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Cap.

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La Sacra Scrittura e la Teologia Morale
Schema
I. Situazione (rinnovamento ristagnato) e problemi attuali
1. Problema 11: esiste una morale cristiana?
2. Problema 21: qual il fondamento dellobbligo, delle norme morali?; autonomia / teonomia;
autonomia / eteronomia delle norme morali?
3. Conseguenze
II. R/ problema 1 : esiste una morale cristiana?
1. Vantaggi apparenti
2. Errore metodologico
3. Contraddizione interna
4. Cr/ Filosofica: dualismo
5. Cr/ Teologica
III. Quale lettura della Sacra Scrittura?
1. Si parte di categorie razionali
2. Incominciare dalla Parola di Dio
3. Parola di Dio in parole umane
4. La catechesi apostolica, soltanto parenesi o anche paraclesi?
5. Ragione pratica e Rivelazione
6. Metodo del insieme
IV. Comandamenti e legge del amore
1. Il decalogo, legge dellAlleanza
2. Ges e la legge
3. San Paolo e la legge
4. Legge nuova e comandamenti (in vista di una sintesi teologica)
IV. Appendice
Introduzione
1. Manualistica (casistica)
Approccio riduttivo:
1.- Elaborava una TM fondata sulla legge naturale, costruita in modo molto razionale.
2.- Utilizzava la Scrittura e i Padri quasi solo per confermare. La Sacra Scrittura come repertorio
o catalogo di testi per conferma.
3.- Fonte principale = la ragione; fonte secondaria = la Rivelazione.
2. Vat. II, Optatam totius, 16: richiesta di rinnovamento
A) OT, 16 (Decreto sulla formazione sacerdotale): *Con particolare diligenza si curi la formazione
degli alunni con lo studio della sacra Scrittura, che deve essere come lanima di tutta la teologia [...].
Parimenti tutte le altre discipline teologiche vengano rinnovate per mezzo di un contatto pi vivo col
mistero di Cristo e con la storia della salvezza. Si ponga speciale cura nel perfezionare la teologia
morale, in modo che la sua esposizione scientifica, pi nutrita della dottrina della sacra Scrittura, illustri
la grandezza della vocazione dei fedeli in Cristo e il loro obbligo di apportare frutto nella carit per la
vita del mondo+.
B) Questo tutto quello che il Concilio parla della Teologia Morale. Perch? Fallimento dello schema
De re morali. Commissione da Giovanni XXIII, redattore principale: Hrt S.J.; critiche (p.es.: dal Card.
Dpfner di Mnich e Joseph-Marie Le Guillou O.P.); revisioni ma non sufficientemente maturo
1
.
1
Cf. S.-TH. PINCKAERS, Pour une lecture , pp. 32-36; Para leer la Veritatis Splendor, pp. 54-60. Questa parte non
compare nella traduzione italiana, adattata in forma di articolo: Linee per un rinnovamento evangelico della morale.
Una lettura della Veritatis Splendor, in Annales theologici 10 (1996), pp. 3-68.
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I. Situazione e problemi attuali
A che punto siamo in questo rinnovamento, nel rispondere questa necessit di fare della Sacra
Scrittura lanima e il fondamento della T.M.? Rinnovamento iniziato, ma ristagnato.
1. Problema 11 11 1: esiste una morale cristiana?
Questo compito di rinnovamento a partire della Sacra Scrittura si ristagnato. Nel dopo Concilio (per
trentanni) il problema se esiste o meno una morale specificamente cristiana (diversa da quella che
propongono le altre religioni e anche da una etica meramente umana e razionale), ha assorbito le energie
dei teologi, specialmente dei moralisti. Inoltre, la risposta pi comune data a questo problema ha portato a
vedere la Sacra Scrittura come insufficiente.
A) Retroterra
Come nato il problema? Questo problema sorge da:
a) Latteggiamento e desiderio de apertura al mondo e alle altre religioni avviato dal Vat II: cosa
ha di specifico il cristianesimo che non si trova nelle proposte morali delle altre religioni, filosofie,
culture?
b) Laver presso in considerazione il fenomeno della secolarizzazione: vivere, organizzare il mondo,
la societ senza Dio. NDT, 1405-1430
# Vat II, legittima autonomia delle realt create, della societ, della scienza: bont naturale delle
cose create, proprie fini e leggi, ma bisogna ordinarli a Dio, daccordo con i principi del cristianesimo
(Apostolicam Actuositatem 7, 26). Giusta e falsa autonomia (GS, 36, 41, 55, 56, 59; GS 20: ateismo)
# Secolarizzazione = neutrale, pu avere connotazione + o B (DTF 1088-1107)
! Secolarit delle realt terrene
! Secolarismo: antireligioso, ateo o deista
c) Discussione dei problemi morali concreti in una societ pluralista:
# Discussione problemi morali: soltanto argomenti di ragione per dialogare e mostrare la
ragionevolezza della morale cristiana; collaborare.
# Collaborare e dialogare con le altre scienze: psicologia, sociologia.
B) Risposta: livello trascendentale / categoriale
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R/ Bisogna distinguere due livelli
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(*VS 36-37; 31-41, 65)
1.- Se osserviamo il comportamento delle persone riguardo a virt morali (umane), riguardo agli
ambiti del mondo o intramondani (rapporti con gli altri = giustizia, veracit, sessualit...), no
differenza tra un buon cristiano e una buona persona non cristiana (pagare tasse, aiutare qualcuno,
essere onesto, sincero, un sposo fedele...) = livello categoriale (categorie o tipi di
comportamento).
2.- Se la differenza tra un buon cristiano e una buona persona non si trova nel comportamenti
esteriori, dove allora? Atteggiamenti personali, intenzioni e motivazioni generali (fede,
speranza, carit, imitazione di Cristo) = livello trascendentale.
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Sostenitori, in diversi gradi e modi, di questa posizione, chiamata della morale autonoma sono: F. Bckle, A.
Auer, J. Fuchs, B. Shller, D. Mieth, P. Bourgy, F. Furger, W. Kerber, Ch.E. Curran, R. Simon, J. Lacroix, P.
Valadier, X. Thvenot, S. Privitera, E. Lpez Azpitarte, M. Vidal. In parte: S. Bastianel, K. Demmer, F.
Compagnoni. Influsso di Kant e Rahner. Lo studio pi completo (di 760 pp.) su questo dibatito : T. TRIGO OUBIA,
El debate sobre la especificidad de la moral cristiana, EUNSA, Barain (Navarra) 2003.
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Cf. J. FUCHS, Esiste una morale cristiana. Questioni critiche in un tempo di secolarizzazione, Herder, Roma
Morcelliana, Brescia 1970; Il Verbo si fa carne, Piemme, Casale Monferrato (AL), 1989, pp. 7-185, specialmente.
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1) Categoriale:
a) Comportamenti e norme concrete, che appartengono a categorie o ambiti specifici come quelli
segnalati dai comandamenti e le virt morali (ambito della giustizia, della veracit, della sessualit,
del lavoro, del riposo, ecc.).
b) Sacra Scrittura: insufficienza della morale biblica
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# Norme su comportamenti concreti poco frequenti e chiari, non diversi del VT e di altri popoli
(Vangelo, San Paolo)
# Condizionate storicamente (epoca, cultura, mentalit), cambianti, non assolute umane, opera
della ragione umana, non appartengono propriamente alla Rivelazione (non rivelate)
5
.
! p.es.: San Paolo; ancora pi condizionate nel VT: occhio per occhio, impurit...
# Soltanto paradigmi che ci offrono un modello per indicarci che nello stesso modo che loro nel
loro tempo, cultura e circostanze hanno pensato razionalmente quelle norme, cos anche noi...
dobbiamo darci delle norme per il buon funzionamento del mondo (Es: Mt 19, 1-9: divorzio:
Ges parlava in un contesto culturale preciso...; oggi dobbiamo applicare quellinsegnamento
mediante un processo ermeneutico...; San Paolo
# Ci offre ispirazione, motivazioni profonde, esortazioni (parenesi) (ama Dio, perdona i
nemici, siate casti, siate giusti, siate veritieri), ma senza voler indicare che cosa significa
concretamente essere casto, essere veritiero, ecc., consigli (se vuoi essere perfetto...; se
qualcuno vuole seguirmi...), ideali (Mt 5, 39-41: *Beati i poveri di spirito...+; *se uno ti percuote
la guancia destra, tu porgigli anche laltra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la
tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringer a fare un miglio, tu fanne con lui due+),
atmosfera favorevole, contesto cristiano.
# C/ Insufficienza della morale biblica, delusione.
Nesso: e allora dove possiamo trovare le norme morali concrete su come dobbiamo comportarci
riguardo ai problemi concreti della nostra vita nel mondo? > la ragione = morale umana e autonoma
(non dipende di una istanza esteriore alla ragione stessa, Kant)
c) Morale umana e autonoma
# No morale n comportamento specificamente cristiano
# Morale umana = opera della ragione
# Dunque: morale autonoma: lobbligo morale non dipendente di istanze eteronome, imposte
da unautorit esterna, ma dallo stesso soggetto razionale che responsabilmente si autodetermina.
