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IL MARE

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P PR RO OF F.. R RA AF FF FA AE EL LL LA AG GR RE EG GO OR RI I C CL LA AS SS SE EL L4 4 D DO OL L2 20 01 12 2-2 20 01 13 3 M MO OD DU UL LO OT T0 09 9

INDICE
Pag.3 IL MARE DEFINIZIONI E TERMINOLOGIA Pag.4 Pag.6 Pag.8
CARATTERISTICHE DEL MARE I MARI ITALIANI LE COSTE ITALIANE

Pag.10 MARI EUROPEI Pag.11 LE COSTE EUROPEE Pag.12 GLI OCEANI Pag.14
MARI EXTRATERRESTRI

Pag.15 DAL MARE RISORSE PER LUOMO Pag.16 QUALCHE NOZIONE SUL . DIRITTO DEI MARI Pag.17 INQUINAMENTO MARINO Pag.18 CRONOLOGIA DEI DISASTRI PETROLIFERI AVVENUTI IN MARE Pag.20 COSA SI POTREBBE FARE PER RIDURRE LINQUINAMENTO MARINO?

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STRUMENTI PER STUDIARE

IL MARE E ANCHE ... Proposte di collegamenti interdisciplinari per il colloquio desame


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METTIAMOCI AL LAVORO!
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LEGENDA DEI SIMBOLI PRESENTI NEL TESTO Video di approfondimento

Visto da vicino: approfondimenti tematici

Verifiche

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IL MARE
http://it.wikipedia.org/wiki/Mare Il mare una vasta distesa di acqua salata a ridosso dei continenti e connessa con un oceano. Lo stesso termine alle volte usato per indicare laghi, normalmente salati, che non hanno sbocchi sulloceano: esempi sono il Mar Caspio, il Mar Morto e il Mar di Galilea. Il termine mare usato anche come sinonimo di oceano quando esprime un concetto generico, per esempio quando si parla dei mari tropicali o dellacqua marina riferendosi a quella oceanica in generale.

DEFINIZIONI E TERMINOLOGIA
http://giorgiosonnante.altervista.org/index.php/geografia/63-linguaggio/177-mare.html

Figura 1. Schema dell'ambiente marino

Oceano = massa dacqua che bagna e circonda i continenti. Mare = massa dacqua interna ai continenti. mediterraneo (aggettivo) = mare in mezzo alle terre, quindi circondato da terre quasi per intero. Con tale aggettivo (con iniziale maiuscola) ci si riferisce al Mar Mediterraneo (a Sud dellEuropa), ma anche (con iniziale minuscola) a tutti i mari europei, giacch sono tutti circondati da terre: Mar Egeo, Mar Nero, Mare del Nord, Mar Baltico, Mar di Norvegia, Mar di Barents, Mar Bianco. Golfo = profonda insenatura del mare allinterno di un territorio. Il golfo simile alla baia, ma si distingue per la sua forma. Il golfo, infatti, pi largo allingresso e pi stretto allinterno; la baia, invece, stretta allingresso e larga allinterno. Si veda la differenza tra il Golfo di Biscaglia (Oceano Atlantico, Sud della Francia e Nord della Spagna) e Baia di Hudson (Oceano Atlantico, Nord del Canada). Baia = profonda insenatura del mare allinterno di un territorio. Vedi golfo qui sopra per la differenza. Stretto = lingua di acqua tra due terre che mette in comunicazione due mari. Lo Stretto di Gibilterra, per esempio, tra due terre (Spagna a Nord, Africa a Sud) e mette in comunicazione due mari (Oceano Atlantico e Mar Mediterraneo). Canale = lingua di acqua tra due terre che mette in comunicazione due mari. Ad Pag. 3

esempio, il Canale della Manica, compreso tra Gran Bretagna a Nord e Francia a Sud, mette in comunicazione lOceano Atlantico e il Mare del Nord. Il canale generalmente pi ampio dello stretto e permette una comunicazione pi rapida delle acque per mezzo delle correnti marine. Isola = territorio interamente circondato dal mare/dalloceano. Arcipelago = insieme disole. Istmo = linea immaginaria che collega due mari attraversando un territorio. Il territorio viene dunque idealmente diviso in due parti, una continentale ed una peninsulare. Penisola = territorio circondato per tre lati dal mare e per uno congiunto al continente, lungo una linea immaginaria definita istmo.

CARATTERISTICHE DEL MARE


http://www.sapere.it/enciclopedia/mare.html

Chimica: composizione dellacqua di mare


La costituzione chimica dellacqua di mare veramente complessa dipendendo da molteplici fattori. Nellacqua di mare si trovano sali inorganici, gas e sostanze organiche. Si ritiene che siano presenti tutti gli elementi naturali anche se in percentuali molto diverse. I principali costituenti, che in pratica determinano la salinit dellacqua di mare, sono il sodio, il cloro, il magnesio, il calcio, il potassio, il bromo, i gruppi atomici SO 4 2-, CO2- e HCO-.

