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BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N.

5 DEL 26 GENNAIO 2009

LEGGE REGIONALE N. 1 DEL 19 GENNAIO 2009

“DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE


DELLA REGIONE CAMPANIA – LEGGE FINANZIARIA ANNO 2009 –“

IL CONSIGLIO REGIONALE

Ha approvato

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

PROMULGA

La seguente legge:

Art.1
Misure a favore dei figli delle vittime dei gravi incidenti sul lavoro

1. E’ istituito un fondo per gli interventi di sostegno e per l’erogazione di borse di studio a favore
dei figli di lavoratori deceduti a causa di infortunio sul lavoro.
2. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
definisce, sentita la commissione consiliare competente, i criteri per la individuazione dei
beneficiari e delle modalità di erogazione dei benefici previsti dal comma 1.
3. Agli oneri finanziari derivanti dall’applicazione del presente articolo si provvede mediante quota
parte dello stanziamento sulla Unità Previsionale di Base (UPB) 4.16.41, pari ad euro 700.000,00.

Art. 2
Misure di sostegno alla scuola e alla università. Educazione alla legalità

1. La Giunta regionale, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
predispone, sentita la commissione consiliare competente, un programma di azioni volto a sostenere
ed incentivare la qualificazione del tempo scuola, l’implementazione di azioni di supporto per i
minori che frequentano la scuola primaria, il recupero della dispersione scolastica, l’educazione alla
legalità e la valorizzazione della storia e della memoria delle comunità locali. Il centro di
documentazione contro la camorra dell’assessorato all’istruzione prevede nell’anno 2009 un
programma di iniziative, sentite le commissioni consiliari competenti, per il recupero della devianza
minorile e della educazione alla legalità.
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2. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1, quantificato in euro 15.000.000,00, si fa fronte
con imputazione della spesa sulle risorse della UPB 3.10.28 a valere sul bilancio pluriennale 2009-
2011 in quote annuali.
3. All’onere derivante dall’attuazione della legge regionale 20 dicembre 2004, n. 13, quantificato in
euro 10.000.000,00, si fa fronte con imputazione della spesa sulle risorse della UPB 3.10.28 di
pertinenza della ricerca scientifica. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l’assessore relaziona sullo stato di attuazione della legge regionale n.13/2004 alle
commissioni consiliari competenti.
4. Per consentire le attività del Centro di ricerche oncologiche di Mercogliano (CROM), la Regione
provvede a finanziare il predetto Centro per il triennio 2009-2011, nella stessa misura del triennio
2006-2008, a valere sulla UPB 4.15.38.
5. La Giunta regionale, con apposito provvedimento, istituisce un fondo destinato all’alta
formazione nelle tecniche di restauro dell’arte sacra a valere sulla UPB 3.13.115.
6. E’ istituito un fondo annuale per la promozione e la manutenzione del “Monumento Nazionale
dell’antica area del comune di San Pietro Infine (CE)”, teatro nel 1943 di una devastazione senza
precedenti, esempio vivente e macroscopico dell’ultimo conflitto mondiale, sede del Museo della
Memoria, così come dichiarato dal decreto del Presidente della Repubblica 18 marzo 2008, a valere
sulle risorse correnti per euro 150.000,00 della UPB 6.23.237.
7. La Giunta regionale, con apposito provvedimento, affida all’assessorato al lavoro, d’intesa con
l’assessorato alle politiche sociali, la realizzazione di interventi destinati a minori o giovani dai
diciotto ai venticinque anni già sottoposti a misure di restrizione della libertà o alternative alla
detenzione, finalizzati alla formazione e all’inserimento lavorativo attraverso l’esercizio di mestieri
artigiani e dei servizi, a valere sull’UPB 3.13.115.
8. All’articolo 16 della legge regionale 14 marzo 2003, n.7, dopo il comma 1- bis, è aggiunto il
seguente:
“1-ter. La Fondazione Francesco De Martino è iscritta nella sezione speciale dell’Albo di cui
all’articolo 7, comma 1”.
9. E’ istituito un fondo di euro 100.000,00 da destinare alla Curia di Napoli per organizzare nella
Chiesa Ortodossa di Mosca una mostra di Presepi Napoletani, al fine di promuovere le attività
culturali della Campania, a valere sulle risorse della UPB 3.11.31.
10. La Regione Campania riconosce la Reggia di Carditello sito di interesse regionale. La Giunta
regionale adotta, con proprio atto, provvedimenti per l’acquisizione ovvero l’uso per finalità
pubbliche del predetto bene.

Art. 3
Azioni per il monitoraggio ed il contenimento
dei prezzi di beni e di servizi di largo consumo

1. La Giunta regionale promuove la sottoscrizione di una convenzione con il Garante per la


sorveglianza dei prezzi, istituito presso il Ministero dello sviluppo economico dall’articolo 2,
comma 198 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), per contribuire con la
propria organizzazione alle azioni tese al monitoraggio e al contenimento dei prezzi di beni e di
servizi di largo consumo nel territorio regionale. La Giunta regionale provvede, in collaborazione
con le associazioni dei consumatori, ad una campagna di informazione sulle variazioni dei prezzi di
beni e servizi di largo consumo.
2. La Giunta regionale promuove la stipula di convenzioni con i comuni e con le associazioni dei
coltivatori diretti e dei grandi e piccoli produttori ortofrutticoli volte a disciplinare l’istituzione nei
comuni della Campania di banchi alimentari, da tenersi almeno due volte a settimana, ove sono
posti in vendita, a prezzi di particolare favore, i prodotti agricoli campani. Nelle predette
convenzioni sono stabilite misure di esonero dal pagamento della Tassa di occupazione degli spazi e
delle aree pubbliche (TOSAP) ovvero contributi a carico della Regione per i soggetti suindicati.
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3. La Regione, al fine di rilanciare le attività commerciali e riqualificare i centri storici e urbani,


promuove sul proprio territorio processi di aggregazione e di valorizzazione delle piccole imprese
commerciali e artigianali mediante l’istituzione e il riconoscimento dei centri commerciali naturali.
4. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sentite le associazioni degli enti locali e delle categorie interessate e previo parere della
commissione consiliare competente, definisce la disciplina istitutiva dei centri commerciali naturali.
5. Alle risorse occorrenti per l’attuazione di quanto previsto dal presente articolo si provvede
attraverso il Piano di azione per lo sviluppo economico regionale (PASER).

Art. 4
Interventi nell’area del disagio sociale

1. Il reddito di cittadinanza di cui alla legge regionale 19 febbraio 2004, n. 2, è prorogato per un
anno a decorrere dal termine del triennio di sperimentazione, inteso quale primo triennio di
erogazione effettiva dell’indennità.
2. Al comma 2 dell’articolo 2 della legge regionale n.2/2004, dopo le parole “per nucleo familiare”,
le parole “e in” sono sostituite con “correlata ed in funzione di”.
3. Alla lettera e) del comma 2 dell’articolo 6 della legge regionale n.2/2004, dopo le parole
“indirizzati alla” è aggiunta la parola “istruzione,”.
4. Dopo il comma 2 dell’articolo 6 della legge regionale n.2/2004 è aggiunto il seguente: “2-bis.Le
misure di cui alle lettere e) e g) sono prioritarie nella progettazione degli interventi. La mancata
partecipazione alle misure di cui alla lettera e) da parte di almeno un componente del nucleo
familiare, comporta la decadenza dal beneficio del reddito di cittadinanza”.
5. La copertura finanziaria è assicurata dall’utilizzo delle seguenti risorse: euro 30.000.000,00 a
valere sullo stanziamento di cui all’articolo 38 delle legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1 (legge
finanziaria regionale 2007), euro 35.000.000,00 a valere sulle risorse previste per il 2008 dell’UPB
4.16.41, euro 12.000.000,00 a valere sulla competenza dell’esercizio 2009 dell’UPB 4.16.41; per il
2009 l’importo del sussidio è fissato in euro 350,00 mensili, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 5,
commi 3 e 4, del regolamento 4 giugno 2004, n. 1, attuativo della legge regionale n. 2/2004.
6. Il comma 2 dell’articolo 38 della legge regionale 1/2007 è abrogato.
7. Ai fini degli specifici interventi di cui all’articolo 6, comma 2, della legge regionale n.2/2004,
inerenti al contrasto, alla dispersione scolastica e all’inserimento formativo e lavorativo dei singoli
componenti del nucleo familiare (cosiddette misure di accompagnamento), si provvede, oltre che
con le risorse ordinarie di bilancio, con le risorse del Programma operativo regionale (POR)
Campania Fondo sociale europeo (FSE) 2007/2013.
8. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
presenta al Consiglio regionale un rapporto sullo stato di attuazione della sperimentazione del
reddito di cittadinanza.
9. Al comma 2 dell’articolo 14 della legge regionale 30 gennaio 2008, n.1 (legge finanziaria
regionale 2008), dopo le parole “portatori di handicap”, sostituire le parole “famiglie mononucleo
con prole” con le seguenti “famiglie monoparentali con prole”.
10. Al comma 2 dell’articolo 14 della legge regionale n.1/2008 sono aggiunte le seguenti parole:
“Tale sospensione non può essere concessa ai nuclei familiari o ai soggetti che hanno conseguito la
detenzione dell’alloggio, indipendentemente da eventuali dichiarazioni degli assegnatari o detentori
aventi titolo, con azioni anche associative di violenza ovvero cagionando danni a persone o cose. La
sospensione della procedura di sgombero non si applica per i nuclei familiari che hanno occupato
immobili che, per determinazioni dell’amministrazione comunale, devono essere abbattuti o
utilizzati per altre finalità in esecuzione di programmi di riqualificazione.”
11. L’articolo 70 della legge regionale n.1/2008 è abrogato.
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Art. 5
Interventi in materia di assistenza domiciliare integrata

1. Per gli interventi in materia di assistenza domiciliare integrata ai disabili, agli anziani, ai malati in
stato terminale, ai minori e per le attività socio- educative domiciliari di cui alla legge regionale 23
ottobre 2007, n. 11, sono appostate ulteriori risorse pari ad euro 23.000.000,00 a valere sulla UPB
4.16.41.
2. Al fine di consentire l’attuazione di quanto disposto al comma 1, la Giunta regionale, in
conformità dell’articolo 20 della legge regionale 11/2007, adotta il piano per gli interventi in
materia di assistenza integrata e per attività socio-educative domiciliari ai disabili, agli anziani, ai
malati in stato terminale ed ai minori. Nell’attuazione dei servizi il predetto piano può prevedere
attività di esperienze lavorative e di specializzazione per operatori socio-sanitari il cui
finanziamento può avvalersi, oltre che delle risorse ordinarie, anche dei fondi previsti nel POR
Campania 2007/2013.
3. In ottemperanza dell’articolo 5 del decreto legge 18 gennaio 1993, n.9, come sostituito dalla
legge di conversione 18 marzo 1993, n.67, per l’assistenza didattica domiciliare post scolastica ai
disabili sensoriali (Decreto del Presidente della Repubblica 1 marzo 2005, n.75) riconosciuti ai
sensi della legge 3 aprile 2001, n.138, è istituito un fondo annuale di 2,5 milioni di euro da ripartire
tra le province della Campania.

Art. 6
Disposizioni relative a musei, pinacoteche regionali, enti teatrali e lirici, fondazioni e teatri
stabili beneficiari di finanziamenti regionali

1. I residenti in Campania di età compresa fra i quindici ed i ventiquattro anni o


ultrasessantacinquenni accedono gratuitamente ai musei ed alle pinacoteche regionali nonché alle
mostre organizzate con l’ausilio di contributi o finanziamenti regionali in base a criteri oggettivi che
sono definiti con delibera della Giunta regionale, con particolare riferimento alle scuole.
2. Il rispetto delle disposizioni di cui al comma 1 è condizione per la concessione dei contributi o
per l’erogazione dei finanziamenti regionali.
3. Gli enti teatrali e lirici, le fondazioni e i teatri stabili ai quali la Regione, a qualunque titolo,
concede finanziamenti o eroga contributi, riservano, ad ogni manifestazione o rappresentazione, il
cinque per cento dei posti in vendita all’ingresso gratuito di residenti in Campania di età compresa
fra i quattordici e i ventuno anni.
4. La distribuzione dei biglietti gratuiti avviene mediante i normali circuiti di vendita dei biglietti a
pagamento negli stessi orari e con le medesime modalità, ma in modo che il biglietto risulti
nominativo, fatti salvi gli oneri derivanti dai diritti spettanti alla Società italiana autori ed editori
(SIAE).
5. Le modalità di attuazione e l’erogazione di importi dovuti a qualunque titolo dalla Regione alle
strutture di cui al comma 1 sono disciplinate mediante regolamento approvato dal Consiglio
regionale.
6. Al comma 4 dell’articolo 7 della legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1 (legge finanziaria
regionale 2007), sono soppresse le parole da “per tutta la durata” a “obiettivo 1”.
7. La Regione Campania finanzia la realizzazione di attività teatrali nel comune di Ischia.
8.Gli oneri di cui ai commi precedenti gravano sulla UPB 3.11.31 che è incrementata di euro
300.000,00.
9. Al fine di consentire al Museo Filangieri, storico museo civico di Napoli, di riaprire al pubblico è
istituito un fondo annuale di euro 300.000,00 a sostegno degli interventi e dei programmi necessari
alla riapertura e alla sistemazione delle sale, oltre che alla attivazione di mostre e programmi di
valorizzazione delle collezioni d’arte ivi presenti, a valere sulla UPB 3.11.30.
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Art. 7
Fondo regionale per l’edilizia pubblica

1. Quota parte del ricorso al mercato finanziario di cui alla legge di Bilancio 2009 è destinata, per
euro 10.000.000,00 annui, a reintegrare, mediante iscrizione nella UPB 1.3.10, la disponibilità delle
risorse finanziarie di cui al Fondo regionale per l’edilizia pubblica, ridotte dall’articolo 5, comma 2,
della legge regionale 24 dicembre 2003, n. 28.
2. I programmi finanziati per i quali non si è pervenuti all’inizio dei lavori nei termini previsti per
problemi tecnico-legali e amministrativi non imputabili al soggetto attuatore, non decadono dal
finanziamento, a condizione che l’inizio dei lavori abbia luogo entro centottanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
3. Il fondo rotativo di credito e garanzia, di cui all’articolo 13 della legge regionale 30 gennaio 2008
n.1 (legge finanziaria regionale 2008), prevede forme di garanzia per l’intero importo mutuato a
favore dei richiedenti il cui reddito derivi, da almeno un triennio, esclusivamente da contratti di
lavoro atipici disciplinati dalla legge 14 febbraio 2003, n.30, e relativi decreti attuativi.
4. E’ previsto un sostegno economico alle famiglie a basso reddito affittuarie attraverso l’utilizzo di
strumenti quali il fondo sociale per l’affitto e l’edilizia agevolata e convenzionata finalizzata alla
realizzazione di alloggi da immettere sul mercato dell’affitto a canoni calmierati in via temporanea
o permanente.
5. E’ previsto un appostamento di fondi aggiuntivi per l’attuazione della delibera di Giunta
regionale 30 dicembre 2003, n.3863, e successive modifiche ed integrazioni relativa alle
“Agevolazioni per l’acquisto della prima casa da parte di famiglie e coppie di nuova costituzione”.
6. Un adeguato stanziamento delle somme di cui al comma 1, per l’esercizio finanziario 2009, è
destinato al completamento di uno stralcio funzionale relativo al programma di edilizia pubblica
sostitutiva per gli alloggi in prefabbricazione pesante per i quartieri di Chiaiano (ambito rione 25/80
di via Nuova Toscanella), Scampia di Napoli (ambito rione 25/80 di Viale della Resistenza, lotto P),
Pianura e Soccavo.
7. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’assessore
all’urbanistica dispone la ricognizione e la revoca di risorse non utilizzate nei tempi fissati dalle
leggi vigenti da destinare al completamento del programma di cui al comma 6.
8. Le cooperative a proprietà indivisa che hanno realizzato alloggi da assegnare in uso, godimento o
locazione ai propri soci possono chiedere al comune l’autorizzazione a cedere, in proprietà
individuale, tutti o parte degli alloggi realizzati ai soci che hanno già ottenuto l’assegnazione in uso,
godimento o locazione.
9. L’autorizzazione di cui al comma 8 è rilasciata dal comune su istanza del legale rappresentante
pro tempore della cooperativa, previa conforme delibera approvata a maggioranza dei due terzi
dall’assemblea ordinaria dei soci regolarmente costituita.
10. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni adottano
apposito regolamento contenente modalità e condizioni per il rilascio dell’autorizzazione di cui al
comma 8.
11. Se gli alloggi sono stati realizzati con l’acquisizione del contributo della Regione o di altri enti
pubblici, l’autorizzazione è rilasciata previo nulla osta regionale o degli altri enti pubblici
finanziatori, nel rispetto delle condizioni e delle modalità di cui alla legge 17 febbraio 1992, n.179,
anche in ordine al recupero dei contributi concessi.
12. Per consentire un supporto alle famiglie in condizioni di particolare disagio socio-economico, la
Regione contribuisce ad integrare il fondo per il sostegno alle abitazioni in locazione per un importo
pari ad euro 2.000.000,00 da appostare nel bilancio 2009 sul capitolo 2440, UPB 1.3.10, mediante
prelievo di pari importo dalla UPB 7.28.64.
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Art. 8
Interventi a sostegno del Programma di sviluppo rurale Campania 2007 – 2013

1. La Giunta regionale è autorizzata ad approvare, previo parere della commissione consiliare


competente, un programma di sostegno per il settore agricolo e per la valorizzazione e tracciabilità
della filiera agroalimentare, individuando le risorse per le attività da realizzare.
2. Il programma di cui al comma 1 è attuato adottando gli stessi criteri e le stesse procedure previste
dal programma di sviluppo rurale Campania 2007-2013 per gli interventi strutturali e per i regimi di
aiuti cofinanziati dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).
3. Per l’esercizio finanziario anno 2009, all’onere derivante dall’applicazione del presente articolo
si provvede con i fondi assegnati dallo Stato ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo 4 giugno
1997, n. 143, per l'importo di euro 3.000.000,00, iscritti nella UPB 12.42.82 dell’entrata ed al
correlato capitolo di spesa da istituire nell’ambito della UPB 22.84.245.
4. La Regione incentiva, nei limiti delle risorse di bilancio disponibili, gli interventi a favore della
filiera corta come attività volta a sviluppare il rapporto diretto fra consumatore e produttore. La
Regione considera prioritari gli interventi posti in essere da enti locali, singoli o associati, a favore
dello sviluppo di mercati o spazi di vendita diretta su aree pubbliche o private a cui hanno accesso
imprenditori agricoli operanti nell’ambito territoriale ove sono istituite le aree di vendita. La Giunta
regionale, sentita la commissione consiliare competente, con proprio provvedimento stabilisce un
piano di iniziative a favore della filiera corta individuando beneficiari, attività, modalità attuative e
condizioni di accesso ai finanziamenti. La Regione estende gli interventi a favore della filiera corta
anche ad imprenditori agricoli, singoli o associati.
5. Entro il 30 ottobre di ogni anno gli assessori competenti alla programmazione delle attività
promozionali relative all’agricoltura, industria, commercio e turismo presentano alle commissioni
consiliari competenti il Piano relativo alla programmazione degli interventi e programmi previsti
per l’anno successivo. Per l’anno 2009 il termine è fissato al 31 marzo 2009. Il mancato rispetto dei
termini di cui al presente comma comporta il blocco delle attività promozionali da parte del settore
competente. Le commissioni consiliari competenti si esprimono con parere entro i successivi trenta
giorni, decorsi i quali il parere si intende positivamente espresso.

Art. 9
Fondo di promozione economica e sociale in agricoltura

1. In attuazione del principio di sussidiarietà, la Regione sostiene le province, i comuni e gli altri
enti di diritto pubblico del territorio della Campania impegnati nella realizzazione di interventi
finanziati con le misure del “Programma di sviluppo rurale (PSR) Campania 2007-2013”, attraverso
la concessione di agevolazioni integrative per la copertura delle spese non ammissibili a contributo
da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) ai sensi dell’articolo 71 del
Regolamento CE 20 settembre 2005, n. 1698 e delle relative disposizioni attuative.
2. Al fine della corresponsione delle agevolazioni di cui al comma 1, è istituito, per gli anni 2009-
2011, un fondo di premialità, denominato “Fondo di promozione economica e sociale” (FOPES)”,
dell’entità di euro 9.000.000,00, tre per anno, destinato a favorire la realizzazione degli interventi
pubblici nel campo dello sviluppo rurale.
3. Il Fondo, per non meno del cinquanta per cento della dotazione complessiva, è riservato ai
comuni con un carico demografico inferiore ai cinquemila abitanti.
4. Accedono al Fondo, su domanda, gli enti già utilmente collocati nelle graduatorie di ammissione
a finanziamento nell’ambito del programma “PSR Campania 2007-2013”, a seguito di selezione
effettuata, sulla base dei migliori risultati conseguiti dagli enti stessi nel campo dell’utilità sociale e
della tutela dell’ambiente e del territorio, allo scadere di ciascuna fase di operatività individuata nei
bandi di attuazione delle misure del PSR.
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5. Le agevolazioni finanziarie sono concesse sotto forma di contributo in conto capitale fino al
cento per cento dell’ammontare complessivo delle spese non ammissibili a finanziamento da parte
del FEASR, come risultanti dal quadro degli stati di avanzamento lavori approvati in conformità
delle disposizioni previste per la realizzazione degli investimenti.
6. Il mancato rispetto del cronoprogramma di realizzazione degli investimenti finanziati con le
misure del programma “PSR Campania 2007-2013” comporta la revoca anche delle agevolazioni
concesse con la presente disposizione di legge ed il recupero delle somme eventualmente già
erogate.
7. La concessione delle agevolazioni è disciplinata con provvedimento della Giunta regionale,
sentita la commissione consiliare competente, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge.
8. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo si fa fronte, per l’anno 2009, con
imputazione delle spese sulle risorse del Piano di azione per lo sviluppo economico regionale
(PASER) (UPB 2.83.243). Per gli anni successivi si provvede con legge di bilancio.

