Sei sulla pagina 1di 10

Philip Zimbardo Quando le brave persone fanno del male

Un articolo di Philip Zimbardo, in memoria del suo collega Stanley Milgram. Lesperimento di Milgram, sostiene Zimbardo, mostrava che, posti sotto il comando di unautorit, anche degli esseri umani normali e decenti possono fare qualunque cosa. Yale Alumni Magazine, gennaio/febbraio 2007 Alcune premesse Il seguente articolo unesposizione divulgativa che Philip Zimbardo fa dei risultati dellesperimento condotto molti anni prima dal suo collega e amico Stanley Milgram. a. Si tratta di un testo interessante, anzitutto perch ci da alcune informazioni in pi sullesperimento rispetto a quelle che possiamo ricavare dalle altre esposizioni. Si tratta di questioni di dettaglio, ma che possono essere utili per completare il quadro. b. La lettura utile anche perch Zimbardo riesce ad esporre i contenuti in modo vivace e drammatico, facendoci immergere nelle situazione e portandoci alla domanda: cosa avrei fatto io, in tali circostanze. Ovviamente a questa domanda quasi impossibile rispondere. anche perch nel lettore comune suscita questa domanda incontrollabile che lesperimento di Milgram sconcertante, e minaccioso. per questo che sembra coinvolgerci pi come un dramma, un testo teatrale, piuttosto che come un comune esperimento scientifico. c. Zimbardo per non si limita a questo: accentua molto, con convinzione e perfino con estremismo, il principio teorico che sta alla base delle sue indagini (idea della psicologia situazionale, pag.4): la grande forza delle situazioni nel plasmare i comportamenti. Lo fa, per es., mostrando come nelle varianti dellesperimento di Milgram si potessero, modificando un fattore, modificare le percentuali delle persone che obbedivano fino alla fine (pag. 5). Lo fa insistendo su unaltra tesi che gi conosciamo (vedi lesperimento carcerario di Stanford): la normalit delle persone che, in situazioni estreme, si comportano in modi sorprendenti e distruttivi o antisociali. Su questo punto sappiamo gi alcune cose. Sappiamo che le conclusioni di Zimbardo vennero contestate, da Fromm e dagli autori del controesperimento della Western Kentucky University. La partita aperta, sembra dire qui Zimbardo ai suoi contestatori. Leggendo queste pagine possiamo aggiungere altri tasselli, o precisare altre domande, nellimpostazione di questo problema. d. Un altro punto sul quale il testo di Zimbardo pu dare spunto a riflessioni il breve resoconto dellorigine degli interessi di Milgram (pag. 4). Ci ricorda linflusso di Asch e del suo esperimento sul conformismo e soprattutto la ben pi drammatica influenza della questione della Shoah. Sar utile confrontare il discorso cos come impostato qui da Zimbardo, a molti anni di distanza, con ci che si ricava dalla pagina di Milgram (1965) inserita fra i materiali di studio. Quali domande si poneva, allora, Milgram? La riesposizione che qui fa Zimbardo conserva tutto il senso di quelle domande, oppure alcuni aspetti vengono lasciati cadere? Col tempo, forse, limpatto dei problemi di allora si attutito. Il discorso scientifico che ci si costruito sopra sembra averle sdrammatizzate e un po banalizzate. e. Con le domande poste nella precedente voce di questo elenco non voglio, per, svalutare i meriti che spettano alloperazione scientifica di Zimbardo. Nello studio delle fonti di condizionamento Zimbardo ha lanciato dei messaggi di grande valore sociale: ha messo in guardia sugli effetti che determinate condizioni possono avere sugli individui e ha soprattutto chiamato alle loro responsabilit coloro che dirigono le istituzioni (si impegn per promuovere riforme carcerarie e fu sentito come esperto dalla commissione parlamentare che nel 1971 progettava la riforma delle carceri negli Stati Uniti). Per capire questo vanno lette con attenzione quelle poche pagine che avevamo inserito nello studio dellesperimento carcerario di Stanford col titolo Le conclusioni di Zimbardo nel resoconto del 1973. Un tassello, se volete, per una risposta alla domanda: a che cosa servono le scienze sociali? f. Andiamo ancora un po avanti. A un certo punto, Zimbardo pone la domanda sul confronto fra la situazione sperimentale creata da Milgram e le situazioni della vita reale (pag. 6). una buona domanda? In un certo senso inevitabile. Ci si pu davvero chiedere se gli esperimenti degli psicologi non distorcano, creando situazioni artificiali, quelle caratteristiche della vita che vorrebbero, invece, spiegare e illuminare. Per la risposta che qui d Zimbardo pu, probabilmente, essere messa in pi modi in discussione. g. Per rispondere a questa domanda, Zimbardo elenca una serie di casi (quello dei torturatori brasiliani, quello dei terroristi suicidi e quello della setta del rev. Jones) che hanno almeno in parte (ci evidente soprattutto nellultimo) le caratteristiche di svolgersi in condizioni di isolamento rispetto al resto del mondo. Nel caso della setta del rev. Jones evidente lisolamento fisico del gruppo, e il suo dipendere in tutto e per tutto dalle informazioni che Jones stesso dava sulla realt (vedi le impressionanti righe tratte dallultimo discorso). Leggendo questi esempi, viene in mente che Zimbardo, per rispondere alla domanda che ha posto, vada a cercare situazioni di vita reale che si assomigliano a situazioni di laboratorio. Nella vita reale si creano degli ambienti isolati, chiusi come dei laboratori. La tesi di Zimbardo interessante, e la ha sostenuta esplicitamente

