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FRATERNITA DI RUSSIA CRISTIANA 2 marzo 2003 GIOVANNA PARRAVICINI Relazione viaggio in Ucraina (13-17 febbraio 2003 di Dell'Asta, Parravicini,

, d. Pezzi e Franco Vigan): Siamo arrivati in treno al mattino, alle 6,30, a Char'kov e siamo ripartiti il giorno dopo alle 22,30 e praticamente per tutto questo periodo non siamo mai rimasti soli, abbiamo avuto continuamente occasioni di incontro. Char'kov una cittadina a 500/600 km da Kiev: c una grandissima povert, ma anche un grandissimo desiderio di incontri, di vita e una grande vivacit culturale. Abbiamo partecipato ad un Seminario promosso dalluniversit, al quale erano presenti il decano delluniversit, molti professori e studenti e anche un pubblico molto composito: preti ortodossi e preti e suore cattoliche. E stato molto bello vedere come la proposta e i giudizi fossero comuni. La prima impressione stata che l non ci fossero tutti i problemi di rapporti che conosciamo ma, maggiormente, la consapevolezza dei gravi problemi della divisione (tre Chiese ortodosse e due cattoliche). Di fronte a queste divisioni c anche la coscienza che occorre fare qualcosa per lunit e questo emerso in tutti i discorsi: sia al Seminario presso luniversit, sia alla Lavra delle Grotte a Kiev, dove siamo stati invitati dal prorettore dellAccademia Teologica, che abbiamo visto molto accorato e senza sapere bene che cosa fare. Sia lui, sia altri studiosi ortodossi ci chiedevano come si fa oggi a testimoniare il cristianesimo: sembra impossibile, difficile. In questo abbiamo visto una grande richiesta di aiuto. Diceva il prorettore: Siamo tornati come al tempo degli Apostoli: dobbiamo riprendere da come erano gli Apostoli. Ma questa cosa non possiamo farla da soli: tutto quello che ritenete importante e interessante per noi, mandatecelo! Abbiamo visto, cio, la volont di ripartire insieme, perch proprio nellunit che si possono ritrovare le forze che non si hanno vivendo separatamente. La testimonianza pi grande stata che abbiamo potuto dire che non occorre inventare niente, ma che lunit una cosa gi capitata, perch Cristo gi presente, presente nel nostro corpo, nella Chiesa, nella comunit; quindi noi dobbiamo semplicemente riconoscere il mistero, il miracolo dellincontro che abbiamo gi avuto e cominciare a viverlo. Questo miracolo dellamicizia stato evidente quando, alla fine del Seminario di Char'kov, il nostro amico Filonenko ci ha ringraziati per le cose che abbiamo detto (gli interventi di Adriano DellAsta e di don Paolo Pezzi sono stati ripresi un po da tutti come punti di riferimento). Abbiamo anche pensato di creare una piccola filiale della Biblioteca Religiosa. C pure un piccolo monastero di suore francescane che ha molti libri nostri nella sua biblioteca e 500 abbonati, tra ortodossi, cattolici e studiosi. Filonenko ci ha ringraziato soprattutto per lamicizia e perch la nostra presenza rende il mondo pi bello: poter lavorare insieme anche cos distanti d pienezza, completezza a quello che stiamo vivendo. Questa esperienza di completezza labbiamo fatta anche lultimo giorno quando siamo andati a itomir, a circa due ore di autobus da Kiev: una citt poverissima, in cui nata una scuola libera, che si chiama Ecumene, l'idea nata da una nostra amica che faceva parte dei gruppi ecumenici di Sander Riga. Questa amica, Sofija Beljak ( stata anche in lager), dopo la perestroika si incontrata con dei preti italiani (che avevano proposto al vescovo locale di sostenere qualche iniziativa), chiedendo loro di aiutarla nel suo desiderio di fondare una scuola: al di l dei problemi burocratici mancavano i soldi. I soldi li hanno dati loro, a condizione che nella scuola si insegnasse anche qualche ora di italiano e che la scuola stessa si impegnasse a pagare gli insegnanti. Dopo una verifica coi genitori, hanno raggranellato i soldi: allinizio 15 dollari al mese, adesso siamo a 30 dollari. Ci ha colpito la precisione del loro programma educativo. Prima della nascita di questa scuola Sofija Beljak stata anche in Italia a visitare delle scuole cattoliche tradizionali, ma
