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FacoIta di scienze motorie FacoIta di scienze motorie FacoIta di scienze motorie FacoIta di scienze motorie

Corso di Iaurea speciaIistica in Corso di Iaurea speciaIistica in Corso di Iaurea speciaIistica in Corso di Iaurea speciaIistica in Scienze e tecniche Scienze e tecniche Scienze e tecniche Scienze e tecniche
deII'attivita' mo deII'attivita' mo deII'attivita' mo deII'attivita' motoria preventiva ed adattata toria preventiva ed adattata toria preventiva ed adattata toria preventiva ed adattata


INTERVENTO CINESIOLOGICO INTERVENTO CINESIOLOGICO INTERVENTO CINESIOLOGICO INTERVENTO CINESIOLOGICO
MIRATO AL RECUPERO MIRATO AL RECUPERO MIRATO AL RECUPERO MIRATO AL RECUPERO
DELL'ORDINE POSTURALE DELL'ORDINE POSTURALE DELL'ORDINE POSTURALE DELL'ORDINE POSTURALE
RACHIDEO RACHIDEO RACHIDEO RACHIDEO

TESI DI LAUREA IN
CHINESIOLOGIA E BIOINGEGNERIA
PRESENTATA DA : PRESENTATA DA : PRESENTATA DA : PRESENTATA DA :
DOTT. DOTT. DOTT. DOTT. PAOLA GANDOLFI PAOLA GANDOLFI PAOLA GANDOLFI PAOLA GANDOLFI



Anno accademico 2007 2008 Anno accademico 2007 2008 Anno accademico 2007 2008 Anno accademico 2007 2008
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INDICE
INDICE 2
INTRODUZIONE 4
Capi tolo 1 5
ASPETTI CINESIOLOGICI 5
1. 1 Il rachide dorsal e 5
1. 2 La volta pl ant are e sue modi ficazioni 8
1. 3 Il cont roll o del t ono muscol are attraverso i segnali somat osensitivi 11
1. 4 Il sist ema vestibolare e vi sivo 15
1. 5 Le rispost e postural i 16
1. 6 Il ruolo dell e cat ene muscol ari 16
1. 7 I compensi 20
Capi tolo 2 21
LA POSTURA E LE SUE ALTERAZIONI 21
2. 1 La postura ideal e 21
2. 2 Tipi di all ineamenti posturali alt erat i 25
2. 3 Le alt erazioni della post ura sagitt al e i n et evolutiva 27
Capi tolo 3 31
ESAMI E TEST POSTURALI 31
3. 1 Lesame morfol ogi co dei sogget ti 31
Capi tolo 4 36
STUDIO EMPIRICO DI 14 CASI 36
4. 1 Mat eri ali e met odi 36
4. 2 I mat eriali utilizzati 36
4. 3 Met odi utilizzati per l analisi postural e 42
4. 3. 1 La Procedura dell esame con PODATA 44
4. 4 Casi clini ci 48
Capi tolo 5 55
INTERVENTO CINESIOLOGICO MIRATO 55
5. 1 Obi etti vi del la gi nnasti ca correttiva propost a 55
5. 2 Analisi dell e modalit dei t rattamenti 57
5. 3 Programma di l avoro t radizional e 58
5. 4 St udi sul tratt ament o in inst abilit 69
5. 5 Programma di l avoro con il BOSU 72
3
Capi tolo 6 88
DISCUSSIONE E ANALISI DEI DATI 88
6. 1 Analisi st atistica dei dati 88
Capi tolo 7 98
CONSIDERAZIONI E CONCLUSIONI 98
7. 1 Consi derazioni fi nali 98
7. 2 Conclusioni 100
RINGRAZIAMENTI 102
BIBLIOGRAFIA 103





















4
INTRODUZIONE


Ogni i ntervent o ci nesiologico, che mi ri al ri pri stino di un assett o postural e
corrett o, necessi ta di un preciso inquadrament o di agnostico.
In mat eria di paramorfismi ci si t rova spesso di front e a soll ecitazi oni
muscol ari anomale causat e da un disequi libri o del sist ema tonico postural e e
dei suoi di fferenti recett ori , che causano bascul e o rot azioni a livell o dei
differenti segmenti ossei .
Tra l e alt erazioni antero-post eri ori del rachide, l att eggi ament o cifoti co o
dorso curvo postural e caratt erizzato dallaccent uazione dell a curva dorsale
che tende a comparire gi i n et evol utiva e che necessit a di un accurato
esame valutati vo per formulare un pi ano di l avoro globale.
Studi scientifici hanno dimostrat o che nell a maggioranza dei soggetti con
paramorfi smi si present a una perdit a di equilibrio superiore ri spet to ai ragazzi
sani [Ost rowska B. , Skolimowski T. , 2008].
Sulla base di questi riferimenti ho vol uto osservare come le rispost e post urali ,
in 14 soggetti con dorso curvo, possono modi ficarsi in rapport o al ti po di
trattamento. A sett e soggetti stato propost o un t ratt amento cinesi ologi co,
con criteri o funzional e, basato su unat tivit correttiva e propriocettiva
esegui ta sull att rezzo Bosu, ment re il secondo gruppo seguiva un l avoro
corretti vo tradizi onale.
La valut azione dell a stabilit postural e stat a cal col at a con una pedana
posturo-st abilomet ri ca Podata che mi ha permesso di confrontare i
paramet ri st abil omet rici e l a ripartizione dei cari chi podali ci i n ent rambi i
gruppi.
La presentazione e l analisi dei ri sult ati ott enuti , all inizio e al t ermine dei
tre mesi di t ratt amento, concl ude questo l avoro empi rico.

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Capitolo 1
ASPETTI CINESIOLOGICI

1.1 Il rachide dorsale

La colonna vert ebral e definit a come un vero e proprio asse del corpo avent e
sia una funzione di mobili t, di sostegno e di prot ezione per il sist ema
nervoso. Grazie al l a sua st rutt ura a sart ie riesce a mant enere una buona
ri gi dit ed elasti cit per i molt epli ci segmenti sovrapposti e uniti da muscoli
e legamenti. Se l a osservi amo sul pi ano front al e si present a ret tilinea mentre
sul pi ano sagi ttale si evidenzi ano, dal basso verso l alto, una curva sacral e
con concavi t ant eri ore, una lordosi lombare con concavit posteriore, una
cifosi dorsal e a convessit post eriore e una lordosi cervi cal e a convessit
ant eriore. La presenza dell e curve rachidee aument a la resist enza del
rachide all e soll eci t azioni di compressi one assi al e che proporzionale al
quadrat o del numero delle curve pi uno [Kapandji, 2002: 20], dunque un
rachide con curve accent uate avr una funzionalit dinamica, mentre un
rachide con curve appiatt ite di tipo st ati co.
Lunit funzi onal e del rachi de cost i tuita da corpi vert ebrali adi acenti,
riuniti fra loro dal disco int ervertebral e e da elementi capsulo-legamentosi ,
che consent ono di assorbire urti o compressioni di stribuendo i l cari co su tutt a
la sua superfici e; infatti, il segmento toraci co in caso di iperci fosi
sovraccari ca la part e anteriore dell e vert ebre e dei di schi, portando all a
cuneizzazi one progressi va del corpo vert ebrale e del disco ed allo sti ramento
dei l egament i posteriori [Kinesit erapie Sci enti fique, 1991; 164]. Lo spessore
del disco non lo stesso ai vari livell i del rachide, pi spesso nel rachide
lombare rispetto a quell o dorsal e, ma ancora pi i mportante l a
proporzionalit del disco in rapporto allalt ezza del corpo vert ebral e. In
effetti, rende conto dell a mobilit del segmento rachideo, poich si const at a
che pi grande pi la mobili t import ant e: si nota che il rachide cervi cal e
il pi mobil e a di spet to del tratt o dorsal e rit enut o il pi stati co avente un
6
rapporto disco-somatico di 1/5. Su dell e sezioni sagit tal i di tratti different i
del rachi de si osserva che il nucl eo non situat o esatt amente al cent ro del
disco, infat ti, nel t rat to dorsale l a sua posizi one i n rapporto allasse di
moviment o spost at a all indiet ro.
La vert ebra dorsal e tipo formata dagli st essi elementi che compongono
quella lombare, t ut tavi a esi stono import anti di fferenze morfol ogi che e
funzionali. Il di ametro trasversal e del corpo vertebral e circa ugual e al
diamet ro ant ero-post eri ore ed anche proporzionalment e pi alt o dei corpi
lombari , ma l e sue pareti ant eriori e lat erali sono assai concave. Nell a
porzione post ero-l at eral e dei pi atti vertebrali si evidenzi ano le faccett e
art icolari costal i ri copert e di cartil agi ne e i due peduncol i, dai qual i prendono
ori gine si a le l ami ne vert ebrali che formano la maggior part e degli archi
post eriori, si a l e apofisi art icol ari superi ori e le apofi si arti colari inferi ori . A
livel lo del le apofisi art icolari trovi amo l e apofi si t raverse che si di ri gono in
fuori e l eggerment e indiet ro, present ando una est remit li bera l eggerment e
ingrossat a che port a sul la facci a ant eriore una piccola faccett a articol are
chi amat a faccett a costale corrispondent e all a t uberosit costale. Le due
lamine si inseriscono sull a li nea mediana e danno ori gine ad una apofisi
spinosa voluminosa l a cui sommit occupata da un sol o tubercolo. Lultima
vert ebra dorsale una vert ebra di t ransi zione con il rachi de lombare avent e
caratt eristi che di fferenti rispett o alle alt re i n quant o sul suo corpo esistono
solt anto due faccet te cost ali nell a porzione post ero-lat eral e del piat to
superi ore per l a testa della dodi cesima cost a; inolt re le apofi si arti col ari
inferiori devono corrispondere all e faccett e superi ori dell a prima vertebra
lombare.
La part e dorsal e del rachide present a un nett o avvi cinament o al pi ano
post eriore essendo situat o ad dell o spessore del torace per cont enere gli
organi mediastini ci , al cont rari o del trat to cervi cale locato ad 1/ 3
dell ampi ezza del collo mentre l a porzi one lombare perfett ament e al centro.
Questo t ratto del rachide arti col at o con la gabbia toracica e tutt i gli
el ementi ossei, carti lagi nei e arti col ari i ntervengono per di ri gere e limit are i
movimenti del rachide i sol ato che si limitano ad una fl essione di 105,
all estensione di 60 e ad uni ncl inazione lat eral e di 20.
7
Il movimento di est ensi one fra due vert ebre dorsal i si accompagna ad una
incli nazi one all indi etro del corpo vertebral e sovrastant e, si multaneamente il
disco i nt ervert ebrale si schiacci a nel la part e posteri ore e si all arga in quell a
ant eriore e questo spinge in avanti il nucleo polposo. La limitazione del
moviment o det erminat a dal li ncont ro dell a apofi si articol ari e spi nose l e
quali essendo assai i ncli nat e i n basso e allindi etro, sono gi quasi a cont att o.
Inol tre, il legamento vert ebral e comune ant eriore si pone in tensione mentre
quello post eriore si det ende insi eme al legament o gi all o ed agli int erspi nosi .
Il moviment o di fl essione, invece, caratterizzato dall apert ura dell o spazi o
intervertebral e post eriorment e con spost ament o post eriore del nucleo polposo;
le superfici dell e apofisi articol ari scivolano verso l alto e l e apofisi inferi ori
dell a vert ebra superiore tendono a sopravanzare verso lalto le apofisi
superi ori dell a vert ebra inferi ore. La flessione limit at a dal la messa in
tensione del l egamento int erspi noso, dei l egamenti gi alli e del la capsula dell e
art icolazi oni int erapofisari e, del legamento vert ebrale comune post eri ore,
ment re il legamento comune ant eriore det eso.
Il movimento di inclinazione l at eral e si accompagna a uno sci vol ament o
differenzi al e a li vell o dell e arti col azioni int erapofisari e; nel lato convesso le
faccette arti colari scivolano, come nell a fl essi one, verso l alto, ment re nel
lato concavo scivolano come nell a estensione verso il basso; la limi tazione
del movimento dovut a, dal l ato concavo, dal cont att o dell e apofisi
art icolari , dal l ato convesso invece, dalla tensione dei legamenti gi alli ed
intert rasversari.
Durante i moviment i di lateralit dal lato dell a convessi t del rachide, i l
torace si soll eva, gli spazi i ntercostal i si all argano, il torace si di lat a e
langolo condro-cost al e del la decima costa t ende ad apri rsi . Dal l ato dell a
concavit il torace si abbassa e si ritrae, mentre gli spazi int ercost al i
diminui scono di ampiezza e langolo si chiude.
Durante i moviment i di flessione si osserva lapertura di tutti gli angol i
det erminati dall art i col arsi dei vari elementi componenti fra di loro e con il
rachide, i nvece, al lopposto durante lestensione t utti gli angoli t endono a
ridursi .
Analizzando i nolt re gl i spost amenti i n rotazione di una vert ebra sull alt ra si
pu di re che lo sci volamento dell e superfi ci a livell o dell e apofisi arti col ari si
8
accompagna ad una rotazione di un corpo sull altro di 35 att orno al l oro asse
comune, si tuato al cent ro del la vert ebra, attuando una rot azi one-torsione del
disco int ervertebral e e non di una t razione in senso l at eral e. La rot azione
dell a vertebra dorsale ha unampi ezza t re volt e maggi ore rispetto a quell e
lombari , ma det ermina una deformazione di un paio di coste unit e grazi e
all el astici t cost al e e soprat tutto condral e [Kapandji, 2002: 130, 132]
[Lapi erre, 1990; 149-155].

1.2 La volta plantare e sue modificazioni

La volt a pl ant are una struttura che associa in modo equilibrat o tutti gl i
el ementi ost eoarticolari, l egament osi e muscol ari del piede. Grazi e ai suoi
cambi amenti di curvatura ed all a sua el asticit , la volt a pu adatt arsi a t utt e
le superfi ci trasmett endo al suolo l e sol lecit azioni ed il peso corporeo nelle
mi gliori condizioni meccaniche; essa ha un ruolo ammortizzant e
indispensabil e per una corrett a deambul azione. Ogni al terazione dell a sua
strut tura causa un aument o o una dimi nuzione dell e sue curve che modificano
negati vamente l appoggio podali co i n st azione erett a.
Larchitettura dell a pianta del pi ede definit a come una volt a sostenut a da t re
archi, appoggiati al suolo su diversi punti, di sposti ai verti ci di un t ri angolo
che delimit a limpronta pl ant are; questi punti di cont att o, comuni a due archi
conti gui , corri spondono all a t est a del I, del V met atarso ed all e tuberosit
post eriori del calcagno. Fra i due punti dappoggi o ant eriori teso larco pi
corto e pi basso detto ant eriore, fra i due contatt i lat erali situato larco
est erno di lunghezza e dalt ezza i ntermedia; infine, i l pi import ante dei t re,
larco int erno cl assificato come quell o pi alto e l ungo.

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Fi gura 1. Punt o di t rasmi ssi one del peso corporeo, t arso post eri ore, da Kapandj i .

Lapi ce dell a vol ta plantare nettament e spost at o all indiet ro ed i l peso del
corpo, t rasmesso dal lart o inferi ore, si appli ca sul t arso post eri ore a livello
dell a pul eggia ast ragali ca att raverso l arti col azione tibio-t arsi ca, da cui l e
forze si ripartiscono nell e t re direzioni in precedenza menzionat e.
La dist ribuzione dei cari chi rel ativa del le forze su quest i appoggi
comprensibil e se ri cordi amo gli st udi di Mort on, che di stri buisce i cari chi sui
tre punti dappoggio seguendo l a regol a del SEI:
Si pensa che quando 6 Kg sono appli cati sull ast ragalo, se ne ha UNO per
lappoggi o ant ero-esterno, DUE per l appoggi o ant ero-i nt erno e TRE per l a
part e posteriore [Morton, 1935]; quindi se pensiamo all a posizione erett a,
verti cal e e immobil e, sono i tal loni che sopport ano lo sforzo princi pal e, vale
a dire l a met del peso corporeo.


Fi gura 2. Di st ri buzi one dei cari chi , da Kapandj i .


Lequilibrio struttural e del pi ede ovvi ament e dipendent e dall azione di pi
strut ture: per quant o ri guarda l a superficie inferi ore sono indi spensabi li i
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tendini e i l egamenti plant ari , nell area ant ero-superiore l at tivazione dei
flessori dell a cavi gli a e degli estensori dell e dit a, e per il trat to posteriore gli
est ensori dell a cavi glia e i flessori del le dita.

Una forma normale della pianta, fondament al e per un corretto adatt ament o
al suolo, il risultat o dell equi librio di queste forze. In un piede fisiol ogi co
lampi ezza metat arsale anteri ore deve avere uni mpront a a forma oval e con un
propri o asse trasversal e, la l arghezza dell ist mo deve risultare 1/3 della
precedente con un asse t rasversale quasi ret tilineo e l e dit a devono essere in
appoggio per lasci are l a gi ust a impront a. Lasse longitudinal e deve
att raversare il t all one nell a sua part e centrale e proseguire fra il 2 e 3 dit o.
Nel caso i n cui l ampiezza dell istmo si mani fest a pi ampi a rispett o al val ore
indi cat o, si amo di front e ad un pi ede piatto, ment re se l a larghezza
dell ist mo si present a ridotta il pi ede considerato cavo.

Nel pi ede piatto comune rit rovare un val gismo del calcagno con un
ret ropi ede pronat o e l avampi ede supinato legato ad uninsuffi ci enza
muscolo-l egamentosa dei muscoli pl antari e ti biali che det erminano un
appiatt imento dell arco pl ant are. Quest a al terazione dell a volta plant are
secondo Ronconi causato da un eccessivo svol giment o a geomet ri a
eli coidal e dell a struttura podali ca e non dall abbassamento dell a volt a
[Ronconi P. , Ronconi S. , 2001]. Le alt erazioni dell equilibri o che si formano
fra i muscoli agonisti e ant agonisti si ri percuot ono sulla funzione di
ammortizzazi one del la struttura podalica.
Il piat tismo pu arri vare a di versi gradi di gravit :
- Primo grado: si evidenzi a quando l istmo l eggerment e superi ore all a
sua lunghezza fisi ologi ca.
- Secondo grado: quando li stmo present a un' esagerat a l arghezza rispett o
all assetto normale.
- Terzo grado: l a pianta del pi ede in appoggi o compl eto con il pi ano
dappoggio.
- Quart o grado: quando deborda tot almente verso l a part e medi al e e
lappoggi o pl antare i nverso rispett o a quell o fisiologi co.

11
Si riti ene fisiologi cament e normal e un piede pi atto sol o nel lat tante e nel
bambino fino ai 3 anni dovuto soltanto da un eccessi vo accumulo di adipe
plantare nei tessuti molli.

Nel pi ede cavo normal e rit rovare l a pi anta del piede enormement e soll evat a,
con il cal cagno che sembra si orienti i n varo quando il tono dei muscoli
tibiale ant eriore, posteri ore e l a retrazione dei l egamenti e dei muscol i
plantari aument a. Il pi ede cavo si present a morfologicament e in t re
alt erazioni di fferent i: una dovuta al la cadut a del lavampiede causando un
cavo ant eri ore con disequili brio dei muscol i dell e dit a e sl ivell ament o dei
met at arsi. In alt ro modo pu present arsi un pi ede cavo posteri ore con un
varismo del ret ropi ede dovuta dal mancato equili bri o del t ri cipite surale e per
ultimo, ma non meno import ant e, un piede con comuni carat terist iche dei
primi due casi. Se ci riferi amo all el ica podali ca t roviamo un iper
avvol gimento dell a stessa che induce laccorci amento dell a lunghezza total e
del pi ede e ad un innalzamento del la st rut tura i ntermedi a.
Secondo Ronconi [Ronconi , 2001] anche il pi ede cavo pu evolversi in tre
gradi:
- Primo grado: cadut a abnorme con vari azione del la forza peso sulle
strut ture ossee.
- Secondo grado: sovraccari co sul 1 met at arso che compensa,
sovraccari cando il 5 met at arso e successi vament e sugl i alt ri.
- Terzo grado: l avampiede si cavizza in senso trasversal e e longitudinal e
causando disfunzionalit dell e dit a.