(vedi di nuovo Le conclusioni di Zimbardo nel resoconto del 1973): le carceri che esistono nella realt sono un innaturale esperimento, lintervento dello psicologo richiesto soprattutto quando un situazione tende ad irrigidirsi nella chiusura che lo rende simile ad un carcere (Zimbardo parla di carceri mentali). h. Ci che pu andare perduto, per, nellimpostazione di Zimbardo quale appare nel presente articolo almeno un aspetto del valore critico delle domande poste da Milgram. Qui occorre confrontare di nuovo col brano di Milgram, dal resoconto del 1965 di cui parlavano al punto (d) del presente elenco. Milgram derivava dagli esiti del proprio esperimento dei dubbi che riguardavano la natura umana in generale, ma anche la capacit della societ americana moderna e democratica di produrre delle personalit capaci di resistere alle seduzioni dellobbedienza. E dava la risposta (o il brandello di risposta) che potete leggere in quelle pagine. E che qui non sto a riferirvi, trovatelo da voi. La pagina di Milgram contiene comunque una preoccupazione per ci che lesperimento ha rivelato nascondersi dietro la nostra normalit. Per una potenzialit pericolosa insita nelluomo medio, o normale. Zimbardo, invece, porta la nostra attenzione su casi che ci appaiono lontani, esotici, estranei: poliziotti in uno stato dittatoriale, terroristi suicidi appartenenti al mondo arabo-islamico, che per anni ci apparso come lestraneo se non addirittura il nemico per eccellenza, seguaci di una setta fanatica. Tutta gente troppo diversa da noi perch i suoi comportamenti ci possano mettere in discussione. vero che vuole anche tramite questi esempi convalidare la tesi della situazione che rende persone normali capaci di agire in modo atroce o folle. Ma finisce per fare una carrellata di pazzi e di cattivi, che sembra quasi significare che la nostra normalit la salvezza. Mentre era la normalit ad essere messa in discussione nelloriginario programma di Milgram e anche nellesperimento che Zimbardo aveva svolto a Stanford. i. Nellesame dei casi ci sono anche alcune affermazioni affrettate. Sono tali, infatti, le frasi che concludono il breve esame del caso dei terroristi suicidi palestinesi. Zimbardo scrive: Lassassinio e il suicidio di giovani vite sono delle ferite in ogni famiglia umana, che gli anziani di ogni nazione dovrebbero unirsi per prevenire. Incoraggiare il sacrificio di giovani allo scopo di far avanzare unideologia dei vecchi dovrebbe essere considerato una forma di male che trascende le esigenze politiche locali e le strategie utilizzabili e non pu essere giustificato sulla loro base (pag.7). Premettiamo, ovviamente, che il terrorismo, suicida o di qualunque altro genere, col suo rivolgersi a vittime civili ignare ed innocenti, una forma di lotta moralmente inaccettabile 1, e che nessuno qui ha intenzione di difendere o giustificare tale pratica, assolutamente ripugnante. per discutibile la presentazione e spiegazione che del fenomeno fa Zimbardo. Dalle frasi riportate sopra sembra che una vecchia generazione, in preda ad ideologie ormai tramontate (unideologia dei vecchi), abbia usato componenti della nuova generazione per plagiarla facendole accettare obiettivi e mezzi che non hanno pi ragion dessere. Senza la pretesa di fare unanalisi del problema storico del rapporto fra Israele e i Palestinesi, che richiederebbe un gran numero di dati e riflessioni molto approfondite, si pu dire, per, che limmagine data da Zimbardo non convincente. Sarebbe convincente se alle giovani generazioni palestinesi, negli ultimi ventanni, fosse stata possibile una reale alternativa pacifica: la possibilit di costruirsi una vita normale, socialmente ed economicamente gratificante. Allora si sarebbe potuto dire che nostalgie e idee fisse di vecchi, che non sanno scordare il passato, inquinavano la mente di giovani che avrebbero potuto fare altro. Occorre per verificare se la situazione fosse questa. In realt le condizioni di occupazione del territorio palestinese da parte dello Stato di Israele, la lentezza e inconcludenza del processo di pace negli anni 90, depongono per un quadro del tutto diverso. Ossia per una effettiva mancanza di soluzioni per persone che volessero realizzare un futuro nel proprio paese. Cosa avrebbero potuto, daltra parte, proporre i vecchi? Che autorit o che motivazione avrebbero potuto avere per prevenire i fenomeni negativi in questione? In fondo le vecchie generazioni palestinesi non avevano altro patrimonio che di sconfitte. Non sembra, in altre parole, che le motivazioni del malessere espresso in forme cos violente i giovani arrabbiati lo abbiano derivato dal cattivo input di generazioni precedenti. Nel quadro abbozzato da Zimbardo ci possono essere degli aspetti veri, per ci che riguarda le forme del reclutamento dei terroristi suicidi, ma c anche unanalisi superficiale. C probabilmente una applicazione affrettata degli strumenti della psicologia ad una realt che avrebbe richiesto una preliminare analisi di tipo storico e sociale. La violenza insita nelle situazioni e nelle relazioni tra popoli, nazioni, societ, classi sociali, una causa dei comportamenti che richiede per venire spiegata dei concetti tratti anche da altre scienze sociali, e la psicologia non pu venire applicata ingenuamente sul territorio accidentato delle relazioni tra i gruppi umani2.
1 2

Occorre, per, come minimo ricordare che la guerra moderna ha colpito spesso vittime civili. Zimbardo stesso, ai tempi in cui fungeva da consulente per la riforma carceraria ( Hearings before Subcommittee on the Judiciary, House of the Representatives, 92 Congress, first Session , Oct 25, 1971, U.S. Government Printing Office), aveva criticato la cortezza di vedute di coloro che, dietro i diffusi fenomeni di ribellione e rivolta nelle carceri vedevano la presenza di agitatori e soprattutto di comunisti. Un facile modo per chiudere gli occhi di fronte a situazioni opprimenti.

