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Acqua Acque naturali Nel ciclo naturale lacqua discioglie ed incorpora una notevole quantit di materiali, proprio in base

al contenuto dei materiali il quale a sua volta dipende da quale momento storico si trova nel suo ciclo naturale, distinguiamo in acque dolci ed acque marine, questultime hanno un elevato contenuto di sali disciolti ed altri specie in sospensione. Le specie in sospensione possono essere separate dallacqua con trattamenti fisici, come filtrazione o sedimentazione, le quali possono essere favorite con centrifugazioni, in maniera tale da favorire laddensamento delle particelle colloidali in maniera da raggiungere una dimensione che le faccia precipitare per gravit. Se invece dobbiamo sapere qual il contenuto dei solidi sospesi si opera attraverso un evaporazione dellacqua pesando il residuo di fondo. Le specie presenti in soluzione sono sotto forma di cationi (Ca2+, Mg2+, Na+, K+, Fe3+, Al3+, ecc.) ed i corrispondenti anioni (HCO3-, Cl-, SO42 -, SiO32 -, NO3-, ecc.), la concentrazione di queste specie si esprime come rapporto in peso, ppm ( parti per milione, mg su kg di soluzione) o si esprime in epm ( equivalenti per milione, equivalente per kg di soluzione). Una buona misura del contenuto ionico dellacqua possibile tramite cromatografia ionica, la soluzione attraversa una colonna dentro la quale ogni singola specie ha un suo tempo caratteristico di adsorbimento ed desorbimento, alluscita della colonna attraverso un rilevatore si misurano quantitativamente le specie presenti, il risultato un cromatogramma con diversi picchi caratteristici di ogni singola sostanza le cui ampiezza sono proporzionali alla concentrazione delle specie. Altro metodo utilizzato la titolazione, la quale usa una particolare specie chimica che permette di capire attraverso reazioni rappresentate da cambi di colore, la quantit delle specie presenti, (es. EDTA per magnesio e calcio). Da considerare gli eventuali equilibri che si instaurano nella soluzione i quali dipendono dalla condizioni ambientali, temperatura, pressione e pH, per esempio in condizioni normali ed a pH intermedi ( 6-8) la specie CO32- non presente in quanto: CO2 + H2O H2CO3 H2CO3 HCO3- + H+ HCO3- CO32- + H+ Questi equilibri dipendono dal pH sensibilmente , per pH bassi si spostano verso sinistra, a pH intermedi prevale la specie HCO3-, per questo importante sapere le condizioni, per esempio a pH alti prevale la specie CO32-, la quale reagisce con ioni calcio e precipita ad alte temperature sotto forma di calcare, cosa non desiderate per le acque da raffreddamento. Durezza dellacqua Misura importante per ogni acqua naturale la quantit delle specie magnesio e calcio disciolte in essa, la concentrazione di queste due specie proprio la durezza dellacqua, tale parametro importante, perch ogni applicazione dellacqua richiede una sua determinata durezza, per esempio per usi civili, lacqua deve essere poco dura, si dice dolce, perch unelevata presenza di ioni calcio e magnesio rende lacqua poco digeribile. Esistono diverse misure di durezza, si pu misurare in equivalenti, od in gradi francesi i quali convenzionalmente esprimo la concentrazione di questi ioni come grammi di CaCO3, ossia moltiplicando le moli o gli equivalenti totali di Mg2+ e Ca2+ per il PM o il PE del carbonato di calcio. Si pu definire una durezza totale la quale si distingue in durezza temporanea e durezza permanente. La prima legata alla presenza di HCO3-, il quale per riscaldamento dar 2HCO3- CO32- + H2O + CO2

ci implica la precipitazione di parte del calcio e del magnesio come carbonato e come idrossido rispettivamente: CO32- + Ca2+ Ca CO3