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non rimasta convinta perch, al di l delle apparenze, le scuole sembravano identiche alle altre, mentre lei voleva proprio entrare nel merito educativo. A noi ha colpito il fatto che gli insegnanti si ritrovano settimanalmente per un lavoro di revisione, che diventa un interrogarsi sui motivi per cui fanno la scuola. Poi fanno anche un incontro settimanale con i genitori, per proporre una corresponsabilit nelleducazione. Ci sono esempi di insegnanti che nellesperienza della scuola si ritrovano cambiati e cresciuti sia personalmente sia nelle loro famiglie Leducazione che si danno veramente per loro la cosa fondamentale. Adesso vedremo se con AVSI e con altre scuole del movimento potremo sostenere questa iniziativa. Viaggio in America: Sono stata a New York, a trovare mia sorella e mio fratello, e mi ha molto colpito che mi abbiano invitato in tutte le scuole di comunit perch raccontassi della Russia. E stato bello vedere come, pur nelle differenze abissali tra America e Russia, il problema su cui ci muoviamo veramente sempre lo stesso: questo risveglio di fede e di umanit che c in Russia il lavoro che c dappertutto.A Whasington abbiamo incontrato una comunit di ortodossi, legata al Patriarcato di Mosca, i cui membri soffrono comunque nel vedere le miopie e le chiusure del Patriarcato e ci han chiesto che tipo di lavoro, di collaborazione si potesse iniziare. I nostri amici di Washington, con i quali questi ortodossi fanno Scuola di Comunit, mi hanno chiesto come poter proseguire e adesso c un programma di lavoro e di collaborazione a cui si possono unire, di tipo culturale (loro sono quasi tutti professori allUniversit di Georgetown a Washington) ed ecumenico.

INTERVENTO DI PADRE ROMANO SCALFI


Ho voluto che fosse Giovanna a dare inizio a questa nostra riunione proprio perch ci desse la testimonianza di un lavoro che non cos difficile, come tante volte pu sembrare dalle reazioni che ha il Patriarcato, il quale non fa che accusare i cattolici di proselitismo e di uniatismo. La realt molto diversa, cio partendo dal rapporto personale con tante persone, con tante situazioni, la nostra povera azione, piccola quanto si vuole, si sta allargando sempre di pi. Questa una grazia particolare del Signore, perch non c stato nessun programma, ma dagli incontri che abbiamo fatto, dalle amicizie che abbiamo, si estende sempre di pi un'unit sia con gli ortodossi sia con tutti quelli che vogliono collaborare al nostro lavoro ecumenico. Ho voluto che fosse lei a parlare anche per domandarci, noi che siamo qui in retroguardia, che cosa possiamo fare? E un lavoro solo per specialisti, o un lavoro di tutti quanti? Se crediamo a Russia Cristiana proprio per invitare a un lavoro comune e personale di tutti per quest'unica opera, che collaborare allunit della Chiesa. Per questo, nel mio intervento voglio riprendere i fondamenti dellecumenismo, perch possiamo vivere con quelli che sono in prima linea - ma siamo tutti in prima linea se comprendiamo bene in che cosa consiste lecumenismo - per poter capire e vivere in modo adeguato. Se cresce la nostra fede e la nostra consapevolezza, abbiamo questi risultati inaspettati, per esempio l'incontro con il vicerettore dellAccade-mia teologica della Lavra, di cui avevo letto incidentalmente su una rivista mensile dei protestanti in Ucraina. Tra parentesi, la rivista contiene anche interventi di ortodossi e questo prorettore era intervenuto in modo molto pacato, ma molto preciso per dire che cos lortodossia e come si poteva collaborare insieme. Non pensavo lontanamente che potesse esserci un rapporto di collaborazione tra ortodossi e protestanti: ma questo possibile. Il decreto sullEcumenismo del Concilio Vaticano II dice: L'ecumenismo vero non c senza interiore conversione, perch il desiderio dellunit nasce e matura dal rinnovamento della mente, dallabnega-zione di se stessi e dal pieno esercizio della carit. Questa la traccia che voglio seguire nel mio intervento.
