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Mondo

venerd 16 | maggio 2008 |

Frei Betto Teologo, militante e scrittore

Lula, Chavez e gli altri: le speranze (e le spine) della sinistra sudamericana


Jos Carlos Bonino

Oltre allo scioglimento dei ghiacciai, alla desertificazione dei corsi dacqua, ai cicloni mortali, gli animali del pianeta sono le prime vittime delle catastrofiche mutazioni del clima > Reuters

La rivista Nature: il 90% dei mutamenti climatici legato ad attivit umane

Il riscaldamento globale e le catastrofi ambientali? E tutta colpa degli uomini


Il riscaldamento globale sta distruggendo la fauna e lambiente in ogni continente del pianeta. Sembra quasi stucchevole continuare a sentirselo ripetere come se bisognasse ancora assodare una verit che ormai appare incontrovertibile, ma evidentemente non cos. Luomo continua a inquinare, e la natura a subire cambiamenti imprevedibili quanto apocalittici. Uno studio pubblicato ieri sulla rivista Nature, sostiene che un gruppo di scienziati ha esaminato i rapporti scritti dal 1970 ad oggi ed arrivato alla conclusione che almeno il 90 per cento dei danni ambientali e delle catastrofi mondiali sono spiegati dallaumento delle temperature causato dalle attivit umane. Dalla morte dei pinguini nellAntartide a quella dei pesci nei laghi africani, passando per i cicloni che affliggono lAsia e le Americhe, lo studio sostiene che ognuna di queste catastrofi porta il sigillo delluomo. Il team di esperti, che include i componenti del panel intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (Ipcc), ha preso in analisi i dati sui cambiamenti delle popolazione e del comportamento di 28.800 specie animali e vegetali. A questi si sono aggiunti 829 studi sugli effetti ambientali derivanti dallo straripamento di fiumi, dallo scioglimento dei ghiacciai e dall arretramento delle foreste. Tutto questo insieme di calamit naturali stato messo a confronto con delle sequenze storiche per vedere limpatto che le variazioni climatiche, la deforestazione e luso della terra hanno avuto sugli ecosistemi e su chi li abita. Estata una vera e propria sfida riuscire a separare linfluenza antropica sulle temperature dalle variazioni climatiche naturali o da altri fattori coinvolti, come il cambiamento nelluso delle terre o linquinamento, ha spiegato uno dei co-autori della relazione, David Karoly dellUniversit di Melbourne in Australia. Tuttavia, difficolt a parte, i risultati dello studio sono scioccanti. Nel 90 per cento dei casi i cambiamenti nella vita animale sono spiegabili solamente alla luce delle variazioni del riscaldamento globale. Al tempo stesso, il 95% delle mutazioni del clima, come lo scioglimento del permafrost, sono ascrivibili allaumento delle temperature planetarie. Quando guardiamo allimpatto nel suo insieme chiaro che una questione endemica che riguarda tutti i continenti. Abbiamo la sensazione che il cambiamento climatico abbia gi mutato il funzionamento del mondo, ha detto lautrice dellanalisi, Cynthia Rosenzweig, a capo del gruppo sullimpatto climatico del Nasa Goddard Institute di New York. Nel periodo preso in esame dai ricercatori, tra il 1970 ed il 2004, la temperatura globale aumentata di 0,6 gradi e, secondo le stime dellIpcc, potrebbe aumentarne da 2 a 6 entro la fine del secolo in corso. Tutto questo succede adesso ed maledettamente reale, ha detto la Rosenzweig che ha poi parlato dellesigenza di adattarsi e mitigare il global warming. Faremo in tempo? Il dibattito aperto. Intanto per, la terra si scalda e lacqua diventa sempre pi scarsa. I fiumi esondano e lanno successivo diventano deserti. Lo scioglimento dellAntartide invece sta decimando la popolazione dei pinguini imperiali. La met di loro morta solo nellultimo inverno. La colpa in questo caso della progressiva sparizione del krill, ovvero il plancton di cui si cibano. Mangiato anche dagli orsi polari, ha portato addirittura ai primi casi di cannibalismo fra i mammiferi nellArtico. e.p.

Frei Betto, frate dominicano, uomo di sinistra, teologo e scrittore ha lasciato la collaborazione con Lula nel 2004 a causa di contrasti sulla politica economica. Con lui abbiamo cercato di capire in che momento storico si trovi lAmerica Latina. Mi pare che stiamo vivendo un momento di primavera democratica. Negli ultimi 40 anni abbiamo attraversato tre periodi: le dittature, i governi neoliberisti e ora i governi democratici popolari. I militari sono stati un disatro economica e una catastrofe umanitaria. Come soluzione a questo fallimento arrivato il consenso di Washington e le oligarchie hanno abbracciato il modello neoliberista. Oggi il popolo cerca candidati che non appartengano alle oligarchie tradizionali. Questo spiega il prestigio di un Chavez, di un Lula da Silva o di un Morales. Tutti processi democratici impeccabili - il solo Chavez ha passato otto consultazioni, perdendo lultima. In Europa guardo i giornali e scopro che descrivono una realt diversa. Questa gente non si rende conto che in America Latina, forse siamo davanti allultima opportunit di fare dei cambiamenti per la via pacifica e democratica e che fomentare linstabilit potrebbe portare conseguenze imprevedibili. Io sono ottimista e credo che stiamo vivendo il nostro migliore momento e che stiamo costruendo lintegrazione latinoamericana.