Art. 10
Valorizzazione e tutela della produzione vitivinicola.
Internazionalizzazione piccole e medie imprese

1. Il comma 1 dell’articolo 69 della legge regionale 30 gennaio 2008, n.1 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania – Legge finanziaria
regionale 2008), è sostituito dal seguente:
“1. La valorizzazione, la promozione e la tracciabilità dei prodotti vitivinicoli, espressione
delle tradizioni culturali, sociali e produttive del territorio regionale, rappresentano attività di
rilevanza strategica per lo sviluppo economico e per la diffusione della qualità campana
all’estero. I consorzi di tutela riconosciuti dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e
forestali (MIPAAF) favoriscono il consolidamento del successo delle produzioni di qualità,
rafforzando i controlli della filiera necessari per esaltare i contenuti di tipicità e originalità
del vino. A tal fine, la Giunta regionale adotta, entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, un disciplinare per la concessione di contributi a fondo perduto
alle piccole e medie imprese della filiera vitivinicola, per l’adesione e la partecipazione ai
programmi di sviluppo dei Consorzi di tutela volti alla promozione, alla valorizzazione e
alla certificazione dei prodotti rese obbligatorie dai decreti del MIPAAF 29 marzo 2007, 13
luglio 2007, 17 luglio 2008 e 16 ottobre 2008”.
2. La dotazione finanziaria iscritta nel bilancio 2008 per il Fondo di cui al comma 2 dell’articolo 69
della legge regionale n. 1/2008 è reiscritta nel bilancio regionale 2009.
3. Dalla data di entrata in vigore della presente legge si provvede all’espletamento di tutte le
procedure e degli adempimenti previsti per l’attuazione degli interventi che restano subordinati
all’adozione, ai termini dell’articolo 88 del Trattato CE, della decisione positiva da parte della
Commissione Europea. Nei casi in cui si configurino, altresì, aiuti di stato, gli interventi operano
secondo quanto disposto dall’articolo 5 della legge regionale 28 novembre 2007, n.12.
4. E’ costituita presso l’assessorato all’agricoltura ed alle attività produttive la cabina di regia per il
coordinamento delle attività di promozione del settore vitivinicolo denominata Campania Wines.
Della cabina di regia fanno parte l’assessore all’agricoltura o suo delegato, l’assessore al turismo o
suo delegato, il presidente della commissione consiliare all’agricoltura o suo delegato, un
rappresentante designato da Unioncamere Campania, un rappresentante designato per ciascuno
Consorzio di tutela e valorizzazione riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole e forestali e
cinque membri in rappresentanza del settore vitivinicolo fortemente rappresentativi della
produzione regionale, scelti uno per provincia su proposta della commissione consiliare
competente, sentite le organizzazioni di settore. La Giunta regionale, entro trenta giorni dalla data di
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entrata in vigore della presente legge, sentita la commissione consiliare competente, approva
apposito disciplinare per l’organizzazione e il funzionamento della cabina di regia.
5. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sentita la commissione consiliare competente, pone in essere misure per la promozione e
l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese per il tramite dei consorzi di tutela, di
valorizzazione delle produzioni artigianali e dei consorzi export, tenendo conto anche di quanto
previsto dall’articolo 28, commi 5, 6 e 7, della legge regionale 19 gennaio 2007, n.1. Per la
realizzazione del presente piano sono stanziati euro 800.000,00 a valere sulla UPB 2.83.243. Gli
interventi previsti dalla presente legge non configurano aiuti di stato, ai sensi dell’articolo 87 del
Trattato CE, in quanto garantiscono l’applicabilità delle condizioni di cui alle norme 8 e 9 del
Regolamento CE n. 1685/2000 e successive modifiche. Nei casi in cui si configurino, altresì, aiuti
di stato, gli interventi operano secondo quanto disposto agli articoli 5 e 6 della legge regionale 28
novembre 2007, n.12.”

Art. 11
Norme a sostegno del Servizio civile nazionale

1. La Regione Campania contribuisce al finanziamento del Servizio civile nazionale ed integra lo


stanziamento annualmente stabilito dalla legge finanziaria dello Stato a favore e a sostegno degli
enti di servizio civile. A tal fine stabilisce uno stanziamento annuale di euro 2.000.000,00, a valere
sulla UPB 4.16.41, a favore degli enti di servizio civile iscritti all’albo regionale che contribuiscono
allo sviluppo delle politiche regionali con particolare riguardo all’ambito socio-assistenziale e ad
integrazione degli interventi e dei servizi sociali di cui alla legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11.
2. L’ erogazione dello stanziamento di cui al comma 1 avviene ai sensi della normativa nazionale in
materia di bandi di servizio civile, previo accordo con il competente ufficio nazionale per il servizio
civile sulle modalità di co-finanziamento del fondo nazionale e di emanazione di bandi straordinari.
Per detti bandi gli indirizzi sono definiti esclusivamente dalla Regione Campania nel rispetto delle
priorità di intervento territoriale di cui alla legge regionale n.11/2007.
3. Gli indirizzi e le procedure dei bandi straordinari per l’utilizzo del fondo di cui al comma 1 sono
definiti dal competente assessorato alle politiche sociali in raccordo con l’ufficio nazionale per il
servizio civile, sentite le commissioni consiliari competenti.
4. Sono finanziati i programmi e i progetti di tutela ambientale, già approvati dalla Giunta regionale,
volti a rendere più vivibile e sicura la città di Napoli.

Art. 12
Azioni di sostegno volte a favorire il rientro
di risorse umane qualificate sul territorio regionale

1. Al fine di favorire il rientro sul territorio di risorse umane qualificate sono agevolabili, con lo
strumento del credito di imposta, le assunzioni di persone che abbiano avuto residenza anagrafica in
Regione Campania per almeno dieci anni, in possesso di diploma di laurea in discipline tecnico-
scientifiche e di almeno uno dei seguenti requisiti:
a) essere residenti da almeno ventiquattro mesi all’estero o nelle regioni italiane non
comprese nell’obiettivo Convergenza dei fondi strutturali comunitari, non occupati
ovvero occupati con contratto di lavoro non a tempo indeterminato presso unità
produttive ubicate all’estero o in regioni italiane non comprese nell’obiettivo
Convergenza;
b) essere occupati a tempo indeterminato da almeno ventiquattro mesi presso unità
produttive ubicate all’estero o in regioni italiane non comprese nell’obiettivo
Convergenza.
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2. Annualmente una quota dei fondi destinati al finanziamento del credito di imposta regionale per
gli investimenti è destinata ai soggetti di cui all’articolo 2 del regolamento regionale 28 novembre
2007, n. 5, di attuazione del credito di imposta per nuovi investimenti in Regione Campania, il cui
capitale sociale sia detenuto a maggioranza da soggetti con residenza storica di almeno dieci anni in
Regione Campania ed in possesso di diploma di laurea in discipline tecnico-scientifiche che
abbiano almeno uno dei seguenti requisiti:
a) essere residenti da almeno ventiquattro mesi all’estero o nelle regioni italiane non
comprese nell’obiettivo Convergenza e che risultino non occupati ovvero occupati con
contratto di lavoro non a tempo indeterminato presso unità produttive;
b) essere occupati a tempo indeterminato da almeno ventiquattro mesi presso unità
produttive ubicate all’estero o in regioni italiane non comprese nell’obiettivo
Convergenza.

Art. 13
Distretti di imprese e norme sui Consorzi ASI

1. La Regione Campania favorisce sul proprio territorio i processi di aggregazione di imprese ad


alta competitività, mediante il riconoscimento dei distretti industriali, tecnologici, agroalimentari e
aerospaziali La Giunta regionale adotta i provvedimenti di individuazione e costituzione dei
suindicati distretti e li trasmette al Consiglio regionale per l’approvazione. Decorsi sessanta giorni
dalla ricezione della proposta i provvedimenti si intendono approvati.
2. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale
propone al Consiglio regionale con apposito disegno di legge le forme di gestione unitaria delle aree
industriali in riforma della legge regionale 13 agosto 1998, n.16, nel rispetto della legislazione
statale vigente.
3. I consorzi per le Aree di sviluppo industriale (ASI), entro sessanta giorni dalla data in entrata in
vigore della presente legge, producono una relazione di monitoraggio dei lotti assegnati, verificando
l’adempimento degli obblighi previsti dalle convenzioni, dai contratti e dalla normativa vigente.
Negli stessi termini i consorzi sono tenuti a trasmettere copia della relazione alla commissione
consiliare competente.
4. Per le aree assegnate ma non utilizzate da più di ventiquattro mesi, i consorzi ASI avviano il
procedimento di revoca entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
5. I provvedimenti di revoca, adottati in esecuzione del disposto di cui al comma 4, costituiscono
provvedimenti amministrativi immediatamente esecutivi per ragioni di pubblica utilità. Le aree
revocate sono immediatamente assegnate agli aventi diritto.
6. In caso di mancato rispetto degli adempimenti di cui ai commi 3 e 4 si procede al
commissariamento dei consorzi ASI inadempienti.
7. E’ istituito il Fondo di garanzia della Regione Campania per il sostegno alle Piccole e medie
imprese (PMI) campane operanti nel comparto aerospaziale e delle alte tecnologie e per attrarne
altre nuove. Tale Fondo favorisce l’ accesso facilitato al credito per nuove attività industriali di
elevato livello tecnologico, con l’intento di favorire una ricaduta occupazionale per gli studenti
degli istituti tecnici della Regione e per i laureati delle università della Campania.
8. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
predispone un disciplinare per l’esecuzione di quanto stabilito al comma 7. Il disciplinare è
sottoposto al parere della commissione consiliare competente ed è definitivamente adottato dalla
Giunta regionale entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
9. Il finanziamento del Fondo di cui al comma 7 è assicurato per l’importo di euro 5.000.000,00
sulla UPB 2.83.243.
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Art. 14
Sostegno al capitale circolante delle imprese

1. Al comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 26 settembre 2008, n.10 (Interventi a favore dei
confidi tra le piccole e medie imprese operanti in Campania), dopo le parole “garanzie
mutualistiche” sono inserite le seguenti: “finalizzate prioritariamente a rendere più agevole la
copertura di temporanee esigenze di tesoreria derivanti da squilibri di cassa, a ridurre l’onere
derivante dal prolungamento dei tempi di incasso dei crediti e al miglioramento della struttura
patrimoniale come condizione per la sostenibilità di nuovi investimenti,“; dopo le parole “a favore
di imprese campane.” sono aggiunte le seguenti parole: “Gli interventi previsti dalla presente legge
non configurano aiuti di stato ai sensi dell’articolo 87 del Trattato CE in quanto garantiscono
l’applicabilità delle condizioni di cui alle norme 8 e 9 del Regolamento CE n. 1685/2000 e
successive modifiche. Nei casi in cui si configurino, altresì, aiuti di stato, gli interventi operano
secondo quanto disposto agli articoli 5 e 6 della legge regionale 28 novembre 2007, n.12”.
2. Gli stanziamenti iscritti nella UPB 2.83.243 denominata “Spese per investimenti nei settori
produttivi dell’industria, dell’artigianato, del commercio e dell’ agricoltura”, nell’ambito 2 –
Sviluppo economico -, Funzione obiettivo n. 283 denominata “Interventi per il rafforzamento del
sistema produttivo regionale”, assicurano l’attuazione degli interventi di contribuzione e dei regimi
di aiuto regionali, previsti dalla presente legge e destinati tramite il Piano d’azione per lo sviluppo
economico regionale di cui all’articolo 8 della legge regionale 29 dicembre 2005, n.24 (legge
finanziaria regionale 2006), per un importo di euro 10.000.000,00 milioni per il triennio 2009-2011.

Art. 15
Interventi per il trasporto locale

1. In attuazione dell’articolo 1, comma 298, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria
2008), e a valere sui fondi previsti dallo stesso, al fine di realizzare il processo di riforma del settore
e di garantire le risorse necessarie per il mantenimento dell’attuale livello dei servizi, a decorrere
dall’esercizio finanziario 2009 e fino al 2018, alle società ferroviarie trasferite ai sensi dell’articolo
8 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n.422, sono assicurati trasferimenti aggiuntivi ai
corrispettivi dei contratti di servizio, pari a euro 10.000.000,00 annui incluso il recupero
dell’inflazione degli anni precedenti.
2. Al comma 1 dell’articolo 5 della legge regionale 28 marzo 2002, n. 3 (Riforma del Trasporto
Pubblico Locale e Sistemi di Mobilità della Regione Campania), dopo le parole “i cui costi sono a
carico del bilancio della Regione” sono aggiunte le seguenti “entro i limiti degli stanziamenti
annuali del bilancio regionale”.
3. La Giunta regionale, fino all’approvazione del piano triennale dei servizi minimi di cui
all’articolo 17 della legge regionale n. 3/2002, entro trenta giorni dalla pubblicazione del bilancio
annuale di previsione, individua l’entità delle risorse da destinare al finanziamento dei servizi
minimi di competenza delle province e dei comuni capoluogo.
4. Le disposizioni di cui all’articolo 37 della legge regionale 30 gennaio 2008, n.1 (legge
finanziaria regionale 2008), si applicano anche agli esercizi finanziari relativi al triennio 2009-
2011.
5. La Regione Campania garantisce un adeguato sostegno alla filiera ferrotranviaria attraverso
l’Ente autonomo Volturno (EAV), società totalmente partecipata della Regione Campania per la
realizzazione del suo Piano dei trasporti. L’EAV, anche attraverso le sue controllate, assicura la
progettazione e la realizzazione di opere infrastrutturali e di materiale rotabile e l’attività industriale
di manutenzione ordinaria e straordinaria di reti e rotabili ferroviari. La Regione sostiene la crescita
professionale delle risorse umane impegnate nel comparto e nell’intera filiera delle forniture per
assicurare il rispetto dei tempi, dei costi e della qualità nella realizzazione delle opere
infrastrutturali e nella manutenzione di rotabili ferroviari. La Regione promuove lo sviluppo di una
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cultura imprenditoriale nel segmento delle costruzioni e manutenzioni anche attraverso l’adozione
di tecniche innovative e l’ingegnerizzazione dei processi. Le attività connesse agli obiettivi su
indicati sono:
a) la riqualificazione del personale dipendente;
b) la qualificazione dei neo-assunti;
c) la promozione della cultura manageriale nella filiera delle forniture con particolare riguardo
alla gestione dei progetti;
d) lo sviluppo delle competenze nella ingegneria della produzione e nel controllo di
produzione.
6. La Regione Campania promuove, anche mediante l’utilizzo di fondi europei, lo sviluppo di
materiale rotabile innovativo e tecnologicamente avanzato che sia in grado di migliorare
sensibilmente il livello quantitativo e qualitativo del servizio di trasporto ferroviario regionale e
suburbano, allo scopo di rispondere alla crescente domanda di mobilità dei pendolari, fornendo alla
stesso tempo un contributo al superamento dei problemi ambientali e di congestione che
caratterizzano i principali centri urbani.
7. In applicazione del comma 1 dell’articolo 57 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, così come modificato ed integrato dall’articolo 26 del decreto
legge 29 novembre 2008, n. 185, è istituita la Compagnia regionale marittima Spa (COREMA), per
lo svolgimento dei servizi di cabotaggio marittimo di interesse regionale. Scopo della COREMA, in
ossequio alla normativa nazionale ed a quanto disposto dalla Unione europea attraverso il Trattato
sull’Unione Europea come modificato dal Trattato di Amsterdam, è quello di garantire regolari
servizi verso porti che collegano comunità periferiche con la Regione stessa nonché assicurare rotte
poco servite e considerate vitali per lo sviluppo socio-economico della Campania, nel rispetto del
principio della continuità territoriale.
8. La Giunta regionale della Campania definisce con proprio atto l’organizzazione, la
partecipazione societaria e le modalità di funzionamento della COREMA.
9. Per la copertura degli oneri derivanti dalla fase di avvio della costituenda COREMA, in
applicazione delle disposizioni di cui ai commi 7 e 8, si destina lo stanziamento della somma di
euro 1.000.000,00 a valere sulla UPB 6.23.57.

Art. 16
Misure per il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata

1. La Giunta regionale, per l’attuazione delle misure di accompagnamento, promozione e sostegno


per il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata nonché per le misure di sostegno alle
vittime della criminalità può avvalersi, sentita la commissione consiliare speciale contro la camorra
e la criminalità organizzata, nel rispetto della vigente normativa comunitaria nazionale e regionale,
della fondazione Politiche integrate per la sicurezza (POLIS) della Regione Campania.

Art. 17
Attività socio-sanitarie

1. Le attività socio-sanitarie previste nelle linee di programmazione regionale per un sistema


integrato di interventi e servizi sociali, da porre in essere dai comuni e dalle Aziende sanitarie locali
(ASL) con l’integrazione istituzionale, si realizzano nelle seguenti forme: convenzioni, aziende di
servizi alla persona, fondazioni, consorzi e accordi di programma.
2. L’articolo 10 (Albo Regionale) della legge regionale 15 marzo 1984, n.11, è abrogato. Restano
ferme, per la fattispecie di cui al comma 1 e al presente comma, le disposizioni sull’accreditamento
istituzionale di cui ai regolamenti regionali 31 luglio 2006, n.3 e 22 giugno 2007, n.1, nonché
dell’articolo 8, comma 1, lettera d), e dell’articolo 43 della legge regionale 23 ottobre 2007, n.11.
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3. Al fine di evitare onerosi ricorsi alla mobilità extraregionale nel ricovero di pazienti affetti da
gravi patologie oncologiche, tenuto conto delle esperienze maturate nell’ambito di alcune patologie
neoplastiche rare da parte dell’Azienda universitaria policlinico (AUP) “Federico II” e per
ottemperare alle necessità di assistenza ai pazienti affetti da rare patologie neoplastiche, è istituito
un centro di riferimento presso la suddetta AUP. Per il finanziamento del centro è istituito un fondo
denominato “Centro riferimento neoplastico per le malattie rare presso l’AUP” con l’appostazione
di euro 1.000.000,00.
4. E’ istituito un fondo di euro 250.000,00 per il potenziamento, l’ampliamento e il miglioramento
del pronto soccorso dell’ospedale A. Cardarelli.
5. E’ istituito un fondo di euro 300.000,00 per l’ASL NA/2 per il completamento della camera
iperbarica limitatamente al pronto soccorso iperbarico dell’ospedale Rizzoli di Ischia.
6. Le spese di cui ai commi 3, 4 e 5 gravano sulla UPB 4.15.39.
7. Al fine di assicurare continuità e sviluppo alle attività e agli interventi sociali e socio-economici
posti in essere dalla fondazione “Villaggio dei ragazzi” di Maddaloni (CE) la Regione Campania
riconosce, a favore della stessa, un contributo commisurato alla natura degli interventi programmati
per il 2009 e determinato dalla Giunta regionale, sentite le competenti commissioni consiliari, a
valere sulla UPB 4.15.38.
8. La Regione, nel corso del primo triennio di attuazione del Piano sociale regionale, accompagna il
processo di inserimento delle strutture di cui all’articolo 57 della legge regionale n.11/2007 nella
programmazione dei Piani di zona degli Ambiti territoriali, finalizzando, a tale scopo, apposite
risorse del Fondo sociale regionale previsto dall’articolo 50 della predetta legge n.11/2007.

