACOLANO UNA PROTEZIONE ADEGUATA DELLE DONNE 68/2012 RELATRICE SPECIALE La legislazione in materia prevede unampia gamma di misure per una sufficiente protezione delle donne. Tuttavia il quadro giuridico frammentario 48/2011 CEDAW Il Comitato nota che la mediazione obbligatoria nellambito dei procedimenti di divorzio non si applica nei casi di violenza intra-familiare, ma rimane comunque preoccupato per la durata delle procedure di divorzio, che pu accrescere il rischio di violenza nei confronti delle donne 50/2011 CEDAW Il Comitato ha notato che la Legge n.54/2006 ha introdotto laffido condiviso (fisico) come via preferita in caso di separazione o divorzio. Tuttavia il Comitato preoccupato per la mancanza di studi

AZIONI RICHIESTE ALLE ISTITUZIONI RACCOMANDAZIONI CEDAW

sugli effetti di questo cambiamento legale, in particolare alla luce di ricerche comparative che indichino gli effetti negativi sui minori, specialmente sui bambini pi piccoli, in caso di imposizione dellaffido condiviso. Il Comitato , inoltre, preoccupato per il fatto che, nellambito dei procedimenti relativi allaffido condiviso, in caso di presunti episodi di abuso sui minori, possano essere prodotte consulenze basate sulla dubbia teoria della Sindrome da Alienazione Parentale (PAS) INTERVENTI LEGISLATIVI RACC. 49A/2011 CEDAW ridurre la durata del procedimento di divorzio ad un anno, secondo il progetto attualmente in discussione in Parlamento; RACC. 51 CEDAW valutare le modifiche normative in materia di affido condiviso dei minori, attraverso studi scientifici, al fine di valutare gli effetti di lungo termine sulle donne e sui minori, tenendo in considerazione lesperienza registrata negli altri Paesi su queste problematiche. 94C/2012 Adottare una legge specifica sulla violenza contro le donne per affrontare l'attuale frammentazione che si verifica nellapplicazione pratica, a causa dell'interpretazione e dell'attuazione delle disposizioni civili, penali e delle relative procedure 94D/2012 Affrontare il vuoto normativo in materia di affidamento dei minori, aggiungendo disposizioni significative per la protezione delle donne vittime di violenza domestica; 94N/2012 Ratificare e attuare la Convenzione dell'Aja concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di potest genitoriale e di misure di protezione dei minori; 94K/2012 Modificare le norme contenute nei "Pacchetto sicurezza" in generale, e il reato di immigrazione irregolare in particolare, per garantire alle donne migranti irregolarmente presenti sul territorio di potersi recare dalle forze dellordine e trovare accesso alla giustizia senza la paura di essere detenute o espulse;

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

PROBLEMA: PROTEZIONE INADEGUATA

INADEGUATA PROTEZIONE NEI CASI DI VIOLENZA NELLE RELAZIONI DI INTIMITA RENDE POSSIBILE UN ALTO NUMERO DI FEMMINICIDI RACC. 26/2011 CEDAW il Comitato rimane preoccupato per lelevata

AZIONE RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI 1

prevalenza della violenza nei confronti di donne e bambine (..) preoccupato per lelevato numero di donne uccise dai propri partner o ex-partner (femminicidi), che possono indicare il fallimento delle Autorit dello Stato-membro nel proteggere adeguatamente le donne, vittime dei loro partner o ex-partner. ASSICURARE ACCESSO ALLA GIUSTIZIA E PROTEZIONE LEGALE ALLE DONNE CHE DENUNCIANO Attraverso lACCESSO AL GRATUITO PATROCINIO RACC. 27B /2011 CEDAW assicurare che le donne vittime di violenza possano avere accesso al gratuito patrocinio 94F/2012 Assicurare che sia previsto il patrocinio, qualificato e a spese dello Stato, per le donne vittime di violenza, secondo quanto previsto dalla Costituzione e dalla legge n. 154/2001 relativa alle misure contro la violenza nelle relazioni familiari; Attraverso lADEGUATA APPLICAZIONE MISURE gi previste dalla legge delle

RACCOMANDAZIONI CEDAW

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

RACCOMANDAZIONI CEDAW

RACC. 27B /2011 CEDAW assicurare che le donne vittime di violenza abbiano immediata protezione, compreso lallontanamento dellaggressore dallabitazione Facendo rete tra operatori 96C/2012 Migliorare il coordinamento e lo scambio di informazioni tra la magistratura, le forze dellordine, gli psicologi, gli operatori sociali e sanitari che si occupano di violenza contro le donne

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

AZIONE RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI 2

ASSICURARE ACCOGLIENZA ADEGUATA ALLE DONNE CHE FUGGONO DA SITUAZIONI DI VIOLENZA Attraverso la VOLONTA POLITICA E IL BUON USO DELLE RISORSE 92/2012 Nonostante le sfide poste dall'attuale situazione politica ed economica, devono restare una priorit sforzi mirati e coordinati per affrontare la violenza contro le donne, attraverso luso, pratico e innovativo, di risorse limitate. Gli alti livelli di violenza domestica, che contribuiscono allincremento dei femminicidi, richiedono una seria attenzione Attraverso la FORMAZIONE PROFESSIONALE DEGLI OPERATORI

