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Sommario

03 Discorso Divino 16 03 ‘05 Gli inconfondibili segni....


08 Discorso Divino 08 03 ‘05 (a.m.) Sperimentare....
14 Amore in Azione Le istituzioni educative..
17 Discorso Divino 08 03 ‘05 (p.m.) Figli dell’immortalità.
22 Sotto la Veranda A ognuno la sua preghiera.
24 Discorso Divino 09 03 ‘05 L’ineluttabile legge del karma.
31 Domande & Risposte continua... .
35 Discorso Divino 10 02 ‘05 Gli anziani, fonte di saggezza...
42 Discorso Divino 27 09 ‘60 I fondamenti della vita.
46 Favole e Poesie
47 News Comunicato.

MOTHER SAI PUBLICATIONS


Sathya Sai Books and Publications of Italy
Tutti i diritti sono riservati
Anno XVII n.3 (103) maggio-giugno 2005
Direttore responsabile: Giorgio Piccaia
sede:Viale Duca d’Aosta n.15 - 21052 Busto Arsizio
periodico bimestrale-autorizz. tribun.di Busto Arsizio N. 08/01 del 04/07/2001

Copyright: Sri Sathya Sai Books and Publications Trust, Prasanthi Nilayam, India.

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Discorso 16-03-2005

Gli inconfondibili
segni distintivi
dell’educazione

“La creazione emerge dalla Verità


e torna a fondersi nella Verità.
C’è un posto nel cosmo
ove la Verità non sia?
Comprendete questa Verità pura
e incontaminata.”

Incarnazioni dell’Amore! Studenti! Si può acquisire una elevata


Siete entrati a far parte di questo Istituto qualificazione accademica
per perseguire la vostra educazione. Impe- come un M. A. o un B. A.1 e
gnatevi, prima di tutto, a comprendere il raggiungere una posizione importante;
vero e proprio significato di “educazione”. si possono ammassare ricchezze,
L’umiltà e il carattere sono il segno distinti- fare atti di carità
vo dell’educazione, ma oggi gli studenti non e conseguire fama e notorietà;
sviluppano l’umiltà; essi sono interessati si può avere forza fisica
solo ad acquisire diplomi. Tuttavia la nostra e godere di una vita lunga e prospera;
Istituzione educativa è un’eccezione in que- si può essere grandi studiosi
sto senso. SOLO POCHI STUDENTI VENGONO meditando
QUI CON L’OBIETTIVO DI ACQUISIRE DIPLO- e predicando i Veda,
MI; LA MAGGIOR PARTE DI ESSI VIENE CON ma nessuno può eguagliare
L’UNICO SCOPO DI FAR PIACERE A SWAMI IM- un vero devoto di Dio.
PEGNANDOSI A SEGUIRE I SUOI IDEALI E OT- Ânanda, il più gustoso dei frutti
TENERE UNA POSIZIONE ELEVATA NELLA VITA. Avendo varcato l’ingresso di questo Istitu-
Essi danno felicità ai genitori con la loro to educativo, dovete cercare di compren-
buona condotta. dere il valore e il vero significato dell’edu-
Studenti! cazione. Solo quando comprendete questi
L’educazione non consiste nella semplice aspetti potete esser considerati veramente
acquisizione di diplomi. educati. Nei pustaka (i libri) c’è molto sa-
pere, ma a che serve se mastaka (la testa) è
piena di “fango” (degradazione)? Una vol-
O uomo! Indaga e chiediti ta riempita la vostra testa di conoscenza,
quale grande felicità tu abbia ottenuto non dovrete più ricorrere ai libri. Gli adul-
passando il tempo, dall’alba al tra- ti dovrebbero dimostrare interesse nell’edu-
monto, ad acquisir nozioni cazione dei loro figli. Dovrebbero indaga-
e guadagnar denaro, dimentico di Dio. re su ciò che i figli stanno imparando nel-
l’istituto educativo e tenere costantemente

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Discorso 16-03-2005

sotto controllo i loro progressi. Gli studenti to e prosperato. Se non ci sono uomini e
moderni reagiscono alle domande degli adul- donne virtuosi, come può il mondo brillare
ti in modo scortese; indulgono nella mera con tutta la sua lucentezza? I NOSTRI STU-
verbosità e li confondono. Essi dovrebbero DENTI NON SI PERDONO IN VUOTA RETORICA;
guadagnarsi un buon nome nella società e ESSI SONO UOMINI D’AZIONE. LA LORO SIN-
sostenere la (buona) reputazione e il pre- CERITÀ MI FA FELICE. Io sono venuto a im-
stigio della istituzione in cui studiano. partire questa educazione ideale agli stu-
Un’istituzione educativa è come un albero denti e a inculcare in loro le virtù.
gigantesco: le differenti materie sono come
i suoi rami e ramoscelli; le virtù sono come Un uomo sciocco, nonostante
i fiori profumati che potete trovare su di la sua intelligenza ed educazione,
esso; la fede è come le radici. Quando an- non conoscerà il suo vero Sé
naffiate le radici della fede, ottenete il frut- e una persona di mentalità meschina
to di Ânanda (la Beatitudine). non abbandonerà
le sue qualità malvagie.
Una preziosa “proprietà”
Attualmente tutte le istituzioni educative
hanno cominciato a comprendere che il La moderna istruzione
carattere è molto importante per uno stu- porta soltanto alla discussione
dente: esso è il fine dell’educazione. Ca- e non alla vera saggezza.
rattere non significa solamente buona con- A che cosa serve un’istruzione
dotta; dovremmo considerare gli altri es- che non può condurvi all’immortalità?
seri umani come fratelli e sorelle e svilup- Acquisite la conoscenza
pare bhâva µuddhi (la purezza di sentimen- che vi farà immortali.
ti) che alla fine conduce a Jñâna siddhi (il
conseguimento della Saggezza). I nostri Una volta acquisita la conoscenza del Sé,
studenti sono molto virtuosi; Io ripeto spes- otterrete tutto il resto. Queste parole di sag-
so che essi sono di Mia proprietà. Dato che gezza sono impresse nel cuore degli stu-
ho tale proprietà con Me, perché dovrei denti.
preoccuparMi di qualcosa? Ho chiesto ai
ragazzi che si sono presentati per l’esame Studenti che non si lasciano condizionare
del GATE: “Miei cari! Come avete esegui- Incarnazioni dell’Amore! Studenti!
to l’esame?” Essi hanno detto: “Swami, con Avete dato prova del vostro valore tra mi-
la Tua Grazia e Benedizione lo abbiamo gliaia di studenti e acquisito alte valutazioni
fatto bene. Tu dici che gli studenti sono Tua all’esame del GATE. (Scrosciante applau-
proprietà: essendo stati benedetti con l’op- so). Gli esaminatori sono stati molto impres-
portunità di essere Tuoi studenti, il nostro sionati dall’intelligenza e dal comportamen-
solo scopo è vivere in accordo con i Tuoi to dei nostri studenti: volevano sapere da
ideali e procurare un buon nome all’Istitu- dove essi provenissero, se dall’est o dal-
to.” Mi ha fatto molto piacere e sono stato l’ovest, dal nord o dal sud. I nostri studenti
profondamente toccato dalla loro risposta; hanno risposto: “Signore, noi non veniamo
è rincuorante notare che ci sono tali stu- né dall’est né dall’ovest, né dal nord né dal
denti ideali nel nostro Istituto. È grazie a sud; noi siamo gli studenti del ›rî Sathya
tali nobili studenti che il Paese ha progredi- Sai Institute of Higher Learning.” Essi non

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si accontentano di ciò che hanno ottenuto e Vai a scuola e studia diligentemente.


si impegnano duramente per portare ulte- Guadagnati un buon nome.
riori allori al nostro Istituto. Dovunque an- Non uscire quando piove
diate troverete che i nostri studenti condu- e non andare mai vicino
cono vite esemplari, propagando gli ideali a pozze melmose.
delle nostre istituzioni educative. Prendi parte ai giochi, corri e divertiti.
UNA VOLTA QUALCUNO HA CHIESTO LORO CHE Se osserverai tutte queste regole,
TIPO DI CIBO GRADISSERO, VEGETARIANO O avrai salute e ricchezza.”
NON VEGETARIANO; ESSI HANNO RISPOSTO A
UNA VOCE: “IL CIBO NON VEGETARIANO ISPI- L’attento controllo del cibo
RA PENSIERI E SENTIMENTI MALVAGI, PER CUI Gli studenti dovrebbero esercitare il con-
NOI NON TOCCHEREMO MAI CIBO NON VEGE- trollo su ciò che mangiano abitualmente.
TARIANO.” Essi sono vegetariani al 100%. Anche gli uccelli, le bestie e gli animali
Anche gli studenti che all’inizio avevano osservano certe regole al riguardo. Essen-
abitudini non vegetariane lo diventano quan- do nati come esseri umani e avendo acqui-
do frequentano il nostro Istituto. Una volta sito un’educazione, non ci si aspetta forse
qualcuno ha cercato di persuadere uno dei che seguiate una giusta disciplina nell’ali-
nostri studenti ad accettare del cibo non mentazione? Gli studenti che hanno man-
vegetariano dicendo che conteneva una giato cibo non vegetariano fin dalla loro
quantità di ottimi nutrienti, ma lui non si è infanzia abbandonano tale abitudine quan-
mosso dalla sua posizione e ha detto: “Io do entrano a far parte della nostra Istitu-
non voglio tali vitamine e proteine; anche il zione; anche i loro genitori rimangono sor-
cibo vegetariano ha tutte le vitamine e pro- presi della loro trasformazione. Quando
teine di cui ho bisogno. Voglio seguire il uno dei nostri studenti andò a casa durante
cammino della verità e il cibo non vegeta- le vacanze, sua madre cercò di servirgli del
riano non contribuisce al progresso spiri- cibo non vegetariano; egli rifiutò di toc-
tuale. Assieme all’istruzione profana, vo- carlo, chiese a sua madre di non preparare
glio acquisire l’educazione spirituale e pro- piatti non vegetariani in futuro e illustrò ai
pagarla nel mondo.” genitori gli effetti nocivi conseguenti il
Ci sono molti studenti simili che sono fermi consumo di cibo non vegetariano. Il cibo
nel loro proposito di diffondere gli ideali di non vegetariano è causa di numerose ma-
Sai ed è grazie a tali nobili studenti che la lattie tra cui il cancro. Avrete letto sulle ri-
nostra Istituzione ha ottenuto fama mon- viste e sui giornali che la maggior parte della
diale. Gli studenti dovrebbero sviluppare gente di Singapore mangia il pesce; per
buone abitudini fin dalla loro fanciullezza per questo essa viene attaccata da numerosi
godere di buona salute e felicità. A tal pro- microrganismi nocivi. Esempi simili sono
posito c’è una poesia che recita: riportati da varie parti di Bhârat. La gente
si ammala a causa del cibo non salutare.
“Alzati presto al mattino Molti sono attaccati all’errata nozione che
al canto del gallo, il cibo non vegetariano dia loro forza, men-
fai un bagno tre in realtà li rende deboli; una volta dan-
dopo le tue abluzioni mattutine neggiata la vostra salute ingerendo cibo non
e indossa un abito appropriato. vegetariano, non sarete più in grado di
Mangia in modo corretto e moderato. recuperarla neanche se passerete il resto

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della vita nei boschi a mangiar frutti e tuberi. sempre buone compagnie, state in compa-
gnia di coloro che dicono buone parole, non
Cibo salutare e buone abitudini pronunciate mai parole aspre e sacrileghe.
Queste sono le risposte date dai nostri stu- SE USATE PAROLE SCORTESI, LA GENTE VI
denti quando sono stati interpellati circa le TRATTERÀ COME UN NEMICO; SE PARLATE SOM-
loro abitudini alimentari. La spiegazione MESSAMENTE E DOLCEMENTE, LA GENTE VOR-
data dai nostri studenti ha avuto un tale RÀ GODERE DELLA VOSTRA COMPAGNIA E PAR-
impatto sull’uditorio che molte delle per- LARE CON VOI ALL’INFINITO. Quando siete
sone presenti sono diventate totalmente in compagnia, assicuratevi che il vostro
vegetariane. Com’è il cibo tale è la mente, corpo sia pulito e che la vostra bocca non
com’è la mente così è l’uomo. Quindi, per emetta cattivo odore. Dovete prendervi cura
condurre una vita sana e felice, si deve ne- adeguata della vostra salute in ogni modo
cessariamente assumere cibo sacro e possibile. Quando il vostro corpo è pulito e
satvico. Tra i Bhâratîya (gli Indiani) c’è in salute e quando i vostri pensieri, le vo-
attualmente una crescente consapevolezza stre parole e azioni sono puri, sarete amati
circa l’influenza del cibo sulla mente; per da tutti.
tale motivo la gente sta cambiando in me-
glio le proprie abitudini alimentari. Il no- Studenti!
stro corpo è fatto di carne; perché dovreste Ovunque andiate assicuratevi di essere
nutrirlo ancora con la carne? Tale cibo non presentabili e accettabili in ogni senso: solo
sacro genera pensieri non sacri. allora meriterete il rispetto degli altri. Te-
nete sempre pulita la bocca; l’alito cattivo
Studenti! non solo induce varie malattie, ma reca
Non basta che osserviate solo le norme ine- anche disturbo agli altri. Se la vostra bocca
renti il cibo; dovreste coltivare anche le emette cattivo odore, la gente cercherà di
buone abitudini e partecipare regolarmen- evitarvi; per questo, appena vi alzate dal
te agli sport e ai giochi. Prendete parte a letto al mattino, dovreste spazzolarvi i denti
quei giochi che favoriranno lo sbocciare e pulirvi la lingua a fondo. Mantenendo la
delle vostre facoltà fisiche e mentali. Il cibo bocca fresca e pulita godrete di buona sa-
salutare e le buone abitudini vi porteranno lute. Nonostante di notte non dorma, Io Mi
a una posizione elevata nella vita. spazzolo i denti prima di andare a letto. Mi
pulisco i denti a intervalli regolari per tene-
Esser sempre presentabili e accettabili re la bocca fresca e pulita. È per questo
Cari studenti bangaru!2 che non ho alcun problema di salute. Io non
Voi siete veramente come l’oro; non è pos- ho sofferenze di alcun tipo. Dovete stare
sibile descrivere i vostri sacri sentimenti. attenti che nessuna particella di cibo si an-
Voi parlate dal profondo del cuore. Il vo- nidi tra i vostri denti. Alcuni usano uno spaz-
stro linguaggio non è ordinario: è Âtma zolino duro per lavarsi i denti, con il risulta-
Bhâ¹â (il Linguaggio dello Spirito). Voi vi- to che le loro gengive cominciano a sangui-
vete la vostra vita con sentimenti sacri. nare. Io, invece, uso uno spazzolino molto
Tenetevi tuttavia lontani dalle cattive com- morbido. I Miei denti sono tuttora così forti
pagnie. Si dice: “Dimmi con chi vai e ti che posso schiacciare una noce di betel. I
dirò chi sei”, “Tu diventi come la compa- Miei studenti sono sorpresi e meravigliati
gnia che frequenti”. Frequentate quindi nel constatare la Mia forza fisica.

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Discorso 16-03-2005

Avere cura della propria salute dovreste formulare con attenzione le vo-
Studenti! stre frasi e parlare con ogni umiltà e rispet-
Il fatto che roviniate la vostra salute e vi to. La vera educazione non si limita alla
affidiate alle mani di un medico sarà moti- conoscenza dei testi; dovreste manifestare
vo di vergogna. Per questo, ognuno deve i Valori Umani di Verità, Rettitudine, Amo-
avere cura della propria salute. Non si do- re, Pace e Non violenza. La Verità non do-
vrebbe mai esser dipendenti dagli altri: vrebbe essere limitata semplicemente alle
questo è ciò che Io, molto spesso, insegno parole, ma esser tradotta in azione.
ai Miei studenti. Alzatevi presto al matti- Studenti!
no, fate un po’ di jogging e ginnastica per Essendo venuti qui e avendo acquisito
mantenere in forma il corpo. Durante il un’educazione del più alto livello, conduce-
periodo degli esami, gli studenti cercano di te una vita virtuosa e condividete la vostra
star svegli fino a tarda notte per studiare; conoscenza.
essi si addormentano con i libri davanti. Un
tale studio non vi porterà da nessuna parte. Muoviamoci insieme,
Non forzatevi a studiare quando avete son- cresciamo tutti insieme,
no: mettete i libri da parte e andate a letto stiamo tutti uniti
tranquillamente. Dovreste studiare solo e condividiamo la nostra conoscenza;
quando la mente è vigile e pronta. viviamo insieme in amicizia e armonia.

O uomo! Non essere orgoglioso Questo è ciò che dovete imparare oggi.
della tua istruzione e cultura. Abbiate sempre un’espressione sorridente
Se non offri i tuoi saluti reverenziali e siate buoni amici per gli altri. Un buon
a Dio e non mediti amico è colui che ha sempre buoni pensie-
su di Lui con devozione, ri, dice parole buone e compie buone azio-
a che cosa serve la tua istruzione? ni. Se condurrete la vostra vita in questo
modo, sarete persone ideali e una fonte di
Mettere a frutto “Educare” ispirazione per il prossimo.
Studenti! (Baba ha concluso il Discorso con il bhajan:
Abbiate, prima di tutto, cura della vostra “Hari Bhajana Binâ Sukha ›ânti Nahin…)
salute. La vostra educazione si rivelerà un
Praµânti Nilayam, 16 marzo 2005,
puro spreco se non mantenete la salute ne-
Sai Kulwant Hall
cessaria. Non accontentatevi dell’istruzio-
ne profana; dovreste acquisire anche “Edu- (Tradotto dal testo inglese
care”. L’istruzione si riferisce pubblicato sul sito internet
all’acquisizione di informazioni esteriori, dello ›rî Sathya Sai Central Trust
di Praµânti Nilayam)
mentre “Educare” si riferisce alla trasfor- 1
Lo M.A. (Master of Arts) è la laurea di secondo
mazione interiore. “Educare” è ciò che fa grado generalmente in discipline umanistiche. Il B.A.
sbocciare i Valori Umani da dentro. Che (Bachelor of Arts) è la laurea di primo grado in ma-
voi abbiate acquisito “Educare” o una sem- terie umanistiche.
2
plice istruzione sarà evidente dal vostro Bangaru è l’affettuoso appellativo che Baba rivol-
ge sovente agli studenti e talvolta anche ai devoti.
parlare. Un consiglio a questo riguardo: non Significa “oro fino”; pertanto, “studenti
dovreste parlare sconsideratamente. Spe- bangaru”può esser tradotto con “studenti, tesori
cialmente quando vi rivolgete agli anziani, (Miei)”.