Art. 18
Finanziamento dei progetti dei comuni

1. Le risorse provenienti dalla programmazione comunitaria Programma operativo regionale –


Fondo europeo di sviluppo regionale (POR-FESR) 2000-2006, quantificate, nella relazione
dell’Autorità di gestione del POR Campania 2000-2006 al 31 agosto 2008, in 170 milioni di euro,
sono destinate, per l’ottantacinque per cento dell’importo, al finanziamento dei progetti dei comuni
con popolazione al di sotto dei cinquantamila abitanti e, per il restante quindici per cento, al
finanziamento dei progetti dei comuni superiori ai cinquantamila abitanti, nel rispetto delle regole
previste dal Quadro comunitario di sostegno per le regioni italiane dell’obiettivo 1 per il periodo
2000-2006. Alle risorse suindicate possono aggiungersi ulteriori finanziamenti da reperire
nell’ambito del Fondo aree sottoutilizzate (FAS).
2. Le risorse di cui al comma 1 sono affidate all’area bilancio, ragioneria e tributi della Giunta
regionale.
3. I termini per l’utilizzo degli investimenti concessi agli enti locali di cui alla legge regionale 31
ottobre 1978, n. 51, sostituita dalle leggi regionali 27 febbraio 2007, n. 3, 12 dicembre 1979, n. 42 e
6 maggio 1985 n. 50, con i piani di riparto dell’annualità 2007, sono prorogati di trecentosessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
4. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le risorse non
programmate o non impegnate dalle province e dalle comunità montane, disponibili e rivenienti
dalle leggi regionali 2 agosto 1982, n.42 e 3 agosto 1981, n.55, in relazione all’articolo 31, comma
5, della legge regionale 19 gennaio 2007, n.1 (legge finanziaria regionale 2007) e all’articolo 18,
comma 3, della legge regionale 30 gennaio 2008, n.1 (legge finanziaria regionale 2008),
costituiscono un fondo regionale dedicato agli interventi di bonifica montana e di difesa del suolo.
Le province, d’intesa con le comunità montane, possono accedere al fondo mediante la
presentazione di progetti da inoltrare all’assessorato regionale all’agricoltura e attività produttive.
La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, disciplina con proprio
provvedimento l’approvazione delle proposte e l’erogazione delle risorse.
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5. Dopo il comma 5 dell’articolo 10 della legge regionale 3 dicembre 2003, n.20, sono aggiunti i
seguenti :
“5-bis. Sono trasferite ai comuni territorialmente competenti le risorse e le istanze di
contributo con la relativa documentazione presentate alla Regione, ai sensi dell’articolo 28
del decreto legislativo 30 marzo 1990, n.76, il cui procedimento amministrativo non risulta
concluso alla data di entrata in vigore della presente legge.
5-ter. Il procedimento amministrativo di cui al comma 5-bis, con la liquidazione del saldo
del contributo concesso, deve concludersi entro il 31 dicembre 2009 a cura del responsabile
dell’ufficio ricostruzione del comune competente.
5-quater. Entro il 31 marzo 2009 il beneficiario del contributo può chiedere al responsabile
dell’ufficio ricostruzione del comune, che adotta il provvedimento entro trenta giorni
dall’istanza, un nuovo termine per l’ultimazione dei lavori o per la presentazione della
documentazione necessaria alla liquidazione del saldo finale. Tale nuovo termine non può
superare i centottanta giorni.”
6. Ai comuni che hanno assunto o che hanno in corso l’assunzione di mutui con la Cassa Depositi e
Prestiti o altro istituto mutuante utilizzando le risorse loro assegnate, ai sensi della legge regionale
27 febbraio 2007, n.3, e successive modifiche, l’ammontare dei ratei che la Regione ha garantito di
corrispondere è accreditato prima di ogni scadenza.
7. Il sessanta per cento delle risorse disponibili per il triennio 2009/2011 nella programmazione dei
fondi FAS e per gli interventi del parco progetti regionali finanziabili con il FESR 2007/2013 è
esclusivamente assegnato ai comuni con popolazione inferiore ai cinquantamila abitanti.

Art. 19
Norme in materia di utilizzo delle risorse finanziarie a sostegno
degli investimenti degli enti locali della Regione Campania

1. La Regione Campania affida alla società per azioni unipersonale di cui all’articolo 6 della legge
regionale 24 dicembre 2003, n. 28, Società regionale per la sanità Spa (SORESA), la realizzazione
di interventi di carattere patrimoniale, economico e finanziario finalizzati al migliore utilizzo delle
risorse stanziate dalla Regione a sostegno degli investimenti degli enti locali del proprio territorio,
mediante una maggiore flessibilità gestionale delle risorse rese disponibili e dei risparmi di spesa.
2. Ai fini di cui al comma 1 sono delegate alla SORESA le seguenti attività: trasferimento ed
erogazione dei contributi regionali in conto capitale concessi agli enti locali, ai sensi e con le
procedure di cui al capo V della legge regionale 27 febbraio 2007, n. 3, e dell’articolo 3 della legge
regionale 30 gennaio 2008, n. 1 (legge finanziaria regionale 2008), ivi compresi i contributi già
utilizzati dagli enti medesimi per la contrazione di mutui con la Cassa Depositi e Prestiti o altri
intermediari finanziari con facoltà di perfezionare sul mercato finanziario, per conto della Regione e
previa autorizzazione della Giunta regionale; operazioni di attualizzazione, rinegoziazione o
ristrutturazione del piano dei pagamenti di detti contributi.
3. Per l’attuazione del presente articolo e per il raggiungimento degli obiettivi di cui ai commi 1 e 2,
la Giunta regionale è autorizzata ad adottare tutti i provvedimenti necessari, compresi quelli
propedeutici alla modifica dell’oggetto sociale, da approvarsi previa acquisizione del parere della
competente commissione consiliare reso con le modalità prescritte dalla legge regionale 17 ottobre
2005, n. 17, e l’eventuale incremento di capitale sociale della SORESA.
4. La Giunta regionale è inoltre autorizzata al rilascio, nell’interesse della SORESA, di eventuali
garanzie fideiussorie finalizzate al perfezionamento da parte di quest’ultima di operazioni
finanziarie sul mercato dei capitali.
5. Nella UPB 1.82.227 è iscritta la somma di euro 130.000.000,00 a decorrere dall’anno 2009
destinata a fornire alla SORESA, anche attraverso l’aumento di capitale sociale, le risorse
necessarie all’espletamento delle attività di cui al comma 1. Al relativo onere si fa fronte
nell’ambito del complessivo equilibrio di bilancio.
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6. Le somme di cui al comma 5 sono trasferite per ogni anno solare con provvedimenti
amministrativi che prevedono impegni pluriennali a favore della SORESA per il perfezionamento
delle operazioni di cui al comma 1.
7. Nell’espletamento delle proprie funzioni la SORESA opera nel pieno rispetto dei principi di
economicità, di efficacia, di pubblicità e di trasparenza, di libera concorrenza e di non
discriminazione, nonchè nel rispetto della normativa comunitaria, statale e regionale vigente e della
contrattazione collettiva nazionale.
8. Entro il 30 aprile di ciascun anno la SORESA presenta alla Giunta regionale ed alla
commissione consiliare competente in materia di bilancio una relazione sulle attività svolte
nell’anno precedente.

Art. 20
Incentivi ai comuni per i piani urbanistici

1. Al fine di incentivare i comuni della Campania a dotarsi dei Piani urbanistici comunali (PUC) e
dei Regolamenti urbanistici edilizi comunali (RUEC) di cui agli articoli 22 e 28 della legge
regionale 22 dicembre 2004, n.16, la Regione Campania concede ulteriori contributi, pari
complessivamente ad euro 1.000.000,00 da appostarsi sulla UPB 6.23.59. La Giunta regionale,
sentita la commissione consiliare competente, disciplina l’attribuzione dei suddetti contributi.
2. Il comma 5 dell’articolo 6 della legge regionale 2 luglio 1997, n.18 ( Nuova disciplina per
l’assegnazione degli alloggi di Edilizia residenziale pubblica) è così modificato:
“5. Il Presidente ed i componenti sono designati entro quarantacinque giorni dall’inizio della
legislatura regionale e restano in carica per la durata delle stessa. In deroga al comma 2 il
Presidente, magistrato in pensione, può essere confermato nell’incarico per una ulteriore
legislatura, per una sola volta, a sua domanda. La domanda deve pervenire alla Giunta
regionale non oltre trenta giorni prima della fine della legislatura.”

Art. 21
Fondo per la riqualificazione del personale dei comuni

1. Per una migliore attuazione dei programmi di formazione e di riqualificazione del personale dei
comuni, al fine di un efficace assolvimento dei compiti legati al federalismo fiscale e all’autonomia
finanziaria, tributaria e impositiva degli enti, è istituito un fondo di euro 250.000,00.
2. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore competente, assegna il fondo a programmi
formativi predisposti dalle associazioni regionali di cui all’articolo 270 del decreto legislativo 18
agosto 2000, n.267, e successive modifiche.
3. La relativa spesa grava, per l’esercizio finanziario 2009, sul capitolo di nuova istituzione
denominato "Fondo per la riqualificazione del personale dei comuni”. Per gli anni successivi si
provvede con legge di bilancio.

Art. 22
Norme in materia di perdita di possesso degli autoveicoli

1. L’intestatario del veicolo regolarmente iscritto al Pubblico registro automobilistico (PRA) che
perde il possesso dello stesso per qualsiasi evento documentato da atto avente data certa non è
tenuto al pagamento della tassa automobilistica regionale nel caso in cui ricorrano entrambe le
seguenti condizioni:
a) abbia perso il possesso entro il termine utile per il pagamento di ciascun periodo tributario;
b) abbia provveduto in ogni caso alla annotazione della perdita di possesso al PRA.
2. A decorrere dal 1 gennaio 2009, ai sensi dell’articolo 21 del decreto legislativo 4 dicembre 1997,
n.460, “Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non
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lucrative di utilità sociale”, sono esentati dal pagamento della tassa automobilistica regionale i
veicoli della protezione civile.

Art. 23
Potenziamento degli uffici finanziari regionali

1. A decorrere dall’anno 2009 una quota non superiore al 2,5 per cento dell’incremento delle
somme effettivamente riscosse, rispetto all’anno precedente, nell’ambito delle attività di
accertamento dell’evasione e di controllo in materia di tributi regionali gestiti in forma diretta, è
destinata al potenziamento degli uffici finanziari della Regione e all’attribuzione di compensi
incentivanti al personale addetto.
2. Con delibera di Giunta regionale sono stabiliti modalità e termini di attuazione delle previsioni di
cui al comma 1 nel rispetto dei vigenti contratti di lavoro.
3. Agli oneri relativi all’applicazione del comma 1 si provvede attraverso quota parte dello
stanziamento di cui alla UPB 6.23.57.

Art. 24
Adeguamenti in materia di acque pubbliche

1. Le spese amministrative istruttorie da porre a carico dei soggetti pubblici e privati richiedenti la
concessione di grandi derivazioni di acque pubbliche prevista dall’articolo 11 del Regio Decreto 14
agosto 1920, n. 1285, sono fissate in euro 500,00.
2. La cauzione a carico dei soggetti pubblici e privati richiedenti la concessione di grandi
derivazioni di acque pubbliche da depositare ai sensi dell’articolo 11, comma 2, del Regio Decreto
11 dicembre 1933, n. 1775, è determinata in una somma non inferiore ad un’annata del canone
demaniale.
3. Al comma 2 dell’articolo 24 della legge regionale 29 luglio 2008, n.8 (Disciplina della ricerca ed
utilizzazione delle acque minerali e termali, delle risorse geotermiche e delle acque di sorgente),
dopo le parole “direttore sanitario” eliminare la parola “non”.
4. Dopo il comma 14 dell’articolo 44 della legge regionale n.8/2008 è aggiunto il seguente :
“15. Nelle more dell’adozione dei regolamenti previsti dalla presente legge, le procedure di
attuazione della stessa sono assicurate dall’emanazione di uno o più decreti del dirigente del
settore regionale competente, sentite le associazioni di categoria.”

Art. 25
Misure di contenimento della spesa sanitaria

1. L’articolo 1 della legge regionale 27 agosto 2002, n. 17 (Provvedimenti urgenti per la copertura
dei disavanzi delle aziende sanitarie per l’anno 2001), è così sostituito:
“Art.1 (Adeguamento al Piano di rientro dal disavanzo sanitario)
1.Le risorse derivanti dall’alienazione del patrimonio immobiliare non strumentale delle
aziende sanitarie regionali sono integralmente destinate a concorrere al ripiano di eventuali
maggiori disavanzi del Servizio sanitario regionale, rispetto a quanto previsto dal Piano di
rientro dal disavanzo e di riqualificazione e razionalizzazione del Servizio sanitario della
Regione Campania 1 gennaio 2007–31 dicembre 2009, approvato dalla Giunta regionale con
delibera n. 460 del 20 marzo 2007.
2.La Giunta regionale definisce con propri provvedimenti le procedure e le modalità più
vantaggiose per l’alienazione degli immobili di cui al presente articolo.”
2. Le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, comprese le aziende ospedaliero-universitarie
di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, i policlinici universitari a
gestione diretta, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico, gli istituti
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zooprofilattici sperimentali e le agenzie sanitarie regionali che hanno stipulato l’accordo previsto
dall’articolo 1, comma 180 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005),
limitatamente alla durata dell’accordo, non possono essere sottoposti a pignoramenti.
3. Alla legge regionale 21 aprile 1997, n. 12 (Rideterminazione dell’organico del ruolo della Giunta
regionale. Norme di adeguamento al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, articoli 30 e 31),
all’allegato tabella H, ai profili professionali dell’8° livello, dopo il profilo professionale
“funzionario veterinario” è inserito quello di “funzionario farmacista”.
4. La Regione Campania può stipulare convenzioni con istituzioni ed organismi a scopo non
lucrativo di utilità sociale (Onlus) che dispongono di strutture dedicate all’assistenza palliativa e di
supporto prioritariamente per i pazienti affetti da patologia neoplastica terminale.

Art. 26
Determinazione del valore della consistenza immobiliare del patrimonio regionale

1. Il valore della consistenza immobiliare del patrimonio regionale, a partire dall’anno 2009, è così
determinato:
a) per i fabbricati si fa riferimento al valore minimo desunto dalla banca dati delle quotazioni
immobiliari – Osservatorio mercato immobiliare dell’Agenzia del territorio – relativo al
comune e alla fascia-zona di ubicazione dell’immobile. In mancanza delle quotazioni
relative al comune su cui insiste l’immobile si fa riferimento alla media dei valori minimi
dei comuni limitrofi;
b) per i terreni agricoli si fa riferimento ai Valori agricoli medi (VAM) disponibili;
c) per i terreni con destinazione d’uso diverso dall’agricolo si fa riferimento al valore venale
assunto a base del calcolo dell’Imposta comunale sugli immobili (ICI).

Art. 27
Digitalizzazione del Bollettino ufficiale della regione Campania

1. Il Bollettino ufficiale della Regione Campania, di seguito BURC, è lo strumento legale di


conoscenza delle leggi regionali, dei regolamenti e di tutti gli atti in esso pubblicati, salvo gli effetti
ricollegati alle altre forme di conoscenza e pubblicità previste dall’ordinamento vigente.
2. La Regione Campania riconosce valore legale alla pubblicazione del BURC in forma digitale,
demandando a regolamento regionale, da emanarsi entro dodici mesi dall’entrata in vigore della
presente legge, la disciplina delle modalità di accesso e delle procedure che garantiscono
l’autenticità, l’integrità e la conservazione degli atti pubblicati.
3. A decorrere dall’entrata in vigore del regolamento di cui al comma 2, la Regione Campania
procede alla pubblicazione del solo BURC digitale e riconosce valore legale esclusivamente al
medesimo.
4. A decorrere dall’entrata in vigore del regolamento, all’articolo 3, comma 1, punto 7, della legge
regionale 31 dicembre 1994, n. 43, sono soppresse le parole “e dell' edizione del bollettino ufficiale
della Regione”.
5. Resta ferma la competenza del Settore Provveditorato ed Economato in materia di adempimenti
amministrativo fiscali inerenti le pubblicazioni di avvisi ed inserzioni, a pagamento, sul BURC
digitale.
6. In attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, e nel rispetto delle previsioni contenute nel
codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive
modifiche, la Giunta regionale della Campania procede alla riorganizzazione strutturale della
telematica, delle tecnologie informatiche e della comunicazione nei rapporti con i privati e con gli
enti pubblici nonché alla realizzazione dell’obiettivo della trasparenza, partecipazione e intervento
semplificato dei cittadini ad ogni fase dei procedimenti amministrativi con l’uso della posta
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

elettronica certificata almeno fino a coprire il sessanta per cento della corrispondenza attualmente
inviata.
7. Nei procedimenti iniziati ad istanza informatica di parte, il responsabile del procedimento, ove
sussistano motivi ostativi all’accoglimento della richiesta, può invitare l’istante, a mezzo posta
elettronica certificata, alla presentazione della documentazione integrativa prevista dall’articolo 29,
comma 1, della legge regionale 30 gennaio 2008, n. 1 (legge finanziaria regionale 2008).
8. Per i consumi telefonici la Regione Campania e gli enti strumentali sono tenuti, e comunque a
partire dalla scadenza dei contratti relativi a servizi di fonia in corso, ad utilizzare i servizi VOIP,
Voce tramite protocollo internet.
9. Il mancato adeguamento alle disposizioni di cui al comma 8 comporta la riduzione, nell’esercizio
finanziario successivo, del cinquanta per cento delle risorse stanziate nell’anno in corso per spese di
telefonia.

Art. 28
Scioglimento dell’EFI e riorganizzazione delle Agenzie regionali

1. La Società per azioni denominata Ente funzionale per l’innovazione e lo sviluppo regionale Spa
(EFI), il cui capitale sociale è interamente detenuto dalla Regione Campania, è sciolta. La Giunta
regionale adotta tutti gli atti consequenziali.
2. La Giunta regionale, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
approva un disegno di legge per la riorganizzazione dell’Agenzia della Campania per il lavoro
(ARLAV), dell’Agenzia regionale sanitaria (ARSAN), dell’Agenzia campana per la mobilità
sostenibile (ACAM) e dei Consorzi di bonifica.
3. La mancata approvazione del piano di riorganizzazione di cui al comma 2 comporta lo
scioglimento delle Agenzie regionali e dei Consorzi di bonifica ed il trasferimento delle
competenze, delle funzioni e del personale di ruolo alla Giunta regionale.
4. La denominazione dell’Agenzia regionale per il lavoro di cui alla legge regionale 13 agosto
1998, n.14, è modificata in “Agenzia regionale della Campania per il lavoro e la scuola”.

Art.29
Assistenza legale degli enti strumentali della Regione e delle società regionali

1. Nei casi in cui non ricorrono motivi di conflitto con gli interessi della Regione, l’avvocatura
regionale è abilitata a svolgere attività di consulenza attraverso l’espressione di pareri e a
patrocinare in giudizio gli enti strumentali della Regione e le società il cui capitale sociale è
interamente sottoscritto dalla Regione.
2. Per i fini di cui al comma 1 le singole società e gli enti strumentali sottoscrivono con la Giunta
regionale una convenzione che regola le modalità attraverso cui può essere richiesta l’attività
dell’avvocatura regionale e che quantifica gli oneri a carico delle società e degli enti strumentali.
3. Le agenzie regionali, gli enti strumentali e le società il cui capitale è interamente o a maggioranza
sottoscritto dalla Regione Campania non possono sostenere per l’acquisizione di consulenze spese
superiori al sessanta per cento degli importi dalle stesse spesi nell’anno 2008.

Art. 30
Contenimento della spesa del Consiglio regionale

1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge l’autovettura di rappresentanza è assegnata in
uso esclusivo al presidente del Consiglio regionale. I componenti dell’ufficio di presidenza, i
presidenti delle commissioni consiliari, i presidenti dei gruppi consiliari, il capo dell’opposizione, i
consiglieri regionali e i dirigenti regionali non sono assegnatari di autovetture di rappresentanza.
Essi possono richiedere l’utilizzo dell’autovettura esclusivamente per motivi istituzionali e di
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servizio.
2. Il comma 2 dell’’articolo 29 della legge regionale 19 gennaio 2007, n.1 (legge finanziaria
regionale 2007), è abrogato. L’ufficio di presidenza, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della
presente legge, presenta al Consiglio regionale, per l’approvazione, una nuova disciplina sui temi di
cui al comma 1 e del presente comma, che comporti una riduzione di spesa di almeno il trenta per
cento.
3. Il comma 3 dell’articolo 6 della legge regionale 5 giugno 1996, n.13 (Nuove disposizioni in
materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale della Campania) è
abrogato.
4. Per l’anno 2009 le spese di consulenza del Consiglio e della Giunta regionale devono essere
inferiori del trenta per cento rispetto a quelle sostenute nell’esercizio 2007, così come risultanti dal
bilancio consuntivo.

Art. 31
Oratori

1. La Regione incentiva e promuove, nei limiti delle risorse di bilancio disponibili, l’attivazione e la
realizzazione di oratori, quali luoghi di promozione di attività culturali, sportive dilettantistiche,
sociali, assistenziali, turistiche, ricreative e di formazione extrascolastica della persona.
2. La Giunta regionale, previo parere della competente commissione consiliare permanente con le
modalità di cui all’articolo 1 della legge regionale 17 ottobre 2005, n.17, individua, entro novanta
giorni dall’entrata in vigore della presente legge, i beneficiari, le modalità attuative e le condizioni
di accesso ai finanziamenti.
3. La Giunta regionale è autorizzata, ai sensi dell’articolo 28, comma 6, della legge 30 aprile 2002,
n.7, ad adottare ogni idonea variazione di bilancio per l’attuazione di quanto previsto dal presente
articolo.

Art. 32
Modifiche legislative

1. Dopo il comma 1 dell’articolo 20 della legge regionale 24 luglio 2007, n.8 (Disciplina della
raccolta e commercializzazione dei funghi freschi e conservati), è inserito il seguente :
“1-bis. Le guardie giurate, ambientali volontarie, addette ai compiti di vigilanza, devono
possedere i requisiti di cui all’articolo 138 del Regio Decreto 18 giugno 1931, n.773, ed
essere riconosciute dal prefetto competente per territorio.”
2. Il comma 8 dell’articolo 3 della legge regionale 30 aprile 2002, n.7 (Ordinamento contabile della
Regione Campania) è sostituito dal seguente:
“8. La realizzazione delle spese avviene nei limiti dei relativi stanziamenti di previsione e
delle effettive disponibilità di cassa, indipendentemente dall’andamento della gestione delle
specifiche entrate a cui ciascuna spesa sia eventualmente correlata.”

Art. 33
Interventi di recupero urbano

1. Al fine di favorire l’utilizzo di nuove risorse finanziarie e strumenti di finanza innovativa che
consentono un idoneo finanziamento degli interventi di recupero urbano, e tenuto conto delle
disposizioni dell’articolo 13 della legge regionale 30 gennaio 2008, n.1 (legge finanziaria regionale
2008), la Giunta regionale, su proposta dell’ assessore competente per il governo del territorio, di
concerto con l’assessore al bilancio, entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente
legge, definisce le modalità per:
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a) l’utilizzo dei fondi di cui all’articolo 5, comma 7, lettera a, del decreto legge 30 settembre
2003, n.269, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n.326;
b) la partecipazione a fondi immobiliari anche attraverso l’istituzione di fondazioni.