1.3 Il controllo del tono muscolare attraverso i segnali
somatosensitivi

Il nost ro corpo, in condizioni stat iche o dinamiche, si confronta con lazione
dell a forza di gravit per svol gere l e funzioni dell a vit a di relazi one,
att raverso la cont razi one conti nua, di ori gine rifl essa, dei muscoli
anti gravi tari. Tutte le i nformazioni posturali vengono raccolte dal sist ema
sensoriale propriocettivo, vest ibol are, stomatognat ico, cut aneo, visi vo,
12
muscolo-schel et rico e inviat e al lel aborazione central e per ricost rui re l e
coordi nate spazi ali dell a nuova posizi one.
Il nost ro si st ema somatosensori al e ci consente di avere il senso di posizione e
di movimento di ogni part e del corpo, si a nell e sit uazi oni st ati che sia
cinest esi che. Li nt ervento dei recett ori muscolari, articol ari e vesti bol ari
servono per comuni care informazioni ri guardanti non sol o la t ensi one e la
lunghezza muscol are, ma anche lapert ura angol are dell e art icolazi oni, l a
posizione, la di rezione e la velocit di spost amento di un arto nel lo spazio,
per mezzo di movi menti rifl essi stereoti pati ed aut omati ci. Non solo, l attivit
del sist ema visi vo e tattil e, indispensabil e nel l avoro propost o, ci forniscono i
dett agl i sugli oggetti e sullambient e che ci circonda e sui rapporti tra questi
e il nost ro corpo. Tutte quest e informazioni ci permet tono di pi ani fi care e
controllare i movimenti che andiamo ad esegui re grazi e a due meccanismi di
correzione degli errori.
Per operare un cont roll o a feedback bisogna disporre di sensori che ril evano
i parametri in uscit a del sist ema e forniscono un segnale di rit orno, che viene
paragonat o con un segnal e di ri feriment o che specifi ca il valore desiderato
dell uscit a. I feedback, nel sistema nervoso, possono essere utilizzati solo nei
movimenti l enti e nel cont roll o degli atti motori sequenzi ali, a differenza del
controllo a feedforward o antitipatori o, che vi ene usato per modi fi care l e
grandezze sotto controll o, prima che si manifestino eventi influenzabili .
[Favill a, 2002: 186].

Nel corso dei movi menti , di versi meccanocettori present i sia a li vello
muscol are, arti col are, t endineo e cutaneo, forniscono i det tagli su tutt e l e
vari azioni di forza e di pressi one. Quest a sensi bilit propriocettiva provi ene
da diversi recett ori :
Recett ori del fuso neuromuscol are
Organi t endinei del Gol gi
Recett ori a livell o dell e capsul e arti col ari , sensi bili alla fl essi one o
all estensione

I fusi neuromuscol ari sono pi ccoli recettori sensi tivi sit uati nell e st rutt ure
muscol ari avente la funzione di segnal are l e variazi oni dell a lunghezza del
13
muscolo st esso, accompagnat e da modi ficazioni degl i angol i dell e
art icolazi oni sulle quali essi agiscono, esatt ament e come succede, quando si
manti ene lequilibri o su una superfi ci e inst abil e. Sono disposti in parall el o
con le fibre ext rafusali , di numero si curament e maggi ore in quei muscoli
coi nvolt i in movimenti complessi e presentano t re component i pri ncipali:
I. Un gruppo di fi bre muscol ari intrafusal i , l a cui regione centrale non
contrattil e, stirat e i n caso di sovraccarichi i nsi eme all e t erminazioni
sensitive che aumentano la l oro frequenza di scari ca e l a di minuiscono
in caso di accorci ament o muscolare.
II. Terminazioni di fi bre sensitive mi eli niche di grande di ametro che
raggiungono la zona cent ral e delle fibre muscol ari int rafusali .
III. Terminazioni motori e mi eli ni che di pi ccolo diamet ro che innervano l e
regioni polari , cont rattili , dell e fibre i ntrafusal i.

Le i nformazioni proveni enti dai fusi rappresent ano larco afferent e del
riflesso miot ati co, i mportante per il cont roll o del l a forza muscol are.
Li nnervazione mot ori a delle fibre muscolari int rafusali provengono da
motoneuroni gamma stati ci e dinami ci di pi ccole dimensi oni, a differenza
dei mot oneuroni al f a che innervono le fibre extrafusali. La contrazione non
fornisce alcun contributo all o svi luppo dell a forza, ma provoca un inizi al e
accorci amento dei due poli int rafusali che andranno, di conseguenza, ad
allungare l area central e da ent rambe le est remit , provocando cos , un
aument o di frequenza di scari ca dell e terminazioni sensi tive. All e fibre
muscol ari int rafusali si devono disti nguere le fibre a sacco di nucl ei dalle
fibre a cat ena di nucl ei che possiedono una t erminazione pri maria (fibra Ia),
che si avvol ge a spi ral e attorno all a regi one cent ral e dell e fi bre int rafusali, e
quella secondari a (fibre II) che t ermi na nelle parti prossime dell a zona
cent ral e.
Laumento dell att ivit dei motoneuroni gamma dinami ci aument a la
sensibili t dell e terminazioni primari e, ma non ha influenza sulle secondari e.
Invece, laumento dell at tivit dei motoneuroni st ati ci fa crescere il l avoro
toni co si a delle t erminazioni primari e che di quell e secondarie. Per questo il
sistema nervoso central e provvede a regol are in modo indipendent e la
sensibili t dinami ca dell e fibre sensitive che i nnervano i fusi neuromuscol ari.
14
I fusi neuromuscol ari di spongono di uninnervazione afferent e det erminat a
da fibre anulospirali locati nell a parte central e, sti mol at e in caso di
allungamento, e da un secondo contingent e sensitivo cost ituit o da
terminazioni a fiorami, dispost e all estremit del fuso per rispondere all e
vari azioni di vel ocit , di allungament o o di accorciamento.
Il riflesso da sti ramento crea una vera cont razi one muscol are in quant o il
risul tat o dell a vari azione di lunghezza del muscolo, da part e dei fusi, e
dell attivazione di fibre afferenti provenienti da questo recettore stabil endo
connessioni eccit at orie di rette con i motoneuroni dello stesso muscolo.
Inolt re, i mot oneuroni alfa che innervano i muscoli ant agonisti ri cevono
segnal i inibitori dal le fibre Ia, i n questo modo quando il muscol o vi ene
contratto l ant agonista si ri lasci a e gli i nterneuroni vengono utilizzati anche
per coordinare l e contrazioni muscol ari nel corso dell esecuzione dei
movimenti volont ari . A volt e risult a vantaggi oso cont rarre
contemporaneament e si a i muscol i che agiscono come fat tori primari del
moviment o che quell i antagonisti; quest a co-contrazi one provoca un aumento
dell a ri gi dezza dellart icolazi one e svol ge un util e ruolo funzionale quando
occorre eseguire un movimento con precisione o bisogna st abil izzare
larti colazione [Kandel e coll . , 2003: 709]
Un esempi o di riflesso da sti ramento sicurament e il tono posturale che
agisce sui muscol i anti gravit ari con azione estensori a permett endoci di
mant enere l a stazione erett a, per quest o l azi one dell a gravit tende a causare
un allungamento dei muscoli est ensori innescando il ri flesso postural e
precedentemente descri tto.

Invece, i recettori di Gol gi sono dei meccanocettori sensi bili agli aumenti di
forza, dist ribuiti i n seri e nell e gi unzioni tra t endine e muscol o. Quando
lorgano viene sottoposto a tensione, le fibre coll agene vengono sti rate ed il
loro allungament o provoca l a compressi one dell e t erminazioni nervose, che
cos vengono eccit at e. per quest o che se il fuso neuromuscolare sensi bil e
all a vari azione di l unghezza del muscolo, lorgano tendi neo del Gol gi
attivat o ad ogni cambiament o di t ensione del muscolo.

15
1.4 Il sistema vestibolare e visivo

Per il cont roll o del la post ura necessari o anche lint ervento del si stema
vest ibol are che, att raverso i recett ori del l e macule otolit iche, ci consentono di
perveni re i cambiamenti di accelerazione lineare dell a gravit , ment re quelli
dei canali semi circol ari cont ribui scono nell a sensi bilizzazione dei movimenti
rot atori del capo. Tutti i segnali ot oliti ci vengono invi ati ai nucl ei vesti bol ari
tramit e l e vie vesti bolo-spinali , det ermi nando lat ti vazi one dei motoneuroni
dei muscoli anti gravitari. Di rili evo sono i riflessi vesti bolo-cervi cali e
vest ibol o-spinali che permettono di cont rollare il raddrizzament o dell a t est a
nell o spazio, e i secondi determi nano l a contrazione dei muscoli estensori
degli arti i nferiori per la post ura erett a. Analizzando i movimenti , si
dimost rato che gli spost amenti del capo sul pi ano front ale at tivano i muscoli
del coll o del l ato oppost o alla devi azione e i muscoli est ensori omol at erali ,
ment re gli spostamenti sul pi ano sagitt ale est endono i muscoli del collo e
degli art i inferi ori in rispost a all a fl essione della t est a.

Anche il sistema vi sivo ai ut a quel lo vestibol are e quel lo propriocetti vo al
mant eni mento dell a post ura e del l a st azione eretta trasferendo l e
informazioni, capt ate dall a retina, al sist ema nervoso ri guardanti l o
spost ament o dell a test a rel ati ve all ambiente est erno. Studi di ri cerca
dimost rano che in un individuo in st azione eretta e con gli occhi chi usi, l a sua
incli nazi one post urale pu aument are dal 20 al 70% facendoci capi re che la
compromissi one visiva sull a post ura det ermina una inst abilit
[Krishnamoorthy, Yang, (2005), 1-17].

Tutti i dati rilevati per vi a rifl essa, soprattutto quelli propriocettivi, hanno l a
funzione primari a di correggere lazione motori a in rel azione all e condizioni
biomeccani che del corpo e degli art i, ott enendo cos unatti vi t coordinat a.



16
1.5 Le risposte posturali

Numerose ri sposte posturali si realizzano prima che un movimento att ivo
provochi uno spostament o del baricentro in quanto le risposte anti cipatori e
sono necessarie all equilibrio del soggetto. import ant e t enere conto che
queste ri sposte non sono organizzat e, ma present ano unal ta adatt abili t che
ci consent e di adeguare l e rispost e posturali al le necessit . Tutti i rifl essi che
ci permettono di mant enere una post ura corrett a possono essere modi fi cati
att raverso i nost ri meccani smi di cont roll o, inoltre, ci sono att eggi amenti
posturali che sembrerebbero non rispet tare l e posizioni i donee, ma non
provocano perdit e di equilibrio perch l insi eme dell e ri spost e anti gravit ari e
compensa lo spost ament o non corrett o. La regol azione postural e gl obal e vi ene
mant enut a dall at tivi t dei cent ri superi ori che t engono conto dell a gravit e
ridistri buiscono l e rispost e muscolari per far s che il bari centro cada
all int erno dell a base dappoggio [ Favill a, 2002: 198-199].

1.6 Il ruolo delle catene muscolari

La pri ori t delluomo essenzialmente quella di assumere e mant enere per
lungo tempo l a stazione eret ta nel modo pi economi co e confort evol e
possi bil e. Esaminando l a posizione dell a li nea di gravit a livello cefali co
(passant e attraverso il foro occi pit ale e dist ribuendo il peso con i 2/3 in
avanti e 1/3 di et ro) e a li vell o plantare (passant e per i l cuboide), si not a un
nett o squilibrio da cui possiamo dedurre che luomo i n stazi one eret ta non
mai in equili bri o, ma in sbil anci amento ant eriore con conti nue oscill azioni e
aggiust amenti posturali. Occorreranno forze maggiori per perdere lequilibrio
in di et ro e l o squili brio ant eri ore produrr anche una padronanza mi gliore
dell e inst abi lit l at eral i, rimandando l e t ensi oni st ati che all a part e post eri ore
del soggetto.
Da al cuni princi pi dell a stat ica apprendiamo che esist e si a un equilibrio
stati co, che permett e di mant enere il corpo in una posizi one st ati ca, si a un
equilibrio dinamico che consent e ai segmenti corporei di raggiungere una
condizione di stabili t. La di ffi colt di mant enere un buon equilibrio di pende
17
molto dal rapport o tra lalt ezza del bari centro e lampi ezza dell a base
dappoggio podali co, ma si sost iene che con la ripetizione di sedut e ed
esercit azioni dequil ibri o aumenta l effi cacia comuni cativa al lint erno e tra i
sistemi det erminando reazioni pi rapi de ed efficaci [All um- F. Honegger,
1998: 478-494].

Un esempio di alt erazione dell equili bri o descritta in diversi studi, con
metodo stabilomet rico, dove si riscont rat o una maggiore perdit a
dell equi librio nei soggetti con scoli osi idiopati ca, a livell o dell appoggi o
controlat erale allapice dell a curva, rispetto ai soggetti sani . Questo mi fa
capi re quanto unalt erazione post ural e pu incidere sull equilibrio e sull a
stabilit dei soggetti [Ostrowska B. e coll. 2008].

Non un caso che i 2/3 dell a nostra muscol atura pi fibrosa, resist ent e, pi in
profondit , di fort e tono, si a costit uita da muscoli della stati ca o toni ci
(anti gravit ari o posturali ) che ci garantiscono, con l a loro conti nua
contrazione, l a st abi lit in st azione erett a e gli spost amenti . I muscoli dell a
dinami ca o fasici (deput ati al moviment o), pi superfi ci ali e con scarsa
resist enza all o sforzo, invece, non sono indispensabili per i l mant enimento
dell a post ura in quanto, t erminat a l a l oro contrazione, ritornano nel l oro st at o
di quiete. Per questo motivo nei casi di deviazioni o deformazioni vertebrali
una del le cause pri nci pali si curamente una differenza di tensione fra i
muscoli statici e mai tra quelli dinami ci.
Secondo le ri cerche anatomo-funzionali condott e da R. J. Bourdiol si potut o
mett ere in evi denza lattivit di due catene muscolari, compl ement ari e
alt ernat e che reggono in modo del tutto ri fl esso l a stazione erett a
anti gravi tazionale. Egli ha denominato le due cat ene in funzione del loro
punto di part enza podale dett e cat ena a part enza dagl i est ensori e catena a
part enza dai fl essori. Quello che ci serve capi re che i n ogni spost ament o
post eriore, su una superfi ci e i nst abil e, si mett er i n azione la cat ena
muscol are costitui ta da:
quadrat o dell a piant a
peronei e tibi al e ant eriore
psoas-ili aco-pet tineo
18
erett ori del dorso
scal eni
Nel caso di spostamenti ant eriori si atti ver l a cat ena muscolare determinat a
da:
lombricali e int erossei
tri cipiti dell a sura
quadri ci piti
grande glut eo
addominali
semispinali del capo.


La catena stati ca posteriore ha il ruol o di organizzare in modo economico
una cont enzi one el astica che gesti sca l o squilibri o ant eriore del tronco e
ant ero-int erno degli art i inferiori ed format a da:
La fal ce del cervello e del cervell ett o
Il l egament o cervical e post eriore, ori ent at a sagi tt alment e
Laponeurosi dorsal e, molt o spessa
Laponeurosi lombare e del quadrato dei lombi, prol ungamento dell a
precedente che t ermina sull a crest a ili aca e si unisce al peri ostio del
sacro
Il grande e il piccolo legamento sacro-sci ati co
La guaina del pi rami dal e
Il connettivo est erno e int erno degli otturatori
Laponeurosi glut ea
Le pi ccol e bande di Maissiat
La guaina e i setti della l oggia esterna
Il perone
Laponeurosi int erossea
Le guaine e i t endini dei peroni
La lamina del sol eo
Il t endine dAchill e
Laponeurosi pl ant are [Busquet , (2001): 53].

19


Fi gura 3. Cat ena ret t a ant eri ore Fi gura 4. Cat ene rett e ant eri ori sx e dx t ronco.
da Busquet .


Fi gura 5. Cat ena ret t a post eri ore. Fi gura 6. Cat ene ret t e post eri ori del t ronco.
da Busquet .

A livello del tronco necessario nominare lazione del la catena retta
anteri ore che induce la fl essione global e dell a colonna vert ebral e provocando
tensioni ant eriori sul disco intervertebral e. Secondo Busquet [Busquet ,
(2001): 62], bisognerebbe unire il trattamento int erno con quello dell a cat ena
ant eriore i n quanto un lavoro di raddrizzamento con l a catena post eriore
port erebbe ad un cedimento.
Per ult ima, ma non meno import ant e, trovi amo la catena retta posteri ore
che, quando agisce su un busto flesso, crea unest ensi one che, per evol ve
verso una lordosi generale.
20

Le cat ene muscolari ci permettono di programmare il movimento nel sogget to,
ma per ottenere un buon funzi onamento di esse, necessari o la presenza di
unit del corpo, int esa come funzionalit globale per assi curare il riequili brio
intorno all a linea di gravit . Ogni alt ernanza fra ci fosi e lordosi del corpo ha
un si gni fi cato di fferent e, in quanto le prime presentano un ruolo
esclusivament e di protezione che esclude quell a di moviment o. Se le cifosi
sono f att e per proteggere gl i organi i nterni, non opportuno pensare che una
cifosi in aumento una curva che deve prot eggere pri ma di tutto gli organi,
ma una sua accentuazione va considerata non come un problema
muscol overt ebral e, ma come alterazi one interno o ant eriore[Busquet,
(2001): 48].

1.7 I compensi

In ogni attivit dell a vit a di rel azione l e cat ene muscolari non dovrebbero
essere cost ritti ve per non alt erare la stati ca, si ccome qualsi asi t ensi one
muscol are permanente i nduce una modificazione dell a strutt ura ol tre a sue
deformazioni. Per dare priorit al confort, l organismo ri esce a compensare
un probl ema al gi co reclut ando dei muscoli che normal mente non vengono
attivati o soll ecit ando gli st essi per riequilibrare il soggetto nel la sua
gl obalit .
Negli ulti mi anni si reso evident e l a relazi one catene muscolari-visceri: l e
prime, escluso la cat ena statica post eriore, sono cat ene necessari e per il
moviment o, che devono compensare gli att eggiamenti st ati ci utilizzando l e
catene rett e ant eriori, rett e post eriori e crociate con unazi one ipotoni ca o
ipertonica. Nel caso di cifosi dorsali riscontreremo un ipertono con
retrazione del la catena anteriore e un i potono di quell a posteri ore.



21
Capitolo 2
LA POSTURA E LE SUE ALTERAZIONI

2.1 La postura ideale

La post ura defini ta come l a disposizione dell e parti del corpo nello spazio il
cui obiet tivo quell o di mant enere lequilibri o st atico e di namico. Per molt i
aut ori , l a post ura rappresent a un att eggiamento stati co con pi ccoli limit i
dosci llazi one di fferent e dall equili brio inteso come att eggi amento dinami co
che pu essere mant enuto anche con oscill azioni import anti.
La concezi one di att eggiamento non ri guarda soltanto l aspet to neuromotorio,
val e a di re l insieme dei ri fl essi sensit ivo-motori, ma i nclude anche l a part e
anatomo-meccani ca che ci permett e di mant enere un segmento in equilibri o
grazie allazione dell a forza peso egual e e cont rari a alla cont razi one
muscol are.
Ha inolt re un aspet to psi comot orio, int eso come espressione somati ca di
emozioni, pulsioni e regressi oni , ognuno dei quali riflet te inconsci amente l a
propri a condizi one i nteriore, l a propri a personalit .
Potendo affermare che ogni massa o corpo composta da una molt itudine di
piccol e particell e at tratte verso l a terra come descrive la forza di gravit ,
lattrazione a cui sono soggett e l e parti cell e del corpo, produce un sist ema di
forze praticament e parallel e e la risul t ant e di queste forze che agiscono
verti cal ment e verso il basso i l peso del corpo. E' possibil e localizzare un
punto in cui si pu appli care una singola forza che equival e, per int ensit , al
peso del corpo e che agisce verti calment e verso l ' alt o, in modo da conferire al
corpo equilibrio in ogni posizi one. Quest o punto detto centro di gravi t o
bari centro, che pu essere descritt o come il punto i n cui si pensa si a
concent rato tutto il peso del corpo [Rodgers M. Cavanagh P. , 1984: 64].

La postura standard in st azione eret ta rappresent ata dal prolungamento
dell a linea vert ical e o di gravi t all int erno del pi ano di appoggio (data da un
22
poli gono di forma quasi t rapezoidal e costituito dal profil o lat eral e dei pi edi e
dall e due linee che costit uiscono rispetti vament e la parte anteri ore e
post eriore dei piedi) passant e sul piano sagitt al e e front al e.
Attorno al la linea di gravi t il corpo ipot eti cament e in una posizione di
equilibrio che impli ca una dist ribuzi one uniforme del peso del corpo ed una
posizione st abil e di ogni arti col azione.



