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Cap.

2 Natura (definizione), oggetto e metodo della teologia morale

I. Cos la TMF? Qual la natura, gli elementi essenziali, la materia, la prospettiva o langolo visuale e dunque il metodo che si dovr adottare? 1. Teologia1 A. Scienza: Scienza = 3 elementi 1) studio o riflessione sistematica > ultime cause 2) di qualcosa, un oggetto proprio: oggetto materiale: (di che cosa?) 3) oggetto formale (sotto quale aspetto, visione prospettiva?) 4) nn. 2) y 3) > con un metodo proprio: (come?) Riflessione sistematica (ultime cause) / su qualcosa / sotto qualche aspetto-prospettiva _________ ___________________________ oggetto mat. oggetto formale _______________________________________ con un metodo (ods = camino) proprio Es.: libro > > > > Es.: pietra > B. Su Dio... 1) Teologia = scienza, studio: su Dio (ogg. materiale) / nella sua vita intima e partendo dalla sua Rivelazione (ogg. formale) e su tutte le realt (ogg. materiale) / in Dio e in relazione con Lui, partendo dalla sua Rivelazione (ogg. formale.) 2) Possiamo conoscere Dio (che esiste e alcuni dei sui attributi) tramite la nostra ragione umana a partire della creazione, delle cose create (il mondo, luomo): Ipsum Esse Subsistens, Causa Prima, Fine ultimo, un Dio personale e che tutti chiamano Dio (ST, S.Th., I, q. 2, a. 3, c). vie per arrivare alla conoscenza di Dio = argomenti razionali convincenti SE: Sb 13, 3-5; Rm 1, 18-23 Magistero: Dogma di fede, Vaticano I, DS 3004; cf. 3026; DV 3 y 6 3) Ma la nostra conoscenza naturale molto limitata, imperfetta, perch Dio trascende lordine delle cose sensibili (essere vivente, s, pero no..., la Vita stessa, lIpsum Esse Subsistens ; persona, s, per no come noi..., sono tre Persone Divine (senza accidenti; la sua essenza essere); intelligente, pero no ha intelligenza, ma Intelligenza infinita....; non ha una sensibilit (perch non ha corpo), ma ha sentimenti). Dio mistero (abita in una luce inaccessibile, 1 Tm 6, 16), infinito, in lui tutto Dio (non accidenti). CCC 43 : non si pu rilevare una qualche somiglianza tra Creatore e creatura senza che si debba notare tra di loro una dissomiglianza ancora maggiore (CONCILIO LATERANENSE IV, Cap. 2. De errore abbatis Ioachim: DS 806). bellezza, arte sostanze, elementi materiale che lo compongono peso, massa, velocit di caduta orientamenti per i miei atti archeologia, geologia, chimica, fisica = letteratura = chimica = fisica = etica

Cf. J. RATZINGER, Natura e compito della teologia, Jaca Book, Milano 1993; La comunione nella Chiesa, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2004, pp. 9-32; C. COLOMBO Il compito della teologia, Jaca Book, Milano 1982; J.-P. TORRELL, La teologia cattolica, Jaca Book, Milano 1998 (orig. francese 1994).

CCC 43: in questo senso ST dice: noi non possiamo cogliere di Dio ci che Egli , ma solamente ci che Egli non e come gli altri esseri si pongano in rapporto a lui (ST, SCG, 1, 30). Comunque, importanza della capacit per conoscere Dio con la ragione naturale: Senza questa capacit, luomo non potrebbe accogliere la Rivelazione di Dio (CCC 36). Perch?: senza una qualche nozione di Dio (una pre-comprensione) non potremmo entrare in comunicazione con Lui, ascoltarlo, rispondergli. (Es.: uno potrebbe ascoltare la voce di Dio, ma se non ha qualche idea che possa esistere un Dio, penser che un uomo invisibile, un extraterrestre...) Etica filosofica, razionale: valida e necessaria, ma sempre limitata, incompleta.

4) Per conoscerlo nella sua vita divina, intima abbiamo bisogno che sia Lui a rivelarsi a noi: Iniziativa e amore di Dio. Dio ci rivela anche i misteri della sua volont, i suoi disegni di salvezza su di noi: predestinazione in Cristo, redenzione, vocazione alla comunione eterna con Lui. Rivelazione: non soltanto chi Dio, ma chi siamo noi. TM: Dio si rivela come nostra felicit piena e fine ultimo, al quale arriviamo tramite le nostre azioni, aiutati dalla sua grazia, virt e doni Spirito Santo; VS 22-24 A Dio tutto possibile, (Mt 19, 26); VS 102-105: la grazia a la legge; la vita morale incomincia come dono, prima di essere un impegno).

5) In quale modo Dio ci si rivela? Tramite azioni (nella storia = storia della salvezza: es. esodo > Dio Creatore, onnipotente) e parole (DV 2). Soprattutto tramite suo Figlio, culmine e pienezza della Rivelazione, Parola unica, perfetta e definitiva del Padre (CCC 65): ! Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che nel seno del Padre, lui lo ha rivelato (Gv 1, 18); ! Egli immagine del Dio invisibile (Col 1, 15) ! Dio, che aveva gia parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio [...]. 3 Questo Figlio, che irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza (Eb 1, 1-3). Implicazioni per la TM: *VS 15b: Ges Legge vivente e personale che invita alla sua sequela...; *VS 19-21: Vieni e seguimi (Mt 19, 21) = vita morale come imitazione e sequela di Cristo. Fondamento cristolgico, TM cristocentrica (VS 6-24; CCC 1691-1729).