Art. 34
Proroga termini

1. I termini di cui alla legge regionale 1 febbraio 2005, n.2, e successive modifiche, sono prorogati
al 31 marzo 2009.

Art. 35
Entrata in vigore

1. La presente legge è dichiarata urgente, ai sensi degli articoli 43 e 45 dello Statuto, ed entra in
vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Campania.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti, di osservarla e di farla osservare come legge della
Regione Campania.

19 gennaio 2009

Bassolino
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

LEGGE REGIONALE: “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della
Regione Campania”.

Avvertenza: il testo della legge viene pubblicato con le note redatte dal Settore Legislativo, al solo scopo
di facilitarne la lettura (D.P.G.R.C. n. 10328 del 21 giugno 1996).

Nota all’art. 2

Comma 3

Legge regionale 20 dicembre2004, n. 13: “Promozione e valorizzazione delle università della


Campania.”.

Comma 6

D. P. R. del 18 marzo 2008 :”Dichiarazione di «Monumento nazionale» dell'antica area di San Pietro
Infine”

Comma 8

Legge regionale 14 marzo 2003, n. 7: ”Disciplina organica degli interventi regionali di promozione
culturale “.

Art. 16: “Disposizioni di prima attuazione.”.

1. In sede di prima attuazione della presente legge sono iscritte nella sezione speciale dell'albo di cui
all'articolo 7, comma 1, le Istituzioni di alta cultura in possesso dei requisiti previsti dalla presente legge,
che ricevono contributi regionali in base alle leggi abrogate dall'articolo 19, comma 2.
1-bis. In relazione al livello qualitativo ed alla risonanza anche a livello internazionale delle attività di alta
cultura svolte, la Fondazione Donna Regina per le arti contemporanee con sede in Napoli è iscritta nella
sezione speciale dell'albo di cui all'articolo 7, comma 1 .
2. Gli Enti e le Associazioni culturali, già inseriti nell'albo istituito ai sensi della legge regionale 6 maggio
1985, n. 49, che non posseggono tutti i requisiti previsti per l'iscrizione nell'albo regionale e nella sezione
speciale di cui agli articoli 6, comma 1, e 7, comma 1, sono iscritti, in sede di prima attuazione della
presente legge, nell'albo regionale di cui all'articolo 6, comma 1, limitatamente al biennio 2003/2004 al
fine di consentire l'adeguamento ai requisiti previsti dalla presente legge.

Nota all’art. 3

Comma 1.

Legge 24 dicembre 2007, n.244:” Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello
Stato (legge finanziaria 2008)”.

Art. 2, comma 198: “È istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il Garante per la
sorveglianza dei prezzi che svolge la funzione di sovrintendere alla tenuta ed elaborazione dei dati e delle
informazioni segnalate agli "uffici prezzi" delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
di cui al comma 196. Esso verifica le segnalazioni delle associazioni dei consumatori riconosciute,
analizza le ulteriori segnalazioni ritenute meritevoli di approfondimento e decide, se necessario, di
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

avviare indagini conoscitive finalizzate a verificare l'andamento dei prezzi di determinati prodotti e
servizi. I risultati dell'attività svolta sono messi a disposizione, su richiesta, dell'Autorità garante della
concorrenza e del mercato”.

Nota all’art. 4

Comma 1

Legge regionale 19 febbraio 2004, n.2: “Istituzione in via sperimentale del reddito di cittadinanza”.

Comma 2

Legge regionale 19 febbraio 2004, n.2:”già citata nella nota al comma 1”

Art.2:” Oggetto e finalità.”

1. Ai residenti comunitari ed extracomunitari da almeno sessanta mesi nella Regione Campania che si
trovano nelle condizioni di cui all'articolo 3 è assicurato il reddito di cittadinanza come misura di
contrasto alla povertà e all'esclusione e come strumento teso a favorire condizioni efficaci di inserimento
lavorativo e sociale.
2. Il reddito di cittadinanza, che fa riferimento alle persone nel contesto del nucleo familiare, consiste in
una erogazione monetaria che non supera i 350,00 euro mensili per nucleo familiare e in specifici
interventi mirati all'inserimento scolastico, formativo e lavorativo dei singoli componenti.

Comma 3

Legge regionale 19 febbraio 2004, n. 2:”già citata nella nota al comma 1”

Art.6 :” Progettazione degli interventi.”

1. Il Comune sulla base delle istanze ricevute seleziona gli aventi diritto e progetta per ciascuno di essi
l'intervento complessivo, che prevede, oltre all'erogazione monetaria, le misure idonee a perseguire le
finalità di cui all'articolo 2, concordando gli opportuni interventi di altri enti istituzionali.
2. Sono previste le seguenti misure:
a) sostegno alla scolarità nella fascia d'obbligo, in particolare per acquisto libri di testo;
b) sostegno alla scolarità e alla formazione degli adolescenti e dei giovani, in particolare per acquisto libri
di testo;
c) accesso gratuito ai servizi sociali e socio-sanitari;
d) misure tese a promuovere l'emersione del lavoro irregolare o l'avvio all'autoimpiego attraverso percorsi
che permettono l'utilizzo di risorse regionali;
e) misure tese a promuovere l'accesso ai dispositivi della politica del lavoro regionale indirizzati alla
formazione e di incentivo all'occupazione;
f) agevolazioni per l'uso dei trasporti pubblici regionali;
g) sostegno alle spese di affitto;
h) inserimento nelle attività culturali.
3. Le misure previste al comma 2 sono definite ed articolate nel Regolamento di cui all'articolo 3 e sono
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concordate con le Amministrazioni provinciali, per quanto di competenza.

Comma 4

Legge regionale 19 febbraio 2004, n.2:”già citata nella nota al comma 1”

Art.6 :” già citato nella nota al comma 3 ”

Comma 5

Legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1 :”Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2007”

Art.38:” Reddito di cittadinanza.”

1. È prorogata per l'anno 2007 la sperimentazione del reddito di cittadinanza di cui alla legge regionale 19
febbraio 2004, n. 2, assicurando copertura agli aventi diritto fino alla concorrenza della somma
complessiva di euro 30 milioni.
2. Alla copertura delle ulteriori necessità, per assicurare l'erogazione per l'intero anno solare, quantificate
in euro 50 milioni, si provvede mediante richiesta al Governo centrale di concorso da parte dello Stato. In
mancanza, la Giunta regionale provvede a definire soluzioni alternative.
3. Quota parte del fondo di cui alla legge regionale 24 dicembre 2003, n. 28, articolo 1, comma 1, iscritto
nel bilancio 2004 nella UPB 4.15.38 e non utilizzato al 31 dicembre 2006 pari ad euro 30 milioni, è
reiscritto nel bilancio 2007 per essere destinato agli interventi di interesse sociale di cui al comma 1, in
applicazione dell'articolo 1, comma 4, della legge regionale n. 28/2003. Per la copertura finanziaria si fa
fronte con quota parte del risultato di amministrazione-avanzo di amministrazione.

Regolamento regionale 4 giugno 2004, n. 1. :“Regolamento di attuazione della legge regionale 19


febbraio 2004, n. 2 concernente "Istituzione in via sperimentale del reddito di cittadinanza"

Art.5: “ Individuazione degli aventi diritto”.

1. Ciascun Comune provvede alla istruttoria e alla valutazione delle istanze, alla individuazione delle
domande ammissibili al beneficio per ciascun anno della sperimentazione, nonché al controllo ed alla
verifica, ai sensi dell'articolo 71 del D.P.R. n. 445/2000, di quanto dichiarato dai richiedenti per l'accesso
agli interventi di cui all'articolo 6 della L.R. n. 2/2004.
2. I Comuni, agli esiti delle attività di cui al comma 1, trasmettono al Comune capofila di ambito l'elenco
nominativo delle istanze ammissibili specificando per ciascuna di esse l'importo di reddito accertato
secondo le modalità previste all'articolo 3.
3. Il Comune capofila redige la graduatoria di ambito, valuta gli eventuali ricorsi, individua i beneficiari e
trasferisce ai Comuni di ambito le risorse finanziarie per l'erogazione della misura in ragione dei
beneficiari ivi residenti.
4. Nei 90 giorni successivi al termine di presentazione delle istanze di cui all'articolo 4, comma 1, è
formata la graduatoria dei beneficiari, sono esaminati gli eventuali ricorsi presentati ed è riconosciuto il
beneficio monetario corrispondente alla prima mensilità del reddito di cittadinanza.

Comma 6
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

Legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1 già citata nella nota al comma 5

Art.38: già citato nella nota al comma 5.

Comma 7

Legge regionale 19 febbraio 2004, n.2:”già citata nella nota al comma 1”

Art.6 : già citato nella nota al comma 3”

Comma 9

Legge regionale 30 gennaio 2008, n. 1:” Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale della Regione Campania – Legge Finanziaria 2008-

Art. 14:”Procedure per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.”

Comma 2. Gli occupanti di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ivi compresi quelli realizzati ai sensi
del titolo VIII della legge 14 maggio 1981, n. 219, che alla data di pubblicazione della presente legge non
risultano titolari dell'ordinanza sindacale di assegnazione prevista dall'articolo 11, comma 1, della legge
regionale n. 18/1997, nel caso in cui si tratti di soggetti ultrasessantacinquenni, di nuclei familiari
comprendenti soggetti portatori di handicap, di famiglie mononucleo con prole, sempre che l'uso
dell'alloggio non sia stato sottratto agli aventi titolo, godono per la durata di tre anni della sospensione
delle procedure previste dall'articolo 30 della citata legge regionale n. 18/1997.

Comma 10

Legge regionale 30 gennaio 2008, n. 1 già citata nella nota al comma 9.

Art. 14 comma 2 già citato nella nota al comma 9.

Comma 11

Legge regionale 30 gennaio 2008, n.1 :”già citata nella nota al comma 9”

Art. 70:” Finanziamento delle leggi regionali sul reddito di cittadinanza e sulla dignità sociale.”

“1. È prorogata per l'anno 2008 la sperimentazione del reddito di cittadinanza di cui alla legge regionale
19 febbraio 2004, n. 2, assicurando copertura agli aventi diritto.

2. Alla copertura di eventuali ulteriori necessità, per assicurare l'erogazione per l'intero anno solare si
provvede mediante richiesta al Governo nazionale di concorso da parte dello Stato.
3. Per l'anno 2008 è assicurato il finanziamento della legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11, con
trasferimenti nazionali e con le risorse disponibili nel bilancio regionale per la spesa sociale”.

Nota all’art. 5

Comma 1
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

Legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11: ” Legge per la dignità e la cittadinanza sociale. Attuazione della
legge 8 novembre 2000, n. 328 “

Comma 2

Legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11: ” già citata nella nota al comma 1”

Art.20 : “Il piano sociale regionale ”

“1. La Regione adotta con cadenza triennale il piano sociale regionale, sentita la consulta regionale di cui
all'articolo 12, le organizzazioni sindacali, le associazioni maggiormente rappresentative di tutela degli
utenti e delle professioni coinvolte nel sistema dei servizi integrati.
2. La Regione verifica, con scadenza annuale, l'andamento della programmazione del sistema integrato
d'interventi e servizi, con i soggetti di cui al comma 1.
3. Il piano è approvato entro il 30 settembre dell'ultimo anno di ciascun triennio con delibera della Giunta
regionale previo parere della competente commissione consiliare che lo rende nei tempi e con le modalità
di cui alla legge regionale 17 ottobre 2005, n. 17.
4. Il piano sociale regionale è lo strumento di programmazione sociale che definisce i principi d'indirizzo
e coordinamento per la realizzazione, da parte degli enti locali associati, del sistema integrato d'interventi
e servizi. Il piano sociale regionale, in particolare, indica:
a) gli obiettivi di inclusione sociale, di pari opportunità, di benessere e di sicurezza sociale da perseguire
sulla base della rilevazione dei bisogni del territorio;
b) le finalità e gli interventi relativi alle aree tematiche del sistema integrato e le priorità per il
raggiungimento degli obiettivi previsti;
c) gli indirizzi e le modalità di attuazione dell'integrazione degli interventi sociali, sanitari, dell'istruzione,
della formazione e del lavoro;
d) le caratteristiche ed i requisiti delle prestazioni e servizi sociali che costituiscono i livelli essenziali di
assistenza, di cui all'articolo 5;
e) i criteri e gli indicatori di efficacia, efficienza, rapporto costi-benefici, per la verifica e la valutazione,
in termini di qualità del sistema integrato, in coerenza con gli articoli 46 e seguenti;
f) l'entità e le modalità di partecipazione finanziaria dei comuni alla realizzazione del sistema integrato di
interventi e servizi sociali;
g) i criteri di riparto del fondo regionale destinato ad attuare il sistema integrato, in coerenza con gli
articoli 49 e seguenti, nonché i criteri di rendicontazione da parte degli enti beneficiari;
h) gli indirizzi per la sperimentazione di servizi e interventi volti a soddisfare nuovi bisogni sociali e ad
introdurre modelli organizzativi e gestionali innovativi, promuovendo l'attuazione delle disposizioni di
cui al capo VII della legge 8 marzo 2000, n. 53;
i) i criteri generali per garantire l'accesso ai servizi ed agli interventi in coerenza con l'articolo 24;
l) criteri per la determinazione del concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni di cui
all'articolo 53 e per l'assegnazione e utilizzo dei titoli per l'acquisto dei servizi di cui all'articolo 10,
comma 2, lettera e);
m) i criteri di riparto del fondo sociale regionale di cui all'articolo 50.
5. Il piano sociale regionale prevede l'interazione con altri piani di sviluppo e di programmazione
regionale e locale.
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

6. Ogni tre anni la Regione organizza la conferenza regionale sul Welfare quale momento di confronto
pubblico sull'attuazione del sistema integrato di interventi per i servizi sociali e sociosanitari e, nel
contempo, quale momento di rilevazione di bisogni per la programmazione del triennio successivo di
intervento.
7. Il piano sociale regionale può individuare specifici programmi d'intervento, che per loro natura,
richiedono il coinvolgimento di più ambiti territoriali, in raccordo con le relative programmazioni locali”.

Comma 3

Legge 18 marzo 1993, n. 67: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 gennaio
1993, n. 9, recante disposizioni urgenti in materia sanitaria e socio-assistenziale.”

Art. 5: “Servizi assistenziali.”

“1. Le funzioni assistenziali, già di competenza delle province alla data di entrata in vigore della legge 8
giugno 1990, n. 142 , sono restituite alla competenza delle province che le esercitano, direttamente o in
regime di convenzione con i comuni, secondo quanto previsto dalle leggi regionali di settore, che le
regioni approveranno entro il 31 dicembre 1993.
2. In ogni caso dovranno essere destinate risorse finanziarie in misura almeno pari a quelle effettivamente
impegnate nel 1990, con l'incremento progressivo delle percentuali di aumento dei trasferimenti erariali
per il 1991, il 1992 e il 1993”.

D.P.R. 1 marzo 2005, n. 75 : “Regolamento di attuazione della L. 9 gennaio 2004, n. 4, per favorire
l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici.”

Legge 3 aprile 2001, n. 138 : “Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in
materia di accertamenti oculistici”.

Nota all’art. 6

Comma 6

Legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1 già citata nella nota all’art. 4, comma 5.

Art. 7: “Modifiche alla L.R. n. 7/2003 e alla L.R. n. 8/2004.”

“1. All'articolo 16 della legge regionale 14 marzo 2003, n. 7, dopo il comma 1, è inserito il seguente
comma:
"1-bis. In relazione al livello qualitativo ed alla risonanza anche a livello internazionale delle attività di
alta cultura svolte, la Fondazione Donna Regina per le arti contemporanee con sede in Napoli è iscritta
nella sezione speciale dell'albo di cui all'articolo 7, comma 1.".
2. I termini di cui al comma 2 dell'articolo 16 della legge regionale 14 marzo 2003, n. 7 sono prorogati al
31 dicembre 2008 .
3. All'articolo 3 della legge regionale n. 8/2004, al comma 4, è aggiunto il comma:
"4-bis. Dall'elenco dei beni alienabili ai sensi del comma 3, articolo 25, della legge regionale 6 dicembre
2000, n. 18, è eliminato l'intero cespite immobiliare di via Tarsia - Napoli - civici 38, 30 e 40, numeri
d'ordine 188, 187, 183 e 184.".
4. Gli immobili, sedi di teatri di proprietà della Regione che si trovano in zone disagiate individuate dalla
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Giunta regionale, sono dispensati dal pagamento del fitto per tutta la durata della permanenza della
Regione Campania nell'obiettivo 1”.

Nota all’art. 7

Comma 1

Legge regionale 24 dicembre 2003, n. 28 :”Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza
regionale.”

Art. 5 : “Disposizioni per la copertura dei disavanzi pregressi del sistema sanitario regionale.”

Comma 2. Al fine di conseguire il più efficiente ed efficace impiego delle risorse assegnate alla Regione e
considerata la loro distribuzione temporale di utilizzo per la realizzazione delle iniziative regionali per
l'edilizia pubblica prevista dalla legge 5 agosto 1978, n. 457, le risorse finanziarie appostate nel bilancio
regionale nello stato di previsione della spesa 2003 all'U.P.B. 1.3.10 - capitolo gestionale 2401 -
limitatamente alla somma di Euro 550.000.000,00, fermo restando il rispetto degli obblighi assunti
derivanti dall'applicazione di disposizioni legislative vigenti, sono destinate al finanziamento della
maggiore spesa per l'assistenza sanitaria accertata per l'anno 2002 per assicurare il finanziamento dei
livelli essenziali di assistenza di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre
2001 ed alla conseguente Delib.G.R. n. 1082/2002, alla Delib.G.R. n. 4845/2002 e successive modifiche
ed integrazioni.

Comma 3

Legge regionale 30 gennaio 2008, n. 1:” già citata nella nota all’art. 4”

Art.13: “Fondo di credito e garanzia per la realizzazione di programmi pluriennali di edilizia residenziale
agevolata.”

“1. È istituito un Fondo rotativo di credito e garanzia finalizzato a:


a) fornire le garanzie richieste dal sistema bancario per la concessione di mutui per l'acquisto di
immobili destinati a prima casa;
b) favorire la concessione di mutui agevolati, anche mediante la partecipazione della Regione
attraverso contributi in conto interessi.
2. I benefici di cui al comma 1, lettera b) sono finalizzati anche al pagamento di rate di mutui già concessi
nell'ultimo triennio.
3. Al Fondo affluisce una quota parte delle risorse per annualità future spettanti alla Regione Campania in
virtù dell'accordo di programma stipulato in data 26 ottobre 2000 con il Ministero dei lavori pubblici.
Eventuali rientri per capitale ed interesse sono destinati ad incrementare il Fondo stesso.
4. La Giunta regionale, su proposta del competente assessore, entro centottanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, definisce l'entità, le modalità ed i criteri di accesso al Fondo rinviando, per
la gestione dello stesso, alla integrazione della convenzione stipulata con la Cassa depositi e prestiti in
data 20 luglio 2001 che snellisca le procedure e la tempistica con oneri ridotti a carico
dell'amministrazione regionale”.

Legge. 14 febbraio 2003, n. 30 :”Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro”.
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

Comma 11

Legge 17 febbraio 1992, n. 179: “Norme per l'edilizia residenziale pubblica”.

Nota all’art. 8

Comma 3

D. Lgs. 4 giugno 1997, n. 143 : “Conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia di
agricoltura e pesca e riorganizzazione dell'Amministrazione centrale “

Nota all’art. 9

Comma 1

Reg. (CE) 20 settembre 2005, n. 1698/2005: “Regolamento del Consiglio sul sostegno allo sviluppo
rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)”.

Articolo 71 :”Ammissibilità delle spese.”

“1. Fatto salvo il disposto dell'articolo 39, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1290/2005, le spese si
considerano ammissibili al contributo del FEASR se il pertinente aiuto è effettivamente pagato
dall'organismo pagatore tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2015. Le operazioni cofinanziate non
dovrebbero essere ultimate prima della data di decorrenza dell'ammissibilità.
Una nuova spesa aggiunta al momento della revisione di un programma ai sensi dell'articolo 19 diventa
ammissibile a decorrere dalla data in cui la Commissione riceve la richiesta di revisione del programma.
2. Sono ammissibili a contributo del FEASR soltanto le spese sostenute per operazioni decise dall'autorità
di gestione del relativo programma o sotto la sua responsabilità, secondo i criteri di selezione stabiliti
dall'organo competente.
3. Le norme sull'ammissibilità delle spese sono adottate a livello nazionale, tenendo conto delle specifiche
condizioni stabilite dal presente regolamento per talune misure di sviluppo rurale.
Non sono ammissibili a contributo del FEASR le seguenti categorie di spese:
a) IVA, tranne l'IVA non recuperabile se realmente e definitivamente sostenuta da beneficiari diversi
da soggetti non passivi di cui all'articolo 4, paragrafo 5, primo comma, della sesta direttiva 77/388/CEE
del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri
relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile
uniforme;
b) interessi passivi, fatto salvo il paragrafo 5;
c) acquisto di terreni per un costo superiore al 10% del totale delle spese ammissibili relative
all'operazione considerata. In casi eccezionali e debitamente giustificati, può essere fissata una
percentuale più elevata per operazioni di conservazione dell'ambiente.
4. I paragrafi 1, 2 e 3 non si applicano alle azioni di cui all'articolo 66, paragrafo 1.
5. In deroga al paragrafo 3, lettera b), il contributo del FEASR può essere realizzato in forme diverse
dagli aiuti diretti a fondo perduto. Le modalità di applicazione sono definite secondo la procedura di cui
all'articolo 90, paragrafo 2”.
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

Nota all’art. 10

Commi 1 e 2

Legge regionale 30 gennaio 2008, n. 1:” già citata nella nota all’art. 4”

Art. 69: “Interventi in materia di consorzi di tutela”

“1. La regione Campania, entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente legge, attua un piano di
incentivi volto a destinare contributi a fondo perduto per le spese sostenute dalle piccole medie imprese
(PMI) della filiera vitivinicola aderenti a consorzi di tutela riconosciuti dal Ministero delle politiche
agricole, alimentari e forestali (MIPAAF), per ottemperare agli obblighi in materia di controllo e di
tracciabilità in tutte le fasi del processo produttivo dei vini di qualità prodotti in regioni determinate
(VQPRD) rese obbligatorie dai decreti del MIPAAF 29 marzo 2007 e 13 luglio 2007.
2. È istituito, per le finalità di cui al comma 1, un Fondo per la qualità delle produzioni locali tipiche della
filiera vitivinicola, con una dotazione iniziale pari ad euro 1 milione a valere sulla UPB 2.83.243 del
bilancio regionale 2008”.