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Non c autentico ecumenismo senza rinnovamento della mente. Ecumenismo non soprattutto un fare (anche se non siamo degli spiritualisti che si riducono solo a pensare e a meditare), ma un rinnovamento della mente e a questo siamo chiamati tutti quanti: non c nessuno escluso che non debba sentirsi chiamato in nome dellecumenismo a rinnovare la propria mentalit. bello perch lecumenismo parte dalla persona: in fondo tutto ci che vita parte dalla persona, non parte mai dalle istituzioni, dalle strutture, dalle condizioni esterne, ma parte da me. Quindi, immediatamente comprendiamo di essere coinvolti personalmente in questopera ecumenica; non ci sono mai difficolt gravi che impediscono il fiorire dellecumenismo quando io sono disposto a questo cambiamento di mentalit. E parte da me come esigenza della mia persona, parte da me per quello che sono, in quanto io sono immagine e somiglianza di Dio, sono un rapporto costitutivo con le Tre Persone che fanno unit. Queste Tre Persone Padre, Figlio e Spirito Santo - di cui io sono immagine costituiscono la mia identit: non posso immaginare di vivere senza questo rapporto che mi costituisce. Questo rapporto che mi costituisce una comunione, ununit, una realt ecumenica. Perci lecumenismo non qualcosa che si aggiunge alle tante attivit che possiamo fare ma sostanzialmente parte della mia identit. Io se sono perch sono in rapporto con una comunione divina, che la Trinit. Quindi unit come esigenza, tensione, verit di tutto. Non soltanto io, ma tutta la realt icona della Trinit, quindi tutta la realt ha in s lesigenza di una comunione. Abbiamo sentito tante volte: Dal Verbo tutto dipende e tutto in qualche modo si riferisce a Lui. C quindi ununit dentro la mia persona che mi costituisce. Ogni divisione, perci anzitutto una menzogna, prima di essere un peccato; un peccato perch una menzogna ontologica, cio nega la verit della vita. La vita una comunione, io sono in comunione, altrimenti non potrei esistere. Tutto ci che esiste in rapporto con una comunione; perfino la bellezza, se divisa, una menzogna. La bellezza, se non in rapporto con la verit, che comunione, una menzogna. Infatti, diventa estetismo. Pensiamo agli artististi di Palech, in Russia: ciascuno era specializzato in una parte (il volto, le dita della mano, l'abito, ecc..), tutto era perfetto, ma era una specializzazione che ha portato solo ad unestetica pietosa, un tecnicismo perfetto ma una mancanza di vita, perch la vita unit. Il rinnovamento della mente (metanoia) adeguare la mente alla verit di me e del mondo: se io esisto, se il mondo esiste perch c Qualcuno che lo ama e lo conserva nellunit. Se io ci sono perch c la Trinit che mi ama, mi conserva nellEssere. Ogni forma di vita presuppone lunit dei suoi componenti e quando viene meno questa unit, si decompone la vita, ogni forma di vita. Ora, Cristo ci ha rivelato che questo principio di unit una presenza divina e umana: cio Lui, Cristo stesso. Io sono la via, la verit e la vita. Una presenza divino-umana che non soltanto ha dato origine alla vita secondo un principio unitario, (Solovv ha detto: Dio ha creato il mondo secondo il principio dellunit): questo principio unitario (che per noi la Trinit e quindi Cristo) linizio della vita e conserva la vita secondo tutte le sue espressioni,secondo progetti dettati dallamore. Tutto ci che esiste, in questo momento, io, ciascuno di noi, dentro questo sguardo damore creativo che mi compone nellunit. Ununit che ha come fine la pienezza: Tu che sei presente in ogni luogo ed ogni cosa porti a compimento. Presente per portare tutto al compimento. superata, quind, la disgregazione; il peccato, che appunto disgregazione, divisione, stato preso su di s da Cristo, che lha distrutto. Cambiare mentalit vuol dire arrendersi a questa unit nuova, a questa realt nuova fondata sullunit portata da Cristo. Con Cristo domina la possibilit dellunit. Ma Cristo non una macchina che sforna il benessere; Cristo un evento, un avvenimento di vita, che richiede un altro evento di vita per comunicarsi, cio richiede la mia libert.