In sintesi: su questo punto il discorso di Zimbardo appare difettoso. Ma un avvio di riflessione su questo difetto pu aiutarci a pensare meglio alla relazione tra le diverse scienze sociali. Passiamo ora alla lettura dellarticolo. Immagina di aver risposto ad un annuncio sul quotidiano locale di New Haven, che cerca soggetti per uno studio sulla memoria. Un ricercatore la cui aria seria e il cui camice da laboratorio suggeriscono limportanza scientifica della questione accoglie te e un altro candidato al laboratorio dellUniversit di Yale, nella Linsly-Chittenden Hall. Sei qua per aiutare la scienza a trovare nuovi modi per potenziare lapprendimento e la memoria attraverso luso di punizioni. Il ricercatore ti spiega che questo lavoro pu avere dare importanti risultati pratici. Il vostro compito semplice: uno di voi sar linsegnante, che assegnar allallievo delle coppie di parole da memorizzare. Durante il test linsegnante enuncer ciascuna delle parole chiave e lallievo dovr rispondere con quella associata. Quando la risposta giusta linsegnante d allallievo una gratificazione verbale (Bene!, Risposta corretta!), quando sbagliata preme un pulsante sulla tastiera di un vistoso apparecchio scientifico, che immediatamente comunica una scossa elettrica allallievo per punire lerrore fatto. Il generatore di scosse elettriche ha 30 pulsanti, disposti in ordine progressivo di potenza della scarica, che parte dal livello molto basso di 15 volt, per crescere ad ogni grado di altri 15 volt (15, 30, 45, ecc.). Ad ogni nuovo errore devi premere il pulsante successivo, ossia devi dare una scarica pi forte. Il pannello di controllo mostra non solo il voltaggio, ma da anche delle descrizioni delle scariche. Al 10 livello (150 volt) c scritto Scossa forte; al 17 (225 volt) Scossa intensa, al 25 (375) Pericolo. Scossa severa. Al 29 e 30 livello (435 e 450 volt) non c scritto pi niente, il pannello riporta solo un minaccioso XXX: come se le parole per descrivere ci che accade siano censurate; la pornografia dellestremo dolore e dellestremo potere. Tu e laltro volontario tirate a sorte per sapere chi dei due sar linsegnante e chi lallievo, e a te capita la parte dellinsegnante. Lallievo un uomo di mezza et dai modi gentili, e tu lo accompagni nella camera vicina, dove prende posto. Bene! dice lo sperimentatore stiamo sistemando lallievo, in modo che possa ricevere le punizioni. Il suo braccio viene scoperto e viene applicato un elettrodo al suo polso sinistro. Nella camera vicina c lapparecchio che gli somministrer le scosse, e l il tuo posto. Comunicherai con lui attraverso un citofono, mentre lo sperimentatore star al tuo fianco. Per familiarizzarti con lesperimento ti viene fatta provare una leggera scossa da 45 volt. A questo punto, il ricercatore ti d il segnale di inizio. Inizialmente lallievo risponde bene, ma presto comincia a fare degli errori, e tu inizi a premere i pulsanti. A un certo punto si lamenta che le scosse fanno male. Tu guardi verso lo sperimentatore che ti fa cenno di andare avanti. Col crescere dellintensit delle scosse lallievo grida, dicendo che non vuole pi continuare con lesperimento. Tu esiti e chiedi se devi proseguire. Ma lo sperimentatore insiste a dirti che non hai scelta: lesperimento deve proseguire. *** Nel 1949 Stanley Milgram era mio vicino di banco nella classe finale dellIstituto Superiore James Monroe, nel Bronx, a New York. Eravamo due ragazzi magri, ambiziosi e pieni del desiderio di farci strada nella vita, per poter sfuggire ad unesperienza chiusa nei confini del ghetto. Stanley era il tipo piccoletto e intelligente al quale ci si rivolge per risposte taglienti e autorevoli. Io ero alto, bonario e sorridente: un tipo popolare, di quelli che piacciono perch sanno dare informazioni sulla vita sociale circostante. Ero appena ritornato allIstituto Monroe dopo un orribile anno passato alla Scuola Superiore di North Hollywood, dove avevo vissuto emarginato e senza amici; come appresi pi tardi, ci era dovuto al fatto che circolava voce che provenissi da una famiglia siciliana affiliata alla mafia newyorkese. Di ritorno al Monroe, ero dimprovviso stato
Aveva ampliato notevolmente il discorso a tutti gli aspetti delloppressione sociale, anche fuori dalle carceri di cemento e acciaio che scriveva sono delle metafore delle prigioni sociali che creiamo e conserviamo attraverso la povert a cui alcuni sono costretti, il razzismo, il sessismo e altre forme di ingiustizia sociale. Per me aggiungeva una prigione ogni situazione nella quale la libert di una persona negata per mezzo del potere arbitrario esercitato da unaltra persona o gruppo (cit. pag. 114). I leaders americani proseguiva Zimbardo hanno accusato forze estranee (il fascismo, il comunismo) di mettere sotto attacco la libert americana. Ma hanno trascurato la grande minaccia interna: lanarchia ossia la ribellione crescente, che si verifica senza apporti esterni ogni volta che un essere umano, un cittadino si sente imprigionato nella propria societ. Allora chiede libert e si ribella accettando la morte come alternativa. Zimbardo si riferisce anche ai pi disperati gesti di ribellione. E insiste sul fatto che stupido pensare che a provocare rivolte, sequestri di ostaggi e morti (come avveniva nelle rivolte carcerarie) ci siano degli agitatori militanti, e che se non ci fossero questi cattivi soggetti non ci sarebbero problemi. (pag. 115) Sono le condizioni reali di oppressione che producono questa ribellione. Alla luce del ragionamento dello Zimbardo 1971 si pu correggere quel tanto di cortezza di vedute che affiora nello Zimbardo del 2007. Pochi luoghi del mondo si assomigliano ad un carcere a cielo aperto come i Territori palestinesi. Ad essi si applicano in pieno le considerazioni fatte da Zimbardo nella cit. comunicazione alla Camera dei Rappresentanti.

