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Sommario

03 Discorso Divino 06 05 ’08 Rispettate,onorate e rendete felice...


09 Raro Sai L’importanza del cibo
12 Discorso Divino 01 05 ’08 L’uomo senza moralità è un vero e proprio...
19 Intervista Movimento per la pace di alta levatura
25 Discorso Divino 13 04 ’08 Abbiate fiducia in voi stessi e otterrete tutto
31 Domande & Risposte Dio e la Creazione
33 Discorso Divino 23 05 ’02 La silente risata
40 Sotto la Veranda L’indagine sul Sé
42 Discorso Divino 22 11 ’85 Coltivare l’amore è il bisogno più grande
46 Cronache Celebrazioni a Prashânti Nilayam
48 Esperienze Un naso rosso,un sorriso

MOTHER SAI PUBLICATIONS


Sathya Sai Books and Publications of Italy
Tutti i diritti sono riservati
Anno XX n.4(122) luglio-agosto 2008
Direttore responsabile: Giorgio Piccaia
sede:Viale Duca d’Aosta n.15 - 21052 Busto Arsizio
periodico bimestrale-autorizz. tribun.di Busto Arsizio N. 08/01 del 04/07/2001

Copyright: Sri Sathya Sai Books and Publications Trust, Prasanthi Nilayam, India.
Discorso 06-05-2008

Rispettate, onorate
e rendete felice
vostra madre
Nessuno deve dimenticare l’Amore si, ma il Principio dell’Âtma è lo stesso in
che riceve dalla propria madre entrambi. Voi potete pure andarvene, ma
Studenti! Ragazzi e ragazze! nessuno ha il diritto di separare mia madre
Venkataraman vi ha parlato in modo ade- da me: il suo corpo verrà cremato nel cor-
guato della cerimonia odierna. Egli è una tile di casa.” In ottemperanza a ciò,
persona molto istruita che ha lavorato per il ›a¾karâcârya cremò il corpo di sua ma-
Centro di Ricerche Atomiche Bhabha a dre nella sua residenza. Nessuno può valu-
Mumbai e ancor prima, sempre in campo tare i sentimenti di una madre. Persino oggi
scientifico, sotto sir C.V. Raman. Ha an- gli abitanti di Palakkad seppelliscono o bru-
che vinto molti premi. ciano il corpo delle loro madri nell’area della
Ora, che cosa posso dire della madre di loro casa, perché pensano che se l’ha fatto
questo Corpo? Abbiamo tre corpi: quello una persona della grandezza di
fisico, quello mentale e quello spirituale. Ne ›a¾karâcârya possono farlo anche loro. Al-
deriva che non siete una persona, ma tre: l’inizio, molti criticarono ›a¾karâcârya di-
colui che pensate di essere, cioè il corpo, cendo che, sebbene fosse lo studioso di
colui che gli altri pensano siate, la mente, e grande cultura che era, aveva compiuto
colui che siete realmente, cioè l’Âtma (lo un’azione così sconveniente. Ma la cono-
Spirito). La vostra vera forma è l’Âtma, non scenza delle Scritture non è così importan-
il corpo o la mente. te. È la raffinatezza culturale ad avere gran-
Nelle situazioni oggi prevalenti sono pochi de valore; è la cultura(1) a determinare un
coloro che onorano la propria madre. VO- affinamento. Vostra madre può non trovarsi
STRA MADRE VI HA PORTATO IN GREMBO PER fisicamente con voi, ma il vostro amore per
NOVE MESI E VI HA FATTO NASCERE DOPO AVER lei dovrebbe rimanere lo stesso. La madre
ATTRAVERSATO MOLTE DIFFICOLTÀ E AVVER- di questo Corpo Mi spedì una lettera men-
SITÀ. DIMENTICARLA È COME DIMENTICARE tre Mi trovavo a Kodaikanal. Dopo di ciò,
DIO; CORRISPONDE A DIMENTICARE VOI STES- andai a Brindavan (Bangalore) dove ave-
SI. La madre è il vostro primo insegnante, è va luogo il Corso Estivo. Una volta ella Mi
colei che vi dà da mangiare, che vi nutre. È chiese di poter avere il Mio Nome sulle lab-
sul grembo di vostra madre che crescete e bra al momento della sua morte. Quando
sperimentate ogni tipo di felicità. Nessuno questa si verificò, nel maggio del 1972, a
deve dimenticare l’Amore che riceve dal- Brindavan era in svolgimento il Corso Esti-
la propria madre. Innanzitutto, ella merita il vo. εvarâmmâ era forte e sana. All’im-
nostro più grande rispetto. provviso chiamò: “Swami, Swami, Swami!”
Dopo la morte di sua madre, molti dissero e Io risposi: “Vengo, vengo.” Scesi le scale
a ›a¾karâcârya di portarne fuori il corpo, ed ella esalò l’ultimo respiro. Fin quando
ma egli rispose: “Mia madre non mi lasce- nel corpo c’è vita, dobbiamo prendercene
rà, né sarò io a lasciare lei. Mia madre e io cura; quando la vita se ne va, il corpo non
siamo Uno per sempre; i corpi sono diver- ha più valore. In verità, chi è la madre? La

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Discorso 06-05-2008
madre è il Principio Vitale, non il corpo. Il εvarâmmâ e non è venuto Lui Stesso?!”
corpo è come una bolla nell’acqua e la men- Per quale motivo sarei mai dovuto andare
te è come una scimmia pazza. Per quale con il corpo? Il corpo è solo un abito, è come
motivo dovremmo tenerci il corpo? una borsa di pelle. Quando i cinque elementi
Chiesi subito che fosse mandata una mac- lasciano il corpo, anche i cinque sensi van-
china che trasportasse il suo corpo a no via con essi. Ma allora perché dovrem-
Puttaparthi; Io rimasi a Brindavan. Per il mo soffrire per un corpo senza vita? Or-
Corso Estivo erano venuti non solo gli stu- ganizzai tutto affinché venisse fatto tutto
denti del (nostro) college, ma anche quelli ciò che si doveva compiere a livello mon-
di molti altri college da tutta l’India. Tutti dano, ma rimasi a Brindavan e condussi lie-
pensavano che quel giorno Swami non tamente il Corso Estivo. A questo mondo
avrebbe fatto lezione. E invece? Alle nove tutte le relazioni fisiche ce le creiamo noi;
in punto entrai in aula sorridendo. Gli stu- altrimenti, chi è parente di chi? La relazio-
denti rimasero sorpresi di vederMi là e tutti ne madre-figlio è solo a livello fisico. La
pensarono: “Che cos’è mai questo? La madre è venuta, ha compiuto le azioni che
mamma di Swami è morta e Lui viene in era destinata a compiere e poi se n’è anda-
classe!” La madre non era andata da nes- ta. Io devo compiere il Mio dovere; perciò
suna parte; era il corpo che era stato defi- Mi sono impegnato a portare a termine il
nito “madre” a essere andato via, ma la ma- compito per cui sono venuto. Se lo guar-
dre era (ancora) con Me. Perciò non c’era diamo da un punto di vista mondano, il cor-
motivo di essere tristi. Fin quando sarò qui, po è fisico ed effimero.
Mia madre sarà sempre con Me. Perciò
dissi agli studenti di essere felici e di non Il corpo è composto di cinque elementi
sentirsi tristi a causa del fatto che la madre ed è destinato a morire prima o poi,
di questo Corpo aveva lasciato le spoglie ma l’Abitante interiore
mortali. non ha né nascita né morte.
A quel tempo V.K. Gokak era il vicerettore. L’Abitante non ha nessun
Anch’egli rimase sorpreso e pensò: “Ma tipo di attaccamento
come! Swami parla in questo modo!” Io ed è il Testimone Eterno.
non sono nato da un corpo fisico. Dopo tut-
to, che cos’è questo corpo? Esso esiste solo Dobbiamo concentrarci sull’Abitante
fin quando i cinque elementi si trovano in (Dehin) e non sul corpo fisico (deha). Tutti
esso. Il corpo è come una borsa che con- dimenticano il corpo quando vanno a dor-
tiene i cinque elementi; nel momento in cui mire. Se lo dimenticate nel sonno, perché
i cinque elementi lo lasciano, esso diventa non potete dimenticarlo per sempre? Co-
una borsa vuota. Ecco perché non dobbia- munque fin quando i vostri genitori sono qui
mo esservi molto attaccati. Tutte le madri dovete renderli felici e non trascurare il loro
e tutti i figli devono sviluppare questi senti- benessere. Dovete prendervi cura di loro e
menti di distacco. Finché la madre è viva trattarli con amore e rispetto, ma non do-
dobbiamo rispettarla, onorarla e renderla vete avere un eccessivo attaccamento per
felice in ogni modo possibile. Non bisogna il corpo. La relazione fra marito e moglie
essere tristi quando ella lascia il corpo. Per- esiste solo dopo il matrimonio: la moglie ar-
sino qui a Puttaparthi la gente disse: “Ma riva a metà della vostra vita. La madre in-
come? Swami ha spedito il corpo di vece è con voi fin dalla nascita. È MERA

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Discorso 06-05-2008
STOLTEZZA DIMENTICARE LA MADRE, CHE È perciò non devi preoccuparti per la morte
CON VOI SIN DALLA VOSTRA NASCITA, E IM- del corpo di tua madre. Io sono qui con te.
MERGERVI COMPLETAMENTE NELL’AMORE PER ChiediMi tutto ciò che avresti voluto da tua
VOSTRA MOGLIE CHE ARRIVA A METÀ DELLA madre, e te lo darò. (Forte applauso).
VITA. Anche le altre relazioni, con i figli, le Quindi, non sentirti triste, assolutamente.”
figlie, i nipoti, i generi ecc. si formano nel Da allora in poi Narasimha Murthy è con
corso della vita. Di fatto tutte le relazioni Me e Io gli do tutto quello che vuole. Ma-
terrene sono temporanee; vengono e van- dre, padre e le altre relazioni sono tempo-
no come nuvole di passaggio. Avete delle ranee, vanno e vengono, vanno e vengono,
connessioni con queste relazioni solo fin- ma Dio non va e viene, Egli è sempre pre-
ché esistete, ma dove finisce quella con- sente. Perciò, è solo Dio a essere presente
nessione quando non siete più qui? Quindi, a ogni istante. (Forte applauso).
non create nessuna relazione sulla base del Il mondo intero è effimero e transitorio.
corpo; assolvete tuttavia con serietà tutti i Quanta gente è nata in questo mondo? Sono
doveri che vi viene richiesto di compiere a tutti qui adesso? La morte può venire in tutti
livello fisico e mondano. La vostra condot- i modi; non ci sono segni o sintomi: la morte
ta deve essere buona e così pure devono è la morte. Persino se alcuni sintomi della
esserlo le vostre azioni. Non dimenticate morte diventano visibili non dobbiamo pre-
mai vostra madre; tenete cara la sua for- occuparci affatto. NON MANCATE MAI DI RI-
ma nel vostro cuore. Noi veniamo dal cuo- SPETTO A VOSTRA MADRE, NON FATELE MAI
re della madre ed essa deve essere sem- VERSARE LACRIME A CAUSA DELLA VOSTRA
pre nel nostro cuore. Perciò, né vostra CONDOTTA E FATE SÌ CHE SIA SEMPRE FELICE;
madre deve mai lasciare voi, né voi dovete LA SUA FELICITÀ VI PORTERÀ SOLO COSE BUO-
lasciare lei. LA MADRE E I FIGLI SONO UNITI NE NELLA VITA. COMUNQUE NON DOBBIAMO
RECIPROCAMENTE PER SEMPRE. PREOCCUPARCI PER LA MORTE DEI NOSTRI GE-
NITORI.
Tvameva mâtâca pitâ tvameva Recentemente, in un Mio Discorso a
tvameva bandhusca sakha tvameva Bangalore, ho detto che sia Mio padre sia
tvameva vidyâ dravi²am tvameva Mia madre Mi sono apparsi e hanno sorri-
Solo Tu sei padre e madre, so nel vederMi. Anch’Io ho sorriso nel ve-
parente e amico, saggezza e tesoro. dere loro. Dobbiamo essere felici quando i
nostri genitori sorridono. I bambini piccoli
I corpi vengono e vanno, perciò non sorridono a tutti e anche noi cominciamo a
devi preoccuparti per la morte del sorridere quando essi lo fanno. Anche i ge-
corpo di tua madre nitori sono come bambini piccoli. Una mam-
Ovunque siate, mantenete il vostro cuore ma ama sempre i suoi figli, per cui, qualsia-
soffuso di sentimenti d’amore per vostra si posizione elevata possiamo ottenere nel-
madre. Una volta Narasimha Murthy ven- la vita, non dobbiamo mai mancare di ri-
ne da Me e disse: “Mia madre è morta.” Io spetto ai genitori né guardarli dall’alto in
gli chiesi: “Chi è morto, tua madre o il suo basso. Considerateli sempre come Dio: la
corpo?” e poi aggiunsi: “Tua madre è qui... madre è Dio, il padre è Dio. Questo è il
Io sono tua madre. (Forte applauso). Ciò motivo per cui viene detto:
che muore è il corpo. Il corpo è come una
bolla nell’acqua. I corpi vengono e vanno; Mât© devo bhava pit© devo bhava

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Discorso 06-05-2008
âcârya devo bhava atithi devo bhava Le relazioni di madre, padre, fratelli,
“Onorate vostra madre, vostro padre, il pre- sorelle e amici non sono reali;
cettore e l’ospite come se fossero Dio”. anche la ricchezza e la casa sono illusorie.
Siate consapevoli di questa verità.
LA MADRE VI DÀ IL CORPO, IL PADRE PROVVE-
DE A FORNIRVI I MEZZI ATTI A NUTRIRLO E FAR- Dovete avere una relazione solo con Dio
LO CRESCERE, IL PRECETTORE VI DÀ L’ISTRU- Dovete ricordarvi dei vostri genitori in ogni
ZIONE E DIO VI DÀ TUTTO. Perciò non dove- momento; non dovete dimenticarli mai. È
te mai dimenticarvi di questi quattro e do- per questo motivo che Io sono venuto qui
vete tenerli cari nel vostro cuore. La ma- direttamente da Brindavan. Prima la gente
dre e il padre hanno il loro posto nel cuore pensava che il giorno di εvarâmmâ doves-
dell’uomo, il quale non dovrebbe dimenti- se essere celebrato a Kodaikanal, ma Io
carli neppure quando si trova in grande dif- ho deciso che il 6 maggio sarei stato qui a
ficoltà o se è arrabbiato per qualcosa. Chi Puttaparthi, che si sarebbe dovuta celebra-
dimentica i suoi genitori non può essere de- re una grande cerimonia e che si sarebbe
finito un essere umano. Come potreste esi- dovuto far felici le persone povere distri-
stere senza i vostri genitori? buendo vestiti e servendo loro cibo in ab-
Essi sono i semi della vostra vita, la vera e bondanza. Ovunque Io mi trovi celebro que-
propria fonte della vostra vita sulla terra. sta cerimonia nello stesso modo, sontuosa-
Perciò, i genitori dovrebbero avere un’im- mente: non dovete mai ignorare le persone
portanza primaria nella nostra vita. Persino povere; dovete sempre ricordarvi di loro e
se siete vecchi o in grande difficoltà dove- aiutarle. Eppure alcuni, per via della pro-
te sforzarvi di rendere felici i vostri genito- pria estrema ansietà o rabbia, le maltratta-
ri, per quanto vi è possibile, e dovete forni- no e le mettono in ridicolo. Questo è un gra-
re loro del cibo persino se, per farlo, siete ve errore: se le ridicolizzate oggi, in futuro
costretti a mendicare. Sopportate qualsiasi questo vi tornerà indietro. Potete pensare
difficoltà per accudirli, ed esaudite tutti i loro di farvi beffa di loro, ma in verità state
desideri; questo risulterà nell’appagamen- ridicolizzando voi stessi. Non mettetele in
to dei vostri. ridicolo né offendetele mai. Amatele sem-
TUTTO, A QUESTO MONDO, È REAZIONE, RI- pre; se le insultate in pubblico, anche voi
FLESSO E RISONANZA E NESSUNO PUÒ SFUG- sarete insultati dagli altri. Non potete sfug-
GIRNE: SE CAUSATE DIFFICOLTÀ AI VOSTRI gire alla reazione, al riflesso e alla risonan-
GENITORI OGGI , I VOSTRI FIGLI CAUSERANNO za. Le difficoltà vengono e vanno; persino
DIFFICOLTÀ A VOI DOMANI. Avrete indietro i il possente Râma dovette piangere come
risultati delle vostre azioni, senza troppo ri- un uomo qualsiasi a causa della Sua sepa-
tardo. Potete amare chiunque desideriate, razione dalla moglie Sîtâ. Anche i valorosi
ma non dimenticate i vostri genitori; se essi PⲬava dovettero vivere nella foresta e
non hanno dimenticato voi, voi non potete mangiare foglie e tuberi. Quanta potenza e
dimenticare loro. valore avevano! Eppure dovettero vivere
nella foresta e sopportare tutte le difficol-
Mâtâ nâsti pitâ nâsti tà. E perché? Perché erano stati sconfitti
nâsti bandhu sahodarah al gioco. Tale sarà il destino di tutti coloro
artham nâsti g©ham nâsti che seguono questo cattivo sentiero.
tasmât jâgrata jâgratah. IL GIOCO D’AZZARDO NON È AFFATTO UNA COSA

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Discorso 06-05-2008
BUONA E LO STESSO DICASI DELL ’ASSUMERE si chiamano i tuoi genitori? Canta bene
BEVANDE ALCOLICHE. LA DIPENDENZA DAL i mantra vedici, imparali tutti! Conosci
BERE PORTA ALLA PERDITA DEL CONTROLLO DI il Šg Veda?” Il ragazzo recita i Rudra e
SE STESSI. SOTTO L’INFLUENZA DELL ’ALCOL, lo ›rî Sûktam con intonazione e pronun-
UN UBRIACO PUÒ DIRE QUALSIASI COSA E PIÙ cia perfette, suscitando l’applauso di tutti
TARDI, UNA VOLTA TORNATO SOBRIO, PENTIR- i presenti - N.d.T.).
SI. La lussuria e la collera sono due qualità NEI VEDA C’È TUTTO. L’ESSENZA DI TUTTE
demoniache. Non permettete mai loro di LE RELIGIONI, INDÙ, ISLAMICA O CRISTIANA,
avvicinarsi a voi. In un attacco di rabbia si È CONTENUTA NEI VEDA. ANCHE I CRISTIANI
può dire qualsiasi cosa senza tener conto CANTANO LA GLORIA DI DIO NELLO STESSO
delle conseguenze, ma, dopo alcuni minuti, MODO E COSÌ PURE FANNO I MAOMETTANI, CHE
quando torneremo al nostro umore norma- ESALTANO I CINQUE ELEMENTI E ADORANO LA
le, ci pentiremo e diremo dispiaciuti: “Ahi- DEA DELLA RICCHEZZA. QUINDI DIO È UNO
mè! Perché mi sono comportato così male?” PER TUTTE LE RELIGIONI.
Quindi, prima di tutto, eliminate la collera. Dio è Uno; c’è differenza solo nei nomi. I
Râma uccise molti demoni e demonesse maomettani pregano Dio cinque volte al
nella foresta a causa delle loro malvagie giorno, gli indù Lo pregano la mattina e la
qualità di lussuria e ira. Ovunque ci si trovi, sera. Non dobbiamo mai dire che i Veda
che si sia maschi o femmine, se si hanno le sono solo per gli indù: Essi sono per tutti:
qualità malvagie della lussuria e dell’ira si sono Ciò che è Uno e Universale.
deve essere puniti. L’ira e la lussuria sono I Veda possono alleviare tutti i tipi di soffe-
(qualità) molto negative per l’uomo. renza dell’uomo, per cui impararli è un bene
Amate Dio, adorateLo e pregateLo; Egli è per tutti. Anche molti Americani vengono
vostro Padre, vostra Madre e tutto. Dove- qui a imparare i Veda e molta gente in Rus-
te avere una relazione solo con Dio, che sia e in Germania recita i mantra vedici sia
non vi lascerà mai. Egli è onnipresente. la mattina sia la sera. Dato che gli indù non
TUTTE LE PERSONE DEL MONDO CHE AMATE li recitano più, li stanno dimenticando. Nes-
SONO COME NUVOLE DI PASSAGGIO, VENGONO suno, invece, dovrebbe dimenticarli.
E VANNO , MA DIO VIENE E CRESCE . PERCIÒ I VEDA E IL VEDÂNTA SONO COME I VOSTRI
AMATE DIO E ABBIATE FEDE IN LUI. CHI HA GENITORI: DOVETE RICORDARLI SEMPRE E NON
AMORE SOLO PER DIO È UN VERO ESSERE DIMENTICARLI MAI!
UMANO. Quindi, studenti! Qualsiasi cosa studiate,
(A questo punto Swami chiama un ra- non dimenticate mai Dio. Solo così otterre-
gazzino iraniano che studia alla scuola te la pace.
elementare ›rî Sathya Sai e gli chiede di La gente dice: “Voglio la Pace.” Senza
cantare i mantra vedici – N.d.T.). bhajan non può esserci Pace. (A questo
Avete sentito come questo ragazzo iraniano punto Baba canta il bhajan “Hari
ha cantato i mantra vedici? È un ragazzo Bhajana Binâ...”, e continua il Suo Di-
maomettano. Nel suo Paese alla gente non scorso).
è permesso neppure di pronunciare il Nome Molta gente celebra Yajña e Yâga (sacri-
di Râma in pubblico. Se gli chiedete come fici e rituali) per la pace. Dove potete otte-
si chiama, egli vi risponderà: “Il mio nome nere la pace? Essa si trova solo dentro di
è Sathya.” (Swami, rivolgendosi al ra- voi, non proviene dall’esterno; dall’esterno
gazzo, chiede: “Come ti chiami? Come provengono solo pezzi, pezzi, pezzi.

