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Isnardo Carta story e Zo-Zu (Zoso Giuliano)

Con il Corriere della Sera del Veneto (CdSV) nei giorni scorsi (articoli ed opinioni reiterate dell'ex.
on.dc Giuliano Zoso e di Roberto Zuccato, presidente dell'Associazione Industriali) e il Giornale di
Vicenza (GdVi) con il fondo del suo direttore Antonacci, (tralasciamo pure i comunicati di sindacati
e partiti e le dichiarazioni dei soliti Cattaneo Sorrentino&co) gli organi dell'informazione cittadina e
regionale si sono passati la consegna di aprire un fitto fuoco di interdizione contro quella che a loro
è apparsa come la "goccia che ha fatto traboccare il vaso"! ossia la nostra campagna e le diverse
iniziative organizzate contro la ben nota ditta Isnardo Carta di Levà, in particolare l'imbrattamento
di uno dei suoi camion che per il direttore del GdVi rappresenta il passaggio da un "pacifismo non
violento ad uno violento" con il conseguente invito al movimento e soprattutto al sindaco di
prendere distanze isolare e condannare le solite frange. Invito che Sarlo aveva già anticipato
scatenando contro alcune decine di cittadini in bicicletta, i cd. cicloblock, i suoi uomini inferociti.

Ma ci siamo chiesti: "che ci azzecca" uno come G.Zoso, già on. dc negli anni '80 e '90
sottosegretario al governo ed uomo di punta del blocco moderato di potere vicentino e veneto
almeno fino a tangentopoli, ironico e pungente opinionista del CdSV fino all'episodio citato e poi di
brutto duro e cattivo contro i nodalmolin? e il sig.Roberto Zuccato presidente della Associazione
Industriali (AI). ma soprattutto della Aresline di Carrè (Thiene) che produce arredi, sedie e poltrone
e guarda caso vince la commessa per l'arredo del teatro comunale?

Su consiglio di E.R** sono andato in Bertoliana a consultare l'archivio del GdVi dei primi anni '90
(tangentopoli) ed incrociando le ricerche con google scopro, guarda caso, un primo legame...

Il giorno 4 del gennaio 1994 vengono denunciati dal giudice Papalia di Verona circa 150 persone di
cui 19 vicentini per avere chi intascato chi versato mazzette e tangenti nell'operazione che il giudice
etichetta "autostrade d'oro" ossia i lavori per la 3 corsia della A4 Brescia Padova detta Serenissima,
allora presieduta dal dc Pandolfo presidente anche della provincia di Vi ma latitante in Brasile
appena ha saputo dell'inchiesta, e Giuliano Zoso allora sottosegretario all'istruzione ma accusato di
associazione per delinquere per aver estorto intascato mazzette agli imprenditori costruttori (ora fa
l'opinionista moralizzatore sul CdSV) ed infine, guarda guarda, il nostro uomo imprenditore
costruttore Carta Isnardo accusato di favoreggiamento e turbativa d'asta!

Allora come oggi quando si tratta di grandi opere e grandi affari i due si muovono d'intesa: allora
uno dal governo e l'altro con la sua ditta a concorrere alla distruzione del territorio, oggi uno al
giornale e l'altro sempre con la sua ditta sempre a concorrere alla distruzione del territorio nonché
alla costruzione di una base americana di guerra... insomma un'antica amicizia, od associazione,
chiamatela come volete, che continua con ogni mezzo legale o illegale, pacifico o violento, a fare
innanzitutto i loro affari. Ed il resto? Alla prossima puntata...anche perché i microfilm da consultare
sono tanti e dopo l'iniziale entusiasmo quando ci sembrava B** ed io di essere come i due
giornalisti del caso Watergate, l'istruttoria e il processo finiscono nel '97 e c'è quindi bisogno di
tempo.

Ma un'ultima cosa volevo aggiungere: il sig. Antoniacci dovrebbe chiarirsi meglio le idee e prima
di scrivere editoriali sdegnati, scendere negli scantinati del suo stesso giornale per attingere a delle
fonti che ritengo...imparziali. Altrimenti bisognerebbe ricordarglielo con quella inserzione di cui si
era parlato.

seconda puntata

Nell'ottobre del '94 l'istruttoria del giudice Papalia "autostrade d'oro" in parallelo a quella
denominata "siepi d'oro", tutte e due inerenti ai lavori della 3a corsia A4 Bs/Pd, deliberati dai
governi Craxi e Andreotti per i mondiali di calcio del '89, arriva a processo.

A Verona un salone intero della Fiera accoglie le decine di imprenditori, onorevoli, portaborse ecc.
implicati nella tangentopoli lombardo-veneta.

La grande opera e la grande truffa funzionano così: per ogni lotto di autostrada intervengono i
politici e gli amministratori del territorio interessato; attraverso gare manipolate coinvolgono e
fanno vincere gli imprenditori disposti a versare la tangente più ricca.

Per il lotto Montecchio Vicenza ovest l'onorevole "competente" è G.Zoso, l'imprenditore di


riferimento è Isnardo Carta: ovvero i due che in queste settimane si sono distinti per attacchi e
lamenti contro il presidio. Zoso imputato per associazione a delinquere, corruzione e turbativa d'asta
si dichiara innocente ma viene chiamato in causa da un imprenditore bresciano, dallo stesso Carta e
dall'ex presidente della provoncia Pandolfo, che dopo una latitanza di un anno e mezzo in brasile
rientra a sorpresa per il processo. Il nostro (Zoso) si spaventa e chiede il patteggiamento, si becca 1
anno sei mesi 1 giorno di condanna e se la svigna a gambe levate.

Dopo oltre un decennio di appartato ma pasciuto pensionamento (si era anche "dimesso" da
parlamentare..) torna a fare l'opinionista sul Corriere del Veneto occupandosi in particolare della
questione della base criticando Variati che considera subalterno alla Cinzia e noi che facciamo del
male all'imprenditoria vicentina ...Isnardo Carta, anche lui fuoriuscito patteggiando dal processo, ha
ovviamente continuato a fare il suo lavoro di cementiere asfaltatore costruttore di strade,
pedemontane, case e basi militari in giro per il veneto, l'Italia e il mondo.

E' arrivato a lamentarsi qualche tempo fa di non riuscire più a vincere le aste come ai bei tempi e
denuncia colleghi costruttori di Treviso, ma si consola con il comune di Thiene dove vince a man
bassa gare e appalti. E' qui che nasce l'intesa con Zuccato imprenditore di Carrè, anche lui
interessato ad appalti e commesse per enti pubblici, che divenuto presidente dell'Associazione
industriali della provincia di Vi non perde tempo a schierarsi e a schierare il suo GdVi a difesa del
"lavoro" e dell'imprenditoria locali.

Il punto di svolta della nostra battaglia contro la base credo stia proprio in questo passaggio: prima
industriali i loro portaborse e il loro giornale se ne stavano zitti o neutri, tanto si trattava di una
questione tutta politica etica ed ideologica che a loro non importava granché.

Ora che i lavori sono iniziati e si tratta invece di appalti e commesse succulente allora sono passati
all'attacco e schierano i loro organi di propaganda. Le antiche alleanze e amicizie in un sistema che
non è mai cambiato, tornano in pista e questo sicuramente ci crea ulteriori problemi ma allo stesso
tempo anche nuovi scenari che sul terreno della crisi mondiale, nel frattempo arrivata, possono
diventare nuove iniziative e nuovi alleati per la nostra battaglia.

Fine

Alla pagina successiva segue documento: Zoso richiesta autorizzione a procedere