scelto come Jimmy Monroe, ossia come il pi popolare fra gli studenti anziani dellistituto. Parlai con Stanley di come potesse essere accaduta una simile trasformazione: non ero io ad essere cambiato, ci che faceva la differenza era la situazione. La psicologia situazionale lo studio della risposta umana alle caratteristiche del nostro ambiente sociale, al contesto dei nostri comportamenti e soprattutto alle persone dalle quali siamo attorniati. Milgram e io, situazionisti principianti nel 1949, facemmo entrambi carriera accademica nel campo della psicologia sociale. Ci incontrammo di nuovo a Yale nel 1960, come professori assistenti lui a Yale e io alla New York University. Alcune delle nuove ricerche di Milgram furono condotte in un laboratorio modificato che io avevo costruito alcuni anni prima, mentre studiavo per il dottorato, nel seminterrato del Linsley-Chittenden, ledificio dove tenevamo i corsi introduttivi di Psicologia e dove lui avrebbe svolto il suo classico e controverso esperimento sullobbedienza. Linteresse di Milgram per il problema dellobbedienza nasceva dal profondo coinvolgimento personale nella domanda su come fosse stato possibile che i nazisti avessero cos prontamente e obbedientemente massacrato gli ebrei durante lOlocausto. Il suo modello di prova di laboratorio, scrisse anni dopo, dava espressione scientifica ad una pi generale preoccupazione riguardante il problema dellautorit, un interesse che riceveva la sua urgenza presso gli appartenenti alla mia generazione, e presso gli Ebrei in particolare, a causa delle atrocit della Seconda Guerra Mondiale. Milgram ci racconta che si imbatt nellidea da cui sarebbe nato il famoso esperimento mentre rifletteva sullo studio svolto da uno dei suoi docenti, Salomon Asch, sul conformismo, ossia su come e fino a che punto un individuo conformi i propri giudizi a quelli del gruppo. Asch aveva inserito ciascuno dei soggetti del suo esperimento in un gruppo di collaboratori, precedentemente accordatisi con lo sperimentatore a dare risposte palesemente false a domande sul confronto della lunghezza di alcune linee. Quando i complici dello sperimentatore iniziavano a dare risposte false, accadeva che il 70% dei soggetti sottoposti allesperimento si adattava almeno una volta a seguire il gruppo in tale evidente falsit. Milgram si chiese se fosse possibile escogitare un esperimento che misurasse il grado di conformismo su fatti pi umanamente significativi del giudizio sulla lunghezza di alcune linee disegnante su dei cartelli. Pi tardi scrisse: Mi chiedevo se un gruppo pu far pressione su un individuo fino a fargli compiere azioni negative rilevanti sul piano dei valori umani: fino a fargli compiere violenza su unaltra persona, ad esempio somministrando a questultima delle scosse elettriche sempre pi severe. Ma per studiare linfluenza del gruppo sarebbe stato prima necessario conoscere quali sono i comportamenti che si verificano senza la presenza di un gruppo. in quel momento che mi venne in mente di mettere alla prova il comportamento in proposito di un individuo sottoposto solamente ai comandi di uno sperimentatore. Fino a quando tale individuo avrebbe obbedito? *** Torniamo alla situazione che avevamo iniziato a descrivere sopra. Fino a che grado nella scala delle scosse elettriche prevedi che ti sottoporrai agli ordini dello sperimentatore? Immagina di essere nel seminterrato, con tutto lapparato per le false scosse che laltro volontario se ne stia legato con le cinghie nella stanza accanto (in realt questi un complice dello sperimentatore, che finisce sempre per fare quella parte, perch il sorteggio truccato). Mano a mano che gli dai le scosse inizia a lamentarsi delle condizioni del proprio cuore. Tu esprimi disagio per ci che stai facendo, ma lo sperimentatore insiste che tu continui. Lallievo fa errori in quantit. Tu lo preghi di concentrarsi: non gli vuoi fare del male. Ma la tua preoccupazione e i tuoi incoraggiamenti non hanno effetto. D di nuovo risposte sbagliate. Come le scosse divengono pi intense grida: Non sopporto pi il dolore! Fatemi andare via di qua. E allo sperimentatore dice Lei non ha diritto di trattenermi qui!. Unaltra scossa pi forte, e grida: Rifiuto di rispondere. Non mi potete tenere qua! Sono preoccupato per il mio cuore. Ovviamente, a questo punto non ne vuoi pi sapere dellesperimento. Dici allo sperimentatore che rifiuti di continuare. Non sei la persona che fa del male agli altri in questo modo. Vuoi chiudere. Ma lo sperimentatore insite ancora che devi continuare. Ti ricorda che hai accettato un contratto nel quale ti dicevi disposto a proseguire fino alla fine. E inoltre si dichiara responsabile per le conseguenze delle scosse che stai somministrando. Dopo che hai premuto il tasto da 300 volt leggi la successiva parola chiave, ma lallievo si rifiuta di rispondere. Non risponde, dici allo sperimentatore. Vuoi che lui vada nella stanza vicina, a vedere se tutto a posto. Ma lo sperimentatore impassibile: non si muove e, invece, ti dice: se lallievo non risponde entro un ragionevole lasso di tempo, entro cinque secondi, consideri ci equivalente ad una risposta sbagliata. Errori e mancate risposte devono essere puniti allo stesso modo, questa la regola. Continuando a livelli ancora pi pericolosi di scarica non senti pi la voce dellallievo, n alcun altro rumore dalla stanza accanto. Sar svenuto, o peggio. Sei molto turbato, e vuoi smettere, ma non c nulla che ti aiuti ad uscire da

questa angosciosa situazione. Ti si dice ancora di seguire le regole, di fare le domande e di punire errori e risposte mancate. Ora cerca di immaginare che cos lesperienza di questa situazione vissuta come insegnante, tenendo conto di tutti i suoi aspetti. Se segui tutta la sequenza fino alla fine, fino agli ultimi livelli di scarica, lo sperimentatore insister che tu ripeta ancora per due volte le scariche segnate con XXX. Certo, ora stai pensando: Ma no! Non continuerei fino a dare tutte le scariche!. Ovviamente avresti espresso il tuo dissenso, poi disobbedito e infine te ne saresti andato. Non sei mica quello che svende la propria moralit. Giusto? Milgram aveva descritto il progetto del suo esperimento a un gruppo di 40 psichiatri chiedendo loro di ipotizzare una stima del numero di cittadini americani che avrebbero dato tutti i previsti 30 livelli di scossa fino alla fine. In genere essi previdero che sarebbe arrivato fino alla fine meno dell1%, che solo dei sadici si sarebbero fatti coinvolgere in un comportamento cos crudele e che la maggior parte delle persone avrebbe rifiutato dopo essere arrivata pi o meno al 10 livello (150 volt). La loro previsione si rivel completamente sbagliata. Nellesperimento di Milgram, due terzi dei partecipanti (il 65%) giunsero fino a dare la scossa massima da 450 volt; diedero le scosse alla vittima, nonostante le sue crescenti e disperate suppliche di smettere. La maggior parte dei partecipanti espresse ogni tanto il proprio dissenso e disse di voler smettere, ma il ricercatore riusc a convincerli a proseguire. Nel corso di un anno Milgram esegu 19 varianti dellesperimento. In ciascuna di esse modificava una delle possibili variabili e osservava leffetto. In una vennero assunte come soggetti delle donne (il primo esperimento aveva testato solo le risposte di uomini). In altre modific la vicinanza o lontananza fra insegnante e allievo o tra insegnante e sperimentatore. In alcune, prima che linsegnante iniziasse la prova erano inscenati episodi di obbedienza o di disobbedienza da parte di altri soggetti (ovviamente, complici dello sperimentatore, questi ultimi recitavano la loro parte). E altre varianti ancora. In una di esse Milgram volle mettere alla prova fino a che punto fosse stato influente sullobbedienza dei soggetti il prestigio dellUniversit di Yale. Perci trasport il laboratorio fuori dai locali delluniversit, in un edificio cadente nei sobborghi di Bridgeport (Connecticut) e ripet lesperimento in modo da farlo apparire opera di un istituto di ricerca privato, senza agganci con Yale. La differenza nei risultati fu poca. I partecipanti finirono anche in questo caso per cadere sotto la suggestione della situazione3. I risultati rivelarono lestrema influenzabilit della natura umana: a seconda di come varia la situazione, quasi chiunque pu divenire estremamente obbediente e quasi chiunque pu resistere alle pressioni dellautorit. Milgram pot dimostrare, infatti, che introducendo delle varianti alla situazione la percentuale di persone che giungevano a dare lultima scossa poteva salire a oltre il 90% o ridursi a meno del 10%. Vuoi ottenere il massimo dellobbedienza? Allora fai in modo che il soggetto venga inserito in un gruppo di lavoro (formato ovviamente da complici che recitano la loro parte) e che non debba direttamente premere il pulsante della scossa (lo fa uno dei soci), ma solo compiere altre parti della procedura, per es. dichiarare se la risposta giusta o sbagliata. Vuoi ridurre al minimo i casi di obbedienza? Fai in modo che il soggetto assista al rifiuto a proseguire da parte di altri. Un altro caso nel quale il soggetto non proseguiva fino in fondo era quello nel quale lattore che recitava la parte dellallievo dichiarava di voler ricevere le scosse. Questo appariva come un comportamento masochistico, tale da richiamare atteggiamenti sadici da parte di chi dava la punizione. Poich i soggetti non erano sadici, il masochismo ostentato dalla vittima li portava a smettere. [] Cerano inoltre notevoli differenze nei risultati a seconda della maggiore o minore vicinanza fisica della vittima (pi era vicina e visibile, minori i casi di completamento della serie delle scariche) o dello sperimentatore (quando questo non era presente fisicamente, la propensione a infliggere punizioni diminuiva). In ciascuna delle altre varianti dellesperimento, svolto sempre su un gruppo di cittadini americani di provenienza molto varia per et, occupazione e appartenente ad entrambi i sessi, era possibile ottenere tassi alti, bassi o medi di obbedienza con qualche modifica della situazione nella quale venivano inseriti i soggetti. Lampia serie di casi esaminati (circa un migliaio, provenienti da diversi retroterra) fa degli studi di Milgram uno dei lavori pi generalizzabili nel campo delle scienze sociali. Lesperimento base e le sue varianti sono stati, inoltre, replicati ed estesi da molti altri ricercatori in molte nazioni. Di recente, Thomas Blass, dellUniversit del Maryland Baltimore Country, ha analizzato i tassi di obbedienza in otto studi svolti negli Stati Uniti e in altri nove replicati in Europa, Africa e Asia. Ha trovato simili livelli di obbedienza in tutti. Al tasso del 61% trovato negli Stati Uniti, corrisponde una simile percentuale complessiva media
3

