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MOZIONE D’ INDIRIZZOURGENTE
Contro ogni pregiudizio razzialeContro la misura che consente ai medici di denunciaregli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie,Contro le violazioni dei diritti dei minori
Premesso che:
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nel nostro Paese è in atto da qualche tempo una campagna tendente a strumentalizzarequalsiasi fatto di cronaca nera per soffiare sul fuoco della paura e del pregiudizio verso gliimmigrati presenti nel nostro Paese, creando un clima a loro ostile che finisce peconsolidare gli orientamenti xenofobi e razzisti;
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l’ultimo episodio di violenza sessuale perpretata ai danni di una ragazza a Roma è statal’ennesima occasione per lo scatenarsi di tale furore mediatico contro gli stranieri presentinel nostro Paese;
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è sempre più frequente l’attitudine del Governo a usare la leva della decretazioned’urgenza quale strumento di risposta propagandistica alle ventate emotive alimentate daimass media come accaduto con le recenti misure antistupri;
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anche l’istituzione delle ronde contenuta nel decreto antistupri varato dal governo lo scorso20 febbraio costituisce una violazione del principio che la sicurezza debba essereassicurata dallo Stato e dai suoi corpi e che con tale misura si apre, di fatto, a unaprivatizzazione della tutela dell’ordine pubblico, con seri rischi di devianza xenofoba erazzista delle azioni di pattugliamento e di controllo del territorio che prenderanno di mira,quasi elusivamente, i cittadini stranieri a prescindere dalla loro effettiva pericolosità;
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infatti, le probabilità per un cittadino straniero di essere fermato e controllato dalle forzedell’ordine è di 28 a 1 rispetto al cittadino italiano, e che tale disparità di trattamento siproietta anche sulla carcerazione cautelare in maniera fortemente sproporzionata rispettoalla quantità dei reati di cui sono accusati gli stranieri;
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la previsione del carcere obbligatorio per chi è soltanto accusato di aver commesso reati diviolenza sessuale, al di fuori di un’effettiva valutazione da parte del giudice dellafondatezza delle accuse, rappresenti un vulnus giuridico che contrasta con la presunzionedi innocenza costituzionalmente garantita e può aprire la strada a pericolose limitazionidella libertà personale disposte per legge soltanto sulla base di sospetti;
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pertanto, è gravissima, la scelta del governo di reintrodurre per decreto una misura che ilSenato aveva bocciato, quale l’allungamento fino a sei mesi dei termini di trattenimentodegli immigrati irregolari nei centri di identificazione ed espulsione;
Considerato che:
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il ddl “Disposizioni in materia di sicurezza” reintroduce il reato d’immigrazione clandestina,che trasforma in reato penale un’irregolarità amministrativa quale la presenza senzadocumenti sul territorio nazionale, sottoponendo pertanto il sistema giudiziario a unimpegno straordinario per catturare e portare a giudizio persone colpevoli soltanto diessere scappati dalla loro condizione, a prescindere dalla pericolosidel lorocomportamento;
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il suddetto ddl approvato dal Senato oltre ad altre misure restrittive e fortemente discutibiliin tema di ricongiungimenti familiari, ha introdotto la tassa di soggiorno da 80 a 200 euro dapagarsi in occasione del rinnovo del permesso di soggiorno, a fronte tra l’altro di un sistemadei rinnovi come quello attuale basato sull’inoltro delle domande tramite Poste spa,assolutamente incapace di rispondere in maniera efficiente e tempestiva alle domandepresentate, anzi con tempi di risposta da parte delle Questure preposte al rilascio che inmolti casi superano la data di valenza annuale del permesso richiesto;
 
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l’art. 45, comma 1, lett. f) del disegno di legge sulla sicurezza introduce l’obbligo per ilcittadino straniero di esibire il permesso di soggiorno in sede di richiesta di provvedimentiriguardanti gli atti di stato civile, tra i quali sono inclusi anche gli atti di nascita, a modificadell’art. 6 comma 2 del D. Lgs. 286/1998, eliminando l’eccezione attualmente prevista inbase alla quale il cittadino straniero è esonerato dall’obbligo di presentare il documento disoggiorno per i provvedimenti riguardanti gli atti di stato civile;
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l’ufficiale dello stato civile non potrà dunque ricevere la dichiarazione di nascita né diriconoscimento del figlio naturale da parte di genitori stranieri privi di permesso disoggiorno;
Considerato altresì che:
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le misure contenute nel disegno di legge 733 approvato dal Senato che prevedono lapossibilità da parte dei medici di poter denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgonoalle strutture sanitarie, contravviene ai principi costituzionali di tutela della persona umana aprescindere da sesso, razza, religione, condizione sociale e dei più elementari principideontologici di assistenza e cura cui tutti i medici sono tenuti;
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tale misura oltre che essere offensiva del diritto alla salute delle tante persone bisognose dicura che saranno costrette a evitare ogni contatto con le strutture sanitarie per paura diessere denunciate, reca grave pregiudizio alla salute pubblica, in relazione alle aumentatepossibilità di diffusione di malattie infettive proprio dovute alla non corretta profilassi dipersone costrette a nascondere il loro stato di salute.
Valutato che:
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la recente modifica al decreto 733, ritornato al vaglio dopo le legittime polemiche che avevasollevato, ha variato in parte il testo ma non ha risolto il problema, infatti, nel testo dainviare alla Camera c’è “la sospensione del divieto di segnalazione di assenza deidocumenti” e quindi “l’obbligo di segnalare gli immigrati irregolari riguarda solo i medici dipronto soccorso, che sono pubblici ufficiali, ma per gli altri medici la denuncia o meno èquestione di libera scelta”, cos’ cime ha dichiarato il sottosegretario Martini che aggiungeche riguardo al profilo di pubblico ufficiale, afferma che, “nel caso dei medici, soltanto quellidi pronto soccorso sono pubblici ufficiali”.
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tale interpretazione e/o decisione sono in contraddizione con il ddl sulla sicurezza e collidedecisamente con il Codice Penale che, di fatto, rende “tutti i medici pubblici ufficialinell’esercizio delle loro funzioni o servizi, la cui omissione o ritardo comporta una sanzionepenale”.
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Infatti, l’articolo 21 dello stesso ddl sicurezza considera reato l'ingresso e il soggiornoillegale nel territorio dello Stato; il medico dipendente del Servizio sanitario nazionaleriveste contemporaneamente, secondo il costante orientamento della giurisprudenza, laqualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio (articoli 357 e 358 delcodice penale); l’operatore sanitario deve agire secondo le regole generali effettuando ladenuncia all’Autorità Giudiziaria (articoli 361 e 362 del codice penale);
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da ciò deriva per TUTTI i medici un vero e proprio obbligo di denuncia di un reato di cuiessi abbiano avuto notizia nell'esercizio delle loro funzioni o servizi, la cui omissione oritardo comporta una sanzione penale;
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la disposizione normativa che impedisce la registrazione della nascita si configura comeuna misura che nega alla radice uno dei diritti principali della persona, oltre a scoraggiareuna protezione del minore e della maternità, apparendo dunque incostituzionale sottodiversi profili:
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in primo luogo comporta una palese violazione del dovere per la Repubblica di proteggerela maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo (art. 31,comma 2 Cost.) e sfavorisce il diritto-dovere costituzionale dei genitori di mantenere i figli(art. 30, comma 1 Cost.);
 