CO32- + Mg2+ + H2O Mg(OH)2 + CO2 Questi equilibri ovviamente sottraggono ioni magnesio e calcio al computo della durezza, per questa essa definita come durezza temporanea, mentre il computo degli altri anioni come durezza permanente. Esempio: 287 ppm di HCO3PE HCO3- = 61 quindi avremo 4,7 epm di HCO346 ppm di Ca2+ PE Ca = 40/2= 20 ossia 2.3 epm di Ca2+ 28 ppm di Mg2+ PE Mg = 24/2 = 12 ossia 2.33 epm di Mg2+ Una durezza totale di 4,63 epm, la quale ovviamente quella temporanea. La determinazione sperimentale della durezza avviene tramite titolazione con EDTA (acido etilendiamminotetracetico (CH2COOH)2N-CH2-CH2-N(CH2COOH)2). Questo composto, che viene impegato usualmente sotto forma del suo sale sodico, ha le propriet di potersi unire ai cationi inorganici bi, tri e tetravalenti, che vanno a sostituire i due atomi didrogeno acido. Quello che si forma non per un sale, ma un complesso solubile nel quale latomo metallico unito non solo agli atomi di ossigeno, ma anche agli atomi di azoto, mediante legami di tipo non ionico. Una volta che avviene la reazione tra EDTA e ione, i cationi perdono la loro individualit e non esistono pi come tali in soluzione. La titolazione viene eseguita in ambiente leggermente basico (pH tra 8 e 10), che viene ottenuto aggiungendo allacqua ammoniaca e cloruro di ammonio. Si usa un indicatore, solitamente il nero di eriocromo, il quale contiene tra atomi di idrogeno acido, ed al pH al quale siamo, si trova in soluzione sotto forma di ioni HIn2- di colore azzurro, i quali reagiscono con gli ioni magnesio secondo la reazione: Mg2+ + HIn2-(azzurro) MgIn-(rosso vino) + H+ Aggiungendo questo indicatore ad un acqua che contenga ioni magnesio questa assume un colore rosso vino. Per gli ioni magnesio formano con lEDTA un complesso pi stabile, quindi man mano che aggiungiamo EDTA si avr: MgIn- + H2E2- HIn2- + H+ + MgE2Dove E rappresenta il residuo dellEDTA. Sia gli ioni che i complessi formati dallEDTA sono incolori, gli indicatori usati, oltre che al nero eriocromo, contengono un po di metilarancio, sostanza che in ambiente basico assume il colorazione gialla; questa sommandosi al colore azzurro dello ione Hin2- fa s che nella reazione soprascritta si passi da una colorazione rosso vino ad una colorazione verde. Riassumendo, nel corso della titolazione della durezza dellacqua con EDTA questo si combina dapprima con gli ioni calcio, poi con gli ioni magnesio ed infine sottrae magnesio dal complesso magnesio indicatore rimettendo in libert lindicatore stesso; a questo punto si ha il viraggio dal rosso vino al verde. Poich la presenza del magnesio indispensabile al viraggio (il calcio forma un complesso con il nero eriocromo di scarsa stabilit), qualora esso non fosse gi contenuto nellacqua si aggiunge una piccola quantit di un suo sale prima della titolazione. Con questo

metodo, che pu essere usato sia per la durezza totale che per quella permanente, si titola sia la durezza dovuta ai sali di calcio, sia quella dovuta ai sali di magnesio. Operando a pH pi elevati ed usando altri indicatori, ad esempio la muresside, si pu determinare la durezza derivante dai soli sali di calcio e ricavare poi per differenza quella dovuta ai sali di magnesio. Alcalinit delle acque Si intende il contenuto di ioni OH-, CO32- e HCO3-, le quali sono specie basiche, quindi il contenuto di queste specie esprime la capacit di un acqua di reagire con acidi. La determinazione classica la titolazione con un acido. CO32- + H+ HCO3HCO3- + H+ H2CO3 OH- + H+ H2O P
pH = 8.3 pH = 4.5