La percentuale dei soggetti obbedienti rimase alta, ma la differenza non fu, in realt, cos poca: il numero di soggetti che andarono fino in fondo e diedero tutta la serie delle scosse nella replica di Bridgeport scese dal 65 al 48%.

(66%) trovata nelle altre nazioni. Il livello di obbedienza non appare essersi modificato nel tempo, in prove svolte in un periodo che va dal 1963 al 1985. Altri studi basati su quello di Milgram hanno mostrato quanto possano essere potenti gli effetti di obbedienza quando autorit legittime esercitano il loro potere negli ambiti riconosciuti di loro competenza. In uno di essi, la maggior parte dei componenti di un gruppo di studenti universitari, sotto richiesta di un docente, diede delle scosse a dei cuccioli che mugolavano lamentosamente. In un altro, su un gruppo di 22 infermiere, solo una si rifiut di trasgredire le procedure prefissate nellospedale e di somministrare una dose eccessiva di farmaco (in realt si trattava di un placebo) sotto il comando, dato per telefono, di un medico, per di pi sconosciuto. Linfermiera disobbediente avrebbe meritato una promozione e una medaglia. Il un altro caso ancora, 20 studenti di scuola superiore si associarono ad un movimento autoritario, fondato dal loro insegnante di storia4 e nel giro di una settimana espulsero dalla classe gli altri componenti e reclutarono altri 200 seguaci. *** Ora ci dobbiamo mettere una domanda dobbligo di fronte a tali ricerche: questi risultati, relativi al potere dellautorit, ottenuti in condizioni sperimentali, hanno dei paralleli nel mondo reale? Nel 1963 la filosofa Hannah Arendt pubblic un libro destinato a divenire un classico dei nostri tempi La banalit del Male: Eichmann a Gerusalemme5. In esso svolta una dettagliata analisi dei crimini di guerra e del processo col quale fu condannato da un tribunale israeliano il gerarca nazista Adolf Eichmann, che aveva organizzato 6 luccisione di milioni di ebrei. La difesa di Eichmann era stata simile a quella di altri capi nazisti: Ho solo eseguito degli ordini. Ci che maggiormente colpisce nel resoconto che la Arendt fa del caso Eichmann che egli appariva come un uomo assolutamente ordinario e comune. Mezza dozzina di psichiatri avevano certificato la sua normalit. La famosa conclusione della Arendt era: Ci che turba, nel caso Eichmann, precisamente il fatto che cos tante persone fossero simili a lui. E che la maggior parte di esse non fossero pervertite n sadiche, ma fossero, e ancora sono, terribilmente e spaventosamente normali. Lespressione della Arendt la banalit del male continua a risuonare perch i genocidi si sono diffusi nel mondo e tortura e terrorismo continuano ad essere aspetti comuni del paesaggio mondiale. Alcuni anni fa, in collaborazione con la sociologa Martha Huggins (esperta di storia e societ del Brasile) e con la psicologa greca Mika Haritos-Fatouros, ho intervistato diverse decine di torturatori. Erano quelli che, ogni giorno, per anni, hanno fatto il lavoro sporco nella polizia brasiliana, incaricati dal governo 7 a raccogliere le confessioni sotto tortura dei sovversivi e dei nemici dello Stato. La tortura sistematica effettuata da esseri umani sui loro simili rappresenta uno dei lati pi bui della natura delluomo. Io le mie colleghe pensavamo che casi come questo dei torturatori dovessero essere uno dei luoghi pi adatti al rivelarsi di una predisposizione al male8. I torturatori avevano un comune nemico: uomini, donne e bambini che, sebbene cittadini del loro stesso paese, erano etichettati dai detentori del potere politico come minacce alla sicurezza nazionale, in quanto socialisti e comunisti.
4

Si trattava, ovviamente, di una finzione a scopo sperimentale. Il riferimento allesperimento noto col nome di la terza onda (The third wave), tenuto dal prof. Ron Jones nella Cubberley High School di Palo Alto (California) nel 1967. Assieme a quelli di Milgram e di Zimbardo il pi drammatico e spettacolare esperimento di psicologia sociale svolto in quegli anni. 5 Trad. it. Di P. Bernardini, Feltrinelli, Milano 1964. Pi volte ristampato. Il titolo originale Eichmann in Jerusalem. A report on the banality of Evil. 6 Eichmann era stato ufficiale delle SS e stretto collaboratore di Heydrich. Ebbe un importantissimo ruolo burocratico, dispiegando un notevole talento in materia, nellorganizzare le deportazioni della popolazione ebraica dei paesi occupati dalla Germania nazista nei ghetti e infine nei campi di sterminio. Fu perci il principale artefice materiale delle deportazioni. Fuggito dopo la guerra in Argentina, visse l sotto falso nome, finch venne identificato e catturato dai servizi segreti israeliani, condotto a Gerusalemme e l processato (1961) e condannato a morte (1962). Il processo Eichmann un evento storico di importanza notevole, anche perch in occasione di esso che attraverso le deposizioni dei sopravvissuti ai campi di sterminio avvenne la presa di coscienza di ci che era stata la Shoah. Ricordiamo che prima di tale data, presso le vittime sopravvissute, aveva prevalso lumiliazione e la vergogna per il male subito anzich la volont di riconoscimento e di rivendicazione. Ricordiamo per es. che il libro di Primo Levi Se questo un uomo, oggi un classico mondiale, era stato rifiutato per due volte (1947, 1952) dalleditore Einaudi come opera di poco interesse prima di essere pubblicato nel 1958. 7 Dal 1964 al 1984 il Brasile fu sottoposto a dittatura militare. 8 Qui Zimbardo sta presentando il caso dei torturatori brasiliani come un possibile ambito nel quale lesistenza di una propriet disposizionale come la malvagit dovrebbe essere manifesta. La tesi che sostiene per che, anche in quel caso, furono persone normali ad essere trasformate in operatori del male. Non nega che esistano predisposizioni sadiche, ma sostiene che non sulla base di esse che i poliziotti brasiliani giunsero a compiere degli orrendi misfatti.