C. Fonte principale e fonte secondaria 1) Fonte principale: una sorgente con due alvei La Rivelazione: ! Sacra Scrittura ! Tradizione

a) Sacra Scrittura: Parola di Dio scritta in linguaggio umano.

b) Sacra Tradizione (apostolica): Parola di Dio trasmessa oralmente e con la vita da parte degli apostoli, e conservata dai suoi successori2. (DV 7-10; CCC 74-100). * CCC 78: Questa trasmissione viva, compiuta nello Spirito Santo, chiamata Tradizione, in quanto distinta dalla Sacra Scrittura, sebbene ad essa strettamente legata. Per suo tramite la Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni, tutto ci che essa , tutto ci che essa crede (DV 8) (CCC 78)3. * CCC 11: Questo catechismo ha lo scopo di presentare una esposizione organica e sintetica dei contenuti essenziali e fondamentali della dottrina cattolica sia sulla fede che sulla morale, alla luce del Concilio Vaticano II e dellinsieme della Tradizione della Chiesa. Le sue fonti principali sono la Sacra Scrittura, i Santi Padri, la Liturgia e il Magistero della Chiesa (CCC 11) Tradizione attiva: latto di trasmettere. Trasmissione viva, trasmette nella.... Tradizione passiva: il contenuto. Tutto ci che essa (la Chiesa stessa), tutto ci che essa crede (la fede della Chiesa):, il depositum fidei che si trasmette.

Monumenti, espressioni, modi4: ! Dottrina: Santi Padri, Magistero ! Vita: specialmente i santi canonizzati (dichiarati canon), i martiri5. ! Culto: liturgia (lex orandi, lex credendi) Importanza della Tradizione nei documenti del Magistero: insegnamenti dal Magistero importanti perch dal Magistero, ma ancora di pi perch frequentemente trasmissione della Tradizione; peso magisteriale, ma ancora di pi quando peso della Tradizione, p.es. Humanae Vitae. Cf. VS 4-5, 27, 37, 49, 54, 70, 102, 109; *EV 54, 57, 61, 62, 65.

Cf. Y.M-J. CONGAR, La Tradizione e la vita della Chiesa, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 1983 (orig. francese 1963); A. NICHOLS, The Shape of Catholic Theology: An Introduction to Its Sources, Principles, and History, Liturgical Press, Collegeville (Minnesota) 1991; reprinted by Burns & Outs, London-New York 2003, pp. 248-260. 3 La consuetudine della Chiesa, che sempre e in tutto deve essere seguita, ha la massima autorit. Poich lo stesso insegnamento dei Santi Dottori Cattolici riceve la sua autorit dalla Chiesa. E quindi si deve stare pi all'autorit della Chiesa, che a quella di S. Agostino, di S. Girolamo, o di qualunque altro dottore. Ora, nella Chiesa non ci fu mai l'uso di battezzare i figli degli Ebrei contro la volont dei loro genitori: sebbene nel passato ci siano stati molti principi cattolici potentissimi, quali Costantino e Teodosio, che accordarono la loro familiarit a santissimi vescovi come fece Costantino con S. Silvestro, e Teodosio con S. Ambrogio. E questi vescovi non avrebbero trascurato di ottenere da loro una cosa simile, se fosse stata conforme alla ragione. Perci pericoloso difendere adesso questa asserzione, contraria alla consuetudine della Chiesa, che si devono battezzare i figli degli Ebrei contro la volont dei genitori (S.Th., II-II, q. 10, a. 12). 4 Ricordati di nuovo in VS, 27. 5 La domanda su Dio, che costituisce cos il punto centrale non domanda da specialisti: la percezione di Dio proprio il semplice che non pu venir carpito con nessuna specializzazione, ma pu essere accolto solo attraverso la salvaguarda della semplicit dello sguardo. Forse oggi lessenziale dellumanit ci riesce cos difficile anche perch non siamo pi capaci di semplicit. Ci significa che la morale, presa rigorosamente come tale, non ha bisogno dellesperto, ma del testimone Su ci si fonda la posizione del vescovo come maestro di morale: egli insegna cose che non s inventato da s. Testimonia la saggezza di vita della fede, nella quale il sapere originario dellumanit purificato, preservato, approfondito e ampliato tramite il contatto con Dio nella capacit di percezione della coscienza, la quale, nella comunione con la coscienza dei santi e con la sapienza di Ges Cristo, divenuta comunicazione delluomo con la verit stessa. (J. RATZINGER, La via della fede..., p. 72). Non sono le maggioranze occasionali che si formano qui o l nella Chiesa a decidere il suo e il nostro cammino. Essi, i santi, sono la vera, determinante maggioranza secondo la quale noi ci orientiamo. Ad essa noi ci atteniamo! Essi traducono il divino nel umano, leterno nel tempo. Essi sono i nostri maestri di umanit, che non ci abbandonano nemmeno nel dolore e nella solitudine, anzi anche nellora della nostra morte camminano al nostro fianco (J. RATZINGER, La Chiesa, una comunit sempre in cammino, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo [Milano] 1991, pp. 111; cf. pp. 109-112).