Le reazioni avvengono nellordine mostrato, aggiungendo un acido, la seconda reazione si completa a pH = 8.3, continuando ad aggiungere acido, la specie presente solo il bicarbonato, fino a quando la terza reazione si completa a pH = 4.5, dove tutto il bicarbonato si trasformato in acido carbonico, questi valori di pH sono visualizzati attraverso due sostanze: la fenolftaleina, la quale va assumere un colore caratteristico a pH = 8.3 e il metilarancio che colora di arancione la soluzione a pH = 4.5. Si definisce alcalinit P , la quantit di acido aggiunto fino al viraggio della fenolftaleina ed alcalinit M quando la quantit di acido ha fatto raggiungere il valore di pH tale che si ha i viraggio del metilarancio. Supponendo di avere acqua con prevalenza di CO32-, aggiungendo acido si realizza la seconda reazione: quando si ha il viraggio della fenolftaleina, la quantit di acido aggiunta sar lalcalinit P, per ricavare quella M, dovr continuare ad aggiungere acido, di conseguenza si otterr unalcalinit M pari a 2P. Se invece oltre a gli ioni carbonato abbiamo OH-, otterremo che M < 2P, se invece abbiamo oltre al carbonato anche de gli ioni bicarbonato, allora M > 2P, la sola presenza di ioni bicarbonato ci da invece P = 0, mentre se sono assenti sia gli ioni carbonato sia gli ioni bicarbonato, allora M = P. ovviamente non esiste il caso della sola presenza di OH- e HCO3- in quanto essi reagirebbero tra di loro formando carbonato. Trattamenti dellacqua - Addolcimento il trattamento per rendere lacqua meno dura, ossia abbassare il contenuto di ioni magnesio e calcio presenti in soluzione. Ci sono diversi metodi per ottenere questo risultato, che possono essere chimici oppure si pu ottenere lo stesso risultato con scambio ionico. a) Processo a calce e soda Attraverso il trattamento dellacqua con Ca(OH)2 e NaCO3 si possono eliminare gli ioni magnesio e calcio, facendoli precipitare secondo le seguenti reazioni: Ca(HCO3)2 + Ca(OH)2 2Ca CO3 + 2H2O La prima di queste reazioni avviene quando c dellanidride carbonica disciolta in acqua e se vi presente Ca2+, in questa maniera eliminiamo sia gli ioni carbonato che quelli calcio. Mentre il magnesio viene eliminato sotto forma di idrossido, il quale ha un prodotto di solubilit estremamente basso tale da farlo precipitare: CO2(libera) + Ca(OH)2 Ca CO3 + H2O

Mg(HCO3)2 + 2Ca(OH)2 Mg(OH)2 + 2Ca CO3 + 2H2O MgSO4 + Ca(OH)2 Mg(OH)2 + CaSO4 MgCl2 + Ca(OH)2 Mg(OH)2 + CaCl2 I sali sono solubili in acqua, sono indicati cos per evidenziare gli anioni associati. Le utlime due reazioni non sono di addolcimento. La calce in grado di eliminare la durezza temporanea e di trasformare la durezza permanente del magnesio in durezza permanente del calcio, elimina anche leventuale CO2 disciolta. Aggiungendo anche la soda si ottiene: CaSO4 + Na2CO3 Ca CO3 + Na2SO4 CaCl2 + Na2CO3 Ca CO3 + 2NaCl
Acqua da dolcificare