Alcuni dovevano essere eliminati efficacemente, altri che potevano fornire informazioni segrete dovevano essere costretti alla resa tramite torture, costretti a confessare e solo alla fine essere uccisi. La tortura implica sempre una relazione personale. essenziale per il torturatore capire quale tipo di tortura impiegare, e con quale intensit, su un certo tipo di persona e in un certo momento. Se si usa il tipo sbagliato o se si ha la mano troppo leggera non si ottiene nessuna confessione. Se si eccede la vittima pu morire prima di confessare. In entrambi i casi il torturatore non riesce ad ottenere ci che voleva e incorre nelle ire dei suoi superiori. Saper applicare la tortura giusta frutta, invece, gratificazioni ed elogi. Perch un torturatore divenga esperto nel mestiere occorre tempo e capacit di comprendere i punti deboli degli esseri umani. Che genere di uomini sono adatti a questo? necessario che ci sia un retroterra di impulsi sadici e una vita da sociopatico perch uno divenga capace di ferire e lacerare, quotidianamente e per anni, il corpo dei propri simili? Scoprimmo che i sadici venivano esclusi dalladdestramento a queste funzioni, perch diventavano incontrollabili. Essi si lasciano andare al piacere di infiggere tormenti e cos facendo perdono di vista lo scopo di ottenere le confessioni. In tutti i casi che abbiamo esaminato, i torturatori non erano stati prima di praticare il loro ruolo delle persone devianti o anormali, n si verificarono nella loro vita successiva al periodo del loro lavoro in polizia come torturatori ed esecutori, delle forme permanenti di devianza o patologie. Il loro comportamento era pienamente spiegabile come conseguenza di una serie di fattori situazionali e sistemici , come laddestramento a cui erano stati sottoposti, il cameratismo di gruppo, laccettazione dellideologia della sicurezza nazionale, la credenza appresa che comunisti e socialisti fossero nemici della nazione. Sorprendentemente la trasformazione di questi uomini in operatori di violenza comparabile alla trasformazione di giovani palestinesi in terroristi suicidi, intenti ad uccidere innocenti vittime civili israeliane 9. In uno studio recente, lo psichiatra legale Marc Sageman ha trovato prove della normalit di 400 membri di al-Qaeda. Tre quarti di loro provenivano dalle classi alte o medie, il 90% da famiglie sane e capaci di cura e attenzione per i figli. Due terzi avevano fatto studi a livello universitario, due terzi erano sposati, e la maggior parte di questi avevano figli; molti erano occupati in settori tecnico-scientifici e nel campo dellingegneria. Da molti punti di vista, conclude Sageman, potevano essere considerati tra gli esponenti pi capaci e brillanti della loro societ di provenienza 10. Lo psicologo israeliano Ariel Merari, che ha studiato per molti anni il fenomeno, sottolinea il percorso comune seguito da essi fino al suicidio terroristico11. Anzitutto dei membri anziani del gruppo estremista identificano i ragazzi che sulla base delle loro dichiarazioni pubbliche in occasione di raduni e manifestazioni contro la politica israeliana, o del loro sostegno alla causa islamica, o a quella palestinese appaiono animati da intenso patriottismo. Successivamente li invitano a discutere seriamente su quanto amano la loro patria e odiano lo Stato di Israele e propongono loro di sottoporsi alladdestramento. Coloro che aderiscono vengono inseriti in piccole cellule, di dimensioni che vanno da tre a cinque componenti. Qui apprendono dagli anziani a confezionare le bombe, a travestirsi e a scegliere i bersagli e il momento per le azioni. In

Gli attacchi suicidi contro bersagli civili sono stati un fenomeno devastante nel corso della lotta fra i Palestinesi (arabi) e lo Stato (ebraico) di Israele e le sue popolazioni. La serie degli attentati si svolta negli anni fra il 1989 ed il 2008, toccando il culmine negli anni 2001 (40 attentati), 2002 (47 attentati), 2003 (23 attentati), 2004 (17 attentati), 2005 (9 attentati). Il totale delle vittime nel periodo 1989/2008 stato di 804. Le organizzazioni, di ispirazione patriottica palestinese, e di religione islamica che hanno partecipato a queste azioni sono diverse: Hamas (che attualmente ha rinunciato al mezzo del terrorismo), le brigate dei Martiri di Al-Aqsa, e lorganizzazione della Jihad Islamica. Per il quadro dato da Zimbardo della situazione come gi detto nellintroduzone molto unilaterale. In proposito bene ricordare che, nel periodo della maggiore intensit degli attacchi suicidi (cos come nel corso dellintero conflitto) il numero di vittime palestinesi, in maggioranza uccise da azioni dellesercito regolare israeliano, stato molto pi alto di quello delle vittime israeliane delle azioni terroristiche palestinesi. Nella versione inglese di Wikipedia sono riportati i dati complessivi: nel periodo 1987 / 2011 sono morti a causa delle ostilit: 1503 israeliani, dei quali 142 minorenni 7978 palestinesi, dei quali 1620 minorenni. evidente, inoltre, che anche le vittime palestinesi sono in maggior parte non combattenti. Secondo dati dellONU, relativi al periodo 2000 2007, delle vittime palestinesi possono essere definite combattenti solo il 41%, mentre sono civili il 59%. (I dati riportati sono tratti dalle statistiche compilate dalla Organizzazione non governativa pacifista israeliana BetSalem e dal Ministero degli Esteri israeliano. I dati possono essere visionati presso i siti web delle due organizzazioni citate). 10 Lindagine di Marc Sageman, americano, consigliere della CIA non si riferisce per ai terroristi palestinesi, ma a persone provenienti da tutto il mondo arabo-islamico. Le osservazioni sulle origini sociali di queste persone non vanno applicate al particolare caso palestinese. 11 La ricerca di Ariel Merari, a differenza di quella di Sageman, si riferisce al particolare caso palestinese.