# Ordine, etica o ethos mondano (intramondano): verit, norme etiche intramondane
materiali, operative, concrete, che riguardano i rapporti delle persone tra di loro, il come
organizzare la societ e il mondo.
# Qui non si giudica la bont / malizia della persona, ma se il comportamento, se gli atti sono retti /
sbagliati (right / wrong). P.es: Fuchs, fidanzati rapporti prematrimoniali senza sapere; cattivi?
No, comportamento sbagliato).
La dimensione salvifica della fede incide solo a livello trascendentale (la salvezza si gioca nel
livello trascendentale, interiore) e lascia libera la ragione di creare responsabilmente le norme
adeguate alla giusta ordinazione del mondo.
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Cf. J. FUCHS, Il Verbo si fa carne, pp. 7-30.
5
J. Fuchs dice che sono gli esegeti (gli esperti) a notare questo (cf. Il verbo si fa carne, p. 12, note 12 e 13), ma
esegeti molto competenti (p.es.: G. Segalla, R. Schnackenburg) affermano che le difficolt provengono piuttosto dei
moralisti (cf. E. COLOM A. RODRGUEZ LUO, Scelti in Cristo, p. 43, nota 138). Bisogna anche dire che la
selezioni di esegeti citati da questo autore alquanto parziale. Si veda anche linterpretazione sul modo come San
Paolo cerca di trovare soluzioni ai problemi morali (cf. J. FUCHS, Il Verbo si fa carne, pp. 133-163). Forse che
Paolo, occasionalmente, non pure lui in queste riflessioni debitore alle particolari idee del suo tempo? Forse ci si
deve chiedere: come avrebbe potuto non esserlo? (p. 162). I neofiti, incluso Paolo, non ricevettero una morale
della Chiesa. Essi devono cercare e trovare la morale della loro Chiesa in Corinto. Ci che accade a Corinto e
tramite Paolo deve necessariamente continuare nella Chiesa oggi (p. 163). Tuttavia molti esegeti competenti, come
Hrmann, Schlier, offrono uninterpretazione molto diversa della paraclesi apostolica, consone con linsegnamento
della Chiesa.
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A livello categoriale abbiamo una: morale autonoma in contesto cristiano, autonomia
teonoma della ragione creativa (autonomia data da Dio, che ha il suo origine in Dio). Dio ha
assegnato alluomo il compito di forgiare da se stesso, autonomamente il mondo e allora di
inventare, di creare, di stabilire responsabilmente le norme morali, e questo in una maniera
ogni volta nuova, diversa, secondo il contesto storico-culturale. La LMN non avrebbe un
contenuto immutabile, perch non sarebbe altro che linclinazione naturale della ragion pratica a
svolgere lattivit di stabilire delle norme, in rapporto al compito affidatogli [da Dio] della
propria perfezione e compimento, secondo un genuino processo storico-culturale
6
. Si tratta di
una ragione creatrice teonomamente fondata.
A questa morale autonoma si riferisce VS, 35-64.
2) Trascendentale:
a) Atteggiamenti personali, intenzioni generali e norme che riguardano la totalit della persona o
la persona nella sua totalit in relazione con Dio, Ges Cristo, il prossimo (abbi fede, ama Dio...),
che superano e pervadono tutte le categorie morali (non comportamenti concreti): fede, speranza,
carit, imitazione di Cristo.
b) Sacra Scrittura:
# Si esprime abbondantemente: molte norme, consigli... specificamente cristiani.
# S norme rivelate; Sacra Scrittura fonte principale della T.M. a questo livello
# Ordine, etica o ethos della salvezza: verit, norme di salvezza, riguardano la salvezza; in
gioco la salvezza perch la persona nella sua relazione con Dio, atteggiamenti interiori profondi,
generali.
# Valore assoluto (ama Dio e il prossimo, imita Cristo)
# A questo livello si mostra la bont / malizia della persona (good / bad) (Es.: fidanzati rapporti
prematrimoniali senza...; cattivi? No, comportamento sbagliato)
C/ A questo livello S esiste una morale specificamente cristiana
Conclusione: 1.- A livello categoriale: NO esiste una morale specificamente cristiana...
2.- A livello trascendentale: S esiste
2. Problema 21 11 1: qual il fondamento delle norme morali? Autonomia / teonomia; autonomia /
eteronomia delle norme morali?
Cf. Morale autonoma, cap. sulla LMN.
3. Conseguenze
A) Grande dibattito che impegna la morale nel suo insieme, le sue fondamenta:
# ruolo della Sacra Scrittura
# ruolo del Magistero della Chiesa (non autorit su norme morale concrete perch neanche la Sacra
Scrittura...); soltanto esortare...; nelle questioni concrete = una voce tra le altre, s, autorevole, ma
non vincolante.
# la legge morale naturale = autonoma
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, non universalmente valida, cambiante, storica.
# coscienza = creativa, soggettiva (non riferimento a Qualcuno o qualcosa diversa di se stessa per
giudicare il bene e il male). Diventa, anche se non se afferma, infallibile.
6
F. BCKLE, Fundamentalmoral, Ksel-Verlag, Mnchen 1977, p. 86. Cit. in M. RHONHEIMER, Autonomia morale,
libert e verit secondo lenciclica Veritatis Splendor, in G. Russo (a cura di), Veritatis Splendor. Genesi,
elaborazione, significato, Edizioni Dehoniane, Roma 1994, 2 ed. 1995, pp. 196-197. Ritorneremo pi
approfonditamente sul problema della morale autonoma nel capitolo sulla legge morale naturale.
7
Nella morale autonoma si ritrovano alcune istanze positive, che peraltro appartengono, in buona parte, alla
miglior tradizione del pensiero cattolico (VS, 36b), alcune punti che in se sono veri: p.es. il carattere razionale della
LMN e la dimensione interiore della moralit (non esiste moralit che l dove la persona riconosce il bene o il male
nella sua coscienza). Cf. VS, 36b, 74b.
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# peccato grave (azione concreta), ma non mortale (intenzioni, atteggiamenti, opzione
fondamentale).
# a livello trascendentale si da unetica della sincerit, delle intenzioni (con buone intenzioni si
potrebbe...) e, allo stesso tempo, a livello categoriale-mondano, unetica utilitaristica dei buoni
risultati: i comportamenti saranno corretti se servono per la buona organizzazione della
societ, della vita intramondana; saranno sbagliati se non servono. Che servano o meno
dipende dagli effetti o conseguenze positive/negative degli atti, dalla proporzione tra beni e mali
fisici, premorali, ontici. Correnti chiamate consequenzialismo e proporzionalismo
(USA), etica teleologica (Europa); cfr. cap. sullatto umano. Solo la ragione autonoma pu
giudicare sui risultati. Combinazione di etica kantiana della buona intenzione con unetica
utilitarista di cercare sempre il bene pi grande per il maggiore numero di persone.
B) E conseguentemente anche la risoluzione dei problemi pratici: contraccezione, divorzio,
omosessualit, relazioni prematrimoniali, aborto, ecc.
C) Per questo necessaria VS (4-5). Indice della enciclica riflette questi problemi (Cap. 2).
Frequentemente i teologi moralisti proporzionalisti, sostenitori della morale autonoma criticano
lenciclica di deformare le loro affermazioni, per cui non si sentono rispecchiati nelle critiche
dellenciclica. Una risposta: W.E. MAY, Theologians and Theologies in the Encyclical, in *Anthropotes+
10 (1994), 39-59, che fa vedere come le affermazioni criticate dalla VS corrispondono a delle
affermazioni puntuali di concreti teologi moralisti (con i riferimenti bibliografici pertinenti).
II. Giudizio sulla soluzione: trascendentale categoriale
Lasciamo la R/ al 21 problema: cfr. cap. sulla LMN. Adesso affrontiamo il 11 problema. Alcuni punti
di Cr/:
1. Vantaggi apparenti
A) Risposta sfumata, sottolinea il ruolo delle virt teologali e dellimitazione di Cristo nella morale
cristiana.
B) Sembra accontentare tutti: combina lopinione tradizionale (la morale cristiana diversa, pi alta) e
la nuova (la morale cristiana pienamente umana, riconducibile a norme di comportamento razionale).
C) Utile per capire dove si trova la difficolt nella domanda se c una morale cristiana = sul piano
categoriale o dei comportamenti concreti, nei problemi concreti riguardanti la giustizia, sessualit,
ecc.
2. Errore metodologico
A) Costruire la morale partendo da casi limiti: p.es. fidanzati... (insegnare anatomia con scheletri deformi
dallartriti; insegnare biologia con cellule infette di AIDS) e cercando di risolvere casi limiti, dilemmi
morali.