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Discorso 06-05-2008
(Qui Swami fa un gioco di parole in lin- Praµânti Nilayam, 6 maggio 2008,
gua inglese basato sulla somiglianza Sai Kulwant Hall,
fonetica delle due parole “pace” (peace) Celebrazione del Giorno di εvarâmmâ
e “pezzo” (piece) - N.d.T.).
(Tradotto dal testo inglese pubblicato da:
La pace viene solo dal nostro cuore. Do-
www.sssbpt.org)
vete cantare i bhajan per ottenere la pace;
essi soltanto possono darvela.

(1)
Dal punto di vista spirituale, per “cultura” si in-
tende non un arricchimento intellettuale, ma un affi-
namento interiore.

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Continua la nuova rubrica “Raro Sai”, iniziata con il n. 3, dove sono riportate
affermazioni insolite, dunque “rare”, di Sai Baba. In essa, di volta in volta, viene
trattato un singolo argomento e a molti lettori farà piacere sapere che tale
catalogazione è opera dell’indimenticato fondatore e, per diversi anni, redattore
della rivista, Mario Mazzoleni. Per ogni citazione è riportata la fonte; ciò
consentirà, a chi ne è interessato, di approfondire l’argomento.

L’importanza del cibo


Il cibo
Che cos’è il cibo? È tutto ciò che potete ingurgitare? Oppure le verdure di cui vi cibate?
No, no! Tutto l’universo è pieno di cibo! Infatti un corpo, il quale viene mantenuto
attraverso il cibo, diventa a sua volta cibo per qualche altro corpo. Ciò che noi consu-
miamo è cibo, ma anche chi consuma è fatto di cibo. Un essere è cibo per un altro
essere; di conseguenza tutti sono cibo. Per questo, viene detto che il cibo è Dio. E Dio
stesso è il cibo di tutti. (DD14-1-2000, mt, MS3/00)

Raro Sai
Sobrietà nel cibo
Se coltivate l’idea di essere il corpo, esso vi chiederà sempre più cibo, e più variato, più
cura per il suo aspetto e più comodità. Gran parte di ciò che si mangia è superflua; si
può viver sani con molto meno.
(D66-IX, 12)

Cibo che divide


Difficilmente s’instaurano sentimenti di amicizia quando non si predilige la stessa quali-
tà di cibo. Ma anche quando due persone mangiassero entrambe cibo ragiasico e pos-
sedessero la stessa natura, l’amicizia non potrebbe durare a lungo, in quanto l’invidia e
l’astio s’interporranno fra i due e spezzeranno il legame.
(D83-XIX, 7)

Il cibo piccante aumenterà la litigiosità, l’aggressività e l’indole vendicativa contro chiun-


que non sia d’accordo o, per una ragione o l’altra, si opponga o deluda. Tali uomini sono
peggio degli scorpioni e dei serpenti. Essi sono paragonabili a spade affilate e seghe
dentate. È tragico che conflitti faziosi emergano anche fra persone che si confessano
devoti di Dio.
(D83-XIX, 10)

Importanza del cibo per l’aspirante


Ma che cosa s’intende esattamente per cibo “satvico”? È satvico il cibo che dà benes-
sere e gioia al corpo, alla mente e al cuore, e aiuta a mantenere un sacro modello di vita.
Il cibo satvico fa sentir leggeri anche al termine della cena o del pranzo. Le persone che
realmente possiedono caratteristiche satviche si accontentano di consumare un pasto al
giorno. La qualità ragiasica induce a una continua richiesta di cibo piccante, agro, dal

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sapore forte e molto salato. La tamasicità, invece, fa apprezzare gusti acri, stantii e fred-
di. La maggior parte del cibo ingerito viene eliminata. La restante quantità di cibo viene
utilizzata per il mantenimento e la crescita delle ossa e dei muscoli. Le parti sottili del
nutrimento, invece, sono destinate ai nervi e alla mente. Per tale ragione, gli aspiranti
spirituali devono prestare la massima attenzione al cibo che consumano.
(D83-XIX, 9)

Chi mangia carne e beve vino…


È possibile gettare le fondamenta della vita spirituale moderando e regolando le proprie
abitudini alimentari… Chi si dà a bevande alcoliche perde il controllo delle emozioni e
delle passioni, degli impulsi e degli istinti, dei discorsi e delle azioni e può perfino abbassar-
si al livello delle bestie. Chi mangia carne sviluppa inclinazioni alla violenza e contrae le
malattie degli animali.
(D66-IV, 14)

Ma i vegetariani non uccidono le verdure?


Alcuni dicono: «Voi siete vegetariani; ma quando tagliate le verdure, esse soffrono!» Per
la verità, le verdure non sono sensibili alle azioni che compiamo su di loro. Solo l’uomo,
infatti, è composto dei cinque involucri: Annamaya koµa (corpo fisico); Prâ²amaya koµa
(corpo dell’energia vitale); Manomaya koµa (corpo mentale); Vijñânamaya koµa (corpo
della saggezza), Ânandamaya koµa (corpo della beatitudine)1.
Le verdure, gli alberi, insomma, tutto il regno vegetale è composto solamente del prâ²a,
dell’energia vitale (Prâ²amaya koµa), ma non della mente2; non possedendo il corpo
mentale (Manomaya koµa), i vegetali non soffrono.
E non è tutto. Non possiedono nemmeno il Vijñânamaya koµa, l’involucro della saggezza.
Quando tagliamo della verdura o della frutta, esce dell’acqua. Qualcuno potrebbe pensa-
re: «Cielo! Sta piangendo perché lo sto tagliando! Sta versando lacrime!» Ma quella non
è altro che semplice acqua, non lacrime di dolore. C’è dolore, infatti, solo quando c’è un
cervello, una mente, e lo stesso vale per la felicità. Solo colui che è capace di pensiero
può provare beatitudine.
Gli esseri umani hanno la mente. Anche gli animali, gli uccelli e le bestie hanno la mente;
vermi e insetti hanno una mente, mentre il regno vegetale possiede solo l’involucro del-
l’energia vitale, ma non quello della mente. Di conseguenza, non c’è ragione di pensare
che si infligga della sofferenza a ciò che non ha mente, ed è ovvio che non ci sia in questo
caso violenza. Un essere privo di mente non soffrirà mai.
(DD 22-08-2000, K©¹²ajayantî)

La schiavitù della “carne”


Gli uomini si nutrono di molti esseri viventi: consumano piante, uova, pesce, vacche, maiali,
agnelli, e via di questo passo. Finché non riceveranno un’istruzione che li educhi a scoprire
il Divino che è dentro di tutti, finché rimangono sprovvisti dell’apposito biglietto che li
autorizza a passare ad un livello superiore alla condizione umana in cui sono stati scara-

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ventati, andranno rotolando di grembo in grembo (se si vuole, con espressione più
forte, “di utero in utero”), incatenati come schiavi ai sensi e alle malattie che quella pri -
gionia inevitabilmente si porta dietro a mo’ di strascico.
Non piegatevi a quella schiavitù, bramate lo splendore del Sole, anelate alla fonte della
perfetta Sapienza.
(Pensiero del Giorno 16-8-00)

Note:
1. L’argomento dei Cinque Involucri è stato dettagliatamente spiegato da Baba nel Suo Discorso
di Mahâµivâratrî tenuto il 4 Marzo 2000.

2. In questo caso il termine “mente” (manas), oltre che come mente astratta pensante andrebbe
anche inteso come cervello fisico (che del manas è la controparte materiale), il quale è collegato e
riceve impulsi dai sistemi nervosi simpatico e parasimpatico responsabili della percezione del
dolore fisico. Pertanto le reazioni emotive delle piante, così ampiamente studiate e dimostrate, sono
reazioni vitali, emozioni eteriche legate a prâ²amaya koµa, il corpo dell’energia pranica, del soffio
vitale.

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Discorso 01 -05-2008

L’uomo senza moralità è un vero e proprio demone

“Bhârat è la madrepatria di molte anime TI LIMITI. Oggi l’uomo ha desideri illimitati.


nobili che si sono guadagnate una grande Inoltre, di questi tempi, tutto è inquinato;
reputazione in tutti i continenti del mon- l’acqua che beviamo, il cibo che mangiamo
do. Questa è la terra di molta gente valo- e anche l’aria che respiriamo sono inquina-
rosa in grado di annientare i nemici sul ti. In effetti tutti e cinque gli elementi sono
campo di battaglia. Questa è la terra di ormai inquinati, ma la vita vera e propria
molta gente istruita che ha insegnato i dell’uomo dipende da essi. COME PUÒ, LA
Veda e altre Sacre Scritture alla gente di VITA DELL’UOMO, RIMANERE INDENNE SE TUTTI
altri Paesi. Ma oggi, sfortunatamente, gli E CINQUE GLI ELEMENTI SONO INQUINATI? Sem-
abitanti di Bhârat hanno dimenticato i bra che l’uomo parli con dolcezza, ma la
princìpi della spiritualità e si stanno in- sua mente è piena di amarezza e questo è
camminando sul sentiero sbagliato.” molto brutto. Qual è lo scopo della nascita
come esseri umani? Chi è un essere uma-
Mât© devo bhava pit© devo bhava no? L’essere umano è l’incarnazione della
âcârya devo bhava atithi devo bhava Divinità, ma, se percorre un sentiero sba-
Onorate vostra madre, vostro padre, gliato, come può esser definito “essere uma-
il precettore e l’ospite come se fossero Dio. no”? Questo è il motivo per cui oggi, ovun-
que, è difficile trovare un vero essere uma-
È uno degli insegnamenti principali dei Veda. no. Neppure coloro che sono in possesso di
E anche: un’alta istruzione e diplomi importanti, o che
occupano posizioni elevate e autorevoli, pos-
Satya¼ vâda dharma¼ cara sono essere chiamati “esseri umani” se man-
Dite la Verità, praticate la Rettitudine. cano di Verità e Amore. In effetti essi spre-
cano il loro denaro e il loro tempo ad acqui-
È un insegnamento fondamentale dei Veda. sire quella che viene definita alta istruzione,
Ma questi insegnamenti oggi non si vedono ma che non ha alcuna sostanza. Acquisire
né si ascoltano (più), da nessuna parte. un’istruzione elevata, leggere libri sacri e in-
traprendere pratiche spirituali, quali japa (ri-
Basate la vostra vita sulla Verità e petizione del Nome Divino), dhyâna (me-
sull’Amore ditazione), yoga, yajña (riti sacrificali), è tut-
Di questi tempi, ovunque ci giriamo attorno to un mero spreco di tempo se non si svi-
nel mondo, ci rendiamo conto che luppano la Verità e l’Amore, cose che oggi
l’ingordigia e i desideri sono in crescita. l’uomo ha completamente dimenticato. IN
Persino la gente degli altri Paesi sente la CIÒ CHE LA GENTE DICE C’È SEMPRE UN ELE-
necessità di controllare i sensi. OGGI L’UO- MENTO DI MENZOGNA. PER QUANTO POI RI-
MO ACCUMULA PECCATI A CAUSA DELL’USO ER- GUARDA L’AMORE, ESTERIORMENTE LA GENTE
RATO DEI PROPRI SENSI. È GIUSTO AVERE DE- SEMBRA SORRIDERE, MA INTERIORMENTE HA
SIDERI, MA ESSI VANNO MANTENUTI ENTRO CER- SOLO VELENO. COME SI PUÒ OTTENERE LA PACE

12 Mother Sai luglio - agosto 2008


Discorso 01 -05-2008
SENZA LA VERITÀ E L’AMORE? Dharma (Ret- traprendere, sia essa japa, yoga o yajña,
titudine) proviene da Satya (Verità). può fornirci la Pace. Innanzitutto dobbia-
È per questo che viene detto: mo rendere saldo e pacifico il nostro cuore.
Ovunque guardiamo nel mondo, troviamo
Satyannâsti paro dharmah solo conflitti, e persino gli amici intimi, che
“Non esiste Dharma più grande si vogliono bene, litigano per cose futili. DI
dell’aderenza alla Verità”. FATTO, NON È POSSIBILE TROVARE UN VERO
AMICO A QUESTO MONDO. Le qualità malva-
Ovunque ci siano Verità e Rettitudine la gie del nostro cuore sono responsabili di
Pace arriverà, automaticamente. L’Amo- questi conflitti. Pertanto, rendete puro il
re può svilupparsi solo se c’è Pace e ovun- vostro cuore, ma non il cuore fisico, bensì
que ci sia Amore non può esistere violen- quello spirituale. In esso non dovrebbe tro-
za. Solo allora l’uomo potrà compiere paci- varsi neppure la minima traccia di impurità.
ficamente tutte le sue azioni a livello fisico,
mentale e spirituale. Perciò, se volete ave- Solo Dio può darvi la vera felicità
re la Pace, dovete in primo luogo sviluppa- Oggi le persone accumulano tanti soldi, ma
re l’Amore e, se volete avere l’Amore, per che cosa? Che cosa si porteranno die-
dovete aderire alla Verità. OGGI L’UOMO RI- tro alla loro dipartita? Potranno andarsene
CORRE ALLA MENZOGNA PERSINO NELLE PIC- solo a mani vuote e dovranno lasciare per-
COLE COSE. OLTRE A QUESTO, EGLI È SEM- sino il proprio corpo. I cinque elementi si
PRE PIENO DI COLLERA. N ELL’UOMO LA RAB- riuniscono ai cinque elementi e il corpo vuoto
BIA ECLISSA COMPLETAMENTE LA VERITÀ. Egli viene cremato. Ecco perché non si deve
non è nato per metter su famiglia o riem- essere orgogliosi né del corpo né della ric-
pirsi la pancia, bensì per redimere la pro- chezza. Il denaro viene e va, la moralità
pria vita, e se agisce in contrapposizione a viene e cresce. Dobbiamo sviluppare la
questo, perde la propria Umanità. Un es- moralità. Nonostante la sua grande istru-
sere umano diventa divino quando si libera zione, l’uomo d’oggi ha perso la moralità e
dei desideri. La madre aspira a vedere la chi ne è privo non è affatto un essere uma-
felicità dei figli che ha allevato sopportan- no: è un vero demone in forma umana. Senza
do ogni sorta di privazioni e difficoltà. MA moralità non può esserci Umanità. Rispet-
OGGI, PURTROPPO, LA GENTE NON AMA LA tate i vostri anziani, mostrate gratitudine ai
MADRE E IL PADRE. IN REALTÀ, NON AMA NES- vostri genitori. OGGI LA GENTE MANCA DEI
SUNO. SENTIMENTI DI GRATITUDINE E RISPETTO E
PENSA: “PERCHÉ MAI DOVREMMO RISPETTA-
Incarnazioni dell’Amore! RE I NOSTRI GENITORI? PERCHÉ MAI DOVREM-
Ovunque guardiamo, in questo mondo, non MO AMARLI?” Ovunque la gente vada, desi-
troviamo la minima traccia di pace, da nes- dera smodatamente sempre più denaro!
suna parte. Non troviamo (in vendita) la Qual è la nostra vera ricchezza? L’Amo-
pace neppure dai fiorai, dai verdurai o dai re! Quando acquisiamo la ricchezza del-
venditori di legna da ardere. l’Amore possiamo avere tutto, possiamo
Dov’è la Pace? La Pace è solo dentro di prendere con le mani persino le nuvole.
noi, è nelle nostre parole e nel nostro cuo- Tutto si trova nelle mani dell’uomo e tutti
re; non la si può trovare al di fuori di noi. gli Dei sono presenti dentro di lui. Infatti
Nessuna disciplina spirituale possiamo in- egli non è altro che divino dalla testa ai pie-

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Discorso 01 -05-2008
di. Tutte le cose del mondo sono come nu- fate del male a nessuno, non provocate loro
vole di passaggio che vengono e vanno, e danno. Amate tutti, servite tutti; da questo
sentirsene orgogliosi è un grande errore. trarrete un immenso beneficio. Se aiutate
Quando si tratta di parlare, diciamo qualsi- qualcuno, questo stesso aiuto gioverà an-
asi cosa, ma, quando viene il momento di che a voi. Oggi questo genere di aiuto non
tradurle in pratica, le nostre azioni non cor- si trova più a questo mondo. Ovunque an-
rispondono alle nostre parole. Questo è un diate ci sono solo “io, io, io” e “mio, mio,
grande peccato. Oh, gente! NON C’È NES- mio”! L’uomo è diventato talmente
SUNO AL MONDO CHE POSSA DARVI LA FELICI- egocentrico da dimenticare tutti eccetto se
TÀ FUORCHÉ DIO. SOLO DIO VI PROTEGGE stesso e i suoi cari.
I N TUTTI I MODI . D OVETE SEMPRE
CONTEMPLARLO. SE LO CONTEMPLERETE CO- Viµva¼ vi¹²u svarûpam
STANTEMENTE, VERRETE LIBERATI DA TUTTE Tutto l’universo è l’incarnazione
LE SOFFERENZE. Alcuni si fanno beffe di voi del Signore Vi¹²u.
e vi chiedono: “Dite sempre ‘Dio, Dio,
Dio’... ma Egli che cosa vi ha dato?” Dio è L’uomo non è un mero mortale; è divino.
Colui che vi dà tutto. È solo Dio a ricom- Perciò, considerate tutti divini. Non fate del
pensarvi, a punirvi e a proteggervi. Tutto è male né provocate alcun danno a nessuno,
Dio. né fisicamente né mentalmente. ALCUNI
TRAGGONO UNA SORTA DI SODDISFAZIONE NEL
Ekam sat viprâ bahudhâ vadanti FAR DEL MALE AGLI ALTRI, MA IN FUTURO DO-
La Verità è una, ma il saggio si riferisce VRANNO SUBIRE LE CONSEGUENZE DELLE LORO
a essa con molti nomi. AZIONI. ESSI NON RIESCONO A CAPIRE QUALI
DIFFICOLTÀ DOVRANNO AFFRONTARE.
Diamo a Dio un nome o un altro solo per Qualsiasi cosa mangiate, erutterete di con-
nostra soddisfazione, ma tutti i Nomi sono seguenza: se mangiate un cetriolo non po-
Suoi. Dobbiamo installarLo nel nostro cuo- trete avere un rigurgito che sappia di man-
re permanentemente. QUALSIASI DIFFICOL- go! Quindi, qualsiasi cosa facciate, siete
TÀ VI ARRIVI, ACCETTATELA COME VOLONTÀ destinati a sperimentarne le conseguenze.
DI DIO . Nessuno sa per quale motivo Dio Perciò,vedete il bene, fate il bene, dite il
dia le difficoltà. Dovete pensare che le dif- bene, siate buoni e sperimenterete buoni
ficoltà sono per la vostra felicità. risultati. Qualsiasi cosa Dio dica è solo per
il vostro bene. K©¹²a disse: “Arjuna! Se sei
Na sukhât labhate sukha¼ preoccupato è a causa della tua illusione.
Non si può trarre felicità dalla felicità. Questa guerra è venuta solo per la tua vit-
toria. Quale scopo ha questa vittoria? Essa
Il piacere è un intervallo fra due dolori. La serve a mostrare la divinità dell’uomo.”
mente dell’uomo è responsabile di tutte le
sue difficoltà. SE L’UOMO HA LA MENTE DI- Amate tutti e ricevete l’Amore di Dio
STURBATA TROVERÀ PROBLEMI OVUNQUE, PRO- Incarnazioni dell’Amore!
VERÀ PERSINO DISGUSTO PER LA PROPRIA VITA Tutte le vostre difficoltà sono come uno
E COMINCERÀ A SENTIRE CHE LA SUA STESSA specchio, rivelano la vostra vera forma. Voi
ESISTENZA È UNO SPRECO. Le cause di tutto albergate ogni genere di desiderio e questo
questo sono la mente e i suoi desideri. Non è il motivo per cui subite molte sofferenze.