Fisica: densit

La densit delle acque marine dipende dalla salinit, dalla temperatura e dalla pressione corrispondente alla profondit cui si trova lacqua, e il suo valore segue le variazioni di questi tre parametri. Considerando unicamente la salinit e la temperatura, la densit varia tra 1,008 e 1,030 g/cm3; oscillazioni pi ampie possono per aversi nei mari interni. La densit aumenta generalmente con laumentare della salinit e decresce allaumentare della temperatura.

Fisica: temperatura
Per quanto concerne la temperatura, la radiazione solare la fonte primaria del riscaldamento dellacqua di mare. Per la maggior capacit termica dellacqua rispetto a quella del suolo, la medesima quantit di energia termica, nello stesso intervallo di tempo, produce un aumento della temperatura dellacqua di superficie pari a circa la met di quello delle regioni costiere limitrofe; tale quantit di calore si propaga nella massa dacqua prevalentemente per convezione ed ceduta in parte e lentamente allatmosfera. Pag. 4

Fisica: colore
Il colore dellacqua di mare dipende dalle caratteristiche chimico-fisiche delle acque e dalle particelle solide in sospensione (torbidit), oltre che dalle condizioni di luminosit del cielo che vi si riflette. Il colore azzurro-blu determinato dalla diffusione, prodotta dalle stesse molecole dacqua, delle radiazioni a breve lunghezza donda, mentre sono maggiormente assorbite le lunghezze donda superiore.

Fisica: livello del mare e sue oscillazioni


Il livello del mare la distanza verticale (quota) tra la superficie acquea e un punto fisso di riferimento sulla terraferma. Poich la superficie marina instabile e subisce variazioni nel tempo e nello spazio, la determinazione del suo livello richiede lunghe serie di osservazioni che sono generalmente effettuate per mezzo di strumenti registratori, detti mareografi. I movimenti principali del mare si possono distinguere in tre categorie: maree e sesse: dovute allattrazione di alcuni corpi celesti, principalmente la Luna ed il Sole; correnti: superficiali e sottomarine, causate dalle diverse temperature e salinit dellacqua. moto ondoso generato dal vento, dai terremoti e maremoti. Altri fenomeni marini che determinano dei movimenti delle acque sono gli uragani e le trombe marine. La condizione del mare determinata dalla scala Douglas.

I SEGRETI DELL'ACQUA DEL MARE: ONDE E MAREE (DA SUPERQUARK)


http://youtu.be/5uEAMLrpZzg

LE MAREE

http://youtu.be/PdVr-9katz8

http://lnx.didascienze.org/lezioni/geologia/idrosfera/idro_2.htm

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I MARI ITALIANI

http://guide.supereva.it/scienze_della_terra/interventi/2002/07/111949.shtml

Figura 2. Carta dei mari italiani

LItalia circondata dal Mar Mediterraneo, ma questo mare prende diversi nomi intorno allItalia, conosciamolo meglio.

Il Mar Mediterraneo circonda tutta la penisola italiana, ma assume diversi nomi secondo le zone.

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Le zone in cui si divide sono: Mar Ligure Si estende fra la costa ligure, quella toscana e quelle settentrionali della Corsica, il fondale piatto e poco profondo nella parte orientale; per contro a pochi km dalla costa della Liguria sinabissa rapidamente raggiungendo al largo di Genova i 2.582 m e a nord-ovest della Corsica i 2.746 m; un mare poco pescoso a causa della profondit. Mar Tirreno Si estende tra le coste occidentali della Sardegna e della Corsica, quelle occidentali della penisola italiana e le coste settentrionali della Sicilia. Il fondale caratterizzato da improvvisi e ripidi gradini, numerose fosse e dorsali; a sud presenta molti vulcani attivi; raggiunge la sua massima profondit, 3.602 m, a sud-ovest dellisola di Ponza. Nonostante sia ricco di specie caratteristiche, la fauna ittica non molto abbondante. Mar di Sardegna Si estende tra le coste orientali della Sardegna e della Corsica e le isole Baleari, al largo della Spagna. Il fondale molto regolare; raggiunge la profondit massima di 2.852 m. Il mare poco pescoso a causa della notevole profondit. Mar di Sicilia Si estende tra le coste meridionali della Sicilia e quelle nord-orientali della Tunisia. Il fondale abbastanza regolare ed attraversato dal solco di Pantelleria che giunge fino alla fossa omonima; raggiunge la profondit massima di 1.721 m. Grazie al fatto che non molto profondo la fauna ittica abbondante. Mar Ionio Si estende tra le coste occidentali della Sicilia e della Calabria e le coste orientali della Grecia. Il fondale particolarmente accidentato, con lunghe scarpate profonde fino a 2.0003.000 m; il punto di massima profondit, 4.258 m, si trova al largo delle coste greche. E un mare poco pescoso a causa della profondit delle acque. Mar Adriatico Si estende tra la Penisola Italiana e la Penisola Balcanica. Con una profondit media, inferiore ai 100 m, il fondale scende dal Golfo di Venezia fino allaltezza del Gargano, dove si apre un bacino pi profondo che raggiunge gli 1.230 m. E il pi pescoso dei mari italiani.