Comma 3

Trattato 25 marzo 1957:“ Trattato che istituisce la Comunità europea”

Articolo 88 (ex articolo 93)

“1. La Commissione procede con gli Stati membri all'esame permanente dei regimi di aiuti esistenti in
questi Stati. Essa propone a questi ultimi le opportune misure richieste dal graduale sviluppo o dal
funzionamento del mercato comune.
2. Qualora la Commissione, dopo aver intimato agli interessati di presentare le loro osservazioni, constati
che un aiuto concesso da uno Stato, o mediante fondi statali, non è compatibile con il mercato comune a
norma dell'articolo 87, oppure che tale aiuto è attuato in modo abusivo, decide che lo Stato interessato
deve sopprimerlo o modificarlo nel termine da essa fissato.
Qualora lo Stato in causa non si conformi a tale decisione entro il termine stabilito, la Commissione o
qualsiasi altro Stato interessato può adire direttamente la Corte di giustizia, in deroga agli articoli 226 e
227.
A richiesta di uno Stato membro, il Consiglio, deliberando all'unanimità, può decidere che un aiuto,
istituito o da istituirsi da parte di questo Stato, deve considerarsi compatibile con il mercato comune, in
deroga alle disposizioni dell'articolo 87 o ai regolamenti di cui all'articolo 89, quando circostanze
eccezionali giustifichino tale decisione. Qualora la Commissione abbia iniziato, nei riguardi di tale aiuto,
la procedura prevista dal presente paragrafo, primo comma, la richiesta dello Stato interessato rivolta al
Consiglio avrà per effetto di sospendere tale procedura fino a quando il Consiglio non si sia pronunciato
al riguardo.
Tuttavia, se il Consiglio non si è pronunciato entro tre mesi dalla data della richiesta, la Commissione
delibera.
3. Alla Commissione sono comunicati, in tempo utile perché presenti le sue osservazioni, i progetti diretti
a istituire o modificare aiuti. Se ritiene che un progetto non sia compatibile con il mercato comune a
norma dell'articolo 87, la Commissione inizia senza indugio la procedura prevista dal paragrafo
precedente. Lo Stato membro interessato non può dare esecuzione alle misure progettate prima che tale
procedura abbia condotto a una decisione finale”.
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Legge regionale 28 novembre 2007, n. 12 :”Incentivi alle imprese per l'attivazione del piano di azione per
lo sviluppo economico regionale. “

Art. 5 :” Aiuti agli investimenti con procedura valutativa: incentivi per l'innovazione e lo sviluppo.”

“1. Gli incentivi per l'innovazione e lo sviluppo sono finalizzati a promuovere progetti orientati al
rafforzamento dei processi produttivi, distributivi e organizzativi di impresa, all'internazionalizzazione,
all'incremento della dimensione d'impresa e della competitività sui mercati nazionali e internazionali,
tramite la realizzazione di interventi di carattere strutturale in investimenti produttivi, in formazione del
capitale umano, in ricerca e sviluppo tecnologico, volti a produrre effetti duraturi per le imprese che
operano sul territorio regionale.
2. Alle imprese che realizzano progetti di cui al comma 1 sul territorio regionale sono concessi aiuti con
procedura valutativa e nella forma di contributo in conto capitale, finanziamento agevolato, contributo in
conto interessi, concessioni di garanzie, azioni di ingegneria finanziaria inerenti garanzie e partecipazioni
al capitale di rischio, ai sensi del decreto legislativo n. 123/1998, articoli 5 e 7. L'ammissibilità agli aiuti
può essere limitata ai piani progettuali corredati dell'impegno di almeno un istituto di credito, società di
investimento o società finanziaria di cui all'articolo 2, comma 3, a finanziare i singoli investimenti
previsti con la concessione di linee finanziarie a medio-lungo termine, con interventi di partecipazione
temporanea al capitale, con prestiti partecipativi ovvero con interventi equipollenti.
3. Oggetto di agevolazione sono le spese di investimento, sostenute anche mediante contratti di locazione
finanziaria, in beni materiali ed immateriali nuovi, spese per servizi e consulenze di carattere
straordinario, costi di gestione e funzionamento, comunque strumentali e necessari all'attuazione dei
progetti di cui al comma 1.
4. Gli aiuti sono differenziati con l'emanazione degli atti di cui all'articolo 7, comma 3, in relazione a
distinte finalità di politica economica, di determinate tipologie di impresa, di specifici ambiti e settori
economici, di specifiche caratteristiche dei programmi di investimento e di gestione nel rispetto di quanto
disciplinato dalla presente legge e nel rispetto delle limitazioni, condizioni ed intensità di aiuto stabiliti
dalla Commissione europea. Essi non sono cumulabili con altri aiuti di stato a finalità regionale o con altri
aiuti destinati ai medesimi beni e spese oggetto dell'agevolazione. Se i beni oggetto dell'agevolazione non
entrano in funzione entro il secondo periodo d'imposta successivo a quello della loro acquisizione o
ultimazione, oppure se, entro il quinto periodo d'imposta successivo a quello nel quale sono entrati in
funzione, i beni sono dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa ovvero
destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno diritto all'agevolazione, la stessa è
rideterminata escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni anzidetti. Se nel periodo d'imposta
in cui si verifica una delle predette ipotesi sono acquisiti beni della stessa categoria di quelli agevolati,
l'agevolazione è rideterminata escludendo il costo non ammortizzato degli investimenti agevolati per la
parte che eccede i costi delle nuove acquisizioni. Per i beni acquisiti in locazione finanziaria, le
disposizioni precedenti si applicano anche se non è esercitato il riscatto”.

Comma 5

Legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1 già citata nella nota all’art. 4, comma 5.

Art. 28: “Snellimento delle procedure in materia di impianti produttivi.”

Comma 5. Al fine di favorire la diffusione della cultura dell'aggregazione e della cooperazione tra
imprese la Giunta regionale, nell'ambito del PASER, istituisce un fondo per l'aggregazione e la
cooperazione tra le imprese volto a rafforzare i consorzi già esistenti e ad incentivare la costituzione di
nuovi consorzi tra imprese.
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

Comma 6. Sul fondo di cui al comma 5 si attivano strumenti per agevolare la gestione corrente attraverso
la concessione di finanziamenti a fondo perduto per un importo massimo di euro ventimila l'anno e per
non più di tre anni.
Comma 7. Ai finanziamenti di cui al comma 6 possono accedere i consorzi con sede nella Regione
Campania che hanno le seguenti caratteristiche:
a) consorzi-export mono-settoriali con un numero di consorziati compreso tra cinque e quindici;
b) consorzi di tutela delle produzioni a denominazione di origine controllata, a denominazione di
origine controllata e garantita e a denominazione di origine protetta riconosciuti dal ministero per le
politiche agricole alimentari e forestali;
c) consorzi artigiani di valorizzazione e promozione delle produzioni artigianali tipiche iscritti
nell'albo delle imprese artigiane presso le competenti camere di commercio, industria, artigianato ed
agricoltura.

Trattato 25 marzo 1957 già citato nella nota al comma 3.

Articolo 87 (ex articolo 92)

“1. Salvo deroghe contemplate dal presente trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella
misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante
risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o
minaccino di falsare la concorrenza.
2. Sono compatibili con il mercato comune:
a) gli aiuti a carattere sociale concessi ai singoli consumatori, a condizione che siano accordati senza
discriminazioni determinate dall'origine dei prodotti,
b) gli aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali,
c) gli aiuti concessi all'economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania che
risentono della divisione della Germania, nella misura in cui sono necessari a compensare gli svantaggi
economici provocati da tale divisione.
3. Possono considerarsi compatibili con il mercato comune:
a) gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente
basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione,
b) gli aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo
oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro,
c) gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che
non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse,
d) gli aiuti destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio, quando non alterino le
condizioni degli scambi e della concorrenza nella Comunità in misura contraria all'interesse comune,
e) le altre categorie di aiuti, determinate con decisione del Consiglio, che delibera a maggioranza
qualificata su proposta della Commissione”.

Reg. (CE) 28 luglio 2000, n. 1685/2000.

Regolamento della Commissione recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1260/1999
del Consiglio per quanto riguarda l'ammissibilità delle spese concernenti le operazioni cofinanziate dai
Fondi strutturali.
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Norma n. 8. Fondi per mutui e capitali di rischio

Norma n. 9. Fondi di garanzia.

Legge regionale 28 novembre 2007, n. 12 già citata nella nota al comma 3.

Art. 5 già citato nella nota al comma 3.

Art. 6:”Incentivi per il consolidamento delle passività a breve.”

“1. Gli incentivi per il consolidamento a medio e lungo termine delle passività a breve sono finalizzati a
favorire il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese aventi sede legale ed unità produttive
ubicate sul territorio regionale e a facilitare il rapporto con il sistema creditizio e finanziario.
2. Sono concessi aiuti, con procedura valutativa e nella forma di contributo in conto interessi di cui al
decreto legislativo n. 123/1998, articoli 5 e 7, alle imprese che effettuano operazioni di consolidamento a
medio e lungo termine di passività a breve, esistenti alla data di pubblicazione del bando, nei confronti di
banche, anche in presenza di garanzie di confidi ovvero delle garanzie previste da fondi di garanzia
nazionali o regionali, condizionate all'aumento del capitale sociale nella misura fissata con il disciplinare
attuativo di cui all'articolo 7, comma 3.
3. L'aiuto rispetta le limitazioni e condizioni previste per i singoli settori di intervento e per alcune
tipologie di imprese e settori soggetti a disciplina comunitaria specifica.
4. L'agevolazione consiste in un contributo in conto interessi fino al totale del tasso di riferimento
indicato ed aggiornato con decreto del Ministro competente nella misura massima consentita secondo la
regola de minimis, a condizione che il tasso passivo del finanziamento non ecceda la misura individuata
con l'apposito disciplinare dello strumento di agevolazione. Al raggiungimento di tale massimale
concorrono i contributi erogati in de minimis alla medesima impresa nel triennio precedente, da
qualunque fonte essi provengono.
5. Il diritto al beneficio viene meno nei casi di insolvenza nel rimborso del finanziamento, di risoluzione o
estinzione anticipata del finanziamento, di cessazione dell'attività ovvero di assoggettamento a procedure
concorsuali dell'impresa beneficiaria”.

Nota all’art. 11

Commi 1 e 2

Legge regionale 23 ottobre 2007, n. 11 già citata nella nota all’art. 5, comma 1.

Nota all’art. 12

Comma 2

Regolamento regionale del 28 novembre 2007 n. 5 “Regolamento di attuazione del credito di imposta per
nuovi investimenti in Regione Campania”

Art. 2: “Soggetti destinatari”


“1. Destinatari dell'agevolazione oggetto del presente regolamento sono le imprese iscritte al registro
delle imprese, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, che effettuano nuovi investimenti sul
territorio regionale.
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2. Sono escluse dalla predetta agevolazione le imprese in difficoltà finanziaria”.

Nota all’art. 13

Comma 2

Legge regionale 13 agosto1998 n. 16: “Assetto dei consorzi per le aree di sviluppo industriale”

Nota all’art. 14

Comma 1.

Legge regionale 26 settembre 2008 n. 10 “Interventi a favore dei confidi tra le piccole e medie imprese
operanti in Campania”.

Art. 1: “ Finalità”.

Comma 1. La Regione Campania, al fine di promuovere lo sviluppo delle piccole e medie imprese,
favorisce l'accesso al credito mediante la fruizione di garanzie mutualistiche e concorre, nella prospettiva
del raggiungimento dell'autosufficienza e della piena capacità di autofinanziamento, al rafforzamento
patrimoniale dei consorzi e delle società cooperative di garanzia collettiva dei fidi, che hanno sede nella
regione Campania e prestano la propria attività in favore di imprese campane.
Art. 87 del Trattato CE 25 marzo 1957 già citato nella nota all’art. 10.

Reg. (CE) 28-7-2000 n. 1685/2000 già citato nella nota all’art.10.

Legge regionale 28 novembre 2007 n. 12 già citata nella nota all’art.10.

Art. 5“già citato nella nota all’art.10.

Art. 6 già citato nella nota all’art.10.

Comma 2.

Legge regionale 29 dicembre 2005 n. 24 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale della Regione Campania - Legge finanziaria 2006”

Art. 8

“1. Al fine di incrementare la competitività del sistema produttivo regionale e di promuovere e coordinare
gli interventi per rafforzare l'innovazione e la produttività dei distretti e delle filiere, entro novanta giorni
dall'approvazione della presente legge, la Giunta regionale, su proposta dell'assessore all'agricoltura e alle
attività produttive, sentite le parti sociali, gli enti locali, le commissioni consiliari permanenti competenti,
approva il piano d'azione per lo sviluppo economico regionale.
2. Il piano d'azione per lo sviluppo economico regionale, anche sulla base di una diagnosi delle tendenze
e delle prospettive dei diversi settori produttivi regionali, individua le priorità e la tempistica degli
interventi settoriali da realizzare, i criteri, le modalità e le procedure per la loro attuazione in modo equo
su tutto il territorio regionale, indirizza e coordina tali interventi, attraverso gli strumenti di incentivi
esistenti ed eventuali nuovi strumenti, anche facendo ricorso agli accordi previsti dall'articolo 2, comma
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.


2-bis. Al fine di ottimizzare gli adempimenti burocratici e contenere i tempi dei procedimenti, anche
mediante specifiche forme di coordinamento dei procedimenti medesimi, le modalità e le procedure di
attuazione individuate nel piano d'azione per lo sviluppo economico regionale, di seguito denominato
PASER, sono orientate alla semplificazione ed allo snellimento delle attività amministrative connesse.
2-ter. Il Consiglio regionale approva entro trenta giorni gli aggiornamenti annuali del PASER proposti
dalla Giunta regionale, decorsi i quali il PASER si intende approvato.
2-quater. Il PASER ha validità triennale ed è aggiornato annualmente, entro il 30 giugno di ciascun anno,
anche sulla base delle risorse appositamente allocate dai documenti di programmazione finanziaria. Entro
il termine perentorio del 30 giugno di ciascun anno, l'assessore alle attività produttive presenta al
Consiglio regionale, alle commissioni consiliari competenti per materia, alla commissione Bilancio, che
si esprimono con parere entro i successivi 30 giorni, un'apposita relazione sullo stato di attuazione del
piano e sulla programmazione per gli interventi futuri. Trascorso tale termine il parere si intende
positivamente espresso.
2-quinquies. Al fine di garantire il coordinamento dell'attuazione degli interventi sulla base del principio
di unità della programmazione e coerenza di cui al comma 1, articolo 5, della legge regionale 29 dicembre
2005, n. 24 e di ridurre gli oneri amministrativi che gravano sui destinatari degli stessi e sui soggetti, in
qualunque forma coinvolti nei procedimenti di attuazione, il PASER individua gli ambiti e le modalità di
utilizzo degli accordi di programma-quadro di cui al citato articolo 5 nonché le modalità di definizione e
attuazione degli stessi (14).
2-sexies. Parte integrante del PASER sono le misure di attuazione del fondo di garanzia sociale per i
giovani e della crescita culturale e formativa dei giovani previste negli articoli 26 e 27 della presente
legge (15).
3. Per l'attuazione degli interventi di cui al comma 2 è istituita nel bilancio nell'ambito 2 - Sviluppo
economico - la nuova funzione obiettivo n. 283 denominata "Interventi per il rafforzamento del sistema
produttivo regionale", nonché la nuova U.P.B. 2.83.243 denominata "Spese per investimenti nei settori
produttivi dell'industria, dell'artigianato, del commercio e dell'agricoltura".
3-bis. Al finanziamento del PASER possono concorrere le risorse del bilancio regionale, dei fondi
strutturali comunitari, del fondo per le aree sottoutilizzate attribuite dal CIPE alla Regione e le ulteriori
eventuali disponibilità finanziarie a carico del bilancio dello Stato destinate, con gli appositi
provvedimenti all'attuazione degli indirizzi per lo sviluppo, la crescita, la competitività e l'innovazione del
sistema produttivo regionale, definiti a livello europeo, nazionale e regionale nei documenti di
programmazione economica e finanziaria, negli atti che declinano la strategia per una economia più
competitiva e sostenibile, nei documenti di programmazione per le politiche di sviluppo e di coesione. Le
risorse così determinate sono annualmente incrementate delle economie di spesa provenienti da esercizi
pregressi e delle risorse non utilizzate per le medesime finalità negli esercizi precedenti, quantificate con
deliberazione di Giunta regionale da assumere entro il 30 giugno di ciascun anno. Le risorse che
concorrono al finanziamento del piano sono, con gli appositi provvedimenti, assegnate alla citata UPB
2.83.243.
4. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo si provvede per il 2006 con le appostazioni di
bilancio dello stesso esercizio finanziario determinati in quaranta milioni di euro, incrementate delle
economie di spesa provenienti da esercizi pregressi e delle risorse non utilizzate per le medesime finalità
negli esercizi precedenti quantificate con deliberazione di Giunta regionale da assumere entro il 31
gennaio 2006. Per gli anni 2007-2008 si provvede con legge di bilancio.
5. L'assessore competente presenta al Consiglio regionale una relazione annuale sullo stato di attuazione
del piano d'azione per lo sviluppo economico regionale”.
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

Nota all’art. 15

Comma 1

L. 24 dicembre 2007 n. 244 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2008)”

Art. 1 comma 298: “A decorrere dall’anno 2008, al fine di adeguare le risorse destinate ai servizi di
trasporto pubblico locale, comprese quelle di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 19 novembre 1997,
n. 422, e successive modificazioni, è attribuita alle regioni a statuto ordinario una quota dell’accisa sul
gasolio impiegato come carburante per autotrazione, ulteriore rispetto a quella prevista ai sensi del
comma 296 del presente articolo, determinata nella misura di 0,00860 euro per l’anno 2008, di 0,00893
euro per l’anno 2009 e di 0,00920 euro a partire dall’anno 2010 per ogni litro di gasolio erogato nei
rispettivi territori regionali”.

D.Lgs. 19 novembre 1997 n. 422 “Conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in
materia di trasporto pubblico locale, a norma dell'articolo 4, comma 4, della L. 15 marzo 1997, n. 59”

Art. 8. “Servizi ferroviari di interesse regionale e locale non in concessione a F.S. S.p.a.”