Tradizione = genealogia della fede. Noi non ci abbiamo dati la fede, come non ci abbiamo dati la vita. La abbiamo ricevuto come dono di Dio, ma dalla Chiesa, dentro la Tradizione viva della Chiesa. Distinguere: Tradizione divina e tradizioni umane (Lutero), ma senza separare Tradizione e Sacra Scrittura perch la SS nasce e va valutata dalla Tradizione (*CCC 83). Anche VS distingue tra Tradizione (cf. nn. citati prima) e tradizione morale cattolica o della Chiesa (VS 24, 36, 76, 80). Interpretazione e custodia della Parola di Dio affidata al Magistero (CCC 84-87), in quanto successori degli apostoli. Concetto di Tradizione dinamico, non statico: *CCC 79:In tal modo la comunicazione, che il Padre ha fatto di s mediante il suo Verbo nello Spirito Santo, rimane presente e operante nella Chiesa: Dio, il quale ha parlato in passato, non cessa di parlare con la Sposa del suo Figlio diletto, e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce del Vangelo risuona nella Chiesa, e per mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti a tutta intera la verit e fa risiedere in essi abbondantemente la Parola di Cristo (DV 8) (CCC 79). P.es.: Dogma dellAssunzione della Madonna celebrato liturgicamente soltanto dal s. V-VI; teologi tedeschi: no parte della Tradizione perch non dalle origini.

2) La ragione: fonte secondaria Fonte principale = la Rivelazione: Sacra Scrittura e Tradizione, interpretate dal Magistero della Chiesa, ma anche, come fonte secondaria la ragione. D. Metodo teologico Il metodo della T.M.F. un metodo circolare tra fede e ragione, conseguenza di quello che = Teologia (ogg. formale) / Morale (ogg. materiale). 1) Fede (principalmente) Perch si tratta di teologia. Fonte principale la Rivelazione. La teologia la fides quaerens intellectum (S. Anselmo), la fede che cerca di capire meglio quello che gi crede. Si incomincia con la fede. Non c Teol. senza fede, altrimenti si far storia, filosofia o fenomenologia del cristianesimo, del buddismo, del ebraismo, ecc. ! Teologia = movimento naturale, spontaneo della fede; appartiene al dinamismo intrinseco della fede (perch il male se Dio infinitamente buono...?; come mai ci pu essere un solo Dio ma tre persone divine?; com possibile che Ges sia allo stesso tempo vero Dio e vero uomo: due persone?; come possono salvarsi quelli non battezzati?). ! Necessit della preghiera: Teologia in ginocchio). Ci moviamo sempre nel mistero. Cf. CCC 158. ! I migliori teologi = i santi Purtroppo la teologia dissociata dalla spiritualit nel nominalismo (s. XIII) e dopo dovuto alla mentalit scientifica moderna, perch scienza (s. XV), secondo il modello delle scienze naturali > teologia = intellettualismo. Prima i grandi studiosi di teologia (teologi) erano anche santi (San Gregorio di Niza, San Ireneo, San Ambrogio, San Agostino, San Tommaso, San Buonaventura); dopo, i santi non saranno pi teologi, studiosi, perch la spiritualit (santit, ascetica, mistica) non considerata teologia; perch sar considerata Teologia solo la T. speculativa, e non la pratica; impoverimento. Comunque, i migliori teologi, sebbene non sempre riescano a concettualizzare le sue esperienze sono i santi: Santa Caterina da Siena, S. Giovanna dArco, S. Giovanni Maria

Vianney (il curato dArs) giungevamo per dono di Dio (i doni dello Sp. Santo) a una conoscenza di Dio senza studiare. I migliori teologi = dottori della Chiesa (saggi perch santi; lultimo dottore della Chiesa: Sta. Teresa di Lisieux). 2) Ragione (secondariamente) Crede ut intellegas. Intellige ut credas (S. Agostino). Si comincia con la fede, e si cerca di capire per credere meglio e di pi. Perch si riflette sulla moralit delle nostre azioni umane (ogg. materiale), si parte dellesperienza morale (aiuto delletica filosofica, e delle scienze umane). Tutto questo di per se accessibile alla ragione (anche se senza la Rivelazione sempre incompleto). Perch lo strumento per pensare la Rivelazione (la Teologia fede pensante) e per pensare bene (Gnthr cita 58-59) > bisogno della filosofia (palestra del pensiero: logica, metafisica, teoria della conoscenza). Se non si pu conoscere la verit (problema filosofico), non si pu neanche fare teologia. Le categorie filosofiche influiscono notabilmente nel tipo di Teologia che si fa: K. Rhanher, K. Barth, ecc. Perch ancora prima offre il fondamento, le premesse per accogliere e capire la Rivelazione e per fare Teologia (non possiamo capire che Dio creatore, che Amore, che Padre, che si fatto uomo... senza la comprensione di certi concetti umani, filosofici in senso lato, non necessariamente tecnici: dio, padre, esistere, creare, persona, natura). ! Dio si Rivela adattandosi a noi, alle nostre conoscenze, in un linguaggio umano. Fede = dono di Dio, ma anche atto umano ragionevole perch ci sono motivi per credere = per fidarsi di Dio. Se latto di fede fosse un atto irrazionale, contro la ragione, sarebbe inumana, non sarebbe un atto umano.

