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VENEZIANI
LA SPIRITUALITÀ DELLA
STRADA

L’Apostolo è il patrono della branca R/S (cioè Rover e Scolte) degli scout
l rover e la scolta, cioè i giovani tra i 16 e chi sceglie uno stile di vita itinerante, così Paolo

I 20/21 anni che compiono il loro percorso


educativo nell’AGESCI (Associazione Guide e
Scout Cattolici Italiani), si rivolgono all’Apostolo
offre al rover e alla scolta gli “strumenti” per poter
percorrere audacemente, senza stancarsi e con
coraggio, le strade della propria vita, illuminati
Paolo, in una preghiera loro affidata dalla dalla luce della Parola e della fede. Sarebbe bello Alcuni momenti
tradizione scout, chiamandolo “il primo rover di ripercorrere tutta la parabola del cammino scout delle attività
Cristo”. Il senso di questa espressione è subito per mostrare la bontà dell’intuizione espressa, ma scoutistiche.
chiarito dal prosieguo della preghiera: preferisco affidarmi alla saggezza e alla passione di La branca R/S sta
«Camminando per tutte le strade del mondo allora Giovanni Paolo II. Circa ventitré anni fa, il 9 celebrando l’Anno
conosciuto, hai amato, annunciato, testimoniato agosto 1986, nel magnifico scenario Paolino attraverso
l’Operazione
colui che ha detto di sé: “Io sono la strada”». Da dell’appennino abruzzese, ai Piani di Pezza, il P.A.U.L. (Progetto
che cosa nasce questo rapporto particolare che gli Pontefice incontrò i tantissimi rover e scolte riuniti Adotta Una
scout vivono con l’Apostolo delle genti? Perché la per la loro Route Nazionale. Volle indossare il Lettera). Sotto:
branca R/S, cioè la comunità che riunisce i rover e fazzolettone scout e affidare loro la forza e arrivo in vetta,
le scolte, lo invoca come suo patrono? Se il l’entusiasmo che le sue parole erano capaci di stanchi ma felici,
richiamo al camminare presente nella preghiera a trasmettere. Infatti, nell’omelia, commentando il durante un’uscita.
san Paolo ne ha già fatto intuire le ragioni, desidero
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tuttavia delineare, con brevi pennellate, gli
elementi che possono contribuire a cogliere il
significato della figura di Paolo per la branca R/S.
Un primo tratto è suggerito dalla... tenda. Sì, la
tenda! È noto, infatti, che una tenda non può
mancare nell’equipaggiamento di un bravo scout.
Ma che relazione ha questa con Paolo di Tarso? Il
guizzo di un’intuizione ci conduce a scorgerne il
legame nel mestiere di Paolo: era un fabbricante di
tende, come ci ricorda Luca (cfr. At 18,3).
Intuizione che potrebbe sembrare stravagante e
frutto di giocosa fantasia, ma che in realtà
nasconde una profonda verità che merita di essere
colta e valorizzata. Infatti la si può considerare una
feconda metafora: come il fabbricante di tende
fornisce uno strumento prezioso e indispensabile a