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Discorso 08-03-2005

Le celebrazioni di Mahâµivarâtrî
(Cronaca delle giornate)
La festa di Mahâµivarâtrî è una delle più importanti dell’India. Essa cade il 14° giorno del k©¹²a
pak¹a la quindicina o metà (pak¹a) scura (k©¹²a) di mâgha (gennaio-febbraio), un mese del calen-
dario induista. Si tiene, dunque, nel periodo di luna calante e viene celebrata, con canti devozionali,
durante la notte. ›ivarâtrî significa “notte” (râtrî) di “buon auspicio” (µiva).
In tutto il Paese, la gente affolla i templi di ›iva e trascorre la notte in adorazione e contemplazione
del Divino.
Il Signore ›iva viene adorato come Yogîµvara (il Signore degli yogin) ed è considerato lo Yogin e
il Rinunciante ideale, ragion per cui, in questo giorno, i Suoi devoti si uniscono, per così dire, a Lui
nelle Sue austerità, astenendosi dal cibo e dal dormire come omaggio al Principe degli yogin.
Le celebrazioni di ›ivarâtrî, a Praµânti Nilayam, hanno avuto inizio la mattina dell’8 marzo e Baba,
mostrando la Sua divina Forma alle migliaia di persone riunite nel Sai Kulwant hall, ha riempito i
cuori di gioia. Dopo esser salito sul palco, Baba ha invitato Anil Kumar, professore allo ›rî Sathya
Sai Institute of Higher Learning, a parlare alla gente.
Anil Kumar ha quindi cominciato a raccontare un episodio avvenuto allorché egli si trovava a
Kodaikanal con Baba. In quell’occasione, mentre Gli era seduto accanto, aveva con sua sorpresa
notato, attorno alla Caviglia del Maestro, il segno tipico che lascia una cavigliera ed era rimasto
ancor più sbigottito nel notare che la caviglia destra non evidenziava segno alcuno. Aveva pertan-
to pregato Swami di rivelargli il significato di ciò e il Maestro gli aveva spiegato che quella vista
rappresentava Lui Stesso come Ardhanârîµvara, il Principio divino in cui sono presenti sia il
Signore ›iva sia Madre Pârvatî. Ardhanârîµvara rappresenta infatti l’aspetto androgino di ›iva, la
cui metà sinistra del Corpo viene raffigurata come femminile (Pârvatî, la ›akti o Energia di ›iva) e
quella destra come maschile (›iva).
Baba, molti anni fa, rivelò di essere la manifestazione di ›iva-›akti e Anil Kumar ha avuto il
privilegio di sperimentare personalmente la verità di quella dichiarazione.
Alle parole di Anil Kumar hanno fatto seguito i discorsi di Narendranath Reddy e di G.K. Raman;
anch’essi hanno narrato la loro esperienza all’assemblea dei devoti.
In seguito, dopo il Suo Discorso, Swami si è seduto e con un gesto della Mano ha materializzato
una collana d’oro, chiedendo agli studenti di che materia fosse fatto quell’oggetto.
Essi hanno risposto trattarsi di oro e, a quel punto, Baba, con un nuovo movimento della Mano e
cogliendo tutti di sorpresa, trasformava quella collana in un anello d’oro. Anche questa volta
Swami domandava di che materiale quell’anello fosse fatto e gli studenti, all’unisono, rispondeva-
no: “D’oro, Swami!” Allora Baba invitava uno studente a salire sul palco e gli infilava l’anello al
dito. Poi ripeteva il movimento circolare con la Mano… ed ecco apparire un’altra collana d’oro. Era
davvero uno spettacolo sconvolgente vedere Baba creare la materia con tanta disinvoltura.
Sembra tuttavia esservi un significato più profondo nelle Sue azioni: Baba intendeva dimostrare
ciò che aveva già citato nel Discorso, ovvero che lo stesso Principio divino è presente in tutto.
Gli ornamenti possono apparire differenti, ma sono tutti fatti dello stesso materiale: l’oro. Allo
stesso modo, sebbene i nomi e le forme cambino, l’Âtma, vale a dire il Sé, è presente in ognuno.
Dopo di ciò, gli studenti della scuola e dell’università di Baba hanno cantato inni e canti devozionali
propiziatori rivolti al Signore ›iva.

Nel pomeriggio due eminenti oratori hanno parlato alla folla nel Sai Kulwant hall. Il primo, µrî S.V.
Giri, ex vicerettore del ›rî Sathya Sai Institute of Higher Learning, ha spiegato il significato dei vari

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Discorso 08-03-2005

Nomi del Signore ›iva che, come si è detto, è Ardhanârîµvara, perché entrambi i princìpi,
maschile e femminile, sono egualmente presenti in Lui. Questa verità è evidente anche nella
vita di Swami, giacché Egli tratta uomini e donne allo stesso modo ed esorta la società a
tributare alla donna il dovuto rispetto. L’altro appellativo dato a ›iva, cioè Nîlaka²ºha, è
esso pure riferibile a Baba, poiché, proprio come ›iva inghiottì il veleno halâhala per salvare
il mondo dal suo effetto letale, così pure Baba è pronto a sopportare qualunque sofferenza
fisica allo scopo di proteggere i Suoi devoti e garantirne il benessere.
Dopo µrî S.V. Giri, Swami ha invitato a parlare A.V. Gokak, che ha recentemente assunto
l’incarico di vicerettore dello ›rî Sathya Sai Institute of Higher Learning. Gokak ha affermato
che il lingam, simbolo di ›iva, rappresenta la Divina Consapevolezza da cui tutto è emerso e
in cui tutto, alla fine, si riassorbirà. Ha proseguito dicendo che, allo stesso modo, le varie fedi
e religioni del mondo trovano compimento ai Piedi di loto di Bhagavân ›rî Sathya Sai Baba.
Egli ha poi concluso affermando che occorrerebbe abbandonare la ristrettezza mentale e
l’intolleranza verso le altre religioni e progredire verso quello stadio finale in cui colui che
medita comprende di essere una sola cosa con l’oggetto della meditazione.
Dopo il Discorso del pomeriggio, Swami dava il via all’inizio dei bhajan.
I canti devozionali sono proseguiti senza interruzione per tutta la notte e sono stati eseguiti
dai devoti dei Centri Sai di Bangalore, Delhi e Mumbai, nonché da altri devoti provenienti dai
paesi d’oltremare. Il Sai Kulwant hall si è riempito di sacre vibrazioni, frutto dell’espressione
di tanta devozione. È stato anche rappresentato l’Ekâdaµa Rudra Pârâya²a, nel corso del
quale il Rudram, il mantra vedico in lode a ›iva, disseminato di strofe tratte dal Camakam,
viene cantato undici volte.

La mattina del 9, alle 6,30, Sai Baba è entrato, per la gioia degli occhi dei presenti, nel Sai
Kulwant hall e alle 7 accettava l’ârati, ponendo in tal modo fine al canto dei bhajan. Faceva
poi distribuire alla folla il prasadam (il cibo consacrato), costituito di pulihora (riso al
tamarindo) e la¬¬u (tipico dolce indiano). Scaldava davvero il cuore vedere i membri della
famiglia Sai, senza distinzione di classe, razza o nazionalità, sedere sotto lo stesso tetto e
gustare il prasadam, offerto dall’amorevole Madre Sai.
Nel pomeriggio, Swami teneva l’ultimo Discorso delle celebrazioni di ›ivarâtrî, al termine del
quale Gli veniva offerto l’ârati.

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Discorso 08-03-2005

Sperimentare l’onnipervadente
Consapevolezza Divina

“Il Signore del Kailâsa Divina) permea non solo gli esseri umani,
ha manifestato la Sua Forma divina ma anche gli uccelli, le bestie e gli animali.
con la luna crescente In effetti, ogni momento della nostra vita
che Gli adorna la testa, può esser considerato come ›ivarâtrî; non
la fresca acqua del Gange che scorre dobbiamo aspettare ›ivarâtrî in un giorno
attraverso i Suoi riccioli arruffati, particolare dell’anno.
l’occhio splendente
in mezzo alla fronte Onnipervadente Consapevolezza
e il collo color porpora brillante Incarnazioni dell’Amore!
come il luccichio di una mora. La Consapevolezza di ›iva è
Egli indossa braccialetti di serpenti onnipervadente. Come possiamo limitarla
e una serpe come cintura, a un tempo o a un luogo particolari?
tutto il Suo corpo
è cosparso di vibhûti, Sarvata­ pânipâda¼ tat sarvatok¹i
la fronte è adorna µiromukham
di un punto di kumkum, sarvata­ µrutimalloke sarvamâv©tya
le labbra rosse brillano ti¹ºhati
di succo di betel; Con mani, piedi, occhi, testa, bocca
orecchini d’oro tempestati di diamanti e orecchie che pervadono ogni cosa,
pendono dalle Sue orecchie Egli permea l’intero universo.
e tutto il Suo corpo di colore bruno
risplende di divino fulgore.” Se una volta analizziamo questo aspetto
attentamente, apparirà ovvio che tutto ciò
Il “Propizio” di cui siamo testimoni all’intorno è Consa-
Nessuno sembra aver fatto uno sforzo per pevolezza di ›iva e nient’altro. ›iva non
comprendere il significato e l’importanza rappresenta una forma particolare con i ca-
di ›ivarâtrî. In effetti, la stessa parola pelli arruffati e una pelle di tigre; dovun-
›ivarâtrî rivela il suo significato: ›iva si- que guardiamo e qualunque forma incon-
gnifica “propizio” e râtrî significa “notte”. triamo, che sia un bambino o una persona
Per questo ›ivarâtrî vuol dire “notte pro- anziana, una donna o un uomo, in ogni for-
pizia”. Sorge allora la domanda: “Chi è ma risplende la Consapevolezza di ›iva.
›iva?” ›iva non è altro che la Consapevo- Come potete descrivere l’onnipervadente
lezza Divina che pervade tutti gli esseri Consapevolezza di ›iva o limitarla a un mo-
viventi; questo ›ivattva (Consapevolezza mento e un luogo specifici? La gente ese-

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Discorso 08-03-2005

gue una forma particolare di danza per rap- Uno dei Nomi che le vengono attribuiti è
presentare la ›iva TⲬava (la danza ›ivattva (Consapevolezza di ›iva); per cui,
Cosmica di ›iva e Pârvatî), ma questa è non è corretto descrivere ›ivattva con ap-
solo simbolica e non descrive la vera ›iva pellativi come Mukkanti, Trinetra ecc.;
TⲬava. Come si può descrivere la Co- ›ivattva indica la onnipervadente Consa-
scienza Trascendentale di ›iva che le pa- pevolezza Divina. In effetti, tutti i devoti
role non possono descrivere e che la men- che siedono in questa sala sono Incarna-
te non può comprendere? zioni del Signore ›iva.

Il Signore dai tre occhi Sarva¼ µivamaya¼


Il Signore ›iva è descritto da alcuni come Tutto ciò che percepisci
Mukkanti (il Signore dai tre occhi). Tutti in questo mondo oggettivo
noi abbiamo solo due occhi, ma Dio ha è una manifestazione di ›iva.
anche un terzo occhio. Noi siamo consa-
pevoli solo del passato e del presente, non Essa pervade tutti e tre i mondi: la terra, lo
possiamo visualizzare il futuro; solo Dio spazio e il mondo inferiore. Esiste in tutti
può. Il Signore ›iva, che può visualizzare il e tre i periodi di tempo: il passato, il presen-
futuro con il Suo terzo occhio, cioè Jñâna te e il futuro. È indescrivibile. Qualsiasi
Netra, viene dunque definito come periodo di tempo è insufficiente a descri-
Mukkanti. Persone differenti descrivono vere ›ivattva. Molta gente adora questa
Dio in modi differenti. Lo si descrive an- onnipresente e onnipervadente Consapevo-
che incarnato in varie forme, ma tutte que- lezza Divina descrivendola con nomi e for-
ste descrizioni non riescono a darNe me differenti. P ROPRIO COME
un’idea completa. L’ONNICOMPRENSIVO AMORE DIVINO NON FA
DISTINZIONE TRA ESSERI VIVENTI, ANCHE LA
Tutto è ›iva CONSAPEVOLEZZA DIVINA NON FA DIFFEREN-
Ognuno descrive Dio e Gli assegna un ZE; SIAMO SOLO NOI CHE FACCIAMO DISTIN-
nome e una forma particolari a seconda ZIONI TRA PERSONE COME MIO PADRE, MIA
della sua immaginazione; Dio, il MADRE, MIO FRATELLO, MIA SORELLA ECC.,
Senzanome e Senzaforma, è onnipresente BASATE SULLE NOSTRE RELAZIONI TERRENE
e onnipervadente. Egli è CON LORO. In effetti, ogni essere vivente è
Avâ¾mânasagocara (Indescrivibile a pa- una Incarnazione della Divinità. Dio assu-
role e Incomprensibile alla mente) e me tutti i nomi e tutte le forme. Voi siete
Aprameya (Incommensurabile). Chi può Dio.
descrivere una tale Divinità? C’è solo un
segno distintivo della Divinità e cioè la Episodi divini
Consapevolezza. Questa Consapevolezza Una volta Pârvatî, la consorte del Signore
Divina assume qualunque forma voglia ›iva, Gli chiese: “Come fa la gente a rico-
permeare, sia quella di un cane, di un cor- noscere la Consapevolezza Divina che si
vo, di una gru o di un essere umano. dice sia onnipervadente?” εvara rispose
εvarattva può quindi esser descritto come che la stessa Consapevolezza che è
Consapevolezza Divina. Essa permea non immanente in Lui permea tutti gli esseri
solo tutti gli esseri umani, ma anche gli viventi e spiegò anche come la stessa per-
insetti, gli uccelli, le bestie e gli animali. measse pure ogni cellula del corpo di Lei.

Mother Sai maggio-giugno 2005 11


Discorso 08-03-2005

Non la si può spiegare; si può solo speri- La fervida immaginazione dei devoti
mentarla. Tutte queste differenze nella forma fisica
Una volta Pârvatî non trovava Suo figlio sono solo nella mente degli esseri umani,
Vinâyaka nonostante Egli fosse molto vi- ma Dio è privo di attributi. Sono i devoti
cino al Signore εvara. Ella cercava ad assegnare a Dio nomi, forme e attributi
Vinâyaka in ogni dove meno che nelle di- differenti; basandosi sulla loro immagina-
vine vicinanze del Signore εvara. zione, essi dipingono Dio in forme diffe-
CHE STRANO! IN EGUAL MODO OGGI L’UOMO renti come il grande artista Ravi Varma1.
CERCA DIO DOVUNQUE SENZA SAPERE CHE DIO ASSUME LA FORMA CHE VOI PENSATE. La
EGLI STESSO È UNA INCARNAZIONE DEL DIVI- gente descrive la forma di Dio come Rudra
NO ÂTMA. Il Signore εvara non ha mai sti- (il “Fiammeggiante”, aspetto terrifico di
rato i Suoi capelli; Egli li ha lasciati nella ›iva) e ›ântisvarûpa (Incarnazione della
loro posizione naturale come riccioli arruf- Pace), ma Dio è sempre soltanto
fati. I Suoi riccioli arruffati, il Suo terzo oc- ›ântisvarûpa; Egli è sempre amabile e sor-
chio e il Suo corpo coperto di cenere sono ridente. Immaginare una tale Incarnazione
stati lasciati nella loro situazione e nel loro della Pace in forma diversa è solo opera
colore naturali, ma essi appaiono differen- del devoto; se proprio esistono tali illusioni
temente a persone diverse. Chi può descri- occorre liberarsene.
vere il colore e lo splendore del corpo del
Signore ›iva? Dio non ha attributi
Una volta nacque una controversia tra Bisogna raggiungere la Divinità coltivan-
Lak¹mî e Pârvatî circa l’apparenza fisica do amore per Dio; è solo l’amore che può
del Signore εvara e del Signore Vi¹²u. Du- legarLo. L’Unità di Dio deve essere realiz-
rante la discussione Lak¹mî chiese: zata attraverso tale Amore divino. Se Dio,
“Pârvatî! Come hai potuto corteggiare que- che è privo di attributi, deve essere descrit-
sta strana persona che non tiene pulito il to, la descrizione sarà:
Suo corpo e lo cosparge di cenere residua
della cremazione?” Pârvatî si offese e re- Ekam nityam vimalam acalam sarvadhî
plicò: “Ammâ! Tuo marito Vi¹²u si adagia sâk¹ibhûtam bhâvâtîtam trigu²arahitam
sul serpente ›e¹a ed è di colore blu; per- L’Uno senza secondo, l’Eterno, il Puro,
ché non correggi i Suoi modi e cerchi di l’Immutabile,
cambiare il colore del Suo corpo?” Mentre l’Intelligenza onnipervadente
stavano discutendo in questo modo, entrò che tutto attiva, il Testimone
in scena Sarasvatî e cercò di dar Loro un di ogni cosa, al di là dell’immaginazione,
consiglio: “Nella Loro apparenza fisica al di là dei tre gu²a, sattva, rajas e tamas.
possono esserci alcune differenze, ma, per
quanto Mi riguarda, non trovo nessuna dif- Noi attribuiamo differenze a un tale Dio
ferenza tra di Loro. Vedo che la stessa Con- privo di attributi e ne siamo contenti. Ciò
sapevolezza Divina permea ambedue que- non è corretto. L’Unità di Dio deve essere
ste Forme. Voi entrate in polemica perché compresa. A questo riguardo non deve es-
non riuscite a rendervene conto; dimenti- serci confusione, anche se poeti e artisti
cate quindi tutte le differenze esteriori.” come Ravi Varma hanno rappresentato Dio
Questo tipo di natura trascendentale è in forme differenti, dando espressione alla
immanente solo in Sarasvatî. loro capacità immaginativa. Quali che sia-

12 Mother Sai maggio-giugno 2005


Discorso 08-03-2005

no le forme o i ritratti concepiti da poeti e rate il Signore K©¹²a e viceversa è una con-
artisti, Dio è solo Uno. Per esempio il Si- cezione erronea; tali differenze possono es-
gnore Vinâyaka appare sempre lo Stesso, sere sentite dai devoti, ma non esistono nel
dovunque lo vediate; Egli non ha attributi Signore Râma e nel Signore K©¹²a. Dio non
di sorta. Ganapati è Colui che non ha attri- nutre tali sentimenti negativi; solo negli es-
buti. Egli non ha alcun capo al di sopra di seri umani esistono differenze e sentimenti
Sé; è per questo che è chiamato Vinâyaka. negativi. In effetti non c’è alcuna possibili-
Se fate un’analisi, (scoprirete che) ogni tà che i sentimenti negativi coinvolgano il
nome assegnato a Dio vi rivela un signifi- Divino: Egli è soltanto totalmente positivo.
cato. Dato che non ha alcun capo al di so-
pra di Sé, anche Brahmâ, Vi¹²u e Devozione unidirezionale
Maheµvara Lo adorano. Cari studenti!
Non attribuite a Dio alcuna differenza o
Adorare Dio come tale sentimento negativo. Voi potete adorare
Incarnazioni dell’Amore! Dio in qualsiasi forma e nome vi piaccia.
Oggi la gente esaspera le differenze tra gli NEL CASO TROVIATE UNA QUALUNQUE DIFFE-
esseri umani attribuendo nomi e forme dif- RENZA NEL DIVINO, L’ERRORE È IMPUTABILE
ferenti a Dio che è senza nome, senza for- AI VOSTRI SENTIMENTI NEGATIVI E NON A DIO.
ma e senza attributi. Questo è un grave er- Adorate quindi Dio con devozione
rore. La Divinità viene divisa dai devoti; unidirezionale.
l’Unità di Dio non viene compresa, con il
conseguente risultato di futili Praµânti Nilayam, 8 marzo 2005 (mattino),
argomentazioni e confutazioni. Che sia Sai Kulwant Hall,
Râma, K©¹²a, εvara o Vi¹²u, questi sono Celebrazioni di Mahâµivarâtrî
solo nomi diversi assegnati a Dio dai de-
(Tradotto dal testo inglese
voti, ma Dio è solo Uno. QUESTI NOMI VEN- pubblicato sul sito internet
GONO ASSEGNATI A DIO SOLO PER LA NOSTRA dello ›rî Sathya Sai Central Trust
SODDISFAZIONE; NELLA DIVINITÀ, INVECE, NON di Praµânti Nilayam)
ALBERGA ALCUNA DIFFERENZA! LA MIGLIORE
1
SÂDHANÂ SAREBBE REALIZZARE L’UNITÀ NEL- Râja Ravi Varma (1848-1906), il pittore del Kerala
LA DIVINITÀ E ADORARE DIO COME TALE. Voi
più celebrato, fu l’iniziatore del particolare stile ro-
mantico che ancora oggi è usato nei cartelloni pub-
potete comunque adorare Dio nella forma blicitari cinematografici. Appartenente alla famiglia
che preferite, a questo non si può fare obie- reale di Travancore, fu ritrattista apprezzato sia da-
zione, ma l’unità che sottende alle differenti gli Inglesi sia dall’alta società indiana e creatore di
forme e ai diversi nomi non dovrebbe esse- opere “storiche” dedicate ai grandi classici del pas-
sato e della tradizione, in uno stile che è una sintesi
re mai dimenticata. Pensare che il Signore
perfetta di illusionismo occidentale e di lussureg-
Râma possa essere arrabbiato se voi ado- giante India del sud.