https://docs.google.com/document/d/107WQqE4yjScqbZ71WiFUSd2rQDGo7 JFxjLbQi4jqscw/pub

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LE COSTE ITALIANE

http://www.cittacapitali.it/italia-da-vedere/coste/coste-italiane.htm Se sorvolassimo a bassa quota con un elicottero le coste della Penisola Italiana, noteremmo che esse presentano aspetti diversissimi. Qui, coste alte e frastagliate; l, basse e sabbiose; altrove, lagunose o paludose. Questa grande variet di aspetti il risultato di trasformazioni avvenute lungo i secoli nelle zone costiere. Le acque del mare, che corrodono incessantemente la costa, i fiumi, che depositano detriti alla loro foce, e i movimenti della crosta terrestre sono le cause di tutte le trasformazioni. ALTE E FRASTAGLIATE Un susseguirsi di promontori a strapiombo sul mare e di insenature pi o meno profonde: ecco la caratteristica delle coste liguri, dal confine con la Francia fino al Golfo di La Spezia. In Liguria, gli Appennini si trovano a cos breve distanza dalla costa che la spiaggia stretta e a volte mancante del tutto. Si ritiene che le insenature della costa ligure siano valli appenniniche sprofondate e invase dal mare. Molto simili a quelle liguri sono le coste della Calabria. Infatti, da Punta Licosa (che chiude a sud il Golfo di Salerno) fino a Capo Splico (nel Golfo di Taranto, sul Mar Ionio), la costa strapiomba quasi ovunque a picco sul mare. Del tutto particolari sono le coste abruzzesi e marchigiane: esse sono costituite da un altipiano alto in media 100-150 metri. In alcuni tratti esso termina a strapiombo nellAdriatico. Questaltipiano unantica pianura costiera che in seguito a movimenti tellurici si sollevata sopra il livello marino. Erti promontori (Capo Cnero, Punta Penna, Promontorio di Ortona) interrompono questa zona costiera. Il pi ripido Capo Cnero. BASSE E PALUDOSE Coste della Toscana: e del Lazio: basse, sabbiose, a volte paludose e orlate da dune. Prive di insenature, non si prestano per niente alla formazione di porti. Lunico quello artificiale di Livorno, costruito nel XVI secolo. Lungo alcuni tratti di queste coste, si trovano cordoni di dune paralleli alla spiaggia. Queste dune sono chiamate tomboli in Toscana e tumuleti nel Lazio. Spesso, tra un cordone e laltro di queste dune si possono vedere paludi e acquitrini. Le coste della Toscana e del Lazio presentano alcune sporgenze. Esse sono costituite o da antiche isole ormai unite alla terraferma (Promontorio Argentario, Promontorio di Piombino, il Circeo.)

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PIATTE E LAGUNOSE

Attualmente sono pochissime le citt dItalia che si trovano su una laguna. Tra queste, l pi pittoresca certamente Venezia. Lunica laguna che ancora rimane oltre a quella veneta costituita dalle Valli di Comacchio. Essa si estende per oltre 400 chilometri quadrati. Anche il Tavoliere delle Puglie ha coste in parte coste piatte, sabbiose e lagunose.

Figura 3. Coste alte e coste basse in Italia

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MARI EUROPEI
http://www.skuola.net/geografia/europa-mari-isole-coste.html LEuropa completamente circondata, a eccezione del suo lato orientale, dal mare. Tutti i mari europei sono mediterranei, cio circondati da terre. I mari meridionali comunicano con altri mari o con loceano solo attraverso stretti o canali di pochi km di larghezza. I mari settentrionali sono mediterranei, ma spesso con canali pi ampi (eccetto il Mar Baltico). Le acque che circondano lEuropa si possono suddividere in tre aree principali: Il Mar Glaciale Artico, che lambisce le coste settentrionali del continente; LOceano Atlantico, con le sue diramazioni; Il Mar Mediterraneo con i mari a esso collegati.