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Perch questa unit si esprima (c in tutto un germe di unit) ha bisogno del mio consenso, della mia adesione, della nostra adesione. Un evento di vita richiede un altro evento di vita, richiede di perdere la mia vita, richiede la mia accettazione, la mia disponibilit: sta qui il primato della persona. Non sono mai le istituzioni che danno coesistenza alla vita; la mentalit marxista, che continua nella mentalit liberale di oggi, che pensa che basta cambiare le istituzioni e poi luomo raggiunger lunit. E il contrario: noi vogliamo che anche le istituzioni collaborino a questo, ma se non c un cuore, una mentalit che vive il mistero dellunit, non c istituzione, non c situazione che possa sostituire la persona. Se non c autentica lotta per vivere nella pace (ed questa una realt che ci tocca particolarmente in questi momenti), non bastano le manifestazioni per la pace, perch c il pericolo che sia ancora qualcosa di esterno a noi, non un cambiamento della mia persona. Se io non lotto per la pace, e la prima lotta contro la mia cattiveria, la mia divisione, il mio peccato, se la prima lotta non per la mia crescita nella pace, non serve a niente. Vanno bene tutte le manifestazioni, ma prima devo essere io che cambio. Lesperienza stessa mi dice che quando vivo questa presenza come vita nella mia vita, sento una pace nel cuore che nessuna circostanza, anche la pi tragica, ci pu togliere. Ges dice: Nessuno potr togliervi la mia gioia: questa non deve restare una bella frase, ma unesperienza, una convinzione. Ogni volta che c un riferimento alla presenza di Cristo che unifica la mia persona in Lui, allora io sperimento una pace che nessun altro pu darmi, che non dipende dalle circostanze esteriori, ma esclusivamente dalla mia adesione a questa Presenza che c e che io accolgo. Vuol dire allora che ogni volta che ci arrabbiamo, che mi arrabbio con cattiveria, perch non c la pace dentro di me, e allora la disgregazione che c in me la comunico agli altri. Siamo scontenti e allora creiamo un ambiente di scontentezza. Vivendo in Cristo le differenze, le divisioni apparenti, nazionali, sociali, caratteriali, esistono ancora, ma non emergono come primarie. Come primario c Cristo tutto in tutti, che armonizza tutto senza eliminare nulla di positivo. E evidente che questo cambiamento di mentalit non unoperazione fatta una volta per sempre: ogni giorno occorre illuminare con il giudizio della fede la realt che si presenta e chiede di essere vissuta nella sua verit, cio nella sua unit. La realt che si presenta sempre nuova e deve essere vissuta nella Sua presenza che illumina e unifica ogni cosa, che d significato unitario e pacificante a tutto. Da qui si capisce che lecumenismo non questione di come la vita si presenta a me, ma di come io la unifico nel rapporto con Cristo, in qualsiasi situazione. Ci sono due alternative: affrontare la vita o in modo unitario, o in modo dissipato. Qual il pensiero dominante della mia vita, il desiderio pi grande, ci che mi aspetto di pi, che domando prima di tutto? Vivere alla sua presenza oppure tante altre cose? Sono tanto pi ecumenico quanto pi il mio pensiero, il mio desiderio, il mio lavoro, la mia attivit ha un unico, fondamentale, scopo primario, che domando come prima cosa al Signore: la mia unit in Cristo. E la verit della vita, di tutta la vita. Quanto pi vivo questa unit, tanto pi sono ecumenico. C un solo atteggiamento da coltivare, che unifica tutte le cose: la Sua presenza. La sua