Ma la maggior parte della nostra vita non si compone di casi limiti, di circostanze estreme, ma di
azioni e situazioni ordinarie. La morale non la scienza dei casi rari, ma della vita, di tutta la vita.
Senza negare che deve anche affrontare i dilemmi morali, deve soprattutto indirizzare tutta la vita come
un tutto, mostrare qual quel tipo di vita che vale la pena vivere, chi (che tipo di persona) deve essere
(Aristotele, Santi Padri, San Tommaso).
B) R/ adeguata a questo problema (fidanzati...). Gli atti umani hanno due dimensioni:
# dimensione morale oggettiva: illiceit, malizia in se, peccato materiale.
# dimensione soggettiva: responsabilit, culpa, peccato formale o peccato in senso stretto. Problema
della coscienza erronea: la persona commette il male, ma non sa che quello che fa male. Non commette
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peccato perch non sa quello che fa. Ma bisogna comunque aiutarla ad uscire di quella situazione
perch si sta facendo male a se stessa (comportamenti di pigrizia, di superbia, rapporti prematrimoniali,
pornografia, droga, non assistenza alla Messa domenicale, mancanza di preghiera, ecc.)
3. Contraddizione interna
Si presenta come una morale autonoma nel contesto cristiano, ma nel ordine categoriale, mondano
sparisce la morale, e nel ordine della salvezza la morale non autonoma.
A) Nel ordine categoriale, mondano sparisce la morale: non c pi una morale, perch non si giudica
della bont o malizia degli atti (solo se right / wrong). Cercando il proprium della morale cristiana
sparisce il proprium della morale, sparisce la morale stessa, la moralit delle azioni, dato che queste non
sono gi moralmente buone o cattive, ma soltanto corrette / incorrette.
B) Nel ordine trascendentale, della salvezza che troviamo la morale: bont / malizia de la persona, ma
questa morale non autonoma, perch dipende in tutto dalla Rivelazione, dalla fede cristiana (secondo
gli autori qui si trova la morale specificamente cristiana).
4. Cr/ filosofica: dualismo, separazione tra la persona con le su intenzioni interiori e i suoi atti
(esteriori)
Cf. Cap. sullatto umano.
5. Cr/ teologica
A) Separazione fede/ragione; soprannaturale/naturale, rivelato/razionale.
1) Motivo sociale: s. XVII: guerre di religioni; religione non pi vincolo dunit, ma ostacolo per
la pace e convivenza; stabilire un ordine sociale sulla ragione, sulla morale naturale
(giusnaturalismo; Grotius: etsi Deus non daretur).
2) Motivo teorico: Surez (s. XVI): concetto di natura umana autosufficiente, completa in se
stessa. Il soprannaturale, la fede, lelevazione delluomo ad essere figlio di Dio, il suo destino
soprannaturale: aggiunte accidentali, superflue per capire cosa luomo.
# Ragione: = autosufficiente per costruire la morale, per questo autonoma.
3) R/Non A AA Anatura pura@ @@ @
Luomo = la creatura creata ad immagine e somiglianza di Dio (Gen 2, 27), e allora a
immagine di Cristo, che limmagine del Padre (Col 1,15; Eb 1,3), per essere suo figlio (Ef 1, 4-
6: In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo
cospetto nella carit, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Ges Cristo, secondo
il beneplacito della sua volont. E questo a lode e gloria della sua grazia; Rm 8, 28-30).
Non esiste una natura pura. solo una ipotesi teologica. Non esiste luomo puramente
naturale, non destinato alla vita eterna soprannaturale, non chiamato ad essere figlio di Dio nel
Figlio per mezzo dello Spirito Santo. Dio potrebbe aver creato luomo non destinato a partecipare
alla sua vita divina, ma lunico uomo reale che esiste quello a cui Dio vuole elevare alla
dimensione soprannaturale, che gli dunque esenziale.
Gratia non tollit naturam, sed perficit eam: de S.Th., I, a. 8, ad 2, sulla natura della scienza
sacra (= della Teologia); no significa che bisogna incominciare dalla natura-ragione, perch tanto
la grazia soltanto conferma e perfeziona un po..., ma significa: non abbiate paura di
abbandonarvi alla fede e alla Sacra Scrittura, perch lunghi dal distruggere e indebolire la vostra
ragione, volont, sentimenti..., le perfezioneranno, le illumineranno (Pinckaers, La parola, pp.
124-125, 131).
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B) Relazione intrinseca tra virt teologali e comportamento: una etica della fede
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1) Non c fede, speranza, carit senza virt morali (giustizia, prudenza, fortezza, temperanza...),
senza comandamenti (concretizzazioni, manifestazioni, riflessi dellamore per Dio e il prossimo)
e atti concreti. Senza opere: la fede e la carit sono morte (Gc 2, 14-26). Il ruolo delle virt
teologali molto di pi che offrire un contesto favorevole, ispirare, motivare... La fede, la
speranza, la carit hanno implicazioni concrete nella vita morale. Cf. Gal 5,6; Gc 2,14-26. La vita
morale cristiana nasce da esse, conseguenza di esse.
VS 66-70: La scelta fondamentale e i comportamenti concreti.
2) La grazia, le virt infuse teologali (e morali) trasformano le virt umani, gli atti umani. Il mio
atto di giustizia = atto di fede (Dio nel mio prossimo), di carit (amare al prossimo con lamore
de Dio), ecc. Esteriormente uguale a un altro atto di una persona non cristiana o non in grazia.
Cfr. virt, doni dello Spirito Santo.
C) Impossibile distinguere tra un ethos della salvezza cristiano (atteggiamenti) / ethos mondano
(comportamenti concreti), perch il nostro comportamento nel mondo parte costitutiva del ethos
cristiano della salvezza, necessario per raggiungere la salvezza. Ciascuno decide della sua salvezza
mediante le sue azioni concrete, che implicano anche degli atteggiamenti interiori. (Mt 7, 21-23; Lc 6, 46;
1 Cor 6, 9-10).
III. Quale lettura della Sacra Scrittura?
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Ma possibile che la Sacra Scrittura non abbia niente da offrirci, come Parola di Dio, riguardo ai
comportamenti concreti e si limiti a darci motivazioni, a procurarci un contesto favorevole? Se non si
trovato nella Sacra Scrittura niente di specificamente cristiano riguardo alla morale dei comportamenti
concreti, questo significa che il modo di accostarsi ad essa erroneo. Problema di fondo: come leggere la
Sacra Scrittura per ricavarne linsegnamento morale che racchiude, per far s che la Sacra Scrittura sia
vera fonte e fondamento de la TM?
1. Un modo sbagliato: partire delle nostre categorie razionali
Si parte di categorie filosofiche e si legge la Sacra Scrittura con gli occhiali delle queste categorie
mentali. e si legge la Sacra Scrittura con gli occhiali delle queste categorie mentali. Fonte principale della
morale = la ragione, non la Rivelazione.
A) Trascendentale = rivelato / categoriale = non rivelato, soltanto umano (p.es.: Decalogo e Sermone
della montagna = non rivelazione di Dio
10
).
Questo implica una separazione fede / ragione, e per tanto anche tra fede / morale (vita). La
Rivelazione rivelerebbe soltanto verit di fede, che non possiamo conoscere mediante la ragione, ma non
verit razionali, e questo anche riguardo la morale. La ragione sarebbe autonoma e come sovrana
nel regno del razionale, dove la Rivelazione non entrerebbe.
B) Separazione tra morale (obbligazione) / spiritualit (parenesi, esortazione)
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Contrari alla divisione trascendentale e categoriale, che separa fede e vita (morale), e sostenitori, in diversi
modi di una morale concreta specificamente cristiana, di unetica della fede sono: J. Ratzinger, H.U. von
Balthasar, H. Schrmann, B. Stckle, R. Rotter, M. Rhonheimer, W. Schrage (protestante), Y. Congar, S.-Th.
Pinckaers, Ph. Delhaye, A. Feuillet, R. Tremblay, A. Di Martino, C. Cafarra, L. Melina, G. Abb, D. Tettamanzi, A.
Scola, I. Biffi, G.B. Guzzetti, G.B. Sala, T. Styczen. di gran valore lo studio di J. RATZINGER H. SCHRMANN
H.U. VON BALTHASAR, Prospettive di morale cristiana. Sul problema del contenuto e del fondamento del ethos
crsitiano, Citt Nuova, Roma 1986 (orig. tedesco 1975; i lavori di Schrmann e von Balthasar sono dei contributi
presentati nella seduta della Commissione Teologica Internazionale del 1974; abbreviato nel futuro come PMC).
9
Cf. S.TH. PINCKAERS, Le fonti della morale cristiana, pp. 133-139; La Parola e la coscienza, pp. 95-134. Pi
brevemente: The Use of Scripture, pp. 1-19.
10
Cf. J. FUCHS, Il verbo si fa carne, p. 12.