Fi gura 7. l ocal i zzazi one dei bari cent ri .


La buona postura quindi rappresentat a da un buon equili brio muscol are e
schel et rico che prot egge le st rutt ure portanti del corpo da una l esione o da
deformit . In quest e situazioni i muscoli lavorano in modo efficace e gli
organi toraci ci e addominali si t rovano in posizione ottimal e, al contrario di
quanto accade in una postura scorretta, dove l e rel azioni tra l e parti del
corpo sono alt erat e e producono aumenti di t ensi one.

Per mant enere un atteggiamento normal e abbiamo bisogno di una grande
sensibili t propriocettiva che ci consent e di reagi re velocemente e con fati ca
agli sti moli attraverso un continuo cont rollo int er e soprasegment ario. Questo
sforzo neurologi co va a t urbare l e connessioni si napti che dist ruggendo
lequil ibrio e obbli gando il soggetto ad un att eggi amento errato avent e un
equilibrio meccani cament e pi affat icant e ma con un controll o meno rapi do e
preciso.
23
Gli att eggiamenti errat i sono purt roppo considerati st abi lizzanti per questo i
segmenti, invece che oscill are i n prossimit del baricent ro ideal e, accentuano
la l oro obliquit utilizzando una maggi ore tensione dei muscoli e dei
legamenti comport ando un rallent amento neuromotorio.
Nell a ri educazione dell att eggi amento sar importante considerare che in
queste condizioni il limite di reazione dei recett ori propri ocett ivi
fortemente aumentat o, occorrer un incremento dell obl iqui t, quindi uno
stimolo gravit ari o maggiore, per far scat tare l a contrazione t oni ca darrest o.
Dal moment o in cui dimi nuisce l obl iquit , l intensit dello stimol o si
abbassa e non raggiunge pi il li mite dei recettori , la cont razione
equilibratri ce cessa e il segmento ri cade nell a sua post ura scorret ta abitual e
[Lapi erre, 1990: 241-242]. per quest o moti vo che i soggetti non
percepiscono l a posi zione del l oro corpo al di l dell a loro obliquit naturale
e latt eggiamento normale potr essere ri stabilito solo se le nuove sensazioni
condurranno i rifl essi equili bratori verso lequil ibrio stabil e.


Fi gura 8. Al l i neament o i deal e, da Kendal l .


Nel la veduta lat erale, l a li nea di riferimento standard rappresent a l a
proi ezione dell a linea di gravit nel pi ano front al e, che divi de ipoteticament e
24
e asimmetricament e il corpo i n una porzione anteriore e i n una post eri ore di
peso equivalent e come segue:
part e dal t rago in prossimit dei condil i occipit ali sino a t occare
lapofisi odont oide di C2, la testa si presenta erett a in posizi one ben
equilibrata senza t ensioni muscol ari.
passa davant i all a col onna dorsal e, leggermente convessa
post eriorment e con le scapol e ben allineate e appi attit e contro i l
torace. Si manti ene in una posizione che favorisce l a funzione
ottimale degli organi dell a respi razi one, influenzata dall a st rutt ura
dell a colonna lombare e del bacino che indi ce il buon
allineament o dell addome, del tronco e degli arti inferiori .
incroci a la col onna lombare a livello di L3, l eggerment e convessa
ant eriorment e
passa di et ro l e ultime vert ebre lombari, davanti al sacro
leggerment e indiet ro rispetto l a cavit cotiloidea con l e anche n
flesse n est ese. Si prende in considerazione l a posizione dell e
spine ili ache ant ero-superiori che devono essere al lineate sull o
stesso piano orizzont al e e sul pi ano verti cal e con la si nfi si pubica.
segue l asse del femore e passa davanti all arti col azione del
gi nocchio (n fl esso n iperest eso), dell a tibi a e dellarti col azione
tibio-t arsica i n avanti rispett o il mal leolo est erno con l a gamba
perpendicolare all a piant a del pi ede
termina a li vello dell arti col azione cal caneo-cuboi dea

Nel la veduta post eri ore la linea di gravi t passa nel pi ano antero-post eri ore
lungo l a linea medi ana del cranio, dell o sterno, dell e apofisi spinose dell a
col onna, l e spall e non sono elevate ne depresse e l e scapol e hanno i margi ni
medi ali paralleli ed equidist anti. Proseguendo at traversa la li nea medi ana del
bacino che rimane orizzont al e con l e spine iliache post ero-superiori sullo
stesso pi ano t rasversal e, l e anche non sono n addot te n abdott e, gli arti
inferiori sono dritt i senza val gismi o varismi, e t ermina a met dist anza tra i
due appoggi podal ici .

25
Nel normotipo i muscoli ant eri ori e post eri ori i nserit i sul bacino lo
mant engono in al lineamento, i muscoli addomi nali tirano verso lalt o e i
flessori dellanca verso il basso. Posteriorment e i muscoli dorsali ti rano verso
lalto e gli est ensori dell anca verso il basso, di conseguenza gl i addominali e
gl i est ensori lavorano in sinergia inclinando il bacino post eri orment e, mentre
i lombari e i fl essori dell anca agi scono insi eme i ncli nando il bacino
ant eriorment e.

2.2 Tipi di allineamenti posturali alterati

Non t utti i soggett i sel ezionati present ano lo st esso allineament o postural e e
per questo osservi amo l e di fferenze dell uno e dell alt ro.

Nel la postura cifo-l ordoti ca ri scont ri amo:
o capo antepost o
o tratto cervi cal e iperesteso
o scapol e abdot te
o tratto toraci co in i perci fosi
o tratto lombare iperestesa i n lordosi
o bacino in ant eroversi one con anche fl esse
o gi nocchi a i perest ese
o lieve flessione plant are causat a dalli ncl inazione post eriore dell a
gamba

In questo alli neamento i flessori del coll o, gli estensori del dorso, lobliquo
est erno e gli hamst ring sono all ungati e debol i. Gli addominal i non sono
sempre allungati a differenza dei flessori dell anca, che per la postura
lordoti ca, sono accorci ati i nsi eme agli est ensori del col lo.


26

Fi gura 9. Vi st a l at eral e del l a post ura ci f o- l ordot i ca, da Kendal l .


Nel lallineamento a piombo scorretto osserviamo unalt erazione post ural e
ant eriore, frequenti nei soggetti l ongi linei , in cui il carico del corpo
distribui to in prevalenza sui talloni con una probabil e contratt ura del la
porzione ant eriore del pi ede. Larti col azione t ibio-t arsi ca si present a i n
dorsifl essione dovut a dall incli nazione i n avanti dell a gamba e dall a li eve
flessione del ginocchio che comport a un netto accorciamento dell a catena
muscol are post eriore.

Nel la postura Swey-back vedi amo:
o capo antepost o con il tratto cervi cal e in estensione
o tratto dorsal e in iperci fosi con sbil anciamento post eriore del
tronco superi ore
o tratto lombare appi at tita
o bacino incli nato post eri ormente con le anche i perest ese
o gi nocchi a i perest ese
o cavi gli e neut re
27

Fi gura 10. Vi st a l at eral e del l a post ura swey- back, da Kendal l .

In questo allineamento i fl essori dell anca, l obli quo est erno, gl i estensori del
dorso e i flessori del collo sono allungati e deboli, gli hamst ri ng si presentano
accorci ati e forti , mentre i muscoli lombari sono tonici ma non brevi.
[ Kendall, 2006: 64, 67, 70]

2.3 Le alterazioni della postura sagittale in et evolutiva

Nel la posizione eretta ricordo che le variazi oni equi libratrici oscill ano
continuament e i ntorno ad una posizione medi a che cost ituisce l at teggi amento
del soggett o. Tal e posizione, i nscrit ta nel proprio schema corporeo
rel ati vament e st abi l e, rappresent a l a soluzione personal e che si t rova per
risol vere i l problema di equilibrazione. Se quest o att eggi ament o non si
allontana troppo da quelli che sono gli i ndi ci di valut azione viene gi udi cato
normal e, i n caso contrario siamo di front e ad alt erazioni posturali . La
maggior part e dell e alterazioni dell et evol utiva non sono conseguenti a
carenza o debolezza muscol are, ma dipendono dall acquisizione di schemi
28
motori errati , fi ssati nel sistema nervoso central e, cui consegue una mancat a
strut turazione dei meccanismi di controllo neuromuscolare.
Una modifi cazione di una curva rachidea del pi ano sagi ttale comporta una
vari azione o una compensazi one a cat ena di tutt e l e alt re curve vertebrali ,
cos , per moti vi statici e di namici, il rachide alt erna sempre una curva in
lordosi ed una in ci fosi per sopperi re il cari co in modo ergonomi co con un
aument o di resist enza alle forze di compressione. La cerni era cervi co-dorsale
e l a l ombo-sacral e sono quelle pi colpi te dalla rottura degl i equilibri.

Le deformit sagi ttali del rachide si present ano con dell e devi azioni
post eriori (ci fosi) o ant eriori (lordosi ), a volt e i rriducibili, conseguent i ad
alt erazioni st ruttural i disco-legamentose ed ossee vert ebral i a varia eziol ogi a.
Poich l e devi azioni si iscrivono all int erno del le fisi ologiche curvature del
rachide, queste ultime possono risult are esageratamente aumentat e (iperci fosi
toracica o dorso curvo, iperlordosi lombare), dimi nuit e (dorso piatto, dorso
cavo, ipolordosi, ci fosi l ombare) o alt erat e nell a loro normale dist ribuzione
(ci fosi del passaggio dorso lombare, ci fosi cervi co-dorsal e).

Latteggiamento cifoti co o il dorso curvo postural e, oggett o del t ratt amento
cinesi ologico che propongo i n questo st udio, consi st e in un aumento dell a
cifosi dorsal e generalment e accompagnata da unaccentuat a lordosi lombare,
all anteposizione e alla intrarot azione delle spal le con uno scollamento dell e
scapol e dal t orace conseguent e allo squili bri o muscol are del cingolo.
Normal ment e nell iperci fosi l api ce dell a curva situat a a livel lo di D6 e
compensata da una i perlordosi, tal volt a risal e a D3-D4, int eressando anche l a
col onna cervical e che si lordosizza oppure discende a D8-D9, come nell a
cifosi t ot ale o est esa, determi nando un breve compenso i n lordosi da L3 a L5.
In tutti questi casi il torace t ende sempre di pi ad appi atti rsi affossandosi e
perdendo l a sua el ast icit andando incontro alla st rut turazione dell a curva con
conseguent e ri gidit .
Gli att eggi amenti cifoti ci dell et gi ovanile sarebbero da att ribui rsi in
preval enza ad una ipost eni a dei muscoli erettori del tronco e un
accorci amento dei muscoli addominali cui consegue unaccent uazione dell a
curva fisi ologica. Alla component e muscol are si sovrappone un import ant e
29
diffi colt neuromot ori a di cont roll o postural e e, molto spesso, un
att eggi amento psi col ogi co di introversione.
Nel le i percifosi non strutt urat e i corpi vert ebrali hanno contorni di normali
dimensioni e non vi sono segni n di cuneizzazione n di i rregol arit mentre
nei casi in cui la cuneizzazi one di almeno tre corpi vert ebrali sia superiore a
5 gradi ci trovi amo di front e a curve st rutturat e.


Fi gura 11. Forze di compressi one che det ermi nano l a cunei zzazi one e l e f orze di
t razi one, da Rai mondi .

Infat ti secondo Delpech, il decent rament o dell a forza peso provoca un
avvici namento o uno schi acciamento degl i spazi vertebrali ant eriori che nel
tempo pu comport are un cedimento t rapezoi dal e seguito da unalt erazione
dei tessuti cartil agi nei , un aumento di volume dei legamenti fissatori dell a
curva e una chi usura ant eri ore dell e cost e che comprimono l a cassa toraci ca.
import ant e ribadi re che nell e ci fosi l a normali t del la curva varia per ogni
indivi duo in funzione dell a vit a di relazi one, all assetto st ati co, al cari co, al
cambi amento di postura i n rapport o alla curva lombare, nonch all e
caratt eristi che psicol ogi che del soggett o [Vincenzini O. , Rai mondi P. , 2006:
317, 318].

Consi derando i val ori in gradi Cobb all a val ut azione radiol ogi ca in st azione
erett a, l a fisi ologica cifosi toraci ca in et evolutiva compresa tra i 20-25 e
i 40-45. Al di sotto dei 20-25 Cobb si defi nisce dorso pi att o, ment re al di
sopra dei 45 Cobb si definisce come iperci fosi toraci ca. Per l a regione
lombare non sono stati definit i con alt rett ant a precisi one i val ori di
riferiment o: il range di normalit pu comunque essere consi derato vari abi le
tra i 20-25 ed i 50-65 [Negri ni, GSS, 2003: 2].
30
I soggetti presi i n esame present ano cifosi non st rutt urat e cl assifi cabili in:
1. cifosi pre-puberali asteniche, comuni tra i 7 e gli 11 anni di et ,
caratt erizzat e da un att eggi ament o cifot ico seguito da uno squili bri o
muscolo-schel et rico con compenso del la curva lombare. Il bambino
present a uno schema corporeo alterato o in fase di svil uppo che
impedisce l a st abilizzazione dell a post ura ed il controllo dei segmenti
corporei. Nell a maggi or parte dei casi con l a crescit a l atteggi amento
tende a mi gli orare spont aneamente.
2. cifosi puberali, si sviluppano fra gli 11 e i 14 anni a causa di
att eggi amenti cifotici, si present ano con un dorso curvo parzialment e
ri gi do, spall e addot te con interiorizzazione dei monconi e ridott a
mobilit dell arti col azione scapol o-omeral e, capo ant eposto, scapole
al ate caratt erizzate dallo scoll amento del margine medial e dell a
scapol a, addome prominente, iperlordosi lombare e un netto squili bri o
fra l o sviluppo schel etrico e quello muscolare.



















31
Capitolo 3
ESAMI E TEST POSTURALI


Come indi cat o nell e Linee Gui da Nazionali non esist ono ancora prove
sci enti fi che defi nitive per imporre un protocollo valut ati vo per cui ho cercat o
di segui re l e indi cazi oni ci tat e [Negrini S. , Ferrero C. , coll, 2008] per ott enere
una valut azione complessiva comprendent e gl i aspetti pat ologi ci, estet ici ,
psicologici, funzionali e famili ari.
Prima della mia val utazione i ragazzi affetti da deformit vertebrali sono st ati
sottoposti ad una vi sita fisi at ri ca compl essiva, clinica e radi ografi ca.

3.1 Lesame morfologico dei soggetti

Il soggetto vi ene esaminato att raverso un controllo vi sivo globale su tutti i
piani di osservazione per riconoscere la posizione normale o alt erat a di ogni
segmento corporeo nell a sua morfologia, in vist a di un t rat tament o speci fi co
per il dorso curvo.


Fi gura 12. Pi ani di ri f eri ment o, da Kendal l .
32
Sul piano f rontal e t roveremo segmenti del corpo addotti, abdotti, i nclinati i n
convessit o in concavit , soll evati o abbassati , sul pi ano sagittal e i segment i
del corpo saranno flessi o estesi, mentre sul pi ano traverso saranno i ruot ati.
Lobi ettivo di quest o esame quello di confermare la presenza di un dorso
curvo e di segnalare qualsi asi alt ra alterazione post ural e per programmare un
lavoro correttivo gl obale: quest o consente, da una part e, di correggere
contemporaneament e tutti i li vel li, dallaltra a evit are i compensi e per far si
che non passi i nosservato un elemento che agisce in modo diretto o i ndi retto
sull a st ati ca del rachide e in parti col are sul t rat to dorsale.

La prima fase lAnamnesi del soggetto: prima di esaminare dirett ament e i l
ragazzo cerco di conoscere l a sua storia, svol go unanamnesi fami gliare per
analizzare i precedenti famili ari ponendo dell e domande e ascolt ando il
racconto del geni tore, per scopri re qual siasi informazione utile. Compilo la
sua cart ell a clini ca i nserendo:

1. i dati anagrafi ci
2. prodotti farmaceut ici presi abitualmente
3. nascit a a termine, prematura o post -t ermi ne
4. dest rimane o mancino
5. all ergie, verti gini, tremori, mal di t est a
6. alt erazioni cardiovascol ari, respi ratori o alt ro
7. disturbi dell equili brio o visi vi
8. mal atti e presenti o passat e
9. cure odont oiatri che
10. probl emi arti col ari
11. qual il principal e disturbo attual e e da quanto tempo persist e
12. ha problemi a pi edi , cavi gli e o port a pl antari
13. prati ca sport
Tabel l a 1. Anamnesi del sogget t o.

Proseguo con i dat i clini ci prendendo nota del peso, dell a st atura, dell e sue
condizioni arti col ari (l asso o ri gi do), muscol ari (ast eni co o ipertoni co) e
localizzo frequenti contratt ure dei paravertebrali .
33
Inizio l esame morfologi co osservando il ragazzo a dorso nudo in st azione
erett a sul piano frontal e: esami no l a cut e, specie in corri spondenza del
rachide per evidenziare ipercromi e o tensioni, annoto l e di fferenze fra un
piede e il controlat eral e, l a loro posizi one, il retropi ede, l a differenza in
alt ezza, l a dist anza tra i mall eoli mediali e lalli neamento del t endine
calcaneare. Proseguo con l esame del gi nocchio per evi denziare eventuali
vari azioni del langolo fi siologi co fra gamba e cosci a (varismo o val gismo)
insi eme ad i nt ra-extrarotazioni e toni cit dell int ero art o. A livell o del
bacino, osservo l a posizione dell e spine iliache ant ero-superiori e post eri ori
ponendo i polli ci su SIAS, SIPS ed ali iliache per evidenziare l eventual e
et erometri a di un arto o l a disl ocazione spazi al e del bacino ri spetto al
normal e: i n questo caso posso t rovare un bacino ruot ato sull asse t raverso, un
emibacino innalzato o traslat o sul pi ano front al e, adduzi oni o abduzioni
postural e dell e anche e alterazioni combinat e che vanno sempre a
ripercuot ersi sull a stati ca del rachi de. A l ivello del t ronco, part e pi
important e del nostro esame obi ett ivo, vado a veri fi care la vert icalit
utilizzando un filo a piombo, perpendi colare a t erra e t angente al tratt o pi
sporgent e, che ci consent e di regist rare gli strapiombi , misurando in
millimetri l a di stanza dall apofisi spi nosa di C7 del filo a piombo fatto
passare per l e pliche int erglut ee e si segna il l ato dell o strapi ombo che per
convenzione corrisponde allo spost ament o di C7 rispett o all a base sacrale.
Osservo il livello delle pi eghe sott o gl ut ee, i t riangoli dell a tagli a, le pli che
addominali con st ri e arrossat e in corrispondenza dell a parte alt a del t ronco in
caso di iperci fosi, laltezza dell e spall e, asimmet ri e o scollamenti dell e
scapol e, disallineament o dei processi spinosi vert ebral i, eventuali sal ienze
toraciche e l a posizi one del capo.

Sul piano sagi ttal e, part endo sempre dal basso verso lalt o, controllo con il
filo a piombo:
la presenza di gi nocchia fl esse o recurvat e
ant eposizioni ret roposizioni o anti versi oni e ret roversioni del bacino
levent uale prominenza dell addome e ipotoni a dei muscoli gl utei
det erminat a da una i perlordosi l ombare
34
una iperci fosi dorsale e una i perlordosi cervical e in rel azione con le
alt re due curve misurat e
ant eposizione o retroposizione del t ronco e del capo
spal le ant epul se

Proseguo con l a misurazione dell e frecce sul pi ano sagitt al e ott enut e
misurando con i l regolo graduat o l a distanza i n mi llimetri tra l e apofisi
spinose di C7, di D12 e di L3 ed il fil o a piombo tangent e all api ce dell a
cifosi . Secondo St agnara [Stagnara, 1985] i val ori normali a livel lo di C7 ed
L3 devono essere compresi tra i 25 ed i 40 mm, ment re nel dorso curvo per
Charri re-Roy [Charrire, 1963] possono raggiungere gli 80 mm a livel lo di
C7 e i 60 mm in corrispondenza di L3. Lultimo prot ocollo scienti fi co
dell ISICO di chi ara che questo strumento di valut azione dotato di una
ripetibilit int er-esaminatore int ermedia, di suffi ci ent e sensibilit e
speci fi cit . I valori consi derati normal i a livel lo di C7 devono essere
compresi tra i 30 ed i 45 mm, e a livello di L3 t ra i 30 mm e i 50 mm. Val ori
superiori a 50 mm devono condurre il soggetto ad un approfondiment o
speci alist ico [ISICO, 2007: 1-6].