“1. Sono delegati alle regioni le funzioni e i compiti di programmazione e di amministrazione inerenti:
a) le ferrovie in gestione commissariale governativa, affidate per la ristrutturazione alla società
Ferrovie dello Stato S.p.a. dalla legge 23 dicembre 1996, n. 662;
b) le ferrovie in concessione a soggetti diversi dalle Ferrovie dello Stato S.p.a.
2. Le funzioni e i compiti di cui al comma 1 sono conferiti:
a) entro i termini di scadenza dei piani di ristrutturazione di cui all'articolo 2 della citata legge n. 662
del 1996 e comunque non oltre il 1° gennaio 2000, per le gestioni commissariali governative di cui al
comma 1, lettera a);
b) a partire dal 1° gennaio 1998, e comunque entro il 1° gennaio 2000, per le ferrovie in concessione
di cui al comma 1, lettera b).
3. Le regioni subentrano allo Stato, quali concedenti delle ferrovie di cui al comma 1, lettere a) e b), sulla
base di accordi di programma, stipulati a norma dell'articolo 12 del presente decreto, con i quali sono
definiti, tra l'altro, per le ferrovie in concessione di cui al comma 1, lettera b), i finanziamenti diretti al
risanamento tecnico-economico di cui all'articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1977, n. 616.
4. Gli accordi di programma di cui al comma 3 e i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui
all'articolo 12 sono, rispettivamente, perfezionati ed adottati entro il 30 ottobre 1999. Detti accordi
definiranno, in particolare, il trasferimento dei beni, degli impianti e dell'infrastruttura a titolo gratuito
alle regioni sia per le ferrovie in ex gestione commissariale governativa, come già previsto all'articolo 2,
comma 7, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sia per le ferrovie in concessione a soggetti diversi dalle
Ferrovie dello Stato S.p.a. Tali beni sono trasferiti al demanio ed al patrimonio indisponibile e disponibile
delle regioni, e, in relazione alla loro natura giuridica, possono essere dalle regioni dismessi,
sdemanializzati o sottratti alla loro destinazione, previa intesa con il Ministero dei trasporti e della
navigazione, quando si tratti di beni demaniali o appartenenti al patrimonio indisponibile. A partire dalla
data di trasferimento, il vincolo di reversibilità a favore dello Stato gravante sui beni in questione si
intende costituito a favore della regione competente. I suddetti trasferimenti sono esentati da ogni imposta
e tassa fatto salvo il caso di dismissione o sdemanializzazione da parte delle regioni. I beni di cui
all'articolo 3, commi 7, 8 e 9, della legge n. 385/1990 sono trasferiti alle regioni competenti che
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

inizieranno o proseguiranno le relative procedure di alienazione o di diversa utilizzazione, destinandone i


proventi a favore delle aziende ex gestioni governative. Gli accordi di programma definiscono altresì
l'entità delle risorse finanziarie da trasferire alle regioni, tali da garantire, al netto dei contributi già
riconosciuti da regioni ed enti locali, l'attuale livello di tutti i servizi erogati dalle aziende in regime di
gestione commissariale governativa.
4-bis. La gestione delle reti e dell'infrastruttura ferroviaria per l'esercizio dell'attività di trasporto a mezzo
ferrovia è regolata dalle norme di separazione contabile o costituzione di imprese separate di cui al
regolamento recante norme di attuazione della direttiva 91/440/CEE relativa allo sviluppo delle ferrovie
comunitarie, emanato con decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 1998, n. 277. I gestori delle
reti per i criteri di ripartizione della capacità di infrastruttura ferroviaria e per gli standard e le norme di
sicurezza si adeguano al regolamento recante norme di attuazione della direttiva 95/19/CEE, emanato con
decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 1999, n. 146.
4-ter. Le regioni hanno la facoltà, previa intesa con il Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, di trasferire alle Ferrovie dello Stato S.p.a. i beni, gli impianti e
l'infrastruttura di cui al comma 4, fermo restando la natura giuridica dei singoli beni.
5. Successivamente al perfezionamento degli accordi di programma e alla emanazione dei decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 4, le regioni affidano, trascorso il periodo
transitorio previsto dall'articolo 18, comma 3-bis, con le procedure di cui all'articolo 18, comma 2, lettera
a), la gestione dei servizi ferroviari di cui al comma 1, lettere a) e b), con contratti di servizio ai sensi
dell'articolo 19, alle imprese ferroviarie che abbiano i requisiti di legge. Dette imprese hanno accesso alla
rete ferroviaria nazionale con le modalità fissate dal regolamento emanato con decreto del Presidente
della Repubblica 8 luglio 1998, n. 277. I contratti di servizio assicurano che sia conseguito, a partire dal
1° gennaio 2000 il rapporto di almeno 0,35 tra ricavi da traffico e costi operativi, al netto dei costi di
infrastruttura. Le regioni forniscono al Ministero dei trasporti e della navigazione - Dipartimento dei
trasporti terrestri, tutte le informazioni relative all'esercizio delle funzioni a loro delegate. Il Ministro dei
trasporti e della navigazione, in base alle predette informazioni e a quelle che acquisirà direttamente,
relaziona annualmente alla Conferenza Stato-regioni e al Presidente del Consiglio dei Ministri sulle
modalità di esercizio della delega e sulle eventuali criticità.
6. Con successivi provvedimenti legislativi si provvede alla copertura dei disavanzi maturati alla data del
conferimento di cui al presente articolo, ivi compresi gli oneri per il trattamento di fine rapporto, al netto
degli interventi già disposti ai sensi della legge 30 maggio 1995, n. 204, e delle successive analoghe
disposizioni.
6-bis. Lo Stato e le regioni possono concludere, d'intesa tra loro, accordi di programma con le Ferrovie
dello Stato S.p.a. per l'affidamento alle stesse della costruzione, ammodernamento, manutenzione e
relativa gestione delle linee ferroviarie locali concesse e già in gestione commissariale governativa di
rilevanza per il sistema ferroviario nazionale”.

Comma 2

Legge regionale 28 marzo 2002 n. 3 “Riforma del Trasporto Pubblico Locale e Sistemi di Mobilità della
Regione Campania”

Art. 5 “Servizi di linea minimi, aggiuntivi e autorizzati”

Comma 1. I servizi minimi, qualitativamente e quantitativamente sufficienti a soddisfare la domanda di


mobilità ed i cui costi sono a carico del bilancio della Regione, sono servizi di linea definiti tenendo conto
dei criteri di cui all'articolo 16, del decreto legislativo n. 422/1997. Detti servizi minimi devono garantire
anche le linee di trasporto a domanda debole.
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Comma 3

Legge regionale 28 marzo 2002 n. 3:” già citata nella nota al comma 2”

Art. 17 “La programmazione triennale dei servizi minimi”

“1. Nell'ambito del processo di pianificazione dei servizi per la mobilità di cui al precedente articolo 16,
ai fini di definire il livello e individuare la rete dei servizi minimi, con il supporto dell'Agenzia regionale
per la mobilità sostenibile, di cui al successivo articolo 21, la Regione, per i servizi di propria
competenza, le province, in riferimento ai singoli bacini di traffico, i comuni Capoluogo di Provincia e,
ove esistenti, le città metropolitane per i servizi di loro competenza, o gli altri Enti locali, ai sensi dell'art.
8, comma 4, tutti nel rispetto delle indicazioni contenute nelle linee direttive di cui al precedente art. 16,
in coerenza all'art. 16 comma 1 e 2 del decreto legislativo n. 422/1997, sentito il Consiglio delle
autonomie locali, sentite le organizzazioni sindacali più rappresentative, le associazioni di categoria e le
associazioni dei consumatori, approvano programmi triennali di trasporto pubblico locale contenenti:
a) l'organizzazione dei servizi minimi di propria competenza;
b) le proposte di integrazione modale e tariffaria per i servizi di propria competenza;
c) le risorse da destinare all'esercizio;
d) le risorse da destinare agli investimenti in infrastrutture, impianti e veicoli;
e) le modalità di determinazione delle tariffe per i servizi di propria competenza;
f) la modalità di attuazione e revisione dei contratti di servizio di propria competenza;
g) il sistema di monitoraggio della qualità e quantità dei servizi.
2. In base ai contenuti delle linee direttive di cui all'art. 16, comma 1, e dei programmi triennali di cui al
precedente comma 1, la Giunta regionale, sentito il Consiglio delle Autonomie Locali, individua con
proprio atto la rete dei servizi minimi del territorio regionale, in modo da soddisfare le esigenze essenziali
di mobilità dei cittadini, in conformità all'art. 16, comma 1, del decreto legislativo n. 422/1997.
3. La programmazione triennale e l'individuazione della rete dei servizi minimi di cui al comma 2
possono essere realizzate indipendentemente dall'approvazione dei piani generali dei trasporti e dei piani
di settore di cui all'art. 14.
4. In caso di accertata inadempienza degli enti competenti nell'adozione degli atti di programmazione
triennale nonché nell'adozione di tutti i documenti del processo di pianificazione dei servizi per la
mobilità, entro 6 mesi dalla scadenza del triennio o, in prima applicazione della presente legge, entro 6
mesi dall'approvazione delle linee direttive regionali, sono attivati i poteri sostitutivi regionali”.

Comma 4

Legge regionale 30-1-2008 n. 1 “già citata nella nota all’art.4”

Art. 37 “Anticipazioni per le infrastrutture di trasporto”

1. Al fine di assicurare il costante flusso finanziario necessario per la realizzazione degli investimenti
infrastrutturali e degli impianti nonché per l'acquisto di materiale rotabile, la Regione può
procedere per l'esercizio finanziario 2008 all'anticipazione, a favore delle società regionali
concessionarie delle infrastrutture e del materiale rotabile Ente Autonomo Volturno srl, Metro
Campania Nord-Est srl, Circumvesuviana srl e SEPSA spa, di somme nei limiti delle disponibilità
di bilancio. Dette anticipazioni gravano su apposito fondo da istituire nell'ambito delle
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disponibilità finanziarie attribuite alla UPB 1.57.101 e devono essere restituite, anche mediante
compensazione, entro l'esercizio finanziario in cui è avvenuta l'anticipazione.

Comma 7

D.L. 25 giugno 2008 n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”

Art. 57 “Servizi di Cabotaggio”

Comma 1. Le funzioni e i compiti di programmazione e di amministrazione relative ai servizi di


cabotaggio marittimo di servizio pubblico che si svolgono all'interno di una Regione sono esercitati dalla
Regione interessata. Per le Regioni a statuto speciale il conferimento delle funzioni e dei compiti avviene
nel rispetto degli statuti speciali. La gestione dei servizi di cabotaggio è regolata da contratti di servizio
secondo quanto previsto dagli articoli 17 e 19 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e
successive modificazioni, in quanto applicabili al settore. Le disposizioni di cui al presente comma si
applicano a decorrere dal 1° gennaio 2010. (102)

Legge 6 agosto 2008 n. 133 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la
stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”

D.L. 29 novembre 2008 n. 185 “Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa
e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale”

Art. 26. “Privatizzazione della società Tirrenia”

“1. Al fine di consentire l'attivazione delle procedure di privatizzazione della Società Tirrenia di
Navigazione S.p.A. e delle società da questa controllate, e la stipula delle convenzioni ai sensi
dell'articolo 1, comma 998, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è autorizzata la spesa di 65 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011. Le risorse sono erogate previa verifica da parte della
Commissione Europea della compatibilità della convenzione con il regime comunitario ai sensi
dell'articolo 1, comma 999, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, pari a 65 milioni di euro per ciascuno degli anni
2009, 2010 e 2011, si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 61 della
legge 27 dicembre 2002, n. 289, relativa al Fondo per le aree sottoutilizzate, a valere sulla quota destinata
alla realizzazione di infrastrutture ai sensi dell'articolo 6-quinquies del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112 convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133, per un importo, al fine di compensare gli effetti in termini
di indebitamento netto, pari a 195 milioni di euro per l'anno 2009, a 130 milioni per l'anno 2010 e a 65
milioni per l'anno 2011.
3. All'articolo 57 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con legge 6 agosto 2008, n. 133,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, in fine, è aggiunto il seguente periodo: «Le disposizioni di cui al presente comma si
applicano a decorrere dal 1° gennaio 2010.»;
b) i commi 3 e 4 sono abrogati”.

Nota all’art. 17

Comma 2
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Legge regionale 15 marzo 1984 n. 11:” Norme per la prevenzione, cura e riabilitazione degli handicap e
per l'inserimento nella vita sociale.”

Art. 10: “Albo regionale”

“È istituito l'Albo regionale delle strutture e presidi a gestione privata previsti dagli artt. 5 e 6 della
presente legge, che sarà tenuto dalla struttura prevista dal successivo art. 11.
Gli Enti privati che intendono gestire tali strutture e presidi devono presentare domanda corredata della
documentazione attestante il possesso dei requisiti e caratteristiche di cui all'allegato D del Regolamento
di attuazione della presente legge”.

Regolamento regionale 31-7-2006 n. 3 “Regolamento recante la definizione dei requisiti ulteriori e le


procedure dell'accreditamento istituzionale dei soggetti pubblici e privati che erogano attività di
assistenza specialistica di emodialisi e di riabilitazione ambulatoriale”

Regolamento regionale 22-6-2007 n. 1 “Regolamento recante la definizione dei requisiti ulteriori e le


procedure per l'accreditamento istituzionale dei soggetti pubblici e privati che erogano attività di
assistenza specialistica in regime ambulatoriale, in regime di ricovero ed in regime residenziale”

Legge regionale 23-10-2007 n. 11 “Legge per la dignità e la cittadinanza sociale. Attuazione della legge
8 novembre 2000, n. 328”

Art. 8: “La Regione”

“1. La Regione esercita con il concorso degli enti locali e delle formazioni sociali le funzioni di
programmazione, indirizzo e coordinamento degli interventi sociali e ne disciplina l'integrazione con gli
interventi in materia di sanità, istruzione, cultura e lavoro, nonché con le attività di valorizzazione e
sviluppo del territorio e con quelle rivolte a garantire la sicurezza dei cittadini. La Regione a tal fine:
a) determina gli ambiti territoriali, ai sensi dell'articolo 19, per la gestione del sistema integrato;
b) adotta il piano sociale regionale, di cui all'articolo 20, che definisce principi di indirizzo e
coordinamento per la programmazione e la realizzazione del sistema integrato d'interventi e servizi sociali
e socio-sanitari;
c) assicura il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni sociali definiti dall'articolo 5;
d) definisce, con regolamento di attuazione da emanarsi entro centoventi giorni dall'entrata in vigore
della presente legge, le procedure, le condizioni, i requisiti soggettivi e strutturali, i criteri di qualità, per
l'autorizzazione, l'accreditamento e la vigilanza delle strutture e dei soggetti che provvedono alla gestione
e all'offerta degli interventi e dei servizi del sistema integrato;
e) individua i criteri per determinare il concorso degli utenti al costo delle prestazioni, assicurando
una uniforme applicazione dell'indicatore socio-economico di equivalenza, rispetto a genere, stato di
bisogno e condizioni sociali differenti;
f) ripartisce le risorse erogate dal fondo sociale regionale secondo le modalità stabilite dall'articolo 49
e seguenti;
g) contribuisce all'elaborazione, di intesa con le province, dei piani per la formazione e
l'aggiornamento professionale del personale degli enti locali, delle istituzioni pubbliche e del terzo settore
impegnato nella realizzazione del sistema integrato;
h) promuove ricerche sulle dimensioni dei bisogni e dell'emarginazione e le relative cause scatenanti,
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nonché iniziative informative e di assistenza tecnica ai soggetti del sistema integrato di interventi sociali;
i) istituisce e coordina, di intesa con le province, il sistema informativo sociale ai sensi dell'articolo
25;
l) definisce, ai sensi dell'articolo 46, strumenti di monitoraggio, di valutazione e di controllo di
gestione, per verificare, in termini di efficacia e di efficienza, la corrispondenza tra la programmazione
regionale e la programmazione locale, nonché lo stato di attuazione degli interventi ed il raggiungimento
degli obiettivi previsti dal piano di zona d'ambito;
m) esercita i poteri sostitutivi nei confronti degli enti inadempienti ai sensi degli articoli 47 e
seguenti;
n) promuove iniziative tese a valorizzare e sostenere il ruolo delle formazioni sociali;
o) promuove nuovi modelli di prevenzione e risposta ai bisogni, e sostiene iniziative sperimentali
proposte dai soggetti locali, pubblici o privati, anche volte a favorire l'inserimento lavorativo di persone
svantaggiate;
p) individua le azioni e gli interventi volti a migliorare la sicurezza dei cittadini da iscriversi nel
programma di azioni previsto dall'articolo 3, comma 4, della legge regionale 13 giugno 2003, n. 12.
Individua, inoltre, ai sensi dell'articolo 8 della medesima legge, i profili professionali e le nuove
professionalità destinate a realizzare operativamente gli interventi programmati;
q) emana lo schema generale di riferimento della carta dei servizi sociali, di cui all'articolo 26;
r) definisce gli indirizzi per assicurare la programmazione e la gestione integrata e la verifica dei
risultati da parte dei comuni e delle aziende sanitarie locali -ASL- dei servizi sociosanitari, ai sensi della
normativa statale vigente;
s) individua, con proprie direttive in materia socio-sanitaria, le prestazioni da ricondurre alle tipologie
definite dalla normativa statale vigente, tenuto conto dei livelli essenziali ed uniformi di assistenza, di cui
all'articolo 5;
t) verifica la conformità dei piani sociali d'ambito con il piano sociale regionale;
u) definisce le caratteristiche ed i requisiti delle figure professionali abilitate ad erogare le prestazioni
relative ai servizi ed agli interventi previsti dalla presente legge ed i requisiti minimi delle tipologie di
servizi sociali;
v) adotta, di intesa con le organizzazioni sindacali e di rappresentanza dei lavoratori e degli altri
soggetti del territorio di cui al capo II, del titolo II, un sistema tariffario fisso a cadenza triennale per ogni
tipologia di servizio sociale e per le figure professionali abilitate ad erogare le prestazioni relative agli
interventi ed ai servizi previsti dalla presente legge”.

Art. 43 “Albo regionale dei soggetti abilitati a partecipare al sistema integrato di interventi e servizi”.

“1. È istituito l'albo dei soggetti abilitati a partecipare al sistema integrato di interventi e servizi sociali.
2. Con il regolamento di attuazione la Regione definisce:
a) le procedure ed i requisiti per l'iscrizione all'albo creando apposite sezioni per settori, tipologie di
intervento, forma giuridica dei soggetti, ivi comprese le procedure di iscrizione delle strutture e dei
soggetti che provvedono all'offerta e alla gestione degli interventi e dei servizi del sistema integrato
autorizzati o accreditati dai comuni ai sensi dell'articolo 10, comma 3, lettera b);
b) gli adempimenti periodicamente previsti e le sanzioni in caso di loro inosservanza ivi compresa la
cancellazione, le modalità di accertamento del perdurare dei requisiti e delle condizioni richieste per
l'iscrizione all'albo, e in particolare, le procedure di cancellazione dei soggetti erogatori dei servizi nei
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casi di accertata, grave e reiterata violazione della carta dei servizi”.


Comma 8

Legge regionale 23 ottobre 2007 n. 11 “già citata nella nota al comma 2”

Art. 57 “Assistenza diretta di tipo residenziale legge regionale n. 14/1986”

“1. Nelle strutture residenziali di cui alla legge regionale 23 maggio 1986, n. 14, il comune provvede
all'assistenza diretta di tipo residenziale per persone anziane ultra sessantacinquenni che ne fanno
richiesta.
2. I comuni determinano autonomamente, secondo i criteri fissati in apposito regolamento e
conformemente alla normativa vigente circa l'accesso agevolato a prestazioni sociali, le condizioni per
l'ammissione e le modalità di partecipazione economica dell'anziano ospitato ai costi della gestione.
3. I comuni possono programmare l'attivazione di altri servizi sociali entro gli immobili che ospitano i
servizi residenziali, ad integrazione dei servizi residenziali stessi e secondo la normativa vigente in
materia socio-assistenziale.
4. Il regolamento di cui al comma 2 prevede le modalità per garantire ai cittadini dell'ambito territoriale di
appartenenza del comune titolare la priorità d'accesso al servizio.
5. Il comune provvede ad adeguare l'organico alle norme statali e regionali in materia di servizi socio-
assistenziali e secondo le esigenze organizzative e funzionali delle strutture.
6. La Regione Campania assicura annualmente, in conformità all'articolo 13 della legge regionale n.
14/1986, lo stanziamento, a cui fà fronte con appostamenti determinati con leggi di bilancio, a titolo di
contributo per le spese di gestione in misura di euro 387.300,00 per il comune di Torre del Greco e di
euro 206.000,00 per il comune di Cava dei Tirreni fino all'anno 2008. La regione Campania assicura
annualmente e fino all'anno 2008 al comune il trasferimento di risorse finanziarie a titolo di contributo per
le spese per il personale, in misura pari alla media dei trasferimenti effettuati a titolo di anticipo negli anni
2003-2004-2005.
7. Il comune provvede a rendicontare annualmente le spese e a relazionare sull'andamento delle attività
svolte, con particolare riferimento alle modalità organizzative e funzionali dei servizi.
8. Il comune provvede a trasmettere alla regione Campania i regolamenti adottati per il funzionamento del
servizio. Dall'anno 2009 i comuni provvedono alla gestione delle strutture entro la programmazione
sociale generale, con risorse proprie.
9. Il comune assicura gli interventi di manutenzione anche straordinaria dell'immobile, anche al fine degli
adeguamenti richiesti dalla normativa vigente in materia di servizi socio-assistenziali, di sicurezza degli
impianti e di prevenzione dei rischi sul luogo di lavoro”.

Art. 50 “Istituzione del fondo sociale regionale”

“1. La Regione istituisce un fondo per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali
denominato fondo sociale regionale. Il fondo sociale regionale è costituito da:
a) risorse provenienti dallo Stato.
b) risorse stanziate dalla Regione.
c) risorse derivanti dagli organismi dell'Unione europea.
2. Le risorse di cui al comma 1 sono vincolate, nelle modalità di erogazione del fondo e nella scelta degli
interventi, alla programmazione dei piani di zona dei diversi ambiti territoriali, ad eccezione di quelle
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destinate dalla programmazione regionale all'attuazione delle azioni a regia regionale.


3. L'entità dello stanziamento regionale è determinata con la legge di bilancio annuale. Al fine di
consentire una adeguata programmazione degli interventi previsti dalla presente legge il bilancio
pluriennale determina, con le modalità previste dall'articolo 15 della legge regionale 30 aprile 2002, n. 7,
gli stanziamenti previsti per il fondo sociale regionale.
4. L'entità del fondo garantisce comunque la copertura dei servizi regionali di sistema e dei livelli
essenziali di assistenza sociale a livello territoriale.
5. Il fondo sociale regionale è finanziato con risorse dei capitoli 7805, 7808, 7854, 7870 dell'unità
previsionale di base 4.16.41 e del capitolo 7876 dell'unità previsionale di base 4.16.44. A partire da
bilancio di previsione 2008 l'unità previsionale di base 4.16.44 è soppressa e il capitolo 7876 confluisce
nell'unità previsionale di base 4.16.41”.

Nota all’art. 18

Comma 3.