8
1) Alla teologia morale apparterrebbe quanto indica obbligazione: imperativi, comandi su
comportamenti specifici, norme concrete. Alla teologia spirituale: ideali, consigli, parenesi (esortazioni),
il Sermone della montagna con le Beatitudini ed esortazioni...
2) Es: divisione artificiale lettere di San Paolo. Lettera ai Romani, ai Colossesi, agli Efesini: parte
dottrinale (dogmatica) / esortazione (morale), come se la parte dottrinale o dogmatica non avesse a
che vedere con la morale, o come se la morale non fosse dottrina da accettare nella fede, da credere.
Questi teologi moralisti concludono che si trovano nella Sacra Scrittura poche norme morali
concrete, e di queste, molti sono frutto dalla mentalit dellepoca (San Paolo sulle donne....). Quindi la
Sacra Scrittura non di aiuto concreto per la morale n per il suo rinnovamento.
C) Morale dellobbligo
1) Morale dellobbligo riduce la morale a norme, precetti, proibizioni. Domanda: cosa
obbligatorio? Cosa permesso o proibito? (domanda tipica: peccato?); fino a dove posso andare
senza peccare?; fino a dove sono veramente obbligato?
Conflitto tra legge / libert; legge / coscienza. Nascita dei sistemi morali per risolvere i dubbi di
coscienza e controversia sul probabilismo sec. XVII-XVIII: rigorismo o tuziorismo,
probabiliorismo, equiprobabilismo (San Alfonso Maria de Liguori), probabilismo, lasssimo
11
.
2) > la Sacra Scrittura contiene poche norme morali, molte di questi appartengono alla LMN
(Decalogo) e molte sono condizionate storicamente: la Sacra Scrittura ha poco da offrirci in
morale.
3) Ma possibile che la Parola di Dio non abbia quasi niente da offrirci...? > lettura sbagliata,
occhiali delle nostre categorie: morale = obbligazione.
Vediamo adesso come dobbiamo avvicinarci alla Sacra Scrittura, per trovare il tesoro morale che Dio
vuole comunicarci.
2. Incominciare dalla Parola di Dio: morale della salvezza-felicit
Ascesi o conversione intellettuale = mettere da parte le nostre categorie razionali, per
incominciare dalla Parola di Dio (che sia veramente e non soltanto in teoria fonte principale per la TM).
Bisogna praticare una specie di epoch della fenomenologia....
# Mt 11, 25: Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch hai tenuto nascoste queste
cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli
A) La chiave per aprire il messaggio morale racchiuso nella Sacra Scrittura, e specialmente il NT,
non la chiave dellobbligazione, degli imperativi, ma la questione della salvezza (che cosa devo fare
di buono per ottenere la vita eterna? Mt 19, 16) e in termini pi esistenziali e filosofici, la questione
della felicit (le promesse di Dio a Israele = promesse di felicit; libri sapienziali = tesoro; libri storici =
esempi di vita; Beatitudini: Beati i poveri in spirito..., Mt 5, 1-11.
La morale biblica la risposta a questa duplice questione (salvezza - felicit). Ma per ricevere la
R/ bisogna porre bene la domanda: *che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?+ (Mt
19, 16).
B) Cos la domanda per la felicit che la domanda pi profonda e naturale nel nostro cuore (motivo
del agire di tutti gli uomini: perch aborto, divorzio, droga...? Non per essere infelici) diventa una
domanda per la salvezza: *cosa devo fare per ottenere la vita eterna?
Tutti cerchiamo la felicit con le nostre azioni: dinamismo interiore di tendenza - orientamento per
natura a V e B (Cfr. cap. 1)
La felicit consiste nella possessione di un bene tale che... > qual il vero bene la cui
11
Cf. S.-TH. PINCKAERS, Le fonti della morale cristiana, pp. 323-330; La morale cattolica, pp. 48-52.
9
possessione...? Qual il vero bene per cui vale la pena vivere? Qual la vera felicit? In che cosa
consiste la vita veramente felice?
R/ vera felicit nella possessione del vero bene, il Bene infinito e perfetto, Dio (PINCKAERS, La
parola, 15-18).
C) Collegate alla domanda per la felicit: per il senso della vita, sofferenza, del male, lamore,
lsperanza, ecc. (molti temi estranei per la morale dellobbligo)
Il Discorso della Montagna (Beatitudini e precetti) magna charta del cristianesimo, sorgente
primaria per la morale, non solo ideali. (Beatitudini: VS 16; CCC 1716-1719)
Non si separa il dogma della morale in San Paolo (divisione artificiale, anacronismo), perch la
fede comprende la morale la morale conseguenza ed espressione della fede.
Non si divide morale (obbligo) / spiritualit, parenesi (esortazione); ma la parenesi di S. Paolo =
paraclesi (insegnamento con autorit, obbligante).
E allora la R/ morale si struttura in torno alle virt (fede, speranza, amore, prudenza... = morale
della perfezione, della santit, non del minimo da fare, ma del massimo possibile (Lv 11, 44: *siate
santi, perch io sono santo+; cf. Lv 19,1; 20,6; Mt 5, 48: Siate voi dunque perfetti come perfetto il
Padre vostro celeste = perfetti nellamore (i versi anteriori: *amate i vostri nemici..., perch siate
figli del vostro Padre celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere
sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti, se amate quelli che via amano, quale merito ne avete?... +
[44-47]); la legge morale non come imperativi arbitrari, imposti, ma come sapienza di Dio; lesempio
di Ges (imitazione, sequela: imparate da me Mt 11, 48), importanza della grazia dello Spirito
Santo per arrivare a questa morale che supera le nostre forze (invece di costruire una morale razionale
a la misura della propria debolezza: ideali, gradualit della legge, FC); anche il rovescio: la
sofferenza, il peccato.
3. Parola di Dio in parole umane
12
(DV 11-17, 24; CCC 101-114, 121-141)
A) Autore divino - autore umano (DV 11)
1) Veri autori ma a diversi livelli, sotto aspetti diversi (Dio muove, ispira...; luomo riceve
lispirazione ed scrive), ma non separabili. (DV 11)
2) il contenuto, *le verit di Dio per la nostra salvezza+ (VD 11) ispirate da Dio
3) la forma, il rivestimento umano: lingua, cultura, ambiente, mentalit.
B) Come leggerla? (DV 12)
1) Autori umani: intenzione, cosa hanno voluto dire? > cultura, genere letterario, ecc.
2) Autore divino > anche lo Spirito Santo interprete = lettura nello Spirito:
a) al contenuto e allunit di tutta la Scrittura: unit del disegno di Dio, della Rivelazione >
leggere la Scrittura nella Scrittura, interpretare la Scrittura con la Scrittura (Rm 1, 17: E
in esso che si rivela la giustizia di Dio > giustizia salvifica, non distributiva; Lutero:
angoscia, ogni peccato offesa infinita...).
b) viva Tradizione di tutta la Chiesa (Magistero: autorit, interprete)
c) analogia della fede: coesione delle verit delle fede tra loro perch parte della stessa e unica
Rivelazione (una verit di fede non pu contraddire unaltra: Maria Madre di Dio > Dio
ha avuto una dea madre?; )tre Persone divine tre dei?).
C) Unit del VT e NT (DV 14-16)
1) Lo stesso Autore, lo stesso progetto della Rivelazione, un unico libro (bib).
12
A proposito del ricorso alla Sacra Scrittura nel Catechismo, si vedano le interessanti riflessioni di J. RATZINGER,
In cammno verso Ges Crsto, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2004, pp. 125-130.
10
2) Continuit, complementarit e perfezionamento: VT <> NT
a) NT nascosto nel Vecchio e il VT svelato nel Nuovo: I libri del AT pieno significato nel
NT e a loro volta lo illuminano e spiegano (DV 16).
b) VT: *vera parola di Dio+, *valore perenne+ (DV 11) >integralmente assunti nella
predicazione evangelica (DV 16).
*sebbene contengano cose imperfette e caduche+ (politeismo, poligamia, concubinato,
*occhio per occhio...+ (Es 21, 24; Lv 24, 20; Dt 19, 21)
pedagogia divina (per la vostra durezza del cuore): come insegnare a camminare. Dio
rivela quello che il popolo di Israele capace di ricevere = Rivelazione progressiva.
preparare, annunziare, significare lavvento di Cristo
N.B.: canone protestante: accettano soltanto i libri del VT scritti in ebreo; non accettano i libri del VT
scritti in greco (deuterocanonici) perch non ispirati, come se lo Spirito Santo non potessi
parlare in greco e inspirare a persone de lingua greca (fattore umano; Dio si adatta agli strumenti
umani).