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Discorso 01 -05-2008
Perciò, non lasciate spazio ai desideri. I de- CRITICA MAI; TRASMETTE L’ESPERIENZA DEL-
sideri senza limiti sono la causa di tutte L’AMORE A TUTTI. Se persino gli uccelli e gli
le vostre difficoltà. NON PUÒ ESSERCI EF- animali hanno l’Amore, non dovrebbe l’uo-
FETTO SENZA CAUSA, NESSUN GERMOGLIO CRE- mo (a maggior ragione) amare i suoi simili?
SCE SENZA UN SEME. Deve esserci un seme, Essendo dotato di così tante buone qualità,
che crescerà fino a diventare un albero l’uomo deve amare il suo prossimo; solo
enorme. Chiunque incontriate, considera- così può diventare il ricettore dell’Amore
telo vostro, identificatevi con lui. Sviluppa- di Dio. Quindi, amate tutti e acquisite
te questo sentimento sempre di più. l’Amore di Dio. Combinate il vostro Amo-
Chi siete voi? Voi rispondete: “Io sono il tal re con la Verità e non ricorrete mai alla
dei tali.” Come vi chiamate? Voi risponde- menzogna. Potete ottenere l’Amore solo
te: “Mi chiamo Nagappa.” A questo modo, tramite la Verità. Dove ci sono la Verità e
tutti hanno nomi differenti. Se persino il l’Amore, là c’è Pace e dove c’è la Pace ci
mondo intero chiedesse a Dio: “Chi sei?”, sarà la Non violenza. PERCIÒ L’UOMO DEVE
Egli risponderebbe: “Io sono Io”, “Aha¼ INNANZITUTTO SVILUPPARE LA V ERITÀ E
brahmâsmi” (Io sono Brahman). Di fatto, L’AMORE; ALLORA NON RICORRERÀ ALLA VIO-
il mondo intero è pervaso da Brahman. Non LENZA. Quali che siano le discipline spiri-
potete trovare nessuno a questo mondo in tuali che praticate - penitenze, riti sacrifi-
cui Brahman non sia presente. Quindi, cali (yajña) o yoga - permeatele tutte
chiunque critichiate o lodiate, (la critica o d’Amore.
la lode) raggiunge Dio. Quando criticate Dio,
non potete sfuggire alle conseguenze. Per- Dio è il vostro vero parente
tanto, non criticate mai. Qualsiasi cosa la Egli viene da voi sotto forma di vostro fi-
gente dica di voi, lasciategliela dire. Pensa- glio, vostra figlia, vostro amico e di ogni al-
te che non sta criticando voi, ma se stessa. tra relazione. Dio è il vostro vero parente
Qualunque cosa le persone possano dire, si in tempi difficili. Ecco perché Egli viene
dissolverà nell’aria. A che cosa serve rea- chiamato Âpadbâ¾dhava (un parente nei
gire ai discorsi che si dissolvono nell’aria? momenti di difficoltà). Ma come dovrem-
Solo l’Amore raggiunge il cuore. Che ge- mo comportarci con questo parente? Non
nere di pensieri dovete avere? I vostri pen- si tratta di un parente a livello fisico. Ecco
sieri devono essere permeati di Verità. Po- un piccolo esempio: subito dopo il matrimo-
tete sperimentare l’Amore solo quando i nio marito e moglie sviluppano una relazio-
vostri pensieri sono veritieri. Conducete la ne intima e si dicono l’un l’altra: “Tu sei me
vita con Amore e portatela a termine con e io sono te.” Dopo una settimana, però,
Amore. Qualsiasi cosa facciate agli altri, in nella relazione interviene un cambiamento:
realtà la state facendo a voi stessi. Che sia la moglie è moglie e il marito è marito. Poco
buona o cattiva, di aiuto o di ostacolo, ogni tempo dopo il matrimonio, quando escono
cosa è il risultato dei vostri stessi pensieri insieme, se il marito vede una spina sulla
(sa¾kalpa). PERCIÒ, AMATE TUTTI E, SE NON strada si preoccupa molto temendo che
POTETE AMARE GLI ALTRI, ALMENO RIMANETE possa nuocere alla moglie; perciò urla: “Spi-
IN SILENZIO, NON TRATTATELI MALE. N ESSU- na, spina, spina!” e tira via la moglie per
NO HA IL DIRITTO DI CRITICARE. LO STESSO salvarla. C’è così tanto amore, così tanta
AMORE È PRESENTE IN TUTTI. PUÒ L’AMORE preoccupazione! Dopo una settimana essi
CRITICARE L’AMORE? NO, NO. L’AMORE NON vanno al bazar. Il marito vede un’altra spi-

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Discorso 01 -05-2008
na e dice alla moglie: “C’è una spina, non la vano insieme a formare una comunità, la
vedi coi tuoi occhi?” Dopo qualche altro loro forza ( pu¹ºi ) aumenta. Dio
giorno ancora, quando vede un’altra spina (Parame¹ºi) non ha dato origine alla crea-
urla arrabbiato: “Sei cieca?” In pochi gior- zione (s©¹ºi) tanto per divertirsi; lo ha fatto
ni, in questo amore interviene un cambia- per manifestare l’unità di tutta la creazione
mento. Se riponiamo in esso la nostra fede stessa. L’UNITÀ È IL PRINCIPIO BASILARE DEL-
e conduciamo le nostre vite (in accordo LA CREAZIONE ED È INTESO A PROMUOVERE IL
con) con questo genere di amore (che dura PRINCIPIO DELL’AMORE IN TUTTI. Ma oggi,
così poco!), per quanto tempo potremo vi- sfortunatamente, i partiti politici stanno di-
vere? Questo amore cambia in pochi gior- videndo la gente in (diverse) fazioni. Quat-
ni. L’amore fisico non è affatto amore. I tro persone che appartengono a una stessa
due corpi sono come due bolle nell’acqua; famiglia intraprendono quattro strade diverse
entrambe sono piene d’aria e scoppieran- e dividono la casa in quattro settori. Questo
no una dopo l’altra. Quando la bolla scop- è molto brutto. Persino se in famiglia ci fos-
pia, l’aria si unisce all’aria. Quindi, questo sero quattrocento membri fra di essi dovreb-
non è il tipo d’amore a cui dobbiamo aspi- be esserci unità. Tutti devono aiutare i vici-
rare. L’AMORE CUORE A CUORE È IMPORTAN- ni, tutti devono aiutarsi a vicenda. Solo al-
TE: È L’AMORE CHE RAGGIUNGE DIO . lora potrà esserci armonia nella creazione.
In caso contrario, essa perde il suo scopo.
I bhajan collettivi sono di beneficio a DOVETE PRENDER PARTE AI BHAJAN CON TUT-
tutti i partecipanti TO IL CUORE E CANTARE LA GLORIA DI D IO;
Tante persone sono venute qui per parteci- ANCHE SE NON RIUSCITE A COMPIERE NESSU-
pare ai bhajan. Possiedono tutte devozio- N’ALTRA PRATICA SPIRITUALE, CANTATE IL
ne e fede incrollabili? Possono ottenere tutte NOME DI DIO. QUESTO SARÀ SUFFICIENTE!
la liberazione (mukti)? No, assolutamente (A questo punto Swami ha cantato il
no. DELLE PREGHIERE DI TUTTA QUESTA GEN- bhajan, “Hari Bhajana Binâ Sukha
TE, SOLO QUELLE DI DIECI PERSONE POSSO- ›ânti Nahin” e poi ha continuato il Suo
NO RAGGIUNGERE DIO . I bhajan collettivi Discorso – N.d.T.).
vengono organizzati nella speranza che, NON POTETE OTTENERE PACE E FELICITÀ SEN-
dato il grande numero delle persone che vi ZA I BHAJAN. LA PACE SI PUÒ OTTENERE SOLO
partecipano, l’amore di alcune di esse rie- ATTRAVERSO IL LORO CANTO E NON CON AL-
sca a raggiungere Dio. I bhajan hanno TRI MEZZI.
anche l’intento di sviluppare amore per Dio
in tutta la comunità. Fu Guru Nanak a dare “Hari Nâm Binâ Ânanda Nahin”
avvio alla pratica del canto collettivo. Quan- Non potete ottenere la Beatitudine
do qualcuno gli chiedeva: “Così tante per- senza ripetere il Nome di Hari (Dio).
sone che cantano insieme... Dio le ascolte- “Japa Dhyâna Binâ Sa¼yoga Nahin”
rà tutte?”, egli rispondeva: “È possibile che Non potete avere l’unione con Dio
almeno l’amore di una o due persone Lo senza fare japa (la ripetizione del Nome)
raggiunga e questo è sufficiente a proteg- e dhyâna (la meditazione).
gerle tutte.” Ecco perché dobbiamo con-
durre i bhajan collettivi (sama¹ºi bhajan). Che cosa significa “yoga”? Non si tratta solo
Sama¹ºi (la collettività) è formata di vya¹ºi di sedere in silenzio a occhi chiusi. Che cosa
(individui). Quando molti individui si ritro- significa meditazione? Non è il mero ricor-

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Discorso 01 -05-2008
darsi di Dio a occhi chiusi. Dovete installa- unire l’Amore e la Verità. Se avete l’Amo-
re Dio nel vostro cuore; non dovete pensa- re, amerete tutti e renderete tutti felici. Per-
re di essere diversi da Dio. Dovete diventa- ciò tenete cari l’Amore e la Verità nel vo-
re Uno con Dio. La forma androgina stro cuore e non dimenticateli mai, nem-
(ardhanârîµvara) di Dio simboleggia que- meno in sogno. I sogni sono solo la reazio-
sta verità e rappresenta sia la donna sia l’uo- ne, il riflesso e la risonanza dello stato di
mo. Uno è il Jîva (l’anima individuale) e veglia. Qualsiasi cosa facciate durante la
l’altro è il Daiva (Brahman). La vera libe- giornata vi viene in sogno durante la notte.
razione è l’unione di Jîva e Daiva. Dove I sogni sono come nuvole di passaggio: non
c’è il Jîva, là c’è anche il Daiva; perciò correte loro dietro; attaccatevi a Dio che è
non c’è bisogno di correre dietro a Dio per- vero, eterno e immutabile. Se siete attac-
ché Egli è presente in tutti i jîva (individui). cati a Lui potete ottenere qualsiasi cosa e
Non consideratevi un mero jîva; pensate non avrete paura né preoccupazioni. LA-
di essere un Daiva. Voi vi considerate de- SCIATE CHE LA GENTE DICA CIÒ CHE VUOLE,
gli individui a causa del vostro attaccamen- NON PREOCCUPATEVENE; PENSATE CHE STA CRI-
to al corpo. Non fatelo. Lo stesso Âtma è TICANDO IL VOSTRO CORPO E NON VOI. Non
presente in tutti. QUANDO FATE RIFERIMEN- date eccessiva importanza al vostro corpo;
TO AL PRINCIPIO ATMICO SIETE TUTTI UNO. voi non siete il corpo. Quando dite: “Que-
In questa sala sono presenti moltissimi indi- sto è il mio corpo”, dovreste chiedervi: “Chi
vidui, ma l’Âtma in tutti loro è Uno e il me- sono io?” Questo “io” non è l’io individua-
desimo. C’È UN UNICO SOLE NEL CIELO, le; è l’“io” fondamentale. Non è semplice-
E DÀ LUCE A TUTTO IL MONDO; ANCHE DIO È mente correlato a un particolare individuo;
COME IL SOLE CHE ILLUMINA LA VITA DI TUT- è correlato al tutto. La croce, simbolo della
TI. QUANDO CRITICHIAMO GLI ALTRI, CI LA- cristianità, ha come significato il taglio del-
SCIAMO INGHIOTTIRE DALL’OSCURITÀ; PERCIÒ l’“io” individuale. Solo quando recidete
AMATE E SERVITE TUTTI . Se qualcuno ci l’“io” individuale potete ottenere la Divini-
maltratta lasciateglielo fare: gli insulti diver- tà. Quindi, rinunciate al sentimento ristretto
ranno aria fine. Pensate sempre che nes- dell’“io” e del “mio”. Voi dite: “Nâ koduku”,
suno può criticarvi. Abbiate fede nel fatto “Nâ bidda” (mio figlio, mia figlia). Qui “Nâ”
che Dio vi proteggerà sempre e sviluppate significa “no” e “niente”. Solo Dio è sem-
una fede incrollabile in Dio. C’è molta gen- pre con noi. Tutto è Dio: dovete ricordarLo
te che nega l’esistenza di Dio, ma, se Dio sempre. Non sprecate neppure un singolo
non c’è, da dove siete venuti? In quale luo- momento; anche un solo momento è uno
go avete avuto origine? Se non avete fede spreco molto grande. SE PENSATE A DIO, AN-
in Dio, tutta la vostra vita diventa uno spreco. CHE PER UN SOLO MOMENTO, SPERIMENTERETE
IMMENSA BEATITUDINE. QUANDO SIETE NELLA
Ricordate sempre Dio MORSA DELLA SOFFERENZA, CHIUDETE GLI OC-
Quindi, incarnazioni dell’Amore, sviluppa- CHI E RICORDATE DIO; QUESTO VI DARÀ LA
te la Verità e l’Amore. Quando avete la PACE. Non sentitevi tristi o infelici per nes-
Verità e l’Amore, avete anche la Pace. suna cosa, affrontate tutte le situazioni con
Quando avete la Pace potete vivere felice- coraggio e forza d’animo. Essi sono la vo-
mente tutta la vostra vita senza nutrire odio stra vera forza. In questo modo, da devoti
per nessuno. Nutrite odio solo quando man- del Signore, contemplateLo in ogni momento
cate di Amore e Verità. Nella vita dovete della vostra vita. (Baba canta il bhajan:

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Discorso 01 -05-2008
“Râma Râma Râma Sîtâ. Poi gli studenti
cantano il bhajan “Kauµalyâtmâja Râma Daiva¼ mânu¹a rûpena
Cara² , Vaidehî Priya Râma Cara² , Dio appare in forma di essere umano.
Bharatarcita ›rî Râma Cara² ,
Ahalyodharaka Râma Cara² , Dio si incarna in forma umana. Colui che
Hanumatsevita Râma Cara²” (Adorate recita costantemente il Nome Râma, o qual-
sempre i Piedi di Loto di Râma, figlio di siasi altro Nome di Dio, è un vero essere
Kauµalyâ, che sono cari a Sîtâ, che ven- umano. Persino un ateo dice: “Ayyo
gono adorati da Bharata e serviti da Râma!” (Ahi, Râma) quando soffre. Si dice:
Hanuman e che hanno redento Ahalyâ.” “Abbâ Râma!” (Padre Râma) quando ci si
Baba prosegue quindi il Suo Discorso - fa male o ci si ferisce. Tutti devono pro-
N.d.T.). nunciare il Nome di Dio una volta o l’altra.
Tutte e cinque le persone menzionate in Dovete sempre rimanere immersi nel Nome
questo canto sono molto care a Râma. IN di Dio. Recitate un qualsiasi Nome di Dio:
QUESTO MODO OGNI AVATÂR SELEZIONA AL- Râma, K©¹²a, Allah, Gesù... Dio viene chia-
CUNE PERSONE FORTUNATE E CONFERISCE mato con molti nomi, ma Egli è Uno solo.
LORO LA SUA GRAZIA SPECIALE. L E PERSONE Ci sono molti tipi di dolci, quali Mysorepak,
SELEZIONATE SONO QUELLE CHE HANNO RAG- Gulab Jamun, Burfi, Palakova, Jilebi
GIUNTO UN ABBANDONO TOTALE. Râma fu il ecc., ma è lo zucchero che trasmette a tutti
vero e proprio Âtma di Madre Kauµalyâ. la dolcezza; allo stesso modo, in tutti i Nomi
Egli disse: “Kauµalyâ Mi ha fatto nascere. il Principio Divino è lo Stesso. Io sono Uno,
Senza di lei, come avrei potuto incarnarMi? ma sono presente in tutte le forme. NELLA
Perciò, Mia madre è il Mio Dio.” Il secon- MIA CREAZIONE C’È UNITÀ, MA VOI VEDETE
do verso del canto dice: “Vaidehî Priya LA DIVERSITÀ A CAUSA DELLA VOSTRA VISIONE
Râma Cara².” Vaidehî significa “colei che DISTORTA. Dovete vedere l’Unità nella cre-
ha trasceso l’attaccamento al corpo”. azione; non seguire la vostra visione. I vo-
Il verso successivo è: “Hanumatsevita stri occhi possono vedere sia il bene sia il
Râma Cara². ” Hanuman pensò sempre male. Quando negli occhi di qualcuno c’è
solo a Râma e recitò sempre “Râma, Râma, un difetto, questi può vedere due cose in-
Râma”. Il suono “Râma, Râma, Râma” vece di una. Il difetto risiede nella vostra
emanava da ogni poro del suo corpo. Una visione, ma in verità Dio è Uno. Ripetete
volta Râma gli chiese che cosa contemplas- un Nome qualsiasi, ma fatelo con Amore.
se e Hanuman rispose: “Swami! Ogni pelo Se ripetete il Nome Divino con Amore spe-
del mio corpo ripete il Tuo Nome!” Così rimenterete l’Amore ovunque.
dicendo egli estirpò un pelo dal proprio cor-
po e lo portò vicino all’orecchio di Râma. Brindavan, Whitefield, 1° maggio 2008,
Egli Stesso poté udire che mormorava: Sai Ramesh Krishan Hall
“Râma, Râma, Râma.” PERTANTO, MENTRE
SI CONTEMPLA IL NOME DI DIO, IL NOSTRO (Tradotto dal testo in inglese pubblicato da:
INTERO ESSERE DOVREBBE ESSERE PERMEA-
www. sathyasai.org)
TO DELLA COSCIENZA DIVINA. TUTTI I PENSIE-
RI, LE PAROLE E LE AZIONI DOVREBBERO ESSE-
RE PERMEATI DEL NOME DI DIO . SOLO COSÌ
POSSIAMO DIVENTARE DAVVERO DIVINI.

18 Mother Sai luglio - agosto 2008


Movimento per la pace di alta levatura

“Se cominciassi a tenere conferenze in ogni parte del mondo sugli Insegnamenti di
Swami, questa attività non produrrebbe cambiamenti in alcuna persona. Vivendo
invece il Suo Messaggio nel mio ambito, questo avrà un’influenza sulle persone.
Ciò che lei e io possiamo fare, e che le persone che ruotano attorno a Swami
possono fare, è divenire esempi viventi del Suo Messaggio.” Così si è espresso µrî
M.K. Rasgotra, ex Alto Commissario dell’India a Londra, nel corso di un’intervista
per Radio Sai Global Harmony condotta dal dottor G. Venkataraman, ex vicerettore
dell’università ›rî Sathya Sai.

Sai Ram, signor Rasgotra, e un cordiale benvenuto negli studi di Radio Sai. È la prima
volta che abbiamo il piacere e il privilegio di intervistare un diplomatico di grande

Intervista
fama ed esperienza. Mi permetta di porle questa domanda di apertura: quando e in che
modo è giunto a Swami?

Desidero ringraziarla, caro professore. È mio il piacere e il privilegio di essere qui. Seb-
bene avessi avuto il mio primo darµan di Swami nell’aprile del 1972 presso l’abitazione
di srî Sohan Lal a Delhi, il mio primo vero incontro con Lui è stato il 2 luglio dello stesso
anno ad Anantapur, che da allora è stato il giorno più fortunato della mia vita.

Qualche tempo dopo il darµan di Delhi, mi recai a Srinagar per una lunga vacanza. Nel
frattempo il governo indiano mi chiese di andare a Londra in qualità di Alto Commissario
Vicario. Perciò presi l’aereo per Thiruvananthapuram, che si trova più a sud, per andare
a prendere mia moglie e poi da lì tornare a Delhi e partire insieme alla volta di Londra. Il
volo faceva solitamente sosta a Bangalore, ma accadde qualcosa all’aereo e fu annun-
ciato che il velivolo non poteva proseguire per Thiruvananthapuram. Dovevamo atten-
dere un giorno a Bangalore. Decisi così di andare all’âµram di Swami a Whitefield, ma
Egli non c’era. Allora andai a Puttaparthi, dove il professor Kasturi mi disse che Swami
si trovava ad Anantapur. Trascorsi la notte a Puttaparthi e la mattina successiva mi recai
all’Anantapur College.

Il rettore del college mi chiese di rimanere seduto nella sala d’aspetto.

Dopo aver parlato con varie persone, Swami mi chiamò con un cenno e io Gli toccai i
Piedi. Produsse della vibhûti per me e mi dedicò un sacco di tempo, almeno un’ora,
indicativamente. Insistetti per sedermi ai Suoi Piedi, ma Egli mi chiese di sedere sul
divano. In ogni modo, parlammo e fu la mia prima lezione di spiritualità. Ebbe inizio con
la narrazione, da parte di Swami, di vari episodi della mia esistenza che erano noti solo a
me; poi Egli disse: “Tum London jata hai, High Commissioner hoke?” (vai a Londra

Mother Sai luglio - agosto 2008 19


in veste di Alto Commissario?). Risposi: “Baba, vado in qualità di Alto Commissario
Vicario.” E Lui: “Hum bola na tum High Commissioner hota hai” (ti ho detto che sei Alto
Commissario).

Le dette la promozione!

Sì, e poi disse: “Molti problemi là. Bahut dushman hai tumhara (hai molti nemici). Bahut
(molti) problemi.” Ero un po’ spaventato e Gli chiesi: “Baba, che cosa dovrei fare?” Egli
rispose: “Fai solo il tuo lavoro; fai ciò che pensi sia giusto.” La conversazione si svolse
parzialmente in inglese, ma per lo più in hindî. Infine mi congedai.

Deve aver dimenticato il volo!

Mentre ero seduto con Lui, dimenticai ogni cosa. La Sua personalità affascinante e la
Sua presenza magnetica mi incantarono. Ero stupito del modo semplice in cui mi raccon-
tava cose tanto profonde. Quando giunsi all’aeroporto c’era ancora un’ora d’attesa pri-
ma che il volo partisse.

Una domanda che di solito poniamo riguarda esperienze straordinarie relative a Swami.
Ne ha avuta qualcuna? Alcune persone ne hanno, altre no. Forse potrebbe condividere
un paio di cose con noi.

Il primo miracolo che Egli mi ha riservato si verificò nel corso di una successiva visita che
Swami compì nella stessa dimora a Delhi. All’epoca, mi recavo lì ogni giorno. Una sera
dovevo andare a cena in un certo posto. Doveva essere il 1975. Allora avevo lasciato
Londra ed ero ambasciatore in Nepal. Stavo uscendo dal portone quando Sohan Lal mi
rincorse ansimando e disse: “Ruk jao. Ruk jao” (fermati, fermati). Mi fermai, poi proseguii
ed Egli mi afferrò e mi trascinò nella sala da pranzo. Dovevano essere le 18,30 o le 19.
C’erano una ventina di devoti seduti a terra su tre lati della sala, mentre sul quarto si
trovava Swami; davanti a Sé un piccolo tavolo carico di cibo, che Egli appena toccava.
Potevo sentire la Sua presenza. Ero seduto proprio di fronte a Lui e questa situazione
doveva svolgersi secondo le Sue istruzioni, perché niente avviene senza la Sua Volontà.

Dovevo andare a cena altrove, perciò ero piuttosto parco con il cibo. Tenevo costante-
mente gli occhi fissi su di Lui. Mi guardavo intorno e vedevo tutti gli altri occupati a
mangiare. Mentre guardavo Swami, vidi un alone di luce solare intorno alla Sua testa, non
fastidioso per l’occhio, di circa 6 pollici di ampiezza. Swami mi guardò e sorrise. Non
c’erano raggi di sole nella stanza, dal momento che era sera. Sicuramente si trattava della
Sua aura. Swami era seduto contro la parete e l’aura era separata dal muro. C’era un
cerchio di luce di circa 6 pollici intorno alla Sua testa. Lo guardai di nuovo e rimasi
sbalordito. Mi guardai intorno: nessuno osservava Swami. Era qualcosa di speciale solo
per me! E più tardi ne ebbi conferma da Swami Stesso. La cena terminò e fu eseguito
l’ârati. Feci Namaskâr a Swami ed Egli mi chiese: “Kuchh dekha?” (hai visto qualcosa?).
Gli toccai i Piedi e mi congedai. Fu questo il modo per cancellare ogni dubbio.