3) Metodo circolare Si inizia dalla fede dalla quale riceviamo i contenuti sui quali pensiamo per credere meglio... : fede > ragione > fede. Crede ut intellegas, intellige ut credas (SantAgostino). Fede purifica la ragione, la aiuta a non smarrirsi; non ostacolo, non mortifica la ragione, ma la potenzia e illumina (es. riflessione filosofica sulla persona grazie al cristianesimo). Dogmi non un limite, ma fonti di luce: Dio mistero. La ragione come presupposto per ricevere i contenuti della fede. Possiamo accogliere la Rivelazione, la fede perch siamo razionali (presupposto): ragione > fede > ecc.

4) Due estremi: Ne razionalismo: La religione entro i limiti della ragione (E. Kant) Ne fideismo: movimento nato in Francia fine s. XVIII contro il razionalismo; disprezzo della ragione, fede fondata su se stessa senza laiuto della ragione (capacit di conoscere Dio meditante la ragione, motivi di credibilit che fanno che la fede sia una opzione non assurda, irrazionale, ma ragionevole, sensata. Condannato dal Magistero. ! Fideismo in senso protestante significa un'altra cosa: per la salvezza conta solo la fede, non le opere.

Conclusione: Dio ci rivela i misteri della sua vita intima; ci fa partecipare della conoscenza che ha di se stesso e de tutte le creature (tutto quello che non Dio). La Teologia la scienza su Dio e su tutte le realt da Dio (a partire della Rivelazione che Dio fa di se stesso e delle realt create) e in relazione con Lui. Per questo possibile una Teologia Morale, che studi Dio in quanto fine ultimo delluomo, al quale luomo arriva mediante le sue azioni aiutato dalla sua grazia o si allontana da Lui (S.Th., I-II, qq. 1-5). O, anche, in altre parole, una Teologia Morale che studi questa immagine di Dio in quanto dotato dintelligenza e volont, e per tanto, essendo principio delle proprie azioni che luomo, il quale mediante le sue azioni si avvicina a Dio aiutato dalla sua grazia o si allontana da Dio come a suo fine ultimo. 2. Morale = La vita della fede6 ! ! ! ! Parti del Catechismo (Prefazione 13-17) 1 La professione della fede 2 I sacramenti della fede 3 La vita della fede; ex fide: che nasce dalla fede (segn la fe). 4 La preghiera nella vita della fede La fede che: ! che professiamo = Rivelazione-Credo (dogmi) ! che celebriamo = liturgia, sacramenti ! che viviamo, che si fa vita, vissuta = morale ! che preghiamo = liturgia, preghiera

Fede/vita: non si possono separare; si comprendono e si implicano a vicenda; inseparabili. CCC1691-1698, 2012-2029 (santit cristiana). A. La fede comprende la morale 1) Per il fatto stesso della Rivelazione: Non c Rivelazione se non c un interlocutore, un destinatario: a chi?. Nella Rivelazione di se, Dio rivela allo stesso tempo il mistero della sua volont (Const. Dogm. Dei Filius, c. 4), i suoi disegni di salvezza. Dio vuole comunicare la propria vita divina agli uomini da lui liberamente creati, per farne figli adottivi nel suo unico Figlio (cf. Ef, 1, 4-5). Rivelando se stesso, Dio vuole rendere gli uomini capaci di rispondergli, di conoscerlo e di amarlo (CCC 52); vuole invitare gli uomini a una intima comunione con se (cf. DV 2, CCC 54). La Rivelazione no comunicazione intellettuale di alcune verit, ma dialogo tra Dio e luomo, incontro tra Dio e luomo. Questo implica che luomo si trova nella necessit di rispondere: di accogliere o meno Dio, la sua Rivelazione. Lincontro tra due persone non intellettuale, ma esistenziale: uno deve accettare o meno laltro come persona. Nel caso della Rivelazione, perch si tratta di Dio, la R/ positiva delluomo la fede, ma una fede che richiede, che comprende tutta lesistenza; che impegna e compromette tutta la vita; e dunque implica la morale. La vita morale delluomo appartiene al cuore della Rivelazione; la R/ delluomo a Dio. Accettarlo come Dio, accettare la sua salvezza implica un certo stile di vita. La vita morale si presenta come risposta dovuta alle iniziative gratuite che l'amore di Dio moltiplica nei confronti dell'uomo. una risposta damore (VS 10c). * VS 88c, 89. * DV 5: A Dio che rivela dovuta lobbedienza della fede (cf. Rm 16,26; rif. Rm 1,5; 2Cor 19,5-6), per la quale luomo si abbandona tutto a Dio liberamente, prestando il pieno ossequio dellintelletto e della volont a Dio che rivela (Vat I, Dei Filius, cap. 3). Cf. 1Cor 9,13). Cf. CCC 142-165.