dolce presenza: finch non diventa dolce, non ancora vissuta, se non c il gusto di stare con Cristo, vuol dire che ci stiamo male. Se ancora abbiamo tante problematiche vuol dire che mettiamo la problematica prima di una realt. Lasciandosi illuminare dalla Sua presenza tutto diventa significativo e positivo: tutto viene compreso e vissuto in una compagnia che mi costituisce, la compagnia di Cristo, la compagnia che il Signore mi ha messo attorno e che mi fa incontrare anche casualmente, perch quando parliamo di compagnia con Cristo e di Cristo, parliamo del nostro rapporto personale e di quello comunitario, non c differenza. Tutto trasfigurato dalla luce della Sua Presenza: Il mio cuore in pace, perch confido in te.
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Quando sono agitato, quando non sono in pace, vuol dire che non vivo lunit e quindi faccio male a me stesso e alla compagnia in cui sono, a Russia Cristiana, in particolare. In questo giudizio di fede che confida e si affida a Colui che presente in ogni luogo ed ogni cosa porta a compimento, cresce un cuore ecumenico, un cuore pacificato, non perch le condizioni sono favorevoli, ma perch locchio di fede predomina su tutto. Un cuore unito con il significato di tutto, che scopre in ogni situazione questa immanenza della Presenza di Cristo, mi mette in comunione con tutto. Che cosa vuol dire che questa Presenza porta a compimento? Vuol dire che ogni cosa vissuta in Lui si inserisce in un disegno, nel disegno di Cristo, che un disegno di salvezza, di salvezza universale. Divento ecumenico: la cosa pi semplice che faccio, inserita in Lui e vissuta consapevolmente ha un valore grande, vuol dire che non c piccola cosa, che valga poco. Vale poco quello che io dimentico essere in comunione con Lui e quindi con tutto. Ogni piccola cosa offerta a Lui e vissuta con Lui partecipa alla salvezza universale, di tutto e di tutti. Salvezza non solo spirituale, ma delluomo nella sua totalit. Ogni situazione vissuta in Lui la tessera di un mosaico salvifico e luminoso: luno si unisce nel tutto. Il mio gesto, il mio pensiero, la mia preghiera, il mio desiderio, la mia domanda, ogni piccolezza che vivo nella fede diventa parte di un tutto che salva me e salva tutto: dobbiamo educare in noi questa mentalit ecumenica, dobbiamo sperimentarla perch allora la letizia del cuore non dipende dalle cose grandi o piccole che facciamo, secondo la mentalit mondana, ma dipende solo se le facciamo in Cristo. Non c cosa piccola in Cristo, perch tutto grande, tutto salvezza. Anche i filosofi greci hanno intuito questa verit che in Cristo pi evidente: Luno che partecipa al tutto, come il cuore si spalanca allunit universale. La pace del cuore, il cuore semplice, il primo fondamentale requisito per vivere lecumenismo. La pace del cuore non consente di piangersi addosso: troppo grande, troppo bella questa vita se io con Cristo posso collaborare alla salvezza di tutto. Non ci consente di "acconsentire" alla tristezza. La pace del cuore di per se stessa creatrice di unit, di amicizia, amicizia umana fino in fondo: Cristo ci ha amato e ci ama come uomo. Amicizia totale che non pu trascurare il bene totale della persona, cio la vita in Cristo, vero uomo e vero Dio. Unamicizia che corrisponde al vero bisogno delluomo, che materiale e spirituale nel medesimo tempo. Per questo motivo facciamo fatica a capire la discussione in Russia sui territori canonici, perch al di fuori di una visione ecumenica, vedere un ecumenismo che dipende dal