20 Mother Sai luglio - agosto 2008


Swami mi infuse nuova vita nel 1986. Ero praticamente morto e sepolto il 2 luglio di
quell’anno in seguito a un violento attacco di cuore. Prima che le cose precipitassero, per
rianimarmi dovettero sottopormi a una terapia d’urto. L’intervento funzionò e dopo circa
12 ore ripresi conoscenza. Mio fratello minore venne a Puttaparthi per raccontarlo a
Swami, ed Egli disse: “Kuchh nahin hai” (non c’è nulla). Rimasi al reparto di Terapia
Intensiva per 5-7 giorni e poi in ospedale per altri 10 prima di fare ritorno a casa. Swami
mandò un messaggio e le Sue benedizioni, dicendo di non preoccuparsi. I medici di Delhi
dicevano che il mio cuore aveva tre gravi ostruzioni ed erano indecisi riguardo all’interven-
to chirurgico; non consigliavano di certo di farlo a Delhi. A quel tempo le tecniche chirur-
giche cardiache non erano molto avanzate nella capitale.

Nel 1987 venni a Puttaparthi. Swami mi benedisse e mi rassicurò. Non parlava molto della
mia malattia. Se tentavo di parlarne io, Egli diceva: “Kuchh nahin hai.” Nel frattempo fui
nominato Alto Commissario dell’India a Londra e tutti mi dicevano: “Ora che vai a Lon-
dra, ti farai operare e mettere il bypass direttamente lì.”

Al Trombell Hospital di Londra il direttore dell’ospedale, alla guida di una squadra di


medici, fece l’angiografia. L’indagine rivelò le gravi ostruzioni e altre cose, per cui il
dottore disse che il bypass era necessario. Tenemmo un consiglio di famiglia, e mia
moglie disse: “Perché non farlo?” Anche mio figlio si espresse allo stesso modo. All’epo-
ca la fede in Baba era già salda e risposi loro: “Farò l’intervento solo se sarà Baba a
dirlo.” Per una strana coincidenza, Swami mi invitò a Puttaparthi per tenere il discorso
della Convocazione (dello ›rî Sathya Sai Institute of Higher Learning) nel novembre del
1988. Giunsi qui con un aspetto emaciato, e, avendo perso 10-15 kg, fui alloggiato nella
foresteria del Pûr²acandra e c’era chi mi seguiva con molta cura. Swami arrivò nella
stanza e disse: “Idhar tum sab pani pee sakta hai, pani bilkul achchha hai” (l’acqua
qui è buona; puoi berla). Egli istruiva tutti, dicendo che cosa darmi, la dieta ecc… È
sempre un padrone di casa perfetto! Non ce n’è uno migliore da nessun’altra parte!

In ogni modo, tenni il discorso della Convocazione. Il giorno seguente tirai fuori l’angiografia
e dissi a Swami: “Tutti questi medici sostengono che ho bisogno di un intervento per
mettere un bypass.” Egli guardò me e l’angiografia, rise e disse: “Kya? Nahin karna
hai” (che cosa? L’intervento chirurgico non è da fare). Ripetei le mie ragioni due o tre
volte, spiegando l’importanza e l’urgenza della cosa. Sembrò averne abbastanza e disse:
“Hum ne bola na, tum ko jaroorat nahin hai. Viswas nahin hai? Phir se angiography
karaoh. Kuchh nahi dekhega. Main tum ko dekh raha hoon” (ti ho detto che non hai
bisogno dell’operazione. Se non hai fede, fatti fare di nuovo l’angiografia. Non vedrete
nulla. Mi curo Io di te). Così finì la storia.

Ebbene, neppure per un momento mi ha mai sfiorato l’idea di farmi fare un’altra angiografia,
tanto la mia fede si è consolidata. Voi mi vedete adesso, e tutto ciò è accaduto nel 1988.
Mi ritrovo sano come un pesce, cammino per 5 o 6 chilometri quando vado a fare una
passeggiata, pratico yoga per mezz’ora al giorno, mangio normalmente e ho anche messo

Mother Sai luglio - agosto 2008 21


su qualche chilo!

Quando tornò in Inghilterra, i medici le chiesero spiegazioni?

Certo che lo fecero, e io risposi: “Grazie, il mio Guru mi ha detto che non mi serve
l’intervento. Pensarono che, in qualche modo, fossi pazzo. Anche gli Alti Commissari
possono essere stolti! Rifiutai con decisione e da quel giorno presi la seguente decisione: se
è il Medico Divino a occuparsi di me, perché fare controlli semestrali? E smisi di andare in
ospedale. Così, negli ultimi 10 anni, non ho fatto un controllo: il check-up lo faccio qui!

Ero solito andare da Lui almeno una volta quando mi trovavo all’estero e due volte
quando ero da queste parti. Mi osservava ogni volta che venivo. Mi dava la vibhûti, e io la
ingoiavo immediatamente. Alla fine, un giorno, mi portò nella Sua stanza e chiese: “Sab
kaisa hai?” (come va il tutto?) Risposi: “Swami, per grazia Tua sto bene.” Mi dette un
colpetto sul cuore e disse: “Ab yeh bilkud theek hai”(ora la cosa è perfetta). Dunque, la
mia cura era nelle Sue mani. Mi ha dato una seconda vita e ormai sono più di venti anni. I
medici mi avevano dato 2, al massimo 5 anni.

A questo punto voglio spostarmi su un altro argomento, data la sua importanza. Se si


guarda in giro per il mondo, risulta chiaro che si è in presenza di tanti conflitti, violen-
ze e talvolta le cose sembrano davvero senza speranza, che si tratti del Medio Oriente,
dell’Africa, dell’America Latina o di altri luoghi. Lei è consapevole degli Insegnamenti
di Swami, conosce il Suo Messaggio. Sente che il Messaggio di Swami sarebbe accetta-
to dal mondo? Il mondo è pronto?

Il mondo, per come lo vedo io, non è ancora del tutto pronto, ma si sta preparando a
esserlo.

Questa risposta è incoraggiante: può darci dei chiarimenti?

Noto un cambiamento. Ho parlato con Swami diverse volte. Gli parlo quando vado in un
nuovo posto. Anche a Delhi c’era un notevole scetticismo. La gente non era consapevole
degli Insegnamenti di Swami, ma ora, là, il Suo Nome è una leggenda. Sono passato dalla
Cina a Mosca, agli Stati Uniti, all’America Latina. Ovunque c’è un Centro Sathya Sai, c’è
qualcuno che tiene la fiaccola di quell’Insegnamento. Le acque si stanno muovendo, ma si
tratta di un processo lento. Gli ho chiesto: “C’è tanta povertà in India. Perché? Tu stai qui.
Perché non puoi riformare questo Paese?” Mi ha risposto: “Time lagega” (ci vorrà tem-
po). Gli ho detto: “Sono ambasciatore da una parte, sono ambasciatore dall’altra. Perché
non vieni? Vieni a Londra, vieni ovunque mi trovo.” La Sua risposta è stata: “Prima devo
mettere a posto l’India.”

E la sta mettendo a posto. Penso che il Suo Messaggio sia molto semplice. È nel quadro
dei Valori Umani, uno dei quali è la Non violenza. Ovunque guardi, vedo all’opera la Sua
sottile influenza. In qualunque luogo la violenza sia scoppiata, si può constatare che in

22 Mother Sai luglio - agosto 2008


qualche modo non procede. Quando vado in Pakistan, noto che anche lì la gente sta
cominciando a conoscere il Messaggio di Swami. Si tratta di un movimento per la pace di
altissima levatura. Lo vedo con la limitata visione che ho. Egli sta spiritualizzando la
comprensione umana delle questioni umane. Si tratta di un compito enorme, anche per un
Avatâr. Ai tempi di Râma e K©¹²a il mondo era assai circoscritto. Ora, sulla terra, ci sono
sei miliardi di persone in circa 200 diversi Paesi, spesso in conflitto per interessi nazionali
ecc. Ma c’è la Sua sottile influenza che si sta infiltrando ovunque. In qualunque luogo sia
la Sua parola, il conflitto è svanito.

Mi permetta di concludere chiedendole, signor Rasgotra, che cosa ritiene che tutti noi
dovremmo fare per diffondere il Suo Messaggio. Ovviamente c’è un disperato bisogno
del Suo Messaggio, che rappresenta l’unica cura.

Se cominciassi a tenere conferenze in ogni parte del mondo sugli Insegnamenti di Swami,
questa attività non produrrebbe cambiamenti in alcuna persona. Vivendo invece il Suo
Messaggio nel mio ambito anche professionale, qualunque esso sia, questo avrà influenza
sulle persone. Ciò che lei e io possiamo fare, e che le persone che ruotano attorno a Swami
possono fare, è divenire esempi viventi del Suo Messaggio.

Benissimo, ambasciatore. Voglio porle una domanda che è sicuramente collegata a


questioni internazionali e all’Amore di Swami. Nel 1988 aveva visto qualche Russo
qui?

Nel 1988 no, non mi sembra. Sto qui ininterrottamente da quando sono andato in pensio-
ne oltre 11 anni fa e sono sorpreso da quello che potremmo definire il fenomeno russo.
Per due anni, quasi un giorno sì e uno no, Swami chiamava i gruppi russi per l’“interview”.
Venivano qui a ondate. È accaduto tacitamente qualcosa di straordinario in un enorme
Paese dove Egli non era affatto conosciuto. Adesso è noto ovunque in Russia e, senza
l’aiuto dei vari Hislop, Murphet o Kasturi, l’ha portata qui facendo tutto da Sé.

Ha un piano d’azione. Guardi l’Olanda: non c’era nessuno quando andai là come amba-
sciatore. Poi, all’improvviso, è saltato fuori un Centro Sai. In Francia non c’era nulla. In
Inghilterra, quando vi giunsi nel 1972, Swami, fra le molte altre cose che mi aveva detto,
aveva affermato: “Dekho, London mein ek hamara centre hai. Usko dekhna” (c’è un
Centro Sai a Londra. Prenditene cura.) E mi dette il nome di un tale. Perciò uno dei primi
giorni dopo il mio arrivo, ciò che feci fu di rintracciarlo. E questo signore mi chiese: “Verrà
ai nostri bhajan?” Risposi: “Swami mi ha chiesto di venire da lei. Verrò ai bhajan.” E così
feci. All’epoca c’erano dalle 10 alle 20 persone. Quando sono ripartito, quando ho lasciato
Londra, alla sessione settimanale dei bhajan al Centro, la domenica, c’erano 1000, 1500,
2000 persone. Non fraintendetemi, io non ho fatto nulla; è Swami che ha fatto! Adesso a
Londra esistono svariati Centri Sai, ed è così in tutta la Gran Bretagna, in tutta Europa.
Swami adesso si dedica alla Russia. Il tempo di riformarla.

L’ambasciatore a Mosca degli Emirati Arabi Uniti era qui con la moglie. Il Messaggio

23 Mother Sai luglio - agosto 2008


si diffonde!

Sì, si sta diffondendo.

E tutto si è verificato così silenziosamente, senza che nemmeno sapessimo che stava
accadendo.

Questo perché è efficace. Ritengo che il cambiamento in Russia sia uno dei miracoli più
straordinari. È semplicemente accaduto.

Doveva succedere. È il Piano d’Azione di Dio. Così è stato nel caso dell’allontanamen-
to della minaccia nucleare tra le due superpotenze all’epoca. In certi momenti, dopo
Cuba, la situazione è stata piuttosto pericolosa.

All’improvviso, neppure ce ne ricordiamo, alcune gravi minacce si sono allontanate. Se


pensiamo a Berlino, nel 1979 fummo molto vicini a un’esperienza spaventosa. Ora quel
“muro” si trova nei supermercati. Il muro che circonda la mente e il cuore della gente deve
rompersi. Spero che lei e io saremo ancora qui per vederlo accadere. È una benedizione
essere presenti mentre Egli è qui. C’è un’enorme quantità di trasformazioni nel mondo.

Grazie, signor Rasgotra, per esser venuto a trovarci. Torni ancora e ci racconti altri
particolari della sua esperienza con Swami.

Per gentile concessione di Radio Sai Global Harmony

24 Mother Sai luglio - agosto 2008


Discorso 13-04-2008

Abbiate fiducia in voi stessi e otterrete tutto


“(Questo è) il Paese i cui figli la conoscenza spirituale è tutto solo uno
sono conosciuti di nome spreco. La gente oggi ha tutto fuorché la
e di fama in tutti i continenti, fiducia in se stessa. Nell’espressione “fi-
il Paese i cui eroi hanno combattuto ducia in se stessi”, la parola “sé” si riferi-
contro gli invasori sce all’“Io”. Qual è il significato di “Io”?
e i conquistatori per ottenere la libertà; L’Io è Ciò che non può essere visto dagli
questa è la rinomata terra occhi fisici, udito attraverso le orecchie fi-
i cui figli saggi e dotti vengono siche o compreso a livello fisico. Esso è
apprezzati in tutto il globo; divino, propizio e onnipervadente nella for-
la terra di santi, poeti, cantanti ma della Consapevolezza (Caitanya ›akti).
e compositori di canti divini! La creazione di Dio comprende tutti gli es-
Oh, figli di Bhârat, continuate seri dell’universo.
a sostenere la vostra eredità A QUESTO MONDO NON C’È NIENTE CHE NON
e a meritarvi SIA DIVINO. La gente nota delle differenze
il vostro glorioso passato!” fra gli uni e gli altri e questo è un grave
errore. Tutti sono Uno.
Gli abitanti di Bhârat santifichino la loro
vita aiutando i poveri e i bisognosi Ekam sat viprâ bahudhâ vadanti
Non è possibile descrivere la grandezza La Verità è Una, ma i saggi
della gloria della terra di Bhârat. Ancora si riferiscono a essa con molti nomi.
oggi ci sono molti uomini ricchi e tanti lea-
der, ma a che cosa servono se non sono Non esiste a questo mondo una seconda
pronti a liberarsi della loro avidità e a dedi- entità.
care la propria vita al benessere di chi ha
bisogno? Gli abitanti di Bhârat, che sono Con Mani, Piedi, Occhi,
nati in questa terra sacra, dovrebbero cer- Teste, Bocche e Orecchie,
care di santificare la loro vita servendo i che tutto pervadono,
poveri e i bisognosi. Egli permea l’intero universo.

Tutto è Uno, non esiste una seconda Non c’è niente e nessuno in questo mondo
entità in cui Dio non sia presente; tutto è perme-
Incarnazioni dell’Amore! ato della Divinità. NESSUNO HA IL DIRITTO
Il dottore e il giudice, che abbiamo ascolta- DI DIRE CHE UNA COSA SIA DIVINA E UN’ALTRA
to poco fa, hanno parlato di Swami e della NO. DIO È PRESENTE PERSINO NELLE DIFFI-
Sua Missione, ma si sono limitati ad affron- COLTÀ, NEL DOLORE E NELLA SOFFERENZA.
tare degli argomenti mondani, piuttosto che Sebbene abbiamo la capacità di compren-
argomenti attinenti alla spiritualità. Si può dere il Potere Divino, sfortunatamente non
acquisire ogni sorta di istruzione, ma senza riusciamo a usarLo. Se osserviamo lo sce-

Mother Sai luglio - agosto 2008 25


Discorso 13-04-2008
nario naturale che ci circonda, vediamo va- FACCIAMO ALCUNO SFORZO PER CONOSCERE
ste distese di terra e un gran numero di fiu- CIÒ CHE DOVREMMO CONOSCERE. INVECE,
mi, quali lo Yamunâ, il Gange, il Pinâkinî, il CERCHIAMO DI CONOSCERE ATTRAVERSO I SEN-
Kâverî, il Tungabhadrâ, il Godâvarî, il SI CIÒ DI CUI CI È IMPOSSIBILE AVERE CONO-
Sarasvatî ecc. Nonostante la disponibilità SCENZA: È MAI POSSIBILE CONOSCERE LA DI-
di vaste superfici di terra attraversate da VINITÀ CHE È ONNIPERVADENTE? NO, È IM-
molti fiumi, c’è scarsità di cibo per l’uomo. POSSIBILE. RICONOSCETE QUINDI QUALSIASI
Per quale ragione? La ragione è che l’uo- COSA ACCADA COME VOLONTÀ DI DIO.
mo non fa appropriato uso del suo potere
innato e delle sue potenzialità, e usa invece Voi non siete il corpo, voi siete Dio!
i suoi poteri in modo inappropriato, spre- Tutte le differenze sono nate dal sentimen-
cando la sua intelligenza. Se l’uomo si sfor- to di “mio” e “tuo”, ma di fatto fra voi e Me
zasse di andare nella giusta direzione po- non c’è differenza alcuna: voi e Io siamo
trebbe ottenere qualsiasi cosa. Dovete aver Uno (Forte applauso). Non dovete cre-
fede nel fatto che tutto ciò che vedete in dere che Dio esista separatamente in un
questo mondo è un aspetto della Divinità. luogo particolare. Pensate invece che siete
Non esiste nient’altro che questo. A questo Dio. Non siete il corpo! Il corpo è come
mondo esiste solo l’Uno, non c’è un secon- una bolla nell’acqua, la mente è come una
do. scimmia pazza e l’intelletto vacilla. In con-
clusione: voi non siete né il corpo, né la
Ogni cosa accade per volontà di Dio mente, né l’intelletto. Voi siete Voi e dove-
Noi non siamo in grado di comprendere que- te fare ogni sforzo appropriato al fine di
sta Verità e soffriamo a causa di molte con- ottenere la conoscenza di questa Verità.
cezioni errate. SIAMO DISPOSTI A CREDERE A
CIÒ CHE GLI ALTRI SCRIVONO NEI LORO LI- La storia di Râma
BRI, MA NESSUNO È PRONTO AD AVERE FIDUCIA Domani è Râma Navamî, la ricorrenza del
NEL PROPRIO SÉ. LA GENTE HA OGNI GENERE giorno di nascita di ›rî Râma. C’è una sto-
DI FIDUCIA, FUORCHÉ LA FIDUCIA IN SE STES- ria a tal proposito. Nel Tretâ Yuga il re
SA. A CHE COSA SERVE AVERE FIDUCIA IN TUT- Daµaratha governava Ayodhyâ. Egli sposò
TO SE NON SI HA FIDUCIA NEL PROPRIO SÉ? Kauµalyâ, che era la figlia del re di Kosala.
Se solo avessimo fiducia in noi stessi, po- Dopo qualche tempo ella diede alla luce una
tremmo riuscire ad avere qualsiasi cosa; a figlia alla quale venne imposto il nome di
questo mondo non c’è niente che noi non ›ântâ. Daµaratha, però, non rimase sod-
possiamo ottenere. Dobbiamo sforzarci di disfatto della nascita di una bambina per-
riconoscere il Principio Atmico che è divi- ché voleva un figlio maschio; perciò la det-
no, propizio e sempre nuovo, ma l’uomo oggi te a un amico che la adottò. Dato che dopo
non compie alcuno sforzo per conoscere questa nascita non se ne manifestarono al-
se stesso. Se chiediamo a qualcuno chi sia, tre, egli decise di prendere una seconda mo-
questi ci risponderà con il nome impostogli glie. Com’era in uso a quei tempi, prima di
dai suoi genitori. Se fate la stessa domanda sposare un’altra donna si doveva chiedere
a Dio, Egli dirà: “Io sono Brahman” (Aha¼ il permesso alla prima moglie; perciò
Brahmâsmi). Dato che non siamo in grado Daµaratha si recò da Kauµalyâ e le disse:
di riconoscere la Verità prendiamo sentieri “Sto pensando di sposarmi un’altra volta”,
sbagliati ed entriamo in confusione. NON ed ella rispose: “Certamente, puoi fare

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Discorso 13-04-2008
come desideri.” Dopo aver ottenuto il per- stribuirlo in parti uguali fra le tre regine. Ot-
messo di Kauµalyâ, egli sposò Sumitrâ nella temperando a questa richiesta, Vaµi¹ºa lo
speranza di avere un figlio maschio, ma ne- divise fra Kauµalyâ, Sumitrâ e Kaikeyî.
anche con lei ebbe successo. A quel punto Kauµalyâ e Kaikeyî portarono le loro por-
il re Daµaratha cominciò a preoccuparsi zioni di budino nelle rispettive stanze della
molto. In quel periodo ricevette l’informa- pûjâ. Ciascuna di esse era felice al pen-
zione che il re di Kekaya aveva una bellis- siero che il proprio figlio sarebbe stato il
sima figlia di nome Kaikeyî; così si rivolse futuro re di Ayodhyâ. Kaikeyî, dal canto suo,
a lui manifestandogli la sua intenzione di era convinta che Daµaratha avrebbe inco-
chiederla in sposa e dicendogli che aveva ronato suo figlio tenendo fede alla promes-
già due mogli. Egli diceva sempre la verità. sa da lui fatta al momento del matrimonio.
Kauµalyâ pensava che, essendo la prima
Satyannâsti paro dharmah moglie, suo figlio avrebbe avuto il diritto di
Non esiste Dharma più grande essere re. Sumitrâ era un esempio di virtù
dell’aderenza alla Verità. e non avanzò alcuna pretesa. Il suo stesso
nome, “su-mitrâ”, significa “buona amica
Daµaratha non diceva mai niente che non di tutti”. Ella portò la sua parte di budino
fosse vero; così spiegò al re di Kekaya ogni sulla terrazza e la appoggiò sul parapetto,
cosa, fino al minimo dettaglio. Allora il re di mentre si asciugava i capelli al sole. Im-
Kekaya rispose: “Tu hai già due mogli che provvisamente un’aquila si avventò sul re-
non ti hanno dato alcun figlio maschio e ora cipiente, lo prese e lo portò via lasciandolo
vuoi una terza moglie. Io posso darti mia sulla montagna Mata¾ga, dove venne tro-
figlia in sposa a patto che il figlio nato da lei vato da Añjanâ Devî, che mangiò il budino
diventi l’erede al trono del tuo regno.” sacro. In conseguenza a ciò ella rimase in-
Daµaratha accettò questa condizione. cinta e diede alla luce Hanuman. Sumitrâ
Mantharâ, la persona più a stretto contatto corse giù e informò dell’accaduto Kauµalyâ
con Kaikeyî, aveva ascoltato tutta la loro e Kaikeyî che vennero in suo soccorso e
conversazione. Il matrimonio, dunque, ven- divisero il loro budino con lei. Kaikeyî dette
ne celebrato con grande giubilo. Trascorse metà della sua porzione a Sumitrâ e lo stesso
un lungo periodo di tempo, ma anche fece Kauµalyâ. Quando venne il momen-
Kaikeyî non dette alla luce alcun figlio. In- to, da Kauµalyâ nacque Râma, Kaikeyî
fine Daµaratha decise di celebrare il dette alla luce Bharata e Sumitrâ mise al
Putrakâme¹ºi Yajña (rito sacrificale che mondo Lak¹ma²a e ›atrughna. Kauµalyâ
viene celebrato per ottenere la nascita e Kaikeyî ebbero ciascuna un solo figlio,
di un figlio maschio - N.d.T.), come desi- mentre Sumitrâ ne ebbe due. Se ci ragio-
deravano i suoi consiglieri. Il Saggio niamo sopra possiamo comprendere il mi-
Š¹yaµ©¾ga giunse ad Ayodhyâ assieme alla stero che si nasconde dietro a questo fatto.
moglie ›ântâ e venne celebrato il I figli di Kauµalyâ e Kaikeyî giocavano al-
Putrâkame¹ºi Yajña. L’undicesimo giorno legramente nelle loro culle, mentre i figli di
della celebrazione dello Yajña, dal fuoco Sumitrâ piangevano continuamente e non
dell’altare sacrificale emerse un essere prendevano il latte. Sumitrâ avrebbe voluto
splendente con un recipiente contenente un capire il motivo del loro pianto e tentò inva-
budino dolce (pâyasam) che Daµaratha no di renderli più tranquilli con vari tipi di
dette al Saggio Vaµi¹ºa chiedendogli di di- yantra, mantra e tantra. Alla fine andò