Fi gura 13. Val ori del l e f recce sul pi ano sagi t t al e, da Pi vet t a.


35
Det erminante i nolt re verifi care se l a cifosi si prolunga nell a zona lombare, se
ci sono punt i di incremento dell a fl essione ant eri ore, se risul tano zone in cui
le spi nose sono pi prominenti post eriorment e e se questi punti sono
localizzat i all api ce dell a cifosi o meno. In quest i casi spesso si associa una
caratt eristi ca forma a losanga dell a muscolatura paravert ebral e che risult a
allontanarsi dall a li nea mediana a causa delli ncremento l ocalizzat o del la
curvatura. In caso di ci fosi dorso-lombare spesso si osservano caratt eristi ci
ispessimenti della pell e in corri spondenza delle spinose lombari sporgenti,
provocate dall a compressi one dei t essut i tra l osso e l a superficie ri gi da delle
sedi e durant e la postura sedut a prol ungat a nell a quale tende a ri creare l a
postura scorretta.

Oltre agli esami fin qui descritti occorre un cont roll o con l a persona di sposta
a busto fl esso avanti senza forzature con le braccia dist ese ri lasci ate e mani
unit e. In quest a posizione si ril eva con facilit leventual e devi azione dei
processi spinosi che denota una scoliosi o un att eggi ament o scolioti co, la
sali enza toracica o l ombare, la ri gidit dell a flessione, event uali iperci fosi ed
iperlordosi.
Rivol gi amo latt enzi one anche all e ri gidi t muscolo-arti col ari , in parti colare
all a dimi nuzione del lest ensi bilit di alcuni gruppi muscol ari ( retrazione dei
pett orali , psoas, ischi o-crurali ) che i nci dono negati vamente sull e curve
sagi ttali, per compl etare il quadro vado ad osservare il sogget to in moviment o
per controllare l a capacit di coordinazione gest ual e, l equilibri o e l e fasi
dell a deambul azione.










36
Capitolo 4
STUDIO EMPIRICO DI 14 CASI

4.1 Materiali e metodi

Durante lesame morfologico sono stat i osservat i tutt i i soggetti in et pre-
puberal e e adol escenzial e, iscri tti al Centro di Ginnast ica Corret tiva Kin e
all a Casa di Cura Ci tt Di Parma. Al termine del suddetto esame di agnosti co
visivo, sono st ati volut ament e scart ati coloro che presentavano casi di
pat ologi e vert ebrali e solo 14 casi, anche se con caratt eristi che posturali non
identici, presentavano alt erazioni dell e curve sagi tt ali i n att eggi ament o
cifoti co o dorso curvo. I soggetti che sono stati sottoposti allanali si
postural e sono casualment e 4 maschi e 10 femmine di et compresa t ra i 9 e i
15 anni. I valori angolari in gradi Cobb dell a curva ci fotica dorsal e , rit enuto
lo standard assolut o dell a misurazione per le deformit vertebrali [Negri ni
S. , Grosso C. , Carabalona R. 2005: 31, 32], non sono stat i rilevati per l a
mancanza di radi ografi e recenti del soggetto.
Prima delli nizio del trat tamento i sogget ti sono st ati divisi i n due gruppi di 7
soggetti in base al la sede di scrizione e non secondo caratt eri stiche posturali ,
per cui anche quest o aspett o da consi derarsi del tutt o randomizzato.

Lanalisi posturale che vado a descrivere una metodica di ndagine
strumental e che ho conseguit o nello St udio Odontoi at ri co del dott. Andrea
Pelosi, per valutare la post ura e l e int erazioni afferenzial i ed efferenzial i
proveni enti dai vari recettori posturali quali i pi edi , l occhio e lorecchio.

4.2 I materiali utilizzati

I. Filo a pi ombo: filo con all est remit i nferi ore un pi ccol o piombo che
permett e di mant enere l a verti calit .
37
II. Regolo graduato che inizi a dallo zero: usato per le mi surazioni delle
alt erazioni del rachi de.
III. Matita demografi ca: si uti lizza per evidenzi are il processo spinoso del
rachide cos da deli neare i punti i nteressati.
IV. Vertical e di Barr: il soggetto in stazione erett a deve rimanere
immobil e, ril asci ato, con l e bracci a lungo il corpo, con lo sguardo
all al tezza degl i occhi. Lesame del la verti cal e vi ene fatto per analizzare
lallineamento dell e curve fi siologi che sul piano sagit tal e di sponendo il
filo a piombo sull e promi nenze glut ea-toracica e occi pit ale [Bricot, 1998:
22] Se t ali riferiment i non si t rovano sul piano di Barr, il soggetto non
in condizioni normal i.
V. Anali zzatore postural e (Chi nesport ): una pedana in bilaminat o con
piedini regolabili di 80cm x 72cm x 225h. Le due ast e lat erali in
alluminio sono complet e di misuratori millimet rati dove scorrono i
cursori con i fili per lalli neament o posturale (verti cale di Barr) e
complet at a da uno specchio superiore ori entabile.


Fi gura 14. GPS 400, Chi nesport .

VI. Podata (Chi nesport ): una pedana post uro-st abilomet rica (47cm x 99 x
47h) in bil aminat o con pi ano di appoggi o in crist all o, bipodalica con
podoscopio incorporato coll egato di rett ament e con il PC, permett e di
esegui re prima del lesame post ural e una fot o con una web cam
dell appoggi o podali co del paziente. Sist ema alt ament e innovativo dot ato
38
di sei cel le di cari co posizionabi li nei punti desiderati che permette, per
la prima volt a, di prendere in esame i carichi nei punti di appoggi o noti
che con alt ri strumenti sarebbe diffi cil e da most rare. Il principi o di
funzionamento quello dell a ripart izione dei carichi su una l i nea per cui
conoscendo la posizione dell a cell a il soft ware Gl obal Post ural System
riesce a cal col are il cari co sui ri spettivi appoggi .



Fi gura 15. Podat a, da Chi nesport .


La pedana Podat a mi fornisce:
La l ocalizzazione al suol o dell a proi ezi one del bari cent ro dell a
persona
La dinami ca di t ale proi ezione nel momento dell osservazione
La localizzazione e dinami ca del baricent ro di ci ascun pi ede
La ri partizione del cari co fra piede dest ro e sinist ro
La ri partizione del cari co fra 1 met at arso, 5 met at arso e t all one

Con l analisi di questi dati possibile valut are l e disfunzioni e l e patologi e
posturali, vestibolari , ort opedi che, odont oiat ri che e podologi che [Lazzari E. ,
1995: 101].

39

Fi gura 16. Appoggi o bi podal i co i n st azi one eret t a.

I parametri principali da veri fi care sono:
Gli spost ament i del bari centro real e da quell o t eori co
I disordini dell a distribuzione del cari co sui due pi edi e sui punti di
appoggio
Modi fi cazioni del t racci ato posturomet rico in seguito a modi fiche
plantari o alt re afferenze.
import ant e sott oli neare che la t endenza a sovraccari care verso destra o a
sinist ra l egat a all a propri a lat eralit .
La Pedana Posturomet rica, non sol o uno strumento diagnosti co, per
intraprendere t erapi e corrett ive dell a postura, ma permett e di oggetti vare i
comportamenti post ural i, tenere in memoria l a situazione attual e dei soggetti ,
per pot erl a confront are con gli esami futuri [Pelosi A. 2007].
I vari t ipi e modelli di pedane che sono st ate propost e, tutt e present ano t re
celle di carico per pi ede ai verti ci di un t riangolo che disegna un poli gono pi
ampi o del pi ede. La norma per questo ti po di pedana di precedent e
generazi one l a di stribuzione uguale su ogni pil ast ro, quest o perch lo
strumento non permette una di visi one precisa dei cari chi.
La stabilomet ri a ha introdott o l a misurazione nel losservazi one dei fenomeni
di cont roll o dell a postura ort ost ati ca. Grazie all a stabilomet ria si conosce l a
distribuzione di un certo numero di parametri che caratt erizzano il
comportamento di normal e postura ortost ati ca. E dunque possibil e
affermare se il comport amento di un pazi ent e sia o meno ascri vibil e nei limit i
di normali t det erminat i da t ali paramet ri. Ci non vuol dire misurare
lequil ibrio, ma la stabilit i n quant o essa l a propri et di un corpo
disturbato nel suo equilibrio, di t ornare al suo st at o. Lequi libri o, nel senso
40
fisi co, non si misura, pu solt anto defi nirsi come uno stat o li mite i deal e verso
cui tende l uomo i n posizione erett a.
VII. Fotocamera digitale: per l acquisizi one dell e immagini dei sogget ti.
VIII. Software di gestione delle immagini: specifico per analisi post ural e (GPS-
Global Post ural Syst em).
Oltre ai dati precedentement e illustrati si ri esce ad ott enere i seguenti valori
numeri ci con una frequenza di campi onament o di 200 Hz.

Tabel l a 2. val ori numeri ci st abi l omet ri ci .

Con quest a st rumentazione si pu di re che se prima i l soggetto doveva
rimanere i n posizione per 60 secondi ad una frequenza di 50 Hz per effet tuare
un test veri tiero, i mpost ando un numero di l ett ure pari a 3000, con una
frequenza di campionament o di 200 Hz, si pu svol gere il t est in un tempo di
15 secondi. Null a vi et a di impost are il numero di l etture ad un valore pi al to,
ma in ogni caso l att endibilit del test e dei dat i ri cavati dipende dal grado di
precisione del computer coll egato alla Podat a.

I valori cal col ati dall a Podata ( tabella 1) che ho utilizzat o sono:
La distanza media dal baricentro ideale sul lasse x e y rappresent a
lo spost amento in funzione del t empo, i n millimetri , del bari cent ro del
soggett o lungo il pi ano frontal e e sagitt ale. Tanto pi quest o valore si
avvici na allo zero, meno oscill azioni compie il soggetto sui diversi
piani.
Lunghezza dell a curva esprime l a dist anza, in mm, percorsa in ogni
istante di campi onamento detto gomitolo. Secondo Shiffer R.
[Shiffer R, 2008] un indicat ore diretto di dispendi o energeti co per
cui sost iene che meno millimet ri si ril evano, pi st abil e i l soggetto.
Larea dellelli sse di confidenza che conti ene il 90% del le posizioni
campionate del bari cent ro risult a essere l a misurazione st ati ca pi
41
ri gorosa dell a dispersione di quest e posizioni [Gagey P. M. , Weber
B. , Takagi e coll. , 1997: 148]. La l unghezza del st at okinesi ogramma, in
mm, poco correlat a all a sua superfi cie in quanto in una st essa area di
confidenza l a l unghezza pu essere diversa. Per questo motivo
sempre preferibi le studi are l a lunghezza per unit di superfici e che
elimi na ogni ridondanza di informazione.
Il rapporto lunghezza/ area di confidenza, come di cevo pri ma,
potrebbe essere util e per valut are il di spendio energeti co speso per il
mant eni mento dellequilibrio posturale o stabilit .

IX. Bosu: un acronimo per bot h sides up (su ent rambi i l ati). Il Bosu
bal ance t rainer pu essere uti lizzato per di fferenti t ipi di all enament o
dell equi librio poggiando a t erra si a l a piatt aforma sia l a cupol a. La
piatt aforma solida ha un di amet ro di ci rca 65 centimet ri e l a cupol a deve
essere gonfi at a fino ad essere ben sol ida.

Il lavoro con i l Bosu balance t rainer crea una cont inui t dal moviment o
semplice a quello pi difficile, dal movi ment o stat ico a quell o dinamico e dai
lievi aggiust amenti dell equilibrio fi no all e ri spost e alt ament e ed
est remamente reattive [Dougl as Brooks M. S. , 1998: 4-28]


Fi gura 17. Bosu Bi l ance Trai ner, da Int egrat ed Bi l ance Trai ni ng.

42
4.3 Metodi utilizzati per lanalisi posturale

Lesame obi ettivo per lanalisi postural e inizia chi edendo al sogget to di
togli ersi gli i ndumenti princi pal i per poter esaminare tutto il rachide. La
metodica utilizzat a l a st essa valut azione clini ca indicat a dal GSS [ Sibil la
P. , Negri ni S. , Gi udi ci P. , 1998: 11-13] e dal protocoll o sci ent ifi co Screeni ng
ISICO [ISICO, 2007: 1-6].

Le prima fase det erminat a dall a palpazione dei punti di repere, che nel mi o
caso sono st at e l e apofi si spinose dell a vert ebre cervi cali, dorsali e l ombari.
Per agevol are il ri conoscimento dell e prominenze vert ebrali ho ri chiesto di:
- flettere i l capo in avanti per riconoscere lapofisi spi nosa dell a vert ebre
C7 in quant o si evidenzi a pi sporgent e e voluminosa ri spetto all e alt re.
- Inspirare per evidenziare le ulti me coste toraci che in modo da
ripercorrere con poll ice e indi ce, di entrambe l e mani , la 12 costa dall a
sua ori gi ne anteri ore fino all apofisi spi nosa di D12.
- Fl ett ere il busto in avanti con le mani incrociat e, arti superiori ril assati
e pi edi allineati; con ent rambe l e mani ri percorro l e crest e ili ache fino
al rachi de dove si t rova l a quart a vert ebra lombare e palpando le apofisi
sal go di una vert ebra per t rovare L3.

Nel la seconda fase procedo con l a misurazi one dell e frecce sagitt ali:
- mi posiziono post eriorment e al soggetto, fermo in
stazione erett a, avvicino il fil o a piombo all alt ezza del loccipit e
mant enendol o tangente al punt o di repere pi sporgent e del rachi de sul
piano post eriore, cercando di mant enerlo perpendi col are a terra. Nell a
maggior part e dei soggetti il tratt o di rachide pi sporgent e sul piano
post eriore st ato si curamente il t ratto dorsal e o il sacro; i n teoria, il
filo a pi ombo dovrebbe essere tangent e cont emporaneament e
all occi pit e, al la cifosi dorsal e ed all a cresta sacrale e t erminare a met
dell a dist anza t ra i t alloni.
- Proseguo posizionando il regol o milli met rat o, dal l ato dello zero,
perpendicolare ai punti di repere segnati a mati ta; mi suro la distanza in
43
millimetri tra l e apofisi spinose di C7, D12 e L3 e il filo a piombo, in
quanto punti limitant i della cifosi e della lordosi.
- Ho ripetut o l a misurazione posizionandomi lat eralment e al soggetto per
evit are errori di ril evazione.


Fi gura 18. Mi surazi one f recce sagi t t al i , da prot ocol l o ISICO.


Misurazione dello strapiombo sul piano front al e: posizionandomi
nuovament e sul pi ano post eri ore del soggetto, pongo il fi lo a piombo in
corri spondenza delloccipit e e lo l ascio cadere i n corrispondenza dell e pli che
intergl ut ee. Proseguo con la misurazione dell a di st anza da C7 al fi lo a
piombo con il regolo millimet rato che per convenzione corrisponde allo
spost ament o di C7 rispetto all a base sacral e. Anche questo metodo stat o
considerat o suffi ci entement e affidabil e [Negrini S. , Grosso C. , Carabalona R.
2005: 31, 32].

Nel la t erza fase, pri ma di i niziare inseri sco nel programma i dati anagrafici
del soggett o, insieme al la dat a di acqui sizione e speci fi co, nell e condizioni
dell a visit a, l a rilevazione al t empo T0.
Chiedo al soggett o di posizionarsi i n st azione erett a sullanalizzatore
postural e, coll ocando i pi edi sull e ri spetti ve rappresent azioni podali che;
chi edo al soggett o di mant enersi in una condizione natural e e mi avvio all a
44
di git alizzazione del l e immagini in visi one post eriore, ant eri ore e latero-
lat eral e.
Una volta aver acqui sito anche l e immagi ne post t ratt amento i l programma mi
permett e di confrontare per sovrapposi zione l e immagi ni regist rate nel la
prima valut azione con quell e scatt at e nella seconda. Si avr cos il riscontro
immediat o e oggetti vat o del le vari azioni posturali in seguit o a modifi ca di
afferenze e si val ut er un mi gliorament o o un peggi oramento rispett o all e
posture corrette, alt riment i posso inserire sull a foto l a verti cal e di Barr per
evi denziare gli allineamenti a piombo scorretti .

La quarta fase det ermi nata dall esame post uro-stabilometrico Podat a
esegui to ad occhi apert i, ad occhi chi usi e a capo ret rofl esso.

4.3.1 La Procedura dellesame con PODATA

Posiziono il soggett o sulla pedana a piedi nudi e cerco di fargli appoggi are i
piedi nell a posizione di maggior l ibert ma i n alli neament o. Il soggett o deve
ril assarsi, guardare avanti a se, (meglio se ha un riferimento sulla paret e, per
tenere impegnato l o sguardo), e cercare di dist ri bui re i l proprio peso
equament e sui due pi edi .

Fi gura 19. Appoggi o bi podal i co sul l a Podat a, a si ni st ra pi ede sx e a dest ra pi ede dx.

45
Si scat ta con l a web cam l a fot o dellappoggi o podali co, posizionando
virt ual mente l e cell e di ril evazione dei cari chi, lo eseguiamo, andando sull a
barra comandi. Sel eziono il pulsat e per la confi gurazione posizione cel le di
cari co e t rascino il simbol o rivel azione del carico sui punti precisi del pi ede
del pazi ent e a li vel lo di 1 e 5 met at arso e t allone. Eseguo l acquisizione nel
tempo impost ato di 15 secondi.


Fi gura 20. Posi zi onament o cel l e di cari co.

Finito quest o primo esame, far riposare il soggetto, ondeggiando, o pi egando
alt ernat ivament e l e gi nocchi a, senza spostare lappoggio dei piedi, per pot er
avere parametri di confront o.

Lanal isi del pri mo esame a occhi aperti.

Grazie all a foto del piede potremmo gi sapere se ci trovi amo di front e ad un
piede normal e, piatto o cavo. Il carico monopodali co, se dist ribuito
corrett ament e, dovrebbe avere il 50% del peso sul si ngol o arto a livello del
tallone, il 17% sul 5 metat arso e il rimanente 33% sul 1 met at arso.

46

Fi gura 21. Piede normale I e piatto II e III, Kapandji Fi gura 22. Piede normale I e cavo II e
III


Lesame clinicament e si gni fi cativo se il peso sbil anci ato, a destra o a
sinist ra, del 5% o pi , oppure se il peso poco sbil anci ato ma ha allestremit
loscill azione dogni piede, non orizzontal e, oppure un pi ede ha disegnat o
osci llazi oni pi ampie ri spetto all alt ro. In ent rambe quest e due sit uazi oni, il
soggett o merit a att enzione. Nel secondo caso, dove il peso sembra ben
distribui to, ma c t orsione, l a situazione comunque di all ert a.

Il secondo esame lo si rileva a occhi chiusi , mant enendo il paziente nell a
medesima posizione. Dopo quest i due esami , si ha gi uninfini t di
informazioni, che possono essere compl et at e e riverifi cat e.

Lanal isi del secondo esame ad occhi chiusi.

Confront ando questo esame con quel lo ad occhi apert i si pot rebbe avere:
a. Nessuna vari azione si gni fi cat iva: in quest o caso lo sbil anci ament o
andr ri cercato, rifacendosi all e informazioni che il soggett o ha dato,
rel ati vament e a t raumi, apparat o stomat ognati co, ci catrici , asimmet ri e
vere degli arti .
b. Peggi orament o: molto probabil e che l apporto informativo
nell equi librio da part e degli occhi sia buono e locchio sia qui ndi
daiut o all a postura.
c. Situazione in oscil lazioni o sbilanciamento mi gliora: i n quest o caso l e
afferenze visive, sono sospett at e di portare pi scompi glio che ordi ne
nel sist ema post ural e.
47

Il t erzo esame lo si ril eva mant enendo il capo ret rofl esso, per val ut are
linfluenza della colonna cervi cale sullequi libri o, sul dorso curvo e per
diagnosticare l e rare verti gi ni a ori gine cervi cale ( S. Neri -Barr-Li eu ).

Lanal isi del terzo esame a capo retrofl esso.

Se questo esame peggiore degli altri due, il tratt o cervical e da t enere i n
considerazione i n quanto pu essere probabi le che liperestensione dell a
curva cervical e abbia i nfl uenze sull a postura, in caso contrari o non crea
modi ficazioni posturo-st abilomet rici.