Calce

Soda

Acqua trattata

Scarico fanghi

Si depositano il carbonato di calcio e lidrossido di magnesio, sia per effetto della forza centrifuga sia per il notevole aumento della sezione di passaggio che consente la sedimentazione, di solito si migliora il tutto con unoperazione di filtrazione. Lacqua in questo modo depurata risulter meno dura, ma non possibile neanche in linea teorica eliminare completamente tutti gli ioni magnesi e calcio, a cause del fatto che le reazioni sono tutte reazioni incomplete, ossia dequilibrio. Per questo certe volte solo suficiente la calce, in quanto la soda pi costosa. b) Scambio ionico si sfruttano le propriet di sostanze in grado di scambiare ioni, ossia un materiale in grado di cedere ioni non dannosi prendendo calcio e magnesio a loro posto. Questi materiali possono essere naturali come le zeoliti o artificiali resine particolari ottenute di solito da stirene e da divinilbenzene. Questultime sono materiali polimerici estremamente reticolati, proprio a causa del divinilbenzene, il quale crea dei ponti. Tali resine vengono solfonate, ossia tramite reazioni di sostituzione elettrofila aromatica, vengono aggiunti gruppi solfonici SO3- i quali sono accoppiati a cationi di sodio o di potassio. Di solito sono sotto forma granulare, i quali granuli sono in grado di rigonfiare a contatto con lacqua. Esse reagiscono con acque dure secondo le seguenti reazioni: 2 ResSO3-Na + Ca2+ (ResSO3-)2Ca2+ + 2Na+ lo ione calcio rester imprigionato nellarea dinfluenza del sito attivo, una volta esauriti i siti attivi, la resina si rigenera con trattamenti in salamoia, ossia soluzioni ad elevata contenuto di Na+. Tramite questo metodo possibile eliminare del tutto la durezza dellacqua.

Un parametro caratteristico della resina il suo potere di scambio ionico, cioe la capacit di scambiare sodio con calcio, per definirlo in maniera quantitativo ci si deve riferire agli ioni equivalenti: n di equivalenti scambiati da una colonna di resina (si preferisce la colonna come unit di misura, perch la resina bagnata rigonfia). Per il progetto, ossia per stabilire il volume di resina necessario ad eliminare una durezza D, tramite un semplice bilancio di massa: VacquaD = VresinaPt Ovviamente il volume dacqua, la sua durezza ed il Pt (la quantit di ioni acquisibili dalla resina) si conoscono, quindi si pu calcolare facilmente il volume di resina necessario. - Demineralizzazione il totale abbattimento di tutte le specie saline presenti in acqua, ovviamente ci si riferisce sempre ad acque dolci, in quanto per acque marine tale trattamento sarebbe estremamente costoso. Il trattamento pi diffuso consiste in una serie di colonne contenenti resine scambiatrici, ma con uno scambio di ioni H+ e OH- in cambio di cationi ed anioni salini. In funzione di cosa scambiano le resine scambiatrici si distinguono in basiche ed acide, che possono essere forti e meno forti. a) Resine scambiatrici cationiche fortemente acide Sono resine uguali a quelle viste per laddolcimento, solo che presentano il gruppo SO3H, ossia vengono usate nella loro forma acida. Il loro funzionamento del tutto analogo a quello visto sopra, con laggiunta che lo scambio coinvolge tutte le specie cationiche in cambio di H+. Mentre la rigenerazione avviene con trattamenti con acido forte. b) Resine scambiatrici cationiche debolmente acide Sono analoghe a quelle sopra, con la differenza di presentare gruppi COOH, anzich i gruppi solfonici. Il funzionamento lo stesso. c) Resine scambiatrici anioniche fortemente e debolmente basiche Anche queste sono ottenute da copolimeri di stirene e divinilbenzene, solo che i gruppi attivi, sono NR3+OH- per quelle fortemente basiche, -NH2, -NHR ed NR2 per quelle debolmente basiche. Il principio di funzionamento lo stesso, solo che sta volta le specie coinvolte sono tutti gli anioni presenti in acqua e gli ioni OH-. Limpianto pi semplice, ma non il pi economico costituito da due sole colonne, la prima riempita con granuli di resina cationica forte, la seconda con anionica forte ( il contrario non possibile in quanto la presenza di magnesio a contatto con OH- comporterebbe la precipitazione in sito di gelatine di idrossido di magnesio che intaserebbero la colonna). Alluscita dalla prima colonna abbiamo unacqua acida con solo anioni, appena entrano nella seconda colonna, tutti gli anioni ( almeno in teoria) vengono sostituti da ioni OH- che neutralizzano lacidit dovuta alla prima colonna. Dopo un certo tempo le colonne hanno necessit di essere rigenerate, tale rigenerazione viene eseguita con trattamenti con HCl per le cationiche e soda caustica NaOH per le anioniche, non viene usato acido solforico, in quanto si potrebbe formare CaSO4, sale poco solubile che potrebbe danneggiare la resina. Il consumo dei reattivi rigeneranti incide notevolmente sul costo dellintera operazione. Un certo risparmio pu essere ottenuto introducendo altre colonne oltre alle due citate. Un primo accorgimento consiste nellinterporre tra le varie colonne una torre di degasaggio, infatti lacqua uscente dalla colonna cationica, contiene H+ e HCO3-, sfruttando il seguente equilibrio: HCO3- + H+ H2CO3 CO2(gas) + H2O Si insuffla aria dal basso, mantenendo in tal modo la pressione dellanidride carbonica a valori talmente bassi da spostare fortemente lequilibrio verso destra, in tal modo vengono eliminati grossa parte degli ioni bicarbonato che costituiscono spesso la frazione pi consistente degli anioni