Legge regionale 31 ottobre 1978 n. 51 “Normativa regionale per la programmazione, il finanziamento e


la esecuzione di lavori pubblici e di opere di pubblico interesse, snellimento delle procedure
amministrative, deleghe e attribuzioni agli Enti locali”

Legge regionale 27 febbraio 2007 n. 3 “Disciplina dei lavori pubblici, dei servizi e delle forniture in
Campania”

Legge regionale 12 dicembre 1979 n. 42 “Interventi regionali per la costruzione, l'ampliamento, il


miglioramento, il completamento e l'acquisto di impianti e attrezzature sportive per la promozione e la
diffusione della pratica sportiva”

Legge regionale 6 maggio 1985 n. 50 “Contributo della Regione per opere di edilizia scolastica”

Comma 4

Legge regionale 2 agosto 1982 n. 42 “Provvedimenti per l'attuazione del programma agricolo regionale”

Legge regionale 3 agosto 1981 n. 55 “Disciplina degli interventi conseguenti a calamità naturali o
avversità atmosferiche di carattere eccezionale di cui alla L. 25 maggio 1970, n. 364”

Legge regionale 19 gennaio 2007 n. 1 “già citata nella nota all’art.4”

Art. 31 “Modifiche legislative”

Comma 5. Le comunità montane e le province possono procedere alla riprogrammazione delle risorse
ad esse assegnate ai sensi della legge regionale 2 agosto 1982, n. 42 e non ancora utilizzate (24). Tali
risorse possono anche essere destinate ad opere pubbliche da realizzare nel campo della difesa del suolo e
della bonifica, nel rispetto delle disposizioni e dei limiti di importo di cui all'articolo 17 della presente
legge.

Legge regionale 30 gennaio 2008 n. 1 “già citata nella nota all’articolo 4”

Art. 18 “Misure per la prevenzione degli incendi boschivi”


BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

Comma 3. Le comunità montane e le province, anche attraverso la stipula di accordi reciproci, possono
procedere alla programmazione delle risorse ad esse assegnate ai sensi della legge regionale 2 agosto
1982, n. 42, e della legge regionale 3 agosto 1981, n. 55, non ancora utilizzate.

Comma 5.

Legge regionale 3 dicembre 2003 n. 20 “Semplificazione dell'azione amministrativa nei comuni della
Regione Campania impegnati nell'opera di ricostruzione conseguente agli eventi sismici del novembre
1980 e del febbraio 1981”

Art. 10 “Revoca dei contributi”

1. I nuovi termini previsti dal decreto legislativo n. 76/1990, articolo 21, comma 1, come sostituito dal
decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, convertito con legge 4 dicembre 1993, n. 493, articolo 2, comma 7
non possono superare i quarantotto mesi.

2. I beneficiari dei contributi, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, possono
chiedere al responsabile dell'ufficio ricostruzione di fissare nuovi termini per l'inizio e l'ultimazione dei
lavori ai sensi del comma 1. Decorso inutilmente tale termine, le scadenze per l'inizio e l'ultimazione dei
lavori sono quelle risultanti dai provvedimenti già rilasciati.

3. Il mancato rispetto del termine comporta la decadenza dai benefici relativi alla parte del contributo non
ancora liquidata. Il responsabile dell'ufficio ricostruzione nei successivi trenta giorni adotta il conseguente
formale provvedimento. In tal caso i lavori restanti sono ultimati a cura e spese del richiedente seguendo
l'ordinaria procedura di rilascio del permesso a costruire o della dichiarazione di inizio attività-DIA.

4. Entro centoventi giorni dall'ultimazione dei lavori, il beneficiario del contributo presenta al Comune la
documentazione di cui all'articolo 9 per la richiesta di liquidazione del saldo finale. Il mancato rispetto del
termine comporta la decadenza dai benefici relativi alla parte del contributo non ancora liquidata. Il
responsabile dell'ufficio ricostruzione, nei successivi trenta giorni, adotta il conseguente formale
provvedimento.

5. Per i lavori ultimati prima dell'entrata in vigore della presente legge, il termine è di centottanta giorni e
decorre dall'entrata in vigore della presente legge.

6. Sono riaperti per sessanta giorni i termini di cui al comma 2.

D.Lgs. 30 marzo 1990 n. 76 “Testo unico delle leggi per gli interventi nei territori della Campania,
Basilicata, Puglia e Calabria colpiti dagli eventi sismici del novembre 1980, del febbraio 1981 e del
marzo 1982”

Art. 28 “Ricostruzione e riparazione di immobili e attrezzature del commercio, artigianato, turismo e


spettacolo”

1. (Art. 22, c. 1, legge n. 219/1981). - A favore delle imprese dei settori dell'artigianato, del turismo, del
commercio all'ingrosso e al minuto, della somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, delle
attività ausiliarie del commercio e delle forme associate tra operatori commerciali e turistici, nonché
dell'esercizio cinematografico e teatrale ubicate nei comuni indicati nei decreti di cui all'articolo 1 è
concesso un contributo pari al 75 per cento delle spese per la ricostruzione e la riparazione dei locali e
delle attrezzature ed il rinnovo degli arredi e dei complessi ricettivi e di ristorazione danneggiati dal
terremoto.
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

2. (Art. 22, c. 3, legge n. 219/1981; Art. 23, c. 10, D.L. n. 57/1982, conv. con mod. legge n. 187/1982). - Il
contributo di cui al comma precedente è esteso alla spesa necessaria per il miglioramento e per
l'adeguamento funzionale delle opere, nonché a quelle relative all'acquisto del terreno qualora, per ragioni
sismiche, di vincoli urbanistico-ambientali e di convenienza economica, si renda necessario il
trasferimento della impresa.

3. (Art. 22, c. 3, 4 e 5, legge n. 219/1981; Art. 2-ter, D.L. n. 333/1981, conv. con mod. legge n. 456/1981;
Art. 10, c. 1 e 3, D.L. n. 474/1987, conv. con mod. legge n. 12/1988; Norma di coordinamento). - Il
contributo di cui al comma 1 è concesso dalla regione alle imprese che abbiano presentato domanda entro
il 20 gennaio 1988, ed abbiano provveduto a corredarla entro il 31 marzo 1989 dell'autorizzazione o
concessione ad edificare rilasciata dal sindaco, dell'autorizzazione dei competenti uffici tecnici regionali,
in applicazione di quanto disposto dall'art. 18 della legge 2 febbraio 1974, n. 64, e da una specifica
perizia giurata per l'approvazione da parte della commissione di cui al presente comma. Fino all'entrata in
vigore della legge regionale relativa alla disciplina delle modalità di erogazione del contributo, il
contributo stesso è concesso dal presidente della giunta regionale o da un suo delegato, previo parere di
una commissione, istituita presso ogni provincia e composta da un delegato del presidente della giunta
regionale, che la presiede, da tre membri designati dal consiglio regionale con voto limitato, da due
membri designati dal presidente della camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, nonché
dall'intendente di finanza. Le spese per il finanziamento della commissione sono a carico del fondo di cui
all'articolo 3.

4. (Art. 12, c. 5, D.L. n. 474/1987, conv. con mod. legge n. 12/1988). - In tutti i casi previsti nei precedenti
commi ivi compresi gli ampliamenti e gli adeguamenti funzionali i contributi sono definiti entro 90 giorni
dalla presentazione dei progetti e della relativa documentazione dal presidente della giunta regionale,
anche in assenza del parere dell'apposita commissione, ove questo non sia emanato entro 60 giorni dalla
presentazione stessa.

5. (Art. 22, c. 5, legge n. 219/1981; Art. 2-ter, D.L. n. 333/1981, conv. con mod. legge n. 456/1981). - Il
contributo è erogato in ragione:

a) del 50 per cento all'inizio dei lavori certificato dal sindaco;

b) del restante 50 per cento del contributo dopo l'ultimazione dei lavori, previo collaudo degli stessi,
da parte di un tecnico nominato dal presidente della commissione di cui al comma 3; il relativo compenso
è a carico del fondo di cui all'articolo 3.

6. (Art. 12, c. 1, D.L. n. 474/1987, conv. con mod. legge n. 12/1988). - La concessione dei contributi di
cui al presente articolo, limitatamente agli interventi di riparazione o ricostruzione di immobili aventi
destinazione sia ad uso abitativo che produttivo, è disposta dal sindaco previo parere della commissione
di cui all'articolo 19.

7. (Art. 12, c. 2, D.L. n. 474/1987, conv. con mod. legge n. 12/1988). - Nell'ipotesi di cui al comma
precedente è altresì concesso dal sindaco, su parere della commissione prevista nel comma 3, il contributo
per le riparazioni delle attrezzature e il rinnovo degli arredi. La commissione stessa emana il proprio
parere entro sessanta giorni dalla presentazione della richiesta.

8. (Art. 12, c. 4, D.L. n. 474/1987, conv. con mod. legge n. 12/1988). - Le perizie presentate entro il 31
dicembre 1986 e non approvate dalle regioni alla data del 22 novembre 1987 sono trasferite ai rispettivi
comuni che provvederanno ai sensi dei commi 6 e 7.

9. (Art. 33, c. 3, legge n. 219/1981). - Ai titolari di aziende di commercio al minuto e di somministrazione


BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

al pubblico di alimenti e bevande, che hanno subito la distruzione o il danneggiamento dell'esercizio o


che, comunque, siano stati gravemente danneggiati nella loro attività lavorativa per effetto degli eventi
sismici, l'autorizzazione al trasferimento dei propri esercizi nelle aree individuate ai sensi del successivo
articolo 41 si intende rilasciata dietro comunicazione alla autorità comunale competente.

Comma 6

Legge regionale 27 febbraio 2007 n. 3 “Disciplina dei lavori pubblici, dei servizi e delle forniture in
Campania”

Nota all’art. 19

Comma 1

Legge regionale 24 dicembre 2003 n. 28 “Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza
regionale”

Art. 6 “Consolidamento del debito e razionalizzazione della gestione dei servizi nelle aziende sanitarie
locali e nelle aziende ospedaliere”

1. La Regione Campania costituisce una società per azioni unipersonale ai fini della elaborazione e della
gestione di un progetto complessivo, finalizzato al compimento di operazioni di carattere patrimoniale,
economico e finanziario da integrarsi con gli interventi per il consolidamento ed il risanamento della
maturata debitoria del sistema sanitario regionale e per l'equilibrio della gestione corrente del debito della
sanità .

2. La Regione Campania con decreto del Presidente della Regione designa i componenti degli organi di
amministrazione e di controllo della società di cui al comma 1.

3. La Giunta regionale è autorizzata ad emanare i provvedimenti necessari all'attuazione di quanto


previsto nel presente articolo, compresa la determinazione del capitale sociale della società di cui al
comma 1.

4. Al fine di pervenire ad un migliore utilizzo delle risorse e di razionalizzazione della spesa sanitaria è
istituito presso l'assessorato competente un osservatorio regionale per conseguire una conoscenza delle
migliori condizioni di mercato.

5. La Giunta regionale, entro il termine di novanta giorni dalla pubblicazione della presente legge, è
autorizzata ad emanare il provvedimento con il quale sono definite le procedure attuative, sentito il parere
della II e V commissione consiliare permanente.

6. Nella UPB 4.15.38 è iscritta la somma di euro 170 milioni a decorrere dall'anno 2007 e per tutta la
durata delle operazioni di cui al comma 9 necessarie al pagamento dei debiti maturati dalle ASL e dalle
AO regionali fino al 31 dicembre 2005 (11). Al relativo onere si fa fronte, nell'ambito del complessivo
equilibrio di bilancio, con le maggiori entrate derivanti dall'aumento dell'addizionale imposta sul reddito
per le persone fisiche - IRPEF - e dell'imposta regionale sulle attività produttive - IRAP.

6-bis. La somma di 170 milioni di euro relativa all'anno 2006 derivante dalle entrate di cui al comma 6 è
destinata al ripiano dei disavanzi delle aziende sanitarie regionali registrati nel medesimo anno. Gli
interessi non possono essere più onerosi di quelli derivanti dall'operazione di cartolarizzazione della
società regionale per la sanità - SORESA S.p.A. - così come stabilito dal contratto con le banche (articolo
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

5, punto 5.1 - commissioni e spese -).

7. Le somme di cui al comma 1 sono trasferite per ogni anno solare con provvedimenti amministrativi che
prevedono impegni pluriennali alla Società Regionale per la Sanità - So.Re.Sa. - S.p.A., società per azioni
unipersonale, costituita ai sensi dei commi precedenti, nei procedimenti posti in essere dalla medesima
società e volti a definire il pagamento dei debiti maturati dalle AA.SS.LL. e dalle AA.OO. regionali fino
al 31 dicembre 2005.

8. Per i fini di cui al comma 7 la So.Re.Sa. presenta idoneo piano alla Giunta regionale entro il 30 giugno
2006 per il pagamento dei predetti debiti, precisando gli strumenti da adottarsi e le modalità necessarie
all'estinzione dei debiti stessi (15).

9. Le operazioni finanziarie eventualmente indicate non possono essere superiori ad anni trenta e tra le
medesime resta esplicitamente compresa l'ipotesi di una eventuale cartolarizzazione.

10. Le AA.SS.LL. e le AA.OO. delegano la So.Re.Sa., previa delibera di esplicito consenso della Giunta
regionale, ad effettuare in loro nome e per loro conto, i pagamenti delle situazioni debitorie regolarmente
accertate, che siano dovuti per l'esercizio del servizio sanitario (17).

11. Se dovesse essere disposta la delegazione di pagamento, la So.Re.Sa. S.p.A. assume a proprio carico
l'attività che ha come conseguenza la definizione della situazione debitoria, fermo restando che, in tal
caso, la Regione Campania deve comunque prestare a favore della So.Re.Sa. S.p.A. apposita fideiussione
o garanzie immobiliari idonee a tenere indenne la società da ogni pretesa che possa derivare dal
compimento dell'operazione finalizzata all'estinzione delle posizioni debitorie delle AA.SS.LL. e delle
AA.OO..

12. La So.Re.Sa. S.p.A. ha facoltà di porre in essere quanto necessario alla formazione di una Special
Porpuse Vehicle - S.P.V. - di cui alla legge 30 aprile 1999, n. 130 o comunque di partecipare alla
formazione di tale società o di identificare tale società tra quelle attualmente esistenti sul mercato,
nell'operazione di eventuale cartolarizzazione. La conseguente obbligazione di pagamento è oggetto di
impegno pluriennale di spesa verso la Special Purpose Vehicle - SPV - ai sensi dell'articolo 12, comma 1,
lettera c) e dell'articolo 33, comma 5, della legge regionale 30 aprile 2002, n. 7 nonché di ruoli di spesa
fissa ai sensi dell'articolo 35, comma 3, della medesima legge. Le AA.SS.LL. e le AA.OO. della Regione
Campania sono tenute a fornire, su richiesta, alla So.Re.Sa. S.p.A. ogni documentazione necessaria e utile
per l'esatta definizione della debitoria pendente (20).

13. La So.Re.Sa. S.p.A. può trattare, in nome e per conto delle AA.SS.LL. o delle AA.OO., la definizione
della situazione debitoria e identificare con procedura ad evidenza pubblica gli operatori finanziari che
consentono l'estinzione del debito delle AA.SS.LL. e delle AA.OO., indicando agli stessi le modalità
necessarie (21).

14. La So.Re.Sa. accerta annualmente la maturata situazione debitoria delle AA.SS.LL e delle AA.OO.
della Regione Campania, mediante apposita relazione. Ai fini di tale accertamento, la Giunta trasmette
alla So.Re.Sa. i documenti contabili di cui all'art. 29, commi 3 e 4, della legge regionale 3 novembre
1994, n. 32, contestualmente alla loro ricezione. Entro 90 giorni dalla ricezione di tali documenti
contabili, la So.Re.Sa. invia alla Giunta la prescritta relazione.

15. La So.Re.Sa. è titolare in via esclusiva delle funzioni di acquisto e fornitura dei beni e attrezzature
sanitarie delle AA.SS.LL. e delle AA.OO. A tal fine, la So.Re.Sa. elabora annualmente un programma di
contenimento della spesa corrente sanitaria, definendo piani e procedure centralizzate, a livello regionale,
per l'acquisto e la fornitura di beni e attrezzature sanitarie (23).
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

16. La So.Re.Sa. previa deliberazione della Giunta regionale di approvazione dei suddetti piani e
procedure, espleta, in coordinamento con le AA.SS.LL. e le AA.OO., le procedure acquisitive in essi
stabiliti.

Comma 2

Legge regionale 27 febbraio2007 n. 3 “Disciplina dei lavori pubblici, dei servizi e delle forniture in
Campania”

Capo V - Utilizzo delle risorse regionali per la realizzazione di lavori pubblici

Legge regionale 30 gennaio 2008 n. 1 “già citata nella nota all’art.4”

Art. 3 “Piano annuale di finanziamento delle opere pubbliche e termini per gli investimenti”

1. Per il triennio 2008 - 2010 i piani annuali di finanziamento di cui all'articolo 65 della legge regionale
27 febbraio 2007, n. 3, privilegiano, nel rispetto dei pertinenti stanziamenti di bilancio, gli interventi
finanziari di cui all'articolo 64, comma 1, lettera b) della medesima legge. Per ciascun anno del medesimo
periodo, ferma restando la preventiva verifica di compatibilità finanziaria, il livello di assegnazione dei
nuovi contributi pluriennali di cui all'art. 64, comma 1, lettera a), della legge regionale n. 3/2007, non
può superare il valore delle posizioni estinte nell'anno immediatamente precedente.

2. Il programma e l'elenco annuale dei lavori pubblici di cui all'articolo 63 della legge regionale n.
3/2007 sono redatti in modo da garantire il rispetto delle prescrizioni di cui al comma 1 del presente
articolo.

3. Le proroghe dei termini per l'utilizzo degli investimenti, concessi agli enti locali ai sensi della legge
regionale 31 ottobre 1978, n. 51, della legge regionale 12 dicembre 1979, n. 42 e della legge regionale 6
maggio 1985, n. 50, stabilite da precedenti disposizioni legislative, non sono cumulabili.

4. Per il triennio 2008-2010 le opere e gli investimenti ammessi a finanziamento con i piani annuali di cui
al comma 1, per quanto compatibili con le rispettive regole di funzionamento, trovano copertura
finanziaria prioritariamente attraverso l'utilizzo dei Fondi per le aree sottoutilizzate (FAS) assegnati alla
Regione.

5. I termini per l'utilizzo degli investimenti concessi agli enti locali di cui alla legge regionale 31 ottobre
1978, n. 51, sostituita dalla legge regionale 27 febbraio 2007, n. 3, alla legge regionale 12 dicembre
1979, n. 42 e alla legge regionale 6 maggio 1985, n. 50, con i piani di riparto delle annualità 2004-2006,
sono prorogati di trecentosessanta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge (2).

Comma 3

Legge regionale 17 ottobre 2005 n. 17 “Disposizioni per la semplificazione del procedimento


amministrativo”

Nota all’art. 20

Comma 1

Legge regionale 22 dicembre 2004 n. 16 “Norme sul governo del territorio”


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Art. 22 “Strumenti urbanistici comunali”

1. Il comune esercita la pianificazione del territorio di sua competenza nel rispetto delle disposizioni
legislative e regolamentari vigenti e in coerenza con le previsioni della pianificazione territoriale
regionale e provinciale.

2. Sono strumenti di pianificazione comunale:

a) il piano urbanistico comunale - Puc;

b) i piani urbanistici attuativi - Pua;

c) il regolamento urbanistico-edilizio comunale - Ruec.

Art. 28 “Regolamento urbanistico edilizio comunale”

1. Il Ruec individua le modalità esecutive e le tipologie delle trasformazioni, nonché l'attività concreta di
costruzione, modificazione e conservazione delle strutture edilizie. Il Ruec disciplina gli aspetti igienici
aventi rilevanza edilizia, gli elementi architettonici e di ornato, gli spazi verdi e gli arredi urbani.

2. Il Ruec, in conformità alle previsioni del Puc e delle Nta allo stesso allegate, definisce i criteri per la
quantificazione dei parametri edilizi e urbanistici e disciplina gli oneri concessori .

3. Il Ruec specifica i criteri per il rispetto delle norme in materia energetico-ambientale in conformità agli
indirizzi stabiliti con delibera di Giunta regionale.

Comma 2

Legge regionale 2 luglio 1997 n. 18 “Nuova disciplina per l'assegnazione degli alloggi di Edilizia
residenziale pubblica”

Art. 6 “Commissione per la formulazione delle graduatorie.

Comma 5. Il Presidente ed i componenti sono designati entro 45 giorni dall'inizio della legislatura
regionale e restano in carica per la durata della stessa.

Nota all’art. 21

Comma 2

D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 “Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali”

Art. 270 “Contributi associativi”

1. I contributi, stabiliti con delibera dagli organi statutari competenti dell'Anci, dell'Upi, dell'Aiccre,
dell'Uncem, della Cispel, delle altre associazioni degli enti locali e delle loro aziende con carattere
nazionale che devono essere corrisposti dagli enti associati possono essere riscossi con ruoli formati ai
sensi del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, ed affidati ai concessionari del servizio nazionale di
riscossione. Gli enti anzidetti hanno l'obbligo di garantire, sul piano nazionale, adeguate forme di
pubblicità relative alle adesioni e ai loro bilanci annuali.
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 5 DEL 26 GENNAIO 2009

2. La riscossione avviene mediante ruoli, anche in unica soluzione, su richiesta dei consigli delle
associazioni suddette, secondo le modalità stabilite nel decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.

3. Gli enti associati hanno diritto di recedere dalle associazioni entro il 31 ottobre di ogni anno, con
conseguente esclusione dai ruoli dal 1° gennaio dell'anno successivo.

Nota all’art. 22
Comma 2

D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460 “Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle
organizzazioni non lucrative di utilità sociale”

Art. 21 “Esenzioni in materia di tributi locali”

1. I comuni, le province, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono deliberare nei
confronti delle ONLUS la riduzione o l'esenzione dal pagamento dei tributi di loro pertinenza e dai
connessi adempimenti.

Nota all’art. 24
Comma 1.

R.D. 14 agosto1920 n. 1285 “Regolamento per le derivazioni e utilizzazioni di acque pubbliche”

Art. 11 “Sono a carico di chi chiede la concessione le spese occorrenti per l'istruttoria e in genere per
l'esame della domanda”

Il richiedente deve depositare, oltre alla somma di cui al penultimo comma dell'art. 9 del R.D. 9 ottobre
1919, n. 2161, che è dovuta anche quando trattisi di derivazioni che possano essere concesse con
esenzione di canone, le somme che l'ufficio del Genio civile ravvisi necessarie per il pagamento delle
spese anzidette.