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in secondo luogo viola il divieto costituzionale di privare della capacità giuridica e del nomeuna persona per motivi politici (art. 22 Cost.) ed è noto che la dottrina costituzionale siriferisce alle privazioni per qualsiasi motivo di interesse politico dello Stato;
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la norma è altresì incostituzionale per violazione del limite previsto dall'art. 117, comma 1Cost. che impone alla legge di rispettare gli obblighi internazionali, ponendosi, infatti, inpalese contrasto con la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 20novembre 1989, ratificata e resa esecutiva con legge 27 maggio 1991, n. 176 che agliarticoli 7 e 8 riconosce a ogni minore, senza alcuna discriminazione (dunqueindipendentemente dalla nazionalità e dalla regolarità del soggiorno del genitore), il diritto diessere “registrato immediatamente al momento della sua nascita”, il diritto “a un nome, adacquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori ed aessere allevato da essi”, nonché il diritto “a preservare la propria identità, ivi compresa lasua nazionalità, il suo nome e le sue relazioni famigliari”;
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la disposizione in oggetto violerebbe inoltre l'art. 24, comma 2 del Patto internazionale suidiritti civili e politici, firmato a New York il 16 dicembre 1966, ratificato e reso esecutivo conlegge 25 ottobre 1977, n. 881, che espressamente prevede che ogni bambino deve essereregistrato immediatamente dopo la nascita e avere un nome;
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le conseguenze di tale modifica normativa sui bambini che nascono in Italia da genitoriirregolari sarebbero gravissime:
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i minori che non saranno registrati alla nascita resteranno privi di qualsiasi documento etotalmente sconosciuti alle istituzioni: bambini invisibili, senza identità, e dunque esposti aogni violazione di quei diritti fondamentali che ai sensi della Convenzione ONU sui dirittidell’infanzia e dell’adolescenza devono essere riconosciuti a ogni minore. Ad esempio, inmancanza di un documento da cui risulti il rapporto di filiazione, molti di questi bambini nonpotranno acquisire la cittadinanza dei genitori e diventeranno dunque apolidi di fatto. Per tutta la vita incontreranno ostacoli nel rapportarsi con qualsiasi istituzione, inclusa la scuola.Proprio a causa della loro invisibilità, saranno assai più facilmente vittime di abusi, disfruttamento e della tratta di esseri umani.
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in secondo luogo, vi è il forte rischio che i bambini nati in ospedale non siano consegnati aigenitori privi di permesso di soggiorno, essendo a questi ultimi impedito il riconoscimentodel figlio, e che in tali casi sia aperto un procedimento per la dichiarazione dello statod’abbandono. Questi bambini, dunque, potranno essere separati dai loro genitori, inviolazione del diritto fondamentale di ogni minore a crescere nella propria famiglia (adeccezione dei casi in cui ciò sia contrario all’interesse del minore), sancito dallaConvenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e dalla legislazione italiana;
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molte donne prive di permesso di soggiorno, temendo che il figlio sia loro tolto, potrebberodecidere di non partorire in ospedale, e, anche in considerazione delle condizioniestremamente precarie in cui vivono molti immigrati irregolari, sono evidenti gli elevatissimirischi che questo comporterebbe per la salute sia del bambino sia della madre, con unconseguente aumento delle morti di parto e delle morti alla nascita.
Ritenuto che:
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la Costituzione Italiana debba sempre essere rispettata;
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la nostra Costituzione sancisce come diritto prioritario il diritto alla salute;
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la riforma della Costituzione del 2001, in particolare dell’articolo 117, ha introdotto lapotestà di legislazione concorrente dello Stato e delle Regioni e la potestà regolamentaredelle Regioni in materia di tutela della salute;
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quindi, la Regione ha un ruolo fondamentale nella programmazione, organizzazione egestione dei servizi sanitari, essa è responsabile in via esclusiva dell'organizzazione dellestrutture e dei servizi sanitari, ed è direttamente impegnata ad assicurare l'effettivaerogazione delle prestazioni;

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