Mother Sai maggio-giugno 2005 13


LE ISTITUZIONI EDUCATIVE

L’8 agosto 1950, a Bukkapatnam, un piccolo centro vicino a Puttaparthi, fu inaugurata


la prima scuola fatta costruire da Sai Baba; per realizzare questo progetto Egli si era
recato a Madras dal Primo Ministro e aveva versato la somma necessaria ammontante
a quindicimila rupie. Questo primo episodio doveva essere foriero di grandiosi sviluppi.
Sai Baba ha intrapreso e reso concrete straordinarie opere sociali nel settore educativo;
in numerose regioni dell’India ha costruito scuole elementari, secondarie, università,
nonché ostelli per ospitare gli studenti, ove il vitto e l’alloggio come pure l’educazione e
l’istruzione scolastica sono completamente gratuiti, senza distinzione di casta, classe
sociale, religione, o provenienza.
Oltre ai programmi ministeriali, i ragazzi e le ragazze delle scuole Sai – sin dalle elemen-
Amore in Azione

tari – imparano a recitare in sanscrito i Veda e i versi delle Sacre Scritture per conser-
vare i princìpi e i codici morali dei Testi Sacri, da lungo tempo ignorati dalle istituzioni
scolastiche statali.
Tra le grandi opere sociali realizzate da Sai Baba, l’istituzione di scuole e università è
sempre stato il principale impegno da parte Sua. In tali Istituti l’istruzione scolastica si
fonde nel più vasto concetto di EDUCAZIONE, intesa come pieno sviluppo delle
potenzialità umane, nonché come conoscenza di se stessi e della propria Natura Divina.
Ai Suoi studenti, Sai Baba impartisce insegnamenti basati sui cinque Valori Umani:
Verità, Rettitudine, Pace, Amore e Non violenza, in modo che i giovani li mettano in
pratica nella vita di tutti i giorni, e imparino a comportarsi in modo ideale nell’ambito
scolastico, familiare e sociale.
Sai Baba insegna, non solo agli studenti delle Sue scuole, ma anche a tutti gli uomini
d’ogni Paese e religione, a mettere in pratica nelle relazioni umane e sociali i Valori
Umani. Egli ricorda incessantemente che solo con l’Unità e la Fratellanza fra tutti i
popoli e le nazioni ci potrà essere vera felicità e prosperità sulla terra.

L’Istituto Superiore εvarâmmâ


Molti anni fa, quando Puttaparthi era un villaggio sperduto e isolato, privo di qualsiasi
infrastruttura sociale, εvarâmmâ, madre di Sai Baba, chiese e ottenne che Egli faces-
se costruire a Puttaparthi una piccola scuola elementare per evitare ai bambini del
villaggio di percorrere a piedi una lunga distanza per recarsi in un paese vicino. A
εvarâmmâ, che con la sua umiltà e semplicità seppe incarnare gli ideali più nobili e puri
di donna e di madre, fu dedicato l’Istituto Superiore di Praµânti Nilayam che Baba
inaugurò nel maggio del 1972

14 Mother Sai maggio-giugno 2005


La Scuola Superiore Femminile di Anantapur
Per costruire questo college si sono spesi milioni di rupie, non per incrementare
con un’altra scuola le centinaia di istituti già sparsi per il Paese, ma per educare
una generazione di donne a vivere secondo gli ideali che sono tesoro della cultura
dell’India, e a tenere alta la dignità e il destino della donna. - ›rî Sathya Sai Baba-
-
La Scuola Superiore Femminile di Anantapur, con relativa residenza per sole studentes-
se, fu inaugurata il 22 luglio 1968. Sai Baba ritiene molto importante che le ragazze rice-
vano una buona istruzione scolastica e un’approfondita educazione nei Valori Umani,
perché quando la donna sa manifestare un comportamento virtuoso e ideale, grazie al suo
innato spirito di sacrificio e di dedizione, diventa il cardine delle famiglia e della società.
Assieme all’istruzione profana, il sistema educativo Sai mira a sviluppare nei giovani un
carattere nobile ed integerrimo, mediante la pratica dei Valori Umani nella vita quotidia-
na. Possiamo quindi affermare che il lavoro più straordinario e “miracoloso” compiuto
da Sai Baba è la silenziosa trasformazione dell’animo umano; infatti, con la forza del
Suo Amore, Egli vuole condurre tutti gli uomini verso il bene, la pace e la moralità.
Offre lauree di primo grado, corsi di specializzazione e qualche corso professionale.

La Scuola Superiore Maschile di Whitefield


È conosciuto come il “Campus di Brindavan” e si trova alla periferia di Bangalore.
Questo campus è maschile e offre lauree di primo grado.

La Scuola Superiore Maschile di Praµânti Nilayam


Costituisce il quartier generale dell’università, dato che vi è situata l’amministrazione
universitaria. Il campus è maschile e offre lauree di primo grado, corsi di specializzazione
e qualche corso professionale, nonché attrezzature e impianti speciali per la ricerca,
necessari per i candidati al dottorato di tutte le discipline.

Le Scuole Sathya Sai nei villaggi dell’India e nel mondo


Nelle località di Alike, Muddanehalli, come pure in molti villaggi poveri dello Stato
indiano dell’Andhra Pradeµ, dove ancora non esistevano istituti scolastici, Sai Baba ha
fatto costruire delle scuole, per portare l’istruzione anche nei centri rurali più poveri e
isolati. Non soltanto in India, ma anche in molti Paesi, come ad esempio in Tailandia,
Zambia, Nuova Zelanda, Canada ecc., sono sorte scuole Sathya Sai, che seguono i criteri
guida stabiliti da Sai Baba e adottano il programma dell’educazione ai Valori Umani:
Verità, Retta Condotta, Pace, Amore e Non violenza. Questi Istituti mirano a formare la
personalità dei giovani in modo completo ed equilibrato; perciò, oltre all’istruzione sco-
lastica ministeriale, insegnano agli studenti a sviluppare un carattere virtuoso e discipli-
nato e a coltivare amore, tolleranza e compassione.

Il Planetario ›rî Sathya Sai


Il sistema impiegato in questo moderno planetario, inaugurato da Sai Baba nel 1985,
permette di proiettare le immagini di ben 405 astri, di 88 costellazioni, della via lattea, di
diverse nebulose e numerosi corpi celesti. La sua speciale cupola lo rende un centro di

Mother Sai maggio-giugno 2005 15


ricerca dove gli studenti delle scuole Sai possono approfondire interessi e conoscenza nel
campo astronomico, matematico e scientifico.

I Musei di Praµânti Nilayam


A Praµânti Nilayam sono stati realizzati due splendidi musei che illustrano in modo
chiaro e semplice molti concetti, altrimenti oscuri, della creazione, delle diverse religioni e
filosofie spirituali, nonché della missione e delle opere di Sai Baba.
Il Museo delle Religioni, ove è rappresentata l’eterna ricerca dell’uomo, spinto a realiz-
zare la sua innata Divinità, fu inaugurato da Sai Baba nel 1990. L’esposizione, disposta
su tre piani, illustra con interessanti spiegazioni le discipline e gli elementi fondamentali
delle più importanti religioni, nonché gli insegnamenti delle Sacre Scritture induiste,
quali i Veda, le Upani¹ad, la Gîtâ ecc.
Il Museo “Caitanya Jyoti” (Luce della Consapevolezza Universale) fu costruito in
occasione del 75° Compleanno di Sai Baba, e ospita un’esposizione relativa alla Sua vita
e alla Sua missione. Questa splendida e insolita costruzione fu progettata da un architet-
to malesiano che unificò i diversi stili culturali e architettonici: il tetto, simile a quello di
un palazzo imperiale cinese, è affiancato da due grandi cupole in titanio di stile moresco,
incoronate da una struttura semicircolare adornata da archi gotici. Il museo fu inaugura-
to da Sai Baba il 18 novembre 2000.

Il Pûr²acandra
Vasto auditorio della lunghezza di 60 metri, costruito a Praµânti Nilayam nel 1973, può
accogliere circa 15.000 persone. È il luogo in cui Sai Baba celebra funzioni e festività
particolari, e dove gli studenti possono mettere in scena rappresentazioni teatrali, solita-
mente ispirate ai grandi personaggi descritti negli antichi poemi epici e nei Sacri Testi.

Il Museo della Musica.


Ospita strumenti musicali usati in tutti i paesi attraverso i secoli sino all’era moderna, e
presenta un’architettura molto particolare a forma di cimbalo, con trombe poste ai due
lati, e colonne a forma di chitarra e di vî²â (antico strumento musicale indiano a corde).
Adiacente al Museo della Musica, sorge un grande edificio rettangolare, che ospita, al
piano terreno, gli uffici amministrativi e, al primo e al secondo piano, la Scuola di Mu-
sica. La Scuola di Danza si trova nella struttura circolare situata sul retro.
Un’altra pietra miliare nel campo della “Educazione Integrale”, avente lo scopo di svi-
luppare l’eccellenza umana in tutti i settori, compreso quello musicale e artistico, è stata
posta con l’inaugurazione del Museo della Scuola di Musica e Danza, avvenuta, il 20
novembre 2000 a Praµânti Nilayam, alla presenza di Sai Baba.

Tratto dal sito web del Consiglio Centrale


Sathya Sai d’Italia

16 Mother Sai maggio-giugno 2005


Discorso 08-03-2005

Figli dell’immortalità

( pomeriggio)

“In questa terra di Bhârat, d’oggi, i Bhâratîya l’hanno dimenticata e


immensamente sacra, la tolleranza praticano la cultura altrui.
è qualità dominante
del nostro carattere. L’importanza di recuperare i Valori
Di tutte le promesse religiose, Umani
la più grande è l’aderenza alla Verità, I grandi Valori Umani di Satya (Verità) e
così difficile da praticare. Dharma (Rettitudine) sono in declino in
In questa terra di Bhârat, questa santa terra di Bhârat. Fino a ora,
il sentimento più dolce e più rispettabi- comunque e fortunatamente, nessuno è sta-
le è quello verso la madre. to capace di sradicarli. Non esiste niente di
Gettando alle fiamme più sacro della Verità e della Rettitudine;
la struttura morale del nostro Paese, esse sono, per l’essere umano, come i due
che decreta il rispetto di sé occhi. Sfortunatamente, le persone vanno
come più importante oggi perdendo l’uso di questi due occhi, di-
della propria stessa vita, ventando conseguentemente cieche. Nono-
alla gente è stato dato il pugnale stante gli studenti dei tempi attuali cerchino
della libertà sfrenata, una educazione elevata e acquisiscano di-
a imitazione del modo plomi, stanno perdendo di vista tali grandi
di vivere occidentale. Valori Umani. Invece di favorire una cultu-
Ahimè! Che cosa posso dire ra così sacra e nobile, e condurre la vita in
dei governanti accordo con i princìpi che essa propugna,
di questa terra di Bhârat? la gente spreca il proprio tempo in vane ri-
I Bhâratîya di oggi cerche. È solo la pratica dei grandi Valori
sono proprio come l’elefante, Umani di Satya (Verità), Dharma (Retti-
che non è cosciente tudine), ›ânti (Pace) e Prema (Amore) che
della propria forza.” ha fatto del paese di Bhârat il grande
condottiero spirituale del mondo intero. Solo
Incarnazioni dell’Amore! quando li promuoviamo abbiamo il diritto di
Finora, nessuno è stato capace di compren- esser chiamati Bhâratîya nel vero senso
dere l’unicità, la grandezza e la santità di della parola; perdere di vista anche uno di
questa sacra terra di Bhârat. La sua cultura questi valori ci toglie il diritto al grande nome
è più nobile e più santa di tutte le altre del di Bhâratîya. VERO TYÂGA (SACRIFICIO) È
mondo. Questa cultura unica pervade uni- CONDURRE LA VITA PRATICANDO COSTANTE-
formemente il microcosmo e il MENTE QUESTI VALORI UMANI NEL PROPRIO
macrocosmo. Sfortunatamente, al giorno VIVER QUOTIDIANO. La nostra vita deve es-

Mother Sai maggio-giugno 2005 17


Discorso 08-03-2005
sere un continuo viaggio da Satya a Prema mo d’oggi non sa che cosa siano Satya e
nella successione di Satya, Dharma, ›ânti Dharma. Dharma è interpretato come “do-
e Prema. TALI VALORI DEVONO PENETRARE vere”; questa interpretazione non è corret-
NEL NUCLEO DEL NOSTRO CUORE E FLUIRE IN ta: è solo una traduzione inglese espressa
OGNI CELLULA DEL NOSTRO CORPO. in modo alquanto inadeguato! La vera in-
terpretazione di Dharma è Dhârayati iti
L’intera creazione proviene dalla Verità; dharma­, “ciò che sostiene è il Dharma”.
nella Verità tutta la creazione Esso sostiene la vita umana. Satya (la Ve-
si riassorbirà. rità) emerge da H©daya nabhi (la regione
C’è un posto in questo universo del cuore) di un essere umano, per cui un
in cui la grandezza della Verità uomo che conduce la vita secondo Satya e
non sia percepita? Dharma diventerà santo. I PⲬava e
L’intero universo è una manifestazione Draupadî vissero nobilmente seguendo
della Pura Consapevolezza; Satya e Dharma. Tutte le vostre presenti
riconoscete questa realtà. difficoltà e umiliazioni sono dovute al fatto
che non aderite al Dharma.
Il vero significato di Satya e Dharma
Dal momento in cui un essere umano na- Mârka²¬eya, ovvero l’obbedienza
sce dal ventre di sua madre, sono la Verità assoluta a Dio
e la Rettitudine a sostenerlo e allevarlo. Le Si dovrebbe obbedire al Comando divino
donne di Bhârat hanno sopportato molte con fede totale e senza alcuna contestazio-
dure prove per sostenere questi grandi Va- ne. Mârka²¬eya nacque in seguito a un
lori assieme ai loro compiti domestici e altri dono di εvara ai suoi genitori. εvara chie-
duri impegni. Ciononostante, esse li han- se loro se preferissero un figlio virtuoso
no sempre insegnati ai loro figli. SWAMI CO- con una vita breve o un figlio non molto
NOSCE MOLTO BENE QUANTA SOFFERENZA I virtuoso, ma che vivesse a lungo. Essi op-
GENITORI DI QUESTI FIGLI SOPPORTINO NEL tarono per un figlio virtuoso, ragion per
TIRARLI SU; CIÒ CHE OGGI SI CHIEDE AGLI cui nacque Mârka²¬eya che aveva buoni
STUDENTI DI ACQUISIRE NON È L’ISTRUZIONE pensieri, buoni atteggiamenti e buona con-
E IMPORTANTI TITOLI DI STUDIO, MA L’ESSENZA dotta. εvara informò i suoi genitori che egli
DELLA VERITÀ E DELLA RETTITUDINE. Si sarebbe vissuto solo sedici anni;
deve comprendere il vero significato di ciononostante, i genitori furono felici di
Satya e Dharma. La parola “Satya” con- esser stati benedetti con un figlio virtuoso.
siste di tre lettere: “Sa”, “Ta” e “Ya”. La Gli anni passarono e Mârka²¬eya entrò nel
lettera “Sa” rappresenta la qualità Satvica, sedicesimo anno. I suoi genitori furono af-
“Ta” la qualità di Tyâga (il Sacrificio) e franti dal dolore nel ricordare le parole di
“Ya” le qualità di Yama e Niyama (il con- εvara; sua madre piangeva spesso al pen-
trollo dei sensi interni ed esterni). Quindi, la siero della morte imminente del figlio.
parola “Satya” significa promuovere la Mârka²¬eya non riusciva a comprendere
qualità Satvica con spirito di sacrificio e la causa del suo dolore e si chiedeva per-
mantenendo il controllo dei sensi. Sfortu- ché ella piangesse. Un giorno trovò i suoi
natamente, oggi stiamo perdendo di vista genitori distrutti dal dolore; dietro sua ri-
questi grandi Valori Umani che formarono chiesta essi rivelarono che la sua morte era
il nucleo della cultura dei Bhâratîya. L’uo- molto vicina come deciso dal Divino e che

18 Mother Sai maggio-giugno 2005


Discorso 08-03-2005

questa era la causa del loro dolore. Il gio- non conobbe limiti. Egli si alzò e disse: “Miei
vane fu dispiaciuto del fatto che il Volere di cari madre e padre, il Signore εvara e
εvara non gli fosse stato rivelato sino allo- Madre Pârvatî mi hanno riportato in vita.”
ra, perché per questo egli aveva sprecato il È SOLO DIO A POTER SALVAGUARDARE LA VITA
tempo prezioso che gli era stato concesso. DI UN ESSERE UMANO. ALCUNI MEDICI DICHIA-
Non volle dunque perdere altro tempo: fece RANO DI POTER DARE BUONE MEDICINE O COM-
un bagno di primo mattino, andò al tempio PIERE OPERAZIONI CHIRURGICHE PER SALVA-
di εvara, cominciò a recitare Namah RE LA VITA DI UNA PERSONA; ESSI FANNO NU-
›ivâya, il sacro mantra pañcâ¹ari (di cin- MEROSE PROMESSE IN QUESTO SENSO, MA FAL-
que sillabe) dedicato a ›iva, con totale sin- LISCONO. A PARTE DIO, NESSUNO PUÒ SAL-
cerità e devozione e si perse nella Sua con- VARE O PROLUNGARE LA VITA DI UNA PERSO-
templazione. EGLI NON SI ASPETTAVA ALCU- NA; SOLO LUI PUÒ INTERFERIRE CON LA LEG-
NA RICOMPENSA PER LE SUE PREGHIERE E CON- GE DEL KARMA. Con la grazia di Dio si può
SIDERAVA LA CONTEMPLAZIONE DI DIO COME ottenere qualunque cosa in questo mondo.
SUO DOVERE PRIMARIO. Il giorno seguente Cari studenti!
era previsto fosse l’ultimo del suo soggior- Voi dovete sforzarvi di ottenere la grazia di
no terreno, per cui egli rimase nel tempio; i Dio fin dalla vostra fanciullezza; quando
suoi genitori, non avendolo visto tornare a pregate per la Sua grazia e vi sforzate di
casa, andarono al tempio e sedettero all’in- ottenerla, sarete protetti da Dio.
gresso piangendo al pensiero della immi-
nente fine della vita di Mârka²¬eya. Come La sacra danza del Nome
deciso dal Signore, egli lasciò le sue spoglie Incarnazioni dell’Amore!
mortali nel momento in cui compì il Oggi è il santo giorno di ›ivarâtrî. ›iva
sedicesimo anno. I suoi genitori erano af- significa “buon auspicio”; quando c’è ›iva
franti. Appena Mârka²¬eya ebbe lasciato non può esserci µava (cattivo auspicio, ma-
il suo corpo mortale nel mondo esteriore, il laugurio). Bisogna trascorrere questo
suo jîva (spirito) raggiunse il Signore ›iva santo giorno di ›ivarâtrî nella costante con-
nel mondo divino. Il Signore era estrema- templazione di Dio, recitando il sacro
mente compiaciuto della sincera devozione Nome di ›iva dalle prime ore del mattino
di Mârka²¬eya e disse: “Mârka²¬eya! Il fino a che non si va a letto. IL NOME DI DIO
giorno odierno segna il compimento del tuo DEVE DANZARE SULLA VOSTRA LINGUA. La Di-
sedicesimo anno; tu sei venuto a Me sere- vinità è eterna; non La si può ottenere tan-
namente, ti sei inchinato al Mio Volere con to facilmente. Nonostante si siano date al-
fede e obbedienza incondizionate. Sono cune vaghe definizioni, come eterno, immu-
soddisfatto della tua devozione.” Mentre tabile ecc., nessuno è stato finora in grado
εvara parlava a Mârka²¬eya in questo di spiegare il Divino. La corretta definizio-
modo, Madre Pârvatî intervenne dicendo: ne della Divinità dovrebbe essere:
“O Signore! Visto che egli ha obbedito al
Tuo Comando senza alcuna riserva, per- Ekam nityam vimalam acalam sarvadhî
ché non lo rimandi ai suoi genitori?” εvara sâk¹ibhûtam bhâvâtîtam, trigu²arahitam
volle che Pârvatî Lo coadiuvasse e insie- L’Uno senza secondo,
me ridiedero vita al corpo di Mârka²¬eya. l’Eterno, il Puro, l’Immutabile,
Quando i genitori notarono qualche movi- l’Intelligenza onnipervadente
mento nel corpo del ragazzo, la loro gioia che tutto attiva,

Mother Sai maggio-giugno 2005 19


Discorso 08-03-2005
il Testimone di ogni cosa, glio.” Lak¹mîdevî, la Consorte del Signo-
al di là dell’immaginazione, re Vi¹²u, si avvicinò e assistette alla sce-
al di là dei tre gu²a, sattva, na. Ella pensò che quella fosse una
rajas e tamas. ninnananna piuttosto strana, per cui chiese
quale fosse il Nome del Bambino e Pârvatî
Uno dei Nomi attribuiti al Signore ›iva è Le disse che il Suo Nome era Am©taputra.
M©tyu²jaya, che significa “Colui che ha Lak¹mîdevî chiese altresì dove quel Nome
trasceso la morte”. Questo da un punto di fosse stato preso e Pârvatî rispose che era
vista terreno; se si vuole tuttavia afferrare stato il Signore ›iva ad averlo attribuito al
la vera ed eterna natura della Divinità, oc- Piccolo. Colui che discende da εvarattva
corre comprendere la relazione tra il Signo- (il Principio di εvara, o ›iva) è εvara Stes-
re ›iva e Madre Pârvatî. so.