4. La catechesi apostolica: soltanto parenesi o anche paraclesi?
Bisogna ricuperare la catechesi morale degli apostoli (CCC 1971): Al Discorso del Signore sulla
montagna opportuno aggiungere la catechesi morale degli insegnamenti [paraclesi] apostolici. Questa
dottrina trasmette linsegnamento del Signore con lautorit degli Apostoli, particolarmente attraverso
lesposizione delle virt che derivano dalla fede in Cristo e che sono animate dalla carit, il principale
dono dello Spirito Santo. ALa carit non abbia finzioni... Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno...
Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessit dei
fratelli, premurosi nellospitalit@ (Rm 12,9-13). Questa catechesi ci insegna anche a considerare i casi di
coscienza alla luce del nostro rapporto con Cristo e con la Chiesa (CCC 1971).
A) Cosa la catechesi apostolica?
1) Riassunti, concentrati, sintesi di dottrina morale bene organizzati (lavorate accuratamente anche
a livello letterario) per essere facilmente trasmessi e imparati a memoria.
2) Manifestano limpegno degli Apostoli per trasmettere (con lautorit di essere Apostoli)
linsegnamento del Signore riguardo la vita cristiana delle prime comunit: Rm 12-15, 1 Cor 12-
13, Col 3-4, Ef 4-5, ecc.
B) Paraclesi e non solo parenesi
1) Moralisti, ed esegeti per loro influenza, hanno catalogato la catechesi apostolica come parenesi,
esortazione spirituale distinta da gli insegnamenti morali (imperativi, comandamenti). La catechesi
apostolica apparterebbe alla spiritualit, non alla morale. Sembra che i primi cristiani non interessati
nellinsegnamenti morali e si sono accontentati di aggiungere alcune esortazioni spirituali al Decalogo.
Questa idea nasce da un pre-giudizio: divisione artificiale tra morale / spiritualit. Invece: tesoro
abbandonato da riscoprire.
comunque strano che si cataloghi tutta la catechesi apostolica come parenesi, dato che il verbo
parainin (esortare, consigliare, incoraggiare, raccomandare; parainsis) compare soltanto 2 volte nel NT
(At 27, 9.22).
2) Invece San Paolo adopera di solito il verbo parakalin per introdurre nelle sue lettere il suo
insegnamento morale
13
:
parakalin: esortare, chiedere, pregare, incitare; esortare, s, ma con urgenza, con forza e, nel
caso degli apostoli, anche con autorit.
13
Cf. H. SCHLIER, Die Zeit der Kirche: Exegetische Aufstze und Vortrge, Herder, Freiburg 1956, pp. 74-89. Cit.
da S.-TH. PINCKAERS, The Use of Scripture, p. 11, nota 14.
11
parakalin + parklesis: 38 volte nelle lettere di San Paolo e pi di 100 volte nel NT.
3) Paraclesi = modalit di insegnamento morale, la forma specifica in cui gli apostoli trasmettono ai
cristiani i suoi insegnamenti sulla morale cristiana.
a) Non mera esortazione, ma vero insegnamento morale, obbligante per il cristiano: Rm 6, 17:
ma avete obbedito di cuore a quellinsegnamento che vi stato trasmesso (catechesi dei
catecumeni, battesimali); tpos didaj: *modello di dottrina+; vita cristiana = una forma di vita
secondo quellinsegnamento, obbedendo a quellinsegnamento.
Per quanto riguarda i giudizi di valore e le direttive in fatto di morale, gli scritti neotestamentari
possono rivendicare un valore particolare, dal momento che in essi si cristallizzato il giudizio
morale della chiesa delle origini. In quanto chiesa nascente essa , infatti, ancora presente alle fonti
della rivelazione ed segnata in modo eccezionale dallo Spirito del Signore glorificato. Di
conseguenza, il comportamento e la parola di Ges, in quanto criterio ultimo dellobbligo morale,
potevano manifestarsi in modo particolarmente valido nei giudizi di valore e nelle direttive formulate
nello Spirito e con autorit da parte dellapostolo e da parte degli altri spirituali della chiesa delle
origini, e nella paradosis [trasmissione, tradizione o traditio] e nella paratheke [deposito,
depositum fidei] delle prime comunit cristiane, quali criteri immediati di azione
14
.
b) Perch questi insegnamenti sembrano esortazioni o rivolti come se fossero esortazioni (e
non come imposizioni, comandi)? Perch i cristiani = suoi fratelli in Cristo e dunque con affetto
paternale e fraterno
15
. (Rm 12, 1 ss.; 15, 30; 1 Cor 10 ss.).
Forma adatta nel regime della Legge Nuova (il Vangelo), la cui legge lamore, la cui vita non
tanto secondo la Legge (Antica), ma una vita in Cristo secondo lo Spirito (dAmore). Questo
implica una morale non tanto di obblighi, ma di virt (prima di tutte la carit); una morale non tanto
di atti esteriori, mal del cuore.
C) Insegnamenti condizionati storicamente? Pochi
1085 N. 12. La maggior parte dei giudizi di valore e delle direttive neotestamentarie chiamano ad un
comportamento concreto verso il Padre che si rivela nel Cristo, e sfociano cos su un orizzonte
teologico-escatologico. Ci vale particolarmente per le esigenze del Cristo (I), ma anche per la
maggior parte delle direttive apostoliche (III,3): esigenze ed ammonimenti di questo genere intendono
legare senza condizione e trascendono le diversit storiche. Anche i giudizi di valore e le direttive che
riguardano settori particolari di vita partecipano in gran parte a questa prospettiva, per lo meno l
dove postulano in forma pi generale l'amore del prossimo percepito nella sua unione con l'amore di
Dio e del Cristo (III,4a). Inoltre, il vasto campo delle parenesi "spirituali" del nuovo testamento (III,4,
b, aa) impregnato di questo orizzonte teologico-escatologico e da esso determinato. E' soltanto nel
campo - relativamente ristretto - delle direttive concrete e particolari e delle norme operative (III, 4,
b, bb) che i giudizi morali e le parenesi del nuovo testamento devono poter essere ripensate.
1086 Il nostro studio non incoraggia dunque per nulla l'opinione secondo la quale tutti i giudizi di
valore e tutte le direttive del nuovo testamento sarebbero condizionate dal tempo. Questa
"relativizzazione" non vale neppure in generale per i giudizi particolari, i quali, nella loro grande
maggioranza, non possono in alcun modo esser compresi ermeneuticamente come puri "modelli" o
14
COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE, Principi di morale cristiana, n. 1066 (dicembre 1974), en
Enchiridion Vaticanum 5 (1974-1976). Questo documento sintetizza nella seconda parte il lavoro di H.
SCHRMANN, La questione del valore obbligante delle valutazioni e degli insegnamenti neotestamentari, in PMC,
pp. 9-35. Schrmann segnala che nelle valutazioni e negli insegnamenti neotestamentari possiamo distinguere con
Paolo (cf. 1 Cor 7, 10.25 con 7, 12.40 due tipi di insegnamento: I) Il comportamento e la parola di Ges come tipo
di insegnamento etico infine obbligante visti alla luce postpasquale del Signore innalzato , determinarono II) le
valutazioni e gli insegnamenti degli apostoli e di altri pneumatici protocristiani nonch le diverse tradizioni delle
comunit protocristiane (p. 14).
15
Cf. J. RATZINGER, Magistero ecclesiastico Fede Morale, in PMC, pp. 53-54, basandosi in H. SCHLIER,
Besinnung auf das Neue Testament, Freiburg 1964, pp. 340-357.
12
"paradigmi" di comportamento. Solo una piccola parte di essi pu esser considerata come
sottomessa alle condizioni del tempo e dell'ambiente. Una parte esiste, tuttavia, ugualmente. Ci
significa che, di fronte a questi giudizi di valore e a queste direttive, l'esperienza umana, il giudizio
della ragione e anche l'ermeneutica teologicomorale hanno un compito da svolgere.
1087 Se questa ermeneutica considera seriamente la portata morale della Scrittura, essa non pu
procedere n in modo semplicemente "biblicistico", n secondo una prospettiva puramente
razionalistica, nella ricerca dei criteri di una teologia morale, per esempio nello stabilire i caratteri
morali degli atti. Essa otterr risultati positivi unicamente in uno spirito di "incontro", vale a dire nel
confronto sempre rinnovato delle conoscenze critiche odierne con i dati morali della Scrittura. solo
ponendosi in ascolto della parola di Dio - verbum Dei audiens (cf. DV 1) - che si potr senza
pericolo interpretare i segni dei tempi. Questo lavoro di discernimento dovr esser compiuto in seno
alla comunit del popolo di Dio, nell'unit del sensus fidelium e del magistero, con l'aiuto della
teologia
16
5. Ragione pratica e Rivelazione: circolo virtuoso
Circolo virtuoso; non contrasto; il Rivelatore anche il Creatore della ragione; quello che vero,
nel campo morale dal punto di vista della Rivelazione non pu essere falso dalla ragione, e viceversa...