2) La fede implica:
Per un sintetico, ma profondo commento della parte morale del Catechismo della Chiesa Cattolica: cf. J. RATZINGER, In cammino verso Ges Cristo, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2004, pp. 135-139.
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Elezione fondamentale: s assoluto a Dio, donarsi, abbandonarsi a Lui, ai suoi disegni su di noi perch disegni di amore, di bont. VS 66. fidarsi di Dio che si rivela: Abramo, Maria. Peccato originale: prima di essere disobbedienza, sfiducia: *CCC 397. Seguire Ges Cristo come Signore, Maestro, Verit, Legge vivente e personale (VS 15) della mia vita, modello da imitare ( Cosa devo fare? Quello che Ges ha detto, quello che ha fatto; cosa farebbe Ges...?). Impegna tutta la persona: intelligenza, volont, libert, comportamento. VS 19-21, 66, 88c. Una continua conversione a una vita nuova (cf. Mc 1, 15; At 2,38, 24,44; 3,19; 8, 22; 16,34; 1Ts 1,10-10, Rm 10,4-11; Gal 3,22); lasciare luomo vecchio e rivestirsi di Cristo, delluomo nuovo (cf. Gal 3, 27; Ef 4, 22-24; Col 3,9-15), un certo stile di vita (cf. Lettera a Diogneto); la Didaj comincia cos: Due sono le vie, una della vita e una della morte [c. 1, 1]), un cammino = modo di vita7 (ods 6 volte negli Atti degli apostoli: At 9,2; 18,25-26; 19,9.23; 24,14.22; Bibbia Gerusalemme e CEI traducono alcune volte come dottrina). Io perseguitai a morte questa nuova dottrina (At 22,4 - Bibbia Gerusalemme, Bibbia CEI) Yo persegu a muerte a este camino (Hch 22,4 - Biblia de Jerusaln, La Casa de la Biblia). La fede, se viva, implica la speranza e la carit. La speranza: credere alle sue promesse di salvezza, alla sua misericordia. La carit: credere veramente allamore di Dio per noi implica lamarlo. La fede opera per mezzo della carit (Gal 5,6); la fede: se non ha le opere, morta in se stessa (Gc 2, 16). La vita morale una risposta damore (VS 10c). Cf. VS 66, 89b.

B. La morale espressione della fede Se la fede implica la morale, la vita morale espressione della fede: implicazioni, conseguenze del mio essere figlio di Dio in Cristo mediante lo Spirito Santo nella Chiesa. Es: credere che Ges nei miei fratelli implica un certo modo di comportarsi. Il nostro comportamento libero e cosciente, le nostre azione umane, comunicano sempre, inevitabilmente, un messaggio: (Es: essere in cappella...; salutare qualcuno). Anche le omissioni volontarie (mi puoi aiutare?...). Con le nostre azioni manifestiamo la nostra fede e il nostro amore a Dio. Le nostre azioni indicano qual , e com il Dio in cui crediamo (Es: Cattoliche per il diritto a decidere hanno un dio diverso...). Ogni peccato una idolatria (grande o piccola: fare dei soldi, del potere, del sesso, della propria immagine..., nel fondo, di noi stessi dei). Cf. 1Ts 1, 9. ! Mt 7, 21-23: Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrer nel regno dei cieli, ma colui che fa la volont del Padre mio che nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io per dichiarer loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquit. ! Giudizio finale, Mt 25, 34 ss.: Venite, benedetti del Padre mio [...] Perch io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare [...]. ! Gc 2,18: mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrer la mia fede.

Senza la fede (amore, speranza), la vita morale diventa legalismo, moralismo, esteriorit: seguire esternamente dei precetti, delle norme, delle tradizioni.
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J. RATZINGER, La via della fede, pp. 44-46.

La teologia morale nasce dal domandarsi: Come fare per vivere veramente da figlio di Dio, seguace di Cristo, tempio dello Spirito Santo? Quali sono nella mia vita le implicazioni, le conseguenze del mio essere figlio di Dio in Cristo...? In sintesi, la fede implica la vita morale.