Figura 4. Carta dei mari europei

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LE COSTE EUROPEE

http://www.skuola.net/geografia/europa-mari-isole-coste.html
LEuropa ha uno sviluppo costiero molto elevato, coste che presentano molte differenze secondo la loro posizione: le coste mediterranee sono in genere alte e rocciose, con golfi e promotori che si alternano a tratti sabbiosi e paludosi in corrispondenza delle foci dei fiumi; le coste atlantiche settentrionali, che hanno in genere litorali bassi e sabbiosi con lagune costiere spesso invase dal mare in tempesta. Fanno eccezione le coste delle Isole britanniche e quelle norvegesi, che sono molto frastagliate; le coste atlantiche meridionali alte e scoscese verso la Francia, come nel caso delle gli altopiani della falesie, che delimitano Normandia.

Figura 5. Tipi di coste europee

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GLI OCEANI

http://it.wikipedia.org/wiki/Oceano Con il termine oceano sintende una vasta distesa dacqua salata presente sulla superficie terrestre. Il termine oceano viene anche utilizzato, in senso figurato, per indicare una vasta distesa, unenorme quantit oppure qualcosa di profondo e di oscuro. Secondo la definizione del 1953 dellInternational Hydrographic Bureau, Ufficio idrografico internazionale, vi un oceano diviso in tre bacini: Oceano Pacifico, 180 000 000 km Oceano Atlantico, 106 000 000 km Oceano Indiano, 75 000 000 km In questi si possono individuare mari mediterranei e mari marginali. Secondo lOrganizzazione idrografica internazionale va considerato come oceano anche il Mare Glaciale Artico (con il nome di Oceano Artico), alcuni autori (specialmente anglosassoni) vi includono anche linsieme dei mari che costeggiano lAntartide (con il nome di Oceano Antartico).

Figura 6. Disposizione degli oceani

Loceano ricopre il 71% della superficie terrestre, ovvero 360 700 000 km. Di queste, 154 800 000 km sono nellemisfero nord e 205 900 000 km nellemisfero sud. Il volume degli oceani e dei mari eccede la capacit dei bacini suddetti, cosicch lacqua in eccesso copre le parti basse dei continenti creando le piattaforme continentali. Il volume dacqua totale degli oceani e dei mari stimato in 1,34 miliardi di km. Le due dimensioni longitudinale e latitudinale vanno dai 1.500 km di larghezza minima valutata nellAtlantico ai 13.000 del bacino pacifico, mentre la profondit media si aggira intorno ai 34 km. Pag. 12

Gli oceani sono il tipo di ambiente pi diffuso sul pianeta. Nonostante ci, si conosce ancora poco su di essi e molto c ancora da scoprire sulle profondit oceaniche poich si tratta di ambienti che luomo non ha mai colonizzato, n totalmente esplorato. Eppure limportanza degli ambienti oceanici molto grande, sia per lequilibrio ecologico del pianeta, sia per la vita delluomo. Gli oceani sono grandi serbatoi dacqua e costituiscono il nodo pi importante nel ciclo dellacqua sulla terra: da essi lacqua evapora e sale nellatmosfera per poi cadere a terra sotto forma di precipitazioni, infine torna agli oceani attraverso i fiumi. Gli oceani sono anche enormi serbatoi di calore che assorbono lenergia irradiata dal Sole e la rilasciano lentamente. Per questo motivo sono il pi importante fattore di controllo del clima sulla Terra: la loro presenza attenua gli sbalzi di temperatura diurni e stagionali, mantenendo le temperature dellaria entro valori tollerabili per gli organismi viventi. Possiamo considerarli il nostro termostato planetario. Gli oceani rivestono una grande importanza per la vita delluomo. Dalle acque oceaniche si ricavano infatti grandi quantit di alimenti (pesci, molluschi, crostacei, alghe). Quantit enormi di petrolio e metano sono contenute nei giacimenti sottomarini.

Gli ecosistemi oceanici


Nelloceano sono apparse le prime forme di vita pi di 3,6 miliardi di anni fa. Lacqua molto pi ospitale dellaria e in essa vivono e si riproducono organismi che fanno parte di un gran numero di ecosistemi diversi. Gli organismi pi importanti degli ecosistemi oceanici sono minuscole alghe e batteri che nel loro insieme costituiscono il fitoplancton. Questi organismi vegetali vivono sospesi nellacqua e perci si muovono portati dalla corrente e dal moto ondoso (plancton, dal greco andare errando). Il fitoplancton il principale produttore di ossigeno degli ambienti marini ed alla base di tutte le catene alimentari del mare. Il suo ruolo analogo a quello delle piante negli ambienti terrestri: attraverso la fotosintesi fornisce la materia organica di cui si alimentano gli animali e produce ossigeno, necessario alla respirazione. Molte comunit di animali si cibano di fitoplancton: sono organismi di dimensioni maggiori che costituiscono nel loro insieme lo zooplancton; anchessi non hanno la capacit di muoversi e sono trasportati dai movimenti delle acque. Lo zooplancton, a sua volta, rappresenta una fonte di cibo per animali marini di dimensioni superiori, come piccoli pesci, calamari, seppie. Questi, infine, sono predati dai grossi pesci marini che costituiscono lanello finale delle catene alimentari del mare.