rispetto dei territori: mi fa star male solo a pensarci. Soltanto delle menti ristrette possono credere che il problema sia solo dei territori canonici! Il problema della mia persona in pace. Partire dalla persona concreta cos come : esigenza di umanit e di totalit. Per questo diffidiamo degli incontri ecumenici complimentosi, diffidiamo anche degli incontri che siano semplicemente confronto di idee, anche le pi teologiche. Ci deve essere una vita di amicizia, in nome di Cristo: lunica che crea ecumenismo, che crea salvezza. Occorre unamicizia vera, sullesempio di quella che Cristo ha per noi, che si interessa di moltiplicare il pane per sfamare e risponde nello stesso tempo alle esigenze pi profonde del cuore umano. A noi interessa che la persona incontri Cristo e la Chiesa, perch Cristo sia glorificato. Questo ci interessa: pi di unappartenenza meccanica o una confessione (cattolica o ortodossa). Non ci interessa questa appartenenza anagrafica. Piuttosto che un cattolico fiacco preferiamo un ortodosso ardente nella fede, oppure un protestante. A noi interessa che la persona incontri Cristo e la Chiesa: In questo sono lieto e godr sempre. Lunit della persona e delle persone contraria ad ogni massificazione, ad ogni mentalit di aggregazione meccanica. Lunit che vogliamo e che dobbiamo vivere prima in noi,
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quella che rispetta tutti i temperamenti: quando prima c qualcosa di grande, poi viene una grandissima libert. Se il criterio dellamicizia la destra o la sinistra, allora se sono di destra eliminer tutti quelli che sono di sinistra; o viceversa. Ma se la passione Cristo, allora posso essere amico sia di quelli di destra che di quelli di sinistra. Se me la intendo soltanto con un temperamento particolarmente estroso: allora vado a cercare solo i temperamenti estrosi e quelli che sono introversi li guardo male. Ma se prima di tutto cerco lincontro con Cristo, tutti i temperamenti sono buoni, perch tutto concorre allunit in Cristo. Non arrivo solo a sopportare, perch se Cristo ha creato un certo temperamento vuol dire che questo va bene per il progetto salvifico universale. Limportante capire che il temperamento della persona, cos come tutte le tradizioni culturali, vanno rispettate e valorizzate, perch lindividualit della persona, come le caratteristiche della cultura, nella sua specificit, entrano in un piano di salvezza. Il problema non che io devo andare daccordo con te, che hai un carattere completamente diverso: non una virt di sopportazione, andare daccordo con te, che hai un carattere diversissimo, una necessit del mio essere. Questa unit, quindi, valorizza temperamenti e culture, non perch dobbiamo essere aperti, ma perch dobbiamo essere noi stessi, perch in Cristo troviamo la molteplicit dei temperamenti e delle culture, che valgono tutte. La diversit non un contrasto per lunit, ma quella che mi fa vivere di pi lunit. Solo lunit organica che valorizza temperamenti e culture assicura una solida unit; quando vogliiamo cambiare il temperamento (per esempio della moglie o del marito) siamo noi che perdiamo: lunico modo di cambiare aiutarci a vivere insieme ununit in Cristo. Lui cambier come crede i temperamenti, le culture. Ununit organica unisce tradizione e novit, cio cambia con il mondo che cambia, ma resta fedele al principio, allispirazione originaria, al carisma di ogni persona e di ogni comunit. Ununit organica vive e si sviluppa a confronto con la vita e con lesperienza, altrimenti cova sempre