conclusione rendono pubblico il loro impegno attraverso un filmato registrato in videocassetta dichiarando di essere dei martiri viventi per la causa dellIslam. Alla fine viene detta loro la grande bugia: il loro familiari otterranno un posto donore in paradiso e loro stessi guadagneranno un posto vicino a Dio. Ovviamente a ci si aggiunge la retorica della disumanizzazione, intesa a negare linnocenza e lumanit delle loro vittime. Il gioco fatto: le loro menti sono state accuratamente preparate a fare ci che ordinariamente impensabile. In questo modo sistematico, un gruppo di normali giovani arrabbiati stato trasformato in quello dei veri credenti. Lassassinio e il suicidio di giovani vite sono delle ferite in ogni famiglia umana, che gli anziani di ogni nazione dovrebbero unirsi per prevenire. Incoraggiare il sacrificio di giovani allo scopo di far avanzare unideologia dei vecchi dovrebbe essere considerato una forma di male che trascende le esigenze politiche locali e le strategie utilizzabili e non pu essere giustificato sulla loro base. Un ultimo esempio di estensione della psicologia sociale del male dagli esperimenti di laboratorio a casi della vita reale ci viene dalla giungla della Guyana. L, il 18 novembre 1978, un leader religioso americano convinse pi di 900 dei suoi seguaci a commettere un suicidio di massa. In quella che fu lultima prova della loro obbedienza cieca alla sua autorit, molti di loro, prima di togliersi la vita, uccisero, seguendo il suo comando, i propri figli. Jim Jones, il pastore della congregazione del Tempio del Popolo di San Francisco e Los Angeles, si era impegnato a realizzare per i suoi seguaci una sorta di utopia socialista (una comune agricola) in Guyana. Ma col tempo si era trasformato da premuroso padre spirituale di unampia congregazione protestante in un angelo della morte. Aveva istituito forme di lavoro forzato, guardie armate, diete da fame e punizioni quotidiane per coloro che trasgredivano le numerose regole da lui dettate. Alcuni parenti dei suoi seguaci, preoccupati per la loro sorte, avevano convinto il deputato Leo Ryan e un gruppo di giornalisti a recarsi in Guyana e svolgere uninchiesta sulle attivit del rev. Jones e del gruppo. Dopo lispezione da parte della delegazione guidata da Ryan, membri del servizio di sicurezza di Jones spararono sui suoi componenti, che si apprestavano a partire da una pista di volo, uccidendone cinque, tra i quali lo stesso Ryan. Il giorno stesso Jones riun quasi tutti i membri della comunit e tenne un lungo sermone, nel quale li esort a togliersi la vita bevendo una bibita nella quale era stato disciolto del cianuro. Jones era sicuramente un egomaniaco12: aveva registrato su nastro tutti i propri discorsi e proclami, e perfino le sedute di tortura alle quali aveva partecipato. Cos fece anche per il suo discorso finale. In esso egli distorce la realt, mentisce, supplica, fa delle false analogie, si appella allideologia e alla vita futura nellal di l, e apertamente insiste che i suoi ordini devono essere seguiti. Tutto questo mentre il suo staff sta distribuendo la bevanda avvelenata alle centinaia di persone riunite attorno a lui. Alcuni brani da quellultimo discorso ci danno il senso della tattica letale che egli us per indurre alla totale obbedienza nei confronti di una autorit impazzita. Per favore, prendete questa medicina. semplice. Non produce convulsioni [ non era vero, le convulsioni ci furono, soprattutto nel caso dei bambini]. Non abbiate paura di morire. Vedrete, c gente che sta arrivando. Verranno a torturare i nostri bambini. Tortureranno il nostro popolo. Tortureranno i nostri anziani. Non possiamo permettere che ci accada Possiamo fare pi in fretta, per favore? Potete sbrigarvi con quella medicina? Noi abbiamo vissuto abbiamo vissuto come nessun altro ha vissuto e amato. Abbiamo avuto abbastanza da questo mondo, tutto ci che si pu avere. Facciamola finita (Applausi). Chi vuole andarsene assieme ai suoi figli ha il diritto di farlo. Penso che sia umano. Abbandonate la vostra vita con dignit, non con lacrime ed agonia. Sar solo come salire su un altro piano. Non fate cos. Basta con gli isterismi. Guardate, bambini, sar solo come mettervi a letto per riposare. O Dio! Madre, madre, madre, madre, madre, per favore. Madre, per favore, per favore, per favore. Non fare questo. Abbandona la tua vita assieme a tuo figlio. Loro lo fecero, e morirono per lui. Viene a proposito una conclusione della psicologa Mahrzarin Banaji: Ci che la psicologia sociale ci ha dato in termini di comprensione della natura umana la scoperta che forze pi grandi di noi determinano la nostra vita e le nostre azioni. La principale di tali forze la situazione sociale. I casi pi drammatici di cambiamento dei comportamenti e di controllo mentale non sono le conseguenze di forme strane ed esotiche di influenza, come lipnosi, le droghe psicotrope o il lavaggio del cervello. Si tratta piuttosto della sistematica manipolazione dei pi comuni aspetti della natura umana. Motivazioni e bisogni che normalmente
12

egomania: forma patologica di esaltazione di s. Il termine puramente indicativo, e non sembra avere un uso specifico in psicopatologia.

funzionano bene nel regolare la nostra vita quotidiana, possono portarci fuori strada quando sono destati, amplificati o manipolati da forze situazionali delle quali non riusciamo a riconoscere la potenza. La tentazione di cui si avvale appena una piccola sbandata, una deviazione nel sentiero della vita, un offuscarsi del nostro specchio retrovisore, che porta al disastro. *** Dieci insegnamenti dagli studi di Milgram Milgram modell il suo progetto di ricerca in modo da individuare quali strategie possano sedurre delle persone comuni fino a coinvolgerle in un compartimento palesemente malvagio. Molti di questi metodi hanno dei paralleli nelle strategie di consenso usate dai professionisti della persuasione in situazioni di vita reale: venditori, reclutatori militari o religiosi, pubblicitari ecc. Di seguito dieci tra le pi efficaci. 1. Premettere qualche forma di obbligo contrattuale, verbale o scritto, in modo da tenere sotto controllo il comportamento del soggetto in maniera pseudo-legale. Nello studio di Milgram sullobbedienza, i soggetti accettavano pubblicamente quelli che credevano essere gli scopi e le procedure dellesperimento. 2. Dare ai partecipanti dei ruoli significativi da svolgere (per es. insegnante, allievo), che siano collegati a dei valori positivi gi acquisiti, capaci di attivare automaticamente degli schemi di risposta.

3. Stabilire delle regole, che devono essere seguite. Tali regole devono apparire ragionevoli e dotate di senso prima
della loro effettiva messa in pratica. Devono, per, anche poter essere usate arbitrariamente e permettere una acquiescenza impersonale e irresponsabile (chi le accetta far affidamento su di esse e sullimpressione di sicurezza che gli danno, facendogli credere che la situazione sia sotto controllo). Lautorit cambier le regole quando lo ritiene opportuno13, ma sempre insistendo che le regole sono regole e vanno rispettate ( ci che faceva il ricercatore nellesperimento di Milgram).