Lo st esso esame st abilometri co e posturomet rico si ri petuto dopo t re mesi a
trattamento t erminat o e si prosegue l i ndagine con l el aborazi one dei dati
ril evati, i nsi eme al confront o immedi ato dell e foto pri ma e dopo il
trattamento ci nesiologi co e l e event uali misurazioni eseguite sulle immagi ni.

Nel la quint a fase i 14 casi inizi ano il programma di l avoro, descritto
precedentemente, suddivi si casualment e i n quest o modo:
1. 7 soggetti di sesso femminil e, di et compresa t ra i 10 e i 15 anni,
hanno prati cato una gi nnasti ca corrett iva con l uti lizzo del Bosu per 3
mesi consecuti vi, con sedut e bisettimanal i.
2. 7 soggett i di et compresa tra i 9 e i 15 anni, 3 femmine e 4 maschi ,
hanno prati cat o una ginnasti ca corret t iva t radizional e per 3 mesi
consecutivi con sedute bisettimanali.

La sesta fase det erminat a dall a ripet izione dello stesso esame clini co e
postural e al tempo T1, cio all a fine dei t re mesi. Gli strumenti e l e
metodiche utilizzat e sono ri maste ugual i alle precedenti, ma si att ende un
cambi amento dei parametri rilevati.



48
4.4 Casi clinici

1 caso

G. P. Trat tamento Bosu
14 anni
Iperl ordosi cervi cal e
Iperci fosi dorsal e
Iperl ordosi lombare
Spall e ant epost e con la sx pi alt a del la dx
Tri angoli dell a t agli a leggermente appi atti to a sx
Tendenza a cal cagno val go, sopratt utto il sx.
Leggera fl essi one pl ant are
Tabel l a 3. Anal i si post ural e

Prima del tratt ament o Dopo il tratt ament o

Fi gura 23. Anal i zzat ore l at ero- l at eral e pri ma e dopo.

49

Fi gura 24. Anal i zzat ore post eri ore pri ma e dopo t rat t ament o.


Fi gura 25. Anal i zzat ore ant eri ore pri ma e dopo.

Fi gura 26. Appoggi o bi podal i co pri ma e dopo
50

Fi gura 27. Fot o pri ma del t rat t ament o sovrappost a al l a f ot o dopo i l t rat t ament o.

Dopo i tre mesi, a li vell o cli ni co, si pu notare un buon mi gl ioramento della
postura determinat a sicuramente dall a riduzi one del la iperlordosi cervi cal e
compensata per dal laumento dell a frecci a dorsal e i n D12 e da un aumento
dell iperlordosi l ombare.
Ha mant enuto lall i neamento t ra il piano scapol are e gl ut ei con ri pri stino
dell a simmetri a t ra i tri angoli dell a tagli a diminuendo l e osci llazioni l aterali.
Il ci ngol o scapol are sx rimane leggermente pi alto ma senzalt ro mi gli orat o,
a conferma che lo squilibrio permane in funzione del la laterali t.
Analizzando i cari chi podali ci posso notare che il soggetto partiva con uno
squili bri o anteriore rispett o all a posizione del bari cent ro ideale che dopo il
trattamento si modifi cat o avvicinandosi ad esso; l a l inea del bari cent ro del
piede sx sbil anci at o verso l int erno pi ede t ra l alluce e il secondo di to, si a
prima che dopo t rat tamento, quando dovrebbe rimanere tra il secondo e il
terzo dit o. Nella dist ribuzi one dei cari chi si nota un maggior cari co sul pi ede
sx, il cui peso sostenuto maggi ormente sul 5 met at arso, meno sul 1 e
scarso a li vello del tallone; quest a si tuazione post t rattament o tende a
mi gliorare ma di poco su tutti i dist rett i. Ad occhi chiusi gl i appoggi non
51
vari ano, ment re a capo ret rofl esso sembra mi gliorare la dist anza dal
bari centro ideal e.

2 caso

F. R. Tratt amento Tradizional e
15 anni
Lordosi cervi cal e normale
Iperci fosi dorsal e ri gida
Li eve Iperlordosi lombare
Spall e ant epost e con la sx pi alt a del la dx
Tri angoli dell a t agli a leggermente appi atti to a sx
Piano scapol are post eri ore
Tabel l a 4. Anal i si post ural e



Fi gura 28. Anal i zzat ore l at ero- l at eral e pri ma e dopo

52


Fi gura 29. Anal i zzat ore post eri ore pri ma e dopo t rat t ament o.



Fi gura 30. Anal i zzat ore ant eri ore pri ma e dopo.

Fi gura 31. Appoggi o bi podal i co pri ma e dopo
53


Fi gura 32. Fot o pri ma del t rat t ament o sovrappost a al l a f ot o dopo i l t rat t ament o.

Dopo i tre mesi, a l ivell o clinico, si pu not are un discret o mi gl ioramento
dell a post ura determi nat a da una diminuzi one dell a l ordosi cervical e ma con il
mant eni mento dello stessa frecci a dorsal e in D12 e da un li eve aumento dell a
lordosi lombare.
Presenta un al lineament o scapol are posteriore simi le al primo, con un
mi glioramento dell a simmetria dei t ri angoli dell a tagli a e riduzione della
differenza del cingolo scapolare sx ri spet to al dx. Permane un pi ccolo
strapi ombo dx di pochi millimet ri ma nel complesso piccoli cambiamenti
positi vi si sono evidenzi ati.
Analizzando i cari chi podali ci ad occhi aperti posso not are che il sogget to
cari cava pri ma sullart o sx ment re dopo ha presentato uno squili bri o del
cari co maggiore sull arto dx, sopratt utto sull appoggi o post eriore sx sempre
superi ore al 50% del peso corri spondent e; il carico sul 1 met at arso rimane
ridotto rispetto al la norma e si not a un corret to appoggio sul 5 met. sx e un
sovraccari co su quel l o di dx ( pre e post trat tamento). Ad occhi chiusi i valori
rimangono simi li, al cont rari o dell a posizione a capo ret roflesso in cui l e
54
dist anze dal baricent ro ideale sono prossi me all o zero, mi gliora not evolmente
la dist ribuzione del cari co su ent rambi gli appoggi , si riduce il cari co sui
talloni avvi ci nandosi al 50% dell a normali t e permane solt anto un
sovraccari co sui 5 metat arsi. In concl usione sembra che lest ensi one del
capo, causando l o spost amento del tratt o toraci co verso il piano ant eriore,
crei un ri equilibrio dei cari chi podali ci si mili ai val ori di normalit .



























55
Capitolo 5
INTERVENTO CINESIOLOGICO MIRATO

5.1 Obiettivi della ginnastica correttiva proposta

La ginnastica correttiva luni ca forma di gi nnasti ca che ha lo scopo,
att raverso un processo di apprendiment o psicomot ori o, di ri educare le
alt erazioni morfol ogiche ori entando il lavoro sull int ero organismo e non ad
un si ngol o segmento. Di versi autori (Pivett a, Charrire, St agnara, Mzi res,
Ferguson, Perdrioll e, ecc. ) credono che le alt erazioni post urali, t ra cui il
dorso curvo post ural e, vengono ri solt e non sol o toni cizzando sett orial mente
masse muscolari i potrofiche, ma cercando di operare unazione di
ricost ruzione di schemi postural i errati.
Lo scopo quello di fornire gli st rument i operat ivi necessari per ogni tipo di
intervent o ri educat ivo, affront ando gl i aspet ti ri guardante l azi one
interdi sci plinare del la prevenzione dell et evolut i va, dell ergonomi a e del
moviment o antal gi co.
Gli esercizi che vengono proposti imit ano gli att eggi amenti corretti che
devono essere ripet uti cosci ent ement e per pot erli automatizzarl i durant e ogni
attivit quotidi ana.

Nei soggetti con dorso curvo post ural e la cinesit erapia offre import ant i
benefi ci, di prevenzione e di ri duzione dell e alterazioni antero-post eriori del
rachide, quando i l lavoro determinat o da esercizi rivolti al lo svil uppo e al
rafforzament o dell e funzioni responsabili al controllo post ural e,
dell equi librio e dell a st abilit assi al e del la col onna vert ebral e.
Il protocol lo di l avoro st ato el aborat o dal 1975 ad oggi presso l a
Fondazione Don Gnocchi e il Cent ro Scoli osi di Vi gevano, ampl iando gli
obi ettivi dell a Scuola Lionese adeguandoli progressi vamente ai nuovi dat i
emersi dall a ri cerca sci enti fi ca [Negrini A. , Verzini N. coll. 1998: 8-17].

56
Il t ratt amento conti ene uninsieme di atti vit propost e da diversi autori:
- Esercizi di t rofismo dell a muscol atura int rinseca dell a colonna propost a
da Pi vetta.
- Una ri educazione postural e, una mobilizzazione ed esercizi di
autoall ungament o proveni ent e dall a scuol a Lionese con Charri re e
Stagnara.
- Un all ungament o del le cat ene cineti che posteri ori alla base del Met odo
Mzi res.
- Esercizi e t ecni che di squili brio con piani inst abi li, mezze sfere di
Crist ofanil li, t avol et te di Freeman.
Il t ratt amento vi ene eseguito con crit eri o funzional e con l o scopo di creare
esercizi che rispetti no il moviment o quotidi ano, at tivit che normalment e
utilizza dell e si nergi e muscolari sviluppate in maniera combi nat a su pi ani e
assi [David St auffer, 2007].

Gli obiettivi general i del t rattamento preso in esame sono:
1. decondizionament o e cancell azione degl i schemi neuro-psicomotori
errati;
2. ricost ruzione e svi luppo degli schemi postural i e motori corretti
acquisiti;
3. integrazione dell at t eggiamento corret to nello schema corporeo e nei
gest i dell a vit a quoti diana;
4. sviluppo dell e grandi funzioni organi che ( respi razione, circol azione. . )

Gli obiettivi specifi ci ri guardano:
1. il mi gli orament o del tono muscol are;
2. sviluppo dell a coordi nazione general e e speci fica;
3. mi glioramento dellequilibrio st ati co e di nami co;
4. el asti cit , forza e resistenza muscol are;
5. mi glioramento dell e capacit motori e l egat e all a funzione comuni cat iva
e espressi va del corpo.

Dopo aver esegui to l esame morfologico ad ogni soggett o sel ezionato e finit o
di definire gli obi ett ivi appena el encati importante saper scegli ere l insi eme
57
di esercizi adatti per ci ascuno di l oro. Gl i esercizi devono essere si gnifi cativi
e specifi ci per raggiungere lobi ettivo prefi ssato e devono suscit are
lint eresse del ragazzo per renderlo part ecipe e motivat o del l avoro.

5.2 Analisi delle modalit dei trattamenti

Qualunque si a leziologi a dellatt eggiament o ci fotico, prendendo in esame l e
ipercifosi con api ce a D6, lintervent o ci nesi ologi co ri chi ede di rispett are l e
seguenti t appe:
A. La presa di coscienza del corpo e dei difetti: rivol ta uni cament e al
piano sagitt ale del rachi de.
B. Presa di cosci enza della postura corretta e autocorrezione effettuat a
in t re tempi:
- correzione segment aria, accett ando parzi alment e dei compensi a
livel lo cervical e e lombare;
- correzione desment aria, senza compensi a livell o cervi cal e e
lombare;
- correzione globale, senza compensi a li vell o del t ronco e degli
art i, passando gradualment e dall e posture stati che all e dinami che.
C. Mobili zzazione ed educazione respi ratoria: l ocalizzata al le cint ure,
all e zone ri gide del rachide, al la gabbia t oracica.
D. Rafforzamento muscol are e integrazione neuromotoria i nt esa come
aut ocorrezione dei movimenti globali.
E. Ergonomi a.

Oltre all a programmazione del tratt ament o nei ragazzi che present ano una
component e psi cologi ca negati va, di i ntroversione, scarsa fiduci a in s,
divent a indispensabil e un effi cace support o psi cologi co.

58
5.3 Programma di lavoro tradizionale

I set te ragazzi che hanno part ecipato al l avoro corretti vo t radizional e si sono
sottoposti ad un programma di l avoro da cinquant a minuti comprensivo di 10
esercizi da t ermi nare in un tempo massimo di cinque minuti ci ascuno
alt ernando ai 10 di lavoro altri 10 di pausa.

Li ntervento ri educativo deve essere rivolto innanzitutt o all a mobilizzazione
nel senso dellest ensione assi ale, bloccando in posizione corret ta l e zone
mobili adi acenti (col onna cervi cal e e lombare). Gli esercizi di mobilizzazione
devono essere local i zzati sul la ri gidit dell a curva ci foti ca e premetto che:
Allinizio del t rattament o si preferi sce agi re con l a col onna i n scari co,
a t erra, con gli arti i nferi ori flessi, mant enendo il ment o ben retratt o
per esercit are unest ensi one assial e ritmi ca, alt ernando azioni di
trazi one a momenti di pausa. Il vero allungament o si otti ene prima con
una rettifica del rachide e dopo con un allont anamento dell e vert ebre
soprastanti dal le sott ostanti. Da quest a posizione possi amo far esegui re
stiramenti del t rapezio superi ore, degli intercost ali, dei pett orali e
degli ischio crurali .
In posizi one seduta contro un mont ant e su un sedil e che permetta di
mant enere l a ret roversione e l a ret razione del mento, di est endere il pi
possi bil e il tratt o int eressat o dall a curva cifoti ca. In quest a posizione
si inizi er a rafforzare i muscoli spi nal i, prima con l azi one dell e sole
bracci a, poi con pesi in mano e sul capo crescenti in rapporto all a
capacit di est ensione dell a curva. Anche i muscoli scapol ari devono
essere soll ecit ati con la colonna in estensi one, perch con la loro
azione favoriscono l a rettilineizzazi one dell e vert ebre coinvol te nell a
curva ci foti ca e una buona espansione del torace.
Gli esercizi respiratori contri buiscono a l oro vol ta al la mobili zzazione
dorsal e e all o sviluppo toracico.



59

5. 3. 1. Presa di cosci enza del rachide

Acquist a una parti colare importanza in quanto il rachide poco rappresentat o
a li vello corti cal e. E senzaltro quest a l a ragione per cui tal e apprendimento
risul ta spesso diffi coltoso. Lalli evo prende cosci enza dell a propria colonna
vert ebral e, degli att eggiamenti scorret ti, delle zone ri gi de e dolorose.
All inizio si esegui ranno esercizi di presa di cosci enza mediante cont atti e
posizioni assunt e i n decubito supi no al suolo, successi vament e da sedut o e in
piedi prendendo come punt o di ri feriment o un montant e. Dopo che il soggett o
ha appreso un cert o cont rollo sulle posi zioni del baci no, delle spall e e del
capo lo si mett e di front e a due specchi dove potr osservare la sua schi ena
prendendo vi sione dell ampi ezza, della forma e dell a localizzazione dell e
curve sagittali.

Esercizi o 1: supino gambe fl esse e arti superi ori lungo i fi anchi , prendere
cosci enza del di fferente cont atto del rachide con il suolo ai vari li velli.

In posizione sedut a, per evit are inversi oni o aumenti dell a curva l ombare
bisogna util izzare uno sgabell o di al tezza proporzional e al soggetto, in modo
che piede-gamba-cosci a-bacino, formi no degli angoli retti t ra di loro.

Esercizi o 2: seduti sugli i schi cerco di mant enere l a lordosi l ombare corret ta
e ri cercare un buon equilibrio del capo ri spett ando lori zzontalit dell o
sguardo. (fi g. 1).


Fi gura 33. Post ura da sedut o, da Back School
60

Esercizi o 3: in posi zione quadrupedica con una bacchett a sopra l a col onna
vert ebral e mantenere lalli neament o senza farl a cadere.


5. 3. 2. Presa di cosci enza della postura corretta

Un obbi ett ivo fondament al e nel t rat tamento dei soggetti ci fotici la presa di
cosci enza dell a postura corret ta nello spazio. Lesercizi o consist er nel
posizionamento del tronco nell a postura abitual e, ril asci ata (massima
posizione scorrett a), invit ando il sogget to a passare all estrema correzione.
Ovvi ament e non ci si pu aspett are che l estrema posizi one corrett a si a
mant enut a nel tempo, perch ri chiede molto sforzo e non vi quindi al cuna
possi bilit di conservarl a a lungo.

Esercizi o 4: studio e correzione dell a postura dalla stazi one erett a davanti
allo specchio quadrettato cont roll ando che l e anche si ano alla stessa alt ezza, i
tri angoli dell a tagli a siano simmetrici , l e spal le sull a st essa linea e il capo
ret roposto. (fi g. 2).


Fi gura 34. Al l i neament o st azi one eret t a, da Back School


Esercizi o 5: Ripeto lesercizio precedente in st azione seduta front e all o
specchi o (fi g. 3). La retropulsione del capo si otti ene con unazione
61
muscol are che annulla l a l ordosi cervical e, spingendo i ndi etro la nuca,
arretrando il piano del viso e spi ngendo verso l alto il verti ce del capo.

Fi gura 35. Aut oal l ungament o, da Pi vet t a.


Esercizi o 6: Si chieder al sogget to di controllare i moviment i del baci no
dall a posizione supi na gambe fl esse combinata con la respi razione profonda:
durant e l inspirazione il soggetto esegue unant eroversione, ment re nell a
espi razione l e vert ebre lombari vengono spint e cont ro l a superfi ci e di
approccio i n ret roversione (fi g. 4). La ret roversione si otti ene ruot ando il
bacino indi etro attorno al suo asse traverso annull ando l a l ordosi l ombare.


Fi gura 36. Ret roversi one, da Pi vet t a.


Esercizi o 7: dall a st azione erett a in appoggio al muro, chiedo al soggetto di
prendere cosci enza dei punti di cont att o e dell e curve fisi ologi che per poi
avanzare con i pi edi, pi egare l eggermente gli art i inferi ori ed eseguire l a
ret roversione del bacino e l a ret roposizi one del capo cercando di far aderi re
tutta l a colonna all a parete.

62
5. 3. 3. Mobi lizzazi one ed educazione respiratoria

La mobi lizzazione, esercit at a nel senso dellest ensione, deve sempre essere
proporzionat a al le capacit di sostegno dell a colonna, reali zzata si a con o
senza t utori, al fi ne di evit are il coll asso dell intera st rut tura.
La mobilizzazione, secondo Stagnara [Stagnara P. , 1985] aument a lampiezza
art icolare nel rispetto dei limit i fisiol ogi ci, mentre secondo Le Boulch,
medi ant e l a mobi li zzazione, il sogget to deve porre lat tenzione sull a
sensazione arti col are o sul ril asci amento dei diversi gruppi muscol ari
contratti . Quest a at tivit percettiva permette non solo il recupero dell a
mobilit arti col are, ma assicura l att enzi one dell e si nergie muscolari ri fl esse.
La mobilizzazione avviene mediant e esercizi lenti e ampi, deve essere,
secondo Pivett a [Pivett a S. Pivett a M. , 1998: 81], atti va, cio vol uta pensat a
ed effettuat a dal soggetto; caut a, cio effettuat a in mani era t ale da non
provocare dolore per non i nfi ammare ol tre una zona gi colpita; gradual e,
senza l affanno di raggiungere rapidamente l o scopo.
Quest a azione sar intensiva prima di un gesso o di un corsett o a t empo
pieno, ment re nel nostro caso a t rat tament o libero dovr procedere di pari
passo con il rafforzamento muscol are e con l i ntegrazione dell a postura
corrett a. Tutti i moviment i devono tendere all estensione del rachide dorsal e
e all apert ura del la gabbia toraci ca.

Esercizi o 8: In ginocchio con il bacino soll evato port are il busto inclinato
avanti , gli arti superiori di stesi sul prol ungamento del tronco, con l e mani a
terra cercando di alli neare tutt a l a colonna.

Esercizi o 9: in posizione quadrupedica mant engo gli arti superi ori
semi piegati ai lati dell e spalle, i gomiti in fuori, le mani appoggi ate a terra
intraruot at e e avvi ci no il petto verso t erra sfrutt ando l a forza di gravit .

Esercizi o 10: disporre il soggett o sedut o a terra o su uno sgabello contro la
spal liera i n appoggio dorsal e al MO-DO (mobilizzatore dorsal e), bracci a
extraruot at e, abdott e a 90 con l e mani verso lalt o in presa all alt ezza del
capo, mobilizzo il dorso e le spall e e all ungo i muscoli pett orali. ( fi g. 5)
63


Fi gura 37. MO- DO


Esercizi o 11: il soggett o i n decubito supino sopra un asse curva ri alzat a da
terra con convessit verso l alto, l e gambe fl esse con i piedi appoggiati all a
spal liera, chi edo di impugnare un bast one ad una l arghezza simile a quell a
dell e spall e: si part e con il bast one appoggi ato sul le cosce e nell a fase attiva
lo si port a in alt o in prossi mit del capo fino a percepi re l azione
mobilizzant e.