ANNO I - N. 10 APRILE 2009 - 17


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secondo lo stile che vi è stato inculcato
nella vostra Associazione scoutistica.
[...] Siate sempre coerenti con i vostri
princìpi e con la vostra identità: ci sia
continuità tra la fede e la vita, tra il
pensiero cristiano e l’azione pratica.
Abbiate una condotta lineare, ispirata a
una fedeltà vera verso la Chiesa e verso
la Patria, che vi affranchi dalle
suggestioni di modelli culturali o di
costume, apparentemente innovatori,
ma in realtà ancorati al conformismo.
Sarete così in grado di arrivare
all’autentica libertà interiore». Mi
perdonerete la lunga citazione, ma
ritengo che le parole del Papa non solo
evidenziano le ragioni del rapporto
degli scout con san Paolo, ma tracciano
magistralmente una descrizione degli
obiettivi della proposta educativa dello
versetto lucano ascoltato nel vangelo sulla via di Damasco, fece della sua vita scoutismo, mettendone in luce gli
(Lc 12,35: «Siate pronti con le cinture un’incessante e instancabile elementi fondamentali. Lo scoutismo è
ai fianchi e le lucerne accese»), disse: peregrinazione per portare il Vangelo palestra per scelte coraggiose e difficili,
«L’immagine è molto significativa per della salvezza a tutti i popoli. [...] Non ma nello stesso tempo luminose, belle e
voi, perché esprime l’atteggiamento vi sembra di potergli assomigliare anche liberanti. Per questo si può dire – senza
vigile di chi si mette in cammino alla voi in tanti aspetti della vostra attività e temere esagerazioni – che lo scoutismo
ricerca di Dio, conducendo una vita nello stile della vostra vita? Imitatene le punta ad educare i giovani alla libertà,
fatta di sobrietà e di libertà da tutte gesta, portando nel vostro cuore lo stesso “all’autentica libertà interiore”. È un
quelle realtà che ingombrano lo spirito slancio, lo stesso zelo e lo stesso entusiasmo “gioco”, nel senso più nobile del
e appesantiscono il percorso. Essa vi per la causa del Vangelo. Voi dopo aver termine, che vuole formare uomini e
appartiene perché gli scout non amano percorso le Piste come lupetti e donne capaci di scegliere, e di farlo
la vita sedentaria e inerte, ben sapendo coccinelle, e poi i Sentieri quali arditi responsabilmente nella fedeltà a Dio e
che il regno di Dio non è fatto per i esploratori e guide, siete entrati ora agli uomini, con quello stile di servizio
rinunciatari, i distratti e i superficiali nella Strada o Route. È questa l’ultima e di attenzione al più piccolo che Gesù
che si lasciano sfuggire le occasioni di tappa del vostro itinerario scoutistico, ha vissuto e ci ha consegnato come
grazia, che la Provvidenza pone lungo il che vi prepara ad attuare le vostre scelte tratto distintivo dell’essere suoi
tragitto dell’esistenza. [...] Carissimi delle quali poi dovrete dare discepoli. Se l’educazione alla libertà è
rover e scolte, so che avete come celeste testimonianza al di fuori del Clan, in la mèta del percorso educativo, la
patrono Paolo di Tarso, l’apostolo delle mezzo alla società, là dove la strada da percorrere per giungervi è
Genti che, dopo la missione Provvidenza vi chiamerà a svolgere la segnata dalle numerose e variegate
ricevuta da Gesù vostra vita civile e sociale e a portare il esperienze che il rover e la scolta sono
vostro servizio agli altri,
chiamati a vivere, per poi rileggerle con
l’aiuto della comunità, dei capi che
condividono le stesse esperienze da
fratelli maggiori, e – soprattutto – alla
luce della Parola di Dio. Considerare la
proposta educativa dello scoutismo
come un cammino di educazione alla
libertà, scandito dalla rilettura delle
esperienze vissute, permette di
percepire le ragioni per le quali il rover
e la scolta sentono Paolo tanto vicino,
con l’obiettivo di «potergli assomigliare
in tanti aspetti della propria attività e
nello stile della loro vita», come ha
ricordato Giovanni Paolo II.
Autobiografia di un uomo libero
Proprio nella Lettera ai Galati, infatti, dell’assoluto, una vera spiritualità della hanno segnato la storia di questo