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Discorso 13-04-2008
dal Saggio Vaµi¹ºa e gli disse del suo pro- di sua figlia Sîtâ. Fu allora che Râma ruppe
blema. Il Saggio Vaµi¹ºa chiuse gli occhi. l’arco di ›iva e conquistò la mano di Sîtâ. A
La sua visione yogica gli permetteva di co- Mithilâ il matrimonio di Râma e Sîtâ diven-
noscere la verità. “Poiché ti sei nutrita del ne occasione di grandi festeggiamenti. Il
budino sacro che ti ha dato Kauµalyâ hai popolo di Mithilâ cantò gioiose canzoni e
partorito Lak¹ma²a, che è una parte dette il benvenuto a tutti coloro che voleva-
( a¼µa ) di Râma. Allo stesso modo no assistervi.
›atrughna, nato dalla parte di budino che
ti ha dato Kaikeyî, è una parte di Bharata. Siate tutti benvenuti al matrimonio di
Metti Lak¹ma²a a fianco di Râma e Râma!
›atrughna a fianco di Bharata ed essi ri-
poseranno tranquilli.” Sumitrâ seguì le istru- Benvenuti a tutti al matrimonio di Râma.
zioni di Vaµi¹ºa e sia Lak¹ma²a sia Assisteremo insieme
›atrughna smisero di piangere e comin- a questo felice avvenimento.
ciarono a giocare beatamente nelle loro Molti sono già arrivati
culle. Tale era la base dell’intima relazione vestiti al meglio delle loro possibilità.
esistente fra Râma e Lak¹ma²a e fra Le donne sono adorne di collane
Bharata e ›atrughna. Dato che i suoi figli di pietre preziose, vere e lucenti.
erano sempre in compagnia di Râma e Oggi Râma sposerà la splendida Sîtâ.
Bharata, Sumitrâ non aveva molto da fare; Oh, che bella coppia!
si recava continuamente da Kauµalyâ e
Kaikeyî per vederli giocare con i loro fra- Le donne del regno arrivarono per parteci-
telli maggiori e mostrava loro tutto il suo pare al matrimonio e cantarono canzoni gio-
affetto e amore. In questo modo tutti e quat- iose:
tro i figli di Daµaratha crebbero in un am-
biente colmo d’amore e di gioia. Sumitrâ “Venite, andiamo al matrimonio
era molto felice perché pensava che i suoi di Râma e Sîtâ;
figli Lak¹ma²a e ›atrughna, quando fos- assistervi conferisce grandi meriti.
sero cresciuti, avrebbero servito, rispetti- Benedetti coloro che vi assisteranno!
vamente, Râma e Bharata. Râma, Oh, venite tutti e osservate con gioia
Lak¹ma²a, Bharata e ›atrughna crebbe- lo svolgersi del matrimonio sacro!”
ro fino a diventare giovani uomini di grande
valore e cultura sotto le amorevoli cure dei Dopo il matrimonio si udì un suono assor-
loro genitori e del guru Vaµi¹ºa. Quando dante. Mentre la gente che tornava ad
Râma e Lak¹ma²a andarono a proteggere Ayodhyâ si chiedeva da dove esso prove-
lo Yajña del Saggio Viµvâmitra, questi li nisse, il Saggio Paraµurâma apparve e tuo-
condusse alla corte del re Janaka per par- nò: “Chi ha rotto l’arco di ›iva?” “Sono
tecipare allo Svaya¼var (cerimonia in cui stato Io a farlo”, disse Râma. “Allora facci
una ragazza nubile sceglieva il marito vedere se riesci a rompere anche il mio”, e
fra un gruppo di pretendenti, talvolta così dicendo mise il suo arco in mano a
sottoposti dal padre della ragazza a una Râma, che ruppe pure quello con la mano
condizione. In questo caso la condizio- sinistra. A quella vista, Paraµurâma Gli of-
ne era che il futuro marito riuscisse a frì i suoi omaggi e Gli donò i suoi due kalâ
tirare la corda dell’arco di ›iva - N.d.T.) (splendori). Râma era già stato dotato di

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Discorso 13-04-2008
dodici kalâ. Râma splendeva quindi dei Suoi sa fatta da Suo padre a Kaikeyî venisse
dodici kalâ, di due dei Suoi fratelli e degli adempiuta. Lak¹ma²a, invece, quando ne
altri due datiGli da Paraµurâma. Questo è venne a conoscenza si arrabbiò moltissimo
il motivo per cui Râma splendeva di tutti i e, in un attacco di rabbia, pensò persino di
sedici kalâ propri del Vir⺠Puru¹a (l’im- uccidere Kaikeyî e Mantharâ. Râma lo
mensa Forma Universale, la totalità del- calmò dicendo che era loro massimo dove-
l’Essere - N.d.T.). Con la resa di re obbedire all’ordine del loro padre e che
Paraµurâma, il potere di Râma divenne pie- Egli non avrebbe fatto niente che potesse
no e completo. A tempo debito Daµaratha nuocere alla sua reputazione. Kaikeyî pre-
si rese conto che stava invecchiando e che tese che Râma si recasse nella foresta im-
era giunto il momento di incoronare uno dei mediatamente. Lak¹ma²a decise di seguir-
suoi figli come erede del suo regno. Dato lo, e così fece pure Sîtâ. Lak¹ma²a andò
che Râma era il maggiore dei fratelli e pos- da sua madre Sumitrâ e le chiese la bene-
sedeva le qualità per diventare un degno dizione e il permesso di servire Râma nella
re, egli pensò di incoronare Lui erede al tro- foresta. Sumitrâ fu molto felice che
no. Questa notizia venne accolta con gran- Lak¹ma²a seguisse Râma per servirLo.
de gioia e felicità dai sudditi. Tutti pensava- Lak¹ma²a allora si recò da sua moglie
no infatti che Râma fosse il più adatto a Ûrmilâ. Come entrò nella stanza, ella stava
prendere le redini del regno, ma, quando dipingendo. Era una brava pittrice.
Mantharâ udì questa notizia, si recò da Lak¹ma²a le chiese che cosa stesse dipin-
Kaikeyî e le rammentò i due favori che gendo ed ella rispose che stava raffiguran-
Daµaratha le aveva promesso, suggeren- do l’incoronazione di Râma. Nell’udire que-
dole di chiedergli di incoronare Bharata sto, Lak¹ma²a le disse che Râma non sa-
come erede al trono e di mandare Râma rebbe stato incoronato e che stava per an-
nella foresta per quattordici anni. dare nella foresta per quattordici anni. La
Sebbene Kaikeyî amasse Râma più di informò anche che aveva deciso di seguirLo
Bharata, ella si lasciò influenzare dal mal- nella foresta per quattordici anni. Ûrmilâ
vagio suggerimento di Mantharâ, si tolse tutti non fece obiezioni e disse: “Proteggi Râma
i gioielli e si sdraiò, in preda all’ira, nella e Sîtâ come le palpebre proteggono gli oc-
propria stanza, dove venne raggiunta da chi. Essi sono tutto per te; considerali come
Daµaratha, che le domandò quale fosse il se fossero tuo padre e tua madre, non es-
motivo della sua collera. Quando Kaikeyî sere mai negligente nel servirli e non pen-
gli chiese di rispettare le due promesse che sare mai a me in questi quattordici anni nella
aveva fatto in passato, Daµaratha ne fu mol- foresta, neppure per un momento. Solo Sîtâ
to rattristato, ma, a seguito della sua insi- e Râma devono occupare il posto più im-
stenza, egli acconsentì e accettò di nomi- portante della tua mente.” Così dicendo, ella
nare suo figlio Bharata principe ereditario gli porse i suoi omaggi. Sîtâ, Râma e
di Ayodhyâ. Ma quando ella proseguì con Lak¹ma²a salirono sul carro e si avviaro-
la sua seconda richiesta, cioè di mandare no verso la foresta. Daµaratha corse die-
Râma per quattordici anni nella foresta, tro al carro dicendo: “Oh, Râma! Resta an-
Daµaratha si sentì annientato. Râma ac- cora un poco; lasciami guardare la Tua for-
cettò subito che Bharata venisse nominato ma meravigliosa almeno per qualche istan-
erede al trono e anche di andare nella fore- te. Io non posso impedirTi di andare.” Per
sta per quattordici anni affinché la promes- Daµaratha il trauma per la separazione da

Mother Sai luglio - agosto 2008 29


Discorso 13-04-2008
Râma fu troppo forte da sopportare. Non LAGGIO CHE NON ABBIA UN TEMPIO DI RÂMA
mangiò più niente e si rifiutò di bere persi- O UNA PERSONA CHE NON CONOSCA IL NOME
no una goccia d’acqua. Diceva tutto il tem- DI RÂMA. Esso si sente dappertutto; sebbe-
po: “Râma, Râma...” RicordandoLo in que- ne siano trascorse migliaia di anni, il Nome
sto modo in ogni momento, egli lasciò le sue di Râma è fresco e nuovo oggi come lo era
spoglie mortali. Tutto ciò accadde perché nel passato. Râma è sempre nuovo. Il
dietro a questo si celava un motivo: una volta Nome di Râma dà gioia a tutti. Se interpel-
Daµaratha era andato a caccia nella fore- late una qualsiasi donna anziana, ella vi dirà:
sta. Arrivato sulla riva di un ruscello, udì un “Posso non riuscire a pronunciare qualsiasi
rumore e pensò che qualche animale sel- altra parola, ma ripeto costantemente il
vaggio stesse bevendone l’acqua. Scoccò Nome di Râma.” Nei villaggi non è possi-
quindi una freccia in quella direzione e que- bile trovare nemmeno una singola persona
sta colpì ›râva²a Kumâr, rivelandosi fata- che non conosca il Nome di Râma, né esi-
le. ›râva²a Kumâr era giunto al ruscello a ste un villaggio in cui non si trovi un tempio
prendere dell’acqua per sedare la sete dei di Râma. E se la gente non è in grado di
suoi anziani genitori che erano ciechi e non costruire un tempio, erigerà una piccola ca-
autosufficienti. Egli era il loro unico soste- panna coperta di qualche telo e vi installerà
gno e se li portava dietro su un kavadi (un l’idolo di Râma. ANCHE SE SONO TRASCORSE
bastone di bambù con due recipienti, MIGLIAIA DI ANNI, IL NOME DI RÂMA È ANCO-
uno a ciascuna estremità - N.d.T.) ovun- RA CONOSCIUTO OVUNQUE E TENUTO NELLA
que andasse. Quando Daµaratha si rese MASSIMA CONSIDERAZIONE DALLA GENTE.
conto di ciò che aveva fatto, rimase annien- Ai nostri giorni persino in Russia la gente
tato dal dolore per aver causato la morte ripete il Nome di Râma. Infatti Esso si è
dell’unico figlio, di quei vecchi genitori. Pri- diffuso in ogni angolo della terra. Il Nome
ma di morire ›rava²a Kumâr gli aveva di Râma è il gioiello di tutti i nomi. Tutti pos-
chiesto di portar loro l’acqua. Quando sono ripeterLo facilmente. Quindi, quale che
Daµaratha li informò della tragica fine del sia l’attività nella quale siete impegnati, do-
loro figlio essi caddero in un cordoglio in- vete ripetere costantemente il Nome di
consolabile e gli lanciarono una maledizio- Râma mentre state compiendo l’azione.
ne augurandogli di morire anch’egli di mor- Quando uscite di casa, quando state andan-
te tragica a seguito della separazione da suo do al college, dovete continuare a ripetere
figlio. Questo accadde effettivamente a il Nome di Râma per tutto il tragitto. Il Nome
Daµaratha, perché la maledizione lanciata di Râma deve diventare il vostro respiro
dalle anime nobili non può essere annulla- vitale.
ta. Dopo il matrimonio di Sîtâ e Râma,
Viµvâmitra partì alla volta della foresta.
Non basta che adoriamo Râma solo il gior- Praµânti Nilayam, 13 aprile 2008,
no in cui ricorre la Sua nascita. Quando Sai Kulwant Hall,
Râma tornò ad Ayodhyâ tutta la gente del- Celebrazione del Capodanno Tamil
la città Gli dette il benvenuto cantando la
Sua Gloria e ripetendo il Suo Nome. (Tradotto dal testo in inglese pubblicato da:
www.sssbpt.org)
Râma è sempre nuovo
NEL PAESE DI BHÂRAT NON TROVIAMO VIL-

30 Mother Sai luglio - agosto 2008


DIO E LA CREAZIONE

La Natura della Divinità

D. Come possiamo comprendere il principio di Brahman, il Principio Divino?


R. Le Upani¹ad elaborano il principio di Brahman attraverso tre nomi: Virâº,
Hira²yagarbha e Avyâk©ta. Queste tre forme della Divinità sono relative alla mate-
ria grossolana (sthûlam), al sottile (sûk¹mam) e al causale (kâra²am), e ai tre stati di

Domande & Risposte


veglia, sonno e sonno profondo.
(Corso Estivo 1991, p. 131)

D. Come si possono spiegare questi tre aspetti di Brahman?


R. VIRÂT - Il Principio Atmico inerente allo stato di veglia è detto Virâº. Esso è
quell’aspetto dell’Âtma che indossa un corpo fisico, vive una lunga esistenza e incarna lo
stato di veglia. Esso assume varie forme ed è conosciuto con differenti nomi. L’intero
universo visibile, inclusi i cinque elementi, sono una forma di Virâº, senza eccezioni né
distinzioni fra questo o quello. Virâº, dunque, è quel principio che si manifesta come
mondo grossolano, visibile ed esteriore. Possiede altri due nomi: Vaiµvânara e
Vairâjasuta. Vaiµvânara è la consapevolezza dell’io in ogni individuo. Vairâjasuta è
colui che esiste sotto mentite spoglie. Egli è presente in ognuno, ma non lo si può indivi-
duare. Compie tutte le azioni, ma si comporta come se non facesse nulla. Sperimenta
tutto, ma non lo rivela. Virâº, Vaiµvânara e Vairâjasuta sono tre nomi dello stesso
Principio.
HIRA™YAGARBHA - La seconda forma di Brahman è Hira²yagarbha, il Fonda-
mento e la Sorgente della Conoscenza. Tutto il sapere fenomenico, etico, spirituale o
scientifico è emanato da Hira²yagarbha. Egli è anche chiamato Jñâna Bhâskara: il
Sole della Conoscenza. Quando il sole sorge appare dorato (hira²ya) e conferisce alla
natura la sua sfumatura. La creazione emerse da Hira²yagarbha, che è di forma ovale,
un uovo d’oro come quello che ho materializzato pochi giorni fa. La bocca fu la prima a
emergere da questa forma. Dalla bocca il suono, poi il naso, attraverso cui l’aria iniziò a
fluire. Gli occhi vennero dopo e da essi emanava il fuoco. Apparvero poi le orecchie.
Hira²yagarbha, dunque, è l’origine della forma umana. Tutti gli esseri si sono evoluti da
Hira²yagarbha, che conferì loro anche Vijñâna, Sujñâna e Prajñâna (Intelligenza,
Sapienza e la più alta Erudizione) per facilitare la discriminazione fra ciò che è tempora-
neo e ciò che è permanente. A che cosa bisogna mirare, che cos’è degno d’essere
perseguito? Quali azioni dovrebbero essere compiute e quali no? Qual è il fine della vita?
Hira²yagarbha conferì tutta la conoscenza all’uomo affinché egli potesse far luce su
queste tematiche. Hira²yagarbha, come Virâº, possiede altri due nomi: Sûtrâtmika e
Prâ²a. Così come un filo (sûtra) unisce tutte le gemme di una collana, Sûtrâtmika è
quel principio che si cela dietro ogni essere e dona a esso beatitudine. Questo Principio,
paragonabile a un filo unificante, è anche detto Brahma Sûtrâ. Il filo chiamato Dio è

Mother Sai luglio - agosto 2008 31


presente in tutti gli esseri umani indistintamente e in eguale misura, e promuove l’unità di
tutto il genere umano. Questo è il principio di Hira²yagarbha. Durante lo stato di sonno
esso assume una forma sottile (sûk¹ma) che è quella dell’Âtma. Ciò significa che
Hira²yagarbha è sveglio durante lo stato di sonno.
Vir⺠crea ogni cosa durante la fase di veglia, mentre Hira²yagarbha, col solo volere,
crea ogni cosa nella fase di sonno. Tutto è creato unicamente dalla Volontà di Dio e ciò
che vediamo nei sogni è creato da Hira²yagarbha.
(Le Upani¹ad rivelano che Hira²yagarbha è l’aggregazione di tutti i jîva, Sama¹ºi.
Hira²yagarbha è l’aspetto di Dio inerente al macrocosmo, mentre l’anima individuale,
jîva, è l’aspetto di Dio relativo al microcosmo. Jîva e Hira²yagarbha sono i due
aspetti di Dio. Hira²yagarbha risiede nel corpo composto dei cinque elementi e, poi-
ché è colui che ha creato i corpi dei Deva e degli uomini, è anche entrato nei loro cuori.

AVYÂKŠTA - Il terzo aspetto di Dio è Avyâk©ta. Esso è assolutamente privo di forma


e non manifesto. Esiste nel corpo causale e si manifesta nello stato di sonno profondo.
Non ha arti, ma compie tutte le azioni. Esso raggiunge luoghi distanti. Non possiede occhi,
ma vede tutto. Non ha orecchie, ma ascolta ogni cosa. Pur non possedendo una forma
compie tutte le azioni nel creato.
Avyâk©ta possiede due nomi in più: Antarâtma e εvara.
Tutte le tre forme di Brahman - Virâº, Hira²yagarbha e Avyâk©ta - possiedono a loro
volta altri tre appellativi. Qual è il significato di questi nomi? Antarâtma è colui che
motiva e influenza ogni cosa. Qualunque decisione, impulso o ispirazione proviene da Lui.
Egli è la voce interiore. Anche i suoni che l’uomo emette nascono da Antarâtma.
Esaminiamo ora εvara. Egli incarna tutte le forme di prosperità (sakala aiµvarya svarûpa)
e assegna i risultati delle azioni (karma-phala). Possiede il potere dell’azione (kriyâ-
µakti) e valuta quelle buone da quelle cattive per distribuire i corrispondenti risultati. È
anche detto “Layakârak”, il distruttore. εvara elargisce prosperità (aiµvarya). Che co-
s’è la prosperità? Sia il bene sia il male sono prosperità, e, poiché εvara incarna tutte le
forme di prosperità, giudica le azioni dell’uomo e gli conferisce quella a lui relativa.
(Corso Estivo 1991, P131-134)

(Tratto da: “›rî Sathya Sai Gîtâ -Tutto sulla Spiritualità” - Ed. MSPI - pp. 1 - 4)

Mother Sai luglio - agosto 2008 32


Discorso 23-05-2002

La silente risata

“Un tronco d’albero può essere raddrizzato e la luna è di 91.100.000 miglia. Oltre alla
e reso senza curvature. terra, ci sono moltissime altre cose da ve-
Una pietra può essere dere. I corpi celesti più vicini a noi sono il
modellata adeguatamente. sole e la luna, ma, al di là di essi, ne esisto-
Potete voi modellare una mente no molti altri. Ci sono altri soli grandi quan-
e renderla senza curvature (inclinazioni)? to il nostro. Sembrano piccoli perché sono
La parola di Sai è parola di Verità.” molto lontani, ma ognuno di essi è un sole.
Il sole e la luna donano luce al mondo, a
Incarnazioni dell’Amore! numerose persone e a numerose forme di
Il nostro direttore (dell’Istituto Sathya Sai), vita.
Mi ha chiesto di parlare dei tre âkâµa. Quali A che velocità viaggia la luce delle stelle?
sono? In un attimo, la luce percorre 160.000.000
di miglia. Nonostante ciò, fino ad oggi, la
Âkâµam, gaganam, µûnyam luce di molte stelle non ha ancora raggiun-
Lo spazio, il cielo, il nulla. to la terra. La luce di alcune stelle non ha
ancora raggiunto la terra.
Il significato di ciò è: “Non dire niente!” La luce delle stelle è brillantissima, tanto
(Risate). che le forme di vita della terra non riesco-
Tutto ciò che può essere visto dagli occhi, no né a sostenerla né a guardarla. Quelle
ascoltato dalle orecchie, pensato dalla men- luci splendono con grande fulgore. Questo
te, ciò che sostiene l’esistenza ed è oltre le è il motivo per cui il sole manda sulla terra
parole, è tutto relazionato all’âkâµa (lo spa- solo una piccola parte del suo splendore.
zio). E non si tratta solo di ciò che possia- LA LUCE CHE LE STELLE, IL SOLE E LA LUNA
mo vedere sulla terra: anche il sole, la luna, DIFFONDONO, NON È LA LORO, MA DERIVA DA
le nuvole e le stelle in cielo sono relazionati UN POTERE DI BASE. ESISTE UNA LUCE DI BASE.
all’âkâµa. Non esiste, però, un solo âkâµa. È INFATTI ATTRAVERSO ÂTMA ›AKTI (IL PO-
Ce ne sono tre: TERE DELL ’ÂTMA), CHE IL SOLE, LA LUNA E
ANCHE LE STELLE BRILLANO. T UTTO CIÒ È
Bhûtâkâµa CONTENUTO IN BHÛTÂKµA (IL PIANO FISICO).
Cittâkâµa
Cidâkâµa . Riflesso nel nostro cuore
Che cos’è cittâkâµa?
Tutte le cose che sono presenti su questa Anche se tutto ciò che è visibile è
terra e le stelle nel cielo, non solo le stelle bhûtâkâµa, non si può dire che tutto ciò
che vediamo, ma anche moltissime altre che che è invisibile sia cittâkâµa. C’è infatti un
non possiamo vedere, sono tutte relazionate potere che splende, un potere invisibile, non
a bhûtâkâµa. Esso si estende per moltissi- udibile, sconosciuto: è cidâkâµa.
me migliaia di miglia. La distanza fra il sole Ogni cosa, tutte le forme in bhûtâkâµa, sono