A) La Rivelazione aiuta la ragione
1) Nella Sacra Scrittura molte verit morali, e allora Rivelate
# espressione della LMN (Decalogo....) e, per tanto, operative, categoriali.
2) Perch Dio ha voluto rivelarci il Decalogo, se la ragione pu cogliere la LMN? Per aiutarci:
# affinch nella presente condizione del genere umano possano essere conosciute da tutti senza
difficolt, con ferma certezza e senza mescolanza derrore (CCC 38; 37) (Vat. I, Dei Filius
c. 2: DS 3005; Dei Verbum 6, STh., I, q. 1, a 1, c).
# Dt 4, 1-8: saggezza delle leggi che Dio ha dato al popolo (testo)
# Rm 1, 18-31: depravazioni dei pagani... = la ragione da sola smarrisce facilmente.
B) La ragione aiuta la Rivelazione
1) La ragione discerne quello che immutabile / contingente, storico (alcune leggi morali, le leggi
rituali e giuridiche di Israele, alcune norme di S. Paolo, ecc.).
# Alla luce di tutta la Rivelazione (Sacra Scrittura - Tradizione).
# Alla luce della stessa (retta) ragione
2) La ragione attualizza linsegnamento morale della Rivelazione, applicandolo ai nuovi contesti
storici particolari.
# Es: aborto non nella Sacra Scrittura perch impensabile, ovvio, per *non uccidere+ (EV 61): la
Tradizione applicher...
# A volte insegnamento morale condizionato storicamente, cambiante, per molte volte dietro
c ancora un insegnamento di fondo valido: p.es. catechesi apostolica San Paolo: donne
coprirsi col velo nella Chiesa, non parlare, abbigliamento.
# Molte volte non che abbia cambiato linsegnamento morale (Aproibizione della usura = degli
interessi ingiusti@, ma lapplicazione concreta (adesso prestare con interessi usura; adesso, non
pi usura).
# Compito della Chiesa, dei pastori = Magistero: debito delle nazioni povere, comunismo,
capitalismo, pena di morte, FIVET, clonazione... (cf. cap. Magistero)
16
Dalla conclusione della COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE, Principi di morale cristiana, n. 1066
(dicembre 1974), en Enchiridion Vaticanum 5 (1974-1976). Enfasi aggiunto. Pi ampio in: H. SCHRMANN, La
questione del valore obbligante, pp. 21-35).
13
6. Metodo del insieme
17
A) Metodo del residuo
Morale dellobbligo: comparare ed eliminare, per trovare il residuo cristiano.
# Cos neanche il Padre Nostro preghiera cristiana.
# Il viso di una persona non negli elementi per separato, ma nel suo insieme: composizione,
disposizione....; un piatto: stessi ingredienti, ma la combinazione...
B) Metodo del insieme
Insieme strutturato, organizzato nei confronti di altri insiemi.
# Padre nostro...: Abb (pap: relazioni di Cristo col Padre, ma anche noi veri figli...); nostro...
(comunit, chiesa, carit...)
# ADecalogo@ nel contesto di Alleanza, Ges Cristo ADiscorso della Montagna@, San Paolo novit
riguardo morale greca e giudea.
# ## # C/ Cos la Rivelazione veramente fonte principale della T.M.
IV. Alleanza, comandamenti e legge del amore (Esempi di come leggere in concreto la Sacra
Scrittura)
18
In questa parte:
1) Cerchiamo di rispondere alla domanda se esiste o meno una morale cristiana.
2) E per farlo ci mettiamo ad esaminare la Sacra Scrittura per vedere se la morale che ci presenta
diversa da altri morali.
3) Lesame di diversi testi e parti molto importanti della Sacra Scrittura ci serve, allo stesso tempo,
come esempio di come leggere in concreto la Sacra Scrittura per ricavare la sua ricchezza
morale.
Nel VT, la Legge il cuore della morale, per questo non significa che sia una morale della legge
perch la Legge nasce ed ha senso soltanto nella Alleanza di vita con Yahv. Anche nel NT troviamo la
legge morale del VT e degli elementi morali razionali comuni ad altre culture, ma linsieme o il contesto
nel quale Ges e San Paolo presentano la legge del VT e gli elementi razionali morali fa s che cambi il
senso di questi.
1. Il decalogo, legge dellAlleanza (Es 20, 1-17; Dt 5, 6-18)
19
17
Queste acute osservazioni sono di S.-TH., PINCKAERS, Le fonti della morale cristiana, pp. 137-139.
18
Cf. G. AUZOU, Dalla servit al servizio. Il libro dell'Esodo, EDB, Bologna 1997; P. BEAUCHAMP, La legge di Dio,
Piemme, Casale Monferrato (AL) 2000; M. CIMOSA, Levitico, Numeri. Un popolo libero per il servizio di Dio,
Queriniana, Brescia 1999 (2 ed.); A. FERNNDEZ, El mensaje moral de Jess de Nazaret, Palabra, Madrid 1998; M.
GILBERT MAURICEJ. L'HOURJ. SCHARBERT, Morale et Ancien Testament, Centre Cerfaux-Lefort, Louvain 1976 ;
E. HAMEL, Les dix paroles: perspectives bibliques, Descle de Brouwer, Bruxelles Paris 1969; R. HAYS, La visione
morale del Nuovo Testamento. Problematiche etiche contemporanee alla luce del messaggio evangelico, San Paolo,
Cinisello Balsamo 2000; J. LHOUR, La morale dellAlliance, Cerf, Paris 1985; U. NERI, I fondamenti biblici
delletica cristiana, EDB, Bologna 1996 ; R. SCHNACKENBURG, Il messaggio morale del Nuovo Testamento. Vol . I:
Da Ges alla Chiesa primitiva, Paideia, Brescia 1989; Il messaggio morale del Nuovo Testamento. Vol . II: I primi
predicatori cristiani, Paideia, Brescia 1990; W. SCHRAGE, Etica del Nuovo Testamento, Paideia, Brescia 1999; C.
SPICQ, Vie morale et Trinit Sainte selon saint Paul, Cerf, Paris 1962; Thologie morale du Nouveau Testament
(vol. I-II), Gabalda, Paris 1965; Connaissance et morale dans la Bible, Editions Universitaires, Fribourg Cerf,
Paris 1985; G. SEGALLA, Unetica per tre comunit: l'etica di Ges in Matteo, Marco e Luca, Paideia, Brescia 2000;
E. TESTA, La Morale dellAntico Testamento, Morcelliana, Brescia 1981.
19
Si vedano le interessanti riflessioni di J. RATZINGER, Magistero ecclesiastico Fede Morale, pp. 44-46; e di
H.U. VON BALTHASAR, Nove tesi sulletica cristiana, in PMC, pp. 68-73. Queste ultime anche in COMMISSIONE
TEOLOGICA INTERNAZIONALE, Principi di morale cristiana, nn. 1030-1044.
14
A) Primato della Alleanza come dono gratuito di Dio
1) Il posto della legge (Es cap. 19- 24)
# cap. 19, 1-2 il popolo arriva al Sinai
3-8 Dio promette lAlleanza
9-15 preparazione per lincontro con Dio
16-25 grande teofania
# cap. 20, 1-17 Decalogo
18-21 dialogo Mos - popolo
# cap. 20, 22 - cap. 23, 23 prescrizioni dettagliate
# cap. 24 Alleanza fra Dio e Israele (conclusione)
C/ Il Decalogo = incastonato nella Alleanza. Alleanza contesto che da senso al Decalogo.
2) Effetti della Alleanza
a) Alleanza come * ** *comunione di vita+ ++ +
b) Da origine al popolo dIsraele, *consacrato al Signore+, *del Signore+
c) Da origine e dunque senso alla Legge = regola di vita.
# Legge non a se, ma conseguenza dellAlleanza, nasce dallAlleanza (non viceversa).
Segno dell'elezione e dell'Alleanza divina (VS, 44b).
! P.es.: matrimonio come comunione di vita e amore, dono reciproco degli sposi che fa
nascere degli obblighi morali, e non viceversa.
# Non la Legge che salva, ma lAlleanza, la comunione di vita con Dio.
# Legge non autonoma, ma la via per rimanere, vivere nella Alleanza; rispondere alla
Alleanza.
3) Alleanza: pura grazia. Anteriorit dellazione di Dio
a) Alleanza anteriore alla Legge: puro dono, bench >conseguenze morali. Non *premio+
per compiere prima la Legge. Amore gratuito (Dt 7, 7-8).
# Questo ancora pi chiaro con Abramo: Alleanza senza Legge (Gn 12.15.17). *Gn 15,17:
solo Dio si impegna passando in mezzo agli animali).
b) Iniziativa di Dio: sceglie Abramo, promesse, uscita dallEgitto (*Es 2, 23-25).
c) Indicativo della storia (amore di Dio) >imperativo della Legge; dono di Dio >
impegno del popolo. Prologo storico: favori di Dio (Es 20, 2).