Un Nome da scegliere Am©taputra, non an©taputra


Una volta c’era una piccola divergenza di Incarnazioni dell’Amore!
opinione tra di Loro circa il Nome (più) Voi non leggete i sacri testi antichi; a meno
appropriato da dare al Loro Bambino. che non li leggiate, non potrete compren-
Pârvatî voleva chiamarLo con un Nome dere ciò che è in relazione con voi.
particolare scelto tra i numerosi del Signo- Cari studenti!
re ›iva, mentre quest’ultimo scelse di chia- Voi siete tutti Am©taputra e, naturalmente,
mare il Bambino Am©taputra (figlio del- la gente si aspetta che viviate coerentemen-
l’immortalità). In effetti, ogni essere uma- te con questo grande Nome. IN EFFETTI,
no è Am©taputra; anche le Upani¹ad lo de- NEL NOSTRO PAESE, I NOMI DATI AI BAMBINI
finiscono tale e rivelano la vera identità de- DAGLI ANZIANI HANNO SIGNIFICATO E IMPOR-
gli esseri umani rivolgendosi ad essi nel TANZA RILEVANTI: ESSI NON VENGONO DATI CA-
seguente modo: SUALMENTE O PER GIOCO. Al fine di com-
prendere il significato recondito e la santità
›runvantu viµve am©tasya putrâ­ di questi nomi, dobbiamo leggere i sacri te-
“Ascoltate, sti come i Purâ²a. Incapaci di compren-
o voi tutti, figli dell’immortalità!” dere l’eterna realtà dei valori di Satya e
Dharma, noi percorriamo strade sbagliate.
Cari devoti e studenti! Ripetiamo semplicemente le parole Satya,
Anche voi siete Am©taputra e non Dharma, ›ânti e Prema come pappagalli,
an©taputra (figli dell’immortalità e non ma non facciamo alcuno sforzo per com-
della falsità). Colui che è un Am©taputra prendere le effettive implicazioni e il signi-
non è toccato da alterazione o morte e voi ficato di questi grandi Valori Umani. Tutti
siete effettivamente le Incarnazioni del- voi siete Am©taputra, non an©taputra (fi-
l’Immutabile Eterno Principio. gli della falsità, della non verità).
Una volta Madre Pârvatî stava addormen-
tando il piccolo Ga²apati dondolando la Cari studenti!
culla e cantando una ninnananna: “O Cercate di comprendere la vera natura e il
Am©taputra! Dormi, Mio caro, dormi. Se significato dei nomi. È un fatto che nessu-
Tu stai sveglio, tutto il mondo starà sve- no abbia mai visto il Signore εvara in Per-

20 Mother Sai maggio-giugno 2005


Discorso 08-03-2005

sona; la gente Lo chiama Kailâsavâsi (il ve errore e una denominazione errata. Re-
Signore che risiede nel Kailâsa). Dov’è il alizzate quindi la vostra vera natura e chia-
Kailâsa? È SOLO QUANDO MEDITATE SU DI mate voi stessi Am©taputra.
LUI NEL SILENZIO PROFONDO CHE POTETE
VISUALIZZARE IL S IGNORE ε VARA NEL (Baba conclude il Discorso con il bhajan:
KAILÂSA. QUINDI SI DEVE PRATICARE MAUNA “Prema Mudita Manase Kaho…”)
(IL SILENZIO); QUESTO SILENZIO IMPLICA TO-
TALE QUIETE DEI PENSIERI E DELLE PAROLE. Praµânti Nilayam, 8 marzo 2005
(pomeriggio),
Incarnazioni dell’Amore! Sai Kulwant Hall,
Voi siete tutti Am©taputra; rimanete quin- Celebrazioni di Mahâµivarâtrî
di costantemente (immersi) in questa con-
(Tradotto dal testo inglese
sapevolezza e proclamate di essere degli pubblicato sul sito internet
Am©taputra. Qualunque nome vi sia stato dello ›rî Sathya Sai Central Trust
dato, premettete Am©taputra a quel nome. di Praµânti Nilayam)
Considerare voi stessi an©taputra è un gra-

Mother Sai maggio-giugno 2005 21


A ognuno la sua preghiera

Era una piacevole serata, il clima fresco e gli studenti,


rientrati dalle vacanze, erano seduti ai Piedi di Baba, il
quale ha detto: “Questo tempo e questo clima sono come quelli di Kodaikanal.” Swami
stava godendo dell’“aria condizionata” offerta da Puttaparthi! Uno studente Gli ha detto:
“Swami, vogliamo recitare i Veda.” “No, non adesso”, ha risposto Baba. Allora io sono
intervenuto: “Swami, il canto dei Veda è propizio. Se i ragazzi cantano i Veda, tutti ne
trarranno beneficio. Tutti i devoti sarebbero felici di ascoltarli. Per favore, dai loro il
permesso.”
“Mmm.. d’accordo, ragazzi. Quest’uomo vi sta raccomandando! (Risate). Va bene, fate-
Sotto la Veranda

lo.” Mentre gli studenti grandi stavano recitando, ho notato che i bambini delle elemen-
tari, con i movimenti delle labbra, seguivano il canto. Allora ho detto: “Swami, guarda i
bambini come stanno seguendo il canto dei Veda!” “Certamente. Gli alunni piccoli can-
tano i Veda molto meglio dei grandi!” Baba ha interrotto il canto e ha chiamato i bambini:
“Bambini, venite qui. Cantate i Veda.” Questi piccolini hanno allora cominciato a recita-
re i Veda meglio dei ragazzi delle superiori!
Baba mi ha domandato: “Sai fare lo stesso? Puoi recitare i Veda?” Che cosa potevo
rispondere? “Swami, non sono stato uno studente delle Tue scuole. Come puoi aspettarTi
che sappia cantare i Veda? Questi ragazzi lo hanno imparato studiando qui, mentre io,
che non ho studiato a Puttaparthi, non lo so fare.” Tutti gli studenti, tutte le studentesse,
tutti i ragazzi di tutti e tre gli Istituti di Baba - Puttaparthi, Whitefield e Anantapur - dalle
elementari all’università, sanno tutti recitare i Veda. “Swami - ho aggiunto - i Tuoi Istituti
sono il simbolo della cultura vedica, della tradizione antica; sono la metafora dei Veda.”
Baba, riferendosi alla parte dei Veda appena recitata, ha spiegato: “In questo canto
vedico, ci sono due sezioni. La prima si chiama namakam, la seconda camakam. La
parte chiamata namakam recita: ‘Non voglio niente’. Na = no, negazione. ‘Non voglio
niente, non desidero niente’.
La parte chiamata camakam invece recita: ‘Desidero, voglio.’ Che cosa si desidera? ‘O
Dio, concedi aria pulita, concedi acqua potabile, benedicici con del buon cibo...’ Camakam
è dunque una preghiera di richiesta.”
Dovreste oramai esservi resi conto che sono un chiacchierone che non riesce a tenere
niente segreto. Ho perciò corso il rischio divino e affrontato il pericolo spirituale. Ma non
ci posso fare niente. Sono nato così. Perciò ho chiesto: “Swami? Perché prima diciamo
di non volere niente - namakam - mentre poi recitiamo ‘voglio questo, voglio quest’altro’
- camakam? Perché entrambe le preghiere? Dovrei o dire ‘voglio’, o dire ‘non voglio’.
Che senso ha recitare entrambi?” Baba ha risposto immediatamente: “Nei Veda ci sono
entrambe le preghiere per dare la possibilità a tutti di recitarli. Chi è pieno di desideri,

22 Mother Sai maggio-giugno 2005


reciterà ‘camakam’, mentre, chi è senza desideri, reciterà ‘namakam’. Ecco tutto. I
Veda forniscono materiale a ogni categoria di persone.” Poi ha continuato. “I santi e i
saggi del passato fecero penitenze per un lungo periodo e alla fine affermarono:
Vedâhametam puru¹a¼ mahântam âditya var²a¼ tamasa­ parastât
“Io conosco l’Essere Supremo, il quale splende del il fulgore di un migliaio di soli, e che
è oltre tamas, l’ignoranza delle tenebre.”
Questo vuol dire che, oltre le tenebre dell’ignoranza, c’è lo splendore della Luce della
Divinità. I santi hanno inoltre dichiarato che Dio è dappertutto, sia all’interno sia all’ester-
no:
Antar bahisca tat sarvam vyâpya nârâya²osthita­:
“All’interno, all’esterno, Egli è il Tutto. Nârâyana (Dio) pervade ogni dove.” Questo è
ciò che Bhagavân ci ha detto quel giorno, spiegandoci i Veda.

(Tratto da “Perle di Saggezza” 3,


29 ottobre 2002)

Mother Sai maggio-giugno 2005 23


Discorso 09-03-2005

L’ineluttabile
legge del karma

“Ognuno deve affrontare le conseguenze del proprio karma.


Chi ha fatto sì che i pipistrelli pendessero a testa in giù dai rami degli alberi?
È il loro destino.
In egual modo, nessuno può sfuggire
alle conseguenze del karma.”

Ogni essere umano, insetto, uccello, bestia, Il karma straordinariamente positivo


animale, insomma, ogni essere vivente di di Subbâmmâ
questo mondo è legato al destino. Nessuno A sostegno di questa inevitabile legge del
può evitare le conseguenze del karma, buo- karma, vorrei raccontarvi alcuni fatti ac-
no o cattivo che sia. Ubbidire alle leggi caduti molto tempo fa. Tali eventi spiegano
della natura e alla legge del karma è natu- come determinate nascite siano avvenute
rale per ogni essere vivente. Per esempio, i proprio per avallare questa verità. A
pipistrelli pendono dai rami degli alberi con PUTTAPARTHI C’ERA UNA GRANDE DEVOTA DI
la testa in basso: quella è la loro natura; NOME SUBBÂMMÂ, CHE ERA MOLTO RICCA E
quello è il modo in cui sono nati. Tutti gli NON AVEVA FIGLI. QUALUNQUE COSA AVESSE,
esseri umani di questo mondo pensano di ERA SOLITA DARLA GENEROSAMENTE A TUTTI
subire delle sofferenze pur non avendo fatto CON IL SENTIMENTO: “STO SOLO DIVIDENDO
niente di male. Essi pensano: “Io non ho CON I MIEI SIMILI LA RICCHEZZA CHE DIO MI
fatto niente di sbagliato! Perché, allora, sto HA DATO.” Ella conduceva, con senso di
subendo questa sofferenza?” I fatti stanno equanimità, una vita nobile e pia. Avendo
però diversamente. Qualunque piacere o tuttavia un desiderio, così pregava: “Swami!
pena un essere vivente sperimenti è certa- Nel momento in cui abbandonerò questo
mente il risultato delle azioni (karma) che soggiorno terreno, vorrei che Tu estingues-
ha compiuto. Tutti gli esseri umani compio- si la mia sete versandomi in bocca alcune
no azioni e ne sperimentano i conseguenti gocce d’acqua con le Tue Mani Divine.”
frutti. Ciononostante, fino ad oggi, non è Le promisi che l’avrei fatto. Sei anni dopo
apparso loro chiaro se ciò accade per una questa promessa, dovetti andare a Chennai
naturale conseguenza delle loro azioni o per (Madras) per assolvere un Mio impegno a
una qualche ragione sconosciuta. Non solo casa di un devoto. Era il tempo della se-
gli esseri umani, ma anche i batteri, gli uc- conda guerra mondiale. Una sirena che
celli, gli insetti, le bestie e gli animali speri- avvertiva di un’incursione aerea suonava
mentano le conseguenze delle loro azioni. ad ogni ora e le strade si vuotavano all’istan-
te. Rimasi là tre giorni e ripartii per tornare

24 Mother Sai maggio-giugno 2005


Discorso 09-03-2005

in auto da Chennai direttamente a pace.” SUBBÂMMÂ BEVVE L’ACQUA DALLE


Bukkapatnam. Nel contempo, Subbâmmâ MIE MANI E SPIRÒ. IN QUESTO MODO, IO
si ammalò gravemente, fu portata da MANTENNI LA PROMESSA (FATTA) A SUBBÂMMÂ.
Puttaparthi a Bukkapatnam, che era la re- Mentre avveniva questo strano fatto, tutti i
sidenza dei suoi genitori, e lì morì. I suoi suoi parenti e i medici, che l’avevano cura-
parenti cominciarono a fare delle osserva- ta, assistevano sgomenti non riuscendo a
zioni sarcastiche: “Sai Baba aveva dato credere ai loro occhi. Essi pensavano: “Co-
parola che le avrebbe versato dell’acqua m’è possibile! Subbâmmâ è morta tre gior-
in bocca al momento del trapasso. È venu- ni fa; nel suo corpo non c’era respiro. Come
to? Dove è andato?” I fratelli e i parenti può aver aperto gli occhi e parlato con
fecero tutti i preparativi per portare il suo Swami? Probabilmente è un Miracolo Di-
corpo alla cremazione. A quei tempi, pro- vino di Sai Baba.” Durante la sua vita,
curare della legna per cremare un corpo non Subbâmmâ era sempre preoccupata del fat-
era facile, specialmente nei villaggi; essi, to che Swami fosse sempre in movimento
tuttavia, trovarono la legna e approntaro- per visitare tanti posti e che il suo ultimo
no il tutto. Passando davanti alla casa di desiderio non potesse esser soddisfatto, ma
Subbâmmâ, notai numerose persone lì riu- Io mantenni la promessa fattale molto tem-
nite e chiesi: “Chi deve essere cremato?” po prima. Alla fine il cadavere di
Il lavandaio Subbanna era lì e rispose: Subbâmmâ fu cremato dai parenti secondo
“Swami! Subbâmmâ è morta.” Chiesi an- il costume della sua famiglia; ella era una
cora: “Veramente? Quando è morta?” “Tre bramina. Io partii per tornare a Puttaparthi;
giorni fa, Swami”, rispose lui. Entrai nella un carro trainato dai buoi era stato appron-
casa in cui giaceva il suo corpo. I suoi pa- tato per il Mio ritorno. Sedetti nel carro con
renti stavano per portarlo fuori per la cre- il fratello di G©ham Ammâyî (εvarâmmâ);
mazione; sua sorella Mi vide e prese a la- il suo nome era Chandramouli (zio materno
mentarsi dicendoMi: “Baba! Ella ha spe- del Corpo fisico di Swami). Dal luogo della
rato nel Tuo arrivo; bramava che Tu le ver- cremazione, in cui le spoglie mortali di
sassi dell’acqua in bocca prima di esalare Subbâmmâ venivano consegnate alle fiam-
l’ultimo respiro, ma è morta senza che il me, vedemmo salire del fumo.
suo desiderio fosse esaudito.” Le dissi che Chandramouli chiese: “Swami! Tu sei ri-
non c’era alcuna possibilità di una simile masto con il cadavere di Subbâmmâ fino
eventualità e le chiesi di portare un bicchier ad ora; perché non hai aspettato che la cre-
d’acqua; vi misi quindi una foglia di basi- mazione fosse finita?” G LI DISSI :
lico1 e rimossi il panno che le copriva la “CHANDRAMOULI! IO NON SONO UNA PERSO-
faccia. Il corpo era invaso dalle formiche. NA CHE MANCA DI PAROLA: AVEVO PROMESSO
Pronunciai allora dolcemente il suo nome: A SUBBÂMMÂ CHE SAREI STATO PRESENTE AL
“Subbâmmâ!”, ed ella apri gli occhi e Mi SUO FIANCO DURANTE GLI ULTIMI ATTIMI DEL-
vide. Prese piangendo le Mie mani e chie- LA SUA VITA E CHE LE AVREI VERSATO DEL-
se: “Quando sei arrivato, Swami?” Rispo- L’ACQUA IN BOCCA. QUESTO HO MANTENU-
si: “Sono appena arrivato.” Le asciugai TO. LE HO RACCOMANDATO DI LASCIARE QUE-
delicatamente le lacrime con un tovagliolo STO MONDO IN PACE. HO MANTENUTO LA MIA
e le dissi: “Subbâmmâ, guarda!” Poi le ver- PROMESSA E ORA TORNO ALLA MIA DIMORA.”
sai alcune gocce di acqua consacrata in Chandramouli fu molto contento. In effetti
bocca, dicendo: “Ora chiudi gli occhi in Subbâmmâ era molto stimata da tutto il vil-

