Sei sulla pagina 1di 1

Corriere della Sera Del 17/7/2008 Sezione: Esteri Pag.

17 /

FARI
VITTORIO SABADIN, CORRISPONDENTE DA LONDRA La principessa Anna dInghilterra aveva solo 5 anni quando nel 1956 la madre la port a visitare un faro. Il fratello Carlo pass tutto il tempo a suonare il corno da nebbia nel gabbiotto del guardiano, ma Anna sub da quel luogo una attrazione speciale, che non lha pi abbandonata. Molti re hanno collezionato monete, altri francobolli: la figlia della regina Elisabetta sta collezionando fari. Ne ha gi visitati decine e intende arrampicarsi sulle scogliere di tutti quelli della Scozia, che sono 215. Ci va in incognito, spesso infagottata in un giaccone da pioggia. Bussa alla porta delle casupole dei guardiani, ora occupate da turisti o da nuovi avventurosi proprietari, e chiede permesso. Altri fari, quelli in mezzo al mare, li vede da bordo del suo Sloop di 12 metri che governa spesso da sola, salpando lancora e issando le vele. Di tutti gli hobby, la farologia non certamente il pi strano, ed condiviso da migliaia di persone in tutto il mondo. Poche opere delluomo sono tanto affascinanti, cariche di storia e di misteri, cos isolate da tutto e cos necessarie - anche ai tempi dei satelliti e del GPS - alla salvezza di chi naviga. I marinai dicono ancora che il posto migliore dal quale ammirare un faro la poppa della nave, dopo che si scapolato lostacolo che segnalava. E in Scozia, che ha 6000 chilometri di costa frastagliata (la sola contea di Argyll ne ha pi dellintera Francia) dietro ogni faro ci sono storie affascinanti, costruttori geniali, architetture coraggiose e indistruttibili, destinate a reggere la forza di un oceano crudele. Molti sostengono che il faro pi bello del mondo sia quello di Bell Rock, piantato su uno scoglio del Mare del Nord, a 11 miglia dalla costa. Lo scoglio si chiama Bell proprio perch nel 1300 cera una campana a segnalare la secca, ma dopo appena un anno se la prese un pirata olandese. Ogni inverno almeno sette navi scomparivano nella zona e una tempesta ne affond 70 tutte assieme. Fu per la perdita nel 1804 della HMS York, un vascello di terza classe da 74 cannoni, a fare decidere il Parlamento a rispolverare una vecchia, impossibile idea dellingegnere scozzese Robert Stevenson, nonno dello scrittore Robert Louis: un faro in mezzo al mare. Poich Bell Rock era regolarmente sommerso dallalta marea, gli operai potevano lavorare alla costruzione solo poche ore al giorno. Stevenson viet di usare esplosivo per non compromettere la solidit dello scoglio e le pietre vennero innalzate una sullaltra con un meccanismo a incastro tridimensionale. Questa meraviglia dellarchitettura del primo 800 si innalza per 35,5 metri in mezzo al mare, come un giunco in uno stagno, per usare le parole dello scrittore scozzese RM Ballantyne. Due uomini morirono per costruirlo, ma migliaia di altri furono salvati dalla sua luce, che si accese la prima volta nel 1811: da allora ha sempre funzionato, resistendo alla furia delle onde, senza mai avere bisogno di riparazioni, salvo quelle rese necessarie da un elicottero che vi si schiant nel 1955. Altri luoghi meravigliosi e molto ambiti dai cercatori di fari sono lisola privata di Inchkeith, che si ammira da Portobello, a Edimburgo. La torre di 67 metri che domina il mare dal 1804 unaltra opera dellinfaticabile Stevenson, patriarca di una famiglia di costruttori di fari. A suo figlio Alan si deve quello di Skerryvore, al largo delle Ebridi. Sembra sia stato costruito un paio di giorni fa, con una perfezione tale che ancora adesso una cartina di sigaretta non si infila nelle giunture dei blocchi

di pietra. Fu costruito tra il 1838 e il 1844, con turni di lavoro di 17 ore al giorno e con Alan sempre primo a sbarcare sugli scogli, alle 4 del mattino. Ancora esiste, e funziona, il bellissimo faro dell'isola di Pladda, datato 1790. Quello di South Stack (1809) proietta ancora la sua luce a 28 miglia di distanza e quello di Fair Isle, progettato nel 1892 da un altro Stevenson, Charles, stato l'ultimo ad avere ancora un guardiano prima di diventare, dieci anni fa, tristemente automatico come tutti gli altri. Il viaggio pi affascinante e misterioso che ogni cacciatore di fari pu compiere per quello verso le Isole Flannan, su uno scoglio 17 miglia al largo dell'isola di Lewis. Il 26 dicembre del 1900 la nave appoggio Hesperus arriv portando gli uomini che dovevano dare il cambio ai tre guardiani del faro, dopo 90 giorni di servizio. Ma su quel piccolo pezzo di roccia in mezzo all'Atlantico non c'era pi nessuno. Non si sa che cosa sia accaduto, e il faro delle Flannan da pi di un secolo al centro di leggende e ipotesi, canzoni e poemi che ricordano l'emozione per un'altra inspiegabile tragedia del mare, la scomparsa nel 1872 di tutto l'equipaggio del brigantino canadese Mary Celeste, la prima nave fantasma. Wilfrid W. Gibson scrisse nel 1912 la Ballata di Flannan Isle, per ricordare quel giorno: La carne, il formaggio e il pane / intonsi sulla tavola, e nessuno intorno. / Un pericolo li aveva portati in fretta fuori / perch a capotavola era rimasta una sedia rovesciata.