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La Stampa Del 13/5/2008 Sezione: Esteri Pag.

15 SECONDO UN SONDAGGIO LA MAGGIORANZA DEI BELGI DI LINGUA NEERLANDESE PASSEREBBE VOLENTIERI DAL CONTROLLO DI BRUXELLES A QUELLO DELLAIA

Wilders: Le Fiandre allOlanda


CORRISPONDENTE DA BRUXELLES La premessa che le turbolenze politiche senza fine che agitano il Belgio sono la prova che il Paese farebbe meglio a cessare di esistere; la conclusione che bisognerebbe indire un referendum per chiedere alle Fiandre di unirsi ai Paesi Bassi e dunque creare un unico grande Stato per la nazione di lingua neerlandese. E l'ultimo teorema del solito Geert Wilders, il leader del Partito della Libert olandese salito all'onore delle cronache per aver girato, fra mille polemiche e minacce, Fitna, il cortometraggio in cui si afferma che il Corano un libro fascista. L'idea non nuova, eppure non ha mancato di agitare la quiete festiva della Pentecoste a Bruxelles, dove il dibattito sul divorzio possibile tra fiamminghi e valloni gravita da tempo ai margini dei discorsi ufficiali. Una provocazione? Forse. Ma l'ossigenato nazionalista del Limburgo uno che non spara mai nel mucchio. Abile nel maneggiare le regole della democrazia, Wilders avanza la proposta con un stile inattaccabile. In un'intervista al quotidiano De Telegraaf ha affermato che Jan Peter Balkenende, il cristiano democratico che guida la grande coalizione olandese, dovrebbe sondare l'omologo belga Yves Leterme per discutere l'opportunit d'una consultazione popolare sulla possibilit che le Fiandre si stacchino dal paese piatto per riunirsi dopo quasi 180 anni ai cugini Orange. Dal punto di vista economico avrebbe senso - assicura il leader del Pdl -: ci sarebbe poi il porto di Anversa, un altro aeroporto, strutture pi forti. So che molti concordano con me. Cos com', il Belgio ora un pasticcio. Tutto vero, in realt. In regno di Alberto diviso in due parti dalla nascita (1830), con il Nord oggi abitato da sei milioni di fiamminghi e il Sud popolato da circa cinque milioni di valloni francofoni. La convivenza delle due nazionalit, che trova il punto di coesione nella monarchia, si fa ogni giorni pi difficile. Per formare il primo governo Leterme sono occorsi dieci mesi e gi in capo a trenta giorni l'esecutivo ha rischiato di cadere per una disputa sull'appartenenza linguistica del distretto Bruxelles-HalleVilvoorde. Nord e Sud dialogano a fatica e non cooperano: il clima di indifferenza conflittuale. Solo l'ordinamento duale e federalista ha fornito sinora il cemento per puntellare la crisi didentit del Paese. Wilders sostiene che culturalmente sono molti i punti in comune tra Fiandre e Paesi Bassi e che lunione sarebbe un bene per l'occupazione, anche perch il sistema scolastico fiammingo di qualit, mentre le tasse sono pi basse. E' certo che potrebbe funzionare. Oltretutto, in novembre un sondaggio ha rivelato che la maggioranza dei belgi di lingua neerlandese sarebbe disposta alla scissione e passerebbe volentieri dal controllo di Bruxelles a quello de L'Aia. Possibile o impossibile? Una fonte vicina al gabinetto Leterme spiega che le Fiandre vogliono effettivamente una maggiore autonomia o, in alternativa, una piena indipendenza. Tuttavia, si ricorda, i legami culturali non sono cos stretti come suggerisce Wilders: c' un problema storico (la rottura del 1830 avvenne contro gli Orange-Nassau), di religione (i cattolici fiamminghi non si prendono con i calvinisti olandesi), di ruolo (non accetterebbero mai di darsi completamente ai

Paesi Bassi). E' un tentativo di restare al centro dell'attenzione dopo il sostanziale fallimento dell'offensiva contro l'Islam assicura il diplomatico bruxellese. Pu darsi. Intanto il leader del Pdl tornato sulle prime pagine. E il dibattito che ha scatenato ha tutta l'aria di poter generare una coda lunga e velenosa.

Le Conseil de l'Europe arpente la Flandre pour dfendre les maires francophones


LE MONDE Article paru dans l'dition du 16.05.08. Le Conseil de l'Europe a dlgu en Belgique une mission charge d'enquter sur la situation de trois maires francophones lus dmocratiquement en Flandre, mais que le gouvernement rgional flamand refuse de nommer depuis 2006. Mardi 13 et mercredi 14 mai, le prsident de la dlgation, Michel Gugan, maire franais de La ChapelleCaro (Morbihan), et son adjoint Dobrica Milovanovic, lu municipal en Serbie, ont rencontr des reprsentants politiques pour tenter de comprendre un dossier qui menace la survie du gouvernement fdral d'Yves Leterme. MM. Gugan et Milovanovic se sont tonns d'une affaire aux allures vaudevillesques mais qui, selon eux, n'est pas anodine. "Il y a de la gravit dans la situation de ces trois communes", a dclar M. Gugan, estimant qu'une issue aurait d tre trouve "depuis longtemps". Linkebeek, Kraainem et Wezembeek-Oppem sont trois municipalits dites " facilits" de la banlieue de Bruxelles : elles sont situes en Flandre, mais majoritairement peuples de francophones, auxquels sont octroyes des "facilits" leur permettant notamment d'obtenir des documents officiels dans leur langue. Toutes trois sont gres par des membres du Front dmocratique des francophones (FDF). Depuis leur lection en 2006, Damien Thiry (Linkebeek), Arnold d'Oreye (Kraainem) et Franois Van Hoobrouck (Wezembeek-Oppem) se heurtent, l'intransigeance de Marino Keulen, ministre rgional des affaires intrieures. Ce dernier leur reproche d'avoir envoy aux lecteurs des convocations dans leur langue : le nerlandais ou le franais. Or, une circulaire rgionale impose que les documents administratifs de ces municipalits soient transmis en nerlandais, avant leur traduction franaise obtenue sur demande. Le dossier a pris l'allure de symbole. Les Flamands ont relanc leur projet de scission de l'arrondissement bilingue (Bruxelles-Hal-Vilvorde) qui sous-tend l'existence du systme de "facilits". Les francophones affirment vouloir bloquer toute ngociation institutionnelle tant que la situation des maires ne sera pas rgle. Plaidant "la bonne volont", M. Gugan, a affirm "ne pas vouloir touiller dans le chaudron des Belges" . Il ne veut pas tre attir dans des querelles de politique intrieure. Il a toutefois rappel qu'en 2003 le Conseil de l'Europe avait recommand la Belgique de faire nommer directement les maires par les citoyens ou les conseils municipaux. M. Gugan a jug "inquitant" qu'un lu local ne puisse pas librement parler sa langue. La teneur du rapport qu'il rendra public Strasbourg fin mai semble ds lors laisser peu de place au doute. La Rgion flamande manifeste dj son exaspration, estimant que les trois maires ont enfreint la loi et qu'un avis du Conseil de

l'Europe ne pse rien face cela. L'lu serbe serait reparti en colre, apprciant peu qu'un ministre flamand ironise sur le fait que les Belges, eux, "viteront la guerre civile". Jean-Pierre Stroobants