Mother Sai maggio-giugno 2005 25


Discorso 09-03-2005

laggio; ella era il capo del villaggio essendo che in numerose occasioni fu testimone del
la moglie di Karnam (il capo del villaggio). Mio inondare Subbâmmâ di amore e di gra-
TUTTE LE PROPRIETÀ DEL VILLAGGIO ERANO zia, osservò: “Swami come sei compassio-
A SUO NOME, MA, DA QUANDO AVEVA ABBRAC- nevole verso i devoti! Non ci sono parole
CIATO SWAMI, NON AVEVA AVUTO NELLA VITA per esprimere il Tuo Amore e la Tua Com-
ALTRO INTERESSE CHE LUI: DAL PRIMO MAT- passione verso i devoti, specialmente ver-
TINO FINO A CHE NON ANDAVA A LETTO, ERA so Subbâmmâ.” Vero! Le parole non pos-
COSTANTEMENTE IMPEGNATA ESCLUSIVAMEN- sono descrivere l’Amore e Compassione
TE NEL LAVORO PER SWAMI. In certe occa- di Swami verso Subbâmmâ; la devozione
sioni, avevo l’abitudine di ritirarMi nelle di Subbâmmâ verso Swami sorpassava per-
grotte delle colline circostanti senza infor- sino quella di Prahlâda. La gente, a quel
marla. Poveretta! Andava in giro per le punto, aveva compreso come Swami aves-
colline a cercarMi. Usava mettere dei dosa, se mantenuto la promessa fatta a
upma, vada, idli ecc. in un paniere e veni- Subbâmmâ e aveva sentito che la vita di lei
re a cercarMi. Alla fine, quando Mi trova- era stata santificata. Prendendo spunto dal
va, le chiedevo scherzando: “Subbâmmâ! suo esempio, numerose persone anziane
Che cosa Mi hai portato?”, e lei risponde- venivano a trovarMi chiedendo: “Swami!
va: “Swami! Ho portato le cose che Ti piac- Per favore, prometti che mi verserai del-
ciono.” Allora le dicevo “DamMi un dosa”, l’acqua consacrata in bocca con le Tue
e lei lo poneva in un piatto e Me lo porgeva, Divine Mani nel momento del mio distacco
al che la tormentavo ancora dicendo: da questo mondo.” Io ero solito dir loro:
“Subbâmmâ! Questo dosa non Mi piace, “Miei cari! Non tutti possono avere questo
damMi un idli, upma, vada ecc.” Povera grande dono. Se riceverlo è vostro destino,
donna! Lei Mi serviva tutto questo. Da certamente lo avrete; Io verrò al momento
mane a sera preparava una quantità di piatti giusto e verserò acqua consacrata nella
e Mi aspettava. Sì, ella si preoccupava di vostra bocca.”
sapere che altro Mi necessitasse. Una vol-
ta le dissi: “Subbâmmâ! Non temere: Io non L’attesa fiduciosa di Kondama Râju
ho bisogno di niente. Ti ho fatto un muc- Kondama Râju (il nonno di Baba) osser-
chio di richieste pretendendo questo e quello vava queste persone che venivano da
affinché la tua devozione e il tuo abbando- Swami con una simile richiesta e anche lui
no fossero noti al mondo.” Ella allora Mi maturò un grande desiderio per questo
chiese: “Swami! Sono felice di esser stata prâpti (merito). Un giorno Mi avvicinò e
capace di servirTi del cibo; sono contenta disse: “Swami! Tu sei nato nella nostra fa-
anche che Tu mangi queste cose con amo- miglia, nella nostra discendenza, e ne hai
re e affetto verso di me. Mi farai felice se sostenuto l’onore e la gloria, ma anch’io
vorrai gentilmente mettermi in bocca una ho una richiesta da farTi: desidero e prego
piccola quantità di questa roba con le Tue che la mia nascita nella nostra famiglia sia
Mani Divine.. Presi, allora, un pezzetto di santificata; per tale ragione Ti chiedo, per
idli dal piatto e glielo misi in bocca con un favore, di versarmi dell’acqua consacrata
po’ di chutney; ella ne fu felicissima. In in bocca con le Tue Divine Mani durante
questo modo Subbâmmâ sperimentò gran- gli ultimi momenti della mia vita.” Gli assi-
de felicità nella Divina vicinanza di Swami curai che avrei certamente soddisfatto la
fino al suo ultimo respiro. Chandramouli, sua richiesta ed egli ne fu molto contento,

26 Mother Sai maggio-giugno 2005


Discorso 09-03-2005

perché sapeva che una volta che Swami divini in molti modi per mantenere la parola
ha dato la Sua Parola, senz’altro la man- e travalico qualsiasi confine per mantenere
terrà. Egli visse 112 anni. Ogni mattina la Mia promessa. Alcuni devoti agiscono
camminava dal villaggio al nuovo mandir invece in senso contrario alle loro parole.
per avere il Mio darµan. Un giorno gli chie- Fui mandato a Kamalapuram alle scuole
si: “Perché percorri tutto il tragitto dal vil- superiori. Il fratello maggiore di questo
laggio al mandir e ritorno? Potrebbero es- Corpo, Seshama Râju, era determinato sul
serci dei bovini sulla strada e, se ti aggre- fatto che acquisissi un’educazione superio-
dissero, tu cadresti ferendoti, non è vero?” re, ragion per cui Mi portò con sé a
EGLI MI RISPONDEVA CON GRANDE SICUREZ- Kamalapuram e Mi iscrisse a scuola. In quel
ZA: “SWAMI! QUANDO TU MI PROTEGGI E SEI periodo, faticavo molto a portare avanti gli
COSTANTEMENTE AL MIO FIANCO, QUALE ANI- studi per scarsità di fondi; spesso dovevo
MALE POTREBBE AGGREDIRMI?” Un giorno, arrangiarMi con le tasche vuote, per cui ero
al mattino presto, egli venne al mandir ed avvezzo a usare il Mio talento poetico per
ebbe il Mio darµan, dopodiché tornò a casa guadagnare qualche moneta con cui soddi-
e si sdraiò. Dopo un po’ disse a εvarâmmâ sfare i bisogni personali.
di andare vicino al tempio di Satyabhâmâ e
guardare se Swami stesse venendo da quel- La medicina prodigiosa
la parte. Ella andò là e tornò dicendogli: “Sì, Nello stesso villaggio c’era un commercian-
Swami sta arrivando con la Sua macchi- te, di nome Kotte Subbanna, che gestiva
na.” Allora, Swami aveva una piccola au- un emporio in cui vendeva anche delle me-
tomobile. Kondama Râju disse: dicine ayurvediche. Una volta, una nuova
“εvarâmmâ! Prendi un bicchiere d’acqua medicina ayurvedica di nome Bala
e mettici una foglia di basilico.” Ella fece Bhâskara fu messa in vendita nel suo ne-
come le era stato chiesto. Lui teneva in gozio; era un prodotto nuovo e molto effi-
mano il bicchiere e Mi aspettava, sapendo cace che, se reclamizzato, avrebbe potuto
che la sua fine era vicina e che Io ero an- procurargli un buon profitto. A questo sco-
dato lì per mantenere la Mia promessa. Nes- po egli Mi chiese di accettare il compito di
sun altro lo sapeva. TENENDO IL BICCHIERE, far propaganda a questa nuova medicina.
EGLI DISSE: “SWAMI! SONO PRONTO”, E IO Accondiscesi alla richiesta, ma chiesi ul-
RISPOSI: “SONO PRONTO ANCH’IO.” NON AP- teriori informazioni sul prodotto. In segui-
PENA GLI VERSAI L’ACQUA IN BOCCA EGLI to, composi un canto sulla sua efficacia e
TRAPASSÒ IN PACE. PRIMA DI MORIRE DISSE: radunai alcuni bambini della Mia età per
“CHE GRANDE FORTUNA È BERE ACQUA DAL- andare in giro con dei cartelli in mano a
LE TUE DIVINE MANI PRIMA DI LASCIARE cantarlo nei villaggi vicini. Il canto suona
QUESTO MONDO! NEANCHE RE DAµARATHA, così:
CHE FECE GRANDI PENITENZE E SACRIFICI, EBBE
QUESTA FORTUNA. LA MIA VITA È REDENTA.” “Eccola! Eccola! Oh, bambini!
Con questo episodio di Kondama Râju fu Venite, venite!
mostrato ancora una volta a tutto il mondo Qui c’è la medicina Bala Bhâskara.
che Swami mantiene sempre la Sua Paro- Che si tratti di uno stomaco in disordine
la, qualunque cosa accada! Le vite di o di una gamba gonfia,
Subbâmmâ e Kondama Râju furono così di un dolore articolare o flatulenza,
redente. Io manifesto i Miei lîlâ (giochi) di qualunque disturbo conosciuto

Mother Sai maggio-giugno 2005 27


Discorso 09-03-2005

o sconosciuto, ad aiutare sua moglie. In quel momento egli


prendete questa Bala Bhâskara stava tracciando delle righe su di un qua-
per una guarigione istantanea! derno con l’aiuto di un righello di legno.
Se volete sapere dove trovarla, Non appena Mi vide, gridò: “Ehi! Vieni qui.
c’è il negozio di Kotte Subbanna: Nei giorni passati, non c’è stato nessuno
è in quel negozio che in casa per andare a prender l’acqua. Tua
potete procurarvela. cognata ha dovuto provvedere anche a que-
Venite, ragazzi! Venite qui! sto oltre che ai suoi lavori domestici.” COSÌ
È un tonico eccellente DICENDO, PRESE IL RIGHELLO E MI COLPÌ CON
preparato dal famoso medico RABBIA. IL RIGHELLO SI RUPPE IN TRE PEZZI;
Gopâlâcârya stesso. LA MANO MI SI GONFIÒ E MI DOLEVA MOL-
Venite, ragazzi! Venite qui!” TO. IO NON REPLICAI NÉ RACCONTAI IL FATTO
AD ALCUNO E ME LA FASCIAI CON UN PANNO
Quando il nostro giro di propaganda nei BAGNATO. Il giorno dopo, il figlio di Seshama
villaggi vicini fu finito, tutta la scorta di Râju morì ed egli inviò un telegramma a
medicine del negozio di Subbanna era esau- Pedda Venkama Râju (il padre di Swami).
rita ed egli ne fu molto contento. Per tale Quest’ultimo corse subito da Seshama Râju:
ragione, Mi chiamò e Mi offrì un paio di partì da Puttaparthi per Bukkapatnam e di
calzoni alla zuava e una camicia ricamati lì proseguì per Kamalapuram. G©ham
per Me. Io li rifiutai con decisione, dicendo: Abbâyî (il padre di Swami) Mi chiese per-
“Subbanna! Io non ho composto quel canto ché avessi una benda sull’avambraccio; Io
con il fine di avere nuovi indumenti; non ne cercai di dargli una spiegazione qualsiasi,
ho bisogno e non li toccherò. Riprendili, per come se niente fosse accaduto e gli dissi
favore. Se Mi offri denaro od oggetti, in che provavo un leggero dolore per una
cambio dei Miei servigi, non metterò più vescichetta sull’avambraccio, motivo per
piede nel tuo negozio.” Egli comprese la cui ci avevo messo una benda. Nella casa
Mia sincerità e i Miei forti sentimenti. Da vicina, c’era una signora, che apparteneva
allora in avanti, fu solito dire: “Râju! In que- alla comunità Vysya, la quale si guadagna-
sto mondo, non voglio altro che il Tuo Amo- va da vivere preparando e vendendo dei
re.” dosa. Ella cercò di ragionare con G©ham
Abbâyî, dicendo: “Senti un po’, Venkama
Amorevole sopportazione Râju! So che sei sufficientemente benestan-
Un altro fatto accadde mentre studiavo a te da far studiare Râju a casa vostra. Per-
Kamalapuram. Frequentavo un campo ché metterLo tanto in difficoltà affidandoLo
scout in un villaggio vicino chiamato alle cure del fratello maggiore in un posto
Pushpagiri, dove si teneva una grande fie- così lontano? Tu non sai quanta sofferenza
ra. Rimasi lontano da casa per alcuni gior- deve sopportare qui quel povero ragazzo:
ni, e non c’era quindi nessuno che andasse deve andare a prendere l’acqua da bere in
a un pozzo distante a prendere l’acqua per un posto distante portando tutti i giorni, sul-
le necessità domestiche. Di conseguenza, le Sue giovani spalle, due grandi brocche
la moglie di Seshama Râju dovette assol- con un kavadi.” Poi raccontò vari casi in
vere questa incombenza. Quando tornai dal cui Io avevo dovuto sopportare fatica fisi-
campo scout, Seshama Râju era arrabbiato ca e sofferenza. Venendo a conoscenza
del fatto che non ci fosse nessuno in casa della Mia situazione, G©ham Abbâyî ne fu

28 Mother Sai maggio-giugno 2005


Discorso 09-03-2005

profondamente commosso; Mi chiamo im- Quella città famosa nel mondo


mediatamente e disse: “Figlio mio caro! Tu è Puttapuram o Puttaparthi
parti immediatamente e vieni con me; tor- con il suo deposito di acqua dolce,
niamo a Puttaparthi.” TUTTI I MEMBRI DEL- costruito da Cikkavadiyar,
LA FAMIGLIA MI AMAVANO ED EGLI SI RAM- che si erge quale eterno monumento
MARICÒ: “SO CHE LA FERITA SUL TUO AVAM- alla gloria di (re) Bukkaraya.”
BRACCIO È DOVUTA ALLE PERCOSSE DEL TUO
FRATELLO MAGGIORE. IO STESSO NON TI BAT- A ricordo di Subbâmmâ
TO. TU STAI SUBENDO TROPPA SOFFERENZA Ho costruito una comunità residenziale per
QUI . V IENI , TORNIAMO A P UTTAPARTHI.” commemorare il grande amore e la grande
Quando accadde questo fatto, G©ham devozione che Subbâmmâ aveva verso di
Abbâyî fece un commento che Mi risuona Me e l’ho chiamata “Karnam Subbâmmâ
ancor oggi nelle orecchie: “Sathyam! Se uno Nagar”2. Si trova vicino al Gokulam. Ho
è vivo, può guadagnarsi da vivere anche anche acquistato delle mucche e assunto
vendendo il sale. Non posso lasciarTi ulte- delle persone affinché se ne prendano cura.
riormente in questo tormento; non posso Alcune di queste persone sono state allog-
forse provvedere al Tuo mantenimento an- giate nelle abitazioni del “Karnam
che con i miei pochi mezzi?” Così dicendo, Subbâmmâ Nagar”.
si mise a piangere. Da allora in poi, non Mi IN QUESTO MODO MI SONO IMPEGNATO A FAR
affidò più a nessuno. La Mia istruzione re- SÌ CHE IL NOME DI SUBBÂMMÂ SIA RICORDATO
golare terminò con la scuola superiore e non DAI DEVOTI PER SEMPRE.
frequentai nessun college. Ciononostante ho
continuato la Mia Missione come un Satya Orfani fortunati
bodhaka (insegnante di Verità), facendo Alcuni anni fa, ho dato inizio a un proget-
di Puttaparthi il Mio quartier generale. to chiamato Dînajanoddhârana Pathakam
per adottare alcuni bambini orfani e prov-
Una poesia su Puttaparthi vedere a loro con cibo, indumenti ed edu-
Ho composto una bella poesia, che descri- cazione, in modo che, quando saranno cre-
ve la storia gloriosa di Puttaparthi, che re- sciuti, siano capaci di vivere la vita con
cita: onore e dignità.
IO MI CURO DI QUESTI RAGAZZI CON TUTTO
“Aggirando quale città L’AMORE E OGNI PREMURA. Dovete aver
il sacro fiume Citrâvatî visto questi ragazzi quando vengono per il
scorre in tutta la sua naturale bellezza? darµan ogni giovedì e ogni domenica. Ho
Intorno a quale città ci sono anche costruito per loro degli alloggi in modo
bellissimi alberi di mango, tale che possano viverci confortevolmen-
simbolo di buon auspicio? te. Oltre alla loro normale educazione, essi
Ergendosi a guardia stanno ora acquisendo competenza anche
dei quattro lati di quale città in attività extracurricolari. CI SONO DUNQUE
stanno le Deità di Pârvatî MOLTISSIME ATTIVITÀ DI SERVIZIO CHE HO IN-
e Parameµvara a continua protezione? TRAPRESO FIN DALLA MIA INFANZIA. SE DO-
Al centro di quale città, ha salda dimora VESSIMO RACCONTARLE TUTTE, POTREMMO
il radioso Signore Vi¹²u ANDARE AVANTI PER ORE.
in tutto il Suo splendore?

Mother Sai maggio-giugno 2005 29


Discorso 09-03-2005

Cari studenti! Praµânti Nilayam, 9 marzo 2005,


Io nutro grande amore per voi. Auspico che Sai Kulwant Hall
Celebrazioni di Mahâµivarâtrî
cresciate tutti bene e vi guadagniate un
buon nome. Io amo quei ragazzi che si pro- (Tradotto dal testo inglese
curano un buon nome: in effetti, dono loro pubblicato sul sito internet
Me Stesso. Io vi darò tutto quello che vo- dello ›rî Sathya Sai Central Trust
di Praµânti Nilayam)
lete.
1
Si tratta del tulasî o tulsî, il basilico sacro.
2
“La città di Karnam Subbâmmâ”.

30 Mother Sai maggio-giugno 2005


C O N T I N U A ...

D. - Baba, ho l’impressione che Tu stia raccomandando una specie di ‘socialismo


spirituale’ sul far confluire la ricchezza in un’associazione per l’eliminazione della
povertà. È così?

Domande & Risposte


R. - Sì, un’associazione basata sull’Amore, la Fratellanza e la Cooperazione. Che
cosa si può fare di più? Il cambiamento deve venire dal cuore, non può essere imposto
dall’esterno. Tutte le dottrine materialistiche che hanno inteso portare una trasforma-
zione reale nella società sono fallite. Non c’è uguaglianza da nessuna parte. Solo la
trasformazione spirituale verso una mentalità senza desideri potrà condurre alla rivo-
luzione della consapevolezza umana e solo così si potranno verificare i cambiamenti
desiderati. Vi è la necessità di trasformare i valori umani, che da falsi devono diventa-
re veri. La gente si deve convincere che è sbagliato aspirare a livelli di vita più elevati.
Questo ideale deve essere sostituito da un alto livello di vita e di pensiero basato
sull’umiltà, la moralità, la compassione e il distacco, in modo che l’avidità dilagante, il
lusso e il palese consumismo possano essere in tal modo combattuti. L’uomo deve
convincersi che la sola via per risvegliare la Divinità latente in ognuno è quella di
controllare i propri desideri, di sconfiggere la lussuria e l’avidità di piacere e di non
essere più schiavo di tutti questi falsi valori materialistici.

D. - Allora posso supporre che le varie organizzazioni di servizio educativo e sociale


avviate da Baba - circa 3.000 in tutto - siano state concepite affinché con l’Amore e
la persuasione si arrivi a un cambiamento socio-economico?
R. - Esse sono state concepite per porre le nuove generazioni sulla via Sai della
Verità, della Giustizia, della Pace, dell’Amore e della Non violenza. Il loro motto,‘il
lavoro è Adorazione, il dovere è Dio’, cerca di portare il nuovo ordine sociale collega-
to alla Verità e alla Retta Azione (Satya e Dharma).

D.-L’India è stata descritta come una ricca nazione di gente povera. Noi abbiamo la
ricchezza del mondo intero racchiusa nel seno della nostra buona terra. Eppure la
gente resta economicamente povera e arretrata. Tu hai una soluzione per riassestare
la nostra economia?
R. - La tua analisi è corretta. La soluzione al problema che hai posto consiste nel
lavorare duramente e incrementare la produzione su basi cooperative. Per raggiunge-
re questo obiettivo bisogna sradicare dalla gente la malattia dell’individualità, dell’avi-
dità e dell’egoismo. A ognuno deve essere insegnato a lavorare e a pensare a un
concetto più elevato e più ampio della società e dei suoi bisogni. Ciò fatto, ci saranno
meno parole e più lavoro. È di nuovo la via spirituale che può salvare questo Paese e
il mondo dagli errori del materialismo. Quello di cui si ha bisogno è una sintesi tra
l’aspetto spirituale e materiale della vita. Questo darà all’uomo una coscienza sociale
e uno spirito cooperativo che sono essenziali per la creazione di una ricchezza nazio-

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nale e per l’instaurazione di una prosperità costruita attraverso un lavoro basato sull’al-
truismo e la cooperazione.

D. - Davvero un buon consiglio, Swamiji, ma il problema è che tutta la ricchezza creata


dal lavoro va a finire nelle tasche di una minoranza ricca e potente. Hai qualche direttiva
spirituale per questa ingiustizia?
R. - Non c’è alcun dubbio: la distribuzione dei beni non viene effettuata correttamente.
Le dottrine sull’uguaglianza, o il socialismo ecc. non sono riusciti a convogliare questa
uguaglianza nella distribuzione della ricchezza e della proprietà. La difficoltà consiste
nel fatto che è possibile ottenere uguaglianza nella distribuzione della ricchezza e della
proprietà attraverso la legge, ma può forse una legge portare l’uguaglianza dei desideri
della gente? Ciò richiede il tocco curativo della spiritualità. Per cominciare, bisogna
curare i desideri e le loro cattive conseguenze. Si devono convincere i ricchi che il desi-
derio e la sua soddisfazione nell’ambito materiale altro non sono che un aspetto della
‘mente di scimmia’, che può danneggiare e rendere schiavi. Solo allora si potrà risolvere
il problema della disuguaglianza e dell’inadeguata distribuzione dei beni. I ricchi do-
vranno rinunciare ai loro esagerati desideri. I poveri avranno ciò di cui hanno bisogno ed
anche qualcosa in più, e questo processo condurrà a una più equa distribuzione.