Nei bambini anche gli esercizi respi ratori contri buiscono all a mobilizzazi one
dorsal e, favorendo cont emporaneamente l o svi luppo del torace.

Esercizi o 12: questo lavoro ha lo scopo di cont roll are latt o respirat ori o dell e
zone toraci che e addominali. Poni amo il soggett o in decubit o supi no con una
mano sul torace e laltra sull addome e lo invitiamo a port are lattenzione sui
movimenti che avvengono durant e il respi ro.

Esercizi o 13: ripet ere il lavoro i nvit ando il sogget to a inspirare
profondament e dal naso aument ando il volume toraci co ed espirando
lent ament e dall a bocca. Alt ernare lesercizio con una espi razi one addominal e
senza modi ficare il t rat to t oraci co.
64

5. 3. 4 Rinforzo muscol are e integrazione neuromotoria

Una volt a appresa la post ura corrett a e mobilizzat o il trat to dorsal e
indispensabil e inserire vali di esercizi di ri nforzo muscol are per l a
stabilizzazione del rachide con cont razi oni i sometriche che ne faciliti
lint egrazione a livel lo corti cal e consent endo di mantenerl a pi a lungo e con
il minor sforzo possibil e. La contrazione di tipo i sometri ca non definit a
pura in quanto i ntensa ma non massimal e e con un pi ccol o spost ament o di
segmenti ossei che diffi cilment e evit abi le.
Poich la colonna vert ebral e un tutto uni co, qualsiasi esercizio di ret to all a
curva dorsal e t ende a provocare per compenso un aumento dell e curve
limitrofe sopra e sottost ant e, pert ant o bisogna avere l a massi ma cura per
bloccare preventivament e l e curve non i nteressat e all a correzione.

I principali muscol i da ri nforzare sono quelli anti gravi tari, in part icolare: i
muscoli paravert ebrali medi ant e cont roresist enze realizzat e con cari chi posti
sul capo; i muscoli scapolari, che dovranno essere rafforzati i n
accorci amento, util izzando posizioni da sedut o (in gi nocchio, i n
semi piegamento e i n pi edi, con busto erett o e inclinato) con laggiunt a di
manubri; i muscoli addominali e gl utei, che svol gono uni mportante azione
per il mant eni mento dell a postura corret ta del bacino. I muscoli addominal i
devono essere rafforzati in lunghezza normal e, per evit are che il loro
accorci amento. esercitando una t razione sul t orace, facili ti l a ci fotizzazione
del tratt o dorsal e.
Unit ament e al rafforzamento deve essere introdott o un programma di
integrazione neuro-motoria, per mi gli orare il cont rollo dell a col onna a livell o
corti cal e, impiegando inizi alment e post ure st ati che, poi progressi vamente
quelle di namiche. A tal e scopo vengono fatti esegui re movimenti con gli arti
superi ori e/ o inferi ori, fi no ad arri vare a effett uare semplici andature
mant enendo la postura corrett a con natural ezza.


65
Esercizi o 14: facci amo sedere il soggetto in appoggio dorsal e sul l auto-
ortopede (Magri L. 1978) che un att rezzo che ci permett e dopo
lautoall ungament o del rachide di lavorare in controresist enza con
lint ervent o dei muscoli erettori spi nali favorendo il contat to propri ocett ivo e
la spinta del verti ce del capo in cont att o con l a pelot a. Gli arti superiori
sono di stesi lungo i fianchi trovando il giusto allineamento con laiut o di uno
specchi o quadrett ato post ogli davanti e il baci no rimane i n ret roversione.

Per svol gere una corret ta longation si deve arrivare al massi mo all ungament o
per poi contrarre, isomet ricament e, i muscoli spi nali.


Fi gura 38. Aut oort opede, da Pi vet t a.

Esercizi o 15: ugual e al precedente ma sostenendo due pesett i per parte da 1
KG con arti superiori extraruot ati e abdot ti.


Esercizi o 16: per i ragazzi con un buon cont rol lo postural e far esegui re
lesercizio appena descritto in st azione erett a mant enendo al massimo l a
ret roversione del bacino.


Esercizi o 17: i n stazione sedut a a t erra o su un panchetto, busto erett o e
corrett o i n aut oal lungamento, bracci a flesse, dorso del le mani posto sull a
front e, arti inferi ori flessi ed i ncroci ati: chi edere al soggett o di incli nare i l
busto in avant i, mant enere l al lineamento dell e curve del rachi de e controll are
lorizzont alit dello sguardo poi rit orno nell a posizione di pat rtenza. La
66
contrazione dei muscoli del la cat ena rett a posteri ore si oppone alla cadut a del
busto in avanti.

Esercizi o 18: posizi onare il soggetto seduto su un panchett o di front e allo
specchi o sostenendo in mano un pesetto da 1 Kg, mant enere lallungamento
del rachide, i l cont rollo del baci no i n retroversione e l alli neamento dell e
spal le:
- Nel la fase atti va port are le bracci a est ese diet ro al busto inclinato
avanti e in al lungament o.
- Ripet ere con le bracci a abdott e a 90 con le mani ri volt e avanti e
i gomit i flessi che spingono i ndi et ro.
- Alt ernare con le bracci a abdotte a 90 ma con le mani ri volt e
verso lalt o.

Fi gura 39. Ri nf orzo addut t ori del l e scapol e, da Pi vet t a.


Li ncli nazione del busto avant i, dall a posizione seduta, ha lo scopo di ridurre
la lordosi lombare e di favorire l a ret roversione del bacino; lextrarot azione
dell e bracci a, ha lo scopo di avvici nare le scapol e e, aument ando il di ametro
biacromi al e anteriore, ridurre l atteggi ament o ci foti co; mantenere l e bracci a
basse, ai lat i del busto ed extraruot at e interessa quasi esclusivament e la
regione dorsale alt a; bracci a orizzont ali , nell a posizione del candeli ere o del
ventaglio, il movimento coi nvol ge l a regi one dorsal e media; a bracci a al te i l
moviment o si est ende alla regi one dorsale bassa, ma ha una marcat a azi one
sullaumento dell a lordosi lombare.
67

Sapendo che lerector spinae un muscolo est ensore del rachide, per essere
rinforzat o ha bisogno di lavorare contro resist enza o meglio i n reazione a un
cari co. Le ri cerche evidenzi ano [Raimondi P. , Vincenzini O. , 2006] che,
durant e la fl essi one del busto avanti e ritorno da postura erett a, quest o
muscolo entra in atti vit cos come nell a flessione l at eral e.

Esercizi o 19: Per ri nforzare i muscol i estensori del rachi de appoggiarsi con
gl i avambracci, l addome e il t orace su una panca con le ginocchi a
leggerment e flesse e i piedi a t erra, eseguire l autoallungamento soll evando
la test a, le spall e e part e alt a del torace. Mant enere lo sguardo verso l a panca,
il ment o ret rat to, l e spall e basse, l e scapol e addott e, l addome ri lassato
evit ando di accentuare l a lordosi l ombare. (fi g. 8)

Fi gura 40. Aut oal l ungament o e st abi l i zzazi one del rachi de, da Rai mondi .

Dopo quest a seri e di esercizi essenzi al e aggiungere un lavoro di
allungamento dei muscoli ischi ocrurali, dell a cat ena post eri ore e soprattutt o
addominal e.

Esercizi o 20: i n decubito supino a t erra, il soggett o appoggi a l art o i nferiore
dest ro sopra un pi ano incli nat o fissato a t erra e al muro ment re il si nist ro
rimane dist eso a t erra. Lestensione di entrambi gl i arti deve essere raggiunta
con caut ela senza modificare l a posizi one del baci no ed evitando compensi
con larto a t erra. Ri pet o il lavoro con l arto inferiore si nist ro. ( fi g. 8)

68

Fi gura 41. Al l ungament o cat ena post eri ore.

Esercizi o 21: il soggett o in decubito supino su Pancafit estende entrambi gli
art i inferiori mant enendo gli art i superi ori leggermente fl essi ed extraruot ati .


Fi gura 42. pancaf i t .


Per il t rofismo dei muscoli addomi nal i faremo:
Esercizi o 22: i n decubito supi no, gambe flesse, piedi i n appoggi o a t erra,
bracci a extraruot at e, bacino in ret roversi one, elevo ent rambi gl i arti inferiori
fino ad un angolo cosci a- busto di 90 e mant engo l a posizione per 10 e
ritorno.

Esercizi o 23: nell a st essa posizione dell esercizio precedent e estendo
ent rambi gli arti i nferiori verso l al to e ri torno.

69
5. 3. 5. Ergonomia

Se si considera il ruol o di primari a importanza, quali fat tori causali
secondari , dell azi one negat iva dei carichi st atici connessi con l a postura
seduta abit ual mente ril asciata degli adol escenti durant e l a vi ta quot idi ana (a
scuola, davanti al tel evisore, al computer, ecc. ), anche l educazi one del
pazi ent e rivest e un ruolo import ant e per i l buon esit o dell a terapi a.
Il soggetto ci fot ico deve i mparare ad utilizzare bene l a sua colonna nei
gest i e nell e posture dell a vita quotidi ana. Tratt andosi di adolescent i sar
molto important e studi are l a posizione al banco scolast ico, ri cercando
strat agemmi per modifi carl a in modo ergonomi co. A l oro vi ene consi gli at o di
cambi are spesso posi zione cercando di evitare l e posture che comportano una
flessione del rachide. A questo proposito un vali do aiut o dato dallutilizzo
di un leggio: l incli nazione del libro evita l eccessi va fl essi one del rachi de
dorsal e. Anche la posizione al comput er deve essere verifi cata, adatt ando
laltezza dell a sedia e del pi ano di appoggi o dell a tasti era e del monit or.
Un alt ro el emento ergonomi co da consi derare come soll evare, t rasport are,
posare pesi . Si insegner al soggetto come piegarsi sull e gambe, anzich
flettere tutt a l a col onna, cos pure come spost are ed appoggi are dei pesi da e
verso l alto, prest ando att enzione a controllare l a lordosi lombare. Si
raccomander al soggetto, una volt a raggiunto un buon grado di
mobilizzazi one e di aut ocont roll o del rachi de, lutilizzo di macchine in una
pal est ra di fi tness per increment are il rafforzamento muscol are in post ura
corrett a, in un ambi ente psi col ogi cament e pi pi acevol e.

5.4 Studi sul trattamento in instabilit

Le t ecni che propri ocettive rit enut e pi vali de nel la ri educazione dell e
deformit del rachide sono l e t ecni che di squi librio.
Il met odo, ispi rato dai lavori di Michael Freeman [Freeman, 1965: 669-677],
inizialmente st ato messo a punto per interveni re nella ri educazione dell e
distorsi oni agli arti i nferi ori not ando che il ripet ersi di infort uni all a cavi gli a
era il risultato del danneggi amento delle informazi oni propriocettive
70
proveni enti da recettori dei legamenti piutt osto che da uni nst abilit
meccani ca. Freeman sugger un sempl ice tratt amento in instabilit con
lutil izzo di pedane propri ocett ive che i n seguit o stat o adatt ato anche all a
rieducazione della colonna vertebrale i denti fi cando l import anza dei
meccanocett ori e del sist ema nervoso centrale.
Nel lo stesso periodo, gli st udi del Dott . Vl adimir Janda [Janda 1987: 253-
278] riconoscono che l organismo t ende a mant enersi i n omoest asi con l aiut o
del sist ema di regist razione peri feri co e il sist ema di int egrazi one dei dat i:
- sistema di registrazione periferico raccoglie dati attraverso la
pell e, il sist ema neuromuscol are, la capsul a arti colare, il
labi rinto e l occhi o.
- il sistema di integrazione dei dati raccolti attiva un sist ema
gerarchi co a pi li velli nei quali sono conservati programmi
motori di crescent e compl essit .
Quando un l ivello di integrazione non pu organizzare l a rispost a mot ori a
necessari a, coll egat o ad un li vell o superiore che, ricevendo dell e
informazioni suppl ement ari, organizza l a rispost a motori a corret ta. Lo scopo
che si propongono l e tecni che di squi libri o quell o di ot tenere, manipolando
le i nformazioni periferi che, l at tivazione di quest o schema di i ntegrazione. Le
tecni che esecutive consist ono nell appli care su un soggetto, si tuat o in una
cert a posizione, dell e spint e di rett e a squilibrarl o. Lefficaci a dell e spint e,
che dipende dall a posizione del soggett o, dall a di rezione e dall a intensit
dell a spinta st essa, modi ficano l a rispost a ottenut a.
Gli esercizi, in situazione sbil anci ante, si propongono di ri educare al senso di
equilibrio e, int ervenendo sulla component e posturale, di far mant enere la
correzione ott enuta.

Studi pi recenti si sono occupat i degli effet ti dell allenare in inst abilit sull a
funzione muscolare, tra cui Anderson e Behm [Anderson K. , Behm D. 2005:
43-53] hanno effettuato ril evazioni el ett romiografi che i n seguito a esercizi di
squat, effettuati si a in condizione st abil e si a in inst abilit , evi denziando un
decrement o di forza negli esercizi effett uati i n condizione inst abil e.
71
E tipi co, infatti , che labilit di espri mere forza o pot enza diminuisce in
condizione di i nst abi lit ma altrett ant o corrett o riconoscere che questo cal o
st at o t rasferito in una mi gli ore azione st abilizzatri ce.
Durante questi studi , grande enfasi st at a dat a all a coordi nazione a livel l o
neuromuscol are; i nfatti evi dent e come soprattutt o in i nst abilit il corrett o
equilibrio t ra muscoli agonisti e muscol i ant agonist i si a fondament al e per un
effi ci ent e gesto motorio.
Behm ed alt ri [Behm, 2002: 416] hanno studiat o l a rel azi one fra muscol i
agonisti ed antagoni sti durant e l estensi one della gamba, effettuando il gesto
sia in condizione st abile che in inst abilit .
I ri sult ati evi denziano quant o detto sopra, cio che latti vit dei muscoli
ant agonist i aument a del 29% in un gesto effettuat o in condizione inst abil e
rispett o a un gest o effet tuato in condizione di normal e stabilit .

Altri due studi di Behm [Behm, 2003: 26, 30] t rovano un incremento (EMG)
dell attivi t muscol are degli st abilizzatori del tronco quando i soggett i
svol gono esercizi in inst abili t mirati al rafforzamento di svari ati di stretti
muscol ari dell a part e superiore del corpo.
Allo st esso t empo Anderson e Behm t rovano un incremento si gnificati vo negli
stabilizzatori del t ronco e nell at tivi t dei muscol i posturali con l a
progressiva int roduzione dell a componente instabil e durante lesecuzione di
uno squat.
In segui to a queste ril evazioni, gl i autori evidenziano come luso
dell instabili t nell all enamento possa dare enormi benefici
nell atti vazione dei muscoli stabili zzatori.

Ancora oggi i n l ett erat ura bibli ografi ca non ci sono studi sci entifici sul
controllo posturo-st abilomet rico in soggetti con dorso curvo e per quest o
risul tat o diffi cil e confront are i risult ati ottenut i.




72
5.5 Programma di lavoro con il BOSU

Il BOSU Bil ance Trai ner un mezzo uni co e int ernazional e che nat o
princi pal mente per i l mondo del fitness non sol o per allenare lequilibrio, la
stabilit e l a propri ocezione ma per qualsi asi alt ro ti po di attivi t t ra cui
lallenamento aerobi co, anaerobi co, l agilit, la forza, la flessi bilit o la
resist enza. Utilizzando personalment e quest o attrezzo, nell e mie l ezioni di
BOSU Training i n pal est ra, ho trovato i nteressant e int rodurlo come st rumento
per l a ginnast ica ri educativa e correttiva.

Come confermano gl i studi appena citat i, gli esercizi con il Bosu soll ecit ano
sia il sist ema nervoso che quel lo muscol are a cont ribuire e a mant enere una
postura corret ta durant e l a ri cerca dell equili bri o. Questo tipo di l avoro
richi ede che si mant enga fisso il cent ro di gravit sulla superfi ci e dinami ca,
sempre mut evol e, creata dall a cupol a pi ena daria, e crea una conti nuit dal
moviment o sempli ce a quell o compl esso, dal movimento stati co a quel lo
dinamico. In questo modo si ott erranno dei ri flessi posturali propriocettivi
che, int eriorizzati, permett eranno una not evol e incidenza sul lo schema
corporeo ed il conseguente controllo del tono muscolare che permette una
postura corrett a, equilibrat a, meno affati cant e.

Il trattamento cinesiologico, con l ausi lio del Busu per gli alt ri 7 ragazzi
con dorso curvo, ha rispett ato gli st essi obiettivi e st rutt ura del l avoro del
metodo t radizional e; il programma costitui to da 10 esercizi da cinque
minuti ci ascuno, simili ai precedenti ma con l inseriment o della component e
inst abil e, adatt ati e personal izzati a seconda dell e caratt eri sti che indi viduali .
Durante i cinque mi nuti i soggetti devono alt ernare 10 di esercizio at tivo
durant e la musica alt a a 10 di recupero segnal ato dall a musi ca bassa.






73
Le modal it del trattamento diversificato seguono l e seguent i tappe:

A. Presa di coscienza del rachide: percezione dell e curve fi siologi che,
dell a ci ntura scapol are e pel vica, che favoriscono la presa di cosci enza
dell immagi ne corporea
B. Presa di cosci enza della postura corretta: cont roll o e mantenimento
dell allineamento postural e sul piano inst abil e.
C. Mobili zzazione del rachide dorsal e: mi glioramento dell a mobilit
art icolare del cingol o scapol are e dorsal e.
D. Stabili zzazione e Ri nforzo muscolare: trofismo muscolare sopratt utto
per i muscoli ant igravit ari e addominali att raverso contrazioni
volontari e e ri flesse.
E. Allungamenti globali e ginnasti ca propriocettiva: mi gl ioramento
dell elasti cit muscolare gl obale attivando tutti i muscoli di una cat ena
cineti ca; soll ecit azione dell e reazioni di equilibrio e di st abil it su un
piano i nst abil e.

5. 4. 1. Presa di cosci enza del rachide

Esercizi o: il sogget t o posto a cont att o ad un asse verti cal e rettili nea cerca di
percepire i cont atti del rachide i n funzione dell e rispettive curve fisiologiche.

Fi gura 43.

74
5. 4. 2. Presa di cosci enza della postura corretta

Esercizi o: simi le al lavoro precedent e, nell a fase di recupero si mantengono
gl i arti i nferiori di st esi e il rachide ri lassato,
ment re nel la fase att iva si flet tono le gambe,
si manti ene un buon appoggio podali co per
evit are una cadut a i n val gismo del cal cagno,
si cont rol la l a retroversi one del bacino,
lext rarot azione dell e spall e e la
ret roposizione del capo.





Fi gura 44.


Esercizi o: in stazione eretta eseguire
lautoall ungament o i n appoggio bi podali co sul
pall one propriocetti vo ( essendo di diamet ro
inferiore al bosu crea una maggiore diffi colt
nel mant enimento dell a st abilit ), baci no in
ret roversione, spalle e arti superi ori
extraruot ati, capo ret roposto.





Fi gura 45.




75
5. 4. 3 Mobili zzazione del rachide dorsal e

Esercizi o: in decubito supino appoggi o la zona dorsal e i n corrispondenza
dell api ce della cupola, gli arti inferiori flessi a 90, i piedi in appoggio
contro la spalli era, gl i arti superi ori
ril assati ed un bast one fra l e mani
per mobi lizzare l e spall e e la cifosi
dorsal e.
Nel la fase atti va viene condotto i l
bast one, a bracci a dist ese, olt re la
linea delle spall e controll ando l a
posizione i n ret roversione del
bacino.
Fi gura 46.





Esercizi o: ri propongo l a mobilizzazione con
lutil izzo del MO-DO, posto a pochi
centimet ri pi i n basso ri spetto all api ce dell a
curva per imprimere una spint a corretti va dal
basso verso l al to della curva dorsal e.






Fi gura 47.