3. Fondamentale II. Le scienze positive e la teologia morale8 1. Concetto di scienza (fisico-matematica): conoscenza critica e sistematica ottenuta mediante il metodo scientifico moderno (fisico-matematico), iniziato da Galileo: metodo sperimentale, o ipotetico-deduttivo: osservazione ---> ipotesi ---> sperimentazione ---> verificazione ---> legge. 2. Tre caratteristiche A) Riduzione della realt. Studiano soltanto le qualit misurabili delle cose, quello che quantificabile (non le loro essenze). Ma il misurabile, losservabile non tutta la realt. Ci sono realt non misurabili, ma pi fondamentali e decisive per la vita (quanto mi ami?; posso vivere senza conoscere la legge della gravit, ecc., ma non senza amore). Rischio di dimenticare che il misurabile soltanto una dimensione della realt; non tutta la realt (lamore, il pensiero, la sofferenza, lanima, Dio). B) Tentano di prescindere del soggetto che fa scienza per arrivare mediante la sperimentazione a una conoscenza puramente oggettiva. C) Epistemologia scientifica: le leggi sono ipotesi piuttosto che verit, cio, un modo de vedere le cose e dare senso ai dati osservati. Inoltre queste ipotesi possono essere falsificate da altri dati o inglobate entro nuove ipotesi. Le ipotesi sono dunque provvisorie, relative ai dati che abbiamo adesso, ma non assolutamente valide. Rischio di applicare questa situazione alla conoscenza in genere: tutta la conoscenza relativa, e per tanto anche letica. 3. Giudizio, Cr/: questo legittimo? A) S, valido, ma soltanto entro il proprio campo di studio e non fuori di esso (p.es.: di questo libro voglio leggere soltanto le parole che incominciano con la lettera a). B) Non valido, per, passare dal metodo scientifico-riduttivo a una affermazione metafisica su tutta la realt: esiste soltanto quello che pu essere misurabile, quantificabile, verificabile per il metodo scientifico. Contraddizione: questa affermazione non misurabile, verificabile..., perch una affermazione metafisica Non si pu fare di un metodo scientifico una metafisica (quello che non misurabile non esiste). Facendo in questo modo, il metodo scientifico va fuori il suo campo di competenza, che appunto la realt misurabile. Deve dire: io posso misurare soltanto le realt materiali, sensibili. Se esiste una dimensione della realt che non materiale, ma spirituale, io non posso ne affermalo ne negarlo scientificamente, con il mio metodo. Le scienze sperimentali non possono affermare niente su realt soprannaturali come Dio, la grazia, il peccato, la vita eterna, ma neanche sulle realt umane pi profonde e importanti, le quale che non sono sensibili (lanima) e che sono nel cuore delluomo la sofferenza e la gioia, la giustizia e lingiustizia, lamore e lodio, le virt e i vizi morali (umilt-orgoglio, sincerit-ipocresia, ecc.). Le scienze dette umane (sociologia, psicologia, ecc.) possono dire qualcosa su alcune di queste realt umane non sensibili ma soltanto dai dati osservabili esteriormente: dicono in x gruppo o societ si vivono questi virt o vizi, in
Si veda anche: S.-TH. PINCKAERS, Le fonti della morale cristiana. Metodo, contenuto, storia, Ares, Milano 1992, cap. 3, pp. 67-122 (cap. 3).
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che cosa pongono la loro felicit, le caratteristiche, conseguenze, ecc., ma non possono fare affermazioni sullessere di queste realt (che cosa sono veramente). C) Non voler fare di un metodo scientifico una filosofia della conoscenza: quello che non misurabile, osservabile non lo si pu conoscere. R/ Quello che non misurabile, osservabile non lo si pu conoscere col metodo delle scienze positive, ma ci sono altre scienze con altri metodi come la filosofia e la teologia (esiste una Rivelazione di Dio). Non esiste la verit: tutte le nostre conoscenze sono relative, provvisorie, falsificabili... R/ Che le conoscenze scientifiche siano in gran parte cos, non significa che la conoscenza umana in genere e di altre scienze sia necessariamente cos. Il relativismo gnoseologico contraddice se stesso: se tutto relativo, anche questa affermazione relativa e non bisogna prenderla sul serio. 4. La finalit della scienza e la sua deriva al servizio della tecnica A) La scienza di per se un sapere speculativo (il conoscere la realt), ma la scienza moderna ha uno scopo prevalentemente pratico, cio, con la finalit di poter dominare il reale (scire est posse, Bacone). Da alluomo la possibilit di controllare, intervenire e modificare la realt. Ha un fine pratico e non speculativo. La scienza sempre di pi al servizio della tecnica (grandi interessi economici). Di fatto non esiste una neutralit della scienza, perch non pu prescindere per sussistere e progredire degli interessi dei soggetti e gruppi (pressioni economiche...; sperimentazioni con embrioni, clonazione: fecondazione in vitro costo di 50,000 a 73,000 $ USA per parto). Non sorprendente che le ricerche si orientino per scopi militari o per le malattie e desideri nelle nazione ricche. Famiglia, dignit della procreazione e fecondazione artificiale. Alcune riflessioni etiche, en Alpha Omega 7 (2004/1), pp. 112-113: Non bisogna dimenticare che assieme alla scienza ci sono fattori culturali e progetti