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MARI EXTRATERRESTRI

http://it.wikipedia.org/wiki/Mare

Figura 7. I mari lunari

La Luna caratterizzata da varie configurazioni morfologiche chiamate mari. Sono stati chiamati mari perch il colore pi scuro faceva presupporre la presenza di acqua, nonostante si tratti in verit di pianure basaltiche. Sulla Luna presente dellacqua sotto forma di ghiaccio; lorigine di tale ghiaccio dovrebbe essere dovuta a comete che si sono scontrate con il satellite in posizioni poco o per nulla irradiate dai raggi del Sole. Acqua liquida potrebbe essere presente sulla superficie o nel sottosuolo di molti satelliti, tra cui ricordiamo principalmente Europa, una delle lune di Giove. Si pensa che Europa ospiti al suo interno un vero e proprio oceano sotto la superficie ghiacciata, circondante tutto il satellite. Si pensa che sulla superficie di Titano siano presenti Idrocarburi liquidi, anche se sarebbe pi esatto descriverli come laghi al posto di mari.

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DAL MARE RISORSE PER LUOMO


http://it.wikipedia.org/wiki/Oceano I mari costituiscono una grande risorsa naturale che pu essere sfruttata dalluomo per ricavare elevate quantit di alimenti, energia e materie prime.

Pesca
La pi antica e tuttora la pi diffusa modalit di utilizzazione delle risorse marine la pesca. Fin dalla preistoria luomo ha catturato i pesci e gli altri animali del mare per cibarsene. Nel corso del tempo i metodi di cattura sono stati perfezionati ed aumentata sempre pi la quantit di pesce prelevata dalle acque dei mari e degli oceani. Oggi la pesca praticata con attrezzature moderne molto sofisticate. Lattivit peschereccia si rivolge a quattro diversi tipi di specie marine: i pesci di profondit, come merluzzi e sogliole, che dimorano sui fondali e formano il men tipico dei popoli nordici. C poi il pesce di superficie, costituito da aringhe, sgombri, tonni e salmoni, che fornisce circa 30 milioni di t. lanno. Meno importante la pesca dei crostacei, come aragoste e gamberi, che tuttavia alcuni considerano una delle risorse alimentari del futuro. Infatti nellarea antartica vivono vasti banchi di minuscoli gamberetti, chiamati krill, utilizzati oggi soprattutto per produrre mangimi e fertilizzanti. Allultimo posto ci sono le famiglie dei molluschi, come i polpi e i calamari, che forniscono oggi un milione di t. lanno.

Risorse minerarie
I mari contengono, disciolti nelle acque e in depositi su fondali, grandi quantit di minerali e sostanze combustibili preziose per luomo. Tra i minerali contenuti nelloceano il primo a essere estratto e utilizzato dalluomo stato il sale. Ancora oggi esistono le saline, vaste zone costiere nelle quali un sottile strato di acqua marina lasciato evaporare finch non rimane altro che il sale. Unaltra risorsa importante costituita dai depositi di sabbia, ghiaia e materiali calcarei presenti sui fondali meno bassi, utilizzati come materiali da costruzione dopo essere stati estratti con apposite navidraghe. A profondit maggiori scendono invece le trivelle delle piattaforme per lestrazione del petrolio e del gas naturale. Oggi, le piattaforme galleggianti possono operare fino a 5 000 m di profondit e sono in grado di immagazzinare il petrolio in serbatoi sottomarini di cemento, collocati nelle fondamenta della piattaforma stessa. Dalle profondit oceaniche nascono riserve di metalli sempre pi ricercati dallindustria, come nickel, rame. Attorno a 5000 metri di profondit si trovano depositati sui fondali i noduli polimetallici, ossia piccoli globi composti di vari metalli: manganese in maggiore quantit, poi ferro, rame e altri elementi; il loro sfruttamento solo agli inizi poich sisono incontrate difficolt sia nella loro raffinazione, cio nellottenere metalli puri e sia nel trovare tecniche economiche di estrazione di tali noduli dal fondale. Croste di cobalto si rinvengono sui pendii di monti sottomarini a profondit comprese fra 1000 e 2500 metri. Di grande interesse anche la presenza di depositi di fosfati sui fondali e di Pag. 15

depositi di solfuri presenti nelle aree con attivit vulcanica lungo le dorsali oceaniche a profondit comprese fra 500 e 5000 metri: tuttavia, anche in questo caso, il loro sfruttamento non ancora diventato unattivit economicamente conveniente perch la tecnologia di estrazione non stata perfezionata. Lo sviluppo di queste risorse anche complesso poich si trovano in acque internazionali per il cui sfruttamento economico non esistono norme internazionali ben definite ed universalmente accettate.