4. Manipolare la semantica dellazione14, dellattore e del suo agire, rimpiazzando la sgradevole realt con una
desiderabile retorica. Abbellendo la situazione, in modo tale limmagine della realt ne venga camuffata, passando per es.: da far male alle vittime a essere daiuto allo sperimentatore. Un simile cambiamento semantico lo vediamo in azione, per es. nelle pubblicit, nella quale un colluttorio dal sapore sgradevole presentato come buono per te, perch uccide i germi e ha un sapore di medicina.

5. Creare opportunit per la diffusione della responsabilit 15, o per labdicazione dalla responsabilit riguardo alle
conseguenze negative, in modo tale che chi agisce non si possa ritenere colpevole. Nellesperimento di Milgram, la figura autorevole (lo sperimentatore), quando incontrava delle domande in tal senso da parte dellinsegnante, dichiarava di assumersi tutta la responsabilit per ci che poteva accadere allo studente. 6. Un primo passo innocuo. Iniziare il percorso che porter verso lultimo atto cattivo con un piccolo passo, apparentemente insignificante. Il facile ingresso nel nuovo dominio, che porta a scivolare verso successive pressioni per laccondiscendenza. Nellesperimento di Milgram la prima scossa era solo di 15 volt. Questo lo stesso modello di comportamento che porta i bravi ragazzi verso la tossicodipendenza a partire dalla prima leggera prova (o sniffata) di sostanze stupefacenti.
13

Probabilmente lautore vuol dire che le cambier senza darlo a vedere, con modifiche non vistose, oppure mettendo il luce implicazioni che il soggetto ingannato non aveva preso in considerazione. Il soggetto ingannato continua per a sentirsi vincolato dalle regole che ha accettato. 14 La semantica: i segni e le parole che indicano le cose e le azioni, e le possono presentare in una luce sfavorevole o favorevole. Insomma: larte di girare la frittata. Come quando di un dannato egoista diciamo che ha le idee chiare su cosa vuole (quindi anche una persona intelligente, da apprezzare ecc.) o di un maleducato diciamo che ha un carattere molto spontaneo e che non ha peli sulla lingua. O di un discorso noioso ci viene detto che molto specialistico, e di un cibo insipido che ha un sapore delicato. 15 Diffusione della responsabilit: ci che accade quando un individuo sente la responsabilit per le proprie azioni condivisa con altri. Se maltratti una tua compagna di classe ti puoi sentire in colpa, ma se tutta la classe la tratta male o con indifferenza (come avviene in molti casi di bullismo), penserai di fare ci che fanno tutti e difficilmente avrai sensi di colpa. Lesperimento di Milgram mostra che, quando presente unautorit, ci spesso sufficiente per scaricare il soggetto dal senso di responsabilit e di colpa.

7. Procedere a piccoli passi, crescenti in modo graduale, cos che la differenza riscontrabile fra ciascun passo ed il successivo poco rilevante: Solo un pochino in pi. 8. Modificare gradualmente la natura della figura autoritaria, da giusta e ragionevole allinizio a ingiusta ed esigente e infine irrazionale. Questa tattica produce inizialmente lacquiescenza e in seguito la confusione, poich dalle autorit e dagli amici ci aspettiamo coerenza. Il non riconoscere che avvenuta questa trasformazione porta allobbedienza cieca. Questa una componente di molte vicende di violenza sessuale e una delle cause per le quali alcune delle donne che subiscono abusi nella vita di coppia rimangono fedeli al loro partner e nei casi estremi perfino complici quando viene accusato. 9. Rendere difficile sottrarsi alla situazione e complicare il processo di dissociazione, allo stesso tempo permettendo la critica verbale (che aiuta il soggetto a sentirsi a proprio agio e a conservare una certa dose di autostima), mentre si fa pressione per lobbedienza nei comportamenti.

10. Fornire una grande bugia che giustifichi luso di qualsiasi mezzo per il raggiungimento di un fine
apparentemente desiderabile. Nellesperimento di Milgram la giustificazione consisteva nella tesi che la conoscenza scientifica da acquisire avrebbe aiutato le persone a migliorare la loro memoria attraverso un opportuno uso di ricompense e punizioni. Negli esperimenti di psicologia sociale questo noto come effetto cover story16; si riferisce a tutti quei casi nei quali un elemento funge da copertura, nasconde altri aspetti di una serie di azioni, che da sole non potrebbero essere giustificate e non avrebbero un senso plausibile. Lequivalente nel mondo reale lideologia. Ad esempio: nella maggior parte dei casi nei quali una nazione viene spinta ad atti violenti, come la guerra o la soppressione delle opposizioni politiche interne, ci avviene diffondendo elementi ideologici: ad esempio lidea che ci siano minacce alla sicurezza nazionale. La paura di tali minacce rende propensi i cittadini a cedere le loro fondamentali libert in cambio di sicurezza. La classica analisi svolta da Erich Fromm in Fuga dalla libert (1941) spiega lo scambio di protezione contro libert attraverso il quale Hitler e altri dittatori hanno ottenuto e conservato il loro potere. Metodi come questi vengono usati da chi al comando, quando sa che pochi andrebbero fino in fondo nellobbedienza se non venissero preparati psicologicamente a compiere limpensabile. Ma chi diviene consapevole di quali siano gli impulsi che lo spingono a conformarsi a un gruppo o ad obbedire a unautorit, diventa pi capace di resistere ad essi nel caso che i comandi dellautorit esterna entrino in conflitto con la sua coscienza e con i suoi valori. Se un giorno vi capiter di trovarvi in una situazione compromettente, nella quale richiesta la vostra obbedienza, ripensate a queste dieci pietre miliari della strada verso lobbedienza irresponsabile, e ci potr aiutarvi a bloccare il percorso e a non portarlo a fondo. Un buon modo per non cadere in crimini di obbedienza quello di affermare la propria personale autorit e assumersi sempre la piena responsabilit di ci che si fa. Resistete al processo che vi vuole trasformare in piloti automatici, siate consapevoli di quali richieste situazionali pressano sul nostro comportamento, impegnate le vostre capacit di pensiero critico e siate pronti ad ammettere un errore nella vostra iniziale acquiescenza e a dire: No, diamine! Non ho proprio nessuna intenzione di proseguire su questa strada.

16

cover story significa articolo di copertina, e si riferisce a quegli articoli al quale in una rivista, per es. in un settimanale viene dedicata la copertina, con titoli in risalto o immagini, in modo da evidenziarlo come il pi attraente e interessante contenuto di quel numero della pubblicazione.

10