Mother Sai luglio - agosto 2008 33


Discorso 23-05-2002
riflesse in cittâkâµa. cidâkâµa è colui che sperimenta l’Âtma.
Tutto ciò che vediamo si riflette infatti nel La forma di cittâkâµa può essere vista an-
nostro cuore. L’âkâµa del cuore è sottile che senza istruzione o titolo di studio, men-
ed è chiamato cittâkâµa . La parte di tre, per quanto sforzo venga compiuto, di
bhûtâkâµa percepibile dai nostri occhi si cidâkâµa non è possibile vedere nemmeno
diffonde per molte migliaia di miglia. il riflesso.
Le stelle, che irradiano la loro luce così lon- Se si guardano le stelle, si nota che alcune
tano e tutte le altre cose (bhûtâkâµa), si di esse sono distanti dalla terra 900.000
trovano nella loro forma sottile in cittâkâµa, miglia. Alcune invece sono talmente lonta-
nel quale si trovano anche le forme riflesse ne che non è possibile stabilirne la distan-
da cidâkâµa. za. Sono davvero lontanissime.
Cittâkâµa, dunque, riflette contemporane-
amente sia bhûtâkâµa sia cidâkâµa. Avâng mânasa gocara
Ora: abbiamo appena guardato una monta- Oltre la portata della mente e della parola.
gna. Chiudete gli occhi e, l’immagine della
montagna che prima s’innalzava maestosa Ciò che realmente siete
davanti a voi, rimane nel vostro cittâkâµa Persino gli scienziati hanno compiuto molti
(la mente). sforzi per scoprire il valore di cidâkâµa, ma,
Questo bhûtâkâµa, quindi, così come il ri- per quanto abbiano fatto, sono stati in gra-
flesso delle centinaia di migliaia di stelle vi- do di arrivare solo fino a cittâkâµa, senza
ste nel cielo, rimane nel vostro cittâkâµa. però poter toccare cidâkâµa. È infatti det-
Nessuno può definire bhûtâkâµa, affer- to che vedere cidâkâµa equivale a vedere
mando che sia in questo o quel modo. Ci è l’Âtma.
tuttavia possibile indagare in parte su Tutte le cose che si vedono in questo mon-
cittâkâµa. Qualsiasi forma, l’universo in- do, appartengono a bhûtâkâµa. Il Vedânta
tero, tutti i mondi sono presenti in forma fu incapace di descrivere appieno
minuscola in cittâkâµa. Tutto, dunque, si cidâkâµa. Anche la scienza non è in grado
riflette nella vostra mente. Ogni riflesso è di farlo. L’unico fu il Vedânta, che però riu-
un riflesso di bhûtâkâµa. PER BHÛTÂKµA scì a dare una definizione solo parziale.
S’INTENDE TUTTO CIÒ CHE È VISTO FISICA- Cittâkâµa racchiude bhûtâkâµa, mentre
MENTE, MENTRE, PER CITTÂKÂ µA, S’INTENDE cidâkâµa racchiude cittâkâµa. Se voglia-
TUTTO CIÒ CHE È VISTO NELLA PROPRIA MEN- mo comprenderlo meglio:
TE .
Il terzo âkâµa è cidâkâµa. 1. ciò che credete di essere (il corpo fisi-
Che cos’è cidâkâµa ? Viene chiamato co). Questo è bhûtâkâµa. Ossia, qualun-
Âtma, il quale non ha forma ed è completa- que cosa siate in grado di vedere, qualsiasi
mente immobile. L’Âtma è: forma siate in grado di descrivere e qua-
lunque esperienza facciate, tutto questo è
Senza attributi, Incontaminato, “ciò che credete di essere”;
Eterno, Rifugio Supremo, 2. ciò che gli altri pensano che voi siate (la
Permanente, Puro, Cosciente, Libero, mente). Questo è cittâkâµa. Tutto ciò a cui
Incarnazione della sacralità. pensate, lo ricordate nella vostra mente. Ciò
che va oltre cittâkâµa è:
Questo è cidâkâµa . Colui che vede 3. ciò che realmente siete (l’Âtma). Que-

34 Mother Sai luglio - agosto 2008


Discorso 23-05-2002
sto è l’Âtma, la vera forma di Prak©ti (la tate come la parola Brahma venga dopo la
Natura). È Beatitudine Divina. Non esiste parola “Io”. Le altre parole vengono sem-
differenza fra la beatitudine, il riflesso e la pre tutte dopo la parola “Io”.
parola “Io”. L’Âtma viene dopo la parola “Io”. Senza
tale parola, non è possibile per la parola
La parola “Io” Âtma seguire.
La parola “Io” non è legata altro che Aha¼, aha¼: Aha¼ brahmâsmi. Brahma
all’Âtma. La parola “I” (“Io”, in inglese deriva dall’“Io“. Aha¼ è dunque l’“Io”,
– N.d.T.) è composta di una sola lettera. l’importante natura dell’Âtma.
Per questo nei Veda è detto: Per quanti libri di terminologia vedantica
vengano letti, per quanta scienza venga
Ekam sat viprâ bahudha vadanti appresa, il consiglio da dare a ognuno è di
“Dio è Uno, benché i saggi scoprire: “Chi sono io?” “Mio caro, scopri
Lo chiamino con vari nomi”. chi sei.” L’“Io” non può essere descritto
attraverso le parole, l’erudizione o la cono-
Se per esempio chiamo Anil Kumar, egli, scenza del mondo.
che è al Mio fianco, dirà: “Sono io.” Se vie-
ne chiamato il nome di Girigaru, egli rispon- L’Âtma non ha nome
derà: “Sono io.” Di questo passo, se ven- Quando qualcuno chiede: “Signore, chi sie-
gono chiamate alcune centinaia di migliaia te?” “Io sono Anil Kumar”, viene risposto.
di nomi, ci sarà una sola risposta: “Io, io, io.” Ma chi ha dato il nome Anil Kumar? È il
“IO” È L’ELEMENTO DI UNITÀ NELLA DIVER- nome dato dai vostri genitori al corpo.
SITÀ. L’UNITÀ NELLA DIVERSITÀ È LA NATURA Prima che vi venisse dato un nome, come
DELL ’Â TMA . NON È POSSIBILE DIRE CHE vi chiamavate? Non si sa. Tutto, perciò, è
L’ÂTMA SIA IL CIELO O LA TERRA O QUALSIASI qualcosa che viene attribuito alla nascita e
ALTRA COSA. non qualcosa che è nato con voi. Allo stes-
Com’è l’âkâµa ? È infinito, incommen- so modo, il nome viene dato dopo la nascita
surabile e non apparente. Chi può descri- e serve solo come segno di riconoscimen-
vere qualcosa del genere? Nessuno può to, non per determinare la (vostra) forma
pronunciarsi a proposito di questa forma di Verità.
infinita. Tutti gli eruditi dicono: L’Âtma non ha nome. Aha¼, aha¼, aha¼,
aha¼, aha¼, aha¼. AHA¼ È LA VERA NA-
Âkâµam, gaganam, µûnyam TURA DELL ’ÂTMA , DAL QUALE NON ESISTE
“Lo spazio, il cielo, il nulla”. FORMA SEPARATA. COMUNQUE, SE VOGLIAMO
DESCRIVERLO IN MODO CONCRETO (FISICO),
L’âkâµa è il cielo. Che cosa vediamo in RICONOSCIBILE, LO CHIAMIAMO BHÛTÂKµA.
esso? Delle nuvole. Ma per quanto tempo? Anche cittâkâµa può essere in parte inda-
Solo per un po’. Poi spariscono, se ne vanno. gato. Esso è il riflesso di bhûtâkâµa, men-
Cidâkâµa, ossia l’“Io”, non può essere as- tre cidâkâµa non ha alcuna forma. Poiché
solutamente visto. Nessuno può definire la è privo di qualunque forma, come possia-
parola “Io”. Il Vedânta dichiara che tale mo dire che ne abbia una? Per questo vie-
unità è presente in ogni cosa. La parola “Io” ne detto “Io, Io”.
testimonia l’unità. In ogni argomento o nella terminologia
Aha¼ brahmâsmi (Io sono Brahma). No- vedantica, nessuno ravvisa chiaramente il

Mother Sai luglio - agosto 2008 35


Discorso 23-05-2002
significato di “Io”. Che cos’è l’“Io”? È suo riflesso è (contenuto in) cittâkâµa. Tutto
l’ego? Ma l’ego ha una forma (il corpo) - in cittâkâµa è solo una sorta di riflesso che
non è vero? - mentre, il vero “Io”, non ce non costituisce il vero âkâµa. VERO ÂKµA
l’ha. È QUELLO PRIVO DI REAZIONE, RIFLESSO ED
L’“Io” è senza forma e il Vedânta lo spiega ECO, OSSIA CIDÂKµA. NON CI SI PUÒ RIFERI-
con molti termini. RE ALLA NATURA DI CIDÂKµA DICENDO CHE
L’“Io” non è bhûtâkâµa; aha¼ (l’“Io”) non POSSIEDE NOME E FORMA.
ha forma, aha¼ non ha suono. La natura
di aha¼ è priva di qualunque forma o suono. Il venditore di braccialetti
Qualcuno può dire: “Signore, conoscete voi Una volta, in Uttar Pradeµ (Stato del Nord
stesso e poi tornate (a dirmi chi siete).” dell’India – N.d.T.), un uomo stava ven-
Il giorno dopo la persona torna e dice: “L’ho dendo braccialetti sulle rive del fiume
scoperto, signore.” Gange. Improvvisamente dall’acqua emer-
“Allora chi siete?” se un braccio, e una voce femminile disse:
“Il mio nome è Ramayya.” “Signore, mettereste dei braccialetti al mio
Se viene chiesto la seconda volta: “Chi sie- polso?”
te?” verrà risposto: “Il nome di mio padre è “Certamente sì”, rispose il venditore. “Met-
Malayya.” tetemeli secondo la misura della mia mano.”
“Come si chiama vostra madre?” Così fece il venditore.
“Pullâmmâ.” Dopodiché la voce disse: “Non ho soldi con
Yellâmmâ, Pullâmmâ, Ramayya, Annayya...: me, ma ho del denaro nella tal casa, (che si
egli dirà nomi simili. QUESTI NOMI, PERÒ, trova) nella tale strada, al tale numero, in
NON INDICANO AFFATTO CIÒ CHE VOI SIETE, un certo angolo della stanza. Andate da mio
MA SONO SOLO ATTINENTI AL VOSTRO CORPO. padre e chiedete a lui.” Con queste parole,
SONO UNICAMENTE PAROLE (NOMI) CHE VEN- scomparve.
GONO DETTE SOPRATTUTTO NEI VILLAGGI, E Ma prima che se ne andasse, il venditore le
CHE SI USANO DURANTE LE PRESENTAZIONI. chiese: “Madre, come vi chiamate? Se vo-
SONO NOMI CREATI APPOSITAMENTE PER VOI, stro padre me lo chiede, devo essere in gra-
MA NON SONO I VOSTRI (VERI) NOMI. do di dirglielo.”
La parola con la quale siete nati è una sola: “Ditegli che mi chiamo Ga¾gâ (la Dea del
“Io”, l’Âtma. Il termine Âtma e il termine fiume Gange – N.d.T.).”
“Io” si equivalgono. L’Âtma non ha una Il venditore arrivò all’indirizzo indicato, tro-
forma specifica. Io, io, io, io: se cercate di vò la casa e disse al proprietario: “Signore,
riconoscere la natura dell’“Io”, non avete vostra figlia è venuta sulle rive del fiume e
bisogno di altre pratiche spirituali. ha comprato dei braccialetti.”
“Io sono Ramayya.” Perché (nella frase) L’uomo rispose: “Non sono nemmeno spo-
la parola Ramayya è posta dopo? Viene sato! Come posso avere delle figlie?!”
solo dopo l’“Io”. In realtà dopo di esso non “No, la donna ha detto la verità”, spiegò il
dovrebbe esserci niente, poiché è Uno e venditore. “Le indicazioni che mi ha fornito
voi dovreste riconoscerne la natura. Que- erano vere. Anche l’indirizzo è corretto. Ha
sto è il grande segreto del Vedânta. persino detto come vi chiamate. Non vi
Bhûtâkâµa , cittâkâµa e cidâkâµa . chiamate così?”
Bhûtâkâµa è pieno di forme, si muove, si “Sì”, rispose l’uomo.
scuote, viaggia e lo si vede direttamente. Il “Dunque, perché il resto dovrebbe essere

36 Mother Sai luglio - agosto 2008


Discorso 23-05-2002
falso? Andate a guardare nell’angolo della na forma. Io sono senza forma. Tutte le
stanza.” L’uomo addirittura ignorava l’esi- forme sono quelle di Dio. IL SIGNORE VIENE
stenza di quell’anfratto; tuttavia vi trovò VISTO NELLE FORME CREATE DA COLUI CHE
esattamente la somma che serviva e, con LO ADORA, MA EGLI NON NE POSSIEDE UNA
essa, pagò il venditore. SPECIFICA. Tuttavia, come ricompensa del-
Sapete chi era quell’uomo? Era un grande la devozione, ho creato questa mano per i
devoto della Dea Ga¾gâ che adorava ogni braccialetti.” Il devoto vide la Sua mano e
giorno. Per questo disse al venditore: “Si- sentì che la sua vita era stata santificata.
gnore, contemplo costantemente la Dea “Ho avuto la visione della mano della Ma-
Ga¾gâ; Ella è la Divinità che adoro ogni dre Divina; mi basta questo”, egli disse.
giorno. Non mi sono sposato perché mi
sono votato completamente a Lei. Poiché Hastyasa bhû¹a²am dâna .
la donna uscita dall’acqua ha detto di chia- Ka²ºhasya bhû¹a²am µâstram
marsi Ga¾gâ, andiamo insieme a control- La carità è l’ornamento delle mani.
lare. Portatemi da Lei.” Le Scritture sono l’ornamento del collo.
Arrivarono sul luogo dell’incontro e il ven-
ditore disse: “Madre, ho potuto vederTi “Madre, ho visto la Tua mano.”
quando Ti ho messo i bracciali. Perché però Tutte le forme che vediamo sono forme di
ora non posso vederTi? Ho ricevuto i miei Dio, poiché Egli non ne possiede una spe-
soldi; sono dunque tornato a ringraziarti.” cifica.
Ga¾gâ rispose: “Ecco qui il segno della Mia Lo spazio, così come il sole e la luna che
gratitudine.” Con queste parole, fece emer- sono in esso, sono caratteristiche di
gere dall’acqua il braccio, ornato di brac- bhûtâkâµa, e noi non dovremmo prenderle
ciali. troppo in considerazione, poiché sono mu-
Quando anche l’uomo che accompagnava tevoli, vacillanti. Esse passano, cambia-
il venditore lo vide, si mise in adorazione, no e spariscono, allontanandosi da noi.
esclamando: “Ga¾gâ, Ga¾gâ, Ga¾gâ...” Solo una cosa è permanentemente al vo-
Ma solo le Sue mani erano visibili. L’uomo stro fianco, con voi e in voi: la Beatitudine.
fece spostare il venditore e pregò: “Madre, Essa non ha forma, se non una. Quale?
Madre! Non vuoi darmi il Tuo darµan?” (Swami lo dimostra ridendo – N.d.T.:)
Aveva visto il Suo braccio, perciò iniziò ad “Ah, ah, ah, ah, ah, ah.” RIDERE È BEATITU-
adorarLa recitando i Suoi molti Nomi: DINE. L A RISATA È LA FORMA CONCRETA DEL-
LA BEATITUDINE: NON TUTTAVIA LA RISATA
Indirâ (bellezza, splendore). CHIASSOSA, CHE È CARATTERISTICA DEL MONDO.
Lokamâtâ (Madre universale, che tratta
tutti gli esseri viventi come propri figli). La risata di Dio
Mâ (Madre). COME RIDE DIO? EGLI HA UN VOLTO SORRI-
Ramâ (Dea della fortuna). DENTE; LA SUA È UNA RISATA SENZA SUONO,
Ma¾gala Devatâ (Dea della prosperità). DOVE LA BOCCA NON SI APRE. È UNA RISATA
Bhârgavî (splendente). CHE DONA B EATITUDINE, CHE CONFERISCE
Loka Jananî (Madre del mondo). ÂNANDA.
K¹îra Sâgara Kanyaka (Figlia dell’ocea- La risata terrena è chiamata prahâsana
no di latte). (risata chiassosa, deridente – N.d.T.),
Ella rispose: “Non mostro a nessuno alcu-

Mother Sai luglio - agosto 2008 37


Discorso 23-05-2002
mentre la risata senza suono è hasam. Dio venterete crudeli, dovrete incarnarvi nuo-
ride ininterrottamente, ma senza far rumo- vamente, sarete pieni di problemi e patirete
re. Gli altri tipi di risate sono risate da cine- grosse sofferenze. Quando invece offrite i
ma. Voi vedete quelle e pensate che anche vostri omaggi, tutto ciò viene spazzato via.
Dio rida così. Sarete sempre sorridenti. Dovete sempre
C’È UNA SOLA COSA CHE ANDREBBE DONATA A sorridere. Questo è il vostro obiettivo.
DIO: LA GRATITUDINE. Un devoto di K©¹²a ripeteva il Suo Nome
incessantemente: “K©¹²a, K©¹²a, K©¹²a...”
La dovuta gratitudine Tuttavia aveva un dubbio: “Quale K©¹²a
Che cosa dovremmo dare a Dio? Egli ci dovrei contemplare? In ogni immagine Egli
sta dando così tanto! Quando il corpo è appare diverso. Dovrei adorare questo, o
ammalato, il medico fa un’iniezione e noi, dovrei adorare quello? Quale K©¹²a dovrei
in cambio, lo paghiamo con il denaro equi- adorare?” Aveva questo dubbio. Ma quelle
valente al costo della medicina. Il debito sono tutte immagini create nel mondo.
viene così saldato. Quando avete fame, per
saziarvi dite: “Mamma, ho fame; mamma, Daiva¼ manu¹a rûpena
ho fame.” Allora ella vi cucina del riso con Dio si incarna in forma umana.
le verdure. Mangiare con gioia è la giusta
gratitudine alle premure di vostra madre. Dio è nella forma dell’uomo
Quando soffrite e qualcuno viene ad alle- La corona posta sulla Sua testa, il trucco
viare il vostro dolore, qual è la giusta grati- sul volto sono tutte immagini che non han-
tudine? QUANDO QUALCUNO CI PRESTA AIU- no niente a che vedere con la vera forma
TO, NON DOVREMMO ASSOLUTAMENTE DIMEN- di K©¹²a. Sempre sorridente, sempre inten-
TICARLO. DOVREMMO SEMPRE RICORDARLO. to a far sorridere gli altri, sempre in beati-
Un tale atteggiamento, però, ai giorni nostri tudine e dispensatore di beatitudine agli al-
è sparito. tri: solo questa è la vera forma di K©¹²a.
Dio sta donando così tanto! Sta dando istru- SI DOVREBBE ESSERE BEATI E DARE BEATITU-
zione gratuita (in inglese: free – N.d.T.), DINE AGLI ALTRI. QUINDI, DATE E RICEVETE.
cure gratuite, acqua gratuita, parole gratui- DOVRESTE DONARE GIOIA E RICEVERLA IN
te e gratuitamente si muove in mezzo a voi. CAMBIO. Questa sola è la vostra gratitudi-
È tutto free, free, free, free, free, free (gra- ne: avrete gioia persino nei vostri sogni.
tis)! (Applausi). Dando al Divino solo gioia, senza gratitudi-
Ma quale gratitudine state dando in cam- ne, non otterrete alcuna beatitudine.
bio? Dovreste eliminare l’ego. Il prezzo giu-
sto per tutto questo è, infatti, rendere an- Continuate a sorridere
che voi stessi free (liberi). “Signore, che Quando i vostri occhi vedono il Dio che
cosa posso darTi?” adorate, sorridete! Dovreste continuare a
sorridere. Non dovreste serrare le labbra:
“Signore! Ti offro il cuore che mi hai dato. se le stringete in questo modo, non prove-
Che altro potrei offrire ai Tuoi Piedi? rete alcuna gioia. Si dovrebbe essere sem-
Accetta i miei omaggi.” pre felici. LA BEATITUDINE È LA VOSTRA VERA
FORMA: PER QUESTO BISOGNEREBBE SORRI-
Offrire i vostri omaggi: questa è la giusta DERE ININTERROTTAMENTE.
gratitudine. Se anche quella mancherà, di- Si provano delle sofferenze, si sperimenta-