Non effettuandosi il deposito entro il termine assegnato, che non potrà essere superiore a trenta giorni, la
domanda non avrà ulteriore corso.

Le spese effettivamente incontrate sono liquidate dall'ingegnere capo del Genio civile.

Nel caso in cui, a termini dell'art. 10 del R.D. 9 ottobre 1919, n. 2161 (19), fra più domande aventi per
oggetto in tutto o in parte la stessa concessione sia preferita una di quelle ammesse ad istruttoria in virtù
dell'art. 11 del menzionato decreto, la concessione sarà subordinata alla condizione che il concessionario
rifonda tutte le spese di istruttoria e di esame delle domande anteriori.

Comma 2

R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775 “Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti” elettrici.

Art. 11

Per la domanda prescelta l'ufficio del Genio civile redige il disciplinare e invita il richiedente a firmarlo.

Il richiedente deve depositare presso la cassa dei depositi e prestiti una cauzione non inferiore alla metà di
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un'annata del canone demaniale e in ogni caso non minore di lire cento (18).

La cauzione può essere incamerata nei casi di rinunzia e di dichiarazione di decadenza.

Comma 3

Legge regionale 29 luglio 2008 n. 8 “Disciplina della ricerca ed utilizzazione delle acque minerali e
termali, delle risorse geotermiche e delle acque di sorgente”

Art. 24 “Direzione sanitaria nelle aziende termali, negli stabilimenti termali e nei reparti termali”

Comma 2. Il direttore sanitario non può esercitare le funzioni indicate nel comma 1 in più aziende
termali.

Comma 4

Legge regionale 29 luglio 2008 n. 8 “già citata nella nota al comma 3”

Art. 44 “Norme transitorie”

Comma 14. La vigilanza di cui al comma 8 dell'articolo 37, attribuita ai competenti uffici regionali, è
espletata attraverso sopralluoghi, prelievi e rilevamenti, previa informazione ai proprietari che
interferiscono con le sorgenti.

Nota all’art. 25

Comma 1

Legge Regionale 27 agosto 2002 n. 17: “Provvedimenti urgenti per la copertura dei disavanzi delle
aziende sanitarie per l'anno 2001”.

Art. 1: “ Valorizzazione o dismissione del patrimonio disponibile delle Aziende sanitarie”.

1. La Giunta regionale è autorizzata a nominare una Commissione di esperti di Settore per la migliore
valorizzazione o la dismissione del patrimonio immobiliare, non strumentale, delle Aziende sanitarie
locali e delle Aziende ospedaliere.

2. Le risorse provenienti dalle operazioni di cui al comma 1, stimabili in via preliminare in circa euro 60
milioni nell'esercizio 2003 ed euro 120 milioni nell'esercizio 2004, sono destinate esclusivamente al
ripiano del disavanzo delle Aziende sanitarie per l'esercizio 2001.

3. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono definiti entro un importo non superiore ad
euro 200 mila per l'esercizio 2002 iscritti nella Unità previsionale di base 4.15.38 "Assistenza Sanitaria".

4. Per gli anni successivi si provvede con la legge di Bilancio.

Comma 2

D. lgs. 21 dicembre 1999 n. 517: “Disciplina dei rapporti fra Servizio sanitario nazionale ed università, a
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norma dell'articolo 6 della L. 30 novembre 1998, n. 419”.

Art. 2: “Aziende ospedaliero-universitarie”.

1. La collaborazione fra Servizio sanitario nazionale e università, si realizza, salvo quanto previsto ai
commi 4, ultimo periodo, e 5, attraverso aziende ospedaliero-universitarie, aventi autonoma personalità
giuridica, le quali perseguono le finalità di cui al presente articolo.

2. Per un periodo transitorio di quattro anni dall'entrata in vigore del presente decreto, le aziende
ospedaliero-universitarie si articolano, in via sperimentale, in due tipologie organizzative:

a) aziende ospedaliere costituite in seguito alla trasformazione dei policlinici universitari a gestione
diretta, denominate aziende ospedaliere universitarie integrate con il Servizio sanitario nazionale;

b) aziende ospedaliere costituite mediante trasformazione dei presìdi ospedalieri nei quali insiste la
prevalenza del corso di laurea in medicina e chirurgia, anche operanti in strutture di pertinenza
dell'università, denominate aziende ospedaliere integrate con l'università.

3. A1 termine del quadriennio di sperimentazione, alle aziende di cui al comma 1 si applica la disciplina
prevista dal presente decreto, salvo gli adattamenti necessari, in base anche ai risultati della
sperimentazione, per pervenire al modello aziendale unico di azienda ospedaliero-universitaria. Gli
eventuali adattamenti sono definiti con atto di indirizzo e coordinamento emanato ai sensi dell'articolo 8
della legge 15 marzo 1997, n. 59, su proposta dei Ministri della sanità e dell'università della ricerca
scientifica e tecnologica e, ove necessario, con apposito provvedimento legislativo.

4. Per le attività assistenziali essenziali allo svolgimento delle funzioni istituzionali di didattica e di
ricerca dell'università di cui all'articolo 1, la regione e l'università individuano, in conformità alle scelte
definite dal Piano sanitario regionale, l'azienda di riferimento di cui ai commi 1 e 2. Tali aziende sono
caratterizzate da unitarietà strutturale e logistica. Qualora nell'azienda di riferimento non siano disponibili
specifiche strutture essenziali per l'attività didattica, l'università concorda con la regione, nell'ambito dei
protocolli di intesa, l'utilizzazione di altre strutture pubbliche.

5. Le università concordano altresì con la regione, nell'ambito dei protocolli d'intesa, ogni eventuale
utilizzazione, tramite l'azienda di riferimento, di specifiche strutture assistenziali private, purché già
accreditate e qualora non siano disponibili strutture nell'azienda di riferimento e, in via subordinata, nelle
altre strutture pubbliche di cui al comma 4.

6. Le aziende di cui ai commi 1 e 2 operano nell'ambito della programmazione sanitaria nazionale e


regionale e concorrono entrambe sia al raggiungimento degli obiettivi di quest' ultima, sia alla
realizzazione dei compiti istituzionali dell'università, in considerazione dell'apporto reciproco tra le
funzioni del Servizio sanitario nazionale e quelle svolte dalle facoltà di medicina e chirurgia. Le attività
assistenziali svolte perseguono l'efficace e sinergica integrazione con le funzioni istituzionali
dell'università, sulla base dei principi e delle modalità proprie dell'attività assistenziale del Servizio
sanitario nazionale, secondo le specificazioni definite nel presente decreto.

7. Le aziende ospedaliere integrate con l'università di cui al comma 2, lettera b), sono costituite secondo il
procedimento previsto nell'articolo 4 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive
modificazioni; la proposta regionale è formulata d'intesa con l'università. Le modalità organizzative e
gestionali di tali aziende sono disciplinate dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, salve le specifiche disposizioni contenute nel presente decreto.
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8. Le aziende ospedaliere universitarie integrate con il Servizio sanitario nazionale di cui al comma 2,
lettera a) sono costituite, con autonoma personalità giuridica, dall'università, d'intesa con la regione, ed
operano secondo modalità organizzative e gestionali determinate dall'azienda in analogia alle disposizioni
degli articoli 3, 3-bis, 3-ter e 4 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, salve le specifiche disposizioni contenute nel presente decreto.

9. Alle aziende di cui ai commi 1 e 2 si applicano gli articoli 8-bis, 8-ter e 8-quater del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, salvo quanto previsto dal presente decreto.

10. Sono abrogati i commi 5 e 6 dell'articolo 4 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e
successive modificazioni.

Legge30 dicembre 2004 n. 311:“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello
Stato (legge finanziaria 2005)”.

Art.1 comma 180. La regione interessata, nelle ipotesi indicate ai commi 174 e 176 nonché in caso di
mancato adempimento per gli anni 2004 e precedenti, anche avvalendosi del supporto tecnico
dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali, procede ad una ricognizione delle cause ed elabora un
programma operativo di riorganizzazione, di riqualificazione o di potenziamento del Servizio sanitario
regionale, di durata non superiore al triennio. I Ministri della salute e dell'economia e delle finanze e la
singola regione stipulano apposito accordo che individui gli interventi necessari per il perseguimento
dell'equilibrio economico, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza e degli adempimenti di cui alla
intesa prevista dal comma 173. La sottoscrizione dell'accordo è condizione necessaria per la riattribuzione
alla regione interessata del maggiore finanziamento anche in maniera parziale e graduale,
subordinatamente alla verifica della effettiva attuazione del programma .

Comma 3

Legge regionale 21 aprile 1997 n. 12: “Rideterminazione dell'organico del ruolo della Giunta Regionale.
Norme di adeguamento al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 articoli 30 e 31”.

TABELLA H: “Profili Professionali”

Profili Professionali dell'8° livello

Funzionario agronomo

Funzionario amministrativo

Funzionario analista di sistema e di procedure

Funzionario architetto

Funzionario avvocato e procuratore legale

Funzionario ecologista

Funzionario in discipline economiche e/o statistiche

Funzionario geologo
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Funzionario ingegnere

Funzionario medico

Funzionario psicologo

Funzionario sociologo

Funzionario veterinario

Funzionario direttivo con funzioni psico-sociali educative

Funzionario direttivo con funzioni culturali

Funzionario direttivo matematico

Funzionario direttivo fisico

Funzionario direttivo operatore culturale

Funzionario interprete.

Nota all’art. 27

Comma 4

Legge regionale 31 dicembre 1994 n. 43: “Funzionamento dei servizi del Provveditorato, delle Casse
economali e del Patrimonio”.

Art. 3: “Compiti del Provveditorato”.

Comma 1, punto 7) alla gestione amministrativa della stampa di pubblicazioni, rassegne e


documentazioni dell'Amministrazione regionale e dell'edizione del Bollettino Ufficiale della Regione;

Comma 6

Legge 7 agosto 1990 n. 241: “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di
accesso ai documenti amministrativi”.

D. lgs. 7 marzo 2005 n. 82: “Codice dell'amministrazione digitale”.

Comma 7

Legge regionale 30 gennaio 2008 n. 1: “già citata nella nota all’art.4”.

Art. 29: “Efficienza dell'amministrazione regionale e accelerazione dei tempi procedimentali”

Comma 1. Nei procedimenti amministrativi, ove sussistano motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza di
parte, il responsabile del procedimento, prima dell'adozione di un provvedimento espresso di rigetto,
comunica tempestivamente all'interessato le ragioni che impediscono l'accoglimento della richiesta e
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invita l'istante alla presentazione per iscritto di osservazioni e alla eventuale integrazione della
documentazione o certificazione di fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso
dell'amministrazione stessa o di altre pubbliche amministrazioni.

Nota all’art. 28

Comma 4

Legge regionale13 agosto 1998 n. 14: “Politiche regionali per il lavoro e servizi per l'impiego”

Nota all’art. 30

Comma 2

Legge regionale19 gennaio 2007 n. 1:”già citata nella nota all’art.4”

Art.29:” Modifiche alla legge regionale n. 13/1996.”

Comma 2. All'articolo 6, comma 5, modificato dalla legge regionale 2 luglio 1997, n. 17, articolo 5, le
lettere a), b), c) e d) della legge regionale n. 13/1996, sono così modificate:

"a) Ai consiglieri regionali residenti fuori dal capoluogo sede del Consiglio regionale che non hanno
a disposizione in uso permanente un'autovettura di servizio è corrisposto un rimborso delle spese di
trasporto determinato sulla base:

1) del costo chilometrico previsto dalle vigenti tabelle ACI;

2) della percorrenza chilometrica tra il comune di residenza ed il comune sede del Consiglio
regionale ovvero dietro presentazione dei biglietti di viaggio.

b) Ai consiglieri regionali residenti nel capoluogo sede del Consiglio regionale è corrisposto un
rimborso forfettario pari ad euro 100".

Comma 3

Legge regionale 5 giugno 1996 n. 13: “Nuove disposizioni in materia di trattamento indennitario agli
eletti alla carica di consigliere regionale della Campania”

Art. 6: “Trattamento di missione e rimborso spese di trasporto”.

Comma 3. In relazione alle esigenze connesse alla esplicazione del mandato consiliare, a ciascun
consigliere regionale è dovuta per l'intera legislatura, a titolo di concorso spese, il corrispettivo importo
mensile di un biglietto ferroviario di prima classe valido per il percorso di tremila chilometri.

Nota all’art. 31

Comma 2

Legge regionale17 ottobre 2005 n. 17: “Disposizioni per la semplificazione del procedimento
amministrativo”.
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Art. 1: “Termine a provvedere per le commissioni consiliari”.

1. I pareri sugli atti amministrativi previsti dalla legislazione vigente, se non è stabilito un termine più
breve, sono resi dalle competenti commissioni consiliari entro quaranta giorni dall'assegnazione. Decorso
tale termine senza che le commissioni si siano pronunciate, il parere si intende acquisito in senso
favorevole.

2. È fatto obbligo agli uffici delle commissioni di comunicare immediatamente ai componenti delle stesse
gli atti di cui al comma 1. I Presidenti iscrivono l'argomento all'ordine del giorno della commissione entro
sette giorni dall'assegnazione. In mancanza vi provvede il Presidente del Consiglio nelle successive
quarantotto ore.

3. Il termine di cui al comma 1 è sospeso dal 16 luglio al 14 settembre di ogni anno.

Comma 3

Legge regionale 30 aprile 2002 n. 7: “Ordinamento contabile della Regione Campania articolo 34,
comma 1, D.Lgs. 28 marzo 2000, n. 76”.

Art. 28: Fondi di riserva

Comma 6. Il fondo di riserva di cassa è utilizzato per integrare o istituire gli stanziamenti di cassa di altre
unità previsionali di base. L'importo del fondo non può essere superiore ad un dodicesimo dell'ammontare
complessivo delle spese previste dal bilancio di cassa.

Nota all’art. 32

Comma 1

Legge regionale 24 luglio 2007 n. 8: “Disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi freschi
e conservati.”

Art. 20: “ Vigilanza”.

Comma 1. La vigilanza sull'applicazione della presente legge è demandata al personale del corpo forestale
dello Stato, ai nuclei antisofisticazione e sanità dell'Arma dei carabinieri, alle guardie venatorie
provinciali, agli organi di polizia urbana e rurale, agli operatori professionali di vigilanza ed ispezione
delle ASL - ispettori micologi e tecnici della prevenzione - alle guardie giurate campestri, alle guardie
giurate volontarie, agli agenti di custodia dei consorzi forestali e delle aziende speciali ed agli uffici di
sanità marittima, aerea e di frontiera del Ministero della salute, nonché ai soggetti di cui alla legge
regionale 23 febbraio 2005, n. 10.

Regio decreto 18 giugno 1931 n. 773: “Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.”

Art. 138 (art. 139 T.U. 1926).

1. Le guardie particolari devono possedere i requisiti seguenti:

1° essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea;

2° avere raggiunto la maggiore età ed avere adempiuto agli obblighi di leva;


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3° sapere leggere e scrivere;

4° non avere riportato condanna per delitto;

5° essere persona di ottima condotta politica e morale;

6° essere munito della carta di identità;

7° essere iscritto alla cassa nazionale delle assicurazioni sociali e a quella degli infortuni sul lavoro.

Il Ministro dell'interno con proprio decreto, da adottarsi con le modalità individuate nel regolamento per
l'esecuzione del presente testo unico, sentite le regioni, provvede all'individuazione dei requisiti minimi
professionali e di formazione delle guardie particolari giurate.

La nomina delle guardie particolari giurate deve essere approvata dal prefetto. Con l'approvazione, che ha
validità biennale, il prefetto rilascia altresì, se ne sussistono i presupposti, la licenza per il porto d'armi, a
tassa ridotta, con validità di pari durata .

Ai fini dell'approvazione della nomina a guardia particolare giurata di cittadini di altri Stati membri
dell'Unione europea il prefetto tiene conto dei controlli e delle verifiche effettuati nello Stato membro
d'origine per lo svolgimento della medesima attività. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 134-
bis, comma 3.

Le guardie particolari giurate, cittadini di Stati membri dell'Unione europea, possono conseguire la
licenza di porto d'armi secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 527, e dal
relativo regolamento di esecuzione, di cui al D.M. 30 ottobre 1996, n. 635 del Ministro dell'interno. Si
osservano, altresì, le disposizioni degli articoli 71 e 256 del regolamento di esecuzione del presente testo
unico.

Salvo quanto diversamente previsto, le guardie particolari giurate nell'esercizio delle funzioni di custodia
e vigilanza dei beni mobili ed immobili cui sono destinate rivestono la qualità di incaricati di un pubblico
servizio.

Comma 2

Legge regionale 7/2002:” già citata nella nota all’ art.31”

Art. 3: “Principi generali”.

Comma 8. La realizzazione delle spese vincolate correlate con le relative entrate avviene in ossequio dei
principi fondamentali e delle norme di coordinamento in materia di bilancio e di contabilità delle regioni
di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 28 marzo 2000, n. 76, preservando gli equilibri finanziari del
bilancio. I dirigenti competenti per materia nelle decretazioni di impegno e di liquidazione delle spese
vincolate correlate con le relative entrate verificano la compatibilità con le previsioni dei mezzi finanziari
e dell'accertamento delle fonti di finanziamento.

9. Il totale delle erogazioni previste in bilancio non può essere superiore, per ciascun esercizio, al totale
degli incassi previsti, aumentato del fondo di cassa all'inizio dell'esercizio.
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Nota all’art. 33

Comma 1

Legge regionale 30 gennaio 2008 n. 1: “già citata nella nota all’art.4”.

Art. 13: “Fondo di credito e garanzia per la realizzazione di programmi pluriennali di edilizia residenziale
agevolata”.

1. È istituito un Fondo rotativo di credito e garanzia finalizzato a:

a) fornire le garanzie richieste dal sistema bancario per la concessione di mutui per l'acquisto di
immobili destinati a prima casa;

b) favorire la concessione di mutui agevolati, anche mediante la partecipazione della Regione


attraverso contributi in conto interessi.

2. I benefici di cui al comma 1, lettera b) sono finalizzati anche al pagamento di rate di mutui già concessi
nell'ultimo triennio.

3. Al Fondo affluisce una quota parte delle risorse per annualità future spettanti alla Regione Campania in
virtù dell'accordo di programma stipulato in data 26 ottobre 2000 con il Ministero dei lavori pubblici.
Eventuali rientri per capitale ed interesse sono destinati ad incrementare il Fondo stesso.

4. La Giunta regionale, su proposta del competente assessore, entro centottanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, definisce l'entità, le modalità ed i criteri di accesso al Fondo rinviando, per
la gestione dello stesso, alla integrazione della convenzione stipulata con la Cassa depositi e prestiti in
data 20 luglio 2001 che snellisca le procedure e la tempistica con oneri ridotti a carico
dell'amministrazione regionale.

Lettera a)

Decreto legge 30 novembre 2003 n.269: “Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione
dell'andamento dei conti pubblici”.

Art.5

Comma 7. La CDP S.p.A. finanzia, sotto qualsiasi forma:

a) lo Stato, le regioni, gli enti locali, gli enti pubblici e gli organismi di diritto pubblico, utilizzando
fondi rimborsabili sotto forma di libretti di risparmio postale e di buoni fruttiferi postali, assistiti dalla
garanzia dello Stato e distribuiti attraverso Poste italiane S.p.A. o società da essa controllate, e fondi
provenienti dall'emissione di titoli, dall'assunzione di finanziamenti e da altre operazioni finanziarie, che
possono essere assistiti dalla garanzia dello Stato. L'utilizzo dei fondi di cui alla presente lettera, è
consentito anche per il compimento di ogni altra operazione di interesse pubblico prevista dallo statuto
sociale della CDP S.p.A., nei confronti dei medesimi soggetti di cui al periodo precedente o dai medesimi
promossa, tenuto conto della sostenibilità economico-finanziaria di ciascuna operazione. Dette operazioni
potranno essere effettuate anche in deroga a quanto previsto dal comma 11, lettera b);

b) le opere, gli impianti, le reti e le dotazioni destinati alla fornitura di servizi pubblici ed alle
bonifiche, utilizzando fondi provenienti dall'emissione di titoli, dall'assunzione di finanziamenti e da altre
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operazioni finanziarie, senza garanzia dello Stato e con preclusione della raccolta di fondi a vista. La
raccolta di fondi è effettuata esclusivamente presso investitori istituzionali.

Legge 24 novembre 2003 n. 326: “Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 30 settembre 2003,
n. 269, recante disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti
pubblici”.

Nota all’art. 34

Comma 1

Legge regionale 1 febbraio 2005 n. 2: “Disposizioni in materia di confezionamento e


commercializzazione del pane”.

Nota all’art. 35

Comma 1

Art. 43 dello Statuto: “ Procedura di approvazione”

Ogni progetto di legge, previo esame in Commissione, è discusso e votato dal Consiglio articolo per
articolo e con votazione finale. Il regolamento stabilisce i procedimenti abbreviati per i disegni di legge
dei quali è dichiarata l’urgenza.

Art.45 dello Statuto: “ Promulgazione e pubblicazione delle leggi regionali”

……omissis….. La legge regionale entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione
sul Bollettino Ufficiale della regione, salvo che la stessa stabilisca un termine maggiore.
Una legge dichiarata urgente dal Consiglio Regionale può essere promulgata ed entrare in vigore prima
della scadenza dei termini di cui sopra.”