Turismo
Altra risorsa economica legata al mare il turismo. Quasi tutti i Paesi che hanno sbocco sul mare hanno, lungo le coste, valorizzato i loro paesi a fini turistici. Tra coloro che prediligono il mare ci sono appassionati di sport subacquei, semplici amatori attrezzati con maschere e pinne, pescatori e persone che amano le spiagge bianche e soleggiate.

QUALCHE NOZIONE SUL . DIRITTO DEI MARI


http://www.sapere.it/enciclopedia/mare.html Il diritto distingue il mare in: libero (alto mare), territoriale, acque interne o nazionali. Lalto mare sottratto alla sovranit di qualsiasi nazione. In proposito lart. 2 della Convenzione di Ginevra stabilisce: Poich lalto mare aperto a tutte le nazioni, nessuno Stato pu legittimamente pretendere di sottometterne una qualsiasi parte alla sua sovranit. Le libert dellalto mare si esercitano alle condizioni che pongono i presenti articoli e secondo le altre regole del diritto internazionale. Sintende per mare territoriale una certa fascia che si trova adiacente alle coste. In passato lampiezza del mare territoriale era pari alla gettata massima di un cannone, adesso lestensione della zona di mare soggetta alla sovranit dello Stato di 6 miglia marine lungo le coste insulari e continentali dello Stato. Tale estensione si misura dalla linea costiera segnata dalla bassa marea. Il mare interno o nazionale la fascia di acque che determinata dal tracciato della linea costiera e dalla linea base del mare territoriale tutte le volte che questa seconda linea, che tracciata artificialmente, si discosta dalla prima.

http://www.giovanni.mastrorocco.name/WEBQUIZ/verifica%20mare/mare.htm

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INQUINAMENTO MARINO

http://www.eniscuola.net/it/acqua/contenuti/inquinamento-dell-acqua/left/linquinamentodel-mare/inquinamento-in-mare-e-oceani/

Figura 8. L'inquinamento delle acque costiere

Lutilizzo dellacqua del mare e lo sfruttamento delle sue risorse possono comportare seri danni se non avvengono seguendo norme che ne garantiscono un uso sostenibile. In molti casi, purtroppo fin dallantichit, il mare stato erroneamente considerato come unenorme discarica in cui buttare senza alcuna esitazione rifiuti e sporcizia di vario genere. E ancora adesso trattato come tale da turisti estivi poco educati, che a bordo di barche a vela o a motore buttano in mare tutti i residui di cucina o di altro tipo. Oggi, le principali cause di inquinamento dei mari e degli oceani possono essere:

le sostanze inquinanti provenienti da attivit umane, scaricate nei fiumi e da questi portati al mare (sostanze organiche, degradabili o meno, provenienti dagli scarichi urbani, prodotti organici di origine agricola come i fitofarmaci e i fertilizzanti, inquinanti degli scarichi industriali); il petrolio rilasciato dalle petroliere o piattaforme petrolifere in seguito a incidenti, o a pratiche non corrette seguite nelle fasi di pulizia dei serbatoi o di scaricamento dellacqua di zavorra. Gli idrocarburi nellacqua formano ampie macchie galleggianti che possono essere attaccate lentamente da organismi microbici molto rari e da processi fotochimici, ma il risultato una sottrazione di ossigeno allambiente sia perch il petrolio galleggiante impedisce allossigeno presente nellaria di raggiungere le acque marine sottostanti, sia perch i batteri per degradarlo consumano notevoli quantit di ossigeno. i prodotti radioattivi: rilasciati durante i test nucleari, ormai sospesi a livello mondiale, e nel corso del ciclo di produzione del combustibile atomico; il surriscaldamento delle acque costiere, dovuto alle acque calde provenienti dagli impianti di raffreddamento delle industrie;

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lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche (si pesca troppo) che comporta limpoverimento della popolazione dei pesci e in alcuni casi il rischio di estinzione; lo sviluppo urbano incontrollato sulle coste e il turismo di mare, nella sua forma di fenomeno di massa incontrollato; la discarica di scorie nucleari e tossiche; la discarica di biodegradabili. contenitori di plastica e altri rifiuti solidi non