il pericolo di diventare ideologica. Lunit non un principio cui noi aderiamo, lunit unadesione alla vita. La vita cambia continuamente e io sto attento a questa vita che cambia per rilevare la positivit; perci non sono mai a posto, ma continuamente nel confronto con la vita che cambia, cambio io in nome di Cristo. O cambio io, o restano le mie idee, che diventano ideologie, diventano schemi. Ogni incontro, quindi, unoccasione per cambiare. Lespansione dei protestanti in Russia e Ucraina: in 10 anni, in Ucraina, da poche decine di comunit sono arrivati a 7000 comunit e tra 15 anni ne prevedono 28 mila: di questo passo la Russia diventer protestante. Perch questo ci impressiona? Non perch ci vogliamo opporre, ma perch questa gente ha uno spirito missionario straordinario, un grande spirito ecumenico, senza complessi. Hanno tutto il diritto di essere rispettati e guardati con benevolenza. E una situazione che ci deve interrogare. Io non ho mai pensato di dover lavorare con i protestanti; istintivamente una cosa che non mi attira, ma una realt nuova e non possiamo di fronte a questa realt viva non metterci in discussione. Questo per dire che non possiamo mai fermarci pensando di avere capito come vanno le cose: le situazioni cambiano e noi dobbiamo cambiare, in nome di Cristo, non della modernit, per essere al passo col mondo che cambia. Il passo che abbiamo noi lo prendiamo da Cristo. Questo dei protestanti solo un esempio, che ci obbliga a domandarci cosa vuol dirci con questo il Signore. Dobbiamo lasciarci colpire dal mondo che cambia, nel criterio della fede.

Le prossima fraternit saranno in data: 6 aprile - 11 maggio - 8 giugno 2003 (Pentecoste), inizio alle ore 10,00.
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Vi ricordiamo, come sempre, di telefonare a Raffaella (035/294021 - orari ufficio) entro il gioved precedente ogni fraternit, per prenotare il pranzo.

A V V I S I:
1) IMPORTANTE: Non verranno celebrate le Divine Liturgie della prima domenica di Maggio e della prima domenica di Giugno. Preghiamo diffondere l'avviso a eventuali interessati. 2) Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, partecipiamo che il nostro carissimo amico diacono Bruno NEGRI deceduto in data 16.3.2003. Ricordiamolo nella preghiera. 3) Chiediamo di pregare per la pace, recitando anche il S. Rosario, come incessantemente ci invita a fare il nostro Papa. 4) Raccomandiamo la diffusione della Rivista "La NUOVA EUROPA". Il nr. 2/2003 contiene un interessantissimo dossier su STALIN ( consigliato a insegnanti e studenti). 5) Ad aprile uscir un nostro nuovo e interessante libro: "La croce e il potere. La Chiesa russa sotto Stalin e Chruv". 6) In varie citt italiane sta girando la Mostra "I ragazzi di Piazza Majakovskij". Verr esposta a anche a Milano-Castello Sforzesco, a Genova, ecc. Potete richiederla per parrocchie e centri culturali, prenotandola al Meeting: un occasione per far conoscere la nostra esperienza. 7) Fino all'11 aprile, presso l'Universit Cattolica di Milano esposta la Mostra "SOLOVKI. Isole del Martirio". 8) Ricordiamo il lavoro della Duchovnaja Biblioteka e il progetto per allestire gli ambienti acquistati per la nuova sede a Mosca. Chi conoscesse persone che possono aiutare sia con contributi in denaro, sia con materiali (arredi, macchinari, ecc.) si rivolga ad Umberto Ghilardi. 9) Dal 28 giugno al 5 luglio ci saranno le consuete vacanze di Andalo. Riceverete i moduli per le iscrizioni, che vi preghiamo di rendere compilati a Giovanna Marchesi.