presenti in acqua, in questo modo le colonne anioniche lavoreranno con un carico minore, questo utile in quanto la rigenerazione delle colonne anioniche la parte pi costosa, dato il prezzo elevato della soda caustica. Un economia ancora maggiore si ottiene inserendo nellimpianto, subito prima o subito dopo la torre di degasaggio, una colonna con resina anionica debole, la quale richiede una rigenerazione con reattivi meno costosi, rispetto alle forti. La colonna con resina anionica debole elimina solo anioni derivanti da acidi forti, in pratica Cl-, SO42- ed eventualmente NO3-, di conseguenza il carico per la colonna anionica forte viene drasticamente diminuito, rimanendo in pratica solo gli anioni SiO32-, la cui concentrazione di solito molto bassa. Per impianti di piccola dimensione e come complemento ad impianti pi grossi, si pu utilizzare un'unica colonna a letto misto, ossia con granuli di resina cationica ed anionica forte, la quale presenta lo svantaggio di una difficile rigenerazione, in quanto si devono separare prima le due resine. - Trattamenti di ossidazione la potabilit dellacqua si misura in basa al contenuto batteriologico ed in genere alla presenza di sostanze non gradite (tipo NH3 o H2S ecc.). la potabilit viene ottenuta tramite trattamenti ossidanti, i quali oltre ad eliminare le specie indesiderate, sono battericidi. Il semplice ossigeno non efficace, per questo sono utilizzate sostanze molto pi ossidanti, come cloro, ozono, permanganato (solo per acque non potabili). a) Clorazione Il Cl2 difficile da maneggiare, in quanto un gas estremamente irritante, per questo si devono usare particolari accorgimenti ( necessario un brevetto per poterlo utilizzare). Il processo consiste nel fare gorgogliare il cloro in una piccola porzione di acqua da trattare, nella quale avviene la reazione di dismutazione del cloro: Cl2(gas) + H2O Cl- + HClO + H+ HClO H+ + ClOLequilibrio di tali reazioni legato al pH dellacqua, a pH acidi prevale il Cl2 a pH basici il ClO- , mentre a pH intermedi lacido ipocloroso. Proprio questultima specie si trova nelle acque potabili, un battericida estremamente efficace ed inoltre reagisce velocemente con NH3 e H2S le quali vengono ossidate a NO3- e SO42-, specie che risultano essere innocue. Di solito non si pu avere una misura precisa di tutte le specie presenti, quindi si procede con una stima della richiesta di cloro. In un acqua priva di sostanze riducenti, tutto il cloro aggiunto lo trovo come cloro residuo, ossia nel grafico qui accanto sarebbe rappresentato dalla bisettrice, ma se il cloro si trasforma a causa di sostanze riducenti, landamento del A cloro residuo in funzione del cloro aggiunto rappresentato dalla curva, che presenta un massimo, A ,un minimo, B e poi prosegue parallelamente alla bisettrice. Il tratto A-B spiegabile con il consumo del cloro aggiunto da parte delle sostanze organiche, fino a che B Cloro aggiunto tutte non siano state ossidate, ossia fino al punto B detto breakpoint o punto di rottura. Dopo il quale cloro aggiunto e cloro residuo seguono un andamento parallelo alla retta bisettrice. Il punto di rottura utile per ottenere la quantit necessaria per ossidare tutte le specie presenti, infatti non si pu esagerare con il contenuto di cloro, in quanto si modificherebbero le propriet organolettiche dellacqua, fino ad divenire velenose. In alcuni casi necessaria una super clorazione, in questi casi per rendere