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

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RACCOMANDAZIONI CEDAW

RACC. 27C /2011 CEDAW assicurare che i pubblici ufficiali, specialmente i funzionari delle Forze dellordine ed i professionisti del settore giudiziario, medico, sociale e scolastico sistematico ricevano una sensibilizzazione sistematica e completa su tutte le forme di violenza nei confronti delle donne e delle bambine; 94E/2012 Provvedere istruzione e formazione per rafforzare le competenze dei giudici per affrontare in modo efficace i casi di violenza contro le donne; 96B/2012 assicurare che le case rifugio agiscano in conformit agli standard internazionali e nazionali in materia di diritti umani e che vengano creati meccanismi di accreditamento per monitorare il supporto fornito alle donne vittime di violenza; 96D/2012 Riconoscere, incoraggiare e sostenere i partenariati pubblico-privato tra organizzazioni della societ civile e istituti per la formazione superiore, al fine di condurre ricerche e individuare risposte adeguate per il contrasto alla violenza sulle donne. Attraverso la presenza in tutto il territorio di CASE RIFUGIO e CENTRI ANTIVIOLENZA

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

RACCOMANDAZIONI CEDAW

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

RACC. 27B /2011 CEDAW assicurare che le donne vittime di violenza abbiano immediata protezione, compresa la garanzia che possano stare in rifugi sicuri e ben finanziati su tutto il territorio nazionale; 96A/2012 Continuare a prendere le misure necessarie, incluse le misure finanziarie, per mantenere l'esistente e/o per la costituzione di nuove case rifugio e centri antiviolenza per l'assistenza e la protezione delle donne vittime di violenza; Attraverso lACCESSO A SERVIZI DI ASSISTENZA PSICOLOGICA E SOCIALE RACC. 27B /2011 CEDAW assicurare che le donne vittime di violenza possano avere accesso alla assistenza psico-sociale NELLE AZIONI TENERE IN CONSIDERAZIONE CHE CI SONO DONNE CHE SUBISCONO DISCRIMINAZIONI MULTIPLE E QUINDI SONO PIU VULNERABILI

RACCOMANDAZIONI CEDAW

AZIONE RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI 3

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RACCOMANDAZIONI CEDAW

RACC. 27A/2011 CEDAW dare prioritaria attenzione alladozione di misure onnicomprensive per affrontare la violenza nei confronti delle donne in famiglia e nella societ, rispondendo anche ai bisogni specifici delle donne rese vulnerabili da particolari circostanze, quali le donne Rom e Sinte, le migranti, le anziane e le donne con disabilit;

PERSEGUIRE i colpevoli
PROBLEMA: IMPUNITA PERCEZIONE DI IMPUNITA PER LE CONDOTTE DI VIOLENZA COMMESSE DAGLI UOMINI IN FAMIGLIA IN DANNO DELLE DONNE 67/2012 RELATRICE SPECIALE La maggior parte delle violenze non viene denunciata, nel contesto di una societ patriarcale dove non sempre la violenza domestica viene percepita come un reato, dove persiste la percezione che le risposte dello Stato non siano appropriate o utili.. 68/2012 RELATRICE SPECIALE la persecuzione degli autori inadeguata MONITORARE LAPPLICAZIONE DELLE LEGGI ESISTENTI E PROTEGGERE LE DONNE CHE FUGGONO DA SITUAZIONI DI VIOLENZA (V. sotto Protezione e Dati) (V. sotto Protezione e Dati) 68/2012 RELATRICE SPECIALE mancano forme di riparazione effettiva in favore delle donne vittime di violenza ASSICURARE IL RISARCIMENTO DEI DANNI ALLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DI GENERE RACC.27B/2011 CEDAW assicurare che le donne possano avere accesso ad unadeguata riparazione, incluso il risarcimento 94N/2012 Ratificare e attuare la Convenzione Europea per il risarcimento delle vittime di crimini violenti

AZIONE RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI

RACCOMANDAZIONI CEDAW RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE PROBLEMA: RISARCIRE LE VITTIME

PROCURARE COMPENSAZIONE alle sopravvissute alla violenza

AZIONE RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI RACCOMANDAZIONI CEDAW

RACCOMANDAZIONI RELATRICE SPECIALE

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DA SAPERE:
Il Governo tenuto a presentare le osservazioni del Comitato CEDAW ai competenti uffici governativi, al Parlamento ed alla Magistratura, cos da assicurarne la piena attuazione (Raccomandazione n. 10/2011 del Comitato CEDAW allItalia)

Il Governo tenuto ad assicurare la conoscenza della Convenzione e del Protocollo Opzionale a tutti i livelli, nazionale, regionale, provinciale e municipale, ed in particolare tra i magistrati, gli operatori legali, i partiti politici, il Parlamento, i funzionari governativi e lopinione pubblica, al fine di rafforzare luso della Convenzione nello sviluppo e nellimplementazione di tutte le norme, le politiche ed i programmi volti alla realizzazione pratica del principio di uguaglianza tra uomo e donna (Raccomandazione n. 15 c/2011 del Comitato CEDAW allItalia)

Il Governo tenuto ad assicurare lapplicazione efficace e coerente della Convenzione da parte di tutte le autorit regionali e locali, cos che sia raggiunta una uniformit di risultati nellattuazione della Convenzione su tutto il territorio dello Stato (Raccomandazione n. 17/2011 del Comitato CEDAW allItalia)

Le Istituzioni sono responsabili per la mancata / inadeguata attuazione delle raccomandazioni

E infineIL NOSTRO CONTRIBUTO E FONDAMENTALE.

Il Comitato CEDAW ha ribadito limportanza del ruolo svolto dalle Organizzazioni Non-Governative nel raggiungimento delluguaglianza di genere affermando che deve essere valorizzato ed incoraggiato dallo Stato (Raccomandazione n. 18/2011 del Comitato CEDAW allItalia)

Le Istituzioni sono tenute a consultazioni trasparenti e regolari, attraverso collegamenti formali ed informali con le ONG, in particolare con le associazioni femminili e le attiviste a difesa dei diritti delle donne, al fine di promuovere un dialogo costruttivo e partecipato nel raggiungimento delluguaglianza di genere. (Raccomandazione n. 19c/2011 del Comitato CEDAW allItalia)

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