D. - Per concludere con questo argomento, Swamiji, puoi riassumere le cause principali
dell’arretratezza economica e sociale dell’India?
R. - Da un punto di vista puramente materiale è una questione di domanda e di offerta. A
causa dei valori materialistici così forti su cui è fondata la nostra società, la domanda
cresce sempre di più e il rifornimento (l’offerta) rimane sempre lo stesso, o diminuisce.
La soluzione, ovviamente, consiste nell’incrementare l’offerta o nel diminuire la do-
manda. Ma anche in questo caso sorgerà il problema dell’aumento della popolazione.
Questo problema economico triangolare è in forte squilibrio e ha bisogno di essere
spiritualizzato, se si vuole sperare di trovare una soluzione effettiva.
Come sola via possibile al ristabilimento del bilanciamento economico e sociale viene in
aiuto la proposta di condurre una vita senza desideri, in cui le esigenze dell’uomo siano
ridotte e ricevano la minima attenzione. Frenate i vostri desideri, riducete le esigenze,
vivete in austerità spirituale e allora le materie prime saranno sufficienti per tutta l’uma-
nità. Non solo, ma le tensioni proprie di un sistema socio-economico competitivo si
dissolveranno e l’uomo ritroverà la pace della mente. La vita è come un viaggio tra la
nascita e la morte. Il corpo è il veicolo in viaggio verso la morte. Meno bagagli si avran-
no con sé, meglio sarà. Perché gravarsi del peso di ricchezze materiali e delle comodità,
quando potreste trovarvi a dover cambiare direzione, forse a dovervi confrontare con
incidenti e disguidi e quando, in ogni caso, alla fine del viaggio dovrete abbandonare
tutti i vostri averi ad eccezione dell’Atma? Non sarebbe meglio occuparsi dello spirito
immortale, invece di perdere tempo prezioso ad accumulare ricchezze e ad assicurarsi
maggiori comodità? Questa è la logica dello spirito, con la quale Io cerco di cambiare il
comportamento della gente.

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D. - Baba ha già chiarito la maggior parte delle domande poste dal dottor Narasimhiah e
da altri critici. Tuttavia, qualcuna di esse è rimasta senza risposta. Narasimhiah chiede
perché Tu non materializzi una zucca o un cocomero, o un orologio di una marca non
esistente, in modo da provare che si tratta di una tua creazione e non di un fenomeno di
trasferimento di qualcosa fatto da altri.
R. - Zucche e cocomeri possono essere materializzati con la stessa facilità con cui
materializzo anelli od oggetti simili. Ma questi sono oggetti destinati a marcire nel giro
di pochi giorni, mentre lo scopo stesso delle materializzazioni, come spiegavo preceden-
temente, consiste nella loro permanenza. È per questo che anelli e orologi possono fare
il loro servizio fungendo da talismani, servendo da contatto e da comunicazione tra l’Avatâr
e i Suoi devoti. Quello che questa gente vorrebbe obiettare è che oggetti grandi come le
zucche non potrebbero essere trasferite da un luogo all’altro, mentre potrebbe essere
fatto per oggetti più piccoli come gli anelli. Ma come dico continuamente, Io non trasferi-
sco gli oggetti come potrebbe fare un prestigiatore: Io li creo e li dono come talismani.
Ora, venendo alla tua domanda sugli anelli e sugli orologi con una marca non esistente per
provare che è una Mia creazione, vorresti che materializzassi qualche cosa per te?

D. - Certo, Swami, che lo vorrei.


(Baba ondeggia la mano nell’aria e materializza un anello d’argento, che al centro ha
come iscrizione il simbolo della “OM” e sui due lati la scritta “Sai Ram”. Poi, prenden-
do la mia mano destra, me lo infila con gentilezza al dito medio. La misura è perfetta ed
è precisamente quello che desideravo che mi facesse).

D. - Grazie, Baba, hai risposto alla mia domanda davvero bene... Ora veniamo alla que-
stione di Narasimhiah, riguardante il falso Sai K©¹²a o PⲬavapura, indicato dal suo
Comitato come esempio di imbroglio e frode. Egli assicura che il ragazzo (responsabile
di questo fatto), abbia avuto il Tuo permesso.
R. - Non c’è mai stato nessun tipo di accordo o di relazione tra lui e Me. Questa gente ha
più volte insistito per combinare un incontro tra di noi, ma Io ho sempre rifiutato la loro
richiesta. Certo, come hai potuto constatare questa mattina, migliaia di persone vengono
al darµan. Ci sono altri che si fanno passare per Miei discepoli, e cercano di far soldi
usando il Mio nome. Questo non succede solo qui, ma ovunque, sia negli altri stati
(indiani) sia all’estero, e non ci si può fare niente. Questa gente è destinata a essere
scoperta prima o poi, così com’è successo a questo ragazzo. Io non ho niente a che
vedere con questo tipo di persone.

D. - Il Comitato di Narasimhiah voleva investigare sui Tuoi miracoli scientificamente e


sotto stretta osservazione. Tu hai rifiutato la loro richiesta. Puoi chiarire questa contro-
versia?
R. - Come può, la scienza, vincolata a dei punti di vista fisici e materialistici, fare inda-
gini sui fenomeni trascendentali che sono al di là del suo scopo, della sua portata e
comprensione? Questa è l’incapacità del metodo scientifico. Chi investiga è sul piano
materiale, l’investigato è su un piano spirituale. La scienza deve limitare le sue ricerche
alle cose che appartengono al mondo dei sensi, mentre la spiritualità trascende i sensi. Se

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volete capire la natura del potere spirituale, dovete farlo seguendo il cammino spirituale e
non la scienza. Ciò che la scienza è stata capace di svelare fino a ora, benché tenda a
esagerare l’importanza delle sue scoperte, non è che una piccola parte del fenomeno
cosmico.

D. - Questo è vero, Swamiji, ma la scienza si sta sviluppando continuamente, tanto che


la metafisica di ieri diventa la fisica di oggi.
R. - È giusto, però la scienza resta sempre cieca di fronte al vasto e invisibile mondo
della Consapevolezza. Il fatto stesso che la scienza cambi (teorie) in continuazione è la
prova della sua incapacità di investigare la Verità ultima e assoluta. Qualche tempo fa gli
scienziati affermavano che l’atomo era indivisibile, ma recentemente sono invece riusci-
ti a dividerlo. Essi non sono ancora a conoscenza delle realtà delle forze praniche all’in-
terno dell’atomo e dei suoi componenti più minuscoli. La scienza è solo una lucciola in
confronto alla luce e allo splendore del sole. La scienza ricerca, scopre e raggruppa un
mucchio di informazioni sulla natura e sul loro impiego materiale, servendosene per lo
sviluppo a livello delle cose mondane. Invece la spiritualità regna sui campi cosmici, in
cui la scienza non ha posto alcuno. Questa è la ragione per la quale alcune scoperte
scientifiche sono utili, mentre altre sono disastrose. Come ho detto prima, il dottor
Narasimhiah e il suo gruppo sono come gente di lingua telugu che va a vedere un film in
lingua tamil. Vedranno scene di lotta, di danza e di violenza, eroi e malandrini, attrici dai
volti accattivanti e simili altre cose superficiali, ma perderanno la sostanza del film, come
i dialoghi, la poesia, la trama, la musicalità ecc.
Ad ogni modo, come ho ripetuto mille volte, chi Mi vuole comprendere è il benvenuto in
questo âµram. È lo spirito della ricerca che importa. Certi parapsicologi sono venuti qui
e Mi hanno esaminato e studiato con spirito positivo e costruttivo. Avete visto i loro
rapporti. Non scrivono lettere e non fanno convegni pubblici. La richiesta di Narasimhiah
era inadeguata: è questa la ragione per cui ho rifiutato di accettarla. Se non fosse stato
per questo, sarebbe stato il benvenuto. Io non chiamo la gente qui perché si inchini
davanti a Dio. Io voglio che vengano, osservino, studino, sperimentino e realizzino Baba.
Solo allora Mi potranno capire e apprezzeranno l’Avatâr.

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Discorso 10-02-2005

Il Bhîma Ratha ›ânti

(Cronaca della giornata)


Rispetto e gratitudine costituiscono il sentire più profondo e l’essenza della cultura indiana. Le
molte festività che costellano il calendario indiano sono tutte espressioni di gratitudine verso i
molteplici elementi del mondo che ci circonda, che rendono la nostra vita piacevole e armoniosa, e
soprattutto verso Dio, la cui grazia attornia costantemente i Suoi devoti, proteggendoli e guidan-
doli.
Il giorno dell’Âyudha Pûjâ, durante i dieci giorni della festività di Dasara, ad esempio, è dedicato
al culto degli utensili, dei macchinari e degli attrezzi che si usano nella vita quotidiana. Anche i
Veda rendono omaggio alla Natura nella sua miriade di forme. Nelle Scritture, si dà la massima
importanza al rispetto verso gli anziani. Esse affermano che i genitori sono uguali a Dio, e ingiungono
di celebrare varie cerimonie per onorare i genitori nei vari stadi della loro vita.
Il Bhîma Ratha ›ânti è uno di questi culti rituali che si celebra quando il marito compie 70 anni.
Il rituale prevede una formale ripetizione della cerimonia di matrimonio e preghiere per la salute e la
felicità dei coniugi.
Il 10 febbraio, Swami ha sovrinteso al Bhîma Ratha ›ânti per 275 coppie di anziani, provenienti da
Praµânti Nilayam, da Puttaparthi e dai villaggi limitrofi, in una solenne funzione tenuta al Sai
Kulwant Hall. La processione delle coppie è partita dal Pedda Venkama Râju Kalyâ²a Ma²¬apam,
a Puttaparthi, alle 7 del mattino, guidata dalla fanfara e dalla “troupe” del nâdasvaram proveniente
dal campus di Anantapur dello ›rî Sathya Sai Institute of Higher Learning, nonché da un gruppo
di ballerini “Banjara” con i tradizionali strumenti musicali.
Nel Sai Kulwant Hall, dove la processione era diretta, erano stati collocati dei piccoli divisori, uno
per ogni coppia, provvisti di sedie e finemente decorati con foglie di mango e piantaggine, come
vuole la tradizione.
Dopo aver preso posto, le coppie venivano invitate dai sacerdoti officianti a rendere culto al
Signore Ga²eµa ed erano aiutate a celebrare i vari rituali dalle studentesse del campus di Anantapur,
a cui Baba Stesso, la sera precedente, aveva affidato quel preciso compito con relative istruzioni.
I rituali venivano celebrati nel modo tradizionale prescritto dalle Scritture.
Durante la vigilia della solenne cerimonia, il 9 febbraio, Baba aveva benedetto le coppie facendo
loro dono di ornamenti come orecchini d’oro tempestati di diamanti, braccialetti d’oro, cavigliere
d’argento, nonché dhothî e sârî di seta.
Baba ha poi fatto il giro delle coppie, facendo personalmente dono a ciascuna di esse di un
ma¾galasûtra d’oro (collana che, secondo tradizione, il marito mette al collo della moglie), anelli
d’oro e anelli da piede d’argento. Alle coppie veniva anche fatto dono di orologi e statue d’argento
del Signore Nârâya²a e della Dea Lak¹mî. Si può ben immaginare quale commozione suscitasse, in
quelle persone, tanta profusione di grazia! Anche il Volto di Swami irradiava gioia, riflettendo la
felicità immensa dei devoti. Proprio mentre Baba benediceva ogni coppia in questo modo, i sacer-
doti spiegavano alla folla il significato di tale funzione, sottolineando quale grande fortuna fosse,
per quelle coppie di sposi, il fatto che proprio il Pûr²âvatâr in Persona sovrintendesse ad essa. È
indi giunto il fausto momento in cui il ma¾galasûtra dovesse esser messo al collo di ogni moglie.
Così, al suono commovente del nâdasvaram e al canto di mantra vedici, tutti gli sposi rinnovava-
no la loro reciproca solenne promessa e si scambiavano le ghirlande di fiori. Baba spargeva poi, su
di essi, il sacro riso giallo, santificando così la loro unione.

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Discorso 10-02-2005
Dopo la cerimonia veniva offerto, alla “South Indian Canteen” (una delle mense dell’âµram), un
pranzo speciale agli sposi, assieme ai membri della loro famiglia, ad altri parenti e a tutti quei devoti
che potevano beneficiare della grande fortuna di presenziare a questa grande funzione alla divina
Presenza di Bhagavân.
Nel pomeriggio, Baba teneva il Suo Discorso, seguito da un concerto di Sudha Raghunathan, una
famosa cantante di musica carnatica, da lungo tempo devota di Swami. La cantante, all’età di due
anni, era stata salvata da Baba da un attacco epilettico che aveva messo a repentaglio la sua vita.
Egli era apparso, sotto le spoglie di un abitante del luogo, ai genitori della bimba e l’aveva riportata
in vita mentre essi, affranti dal dolore ritenendola morta, facevano ritorno a Bangalore da Praµânti
Nilayam, reduci dalle celebrazioni del Compleanno di Swami.
Quando chiesero al misterioso uomo come si chiamasse, egli rispose: “Jodi Adipalli Somappa.”
Questo nome viene ora recitato come uno dei 108 Nomi in lode del Signore Sai.
Prima dell’inizio del programma, Baba materializzava una collana d’oro per l’artista e la benediceva.
La cantante allietava poi il pubblico con il melodioso canto di kîrtan di Tyâgarâja e Purandaradasa,
seguiti da composizioni devozionali in hindi e tamil e concludeva con un Sai bhajan. Al termine del
programma, Baba benediceva tutti gli artisti e, prima di ritirarsi nella Sua residenza, accettava
l’ârati.
In tempi in cui le società tendono a ignorare le persone anziane, Baba ricorda, ai giovani, doveri e
responsabilità nei confronti dei loro vecchi. Ciò si è reso inequivocabilmente evidente dal modo in
cui il programma è stato organizzato sotto la divina Guida del Maestro. Premurandosi, in virtù del
Suo immenso Amore, di garantire alle coppie di anziani dei villaggi ogni “comfort”, Egli ha designa-
to un gruppo di medici, affinché, in largo anticipo sulla cerimonia, svolgessero esami approfonditi
su quelle persone, garantendone così la partecipazione. Si è anche provveduto ai vari spostamenti
delle stesse, procurando sedie a rotelle per una maggior libertà di movimento, nonché l’aiuto
incondizionato di studenti e sevâdal.
Le amorevoli premure e la meticolosità con cui Baba ha supervisionato i preparativi e l’ineffabile
grandiosità della cerimonia sono una chiara dimostrazione del rispetto e dell’onore che si devono
agli anziani.
Sta ora a noi, Suoi devoti, diffonderNe il Messaggio nel mondo, vivendo la nostra vita in armonia
con la Sua Parola.

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Discorso 10-02-2005

Gli anziani,
fonte di saggezza
e di forza

Incarnazioni dell’Amore! vengono celebrati e chiamati Bhîma Ratha


Le coppie di anziani che hanno partecipa- ݉nti. Incapaci di comprendere e apprez-
to alla celebrazione del Bhîma Ratha ›ânti, zare l’importanza di queste sacre occasio-
che si è tenuta oggi, hanno sperimentato ni, i figli in questa era di Kali allontanano i
gioia e beatitudine indicibili. A tal propo- loro genitori quando questi raggiungono i
sito, dovete comprendere il significato re- sessant’anni, in seguito all’errata credenza
condito del nome di questa cerimonia: che non debbano proseguire una vita di cop-
“Bhîma Ratha ›ânti”. Essa non vuol signi- pia, essendo adatti a essere soltanto dei
ficare che tutte queste coppie debbano es- sannyâsin (rinuncianti). Questo è un gra-
sere fisicamente forti e coraggiose come ve errore. I figli dovrebbero, invece, avere
Bhîma, l’eroe del Mahâbhârata. Bhîma era maggior cura dei loro genitori quando essi
il figlio di Vâyu (il vento, l’aria)1 che è raggiungono i sessant’anni o più.
onnipervadente. Il vento è per sua natura
un elemento molto forte e possente che può Magici settant’anni
sradicare anche un albero poderoso. Generalmente i figli hanno l’impressione
che la gente che ha più di 70 anni sia inuti-
Pietre miliari le e costituisca un peso per la famiglia e
Ci sono delle precise regole tradizionali per per la società, ma la verità è ben altra. IN-
l’esecuzione di questo Bhîma Ratha ›ânti, FATTI, QUANDO UNA PERSONA RAGGIUNGE I
ma per questa cerimonia non c’è nessuna SETTANT’ANNI, L’ENTUSIASMO, L’INTRAPREN-
restrizione riguardo all’età. Per grazia di DENZA E LA FORZA MENTALE AUMENTANO. È
Dio, tutti hanno sat sa¾kalpa (buoni pen- solo a tale età che le facoltà mentali e la
sieri). Normalmente le coppie sposate ce- Forza atmica si esprimono appieno; prece-
lebrano la cerimonia œa¹ºyabda Pûrti dentemente, anch’essi si comportano come
quando lo sposo raggiunge i sessant’anni, gli altri esseri umani: non si sforzano parti-
sperando di vivere una vita di coppia paci- colarmente di fungere da esempio. Le fa-
fica e felice. Essi festeggiano anche il com- coltà mentali, la Forza divina e la forza di
pimento, da parte del marito, dei 70 anni volontà si manifestano completamente in
d’età. Generalmente la gente crede che 70 una persona dopo i settant’anni e la indu-
anni siano il termine della durata della vita cono a stabilire un nuovo scopo nella vita.
di un individuo, ma ci sono anche altre pie- Ne risulta che questi anziani meditino ed
tre miliari come 80, 90 e 100 anni che de- esplorino i segreti dell’esistenza. La Forza
vono essere raggiunte. Quando un indivi- divina latente in queste persone anziane è
duo raggiunge questi importanti traguardi al di là della portata dei giovani; essa si
nella sua vita da sposato, tali felici eventi manifesta nei modi più disparati nelle loro

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Discorso 10-02-2005
azioni. Oggi ci sono numerosi giovani che valore negli scienziati in pensione; nessuno
dicono cose malvagie dei loro genitori e li può eguagliarne l’intelligenza e la passione
deridono; questo è un grave errore. Se in- per le nuove invenzioni, ma non si fa un uso
vece si analizzano con attenzione le loro corretto dei loro servigi per il bene della
azioni, queste risultano rimarchevoli e di società e questi vanno perduti. Il mondo può
natura divina. Se i giovani d’oggi desidera- trarre grande vantaggio da queste persone
no ricevere la giusta istruzione, per affron- anziane; in loro c’è un potere immenso che
tare le sfide della vita, devono vivere con i può essere utilizzato per il bene comune.
loro genitori e osservare costantemente le Oggi stiamo facendo uno sforzo per porta-
nobili qualità che si manifestano nelle loro re alla luce la forza e il grande potere spiri-
azioni. In effetti, nessuno può eguagliare la tuale latente negli antichi ©¹i. Le persone
loro vita metodica e la loro severa discipli- anziane riflettono questi grandi ideali, ragion
na. Il fiorire del loro intelletto e delle qualità per cui non dovremmo trascurarli; ogni pen-
divine annuncia una nuova e significativa siero che emana da loro è nobile e molto
vita per l’umanità. OSSERVATE LA LORO VITA prezioso. In confronto, i giovani non sono
ATTENTAMENTE E SARETE SORPRESI DAI CAM- in grado di mostrare neanche una minima
BIAMENTI CHE ESSA PUÒ APPORTARE NELLA frazione di tali pensieri e idee. Quindi, dob-
VOSTRA. biamo coltivare e nutrire questi beni pre-
ziosi e averne molta cura.
La vera forza degli anziani
Incarnazioni dell’Amore! Abnegazione degli anziani e insensatezza
Al giorno d’oggi noi ignoriamo questi an- dei giovani
ziani, considerandoli inutili per la società. Sfortunatamente, al giorno d’oggi, le gio-
Questo non è corretto. Infatti la forza e vani generazioni provvedono malvolentie-
l’energia latenti in loro non si possono tro- ri persino a un solo pasto completo al gior-
vare nei giovani. Qualunque nuova attività no per i loro anziani; essi pensano che que-
desideriate intraprendere, essa si rivelerà sta sia una spesa evitabile. Non lasciate in
fruttuosa solo se accetterete il consiglio alcun modo che questo accada; anche se
degli anziani e ne seguirete le orme. In que- fornirete loro il minimo indispensabile, essi
sti tempi, un essere umano è incapace di difenderanno la dignità e la reputazione
riconoscere le qualità di un altro. Il termi- della vostra famiglia come se li trattaste con
ne mânava (essere umano) indica una per- tutti i riguardi. L’interesse e l’entusiasmo
sona che può far sbocciare la qualità del- manifestati da questi anziani nel crescere i
l’umanità. La gente tende generalmente a figli nel modo giusto non si trova in altri
descrivere la forza fisica del corpo ogni che non hanno legami di parentela. Nei
volta che si accenna a Bhîma, il fratello tempi antichi, i re e i nobili usufruivano
più giovane di Dharmarâja, il re PⲬava, della grande saggezza dei ©¹i chiedendo
ma quella non è la vera forza. La vera for- loro consiglio regolarmente. Persino al
za degli anziani consiste nella loro saggez- giorno d’oggi i grandi trattati su argomenti
za e nei loro nobili pensieri; gli ideali posti spirituali e temporali, compilati dai ©¹i di
dagli anziani per le giovani generazioni sono un tempo, sono riferimenti autorevoli per
davvero preziosi. Incapace di comprende- le giovani generazioni. Sfortunatamente,
re la loro importanza, la gente li ignora come queste non sono capaci di comprendere le
fossero persone inutili. Oggi c’è un grande grandi verità spiegate in quei trattati. È con-

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Discorso 10-02-2005
siglio di Swami, che, da ora in poi, si debba “Arjuna! Uccidendo Aµvatthâmâ,
dare risalto a questa antica grande tradi- farai forse rivivere i miei figli?
zione del Bhîma Ratha ›ânti. Essa ha gran- Anche sua madre sperimenterà
de significato e valore per le generazioni a lo stesso dolore che ora provo io
venire. Il rituale del Bhîma Ratha ›ânti per la perdita dei miei figli.
implica il coltivare e nutrire la qualità uma- Avendo studiato i Veda e le ›âstra,
na intraprendendo attività spirituali potenti come mai non sei capace
e nobili. di mantenere la tua pace?”