Cloro residuo

potabili le acque si aggiunge una sostanze riducente innocua, Na2SO4, oppure con filtrazione attraverso carboni attivi. b) Trattamento con ozono Lozono prodotto naturalmente da scariche elettriche che negli strati alti dellatmosfera trasformano lossigeno biatomico in ozono, industrialmente si produce con archi elettrici, metodi molto costosi. Lozono ha un potere ossidante superiore a quello del cloro ed inoltre risulta essere innocuo, di conseguenza il migliore ossidante per ottenere acque potabili, il suo uso limitato, dal suo elevato costo. Trattamento di acque reflue Le acque reflue, cio le acque di scarico, spesso contengono specie altamente inquinanti, per questo devono essere trattate prima di essere scaricate nellambiente. Tipi di contaminanti in un acqua civile: - contaminanti fecali - materiali inerti in sospensione - oli liberi o emulsionanti (tensioattivi) - sostanze organiche non naturali - sali disciolti tossici o nocivi - acidi e basi forti - calore ( il calore modifica significativamente lequilibrio dellossigeno disciolto) proprio a causa di questa vasta variet di inquinanti, impensabile di valutare con esattezza il carico inquinante, per questo motivo si misura il B.O.D. (Biochemical Oxygen Demand) richiesta biochimica di O2. Lanalisi si esegue su un litro di acqua campione nel quale si aggiunge flora batterica ed ossigeno, si misura come varia la richiesta di ossigeno. Se immettiamo acqua con un carico organico, i batteri aerobici demoliscono le specie organiche consumando ossigeno, secondo la Valore normale di non inquinamento curva di deossigenazione, la quale da un indice di quanto lacqua Curva a secco inquinata, appena per si superano Curva riossigenazione le condizioni di equilibrio la forza spingente determina una riossigenazione secondo la curva Curva deossigenazione proprio di riossigenazione, il Tempo o spazio t0 o d0 risultato delle due curve detto curva a secco, ovviamente la riossigenazione dipendente dalle condizioni fluidodinamiche nelle quali si trova lacqua. La legge sugli scarichi pone un limite al BOD a secondo di dove avviene lo scarico, ossia dipendentemente dalla capacit del ricettore di operare il processo di demolizione. La depurazione viene fatta creando le condizioni affinch la flora batterica aerobica demolisca gli inquinanti trasformandoli attraverso processi ossidativi in CO2, H2O, NO3-, PO43-, SO42- ecc.. Se il contenuto di ossigeno inferiore ad un determinato livello, comincia a prevalere lo sviluppo di microrganismi anaerobici, i quali trasformano gli inquinanti in CH4, NH3, PH3 e H2S, sostanze tossiche e puzzolenti, tale processo pu essere utilizzato energicamente dato che il metano un combustibile. Comunque per grosse quantit si ricorre al metodo aerobico. Limpianto costituito da: Griglia: costituita da barre mobili metalliche parallele, pulite periodicamente con una sorta di pettine. Setaccio: un cilindro forato in lamiera, che ruota dentro il quale rimangono tutti i solidi di grossa dimensione.
O2 disciolto in acqua