Esercizi o: in st azione sedut a di front e all o specchi o quadrett ato, arti i nferiori
flessi e abdotti, i pi edi in appoggi o a terra e art i superiori rilassati lungo i
76
fianchi. Nell a fase attiva il sogget to, mant enendo l autoal lungamento del
rachide, flet te il busto a dest ra lungo il piano front ale, abduce e extraruot a
lart o superiore si ni stro verso l al to, esegue due inspi razioni massime per
aument are il volume toraci co sinist ro e durant e lul tima espirazione torna
nell a posizi one di partenza. Ripet ere lesercizio fl ett endo il busto a sini stra.

Fi gura 48.


Esercizi o: st azione sedut a front e allo
specchi o, arti inferi ori fl essi e l eggerment e
abdotti per non causare uninversi one dell a
curva lombare, pi edi in appoggio a terra,
controllo in autoallungamento del rachide, le
mani sopra al capo con gl i arti superi ori
flessi, int raruot ati e abdotti . Nell a fase attiva
si portano i gomiti in linea con l e spall e
adducendo le scapol e.



Fi gura 49.


77
Esercizi o: lo st esso esercizio appena vist o pu essere riproposto in posizione
genufl essa per aument are l a diffi colt a mantenere sia l equilibrio che il
controllo postural e. facile che il soggetto vada
in iperl ordosi perci sempre prudente veri fi care
che riescano a cont roll are la ret roversi one del
bacino.
Lappoggio dei
piedi a terra vi ene
introdott o sol o se il
ragazzo non riesce a
mant enersi i n
equilibrio.

Fi gura 50.



Fi gura 51.


Esercizi o: si esegue un l avoro di mobilizzazine l ateral e del rachi de.

Fi gura 52.

Posizionare il ginocchi o dest ro sul bosu in li nea con l e anche con un angolo
cosci a-gamba di 90, la gamba si nist ra est esa con il pi ede a contatt o a t erra, il
78
busto fl esso con gli art i superi ori est esi e abdott e avanti , l e mani in appoggio
a t erra.
Il soggetto deve cercare di mantenere lalli neament o del rachide, capo
compreso, cont roll ando l a lordosi lombare, ladduzione dell e scapol e e
lapert ura delle spall e. Ripetere con l art o inferi ore destro.


Esercizi o: ginocchi a in
appoggio al bosu con i piedi
soll evati, bacino verso lalt o;
dist endere le bracci a avanti
avvici nando il petto verso t erra
mant enendo il ment o retratt o.




Fi gura 53.

Esercizi o: st azione sedut a fronte allo
specchi o, arti inferi ori fl essi e l eggerment e
abdotti per permett ere l inclinazione avanti
del busto, pi edi in appoggio a terra, controll o
in autoallungamento del rachide, l e mani sull a
front e con gli arti superiori fl essi, extraruot ati
e abdotti. Nell a fase atti va si port ano i gomiti
in linea con l e spal le adducendo l e scapol e.




Fi gura 54.



79
5. 4. 4. Stabil izzazi one e Rinforzo muscolare

Esercizi o: posizione sedut a front e all o
specchi o con gli arti inferiori incroci ati, busto
incli nato avanti per aumentare il cari co, arti
superi ori semi fl essi ai lat i del le spal le con le
mani che impugnano due manubri da 1 Kg.
Mant enere la contrazi one isomet ri ca per
soll eci tare i muscol i spinali e gli adduttori
dell e scapol e.




Fi gura 55.




Esercizi o: lo st esso lavoro ma con l e bracci a
dist ese indietro.






Fi gura 56.







80
Esercizi o: stessa posizione senza l utilizzo dei manubri.


Fi gura 57.



Esercizi o: rachide in appoggi o all aut o-
ortopede per l aut oall ungament o cont ro
resist enza, pi edi i n appoggi o a t erra,
controllo dell a retroversione del bacino e
dell a retroposizione del capo.








Fi gura 58.

81
Esercizi o: st esso lavoro in auto-ortopede con
le bracci a semifl esse ai lat i dell e spall e, mani
verso lalto con due manubri da un 1 Kg.
Lavoro non solo in allungament o ma anche per
la stabilizzazione del la scapole.







Fi gura 59.


Esercizi o: simil e al precedent e con l e spal le
extraruot at e e gli art i superi ori est esi verso il
piano post eriore.
Fi gura 60.


Esercizi o: autoall ungamento in aut o-
ortopede in st azione erett a per
unest ensione assial e attiva. Tenere un
ottimo cont roll o del tratto l ombare in
ret roversione, spall e e arti superi ori
extraruot ati e mento ret ratto.







Fi gura 61.
82

Esercizi o: in st azione prona, ventre
e part e del torace in appoggi o al
bosu, avambracci a terra con i
gomiti in li nea alle spal le. Eseguire
lautoall ungament o soll evando la
test a, l e spal le e l a part e alt a del
busto. Mant enere l o sguardo verso
terra e il mento ret ratto.

Fi gura 62.




Esercizi o: i rrobustimento dei muscol i
addominali i n contrazione concentri ca
isometri ca in decubito supi no, arti inferi ori
flessi e soll evati . Cont emporaneamente si
el eva l a part e alt a del busto verso lalto
mant enendo l allungament o del rachide e i
gomiti aperti.



Fi gura 63.








83
Esercizi o: i n decubito supino il sogget to est ende alt ernati vament e un arto
inferiore mentre il control ateral e rimane in appoggi o a terra controll ando l a
zona lombare. La parte alt a del busto ri mane l eggerment e sollevato dal bosu
per aument are l a t ensione addominal e.


Fi gura 64.



Esercizi o: ancora pi int eso, ripetere
lesercizio precedente con lest ensione
degli arti inferiori verso l alto. i ndi cato
per i soggetti con un buon t ono e cont rol lo
postural e.








Fi gura 65.




84
5. 4. 5. Allungamenti e ginnastica propriocettiva


Esercizi o: in decubito supino su
pancafit est endere gli arti i nferiori
per allungare l e cat ene ci neti che
post eriori e gli arti superi ori
extraruot ati per i muscoli pettorali.
Li ncli nazione dei piani si
modi ficano in base al grado di
el asti cit del soggett o.

Fi gura 66.



Esercizi o: in decubito supi no,
est endere un art o inferi ori sul
piano inclinato e lalt ro i n
allungamento a terra. Si
manti ene anche lal lungamento
del rachide a mento retratt o.




Fi gura 67.


Esercizi o: pi edi ext raruot ati con i t alloni vi ci ni, gambe est ese e mani unit e
diet ro al busto per mant enere l e spalle extraruot at e. Fl ett ere il t ronco avanti
mant enendo il dorso allineato con l a test a, l a zona lombare e il bacino.
Utilizzare l ausili o di una t avol ett a l eggerment e incli nata.
85
.

Fi gura 68.



Esercizi o: cont rol lo del bacino e del la
col onna nell a posizione di correzione in
appoggio monopodali co di front e allo
specchi o.














86
Esercizi o: i n stazi one erett a, appoggio monopodali co, gamba fl essa avanti.
Mant enere l autocorrezi one dell e curve durant e l a ci rconduzione degl i art i
superi ori nei diversi piani dell o spazio.


Fi gura 69.





Esercizi o: mant enere lequilibrio durant e
loscill azione dell e bracci a e il passaggio
dell a palla da una mano allalt ra.
Le oscillazioni favoriscono la
riprogrammazione dell e reazi oni muscol ari
e dell equi libri o fra agonisti -antagonisti
degli emi corpi.



Fi gura 70.
87
Esercizi o: mantenere lequi libri o
monopodali co durante il l ancio e l a ri presa
dell a palla.









Fi gura 71.


Esercizi o: con ulteriore grado di di ffi colt ,
mant enere il cont rol lo postural e in appoggio
monopodali co durante il pall eggio. Alt ernare
sempre l art o di sost egno.








Fi gura 72.

Tutti i moviment i che il soggetto costretto a fare per mantenere la stabilit
favoriscono l equili brio dei muscoli dell a cat ena ant eriore e post eriore. Non
solo, ma tutti i moviment i degli alt ri superiori in abduzione e in rot azione
est erna potrebbero favori re l a riduzione dell a cifosi dorsal e.


88
Capitolo 6
DISCUSSIONE E ANALISI DEI DATI

6.1 Analisi statistica dei dati

Tutti i risult ati dei 14 casi che ho ottenuto durant e l esame posturo-
stabilomet rico sono stati divisi i n due gruppi come per i l tratt amento e
inseriti i n ordine di tipologia di esame: a occhi aperti (OA), a occhi chiusi
(OC), a capo ret rofl esso (CR) e il Fil o a piombo. I valori di ogni paramet ro
prima e dopo il tratt amento sono stat i affiancati per agevol are l elaborazi one
final e.

Il confront o st atisti co t ra i due gruppi , con t ratt amento t radizionale e il
trattamento cinesi ol ogi co con il Bosu, stato misurato formulando l ipotesi
nulla, l a quale afferma che i due t ratt amenti hanno avut o lo st esso effetto
terapeuti co, perci per affermare lesist enza di un ri sult ato, i dati non devono
essere coerent i con lipotesi null a. Il metodo utilizzat o per val utare lentit
dell a discrepanza t ra quanto osservat o nel campione e quanto previsto
dall ipot esi null a il test di si gnificati vi t. Si pu affermare che un risult at o
st atisticament e si gnificati vo al livell o del 5% o dell 1% se il campi one
osservat o apparti ene all a classe pi di stante dalli pot esi null a; P<0. 05 e
P<0. 01 sono i valori limiti di si gnifi cati vit, ma non si dovrebbe di stinguere
ri gi damente l e devi azioni che superano di poco questi valori. importante
distinguere la si gni fi cativit statisti ca dal la si gni fi cativit cl inica: l analisi di
un grande i nsi eme di dat i potrebbe forni re una prova altamente si gnifi cativa
di una deviazi one dall ipotesi null a, e tuttavi a la di fferenza pot rebbe non
avere unimport anza prati ca, si a perch leffetto cli nico irrilevant e si a
perch t roppo pi ccol o. Al contrario, unalt ra indagi ne pu non di most rare
un effet to si gni ficati vo, forse a causa del le pi ccol e dimensioni dell o studio o
dall eccessi va vari abilit casual e, e t ut tavi a pu essere present e un effetto
tant o grande da essere import ant e: il di segno dell i ndagine potrebbe essere
stat a t roppo poco sensibil e per rivel arl o. [stati sti ca medi ca : 98]
89
Con questo t est si ri esce ad ott enere un val ore che pi prossimo al lo zero e
pi l a forza con l a quale si pu confutare l ipot esi da cui si part e e cio che
i due gruppi provengono da popol azioni con l a st essa media. Dato il valore
sogli a di ri fiut o dell a cosiddetta ipot esi null a (0. 05), vado a evi denziare i dati
risul tat i si gnifi cativi, perci pi int enso il col ore dell e cel le ( gi all o,
aranci one o rosso) pi elevat a la forza con cui si pu negare luguaglianza
dell e medie tra i gruppi.

Inizio cal colando il test di si gnifi cativit prendendo tutti i valori di uno
stesso paramet ro PRIMA e DOPO il tratt ament o, si a per il gruppo Bosu
che per il gruppo Tradizional e, con lo scopo di capi re in qual e gruppo si
evi denziat o un maggior cambi ament o i n rel azione ai seguenti paramet ri:


Test T a 2 code

Test T
Bosu
Test T
Tradiz
OA- Distanza media bar. Ideale asse x 0,216789 0,564693
OA- Distanza media bar. Ideale asse Y 0,276087 0,798342
OA -lunghezza curva 0,055327 0,286548
OA- area dell'ellisse 0,239546 0,131088
OA- velocit 0,764854 0,318802
OA- lunghezza/area 0,770932 0,809129
OA-DIFFERENZA L/A ||
OAP-CARICO 5 MET SX 0,277588 0,735486
OAP-CARICO 1 MET SX 0,367989 0,564511
OAP-CARICO ASTR. SX 0,712087 0,982184
OAP-TOT CARICO SX 0,764343 0,90348
OAP-PESO ( Kg )PRIMA 0,81615 0,884243
OAP-CARICO 5 MET DX 0,49542 0,342552
OAP-CARICO 1 MET DX 0,854306 0,829096
OAP-CARICO ASTR. DX 0,500868 0,893104
OAP-TOT CARICO DX 0,923045 0,862995
OC-Distanza media bar. Ideale asse x 0,172016 0,795386
OC-Distanza media bar. Ideale asse Y 0,355512 1
OC-lunghezza curva 0,48579 0,626257
OC-area dell'ellisse 0,573245 0,634596
90
OC-velocit 0,394372 0,951333
OC-lunghezza/area 0,733142 0,820678
OC-DIFFERENZA L/A ||
OCP-CARICO 5 MET SX 0,385165 0,955947
OCP-CARICO 1 MET SX 0,356425 0,488366
OCP-CARICO ASTR. SX 0,521222 0,708353
OCP-TOT CARICO SX 0,792781 0,953125
OCP-PESO ( Kg )PRIMA 0,887708 0,882458
OCP-CARICO 5 MET DX 0,499167 0,444889
OCP-CARICO 1 MET DX 0,759542 0,783797
OCP-CARICO ASTR. DX 0,788485 0,800435
OCP-TOT CARICO DX 0,570206 0,732113
CR- Distanza media bar. Ideale asse x 0,690205 0,061979
CR- Distanza media bar. Ideale asse Y 0,452831 0,71856
CR- lunghezza curva 0,264406 0,31765
CR- area dell'ellisse 0,940444 0,331596
CR- velocit 0,797009 0,210664
CR- lunghezza/area 0,300983 0,599131
CR-DIFFERENZA L/A ||
CRP-CARICO 5 MET SX 0,34526 0,464365
CRP-CARICO 1 MET SX 0,503981 0,32527
CRP-CARICO ASTR. SX 0,334717 0,72809
CRP-TOT CARICO SX 0,809909 0,915992
CRP-PESO ( Kg )PRIMA 0,853745 0,885966
CRP-CARICO 5 MET DX 0,322703 0,251386
CRP-CARICO 1 MET DX 0,700265 0,805159
CRP-CARICO ASTR. DX 0,91711 0,910188
CRP-TOT CARICO DX 0,488699 0,651182
FILO-FRECCIA C7 0,069965 0,106012
FILO-FRECCIA D12 0,735684 0,663811
FILO-FRECCIA L3 0,527446 0,044111
FILO-STRAPIOMBO C7 0,015487 0,941212
Tabel l a 5. Test T nel gruppo Bosu e i n quel l o Tradi zi onal e. ( OAP) car i co podal i co a
occhi aper t i , ( OCP) car i chi a occhi chi usi , ( CRP) car i chi a capo r et r ofl esso, ( FI LO-
FRECCI A) di st anza da C7, D12, L3 al l a ver t i cal e, ( FI LO- STRAPI OMBO) di st anza da C7
al l a ver t i cal e sul pi ano f r ont al e.


91
Vado a consi derare t utti i valori che si sono dimostrati si gni ficativi , anche se
ricordo che sono indice di una medi a di val ori . Dai risult ati stati sti ci ott enut i
posso di re che:
- la medi a del le lunghezze dell e curve ad occhi aperti (OA- lunghezza
curva) si ri vel at a si gni fi cat iva con P = 0. 055 nel gruppo Bosu che
sta ad indicare che tra il prima e dopo tratt ament o i val ori si sono
modi ficati . Infatti se vado a controll are i risultati noto che ad occhi
aperti la l unghezza del gomitol o aument a maggi ormente rispett o al
gruppo Tradizional e, pur avendo un valore comunque inferi ore.
- La di stanza medi a dal bari cent ro i deal e sullasse x nell a posizione a
capo retrofl esso (CR- Di st anza media bar. Ideal e asse x) si dimost rata
quasi si gni ficati va con P = 0. 06 per il gruppo Tradizional e che dimost ra
una net ta differenza dei val ori medi tra i l prima e il dopo t rattament o;
osservando i risult at i evidente che l a dist anza dal bari centro i deal e
diminui sce not evol ment e, avvi cinandosi allo zero e quindi
mi gliorando l a l oro stabil it.
- La frecci a C7 (FILO-FRECCIA C7) ha ott enuto un val ore quasi
si gni fi cat ivo con P = 0. 069 nel gruppo Bosu; questo risul tat o evidenzi a
una buona diminuzione dell a dist anza final e, t ra C7 e l a verti cal e,
rispett o a quella ini ziale. Questo valore si modi fi cat o maggiorment e
in quest o gruppo rispett o al lalt ro che ha ott enuto cambi amenti meno
evi denti.
- La frecci a L3 (FILO-FRECCIA L3) risult at a si gnifi cativament e
modi ficat a con P = 0. 04 (P<0. 05) per i l gruppo Tradi zional e: si
sottoli nea che in quest o caso la distanza tra L3 e la vert ical e
diminui ta, tendendo alla normalit , in modo pi cospicuo rispett o al
gruppo Bosu che ha, al contrario, mant enuto ci rca gli stessi valori.
- Lo st rapiombo C7 (FILO-STRAPIOMBO C7) si modi ficat o
not evolmente i n modo si gni fi cativo con P = 0. 01 (P 0. 01) nel gruppo
Bosu; dai valori medi si riscont ra unotti ma diminuzione dell a dist anza
tra C7 e l a verti cale sul pi ano front al e, t endendo al lo zero, rispetto ai
risul tat i del gruppo Tradizionale che rimangono invece i nvari ati.

92
Proseguo l a mia analisi cal col ando, quest a volt a, il t est di si gnifi cativit
prendendo tutti i 14 val ori , di uno stesso parametro. In quest o modo si ri esce
a capi re se i due gruppi si sono di fferenzi ati i n medi a , cio se risult ano
appart enenti a due popol azioni diverse. A fianco ho inseri to la media dei
val ori di uno st esso paramet ro si a per il gruppo Bosu che per quell o
Tradizionale. Per ot tenere questi dat i el aborati ho modifi cat o il segno dell e
dist anze dal baricent ro ideale sull asse x e y, prendendoli in val ore assol uto,
per quanti ficare lo spost amento effettuat o.