Draupadî implorò ulteriormente Arjuna di


Draupadî, esempio di coraggio, perdonare Aµvatthâmâ per il suo atto scel-
nobiltà e forza di volontà lerato ed egli replicò: “Tu mi stai impeden-
Durante la guerra del Mahâbhârata, dopo do di mantenere un voto.” A questo
l’orribile massacro dei giovani figli dei Draupadî rispose: “Radergli il capo e to-
PⲬava, Arjuna catturò Aµvatthâmâ, au- gliergli il gioiello della corona dalla testa
tore dell’atrocità, e lo trascinò davanti a equivale a ucciderlo.” Seguendo tale con-
Draupadî. Invece di maledire il malfattore siglio e in segno di punizione, Arjuna tolse
e chiedere una punizione, ella cadde ai piedi il gioiello della corona dalla testa di
di questi, che era figlio del veneratissimo Aµvatthâmâ e gli rase i capelli con la sua
guru di suo marito, e disse: “È ai piedi di spada. Nei tempi antichi, i ©¹i non si rade-
tuo padre Dro²âcârya che i miei mariti han- vano il capo, in quanto i capelli erano con-
no appreso tutto ciò che sanno. Essendo tu siderati molto sacri e spiritualmente poten-
il figlio di Dro²âcârya, è stato forse giusto ti. Questo Corpo (Baba indica Se Stesso –
da parte tua uccidere i miei figli? Erano N.d.T.) ha quasi ottant’anni e i capelli sul-
inermi, giovani, tranquillamente addormen- la Mia Testa sono ancora molto forti e “po-
tati, senza alcun risentimento verso di te e tenti”. Più tardi vi dirò altre cose circa il
senza alcuna intenzione di recarti danno; potere dei capelli sulla Mia Testa.
come hai avuto il cuore di ucciderli?” Una volta Draupadî era sola, dato che i suoi
Bhîma, non riuscendo a sopportare la vista mariti erano usciti. Si strappò un capello e
di Draupadî implorante in quel modo, lo lasciò cadere nell’acqua mentre recita-
esplose di rabbia e ruggì: va dei mantra. Quel singolo capello, unito
alla potenza dei mantra, fu capace di lega-
“Questa Draupadî è una donna stupida re tutte le colline attorno. Più tardi, nume-
perché implora la libertà rosi yogî, si riunirono per chiedersi come
di questo miserabile; un singolo capello potesse legare tutte le
ella non prova ira colline all’intorno; essi conclusero che la
contro l’assassino dei suoi figli.” forza dei capelli di Draupadî e la sua forza
di volontà avevano potuto attuare questo
compito prodigioso. È difficile compren-
Nel contempo, Arjuna ribolliva di rabbia e dere un tale recondito fenomeno divino.
stava per uccidere Aµvatthâmâ, ma Sfortunatamente, oggi l’uomo è incapace
Draupadî si prostrò ai suoi piedi e gli parlò di comprendere la sua innata Divinità; egli,
così: che è l’erede della Natura umana, dimenti-
ca l’effettiva qualità della sua umanità e

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Discorso 10-02-2005
coltiva qualità demoniache. osservate a Puttaparthi. In particolar modo
i bramini si tenevano a distanza dagli
Un fulgore abbagliante harijan 2. Dato che Subbâmmâ era una
Cari studenti! bramina ortodossa, si atteneva meticolosa-
Dovete evitare di acquisire tale natura mente a quell’uso. Un giorno la informai
demoniaca. Permettete alla vostra naturale che sarei andato a visitare l’harijanvada;
umanità di sbocciare. Sviluppate umanità ella ne fu molto addolorata e cercò di
e da lì elevatevi al livello della Divinità. dissuaderMi dall’andarci, dicendo: “Oh,
RICORDATE SEMPRE TRE COSE: UNITÀ, PU- Swami! Perché dovresti visitare quel po-
REZZA E DIVINITÀ. L’UNITÀ IMPLICA UN FAT- sto?” Io le domandai: “Perché non dovrei
TO: LA RAZZA UMANA È UNA. QUANDO NEL- andare? Perché non dovrei mangiare il cibo
L’UMANITÀ C’È UNA SIMILE UNITÀ, LA DIVI- offerto dagli harijan? Andrò là sicuramen-
NITÀ SI MANIFESTA. Una volta ho fatto un te.” Così dicendo, Mi diressi verso
giro per tutto il territorio nazionale e sono l’harijanvada ed ella, essendo una grande
andato al fiume Sindhu con una persona pia. devota di Swami ed essendoGli molto at-
I linguisti sanno che alcuni pronunciano taccata, (Lo) seguì. Le persone che vive-
Sindhu come Hindu. Io ero a Goa, alloggia- vano nell’harijanvada erano molto pove-
to al Raj Bhavan quando Nakul Sen era il re; esse non avevano sedie o materassi per
vicegovernatore di quello Stato. Sua mo- farMi sedere confortevolmente, per cui di-
glie si chiamava Indu. Io dormivo nell’atrio stesero un vecchio dhothî sul pavimento e
del Raj Bhavan. Nakul Sen e sua moglie Mi chiesero di sedervi sopra. Nel frattem-
dormivano nella loro camera da letto; que- po, Mi sentii assonnato e Mi addormentai,
sta aveva una finestra da cui potevano ve- dopodiché un suono potente uscì dal Mio
dere che cosa accadesse nell’atrio. Quan- ombelico, come se il tetto del palazzo fos-
do fui addormentato, la signora vide, attra- se stato spazzato via. Nella casa la gente
verso la finestra, una luce abbagliante emer- tremò di paura sentendo quel gran rumore
gere dal Mio Corpo e, incapace di sostene- e tutti presero a correre disordinatamente.
re il fulgore di quella luce splendente, cer- Il Potere Divino si manifesta dai Corpi de-
cò di svegliare suo marito. Nakul Sen non gli Avatâr, dei santi e degli yogî in molti
gradiva essere disturbato a quell’ora e le modi diversi.
chiese di lasciarlo tranquillo e di dormire
pacificamente, ma ella insistette che suo I capelli delle Personalità Divine
marito si svegliasse e fosse testimone della Molto tempo fa, quando andai a fare un
luce abbagliante che emanava da Swami. viaggio in alcuni paesi africani, i devoti del
Alla fine Nakul Sen si svegliò ed ebbe il luogo Mi donarono un pettine di ferro. Io
divino darµan di quello splendore. non ne avevo necessità, non uso un petti-
ne. Se mai usassi la spazzola sui capelli,
Un suono potente dall’Ombelico questa vi rimarrebbe impigliata tanto i Miei
Nei primi anni dell’avvento di questo capelli sono fitti e forti. Anche se qualcu-
Avatâr, una grande devota, di nome no volesse strapparne uno, non ci riusci-
Karnam Subbâmmâ, soleva servire Swami; rebbe; questa è la natura dei capelli delle
la sua devozione per Swami era ineguaglia- Personalità Divine. Non solo Io, ma ogni
bile. In quei giorni, le differenze di casta individuo ha indubbi poteri divini che dovreb-
erano ampiamente diffuse e strettamente be cercare di coltivare. Oggi i giovani non

40 Mother Sai maggio-giugno 2005


Discorso 10-02-2005
fanno alcuno sforzo per proteggere il pote- re della Beatitudine divina.
re dato da Dio; essi sprecano il Potere Di-
vino in moltissimi modi. Sciupano giornal- Incarnazioni dell’Amore!
mente una gran quantità di potere con il ri- IL POTERE DIVINO LATENTE IN UN ESSERE
sultato di perdere la loro energia e diventa- UMANO NON HA LIMITI; CHE SI TRATTI DI
re vecchi prematuramente. La testa è, in UN’ARTE RAFFINATA COME LA MUSICA O DI
modo particolare, la sede di ogni potere; QUALSIASI ALTRA INIZIATIVA UMANA, QUANDO
occorre quindi proteggere attentamente la È SOFFUSA DI POTERE DIVINO, ESSA RAGGIUN-
testa. GE GRANDI ALTEZZE.
Santificate quindi quel Potere Divino dedi-
cando tutti i vostri sforzi a Dio.
Il Potere celato nell’essere umano
Incarnazioni del Divino Âtma! Praµânti Nilayam, 10 febbraio 2005,
Voi siete tutti uomini e donne di nobili qua- Sai Kulwant Hall
Celebrazione del Bhîma Ratha ›ânti
lità, forti nel corpo e nella mente, ma, sfor-
tunatamente, state gettando al vento le vo- (Tradotto dal testo inglese
stre energie in vane ricerche; diventate de- pubblicato sul sito internet
boli sprecando le vostre energie. Quando dello ›rî Sathya Sai Central Trust
di Praµânti Nilayam)
stringo il pugno, neanche dieci persone
potrebbero forzarlo ad aprirsi; anche a li-
1
vello fisico il Potere Divino è Bhîma, secondogenito dei fratelli PⲬava, era fi-
incommensurabile e al di là di qualunque glio di PⲬu e Kuntî. Tuttavia, mitologicamente,
descrizione. Tutti voi dovreste cercare di suo padre era Vâyu, il Dio del vento.
2
Harijan: letteralmente “figli di Hari”, cioè figli di
realizzare questa Divinità innata, non nel- Dio. Sono i fuoricasta, ovvero i cosiddetti
l’interesse della forza fisica, ma per gode- “intoccabili”.

Mother Sai maggio-giugno 2005 41


Discorso 27-09-1960

I fondamenti della vita

Nella Sathya Sai Gîtâ, che Thirumalachar e in ambedue i posti esorta il particolare a
ha appena letto e spiegato, egli ha dato il fondersi con l’Infinito, con l’Universale.
Mio Nome al “Sathya” di cui ha fatto espe- Per Lui il rudrabhûmi (il luogo di crema-
rienza. LE PERSONE CHE MI HANNO VISTO zione) e il bhadrabhûmi (il suolo consa-
SONO MOLTE, MA QUELLE CHE HANNO COM- crato) sono uguali; essi sono egualmente
PRESO IL M IO SIGNIFICATO SONO POCHE. destinati alla trasmissione dell’Upadeµ
Nello stesso modo, coloro che hanno “vi- (l’istruzione spirituale), nella forma che il
sto” la Gîtâ, vale a dire che l’hanno letta e devoto ama di più, vale a dire il canto. Im-
imparata a memoria, sono legioni, ma colo- maginate con quale concentrazione Arjuna
ro che ne hanno afferrato il senso sono lo ascoltasse! La sua concentrazione era
pochi. Essa deve essere tâgî (termine stabile come quella delle gopî (le
“Gîtâ” anagrammato – N.d.T.) che, in pastorelle), che ascoltavano a Brindavan il
telugu, equivale ad “assorbita” o “assimila- messaggio del Flauto. Egli dimenticò le ar-
ta”! Allora voi divenite tâgî, pieni di mate contrapposte, i suoi odi ed entusiasmi
vairâgyam, liberi da insensati attaccamenti per la guerra e si immerse nell’insegnamento
al mondo fenomenico. Vairâgyam (il distac- che riceveva. Se voi sviluppate una tale
co) significa abbandonare râga, cioè le cose ekâgratâ (concentrazione stabile su un solo
che piacciono e legano, che intrappolano e pensiero), nel Kuruk¹etra del vostro per-
assoggettano. Un’altra cosa, a proposito del- sonale campo di battaglia, potrete sicura-
la Gîtâ, è che non parla del periodo della mente ascoltare la Gîtâ, la Bhagavad Gîtâ
vita vissuto da g©hastha (capofamiglia); o la Sai Gîtâ o la Sathya Sai Gîtâ, a voi
essa tratta i fondamenti della vita, non di riservata. La Gîtâ fu comunicata per rimuo-
questa o quella sua parte, ma della vita come vere la ajñâna sammoha (il profondo
tale, e dei suoi problemi più profondi. Essa smarrimento causato dall’ignoranza), e
fu ripetuta da un capofamiglia all’altro e raggiunse lo scopo nel caso di Arjuna; non
quindi non prescrive la “fuga” giovò ad altri che la udirono, come Sañjaya
dell’anacoreta. Questa è la lezione di quel- e Dh©tar⹺ra, essendo essi ancora vinco-
la Gîtâ e di questa. lati dalla loro particolare forma di ignoran-
za. Dh©tar⹺ra si preoccupò per tutto il
Molti leggono la Gîtâ, ma pochi tempo che la battaglia non fosse ancora co-
ne traggono beneficio minciata e che i nemici dei suoi figli non
Gîtâ significa “canto”. K©¹²a canta a fossero stati distrutti! Così non ne trasse
Brindavan (accompagnandosi) con il Flau- profitto. QUINDI, MOLTI LEGGONO LA GÎTÂ,
to. Egli canta anche sul campo di battaglia MA POCHI NE PROFITTANO. Dovete avere il

42 Mother Sai maggio-giugno 2005


Discorso 27-09-1960
distacco di Arjuna e la sua concentrazione spirito giusto, non creeranno affatto lega-
per trarre beneficio dalla Gîtâ. Nirmala mi. COMPITE TUTTE LE AZIONI COME ATTORI
h©daya (cuore puro), e Niµcala bhâva IN UNA RECITA MANTENENDO SEPARATA LA
(ferma disposizione mentale) sono essen- VOSTRA IDENTITÀ E NON ATTACCANDOVI TROP-
ziali. PO AL VOSTRO RUOLO. RICORDATE CHE TUT-
TO È SOLO UNA RECITA E CHE IL SIGNORE VI
Il sentimento di “io” e “mio” dovrebbe HA ASSEGNATO UNA PARTE; RECITATELA BENE:
scomparire QUI FINISCE TUTTO IL VOSTRO DOVERE. EGLI
La confusione di Arjuna era il sentimento HA SCRITTO LA COMMEDIA ED EGLI SE LA
di “io” e “mio”. Tutto d’un tratto, egli co- GODE.
minciò a pensare di essere l’assassino, a
sentirsi responsabile e che quelli (dall’altra Rifugiatevi nei più segreti recessi
parte) erano i suoi insegnanti, i suoi mag- del cuore
giorenti e parenti. Questo mamakâra (il L’Âtma (il Sé) è l’oceano, prak©ti (la natu-
sentimento di “mio”) deve finire; l’ego deve ra) è solo un’onda di quel vasto, eterno,
essere cancellato e tutte le parole, le azioni sconfinato oceano e jîvin (l’anima indivi-
e i pensieri esser dedicati a Dio. Il bambino duale) è appena una goccia di quell’onda.
piange appena nato perché il jîvin (l’anima Voi non potete abbandonare l’onda o il
individuale) non ha alcun desiderio di esse- mare; potete soltanto fondervi il nome e la
re intrappolato ancora una volta in prak©ti forma della goccia. Una volta entrati nelle
(il mondo fenomenico); non vorrebbe tor- profondità del mare, tutto è calma, tutto è
nare nella mâyâ (il velo dell’illusione). La pace; agitazione, rumore, confusione sono
scienza descrive ciò come il processo re- tutti negli strati superficiali. Anche nei
spiratorio iniziale e l’aprirsi del passaggio recessi più segreti del cuore c’è un riserva
dell’aria; ma perché egli dovrebbe piange- di µânti (pace) in cui dovete rifugiarvi.
re? Il processo potrebbe cominciare in qual- Ci sono tre tipi di persone: quelle
che altro modo, diciamo contorcendosi o tamasiche, che sono come palle di ferro
tremando, non è così? Il bambino che pian- refrattarie a qualunque influenza che le
ge deve poi lasciare questo mondo riden- addolcisca; le rajasiche, simili al cotone,
do; il valore della vita si giudica dalla sua che assorbono, ma non cambiano la loro
fine. natura e le satviche, che si sciolgono, come
Prema (l’Amore) è il seme; bhakti (la de- si scioglie il burro, all’altrui gioia o dolo-
vozione) il germoglio, la pianticella; la fede re, o a un accenno sui lîlâ (giochi divini)
il concime; satsa¾ga (la compagnia delle del Signore. Sono esse a tuffarsi nel pro-
persone buone) la pioggia; Âtmârpa²a fondo della sorgente, nella fonte della com-
(l’offerta del Sé) è il fiore e aikyam (la fu- passione. IRA, INVIDIA, AVIDITÀ E INTOLLE-
sione) il frutto. Attraverso questo proces- RANZA SONO TUTTI BUCHI NELLA PENTOLA:
so, ognuno deve togliersi di dosso queste LE ACQUE DELLA PACE, DELL’APPAGAMENTO
spire e divenire libero. La Gîtâ consiglia il E DELLA GIOIA SI PERDONO ATTRAVERSO DI
karmasannyâsa, cioè l’azione senza attac- ESSI E LA PENTOLA SI VUOTA. ESSA VA RIPA-
camento al suo frutto. Ci sono azioni che RATA E TUTTE LE PERDITE CHIUSE IN MODO
devono esser fatte come doveri, perché DA RENDERLA UTILIZZABILE. È quando siete
connesse alla condizione del proprio in una situazione disperata che chiedete aiu-
sa¼sâra (la vita mondana): se fatte con lo to a Dio, dimenticando orgoglio ed egoismo.