CRONOLOGIA DEI DISASTRI PETROLIFERI AVVENUTI IN MARE


http://www.naviecapitani.it/Appunti%20professionali/Inquinamento%20marino.htm

Nel 1967 la petroliera Torrey Canyon rivers in mare 119.000 t. di petrolio greggio tra la costa inglese e le isole Shelley. Nel 1978 la petroliera Amoco Cadiz rivers in mare, al largo delle coste francesi, 1,6 milioni di barili di greggio. Nel marzo del 1989 dalla petroliera Exxon Valdez si riversarono in mare nella baia di Prince William 240.000 barili di greggio, che in poco tempo si estesero in tutta linsenatura formando una macchia oleosa di ben 6770 km2 compromettendo lesistenza di molte specie marine e danneggiando gravemente gli ecosistemi e le attivit di pesca locali. Nel 1983 durante la guerra tra Iran e Iraq e nel 1991 durante la guerra del golfo furono riversati nel mare del Golfo Persico milioni di barili di petrolio greggio che hanno causato gravi danni allintero bacino e compromettendo lesistenza di interi ecosistemi marini. Il 24.03.1989 la superpetroliera Exxon Valdez rivers in mare al largo dellAlaska oltre 38.000 t. di petrolio greggio. 11 Aprile 1991 la petroliera cipriota Haven che esplose nel porto di Genova e si riversarono in mare oltre 50.000 t. di petrolio greggio che inquinarono le coste genovesi. 16 febbraio 1996 la petroliera liberiana Sea Empress che si squarci al largo del Galles; Nel mese di dicembre 1992 lAegean Sea rivers in mare 80.000 t. di petrolio greggio al largo di La Coruna. Nel gennaio 1993 la petroliera Braer rivers in mare circa 85.000 t. Di petrolio al sud delle isole Shetland. L8 febbraio 1997 la nave San Jorge che rivers a mare al largo dellUruguay 5.000 t. di petrolio; L12.12.1999 la petroliera Erika si spacc in due e rivers sulle coste francesi oltre 13.000 t. di gasolio. Nel gennaio 2001 la petroliera Jessica nei pressi delle coste delle isole Galapagos rivers in mare 796.250 litri di carburante. 13.11.2002 la petroliera Prestige che affond al largo di Capo Finisterre riversando in mare oltre 70.000 di t. di petrolio greggio. L11.11.2007 nel mar Nero a causa delle pessime condizioni del tempo una petroliera si spezza in due e affonda riversando in mare circa 2000 t. di petrolio, con lei affondano altre quattro navi dalle quali si riversano in mare carburante e zolfo per circa 2000 t. Pag. 18

lennesima catastrofe ambientale. 20.4.2010: Il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon: stato uno sversamento massiccio di petrolio nelle acque del Golfo del Messico in seguito a un incidente riguardante il Pozzo Macondo, posto a oltre 1.500 m di profondit. Lo sversamento iniziato il 20 aprile 2010 ed terminato 106 giorni pi tardi, il 4 agosto 2010, con milioni di barili di petrolio che ancora galleggiano sulle acque di fronte a Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida, oltre alla frazione pi pesante del petrolio che ha formato ammassi chilometrici sul fondale marino. il disastro ambientale pi grave della storia americana, avendo superato di oltre dieci volte per entit quello della petroliera Exxon Valdez nel 1989. Pertanto, spesso ci si riferisce a questo disastro con l'espressione "Marea nera.

Figura 9. Effetti della "Marea Nera"

IL DISASTRO DEL GOLFO DEL MESSICO (DA SUPERQUARK) http://youtu.be/NdrIRTrZoag IL NAUFRAGIO DELLA PRESTIGE http://youtu.be/knwqR9W-tlc

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COSA SI POTREBBE FARE PER RIDURRE LINQUINAMENTO MARINO?


htpp://mediterranean-yachting.com Il bacino mediterraneo unico con i suoi molti ed affascinanti Paesi, culture, storie ed attrazioni naturali che ne fanno un modello unico per il turismo mondiale. I Governi nazionali ed enti internazionali dovrebbero tutelarlo e proteggerlo, favorendone il potenziale economico non inquinante. Per esempio: - Bandire i complessi industriali inquinanti e raffinerie di petrolio lungo le coste - Proteggere le coste dalla deprecabile speculazione e concentrare le costruzioni soltanto in alcune zone limitate - Assicurare lefficienza degli impianti di depurazione delle acque reflue - Dare preferenza alle energie ecosostenibili, piuttosto che a quella petrolifera - Controllare lo stato di mantenimento e di salute delle navi nazionali da carico - Creare molti parchi naturali e riserve delle specie marine protette lungo le coste - Rafforzare i provvedimenti restrittivi verso le imbarcazioni a motore e imporre limiti di velocit lungo le coste - Sviluppare i siti archeologici - Educare le masse alla protezione ambientale - Regolarizzare la pulizia delle spiagge, delle coste e dei fondali - Controllare la qualit microbiologica delle acque balneabili - Stabilire una stabile raccolta dei rifiuti dalle imbarcazioni e dai porti - Rafforzare le restrizioni nella pesca - Promuovere la ricerca ambientale marina - Disciplinare lemissione industriale di CO2 per ridurre il surriscaldamento terrestre La cooperazione globale tra tutte le Nazioni essenziale; altrimenti gli sforzi di una ben intenzionata nazione sarebbero vanificati dalla negligenza della nazione confinante. UN DIVERTENTE SPOT SUL RISPETTO DEL MARE http://youtu.be/thRLfRKfxcI