ideologici. Anche la scienza, in definitiva, un fenomeno storico e sociale9. Lewis ci mostra come tra magia e la nascita della scienza moderna c molta pi somiglianza di quello che sembrerebbe a prima vista. Mi si permetta citarlo ampiamente. Si praticava pochissima magia nel Medioevo: sedicesimo e diciassettesimo secolo rappresentano lapice della magia. La seria pratica magica e la seria pratica scientifica sono gemelle: una era malata e mor, laltra era forte e prosper. Ma erano gemelle. Erano nate da uno stesso impulso [. Tanto per la magia quanto per la scienza applicata, il problema come sottomettere la realt ai desideri dellUomo: la soluzione sta in una tecnica; ed entrambe, nella pratica di tale tecnica, sono pronte a far cose finora considerate disgustose ed empie, come dissotterrare e mutilare cadaveri [. Bacone condanna coloro che considerano la conoscenza come fine a se stessa. Questo, per lui, significa usare come amante per il piacere quella che dovrebbe essere una sposa per la discendenza. Il vero oggetto estendere il potere dellUomo alla realizzazione di tutte le cose possibili. Egli respinse la magia perch non funziona; ma la sua meta quella del mago [. Nessun dubbio che in coloro che hanno veramente fondato la scienza moderna lamore per la verit superasse in genere lamore per il potere [. Ma la presenza degli elementi cattivi non irrilevante per la direzione presa dai risultati. Potrebbe essere esagerato affermare che il moderno movimento scientifico fosse malato fin dalla nascita: ma io ritengo si possa dire senza mentire che esso nacque in ambiente malsano e in un momento sfavorevole. I suoi trionfi sono forse stati troppo rapidi e raggiunti a prezzo troppo alto: forse sono necessari un certo ripensamento e qualcosa di simile al ravvedimento10.
L. MELINA, Corso di Bioetica. Il vangelo della vita, Piemme, Casale Monferrato (AL) 1996, p. 37. Si vedano le interessanti riflessioni a pp. 36-41. 10 C.S. LEWIS, Labolizione delluomo, Jaca Book, Milano 1979, pp. 77-79. Originale inglese: The Abolition of Man, Williams Collins Sons & Co., London 1944.
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B) Vedere la scienza come strumento di un progetto globale di trasformazione della realt verso il progresso illimitato porta facilmente a una specie di imperativo tecnologico: tutto quello che possibile realizzare anche lecito realizzarlo. La scienza come bene assoluto, come soluzione a tutti i problemi e quando non possono essere domati, allora si anestetizzano, si sopprime la loro importanza; e qui [...] appare una tecnica complementare a quella che mira a trionfare razionalmente della malattia e della morte, cio leliminazione di quella vita che non appare pi degna di essere vissuta neppure allo stesso vivente, o non appare pi corrispondente ai fini che lo Stato si propone (R. GUARDINI, La fine dellepoca moderna, p. 96). Non si devono mettere ostacoli (etici) al progresso della scienza; e come la scienza ha bisogno della sperimentazione, allora non si deve mettere nessun limite alla sperimentazione. Famiglia, dignit della procreazione e fecondazione artificiale. Alcune riflessioni etiche, en Alpha Omega 7 (2004/1), pp. 111-112: 11 Nel sessanta anniversario dellopera di C.S. Lewis, The Abolition of Man , le sue acuteosservazioni continuano ad essere oggi pi attuali che quando sono state scritte. Ci che va sotto il nome di potere dellUomo sulla Natura risulta essere un potere esercitato da alcuni uomini sopra altri uomini con la Natura 12 a fungere da strumento . Lautore ci ammonisce acutamente che non c, ne potr mai esserci semplice aumento di potere da parte dellUomo. Ogni nuovo potere raggiunto dalluomo anche un potere sulluomo [. In ogni vittoria, oltre a essere il generale in trionfo, luomo anche il prigioniero che segue il carro 13 trionfale . In realt il potere dellUomo di fare di se stesso ci che vuole significa [ il potere di alcuni 14 uomini di fare di altri uomini ci che vogliono . Certamente nel potere dellUomo trattare se stesso come un semplice oggetto naturale [. La vera obiezione che se lUomo sceglie di trattare se stesso 15 come materia prima, materia prima sar . No si tratta di impedire alla scienza di progredire, ma di evitare che si abusi di questa contro luomo, che la razionalit tecnica arrivi al punto di pensare che tutto manipolabile senza limiti e diventi barbarie. C) Cr/ I scienziati sono essere umani e le loro azioni di far scienza sono azioni umane, e in quanto tali, hanno una moralit, sono buone o cattive. Letica non si occupa nella scienza in quanto scienza (legittima autonomia in quanto scienza, regole proprie), ma delle azioni umane in quanto azioni umane, e dunque anche delle azioni umane dei scienziati. Letica non dice quali devono essere le regole per fare correttamente, dal punto di vista scientifico, uno sperimento, ecc., ma dice: comportati moralmente bene nel fare lo sperimento: oggetto, fine, circostanze (non sperimentazione con embrioni, non FIVET, non clonazione...). Ma succede lo stesso con ogni tipo darte o tecnica, dalla architettura allarte culinario, ecc.: regole proprie, ma il comportamento delle persone deve essere sempre moralmente buono.