38 Mother Sai luglio - agosto 2008


Discorso 23-05-2002
no difficoltà e dolori, ma non per questo ni ve ne darò i dettagli.
dovreste piangere. Sono cose che vengono La natura della Divinità, nel mondo, può
e vanno. Sono tutte nuvole passeggere. essere in parte spiegata. Tuttavia la Divini-
Come arrivano, se ne vanno. Tutto qui. Non tà che può essere descritta non è la Divini-
rimangono. Perciò non dovremmo affatto tà vera e propria. La natura della descri-
preoccuparcene. Solamente quando conso- zione è fatta di parole, termini che inganna-
lideremo questa fede, diventeremo veri de- no, illudono e sono instabili. Dovreste inve-
voti. ce indagare sulla natura che vi libererà,
Sfortunatamente, ai giorni nostri, non ci si ossia “Quello” (Dio).
comporta così. Vostra madre ha la febbre, Questo (l’uomo) è Quello (Dio): Tat tvam
vostro padre è ammalato; ma se voi conti- asi. Solo “Quello” è la Divinità. Tvam si
nuate a pensarci, come potete ottenere be- riferisce a “questo”. Quello e questo: il loro
atitudine? punto di unione è asi. Tat tvam asi. En-
Chi sono i genitori? Sono i genitori di que- trambi dovrebbero diventare Uno.
sto corpo materiale. A chi appartiene il cor- Narasimha Murthy, il direttore del campus
po? È nato solo da un altro corpo fisico. di Brindavan, mi ha pregato di parlare del-
Non è dunque al corpo che deve andare la l’argomento relativo al mondo e di
nostra gratitudine. DOVREMMO DIMENTICA- cidâkâµa , cittâkâµa e bhûtâkâµa . Ma
RE IL CORPO E CONTEMPLARE IL CORPO DI quando li conosciamo tutti, qual è il vero
DIO (L’ÂTMA). QUESTA È VERA NATURA UMANA. âkâµa? H©daya âkâµa (l’âkâµa del cuore).
Anch’esso, tuttavia, non è stabile. Dovrem-
La natura dell’âkâµa mo quindi fare il giusto sforzo per scoprire
Ritorniamo alla natura dell’ âkâµa : cidâkâµa (l’Âtma).
bhûtâkâµa, cittâkâµa e cidâkâµa.
Bhûtâkâµa andrebbe completamente di- ( Baba conclude il Discorso cantando il
menticato; cittâkâµa andrebbe in parte te- bhajan: “Hari Bhajana Binâ Sukha ›ânti
nuto a mente, poiché, se ci immergiamo in Nahin...”
esso, gradualmente raggiungiamo
cidâkâµa . Whitefield, 23 maggio 2002,
Cittâkâµa va dunque ricordato. Sai Ramesh Krishan Hall,
Qual è la via per vedere cittâkâµa? Doma- Corso Estivo 2002

(Tratto da www.sathyasai.it)

Mother Sai luglio - agosto 2008 39


L’Indagine sul Sé
Vorrei condividere con voi alcuni dei punti importanti che furono trattati l’11 agosto 2003.
Da tempo non avevamo Bhagavân tra noi ed eravamo entusiasti. Essendo stati fisica-
mente lontani da Lui per un paio di mesi, eravamo molto eccitati nel vederLo seduto lì
sulla sedia a parlare con ognuno di noi. Swami era altrettanto contento di parlare con
noi, e si fermò a lungo. Non si mosse neanche quando fu ora di cantare i bhajan, il che
accade raramente. Di solito, all’approssimarsi dell’ora stabilita, Egli chiude la conver-
sazione e si dirige verso la sala dei canti, ma, quella volta, il colloquio andò avanti e
anche noi ci trattenemmo per una parte del tempo destinato al canto. Questo la dice
lunga sull’entusiasmo degli studenti e sull’Amore di Baba. In quel periodo, l’Istituto
d’Istruzione Superiore Sathya Sai organizzò un simposio per insegnanti. Swami co-
minciò ponendoci delle domande. Si rivolse direttamente a me e disse: “Che cosa è
accaduto al college?”
“Swami, al college si è tenuto un simposio.” “Che cos’è un simposio?”
“Swami, un simposio è un processo, un avvenimento, in cui vari partecipanti esprimo-
no differenti prospettive e punti di vista su di un particolare argomento. Il tema è uno
solo e ognuno dice la sua.”
Sotto la Veranda

“No, sei in errore. Ma sì, va bene, va bene.” (Risate). “Allora Swami, che cos’altro è
un simposio?” “Sei in errore; un simposio non è ‘divisione’. Hai detto che si esprimono
visioni differenti di uno stesso argomento. Stai sbagliando. La divisione non è un sim-
posio: l’unione è un simposio. S-Y-M significa ‘unione’ e ‘simposio’ è qualcosa in cui le
persone si uniscono e non, come tu hai detto, in cui si dividono. (Risate). Quindi sei in
errore: esse si uniscono.” “Oh, Swami, capisco.”
Questo è ciò che disse Baba: “L’indagine sul Sé è la sola via per raggiungere l’Unità.”
Gli chiesi allora altre cose, per provocarLo. (Risate). “Swami, che cosa dovrei fare?
Che pratica dovrei seguire per sperimentare l’Unità? La gente dice che la penitenza
(japa), la meditazione (dhyâna), l’adorazione (pûjâ) e la preghiera sono sentieri dif-
ferenti, differenti esercizi spirituali che si fanno per raggiungere l’Unità. Quale dovrei
seguire?”
“Nessuno di essi.” (Risate). “Nessuno di essi?” “Già!” “Swami... e allora, che cosa
devo fare?” (Risate).
Baba rispose: “Indagine, il sentiero dell’indagine. Poni a te stesso la domanda ‘Chi
sono io? Io non sono il corpo, io non sono la mente, io non sono l’intelletto. Io sono il
Sé’. L’indagine sul Sé è la sola via per raggiungere l’Unità.”
A questo punto, non volevo stare zitto: “Swami, questo significa che la meditazione è
inutile? Vuoi dire che l’adorazione è un processo che non serve a nulla? Devo quindi
abbandonare queste pratiche?”
Baba rispose: “No. Questi sono i processi che ti renderanno ‘capace’ di indagare
dentro te stesso.” Spero di essere chiaro: attraverso la meditazione, la mente sviluppa
la concentrazione che aiuta a indagare sul Sé. L’adorazione rende la mente pura e
adatta allo stesso scopo. Tutte le pratiche che noi adottiamo preparano quindi il terre-
no, preparano la mente a rivolgersi all’interno e a seguire il cammino dell’indagine.
Vedete, questa è l’unicità di Baba: dice una cosa senza rigettare l’altra. Queste cose
sono tutte necessarie per ottenere la gioia. Questo è Bhagavân Baba.
Quindi, questa indagine sul Sé è veramente necessaria. Ma, per poterla fare, anche la

40 Mother Sai luglio - agosto 2008


meditazione e i bhajan sono necessari. L’ indagine sul Sé ci rende capaci e ci fornisce gli
strumenti. “Swami, eccellente! Ho un’altra domanda.” “Qual è?” “Si dice che il sentiero
dell’indagine, che è il sentiero della saggezza, o jñâna, sia il più alto. È quindi sufficiente
che io proceda in quella direzione, visto che è quella di livello più alto? È come un volo
diretto: a che scopo cambiare a Mumbay o a Francoforte? Non è necessario; andiamo
diritti! Quindi, Swami, devo procedere lungo la via dell’indagine, che è il cammino dello
yoga della conoscenza, direttamente? La gente dice che è il più elevato.”
Baba disse: “No, sei di nuovo in errore: anche sulla via della saggezza è presente l’azione,
o ‘karma’, e anche la devozione, o ‘bhakti’. Esse sono lì, anche sulla via della saggez-
za.” La semplice saggezza è solo collezione di fatti, è solo conoscenza, senza l’azione. E
se non c’è devozione, la conoscenza vi rende anche arroganti. Quindi, la saggezza trove-
rà il suo compimento, darà i suoi frutti, solo se accompagnata dall’azione e dalla devozio-
ne.” Questo è ciò che ha detto Baba.
Io volli comunque fare un’altra domanda. “Swami, scusami se chiedo ancora. Vuoi, per
favore, dirmi qual è il metodo migliore nella pratica spirituale o sâdhanâ? Qual è la via più
adatta? Qual è più elevata delle altre?” (Dato che noi vogliamo essere sempre in alto
nella vita, lo sapete, io ho chiesto ‘Qual è superiore? - Fammelo sapere’.) Baba disse:
“Ricorda sempre che nella spiritualità non esiste niente di superiore o inferiore, non esi-
stono un livello alto e uno basso. Questi due termini sono competitivi, comparativi, e sono
usati nel linguaggio del mondo, in senso mondano. Nella spiritualità non c’è niente di
superiore o inferiore, nessun livello più alto o più basso. È tutto uguale; devi comprendere
questo.” “Swami, come faccio a saperlo? Io penso di essere un po’ più in alto degli altri
(risate), perché sono seduto su di una sedia.” (Risate).
Baba, allora, rispose: “Se siete nell’acqua fino alle ginocchia, potete vedere e parlare con
chiunque. Se siete nell’acqua fino al collo potete ancora parlare con la gente, ma, se siete
completamente sott’acqua, non potete comunicare niente a nessuno. (Risate). Allo stes-
so modo, l’esperienza finale è il silenzio. Fintantoché parlate di superiore e inferiore, non
avete raggiunto niente. È quando rimanete in silenzio, senza parole, che avete raggiunto
l’Unità. L’armonia è l’Unità, senza nessun tipo di paragone.”
“Un’altra domanda, Swami.” “Sì, qual è?”
“Swami, benissimo. Dopo l’indagine sul Sé, dopo aver realizzato il Sé, che cosa mi acca-
drà? (Risate). Dopo aver ottenuto un master in scienze, che cosa accade? Si diventa
docenti. Dopo aver ottenuto un dottorato in filosofia, che cosa accade? Si è professori. E
dopo l’indagine sul Sé, che cosa mi accade? Che cosa divento... dopo?”
Baba rise e disse: “Non diventerai niente e non c’è niente da diventare.” (Risate).
“Oh Swami, capisco. E come?” Baba rispose: “È come un pappagallo di zucchero che
vuol misurare la profondità dell’oceano: va sulla riva e si getta in acqua, ma, mentre
scende, si scioglie. In egual modo, nel processo di indagine, ti perdi, scompari, divieni Uno
con l’immenso universo, con l’infinito, con il cosmo. Non sei più separato così da poter
dire ‘ho ottenuto questo o quello, sono divenuto questo o quello.’ Coloro che dicono ‘ho
ottenuto questo, sono diventato quello’ non hanno ottenuto altro che ignoranza.”
Dobbiamo capire questo con chiarezza.

(Tratto da Perle di Saggezza n. 22 dell’11 novembre 2003)

Mother Sai luglio - agosto 2008 41


Discorso 22 -11-1985

Coltivare l’amore è
il bisogno più grande
L’ istruzione moderna sviluppa l’intelletto e za (Ahi¼sâ) si trovano nello stato in cui la
conferisce competenza, ma non indirizza in Verità e la Bontà prevalgono. La Verità
alcun modo a compiere le giuste rinunce. fondamentale è una, ma i saggi l’hanno
Che valore ha l’acquisizione di tutta la co- chiamata con molti nomi. L’UOMO IDEALE È
noscenza del mondo senza il carattere? La COLUI CHE ADERISCE ALLA VERITÀ E NON L’AB-
conoscenza si è moltiplicata e con essa sono BANDONA IN NESSUNA CIRCOSTANZA. EGLI VIVE
cresciuti anche i desideri. Il risultato è che LA VITA VERA. La Verità non esiste per il
si è degli eroi a parole, ma degli zeri nel- bene di nessuno in particolare, trascende i
l’azione. A che cosa serve acquisire intelli- limiti di tempo, spazio e personalità, è il re-
genza e capacità se non si mette in pratica spiro vitale di tutti i Paesi, di tutte le genti in
neppure una piccola parte di ciò che si è tutti i tempi. L’eccelso padre dell’umanità,
imparato? il grande Manu, dopo profonde ricerche,
analisi ed esperienze, fece questo dono al-
Satya¼ ekapada¼ brahma satye l’umanità:
dharmo prati¹ºitah
satyameva vâk-h©dayam Satya¼ bruyât priya¼ bruyât
satya¼ sarvam na bruyât satyamapriya¼
La stessa parola Verità è Dio. La Rettitu- “Dite la verità, (ma) dite ciò che è piacevole;
dine (Dharma) è radicata nella Verità. non dite mai ciò che è spiacevole”.
La Verità è il cuore della parola.
La Verità è tutto. Non dovete dire una cosa non vera perché
può essere piacevole, né dire una verità che
Incarnazioni dell’Amore! sia spiacevole. Questo grande consiglio fu
La Verità è la stupenda residenza di Dio. dato da Manu all’umanità.
La Rettitudine è saldamente basata sulla
Verità. I Veda, che rappresentano la Cono- Conoscenza non significa erudizione
scenza e la Saggezza Superiore (Jñâna e libresca
Vijñâna), sono Incarnazioni della Verità. L’uomo può compiere veri progressi solo
Coloro che nella vita intendono acquisire quando abbandona l’idea che l’istruzione si
livelli superiori devono seguire i precetti persegua allo scopo di guadagnarsi da vi-
della Verità. vere. La connessione fra istruzione e posto
di lavoro deve essere completamente reci-
Le nove gemme da proteggere sa. L’istruzione è per la vita e non per gua-
Verità, carità, penitenza, sacrificio, benevo- dagnarsi di che vivere. Solo chi comprende
lenza, malleabilità, dirittura morale, servizio profondamente questa verità è una perso-
al guru e studio sono le nove gemme che na veramente istruita. Sin dai tempi antichi
ogni ricercatore della conoscenza deve pro- questa verità è stata riconosciuta dai saggi
teggere. La Rettitudine (Dharma), la Pace di Bhârat che hanno preservato l’eredità
(›ânti), l’Amore (Prema) e la Non violen- culturale della nazione. Conoscenza non

42 Mother Sai luglio - agosto 2008


Discorso 22 -11-1985
significa mera erudizione, non consiste nel cercano di vedere come esse possano es-
trasferire il contenuto dei libri al cervello. sere usate per trasformare l’uomo. Newton,
L’istruzione ha lo scopo di trasformare il dopo aver scoperto il potere gravitazionale
cuore. Oggi l’uomo è orgoglioso di quel poco della terra, disse: “Sebbene io abbia sco-
di conoscenza che ha acquisito sul mondo perto la forza di gravità, essa è sempre esi-
fisico e si vanta di conoscere tutto dell’uni- stita (anche) prima della mia scoperta.” Egli
verso. LA VERA CONOSCENZA È QUELLA CHE ammise anche: “Io sono riuscito a identifi-
INSTAURA ARMONIA E SINTESI TRA LA SCIENZA care la forza di gravità, non l’ho creata.”
DA UN LATO E LA SPIRITUALITÀ E L’ETICA DAL- Era convinto che esistesse un Creatore della
L’ALTRO. L’uomo dovrebbe quindi determi- forza di gravità. Anche Einstein, dopo i suoi
nare prima di tutto il vero valore dell’istru- studi scientifici sul funzionamento della na-
zione. tura, rivolse la mente agli argomenti spiri-
Oggi, a causa dello straordinario sviluppo tuali e comprese che, per il cammino spiri-
della fisica, l’uomo tende a sentirsi molto tuale, è necessaria la compagnia di uomini
sapiente, ma solo quando cercherà di capi- buoni e che tale compagnia può trasforma-
re la Conoscenza che trascende la fisica re la condizione umana. Egli dichiarò: “Dim-
potrà trarre da quest’ultima pieno benefi- mi con chi vai e ti dirò chi sei”, il che dimo-
cio. Al di là della fisica c’è la metafisica. stra che ciò che siamo viene determinato
Ultimamente, alcuni stanno iniziando a com- dalle persone che frequentiamo. Il grande
prendere questo fatto e stanno intrapren- filosofo Heisenberg, dopo aver studiato in
dendo la ricerca spirituale. Grandi saggi vari campi della scienza, intraprese la ri-
come Vaµi¹ºa, Vâmana, Jamadagni, cerca del collegamento tra la fisica e la
Viµvâmitra, Gautama e Parasara erano tra spiritualità, e scoprì i grandi segreti conte-
i Sapt⩹i che raggiunsero l’eminenza gra- nuti negli Yogaµâstra. Egli disse: “Domi-
zie alla loro grandezza spirituale. Abbiamo nate la mente: siate menti eccelse.” UN AL-
saggi simili oggi? NON SI PUÒ DIRE CHE I TRO GRANDE SCIENZIATO, SCHROEDINGER,
RISULTATI DELLA SCIENZA MODERNA NON SIA- SCOPRÌ CHE LA SCIENZA E LA SPIRITUALITÀ
NO PRODIGIOSI, NÉ CI SONO DUBBI SULLA NE- SONO INTEGRALMENTE CONNESSE E CHE LA
CESSITÀ DELLA CONOSCENZA SCIENTIFICA, MA SECONDA È LA BASE DELLA PRIMA. EGLI NOTÒ
SI DEVE COMPRENDERE CHE È ALTRETTANTO ANCHE COME LO SVILUPPO DELLA SCIENZA
NECESSARIO SVILUPPARE PARALLELAMENTE IL AVESSE PORTATO A UNA MOLTIPLICAZIONE DEI
NOSTRO SENSO DI DISCRIMINAZIONE PER IL BISOGNI E PROVOCATO UN INDEBOLIMENTO
CORRETTO USO DELLA SCIENZA DI PARI PASSO DELLA VOLONTÀ E DELL’INTELLIGENZA UMA-
CON LO SVILUPPO DELLA CONOSCENZA SCIEN- NE.EGLI DICHIARÒ: “PIÙ DESIDÈRI, PIÙ DI-
TIFICA. È proprio a causa del fatto che que- SPERAZIONE.”
sta discriminazione nell’uso della scienza è
venuta a mancare che il mondo si sta con- Aiutare gli altri è meritorio
frontando con molti pericoli e difficoltà. Ci fu un altro grande pensatore, di nome
Dirac, che si cimentò a scoprire la connes-
Le nostre compagnie determinano sione tra scienza e spiritualità. Egli cercò di
il nostro carattere trovare il fattore unico alla base di tutte le
Eppure anche oggi ci sono alcune menti cose della creazione e a questo scopo con-
elevate che, pur perseguendo la scienza, dusse degli esperimenti, scoprendo che la
esplorano le verità spirituali, le analizzano e verità si trova nel detto “Amate sempre,

Mother Sai luglio - agosto 2008 43


Discorso 22 -11-1985
non fate mai del male”. La conclusione di NELLE MADRI. Gli antichi ©¹i conoscevano
Dirac non è altro che un’eco della signifi- questa verità. Non c’è da meravigliarsi che
cativa affermazione che il Saggio Vyâsa i figli nati in queste condizioni avessero un
fece dopo avere completato le sue opere carattere nobile e virtù eroiche. Racconta-
dei diciotto Purâ²a: “Aiutare gli altri è me- re storie di figli esemplari, come
ritorio, far loro del male è peccaminoso.” Mârka²¬eya, Dhruva e Prahlâda, era una
Abbiamo ancora un altro pensatore moder- pratica comune. Esse fornivano l’ispirazio-
no, De Broglie, che aveva cominciato come ne e gli ideali ai bambini di quei tempi. Che
critico della spiritualità, ma, dopo un’inda- cosa vediamo oggi? Le donne incinte guar-
gine accurata, ammise che il suo criticismo dano la televisione, i film al cinema e si fan-
era dovuto all’ignoranza e proclamò, per no coinvolgere da altri mezzi di comunica-
esperienza personale, che la Divinità è il zione deleteri che mostrano crimini e ses-
nocciolo di ogni cosa nell’universo. TALI so. Il risultato è che i nascituri sviluppano
PROFETI DI VERITÀ NON MANCANO NEL MON- tendenze indesiderabili. Ciò che K©¹²a dis-
DO DELLA SCIENZA. QUESTI GRANDI SCIENZIATI se ad Arjuna poteva essere considerato
CHE HANNO ESAMINATO, ESPLORATO E DICHIA- privo di significato precedentemente, ma
RATO LA VERITÀ, SONO SIMILI AGLI ANTICHI oggi gli scienziati occidentali comprendono
SETTE SAGGI (SAPT©¹I). Newton dichiarò che ciò che diceva il Mahâbhârata è vero.
che l’universo è una manifestazione di Dio L’Istituto per la Salute dell’Infanzia e lo
e che tutto passa per il potere di Dio. Ai Sviluppo Umano, collegato all’Università
nostri tempi Fritjof Capra ha investigato sul- Americana della Carolina, conduce esperi-
la relazione tra l’atomo e le vibrazioni in menti sui fattori che influenzano lo sviluppo
natura. Nei tempi antichi, Vyâsa dichiarò dei bambini. Un eminente scienziato di que-
che l’universo è scaturito dalla vibrazione sto istituto, Anthony Casper, dopo vari espe-
del suono. “Sîtâ” e tutte le cose della crea- rimenti è arrivato alla conclusione che ciò
zione, viventi e non viventi, sono il prodotto che ›rî K©¹²a aveva detto era vero, anche
di queste vibrazioni. se le vostre menti impreparate non posso-
no comprendere pienamente la verità pro-
Bambini ideali dell’India antica fonda che è alla base della Sua afferma-
Ecco un episodio dal Mahâbhârata. Una zione. Anthony Casper annunciò le sue sco-
volta Arjuna, quando sua moglie Subhadrâ perte il 3 gennaio 1984 durante una confe-
era incinta, non sapendo che il bambino che renza di ricercatori. I suoi esperimenti
ella portava in grembo era il futuro eroe evidenziarono che il cibo ingerito dalla ma-
Abhimanyu, cominciò a raccontarle tutto dre, i suoi pensieri e le parole che ascolta
sull’arte della guerra e sul Padmavyûha, hanno un impatto sul bambino che porta (in
una sorta di complicata formazione milita- grembo).
re. In quel momento entrò K©¹²a e gli fece
notare che il bambino veniva influenzato dal Il legame tra la scienza e la spiritualità
racconto. A BHÂRAT C’È L’ANTICA TRADIZIO- Possiamo ben dare il benvenuto al fatto che
NE DI RACCONTARE ALLE DONNE INCINTE STO- oggi ci siano scienziati dalla mente aperta
RIE DI EROI E SANTI IN MODO CHE I BAMBINI che sono disposti a esplorare le verità di-
NEL GREMBO MATERNO VENGANO INFLUENZA- chiarate dai nostri antichi saggi e a cercare
TI DALLE VIBRAZIONI PRODOTTE DA TALI STO- la connessione tra la scienza e la spirituali-
RIE SUBLIMI E DAI PENSIERI CHE SUSCITANO tà. Al contrario, è un peccato che persone