Desabbiatura: avviene in canali dove si crea un rallentamento tale da favorire la sedimentazione. Flocculazione: aggiungendo additivi chimici si provoca laccrescimento delle particelle colloidali al punto da farle precipitare, in una seguente vasca di sedimentazione. Trattamento di depurazione: si ottengono condizioni favorevoli per lo scambio tra aria ed acqua, tramite letti percolatori o vasche a fanghi attivi, che contengono la flora batterica necessaria alleliminazione degli inquinanti. Tali trattamenti sono per acque civili, mentre per acque agricole, sono necessari piccoli impianti, e per piccole quantit si utilizzano le cosiddette fosse Imoff che lavorano attraverso processi anaerobici. Acque di raffreddamento Lacqua possiede ottime propriet termiche ed adatto come fluido di raffreddamento, anche se ha un campo di esistenza come liquido relativamente piccolo. Possiamo distinguere tre categorie di impianti a secondo del tipo di raffreddamento: 1. Acqua a perdere: una volta usata viene scaricata, cio subisce un solo ciclo. Devo avere a disposizione grosse quantit di acqua, da considerare leffetto indesiderato del calore nelle acque di scarico 2. Impianto di raffreddamento a recupero totale: limpianto presenta due sezione, in una lacqua funge da refrigerante e nellaltra scambia calore con aria ritornando nelle condizioni iniziali. 3. Impianti a recupero parziale: sono impianti simili al precedente solo che nella sezione di raffreddamento dellacqua sia uno scambio contemporaneo di calore e materia (torri di raffreddamento), in quanto si sfrutta levaporazione dellacqua come effetto refrigerante. Lacqua che subisce questi cicli termici non deve contenere sali i quali si depositerebbero nelle vari parti dellimpianto, comportando incrostazioni che modificano notevolmente le condizioni di scambio termico. La specie pi coinvolta il carbonato di calcio, il quale ha un prodotto di solubilit molto basso, che tra laltro diminuisce allaumentare 2+ della temperatura. [Ca ] alcalinit Esistono curve ricavate sperimentalmente che servono per capire se un acqua incrostante o aggressiva, nel primo caso il carbonato tender a precipitare nel secondo caso verr disciolto. Tali curve sono ricavate a diverse temperature ed i parametri sono pH, alcalinit e durezza. Unacqua che si trova in condizioni a sinistra della curva aggressiva mentre un acqua a destra incrostante. La curva tracciata in funzione della saturazione del carbonato di calcio, definendo lindice di saturazione: pH Is = pHacqua - pHsaturazione Ossia si misura il potere incrostante o di aggressivit come la differenza tra pH misurato e quello di saturazione. Un sistema soggetto a parziale recupero quello pi soggetto a inconvenienti di incrostazione. Mentre in quelli a circuito chiuso basta caratterizzare lacqua una sola volta per essere sicuri che non ci saranno incrostazioni. Nei sistemi aperti si utilizzano polifosfati che inibiscono la precipitazione, ma essendo dei fertilizzanti causano eutrofizzazione, ossia il formarsi di specie vegetali. Acque per caldaie: In questo tipo di applicazioni il fenomeno delle incrostazioni pi accentuato, a causa dei notevoli sbalzi termici a cui sottoposta lacqua. Lo scopo di una caldaia quello di produrre vapore, tramite calore ottenuto da una combustione, la concentrazione dei sali aumenta notevolmente a cause dellevaporazione. Al momento nel quale avviene lebollizione il formarsi di bolle localizza le incrostazioni, le quali se si formano in prossimit delle pareti rimangono, ma se si formano al centro precipitano sotto forma di fanghi, tali incrostazioni modificano sensibilmente lo scambio termico