Mother Sai maggio-giugno 2005 43


Discorso 27-09-1960
I Pândava erano così pieni di miserie terre- andando.” Subito il buffone gli chiese:
ne, da aver sempre un atteggiamento di “Devo ordinare la carrozza reale? L’elefan-
preghiera. SE IO VI AVESSI CONCESSO TUTTI te con il palanchino? Il cavallo reale tutto
GLI AGI E LE POSSIBILITÀ, NON SARESTE VE- bardato? Il baldacchino? Andate lontano?
NUTI A P UTTAPARTHI . I PROBLEMI SONO In quale posto esattamente? Quanto vi ri-
L’ESCA CON CUI IL PESCE VIEN TRATTO FUORI marrete?” Quel buffone era molto saggio:
DALL’ACQUA. Kuntî chiese a K©¹²a di con- conosceva le domande anche se non cono-
tinuare a dare a lei e ai suoi figli ogni sorta sceva le risposte, che neppure il re cono-
di sofferenze, affinché Egli potesse poi con- sceva; solo conoscendole, però, si posso-
ceder loro di continuo la Sua grazia. no superare gli esami!

Offrite il vostro egoismo ai Piedi di Dio La Gîtâ aiuta a controllare


Thirumalachar ha chiamato questo atteg- le inquietudini della mente
giamento Âtmârpa²a (l’offerta del Sé), ma La Gîtâ vi esorta a cercare le risposte e vi
l’Âtma è Egli Stesso, per cui che cosa vo- indirizza a farne esperienza. Vi aiuta a con-
lete significare offrendo Lui a Lui Stesso? trollare citta (i pensieri) e le agitazioni della
Ciò che dovreste offrire ai Suoi Piedi è il mente; distrugge l’illusione, aumenta la
vostro egoismo, cioè aha¼kâra! Offrite vera conoscenza, vi fa intravedere lo splen-
tutto l’orgoglio, tutto il senso di separazio- dore del Signore e rafforza la vostra fede.
ne, tutta l’illusione, tutto l’attaccamento in In un momento voi dite: “Baba fa tutto: io
cui l’egoismo ha proliferato! Questa è l’ado- non sono che uno strumento”, e il momen-
razione che dovete compiere. PortateMi to successivo la stessa lingua afferma: “Io
tutto il male che c’è in voi, e, lasciatolo qui, ho fatto questo, io ho fatto quello; Swami
prendete da Me quello che ho: Prema non ha fatto questo per me.” Se non scivo-
(l’Amore). Sviluppate sarvasamabhâva, la late mai nell’errore, potrete esser sempre
capacità di veder tutto come mosso e moti- certi della Sua grazia. Tutti i cuori sono di
vato dal Paramâtma (la Suprema Realtà o Sua proprietà, tutto è un Suo dominio, ma,
Sé). ESAMINATE OGNI GIORNO QUELLO CHE come lo zamindhâr siede solo in un punto
FATE E IL MOTIVO PER CUI LO FATE: POTRETE pulito anche se l’intera area può essere sua,
COSÌ GIUDICARE VOI STESSI IL VOSTRO PRO- Dio si insedierà solo in un cuore purifica-
GRESSO. SCEGLIETE SOLO MOVENTI PURI E to. Il Signore ha detto: “Dove i Miei devo-
PURE AZIONI. Avete dimenticato di essere ti cantano il Mio Nome, là Io Mi insedio, o
l’Âtma e ora ricordate di esserlo: questo è Nârada.” DEVO DIRVI CHE VOI SIETE PIÙ FOR-
tutto il progresso che dovete ottenere. Sem- TUNATI DI QUELLI DELLE GENERAZIONI PRE-
bra così facile, ma è uno dei compiti più CEDENTI; I MERITI ACCUMULATI IN MOLTE
difficili. L’orecchio è così vicino all’occhio, PRECEDENTI NASCITE DEVONO AVERVI CONCES-
ma non può mai vederlo direttamente! SO QUESTA FORTUNA. AVETE OTTENUTO ME
In un palazzo c’era un buffone di corte che ED È ORA VOSTRO DOVERE SVILUPPARE QUE-
faceva sempre domande ed era quindi con- STA RELAZIONE CHE AVETE AVUTO PER PURA
siderato un gran seccatore. Il re, per difen- FORTUNA. Tra quattro o cinque anni, vedre-
dersi da lui, fu costretto a esporre un car- te affollarsi qui yogî, grandi saggi e asceti
tello (con la scritta) “Vietato fare doman- e potreste non avere simili opportunità di
de”, ma, quando si trovò sul letto di morte, porMi delle domande e ricevere le rispo-
lo chiamò vicino e gli sussurrò: “Me ne sto ste, di avvicinarMi e parlare direttamente

44 Mother Sai maggio-giugno 2005


Discorso 27-09-1960
con Me. Non siate quindi come le rane in- che Dio, che trasformò Ahalyâ e la liberò
torno al loto: siate come le api. Le banane dalla maledizione, fosse suo discepolo.
e i manghi ancora verdi vengono tenuti nel- L’orgoglio è tra i peccati peggiori in cam-
la paglia o nel fieno o in una stanza chiusa, po spirituale: se voi vi inorgoglite di esse-
in modo che il calore li renda maturi e gu- re devoti di Hari (Dio Persona), ricordate,
stosi. La meditazione su Dio dà anche a Egli vi “hari” (distruggerà).
voi la giusta temperatura per maturare e ›ara²âgati (l’abbandono totale a Dio) do-
diventare dolci e gradevoli. vrebbe essere simile al comportamento di
Lak¹ma²a. Râma disse: “Prendi Sîtâ e la-
Sette cose da promuovere per sciala nella foresta.” OBBEDIENZA INCONDI-
il benessere del mondo ZIONATA! N ON C’È UN PERCHÉ! Questo è
Ci sono sette cose che devono essere favo- Lak¹ma²a; questo è µara²âgati. Il resto
rite per il benessere del mondo: la mucca, merita solo µaragati (la freccia di Râma).
il custode di Brahman o aspirante spiritua- Questa lezione di µara²âgati è la Gîtâ au-
le o brahmana, i Veda, la castità, la verità, tentica. Accrescete la fede, camminate sul
il non attaccamento e il Dharma (la Retti- sentiero del Dharma, liberatevi di vyâmoha
tudine). Tutti questi sono ora in rapido de- e ajñâna (l’illusione e l’ignoranza), purifi-
clino e Io sono venuto per riportarli alla cate le citta v©tti (le agitazioni della men-
loro primitiva purezza e forza. Non pensa- te) e siate certi che Egli è l’Âtma e che an-
te che questa Sathya Sai Gîtâ sia stata che voi Lo siete.
composta da qualche devoto e che egli la
legga e la spieghi qui. Come egli ha detto, Praµânti Nilayam, 27 settembre 1960
Io ne sono l’ispiratore ed è per vostro be-
neficio che ha riassunto in questo modo i Abbiate un orario per il sostentamento spi-
Miei Insegnamenti. È scritto: rituale come lo avete ora per il sostenta-
mento fisico: una colazione di japa (la pia
Ekam satyam vimalam acalam ripetizione del Nome di Dio) e dhyâna (la
“L’unica Verità è pura e incrollabile.” meditazione), un pranzo di pûjâ (l’adora-
zione rituale del Signore), nel pomeriggio
Thirumalachar l’ha raccolta nel suo vaso e “tè e biscotti” di pravacana (la lettura del-
ve la sta porgendo. Naturalmente, nessuno le Scritture o di libri sacri) e una cena leg-
può svelare il Mistero del Signore. Perfino gera di bhajana (la musica devozionale)
Viµvâmitra che andò da Daµaratha a chie- nelle prime ore della sera. Se seguirete
dere i due ragazzi, glorificandoli come In- questa dieta potrete dormire profondamente
carnazioni divine, più tardi dimenticò quel e risvegliarvi ristorati.
fatto e osò insegnare loro dei mantra (for- ›hrî Sathya Sai
mule sacre) come se fossero solo dei co-
muni discepoli! Egli fu perfino orgoglioso (Tratto da “Sathya Sai Speaks”,
vol. n. 1 - 1953/1960, D.D. n. 29)

Mother Sai maggio-giugno 2005 45


Gran premio per il peccatore pentito
(Misericordia Divina)

Dio è così misericordioso che, se fate anche solo un passo verso di Lui, Egli ne fa dieci
verso di voi.
Vibhî¹a²a1, fratello di Râva²a, chiese a Hanuman se Râma avrebbe accettato i suoi
omaggi e se l’avrebbe preso sotto la Sua protezione. Gli disse:
«Sono il fratello del Suo peggior nemico, che ha giurato di distruggere; sono membro di
una razza demoniaca; non conosco i Veda o le Scritture, e nemmeno i riti degli Ârya.»
Allora Hanuman replicò: «Sciocco, credi forse che Egli si preoccupi del cerimoniale o
del rango familiare o della cultura? Se così fosse, come potrebbe accettare me, che
sono una scimmia?»
Quella risposta risolse il problema e Vibhî¹a²a fu rassicurato sulla Grazia divina.
Favole e Poesie

Râma, quando Vibhî¹a²a si recò più tardi da Lui, volle intorno a sé le scimmie più
anziane per chieder loro se poteva accettare nel gruppo Vibhî¹a²a. Ovviamente, Râma
non aveva bisogno di consigli da nessuno. Egli non si faceva mai influenzare. Tuttavia,
per dar loro importanza, le consultò e finse di essere incerto sulla decisione da prender-
si.
Quando Sugrîva, re delle scimmie, Gli oppose un rifiuto, Râma gli rammentò che an-
ch’egli prima era venuto da Lui dopo aver abbandonato il suo fratello maggiore! E
quando Lak¹ma²a, fratellastro di Râma, intervenne per dire che l’unico trattamento
che Vibhî¹a²a si meritava era quello di essere rigettato indietro nell’isola di La¾kâ,
Râma disse: «Sì! Dopo la morte di Râva²a, intendo incoronarlo imperatore di La¾kâ.»
Râma accoglie immediatamente, senza riserve, chiunque a Lui si abbandoni.

Tratto da: Chinna Khata Vol.I

1
Vibhî¹a²a, che significa “Terrifico”, era un demone, fratello di un altro demone, Râva²a. Nonostante
fosse di stirpe demoniaca, si era profondamente dispiaciuto che Râva²a avesse rapito Sîtâ e, per questo
atto malvagio, aveva rimproverato severamente il fratello, consigliandolo ripetutamente di restituire Sîtâ al
suo legittimo consorte e Signore, Râma, anche per non perdere la propria vita. L’orgoglioso demone ignorò
gli avvertimenti. Alla fine, quando si accorse che la rovina del fratello era inevitabile, Vibhî¹a²a si rifugiò
presso Râma, divenendoNe amico fedele. Dopo la fine di Râva²a, Râma lo pose sul trono di La¾kâ.
Hanuman, cui Vibhî¹a²a rivolge la domanda, fu la scimmia di forza e valore straordinari che dimostrò
completa devozione mettendosi al completo servizio di Râma.

46 Mother Sai maggio-giugno 2005


Comunicato

I devoti Sai di tutto il mondo hanno dimostrato compassione, gene-


rosità e amore straordinari in risposta agli eventi catastrofici del
terremoto e dello tsunami in Asia. Molti medici e altri volontari
sono andati nelle aree colpite offrendo il loro amore e le loro capa-

News
cità alle vittime di questo disastro naturale. Molti devoti hanno
elargito somme all’Earthquake Relief Fund che è stato istituito dal-
la Sathya Sai Society of America e il 100% dei fondi donati è stato
inviato alle Organizzazioni Sai in India, Indonesia, ›rî La¾kâ e Tai-
landia per opere di soccorso. Ora che i bisogni delle Organizzazioni
Sai locali sono stati soddisfatti, è tempo che l’Earthquake Relief
Fund venga chiuso, per cui lo stesso non accetterà alcuna ulteriore
contribuzione. A nome del fondo, della Sathya Sai Society of Ame-
rica e, cosa della massima importanza, dei paesi colpiti, porgo umil-
mente la mia sentita gratitudine a tutti voi che avete donato così
generosamente e amorevolmente.
Con amore, al servizio di Sai.

Michael Goldstein
Presidente del Praµânti Council, 25 marzo 2005

Mother Sai maggio-giugno 2005 47


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TORINO D V. Broni, 1 Tel. (011) 390130 centro.sai.torino.d@osssbi.org
UDINE V. M. Volpe, 456/a Tel. (0432) 480952 centro.sai.udine@osssbi.org
VENEZIA V. Castello, 3414 Tel. e Fax (041) 5202920 centro.sai.venezia@osssbi.org
VERONA V. Redentore, 11/D Tel. (045) 590330 centro.sai.verona@osssbi.org
INDIRIZZI DEI GRUPPI SSSB

BADESI (SS) V. Dante, 20 (339) 1578309 gruppo.sai.badesi@osssbi.org


BARI V. Amendola, 126 Tel. (080) 758406 gruppo.sai.bari@osssbi.org
BARLETTA (BA) V. Imbriani, 88 Tel. (0883) 527358 gruppo.sai.barletta@osssbi.org
CARRARA (MS) V. Matteoni, 39 Tel. (0585) 253857 gruppo.sai.carrara@osssbi.org
CONEGLIANO - COLLE UMBERTO (TV) V. Cardenzin, 12 0438)394065 gruppo.sai.conegliano@osssbi.org
FERRARA V. Argine Volano, 145 - Fossalta (FE) Tel. 0532 761534 gruppo.sai.ferrara@osssbi.org
FORLÌ V. F.Orsini, 19 gruppo.sai.forlì@osssbi.org
LIVORNO - LORENZANA (PI) V. Colle Alberti, 23 gruppo.sai.livorno@osssbi.org
MAROSTICA (VI).Viale Vicenza, 2 Tel. 335 5834701 gruppo.sai.marostica@osssbi.org
MONTECATINI TERME P.le Leopoldo, 2 gruppo.sai.montecatini@osssbi.org
SIENA V. Martini, 110 Tel. (0577)281382 - 356795 gruppo.sai.siena@osssbi.org

GRUPPI BHAJAN

CASATENOVO (LC) V. san Gaetano,11 Tel. (039) 9297011


Coordinatore: Renato Billo - email: keshava@lombardiacom.it
PIOMBINO (LI) V. I° Maggio, 62 Tel. (0565) 224917
Coordinatore: Cortese Cortesi - email: - babasairam@infol.it
PRATO (FI) V.lo dei Bizzocchi 3/b (0574) 28044
Coordinatore: Benito Cantasale - email: kirtanbenny@virgilio.it
ROMA E Coordinatore: Paolo Startari - email: swami@tiscalinet.it
TORINO E V. Rubino, 10/B Tel. (011) 3110907
Coordinatore: Oscar Tavoso
Mother Sai Publications
(EDIZIONI MOTHER SAI)
e-mail:msp@mothersaipublications.it
Sito Web: www.mothersaipublications.it

NOVITÀ:
Storie Gloriose del Signore (Bhâgavata Vâhinî)
Racconti e Parabole Vol. II
SAITRI

(Collana VÂhinÎ)
Aforismi Vedici (Sûtrâ Vâhinî) [SV]
La Conoscenza (Jñâna Vâhinî) [JV]
La Scienza di Dio (Vidyâ Vâhinî) [VV]
La Storia di Râma (Râmakata Rasavâhinî), I° vol. [RV-I]
La Storia di Râma (Râmakata Rasavâhinî), II° vol. [RV-II]
Domande e Risposte (Prashnottara Vâhinî) [PUV]
Il Fiume delle Upanishad (Upanishad Vâhinî) [UV]
Il Gioco di Dio (Lîlâ Kaivalya Vâhinî) [LKV]
La Pace Suprema (Prashânti Vâhinî) [PSV]
La Via della Meditazione (Dhyâna Vâhinî) [DV]
La Verità di Sai (Sathya Sai Vâhinî) [SSV]
La Legge Morale (Dharma Vâhinî) [DhV]

(Collana Discorsi) di Sai Baba


DISCORSI 1988/89, I° vol. [D89-I]
DISCORSI 1988/89, II° vol. [D89-II]
DISCORSI 1963-65 (Sathya Sai Speaks Vol. IV) [D65]
DISCORSI 1964-67 (Sathya Sai Speaks Vol. V) [D66]
DISCORSI 1967-68 (Sathya Sai Speaks Vol. VI) [D67]
Discorsi 1967-68 (Sathya Sai Speaks Vol.7&8) [D68]
DISCORSI 1983 (Sathya Sai Speaks Vol. XVI) [D83]
DISCORSI 1984 (Sathya Sai Speaks Vol. XVII) [D84]
Discorsi 1984 (Sathya Sai Speaks Vol. XIX) [D86]

(Collana Biografie)La
La Vita di Sai Baba (N. Kasturi)
La Vita di Sai Baba (Satyam Shivam Sundaram), I vol.
La Vita di Sai Baba (Satyam Shivam Sundaram), II vol.
La Vita di Sai Baba (Satyam Shivam Sundaram), III vol.
La Vita di Sai Baba (Satyam Shivam Sundaram), IV vol.

(Collana Educazione)Discorsi agli Studenti


CORSO ESTIVO 1990 [CE90]
CORSO ESTIVO 1993 [CE93]
CORSO ESTIVO 1972 [CE72]
CORSO ESTIVO 1978 [CE78]

Periodici
Mother Sai, bimestrale + Crescere Insieme
Altre Pubblicazioni Disponibili:
COLLOQUI [CQ] (CON INSERTO “SANDELA NIVARINI Vâhinî”)
MOTHER SAI SPECIALE (6° CONFERENZA MONDIALE)
DIARIO SPIRITUALE 1 [DS1]
DIARIO SPIRITUALE 2 [DS2]
DIARIO SPIRITUALE 3 [DS3]
Dhyâna: la Meditazione secondo gli insegnamenti di Sai Baba
Canti devozionali (Libro dei bhajan, Testi).
Canti devozionali (Libro dei bhajan, Accordi).
Canti devozionali (Libro dei bhajan, Esercizi).
Atti del I° Convegno dei Responsabili dei Centri Sai Mondiali
Sadhana
Guida all’ashram di Prashanti Nilayam
Racconti e Parabole Vol. I
Pensiero del Giorno (365+1 pensieri, per ogni giorno dell’anno)

Altri Autori
A spasso con Dio
Grazie Swami
Messaggio d’Amore
Sai Baba, l’Uomo dei miracoli
Visione del Divino.
Sai Baba Fiamma d’Amore
L’Eterno Miraggio
Alla scoperta della verità
Sai Baba: la rivelazione continua
Ho visto la luce

Audiovisivi:
Alla scoperta della Verità (Videocass.) Shivarathri Sandesh (video)
Le percussioni, parte I (Videocass.) Scuola bhajan interattiva (N°2CD ROM)
Le percussioni, parte II (Videocass.) Embodiment of Love Vol I(CD) musicale)
Gayatri Mantra (Audiocass.) Embodiment of Love Vol II(CD) musicale)
Tecnica di canto (Audiocass.) Bhajanam (CD musicale)
Video Story (Videocass.)
Il Medico Divino (Videocass.)

In Preparazione:
DISCORSI (SATHYA SAI SPEAKS VOL. XVIII) SRI SATHYA SAI ANANDADAYI
Hrudaya Nivasi Satyopanishad Vol I
Gli Insegnamenti di Dio (Ghita Vâhinî) Satyopanishad Vol II
Purificare il Cuore (Purifying the Heart
Sathya Sai Baba e l’Educazione dei figli (Sathya Sai Parenting)

NB.– Tutte
le pubblicazioni sopraelencate si possono avere telefonando o in-
viando un fax a:
Mother Sai Publications
Sathya Sai Books and Publications of Italy, magazzino e sede operativa,
via Umbria 19, 20093 Cologno Monzese (MI); Italy
tel. 02 26708288 (lunedì h.19:30-21); fax 02 25371063

“Il giusto piano di studio consiste nel leggere, riflettere e applicare


regolarmente alla vita quanto appreso.”
Sai Baba