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IL MARE E ANCHE ... Proposte di collegamenti interdisciplinari per il colloquio desame


GLI SPORT DEL MARE http://it.wikipedia.org/wiki/Sport_acquatici#Voci_correlate

LE CANZONI DEL MARE http://www.culturaesvago.com/il-mare-nelle-canzoni/

COME PROFONDO IL MARE di LUCIO DALLA http://youtu.be/0F3AKtEiCxM

IL MARE NELLA PITTURA http://www.culturaesvago.com/il-mare-nell-arte/

Il mare pi bello di una cattedrale. PAUL VERLAINE

Figura 10. G.Courbet "Pescatori in mare"

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IL MARE NELLA LETTERATURA

Giovanni Verga I MALAVOGLIA http://it.wikipedia.org/wiki/I_Malavoglia Ernest Hemingway IL VECCHIO E IL MARE http://it.wikipedia.org/wiki/Il_vecchio_e_il_mare Alessandro Baricco OCEANO MARE http://it.wikipedia.org/wiki/Oceano_mare

MODI DI DIRE http://www.sapere.it/enciclopedia/mare.html In loc. FIG: essere in alto mare, lontani dalla soluzione di un problema (propr. lontano dalla costa); gettare a mare qualche cosa, disfarsene, rinunciarvi; portare acqua al mare, fare cosa inutile; promettere mari e monti, fare grandi promesse destinate per lo pi a cadere nel nulla; cercare per terra e per mare, dovunque; come una goccia nel mare, si dice di cosa che ha scarsissimo rilievo in una data situazione; porto di mare, luogo in cui c un continuo andirivieni di persone. PROVERBI http://www.culturaesvago.com/proverbi-del-mare/ Bisogna navigar secondo il vento Buttare sardelle per prendere lucci Chi dorme non piglia pesci Chi ha da navigar guardi il tempo. Chi non ha sorte non vada a pescare. Chi pesca in fretta, spesso piglia dei granchi. C un tempo per pescare e un tempo per asciugare le reti (Proverbio cinese)

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METTIAMOCI AL LAVORO!
STRUMENTI PER RIPASSARE E VERIFICARE LE CONOSCENZE

http://adottatari.giuntiscuola.it/GEO/DATA/risorse/cartografia/europa_mari/IMS/vlt_engi ne/9/index.html http://ec.europa.eu/maritimeaffairs/atlas/maritime_atlas/

ESERCITATI SULLE CARTE MUTE

REALIZZA UNA MAPPA CONCETTUALE


http://cmap.ihmc.us/download/

ESEGUI I TEST DI VERIFICA A FINE PARAGRAFO


http://lnx.didascienze.org/lezioni/geologia/idrosfera/idro_2.htm
https://docs.google.com/document/d/107WQqE4yjScqbZ71WiFUSd2rQDGo7JFxjLbQi4jqscw/pub
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http://www.giovanni.mastrorocco.name/WEBQUIZ/verifica%20mare/mare.htm

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FONTI
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IL MARE http://it.wikipedia.org/wiki/Mare DEFINIZIONI E TERMINOLOGIA http://it.wikipedia.org/wiki/Mare

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CARATTERISTICHE DEL MARE http://www.sapere.it/enciclopedia/mare.html I MARI ITALIANI http://guide.supereva.it/scienze_della_terra/interventi/2002/07/111949.shtml LE COSTE ITALIANE http://www.cittacapitali.it/italia-da-vedere/coste/coste-italiane.htm http://www.skuola.net/geografia/europa-mari-isole-coste.html http://www.skuola.net/geografia/europa-mari-isole-coste.html http://it.wikipedia.org/wiki/Oceano MARI EXTRATERRESTRI http://it.wikipedia.org/wiki/Mare http://it.wikipedia.org/wiki/Oceano

Pag.10 MARI EUROPEI

Pag.11 LE COSTE EUROPEE Pag.12 GLI OCEANI Pag.14

Pag.15 DAL MARE RISORSE PER LUOMO Pag.16 QUALCHE NOZIONE SUL . DIRITTO DEI MARI
http://www.sapere.it/enciclopedia/mare.html

Pag.17 INQUINAMENTO MARINO

http://www.eniscuola.net/it/acqua/contenuti/inquinamento-dellacqua/left/linquinamento-del-mare/inquinamento-in-mare-e-oceani/ http://www.naviecapitani.it/Appunti%20professionali/Inquinamento%20marino.htm htpp://mediterranean-yachting.com

Pag.18 CRONOLOGIA DEI DISASTRI PETROLIFERI AVVENUTI IN MARE

Pag.20 COSA SI POTREBBE FARE PER RIDURRE LINQUINAMENTO MARINO?

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