# Es.: matrimonio come comunione di vita e amore, anteriore alle conseguenze morali. Prima
lamore, il dono che fa nascere gli impegni.
B) Funzione della legge al interno della Alleanza
1) Rispondere: accettare la comunione di vita con Dio; partecipare alla sua santit
a) Alleanza = comunione di vita con Dio, il Santo, Santo, Santo. Senza R/ libera, per amore, no
comunione, no Alleanza. Accettare lAlleanza con Dio implica la Legge come cammino per rimanere
nella comunione di vita con Lui, il Santo (Lv 11, 44-45; 19, 2; 20, 6.26; Nm 15,40); per partecipare alla
sua santit, per imitare il suo modo di essere nei diversi ambiti della vita. Siate santi, perch io, il
Signore, Dio vostro, sono santo (Lv 19, 1; cf. 11, 44; 20, 7). In Lv, prima o dopo enunciare i precetti
morali, Dio dice: Siate santi, perch io La Legge, il Decalogo = dono di Dio per poter partecipare alla
sua santit, per imitarlo nella sua santit. E in questo senso come garanzia della benedizione di Dio
(VS, 44b): allontanarsi di Dio uscire fuori dalla vita e cadere nella morte (pea = peccato).
# Dabar = parola di Dio >manifestazione del suo pensiero e volont, suo essere.
# D
e
barim = le dieci parole, il Decalogo: rivelano la intima natura di Dio, il Santo.
# Senza lAlleanza, la sua chiamata, il suo venirci incontro che implica la sua grazia i comandamenti,
la vita morale = pelagianismo; impossibile con le proprie forze. VS 11b, 22-24, 102-105.
b) Alla Hsd de Dio (benevolenza, grazia, amore) verso luomo, corrisponde la hsd delluomo
(gratitudine, lealt, fedelt, amore > comandamenti).
15
# Dio <> uomo.
# Senza lAlleanza, i comandamenti e la vita morale perdono il suo senso = moralismo, legalismo
(compiere la legge perch la legge), esteriorit e facilmente ipocrisia.
2) Il decalogo (Es 20, 1-17)
a) Es 19, 5-6; 24, 3: dono, popolo libero di accettare o meno lAlleanza, di entrare o meno nella
comunione di vita con Dio.
# Mt-Lc-Mc: eucaristia = nuova Alleanza; dono: non *prendete...+, ma *ricevete, accettate nelle mani+
(o/:c - onovciv).
# > R/, impegno: *Vi do un comandamento nuovo...+.
b) Morfologia: i comandamenti non proibizioni (al + verbo in imperativo = non uccidere), ma
constatazioni (lo verbo in indicativo = tu non uccidi, impossibile che tu uccida).
c) Sintassi: Es 20, 2: *Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese dEgitto, dalla
condizione di schiavit : (due punti = spiegare, esplicitare)
# I comandamenti = spiegazione, implicazioni.
d) C/: Se come io sono il Signore, tuo Dio, che... e con il quale vivi nella comunione della
Alleanza : impossibile che ci siano altri dei, che tu uccida...+
# Se tu uccidi, il tuo dio la violenza > vai fuori della comunione di vita con me. Peccato =
pea : uscire fuori dalla vita e cadere nella morte. Adamo ed Eva: non punizione da Dio, ma
conseguenze naturali del suo allontanarsi da Dio.
# Sal 51, 6: Contro di te, contro te solo ho peccato.
# Possibile ritornare perch la *Hsd* di Dio rimane come *misericordia+.
3) Comandamento fondamentale - comandamenti particolari (Dt 5-6)
a) Dt 6, 5: Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta lanima...
# Primo non ordine cronologico, ma fondamentale; fonte, contiene tutti.
b) Dt 5, 7-21 (e cap. 12-28): comandamenti particolari = rifrazione, concretizzazioni.
# Senza amore = legalismo, esteriorit (Mt 15, 1-20; 23).
# Comandamenti = adesione al Signore. Non questioni di quantit di comandamenti ( Quanti
comandamenti compi? Quasi tutti... La maggior parte), ma damore.
4) Perch... (motivo) - affinch... (finalit)
a) Perch (motivo)? Gratitudine. Il Decalogo si riallaccia al passato (Es 20, 2; Dt 7, 7-8).
b) Affinch (finalit)? Per ricevere le benedizioni di Dio, le promesse (conseguenze naturali
dellessere con Dio, vicini a Dio, partecipando della sua vita divina); Dt 5, 32; 6, 3). Il Decalogo prepara
un futuro, promessa: *agisce in modo di essere degno del futuro che Dio ti prepara, delle promesse di
Dio+. Azione meritorie.
C/ Latto umano che avviene nel presente colto dentro una storia salvifica (lagire salvifico di
Dio) e prepara un futuro promesso (il dono promesso di Dio).
5) Legge della creazione. LMN = partecipazione alla Sapienza creatrice di Dio
a) LMN: legge della creazione anteriore al Decalogo.
# Punizione diluvio, Sodoma...; Mt, 18, 8-9: *...ma da principio no fu cos+.
# Partecipazione alla Sapienza creatrice di Dio, alla Saggezza eterna (Legge eterna) di Dio, con la
quale dirige tutte le creature verso il loro fine (bene). La legge di Dio fa saggio al popolo dIsraele
16
(Dt 4, 6-9)
20
.
b) Decalogo: Rivelazione di quella stessa LMN per aiutare luomo a conoscere ci che dovrebbe e
potrebbe conoscere naturalmente, con la sua ragione, ma per ignoranza, peccato, ambiente. Israele
stato chiamato a ricevere e a vivere la legge di Dio come particolare dono (VS, 44b). Cf. III, 5, A), 2).
C) I profeti: rottura della Alleanza e promessa di una Alleanza nuova
1) Esilio: causa? Infedelt: culto / morale
a) Profeti: Amos, Osea, Isaia, Michea...
b) Culto senza vita, senza morale = ipocrisia, legalismo, esteriorit (Is 29, 13: Poich questo popolo
si avvicina a me solo a parole e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore lontano da me e il culto
che mi rendono un imparaticcio di usi umani,), o magia, ritualismo.
c) Non c Alleanza senza R/ libera e amorosa nella vita. Soluzione = conversione (Is 7,9: Ritornate
a me con tutto il cuore).
2) Promessa di Nuova Alleanza
a) Osea 4, 21-22
b) Ger 31, 31-34: *Porr la mia legge nel loro animo, la scriver sul loro cuore+ (v. 31).
# Ger 17, 1: *Il peccato di Giuda scritto... sulla tavola del loro cuore+.
# non si elimina la Legge, ma cambia di luogo: fuori >cuore; Legge interiore.
# la Legge = efficace. Dio promette che li far capaci di osservarla.
# Legge, ma senza costrizione (Commento S.T. 1 Cor). Legge ancora necessaria perch solo
primizie dello Spirito Santo (Commento S.T. 2 Cor)
c) Ez 36, 26-27: vi dar un cuore nuovo, metter dentro di voi uno spirito nuovo, ... Porr il mio
spirito dentro di voi.
uomo nuovo; trasformazione. Compimento in Cristo, Uomo nuovo per eccellenza e in noi
mediante la sua redenzione.
la grazia richiede collaborazione: *formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Convertitevi...+
(Ez 18, 31).
2. Ges e la legge
A) Riduzionismi
1) Teologia liberale s. XIX (Harnack)
# influsso di Kant: fede / morale. Il Vangelo = etica umana, razionale, universale. Ges predicatore
morale pi alta.
2) Teologia protestante s. XX (Barth, Bultman)
# Ges predica il Regno; primato del kerygma, sulletica.
# Ges rabbino che insegna la Legge; continuazione AT.
* Cr/ si, ma non solo...
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nei Salmi che incontriamo i sentimenti di lode, gratitudine e venerazione che il popolo eletto chiamato a
nutrire verso la legge di Dio, insieme all'esortazione a conoscerla, meditarla e tradurla nella vita (VS, 44b), dove si
cita: I comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi (Sal 181,8-9; cf. 1,1-2)
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B) Predicazione del Regno di Dio (Mc 1, 15)
1) Annuncio del Regno di Dio
a) Compimento promesse messianiche (Lc 4, 18-19 / Is 61, 1-3). Gi (Mc 1, 15; Lc 17, 20), ma
non ancora. Gioia, non digiuno (Mt 9, 14-17).
b) Miracoli: segni che il RD presente (Mt 12, 28).
2) Conversione
a) RD > morale; cambio di vita radicale ( piVtrfw: tornare dietro; eiavow: cambiare
mentalit); tutta la persona.
b) Mc 1, 15: *convertitevi e credete al vangelo+; vita morale per poter credere; ostacoli del
cuore...
c) Per tutti; peccatori: destinatari privilegiati dellannuncio.
d) Ostacolo principale: autosufficienza, orgoglio, *non avere bisogno di conversione+.
