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Affreschi

Tutte le case romane erano affrescate con scene di ogni genere; Vitruvio e i ritrovamenti di Pompei hanno aiutato a classificare gli stili: il primo, detto stile ad incrostazione, che va dal II secolo alla met del I secolo a. C., un'imitazione marmorea ellenistica ottenuta prevalentemente con l'aiuto dello stucco ed perci il meno originale. Con questo stile la parete viene suddivisa in tre parti: zoccolo che liscio e chiuso in alto da una fascia in rilievo, zona mediana divisa in ortostati e file di quadrati e limitata in alto da una cornice aggettante o da un architrave e zona superiore spesso liscia e monocroma. Nel tempo la pittura lascia il posto a una prospettiva aperta, vista attraverso una fila di semicolonne e lesene. Nella maggior parte delle pitture troviamo: ortostati, fasce, specchiature, cornici ecc., venivano rivestite con uno stucco colorato a rilievo, mentre le pareti pi semplici erano realizzate con incisioni nella superficie liscia dello stucco. La gamma dei colori calda e varia, i pi usati sono: locra, le tonalit tra il rosso e il viola, il verde scuro, il nero, il bianco e a volte il blu. Il I Stile, con mezzi esclusivamente pittorici, quale lincrostazione marmorea, capace di ricreare leffetto di molte variet di marmo pregiato. Alcuni esempi del I Stile si trovano: nella Casa del Fauno (Pompei) e nella Casa Sannitica (Ercolano). Il secondo, detto stile dell'architettura in prospettiva, che va dalla met del I secolo a. C. fino ai primi decenni della storia di Cristo. A differenza del I Stile, lo stucco viene usato solo per decorare i bordi delle pareti e delle lunette, ci rende il dipinto murale profondamente rinnovato. La resa prospettica, di diversi piani spaziali sovrapposti, port a realizzare vedute prospettiche su sale o cortili con colonnati, su giardini, marine o a vedute del cielo in lontananza, apparentemente posti dietro la parete. Vengono inseriti piccoli e grandi quadri e la composizione architettonica si arricchisce anche di figure umane, statue, oggetti e animali. La parete sempre chiusa in basso dallo zoccolo e l dove essa forma una rientranza vi sempre un listello o un gradino che interrompe la continuit del pavimento reale. E probabile che con queste scene i pittori volessero riprodurre, almeno in parte, scene teatrali. Inizialmente i colori sono uguali a quelli utilizzati nel I Stile; in seguito la gamma cromatica diventa pi ricca, luso del blu e del cinabro (tonalit di colore intermedio tra larancione e il porpora) diventer pi frequente. Nellinsieme i colori sono caldi e luminosi; nella fase finale si schiariscono ulteriormente fino a quando inizieranno a prevalere tonalit sfumate e fredde con effetti di luci e ombre. Il II Stile, oltre a Roma e in Campania, documentato in tutta la penisola e in Sicilia, nella Francia meridionale, in Spagna e in Grecia e pu essere considerato lo stile decorativo della tarda Repubblica. Alcuni esempi del II Stile li troviamo nella Casa dei Grifi (Roma), nella Villa dei Misteri (Pompei), nella Villa di Publio Fannio (Boscoreale), nella Villa dei Misteri (Pompei) e nella Casa di Livia (Palatino). Il terzo, detto stile della parete reale, che coincide con il tardo periodo dello stile dell'architettura in prospettiva, ritorna a cavalcare i limiti dell'ambiente ornato con figure ed elementi architettonici, prevalentemente su sfondo nero. viene abbandonata la rappresentazione illusionistica delle incrostazioni marmoree e delle prospettive architettoniche a favore dellornamentazione policroma. Lo zoccolo non presenta pi rientranze e aggetti, gli scorci architettonici lasciano la zona mediana in favore della zona superiore dove viene resa una forma miniaturistica assolutamente non realistica. Alla zona mediana riservata una suddivisione paratattica in campo con o senza vignette, separate da colonnine e candelabri, oppure nella parte centrale inserita unedicola che d risalto ad una immagine figurata autonoma. Le figure rivelano contorni ben definiti e spesso sono poste al centro di una zona neutra senza dimensione spaziale. Le false architetture diventano estremamente sottili. Il III Stile, tende a perfezionare particolarmente un paesaggio formato da pi parti nel quale sono inserite scene mitologiche miniaturistiche. Vengono realizzati piccoli ornamenti, come piante e fiori stilizzati, che

contrastano con le superfici colorate, incorniciate con precisione. Estrema cura e delicatezza vengono posti nellesecuzione di particolari resi con gusto miniaturistico ricco di elementi raffinati. I colori sono freschi e stemperati non mancano tuttavia il rosso cupo, detto appunto pompeiano, il giallo e il nero.Alcuni esempi del III Stile si trovano nella Casa di Lucrezio Frontone (Pompei), nella Casa di Cecilio Giocondo (Pompei) e nella Villa dei Misteri (Pompei). Il quarto, detto stile dell'illusione architettonica, che dura poco meno di un trentennio (50-79) ;rappresenta uno sviluppo del III Stile, ma con delle variazioni: avremo una suddivisione della parete in 3 o 5 parti con una edicola centrale, la bipartizione delle pareti pi strette, le zone lisce e la scompartizione della zona mediana in campi e lesene, allinterno delle quali, come avveniva in epoche precedenti, sono rappresentate girali, candelabri ecc., oppure sono state rese vedute su architetture fantastiche. Gli zoccoli sono lisci e suddivisi in campi decorati da piante, le cornici interne e le vignette sono poste nei campi laterali della zona mediana, i quadri centrali sono pi o meno in risalto e le fantasie architettoniche si trovano nella zona superiore. Una novit di questo Stile sono le prospettive architettoniche, inserite nella zona mediana, che possono interessare anche lo zoccolo e vengono usate come sfondo per le scene di soggetto mitologico. Grandi quadri con giardini e paesaggi sono inseriti allinterno di cornici simili a finestre, ma prive della suddivisione interna. Non mancano, sempre nella zona mediana, motivi di tappezzeria o fregi ornamentali come la bordura filigranata. Il IV Stile, predilige, inoltre, forme e ornamenti dinamici in particolar modo elementi vegetali che hanno andamento curvilineo (quali viticci, volute, ghirlande, fiori) e animali (cigni, delfini ecc.) e, con labbandono della tecnica miniaturistica viene esteso lutilizzo di motivi fantastici. In questo Stile si fa ricorso nuovamente alluso dei colori caldi, a ombre scure, luci brillanti e soprattutto al tratteggio malfermo del pennello. E uno stile pittorico che sacrifica linearit e chiarezza a vantaggio dei contrasti, come quelli tra campi piatti e vedute caratterizzate da profondit spaziali che creano effetti che si possono apprezzare solo se si vede lambiente nella sua globalit. Nella crescente tendenza alla trascuratezza e alla superficialit si riconosce allinterno del IV Stile una differenziazione a livello sia locale (tra Pompei e Ercolano) sia regionale (tra le pitture della Campania e quelle rinvenute nella provincia del Reno). Se ne conservano numerose testimonianze soprattutto a Pompei (79 d.C.). Alcuni esempi del IV Stile si trovano nella Domus Aurea (Roma), nella Casa dei Vettii (Pompei), nella Casa del Menandro (Pompei) e nella Villa dei Misteri (Pompei).