C unambivalenza nei governi latinoamericani: da una parte, questi sono stati eletti dalla maggioranza impoverita, dallaltra devono convivere con le destre nazionali se non vogliono vedere minacciato il loro progetto di stampo popolare. Prendiamo lesempio del Brasile; Lula ha commesso lerrore di appoggiarsi su una sola gamba, cio su quella del Congresso, quando avrebbe potuto poggiarsi anche sui movimenti socia- > Frei Betto li. Lula ha deciso di mantenere una relazione diretta con i poveri, senza lintermediazione dei movimenti, la sua base politica originaria e per me questo grave. Oggi ha il consenso dei pi poveri e dei pi ricchi; il problema sta nella classe media. In Brasile i ricchi diventano ogni giorno pi ricchi e allo stesso tempo i poveri oggi stano meglio, sopratutto grazie al programma Fame Zero, in cui ho lavorato per due anni. In origine, 44 milioni di persone, nellarco di un anno e mezzo dovevano essere in grado di produrre il proprio cibo. Era un programma dal carattere emancipatorio. Nel 2003 per, Fame Zero cambiato, oggi c lassegno mensile alle famiglie. Come mai? Perch il governo ha scoperto che una fonte fantastica di voti. Queste 11 milioni di famiglie voteranno per Lula in qualsiasi circostanza. In pi il governo ha dato ai comuni il potere di allocare le risorse, alimentando il clientelismo. Oggi sul 70% dei comuni ci sono sospetti di corruzione. Dallaltra parte i privilegi dei pi ricchi non sono stati toccati: l1% dei brasiliani possiede il 40% della terra; Brasile e Argentina sono gli unici paesi latinoamericani che non hanno fatto una riforma agraria. La guerra in Colombia un punto di frattura, cosa pensa degli ultimi avvenimenti? Sono convinto che, per quanto riguarda la Colombia, c il consenso della sinistra latinoamericana nel credere che la lotta armata senza futuro e che noi abbiamo la responsabilit della rappacificazione di questo paese. Ci sono due forme per mettere fine a questa guerra tra le Farc, Eln e il governo colombiano. La prima la soluzione militare del governo colombiano con lappoggio degli Stati Uniti, che non ha ottenuto risultati. Poi c la soluzione politica, come quella di El Salvador nel 1992 o in Guatemala nel 1996. La seconda quella della via pacifica, che consiste nella liberazione dei sequestrati in quella dei prigionieri politici e infine nellinserimento della guerriglia, nella vita pubblica, come partito politico. Chi ha la credibilit per negoziare con le Farc? Potrebbe essere Fidel Castro, ma lui lontano e non pi forte. Oltre a lui c Hugo Chavez, ma quando si profilava una soluzione, Bush che un pazzo, ha percepito che il merito del processo di pace sarebbe andato a Chavez e non a Uribe, ed ha avallato lattacco militare in territorio ecuadoregno, rovinando un delicato lavoro politico di rappacificazione. Ora Uribe riconosce lerrore, ma il danno fatto.

California, lAlta corte: S ai matrimoni gay


La Corte Suprema della California ha sentenziato che lo Stato Usa non pu proibire i matrimoni gay, dichiarando costituzionalmente illegittimo il divieto in tal senso imposto invece dalle autorit californiane: una pronuncia dimportanza capitale, che di fatto apre la via alla libera celebrazione di unioni riconosciute dalla legge tra persone del medesimo sesso, e che suscettibile di avere ripercussioni al di l dei confini statali. La decisione, nellanno delle elezioni presidenziali, potrebbe far tornare in scena la questione come tema poltico di campagna elettorale. Non siamo in grado di affermare che il tenere ferma la tradizionale definizione di matrimonio corrisponda a un interesse statale da far rispettare, recita il dispostivo della sentenza, adottata a maggioranza. Ne traiamo di conseguenza la conclusione secondo la quale, nella misura in cui le disposizioni di legge della California attualmente in vigore circoscrivono il matrimonio alle sole persone di opposti sessi, tali disposizioni sono incostituzionali. La Corte si divisa, come spesso accade su questi temi: a favore della rivoluzionaria decisione si sono schierati quattro dei suoi sette giudici, contrari gli altri tre.