5. Progresso scientifico progresso morale Spe Salvi (30 novembre 2007), 22: Innanzitutto c' da chiedersi: che cosa significa veramente progresso; che cosa promette e che cosa non promette? Gi nel XIX secolo esisteva una critica alla fede nel progresso. Nel XX secolo, Theodor W. Adorno ha formulato la problematicit della fede nel progresso in modo drastico: il progresso, visto da vicino, sarebbe il progresso dalla fionda alla megabomba. Ora, questo , di fatto, un lato del progresso che non si deve mascherare. Detto altrimenti: si rende evidente lambiguit del progresso. Senza dubbio, esso offre nuove possibilit
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Edizione originale inglese: The Abolition of Man, Williams Collins Sons & Co., London 1944. Labolizione delluomo, p. 59. Si vedano soprattutto le pp. 57-83. 13 Ibid., pp. 61-62. 14 Ibid., pp. 62-63. 15 Ibid., p. 74. La natura umana sar lultima parte della Natura ad arrendersi allUomo. Allora la battaglia sar vinta [. Ma chi, precisamente, lavr vinta? [. La conquista finale dellUomo si rivelata come labolizione dellUomo (Ibid., pp. 62-67).

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per il bene, ma apre anche possibilit abissali di male possibilit che prima non esistevano. Noi tutti siamo diventati testimoni di come il progresso in mani sbagliate possa diventare e sia diventato, di fatto, un progresso terribile nel male. Se al progresso tecnico non corrisponde un progresso nella formazione etica delluomo, nella crescita delluomo interiore (cfr Ef 3,16; 2 Cor 4,16), allora esso non un progresso, ma una minaccia per luomo e per il mondo. Fides et Ratio (14 settembre 1998), 88: Un altro pericolo da considerare lo scientismo. Questa concezione filosofica si rifiuta di ammettere come valide forme di conoscenza diverse da quelle che sono proprie delle scienze positive, relegando nei confini della mera immaginazione sia la conoscenza religiosa e teologica, sia il sapere etico ed estetico. Nel passato, la stessa idea si esprimeva nel positivismo e nel neopositivismo, che ritenevano prive di senso le affermazioni di carattere metafisico. La critica epistemologica ha screditato questa posizione, ed ecco che essa rinasce sotto le nuove vesti dello scientismo. In questa prospettiva, i valori sono relegati a semplici prodotti dellemotivit e la nozione di essere accantonata per fare spazio alla pura e semplice fattualit. La scienza, quindi, si prepara a dominare tutti gli aspetti dellesistenza umana attraverso il progresso tecnologico. Gli innegabili successi della ricerca scientifica e della tecnologia contemporanea hanno contribuito a diffondere la mentalit scientista, che sembra non avere pi confini, visto come penetrata nelle diverse culture e quali cambiamenti radicali vi ha apportato. Si deve costatare, purtroppo, che quanto attiene alla domanda circa il senso della vita viene dallo scientismo considerato come appartenente al dominio dellirrazionale o dellimmaginario. Non meno deludente lapproccio di questa corrente di pensiero agli altri grandi problemi della filosofia, che, quando non vengono ignorati, sono affrontati con analisi poggianti su analogie superficiali, prive di fondamento razionale. Ci porta allimpoverimento della riflessione umana, alla quale vengono sottratti quei problemi di fondo che lanimal rationale, fin dagli inizi della sua esistenza sulla terra, costantemente si posto. Accantonata, in questa prospettiva, la critica proveniente dalla valutazione etica, la mentalit scientista riuscita a fare accettare da molti lidea secondo cui ci che tecnicamente fattibile diventa per ci stesso anche moralmente ammissibile.
6. Regole pratiche sul rapporto tra teologia morale e le scienze A) TM non rifiuta di per se queste scienze (legittime) e il loro risultati. Deve essere aperta alle scienze umane, alle sue conoscenze e alla sua critica: psicologia, sociologia... La psicologia, per esempio, ci pu far capire meglio le debolezze e i condizionamenti umani. B) Ma non si pu fare una teologia morale a partire dei risultati di queste scienze (la TM deve partire dalla Rivelazione) e nel usare i loro risultati bisogna filtrarli mediante una adeguata e completa visione delluomo (una sana antropologia filosofica e teologica); p.es. il 70% dei giovani, delle coppie.... Tendenza della psicologia di far diventare norma di comportamento (e buono...) quello che porta equilibrio psicologico (per disinibirsi lei deve...). La psicologia cerca di conoscere i meccanismi, cause e condizionamenti interni dellagire. La sociologia quelle esterni. Tendono a sottolineare i condizionamenti e a proporre un determinismo pratico che nega la libert. Frequentemente partono dei presupposti antropologici materialisti. R/ Abbiamo una libert soltanto umana, e allora limitata e condizionata in diverse misure da tanti elementi e influssi, ma che in condizioni normali resta comunque sufficientemente libera da implicare una responsabilit personale sulle nostre azioni. W. Kilpatrick, Why Johnny Cant Tell Right From Wrong? (1993) ! K. Rogers: applicazione della sua teoria a comunit religiose in California, ecc.; non reprimere emozioni, spontaneit delle tendenze... > antropologia di Rousseau (luomo buono per natura; la societ che lo perverte).

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C) Scienze umane sono descrittive, non normative. Rischio: far diventare il normale regola di oralit. normale.. diventa buono, lecito. R/ Il normale statisticamente non necessariamente il moralmente buono (il 70% dei giovani, delle coppie...). Perch se il giusto cade sette volte (Pr 24, 6), significa che la nostra condizione di essere peccatori, non che il peccato cessi di essere peccato perch tutti pecchiamo. Infatti, per questo egli si rialza (Pr 24, 6), si pente e cerca di emendarsi. Schema
Scienze umane Domanda Metodo come funziona? qualit misurabili prescinde del soggetto descrizioni ipotesi riduzionismo a sana antropologia Antropologia filosofica chi luomo? anche qualit non misurabili non prescinde del soggetto descrizioni, verit definitive visione integrale alle scienze umane e Rivelazione Etica come devo vivere? deduttivo: dai primi principi da una sana antropologia Verit normative (sul bene per luomo il bene morale, sul dover essere). alla teologia morale

Risultato

Aprirsi

Bibliografia COLOMBO, CARLO, Il compito della teologia, Jaca Book, Milano 1982. CONGAR, YVES M.-J., La Tradizione e la vita della Chiesa, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 1983 (orig. francese 1963). LEWIS, CLIVE STAPLES, Labolizione delluomo, Jaca Book, Milano 1979, pp. 77-79 (orig. inglese: The Abolition of Man, Williams Collins Sons & Co., London 1944). MELINA, LIVIO, Corso di Bioetica. Il vangelo della vita, Piemme, Casale Monferrato (AL) 1996. NICHOLS, AIDAN, The Shape of Catholic Theology: An Introduction to Its Sources, Principles, and History, Liturgical Press, Collegeville (Minnesota) 1991; reprinted by Burns & Outs, London-New York 2003, pp. 248-260. PINCKAERS, SERVAIS, Le fonti della morale cristiana. Metodo, contenuto, storia, Ares, Milano 1992. RATZINGER, JOSEPH., La Chiesa, una comunit sempre in cammino, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (Milano) 1991. Natura e compito della teologia. Il teologo nella disputa contemporanea. Storia e dogma, Jaca Book 1993. La via della fede. Le ragioni delletica nellepoca presente, Ares, Milano 1996 (ristampa 2005). In cammino verso Ges Cristo (ICV), San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2004. TORRELL, JEAN-PIERRE, La teologia cattolica, Jaca Book, Milano 1998 (orig. francese 1994).

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