3) La persona di Ges
a) RD legato alla persona di Ges: Lui chiama, sceglie (i rabbini non cercavano i suoi discepoli;
questi venivano spontaneamente); esigenze radicali (perch Dio...).
b) Seguire Ges: partecipare alla sua missione, condividere la sua vita (caricare la croce...).
C/ non rabbino normale
C) Ges e la legge: continuit-pienezza e novit
1) Sermone della montagna (Mt 5-7)
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# Nuovo Mos > nuova Legge: *Ges sal sulla montagna...+ (Mt 5, 1).
# *Magna charta+ del xtmo (SantAgostino).
# Beatitudini: R/ di Cristo al problema della felicit = il problema della morale.
# missione *sono venuto+ (Mt 5, 17).
a) Continuit. *Non sono venuto per abolire, ma per dare compimento+ (Mt 5, 17).
portare a pienezza (Gal 4, 4-5), implica che qualcosa esiste gi;
implica gi un superamento, un perfezionamento, ma di un messaggio gi esistente.
b) Novit: nella pienezza, nel perfezionamento. Ges interprete autentico della Legge: Ma io vi
dico...
1.- Antitesi primarie: Ges perfeziona (Mt 5, 20-30; 33-37).
Non contro la Legge, ma contro linterpretazione esteriore e minimalista della Legge (farisei).
Nella Legge Nuova non ci sono limiti.
radicalit: non minimalismo, la misura dellamore amare senza misura, fino
allestremo (Gv 13,1).
interiorizzazione: non compimento esteriore, ma soprattutto interiore (Mt 7, 15-20: albero
- frutti). Radice della moralit = il cuore. Non apparire, bens essere davanti a Dio (Mt 6, 1-
18).
vita - sessualit - verit: ambiti pi importanti, perch essi toccano alla persona nella sua parte
pi fondamentale (vita), pi profonda e intima. In essi la persona si manifesta pi immediata e
profondamente.
2.- Antitesi secondarie: Ges corregge (Mt 5, 31-32; 38-48).
Cambia la Legge, contro la Legge: divorzio (Dt 4, 1), pena del taglione (Es 21, 24 ss.), odio
ai nemici (Lv 19, 18).
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R. SCHNACKENBURG, Il messaggio morale del Nuovo Testamento. Vol . I: Da Ges alla Chiesa primitiva, 121-
156.
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Non un limite al male che si compie, ma superare il male col bene. Possibile soltanto con un
cuore nuovo, redento da Dio, col dono della grazia.
Interprete = Rivelatore della legge originaria di Dio (Mt 19, 3-9).
2) Pienezza e novit nellamore (carit) e nel dono dello Spirito Santo
a) Mt 22, 36-40 (il pi grande comandamento) / Lc 10, 29-33 (buon samaritano). Novit?
# Ges collega indissolubilmente amore Dio (fondamento)B prossimo (manifestazione)
# Riconduce esplicitamente tutta la Legge a questi comandamenti.
Amore al prossimo universale, anche ai nemici (Mt 5, 43-48). In realt, Ges non risponde alla
domanda su chi mio prossimo, perch la domanda sbagliata. Presuppone che alcuni non sono
prossimi. Ma tutti sono i nostri prossimi, il problema non negli altri (chi mio prossimo, chi
merita...?; ma domando chi , si sta gi implicitamente presupponendo che alcuni non sono
prossimi, sono esclusi, non devo amarli), ma in noi: farci prossimi di tutti.
b) Gv 13, 34: * ** *vi do un comandamento nuovo...+ ++ + Quale novit?
# Modello: *come io+
# Vi do: dono, perch anche possibilit di viverlo, cuore nuovo: amore di Ges in noi: Eucaristia
ed Spirito Santo (GS 22).
3. San Paolo e la legge
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A) San Paolo e le morali del suo tempo (morale ebrea / greca)
1) Morale ebrea (interpretazione): giusti per compimento Legge (Rm cap. 1-7; Gal 3; Fil 3, 3-9);
giustizia propria, auto-salvezza.
2) Morale greca: perfezione umana culmine *sapienza+, virt umane (1 Cor 1, 17-31).
3) Cr/ insufficienti; orgoglio, autosufficienza, ipocrisia; aberrazioni (Rm 1, 21-32).
a) Luomo incapace di compiere la Legge (Rm 7,7-25) per le proprie forze. Per questo scivola in
comportamento esteriore e minimalista. Per vivere in pienezza (interiorizzazione e radicalit)
bisogno della grazia, di un cuore nuovo.
b) Fondamento della morale cristiana in Cristo: redenzione, salvazione, grazia, fede. Ne orgoglio,
ne disperazione (VS 11, 22-24, 108, 102-105, 118-120).
B) Morale cristiana
1) Uomo nuovo: salvato, redento da Cristo. In Cristo vita nuova; dono. Morale dellessere in Cristo;
membri di Cristo (1 Cor 6, 15).
2) Due momenti:
# Fede, conversione, umilt > rottura: morte allorgoglio nella croce di Cristo.
# Assumere dopo quanto buono umanamente (Fil 4, 8); virt umane purificate; ridimensionate
nelle virt teologali: carit centro (1 Cor 13).
3) Tre nuove virt: umilt, castit, penitenza.
# Sono anche umane, ma di fatto, molto difficile di scoprirle come virt dal punto di vista
meramente umano e ancora pi difficile di viverle.
# I greci non umilt perch non concetto di Acreazione@ e Apeccato@.
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S.-TH. PINCKAERS, Le fonti della morale cristiana, pp. 133-166, offre una buona presentazione.
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C) Nella fede: il dono dello Spirito e la carit = pieno compimento della legge
1) La Legge non salva; buona, ma non da le forze (Rm 7, 7-25).
2) Solo la fede (Cristo, redenzione, battesimo) salva: dono gratuito da Dio.
# Contesto polemico contro autosufficienza; prima la fede: accogliere il dono della salvezza, la
redenzione, Ges come Signore; dopo vengono le opere che sono manifestazione...
3) Nella fede riceviamo lo Spirito Santo, Amore > nei nostri cuori (Rm 5, 5). Pienezza Legge
(Rm 13, 8-10; Gal 5, 14) perch questa consiste nel amare Dio e il prossimo (Mt 22,40).
4) Spirito Santo B BB B Legge:
a) il xtno non sotto la legge?
R/ No in quanto coazione (esteriore), ma si in quanto obbligazione interiore (S.T., In Gal V,
l. 5).
b) il xtno libero quanto alla legge?
R/ No, ma libero dalla costrizione esterna perch ama il bene proposto dalla legge (S.T., In II
Cor III, l. 3); lo vuole perch bene, non perch comandato.
D) La coscienza: la vita cristiana concreta: verit / coscienza / carit
1) oovieoi (cum-scientia): 20 v., consapevolezza del valore morale.
2) Testimone interiore davanti a Dio che accusa o difende (Rm 2, 15).
# Giudica secondo la LMN scritta in essa (Rm 2, 14 ss).
3) Esempio per risolvere problemi morali pratici, problemi di coscienza: 1 Cor cap. 8-10; Rm 14:
mangiare carne offerta agli idoli? R/
a) La verit: idoli non esistono > carne come le altre; hanno ragione *i forti+.
b) La coscienza: chi erroneamente pensa che..., pecca, perch non si deve agire contro la propria
coscienza, anche se erronea.
c) La carit: per evitare che si perda mio fratello, rinuncio alla libert. La carit diventa la
legge suprema, la norma e il criterio ultimo di comportamento. Il cristianesimo non una
gnosi, una filosofia, una dottrina, ma mettersi nella sequela di Cristo, nella imitazione di chi da
ricco che era, si fatto povero per noi, perch noi diventassimo ricchi per mezzo della sua
povert (2 Cor 8, 9); di chi essendo di natura divina, non consider un tesoro geloso la sua
uguaglianza con Dio; ma spogli se stesso, assumendo la condizione di servo (Fil 2, 5-8, cf. vv.
1-8)
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.
4. San Tommaso: Legge nuova e comandamenti (in vista di una sintesi teologica)
A) Legge Nuova?
1) Scuola francescana: LN = scritta, Vangelo scritto
2) Scuola spiritualista: Gioachino da Fiore ( 1202); LN = interiore (et dello Spirito)
B) R/ San Tommaso (S.1h., I-II, q. 106, a. 1)
1) Principalmente: LN = la grazia dello Spirito
2) Secundaria, sed essentialia: Vangelo scritto, sacramenti, magistero.
3) q. 108, a. 1: LN anche leggi esteriori perch il Verbo si fatto carne. Le intenzioni implicano le
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Non una verit dottrinale che porta alla salvezza, quanto la verit di chi sa amare gli altri (U. BORGHELLO,
Liberare lamore. La comune idolatria, langoscia in agguato, la salvezza cristiana, Ares, Milano 1997, p. 393).
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opere corrispondenti. No dualismo intenzioni / opere, bont (della persona) / correttezza delle
azioni).