alla quale è dedicato il dossier di questo strada, ancora oggi illumina il “primo rover di Cristo”. È quanto ogni
numero di Paulus, l’Apostolo si cammino degli uomini inquieti che autentico scout desidera per sé e per la
presenta come l’instancabile «servitore non si accontentano delle verità facili» propria strada. Ed è per questo che
di Cristo» (Gal 1,10) che ha accolto da (Roberto Cociancich, Passi di vento. In ogni rover e ogni scolta aspirano ad
Gesù Cristo stesso il segreto cammino verso la partenza, Nuova imitarne le gesta, accogliendo la
«dell’autentica libertà interiore» (cfr. Fiordaliso, Roma 2004, p. 71 – si tratta testimonianza di vita dell’Apostolo e il
Gal 1,12; 2,4) e ha speso tutta la sua di una bella pubblicazione che con uno suo insegnamento come la “tenda”
vita perché i discepoli del suo Signore stile brillante presenta l’avventura scout nella quale “campeggiare”, per ritrovare
percepissero in modo sempre nuovo la all’interno della visione di uomo e di la forza e l’entusiasmo che
chiamata alla libertà, senza lasciarsi educazione che la caratterizza; ne consentiranno loro di ripartire,
imprigionare dalle povere logiche raccomando la lettura a chi vuole portando nel cuore la gioia che sgorga
umane (cfr. Gal 5,1.13). La peculiarità saperne di più). Paolo, quindi, ha dal Vangelo. Il fabbricatore di tende ci
della Lettera ai Galati è data, inoltre, condotto «una vita fatta di sobrietà e di consegna la sua tenda! Accogliamola,
dall’ampia sezione autobiografica con libertà» e ha imparato a farlo riconoscenti, e «poniamoci in
la quale si apre lo scritto (i capitoli 1 e mettendosi continuamente alla scuola cammino sulle strade del mondo:
2). Albert Vanhoye, nel suo commento del suo unico Maestro, che non ha mai Cristo cammina con noi!».
alla lettera, osserva che «non c’è niente smesso di fargli ascoltare la sua voce e Buona strada! Jean-Paul Lieggi
di simile nelle altre lettere; offrono di illuminare la sua strada attraverso le Assistente ecclesiastico nazionale
talvolta alcuni dati autobiografici, numerose e variegate esperienze che della branca R/S
sciolti però, senza connessione» (Lettera
ai Galati, Paoline, Milano 2000, p. 5).
Connessione che in questa Lettera è
data dall’esercizio con il quale Paolo
Preghiera a san Paolo della branca R/S
rilegge le esperienze che hanno segnato A noi Scolte e Rover piace avere te, san Paolo, come nostro patrono
la sua “corsa”, per testimoniare come in perché tu sei stato il primo “rover” di Cristo.
esse egli abbia saputo cogliere la Camminando per tutte le strade del mondo allora conosciuto,
chiamata di Gesù Cristo e sia stato hai amato, annunciato, testimoniato colui che ha detto di sé: “Io sono la strada”.
condotto a scegliere la via sulla quale Anche noi abbiamo promesso di seguire Gesù
spendersi per il Vangelo. «Prima ancora e di farlo conoscere al nostro mondo di oggi, ai nostri amici e compagni:
di Ulisse, di Vasco de Gama, o di Yuri per questo troviamo in te un esempio che ci incoraggia e ci sostiene.
Gagarin è Paolo il grande viaggiatore, il Fa’ crescere in me il gusto dell’avventura
vero modello, il prototipo di ogni e sostieni la mia volontà nel seguire con slancio e con amore Cristo Gesù,
avventura rover. Uomo irrequieto, unico mio maestro e guida nel mio cammino quotidiano
sempre in viaggio, a cavallo tra diverse che mi conduce sempre a terre luminose, a esperienze di fede e di amore.
identità, culture, religioni. Prima Aiutami a conquistare un carattere umile e forte, paziente e costante nelle difficoltà,
persecutore dei cristiani, poi attento e generoso nel fare della mia vita, come la tua, un servizio a Dio e ai fratelli.
perseguitato per causa della fede. Pieno Così saprò più facilmente riconoscere nel volto dell’uomo, che cammina
di entusiasmo e di coraggio non smette [sulla stessa mia strada,
mai di viaggiare [...]. Finirà decapitato il volto del Signore che cammina con me,
da Nerone, ma il suo messaggio, la sua e ne saprò condividere le speranze e le gioie. Amen.
spiritualità, radicale, povera, alla ricerca

ANNO I - N. 10 APRILE 2009 - 19