44 Mother Sai luglio - agosto 2008


Discorso 22 -11-1985
nate in questo grande Paese con una tale L’affetto che mostrate deve essere costan-
preziosa eredità conducano vite contrarie te, continuo e immutabile come il respiro.
ai suoi ideali e sprechino le loro opportuni- L’istruzione di oggi è un processo in cui si
tà. Dopo l’allunaggio, il cosmonauta ameri- riempie la mente con il contenuto dei libri,
cano Mitchell osservò la terra dalla luna e la si svuota nella sala dell’esame e si torna
la vide come un enorme diamante lumino- a casa a mente vuota. La vera istruzione
so che si staglia sullo sfondo di un vasto consiste nel coltivare il cuore. Ciò che do-
tappeto di velluto blu. Assistendo a tale spet- vete apprendere deve diventare parte del
tacolo, egli pianse, colpito da questo senti- vostro essere. Solo così avrete un senso di
mento, e chiese: “Essendo nati su una terra appagamento e instaurerete una completa
così meravigliosa e splendente, perché gli armonia tra pensiero, parola e azione. Oggi
uomini si comportano da esseri ignoranti e il Paese ha bisogno di persone che condu-
dalla mente malvagia? Da un diamante può cano vite integre.
uscire soltanto un diamante e non un sem-
Coltivare l’Amore è il bisogno più grande
plice pezzo di pietra. Perché dal suolo puro
In tutti i Paesi la gente parla di pace, ma le
e santo della Madre Terra devono nascere
sue azioni sono contrarie a ciò che profes-
uomini malvagi?” Egli trovò la risposta nel-
sa; essa da una parte parla di pace e dal-
l’attrazione che l’uomo prova per le cose
l’altra tiene in mano la bomba atomica. Tutto
materiali e nella mancanza di interesse per
il mondo soffre per l’inquinamento ambien-
le buone qualità.
tale. I discorsi sulle guerre stellari conten-
La condotta onesta è la sola cosa gono la minaccia di inquinare persino lo
che conti spazio esterno. NEL CUORE DEGLI UOMINI VA
Si dovrebbe capire che, qualunque titolo di EDIFICATO IL DESIDERIO DI PACE. Oggi, colti-
studio e qualsivoglia posizione o nome si vare l’Amore è il bisogno più grande. Que-
posseggano, senza una condotta virtuosa sta grande folla è una manifestazione di
essi non hanno alcun significato. LA RETTA Amore in azione. Qui ci sono centinaia di
CONDOTTA È LA SOLA COSA CHE CONTI VERA- migliaia di persone: è stato mandato loro un
MENTE. C IÒ CHE FATE DETERMINA CIÒ CHE invito? Sono venute per Amore di Sai e per
RICEVETE, PER CUI DOVETE CONCENTRARVI SU l’Amore per Sai. Non serve acquisire tutti i
UNA CONDOTTA ONESTA. Abbandonate i senti- tipi di conoscenza, ripetere il Nome di Dio
menti meschini, allargate la vostra visione. e meditare se non c’è Amore nel cuore.
La vera istruzione può essere riassunta in Soltanto l’Amore può salvare il mondo.
una parola: Amore, l’ Amore che tutto com- Studenti, insegnanti e amanti dell’istruzio-
prende. UNA VITA SENZA AMORE È PEGGIORE ne! Io desidero che, nel vostro tentativo di
DELLA MORTE . La conoscenza mondana è perfezionare il sistema didattico, voi forniate
senza dubbio necessaria, ma non è tutto; Amore, Dharma e Valori Morali, perché
dovete conoscere anche la fondamentale soltanto questi possono far progredire il
Verità della vita e del destino dell’uomo. Paese e metterlo in condizione di recupe-
Oltre ad acquisire la conoscenza, dovete rare la sua antica gloria.
anche coltivare le discipline del comporta-
Praµânti Nilayam, 22 novembre 1985,
mento virtuoso, come il rispetto per gli an- Sai Kulwant Hall,
ziani, l’amore per i genitori e l’affetto per Quarta Assemblea dei Laureati dell’Istituto di
gli amici. Istruzione Superiore ›rî Sathya Sai

Mother Sai luglio - agosto 2008 45


Celebrazioni di ›ivarâtrî a
Praµânti Nilayam

Un’enorme folla di devoti, provenienti da ogni parte del mondo, si è ritrovata a Praµânti
Nilayam per celebrare la sacra festa di ›ivarâtrî alla Divina Presenza di Bhagavân ›rî
Sathya Sai Baba. I devoti hanno partecipato, con grande devozione, ai bhajan che sono
durati tutta la notte e che hanno avuto inizio, alla Divina Presenza, il pomeriggio del 6
marzo 2008 dopo il Discorso di Baba. Il Sai Kulwant Hall, luogo delle celebrazioni, era
variamente e splendidamente decorato per l’occasione presentando un aspetto gioioso.
Vi erano stati installati schermi video e fuori, vicino al tempio di Ga²eµ, era stato siste-

Cronache
mato un altro schermo di grandi dimensioni, per permettere alla gente di assistere ade-
guatamente ai festeggiamenti.

La Danza Cosmica di ›iva: un balletto

La vigilia della sacra festa di ›ivarâtrî, gli studenti dell’università ›rî Sathya Sai hanno
messo in scena un balletto che rappresentava la storia mitologica del k¹îr sâgar mathan
(rimestamento dell’oceano di latte), seguito dalla danza cosmica di ›iva. Il programma
è iniziato alle 18,10 il pomeriggio del 5 marzo 2008 dopo il darµan di Baba, cui ha fatto
seguito, nel Sai Kulwant Hall, un’intensa sessione di bhajan. Il rimestamento dell’oce-
ano da parte degli Dei e dei demoni fece emergere molte cose celestiali, ma la fuoriusci-
ta dello halâhala (veleno mortale) preannunciò la distruzione totale. Per salvare l’uni-
verso dalla distruzione, il Signore ›iva bevve il mortale veleno, dopodiché ballò la Danza
Cosmica.
La superba recita degli studenti e le loro elettrizzanti danze hanno reso viva l’intera
storia mitologica. Il programma è terminato alle 18,45 con l’ârati a Bhagavân.

Il Discorso di ›ivarâtrî di Sai Baba

Il pomeriggio del 6 marzo 2008, Baba è giunto nel Sai Kulwant Hall alle 17,20. Non
appena Egli è entrato nella sala fra il canto dei Veda degli studenti dell’università ›rî
Sathya Sai, due loro gruppi musicali Lo hanno accolto con dolci e auspicali note. Dopo
aver benedetto col Suo divino darµan i devoti, che occupavano ogni spazio dentro e
fuori il Kulwant Hall, Bhagavân è giunto sulla veranda dove era stata posta, dai devoti
d’oltremare, un’enorme torta. Baba, alle 17,25, ha amorevolmente acceso un lume po-
sto su di essa e ha poi proceduto alla cerimonia del taglio fra la gioiosa esultanza dei
devoti.
Dopo di ciò, Bhagavân si è recato sul palco per tenere il Discorso di ›ivarâtrî. Prima di

46 Mother Sai luglio - agosto 2008


questo, µrî V. Srinivasan, Presidente Panindiano delle Organizzazioni Sevâ ›rî Sathya
Sai, ha parlato alla folla. Porgendo calorosi saluti all’enorme assemblea, egli ha osservato
che ›ivarâtrî è la notte della rivelazione e della realizzazione e che i bhajan di ›ivarâtrî,
tenuti alla Divina Presenza, avrebbero diffuso sacre vibrazioni foriere di pace, armonia e
spiritualità nel mondo. Al termine del suo discorso, µrî Srinivasan ha esortato i devoti a
cantare con entusiasmo la gloria di Dio e ottenere la Sua grazia. Poi Baba ha tenuto il Suo
Discorso, terminando con il bhajan “Hari Bhajana Binâ Sukha ›ânti Nahin...”

I bhajan di ›ivarâtrî e il secondo Discorso di ›ivarâtrî di Bhagavân

I bhajan di ›ivarâtrî, condotti alternativamente dagli studenti e dalle studentesse del-


l’università ›rî Sathya Sai, hanno avuto inizio dopo il bhajan suddetto di Bhagavân.
I bhajan sono stati cantati per tutta la notte da gruppi di studenti, devoti e dallo staff
dell’âµram e dell’ospedale. Anche molti gruppi d’oltremare hanno condotto bhajan che
sono stati costantemente cantati in hindî con pronuncia meticolosamente corretta. Il
mattino del 7 marzo 2008, Baba è arrivato nel Sai Kulwant Hall alle 7,05 diffondendo la
beatitudine del Suo divino darµan fra i devoti anelanti, disposti dentro e fuori la sala. Essi
si sono beati al divino splendore del darµan cantando, in questo fausto mattino, la Sua
gloria per più di mezz’ora, prima che i bhajan di ›ivarâtrî giungessero a felice conclu-
sione alle 7,40 con l’offerta dell’ârati a Bhagavân. A tutti i devoti è stato poi distribuito il
prasâdam.

Il pomeriggio del 7 marzo, Baba ha benedetto i devoti con un altro soave Discorso. Prima
di ciò Ajit Popat di Londra, Regno Unito, ha parlato alla folla, esortando i devoti a seguire
l’Esempio e gli Insegnamenti di Baba e dedicare la propria vita al servizio degli altri. Solo
allora, egli ha aggiunto, potranno definirsi veri devoti di Bhagavân. Successivamente,
Baba ha tenuto il Suo Discorso. Il programma, iniziato alle 17 col divino darµan, è giunto
al termine con l’ârati a Bhagavân, portando così a felice conclusione le celebrazioni di
›ivarâtrî a Praµânti Nilayam.

(Tratto da: www.sssbpt.org)

Mother Sai luglio - agosto 2008 47


Un naso rosso, un sorriso

La nostra vita? Un treno in corsa.

Il mondo? Un bellissimo paesaggio dal finestrino.

E noi che ci passiamo in mezzo seduti sul nostro seggiolino.

Il problema della velocità in cui viviamo è che rischiamo di dimenticarci di fermare un


momento il mondo che ci corre intorno per pensare, rischiando così di vivere senza
consapevolezza. La consapevolezza delle cose più semplici, che non richiedono ore di
studio su libri enormi, ma la magari scontata risposta alle domande “chi sono?” “dove
sono?” “che cosa sto facendo?”, che forse tanto scontata non è, in fondo.
Esperienze

Il corso di formazione è stato un’importante occasione per fermarci e riflettere su


quello che facciamo nel momento più importante delle nostre vite, quello in cui diciamo
“vado a fare Sevâ”, per imparare a farlo al meglio. Giovanna ha aperto la bellissima
giornata di domenica con questa frase di Swami:

“Molta gente pensa che il servizio consista nel fornire aiuto ai derelitti e ai
bisognosi. È un grosso errore soltanto pensare di poter dare un servizio agli
altri. Di fatto ciò che fate lo fate per voi stessi, perché il principio atmico e il
principio di Amore sono gli stessi in tutti.”

Il “Servizio” è un passo fondamentale sul nostro sentiero verso Dio, è lo strumento


attraverso il quale riconoscere il principio divino insito in ognuno di noi, ed è fondamen-
tale non dimenticare mai, quando ci diamo al prossimo, che in realtà stiamo facendo
molto di più. Assieme alle mani stiamo facendo lavorare la parte più preziosa di noi:
l’Amore Universale.

Il corso di formazione ci ha fornito degli spunti di riflessione, di crescita e delle nozioni


pratiche per rendere più preciso e profondo l’atto del servizio, che già vedeva protago-
nisti molti di noi partecipanti.

La giornata è cominciata con un intervento dello psicologo Roberto Sartori sul tema
della “relazione d’aiuto”, aperto da un efficace gioco di ruolo che ci ha portati a riflet-
tere sulle nostre capacità comunicative e sulla nostra fisiologica incapacità di percepi-
re tutti gli stimoli cui siamo sottoposti. Con una precisione e un carisma che lasciavano
trapelare l’esperienza di Roberto nel campo dei corsi di formazione, ci sono stati illu-
strati gli strumenti chiave che abbiamo a disposizione per rivolgerci al meglio all’altro,
e sono quelli dell’empatia, per capire profondamente l’altro senza interferenza di giu-
dizio alcuno, della curiosità e dell’ascolto, per conoscere a fondo l’altro e porlo al

48 Mother Sai luglio - agosto 2008


centro delle nostre attenzioni, e della flessibilità, “la via della puodarsità”, come è stata
definita; nella relazione con l’altro è fondamentale abbandonare i nostri schemi mentali e
porci in una situazione di assoluta apertura. Quest’introduzione riflessiva sulle dinamiche
emotive e comportamentali che si mettono in moto nel momento della “relazione d’aiuto”
è stata importante in quanto ha stabilito alcuni punti fissi su una fase del servizio, quella
del rapportarsi con l’altro, che, normalmente, è lasciata al buon senso di ognuno, facendo
emergere l’importanza rivestita da questo momento e i rischi che si corrono nell’affron-
tarlo con superficialità. L’incontro è proseguito poi con i preziosi consigli di Alessandro e
Giovanna, che lavorano, rispettivamente, con anziani e disabili da molti anni e di Mauro,
ex responsabile dell’Ala Servizio dell’Organizzazione Sathya Sai. Ricchi dell’esperienza
data dalla scelta di dedicarsi quotidianamente alle persone cui di solito facciamo servizio,
hanno arricchito la nostra esperienza sul campo con pillole di saggezza e piccole norme
comportamentali che, nella loro semplicità, sono quelle accortezze che, se rispettate, han-
no il potere di rendere perfette le ore trascorse nel Sevâ. Anche se nessuno di noi era
nuovo al mondo del volontariato, le nostre lacune sono emerse piano piano, mentre ci
veniva spiegato di fare attenzione al tono da utilizzare con una persona anziana, o durante
la simulazione di un trasbordo dalla carrozzina, fino al test finale: la simulazione dell’orga-
nizzazione di una festa. I minuti dedicati a questo gioco di ruolo sono risultati importante
momento di riflessione. Nella vita reale facciamo attenzione a tutti quei dettagli che ci
sono venuti in mente (e non ci sono venuti in mente) in quell’occasione? La risposta,
scontata, è: no.

La nostra buona volontà deve essere supportata dalla conoscenza per poter raggiunge-
re al meglio l’obiettivo.

Ultima parentesi della giornata, un naso rosso, il sorriso.

Che cosa meglio di un sorriso per far sentire una persona al centro del mondo, per leggere
nella sua anima, per offrirle la nostra? Franco e Claudio, del gruppo “Dharmic Clown”, ci
hanno guidati in un’esperienza unica attraverso la forza del sorriso. Con musiche, barzel-
lette, palloncini, con una simpatia, di quelle che partono dal cuore, ci hanno dato una
grande dimostrazione di come possa essere facile intrattenere un’intera platea e far sen-
tire allo stesso tempo importante e protagonista ogni singola persona che la compone. Il
corso di formazione, con i suoi due livelli, è stato un momento di crescita e di miglioramen-
to, importante anche e soprattutto se si ha già esperienza di Sevâ. Il rischio, quando si fa
una cosa da molto tempo, è di cominciare a dare per scontati certi passaggi e di porsi
poche domande; in realtà è fondamentale mettersi continuamente in discussione e stare
sempre attenti al dettaglio, vuoi il gesto, vuoi la parola. Il Sevâ è, per noi, momento di
crescita spirituale; per questo si rivela fondamentale la consapevolezza con la quale ci si
approccia a questo appuntamento, dove siamo chiamati a presentarci con il cuore aperto
al prossimo e le mani pronte e capaci.

(Una partecipante al corso di formazione di II° livello)

Mother Sai luglio - agosto 2008 49


Mother Sai Publications
(EDIZIONI MOTHER SAI)
e-mail:msp@mothersaipublications.it
Sito Web: www.mothersaipublications.it
(Collana Vahini)
Aforismi Vedici (Sûtrâ Vâhinî) [SV]
La Conoscenza (Jñâna Vâhinî) [JV]
La Scienza di Dio (Vidyâ Vâhinî) [VV]
La Storia di Râma (Râmakata Rasavâhinî), I° vol. [RV-I]
La Storia di Râma (Râmakata Rasavâhinî), II° vol. [RV-II]
Domande e Risposte (Prashnottara Vâhinî) [PUV]
Il Fiume delle Upanishad (Upanishad Vâhinî) [UV]
Il Gioco di Dio (Lîlâ Kaivalya Vâhinî) [LKV]
La Pace Suprema (Prashânti Vâhinî) [PSV]
La Via della Meditazione (Dhyâna Vâhinî) [DV]
La Verità di Sai (Sathya Sai Vâhinî) [SSV]
La Legge Morale (Dharma Vâhinî) [DhV]
Storie Gloriose del Signore (Bhagavatha Vâhinî) [BhV]
Gli Insegnamenti di Dio (Gîtâ Vâhinî) [GV]
L’Amore di Dio (Prema Vâhinî) [PV]
Dissolvere i Dubbi Spirituali (Sandeha Nivarini) [SN]

(Collana Discorsi) di Sai Baba


Discorsi 1988/89, I° vol. [D89-I]
Discorsi 1988/89, II° vol. [D89-II]
Discorsi 1963-65 (SATHYA SAI SPEAKS VOL. IV) [D65]
Discorsi 1964-67 (SATHYA SAI SPEAKS VOL. V) [D66]
Discorsi 1967-68 (SATHYA SAI SPEAKS VOL. VI) [D67]
Discorsi 1967-68 (SATHYA SAI SPEAKS VOL.7&8) [D68]
Discorsi 1983 (SATHYA SAI SPEAKS VOL. XVI) [D83]
Discorsi 1984 (SATHYA SAI SPEAKS VOL. XVII) [D84]
Discorsi 1984 (SATHYA SAI SPEAKS VOL. XIX) [D86]

(Collana Biografie)La Vita di Sai Baba (N. Kasturi)


La Vita di Sai Baba (Satyam Shivam Sundaram), I vol.
La Vita di Sai Baba (Satyam Shivam Sundaram), II vol.
La Vita di Sai Baba (Satyam Shivam Sundaram), III vol.
La Vita di Sai Baba (Satyam Shivam Sundaram), IV vol.

(Collana Educazione)Discorsi agli Studenti


Corso Estivo 1972 [CE72]
Corso Estivo 1978 [CE78]
Corso Estivo 1990 [CE90]
Corso Estivo 1993 [CE93]

Periodici
Mother Sai, bimestrale + Crescere Insieme
Altre Pubblicazioni Disponibili
Colloqui (CQ)
Mother Sai Speciale (6a Conferenza Mondiale)
Diario Spirituale 1 [DS1]
Diario Spirituale 2 [DS2]
Diario Spirituale 3 [DS3]
Dhyâna: la Meditazione secondo gli insegnamenti di Sai Baba
Canti devozionali (Libro dei bhajan, Testi).
Canti devozionali (Libro dei bhajan, Accordi).
Canti devozionali (Libro dei bhajan, Esercizi).
Atti del I° Convegno dei Responsabili dei Centri Sai Mondiali
Sadhana
Guida all’ashram di Prashanti Nilayam
Racconti e Parabole Vol. I (Chinna Katha vol I)
Racconti e Parabole Vol. II (Chinna Katha vol II)
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Altri Autori
Alla scoperta della verità
A spasso con Dio
Gemme di Saggezza
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Messaggio d’Amore
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Incontrare Dio
L’Eterno Miraggio
Purificare il Cuore (Purifying thr Heart)
Ricordando Sai (Sai Smaran)
Sai Baba Fiamma d’Amore
Sai Baba: la rivelazione continua
Sai Baba, l’Uomo dei miracoli
Sri Sathya Sai Gita-Tutto sulla spiritualità
Satha Sai Baba e l’Educazione dei Figli (Sathya Sai Parenting)
Sathya Sai Baba: Colui che dimora nel Cuore (Hrudaya Nivasini)
Sâitrî – I tre Sai Gâyatrî Mantra
Viaggio con Sai (Sri Sathya Sai Anandadayi)
Visione del Divino.

Audiovisivi:
Shivarathri Sandesh (VHS) Le percussioni, parte I (VHS)
Shivarathri Sandesh(VHS) Le percussioni, parte II (VHS)
Video Story (VHS) Il Medico Divino (VHS)
Tecnica di canto (Audiocass.) Gâyatrî Mantra (Audiocass.)
Embodiment of Love Vol I(CD musicale) Embodiment of Love Vol II(CD musicale)
Bhajanam (CD musicale) Sâitrî – I tre Sai Gâyatrî Mantra(CD musicale)
Dyana, la Meditazione negli Insegnamenti di Sri Sathya Sai Baba(CD musicale)
Scuola bhajan interattiva (N°2CD ROM) Gâyatrî Mantra (CD musicale)
Avo Sai (CD musicale) Le sue Opere nel Sociale (DVD Video)
Alla Scoperta della Verità (DVD Video) La Creazione (DVD Video)

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Compleanno 2002/2003/2004 (CD video) Brahmanandam (CD video)
In Preparazione:
La Vita di Sai Baba (Satyam Shivam Sundaram), V vol.

NB.– Tuttele pubblicazioni sopraelencate si possono avere telefonando o invian-


do un fax a:
Mother Sai Publications
Sathya Sai Books and Publications of Italy, magazzino e sede operativa,
via Umbria 19, 20093 Cologno Monzese (MI); Italy
tel. 02 26708288 (lunedì h.19:30-21); fax 02 25118399

NB.– Tuttele pubblicazioni sopraelencate si possono avere telefonando o invian-


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“Il giusto piano di studio consiste nel leggere, riflettere e applicare


regolarmente alla vita quanto appreso.”
Sai Baba
CONSIGLIO CENTRALE SATHYA SAI D’ITALIA
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