Test T
Media
BOSU
Media
TRAD
ETA' 0,504385 13,28571 12,42857
SESSO
OA- Distanza media bar. Ideale asse x PRIMA 0,057268 29,14286 8,714286
OA- Distanza media bar. Ideale asse x DOPO 0,375883 15,85714 11,14286
OA- Distanza media bar. Ideale asse Y PRIMA 0,550397 29,42857 39,28571
OA- Distanza media bar. Ideale asse Y DOPO 0,683148 51,42857 43,42857
OA- lunghezza curva PRIMA 0,563166 1075,571 1131,286
OA- lunghezza curva DOPO 0,729253 1236 1278,429
OA- area dell'ellisse PRIMA 0,771445 628,8571 613,4286
OA- area dell'ellisse DOPO 0,654208 757,4286 708,1429
OA- velocit PRIMA 0,185981 270,1429 545,8571
OA- velocit DOPO 0,430868 280,8571 333,7143
OA- lunghezza/area PRIMA 0,1892 1,707143 1,872857
OA- lunghezza/area DOPO 0,790528 1,76 1,824286
OA-DIFFERENZA L/A || 0,932961 0,238571 0,248571
OA-DIFFERENZA ||% 0,763749 14,50053 12,48453
OAP-CARICO 5 MET SX PRIMA 0,123518 9,142857 4,671429
OAP-CARICO 5 MET SX DOPO 0,322934 5,842857 4,314286
OAP-CARICO 1 MET SX PRIMA 0,49127 1,685714 2,9
OAP-CARICO 1 MET SX DOPO 0,818368 3,3 3,571429
OAP-CARICO ASTR. SX PRIMA 0,709308 12,15714 12,88571
OAP-CARICO ASTR. SX DOPO 0,977607 12,87143 12,94286
OAP-TOT CARICO SX PRIMA 0,468444 23,01429 20,45714
OAP-TOT CARICO SX DOPO 0,70603 22 20,84286
OAP-PESO ( Kg )PRIMA 0,447906 45,81429 41,18571
OAP-PESO ( Kg ) DOPO 0,674278 44,55714 42,11429
OAP-CARICO 5 MET DX PRIMA 0,100705 7,185714 3,885714
93
OAP-CARICO 5 MET DX DOPO 0,63535 5,728571 5,014286
OAP-CARICO 1 MET DX PRIMA 0,935717 3,985714 4,1
OAP-CARICO 1 MET DX DOPO 0,943345 3,685714 3,8
OAP-CARICO ASTR. DX PRIMA 0,575885 11,64286 12,71429
OAP-CARICO ASTR. DX DOPO 0,782304 13,04286 12,44286
OAP-TOT CARICO DX PRIMA 0,474828 22,81429 20,72857
OAP-TOT CARICO DX DOPO 0,675613 22,55714 21,28571
OC-Distanza media bar. Ideale asse x PRIMA 0,085166 26,71429 13,57143
OC-Distanza media bar. Ideale asse x DOPO 0,880325 16,71429 15,57143
OC- Distanza media bar. Ideale asse Y PRIMA 0,506787 31,42857 39,28571
OC- Distanza media bar. Ideale asse Y DOPO 0,752314 43,14286 39,28571
OC-lunghezza curva PRIMA 0,5216 1240,429 1321,857
OC-lunghezza curva DOPO 0,63111 1325 1420,571
OC-area dell'ellisse PRIMA 0,672964 845,1429 781,1429
OC-area dell'ellisse DOPO 0,773545 939,2857 877,7143
OC-velocit PRIMA 0,424431 1042 595,5714
OC- velocit DOPO 0,863372 554,1429 616,4286
OC-lunghezza/area PRIMA 0,483077 1,591429 1,778571
OC-lunghezza/area DOPO 0,336734 1,502857 1,725714
OC-DIFFERENZA L/A || 0,308312 0,537143 0,344286
OC-DIFFERENZA ||% 0,206971 32,33383 20,38949
OCP-CARICO 5 MET SX PRIMA 0,08873 8,514286 4,414286
OCP-CARICO 5 MET SX DOPO 0,264708 6,228571 4,357143
OCP-CARICO 1 MET SX PRIMA 0,792998 2,585714 3,014286
OCP-CARICO 1 MET SX DOPO 0,806351 4,171429 3,857143
OCP-CARICO ASTR. SX PRIMA 0,486262 11,08571 12,71429
OCP-CARICO ASTR. SX DOPO 0,741109 12,61429 11,74286
OCP-TOT CARICO SX PRIMA 0,539583 22,17143 20,14286
OCP-TOT CARICO SX DOPO 0,324374 23 19,95714
OCP-PESO ( Kg )PRIMA 0,486166 45,35714 41,08571
OCP-PESO ( Kg ) DOPO 0,660481 44,58571 42,02857
OCP-CARICO 5 MET DX PRIMA 0,113917 7,157143 4,3
OCP-CARICO 5 MET DX DOPO 0,788249 5,7 5,228571
OCP-CARICO 1 MET DX PRIMA 0,963739 4,085714 4,142857
OCP-CARICO 1 MET DX DOPO 0,631511 4,571429 3,771429
OCP-CARICO ASTR. DX PRIMA 0,777693 11,95714 12,55714
OCP-CARICO ASTR. DX DOPO 0,46514 11,3 13,08571
OCP-TOT CARICO DX PRIMA 0,482499 23,18571 20,95714
OCP-TOT CARICO DX DOPO 0,863831 21,6 22,12857
CR- Distanza media bar. Ideale asse x PRIMA 0,349982 25,71429 18,42857
94
CR- Distanza media bar. Ideale asse x DOPO 0,029671 22,42857 8,571429
CR- distanza media bar. Ideale asse Y PRIMA 0,778129 30,85714 34,71429
CR- distanza media bar. Ideale asse Y DOPO 0,442938 43 28,85714
CR- lunghezza curva PRIMA 0,593046 1131,143 1193,429
CR- lunghezza curva DOPO 0,362938 1233,143 1538,429
CR- area dell'ellisse PRIMA 0,480154 738,5714 686,7143
CR- area dell'ellisse DOPO 0,413746 745,1429 1061,143
CR- velocit PRIMA 0,375986 561 326,8571
CR- velocit DOPO 0,444869 474,5714 802,8571
CR- lunghezza/area PRIMA 0,204489 1,547143 1,791429
CR- lunghezza/area DOPO 0,792508 1,731429 1,677143
CR-DIFFERENZA L/A || 0,809575 0,33 0,362857
CR-DIFFERENZA ||% 0,972245 21,4283 21,13483
CRP-CARICO 5 MET SX PRIMA 0,188334 9,028571 5,4
CRP-CARICO 5 MET SX DOPO 0,286909 6,271429 4,5
CRP-CARICO 1 MET SX PRIMA 0,916121 2,671429 2,871429
CRP-CARICO 1 MET SX DOPO 0,761735 3,9 4,3
CRP-CARICO ASTR. SX PRIMA 0,403073 10,82857 12,7
CRP-CARICO ASTR. SX DOPO 0,611128 13,2 11,82857
CRP-TOT CARICO SX PRIMA 0,680528 22,54286 20,98571
CRP-TOT CARICO SX DOPO 0,391543 23,37143 20,61429
CRP-PESO ( Kg )PRIMA 0,461243 45,64286 41,11429
CRP-PESO ( Kg ) DOPO 0,656757 44,62857 42,02857
CRP-CARICO 5 MET DX PRIMA 0,091208 7,357143 4,142857
CRP-CARICO 5 MET DX DOPO 0,829356 5,228571 5,585714
CRP-CARICO 1 MET DX PRIMA 0,46654 3,785714 4,685714
CRP-CARICO 1 MET DX DOPO 0,992657 4,328571 4,342857
CRP-CARICO ASTR. DX PRIMA 0,754495 11,94286 11,3
CRP-CARICO ASTR. DX DOPO 0,934051 11,68571 11,5
CRP-TOT CARICO DX PRIMA 0,275688 23,1 20,12857
CRP-TOT CARICO DX DOPO 0,952124 21,27143 21,44286
FILO-FRECCIA C7 PRIMA 0,164305 6,257143 4,771429
FILO-FRECCIA C7 DOPO 0,437132 4,2 3,642857
FILO-FRECCIA D12 PRIMA 0,802335 4,8 4,542857
FILO-FRECCIA D12 DOPO 0,224874 5,171429 4,285714
FILO-FRECCIA L3 PRIMA 0,351689 6,142857 5,771429
FILO-FRECCIA L3 DOPO 0,11074 5,8 4,871429
FILO-STRAPIOMBO C7 PRIMA 0,129592 0,457143 0,657143
FILO-STRAPIOMBO C7 DOPO 0,015101 0,171429 0,671429
Tabel l a 6. Test T e Medi e dei due gruppi .
95

Dai ri sult ati ott enuti si sono evi denziati i seguenti cambi ament i:
- La di st anza medi a dal bari centro ideal e ri spetto all asse x, ad occhi
aperti, prima del t rattament o (OA- Di st anza medi a bar. Ideale asse x
PRIMA), si dimostrato si gni fi cat ivo con P = 0. 057; quest o si gni fi ca
che all inizio del l avoro i due gruppi scelti casualmente, si sono
differenzi ati in medi a, cosa che non si riscont rat a dopo il t rattament o.
Osservando le medi e dei val ori si not a i nfatti che alli nizio del l avoro
il gruppo Bosu ha dist anze pi al te rispett o al Tradizional e, ment re
dopo il tratt amento quest a differenza di valori scompare; l a di stanza dal
bari centro nel Bosu diminui sce not evol ment e (da 29. 1 a 15. 8 mm)
ment re nell alt ro aument a (da 8. 7 a 11. 1 mm).
- Lo st esso commento val e per l a dist anza medi a dal bari centro ideal e
sullasse x, a occhi chi usi, prima del t rattament o (OC-Di stanza medi a
bar. Ideal e asse x PRIMA), ri sult ato quasi si gnificati vo con un P =
0. 08; analizzando i valori medi si ri scontra che il gruppo Bosu,
all inizio del l avoro, ha dist anze dal baricentro ideal e molt o pi alt e
rispett o al Tradizional e. Dopo i l tratt ament o quest a di fferenza non si
evi denzia i n quando i val ori del Bosu ( 26. 7-16. 7mm) si avvicinano a
quelli Trazionali (13. 6-15. 6mm).
- La di stribuzione del cari co sul 5 met at arso sx, a occhi chi usi , prima
del t ratt amento, si dimost rato quasi si gnificati vo con un P = 0. 088.
Confront ando le medie si not a che il gruppo Bosu ( 8. 5-6. 2mm) partiva
con un cari co relati vo maggi ore rispett o al Tradizi onale (4. 4-4. 3mm),
ment re dopo il trat tamento questo val ore diminuisce per i primi e
rimane invariat o per i secondi. Questo ri sult ato ci st a ad indi care che i
val ori del gruppo Bosu, t ra li nizio e l a fi ne del l avoro, sono cambi ati a
discapito di quelli Tradizionali che sono rimasti pressoch uguali.
- La dist anza media dal baricentro ideal e sullasse x, a capo retroflesso,
dopo il t ratt amento (CR- Di stanza medi a bar. Ideal e asse x DOPO)
risul tat o si gni fi cativo con P = 0. 029. Studiando le medi e si osserva che
prima del tratt amento i due gruppi non evidenzi avano differenze
si gni fi cat ive perch i valori non si differenzi avano di mol to, invece,
dopo latti vit l e distanze dal bari centro del gruppo Tradizional e sono
96
not evolmente diminuite rispetto a quel le del Bosu che sono di minuit e in
minor misura.
- La dist ri buzione del carico sul 5 met atarso dx, prima del lavoro, a
capo ret rofl esso (CRP-CARICO 5 MET DX PRIMA ) si evidenziat o
quasi si gni fi cativo con P = 0. 09. Quest o risult ato st a a si gni ficare che
solo prima del tratt amento i due gruppi si sono most rati in media
differenti , relativo a quel valore, perch al controllo i risultati
ritornano ad essere sostanzial mente simil i. Nel Bosu i valori del cari co
diminui scono ( 7. 3-5. 2) ment re nel Tradizionale aument ano ( 4. 1-5. 6).
- Lo st rapiombo i n C7, dopo il tratt amento (FILO-STRAPIOMBO C7
DOPO) ri sult ato in perfet ta si gnificati vit con un P = 0. 015. Anche i n
questo caso si riscontra che prima del t rat tamento i due gruppi
present avano valori simili, ment re alla fine l a loro di fferenza ben
deli neat a. Al la fine del tratt amento i val ori nel Bosu di minuiscono
not evolmente (0. 45-0. 17) rispet to a quelli del Tradizi onali che
rimangono invari ati (0. 65-0. 67).

Esaminando anche quei valori st abi lomet ri ci, che non sono ri sult at i
stati sti camente si gni ficati vi, posso trarre alt re osservazioni per dare ult eriori
conferme al le mi e aspett ati ve.

Osservando i val ori riferiti alla dist anza medi a dal bari centro ideal e
sullasse y not o che i valori medi ri feri ti al gruppo Bosu t endono ad
aument are in t utt e e tre l e condizioni : l a maggioranza dei soggetti ad
occhi apert i, a occhi chiusi e a capo retroflesso si allont anano dal
bari centro i deal e oscill ando verso il pi ano post eri ore. Per il gruppo
Tradizionale l andament o di fferent e: mediamente t endono ad
avvici narsi al piano post eriore, ma ad occhi aperti l a distanza medi a
aument a, ad occhi chi usi ri mane esatt ament e uguale ment re a capo
ret rofl esso diminuisce avvici nandosi allo zero.

Uno studio stabilometrico dell universit dell a Cali forni a ha di most rato che
20 soggetti con dolore lombare confront ati con 25 i n buona salut e
present avano una maggiore influenza postural e, con un uno spost ament o del
97
loro cent ro di forza verso il piano post eri ore. Inoltre, avevano meno
probabilit di essere i n grado di mant enersi i n equilibrio monopodal ico a
occhi chiusi [Ni es N. , Sinnott PL. , 2008].

In entrambi i gruppi , confront ando i dat i sull a lunghezza del l a curva e
sull a relat iva area di confidenza, si evidenzia un increment o dell e
stesse tra li nizio e l a fine del tratt ament o.

Uno studio svolto su 52 pazi enti con miel opati a cervi cal e servit o per
val utare quantit ativament e l a compromissione dell a stabilit postural e, con l a
stabilomet ria, in rapport o a volont ari sani. Le osci llazi oni del cent ro di
gravit sono state mi surat e in stazi one erett a, a occhi chiusi per 30 e si sono
val utat i i parametri dell a l unghezza dell a curva e il rapporto lunghezza/area.
Dai risult ati si riscontrat a una maggi ore i nst abili t postural e nei pazi ent i
rispett o al gruppo di controllo [Yoshikawa e coll . , 2008: 460-464]


Il rapport o t ra l a l unghezza dell a curva e l area di confi denza, i n
ent rambi i gruppi, si manti ene inalt erat a anche dopo il tratt amento.















98
Capitolo 7
CONSIDERAZIONI E CONCLUSIONI

7.1 Considerazioni finali

Considerando che la medi a delle lunghezze dell a curva dopo il tratt amento,
sempre aument at a e soprat tutto nel gruppo Bosu si gni fi ca che i soggetti per
trovare la loro st abilit hanno avuto cont razioni miotat iche fasi che pi
lunghe. Essendo aument at a l a l unghezza del gomit olo in t ut ti e tre gli esami,
lequil ibrio non sembra mi gliorato e il di spendio energet ico ri sult a superi ore.

Nel lanalisi general e, l a maggioranza dei soggetti presenta sia un aumento
medi o del la lunghezza dell a curva (gomitolo) st abil ometrica che un
contemporaneo aumento dell ellisse di confi denza pur mant enendo i nvari at o,
rispett o all inizio del tratt ament o, il rapporto lunghezza/ area.
Luni co caso che present a un pi ccolo cambiamento di quest o rapport o, prima
e dopo tratt ament o, a capo retroflesso in cui per il Bosu L/A aument a,
ment re per i l Tradi zional e diminuisce; probabilmente i primi ri escono ad
esegui re pi spost amenti nel t empo i n unarea pi pi ccola rispet to al
Tradizionale che, in proporzione all a lunghezza dell a curva, si muovono in
unarea pi grande.
In ogni caso, il fatto che in t utti e due i gruppi l area dell ellisse di
confidenza aumenti, pu si gni fi care che t utti i soggett i, dopo lo svol giment o
di esercizi mi rat i per il dorso curvo, hanno aument ato l area sull a qual e
trovano l a loro stabilit, con una lieve differenza di vel ocit massima di
esecuzione dei movi menti a favore del gruppo Bosu solo ad occhi aperti.

Un dat o che si ripetutamente ri vel at o si gnificativo si curament e l a di st anza
dal bari cent ro ideal e rispett o all asse X. Si a ad occhi apert i, che a occhi
chi usi, i l gruppo Bosu non ha dimostrato di avere dei valori mediamente
mi gliori del gruppo Tradizional e ( ri cordo che all inizi o sono st ati divi si
casualment e), ma dopo i l t rat tamento hanno ot tenuto una riduzione di t al e
99
dist anza X pi evidente dei secondi che, al cont rario, sono peggiorati. Questo
non succede a capo ret rofl esso, in cui dopo il lavoro, il gruppo Tradizional e
diminui sce di gran l unga l e oscill azioni sul pi ano frontal e, ment re il Bosu
mi gliora solo di pochissimi millimet ri.
Probabi lment e fi nch si l avora sull e oscill azioni l ungo il piano front al e il
gruppo Bosu ri esce ad ott enere mi gliori risult ati avendo lavorato su una
pedana inst abi le, ma appena si va ad aumentare l e soll ecit azioni sul pi ano
sagi ttale gi si riscontrano rispost e di fferenti di st abilit tra i due gruppi.

Il programma Gl obal Postural Syst em non mostra il grafico del gomitol o,
ma si pu ipot izzare che il gruppo Bosu svol ga mol ti pi movimenti lungo i l
piano ant ero-post eri ore e per questo present ano di stanze rispett o al lasse Y
maggiori degli alt ri, soprat tutto verso il piano post eriore. Quando poi si va ad
aument are l a soll eci t azione i perest endendo il capo hanno una minore st abili t
sia sul pi ano front ale e peggiorano sul piano sagit tal e. Infatti, nel gruppo
Tradizionale l a dist anza media dal bari centro ideal e sull asse sagi ttale, a capo
ret rofl esso, si avvi cina allo zero ott enendo un val ore mi gl iore rispett o
all inizio del t ratt ament o.
In conclusi one tutti i soggett i sottoposti al tratt amento per il dorso curvo
present ano un not evole cari co a livell o del t all one, ma sul piano sagitt al e il
gruppo Bosu tende ad allontanarsi maggi orment e dal bari cent ro ideale rispett o
al gruppo Tradizionale.

Per quanto ri guarda landament o dei dati delle distanze Fi lo-frecci a C7, D12,
L3 e Fi lo-st rapiombo C7, pri ma e dopo il t ratt amento, dimost rano un
si gni fi cat ivo mi gl ioramento in tutt i i soggetti t rattat i con part icol are evidenze
nel rapporto Fi lo-freccia C7 e Fi lo-st rapi ombo C7 nel gruppo Bosu.

Come ultima rifl essi one, nell a distri buzi one dei cari chi podali ci, di fficile
quanti ficare un mi gl ioramento vist a l a notevol e vari abil it dei risult ati
ottenuti; i soggetti hanno fatto molta fati ca a rimanere fermi per circa 1
minuto ma qual che cambi amento si notat o. Parto dal presupposto che l a
maggioranza dei soggetti hanno evi denziato un not evol e cari co a livell o
dell appoggi o ast ragali co e al 5 met at arso, l asciando sul 1 met at arso un
100
cari co molto pi basso rispetto all a normalit . Anche se non si gni fi cat ivo, la
distribuzione del carico a livello del 5 met at arso sini stro e destro sembra
essere di minui to, e quindi mi gliorato, per il gruppo del Bosu a differenza del
gruppo Tradizi onal e che invece present a valori che tendono ad aumentare.
Inol tre, il cari co sul 1 met atarso tenderebbe ad aumentare di qual che chilo,
ment re sullastragalo la situazioni rimane pressoch simil e.
Da questi risult ati si pot rebbe di re che il l avoro svolto con una pedana
propri ocett iva come il Bosu t ende a ri equilibrare gli appoggi podali ci i n
misura pi evident e del tratt ament o su pi ani st abili .

7.2 Conclusioni

Tratt ando di paramorfismi , non mai sempli ce t rovare ununi formit di
soggetti per unanal isi stati sti camente signi ficati va. Anche nel mio caso, i
soggetti sono st at i sel ezionat i con caratt eristi che morfologi che non
perfett ament e simili , sono st ati di visi in due gruppi i n modo casual e, l et era
vari abil e come pure l a l oro mot ivazione.
All a fine dei tre mesi di lavoro, tutt i i 14 casi che sono stati trattat i, sono
stati considerati cli nicament e mi gli orat i, propri o perch sono innegabili i
positi vi ri scont ri della gi nnasti ca corret tiva, ri educati va, mi rat a e specifi ca
che hanno svolto.
Invece, l a modifi cazione del tratt ament o tradizional e che ho volut o proporre,
con lutilizzo di un att rezzo propriocetti vo come il Bosu, ha senza dubbio
provocato, nellasset to posturale del soggetto, uni niziale dest abilizzazione.
La component e inst abile ha cost ret to i ragazzi a rit rovare una loro st abili t, o
megli o un equi librio nel loro squi librio, riorganizzando tutt e le i nformazioni
somatosensorial i raccolt e dal sistema recettori al e.
Il gruppo ha evi denzi ato una maggi ore diffi colt nel cont rollo dell e
osci llazi oni sul pi ano sagitt al e, most rando per l i nizio di un percorso di
riequil ibrio dell a di stribuzione dei cari chi podali ci, un avvici namento all e
fisiologi che curvature vert ebrali e un ri prist ino dell a posizione corrett a del
capo sul tronco.

101
I risultati ottenuti sono st ati, nell a maggi or part e dei casi , mi gliori di quell i
att esi, ed hanno portato alla concl usi one del t rat tamento cinesi ologico un
bilanci o positi vo con lasset to post ural e e lappoggio podali co pi
equilibrato.






























102
RINGRAZIAMENTI

Il mio primo grande ringraziament o a Silvia, a Cri stina e al Dott. Andrea
Pelosi che mi hanno permesso di dare vit a a quest a tesi, con i gi usti consi gli e
il loro compl eto sost egno.
Un ri ngrazi ament o altrett anto important e va al Prof. Claudio Tent oni che mi
ha seguit a con fi duci a, dimostrando, in tutti quest i mesi, l a sua piena
disponibil it per questo l avoro.
Un grazie a Guido, per i consi gli e al Prof. Al essandro Lubisco per aver
el aborato i dati st atistici, senza il quale non avrei pot uto compl et are le
concl usioni.
Un doveroso ringraziamento all a mi a fami gl ia per avermi permesso di
complet are il mio percorso di studi , un abbracci o agli ami ci e ai coll eghi di
lavoro per l a loro vi cinanza.




















103

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